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Il Gruppo Albini cresce e investe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 Mag 2019

Il Gruppo Albini chiude l’esercizio 2018, il migliore degli ultimi tre anni, con ricavi netti consolidati di 152 milioni di euro, con un incremento del 2% rispetto al fatturato di 149 milioni di euro registrato nell’anno 2017. L’anno 2018 si è chiuso con un utile di 2,75 milioni di euro. L’Ebitda è passato da 9,1 milioni del 2017 a 13,7 milioni nel 2018. Il cash-flow è stato di 11,8 milioni di euro rispetto ai 5,7 milioni del 2017. L’indebitamento finanziario netto al 31.12.2018 è in diminuzione di 12,9 milioni di euro, il 25% in meno rispetto all’anno precedente.In un mercato che si conferma globalmente in contrazione, il Presidente Stefano Albini, commenta così i risultati: “Il mercato premia l’eccellenza e da sempre il Gruppo Albini è posizionato nella fascia più alta, puntando e investendo in progetti innovativi con centri di ricerca internazionali, sui temi della sostenibilità garantendo il massimo della trasparenza tramite il controllo diretto della filiera, sulla qualità eccellente delle materie prime accuratamente selezionate e su prodotti e servizi al cliente sempre più performanti, grazie anche a un uso più spinto delle tecnologie digitali. Inoltre la determinazione di voler essere da sempre produttori del Made in Italy, di cui rimane molto alta la considerazione nel mondo, si è rivelata vincente”.Tessuti in Denim Albiate 1830 realizzati con il prezioso Sea Island Cotton, l’esclusivo cotone setoso, omogeneo e corposo prodotto a Barbados e in Giamaica.Questa è l’ultima novità in termini di eccellenza di Albini Group, un denim di rara bellezza che segna un nuovo traguardo nello streetwear di alta gamma e che si aggiunge alle recenti innovazioni legate alle performance di tessuti all’avanguardia: X-Aquatech, il tessuto idrorepellente all’esterno e perfettamente asciutto all’interno; X-Soltech, che assicura massima protezione contro i raggi UV-A e UV-B e X-Thermotech, che grazie alla termoregolazione conferisce una straordinaria sensazione di asciutto sulla pelle e Yoga, tessuti che acquistano un’elasticità naturale, senza ricorrere a materiali sintetici.Accanto a questi, l’impegno costante di Albini Group, per rendere la filiera della moda sempre più sostenibile e trasparente. Lo dimostra il primo tessuto in cotone scientificamente tracciabile al 100% realizzato grazie alla partnership con Supima e Oritain, che ha stabilito un nuovo standard nella moda etica di alta qualità.
Fondata nel 1876 ad Albino (Bergamo), Albini Group è da sempre un’impresa familiare ed oggi, giunta al 143° anno di attività, è guidata dalla quinta generazione della famiglia rappresentata da Fabio, Andrea e Stefano Albini. Albini Group conta oggi su sette stabilimenti (di cui quattro in Italia), per un totale di oltre 1.400 dipendenti ed è il maggior produttore europeo di tessuti per camicia.

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L’Italia che cresce

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

In soli cento anni, il territorio nazionale è passato: da 35 a oltre 61 milioni di bocche da sfamare e sostenere, aumentando in modo geometrico il dover smaltire rifiuti nonché subire il giornaliero sversamento giornaliero di tonnellate prodotti chimici nel suolo, mare e cielo;
da 30 a 20 milioni di ettari di terreno utile per l’agricoltura, perdendone la pazzesca cifra di 10 milioni poiché abbandonati o cementificati proprio per dare una casa alle decine di milioni di abitanti nati nel frattempo;
dal 58% dei lavoratori occupati nel 1911 in agricoltura, vale a dire circa 20.300.000, al piccolo 1,46% del 2010, ovverosia 891.000;
da una filiera agroalimentare corta a un filiera complessa che si approvvigiona all’estero e/o in Italia approvvigionandosi dagli allevamenti intensivi dove gli animali sono “nutriti” con farmaci che ritroviamo nella catena alimentare e da coltivazioni intensive (moltissime delle quali monocoltivazioni che depauperano i terreni e vedono utilizzare tonnellate di prodotti chimici) dove il consumatore paga salato, il maggior guadagno rimane in mano agli intermediari mentre l’agricoltore e l’allevatore rischia tutto ma riceve una miseria;
dalle poche decine di migliaia di autoveicoli nel 1911 ai 49 MILIONI nel 2011 perché i cittadini e le merci si devono muovere;
quindi, diritto-dovere di tutti è il sollecitare uno studio nazionale e in tutte le nazioni dell’Unione Europea per definire quale impatto antropico è sostenibile per mantenere o migliorare l’ambiente. Il definire detto impatto è l’unica strada perché ogni governo possa attivare una politica demografica atta a diminuire la crescita della popolazione e programmare le politiche inerenti l’immigrazione.

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Cresce la fiducia dei consumatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 settembre 2018

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a settembre sale la fiducia dei consumatori, da 115,3 a 116.”Bene che salga la fiducia. Positivo che, dopo l’exploit di giugno, l’arresto della corsa di luglio e la discesa di agosto, la fiducia riprenda a crescere” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Migliora, in particolare, il dato relativo alle attese sulla situazione economica dell’Italia, da -7,4 a -4,4. Anche se non è in territorio positivo come a giugno, quando era balzato a +1,6%, vuol dire comunque che gli italiani stanno valutando la discussione sulla manovra con fiducia e speranza per quanto riguarda il Paese, anche se non pensano che questa avrà grandi effetti sulla loro personale condizione e sul loro portafoglio, come attesta il peggioramento sia del giudizio che delle attese sulla situazione economica della famiglia” conclude Dona.

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Libro: “Cambia Calabria che l’erba cresce”

Posted by fidest press agency su sabato, 5 agosto 2017

cambia calabriaSembra una boutade, una parodia del quasi omofono proverbio e invece è la descrizione serissima della realtà alla quale assistiamo, spesso senza accorgercene, ogni giorno.
Già perché questa regione che qualcuno vorrebbe immobile, sempre in attesa di un Dio che possa venire a salvarci e, soprattutto, a cambiarci, in realtà è una regione che lentamente e nonostante tutto e tutti sta già cambiando.
Mentre la politica continua ad arrovellarsi intorno alle innumerevoli ricette per lo sviluppo, la società civile non è rimasta a guardare, e lentamente, proprio come l’erba, giorno dopo giorno, micron dopo micron ha continuato a crescere e a cambiare il volto di questa regione. Un po’ come la tartaruga che vince la gara con la lepre decidendo semplicemente di non fermarsi a dormire.
Il libro di Veltri è un ritratto fedele di questa enorme rivoluzione silenziosa in atto. Si parla di giovani che hanno trovato nell’agricoltura 2.0 un nuovo modello di business e imprenditoria; delle imprese che investono e realizzano fatturati nella green economy; di comuni che importano dai paesi del Nord Europa modelli per tenere lontani i ragazzi dall’alcol e dalle droghe o, ancora, di suore che in silenzio e applicando il modello della tenerezza tanto caro a don Puglisi sfidano a viso aperto le mafie, insegnando ai ragazzi di San Luca che un altro modo di vivere è possibile.
Certo, Veltri, da giornalista di lungo corso qual è, sa anche che la Calabria è anche e purtroppo molto altro, e che questi tanti casi positivi mancano, per esempio, di qualcuno o qualcosa che riesca a metterli in rete, a fare sistema. Sa che ci sono tante piaghe che aspettano ancora di essere guarite…eppure sa che è necessario un nuovo sguardo se si vuole cercare di comprendere al meglio e magari aiutare questa regione, guidandone il bisogno di cambiamento già in atto piuttosto che inventare percorsi che non possono condurre da nessuna parte. Serve uno sguardo che parta da una conoscenza reale e concreta del territorio, uno sguardo che parta dunque dal basso perché il cammino deve essere guidato dalla testa, ma si realizza con i piedi.
Filippo Veltri, giornalista professionista dal 1978, ha lavorato al «Giornale di Calabria», a «l’Unità», a «la Repubblica» al «Sole 24 Ore»… è stato responsabile della sede Ansa della Calabria. Oggi è editorialista e commentatore del «Quotidiano del Sud» e della rete televisiva «Ten». (foto copertina: cambia calabria)

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Psicofarmaci e oppioidi senza ricetta, cresce abuso. L’esperto: vendita illegale online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

psicofarmaciPsicofarmaci e oppioidi senza ricetta, cresce abuso. L’esperto: vendita illegale online Cresce anche in Italia, come succede ormai da anni negli Usa, l’abuso di psicofarmaci fuori da prescrizione medica, nonché di “painkiller” cioè oppioidi, prescritti in genere ai malati oncologici e a chi patisce dolori cronici o post operatori severi, che vengono invece assunti da giovani a scopo ricreativo. A lanciare l’allarme è Alfio Lucchini, psichiatra e past president di Federserd (Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze) che, intervistato da Farmacista33, conferma i risultati della nuova indagine sul consumo di droga a Milano realizzata dall’Ats, l’Agenzia di Tutela della Salute della Città Metropolitana. Per la sua realizzazione sono stati raccolti tremila questionari anonimi, sottoposti ad altrettanti milanesi tra i 14 e i 65 anni nel 2015, che scattano una fotografia dell’uso e abuso di sostanze psicoattive, soprattutto tra i più giovani. I numeri parlano chiaro: secondo i dati raccolti, gli antidolorifici vengono assunti senza ricetta, dall’1,5% dei milanesi mentre gli antidepressivi dal 4,1%. Vale dire, scrive l’Agenzia, il 3,6% della popolazione assume questi farmaci fuori controllo medico, che a conti fatti significa almeno 30mila persone. «Questa ricerca conferma i dati a livello europeo e nazionale – continua Lucchini – che indicano un aumento, per diverse cause, della tendenza delle persone ad assumere psicofarmaci di varia natura fuori da un protocollo e una prescrizione medica diretta. È un aspetto da tenere sotto osservazione, anche perché un certo numero di psicofarmaci, come gli ansiolitici e gli ipnotici, possono indurre alla dipendenza». Per Lucchini è importante anche evidenziare come determinati fenomeni di abuso siano più massicci nelle aree metropolitane rispetto a quelle più rurali e periferiche. Resta però da capire come vengano reperiti questi farmaci che dovrebbero essere acquistati solo con ricetta medica. Scagionati, per Lucchini, i farmacisti che invece vengono chiamati in causa, nei commenti di Riccardo Gatti, direttore del dipartimento dipendenze dell’Ats: in alcuni casi si rendono “colpevoli” di dispensare questi farmaci anche in assenza di ricetta medica a pazienti abituali che avevano iniziato la terapia presentando regolarmente la prescrizione. «Credo che il canale più utilizzato per l’acquisto sia quello del mercato illegale online», precisa Lucchini. E conclude: «Si tratta di problema di sanità pubblica. L’Italia è un Paese già abbastanza attento alle modalità prescrittive dei farmaci, ma deve comunque intensificare l’attenzione verso queste sostanze da parte di medici e farmacisti non considerando banale l’utilizzo di alcuni psicofarmaci». (Rossella Gemma fonte doctor33) (foto: psicofarmaci)

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Cresce l’attesa per la prossima sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 agosto 2016

corte costituzionale“Potrebbe essere in fondo un buon regalo per il governo. Dichiarare incostituzionali quelle parti su cui alleati e opposizione chiedono di intervenire per modificarlo, lasciando al premier il ruolo di chi modifica la legge elettorale suo malgrado, dal momento che lui è convinto di vincere, anzi di stravincere su tutti fronti. Cosa di fatto ancora possibile se la Corte gli toglie qualche castagna dal fuoco, come ad esempio il famoso premio di maggioranza. Renzi ha bisogno dei suoi alleati di Area popolare, anche se i rapporti non sono stati sempre facili e se su alcuni punti ci sono state divergenze non risolte, ma la migliore maggioranza di governo per la prossima tornata elettorale non può che essere, ancora una volta, un governo di larghe, anche se non di larghissime, intese”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area Popolare. “Disconosce la realtà chi non vede come siano allineate lungo una stessa direttiva tre tappe fondamentali: la revisione della legge elettorale, chiunque la faccia il governo, il Parlamento o la Corte costituzionale; il referendum e la legge di stabilità. Tre passaggi chiave che gli italiani percepiscono come uno stesso punto di svolta in cui la loro vita può cambiare in meglio o in peggio. Non è un approccio riduttivo, né tanto meno banalizzante della realtà politica – prosegue Binetti – ma è solo la dimensione esistenziale della politica, se e quando si occupa davvero della gente. Non servono bizantinismi, né teorie particolarmente sofisticate per spiegare cosa avverrà nel prossimo 2017, che si voti o no. La gente sa, sperimenta, capisce, che la situazione economica non migliora; che la ripresa non è affatto percettibile, né in termini di potere d’acquisto né di miglioramento dell’occupazione. Qualunque riforma, costituzionale o no, è accettabile se migliora la condizione economica della propria famiglia, se diventa possibile curarsi in modo adeguato all’età e ai bisogni; tutto il resto è noia. Noia di parole ripetute con la falsa idea che possano sembrare più vere se le si ripete più spesso, magari nelle feste di partito, per convincere i dissidenti interni. Ma la stragrande maggioranza degli italiani – conclude Binetti – cerca risposte reali, concrete, positive per se e per la propria famiglia. Dopo di che giudicherà: come sale e come scende la pressione fiscale, il sì o il no al referendum di novembre, il partito da scegliere entro il 2018. Tre punti attraverso i quali passa una sola retta”.

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La moda donna cresce del 32% nel 2015

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2016

moda italianaLa domanda cinese di moda italiana per donna è aumentata del 32% nel 2015. Un dato che, al di là delle griffe internazionali, riguarda l’intera produzione medio/alta italiana, con un mercato potenziale di 300 milioni di cinesi benestanti, un settore al riparo dalle turbolenze finanziarie delle borse locali.
Il Gruppo cinese ha già messo sotto contratto 100 marchi italiani della moda (ma il loro numero crescerà nei prossimi mesi) che esporranno in 9 Fashion Center in corrispondenza delle più importanti città cinesi, con una strategia commerciale a più canali che affianca la vendita al dettaglio, all’ingrosso e online.Il primo Concept Store di IFFG aprirà a Shanghai nel settembre del 2016, all’interno dello shopping center “Golden Eagle”, una delle più prestigiose catene del retail di lusso di tutta la Cina. Gli altri Fashion Center saranno aperti a: Changsha, Shenzhen, Xian, Hangzhou, Beijing, Wuhan, Shengyang e Xiamen.“Mentre i grandi marchi della moda internazionale stanno perdendo quote di mercato in Cina – ha spiegato Dan Jiang, Project Manager IFFG – la domanda di prodotti italiani di qualità, e dal prezzo accessibile, continua a crescere in modo costante. Nel 2015 le nostre stime riferiscono di un aumento dell’import di prodotti moda donna Made in Italy di circa il 32%. Si tratta di aziende storiche della tradizione italiana, ma anche di linee nuove e stilisti emergenti, destinati ad incontrare il gradimento di grandi fasce di consumatori cinesi, soprattutto quello delle classi medie urbane emergenti”.
Giacomo Gardumi, Chairman di Retaily, ha spiegato come le turbolenze dei mercati finanziari non influiscono sull’import cinese di moda italiana:“L’interscambio tra Cina e Italia nel comparto moda crescerà di anno in anno. Le tempeste speculative registrate sulle borse di Shanghai e Shenzhen non impattano sull’ economia reale della Cina, che è, per sua natura, impermeabile alle dinamiche della finanza internazionale”.Nei Concept Store di IFFG esporranno marchi italiani selezionati in base a qualità, taglio stilistico ed accessibilità del prezzo. Prodotti legati ad una nuova idea di lusso e capaci di imporsi ad una larga fascia di consumatori cinesi.“Le tendenze del mercato della moda sono ben delineate – ha riferito Antonio Fossati, Ceo di Rds Company – Crescono il middle luxury e il fast fashion. I mercati più promettenti sono l’Asia e il Nord America. Il modello più efficace per esportare è quello di appoggiarsi a distributori locali che abbiano forti canali di sell out”.Alla conferenza stampa è intervenuta anche una rappresentanza dei marchi italiani selezionati dal Gruppo IFF, mostrando esempi di articoli di moda che saranno portati sul mercato cinese:“Orciani guarda al mercato cinese con la forza di chi sa di avere costruito nel tempo una storia fatta di eccellenza, di qualità e di passione – ha dichiarato Claudio Orciani, Presidente di Orciani Spa – Motore primo e obiettivo ultimo di questa nuova sfida, in partnership con IFFG, sarà quello di esportare in Cina non solo il Made in Italy, ma la cultura del bello e del fatto a mano, elementi essenziali del segmento “luxury fashion”.“Look raffinato e linee eleganti non sono appannaggio esclusivo delle grandi griffe internazionali ma sono qualità legate alla migliore tradizione della moda italiana – ha detto Ursula Onorati, Presidente della società DUE Srl – La collezione di Ursula Onorati interpreta le esigenze di una donna contemporanea, attenta alla sua femminilità e sicura di sé, un mood che pensiamo si possa sposare bene alle esigenze di modernità ed eleganza che IFFG vuole proporre alle donne della nuova Cina”.Fabio Calamai, Designer di Vestrum: “Mentre le grandi griffe internazionali perdono terreno in Cina, si aprono spazi ed opportunità per prodotti nuovi ed innovativi, capaci di interpretare le esigenze di consumatori sempre più sofisticati ed attenti alla qualità. Vestrum si muove in questa direzione, attraverso la creazione di articoli di lusso legati al mondo dell’equitazione, con la presenza di prodotti tecnici portati sul mondo sartoriale, di accessori, ma anche di un luxury city wear che a quel mondo si richiama”.Oltre ad abiti della moda italiana, il progetto IFFG prevede l’esportazione di accessori e gioielli:”L’eleganza degli oggetti preziosi che si producono in Italia è il risultato di una passione che ha radici lontane – ha spiegato Valentina Brugnatelli, proprietaria e stilista di Valentina Brugnatelli – nasce da una costante ricerca di bellezza e da una cura dei dettagli che ha reso i gioielli italiani dei prodotti unici al mondo. IFFG ha il merito di aver puntato su queste eccellenze, diventando il primo vero ambasciatore del Made in Italy in Cina”.
“Dietro le collezioni firmate NostraSantissima si nasconde l’abilità di conoscere e riconoscere il passato – ha spiegato Cristian Hobo, proprietario di NostraSantissima – facendolo diventare vero e proprio punto di origine e di forza per la sinfonia stilistica. Sapori orientali incontrano il prisma visionario dell’avant garde, fondendosi con la sartoria retrò e creando un fascino a cavallo tra i primi anni del ‘900 e la contemporaneità del nostro secolo”. (foto:moda italiana)

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Il marmo Made in Italy cresce negli USA

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 gennaio 2016

carrara cave di marmoNel terzo trimestre del 2015 i prodotti lapidei italiani crescono ancora sul mercato statunitense. Lo confermano gli ultimi dati sull’export diffusi dall’Osservatorio Marmomacc su base Istat: da gennaio a settembre, le esportazioni negli Usa di pietre tagliate, modellate e finite hanno registrato un controvalore di 336 milioni di euro, in aumento del 29,4% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Il balzo in avanti per marmi e graniti made in Italy riguarda anche il resto del continente americano che, nel complesso, vede un incremento del 25,2% della presenza di lavorati dall’Italia.
Un risultato positivo che arriva nel corso della giornata inaugurale di TISE – The International Surface Event, appuntamento di riferimento in Nord America per i comparti della pietra naturale, delle superfici, dei rivestimenti e della ceramica industriale, nato dall’unione di tre saloni StonExpo/Marmomacc Americas, Surfaces e Tile Expo e in programma a Las Vegas dal 20 al 22 gennaio (www.tisewest.com).
L’evento vede protagonista la Fiera di Verona, organizzatrice – in partnership con Informa Group – di StonExpo/Marmomacc Americas, il salone che all’interno di TISE è dedicato al marmo. Veronafiere, infatti, grazie a Marmomacc, la più importante rassegna internazionale su pietre, tecnologie e design (Verona, 28 settembre-1 ottobre 2016), detiene la leadership mondiale tra le manifestazioni di settore (www.marmomacc.com). A Las Vegas sono 25 le aziende che fanno parte della collettiva ospitata all’interno del Veronafiere International Pavilion su oltre 900 metri quadrati e provenienti da Italia, India, Portogallo, Turchia, Francia e San Marino. Si tratta di espositori di StonExpo/Marmomacc Americas e – per la prima volta – di Surfaces. In mostra, oltre ad una selezione di materiali lapidei, anche macchine e tecnologie di lavorazione, utensili diamantati per taglio, trasformazione e lucidatura del marmo, senza dimenticare i prodotti per la cura delle superfici in pietra. Durante TISE, in aggiunta agli incontri b2b, Veronafiere – attraverso Marmomacc Stone Academy – riserva ampio spazio alla formazione professionale (con rilascio dei crediti formativi) per gli addetti ai lavori. Il 20 gennaio si tiene l’Architect Day: una giornata di worshop, seminari e walking tour riservata ad architetti e designer.
Il 21 gennaio, invece, è la volta delle iniziative per interior designer e distributori. Nello stesso giorno è in programma anche la cerimonia di consegna del Grande Pinnacle Award, premio che Veronafiere conferisce allo studio di architettura associato MIA (Marble Institute of America) che nel 2015 ha realizzato il miglior progetto che valorizza l’uso della pietra naturale. Vincitore di quest’anno è Walker Zanger, con il Park Hyatt Hotel di New York.

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Cresce il business dell’autonoleggio nel primo semestre 2015

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2015

auto-usate-prezziNei primi 6 mesi dell’anno il settore del noleggio veicoli ha confermato il ruolo strategico a supporto della mobilità aziendale e turistica del nostro Paese. Positivi tutti gli indicatori: tiene il fatturato (+1,9%), cresce la flotta (+3,3%), le immatricolazioni danno consistenza a un mercato dell’auto in leggera ripresa (19,6%) Sono questi i principali dati che emergono dal report semestrale sullo stato di salute del comparto condotto da ANIASA – l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria.Le attività di locazione veicoli nella prima metà dell’anno hanno consolidato la crescita economica registrata anche nel 2014 e nei primi 3 mesi dell’anno; il settore ha, inoltre, evidenziato un importante sviluppo in termini di veicoli noleggiati, indice di un continuo ampliamento della clientela e di una costante, graduale affermazione del concetto di utilizzo su quello di proprietà.A sostenere il flusso di auto nuove e la crescita della flotta nel primo semestre ci hanno pensato soprattutto le attività di noleggio di auto aziendali. Lo sviluppo della flotta è il risultato di diversi fattori: numerose grandi aziende, dopo mesi di rinvii, hanno provveduto a rinnovare il proprio parco auto; si è confermato il trend del rent-to-rent (società di rent-a-car che prendono le auto in locazione da quelle del lungo termine); il dato più positivo ha riguardato però l’ampliamento di nuova clientela (sempre più professionisti e PMI) che si è affidata alla formula del long term. Si conferma la forte richiesta di veicoli a noleggio da parte di privati, in particolare di city car ed utilitarie. L’ingresso del lungo termine nel bacino dei privati è oggi una realtà, pur se ancora limitata (si tratta infatti di circa 8.000 contratti), e sarà importante monitorarne l’andamento su un arco temporale più ampio.
I dati del primo semestre 2015 hanno confermato l’andamento positivo del noleggio a breve termine, con un fatturato di circa 451 milioni di euro (in crescita del 2,8% rispetto ai primi sei mesi del 2014) e un significativo aumento dei giorni di noleggio che hanno superato quota 12,7 milioni (+5,7%). La crescita del giro d’affari è stata guidata ancora una volta dalle location aeroportuali (+3,3%), ma hanno mostrato segnali incoraggianti anche quelle situate nei centri cittadini o presso le stazioni ferroviarie (+2%). L’analisi dell’offerta di noleggio a breve termine ha evidenziato come a crescere sia stato soprattutto il numero dei clienti che ha noleggiato rivolgendosi direttamente agli operatori attraverso siti o punti vendita (+4,5%). Nei primi sei mesi dell’anno oltre 11.400 persone al giorno (circa 475 ogni ora) hanno fatto ricorso ai servizi del rent-a-car, in forte crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Complessivamente è aumentata anche la flotta di veicoli a breve termine (+2,2%), anche grazie al boom di immatricolazioni (+18%).

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Cresce il gioco illegale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2015

azzardo“Sono tanti i temi all’attenzione del governo tra Camera e Senato, dal diritto alla cittadinanza alle Riforme costituzionali, mentre sullo sfondo verve, ai limiti dello scontro il dibattito sulle Unioni civili, atteso a breve nell’aula del Senato. Ma c’è un tema che meriterebbe per lo meno altrettanta attenzione e che invece sta diventando il convitato di pietra nel dibattito socio-istituzionale. Non se ne parla non perché non se ne colga la gravità ma perché evidentemente non si vogliono toccare interessi economici la cui portata sta crescendo vertiginosamente. I volumi del gioco d’azzardo stanno crescendo in modo documentabile per quanto attiene al gioco legale, in modo meno direttamente quantificabile per quanto riguarda il gioco illegale. Sono dati recenti che giungono anche dai Paesi confinanti come l’Austria, dove davanti all’aumento della tassazione che grava sul gioco legale, c’è stata una vera e propria impennata del gioco illegale”. Lo afferma l’on. Paola Binetti, di Area popolare, che continua: ”Non c’è dubbio che si tratti di equilibri molto delicati, che interagiscano profondamente tra di loro: politiche fiscali, politiche educative e politiche sanitarie devono trovare il loro punto d’equilibrio in modo condiviso. Ma è altrettanto vero che il gioco d’azzardo in Italia è tutelato non si sa bene da chi e non si sa come, è lasciato senza regole chiare e precise, con una ostilità precisa contro ogni forma di regolamentazione, che ne contenga almeno lo sviluppo, se non riesce a ridurne le dimensioni. Ma l’Azzardo crescendo come volume di gioco e quindi come fonte di guadagno, anche se non è chiaro chi sia a guadagnarci realmente, cresce anche come situazione potenziale di rischio per molti giovani, per classi sociali più fragili, per persone più esposte alle illusioni e quindi alle delusioni” Conclude l’On. Binetti: “Per la regolamentazione dell’Azzardo non è mai tempo: non ne ha voglia il governo; non ne hanno voglia i concessionari; non lo desiderano i commercianti; ma neppure gli enti locali e tanto meno i giocatori. Lo vogliono però le associazioni più sensibili alla coesione e alla inclusione sociale, lo vogliono le famiglie e lo vogliono anche coloro che intendono tutelare la salute dei cittadini prima ancora che si rendano conto dei rischi che stanno correndo”.

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Auto: Cresce il mercato dell’usato

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2015

auto-usate-prezziSi consolida il mercato dell’usato nel mese di giugno, sia per le quattro che per le due ruote: i passaggi di proprietà delle autovetture depurati dalle minivolture (i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale) sono aumentati dell’11,7% rispetto al mese di giugno 2014, mentre il settore dei motocicli – sempre al netto delle minivolture – mostra un incremento dei passaggi di proprietà del 12,3%.
Per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 142 usate nel mese di giugno e 159 nel primo semestre dell’anno. Da gennaio 2015 i passaggi di proprietà netti hanno fatto registrare una crescita del 6,4% per le autovetture e del 4,2% per i motocicli. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino mensile “Auto-Trend”, l’analisi statistica realizzata dall’Automobile Club d’Italia sui dati del PRA, consultabile sul sito http://www.aci.it Significativo incremento, sempre nel mese di giugno, per le radiazioni di autovetture che hanno chiuso il periodo con +14,2% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, grazie soprattutto all’aumento delle demolizioni (+30%), mentre risultano ancora in flessione le radiazioni per esportazione (-8%). Nel mese di giugno il tasso unitario di sostituzione è stato pari a 0,75 (ogni 100 auto iscritte ne sono state radiate 75) e a 0,81 nel primo semestre 2015. Continuano a diminuire le radiazioni di motocicli, che nel mese di giugno hanno fatto registrare -4% rispetto allo stesso mese del 2014. Complessivamente nel primo semestre 2015 le radiazioni di autovetture sono aumentate dello 0,8% mentre quelle dei motocicli sono diminuite del 17,1%.

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Cresce la domanda di mutui

Posted by fidest press agency su sabato, 24 gennaio 2015

domanda mutuiIn particolare, per quanto riguarda la domanda di mutui, nell’arco dei 12 mesi, ha fatto segnare una crescita pari al +15,0%, dopo ben 3 anni caratterizzati dal segno meno, sostenuta sia dagli stimoli proposti dagli istituti di credito, con offerte focalizzate sulla modularità e flessibilità del prodotto, sia dalle richieste di surroga, in virtù della convenienza dell’attuale tasso variabile. L’importo medio dei mutui richiesti nell’anno 2014 è ulteriormente calato, attestandosi a 124.346 Euro rispetto ai 127.328 Euro dell’anno precedente, confermando così un trend in contrazione che perdura da diversi anni sia a causa della diminuzione del prezzo di acquisto degli immobili sia per la tendenza a privilegiare soluzioni che gravino il meno pesantemente possibile sul bilancio famigliare.Il dettaglio relativo alla domanda di prestiti (personali e finalizzati) mostra come, nell’aggregato dei 12 mesi del 2014, la variazione della domanda ha mantenuto il segno negativo, con un complessivo -2,0%, sintomo di un quadro congiunturale che risulta ancora fragile, con il persistere di segnali negativi sul fronte dell’occupazione che ha raggiunto livelli record, penalizzando soprattutto le fasce di popolazione più giovani. Nel mese di dicembre appena concluso, però, la domanda di prestiti ha fatto registrare un incremento del +10,6%, dato che va a consolidare la dinamica positiva già rilevata a ottobre e novembre (rispettivamente in crescita del +7,6% e del +5,2%). Infine, rispetto al 2013, l’analisi condotta da CRIF mette in evidenza una sostanziale stabilità dell’importo medio dei prestiti richiesti (sempre nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati), attestatosi a 7.422 Euro contro i 7.395 Euro del 2013 (+0,4%).

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Cresce spesa pubblica, bene le cure ospedaliere

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2012

La spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil, a livello nazionale, prosegue la sua crescita, passando dal 6,07% nel 2002 al 6,87% nel 2008. Si conferma anche la forbice Nord-Sud: la spesa va, infatti, da un massimo di 10,46% della Campania a un minimo di 5,24% della Lombardia. Lo rileva il Rapporto Osservasalute 2011, sottolineando come la spesa italiana per la sanità sia «inferiore a quella di altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Francia, ma il suo valore è comunque allineato alla media dei Paesi dell’Ocse». Anche nel 2010, si rileva inoltre nel Rapporto, il Sistema sanitario nazionale «si conferma complessivamente in disavanzo: 2,325 mld di euro circa. Però il disavanzo è notevolmente diminuito rispetto ai 3,251 mld del 2009».
Dall’indagine arriva però un giudizio positivo in merito al funzionamento degli ospedali, «usati in modo sempre più appropriato», mentre «migliora l’efficienza gestionale delle cure ospedaliere». Così, si legge nel Rapporto, «i dati del 2009 confermano il trend in forte diminuzione del tasso di ospedalizzazione e parallelamente delle giornate di degenza. Il tasso complessivo a livello nazionale è leggermente inferiore allo standard di 180 ricoveri per 1.000 abitanti fissato dalla programmazione, e ormai solo 8 regioni presentano tassi superiori a tale soglia». Diminuiscono anche i giorni «trascorsi inutilmente in ospedale: la degenza media, sostanzialmente stabile da anni, nel 2009 mostra un lieve decremento rispetto all’anno precedente (da 6,8 a 6,7 giorni)». La fotografia del Ssn mostra inoltre che il personale sanitario è donna: infatti, le donne rappresentano il 63% del personale dipendente, mentre gli uomini il 37% (anni 2007-2009).
Nel 2009 il personale a tempo indeterminato rappresenta circa il 94%, ma a livello regionale le discrepanze sono molte e il personale con lavoro flessibile varia da un minimo di 2,2% in Veneto a un massimo di 10,8% in Sicilia e 12% in Valle d’Aosta. Per quanto riguarda poi la trasparenza delle Aziende ospedaliere sul fronte liste d’attesa, emerge che nel 2011 solo il 44% pubblica online i dati sulle attese. I dati maggiori si osservano, a pari merito, in Piemonte e Friuli Venezia Giulia (100%).(fonte: doctornews33)

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Cresce la squadra ZoomarineTour

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

A poche settimane dal suo debutto sul mercato, il tour operator ufficiale di Zoomarine dà il benvenuto a Cristiano Carrarese, che entra a far parte dello staff come nuovo Direttore commerciale. “La sfida di lavorare per un’impresa all’inizio della sua avventura mi entusiasma – commenta Cristiano Carrarese, neo Direttore Commerciale ZoomarineTour – Ho messo a disposizione del nuovo marchio ZoomarineTour la professionalità e le competenze maturate in anni di direzione commerciale all’interno di importanti realtà turistiche nazionali, strutturando un piano d’azione che vede tra i primi step l’organizzazione di una squadra di sales plurimandatari su tutto il territorio nazionale, nuovi accordi con le agenzie di viaggi e azioni marketing mirate per la promozione dei nostri pacchetti di viaggio”. Prima di approdare a ZoomarineTour, Cristiano Carrarese ha ricoperto incarichi di dirigenza commerciale nell’area vendite Centro e Sud Italia di grandi tour operator italiani, tra cui Eurotravel e Futura Vacanze.
Insieme alla new entry nel suo staff, ZoomarineTour festeggia anche il battesimo ufficiale del nuovo sito http://www.zoomarinetour.it, vetrina promozionale per tutte le offerte e le idee di viaggio dedicate alla visita del parco divertimenti a tema marino più amato d’Italia, che offre anche una sezione dedicata alle adv per il servizio di booking on line.(cristiano)

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Cresce l’inflazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Il peso dei carburanti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – si scarica ormai pesantemente sia sui prezzi al consumo, ed in particolare su quelli di prima necessità, che sul costo dei trasporti e sulla stessa inflazione. La benzina verde ha ormai superato 1,90 euro/litro e il gasolio 1,80.
Tutto ciò richiede un urgente intervento del Governo per il taglio delle accise – prosegue Giordano – e quindi di ridimensionamento del peso dell’Iva che tra qualche mese aumenterà di due punti creando un ulteriore effetto perverso sull’aumento dei prezzi e quindi della stessa inflazione. Ad aumentare le preoccupazioni di Adiconsum c’è anche l’andamento del mercato del petrolio che tutti gli analisti danno, nei prossimi mesi, in aumento, con possibili, ma non auspicabili, speculazioni ulteriori. Il pieno di benzina di una utilitaria è passato da 40 a 60 euro, quello di una media cilindrata da 60 a 80 euro e di una grossa cilindrata da 80 a 110 euro/l – continua Giordano – Questo andamento porterà a breve la benzina verde a 2 euro/litro e il gasolio a 1,90.
A giudizio di Adiconsum il Governo deve tagliare le accise, monitorare e sanzionare eventuali speculazioni, e agire per tagliare le tasse sui redditi da lavoro dipendente e delle pensioni liberando risorse economiche per le famiglie, incrementando quindi i consumi e non, come sta invece avvenendo, tutte le addizionali, riportando i consumi degli italiani a quelli di 30 anni fa. Solo con l’incremento dei consumi – conclude Giordano – è possibile una ripresa della produzione di beni e servizi e quindi dell’occupazione, che a sua volta genera reddito e nuovi consumi. Solo così sarà possibile uscire da una recessione ormai conclamata.

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Cura antirughe: cresce in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 febbraio 2012

Cresce a livello mondiale il mercato delle sostanze iniettabili (tossina botulinica e filler) e dei cosmeceutici, registrando un tasso del 10% l’anno, con l’Asia che si afferma come il continente più in espansione in questo settore (+ 15,7% all’anno, contro il 7% dell’Europa e l’11% degli Stati Uniti e dell’America Latina). A scattare la fotografia il congresso annuale di Imcas (International master course of aging skin) che si è tenuto a Parigi a fine gennaio, da cui emerge un quadro generale del mercato medico-estetico da oggi fino al 2016. Secondo quanto viene fuori il mercato è caratterizzato da un avanzamento dell’11,2% all’anno per un totale di circa sei miliardi di euro. Complessivamente gli Stati Uniti occupano il 24,6% del mercato mondiale, l’America Latina il 19,6%, l’Europa il 21,6% e l’Asia il 31,7%, soprattutto con l’India e la Cina. In Europa, l’Italia supera tutti i confronti e domina ogni classifica di intervento e trattamento.(fonte farmacista33)

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Cresce fiducia nelle forze armate

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

“Cresce l’indice di fiducia dei contribuenti italiani nei confronti delle forze armate, +9,3% rispetto allo stesso periodo del 2010.” Lo rileva l’Associazione Contribuenti Italiani, che con lo Sportello del Contribuente monitora costantemente la fiducia dei contribuenti nei confronti della pubblica amministrazione. Il sondaggio, effettuato attraverso Lo Sportello del Contribuente nel mese di febbraio e che sarà pubblicato su “Contribuenti.it Magazine”, rileva che tre contribuenti su quattro hanno fiducia nelle forze armate: il 82,66% dei contribuenti italiani hanno votato a favore e solo il 17,34% ha votato contro. “E’ il miglior dato di sempre registrato nell’ambito della pubblica amministrazione – afferma Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani – ed e’ da attribuirsi alla enorme attività posta in essere dalle forze arma te sia sul territorio interno che su quello internazionale”. Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani

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Cresce l’Inflazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

I rischi di forti aumenti delle tariffe dei servizi che avevamo denunciato a seguito dei tagli delle risorse agli enti locali si stanno verificando. Il dato complessivo dell’inflazione si attesta, secondo le rilevazioni dell’Istat, all’1,6% che confermerebbe il trend dei mesi precedenti, ma al suo interno emergono due dati su cui riflettere. Per i prodotti dell’alimentazione e dell’abbigliamento l’inflazione resta sotto l’1%, ma quando osserviamo i dati sui servizi, a partire dalla scuola e dai trasporti, il dato corre oltre il 3%. Questo conferma una denuncia che è stata alla base anche della Giornata di lotta delle Associazioni Consumatori sugli aumenti delle tariffe in atto, in particolare nei servizi pubblici locali.  Il “ritocco” non si limita ad adeguarsi al tasso di inflazione, ma raggiunge le due cifre. Adiconsum ribadisce l’esigenza di un tavolo di monitoraggio/controllo sugli aumenti delle principali tariffe dei servizi e soprattutto che anche queste (non soltanto per i salari e le pensioni) rientrino nel vincolo del tasso d’inflazione.

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Cresce la spesa per gli integratori

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Con una crescita del 10% nei dodici mesi che terminano con lo scorso luglio, gli integratori si confermano la locomotiva del mercato dei cosiddetti prodotti funzionali, una classe dell’area di libero commercio che ormai sfiora i 5 miliardi di euro in valore e che per il 70% ha radici nel canale farmacia. Sono alcuni dei dati che arrivano dal seminario organizzato venerdì a Milano da Fedesalus (la Federazione nazionale delle aziende di prodotti salutistici) sul tema “Integratori e consumatore – Scenario competitivo e processi di acquisto”. Dati tutto sommato incoraggianti per la farmacia. Non soltanto il canale si aggiudica la fetta più consistente del mercato (che riunisce trasversalmente classi appartenenti al segmento otc/sop, a agli alimenti e agli integratori) ma fa anche segnare negli ultimi dodici mesi un trend di crescita superiore a quello della Gdo: 2,5% rispetto al 2,2% del mass market, una performance che in tempi di crisi non è da disdegnare. «A dire il vero l’incremento di mercato più importante lo fanno segnare le parafarmacie con un 12,3%» ha puntualizzato Riccardo Bruno, analista di Nielsen «ma il canale degli esercizi di vicinato ha fatto da poco il suo ingresso nell’arena e quindi la sua crescita va valutata con qualche cautela». Come si diceva sono gli integratori la locomotiva di questo comparto: gli alimenti infatti crescono nello stesso periodo di osservazione “soltanto” dell’1,6%, mentre gli otc/sop fanno un passo indietro e scendono dell1,7%. «Al riguardo» ha segnalato ancora Bruno «è interessante osservare come gli alimenti facciano segnare i balzi più consistenti nelle classi di prodotto per “intolleranze” e “intestino”, rispettivamente 5,9% e 3,6%, mentre perdono a favore di integratori e sop/otc nelle classi “anticolesterolo” e “difesa dai piccoli disturbi”, dove probabilmente il consumatore preferisce un approccio incentrato sul farmaco o su ciò che gli è vicino». (fonte farmacista33)

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Militari: cresce la protesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2010

Nonostante le neanche tanto velate minacce di sanzioni disciplinari rivolte contro i militari che nei giorni scorsi si sono astenuti dal consumare il pasto di servizio in diverse basi dell’Aeronautica militare anche il personale in servizio presso l’aeroporto di Rivolto ha deciso che, da oggi 12 luglio, attuerà lo “sciopero della mensa”. Questo è un evidente segnale che il tentativo di La Russa & C. di salvare la manovra e la faccia con il recente annuncio della costituzione di un fondo di 80 milioni per il 2011 e altrettanti per il 2012, si è rilevato un totale disastro”.  Lo dichiara Luca Marco Comellini , segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm).

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