Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘credibilità’

Governo: La credibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 giugno 2019

“Non basta essere credenti, occorre essere credibili”, così la massima dell’abbè Pierre (1912-2007) francese, sacerdote, critico delle gerarchie ecclesiastiche, partigiano, parlamentare e fondatore dei “Compagnons d’Emmaus”, una organizzazione di aiuto ai bisognosi.
La frase ricorda i comizi di Salvini, con il Vangelo e il rosario in mano, e il bacio del Di Maio alla reliquia di San Gennaro. Ovviamente, che i due credano è un fatto loro, a noi interessa la seconda parte della massima dell’abbè Pierre: occorre essere credibili. Sono credibili Di Maio e Salvini? Vediamo.
Avevano detto che erano contro l’euro e l’Europa e ora sono favorevoli ad euro ed Europa; avevano detto che il Reddito e Quota100 avrebbe prodotto occupazione e lavoro, e quindi ricchezza, ma così non è stato; avevano detto che avrebbero combattuto l’evasione fiscale ma hanno approvato il condono fiscale; dicevano di voler lottare la corruzione ma varano provvedimenti che aumentano il rischio di corruzione; volevano la legalità ma propongono di violare le regole; avevano detto che volevano diminuire le tasse ma hanno favorito l’aumento delle tasse comunali; avevano gridato il “me ne frego” all’Europa e ora chiedono per favore all’Europa; avevano detto che volevano la tassa piatta ma ora è già a tre scalini; avevano detto che mai si sarebbero alleati e che erano “geneticamente” diversi ma, poi, si sono accoppiati; gridavano “Prima l’Italia” ma l’hanno trascinata all’ultimo posto, dopo la Grecia, per crescita e tassi di interesse sui titoli pubblici; volevano il cambiamento ma sono cambiati. La credibilità è una qualità che si ottiene se quello che si pensa, si dici e si fa sono coerenti.Ora promettono la diminuzione delle tasse per creare lavoro, dicono. Forse ci credono, certamente non sono credibili. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Partito Democratico cercasi

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

democraticiLe amministrative di giugno si avvicinano e il PD è costretto a fare i conti con la perdita di credibilità di un partito che non è stato in grado di ascoltare il Paese né i propri elettori. Così è costretto a presentarsi alle elezioni senza metterci la faccia e in alcune città nemmeno il simbolo. Il partito di governo, dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, e dell’attuale premier Paolo Gentiloni, ha annusato l’aria che tira nel Paese e ha capito che per prendere voti è meglio camuffarsi, confondersi, quasi sparire. A Palermo, hanno fatto un vero capolavoro, un’indigeribile accozzaglia da Prima Repubblica: il Pd si è fuso in un listone con Angelino Alfano e gli ex Udc, a sostegno del sindaco uscente Leoluca Orlando, fino a ieri attaccato un giorno sì e l’altro pure. Nel listone il simbolo del Partito Democratico è scomparso, è rimasta solo una D sbiadita. Per fare quest’operazione su larga scala hanno fatto cambiare nome al partito di Alfano, che da Nuovo Centrodestra è diventato Alternativa Popolare: hanno tolto la dicitura ‘centrodestra’ ma la sostanza resta la stessa.Il PD, rimasto senza credibilità e senza candidati, non ha più nemmeno il coraggio di presentarsi con il proprio simbolo.(foto: democratici)

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Referendum: Renzi si gioca la credibilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

la-costituzione-della-repubblica-italiana“Parlando al Forum Ambrosetti oggi Renzi ha detto che se vincerà il si ci sarà una semplificazione che ‘non toccherà nessuno dei pesi e contrappesi’ del nostro sistema costituzionale. Niente di più falso, in quanto la ‘semplificazione’ di cui parla il Premier, che si integra con le modifiche connesse al nuovo sistema elettorale per la sola Camera dei deputati, altro non è che un cambiamento surrettizio della forma di governo che, con il tempo, porterebbe ad una sorta di ‘Premierato assoluto'”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. “Un modello, quello dell’uomo solo al comando – continua -, che, come sottolineato da diversi esperti in materia, diventerebbe preoccupante nella misura in cui risulti privo degli idonei contrappesi, la cui mancanza è aggravata proprio dall’Italicum”.
Brunetta evidenzia come “Dovrebbe infatti sollevare più di una preoccupazione il fatto che il nuovo sistema conceda il premio di maggioranza ad una sola lista, e che la Camera, con i suoi 630 deputati, possa senza difficoltà decidere, a maggioranza -nelle mani del leader del partito vincente (anche con pochi voti) nella competizione elettorale – in merito a tutte o quasi tutte le cariche istituzionali. Ne conseguono pertanto – prosegue – evidenti effetti collaterali negativi per il sistema di checks and balances: ne risente infatti l’elezione del Capo dello Stato, dei componenti della Corte costituzionale, del Csm. Il risultato è un sistema fortemente sbilanciato il cui pasticcio è davanti agli occhi di tutti. Più efficienza e miglior funzionamento non significano ‘maggiore velocità’, ma razionalità, responsabilità e tutela della rappresentanza delle istituzioni democratiche. La riforma del Governo, invece – conclude Brunetta –, stravolge l’impianto della Costituzione del 1948, ed affronta un momento storico difficile e una pesante crisi economica producendo un impatto indiscutibile e decisivo sulla partecipazione democratica, sul pluralismo istituzionale, sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza”.

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Movimento 5 Stelle: forza politica parlamentare matura o movimento paralizzato nell’opposizione di sistema?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 maggio 2016

voto 5 stelleNel corso di questa legislatura non esistono casi di disegni di legge approvati grazie ad un concorso decisivo del Movimento 5 Stelle. Se nel 56% dei casi il M5S ha espresso posizioni contrarie sui disegni di legge esaminati nelle Aule parlamentari, come inevitabile per un partito di opposizione, quasi un quarto dei suoi voti è stato invece favorevole. Ma questi ultimi si sono semplicemente aggiunti a quelli della maggioranza. In questo senso, i voti del M5S in questi tre anni sono rimasti congelati senza eccezione. E con essi anche il consenso di oltre un quarto degli elettori alle elezioni politiche del 2013. Tuttavia, ciò che risulta dai dati non può definirsi un atteggiamento ostruzionistico. Infatti, il disegno di legge sulla verifica antimafia presentato dal M5S è stato approvato e altri concreti risultati sono stati riportati sui DDL relativi agli orari di apertura degli esercizi commerciali, alla class action, al reato di whistleblowing e alle auto blu. Anche dal punto di vista degli emendamenti, il Movimento primeggia nei confronti delle altre forze di opposizione, privilegiando contenuti “tecnici” in tema ambientale e digitale: in Aula alla Camera è riuscito ad apportare modifiche al 27% dei testi esaminati, e in Commissione addirittura al 37% di essi.
Sono questi alcuni dei risultati della ricerca “Dentro o fuori dal Palazzo?” realizzata da FBLab, il Centro Studi di FB & Associati, che ha voluto analizzare quale sia effettivamente il comportamento parlamentare del Movimento 5 Stelle, per capire cosa fa questa forza politica, come vota, se e quando unisce i propri consensi e le proprie iniziative politiche con i partiti di governo da una parte e con gli altri partiti di opposizione dall’altra. Le analisi si basano interamente su dati pubblici in quanto atti parlamentari e si riferiscono al periodo da marzo 2013 a marzo 2016.
cinque stelle“Il quadro che emerge dalla ricerca di FBLab è quello di un Movimento 5 Stelle diviso tra la voglia di contare e quella di attestarsi su una opposizione di sistema”, afferma Fabio Bistoncini, Fondatore e Amministratore Delegato di FB & Associati. “Infatti, da una parte, abbiamo un Movimento sempre più parlamentare, ovvero capace di utilizzare a dovere lo strumento politico della rappresentanza: di conferire alle proprie posizioni un valore coerente e spendibile a livello mediatico; di mediare nel merito, tanto da farsi approvare in Aula provvedimenti a propria firma e decine di emendamenti su tematiche di suo specifico interesse; di usare i temi giusti nelle sedi istituzionali giuste. Un movimento pragmatico, che decide nel merito, opponendosi in modo radicale al Governo ma senza disdegnare il dialogo sui singoli temi, quando il livello dello scontro politico, e mediatico, scende. Ma dall’altra, rimane fortissima la sensazione di un Movimento paralizzato nella sua opposizione di sistema, che punta tutto sulla coerenza e inossidabilità delle proprie posizioni politiche generali. Tali posizioni sono espresse in maniera corale dal gruppo che parla come mero portavoce del suo popolo. Con una voce sola, che non ammette il dissenso e la libertà di coscienza. Ma posizioni così incrollabili hanno un limite che non possono valicare. Non possono in nessun modo consentire all’opinione pubblica di percepire il Movimento come una parte del sistema. La priorità assoluta resta una: mai mischiarsi, nemmeno a costo di contraddirsi, di deludere pezzi del proprio elettorato, di mortificare i propri attivisti e i propri gruppi parlamentari. Mai diventare come gli altri perché l’unica speranza che il M5S ha di vincere in futuro è nella sua capacità di restare un soggetto trasversale, in grado di primeggiare in un ballottaggio a due”.
luigi di maioIl Movimento 5 Stelle, secondo tutti i sondaggi, si posiziona oggi come il secondo partito italiano con una percentuale delle intenzioni di voto che oscilla tra il 25 e il 30%. Amministra 15 comuni. Ha 126 parlamentari, 98 consiglieri regionali, e 17 europarlamentari. Eppure, a distanza di tre anni dal suo exploit alle elezioni politiche del 2013, resta ancora un oggetto misterioso. E uno degli aspetti meno noti del Movimento è il comportamento dei suoi eletti in Parlamento.
I gruppi parlamentari del M5S possono quindi vantarsi di aver ottenuto concreti risultati sugli orari di apertura degli esercizi commerciali, sulla class action, sul reato di whistleblowing e sulle auto blu, “scongelando” effettivamente i propri voti. Ancora però, nessuno di questi testi è divenuto legge. Tutti gli obiettivi centrati si sono verificati nella fase direttoriale: è verosimile ipotizzare che i parlamentari che compongono il Direttorio (Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia) si facciano rappresentanti delle istanze dei gruppi nei confronti di Grillo e, sino a poche settimane fa, di Casaleggio.
Si nota una notevole capacità del Movimento 5 Stelle di diversificare i propri successi, soprattutto alla Camera, dove primeggia nei confronti delle altre forze di opposizione, giungendo in alcuni casi a sfidare il PD. In Aula alla Camera il M5S è riuscito ad apportare modifiche al 27% dei testi esaminati, e in Commissione addirittura al 37% di essi. Decisamente inferiori i risultati al Senato: 13% in Aula e 19% in Commissione.
FBLab è il Centro Studi di FB & Associati, creato per comprendere e raccontare le dinamiche che influenzano le agende politiche, nonché il funzionamento del complesso processo decisionale, per approfondire i temi all’ordine del giorno, prevedere gli sviluppi della politica e analizzare il contesto politico-istituzionale e fare cultura dell’attività di lobbying. Maggiori informazioni: http://www.fbassociati.it/fblab (foto: voto 5 stelle)

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Italia: abuso flessibilità e perdita credibilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

Stefania Prestigiacomo“La triste figura a cui siamo costantemente sottoposti in Europa, è causata anche dall’atteggiamento del nostro governo riguardo al tema della flessibilità. È il terzo anno consecutivo che il governo Renzi chiede all’Europa di poter avere flessibilità, ma al Presidente del Consiglio evidentemente sfugge che ai Paesi è concesso di fare maggiore deficit solo una volta, e soprattutto in ottemperanza di riforme concrete già effettuate; non come nel caso dell’Italia, dove la maggior parte di esse non sono ancora completate. Un abuso, quello di eccessiva flessibilità, che altro non genera che perdita di credibilità nei confronti di Paesi come il nostro”.Lo ha detto Stefania Prestigiacomo, deputata di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio in merito al Documento di economia e finanza. “Per questo l’Italia ha bisogno di una manovra espansiva, in grado di creare crescita e occupazione, che possa far aumentare la produttività dei fattori e la competitività del Paese. Una manovra in grado di ridurre veramente le tasse e che possa imporre definitivamente il blocco all’aumento di Iva e accise. Argomento quest’ultimo che il premier Renzi è stato in grado solo di rinviare, non provvedendo al blocco definitivo delle clausole di salvaguardia.
Per tutte queste ragioni chiediamo al governo di interrompere senza indugi questa strategia di politica economica, che sembra solo rinviare le misure necessarie per far ripartire questo Paese; chiediamo al governo di improntare misure di politica economica che possano correggere definitivamente lo stato malandato dei nostri conti pubblici, questo anche per scongiurare la possibile apertura di una procedura d’infrazione”. “L’obiettivo deve essere quello di garantire maggiore sviluppo in ottica internazionale, tenendo ben a mente che l’Italia deve ancora recuperare circa 9 punti di Pil per ritornare alla situazione del 2007. Il governo deve improntare una reale riduzione della pressione fiscale e per farlo deve iniziare una serie di tagli a quella spesa pubblica catalogata come inefficiente, anche utilizzando e potenziando il programma di Spending review elaborato a fine 2013-inizio 2014 dall’allora commissario Cottarelli. Un taglio deciso alla cattiva spesa pubblica, per disinnescare quanto prima le clausole di salvaguardia, e procedere alla riduzione dell’Ires e alla graduale cancellazione dell’Irap”. “Bisogna ripartire dalle imprese italiane, anche attraverso una serie di agevolazioni fiscali per la loro attività. Servono gli strumenti necessari per stimolare la crescita e per far riprendere i consumi. Serve incentivare anche gli investimenti privati”, ha sottolineato Stefania Prestigiacomo.

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Roma: Binetti: (Ap): no città moralmente inferiore ma in balia a classe dirigente poco credibile

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

campidoglio“I giornali aprono in larga misura sulla leadership morale di Milano rispetto a Roma e sulla sua capacità di reagire con prontezza davanti agli attacchi di quel virus formidabile che si chiama corruzione, mentre le difese immunitarie di Roma appaiono rallentate e in larga parte probabilmente sopite”. Così Paola Binetti, deputato di Area popolare commenta le notizie sui quotidiani di oggi. “Non mi interessa verificare se e quanto tutto ciò sia vero, personalmente credo di no e considero la Milano dalle Mani pulite costantemente esposta al rischio corruzione, come accade laddove si concentrano ricchezze e risorse materiali. E’ quanto accaduto all’inizio con Expo e quanto sta accadendo a Roma da quando nel ruolo di Roma Capitale si è trovata a gestire più fondi del previsto anche nella prospettiva del prossimo Giubileo. Ma un fatto è certo: la vicenda Marino non giova né all’immagine della città né alla credibilità operativa delle decisioni che una giunta potenzialmente dimissionaria può prendere. E’ questo uno dei danni maggiori che si stanno facendo a Roma- commenta Binetti- e che suggeriscono il sospetto che si voglia lasciare la città in balia di una sorta di una mafia capitale non governata né governabile.La città non riesce a darsi quella spinta ormai indilazionabile per affrontare problemi materiali e immateriali in vista del prossimo giubileo e le molteplici rassicurazioni che qualcuno si ostina ad inviare appaiono agli stessi romani come puro millantato credito. Ma non è tanto del Giubileo che i romani si preoccupano, quanto del caos giornaliero del traffico impazzito, della fatiscente manutenzione delle strade e degli impianti essenziali per la vita della città, come suggeriscono le stesse metropolitane, rotte o interrotte a giorni alterni. Roma non sembra una città senza guida, è una città in balia degli umori di una classe dirigente che ha perso il contatto con la sua gente, con quella stessa gente che ha votato un sogno, un progetto, che va dalla qualità di vita ordinaria al maggiore impegno per il Giubileo e si spinge fino alle possibili olimpiadi.Sembra proprio che di Roma alla sua classe dirigente non interessi nulla, se non una stucchevole dialettica tutta interna al Pd, che Renzi dà per conclusa, ma che non lo sarà definitivamente fino a quando lui non dirà un No chiaro, secco, e senza alternative all’attuale gestione, colpevole di aver spinto la città più bella del mondo nel caos più incomprensibile del mondo. Nessuno riesce a capire perché Roma infatti debba vivere sistematicamente sull’orlo di uno sfascio continuo ”

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Il sospetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 marzo 2013

L’incontro tra i capigruppo del M5S e Bersani si è tenuto per la prima volta, in assoluto in Italia, in diretta streaming. Un fatto che ci saremmo aspettati ricco di apprezzamenti ed invece i maggiori commentatori politici, della carta stampata, hanno avanzato il sospetto che si trattasse poco meno di una sceneggiata dove sarebbe prevalso il preconfezionato rispetto ai possibili accordi sottobanco. E’ un passaggio che la dice lunga sul modo di pensare di un certo ambiente giornalistico abituato da qualche tempo a giudicare il pensiero politico non per quello che si dice ma per quello che si fa, ovvero il contrario delle dichiarazioni di facciata. Qui ci riporta, inevitabilmente il discorso sulla “fiducia” che i partiti tradizionali hanno persa proprio per i loro “vuoti di memoria” e il malessere, che ne è derivato, degli italiani. Anche l’affannarsi di Bersani nel contattare le parti sociali è un’altra concitata ricerca di trovare il consenso mentre ha finto di non sapere che sull’altro versante esiste un movimento che, elettoralmente parlando, ha espresso proprio quelle parti sociali dando loro voce sul tema della fiducia e della credibilità. E’ un indubbio fatto culturale. E’ mancata troppo a lungo la coerenza tanto che se si vuole realisticamente tirarne le somme non indugerei, se fossi il capo dello stato, ad affidare il mandato pieno al movimento cinque stelle. Lui ci mette la credibilità e gli altri, alias Pd, il voto considerato che molti punti dei rispettivi programmi sono affini. Il resto è aria fritta. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Iva sui rifiuti

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2012

Il pagamento dell’Iva sui rifiuti della Tia1 sembra non avere avuto un punto fermo dopo le sentenze di Corte Costituzionale e Cassazione che ne hanno sancito il carattere tributario e quindi la non legittimita’ dell’imposta Iva. In assenza del Governo (che ha praticamente non risposto ad un’interrogazione in commissione Finanze della Camera), al momento l’unica iniziativa legislativa in merito e’ quella di un emendamento del deputato Pd Alberto Fluvi che, in barba a Corte Costituzione e Cassazione, ribadisce che la Tia1 ha natura di corrispettivo e dunque l’Iva va pagata…. come dire: chi se ne frega dell’altro potere (giudiziario) dello Stato che afferma e ribadisce, io che sono il potere legislativo faccio come mi pare e piace senza minimamente considerare quella che dovrebbe essere l’integrazione tra le attivita’ dei vari poteri dello Stato… che detto in “soldoni” significa mettere le basi per mantenere eternamente aperto un conflitto in cui la certezza del diritto degli amministrati potra’ essere affidata solo al giudizio di un giudice, piu’ o meno “attento” rispetto al potere. Nel contempo le aziende partecipate che nei vari Comuni gestiscono il servizio rifiuti, si guardano bene dall’aprire un contenzioso con l’amministrazione fiscale dello Stato per farsi restituire il maltolto e, di conseguenza, continuano a chiedere l’Iva agli utenti del loro servizio.
Il quadro sconfortante e’ il seguente:
– c’e’ la legge zoppicante e poco chiara;
– i massimi organi giudiziari e costituzionali sono intervenuti per dire che non è come la legge dice e, quindi, bisogna cambiare in direzione no-Iva;
– l’esecutivo non dice la sua;
– il legislatore ignora l’esistenza degli altri poteri dello Stato e insiste sull’esistente zoppicante;
– i gestori del servizio non solo se ne fregano, ma minacciano, in caso di mancanza dell’Iva sulle loro bollette, di aumentare i costi del servizio (come se l’Iva fosse un guadagno che viene loro sottratto e non una partita di giro… c’e’ qualcosa che non torna, se non che loro non hanno nessuna intenzione di farsi rimborsare dal Fisco e se saranno costretti ad emettere fatture senza Iva e rimborsare il maltolto agli utenti, hanno intenzione di rifarsi solo verso questi ultimi…. bell’esempio di amministrazione democratica e ‘consumer frendly’);
– gli utenti continuano a pagare e possono rivalersi solo se hanno la costanza di portare in giudizio i gestori, trovando un giudice che dia loro ragione.
E’ ovvio che e’ un braccio di ferro con un solo risultato certo al momento: la credibiita’ zero delle istituzioni, con una curva di peggioramento che aumenta ogni giorno e che -ovviamente- non portera’ il cittadino contribuente ad avere sempre meno fiducia verso lo specifico gestore dei rifiuti, ma verso le istituzioni tutte.Continuiamo a farci male?

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Azione Universitaria: marò liberi

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2012

Italiano: Logo di Azione Universitaria

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“Quello che sta accadendo in India è un insulto a tutta la Nazione, la nostra diplomazia ha fallito, è arrivato il momento che questo Governo si assuma le proprie responsabilità e riporti a casa i nostri soldati” lo dichiara Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria in merito alla annosa questione dei due Marò arrestati in India. “Oggi – continua la nota – anche Azione Universitaria parteciperà alla maratona oratoria organizzata da alcuni parlamentari del PdL su suggerimento dell’On. Ignazio La Russa per chiedere a gran voce la liberazione di Salvatore e Massimiliano, e soprattutto per svegliare dal torpore questo Governo che sembra non avere il minimo interesse nella vicenda”. “Chiediamo al Ministro Terzi di alzare la voce – conclude Volpi – di chiedere spiegazioni e di coinvolgere l’Unione Europea e gli Stati membri per dimostrare coesione internazionale. Questo Governo, che tanto si vanta di aver ridato all’Italia credibilità e prestigio a livello internazionale solo perchè dice di aver fatto diminuire lo Spread, sta invece dimostrando di contare meno di zero nei rapporti di forza sovranazionali, o forse ci sono in ballo interessi più importanti che il benessere e lo stato di salute di due servitori dello Stato”. (Andrea Volpi)

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L’Europa e la crisi finanziaria globale

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2012

La sede della Banca Centrale Europea, a Franco...

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Il viaggio a Bruxelles di Monti giovedì scorso, l’incontro di ieri con il presidente francese ed altri meeting rendono un quadro a dir poco problematico sulle sorti della moneta europea anche se la presidente del fondo monetario internazionale si è affrettata a tranquillizzare gli animi su questa eventualità. Se siamo giunti a questo punto lo dobbiamo anche al fatto che l’Europa ha reagito tardivamente alla crisi finanziaria globale, sebbene si sia avvalsa della credibilità e della condotta monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) nella speranza che questo servisse a dimostrare un più adeguato strumento di governance economica. La verità è che questa “mascherata” non è servita ai mercati e agli speculatori che vi manovrano nell’ombra, poiché la credibilità risiede altrove. Sta nella mancanza di una guida politica autorevole e unitaria. Si parla tanto in queste ore, enfatizzando il ruolo delle autorità autonome di vigilanza bancaria e finanziaria, di mitigare i rischi sistemici e di voler attivare le nuove procedure per il coordinamento delle politiche fiscali e strutturali, ma si dimentica, per mancanza di volontà comune, che la crisi attuale non si estingue se non si dimostra che gli interventi non sono solo parziali e temporanei. Devono dare certezza al processo con cui si gestiscono le crisi sovrane e per farlo la risposta è una sola: regole comuni sul welfare, sull’economia, sulla finanza, sulla politica commerciale. E’ un passo necessario per assicurare la stabilità dell’area e della sua moneta perché se si è insieme la forza che ne scaturisce permette d’affrontare ogni eventualità con maggiore determinazione ed incisività. E sia chiaro. La partita che si gioca tende a riscrivere per intero il ruolo delle parti e a ricercare un diverso modello di società per restituire all’essere umano la sua dignità e il suo primato sugli interessi di parte e mercenari. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La presa in giro del “popolo sovrano”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

PRATICA-DI-MARE (Italian Air Force base). Pres...

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Questo “popolo” ce lo giochiamo come vogliamo. Abbiamo perso 18 anni per inseguire un sogno che si è rivelato come una bolla di sapone: al primo vento si è disintegrata. Abbiamo continuato ad accrescere il nostro debito primario sino alla crisi speculativa di queste ore. Abbiamo osannato un leader che ci ha fatto perdere credibilità internazionale e molti, tanti soldi. Si calcola, per lo meno, di 190 miliardi di euro tra riforme mancate, evasioni fiscali “condonate”, speculazioni, sprechi e quanto altro. Abbiamo sostenuto, in politica, la parte perdente da Gheddafi ai dittatori di Tunisi e del Cairo raccogliendo solo briciole. Ci siamo alienati l’amicizia dell’occidente intrallazzando con Putin e i suoi amici che avevano un solo fine: indebolire l’occidente e fare lo shopping delle nostre risorse economico-industriali. Ora la partita di Berlusconi è lungi dall’essere conclusa. Si va ai tempi supplementari e si rischia, se non di perdere, di uscirne in ogni caso malconci con una riforma elettorale che non si farà tanto da rimettere in gioco la stessa strategia del passato con uomini politici, non espressione della volontà popolare, ma edulcorati dalle segreterie dei partiti. E poi si dice “popolo sovrano”. Un popolo che subendo e al massimo astenendosi, diciamo al 30% come ci danno le ultime proiezioni e come taluni vorrebbero, finisce con il fare il gioco dei furbi. E non basta. Per confondere e disperdere il consenso si stanno mettendo in campo una miriade di sigle di partito che, in nome di una giusta causa, ciurlano nel manico dei più ingenui o degli idealisti. Come si fa, infatti, a non credere ad un partito che rivendica gli interessi del Sud, che sostiene i pensionati, i cassa integrati o si richiama alle vecchie e nobili etichette partitiche del passato?
Così l’Italia unita si vede divisa tra i leghisti al Nord e i mercenari del Sud, tra gli interessi di campanile e gli sfoghi degli indignati. E alla fine tutti si sentiranno legittimati a chiamarci: popolo sovrano. E continua ad essere la più grossa balla, la più grossa presa in giro per dirla con parole educate. (Riccardo Alfonso wwww.fidest.it)

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La credibilità del governo

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Forse alla Camera il governo riuscirà pure a comprarsi per l’ennesima volta un voto di fiducia, ma la fiducia dei cittadini e degli elettori non ce l’ha più da un pezzo, come non ha la fiducia delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali, che vogliono commissariarlo come si fa con gli incapaci di intendere e di volere.
Per recuperare la credibilità del Paese che Berlusconi ha bruciato e per fare una politica economica sia efficace che giusta ci vuole un governo politico, che possa operare per cinque anni. Questa è la sola via d’uscita e altre formule magiche non ce ne stanno. Ovvio che da qui alle elezioni ci vorranno dei mesi, e i mercati non aspettano. In questo tempo intermedio, che non puo’ andare oltre la primavera prossima, se ci potesse essere un’ampia maggioranza in Parlamento per approvare una manovra d’urgenza e per fare una nuova legge elettorale, l’Idv potrebbe essere disponibile. Ma prima di dare il nostro consenso, vorremmo sapere chi dovrebbe guidare questa maggioranza, da chi dovrebbe essere composta e, soprattutto, per fare cosa. Perchè una maggioranza che poi di fatto finirebbe per fare le stesse che non vogliamo faccia Berlusconi, significherebbe cadere dalla padella alla brace. A votare leggi che producono macelleria sociale noi non ci stiamo. Lo dico senza mezze parole: in Parlamento ci opporremo a qualsiasi provvedimento che non parta dal presupposto che d’ora in poi devono dare il buon esempio e pagare per primi quelli che non hanno mai pagato. I privilegiati, la casta, quel 10% che possiede il 60% della ricchezza e che riesce sempre a farla franca. Ma solo un governo legittimato dal voto popolare può avere la forza e il consenso necessari per mettere in cantiere le politiche di ampio respiro e lungo periodo.
Per questo la via maestra per uscire dalla crisi politica e dal’emergenza economica è una e una sola: al voto il prima possibile.(Antonio Di Pietro)

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Roma: festival del cinema

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2011

“La sesta edizione del Festival del Film di Roma è stata un successo. Pur in presenza di una forte crisi economica, della difficoltà di avere le grandi star a Roma e con un glamour ridotto, il Festival ha confermato, come hanno giustamente rilevato anche i critici più attenti, la sua forza promozionale e commerciale. Il successo di pubblico è stato straordinario, così come la quantità di eventi che hanno caratterizzato quest’edizione. Il festival ha definitivamente acquisito una credibilità internazionale e un radicamento nella città che ha ospitato, come mai prima era accaduto, eventi nei musei e nei principali spazi urbani e culturali dal centro alla periferia. Il gradimento di questa edizione, confermato anche dai numeri, è la migliore risposta a chi riteneva Roma una ‘inutile replica di Venezia’. E Roma, con il mercato, può puntare ad accreditarsi a livello internazionale come punto di riferimento per gli operatori del mondo del cinema e per gli importanti investimenti di cui ha grande bisogno questo settore. Abbiamo difeso e fatto crescere il Festival e ora al lavoro per la prossima edizione. E’ quanto sostiene l’assessore alle Politiche Culturali e al Centro Storico Dino Gasperini.

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Governo: in trincea contro la patrimoniale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 agosto 2011

Si stanno sommando tutte le premesse per cui appare indispensabile una stretta economica in grado di favorire le condizioni per sgattaiolare da questa crisi travolgente alla ricerca di un approdo che migliori le condizioni generali dalla nazione. L’Europa ha condensato in poche esigenze i compiti che il governo deve svolgere per recuperare credibilità e rendere più solide le condizioni finanziarie e scoraggiare l’aggressività della speculazione che vegeta sulle debolezze degli Stati. A causa di un debito pubblico, che in questi ultimi otto anni di governo Berlusconi si è ulteriormente dilatato, l’UE ci impone:
a) Ridurre gli interessi
b) Ridurre il debito
c) Ridurre entrambi
d) Raggiungere in tempi ridottissimi il, pareggio di bilancio.
Il debito pubblico è paragonabile ad un elastico che regge il peso di tale debito; più è pesante il debito e maggiormente si allunga l’elastico, con la logica conseguenza di aumentare la tensione a cui l’elastico è sottoposto. A questo punto intervengono anche fattori esterni, come una tempesta dei mercati o, peggio, una spinta speculativa che profitta della distratta debolezza del governo e soffia su quell’elastico che continua ad allungarsi, fino ad avvicinarsi al punto di rottura, cioè il default del debito. A questo punto le misure scavalcano i dettati economici e diventano problemi politici, di metodo e di scelte di fondo. Come soddisfare le quattro priorità che ci impone l’UE, che ha assunto l’onere di fare da tutor a questa Italia così malamente amministrata ? Non c’ altra via che ricorrere ai cittadini per ottenere i finanziamenti necessari per interrompere il circuito perverso. Dovrà essere la politica ad indicare il metodo e, soprattutto, quali cittadini chiamare all’intervento. Il liberismo berlusconiano, per bocca del suo ideatore, esclude nella maniera più categorica il ricorso ad una patrimoniale che estrometta i modesti patrimoni frutti di lavoro e di risparmi, spesso forzato, per investire i grandi patrimoni, sempre più spesso parassitari, che non producono nulla ma generano quell’economia della finanza che privilegia sia i grandi patrimoni ereditari che le enormi liquidità delle varie organizzazioni malavitose. Ma chi si oppone con maggiore insistenza alla patrimoniale, oltre allo stesso Berlusconi, in un eclatante conflitto di interessi personali, è lo IOR, la banca vaticana per la quale si ipotozza, con voci sempre più chiare e forti, un interesse diretto nell’attuale speculazione.
La più grande concentrazione immobiliare valutata in oltre il 30% degli appartamenti ubicati in Roma, esige l’esenzione fiscale, pur lucrando in maniera fin troppo efficace sugli affitti. I bassi costi di affitto, infatti, sono riservati ai componenti la “casta” che saranno chiamati a votare i benefit riservati al patrimonio vaticano, mentre per i bisognosi non esiste neanche la carità cristiana di agevolare i più deboli: il 60% degli sfratti legali, infatti, è ad opera del Vaticano o sue diramazioni.
Berlusconi difende se stesso e mette dentro anche il Vaticano, per lucrarne l’appoggio elettorale, mentre si prevede una manovra penalizzante per la piccola e media borghesia, nonché per le fasce più deboli della popolazione. (Rosario Amico Roxas)

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La credibilità italiana è politica non economica

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

“Non abbiamo certo una bacchetta magica; quello che si dovrebbe fare è comunque sedersi e studiare con attenzione delle misure più rapide, e soprattutto con effetti più rapidi. Penso, ad esempio, alle privatizzazioni che non sono più state fatte e invece potrebbero dare un segnale importante per consentire di recuperare competitività all’economia italiana. E’ molto importante la credibilita’, bisogna smetterla di dire che l’Italia sta bene; questa è la responsabilità che io attribuisco al governo. E’ una questione di credibilità e il Governo italiano l’ha persa sia all’interno che all’esterno”. L’ha detto il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà on. Benedetto Della Vedova al giornale online Clandestinoweb.com.

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La guerra contro Gesù

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Alle persecuzioni e ai massacri che i cristiani subiscono sotto un’ampia varietà di regimi e ideologie, si aggiunge il pregiudizio e l’ostilità delle élite occidentali. L’anticristianesimo si nutre di un’ideologia che da duecento anni porta il suo attacco al cuore della fede: la figura di Gesù, l’attendibilità storica delle cronache evangeliche, la credibilità dei testimoni oculari, quindi le fondamenta stesse della Chiesa. Ma ci sono veri motivi per negare i resoconti dei Vangeli e le ragioni della fede in Gesù di Nazaret? Oppure tutte le più aggiornate acquisizioni storiche, archeologiche, filologiche, scientifiche – perlopiù ignorate – risultano essere clamorose conferme in favore dell’“imputato Gesù”? In questo suo nuovo polemico saggio, Socci denuncia le menzogne e le connivenze, espone motivi e interessi da cui è nata l’ideologia anticristiana (finora rimasti nell’ombra) e ci dimostra che le moderne scoperte archeologiche e la ricerca storica di questi decenni confermano la veridicità dei fatti evangelici, e di tutti i particolari dell’esistenza terrena di Gesù, compresi i suoi miracoli e la sua resurrezione. Antonio Socci – Rizzoli – 2011 – pp. 448 – € 19,90 scontato 17,90

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Roma città più povera d’Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2011

La Comunità di Sant’Egidio parla chiaro: Roma e Lazio sono teatro di una povertà profonda e dilagante. Nella sola Capitale, centomila persone vivono sotto la soglia di povertà ed il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale. “I problemi riscontrabili nel rapporto sulla povertà a Roma e nel Lazio elaborato dalla Comunità di Sant’Egidio – osserva Anna Nieddu, viceresponsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti -, che lavora capillarmente sul territorio ed alla quale va, quindi, la massima credibilità, non sono solamente regionali bensì investono l’intero paese. Roma, essendo una grande città e sostanzialmente di passaggio anche per molti immigrati, presenta una criticità maggiore”. I dati recentemente diffusi, rivelano la città eterna prima nella lista nera degli sfratti. Ogni giorno, sono ventotto i nuclei familiari sfrattati per morosità nel pagamento degli affitti. “Mentre una piccola parte della popolazione gode di innumerevoli privilegi, la maggior parte dei cittadini è in difficoltà – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Lo Stato è sempre meno uno Stato sociale, ne è comprova l’ultima finanziaria approvata, che prevede profonde penalizzazioni per le politiche sociali. Inoltre, le piccole e medie imprese devono fare i conti con il fenomeno della delocalizzazione, che fa aumentare proporzionalmente la disoccupazione. D’altra parte occorre sottolineare l’enorme sforzo compiuto dall’assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Roma, che cerca di far funzionare le cose anche senza denaro. E’ la grande solidarietà sociale – precisa la Nieddu -, che garantisce ancora quel poco di assistenza. La straordinaria capacità di persone che si prestano a lavorare come volontari, apportando un grande contributo umano, non può colmare l’enorme carenza di risorse finanziarie”.

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Nucleare e credibilità

Posted by fidest press agency su martedì, 28 dicembre 2010

Si riapre il dibattito sul nucleare. Gli ultimi spot televisivi sono accattivanti, sollecitano la partecipazione: si o no? Vecchio dilemma. Qualcuno ne ha fatto una questione ideologica, prima e dopo, e come tutte le questioni che attengono all’ideologia il cambio di opinione sa di atto di fede. Ognuno, ovviamente, ha diritto di cambiare idea ma in un popolo come il nostro, questo diritto sa di trasformismo o, se vogliamo metterla un po’ meglio, il pensiero precedente non s’era consolidato, cosi come non potrebbe  essere duraturo quello attuale. Ci sono persone, come l’attuale presidente del Forum per il nucleare italiano, Chicco Testa, che ha ha un lungo excursus politico da fervente antinuclearista  per poi passare all’appassionato nuclearismo. Noi abbiamo dubbi sulla loro credibilita’, anche se difenderemo, volterrianamente, il loro diritto ad esprimersi. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Il governo vince la fiducia ma perde la credibilità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

La grande fiera di Santa Lucia ha chiuso i battenti; gli affari sono andati come da copione. La merce esposta e messa in vendita è stata apprezzata, valutata, ma il volume degli affari non ha visto l’exploit che avrebbe potuto avere; pochi i movimenti effettuati, ma sufficienti per consentire di vantare un successo che, se non è quello preventivato, in ogni caso ha dato ossigeno ad un mercato in agonia. La nuova realtà che viene offerta all’analisi dei politologi, dei commentatori e degli opinionisti è tale da consentire ad ognuno di dire la propria e, alla fine. Avere ragione tutti.
Chi ha vinto dirà che ha vinto, ed è vero; chi ha perso dirà che in fondo non ha perso, ed è altrettanto vero. Se si parla di fiducia al governo, ha vinto chi ha comprato i biglietti vincenti; se si parla di credibilità, allora non ha perso chi ha preventivato un crollo verticale della medesima da parte di questo governo. Ha vinto la regola del libero mercato, quello che più libero non si può; il mercato che si è istallato nel tempio che era delle democrazia, ha imposto le sue leggi della forza, quelle leggi che calpestano il diritto. In una nazione civile  l’opinione pubblica si sarebbe rivoltata insieme allo stomaco; ma dopo 16 anni  di abitudine all’assenza di ogni regola democratica non ci si fa più caso. Ora scatta il momento  del pentimento da parte di chi, per pudore, non ha voluto partecipare all’Offerta  Pubblica di Acquisto, perdendo sia la capra che i cavoli che erano esposti in vetrina e si esporranno, pronti a soccorrere il vincitore, anche se ha vinto solo una fiducia comprata ed ha perso definitivamente la credibilità residua. Gli acquisti già perfezionati mostreranno presto la loro vera faccia; hanno capito di essere aghi di una bilancia truccata e faranno valere le vere ragioni di una compra-vendita chiedendo, anzi pretendendo,  un compenso per ogni gesto o atto idoneo al proseguimento di un’avventura personale  che ha uno scopo personale  e fini personali, per cui l’Amministrazione dello Stato, trasformata in mercato delle vacche, si posizionerà ulteriormente  e definitivamente nella sfera dei ricatti quotidiani. Il “servirsi dello Stato”  ha vinto sul “servire lo Stato” . (Rosario Amico Roxas)

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