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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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Il Presidente Napolitano e la sinistra

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2011

Ricordando Antonio Giolitti, il Presidente della Repubblica ha ripreso un suo spunto molto attuale, sostenendo che la sinistra può vincere solo se rappresenta un’alternativa credibile, autorevole, praticabile. Altrimenti rimane opposizione. A mio giudizio Giorgio Napolitano afferma una verità sacrosanta. Ma il vero problema è che spesso quando il Presidente della Repubblica parla, tutti gli danno ragione e poi ognuno continua a fare quello che gli pare. Io penso che il centrosinistra tornerà a vincere quando smetterà di parlar male degli altri e inizierà a parlar bene del Paese che vogliamo costruire. Di occasioni per attaccare gli avversari ne abbiamo tre al giorno. L’ultima, la più ghiotta, è stata la scelta di nuovi nove sottosegretari. Ma come! Non dovevano essere il Governo che riduce i costi della politica, che non cede ai ricatti dei partitini, che dà una dimostrazione di efficienza e qualità? E questo come si concilia con il fatto che su 9 nuovi sottosegretari – di cui, come noto, nessuno avvertiva la struggente esigenza – ben otto sono professionisti del cambio di casacca (Questo articolo de La Stampa spiega tutto, leggetelo se pensate di riuscire a non rovinarvi la giornata)? Noi non possiamo gridare allo scandalo, visto che tanto lo facciamo ogni giorno e alla fine è come quando si grida “Al lupo, al lupo”. Però potremmo impegnarci concretamente a presentare in Parlamento la proposta per dimezzare il numero dei parlamentari. Rinnovo l’invito al Segretario Bersani; batta un colpo su questo tema.
Immediatamente sarebbe evidente la distanza tra chi moltiplica le sedie e chi prova a combattere l’antipolitica. Proposte alternative e concrete. Solo così torneremo a incrociare l’umore e l’anima degli italiani. (Matteo Renzi)

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Franco Matteucci Lo show della farfalla

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Roma 9 novembre – ore 19,00 Via Giolitti, 36 Al Convoglia. Franco Matteucci Lo Show Della Farfalla. «È un romanzo mosso, divertente, ma è anche un romanzo che è attraversato da un sentimento, pudico e quasi rattenuto se vogliamo, di pietà, che lo rende più credibile. […] Un romanzo che prende» Un parterre d’eccezione leggerà brani tratti dal nuovo romanzo: Massimo Cinque, Lorella Cuccarini, Eleonora Daniele,  Alessandro Di Pietro, Luca Giurato, Sonia Grey, Miriam Leone, Cristiano Malgioglio, Roberto Rosseti, Gianfranco Vissani.

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Il Pd è inabitabile per i cattolici?

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Lettera aperta dell’On. Mimmo Lucà (PD) a Paola Binetti “Posso comprendere, Paola, che tu sia delusa dallo scarto tra le tue attese e la realtà del processo di costruzione del partito nuovo: non sei certo l’unica. Errori da parte del nostro gruppo dirigente ci sono stati. E’ troppo presto, però, per dichiarare fallito il progetto politico del PD e per arrivare a dichiarare che il partito sarebbe diventato inabitabile per i cattolici. È avventato, ingeneroso e, soprattutto, poco credibile. È difficile, infatti, sostenere che in un partito votato dal 28-30% degli italiani, non si riconosca una parte rilevante dell’elettorato cattolico”: con queste parole l’On. Mimmo Lucà (PD) si rivolge alla collega Paola Binetti con una lettera aperta pubblicata quest’oggi dal quotidiano “Europa”. Il parlamentare del PD analizza l’esperienza dei Teodem, dei quali la Binetti è stata protagonista di primo piano, riconoscendo di non aver condiviso “l’agonismo accentuato e le forme scelte per farsi alfieri di quei valori. In una società plurale e in una democrazia che fa fatica ad esprimerla e a governarla, i valori non si affermano, si promuovono. E questo esige una capacità di testimoniarli e di proporli tanto saldamente fondata quanto disponibile al dialogo, alla mitezza, alla mediazione. Se li agiti come bandiere, susciti l’agitazione di altre bandiere e alimenti i contrasti. E non solo dei laicisti ideologici ma anche di quanti semplicemente fondano la loro vita e il loro impegno su altre culture, altre fedi, altri valori e non possono accettare che tu pretenda di imporre loro i propri”.  “La logica  dei “principi non negoziabili” – prosegue l’On. Mimmo Lucà – è comprensibile nella dimensione religiosa o in quella ideologica. Quando però la si trasferisce nella dimensione politica, ci si condanna all’impossibilità di una convergenza”.  E anche i parziali risultati ottenuti su alcuni temi come legge 40, coppie di fatto, omofobia e testamento biologico, in realtà hanno approfondito le divisioni tra i cattolici  perché si tratta di risultati che sono “figli di un rapporto strumentale che Berlusconi e la destra hanno voluto stabilire con la Chiesa. Un rapporto che serve a farsi legittimare moralmente e ad acquisire voti”. Quanto all’imminente competizione elettorale secondo l’On. Mimmo Lucà “sostenere che la candidatura di Emma Bonino nel Lazio sarebbe la conferma che ormai il Pd è un “partito radicale di massa” o, che “il progetto del PD è ormai fallito” è semplicemente assurdo e propagandistico. Riserve e critiche su quella candidatura sono comprensibili e legittime. Alcune le ho anche condivise. Farla diventare, però, il segno di una irreversibile deviazione laicista del Pd è semplicemente risibile”.  Così l’On. Mimmo Lucà conclude la sua lettera: “Le difficoltà dell’ultimo anno non possono bastare a far venire meno le ragioni che stanno alla base di quel progetto. Lo rendono anzi ancora più giusto e più necessario. Questo è tempo di unire tutte le forze sane della democrazia italiana (essa sì in forte difficoltà) e non già tempo di dividerle. E non sono sicuro che dalla sponda di un partito meno plurale e di dimensioni assai più contenute sarà più facile far avanzare i valori e i temi che ti stanno a cuore. Spero, comunque, che il dialogo tra noi non si interrompa e che, quali che siano le scelte dell’Udc e del futuro partito di centro, tu resterai comunque nel campo dei riformisti democratici e non del populismo affarista”.

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PD: nave senza nocchiero in gran tempesta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Di Rosario Amico Roxas. Non si è ancora capito bene il ruolo del PD in un futuro più o meno prossimo, per cui accade di dover valutare una nave disorientata, che naviga a vista, improvvisando, priva di una rotta ben identificata. Si staglia l’immagine di D’Alema che ha voluto assumere il ruolo di giudice unico, dello sparasentenze irrevocabili, esercitando un mandato che non gli ha conferito nessuno. Nell’angolo diverso della tolda un altro autoreferente, nella persona di  Francesco Rutelli, offre il proprio appoggio ad uno dei candidati, quando dovrebbe tentare di fornire appoggio a se stesso, stante il crollo della propria immagine.  Torniamo al ruolo del PD che dovrebbe identificarsi nell’alternativa credibile all’attuale esercizio del potere, diventato totalmente non credibile. Per assumere tale ruolo deve poter essere in grado di dialogare con la gente, in maniera omogenea, coerente e rispondente ad un progetto rivoluzionario, in grado di sovvertire l’attuale disordine in un ordine pianificato. Ciò si trasforma in una esigenza di comunicazione, che nel PD è sempre stata latitante, sostituita dalla improvvisazioni di quei soliti noti che si ritengono insostituibili. E’ proprio la presenza di tali soliti noti che impedisce la comunicazione, che, prima di essere rivolta all’esterno, deve rivolgersi e chiarirsi all’interno. Manca la comunicazione interna e, di conseguenza, diventa impossibile quella esterna, il tutto mentre la gente “sta a guardare” e non capire.Nel pallottoliere dei nomi escono via via gli stessi nomi che sui ripetono da decenni, dimostrando, penosamente, che non c’è di meglio, …questo passa il convento! Anche la candidatura di Ignazio Marino  risulta errata: è come se in un motore che deve ripartire e necessita di un carburatore efficiente, si volesse sostituire un albero a camme, di eccellente fattura, perfetto, anche troppo per quel motore, ma non è quello che serve. Franceschini ha la struttura e la mentalità dell’efficiente burocrate, ne ha anche la preparazione, ma manca della competenza a 360° necessaria per tirar fuori dalle secche dove è piombata questa nave Italia.  La candidatura di Bersani copre molte esigenze, direi il più possibile, ma non tutte. Bersani deve ancora imparare a distinguere il grano dall’oglio, specialmente nelle deleghe che concede a rappresentarlo, come accade in Sicilia, dove è pessimamente rappresentato. Manca l’uomo in grado di compensare i vuoti, l’uomo complementare in grado di far diventare 360°  ciò che in atto non lo è; un uomo senza esibizionismi, concreto, esperiente, in grado di evitare rotte di collisione; in grado di formare un ticket propositivo con Bersani, un primus inter pares, con ruoli ben chiari e definiti, per fornire nuove, ma collaudate certezze . L’uomo c’è, anche se con il PD non c’entra niente, ma mi piacerebbe che ci entrasse, per il futuro del PD che poi altro non è che il futuro stesso dell’Italia: Brino Tabacci. (Rosario Amico Roxas)

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