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Posts Tagged ‘credenti’

Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2019

Renata-SalvaraniRoma. Inizia martedì 19 marzo 2019, alle 14.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) un ciclo di incontri sul tema “Religions and social integration in the Euromediterranean context”.Le appartenenze e le identità religiose sono un elemento ineludibile nelle società globalizzate: sono in grado di orientare scelte, indurre comportamenti, creare condizioni di coesione o, viceversa, innescare conflitti, come purtroppo dimostra anche la cronaca di questi giorni.Conoscerne dinamiche e meccanismi, sia nella storia sia nel presente, può contribuire a individuare strumenti e soluzioni per una migliore integrazione dei diversi gruppi.
Il ciclo di incontri “Religions and social integration in the Euromediterranean context” presenta prospettive diverse di un tema così complesso, grazie all’intervento di studiosi ed esperti.Nel primo incontro, martedì 19 marzo alle 14.00, Il Prof. Ardian Ndreca, della Pontificia Università Urbaniana, parlerà di “Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori: un percorso storico-culturale”.Introduce: Prof.ssa Renata Salvarani, dell’Università Europea di Roma.Discussant: Prof. Alessio Tommasoli, dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.
In questo ciclo di incontri il riconoscimento della laicità e il dialogo con i non credenti da parte di gruppi religiosi sono analizzati come percorsi storici di riforma e di apertura, all’interno di tradizioni culturali e politiche diverse.Il Mediterraneo antico e tardo antico si pone come “caso” di società complessa in grado di contemplare al suo interno un sistema variabile di politeismi, aperto a molteplici apporti esterni, ma non immune da contrasti.La forma delle città globali, la creazione di quartieri a composizione etnica e religiosa prevalente, l’uso di spazi pubblici aperti da parte di gruppi diversi, l’utilizzazione del patrimonio culturale come elemento di coesione sono al centro di un confronto che considera non solo elementi urbanistici, ma soprattutto componenti culturali e identitarie.Infine, il rapporto fra sistemi scolastici e insegnamento delle religioni è oggetto di un confronto fra modelli europei e di una presentazione delle modalità di insegnamento della religione cattolica all’interno dell’ordinamento italiano. (foto renata salvarani copyright Università europea Roma)

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L’evoluzione del pensiero critico dei credenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 marzo 2018

E’ evidente che la nostra contemporaneità comporta una evoluzione del pensiero critico dei credenti così come lo è per gli agnostici, del loro spirito di osservazione essendosi liberati dall’acquiescente sudditanza delle parole prive di significato pratico. In altri termini se chi predica la Fede non è coerente con i suoi dettami come può pretenderli in chi l’ascolta?
Se oggi io seguo un sermone a commento di un passo del Nuovo testamento non soggiaccio, come avveniva un tempo, alla passiva accettazione delle parole pronunciate. Si risveglia in me, prepotente, un giudizio critico, a tutto campo, non certo alla stregua dell’esegeta ma di chi vive la sua quotidianità disseminata di falsità e d’inganni in specie se provengono da chi ha fatto dell’avere il suo vitello d’oro da ingraziarsi, d’adorare e da servire a spese, se la convenienza lo richiede, del suo prossimo e che non esclude la persona del predicatore. E non ci basta, di certo, un Mosè ritornato dal Sinai, dove ha ricevuto dal Signore le tavole della legge, pronto a punire la parte del suo popolo che si macchiò con il peccato di adorare il vitello d’oro. Vogliamo questo Mosè, con i suoi discepoli e discendenti, che mai smetta d’indossare le vesti delle sue virtù. Non c’è posto per il Don Abbondio di turno. La fede dell’uomo di chiesa, come del politico e del moralista, non permette eccezioni o divagazioni. Deve essere ferma e concreta per sé come per gli altri e deve dimostrarlo in ogni momento della sua vita. E’ la sua “maledizione”. (Riccardo Alfonso)

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Gruppi credenti omosessuali

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2011

Gay christians at the National Gay Pride march...

Image via Wikipedia

I gruppi di credenti omosessuali in Italia sono “una realtà in piena crescita. Dinamica, variegata, non priva di differenziazioni interne”. Questo è il quadro che emerge dall’inchiesta che Adista (www.adistaonline.it), il bisettimanale su mondo cattolico e realtà religiose, ha voluto dedicare ai circa 30 gruppi di omosessuali credenti presenti nelle varie realtà locali del nostro Paese. L’inchiesta curata da Marco Zerbino, pubblicata su Adista Notizie del 17 dicembre 2011, cerca di far luce soprattutto sui “rapporti dei gruppi con le comunità di credenti locali e con le parrocchie” dando sopratutto voce ai parroci e ai delegati vescovili che accompagnano questi inediti cammini, vera e propria “novità degli ultimi anni”. Attualmente sono molti “i gruppi di credenti omosessuali italiani hanno trovato accoglienza nelle parrocchie, e questo non solo in occasione delle veglie per le vittime dell’omofobia, ma anche per tenere i propri incontri e per organizzarne altri insieme alla più vasta comunità parrocchiale”.Per Adista “punta avanzata nell’accoglienza parrocchiale verso i credenti omosessuali è senz’altro Catania, dove da più di vent’anni il gruppo locale, I Fratelli dell’Elpìs, è inserito nelle attività della parrocchia del SS. Crocifisso della Buona Morte. «Inserito, non ospitato», ci tiene a precisare il parroco, don Giuseppe Gliozzo”.Un rapporto decisamente positivo “con la comunità parrocchiale di riferimento caratterizza anche il gruppo Emmanuele di Padova che, oltretutto, è anche rappresentato ufficialmente da un suo membro nel consiglio pastorale della chiesa della Madonna della Salute”.
Più recente è invece la relazione instauratasi fra la parrocchia della Madonna della Tosse di Firenze e il gruppo Kairòs. “L’incontro con queste persone”, racconta don Giacomo a Adista, «mi ha colpito per la serietà e la maturità della loro fede, e in tal modo ho potuto decostruire stereotipi e idee preconcette di cui, purtroppo, risentiamo un po’ tutti.” Ma l’accoglienza e il rapporto con le parrocchie non si limita ai queste realtà. Afferma Adista che “vengono regolarmente accolti in una parrocchia, ad esempio, anche il gruppo milanese La Fonte, quello bolognese In Cammino e il gruppo La Creta di Bergamo, mentre a Palermo il gruppo Ali d’Aquila di riunisce presso la comunità di San Francesco Saverio all’Albergheria”. L’inchiesta cerca di far luce anche sui rapporti che i vari gruppi sono riusciti a instaurare con le diocesi di appartenenza anche se ricorda che “di fatto, l’unica diocesi italiana ad avere avviato una pastorale di accoglienza per gli omosessuali è quella di Cremona (v. Adista n. 123/09)”, «un percorso iniziato a fine 2007»”. Mentre “un percorso simile a quello di Cremona potrebbe partire in futuro anche a Parma, dove il vescovo, mons. Enrico Solmi, ha da tempo stabilito un contatto con il locale gruppo di credenti omosessuali (v. Adista n. 64/10), e a Crema, dove mons. Oscar Cantoni aveva già cominciato a muovere i primi passi nella stessa direzione”. Invece un discorso “a parte merita infine la diocesi di Torino, per molto tempo una delle più aperte e sensibili su questi temi. Qui, a partire dal Torino Pride del 2006, si era costituito un gruppo di lavoro su fede e omosessualità che, nell’arco di qualche anno, aveva portato alla pubblicazione del volume di don Valter Danna intitolato Fede e omosessualità. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale (Effatà, 2009). Il processo in atto ha tuttavia subito una brusca interruzione” su cui l’inchiesta cerca di luce. Il dossier di Adista termina con una risposta, a più voci, alla domanda: “a cosa servono i gruppi di credenti omosessuali”.
A corollario del dossier una scheda su “Omosessualità e magistero ecclesiastico”, mentre nell’allegato di Adista Documenti, sempre del 17 dicembre 2011, segnaliamo due interventi: “Glbt: una partita da giocare all’attacco” di Franco Barbero e “Al di sopra di tutto l’amore” di don Alessandro Santoro, ampi stralci dei loro interventi alla conferenza europea su “Le persone omosessuali e transessuali e le Chiese cristiane in Europa: paure e opportunità per una piena accoglienza e inclusione” organizzata a Roma dai gruppi di credenti omosessuali italiani durante l’Euro Pride del giugno 2011.

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Vulgus vult decipi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2011

Il popolo ama essere ingannato. I nostri padri e i padri che li hanno preceduti sanno bene quanto questo detto latino sia sconsolatamente vero. Quante guerre sono scoppiate con il falso ideale patrio mentre navigavano sotto il pelo dell’acqua di interessi poco onorevoli. Ma non sono solo le guerre scatenate per appagare gli approfittatori di turno ad arricchire di turlupinature il “popolo” dei credenti. Lo sono le dittature per addomesticare gli animi ribelli o i declamatori di giustizia e di libertà. Lo sono le democrazie per soddisfare le bramosie dei poteri cosiddetti “forti” alias occulti, ma non tanto, che hanno il solo scopo di servirsi della politica per i loro lauti pasti. E noi tutti da piazza Venezia a palazzo Grazioli (sempre a Roma) siamo pronti ad applaudire, e pendere dalle labbra dell’affabulatore che il destino di volta in volta ci ammannisce. Ma vi sono anche le Cassandre, ma il loro destino, si sa, è quello d’essere condannate a restare sempre inascoltate per via del “famoso” sputo di Apollo sulle labbra, dopo aver concesso a Cassandra la dote profetica per amore, in seguito al rifiuto di concedersi a lui. La rese infelice perché, dopo tutto, il popolo alla verità preferisce la menzogna. Non a caso il commediografo Terenzio faceva dire ai suoi guitti: veritas odium parit. Oggi il rito si ripete con la manovra finanziaria. Ci dicono: dobbiamo salvare il paese dalla bancarotta. Non vogliamo mica fare la fine della Grecia, dell’Irlanda e ora del Portogallo? E noi tutti buoni, buoni, siamo pronti a leccarci le ferite che ci vengono inferte. Ma i sacrifici, guarda caso non riguardano i ricchi, ma solo i poveri cristi. E sapete perché? Perché in Italia il 17% del prodotto Interno Lordo sfugge al fisco. Ce lo dice la DbGeo, acronimo di Database Geomarket, la nuova banca dati dell’Agenzia delle Entrate. In Italia su 100 euro di imposte dovute al fisco vengono evasi in media 17,87 centesimi. Un valore che raddoppia e oltre, se dall’analisi si escludono i redditi di chi le tasse le paga per forza per conteggiate alla fonte (lavoratori dipendenti e pensionati) arrivando a 38,41 euro. In totale si calcola che sfuggano circa 275 miliardi di Euro l’anno, in particolare nel settore dei bar, ristoranti e strutture alberghiere, dove l’evasione supera largamente il 50%. D’altra parte se uno gira in Ferrari non può dichiarare meno di 100.000 euro all’anno e, salvo che non dimostri l’errore, dovrà versare subito le relative tasse e, finito eventualmente il contenzioso, dovrebbe pagare anche le sanzioni. Così si potranno conseguire fino a 3 miliardi di euro all’anno di maggiori entrate. Sappiamo poi che nel nostro Paese vive un numero elevato di stranieri irregolari, che tuttavia spesso svolge quotidianamente un lavoro in nero. L’ultima regolarizzazione ha fatto emergere materia imponibile (contributiva e fiscale) che ha reso allo Stato circa 800 milioni di euro all’anno, che si potrebbero realizzare con una nuova identica autodenuncia da parte dei datori di lavoro. Oggi le rendite speculative scontano un’imposta del solo 12,5%, mentre in Europa è in media del 20%. Uniformandosi (ad eccezione dei Titoli di Stato) si potrebbe ottenere 1 miliardo all’anno in più. Gli italiani spendono sempre di più in giochi d’azzardo e scommesse. Tralasciando gli aspetti etico-morali, un aumento dell’imposta sostitutiva sui giochi (PREU- Prelievo Unico Erariale) dal 12 al 13,5% potrebbe generare maggiori incassi per circa 1,5 miliardi di euro. Vi è poi il capitolo delle agevolazioni fiscali, una selva inestricabile formata, secondo Tremonti, da ben 471 bonus e sgravi, che costerebbero fino a 161 miliardi di euro. Come si può notare solo attraverso queste misure si possono realizzare entrate complessive aggiuntive, a regime, nel 2015, per circa 18 miliardi di euro. Ma tutto questo non lo vogliono né quelli del Pdl né il Pd. Loro preferiscono il deficit ed il debito pubblico ad un elevato rischio per il paese, poichè, è il solo modo per mantenere inalterati privilegi e prebende politiche, poltrone e prepoteri della casta. Hanno martellato, negli anni, sia cittadini lavoratori e famiglie, sia imprese e mondo economico, aumentando sempre più la pressione fiscale (pur avendo spudoratamente mentito nella sua diminuzione), invece di ridurre i costi di una politica che, è ampiamente dimostrata, non vale assolutamente nulla, e conduce l’intero paese al collasso. E’ questo il vero dramma dell’Italia e di questo popolo che si crogiola sotto la canicola del vulgus vult decipi. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Giovanni Paolo II: La biografia

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

Papa Giovanni Paolo II alla Malatestiana

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Giovanni Paolo II, protagonista per più di un quarto di secolo sulla scena mondiale, è stato definito il papa slavo, colui che ha dato il colpo di grazia all’Unione Sovietica e al suo impero, l’uomo del secolo. L’opera di Andrea Riccardi, che conobbe da vicino il pontefice, è la prima vera biografia scritta su base scientifica e testimoniale di un papa che ancora vive nel ricordo dei credenti e di tanti uomini. di Andrea Riccardi Edizioni San Paolo562 pagine € 24,00

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Riflessioni per i credenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2011

Lettera al direttore. Il priore Enzo Bianchi, intervistato da Daria Bignardi (La 7 – 28 gennaio), poiché è persona religiosissima ed intelligente e non vive di certezze incrollabili, ha parlato della difficoltà della fede, delle domande “senza risposta” (da qui la difficoltà) che un cristiano si pone davanti alla sofferenza, segnatamente degli innocenti. Ma riguardo a questo problema tanto dibattuto, ha aggiunto una considerazione particolarmente interessante. Ha affermato che spesso la sofferenza abbrutisce l’uomo, anziché elevarlo spiritualmente. Concetto particolarmente interessante se lo si confronta con quello espresso da Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica Salvifici doloris (1984): “Attraverso i secoli e le generazioni è stato costatato che nella sofferenza si nasconde una particolare forza che avvicina interiormente l’uomo a Cristo, una particolare grazia”. E si aggiunge a quello di Renato Pierri che critica la Salvifici doloris nel libro “La sposa di Gesù crocifisso” (Kaos edizioni – 2001), e trattando il tema più ampiamente in un articolo su Italialaica (10 nov. 2010), scrive: “Moltissimi uomini si abbrutiscono proprio a causa della sofferenza…Spesso la sofferenza è distruttiva non solo del fisico ma anche dello spirito…Nulla dice Giovanni Paolo II, riguardo  alla sofferenza dei bambini. Anche i bambini scoprono il senso salvifico della sofferenza?”. Resta difficile immaginare che nella sofferenza si nasconda una “particolare grazia”, giacché riguarderebbe solo alcuni fortunati individui adulti. Questo dovrebbe far riflettere tutti quei credenti dalle certezze incrollabili, che si ostinano a vedere la mano di Dio anche nella sofferenza. (Elisa Merlo)

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Natività: interrogativo di genere

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 dicembre 2010

Lettera al direttore. Gesù Bambino. Perché non Bambina? Perché l’Incarnazione si è realizzata in un maschio e non in una femmina? Per un ateo la risposta è ovvia: la Bibbia e il cristianesimo sono pura invenzione umana, e poiché tutto è nato in una società patriarcale, maschilista, è naturale che tutto sia volto al maschile. Più difficile la risposta per i credenti, i quali potrebbero chiedersi perché Dio si sarebbe “adattato” ad una società maschilista. La risposta, in realtà,  per quei credenti che ragionano con la propria testa e non con quella altrui, è ugualmente semplice. Nella società ebraica, ancora al tempo di Gesù, nessuno avrebbe dato la benché minima importanza ad una donna, per di più che si aspettava un Messia, lo «unto del Signore » e non la «unta del Signore ».  E’ lo stesso identico motivo che spinse Gesù ad affidare a soli uomini l’incarico di evangelizzare tutte le genti. Il cristianesimo non sarebbe stato possibile. Se l’Incarnazione dovesse avvenire oggi, poiché quelle ragioni non sussistono più, probabilmente l’Angelo annuncerebbe a Maria  la nascita di due gemelli: una femminuccia e un maschietto, o forse, chissà, solo di una bambina, se non altro per rendere giustizia alle donne. Così: “Ecco, tu concepirai nel grembo e darai alla luce una figlia”. (Renato Pierri)

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Italia: Questo è il cristianesimo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

Lettera al direttore. Lavanda significa armonia, pace, serenità. Profumo di lavanda è la fragranza che si sprigiona dai miracoli di guarigioni accaduti a Medjugorie, ma è anche la forza di Dio che infonde coraggio a quelle persone che il miracolo non hanno potuto ottenerlo. Che eroismo in queste famiglie. Quanta fede. Quanta armonia in questi cuori devastati dalla sofferenza ma capaci di tanta prghiera”. Parole di Paolo Brosio, sulla quarta di copertina del nuovo capolavoro “Profumo di lavanda” edito da Piemme. Questo è il cristianesimo di molti credenti.  La Madonna di Medjugorie accompagna  i miracoli con profumo di lavanda. Padre Pio usava tre profumi: viola, ciclamini e fiori d’arancio. L’Angelo di Gemma Galgani, invece, si annunciava con “un grande odore, come se fosse acqua odorosa” (lettera a Padre Germano – 4 maggio 1901). La Madonna di Fatima diffondeva intorno a sé un profumo intenso misterioso nonsisabenediché. Il profumo di lavanda (etimologia: da “lavare”, perché destinata a profumare l’acqua per lavarsi), secondo Paolo Brosio è anche “la forza di Dio che  infonde coraggio a quelle persone che il miracolo non hanno potuto ottenerlo”. Lontanissimo dalla sua mente illuminata, il pensiero che sta dipingendo un dio ingiusto che a qualcuno elargirebbe profumo e miracolo, a qualcun altro (eroico) solo il profumo, e a qualcun altro, non eroe, e neppure santo come Brosio, né l’uno né l’altro. Questo il cristianesimo, ancora oggi, nel nostro benedetto Paese. (Miriam Della Croce)

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Scienziati e credenti

Posted by fidest press agency su martedì, 23 novembre 2010

Roma 23 novembre 2010 alle 17.10, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (via degli Aldobrandeschi 190), si tiene un’interessante conferenza della serie “Scienziati e credenti”. bnell’ambito del Master in Scienza e Fede, si terrà la conferenza con ingresso libero “Fede e studi scientifici al Collegio Romano”. Parlerà il Prof. Luigi Iafrate, geografo, esperto di Storia della meteorologia. L’incontro sarà trasmesso in videoconferenza a Bologna, presso l’Istituto Veritatis Splendor (Via Riva di Reno 57).  L’incontro fa parte della serie di conferenze “Scienziati e credenti” del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, giunto quest’anno alla sua nona edizione. È diretto dall’Istituto di Scienza e Fede dello stesso Ateneo, che è stato eretto il 13 aprile 2010. Questo Istituto ha come oggetto lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tematiche del rapporto tra scienza e fede, per fornire risposte alle questioni etiche ed antropologiche che gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano, cercando punti di incontro verso il dialogo.

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Rassegna cinematografica “Fede e omosessualità”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 novembre 2010

Firenze 28 novembre 2010 nell’ambito del Florence Queer Festival,(cinema Odeon) patrocinato dalla regione Toscana e organizzato dall’associazione IREOS. Nel giorno di domenica il Festival proporrà una rassegna di film e documentari sul tema, alla presenza di registi e produttori, con un incontro-dibattito a più voci per lanciare uno sguardo inedito su una realtà sconosciuta, quella dei credenti omosessuali, e un invito al dialogo e al confronto sereno, nella società e nelle chiese, su questo tema. Non a caso Kairòs, il gruppo di donne e uomini cristiani e omosessuali di Firenze, invierà nei prossimi giorni una lettera-invito alle parrocchie e alle comunità cristiane fiorentine per invitarle a partecipare a questa rassegna. Soprattutto ad assistere alla proiezione gratuita del film capolavoro ‘Prayers for Bobby’ (Una preghiera per Bobby, USA, 2009), interpretato da una meravigliosa Sigourney Weaver. Il film, basato su una storia vera, racconta il cambiamento interiore di una madre, cristiana integralista, dopo la drammatica scoperta dell’omosessualità di uno dei figli. Una bella storia familiare che aiuta a riflettere “sul dono della libertà di coscienza nelle persone e su come leggere la Bibbia” con occhi nuovi. Tra le altre pellicole che il Florence Queer Festival proporrà nella rassegna segnaliamo il film ‘Fish out of Water’ (USA, 2009), un’ironica e serena riflessione, a più voci, sui sette versetti della Bibbia che vengono usati per condannare l’omosessualità.  Seguirà il docu-film ‘Cul de Sac’ (Inghilterra, 2010), racconto autobiografico sull’attrice mussulmana Kiana Firouz, in fuga dall’Iran dove rischia la pena di morte perché lesbica. Estremamente interessanti anche Children of God (Bahamas, 2009) che racconta una delicata storia di amore omosessuale vissuta con coraggio in una società impregnata di omofobia religiosa e il film-documentario “Out in the Silence” (USA, 2009) che racconta la catena di eventi innescata dalla pubblicazione, in un piccolo centro dell’America rurale, dall’annuncio di matrimonio di un concittadino con il suo compagno. In una comunità divisa tra ‘difensori della fede’ e chi ‘non vuole discriminare’ un pastore caparbiamente cercherà di aiutare le persone a superare ogni divisione. Per sette giorni, dal 26 novembre al 2 dicembre 2010, la rassegna proporrà altri eventi il cui programma è consultabile su http://www.florencequeerfestival.it Tante storie e racconti diversi, per capire, conoscere e scoprire realtà nuove.

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Conferenza del ciclo “Scienziati e credenti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 novembre 2010

Roma 9 novembre 2010, alle 17:10, in via degli Aldobrandeschi 190, e in videoconferenza a Bologna, presso l’Istituto Veritatis Splendor (Via Riva di Reno 57). Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum dedicherà a Gerberto una conferenza con ingresso libero.
Il Prof. Costantino Sigismondi, storico dell’astronomia, ripercorrerà le tappe principali della vita di Gerberto e illustrerà le sue opere in ambito matematico ed ecclesiastico. L’incontro fa parte del ciclo di conferenze “Scienziati e credenti” del Master in Scienza e Fede dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, giunto quest’anno alla sua nona edizione. E’ diretto dall’Istituto di Scienza e Fede dello stesso Ateneo, che è stato eretto il 13 aprile 2010. Questo Istituto ha come oggetto lo studio, la ricerca e l’insegnamento delle tematiche del rapporto tra scienza e fede, per fornire risposte alle questioni etiche ed antropologiche che gli incessanti sviluppi della scienza e della tecnica suscitano, cercando punti di incontro verso il dialogo. Si ispira alle linee guida proposte dall’enciclica Fides et ratio di Giovanni Paolo II, come la complementarità e l’aiuto reciproco tra la fede e la ragione nella comune ricerca della verità, il ruolo particolare della filosofia nella conoscenza di verità fondamentali per l’esistenza dell’uomo (cf. FR 5), la specificità, l’autonomia e il rispetto dei diversi ambiti del sapere, la fiducia nella capacità della ragione di raggiungere la verità. http://www.uprait.org

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Una sorta di collaborazione satanico – divina

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

Lettera al direttore. Gentile dott. Augias, ho letto la lettera del caro amico Renato Pierri (La Repubblica del 21 ottobre), da lei intitolata: “Il dolore degli uomini e la bontà di Dio”,  e la sua risposta. Lei conclude: “La domanda resta”. Certamente. La domanda resta. Però l’intento di Renato Pierri non era tanto di tornare su un interrogativo che come ben si sa non ha risposta, bensì di rendere evidente il madornale errore che commettono molti credenti anche colti, i quali pur non dandosi una risposta, o forse neppure facendosi la domanda, attribuiscono tranquillamente il dolore nel mondo alla volontà di Dio. La povera Marta di cui parla l’editoriale su Tempi, afferma che Gesù ha così fatto la vita: di gioia e di dolore. Buon per lei, giacché ha trovato in qualche modo una consolazione alla sua malattia. Ma è giusto avallare l’inganno? Nel bel libro, che pochi conoscono, “Sesso, diavolo e santità”, Renato Pierri rileva come nel grave errore siano caduti molti santi, da San Francesco d’Assisi sino a San (?) Padre Pio. Addirittura, alcuni santi, come Gemma Galgani ad esempio, invocavano tormenti da Dio, ed erano convinti che il Signore esaudisse la loro preghiera. Non di rado si persuadevano di ricevere ora patimenti da Dio, ora sevizie dal diavolo. Una sorta di collaborazione satanico – divina. (Miriam Della Croce)

 

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Sotto le due cupole

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Roma 17 Settembre 2010 ore 17,00 Via della consolazione sala Gonzaga Gruppo di controinformazione ecclesiale, Liberamentenoi, la Tenda e Cipax Cdb San Paolo, Noi Siamo Chiesa  nodo romano, Adista, Koinonia,  organizzano un incontro  su   Sotto le due cupole Chiesa, religione, mafia  Quali percorsi per una nuova legalità? Uomini e donne credenti si interrogano sulla questione morale,  per una cultura della Giustizia, per la Laicità e la Democrazia

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L’illusione di Dio

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Roma dal 17 al 28 marzo 2010 Via de’ Filippini, 17/A  Teatro dell’Orologio – Sala Grande Drammaturgia e regia di Adriana Martino su testi di  Spinoza, Nietzsche, Dostojevski,  Paolo Flores D’arcais, Gianni Vattimo, Michel Onfray,  Piergiorgio Odifreddi, Eugenio Scalfari con  Pietro Bontempo Nicola D’eramo, Bruno Viola, Fabrizio Raggi, Maurizio Repetto. Scene e costumi di Anna Aglietto Musiche a cura di Benedetto GhigliaÈ uno spettacolo che ha l’ambizione di occuparsi di un tema che oggi è al centro di un interesse crescente: il tema della fede e della religione, delle motivazioni degli atei e dei credenti e quindi del rapporto con la cultura laica. Il tema è talmente vasto e complesso che si è dovuto inevitabilmente fare una scelta di campo e cioè focalizzare l’attenzione su quegli esponenti, filosofi e scrittori, che si richiamano a quella linea di pensiero che fa capo alla cultura illuministica. Siamo partiti da quel pilastro che è Baruch Spinoza che con il suo  Trattato teologico-politico ha scosso profondamente l’ortodossia teologica giudaica-cristiana. Naturalmente l’ombra di Dostojevski incombe quando si trattano argomenti del genere : nel  romanzo “I  Karamazov” l’autore si arrovella sul tema dell’esistenza di Dio con l’angoscia che prelude al nichilismo nietszchiano del “Dio è morto”. Abbiamo messo poi a confronto filosofi come Paolo Flores D’arcais con Gianni Vattimo e Michel Onfray che pur provenendo da formazioni diverse si chiedono, in un appassionato dibattito, le ragioni di questo prepotente ritorno al bisogno di sacro che spesso sfocia in fondamentalismi religiosi inquietanti. Viene  immaginato  anche un incontro in una   biblioteca  fra il filosofo Spinoza e Piergiorgio Odifreddi  che si affrontano in un dialogo  serrato e provocatorio. Nel finale il tema della “gratuità del male” dopo  Auschwitz, in un appassionato monologo di Scalfari che si interroga con toni lucidi e tormentati sulle ragioni della sue convinzioni profondamente laiche. (foto)

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Un oratorio laico?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2009

Dichiarazione dell’On. Luigi Bobba (PD) e dell’On. Marco Calgaro (API): Siamo davvero curiosi di visitare un oratorio laico, questa nuova struttura che dovrebbe fare concorrenza ai tradizionali oratori gestiti dalle confessioni religiose. Certo che le conventicole laiciste non mancano di fantasia quando si tratta di lanciare accuse alla Chiesa cattolica!  I contributi dati agli oratori nulla sottraggono a ludoteche e centri sociali, che trovano il loro riconoscimento e sostegno in altre normative regionali e nazionali. Gli oratori piemontesi hanno svolto e svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione e formazione dei giovani, un ruolo ampiamente riconosciuto anche dai non credenti e non è un caso che la Giunta presieduta da una personalità convintamente e serenamente laica come Mercedes Bresso sostenga l’operato di queste strutture le cui radici affondano in un lontano passato, quando santi sociali come Don Bosco accoglievano i ragazzi più poveri non insegnando loro a credere in Dio, ma rendendoli consapevoli della dignità dell’essere tutti figli di Dio.  E’ poi curioso come, in un’epoca in cui la società è frammentata e la forbice della ricchezza si sta allargando in modo rilevante, non si voglia riconoscere l’enorme valore rappresentato dalla moltitudine degli oratori di periferia, fondamentali per mantenere quella coesione sociale e quell’integrazione multiculturale (quanti islamici giocano felici negli oratori cattolici!) che tutti riconosciamo come un obbiettivo sempre più difficile da raggiungere.

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La persona umana di fronte al crocifisso

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Roma 10 novembre alle ore 9,30, alla Pontificia Università Lateranense, giornata di studio sulla persona umana di fronte al crocifisso. La recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ordina di togliere dalla aule scolastiche italiane i crocifissi perché “limitano la libertà religiosa”. Sette i giudici che hanno inflitto la condanna al Crocifisso. La notizia ha suscitato la protesta del governo italiano, mentre il Vaticano invita i cristiani ad “alzare la voce”. Per i credenti è naturale gridare “giù le mani dal Crocifisso!” Tutti gli spiriti grandi, anche i non credenti, vedono nel Crocifisso un simbolo universale, non confessionale. Nel convegno di studio, il Prof. Antonio Livi presenta l’antropologia personalistica alla luce del Crocifisso. Descrive il passaggio dalla “hybris” o ‘superbia della vita’ alla “kenosi” di Cristo modello di dinamys d’amore e di perfezione umano-spirituale. Il Prof. Luciano Baccari studia Lévinas che, dalla sua tradizione ebraica, vede nella vocazione del soggetto all’esistenza concretizzarsi una risposta di responsabilità come attenzione e cura dell’altro, servizio umile e pieno, fino alla sua sostituzione nella colpa, in un totale rinnegamento di sé. Nella tradizione buddista del “non sé”, il Prof. Denis Biju-Duval evidenzia, pur nelle differenze radicali con il cristianesimo, la carità come dono profondo fino alla morte e alla vita. La Prof.ssa Angela Ales Bello incentra la sua riflessione sulla persona, umiltà e croce nel personalismo cristiano e conclude che la persona appare, contemporaneamente, bisognosa di affidarsi a Qualcuno che la trascende e libera di accettare questo legame fino alla sequela del Crocifisso. Lo psichiatra Dott. Raffaele Talmelli parla di guarigione interiore attraverso il passaggio dalla sofferenza psichica alla kenosi di Cristo che trasforma la stessa malattia. Infine il medico chirurgo igienista e pneumologo Dott.ssa Grazia Maria Costa ci consegna linee di una pedagogia cristiana del dono di sé come massima realizzazione della persona. Il convegno è promosso dalla Cattedra Gloria Crucis che vuole acquisire la verità sull’uomo per favorirne la crescita integrale ed armonica alla luce della croce gloriosa del risorto. L’ingresso è libero.

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Il discorso di Benedetto XVI a Praga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore, Benedetto XVI nell’ultimo giorno del suo viaggio nella Repubblica Ceca, riferendosi agli uomini che governano i popoli, ha detto che “c’è bisogno di persone credenti e credibili, dedite non al proprio interesse egoistico ma al bene comune”. Mi sembra un discorso giustissimo, ed è comprensibile che queste parole siano dette da un credente per eccellenza. Però, a ben riflettere, l’affermazione del Pontefice sembra escludere la possibilità che possano esserci buoni governanti non credenti e credibili. Non è il fatto di credere o non credere a determinare l’onestà, l’intelligenza, e la capacità di una persona. (Elisa Merlo)

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Perché pregare, come pregare

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Bianchi Enzo  Edizioni San Paolo 128 pagine – formato 14×21,5 ISBN 9788821565915 Euro 12,00  “La nostra preghiera resterà sempre una lotta per giungere ad amare di più e meglio chi vive accanto a noi, giorno dopo giorno”  In un tempo in cui si avverte una crescente “sete” di spiritualità, tanto nei credenti che, forse ancor di più, nei non credenti, il tema della preghiera assume un’importanza decisiva. A condizione di liberarlo da inutili sovrastrutture e da fraintendimenti che ne sviliscono il valore. E’ quanto si propone di fare Enzo Bianchi, in questo prezioso, profondo, leggibile saggio: riscoprire la freschezza e la vera natura della preghiera cristiana, ricollocandola nel solco della rivelazione biblica.  L’Autore, da profondo conoscitore del mondo e dello spirito, analizza l’evoluzione della preghiera nelle diverse epoche storiche, fino ai giorni nostri, dipingendo un quadro in cui anche il lettore meno praticante non potrà non riconoscersi. La preghiera diventa così cifra interpretativa della cultura e della sua trasformazione.  Il testo affronta inoltre le difficoltà più comuni nella preghiera, fornendo risposte e interpretazioni profonde e ricche di senso, capaci di soddisfare la curiosità di ogni persona in ricerca.
Enzo Bianchi (Castel Boglione, Monferrato, 1943) è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose. Direttore di Parola, Spirito e Vita, membro della redazione della rivista internazionale di teologia Concilium, è autore di numerosi testi, tradotti in molte lingue sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della Chiesa, scritti tenendo sempre conto del vasto e multiforme mondo di oggi. Collabora a La Stampa, Avvenire, Luoghi dell’infinito e, in Francia, a La Croix, Panorama e La Vie. Tra i suoi libri ricordiamo i più recenti: La differenza cristiana (2006), Dio dove sei? (2008), Il pane di ieri (2008). Per le Edizioni San Paolo ha già pubblicato Una vita differente (2005, 20062), Vivere è Cristo (20062), Il Padre nostro: Compendio di tutto il Vangelo (20082), L’amore vince la morte (20082), Ascoltate il figlio amato! (2008).

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Due discorsi per due uomini

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2009

Piacenti o meno si incrociano e si sostengono a vicenda, ma entrambi in difetto con la storia personale. Mi riferisco all’enciclica di Benedetto XVI e al discorso di chiusura del G8  del cavaliere, una “enciclica laica” con il riassunto delle attività e dei risultati del G8.  Il quesito da porsi è uno solo: basta l’ultimo discorso, in ordine cronologico, per rivalutare l’intero storico degli oratori in causa? Della enciclica di Benedetto ho già scritto parecchio, più per evidenziare ciò che NON contiene che il suo contenuto; l’utilizzazione di una “guida” come la “Populorum Progressio” non convince, perché emerge l’impressione che l’enciclica di Paolo VI venga più usata che non guardata come una stella polare, lontana e irraggiungibile, ma guida sicura per i credenti e per tutti gli uomini di buona volontà. Ma nel complesso, anche se ripetitiva su argomenti già diffusamente e più decisamente trattati, accettabile. Ma non ci riesce di svincolare la Caritas in veritate, dalla persona che ancora ricopre tre ruoli non sempre coerenti fra di loro: sovrano assoluto, dotto teologo ma con l’imposizione della infallibilità che non accetta dialogo o contraddittorio e,  infine, vicario di Cristo e guida spirituale dei cattolici cristiani, nonché testimone vivente dell’insegnamento di Cristo. Questa distinzione nella medesima persona lascia sempre più perplessi e vincola la credibilità, stante gli eventi che in altre occasioni ho, anche fin troppo, trattato. Il medesimo destino coinvolge il discorso del presidente del consiglio, che ci fa pensare: “magari fosse tutto vero!”. Ma il dubbio rimane, anche se l’uomo ha mostrato di avere imparato la lezione esimendosi dalle sue, ormai solite, “carinerie”.  Così non ci riesce a scindere l’odierno discorso dalla persona che l’ha pronunciato, perché rimane sempre il politico delle leggi ad personam; il padrone di quei mezzi di comunicazione che modificano i fatti secondo la sua regia unica e assoluta; il manipolatore dei paletti imposti dalle leggi per far rientrare i suoi comportamenti dentro le regole imposte indistintamente a tutti.Ora si scatenerà l’entusiasmo dei supporters di entrambi i personaggi affascinati dalle apparenze presenti ma cortissimi di memoria a medio e lungo termine. Staremo a vedere, ma niente carta bianca ! (Rosario Amico Roxas in sintesi)

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Autori credenti, miscredenti e agnostici

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, da un po’ di tempo le case editrici sfornano libri che parlano dell’esistenza di Dio, però la maggioranza dei lettori credenti disdegna quelli scritti da autori atei, e difficilmente li acquista; mentre forse ancor più difficilmente lettori atei acquistano quelli d’autori credenti. Un simpatico giornalista ateo, e un teologo controcorrente inventore di un nuovo cristianesimo, hanno trovato il modo di prendere due piccioni con una fava: hanno scritto insieme il libro “Disputa su Dio”. Si dà il caso però che riguardo al problema dell’esistenza di Dio: nihil sub sole novum, e c’è da giurarci che le convinzioni di atei e credenti, dopo averlo letto, non si sposteranno di una virgolina. Un suggerimento ai due autori: il prossimo libro lo scrivano in collaborazione con un agnostico: così con una fava prenderanno tre piccioni. (Veronica Tussi Ex docente di religione)

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