Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘creatura’

Elezioni amministrative

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 maggio 2011

Se vogliamo esprimere un giudizio telegrafico, sui primi dati che ci giungono dai seggi elettorali, possiamo dire, guardando prevalentemente quanto sta emergendo a Milano, che il vero sconfitto è Berlusconi ma non il suo partito. Sembra un controsenso ma non lo è, a ben considerare. Non vi è dubbio che vi è una stanchezza da parte dell’elettorato moderato sul suo leader. Sta diventando ingombrante e solo capace di affossare con lui la sua creatura e tutti gli interessi che vi ruotano attorno. Ma nemmeno Napoli si sottrae per farci dire qualcosa che era già nell’aria e che Massimo Cacciari aveva, mesi fa ad otto e mezzo con la Gruber, espresso chiaramente: sono cadute le ideologie e al loro posto sono subentrati interessi più diretti sia individuali sia collettivi. Quindi a Milano può essere prevalente il voto antiberlusconi come a Napoli quello di segno opposto. Non significa che i napoletani siano più berlusconiani dei milanesi ma per il semplice fatto che con lo scandalo dei rifiuti nessuno esce con le mani pulite e la questione resta locale. Può darsi che l’elettore abbia anche fatto un ragionamento pratico: la regione è nelle mani del Pdl. Avere a Napoli un sindaco del Pd significa invece reiterare una conflittualità che non premia la soluzione delle strade sgombre di immondizia. Ora resta il timore che sulla politica continuerà a pesare il “dio denaro” come ha paventato Rosario Amico Roxas ricordando gli appalti miliardari per le opere pubbliche programmate a Milano nei prossimi anni. E siamo alla logica che solo il denaro crea potere e che il voto si può imbrigliare a proprio piacimento allargando i cordoni della borsa. Resisteranno i milanesi a questa insidia? (A.R.)

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Sono una persona strana, anomala, forse un po’ matta

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Lettera al direttore. Nessuno mi crederà, eppure vi giuro che degli infiniti articoli sulla casa di Montecarlo non ne ho letto neppure uno. I titoli, quando mi capitavano sotto gli occhi, per me erano più che sufficienti. Ma cosa ancora più incredibile, almeno per le persone normali, è che non ho guardato nessun programma d’approfondimento sulla vicenda brutta di Avetrana. Neppure uno per più di un minuto, passando da un canale all’altro. Pochi secondi che sono bastati a disgustarmi. A dire il vero, qualche sera fa forse devo aver guardato per più di sessanta secondi e, mi vergogno a dirlo, nonostante la gravità dell’argomento, non ho potuto fare a meno di ridere. Ho visto un signore non più tanto giovane, che giocava con delle automobiline e il plastico di una casa, e gli invitati che lo guardavano attentamente, ansiosi di esprimere il loro prezioso parere. Il loro prezioso contributo alla verità. Ma in fondo, a me che sono così strana, sembra che tutti questi conduttori televisivi siano sempre lì  a giocare, ed anche gli mportanti opinionisti mi sembra che giochino, tutti giocano un po’, anche se sanno perfettamente, ma fanno orecchie da mercante, che non è cosa buona giocare quando si parla di una creatura innocente uccisa. Ma la vita è questa. Che tristezza per una strana come me. Per una forse un po’ matta. (Francesca Ribeiro) (n.r. Forse bisogna essere anomali, strani e un po’ matti rinunciare a letture che la stragrande maggioranza degli italiani divora di continuo. Noi, che teniamo sotto controllo l’audience della Fidest ne sappiamo qualcosa. Per i fattacci di cronaca nera e di politica “sporca” con pettegolezzi e quel che ne segue abbiamo riservato uno spazio molto limitato e di là dell’annuncio non siamo andati oltre con i cosiddetti “approfondimenti” da telenovela. A conti fatti l’indice d’accesso, da quando non ne abbiamo più parlato, è sceso del 45%. Logico, quindi, che gli altri media non si sono lasciati scappare la buona fetta di ascolto che ha fatto aumentare la tiratura alla carta stampata e lo stesso dicasi per  i ritorni ottenuti dai famelici teledipendenti sino ad arrivare al web.)

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Il piacere sessuale

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 aprile 2010

Lettera al direttore. Il dono materiale più bello che il buon Dio ha fatto alle sue creature, è senza ombra di dubbio il piacere sessuale. Dono materiale che alle volte, a mio parere, diventa anche spirituale. Ed anzi, colgo l’occasione per ringraziare il Signore d’avermelo concesso. Considerato il valore immenso del dono, sarebbe davvero sbagliato ritenere che al Padreterno possa far piacere che una sua creatura ci rinunci, senza una giusta ragione. Sarebbe un atto di scortesia e ingratitudine. Ora, il Vangelo ci dice che Maria concepì il Bambinello senza avere avuto rapporti con Giuseppe. All’angelo, infatti, che annuncia la nascita di Gesù,  Maria risponde: “Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?” (Lc 1,34). E quindi, se crediamo al Vangelo, dobbiamo credere anche al concepimento di Gesù senza collaborazione umana. Fiumi di parole, però, sono stati fatti scorrere per dimostrare che Maria anche in seguito non abbia avuto rapporti con lo sposo. Si è sostenuto che quel “non conosco uomo” manifesti il proposito di Maria di rimanere vergine. Ovviamente nessuno si è chiesto mai se alla Madonna potesse far piacere che si facessero interminabili discussioni sulla sua verginità e persino sul suo imene. Eppure così è stato, a cominciare dal Concilio Lateranense (649) fino al Concilio Vaticano II.  Una vera mancanza di riguardo e di delicatezza. Ma è inconcepibile che proprio Maria, creatura prediletta da Dio, abbia rinunciato per sempre, senza ragione, giacché era sposata ed aveva un figlio, ad uno tra i doni più belli elargiti dal Signore. (Miriam Della Croce)

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Dibattito al Caffè letterario romano

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Roma, 23 Febbraio alle ore 18 Caffè Letterario, Via Ostiense 95, (ingresso libero)..  dibattito sul tema “dalla crisi del comunismo alla crisi del capitalismo? Diagnosi e prospettive”. interventi di Antonio Saccà e Carlo Jovine. Presentazione del libro “100 ottime ragioni per non amare Roma. e almeno due per adorarla alla follia” di Luca Leone.  È ormai evidente che la crisi che stiamo vivendo è molto più di una crisi passeggera dovuti ai classici cicli congiunturali dell’economia. È una crisi strutturale che mette in discussione il modello occidentale del capitalismo, prefigurando un tramonto per certi versi analogo al declino storico del comunismo. Un modello economico, quello occidentale, che rischia di implodere su se stesso, vittima della sua creatura più recente: la globalizzazione.
Antonio Saccà, docente di Sociologia all’Università “La Sapienza” di Roma, parlerà di questo tema in un pubblico dibattito intitolato “Dalla crisi del comunismo alla crisi del capitalismo? Diagnosi e prospettive”. Saccà ha scritto vari libri sull’argomento, l’ultimo dei quali, “Il padre di Dio” (Bietti Media edizioni), dedica una particolare riflessione alle conseguenze di una concorrenza squilibrata che avvantaggia paesi come l’India e la Cina con bassi costi di produzione. Che fare? Saccà affronterà appunto il “che fare” per una eventuale uscita dalla crisi. L’incontro sarà moderato da Massimo Nardi, vicepresidente di AutoriOnline.
Luca Leone, giornalista e saggista, presenterà il suo ultimo libro “100 ottime ragioni per non amare Roma. E almeno due per adorarla alla follia” (Infinito edizioni), da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale di e con Stefano Dionisi.  Roma non è solo la città decantata dalle guide turistiche di tutto il mondo che ne esaltano gli aspetti da cartolina. Oltre alle foto di rito e al tradizionale lancio di monetine a Fontana di Trevi, l’Urbe è altro. Con taglio giornalistico sociale, e al contempo con leggerezza e ironia, questo libro racconta in italiano, e a tratti in romanesco, i contrasti forti della Città Eterna.

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Il discorso del pontefice

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

Lettera al direttore. Il Pontefice nel suo tradizionale discorso d’inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, ha detto tantissime cose giuste in difesa della natura, a favore degli immigrati, contro la produzione di armi, e via di seguito. Però, riguardo alle unioni omosessuali,  ha detto qualche cosa di sbagliato. Ha dichiarato: “La libertà non può essere assoluta, perché l’Uomo non è Dio, ma immagine di Dio, sua creatura. Per l’uomo, il cammino da seguire non può quindi essere l’arbitrio, o il desiderio, ma deve consistere, piuttosto, nel corrispondere alla struttura voluta dal Creatore”. Giustissimo  che la libertà non possa essere assoluta, ma è altrettanto giusto che non possa essere diversa secondo il genere cui una persona appartiene. Per quale motivo la libertà di un eterosessuale dovrebbe essere diversa dalla libertà di un omosessuale? Giusto anche che il cammino dell’uomo debba consistere nel corrispondere alla struttura voluta dal Creatore. Ma la struttura voluta dal Creatore per tutte le creature omosessuali quale sarebbe? E perché mai tale struttura non è seguita da preti e suore che si “rendono eunuchi” per il regno dei Cieli? (Miriam Della Croce)

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Chi è il leviatano?

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 agosto 2009

Dietro il profilo di un paesaggio sereno sulle cui vallette si distendono i villaggi di una terra pacificata e retta dal “buon governo”, si erge il torso di una creatura gigantesca dal capo incoronato, che impugna con la destra la spada e con la sinistra un pastorale, mentre l’immenso corpo figura composto di una miriade di omini con lo sguardo rivolto a lui. E’ il simbolo del leviatano quale è rappresentato nel famoso frontespizio dell’omonima opera di Hobbes, pubblicata nel 1651. Quello che per lo più di duemila anni, attraverso le scritture, la tradizione ebraico-cabalistica è l’immaginario medievale, è stato il drago marino, il serpente dalle mille spire, l’essere mostruoso, l’apocalittica potenza messa da Dio in terra per umiliare gli uomini, divenne con Hobbes, l’emblema ed il nome del Dio mortale, incarnò il corpo dello Stato sovrano, del “contratto” fra gli uomini. La sterminata eredità di pensiero e di idee che la riflessione sul potere e sul governo degli uomini ci ha trasmesso attraverso i tempi, dalla “politikè tèkne” della “polis” greca allo “Stato machiavelliano”, dal sovrano hobbesiano che non è un “defensor pacis” (Marsilio da Padova), ma “creator pacis”, alle concezioni razionalistiche e moderne di Stato e Nazione: questa eredità oggi si dice che è il simbolo del Leviatano, dopo tre secoli in cui ha segnato il destino della modernità, ha oggi irrevocabilmente esaurito la sua efficacia. Con l’avanzare del dominio della tecnica, la mega-macchina statuale appare sempre più. Come aveva intuito Nietzsche, un gelido mostro. Pervicacemente menzognero e totalmente incapace di percepire la vita nel suo divenire. Aveva ragione Nietzsche? Il problema non è lo Stato, la sua assolutizzazione, cioè la sua pretesa di essere fonte suprema del diritto

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