Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘crediti’

Le imprese italiane hanno bisogno di crediti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Dallo studio emergono chiari segnali della voglia di ripartire da parte delle imprese italiane. Nello specifico il numero delle richieste di credito presentate nelle ultime settimane rispetto a quella compresa tra il 9 e il 15 marzo, quando sono entrate in vigore le misure di lockdown per contenere la diffisione della pandemia, hanno fatto registrare una violenta impennata, con un +290% in quella compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio e rispettivamente un +247% e un +249% nelle due successive.Entrando maggiormente nel dettaglio, per quanto riguarda i Mutui immobiliari, dopo aver visto le richieste delle imprese quasi dimezzarsi nella 13^ settimana dell’anno, a partire dalla settimana iniziata il 20 aprile le richieste sono balzate al 285% rispetto alla settimana di riferimento, per arrivare poi ad un picco pari a 826% in quella compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio e ripiegare parzialmente nelle due successive (rispettivamente al 608% e al 505%). Per quanto riguarda invece i prestiti personali, l’andamento mostra un recupero più veloce e organico, con volumi di richieste che già nella settimana del 30 marzo erano tornati sui valori precedenti il lockdown, salvo poi andare ben oltre il 150% nelle ultime 3 settimane di osservazione. Dinamica molto diversa dalle precedenti, invece, è quella fatta registrare dai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Nello specifico, questa forma tecnica è quella che più di tutte ha risentito della chiusura delle attività disposta dal Governo per fronteggiare la diffusione dell’epidemia, con una evidente debolezza perdurata per oltre un mese e facendo segnare un picco negativo del 19%. La dinamica in atta fa però emergere un chiaro recupero, con i volumi che nelle ultime settimane di osservazione si sono attestati rispettivamente al 150% e al 213% rispetto a quelli della settimana indice.

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Si negano crediti perché 400 miliardi non esistono

Posted by fidest press agency su sabato, 25 aprile 2020

“La Banca popolare di Bari attraverso il suo sito internet sta informando gli utenti che non può ‘accogliere ulteriori domande’ sui prestiti garantiti dallo Stato fino a 25mila euro previsti dal decreto di inizio aprile, e questo perchè ‘le richieste hanno superato il plafond messo a disposizione dalla Banca’. Davvero molto strano visto che il presidente Conte ha annunciato che con gli stanziamenti del decreto liquidità il sistema bancario sarebbe stato in grado di garantire una liquidità di 200 miliardi di euro. Senza considerare gli altri 200 miliardi per l’export garantiti da Sace. Qui allora c’è qualcuno che sta barando: la Banca popolare di Bari che annuncia di aver superato il plafond oppure il presidente del Consiglio che ha dichiarato risorse che non ci sono? Purtroppo, la verità la conosciamo e l’ha ammessa sia la Banca d’Italia e sia l’Abi in audizione nella Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario e cioè che questi 400 miliardi annunciati dal governo per le famiglie e le imprese non ci sono. Dal miliardo stanziato dal decreto liquidità al massimo si potrà produrre un credito di 30 miliardi. Siamo di fronte all’ennesima legge truffa verso gli italiani di questo governo”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, capogruppo di FdI nella Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario.

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Possibilità di compensare i crediti di imposta

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti – sollecita al Governo l’assunzione di due interventi concreti: la possibilità di compensare i crediti di imposta, anche prima dell’invio della dichiarazione dei redditi; l’applicazione di ritenute in misura ridotta per i lavoratori autonomi con dipendenti e collaboratori.La prima proposta sulla possibilità di compensare i crediti di imposta – peraltro già contenuta nel documento del CNDEC e Confindustria del 10 marzo scorso ma successivamente scomparsa dal dibatto pubblico – meriterebbe di essere ripresa e approvata rapidamente.Il punto 13 del citato documento chiedeva infatti la: “la sterilizzazione dell’articolo 17, comma 1, ultimo periodo, D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (come modificato dall’articolo 3, comma 1, del D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, conv. dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157) limitatamente alla compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui, che attualmente è subordinata alla previa presentazione della dichiarazione annuale da cui emerge il credito”.Si chiede quindi la sospensione per l’anno 2020, di una norma introdotta lo scorso ottobre, che sin dalla sua proposizione ha generato moltissime perplessità e che oggi appare totalmente fuori contesto.La possibilità di sospendere da oggi questo meccanismo costituirebbe per molti contribuenti ossigeno finanziario concreto ed immediato. Gli eventuali abusi sulle compensazioni indebite – quelli che la norma asseriva di voler combattere – saranno puniti e con la giusta severità, ma oggi è fondamentale sostenere la liquidità di tutti i contribuenti. Le attuali difficoltà operative e le doverose estensioni del calendario fiscale non fanno che aggiungere un elemento a favore della misura qui proposta. Un secondo tema che l’Associazione ritiene importante è quello delle ritenute dei lavoratori autonomi (tra cui, ovviamente, anche i professionisti) e, a questo proposito, intendiamo rendere due riflessioni.In primo luogo, si chiede di eliminare la condizione prevista dall’articolo 19 del DL Liquidità, che limita la possibilità di incassare i compensi al lordo della ritenuta ai soli soggetti che “nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato”. Non si capisce davvero per quale ragione non sia meritevole di analogo supporto il professionista o lavoratore autonomo che, pur nei limiti non ampissimi, del fatturato o dei compensi previsti come requisito preliminare dalla norma (400 mila euro nel periodo d’imposta precedente), magari abbia uno o più dipendenti e che da questa liquidità potrebbe ricevere una mano concreta proprio per pagare i loro stipendi in questi mesi complicati.Rimane il fatto però che la norma citata ha certamente un ambito di intervento di breve respiro, la ritenuta incassata andrà poi comunque versata entro il prossimo luglio.Appare quindi necessaria l’introduzione di una norma di sistema. Ci pare infatti che sia giunto il momento di estendere ai professionisti con dipendenti la medesima previsione attualmente concessa agli agenti di commercio e quindi la possibilità di chiedere l’applicazione di una ritenuta in misura ridotta. È una proposta che AIDC avanza da molti anni e contenuta anche nel citato documento CNDCEC-Confindustria del 10 marzo scorso che al punto dieci riportava: “riduzione della base imponibile su cui commisurare la ritenuta a titolo di acconto dell’IRPEF per i lavoratori autonomi che dichiarano ai loro committenti che nell’esercizio della loro attività si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, in analogia a quanto previsto dall’articolo 25-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 per le ritenute sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio e procacciamento di affari.”

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Contributi assistenziali a supporto della liquidità e crediti agevolati

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Sono queste le ulteriori linee di intervento per garantire sostegno economico-finanziario agli iscritti nella fase di emergenza Coronavirus che la Cassa Dottori Commercialisti ha definito, alle quali si aggiungeranno altre iniziative probabilmente già con il CdA convocato tra pochi giorni.A fronte di uno stanziamento di 15 milioni di euro la Cassa ha deliberato, in particolare, la pubblicazione di un avviso per il riconoscimento di contributi assistenziali per gli iscritti per contratti di finanziamento sottoscritti nel periodo compreso dal 23 febbraio a fine 2020. A beneficiare dell’intervento saranno gli iscritti con un reddito relativo al periodo di imposta 2019 non superiore ai 50mila euro secondo i requisiti specificati sul sito della Cassa.“Dopo aver prorogato la sospensione dei versamenti sino al 31ottobre, con questa iniziativa – spiega Walter Anedda, Presidente della Cassa Dottori Commercialisti – puntiamo a supportare l’accesso al credito dei colleghi in difficoltà, garantendo loro un aiuto, compensando il costo di ricorso al prestito bancario, nell’ottica di preservare la propria attività”.L’Ente previdenziale ha, inoltre, deliberato l’adesione all’iniziativa promossa da Cassa Depositi e Prestiti, con l’impiego di 1 milione di euro, per favorire le esigenze di garanzia per l’accesso al credito e sta procedendo alla sottoscrizione di convenzioni con alcuni istituti bancari per la concessione di condizioni favorevoli a supporto della liquidità degli iscritti.“Dobbiamo avere presente – ha aggiunto Anedda- che la Cassa può fare leva su un Fondo Assistenziale di circa 40 milioni di euro, la cui quantificazione non dipende da scelte del Consiglio di Amministrazione o dell’Assemblea dei Delegati e, per tale motivo, dobbiamo essere estremamente responsabili nel calibrare gli interventi. Dobbiamo fronteggiare prioritariamente questo momento di carenza di liquidità (che di certo non si risolve elargendo 600 euro a pioggia su 70.000 colleghi) preservando anche capienza per gli interventi che dovremmo fare tra qualche mese, avendo la consapevolezza che per molti studi professionali gli effetti negativi dell’epidemia si manifesteranno nel prossimo futuro”.Per favorire lo svolgimento dell’attività professionale in questo periodo, è stata anche prevista l’estensione a tutti gli iscritti, a prescindere dalla anzianità d’iscrizione, del bando per la richiesta di contributi per l’acquisto di beni strumentali, già prorogato fino al 30 aprile. Fonte: http://www.cnpadc.it

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Rimborsi dei crediti IVA del 2020

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Quanto sta accadendo per i rimborsi dei crediti IVA del 2020 dimostra che l’innovazione digitale, da sola, non produce risultati se non è accompagnata da una gestione in grado di metterla al servizio dei cittadini.Tra le richieste dell’Agenzia delle Entrate a chi ha presentato la dichiarazione IVA, c’è l’invio di copia delle fatture di acquisto e vendita di cui l’Agenzia è già in possesso. Tutte le fatture, infatti, devono ormai essere elettroniche e sono acquisite dai sistemi digitali in automatico. La richiesta delle copie cartacee, dopo aver imposto l’adempimento della fatturazione elettronica, è quindi un controsenso. Noi di Soggetto Giuridico crediamo che la digitalizzazione della pubblica amministrazione debba porsi l’obiettivo di semplificare adempimenti e procedure, migliorando la trasparenza e l’efficienza della macchina burocratica. Nel suo piano di innovazione, il Governo ha ribadito che per essere al servizio del cittadino la pubblica amministrazione non deve più richiedere le informazioni che già possiede.Se questo non accade, il rischio è di vanificare i vantaggi offerti dal digitale e di moltiplicare invece di ridurre gli adempimenti. L’innovazione tecnologica dovrebbe contribuire a diminuire il costo che la burocrazia fa pesare sulle aziende e non viceversa. Si tratta di un fardello rilevante, che secondo recenti stime raggiunge in Italia il valore di 3,2 miliardi di euro.

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Recupero crediti troppo insistenti e con spese enormi: cosa fare?

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

Pagare con un po’ in ritardo e vedersi raggiungere da una richiesta di svariate decine di euro a titolo di “spese recupero crediti” magari senza nemmeno aver ricevuto un sollecito. O anche saltare una rata e vedersi braccati come un fuggitivo. E’ -purtroppo- la norma nel mondo del credito al consumo, ma ci si può difendere. Gli interessi di mora e le “spese recupero crediti” di banche e finanziarie sono veri e propri numeri al lotto per accalappiare quanto più danaro possibile nonostante siano fuori legge come sancito dall’Arbitro Bancario che impone la restituzione della parte (la gran parte, se non tutta) che eccede il tasso massimo di usura. Insomma, ci provano confidando sulla scarsa informazione della clientela. I pochi che lasciano perdere le assurde richieste di spese, invece, quasi sempre la scampano. Peggio ancora i comportamenti dei recupero crediti che sono soliti tempestare di telefonate non solo a casa e sul lavoro, ma anche parenti e perfino i vicini di casa cui chiedono informazioni! Il Garante Privacy, a partire dal Provvedimento del 30/11/2005 (https://sosonline.aduc.it/ scheda/recupero+crediti+sono+leciti+comportamenti+lesivi_9860.php), ha espresso il principio secondo cui occorre rivolgersi al solo debitore ed agli eventuali garanti escludendo chiunque altro come familiari, datori di lavoro e vicini di casa. Le richieste debbono essere improntate al massimo rispetto della persona, quindi non si può – come purtroppo accade – sommergerla di telefonate o sms o lasciare messaggi a chiunque non sia l’interessato, con lo scopo di far fare loro brutta figura. Per essere risarciti occorre rivolgersi ad un Giudice, mentre al Garante Privacy si può segnalare il mancato rispetto della legge da parte dei soggetti in questione, in modo da poterli vedere anche sanzionati sul versante amministrativo.
Nei casi peggiori si può presentare un denuncia-querela corredata di prove. E’ possibile considerare il reato di molestie e disturbo alla persona che prevede la pena della reclusione fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro. A supporto si ha la sentenza di Cassazione 25033 del 22/6/2012 che ha preso in esame il caso di un debitore subissato di telefonate. Possono esserci anche i presupposti per il reato di violenza privata. Inoltre, nel caso in cui i comportamenti portino ad uno stato di ansia e paura, la società ed il dipendente sono passibili di condanna ai sensi della Legge 38 del 23/4/2009 per atti persecutori (stalking) con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso occorre provare gli atti persecutori e il conseguente stato di disagio grave che costringe a modificare in peggio le proprie abitudini di vita (ad esempio non rispondendo più al telefono, cambiando numero, evitare determinati orari, ecc.). Prima della denuncia-querela è possibile chiedere al questore un ammonimento ai sensi dell’art. 8 della medesima legge. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Cerved-La Scala: 100 euro di crediti bloccati in società fallite

Posted by fidest press agency su domenica, 21 aprile 2019

Un portafoglio di 100 euro di crediti bloccati in società fallite potrebbe valere 27 euro nei tribunali più efficienti e solo 5 in quelli più lenti; l’equivalente fermo in esecuzioni immobiliari varrebbe fino a 60 euro a Trieste, il foro più rapido, ma appena 8 euro a Locri. Nel complesso, il valore netto stimato delle sofferenze sul mercato si attesta a circa 25 miliardi di euro se si valuta con la prospettiva di un investitore specializzato in NPL (il 26% del valore lordo, pari a quasi 100 miliardi a fine 2018), mentre dal punto di vista delle banche, che possono finanziarsi a tassi decisamente più favorevoli, risulterebbe pari a 34,5 miliardi. Secondo le elaborazioni di Cerved e La Scala questo valore potrebbe aumentare in modo consistente se tutti i tribunali si uniformassero per efficienza a quello di Trieste: 12 miliardi in più (37 in totale) nell’ottica di un investitore e 8,3 miliardi in più in quella di una banca.Sono alcune delle evidenze contenute nel Report “La durata dei fallimenti e delle esecuzioni immobiliari e gli impatti sui NPL” appena rilasciato da Cerved, data-driven company specializzata nell’analisi e nella gestione del rischio di credito, e la società tra avvocati La Scala.“Valutare l’impatto dei tempi di durata delle procedure, esecutive e fallimentari, significa verificare la capacità del sistema di smaltire l’arretrato accumulato, l’incidenza delle riforme legislative, il miglioramento delle singole fasi del processo e, non ultimo, la concentrazione geografica e numerica dell’efficienza o inefficienza. I dati analizzati confermano un trend positivo e un’inversione di rotta determinata anche dalle recenti riforme: si inizia a recuperare l’arretrato e migliora la produttività degli uffici giudiziari. Il futuro delle procedure potrebbe essere sempre più vicino alle medie europee”, hanno dichiarato le partner di La Scala Società tra Avvocati Tiziana Allievi, Responsabile del Team Esecuzioni Immobiliari, e Luciana Cipolla, Responsabile del Team Concorsuale.“Velocità ed efficienza sono i principi che dovrebbero guidare l’attività di recupero dei crediti – commenta Valerio Momoni, direttore Marketing e Business development di Cerved -. La lentezza in questo processo, effettiva o anche solo percepita, riduce il valore dei crediti deteriorati con impatti importanti sui bilanci delle banche e sull’economia dell’intero Paese”.Infatti, nonostante gli indubbi miglioramenti dei numeri della giustizia civile (le cause pendenti sono diminuite del 3,1%, per un totale di circa 3 milioni 460mila fascicoli giacenti), nel 2018 i tempi di chiusura delle procedure fallimentari rimangono lunghi e fortemente differenziati sul territorio: in media è necessario attendere 7,1 anni per la chiusura di un fallimento (4 mesi in meno del 2017), con un gap che va da circa 4 nei tribunali più efficienti, in genere al Nord, a oltre 15 nei meno performanti. I tempi di chiusura per le esecuzioni immobiliari nel 2017 sono in media di 5 anni, con una forchetta molto estesa che va da 2 a quasi 17 anni di attesa. Discrepanze che si ripercuotono in maniera significativa sul valore dei crediti deteriorati.I dati analizzati da Cerved e La Scala relativi alle procedure fallimentari e alle esecuzioni immobiliari confermano un quadro in miglioramento, favorito dalle riforme intraprese dal legislatore a partire dal biennio 2005-2006, in particolare l’introduzione delle aste telematiche. Ora si tratta di applicare correttamente le Linee guida del CSM con le buone prassi in materia di esecuzioni immobiliari e il nuovo Codice della crisi d’impresa, che riformerà la disciplina fallimentare.

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Crediti deteriorati: le banche devono mitigare il rischio di potenziali perdite

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

Bruxelles. Il Parlamento ha approvato con 426 voti favorevoli, 151 contrari e 22 astensioni delle nuove misure legislative per mitigare il rischio di possibili e futuri “non performing loans” (NPL), accumulati in seguito alla recessione provocata dalla crisi finanziaria del 2008. Tali misure contribuiranno a rafforzare l’Unione bancaria, a preservare la stabilità finanziaria e la redditività delle banche e a incoraggiare i prestiti, che creano posti di lavoro e crescita in tutta Europa.Gli NPL, o crediti deteriorati, sono prestiti con oltre 90 giorni di ritardo o che difficilmente potranno essere interamente rimborsati. Per integrare le norme esistenti sui fondi propri, il Parlamento ha votato l’introduzione di livelli minimi comuni per le coperture delle perdite.Ogni banca dovrà riservare una somma di denaro per coprire le perdite causate da prestiti futuri che potrebbero andare in sofferenza. I requisiti di copertura per le banche varieranno a seconda della garanzia di protezione del credito degli NPL (credito assistito da garanzie reali o scoperto). Si terrà conto anche del tipo di garanzie utilizzate, ad esempio nel settore immobiliare.Le nuove norme, che sono già state concordate in via informale con i Ministri UE, si applicheranno solo ai crediti deteriorati ritirati dopo l’entrata in vigore del regolamento.

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Crif: Programma potenziamento organici

Posted by fidest press agency su sabato, 23 febbraio 2019

CRIF – società globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie e commerciali e soluzioni per la gestione del credito, con headquarter a Bologna e oltre 4.400 professionisti che operano in sedi dislocate in più di 30 paesi di 4 continenti – prosegue anche nel 2019 i piani di potenziamento dell’organico per sostenere progetti di sviluppo globale dell’azienda.A conclusione del biennio 2017-2018, che per le sole società italiane ha visto l’inserimento in organico di circa 350 dipendenti e più di 300 tirocinanti, per l’anno in corso sono infatti previste 150 nuove assunzioni, al netto delle sostituzioni e degli inserimenti legati all’avviamento di nuovi progetti. I nuovi inserimenti sono previsti principalmente per le sedi di Bologna e Milano ma 30 dei nuovi assunti avranno come sede di lavoro il CRIF Campus di Varignana, nel comune di Castel San Pietro alle porte di Bologna, dove nel 2018 è stato inaugurato un nuovo polo operativo che già oggi ospita un centinaio di dipendenti che stanno sperimentando un’esperienza di smart work di riferimento per l’intera community aziendale, italiana ed internazionale.Per le nuove assunzioni CRIF focalizzerà la ricerca principalmente su profili di Business Analyst, Data Analyst, Data Scientist, Consultant, Software Developer tecnologia .net e java, System Engineer, Network Engineer e Project Manager che verranno inseriti nelle aree:
– BUSINESS ANALYSIS: chi lavora in quest’area si occupa di gestire il ciclo di vita dei prodotti/servizi CRIF. Dallo studio di fattibilità fino all’analisi funzionale, interfacciandosi sia con il mercato per coglierne le esigenze che con i colleghi dell’Information Technologies per lo sviluppo SW.
– CONSULTING: chi lavora in quest’area si occupa di gestire progetti di consulenza riguardanti l’implementazione di strategie/policy di analisi e valutazione del credito, di pianificazione commerciale e di marketing presso banche, istituti finanziari e imprese.
– SALES: chi lavora in quest’area si occupa di promuovere i prodotti/servizi CRIF presso la clientela, assicurando una elevata soddisfazione del cliente.
– INFORMATION TECHNOLOGY: chi lavora in quest’area si occupa dello sviluppo informatico dei progetti/prodotti, nel rispetto dei tempi/costi pianificati e delle specifiche di sicurezza definite a livello aziendale.
In linea generale i candidati ideali sono in possesso di una laurea triennale o magistrale in finance, ingengeria gestionale, ingegneria infomatica, data science e business informatics, matematica e fisica. Completano il profilo una buona conoscenza della lingua inglese, un approccio smart, innovativo e proattivo al lavoro, oltre alla capacità di pensare fuori dagli schemi e di essere goal oriented.

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Pace bancaria sui crediti deteriorati per famiglie e imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

“Liberare dalla schiavitù del debito oltre un milione di soggetti con evidenti conseguenze positive sul tessuto sociale e produttivo del Paese, su famiglie e imprese, chiudendo una triste pagina della crisi finanziaria e bancaria che ha colpito spesso proprio i più deboli”.
A dirlo il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, primo firmatario di una proposta di legge di FdI, che come spiega lui stesso riguarda ” realizza una sorta di “pace bancaria” che giova a tutti i soggetti coinvolti, ponendo peraltro un freno alle speculazioni che caratterizzano i NPL, cioè i crediti la cui riscossione è diventata incerta da parte delle banche”. Nello specifico la proposta di legge “vuole consentire ai soggetti debitori in sofferenza, ma che hanno ancora la possibilità di rimettersi in gioco, di poter estinguere il proprio debito a un prezzo ragionevole, facendo al contempo conseguire al creditore cessionario comunque un giusto profitto”.
“Naturalmente – continua il senatore Urso – devono ricorrere determinati presupposti: i crediti ceduti devono essere frutto delle crisi economiche e bancarie degli ultimi anni (per cui devono essere classificati come deteriorati tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2018); non devono essere superiori a 25 milioni e potranno essere estinti mediante pagamento di un importo pari al prezzo di acquisto della posizione debitoria da parte della società cessionaria, maggiorato di una data percentuale”.
“Attraverso questa legge – conclude il senatore di FdI – si offre l’opportunità soprattutto a famiglie e piccoli imprenditori di liberarsi da una pesante zavorra finanziaria e bancaria e così poter contribuire al rilancio dei consumi e degli investimenti con positive ricadute sul sistema economico-produttivo nazionale”.

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Tutela dei crediti commerciali

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

Atradius e Deutsche bank annunciano di avere raggiunto un accordo di partnership per la tutela dei crediti commerciali destinata alle aziende e ai clienti business della Banca con un fatturato fino a 250 milioni di euro. Nel dettaglio, l’accordo permette ai clienti di Deutsche Bank di poter contare su polizze assicurative Atradius per proteggere il proprio portafoglio di crediti commerciali dal rischio di credito, sia sul mercato domestico che nell’export. La polizza credito di Atradius si caratterizza per un elevato livello di personalizzazione che la rende un prodotto completo e connotato da ampie garanzie sui crediti commerciali, particolarmente adeguato per tale fascia di imprese, prevedendo tra le usuali garanzie avverso le insolvenze dei crediti commerciali l’inclusione del rischio pre-credito, della copertura dei contratti vincolanti e del rischio derivante dalla revocatoria fallimentare, oltre che una caratterizzazione specifica per comparti industriali. La polizza credito offre copertura anche verso una serie di rischi aggiuntivi, quali il rischio politico di un singolo Paese o di gruppi specifici di Paesi. E’ incluso altresì il recupero dei crediti insoluti in Italia e all’estero, i cui costi restano a carico di Atradius.“L’accordo firmato con Deutsche Bank, uno dei principali gruppi bancari a livello mondiale – ha affermato Massimo Mancini, Country Manager per l’Italia di Atradius – offre ad Atradius rilevanti opportunità di diffusione del prodotto assicurativo credito, grazie al forte posizionamento del gruppo bancario sui principali mercati. Con questa partnership di valore, Atradius prosegue nel suo impegno verso la diffusione della cultura della tutela del credito commerciale, quale azione prioritaria nella buona gestione dell’azienda. Questo per rispondere in modo ottimale alle esigenze di crescita e sviluppo del business, di ogni dimensione e comparto”.“Questo accordo – ha aggiunto Silvio Ruggiu, Responsabile della rete filiali di Deutsche Bank in Italia – risponde all’impegno e all’attenzione della Banca nel supportare lo sviluppo delle piccole e medie imprese che rappresentano per noi, da sempre, uno dei target di maggiore rilevanza, nonché il volano per la crescita del nostro Paese. Siamo quindi contenti di potere ampliare la gamma di strumenti a supporto della crescita di queste aziende, anche in ambito assicurativo, accanto a un gruppo consolidato e di prestigio come Atradius”.
Le concrete sinergie operative espresse in tale accordo, oltre ad aprire significative opportunità di partnership tra i Gruppi assicurativo e bancario, ne rinnovano il costante impegno ad offrire ai clienti business i prodotti e servizi più rispondenti alle loro esigenze di gestione del portafoglio crediti commerciali, facilitandone il percorso di sviluppo al riparo da rischi, sia sul mercato domestico che all’export.

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Accordo per recupero crediti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

iranCon questa intesa, le PMI clienti della banca potranno accedere a condizioni vantaggiose ai servizi di recupero e ristrutturazione crediti messi a disposizione da SACE, attraverso la controllata SACE SRV, e gestire al meglio le criticità connesse all’attuale congiuntura, segnata da un peggioramento del profilo di solvibilità delle controparti. Un fenomeno diventato particolarmente evidente nei mercati più esposti al ciclo delle commodity, alla volatilità valutaria e all’aumento dei rischi politici.
Le PMI creditrici potranno affidarsi agli specialisti di recupero crediti di SACE che, avvalendosi di un’ampia rete di corrispondenti legali all’estero e in Italia, gestirà le diverse fasi dell’attività giudiziale e stragiudiziale per il recupero dei crediti, sino alla negoziazione di accordi di ristrutturazione dell’esposizione finanziaria di corporate e banche, repossession e remarketing di forniture garantite all’estero. Le imprese avranno accesso anche a un portale dedicato per una gestione diretta e sempre aggiornata dei propri crediti; potranno inoltre ottenere informazioni commerciali e valutazioni ad hoc su specifiche controparti, mercati di destinazione e settori produttivi.
Con questa nuova intesa, SACE e Banca Popolare di Sondrio consolidano e ampliano una collaborazione di lungo corso che recentemente ha permesso di concludere un accordo da 300 milioni di euro a sostegno delle imprese italiane interessate al mercato iraniano.

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Iran: SACE firma accordo di recupero del credito di 564 milioni di euro

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2016

iranRoma. E’ stato firmato ieri, alla presenza del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Hassan Rouhani, e del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, un accordo per il recupero del credito sovrano vantato da SACE nei confronti della Banca Centrale dell’Iran.
Firmato dal Governatore della Banca Centrale Iraniana, Valiollah Seif, e dall’Amministratore Delegato di SACE, Alessandro Castellano, l’accordo prevede il pagamento in favore di SACE di 564 milioni di euro in tre rate entro il 15 ottobre 2016. Un credito costituito dagli indennizzi corrisposti negli anni scorsi da SACE alle imprese italiane, per finanziamenti non pagati da controparti iraniane a seguito del blocco dei sistemi di pagamento imposto dalle sanzioni internazionali.
L’accordo è stato raggiunto a pochi giorni dall’Implementation Day, ossia dalla rimozione delle principali sanzioni adottate nei confronti dell’Iran. Un’intesa che consentirà a SACE di riavviare il proprio sostegno a export e investimenti italiani nel Paese, consentendo alle nostre imprese di cogliere le interessanti opportunità in settori come l’oil & gas, il petrolchimico, l’automotive e le costruzioni. Secondo l’ufficio studi di SACE, l’Italia potrebbe registrare esportazioni aggiuntive in Iran pari a quasi 3 miliardi di euro entro il 2018.

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Comuni e patto stabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 luglio 2013

Susy De Martini, europarlamentare PDL, facente parte del gruppo europeo dei Conservatori che si richiamano a Cameron (ECR), interviene il giorno dopo l’incontro tra il premier italiano, Letta, e quello inglese. «Questa Europa delle banche, dei bilanci padroni della vita di tutti, dell’euro, sta strangolando i popoli e allontanando le persone da quel comune sentire europeo dei Padri Fondatori.Per questo mi trovo in piena sintonia con Cameron e per questo ho scelto di aderire al gruppo Ecr, pur restando fedele al mandato dei miei elettori Pdl» – dice De Martini.
Sul piano pratico questa adesione a valori che sono lontani dall’Europa della Merkel e dei banchieri, significa battersi per il cambiamento: «Il mio impegno nel Parlamento Europeo è rivolto a riuscire a modificare la rotta. A cominciare naturalmente dalla mia Italia e dai problemi che partono dal mio territorio. Penso prima di tutto al Patto di Stabilità, deciso dal Governo italiano per soddisfare le richieste capestro di un’Europa da cambiare. I nostri Comuni sono strangolati, hanno il cappio al collo, anche quando sono virtuosi. Hanno i soldi ma non li possono spendere, così le nostre scuole pubbliche non possono essere ristrutturate. In Lombardia si sta cercando di uscire dalla crisi con il Patto di stabilità regionale verticale per riuscire a sbloccare 212 milioni. Se non cambieremo con rapidità, i Comuni non potranno più rispondere alle richieste dei cittadini, perdendo il senso stesso del motivo per cui si fa politica. Non possiamo permetterlo.
Si consideri che per il 2013 è previsto che le misure del Patto di stabilità influiranno sui comuni e le province della Lombardia determinando una contrazione di più del 20% degli investimenti con conseguente blocco di pagamenti alle imprese e l’impossibilità di garantire alcuni servizi essenziali. Come dice il Presidente di Anci Lombardia, il Patto di Stabilità come era stato concepito non ha nessuna logica: basti considerare quanto Anci Lombardia ha verificato, cioè che i comuni lombardi, per la maggior parte virtuosi, hanno una spesa media per gli investimenti del 26,84% e che nel 2007, l’87,36% dei Comuni superiori a 5000 abitanti ha rispettato il Patto. Eppure sempre più Comuni non riusciranno a rispettare i vincoli del Patto di Stabilità nazionale. Pertanto l’intervento di Regione Lombardia è necessario così come lo sarebbe un provvedimento legislativo ad hoc del Ministro Delrio, ex presidente di Anci. Pensiamo a come provvedimenti di tal genere si dimostrerebbero utili all’impiego di tutte le risorse che oggi i Comuni non possono spendere, a titolo di esempio segnalo la piccola Magenta con sei milioni in cassa che non possono essere riversati nel mondo dell’impresa.»

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Imprese: crediti vantati

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2012

Piazza Castello, Mantova, Lombardia, Italia

Piazza Castello, Mantova, Lombardia, Italia (Photo credit: Wikipedia)

Obiettivo dell’intesa è favorire lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese mantovane nei confronti della PA promuovendo il ricorso agli strumenti di factoring. Grazie all’accordo le aziende fornitrici avranno tempo fino al 31 maggio 2013 per richiedere la certificazione dei loro crediti agli enti locali firmatari del protocollo e potranno accedere al contributo di € 300.000 stanziato dalla Camera di Commercio di Mantova per la copertura parziale degli oneri finanziari applicati da banche e factor. SACE Fct si impegna, inoltre, a garantire alle aziende dell’area di Mantova le migliori condizioni di mercato per un accesso facilitato all’offerta dei suoi servizi. “L’allungamento dei tempi di pagamento della PA è tra i fattori che più incidono sul fabbisogno di liquidità delle imprese, su cui gravano 70 miliardi di euro di crediti non riscossi e tempi di pagamento anche superiori ai 180 giorni – ha spiegato Antonio Romeo, Direttore Commerciale di SACE Fct –. L’accordo firmato oggi rappresenta per noi un altro importante passo a sostegno del sistema economico italiano rafforzando la nostra presenza in Lombardia, regione in cui abbiamo all’attivo altre importanti partnership per lo smobilizzo dei crediti verso la PA”.

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Giovani e accesso al credito

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 gennaio 2012

Shadows on the Palazzo del Credito Italiano pa...

Image via Wikipedia

<Gli interessi di parte non possono e non devono portare il nostro Paese a privarsi di una visione futura. La riforma del mercato del lavoro deve tener conto che la crescita personale e l’integrazione delle nuove generazioni, rappresentano nei fatti le sfide decisive per garantire la qualità sociale nel nostro Paese>>. Ad affermarlo è Carmelo Lentino, segretario nazionale di Giovani Insieme. <<Sappiamo benissimo – ha spiegato Lentino – che i provvedimenti presi, fino ad oggi dal Governo Monti, devono fare i conti con la politica. E’ quanto mai evidente che siamo davanti ad un nuovo concetto di lavoro, una nuova e moderna flessibilità, che non deve essere solo una parola di moda e non deve significare una riduzione delle risorse, ma deve orientare quest’ultime al meglio per potenziarne l’efficacia e l’efficienza. Dall’altro lato le imprese non possono sopportare gli attuali costi eccessivi dovuti al lavoro>>. <<Oggi – ha concluso Lentino – purtroppo nel nostro Paese in molti si sono dimenticati cosa significhi “interesse generale” forse perché troppo intenti a salvaguardare il proprio orticello. Dopo i primi interventi, da parte del Governo Monti, a favore dell’entrata nel mondo del lavoro da parte dei giovani, ora occorre puntare a strumenti per consentirne l’accesso al credito. Se ciascuno di noi guardasse un po’ di più alle generazioni future, probabilmente, le cose andrebbero diversamente>

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Equitalia: attentato

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 dicembre 2011

Roma ”Un gesto vile e miope messo in atto da chi non ha a cuore il vero interesse della Nazione e finisce a fare il gioco del potere che a parole sostiene di voler combattere”. Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l’attentato contro Equitalia messo a segno oggi a Roma. ”L’uso delle bombe è un atto che ci ripugna e che non serve a nulla se non a indebolire l’azione positiva di chi invece si batte ogni giorno nelle strade e nelle piazze contro l’usura legalizzata di Equitalia”, afferma Iannone, che esprime solidarietà al direttore generale ferito dal plico esplosivo. ”Per chi davvero vuole cambiare un sistema che non funziona, il modo di agire è un altro – aggiunge il leader di CasaPound – Cpi, attraverso un sito web (www.fermaequitalia.org), azioni simboliche e
banchetti in tutta Italia, ha già raccolto centinaia di firme per una legge di iniziativa popolare che limiti lo strapotere della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e ripristini alcuni principi irrinunciabili di giustizia sociale, impedendo ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per
crediti inferiori al 30% del valore dell’immobile e di pignorare beni strumentali dell’impresa o percentuali di credito superiori al 20% del totale iscritto in bilancio; obbligandola ad applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocandole la possibilità di condurre indagini finanziarie; diminuendo la percentuale che l’ente guadagna sui piccoli crediti riscossi raddoppiando invece la percentuale sui grandi crediti per incentivarla a perseguire i grandi evasori”.

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Crediti di giustizia sociale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 settembre 2011

20.000 manifestanti a Roma, 10.000 a Milano ed altrettanti a Bologna: 5.000 a Napoli e a Firenze, 2.000 a Torino, 1.000 a Lecce. Gremite tutte le piazze, nelle tante altre manifestazioni territoriali – da Palermo a Genova, da Cagliari a Mestre, da Ancona a Pescara – che questa mattina hanno accompagnato lo sciopero generale indetto per l’intera giornata da USB ed altre sigle del sindacalismo indipendente e autonomo, che ha portato al blocco dei trasporti ed alla chiusura di tanti uffici pubblici. Dopo la protesta di ieri a Milano, che ha visto l’occupazione degli uffici della borsa, il testimone è passato a Roma, dove il partecipato corteo si è trasformato in presidio permanente in Piazza Navona, in cui è stata allestita una tendopoli che intende accompagnare l’esame della manovra in Senato. La mobilitazione, che ha coinvolto movimenti sociali e per il diritto all’abitare, precari, migranti, disoccupati e indignati, ha visto diversi momenti di forte protesta simbolica di fronte alle sedi territoriali della Banca d’Italia e dell’ABI, con affissione di striscioni e lancio di uova al grido di “Basta macelleria sociale. Basta diktat dell’Unione Europea”. Così a Roma, Milano e Napoli; a Torino si è protestato anche davanti alla sede dell’INPS. A Bologna il corteo ha raggiunto la sede di Confindustria l’Ambasciata greca. A Lamezia Terme sono stati occupati i binari della stazione ferroviaria. Al termine del corteo milanese, circa 1.000 persone sono tornate davanti piazza affari. Lo sciopero e le manifestazioni del sindacalismo conflittuale si sono scagliate anche contro l’articolo 8 della manovra e contro l’ accordo dello scorso 28 giugno, firmato dalla stessa Cgil ieri in sciopero, che ha spianato strada a questo grave attacco ai diritti dei lavoratori. Il successo della mobilitazione odierna rafforza le ragioni dei prossimi appuntamenti. Il 10 settembre Assemblea Nazionale di tutto il movimento contro la crisi e contro l’Unione Europea, promossa dalla rete Roma Bene Comune, dove si discuterà la prosecuzione delle lotte, e la costruzione della manifestazione del 15 ottobre prossimo lanciata dagli indignati di tutta Europa.

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Atac vanta crediti da Regione per 200 milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Roma “Quella dell’Atac è una legittima denuncia di una società che, per anni, ha sperperato le proprie risorse finanziarie con migliaia di assunzioni, promozioni indebite ed ingiustificati aumenti di stipendio per dirigenti che già guadagnavano somme ragguardevoli. Ritengo sia positivo il fatto che sia arrivato qualcuno che voglia metter mano alla normalizzazione di quest’azienda che, però, continua a perdere centinaia di milioni di euro all’anno che finiscono col gravare sulle spalle dei cittadini”. Così Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, esprime il proprio giudizio in merito alle accuse rivolte dall’Atac alla Regione per aver accumulato negli anni crediti per 200 milioni di euro.Inoltre, l’azienda sostiene che delle 240.000 tessere gratuite distribuite a coloro che possono viaggiare sui mezzi pubblici senza alcuna spesa, 100.000 appartengono ad anziani, altre 100.000 a chi veste l’uniforme e 40.000 non si sa neppure a chi siano state concesse. “La gratuità del servizio di trasporto pubblico per parte degli over 70 – precisa l’esponente regionale del partito guidato da Antonio Di Pietro – è doverosa nei confronti di un categoria di cittadini che sono, per gran parte, pensionati. Soprattutto, dal momento che si parla di coloro che percepiscono pensioni minime. D’altro canto, mi sembra legittima anche la gratuità del servizio per i membri delle forze dell’ordine. Tuttavia, è altresì legittimo che sia la Regione sia i Ministeri  paghino all’azienda queste agevolazioni”.Tortosa conclude il suo intervento dichiarando: “La Regione deve, innanzitutto, dare una risposta precisa in merito alla rivendicazione dell’Atac, poiché 200 milioni sono una cifra più che notevole. Poi, che ci siano determinate categorie che viaggiano gratuitamente sui mezzi pubblici è giusto, ma mi sembra che, in questo caso, si sia esagerato. Credo che alla Regione abbiano lavorato soltanto a livello direzionale, per reperire i voti durante le elezioni. Si intervenga al più presto, prima che il biglietto non lo paghi più nessuno”

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Crediti in prescrizione

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

Il segretario nazionale del Movimento di Responsabilità Nazionale, On. Domenico Scilipoti, fortemente preoccupato per il destino di milioni di correntisti, pone all’attenzione del Ministro Tremonti la palese lesività della norma interpretativa dell’art. 2935 del codice civile di cui al comma 9, dell’art. 2 quinquies, che riduce di fatto i termini di prescrizione a favore delle sole Banche e contro i diritti che possono essere fatti valere dagli utenti tutti (Imprese  e consumatori) nei confronti delle Banche medesime per i rapporti creditizi in conto corrente, è visibilmente lesiva della pari dignità sociale e dell’uguaglianza davanti alla legge previsto dall’art. 3 della Carta costituzionale. “Segnalo anche al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi  questo atto di non correttezza posto in essere da parlamentari compiacenti  che favoriscono gli interessi di alcune Banche, rovinando milioni di italiani e impedendo che una buona parte del tessuto produttivo del Paese contribuisca a rimettere in moto la nostra economia”. (Dott. Giuseppe Cuschera)

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