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Lo Stato paga dopo 14 anni. 31 miliardi di rimborsi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2009

Lo Stato si conferma pessimo e tardo pagatore. Secondo l’inchiesta condotta da Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, in base ai dati dello Sportello del Contribuente, l’amministrazione finanziaria in Italia paga mediamente in 13,9 anni contro una media europea di 14 mesi. Ma c’è chi, risiede a Bologna, sta aspettando, per un piccolo rimborso ILOR, da 45 anni. Secondo la classifica stilata da Contribuenti.it, l’Italia si aggiudica il ‘primato mondiale’ per la lentezza nei rimborsi fiscali, seguita dalla Turchia (4 anni), dalla Grecia (3,1 anni), dalla Spagna (2,2 anni), dalla Francia (1,7 anni), dall’Inghilterra i (1,3), dalla Germania (1 anno), dall’Austria (0,4 anni), dagli Usa (0,2 anni) e dal Giappone (0,1).Secondo i dati dello Sportello del Contribuente, l’esposizione totale dello Stato italiano verso dei contribuenti, per i soli rimborsi IRPEF, ammonta a 30,9 miliardi di euro pari a circa due punti di PIL. Dal 2003, i contribuenti maggiormente penalizzati dai mancati rimborsi fiscali sono quelli residenti in Campania, con +159,8%. Secondo e terzo posto spettano rispettivamente a quelli residenti in Veneto con + 122,5% ed in Lombardia con +118,2%. A seguire nel Lazio con +101,2%, nella Liguria con +98,2%, nell’Emilia Romagna con +97,5%, nella Toscana con +95,3%, nel Piemonte con +95,2%, nelle Marche con +94,4%, nella Puglia con +94,2%, nell’Abruzzo con +92,6%, nella Sicilia con +91,1% e nel Trentino Alto Adige con +90,9%.Tutto questo accade perché l’Amministrazione finanziaria, dopo 8,9 anni, non ha ancora recepito lo Statuto del contribuente, in dispregio della Carta Costituzionale.’In vista delle elezioni europee chiediamo ai candidati di sottoscrivere un patto per un’armonizzazione del fisco in modo che, quanto prima, in tutta Europa, la tassazione possa essere omogenea e i rimborsi fiscali possano essere erogati con gli stessi tempi e modalità’, spiega Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani, sottolineando l’importanza del ”rispetto dei diritti dei contribuenti da parte degli enti impositori che, così facendo, incentivano l’evasione fiscale. E’ assurdo che gli italiani debbano essere vessati dal fisco 10 volte più degli inglesi o tedeschi’. In attesa di seri provvedimenti, Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani promuoverà il 30 maggio, nelle principali città italiane, un “Tea parties”, come in America, per promuovere una legge che impone alla P.A. di pagare entro 60 giorni, senza interessi, oltre i quali si applicano gli stessi interessi richiesti dalle esattorie (TAEG 20%) ai contribuenti morosi, ridurre le auto blu da 607.918 a 30.000 unità, vietare agli istituti bancari ed assicurativi di avere le sedi legali delle proprie holding nei paradisi fiscali ed alle grandi imprese che chiudono il bilancio in rosso di accedere agli incentivi statali e comunitari. (Contribuenti.it)

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