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Posts Tagged ‘crediti’

Cerved-La Scala: 100 euro di crediti bloccati in società fallite

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Un portafoglio di 100 euro di crediti bloccati in società fallite potrebbe valere 27 euro nei tribunali più efficienti e solo 5 in quelli più lenti; l’equivalente fermo in esecuzioni immobiliari varrebbe fino a 60 euro a Trieste, il foro più rapido, ma appena 8 euro a Locri. Nel complesso, il valore netto stimato delle sofferenze sul mercato si attesta a circa 25 miliardi di euro se si valuta con la prospettiva di un investitore specializzato in NPL (il 26% del valore lordo, pari a quasi 100 miliardi a fine 2018), mentre dal punto di vista delle banche, che possono finanziarsi a tassi decisamente più favorevoli, risulterebbe pari a 34,5 miliardi. Secondo le elaborazioni di Cerved e La Scala questo valore potrebbe aumentare in modo consistente se tutti i tribunali si uniformassero per efficienza a quello di Trieste: 12 miliardi in più (37 in totale) nell’ottica di un investitore e 8,3 miliardi in più in quella di una banca.Sono alcune delle evidenze contenute nel Report “La durata dei fallimenti e delle esecuzioni immobiliari e gli impatti sui NPL” appena rilasciato da Cerved, data-driven company specializzata nell’analisi e nella gestione del rischio di credito, e la società tra avvocati La Scala.“Valutare l’impatto dei tempi di durata delle procedure, esecutive e fallimentari, significa verificare la capacità del sistema di smaltire l’arretrato accumulato, l’incidenza delle riforme legislative, il miglioramento delle singole fasi del processo e, non ultimo, la concentrazione geografica e numerica dell’efficienza o inefficienza. I dati analizzati confermano un trend positivo e un’inversione di rotta determinata anche dalle recenti riforme: si inizia a recuperare l’arretrato e migliora la produttività degli uffici giudiziari. Il futuro delle procedure potrebbe essere sempre più vicino alle medie europee”, hanno dichiarato le partner di La Scala Società tra Avvocati Tiziana Allievi, Responsabile del Team Esecuzioni Immobiliari, e Luciana Cipolla, Responsabile del Team Concorsuale.“Velocità ed efficienza sono i principi che dovrebbero guidare l’attività di recupero dei crediti – commenta Valerio Momoni, direttore Marketing e Business development di Cerved -. La lentezza in questo processo, effettiva o anche solo percepita, riduce il valore dei crediti deteriorati con impatti importanti sui bilanci delle banche e sull’economia dell’intero Paese”.Infatti, nonostante gli indubbi miglioramenti dei numeri della giustizia civile (le cause pendenti sono diminuite del 3,1%, per un totale di circa 3 milioni 460mila fascicoli giacenti), nel 2018 i tempi di chiusura delle procedure fallimentari rimangono lunghi e fortemente differenziati sul territorio: in media è necessario attendere 7,1 anni per la chiusura di un fallimento (4 mesi in meno del 2017), con un gap che va da circa 4 nei tribunali più efficienti, in genere al Nord, a oltre 15 nei meno performanti. I tempi di chiusura per le esecuzioni immobiliari nel 2017 sono in media di 5 anni, con una forchetta molto estesa che va da 2 a quasi 17 anni di attesa. Discrepanze che si ripercuotono in maniera significativa sul valore dei crediti deteriorati.I dati analizzati da Cerved e La Scala relativi alle procedure fallimentari e alle esecuzioni immobiliari confermano un quadro in miglioramento, favorito dalle riforme intraprese dal legislatore a partire dal biennio 2005-2006, in particolare l’introduzione delle aste telematiche. Ora si tratta di applicare correttamente le Linee guida del CSM con le buone prassi in materia di esecuzioni immobiliari e il nuovo Codice della crisi d’impresa, che riformerà la disciplina fallimentare.

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Crediti deteriorati: le banche devono mitigare il rischio di potenziali perdite

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Il Parlamento ha approvato con 426 voti favorevoli, 151 contrari e 22 astensioni delle nuove misure legislative per mitigare il rischio di possibili e futuri “non performing loans” (NPL), accumulati in seguito alla recessione provocata dalla crisi finanziaria del 2008. Tali misure contribuiranno a rafforzare l’Unione bancaria, a preservare la stabilità finanziaria e la redditività delle banche e a incoraggiare i prestiti, che creano posti di lavoro e crescita in tutta Europa.Gli NPL, o crediti deteriorati, sono prestiti con oltre 90 giorni di ritardo o che difficilmente potranno essere interamente rimborsati. Per integrare le norme esistenti sui fondi propri, il Parlamento ha votato l’introduzione di livelli minimi comuni per le coperture delle perdite.Ogni banca dovrà riservare una somma di denaro per coprire le perdite causate da prestiti futuri che potrebbero andare in sofferenza. I requisiti di copertura per le banche varieranno a seconda della garanzia di protezione del credito degli NPL (credito assistito da garanzie reali o scoperto). Si terrà conto anche del tipo di garanzie utilizzate, ad esempio nel settore immobiliare.Le nuove norme, che sono già state concordate in via informale con i Ministri UE, si applicheranno solo ai crediti deteriorati ritirati dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Crif: Programma potenziamento organici

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

CRIF – società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, con headquarter a Bologna e oltre 4.400 professionisti che operano in sedi dislocate in più di 30 paesi di 4 continenti – prosegue anche nel 2019 i piani di potenziamento dell’organico per sostenere progetti di sviluppo globale dell’azienda.A conclusione del biennio 2017-2018, che per le sole società italiane ha visto l’inserimento in organico di circa 350 dipendenti e più di 300 tirocinanti, per l’anno in corso sono infatti previste 150 nuove assunzioni, al netto delle sostituzioni e degli inserimenti legati all’avviamento di nuovi progetti. I nuovi inserimenti sono previsti principalmente per le sedi di Bologna e Milano ma 30 dei nuovi assunti avranno come sede di lavoro il CRIF Campus di Varignana, nel comune di Castel San Pietro alle porte di Bologna, dove nel 2018 è stato inaugurato un nuovo polo operativo che già oggi ospita un centinaio di dipendenti che stanno sperimentando un’esperienza di smart work di riferimento per l’intera community aziendale, italiana ed internazionale.Per le nuove assunzioni CRIF focalizzerà la ricerca principalmente su profili di Business Analyst, Data Analyst, Data Scientist, Consultant, Software Developer tecnologia .net e java, System Engineer, Network Engineer e Project Manager che verranno inseriti nelle aree:
– BUSINESS ANALYSIS: chi lavora in quest’area si occupa di gestire il ciclo di vita dei prodotti/servizi CRIF. Dallo studio di fattibilità fino all’analisi funzionale, interfacciandosi sia con il mercato per coglierne le esigenze che con i colleghi dell’Information Technologies per lo sviluppo SW.
– CONSULTING: chi lavora in quest’area si occupa di gestire progetti di consulenza riguardanti l’implementazione di strategie/policy di analisi e valutazione del credito, di pianificazione commerciale e di marketing presso banche, istituti finanziari e imprese.
– SALES: chi lavora in quest’area si occupa di promuovere i prodotti/servizi CRIF presso la clientela, assicurando una elevata soddisfazione del cliente.
– INFORMATION TECHNOLOGY: chi lavora in quest’area si occupa dello sviluppo informatico dei progetti/prodotti, nel rispetto dei tempi/costi pianificati e delle specifiche di sicurezza definite a livello aziendale.
In linea generale i candidati ideali sono in possesso di una laurea triennale o magistrale in finance, ingengeria gestionale, ingegneria infomatica, data science e business informatics, matematica e fisica. Completano il profilo una buona conoscenza della lingua inglese, un approccio smart, innovativo e proattivo al lavoro, oltre alla capacità di pensare fuori dagli schemi e di essere goal oriented.

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Pace bancaria sui crediti deteriorati per famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

“Liberare dalla schiavitù del debito oltre un milione di soggetti con evidenti conseguenze positive sul tessuto sociale e produttivo del Paese, su famiglie e imprese, chiudendo una triste pagina della crisi finanziaria e bancaria che ha colpito spesso proprio i più deboli”.
A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario di una proposta di legge di FdI, che come spiega lui stesso riguarda ” realizza una sorta di “pace bancaria” che giova a tutti i soggetti coinvolti, ponendo peraltro un freno alle speculazioni che caratterizzano i NPL, cioè i crediti la cui riscossione è diventata incerta da parte delle banche”. Nello specifico la proposta di legge “vuole consentire ai soggetti debitori in sofferenza, ma che hanno ancora la possibilità di rimettersi in gioco, di poter estinguere il proprio debito a un prezzo ragionevole, facendo al contempo conseguire al creditore cessionario comunque un giusto profitto”.
“Naturalmente – continua il senatore Urso – devono ricorrere determinati presupposti: i crediti ceduti devono essere frutto delle crisi economiche e bancarie degli ultimi anni (per cui devono essere classificati come deteriorati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2018); non devono essere superiori a 25 milioni e potranno essere estinti mediante pagamento di un importo pari al prezzo di acquisto della posizione debitoria da parte della società cessionaria, maggiorato di una data percentuale”.
“Attraverso questa legge – conclude il senatore di FdI – si offre l’opportunità soprattutto a famiglie e piccoli imprenditori di liberarsi da una pesante zavorra finanziaria e bancaria e così poter contribuire al rilancio dei consumi e degli investimenti con positive ricadute sul sistema economico-produttivo nazionale”.

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Tutela dei crediti commerciali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Atradius e Deutsche bank annunciano di avere raggiunto un accordo di partnership per la tutela dei crediti commerciali destinata alle aziende e ai clienti business della Banca con un fatturato fino a 250 milioni di euro. Nel dettaglio, l’accordo permette ai clienti di Deutsche Bank di poter contare su polizze assicurative Atradius per proteggere il proprio portafoglio di crediti commerciali dal rischio di credito, sia sul mercato domestico che nell’export. La polizza credito di Atradius si caratterizza per un elevato livello di personalizzazione che la rende un prodotto completo e connotato da ampie garanzie sui crediti commerciali, particolarmente adeguato per tale fascia di imprese, prevedendo tra le usuali garanzie avverso le insolvenze dei crediti commerciali l’inclusione del rischio pre-credito, della copertura dei contratti vincolanti e del rischio derivante dalla revocatoria fallimentare, oltre che una caratterizzazione specifica per comparti industriali. La polizza credito offre copertura anche verso una serie di rischi aggiuntivi, quali il rischio politico di un singolo Paese o di gruppi specifici di Paesi. E’ incluso altresì il recupero dei crediti insoluti in Italia e all’estero, i cui costi restano a carico di Atradius.“L’accordo firmato con Deutsche Bank, uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale – ha affermato Massimo Mancini, Country Manager per l’Italia di Atradius – offre ad Atradius rilevanti opportunità di diffusione del prodotto assicurativo credito, grazie al forte posizionamento del gruppo bancario sui principali mercati. Con questa partnership di valore, Atradius prosegue nel suo impegno verso la diffusione della cultura della tutela del credito commerciale, quale azione prioritaria nella buona gestione dell’azienda. Questo per rispondere in modo ottimale alle esigenze di crescita e sviluppo del business, di ogni dimensione e comparto”.“Questo accordo – ha aggiunto Silvio Ruggiu, Responsabile della rete filiali di Deutsche Bank in Italia – risponde all’impegno e all’attenzione della Banca nel supportare lo sviluppo delle piccole e medie imprese che rappresentano per noi, da sempre, uno dei target di maggiore rilevanza, nonché il volano per la crescita del nostro Paese. Siamo quindi contenti di potere ampliare la gamma di strumenti a supporto della crescita di queste aziende, anche in ambito assicurativo, accanto a un gruppo consolidato e di prestigio come Atradius”.
Le concrete sinergie operative espresse in tale accordo, oltre ad aprire significative opportunità di partnership tra i Gruppi assicurativo e bancario, ne rinnovano il costante impegno ad offrire ai clienti business i prodotti e servizi più rispondenti alle loro esigenze di gestione del portafoglio crediti commerciali, facilitandone il percorso di sviluppo al riparo da rischi, sia sul mercato domestico che all’export.

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Accordo per recupero crediti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

iranCon questa intesa, le PMI clienti della banca potranno accedere a condizioni vantaggiose ai servizi di recupero e ristrutturazione crediti messi a disposizione da SACE, attraverso la controllata SACE SRV, e gestire al meglio le criticità connesse all’attuale congiuntura, segnata da un peggioramento del profilo di solvibilità delle controparti. Un fenomeno diventato particolarmente evidente nei mercati più esposti al ciclo delle commodity, alla volatilità valutaria e all’aumento dei rischi politici.
Le PMI creditrici potranno affidarsi agli specialisti di recupero crediti di SACE che, avvalendosi di un’ampia rete di corrispondenti legali all’estero e in Italia, gestirà le diverse fasi dell’attività giudiziale e stragiudiziale per il recupero dei crediti, sino alla negoziazione di accordi di ristrutturazione dell’esposizione finanziaria di corporate e banche, repossession e remarketing di forniture garantite all’estero. Le imprese avranno accesso anche a un portale dedicato per una gestione diretta e sempre aggiornata dei propri crediti; potranno inoltre ottenere informazioni commerciali e valutazioni ad hoc su specifiche controparti, mercati di destinazione e settori produttivi.
Con questa nuova intesa, SACE e Banca Popolare di Sondrio consolidano e ampliano una collaborazione di lungo corso che recentemente ha permesso di concludere un accordo da 300 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane interessate al mercato iraniano.

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Iran: SACE firma accordo di recupero del credito di 564 milioni di euro

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2016

iranRoma. E’ stato firmato ieri, alla presenza del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani, e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, un accordo per il recupero del credito sovrano vantato da SACE nei confronti della Banca Centrale dell’Iran.
Firmato dal Governatore della Banca Centrale Iraniana, Valiollah Seif, e dall’Amministratore Delegato di SACE, Alessandro Castellano, l’accordo prevede il pagamento in favore di SACE di 564 milioni di euro in tre rate entro il 15 ottobre 2016. Un credito costituito dagli indennizzi corrisposti negli anni scorsi da SACE alle imprese italiane, per finanziamenti non pagati da controparti iraniane a seguito del blocco dei sistemi di pagamento imposto dalle sanzioni internazionali.
L’accordo è stato raggiunto a pochi giorni dall’Implementation Day, ossia dalla rimozione delle principali sanzioni adottate nei confronti dell’Iran. Un’intesa che consentirà a SACE di riavviare il proprio sostegno a export e investimenti italiani nel Paese, consentendo alle nostre imprese di cogliere le interessanti opportunità in settori come l’oil & gas, il petrolchimico, l’automotive e le costruzioni. Secondo l’ufficio studi di SACE, l’Italia potrebbe registrare esportazioni aggiuntive in Iran pari a quasi 3 miliardi di euro entro il 2018.

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Comuni e patto stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Susy De Martini, europarlamentare PDL, facente parte del gruppo europeo dei Conservatori che si richiamano a Cameron (ECR), interviene il giorno dopo l’incontro tra il premier italiano, Letta, e quello inglese. «Questa Europa delle banche, dei bilanci padroni della vita di tutti, dell’euro, sta strangolando i popoli e allontanando le persone da quel comune sentire europeo dei Padri Fondatori.Per questo mi trovo in piena sintonia con Cameron e per questo ho scelto di aderire al gruppo Ecr, pur restando fedele al mandato dei miei elettori Pdl» – dice De Martini.
Sul piano pratico questa adesione a valori che sono lontani dall’Europa della Merkel e dei banchieri, significa battersi per il cambiamento: «Il mio impegno nel Parlamento Europeo è rivolto a riuscire a modificare la rotta. A cominciare naturalmente dalla mia Italia e dai problemi che partono dal mio territorio. Penso prima di tutto al Patto di Stabilità, deciso dal Governo italiano per soddisfare le richieste capestro di un’Europa da cambiare. I nostri Comuni sono strangolati, hanno il cappio al collo, anche quando sono virtuosi. Hanno i soldi ma non li possono spendere, così le nostre scuole pubbliche non possono essere ristrutturate. In Lombardia si sta cercando di uscire dalla crisi con il Patto di stabilità regionale verticale per riuscire a sbloccare 212 milioni. Se non cambieremo con rapidità, i Comuni non potranno più rispondere alle richieste dei cittadini, perdendo il senso stesso del motivo per cui si fa politica. Non possiamo permetterlo.
Si consideri che per il 2013 è previsto che le misure del Patto di stabilità influiranno sui comuni e le province della Lombardia determinando una contrazione di più del 20% degli investimenti con conseguente blocco di pagamenti alle imprese e l’impossibilità di garantire alcuni servizi essenziali. Come dice il Presidente di Anci Lombardia, il Patto di Stabilità come era stato concepito non ha nessuna logica: basti considerare quanto Anci Lombardia ha verificato, cioè che i comuni lombardi, per la maggior parte virtuosi, hanno una spesa media per gli investimenti del 26,84% e che nel 2007, l’87,36% dei Comuni superiori a 5000 abitanti ha rispettato il Patto. Eppure sempre più Comuni non riusciranno a rispettare i vincoli del Patto di Stabilità nazionale. Pertanto l’intervento di Regione Lombardia è necessario così come lo sarebbe un provvedimento legislativo ad hoc del Ministro Delrio, ex presidente di Anci. Pensiamo a come provvedimenti di tal genere si dimostrerebbero utili all’impiego di tutte le risorse che oggi i Comuni non possono spendere, a titolo di esempio segnalo la piccola Magenta con sei milioni in cassa che non possono essere riversati nel mondo dell’impresa.»

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Imprese: crediti vantati

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Piazza Castello, Mantova, Lombardia, Italia

Piazza Castello, Mantova, Lombardia, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Obiettivo dell’intesa è favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese mantovane nei confronti della PA promuovendo il ricorso agli strumenti di factoring. Grazie all’accordo le aziende fornitrici avranno tempo fino al 31 maggio 2013 per richiedere la certificazione dei loro crediti agli enti locali firmatari del protocollo e potranno accedere al contributo di € 300.000 stanziato dalla Camera di Commercio di Mantova per la copertura parziale degli oneri finanziari applicati da banche e factor. SACE Fct si impegna, inoltre, a garantire alle aziende dell’area di Mantova le migliori condizioni di mercato per un accesso facilitato all’offerta dei suoi servizi. “L’allungamento dei tempi di pagamento della PA è tra i fattori che più incidono sul fabbisogno di liquidità delle imprese, su cui gravano 70 miliardi di euro di crediti non riscossi e tempi di pagamento anche superiori ai 180 giorni – ha spiegato Antonio Romeo, Direttore Commerciale di SACE Fct –. L’accordo firmato oggi rappresenta per noi un altro importante passo a sostegno del sistema economico italiano rafforzando la nostra presenza in Lombardia, regione in cui abbiamo all’attivo altre importanti partnership per lo smobilizzo dei crediti verso la PA”.

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Giovani e accesso al credito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2012

Shadows on the Palazzo del Credito Italiano pa...

Image via Wikipedia

<Gli interessi di parte non possono e non devono portare il nostro Paese a privarsi di una visione futura. La riforma del mercato del lavoro deve tener conto che la crescita personale e l’integrazione delle nuove generazioni, rappresentano nei fatti le sfide decisive per garantire la qualità sociale nel nostro Paese>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme. <<Sappiamo benissimo – ha spiegato Lentino – che i provvedimenti presi, fino ad oggi dal Governo Monti, devono fare i conti con la politica. E’ quanto mai evidente che siamo davanti ad un nuovo concetto di lavoro, una nuova e moderna flessibilità, che non deve essere solo una parola di moda e non deve significare una riduzione delle risorse, ma deve orientare quest’ultime al meglio per potenziarne l’efficacia e l’efficienza. Dall’altro lato le imprese non possono sopportare gli attuali costi eccessivi dovuti al lavoro>>. <<Oggi – ha concluso Lentino – purtroppo nel nostro Paese in molti si sono dimenticati cosa significhi “interesse generale” forse perché troppo intenti a salvaguardare il proprio orticello. Dopo i primi interventi, da parte del Governo Monti, a favore dell’entrata nel mondo del lavoro da parte dei giovani, ora occorre puntare a strumenti per consentirne l’accesso al credito. Se ciascuno di noi guardasse un po’ di più alle generazioni future, probabilmente, le cose andrebbero diversamente>

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Equitalia: attentato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

Roma ”Un gesto vile e miope messo in atto da chi non ha a cuore il vero interesse della Nazione e finisce a fare il gioco del potere che a parole sostiene di voler combattere”. Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’attentato contro Equitalia messo a segno oggi a Roma. ”L’uso delle bombe è un atto che ci ripugna e che non serve a nulla se non a indebolire l’azione positiva di chi invece si batte ogni giorno nelle strade e nelle piazze contro l’usura legalizzata di Equitalia”, afferma Iannone, che esprime solidarietà al direttore generale ferito dal plico esplosivo. ”Per chi davvero vuole cambiare un sistema che non funziona, il modo di agire è un altro – aggiunge il leader di CasaPound – Cpi, attraverso un sito web (www.fermaequitalia.org), azioni simboliche e
banchetti in tutta Italia, ha già raccolto centinaia di firme per una legge di iniziativa popolare che limiti lo strapotere della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e ripristini alcuni principi irrinunciabili di giustizia sociale, impedendo ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per
crediti inferiori al 30% del valore dell’immobile e di pignorare beni strumentali dell’impresa o percentuali di credito superiori al 20% del totale iscritto in bilancio; obbligandola ad applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocandole la possibilità di condurre indagini finanziarie; diminuendo la percentuale che l’ente guadagna sui piccoli crediti riscossi raddoppiando invece la percentuale sui grandi crediti per incentivarla a perseguire i grandi evasori”.

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Crediti di giustizia sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

20.000 manifestanti a Roma, 10.000 a Milano ed altrettanti a Bologna: 5.000 a Napoli e a Firenze, 2.000 a Torino, 1.000 a Lecce. Gremite tutte le piazze, nelle tante altre manifestazioni territoriali – da Palermo a Genova, da Cagliari a Mestre, da Ancona a Pescara – che questa mattina hanno accompagnato lo sciopero generale indetto per l’intera giornata da USB ed altre sigle del sindacalismo indipendente e autonomo, che ha portato al blocco dei trasporti ed alla chiusura di tanti uffici pubblici. Dopo la protesta di ieri a Milano, che ha visto l’occupazione degli uffici della borsa, il testimone è passato a Roma, dove il partecipato corteo si è trasformato in presidio permanente in Piazza Navona, in cui è stata allestita una tendopoli che intende accompagnare l’esame della manovra in Senato. La mobilitazione, che ha coinvolto movimenti sociali e per il diritto all’abitare, precari, migranti, disoccupati e indignati, ha visto diversi momenti di forte protesta simbolica di fronte alle sedi territoriali della Banca d’Italia e dell’ABI, con affissione di striscioni e lancio di uova al grido di “Basta macelleria sociale. Basta diktat dell’Unione Europea”. Così a Roma, Milano e Napoli; a Torino si è protestato anche davanti alla sede dell’INPS. A Bologna il corteo ha raggiunto la sede di Confindustria l’Ambasciata greca. A Lamezia Terme sono stati occupati i binari della stazione ferroviaria. Al termine del corteo milanese, circa 1.000 persone sono tornate davanti piazza affari. Lo sciopero e le manifestazioni del sindacalismo conflittuale si sono scagliate anche contro l’articolo 8 della manovra e contro l’ accordo dello scorso 28 giugno, firmato dalla stessa Cgil ieri in sciopero, che ha spianato strada a questo grave attacco ai diritti dei lavoratori. Il successo della mobilitazione odierna rafforza le ragioni dei prossimi appuntamenti. Il 10 settembre Assemblea Nazionale di tutto il movimento contro la crisi e contro l’Unione Europea, promossa dalla rete Roma Bene Comune, dove si discuterà la prosecuzione delle lotte, e la costruzione della manifestazione del 15 ottobre prossimo lanciata dagli indignati di tutta Europa.

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Atac vanta crediti da Regione per 200 milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Roma “Quella dell’Atac è una legittima denuncia di una società che, per anni, ha sperperato le proprie risorse finanziarie con migliaia di assunzioni, promozioni indebite ed ingiustificati aumenti di stipendio per dirigenti che già guadagnavano somme ragguardevoli. Ritengo sia positivo il fatto che sia arrivato qualcuno che voglia metter mano alla normalizzazione di quest’azienda che, però, continua a perdere centinaia di milioni di euro all’anno che finiscono col gravare sulle spalle dei cittadini”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, esprime il proprio giudizio in merito alle accuse rivolte dall’Atac alla Regione per aver accumulato negli anni crediti per 200 milioni di euro.Inoltre, l’azienda sostiene che delle 240.000 tessere gratuite distribuite a coloro che possono viaggiare sui mezzi pubblici senza alcuna spesa, 100.000 appartengono ad anziani, altre 100.000 a chi veste l’uniforme e 40.000 non si sa neppure a chi siano state concesse. “La gratuità del servizio di trasporto pubblico per parte degli over 70 – precisa l’esponente regionale del partito guidato da Antonio Di Pietro – è doverosa nei confronti di un categoria di cittadini che sono, per gran parte, pensionati. Soprattutto, dal momento che si parla di coloro che percepiscono pensioni minime. D’altro canto, mi sembra legittima anche la gratuità del servizio per i membri delle forze dell’ordine. Tuttavia, è altresì legittimo che sia la Regione sia i Ministeri  paghino all’azienda queste agevolazioni”.Tortosa conclude il suo intervento dichiarando: “La Regione deve, innanzitutto, dare una risposta precisa in merito alla rivendicazione dell’Atac, poiché 200 milioni sono una cifra più che notevole. Poi, che ci siano determinate categorie che viaggiano gratuitamente sui mezzi pubblici è giusto, ma mi sembra che, in questo caso, si sia esagerato. Credo che alla Regione abbiano lavorato soltanto a livello direzionale, per reperire i voti durante le elezioni. Si intervenga al più presto, prima che il biglietto non lo paghi più nessuno”

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Crediti in prescrizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Il segretario nazionale del Movimento di Responsabilità Nazionale, On. Domenico Scilipoti, fortemente preoccupato per il destino di milioni di correntisti, pone all’attenzione del Ministro Tremonti la palese lesività della norma interpretativa dell’art. 2935 del codice civile di cui al comma 9, dell’art. 2 quinquies, che riduce di fatto i termini di prescrizione a favore delle sole Banche e contro i diritti che possono essere fatti valere dagli utenti tutti (Imprese  e consumatori) nei confronti delle Banche medesime per i rapporti creditizi in conto corrente, è visibilmente lesiva della pari dignità sociale e dell’uguaglianza davanti alla legge previsto dall’art. 3 della Carta costituzionale. “Segnalo anche al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi  questo atto di non correttezza posto in essere da parlamentari compiacenti  che favoriscono gli interessi di alcune Banche, rovinando milioni di italiani e impedendo che una buona parte del tessuto produttivo del Paese contribuisca a rimettere in moto la nostra economia”. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Equitalia: nuove competenze per riscossione crediti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 novembre 2010

Sono state assegnate le nuove competenze riconosciute alla società concessionaria di riscossione Equitalia che da un anno a questa parte ha ampliato in virtù di specifiche disposizioni di legge o amministrative il novero dei crediti per i quali può procedere alla riscossione e tra queste in particolare vanno segnalate quelle in materia di contestazioni delle irregolarità di viaggio e relative sanzioni per conto di Trenitalia Spa (Decreto MFE 16/1/2009). Peraltro, secondo quanto individuato nel bilancio consolidato di gruppo redatto dalla stessa società di riscossione al 31.12.2009, tra le nuove competenze dell’Ente sono previsti anche i provvedimenti di revoca di agevolazioni disposte dai ministeri dell’industria delle attività produttive e dello sviluppo economico (Legge n. 99 del 23/07/2009 art. n.3); la riscossione coattiva di contributi dovuti per la iscrizione all’albo dei consulenti finanziari (dlgs n. 101 del 17/07/2009); la riscossione di sanzioni iscritte a ruolo dall’ISVAP( Decreto del 19./06.2009 n.94); la riscossione spontanea a mezzo ruolo delle spese di giustizia (Legge n. 69/2009 art. 67 comma 3) nonché la riscossione di alcune tipologie di crediti INPS per i quali non si procede ad iscrizione a ruolo( Decreto legge n. 5 /2010 art. 7 quater, comma 6). (fonte Giovanni D’Agata Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”)

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Società recupero crediti e i sms inviati

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

I metodi delle società di recupero crediti si adeguano alle nuove tecnologie, utilizzandole anche in modo improprio a scapito dei presunti debitori. Un esempio è quello di Ge.Ri, che lavora per diversi gestori telefonici, e che invia messaggini su cellulari di questo tenore: Primo sms. La preghiamo cortesemente di contattarci per urgenti verifiche amministrative che la riguardano al numero 895.895.8915. Nostro riferimento pratica… Secondo sms, quattro giorni dopo. In relazione alla sua pratica, dopo numerosi tentativi di contatto senza alcun riscontro, avvisiamo della prossima azione legale. 895.895.8915. Nostro riferimento pratica… In pratica, un messaggio ‘terroristico’ invita a telefonare ad un numero a pagamento (gli 895, sono simili ai tristemente noti 899) che costa fino a 1,56 euro al minuto. Abbiamo denunciato il tutto all’Antitrust ad integrazione di una nostra precedente segnalazione, relativa all’invito a telefonare al numero 895.895.8915 da parte di Ge.Ri, contenuto su comunicazioni cartacee o posta elettronica. In quel caso, al presunto debitore è comunicato almeno il nome del gestore telefonico che reclama soldi. Nei messaggi pervenuti tramite sms, invece, nemmeno questa informazione viene esplicitata, stimolando i consumatori a chiamare e pagare. Il paradosso è che spesso il presunto debito è di poche decine di euro e può capitare che telefonando alla Ge.Ri sia piu’ oneroso del debito: la furbizia è qui, si incassano soldi senza estinguere il debito. Consigliamo a tutti i presunti debitori che ricevessero comunicazioni contenenti l’invito a comporre l’895.895.8915, o altri simili a pagamento, a non farlo e denunciare il tutto all’Antitrust. (Domenico Murrone, responsabile Aduc Telecomunicazioni)

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Usura e crediti agevolati

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

“Il fondo nazionale contro l’usura  previsto dalla legge, purtroppo, non viene erogato con sufficiente celerità per consentire alla vittima di liberarsi dalla morsa dei suoi sfruttatori  e gli sportelli antiusura  non possono andare oltre il sostegno psicologico e morale, che, seppure preziosi, non sono però risolutivi. E’ decisivo che le istituzioni rilancino la loro iniziativa per chiedere alle banche di erogare subito dei crediti agevolati, gli unici in grado di ripianare il debito iniziale e far ripartire l’attività. Questa misura stimolerebbe davvero ogni cittadino vittima del fenomeno a uscire allo scoperto e denunciare i suoi ricattatori, e indurrebbe un circuito virtuoso le cui potenzialità potrebbero essere determinanti per arginare il fenomeno”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Roma che plaude all’operazione antiriciclaggio condotta dalla squadra mobile della Questura di Roma che ha messo fine ad un’ organizzazione criminale dedita all’usura, al riciclaggio di denaro, al millantato credito, alle estorsioni e alle truffe. “Il fenomeno dell’usura, oggetto dei lavori della commissione Sicurezza in diverse occasioni, sta assumendo toni sempre più preoccupanti, mietendo vittime non solo tra gli imprenditori e le imprese commerciali, ma anche tra le famiglie che subiscono la disoccupazione. Nonostante la legge nazionale contro l’usura, l’istituzione del fondo nazionale, malgrado l’apertura di sportelli per il sostegno alle vittime del mercato illegale del credito da parte del Comune e di varie associazioni e lo stanziamento da parte della Regione Lazio di 2 milioni di euro, resta  da fare ancora molta strada. L’operazione della Questura di Roma è sicuramente una forte iniezione di fiducia e un segnale di attiva presenza delle istituzioni nella lotta all’usura.” – conclude Santori.

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Crediti e piccola impresa

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Torino 16 settembre alle 20.30 alla Sala Santa Croce in piazza Alfieri. Riprendono gli incontri sul tema del credito, dedicati ad imprese e aspiranti imprenditori, organizzati da “MIP – Mettersi in proprio”, il servizio di accompagnamento alla creazione d’impresa promosso dalla Provincia di Torino. Domani giovedì 16 settembre è la volta di Beinasco: l’incontro si svolgerà presso la Sala Santa Croce in piazza Alfieri alle ore 20.30. Esperti, rappresentanti di istituti di credito e Confidi analizzeranno lo stato dell’arte e illustreranno le misure e gli strumenti finanziari attualmente disponibili. Sono previsti gli interventi del sindaco di Beinasco Maurizio Piazza, dell’assessore provinciale alle Attività produttive Ida Vana, di Fabrizio Malacart, esperto in finanza e consulenza d’impresa, di Manuela Montagna, coordinatrice Mercato Retail, Area Torino-Valle d’Aosta-Piemonte Nord Banca Intesa San Paolo, e di Gianluca Timossi, capo Area Piemonte Ovest, Confartigianato Fidi Piemonte.
La Provincia di Torino, tramite il servizio MIP – Mettersi in Proprio, vanta un’esperienza più che decennale nelle iniziative volte a favorire la nascita ed il consolidamento di nuove imprese. A quanti intendano avviare nuove attività imprenditoriali, viene offerta una rete di sportelli per la creazione d’impresa, con compiti di supporto e consulenza agli aspiranti imprenditori. Il servizio è interamente gratuito. Gli sportelli Creazione Impresa si trovano a Torino (tre sedi), Chivasso, Ivrea, Moncalieri, Orbassano (presso Assot), Pinerolo, Rivoli, Settimo Torinese. Vi possono accedere tutti coloro che intendono realizzare una nuova iniziativa imprenditoriale all’interno del territorio della provincia di Torino e sono interessati a valutarne la concreta fattibilità.

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Recupero crediti all’estero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 settembre 2010

Atradius Collections, esperta a livello globale nel recupero crediti nazionale e internazionale, lancia la nuova versione del Manuale per il Recupero Crediti Internazionale. Il Manuale per il Recupero Crediti Internazionale è uno strumento essenziale per le aziende italiane orientate alle esportazioni, che devono prendere decisioni per il recupero dei crediti nei paesi esteri. In totale, il manuale considera 26 paesi e copre le diverse fasi di composizione amichevole, i regolamenti finanziari relativi ai recuperi, le procedure legali e le procedure fallimentari.  Molte aziende italiane esportano. Di conseguenza, devono conoscere le differenze basilari tra le composizioni amichevoli, i regolamenti finanziari relativi ai recuperi, le procedure legali e le procedure fallimentari nei vari paesi. Il partner principale dell’Italia per le esportazioni è la Germania. A differenza di quanto comunemente ci si aspetta, i debitori sono abituati a pagare interessi di tardato pagamento. I tassi e l’ammontare degli interessi sono spesso oggetto di negoziato. Le azioni civili richiedono da 6 a 12 mesi per raggiungere la sentenza definitiva. Anche il tribunale di competenza varia.  Se consideriamo il secondo partner commerciale più importante per l’Italia, la Francia, vi sono anche qui delle differenze significative nell’approccio al recupero dei crediti. Qui, il processo di recupero inizia sempre con un sollecito scritto, in quanto spesso nel processo sono coinvolti terzi e in quanto ciò garantisce che entrambe le parti siano consapevoli della situazione.
Ulteriori dettagli sulle procedure in Germania e Francia, e in altri paesi che sono importanti partner di esportazione per l’Italia, sono reperibili nel Manuale per il Recupero Crediti Internazionale edito da Atradius Collections, disponibile all’indirizzo Internet http://www.atradiuscollections.com
Atradius Collections è una divisione commerciale del Gruppo Atradius, e offre soluzioni efficienti, rapide e flessibili per il recupero di crediti commerciali nazionali e internazionali. Con un’estesa rete di specialisti del recupero crediti, professionisti legali ed esperti fallimentari in tutto il mondo, Atradius Collections serve oltre 14.000 clienti e gestisce una media di 100.000 casi ogni anno. Con i suoi oltre 80 anni di esperienza nel settore della gestione globale del credito, Atradius Collections è in una posizione unica di leader mondiale nel recupero dei crediti business-to-business.

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“Boom” delle società private di recupero crediti

Posted by fidest press agency su domenica, 29 agosto 2010

La crisi economica continua a mietere record su record. Ora a raggiungere cifre impressionanti – si parla del traguardo raggiunto per il 2010 di 30 miliardi di euro, quasi 60.000 mila miliardi delle vecchie lire  –  sono i crediti affidati alle società di recupero per bollette e fatture relative alla fornitura luce, dell’acqua o del gas e telefonia. Insomma, se da una parte i consumatori non ce la fanno proprio più a reggere il caro – bolletta e gli aumenti tariffari che secondo i dati forniti da alcune associazioni dei consumatori toccheranno i 1.200 euro in più rispetto all’anno precedente, dall’altra l’attività di recupero costituisce un vero e proprio business per le società private di riscossione che oggi sono 14mila secondo i dati della Unirec, l’Unione nazionale delle imprese di recupero crediti, nonostante la crescente difficoltà al recupero delle somme acquistate dalle società fornitrici dovuta proprio alla crisi globale. Uno dei problemi frequenti che incorrono i consumatori è che molto spesso le richieste di tali crediti riguardano le cosiddette “bollette pazze” o per forniture parzialmente erogate o per importi totalmente o non interamente dovuti ed oltre al danno di vedersi richiedere somme molto spesso non dovute o solo parzialmente, ricevono pretese anche in via bonaria, con costi di recupero che fanno lievitare il credito originario.Nonostante ciò le società fornitrici di beni e servizi sono solite cedere comunque tali crediti alle agenzie di recupero che proprio per i progressivi ostacoli che si trovano sulla strada si sono attrezzate e diventano spesso il “terrore” di consumatori ed utenti, utilizzando prassi non sempre ortodosse alla ricerca del recupero delle somme, spesso molto esigue, anche perché più debitori si convincono a pagare senza ricostruire la storia del credito ed ovviamente maggiori saranno gli introiti e minore il tempo per incamerare le somme anticipate.  La questione più eclatante è che molto spesso i cittadini sono costretti a cedere di fronte alle pressanti richieste e pur di evitare il prosieguo delle asfissianti pretese anche a mezzo telefonico, si convincono a pagare l’importo integrale compreso delle spese di recupero per via extragiudiziale. Proprio per le ragioni esposte, Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale“Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, invita i consumatori – prima di pagare – a consultare un avvocato o gli esperti in materia consumeristica, facendo presente che lo “Sportello dei Diritti” di cui lo scrivente è il fondatore prosegue la sua attività di consulenza gratuita anche per tali vicende.

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