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Posts Tagged ‘crescita’

Bausch + Lomb Italia cresce del 7%: risultati da record nel 2017

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 gennaio 2018

porta nuova milanoMilano. Durante il kick-off meeting conclusosi ieri a Milano, Bausch + Lomb Italia, società del gruppo Valeant, ha annunciato i risultati finanziari relativi al 2017, che fanno segnare un netto incremento rispetto all’anno precedente.Dopo un 2016 complesso, che aveva fatto registrare un -10%, il 2017 è stato l’anno della svolta. “Il 2017 è stato un anno per noi straordinario – spiega l’amministratore delegato Vincenzo Abruscato -. Bausch + Lomb Italia è stata, infatti, in grado di mantenere le promesse e mettere a segno un +7% rispetto all’anno precedente e superare gli obiettivi di piano”. Ottimi risultati, che si riflettono anche a livello globale, dove Bausch + Lomb ha totalizzato una crescita organica del 6%. Bausch + Lomb Italia è cresciuta con tutti e tre i suoi business (Farmaceutico, Chirurgico e Vision Care) e ha ottenuto ottimi risultati con lo stabilimento produttivo di Macherio, che nel solo 2017 ha superato le 35 milioni di confezioni prodotte, esportate oltre 50 Paesi. “Non sarà facile ripetere l’ottima performance del 2017, ma siamo convinti di poter consolidare i risultati anche nel 2018 – conclude Abruscato – Bausch + Lomb andrà incontro a un’ulteriore trasformazione e puntiamo a un’ulteriore crescita dei guadagni complessivi. Da una parte si cercherà di mantenere alta la redditività attraverso le vendite degli attuali prodotti di punta, dall’altra la strategia di Bausch + Lomb passerà attraverso la presentazione di nuovi lanci, tra cui un nuovo prodotto di supporto alla terapia della degenerazione maculare senile secca, nuove lenti a contatto che andranno ad arricchire e completare le gamme esistenti e l’introduzione sul mercato dell’innovativo faco-vitrectomo con modulo ipersonico, che da pochi giorni ha ottenuto anche la marcatura CE per il lancio in Europa”.

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Meno tasse per lavoro e crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

brunetta-nardin“Siccome non si può fare deficit come non si può fare debito, le risorse che servono per fare più investimenti pubblici, per incentivare gli investimenti privati, per fare più crescita, si devono trovare tagliando il debito, tagliando gli sprechi”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno.“Noi abbiamo da 100 a 200 miliardi all’anno di cosiddette tax expenditures, vale a dire sconti fiscali che a volte sono utili, ma nella stragrande maggioranza dei casi sono sprechi. Abbiamo un debito che continua a crescere. Il nostro livello del debito era arrivato a 121-122 in piena crisi e con i governi successivi è aumentato di 10-15 punti. Una cosa è fare politica economica durante la crisi, altra cosa è fare politica economica, come speriamo, in una fase di espansione, e in una fase di espansione la strategia non può essere che quella del taglio delle tasse. Meno tasse, meno tasse, meno tasse e più crescita. L’occupazione è una variabile, come dicono gli economisti derivata, non è un obiettivo primario. L’obiettivo primario è la crescita e l’occupazione se c’è questa arriva, altrimenti no”.

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Il Gruppo Roncaglia chiude il 2017 in crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 24 dicembre 2017

gruppo roncagliaSi chiude un anno di risultati straordinari per il Gruppo Roncaglia, agenzia di comunicazione indipendente a capitale interamente italiano, che nel 2017 ha festeggiato il suo quarantesimo anno di vita.Innanzi tutto i 36 premi di creatività ricevuti, fra nazionali e internazionali, che hanno reso il Gruppo Roncaglia l’agenzia italiana più premiata dell’anno. Fra questi, il Diamond ai DMA Awards Italia, riconoscimento d’eccellenza mai assegnato a nessun candidato dall’istituzione del premio; l’Argento ai DMA International ECHO Awards di New Orleans, premio istituito in USA nel 1929; l’Oro nella categoria Cyber – Uso Innovativo e Creativo della Tecnologia, e l’Argento nella categoria Direct – Digital&Social Media agli ADCI Awards Italia; l’Argento agli IMC European Awards per la “Digital Communications” ed il Bronzo di eurobest nella categoria Mobile.La qualità dei riconoscimenti ricevuti rafforza l’orientamento del Gruppo Roncaglia verso l’internazionalizzazione, obiettivo inteso sia come servizi di consulenza per le aziende italiane, per favorirne lo sviluppo sui mercati esteri e valorizzare il made in Italy, sia per le aziende internazionali presenti in Italia.Animato da queste linee strategiche, il business del Gruppo è cresciuto di oltre il 20% rispetto al 2016, confermando la relazione con importanti clienti e ottenendo nuove acquisizioni che saranno operative e rese note all’inizio del prossimo anno.Il 2017 è stato inoltre caratterizzato dalla riorganizzazione dell’agenzia, che si è ridisegnata in 4 strutture focalizzate su aree strategiche della comunicazione: ricerche, brand, creatività, relationship marketing, loyalty e digital. Sono dunque nate la Roncaglia Consumer Intelligence, la Roncaglia Above Communication, la Roncaglia Relationship Marketing e la Roncaglia Digital Marketing, strutture perfettamente integrate fra loro con oltre 60 professionisti sotto lo stesso tetto, in grado creare campagne ed esperienze innovative, integrate e misurabili e di rispondere in maniera innovativa a tendenze sempre più marcate del mercato.Il Gruppo Roncaglia è stato inoltre l’unica realtà italiana Founding Partner di eurobest 2017, il summit annuale della creatività europea che si è svolto a Londra, nel corso del quale ha lanciato “Be IT!” la prima call per i talenti creativi italiani che operano in UK con l’obiettivo di avviare un percorso di reciproca conoscenza e dare ai migliori l’opportunità di entrare nella squadra dell’agenzia. Tanta è l’attenzione data anche alle componenti di evoluzione strutturale, che ha visto inoltre l’ampliamento della sede romana e lo start up della sede milanese.“I traguardi raggiunti nel 2017 ci riempiono d’orgoglio, ma non siamo certo fra quelli che si adagiano sugli allori”, afferma Armando Roncaglia, general manager del Gruppo. “Lo spirito che ci ha permesso non solo di rimanere sul mercato, ma di crescere fornendo risultati tangibili ai nostri clienti, è quello di misurarci incessantemente con l’innovazione, rimanendo pronti anche a ridisegnare costantemente il nostro approccio per affrontare le sfide a cui il futuro ci chiama. Con questo stesso spirito affronteremo il 2018, fedeli al nostro posizionamento: Engage the Future”, conclude Roncaglia. (foto. gruppo roncaglia)

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9 aziende italiane su 10 pensano che nel 2018 cresceranno

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 dicembre 2017

porta nuova milanoMilano. Interoute, l’operatore proprietario di una piattaforma di servizi cloud globale, rivela buone prospettive per i prossimi 12 mesi, dato che il 94 percento delle aziende italiane si aspetta di crescere nel 2018 – in particolare, tra queste, il 62 percento rivela obiettivi di crescita importanti e ambiziosi per l’anno alle porte. Nella survey, condotta su più di 800 decisori IT europei di nove diversi paesi, il 58 percento degli intervistati italiani ha inoltre dichiarato che sta investendo in iniziative legate alla digital transformation per far fronte ai cambiamenti di uno scenario altamente competitivo. Al contrario, invece, il 16 percento delle aziende ha dichiarato che la Brexit ha aumentato l’ansia verso progetti IT che richiedano un impegno a lungo termine.
La ricerca ha inoltre fatto luce sul modo in cui le aziende stanno investendo in progetti di infrastrutture tecnologiche che le supportino lungo il percorso di questo cambiamento costante. Alla domanda riguardo il motivo dei propri investimenti in digital transformation, rispettivamente:
Il 51 percento ha risposto di voler innovare per aumentare e orientare nuove fonti di reddito per massimizzare la propria competitività.
Il 41 percento ha dichiarato come obiettivo la modernizzazione delle attività IT aziendali e l’abbattimento dei costi
Il 34 percento ha dichiarato di voler migliorare l’experience dei dipendenti, consentendo una migliore collaborazione come nel caso di mobile e social working
Il 38 percento punta a valorizzare la customer experience
Il 23 percento investirà in un’infrastruttura più globalizzata, che faciliti la fruizione di skill anche dall’esteroLe aziende italiane sono perfettamente consapevoli delle sfide che affrontano per realizzare le proprie ambizioni riguardo il digitale. Il 71% degli intervistati ha sottolineato la difficoltà nell’integrare le tecnologie legacy con le applicazioni compatibili con il cloud, oltre all’incertezza che aleggia intorno al clima politico mondiale (a detta del 35 percento degli intervistati). Al contempo, però, il 51 percento ha dichiarato che uno degli ostacoli principali alle iniziative in ambito digital transformation è rappresentato dalla mancanza di talenti e skill in quest’ambito.Cristina Crucini ha dichiarato “Nessuno conosce con certezza quali saranno i risvolti della Brexit, o come si evolveranno i rapporti tra UK e il resto d’Europa in futuro. La nostra ricerca svela però che le aziende italiane stanno adottando la strategia più adatta per far fronte a questa incertezza, cogliendo l’opportunità per modernizzare la propria infrastruttura tecnologica.“Lo scenario competitivo è in continua evoluzione, e non soltanto a causa della Brexit. Le aziende italiane dimostrano un’ambizione encomiabile con l’impegno a sviluppare progetti che le rendano più agili e pronte ad affrontare ciò che il futuro avrà in serbo per loro. La nostra ricerca dimostra che le aziende italiane sono pronte a prendere il controllo del proprio futuro, affrontando sfide come, ad esempio, la produttività dei dipendenti e l’accesso alle skill. E’ chiara dunque la ragione per la quale molti guardano in modo fiducioso, e non con ansia, al 2018.”

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Approvato il bilancio UE 2018: sostegno a giovani, crescita e sicurezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

parlamento europeoPer il bilancio del prossimo anno, i deputati hanno previsto un maggiore sostegno per i giovani disoccupati e più finanziamenti per le PMI, i programmi di ricerca e l’Erasmus.Gli stanziamenti d’impegno per il 2018 ammontano complessivamente a 160,1 miliardi di euro e gli stanziamenti di pagamento a 144,7 miliardi di euro.Dopo l’approvazione formale da parte del Consiglio dell’accordo provvisorio sul bilancio 2018, il Parlamento ha approvato il bilancio con 295 voti in favore, 154 voti contrari e 197 astensioni.L’atto legislativo è stato poi firmato dal Presidente Antonio Tajani.
Il Parlamento ha eliminato i tagli di 750 milioni di euro operati dal Consiglio nel settore “crescita e occupazione” e garantito all’Iniziativa per l’occupazione giovanile un incremento di 116,7 milioni di euro in stanziamenti d’impegno, portando così il totale a 350 milioni di euro, per aiutare i giovani che cercano lavoro.Rispetto alla proposta di bilancio della Commissione, i deputati sono riusciti a garantire nuove risorse più sostanziali per quelli che considerano i programmi fondamentali per la crescita e l’occupazione, vale a dire Orizzonte 2020 (con un aumento di 110 milioni di euro per i programmi di ricerca), Erasmus+ (con un aumento di 24 milioni di euro) e COSME (con un aumento di 15 milioni di euro per il sostegno alle PMI).
Il Parlamento ha potenziato gli stanziamenti proposti dalla Commissione per le agenzie con compiti connessi alla sicurezza: Europol (3,7 milioni di euro in più e 10 nuovi posti di lavoro), Eurojust (1,8 milioni di euro in più e altri 5 posti di lavoro) e l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo EASO (5 milioni di euro in più).
Il Parlamento ha aumentato di 80 milioni di euro (rispetto al progetto della Commissione) la linea di bilancio per le azioni esterne dell’UE sulle sfide migratorie, che comprendono azioni nei Paesi vicini orientali e meridionali e nei Balcani occidentali.
Per quanto riguarda la Turchia, gli eurodeputati hanno deciso di tagliare i fondi di pre-adesione di 105 milioni di euro e di iscrivere in riserva altri 70 milioni di euro in stanziamenti d’impegno, in risposta al peggioramento nel paese della situazione in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti umani.
La squadra negoziale del Parlamento ha ottenuto 34 milioni di euro in più per il sostegno ai giovani agricoltori, al fine di ridurre la disoccupazione giovanile nelle zone rurali. Sono stati inoltre aumentati di 95 milioni di euro i fondi destinati a sostenere le pratiche agricole che favoriscono il clima e l’ambiente.
Dopo la votazione, i membri della squadra che ha negoziato in nome del Parlamento hanno reso le seguenti dichiarazioni:
“Il Parlamento può essere soddisfatto del bilancio dell’UE per il 2018. Abbiamo trovato un accordo perché le nostre priorità erano quelle di dare impulso ai programmi che prepareranno l’UE al futuro e proteggeranno gli europei – la ricerca attraverso Orizzonte 2020, la mobilità dei giovani attraverso Erasmus+ ed ErasmusPro, i programmi infrastrutturali come il meccanismo per collegare l’Europa e il sostegno alle PMI attraverso COSME. Siamo anche riusciti a incrementare i finanziamenti per i programmi relativi alla sicurezza, la politica di asilo e la politica di vicinato”, ha detto il presidente della commissione per i bilanci, Jean Arthuis (ALDE, FR).“Questo bilancio risponde alle aspettative dei cittadini dell’UE nei confronti dell’Europa: occupazione e crescita, da un lato, e sicurezza, dall’ altro”, ha dichiarato Siegfried Mureșan (PPE, RO), relatore principale (sezione III Commissione). “Investire nella ricerca, nelle infrastrutture, nell’istruzione e nelle PMI ci permetterà di diventare più competitivi e orientati al futuro. Per quanto riguarda la sicurezza, siamo riusciti a rafforzare Europol ed Eurojust, in modo da garantire una migliore cooperazione e coordinazione nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata in tutta l’Unione europea. Infine, abbiamo chiarito che il sostegno dell’UE ai Paesi al di fuori dell’UE non è privo di vincoli: la Turchia si sta allontanando dai valori dell’UE e abbiamo deciso di ridurre gli aiuti di 105 milioni di euro rispetto alla proposta della Commissione”.
Data la necessità di gestire azioni pluriennali (ad esempio il finanziamento di un progetto di ricerca della durata di 2-3 anni), il bilancio dell’UE si divide in stanziamenti di impegno (il costo di tutti gli obblighi finanziari contratti durante l’esercizio in corso, con possibili conseguenze negli anni successivi) e in stanziamenti di pagamento (importi effettivamente versati durante l’anno in corso, eventualmente per attuare anche gli impegni assunti negli anni precedenti).

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Affitti case: Tornano a crescere i canoni

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

mappa3Dopo lo stallo del 2016 (-0,2%), i canoni di locazione in Italia sono tornati a crescere del 2,6% (+4,1% per le case arredate) con Cagliari (+12,0%), Genova (11,4%) e Venezia (+9,1%) che segnano gli incrementi maggiori e Catanzaro (-10,0%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%) che si muovono in controtendenza. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con circa 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.“Nel 2017 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali (+2,8% ciascuno), anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, ormai oltre il 90% dei proprietari opta per la cedolare secca, prevalentemente associata (nel 64,5% dei casi) ai contratti a canone concordato”.In linea anche con la ripresa economica, a Milano i canoni di locazione sono cresciuti dello 0,8%, ma l’incremento arriva anche al +8% per le abitazioni arredate. Il capoluogo meneghino nel 2014 era stato il primo ad anticipare il trend al rialzo dei canoni (+6,7% sul 2013), proseguito anche nel 2015 (+2,4%) e 2016 (+1,7%). Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, di segno opposto risulta l’andamento dei valori dei canoni nella Capitale; il segno meno è più marcato per gli immobili arredati (-5,5%). Segno – fanno notare da Solo Affitti – che molti romani, non riuscendo più a sostenere canoni elevati, sono costretti a ripiegare o su case maggiormente periferiche o su metrature più piccole.Dopo il calo dell’anno scorso (-5,4%), sono tornati a salire gli affitti anche a Bari (+8,3%). Allo stesso modo a Campobasso, dove lo scorso anno si era registrata una contrazione dei canoni del 4,9%, quest’anno si assiste a una decisa inversione di tendenza (+7,8%)*. L’incremento più marcato è quello dei prezzi d’affitto a Cagliari, dove si registra un +12,0%; crescono anche i prezzi a Genova (+11,4%) e a Bologna, la cui crescita si attesta a +7,7%.Dal 2009 al 2014 i canoni medi di locazione sono sempre diminuiti, con punte più elevate nel 2012 (-6%)* e 2013 (-4,5%). Nel 2015 (+1,7%)* è ripartita la crescita dei prezzi che, dopo il rallentamento dello scorso anno, prosegue anche quest’anno. Negli ultimi 9 anni il costo mensile delle abitazioni ha raggiunto il suo minimo nel 2014 (507 euro) e i livelli attuali (528 euro) sono ben lontani dai valori del 2009 (587 euro).
I prezzi della locazione. Per una casa ammobiliata si pagano mediamente 586 euro al mese, il costo sale di 11 euro in presenza di un garage. Il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti evidenzia un classifica 2allargamento della forbice dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro), che quest’anno arriva a 149 euro (era 108 euro nel 2016). Tra i capoluoghi con i canoni più elevati ci sono anche Firenze (652 euro)*, Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).Sempre più lavoratori, studenti e turisti scelgono l’affitto. Secondo il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti, scende dal 55,9% del 2016 al 47,5% di quest’anno la quota di inquilini che sceglie la casa in affitto come “abitazione principale”. Cresce, invece, la quota di lavoratori in trasferta (dal 27% al 30,3%) e degli studenti (dal 16,2% al 20,1%), che cercano appartamenti di grandi dimensioni per vivere in condivisione, determinando un incremento dei prezzi dei trilocali. Quasi triplicata la quota di chi sceglie gli affitti brevi (dallo 0,8% al 2,1%), per turismo, trasferte occasionali o per assistere famigliari ricoverati in ospedali di città diverse da quelle di residenza.
Nei prossimi mesi il numero dei contratti di affitto dovrebbe crescere nella maggior parte dei capoluoghi, con un andamento più dinamico nelle aree urbane centrali. I canoni si stabilizzeranno, gli eventuali incrementi riguarderanno soprattutto le zone centrali e semicentrali. (grafico case)

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La crescita della produttività nel mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

opportunita-lavoroE’ un aspetto che se non affrontato con la necessaria cautela rischia d’essere interpretato male. Oggi nella vulgata popolare si è soliti associare “produttività” al lavoro più intensivo e quindi una sorta di sfruttamento delle capacità lavorative di un determinato soggetto. Ci dà quasi l’impressione che vogliamo spremere il limone sino all’ultima goccia per poi buttarlo nella spazzatura. In effetti siamo molto lontani, diremmo anni luce, da questo modo di impostare la questione. Per noi “produttività” significa un modo intelligente di utilizzare il tempo che va dal lavoro vero e proprio a quello libero. Pensiamo, tanto per fare un esempio, a quanto impiega una persona per recarsi, in una grande città, al lavoro sia se prende un mezzo pubblico o utilizza la propria macchina o se adotta una soluzione integrata tra i due. Diciamo che, stando alla media, i suoi tempi di percorrenza tra andata e ritorno possono essere di un’ora e mezza. Un’ora e mezza spesa nel peggiore dei modi nell’aria inquinata da varie esalazioni, viaggiando in aree affollate e innervositi dai possibili ritardi dovuti alle attese e alla lentezza dei mezzi utilizzati. Alla fine si arriva sul luogo del lavoro sufficientemente stressati e lo stesso dicasi di ritorno a casa alla fine della giornata lavorativa. Se pensiamo che almeno il 15% di queste persone potrebbero evitare questa faticaccia, ma non le mettiamo nelle condizioni di poterlo fare, la circostanza ci rende perplessi, per non dire altro. Come? Utilizzando i vantaggi, offerti dall’innovazione tecnologica, che ci permetterebbe di estendere il luogo di lavoro alla propria abitazione, ovunque si trovi con il telelavoro o per meglio dire l’homeworking. Questa, per noi, è crescita di produttività perché ci affranca da percorsi faticosi e ci permette un recupero in condizioni ottime per tutti, ivi compresi quell’85% che deve ancora spendere la propria ora e mezza di viaggio ma che, tutto sommato, si ritrova con un meno 15% di compagni di viaggio. (fonte: centro studi politici e sociali della Fidest)

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Italia ultimo posto per livello di crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

“Il governo di Paolo Gentiloni e del suo ministro Pier Carlo Padoan si congedano dall’Europa lasciando l’Italia all’ultimo posto per livello di crescita. Secondo i dati appena pubblicati dalla Commissione Ue, infatti, il nostro paese si conferma il peggiore a livello europeo per tasso di crescita del Pil per tutto il periodo di previsioni preso in considerazione da Bruxelles. Una crescita che, fra l’altro, è già destinata a ridursi già dal prossimo anno, quando gli effetti delle politiche monetarie ultraespansive della BCE cesseranno. Purtroppo non è l’unica cattiva notizia che arriva da Bruxelles. Sempre secondo le previsioni d’autunno della Commissione, infatti, anche la finanza pubblica non migliorerà. Nonostante i proclami del Governo e le fantascientifiche previsioni inserite nei documenti di programmazione economica, la Commissione certifica, purtroppo, che il debito pubblico italiano scenderà ‘solo marginalmente’, nonostante la fase di espansione dell’economia. Tra le cause ricordate da Bruxelles c’è quella relativa al denaro pubblico che il Tesoro ha stanziato per salvare il disastrato sistema bancario italiano, conclamando il salasso finanziario che i contribuenti hanno dovuto sopportare per rimediare agli errori compiuti dai governi di centrosinistra nella penosa gestione della questione banche.Ancora peggiore è la situazione del deficit, dal momento che i funzionari della Commissione hanno previsto un peggioramento del saldo strutturale per quest’anno, che migliorerà solo ‘marginalmente’ nel 2018.L’Italia osserva quindi con tristezza i dati economici sull’andamento del resto dell’Europa, dove la crescita raggiunge i massimi da 10 anni e la disoccupazione i minimi dal 2009. Nel nostro paese, invece, il tasso di disoccupazione sarà ancora sopra il 10% nel 2019, mentre l’occupazione rallenterà dell’1% nel 2017 dopo ‘il phasing-out degli sgravi per le assunzioni’, a 0,9% nel 2018 e 0,5% nel 2019. Un modo molto elegante per dire quello che noi abbiamo sempre affermato, ovvero che gli sgravi contributivi sono soltanto dei palliativi fiscali che non contribuiscono a creare occupazione di lungo periodo.Ultimi per crescita, con un debito che non cala, un deficit che aumenta e una occupazione che si riduce. La Commissione Europea ha certificato così il disastro finale dell’operato del duo Gentiloni-Padoan. C’è solo una considerazione positiva da farsi, dopo aver letto questi dati: abbiamo almeno la certezza che questa è l’ultima Legge di Bilancio scritta dal ministro Padoan, che forse riuscirà a proseguire la sua carriera in Europa, mentre in Italia si lascia dietro soltanto disastri”.

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L’adozione di tecnologie integrate dà slancio alla crescita nell’ecosistema automobilistico

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

17305205-a05c-42d3-98d3-1c084fdd9e13La crescente diffusione di smartphone, servizi personalizzati, clienti esperti di tecnologia, digitalizzazione e progressi tecnologici nell’ambito di intelligenza artificiale, apprendimento automatico e biometrica sono tendenze che spingono il settore automobilistico a integrare le tecnologie di gamification nelle proprie strategie attuali. Inoltre, la convergenza di gamification e tecnologia sta fornendo ai produttori e ai fornitori di primo livello uno spazio interessante per sviluppare diverse forme di prodotti e servizi.L’analisi di Frost & Sullivan intitolata “Gamification in the Automotive Industry, Forecast to 2025” ha rilevato che il mercato registrerà un tasso di crescita annuale composto (CAGR) complessivo del 18.28% dal 2016 al 2025. Lo studio analizza le implicazioni dei concetti di gamification e l’influenza delle tecnologie avanzate sul settore automobilistico. Esplora le verticali chiave del settore rivoluzionate dalle tecnologie di gamification, le tendenze che guidano la gamification e il modo in cui la gamification è utilizzata all’interno del settore automobilistico.
Gli sviluppi e le tendenze delle tecnologie di gamification in ambito automobilistico sono:
Dispositivi indossabili, realtà virtuale, realtà aumentata, biometrica, riconoscimento dei gesti, superfici su cui disegnare, tecnologia rotoscopica, codici QR, proiezioni olografiche e applicazioni mobile e web basate su cloud sono alcune delle tecnologie chiave utilizzate nel settore automobilistico.
La biometrica è una delle tecnologie chiave che sta guadagnando terreno nel settore automobilistico. Tra le categorie biometriche in ambito automotive ci sono le informazioni e gli strumenti di analisi integrati (“built-in”; biosensori in ruote e sedili), portati dagli utenti (“brought-in”; smartphone, smartwatch, occhiai e braccialetti fitness) e basati sul cloud.
Case automobilistiche, fornitori di primo livello, operatori di mobilità e aziende tecnologiche si stanno focalizzando su tecnologie avanzate come autenticazione biometrica, intelligenza artificiale e apprendimento automatico.“A livello globale, Nord America e Europa sono in testa in termini di gamification in tutte le verticali del settore, in cui le tecnologie di gamification sono ampiamente utilizzate per manovre strategiche e scenari decisionali”, osserva Subramanian. “Nella regione Asia-Pacifico, la gamification è usata principalmente per il coinvolgimento sui social media e per scopi di training.”Lo studio “Gamification in the Automotive Industry, Forecast to 2025” fa parte del programma Future of Mobility Growth Partnership Service di Frost & Sullivan. (foto: Car Tech)

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Rigore, equità, crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

elezioniMolti di noi di certo ricorderanno le parole “Rigore, equità, crescita” espresse da un signore che ha conquistato la nostra fiducia per l’essere serio, riflessivo e con un curriculum professionale dal punto di vista accademico e istituzionale di tutto rispetto. Parole dette in presenza di autorevoli personalità, rilanciate dai media, sublimate nei nostri pensieri. E il rigore è calato come una clava, nelle mani di un energumeno, sui poveri pensionati in nome dell’equità come se il necessario fosse traducibile in superfluo e tutti hanno accettato nella consapevolezza del momento critico che ci attraversa. Ma con il passare del tempo la verità delle parole si è tradotta con la menzogna dei fatti. Rigore si, ma per certi e non per altri. Si toglie dalla bocca del povero il pane per lasciare le leccornie nel piatto del benestante. Così abbiamo compreso cosa significa equità per questo signore blasonato.
Tutti noi sappiamo che se si volesse essere equi potremmo ricavare senza molti affanni qualcosa corrispondente a oltre 200 miliardi di euro dagli sprechi, dalle spese evitabili, dai recuperi di risorse, da un’economia virtuosa capace d’escludere le aree del privilegio senza esercitare vessazioni di alcun genere. La crescita, a questo punto diventerebbe una naturale conseguenza e non una artificiosa misura costruita sulle sabbie mobili. La crescita del sistema paese in Italia come nel resto del mondo non è il frutto, sia chiaro, di un’invenzione mediatica o di un trucco da prestigiatore, ma si costruisce pietra su pietra attraverso una progettua-lità legata alla funzionalità e l’operatività dei suoi strumenti. Ovvero attraverso una politica dalle decisioni rapide, una giustizia con procedi-menti che portano una sentenza definitiva in tempi brevi, uno sviluppo omogeneo sull’intero territorio sanando le aree depresse, una scuola del sapere prima ancora d’essere una macchina che produce solo titoli, una politica sociale e del lavoro che sappia essere giusta interprete del diritto dei tutti ad un lavoro quale naturale passaggio per un vivere civile e dignitoso, alla salute e al rispetto per chi ha già dato e che ora attende l’adeguato corrispettivo. In difetto di ciò le parole “rigore, equità, crescita” sono diventati una beffa e quel signore che le ha pronunciate ha avuto solo il merito di renderle vuote, prive di significato, amare e false. Tutto questo lo scrivo a futura memoria per la prossima tornata elettorale e per una riflessione sull’uso che ne faranno i molti politici per la delizia dei nostri uditi. (Riccardo Alfonso)

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Tecnologie autonome, connesse e di elettrificazione: Svelate le nuove opportunità di crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 ottobre 2017

17305205-a05c-42d3-98d3-1c084fdd9e13Ora che il settore automobilistico si trova ad affrontare margini sempre più ristretti, la necessità di guardare ad altri flussi di entrate e mantenere il cliente legato al marchio per il suo prossimo acquisto è fondamentale. Pertanto, i produttori di automobili si stanno concentrando sulla ricerca e lo sviluppo (R&D) sulle tecnologie autonome, connesse e di elettrificazione (ACE) per costruire veicoli completamente connessi e completamente autonomi. Per prosperare in questo mercato altamente competitivo e in continua evoluzione, i produttori devono guardare oltre il considerarsi come fornitori di prodotti e concentrarsi sul diventare fornitori di servizi per la mobilità. Ciò aprirà la porta a nuovi flussi di reddito digitali redditizi. L’analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Global Key Automakers’ Autonomous, Connected, and Electrification Strategies, Forecast to 2025”, prevede che, tra il 2015 e il 2025, dieci case automobilistiche chiave spenderanno circa 345 miliardi di dollari sulla ricerca e sviluppo nell’ambito delle tecnologie ACE. Lo studio fornisce una panoramica strategica delle attività R&D dei principali produttori, tra cui sviluppo di tecnologie chiave, piani d’investimento, tendenze di spesa, competenze attuali e impatto sulle prestazioni aziendali. Sono trattati importanti operatori come Volkswagen (VW), Toyota, BMW, General Motors, Ford, Mercedes (Daimler), Nissan-Renault e Tesla, insieme alle loro strategie per le tecnologie ACE. “Per soddisfare le aspettative del mercato, l’attuale obiettivo delle case automobilistiche è di costruire automobili che possano cambiare forma e funzione rispetto a quelle attualmente disponibili”, afferma Jagadeesh Chandran, analista del gruppo Future of Mobility di Frost & Sullivan. “I produttori di automobili dovrebbero focalizzarsi sulla collaborazione con diversi operatori come Utility, proprietari delle infrastrutture di carica, fornitori di mobilità, fornitori di servizi e società di leasing per creare un potenziale mercato della mobilità elettrica (eMobility).” Le attuali attività di R&D delle case automobilistiche includono:
Le tecnologie autonome sono il maggiore segmento di investimento, con una media di 1,43 miliardi di dollari di investimenti stimati dal 2015 al 2025.
Le attività di ricerca e sviluppo decentralizzate hanno un ruolo cruciale per il raggiungimento di una sostenibilità elevata.
I produttori di automobili premium e di massa vedono le tecnologie per le automobili connesse come essenziali per competere nel mercato.
I produttori giapponesi si focalizzano sullo sviluppo in-house delle capacità richieste, mentre i produttori europei e americani si focalizzano sullo sviluppo collaborativo attraverso partenariati e acquisizioni.
I produttori americani spendono meno sulla ricerca di base, mentre i produttori europei e asiatici allocano la medesima spesa per la ricerca di base e la ricerca avanzata.
La tecnologia connessa gioca un ruolo fondamentale per i guadagni a breve termine; è atteso che le tecnologie autonome e di elettrificazione porteranno entrate entro il 2018-2019.
Intelligenza artificiale e apprendimento automatico totalizzano più dell’80 per cento di tutte le nuove entrate e opportunità di business previste per il futuro. https://goo.gl/dnnkp1 (foto: ACE tech)

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Gruppo Bluenergy: in crescita con un fatturato che supera i 200 milioni

Posted by fidest press agency su sabato, 30 settembre 2017

BluenergyIl Gruppo Bluenergy continua a crescere rafforzando radicamento sul territorio e solidità finanziaria. Il Consiglio di Amministrazione ha approvato ieri all’unanimità i risultati economici consolidati al 30 giugno 2017 del Gruppo friulano che tocca i 203,5 milioni di euro di fatturato e fa segnare un + 15,7% (+27,6 milioni) rispetto all’anno precedente. La crescita organica accompagnata ad una crescita per linee esterne, che nell’ultimo esercizio ha riguardato l’acquisizione della Rettagliata Gas e Luce Spa, azienda storica del contesto commerciale milanese, rappresentano le leve dello sviluppo dell’ultimo anno.
L’Ebitda del Gruppo si attesta a 25,1 milioni di euro con un incremento dell’8,8% rispetto all’esercizio precedente. Cresce anche la posizione finanziaria netta che al 30 giugno ammonta a 18,3 milioni (+ 7,2 milioni) a seguito di una generazione di flussi di cassa positivi dopo aver finanziato anche gli investimenti del periodo che complessivamente si sono attestati a 6 milioni. La realtà, infine, è stata recentemente inserita nel progetto Elite di Borsa Italiana, la community di eccellenza del London Stock Exchange Group insieme ad altre 30 aziende italiane. “Gli importanti traguardi raggiunti nell’esercizio, commenta il direttore generale Alberta Gervasio, sono il frutto di una forte determinazione e coerenza mantenuta nel tempo in un contesto di mercato sempre più sfidante. Decisamente positive sono, inoltre, anche l’attività delle aziende del Gruppo operanti su temi di riqualificazione ed efficienza energetica sia elettrica che termoidraulica. Tematiche, quest’ultime, sulle quali il Gruppo intende puntare rafforzando la sua presenza sia a livello locale che nell’ambito del territorio milanese.“I risultati economici e finanziari acquisiti, continua il presidente di Bluenergy Group, Susanna Curti – uniti all’ingresso in Elite, ci permettono di consolidare la nostra crescita sia dimensionale che qualitativa. L’unica società multiservizi regionale, veramente radicata, del settore gas e luce. Inoltre ci consentono di affrontare la sfida dell’allargamento ad altri territori mantenendo la qualità dei servizi che da sempre ci contraddistingue.” Il DNA Bluenergy, infatti, resta profondamente radicato in Friuli Venezia Giulia con 12 filiali capillarmente distribuite in regione per essere più vicini ai clienti e alle persone. (foto: Bluenergy)

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Capitali per la crescita delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

Università MercatorumRoma 23, settembre 2017 Università Mercatorum Piazza Mattei 10 Ore 10.00 evento di CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup, intitolato “Il ruolo propulsivo del Private Equity per lo sviluppo economico. Capitali per la crescita delle imprese italiane” che si svolgerà a Roma. “Un incontro pensato per presentare l’argomento a 360° grazie all’intervento di top manager di fondi e società di consulenza in ambito finanziario” – ha dichiarato Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup -. Approfondiremo le principali caratteristiche che rendono una società target “investibile” ed “attractive” per un investitore finanziario, discuteremo su quali siano i principali driver per la creazione di valore, i principali trend in atto nel mercato del Private Equity e quale sia, ad oggi, la strutturazione e durata dei processi di investimento”. “D’altra parte, il nostro interesse come branch di CONFASSOCIAZIONI è quello di individuare percorsi dove sia possibile discutere diverse tematiche e realtà – dalla finanza alla consulenza, dal mondo startup a quello dello spettacolo – con i migliori professionisti, sempre con l’obiettivo di scambiarci idee, conoscerci e stringere relazioni”.
Con Angelo DEIANA, Presidente CONFASSOCIAZIONI e ANPIB, Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup e Luca MASOBELLO, Vice Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup con delega alla Finanza, all’evento hanno già confermato la loro partecipazione Danilo IERVOLINO, Presidente Università Mercatorum e Università Pegaso, Fabrizio BARONI, Managing Partner di B4 Investimenti SGR SpA, Fabio BORSOI, CEO Banca IMI Fondi Chiusi, Riccardo BRUNO, Professore Structured Finance Luiss, Dario CENCI, Partner Armonia, Claudio ROSSI, Business Angel, Enrico SILVA, MED Private Equity Leader e Partner TAS EY.

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Crescita economica europea: Italia fanalino di coda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

europa comunitaria2“La crescita economica investe tutta l’Europa, e l’Italia in Europa è penultima. Vuol dire che quello che hanno fatto Renzi e Gentiloni non ha funzionato, hanno fallito. Perché altrimenti saremmo tra i primi, come la Spagna”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da TgCom24 in occasione della quinta edizione del “Campus Everest”, la rassegna dedicata ai giovani forzisti, in corso a Giovinazzo (Bari). “Gli ultimi dati su occupazione-disoccupazione: aumenta la disoccupazione in generale, aumenta quella giovanile, al 35%, il doppio della media europea, e quei posti di lavoro che si creano sono a termine, ossia precari. L’esatto contrario di quello che voleva fare Renzi con il suo Jobs Act, con cui in compenso ha buttato via 20 miliardi di euro in decontribuzione che potevano essere, invece, 20 miliardi di investimenti veri per creare posti di lavoro. E’ un imbroglio quello di Renzi-Gentiloni anche sull’occupazione, come lo è stato sulla riforma costituzionale, come lo è stato sulla legge elettorale, come lo sarà sulla povertà”.

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Come far crescere un’Europa politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

parlamento europeoE’, senza dubbio, una spinta in positivo eppure la sua crescita sembra aver raggiunto in questi giorni un brusco segnale di arresto. Qualcuno già si interroga se non sia una crisi irreversibile dello “Stato moderno”. Crisi derivata dalla identificazione dell’assolutezza dello Stato come moderno Leviatano. E che ha prodotto gli statalismi presenti ancora oggi nelle menti e nei cuori delle formazioni politiche di destra (destra sociale) e di sinistra della geografia politica italiana ed europea (con l’unica differenza tra destra e sinistra. Il nazionalismo come cornice unitaria nella destra, mentre la sinistra è classista ed internazionalista al tempo stesso). Una assolutezza dello Stato, da cui gli statalismi, che ha prodotto di converso la concezione dell’uomo come “unità numerica, intero assoluto che non ha altro rapporto se non con se stesso (J.J. Rousseau). E’ l’individualismo narcisista che ritroviamo nel liberismo darwiniano e nel liberismo esistenziale del radicalismo. Trasversali oggi da destra a sinistra. Come si è visto anche di recente a proposito delle polemiche sulla fecondazione eterologa, sull’omosessualità, sull’eutanasia, sull’assistenza al suicidio, sull’indifferentismo sociale di una certa èlit economico-finanziaria, ecc.
Chi è il leviatano? Dietro il profilo di un paesaggio sereno sulle cui vallette si distendono i villaggi di una terra pacificata e retta dal “buon governo”, si erge il torso di una creatura gigantesca dal capo incoronato, che impugna con la destra la spada e con la sinistra un pastorale, mentre l’immenso corpo figura composto di una miriade di omini con lo sguardo rivolto a lui. E’ il simbolo del leviatano quale è rappresentato nel famoso frontespizio dell’omonima opera di Hobbes, pubblicata nel 1651. Quello che per lo più di duemila anni, attraverso le scritture, la tradizione ebraico-cabalistica è l’immaginario medievale, è stato il drago marino, il serpente dalle mille spire, l’essere mostruoso, l’apocalittica potenza messa da Dio in terra per umiliare gli uomini, divenne con Hobbes, l’emblema ed il nome del Dio mortale, incarnò il corpo dello Stato sovrano, del “contratto” fra gli uomini. La sterminata eredità di pensiero e di idee che la riflessione sul potere e sul governo degli uomini ci ha trasmesso attraverso i tempi, dalla “politikè tèkne” della “polis” greca allo “Stato machiavelliano”, dal sovrano hobbesiano che non è un “defensor pacis” (Marsilio da Padova), ma “creator pacis”, alle concezioni razionalistiche e moderne di Stato e Nazione: questa eredità oggi si dice che è il simbolo del Leviatano, dopo tre secoli in cui ha segnato il destino della modernità, ha oggi irrevocabilmente esaurito la sua efficacia. Con l’avanzare del dominio della tecnica, la mega-macchina statuale appare sempre più. Come aveva intuito Nietzsche, un gelido mostro. Pervicacemente menzognero e totalmente incapace di percepire la vita nel suo divenire. Aveva ragione Nietzsche? Il problema non è lo Stato, la sua assolutizzazione, cioè la sua pretesa di essere fonte suprema del diritto. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

manufacturingOra che Manufacturing 4.0 e Internet delle cose industriali (IIoT) accelerano l’automazione e l’adozione della metrologia in linea, il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita. L’utilizzo da parte dei produttori di bracci e sensori robotici e l’attenzione posta su velocità, precisione e informazioni di utilità pratica tratte dalla crescente quantità di dati evidenziano ulteriormente il ruolo crescente di questo tipo di software. Poiché le nuove tecnologie, l’ispezione senza contatto e l’analisi dei Big Data guidano la crescita del software metrologico, la sua applicazione si sta spostando dalla semplice ispezione all’analisi e al reverse engineering. Nonostante sia i fornitori di soluzioni che i rivenditori di software offrano software di metrologia, i primi restano il canale di vendita dominante, poiché principalmente gli ultimi o vendono loro dei prodotti o collaborano con essi.
“Analysis of the Global Metrology Software Market, Forecast to 2021”, il nuovo studio del programma Test & Measurement Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato del software metrologico per i servizi di ispezione, analisi e reverse engineering raggiungerà quota 526,6 milioni di dollari nel 2021. Lo studio esplora il potenziale del mercato nei settori automobilistico, aerospaziale, della produzione elettronica e altri, tra cui fabbricazione dei metalli, macchinari pesanti, officine meccaniche e dispositivi medici in Nord America, Europa, Asia-Pacifico e nel resto del mondo (Africa, America Latina, Medio Oriente e Russia). Le molteplici tendenze e sviluppi che guidano il mercato globale della metrologia sono:
Fabbriche intelligenti e nuove applicazioni nell’ambito della produzione di additivi e del reverse engineering
Continuo sviluppo di nanotecnologia avanzata, elettronica flessibile, materiali intelligenti e manifattura “green”
Domanda di scanner 3D e ottici nei settori automobilistico e aerospaziale
Forte base installata in Nord America e in Europa
Spostamento della produzione verso le economie emergenti della regione APAC, come India e Cina
Integrazione di sistemi multi-sensore nelle macchine di misura a coordinate (CMM) esistenti per fornire flessibilità operativa e generare informazioni approfondite sui dati
“Poiché l’automazione delle fabbriche sarà guidata dagli integratori di sistema, i fornitori di soluzioni di metrologia devono stabilire partenariati con gli integratori di sistema per potenziare la crescita”, aggiunge Ravi. “Inoltre, il modello SaaS dev’essere un’opzione per il futuro, poiché i clienti e i produttori preferiscono un modello di pagamento scalabile e commisurato all’uso (pay-and-scale, pay-per-use).”

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€19 mln per la crescita di Euro Group in Messico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

messicoSACE e SIMEST, che insieme costituiscono il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, supportano con una duplice operazione i piani di sviluppo in Messico di Eurotranciatura, principale realtà produttiva di Euro Group, attiva nella componentistica per motori elettrici e generatori.SIMEST ha acquisito il 29,1% di una controllata di nuova costituzione in Messico attraverso una partecipazione diretta al capitale per importo pari a $ 4,4 milioni, a cui si aggiunge la partecipazione indiretta di $ 1,1 milione a valere sul “Fondo di Venture Capital”, attivata nei casi di investimento diretto in aree geografiche di interesse strategico. Per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’acquisto di macchinari e attrezzature per la nuova controllata messicana, SACE ha garantito un finanziamento da € 14,5 milioni per il quale Eurotranciatura beneficerà del contributo in conto interessi di SIMEST. L’operazione di finanziamento, finalizzata a supportare l’internazionalizzazione di Euro Group, vede come unica banca finanziatrice e Mandated Lead Arranger UniCredit.

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“Piccoli Comuni Crescono”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

Si è tenuto a Bellegra, in provincia di Roma, il dibattito “Piccoli Comuni Crescono”, un’iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia insieme ad alcuni sindaci tra i quali il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Pergola nelle Marche, Francesco Baldelli; Diego Petrucci, neosindaco di Abetone in Toscana, Francesca Del Mastro, sindaco di Rosazza in Piemonte; Flavio Cera, sindaco di Bellegra e membro del Consiglio nazionale dell’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), Paolo Trancassini, sindaco di Leonessa nel Lazio; Luca De Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore in Veneto; Manolo Cafarelli, sindaco di San Paolo Belsito in Campania, Alberto Mazzoleni, sindaco di Taleggio in Lombardia e vicepresidente nazionale dell’Uncem. All’incontro hanno partecipato moltissimi amministratori di tutta Italia in rappresentanza di liste civiche, sia di maggioranza che di opposizione. Nel corso dell’incontro sono stati trattati i principali temi legati al governo del territorio e discusse le proposte di soluzione delle principali criticità riscontrate quotidianamente dagli amministratori locali. La realtà dei piccoli Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti rappresenta la maggioranza in Italia, considerato che la loro percentuale ammonta al 68,78% dei Comuni italiani.“I piccoli Comuni – sottolinea il vicepresidente nazionale ANCI Baldelli – sono uno straordinario strumento contro la crisi. Basti pensare che grazie allo sforzo amministrativo compiuto in queste realtà, abbiamo contribuito a far calare il debito pubblico di 13 miliardi di euro, pari a circa il 3 per cento dell’intero debito pubblico nazionale. Il vero problema sta nel fatto di non aver mai trovato, negli ultimi 5 anni, un valido interlocutore nel Governo, che anziché occuparsi dei problemi territoriali ha compiuto scelte altre e preferito, come sta accadendo adesso, privilegiare norme quale quella dello Ius Soli. Si tenga presente che per gli amministratori dei Comuni più piccoli la misura è colma e all’interno dell’Anci ormai non vi è più un’unica voce ma quella di tanti sindaci che non sono più disponibili a tollerare ulteriormente scelte scellerate. Noi siamo un baluardo sociale che attraverso le politiche sull’immigrazione portate avanti da una politica nazionale sorda corre il rischio di veder smantellato il sistema di welfare che i piccoli Comuni si sono saputi costruire, con molta fatica, nel corso di decenni”. Per Francesca Del Mastro “i piccoli Comuni sono quelli che ancora riescono ad avere un tessuto sociale forte, dove l’anziano rappresenta ancora una risorsa e dove molti giovani vogliono e possono trovare un sistema di vita più sano e a misura d’uomo”. Secondo Diego Petrucci, “occorre ridare linfa alle piccole realtà montane che sono ricche di un patrimonio pubblico in disuso che potrebbe rappresentare un volano per il rilancio del turismo. Basti pensare alle tante stazioni, caserme, rifugi e ostelli abbandonati che fanno capo allo Stato attraverso le Regioni, l’Agenzia del Demanio e altri soggetti pubblici. Vi è bisogno di una legge quadro che consenta, soprattutto ai piccoli Comuni, di far loro fare un censimento e di poter gestire in prima persona questo patrimonio attraverso un unico soggetto interlocutore e a forme di gestione in comodato d’uso che consentirebbero il recupero di queste strutture, la creazione di tanti posti di lavoro e il ritorno di un turismo montano di cui vi è una forte richiesta”.

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I paesi che più tutelano la proprietà sono anche quelli che crescono più stabilmente

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

pietro paganiniSono più competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell’edizione 2017 dell’International Property Rights Index (IPRI), presentata oggi da Competere.
Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a sé organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell’innovazione, l’indagine misura il grado di tutela della proprietà fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra. Come tale è, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della proprietà con la capacità di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale. In questa edizione della ricerca le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l’accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.
“Nel 2017 l’Italia si colloca al 49° posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo”, afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che è stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema”.Nell’International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla proprietà intellettuale e le modalità con le quali è possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.
Competere è un think-tank che promuove l’innovazione attraverso l’elaborazione di analisi e proposte e la sensibilizzazione dei processi decisionali. Aiutano imprese, associazioni ed enti pubblici e privati a posizionarsi a livello internazionale ed istituzionale attraverso l’attività di intelligence, analisi e comunicazione istituzionale. http://www.competere.eu (foto: pietro paganini)

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Il bambino non cresce? Può essere celiachia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

celiachiaUno ogni 100 persone è il numero di celiaci identificati con specifici test ma, rispetto alla popolazione generale che ha sintomi lievi, atipici o forme quasi silenti, la metà dei pazienti non riceve una diagnosi. La presentazione tipica della malattia è quella con sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, perdita di peso e nei bambini dai 6 anni in su, arresto della crescita, che segue l’introduzione del glutine nella dieta. E’ questo il segnale che più spesso allarma e allerta i genitori che si presentano all’osservazione del pediatra. Questa forma interessa un terzo di tutti i 50mila casi di celiachia pediatrica italiani. I restanti due terzi interessano bambini più grandi con anemia che non risponde alla terapia con ferro, stanchezza, aumento dei livelli delle transaminasi e anche qui perdita di peso e rallentamento della crescita staturale senza però i più caratteristici sintomi gastro-intestinali. Infine, le forme ‘silenti’ in cui non ci sono sintomi ma sono comunque presenti gli anticorpi tipici della malattia che si accompagnano alle lesioni intestinali causati dal contatto tra la proteina del glutine e la mucosa che riveste l’intestino. Un incontro mal tollerato dai celiaci che rispondono con una reazione autoimmunitaria e infiammatoria, tipica della patologia. Ne hanno parlato i nutrizionisti clinici riuniti nel secondo Congresso della Società Italiana di Nutrizione Clinica a Firenze: “Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue che rilevi la presenza degli anticorpi specifici (TTG o EMA) in misura di dieci volte superiore ai livelli normali” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINUC “il che rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla precedente pratica della biopsia intestinale che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati (invece necessaria nella popolazione adulta). Il trattamento della patologia si basa su un regime dietetico che escluda in maniera assoluta e a vita il glutine, quindi grano certo, ma anche frumento, segale, orzo, farro e kamut mentre sono permessi riso e mais e i prodotti certificati per assenza di glutine ormai ampiamente disponibili in commercio e a carico del SSN. La novità è che la celiachia si manifesta sempre più in maniera camaleontica con sintomi atipici come l’anemia e la perdita di massa ossea, spia di un malassorbimento di nutrienti. Mentre in altri casi i sintomi sono dermatiti e alopecia ossia perdita di capelli che solo dopo un lungo iter vengono ricondotti alla intolleranza al glutine”.
L’efficacia della dieta si verifica sia con la scomparsa dei sintomi che per la diminuzione degli anticorpi da valutare attualmente ma i valori si normalizzano solo dopo 12 mesi dall’eliminazione del glutine.
La diagnosi e la cura della celiachia in età pediatrica devono tener conto dei diversi aspetti clinici, nutrizionali, psicologici, familiari e sociali in rapporto al periodo dell’età evolutiva nella quale viene eseguita la diagnosi di celiachia. Dopo la diagnosi, la famiglia deve intraprendere un percorso di adattamento e una riorganizzazione dello stile di vita che coinvolge tutti i suoi componenti. Se ben organizzata la dieta del bambino celiaco permette un’adesione ottimale: stoviglie dedicate, organizzazione della dispensa con alimenti senza glutine separati da quelli del resto della famiglia, acquisto dei prodotti certificati e l’informazione alla scuola in modo che la mensa si adegui alle esigenza, sono i suoi pilastri certificati. A cui si aggiunge l’apprendimento di ricette nuove che rendano varia e gustosa la dieta del piccolo celiaco.
Ciononostante, più della metà degli adolescenti abbandona la dieta senza glutine causa la perdita del controllo dei genitori, il desiderio di adeguarsi al gruppo e non essere accettato o marginalizzato. La mancata aderenza alla dieta comporta una ricomparsa dei sintomi e nuove manifestazioni.
Ossa a rischio – Nell’adolescente celiaco non diagnosticato o che non segue correttamente la dieta senza glutine, il picco di massa ossea che viene raggiunto rimane ridotto con la conseguenza di un maggior rischio di osteoporosi in età adulta. L’aderenza alla dieta perché, qualora instaurata dopo il raggiungimento del picco di massa ossea (16-18 anni nelle femmine, 20-22 anni nel maschio) non basta più da sola a correggere il difetto di mineralizzazione dell’osso. Ma una corretta dieta senza glutine è in grado ripristinare in un anno la normalizzazione della quota minerale ossea.
Rispetto alla Relazione annuale sulla Celiachia pubblicata nel 2007, le diagnosi di celiachia sono aumentate da 64mila a oltre 182mila negli adulti grazie alla migliore capacità di diagnosi. Lombardia con il 17.7% al primo posto per numero di pazienti, seguita ex aequo da Lazio e Campania con il 9,7% ciascuna. Si conferma anche il profilo ‘di genere’ della malattia con le donne affette in misura più che doppia rispetto al sesso maschile.

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