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Il Gruppo Chiesi chiude il 2016 con il fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Chiesi Farmaceutici ha chiuso il 2016 con un trend positivo sia in termini di fatturato, che ha raggiunto 1.571 milioni di euro, crescendo di +7,0% rispetto al 2015 (+9,6% a tassi di cambio costanti), sia a livello finanziario con EBITDA pari a 448 milioni di euro (+8.2% sul 2015). Il fatto che la multinazionale goda di grande salute è dato anche da un’ulteriore crescita degli investimenti in Ricerca e Sviluppo (+12,5% rispetto al 2015), che hanno superato il 21% delle vendite totali, raggiungendo i 340 mio nel 2016. Il gruppo conta all’attivo 51 progetti di ricerca. L’organico aziendale ha ormai superato i 4.800 dipendenti: centralità delle persone, passione, spirito imprenditoriale e dialogo multiculturale sono i valori su cui l’azienda continua a fondare il suo sviluppo nei prossimi anni.
La dimensione internazionale del Gruppo è a tutt’oggi confermata dalle vendite internazionali, che nel 2016 hanno generato l’83% del fatturato. Per quanto riguarda l’Europa, le filiali hanno mostrato un incremento complessivo del 4,9% in termini di fatturato che ha raggiunto per la prima volta il miliardo di euro. Due le acquisizioni da segnalare nella regione Europa: Atopix Therapeutics Limited, un’azienda britannica focalizzata sulle biotecnologie che sviluppa trattamenti in fase clinica per l’asma che potenzia la pipeline di Chiesi nell’ambito delle patologie respiratorie, in particolare per le malattie infiammatorie respiratorie eosinofiliche e, per Chiesi Spagna, l’acquisizione dal Gruppo Zambon di Lipograsil, una gamma di integratori alimentari per il controllo del peso a base di ingredienti vegetali e micronutrienti, posizionandosi in un segmento chiave dell’area OTC spagnola con un prodotto forte e già consolidato nel mercato. Inoltre Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, ha concluso un accordo con la Marco Antonetto Farmaceutici per la distribuzione del listino, in qualità di concessionari esclusivi di vendita, per l’Italia, che conta alcuni marchi rilevanti nel panorama consumer healthcare, quali Digestivo Antonetto, Euchessina e Lievito Sohn.
E’ stato inoltre raggiunto un accordo con la società americana The Medicines Company per l’acquisizione dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di 2 prodotti ospedalieri Kengreal®, Cleviprex®, e quelli per il mercato USA di Argatroban® per iniezione. Kengreal®, Cleviprex®, già lanciati sul mercato americano e in alcuni paesi europei, contribuiranno a completare il portafoglio prodotti nell’ambito dello specialty care.I mercati emergenti, nonostante le oscillazioni valutarie che hanno inevitabilmente condizionato la crescita economica del gruppo, hanno comunque vissuto una crescita ragguardevole: è il caso di Brasile, Turchia, Cina, Pakistan e Messico che sono cresciuti nel complesso dell’14,5% – in valuta locale.

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Cattive notizie anche sul fronte della crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

istatSempre secondo l’Istat, servirebbe uno scatto dell’economia per poter centrare gli obiettivi di crescita del Pil previsti dal governo per il 2017. Come dire che l’obiettivo di una crescita del Pil pari al +1,1% scritto nel Def è da libro dei sogni.La conferma è arrivata ieri dal Fondo Monetario, che ha stimato il tasso di crescita del Pil italiano a +0,8%, ben tre decimi di punto in meno rispetto alla stima del governo.
Ancora peggiori i dati sulla condizione economica delle famiglie italiane, un vero e proprio dramma sociale. Nel 2016 l’indice di disagio è peggiorato, oggi coinvolge l’11,9% della popolazione italiana. Estremamente preoccupante è l’elevato disagio economico per le famiglie del Mezzogiorno, per quelle monogenitore con figli minori e per quelle che hanno a capo una persona in cerca di occupazione o con occupazione solo part time.Ancora, secondo l’Istat in Italia ci sono 1 milione 250 mila minori in condizione di grave deprivazione, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni. Un dato terribile. E sono 7 milioni 209 mila le persone che vivono in famiglie in grave deprivazione materiale, ovvero in seria difficoltà economica.Quello che emerge oggi è quindi il quadro di una società composta da famiglie che non solo non hanno più lavoro, ma faticano addirittura a procurarsi il cibo.Se a tutto questo ci aggiungiamo il ritorno dello spread, ormai stabilmente al di sopra dei 200 punti base, il quadro del disastro compiuto dalle politiche economiche degli ultimi governi di sinistra è completo. Ci chiediamo che fine abbiano fatto le tanto sbandierate misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Tante promesse fatte dal governo, quando la cruda realtà è fatta di milioni di italiani che ogni giorno non sanno come fare per mettere assieme il pranzo con la cena”.

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Flessibilità di bilancio: 6 miliardi di euro per lavoro, crescita e migrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

bilancia pagamentiBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì nuove regole per rendere più facile lo spostamento di fondi all’interno del bilancio UE pluriennale, in modo da poter meglio affrontare le sfide più incombenti come quella relativa ai migranti e per rafforzare la sicurezza, stimolare la crescita e creare nuovi posti di lavoro.I deputati hanno a lungo sostenuto la necessità d’introdurre una maggiore flessibilità all’interno del Quadro finanziario pluriennale (QFP), che si applicherà alla parte restante del bilancio pluriennale 2014-2020.“Il Parlamento si è detto giustamente a favore di una revisione del quadro finanziario pluriennale per rispondere alle nuove sfide che l’Unione europea si trova ad affrontare. Anche se la nostra ambizione, per l’entità delle modifiche, non è stata pienamente raggiunta, possiamo essere soddisfatti del risultato. Abbiamo vinto per la prima volta sulla revisione del QFP, che garantirà un miglior sistema di bilancio per il restante periodo. Abbiamo creato più spazi di manovra per rispondere alle nuove sfide. Abbiamo anche assicurato mezzi finanziari aggiuntivi per alcuni programmi e politiche dell’UE: i 6 miliardi di euro forniranno un sostegno aggiuntivo per le PMI, la ricerca, Erasmus+, per creare posti di lavoro per i giovani e migliorare la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato il correlatore Jan Olbrycht (PPE, PL).“Accogliamo con favore la votazione della revisione che prevede, tra le altre cose, un supplemento di 1,2 miliardi di euro per la lotta alla disoccupazione giovanile entro il 2020. È solo un passo, ma un passo nella giusta direzione. Tuttavia, si sarebbe potuto anche andare oltre ed è ciò che cercheremo di fare nei futuri negoziati di bilancio”, ha aggiunto la correlatrice Isabelle Thomas (S&D, FR).Il progetto di regolamento sulla revisione intermedia del QFP è stato approvato con 470 voti favorevoli, 166 voti contrari e 66 astensioni.Le integrazioni, descritte in una dichiarazione congiunta del Parlamento europeo e del Consiglio che ammontano a 6.009 milioni di euro (15% di tale somma proveniente da riassegnazioni dei fondi e l’85% da risorse non assegnate), saranno così distribuite:3,9 miliardi di euro per misure relative alla migrazione all’interno dell’UE (2,55 miliardi di euro), come ad esempio la Guardia costiera UE, l’Agenzia per l’asilo e la riforma del sistema europeo di asilo, e per affrontare le cause esterne della migrazione (1,39 miliardi di euro), incluso il sostegno a investimenti in paesi terzi.2,1 miliardi di euro per il lavoro e la crescita, di cui la maggior parte per sostenere l’Iniziativa per l’occupazione giovanile con 1,2 miliardi di euro per il periodo 2017-2020. I fondi rimanenti saranno riservati alle infrastrutture per i trasporti, i programmi di ricerca, il supporto alle PMI e Erasmus+.In un’altra dichiarazione annessa del Parlamento, i deputati hanno chiarito che, tuttavia, le somme indicate nel pacchetto da 6 miliardi di euro sono “importi di riferimento che dovranno essere esaminati nel contesto della procedura annuale di bilancio, tenendo debitamente conto delle concrete circostanze di ogni bilancio annuale.”
In sostanza, il progetto di regolamento modifica il regolamento QFP del 2013 per rafforzare le varie disposizioni di flessibilità e gli strumenti speciali e rendere più semplice lo spostamento di una maggiore quantità di fondi tra i capitoli di bilancio e le annualità. L’obiettivo è di aumentare la capacità del bilancio UE di affrontare gli imprevisti e le nuove priorità nel contesto delle sfide persistenti all’interno e all’esterno dell’Unione.

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La moda traina l’e-Commerce nella Ticino Fashion Valley

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Lugano Il settore del commercio elettronico elvetico conferma il suo successo registrando una crescita del 21% solo nel 2016, trainata principalmente dal settore della moda. Il Fashion rimane infatti, per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra le categorie più acquistate dagli online shopper in Svizzera, con un 56% di acquisti realizzati in questo settore e una spesa media annua di 605 CHF.A confermarlo sono i dati dell’Observatory NetComm Suisse e della Ricerca Swiss e-Commerce Consumer Behaviour realizzata con Contactlab, presentati nell’ambito del convegno “e-Commerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley”, giunto quest’anno alla sua terza edizione e svoltosi oggi presso il LAC di Lugano.I risultati presentati denotano come il processo di digitalizzazione in Svizzera sia completato e il mercato sia ormai maturo, considerato che il 95% della popolazione fra i 16 e i 65 anni (5,3 milioni di persone) naviga su internet regolarmente e il 90% di essi ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. In totale nel 2016 i 4,7 milioni di online shopper elvetici hanno speso 11,2 miliardi di CHF per comprare beni e servizi da portali di eCommerce, con uno scontrino medio annuale che ammonta a 2.400 CHF. Il 75% di essi inoltre naviga abitualmente da mobile, mentre il 61% si rivolge anche a siti esteri.“L’eCommerce in Svizzera continua la sua corsa e nel 2016 raggiunge quota 11,2 miliardi di CHF, mettendo a segno una crescita del 20%”. commenta Alessandro Marrarosa, Presidente di NetComm Suisse. “Si tratta di una crescita significativa, e superiore al +13% registrato lo scorso anno, dovuta alla stabilizzazione dei processi di digitalizzazione della popolazione svizzera, alla maggiore maturità raggiunta dal mercato del commercio elettronico elvetico e all’innalzamento del livello di spesa media annuale per acquirente arrivata a 2.400 CHF”.Rispetto alle categorie di beni e servizi alle spalle del Fashion si posizionano i trasporti, i viaggi e le attività di svago tramite il ticketing. Ad emergere è inoltre il settore dell’arredamento che, se prima rappresentava una nicchia, nel 2016 registra un aumento del 33% nel numero di acquirenti online. Tra i metodi di pagamento preferiti dagli online shopper elvetici spiccano la carta di credito (45%) e PayPal (44%).
Guardando ai device, in linea con le tendenze europee, i dati confermano numeri in crescita per gli smartphone, utilizzati oggi dal 68% degli online shopper e in aumento del 19% rispetto al 2014. In crescita è anche la tendenza ad utilizzare lo smartphone nel punto vendita per cercare informazioni sui prodotti (+26% rispetto al 2014) o comparare i prezzi (un’attività che arriva ad interessare fino al 50% degli user).“L’eCommerce elvetico a livello internazionale gode di una positiva reputazione”, commenta Carlo Terreni, Direttore Generale di NetComm Suisse, “e registra un interesse sempre maggiore da parte degli acquirenti che risiedono all’estero. Il 60% degli online shopper a livello internazionale attribuisce il valore di “alta qualità” ai prodotti svizzeri. In termini di percezione per affidabilità del servizio, la Svizzera si posiziona seconda solo alla Germania. Sono 3.440.000 gli online shopper stranieri che acquistano prodotti in Svizzera, con in testa l’area di Shanghai, seguita da Germania e UK”. prosegue Carlo Terreni “Sono 80 i brand di moda basati in Ticino e che vedono in quest’area geografica le condizioni ideali per lo sviluppo e la gestione del loro business nell’eCommerce. Alla luce dello stabilizzarsi delle aziende in Svizzera si osserva una sempre maggiore ricerca di profili con competenze digitali e per questa ragione, come NetComm Suisse, stiamo varando percorsi di formazione dedicati”.
Gli online shopper elvetici rappresentano inoltre un segmento di grande interesse anche per i retailer e i brand esteri, il 61% di loro infatti acquista online cross-border al di fuori del mercato svizzero.Oltre ad aver messo in luce i dati sul commercio elettronico in Svizzera, evidenziando l’importanza del comparto del Fashion, l’evento è stata l’occasione per parlare anche di innovazione dando rielevo ad alcuni casi di startup innovative che hanno esposto le proprie idee alla presenza di una platea di investitori. Le startup che hanno preso parte al pitch sono state: EyeFitU, TasteHit, Combyne, Prodibi, BrandCloud, deSwag, Selfnation, #be, Fashwell, Biowatch, Diamond Heels, SkipQ, Da Vinci, Trovamoda.com.

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Io non mangio carne agli ormoni

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

Packaged meat with woman hand in the supermarketRiportiamo dal blog di Beppe Grillo due interventi di parlamentari pentastellati a proposito dei possibili danni che gli accordi internazionali derivanti dal Ttip possono provocare alla salute degli europei: “Dalle ceneri del moribondo Ttip stanno nascendo ricatti e forzature dagli esiti imprevedibili. Uno di questi riguarda la carne agli ormoni. Gli Stati Uniti hanno avviato un’inchiesta che potrebbe portare alla riattivazione delle sanzioni commerciali contro l’Europa: l’industria americana vuole importare la carne con gli ormoni ma le regole europee perora lo impediscono. Come misura di ritorsione gli Stati Uniti stanno pensando a una diminuzione della quota di ingresso di tessile e prodotti agricoli (frutta fresca e pomodori, in primis). Diciamo no a questo ricatto: negli Stati Uniti tra il 60% e l’80% dei suini sono trattati con ractopamina, un promotore della crescita che ha delle conseguenze sulla salute umana, affatica il cuore e potrebbe essere cancerogena”.
“L’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1998 non aveva riconosciuto il principio di precauzione in vigore in Europa. Per il Wto è compito dell’Europa dimostrare che la carne con gli ormoni sia nociva. Nel frattempo, in questi anni, numerosi studi scientifici hanno classificato gli ormoni somministrati agli animali come veleno. Nelle Commissioni parlamentari Agricoltura e Commercio Internazionale, i portavoce del gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa difendono gli alimenti sani e privi di prodotti chimici, l’etichettatura degli alimenti, la tracciabilità e la trasparenza delle informazioni.” (di Tiziana Beghin, Commissione Commercio Internazionale, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa)
“Grazie alla loro spada di Damocle, gli americani ci potrebbero ordinare di aumentare la quota di carne importata di svariate tonnellate, da sommare alle 48 mila già in vigore. Queste quote si aggiungerebbero alle altre 80 mila tonnellate di carne già previste dal CETA, il trattato con il Canada. Gli Stati Uniti vogliono sfruttare la situazione per inviare in Europa anche la loro carne trattata con ormoni, molto più economica da produrre. TTIP o non TTIP, gli Stati Uniti sono pronti a invadere il nostro mercato. Le conseguenze auspicate dagli americani sono due: o l’UE apre ad ulteriori 50 mila tonnellate senza dazi, oppure gli Stati Uniti riattiveranno le sanzioni contro l’Europa fino a quando le nostre regole non autorizzino la vendita di carne agli ormoni. A farne le spese, purtroppo, sarà soprattutto l’Italia, visto che gli USA minacciano dazi punitivi per pomodori, frutta fresca e prodotti tessili. È inaccettabile! Nella prima ipotesi i nostri allevatori, già colpiti duramente dalla crisi, si vedrebbero letteralmente fagocitati dalle nuove tonnellate di manzo d’oltreoceano. Nella seconda, verrebbe a cadere un principio fondante dell’UE: quello di precauzione, che Stati Uniti e Wto continuano a non considerare valido. La guerra è iniziata: noi continueremo a difendere le nostre aziende e la nostra salute, e faremo di tutto per bloccare questa autentica invasione! (di Marco Zullo, Commissione Agricoltura, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa).

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Italia: rallentamento della crescita in termini congiunturali

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

renato-brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “I dati sul prodotto interno lordo pubblicati questa mattina dall’Istat evidenziano un rallentamento della crescita in termini congiunturali. Passiamo da 0,3 del trimestre precedente a 0,2 di questo trimestre. Insomma, non c’è da stare allegri, considerato anche che la crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stata rivista al ribasso all’1 per cento.Rimaniamo distanti dai nostri competitori: nell’area dell’Euro la crescita del trimestre è stata dello 0,4 per cento in termini congiunturali e del 1,7 per cento su base annua. In particolare, in termini congiunturali il Pil è aumentato dello 0,7 negli Stati Uniti e Regno Unito, e dello 0,4 in Germania e Francia; nel confronto annuale il Regno Unito fa segnare +2 per cento, Germania +1,8 per cento, Usa +1,5 per cento e Francia +1,2 per cento.Peraltro l’analisi sulla competitività del sistema che oggi Istat pubblica mostra chiaramente come il nostro divario con le economie principali (Germania, Francia, Spagna) sia aumentato non tanto a causa della recessione economica quanto per l’incapacità di ripartire e di fare politiche adeguate per lo sviluppo dell’Unione Economia e Monetaria. Non solo Francia e Germania già hanno recuperato la crisi e sono a livelli di Pil superiori di quelli del 2008, ma anche la Spagna ha sostanzialmente recuperato il terreno perduto in questi otto anni.L’Italia, invece, ha ancora un pesantissimo gap del 7 per cento di Pil in meno rispetto al 2008.Le politiche economiche di questo ultimo triennio a guida Renzi non hanno sfruttato la straordinaria opportunità che si è creata e si sono mostrate insufficienti per rilanciare il Paese. Occorre un nuovo impulso in un contesto che potrebbe rivelarsi assai più complesso”.

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Crescita dell’inflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

istatLa crescita dell’inflazione registrata dall’Istat in questo Gennaio (+ 0.9% rispetto all’anno precedente) è determinata anche dall’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari (in particolare di frutta e verdura); ma se è vero che l’aumento del carrello della spesa dipende anche da fattori ambientali, è altrettanto vero che è causato anche da dei meccanismi di filiera decisamente retrogradi e spesso al limite della legalità.
L’Agricoltura infatti ha bisogno di riforme strutturali che le permettano di rilanciarsi; e la razionalizzazione della filiera è certamente parte di questo percorso. Come Confeuro siamo assolutamente disponibili a fornire tutto il nostro contributo e quello dei nostri operatori per supportare il primario nel suo balzo in avanti, ma prima di tutto è necessario che l’esecutivo comprenda la gravità della situazione attuale e decida finalmente di affrontarla.

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Case automobilistiche europee: Le tecnologie per la guida assistita e autonoma offrono nuove opportunità di crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 febbraio 2017

auto futuroI miglioramenti nei sensori per i sistemi avanzati di assistenza al conducente (ADAS, Advanced Driver Assistance System) danno slancio alle funzioni di automazione nei veicoli degli OEM automobilistici. Collaborando con i principali fornitori tecnologici nello spazio della guida autonoma, le case automobilistiche hanno l’opportunità di trasformarsi in fornitori di servizi di mobilità e di introdurre automobili autonome di livello 4 e 5 prima del previsto. Con diversi fornitori già al lavoro sugli aggiornamenti over-the-air, l’adozione di questa funzionalità è prevista prima del 2025, anche per le automobili convenzionali.“I veicoli diventeranno uno spazio vitale per l’intrattenimento, il lavoro e le comunicazioni, offrendo così un ambito d’azione per nuovi modelli di business basati sull’individualità”, afferma Anirudh Venkitaraman, analista di Frost & Sullivan. “L’obiettivo delle case automobilistiche di diventare leader di mercato in termini di introduzione e adozione di nuove tecnologie sarà raggiunto con l’introduzione di veicoli altamente autonomi.”
Il mercato europeo dei sistemi ADAS è ostacolato dalle legislazioni che ritardano l’introduzione di nuove tecnologie, dai requisiti di sicurezza che devono rispettare gli OEM e dall’elevato costo di tali sistemi – tutti motivi che limitano le applicazioni ai veicoli di fascia più alta. Tuttavia, man mano che i sensori e gli algoritmi diventano più ampiamente disponibili, i costi dei sistemi diminuiranno. I legislatori in tutto il Nord America e in Europa stanno inoltre lavorando attivamente per l’introduzione di normative favorevoli.

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Roche S.p.A. ha chiuso anche il 2016 in crescita con un fatturato complessivo che raggiunge i 950,8 milioni di Euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 febbraio 2017

E’ rocheuna variazione positiva del 2,9% rispetto all’anno precedente. La ricerca scientifica continua a giocare un ruolo di primo piano, come testimoniano i 38 milioni di euro investiti nel 2016, con circa 250 centri di ricerca coinvolti in oltre 200 studi clinici che hanno consentito a 10.500 pazienti di beneficiare di cure altamente innovative.A contribuire in maniera significativa alla crescita del business è stata l’area oncologica, con i prodotti per la cura del tumore della mammella HER2 positivo, ma un contributo importante è arrivato anche dall’area reumatologia e malattie rare, in particolare con Esbriet®, la prima cura approvata capace di registrare importanti dati di sopravvivenza per la Fibrosi Polmonare Idiopatica.
E proprio alla sostenibilità del Sistema Salute, Roche ha scelto di dare un contribuito assolutamente rilevante, restituendo un totale di oltre 240 milioni di euro che includono, da un lato, il rimborso legato agli accordi innovativi in essere con AIFA, dall’altro la quota di payback sullo sforamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera, che risulta essere la più alta in assoluto per il periodo 2013/2015 (160,5 milioni di euro). Il 2017 vedrà Roche se possibile ancora più impegnata sul fronte della ricerca: partendo dalla propria mission che la vede cercare soluzioni in aree con bisogni medici altamente insoddisfatti, si sta incessantemente lavorando allo sviluppo di una pipeline unica in patologie ad alto grado di complessità, come l’emofilia, l’autismo, l’Alzheimer e l’atrofia midollare spinale (SMA) senza dimenticare l’ingresso a breve nell’area della Sclerosi Multipla.
Sarà un anno impegnativo per tutti gli attori, chiamati ad operare in un Sistema che ha risorse limitate e con il mercato che vedrà l’arrivo dei biosimilari. Roche è pronta a raccogliere questa sfida non solo con nuove molecole altamente innovative, ma anche con un approccio unico nell’area oncologica dove all’impegno nell’immunoterapia si affianca il servizio offerto da Foundation Medicine. Acquisita dal Gruppo lo scorso anno promette di guidare la trasformazione nella cura del cancro attraverso una personalizzazione della terapia sempre più individualizzata, grazie alla maggiore comprensione delle alterazioni molecolari che sono alla base dello sviluppo della malattia in ogni paziente.
Nel corso dell’anno, inoltre, si continuerà a lavorare alla cessione del sito produttivo di Segrate, resa necessaria dalla riorganizzazione della rete produttiva dei farmaci small molecules, ma su cui continuano gli investimenti di Roche (circa 20 milioni di euro per il biennio 2016/2017) per mantenere lo stabilimento all’avanguardia dal punto di vista tecnologico così da assicurare continuità al sito e stabilità occupazionale.
Roche è un gruppo internazionale pionieristico nella farmaceutica e nella diagnostica dedicato al progresso della scienza per migliorare la vita delle persone. Il Gruppo Roche è presente in Italia dal 1897. Oggi è attivo con le sue due competenze, quella farmaceutica rappresentata da Roche S.p.A. e quella Diagnostica, rappresentata da Roche Diagnostics S.p.A. Roche S.p.A. produce e commercializza prodotti farmaceutici ed è la prima azienda in Italia in oncologia ed ematologia e per il trattamento dell’artrite reumatoide, con un’importante presenza in immunologia e sistema nervoso centrale. Tra la sede di Monza e lo stabilimento produttivo di Segrate (Milano) nel 2016 Roche S.p.A. contava 1.084 dipendenti.

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Crescita dell’agenzia Espresso Communication

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

augusta-leanteL’agenzia specializzata in comunicazione e marketing strategico Espresso Communication punta a crescere nel 2017 con l’ingresso nel team di due nuove figure professionali che andranno a potenziare i servizi offerti. Entrano a far parte del gruppo di lavoro Augusta Leante, che in veste di responsabile marketing si occuperà del posizionamento e consolidamento dell’agenzia, con un’attenzione particolare al mondo degli eventi, e Matteo Gavioli, nuovo responsabile delle media relation e trend hunter, che si occuperà soprattutto della comunicazione strategica dei clienti e dei rapporti con i giornalisti a livello locale e nazionale.“Abbiamo scelto di potenziare il nostro organico con due nuove figure professionali di esperienza e dall’importante bagaglio di competenze per articolare e sviluppare ancora di più la nostra offerta in fatto di marketing e comunicazione – afferma Matteo Aiolfi, CEO di Espresso Communication – Questa evoluzione ci permetterà di sviluppare le nostre aree strategiche e raggiungere obbiettivi ancora più ambizioni e concreti, progettando contenuti online e offline, eventi e iniziative di comunicazione e marketing strategico in grado di assicurare ai nostri clienti un’ampia visibilità e sempre più solidi e validi livelli di popolarità e reputation”.
Leccese, 43 anni, laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso lo IULM di Milano, Augusta Leante è una professionista del marketing e della comunicazione con una solida esperienza nell’organizzazione di eventi di formazione manageriale: negli ultimi 10 anni ha curato la comunicazione del World Business Forum, evento di management internazionale, mentre in matteo-gavioliprecedenza ha progettato e organizzato eventi per uno studio di consulenza milanese, in ambito loyalty e telecomunicazioni mobili. Negli anni d’oro delle dotcom ha lavorato alla startup di eBiscom, gruppo editoriale multimediale, e per LondonNet, sito londinese di hotel booking e servizi turistici.
Classe 1987, giornalista pubblicista laureato all’Università Statale di Milano presso la facoltà di Lettere e Filosofia in Scienze Umanistiche per la Comunicazione, Matteo Gavioli invece fa il suo ingresso in Espresso Communication dopo aver maturato un’esperienza pluriennale nel settore del giornalismo, delle media relation e della comunicazione. Tra le più importanti collaborazioni quella nella redazione giornalistica di Radio Italia, nel circuito dei media locali Netweek e nell’agenzia di comunicazione milanese Found!
Espresso Communication nasce nel 2004 come agenzia indipendente di comunicazione e pubbliche relazioni a livello locale, nazionale e internazionale. Oltre ai servizi tradizionali di ufficio stampa, marketing strategico e pubbliche relazioni, si propone come contenitore di idee innovative e cacciatrice di nuove tendenze internazionali, che permettano di far conoscere i valori, la storia e le iniziative dei propri clienti al grande pubblico. L’agenzia ha clienti sia in ambito B2C, operanti ad esempio nel campo della moda, della gioielleria e del retail, che in ambito B2B, attivi nei settori industria, formazione, lavoro. (foto: Augusta Leante, Matteo Gavioli)

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I costi dei mutui saliranno nei prossimi mesi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

soldi-e-casaCome ogni inizio d’anno si cerca di fare previsioni di mercato per indovinare gli scenari che si possono verificare in campo finanziario, ed è forte la tentazione di farlo anche per i mutui, all’indomani di un anno, il 2016, che ha visto tassi ai minimi storici, domanda in aumento (pur guidata dalle surroghe) ed erogazioni in crescita. Nell’anno appena iniziato dobbiamo aspettarci che i finanziamenti per l’acquisto della casa diventino più costosi; Mutui.it, in collaborazione con Facile.it, spiega il perché di questi aumenti.
Difficilmente anche il 2017 replicherà le performance, soprattutto ma non solo, dal punto di vista dei tassi. A diminuire tale possibilità c’è la decisione presa dall’agenzia canadese Dbrs di abbassare il rating dell’Italia da A a BBB, il che renderà più costoso per il nostro Paese chiedere prestiti emettendo obbligazioni, e impatterà quindi sui tassi di interesse applicati dalle banche ai prodotti finanziari, dal momento che gli istituti di credito dovranno affrontare costi più alti per i propri prestiti, e in qualche modo li dovranno recuperare. Il che si aggiunge al fatto che già da gennaio i mutui si preparavano, in vista di un possibile rialzo futuro del costo del denaro, ad aumentare gli spread applicati sui mutui. Se quindi può non essere il momento di correre senz’altro a sostituire il proprio mutuo a tasso variabile con uno a tasso fisso, certo è che la convenienza del tasso variabile sta per esaurirsi, e del resto il tasso fisso da tempo è la scelta preferita dagli italiani. Anche se bisogna notare che il tasso Eurirs a 10 anni, cui sono agganciati i mutui a tasso fisso, ha registrato un aumento di circa 40 punti a partire da luglio, in seguito alla riduzione della portata del quantitative easing, ovvero dell’acquisto di titoli di Stato da parte della Bce. Il che vuol dire che un mutuo ventennale a tasso fisso è passato da un tasso dello 0,70% circa ad oltre l’1,25%, che tradotto significa un costo di 30/40 euro in più al mese per la rata.
Ad ogni modo, qualunque sia il tasso scelto, dallo scorso novembre sono in vigore le nuove tutele per i mutuatari, introdotte dalla direttiva europea 2014/17/Ue, recepita dal decreto legge 72/2016 che rende obbligatoria per le banche una comunicazione trasparente, soprattutto sui costi effettivi di mutui e polizze annesse, come anche il dare ai clienti la possibilità di confrontare le offerte presenti sul mercato prima di accendere il finanziamento. Ogni decisione dovrà essere presa previa lettura del cosiddetto Prospetto Informativo Europeo Standardizzato, che dovrà contenere tutte le informazioni esplicative sulle caratteristiche del mutuo, utili per il confronto oggettivo con altri emittenti.
Inoltre, con il nuovo decreto si sono stabilite definitivamente le regole per il pignoramento della casa da parte della banca in caso di insolvenza. Se infatti da un lato il Fondo Garanzia dello Stato permette di sospendere il pagamento delle rate fino ad un massimo di 18 mensilità, il pignoramento potrà scattare dopo il mancato pagamento di 18 rate, e senza procedura giudiziaria. Ciò tuttavia avverrà in automatico solo ed esclusivamente se questa clausola, detta anti insolvenza, verrà espressamente indicata e firmata nel contratto di mutuo.
(di Floriana Liuni)

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Ford nel 2016 cresce del 5% in Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2017

ford fiestaColonia, Germania, 19 gennaio 2017 – Ford Motor Company ha venduto, durante il 2016, 1,4 milioni di unità, tra vetture e veicoli commerciali, nei principali 20 mercati europei, esprimendo una crescita del 5% rispetto al 2015, con una share del 7,9%. Nei 50 mercati europei, Ford ha venduto 1,5 milioni di veicoli, esprimendo una crescita del 4%, con una share del 7,7%.“Siamo orgogliosi delle performance conseguite e dei modelli che abbiamo lanciato nel 2016, oltre che della crescita dei SUV, delle Performance Car e delle serie alto di gamma, che procedono a un ritmo più veloce rispetto a quello espresso dal mercato, relativamente alla mix dei canali di vendita”, ha commentato Jim Farley, President e CEO, Ford Europa. “Il 2017 vedrà l’arrivo di grandi novità, come la nuova generazione di Fiesta, ma guardando oltre, il futuro ci riserva innovativi modelli elettrificati, come il Transit Custom Hybrid plug-in, che arriverà nel 2019, e il SUV compatto completamente elettrico, che lanceremo nel 2020”.Ford ha venduto oltre un 1 milione di autovetture, mostrando una crescita del 2%. Privati e flotte hanno rappresentato il 75% delle vendite di autovetture per Ford nel 2016, oltre 2 punti percentuali in più rispetto alla media del settore, nei 5 mercati europei di riferimento.Tra le vetture, le versioni alto di gamma (Titanium, Vignale, ST-Line, ST e RS) hanno pesato per il 59% sul totale delle vendite europee, crescendo di 1 punto percentuale rispetto al 2015.
“I clienti apprezzano le performance e lo stile dei nostri modelli appartenenti alla fascia alta del segmento”, ha commentato Roelant de Waard, Vice President Marketing, Sales and Service, Ford Europa. “Non vediamo l’ora di lanciare la nuova generazione di Fiesta, nelle declinazioni Titanium, Vignale e ST-Line, la prossima estate”. Ford rafforza la leadership come 1° costruttore di veicoli commerciali in Europa, con un aumento della share dello 0,6% rispetto all’anno precedente, toccando nel 2016 quota 13,2% nei principali 20 mercati europei*. Le vendite di veicoli commerciali hanno espresso una crescita del 17% con un record di 330 mila unità vendute, grazie soprattutto, alla forte spinta del Ford Transit e alle vendite record del pick-up Ranger.

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Il Presidente della BDI Dieter Kempf dichiara: “Per il nuovo anno è attesa una crescita economica pari all’1,5%”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

berlinoNel nuovo anno la Germania crescerà nell’ordine dell’1,5%, secondo le stime del Bundesverband der Deutschen Industrie (BDI). “Considerando l’incertezza politica mondiale che mette particolarmente a repentaglio l’economia della nostra nazione, la crescita futura è tutt’altro che scontata”, ha detto Dieter Kempf, presidente della BDI, martedì a Berlino.Secondo Kempf la situazione generale in tutto il mondo appare meno chiara rispetto agli anni precedenti. Insicurezze e tematiche di ordine conflittuale premono sull’Unione Europea. “Ciò che diamo per scontato”, ha ammonito il presidente della BDI, “potrebbe ben presto essere in pericolo”. “La Germania dovrà lavorare sodo per mantenere lo stato di benessere raggiunto sino a oggi e la politica dovrà osare di più sul fronte dell’economia”.Per quanto riguarda le esportazioni tedesche, la BDI ritiene che quest’anno saranno destinate a crescere nell’ordine del 2-3%. Il numero degli occupati, oggi attestato a quota 43,5 milioni, salirà di 500.000 unità, ha detto Kempf, che ha assunto la presidenza della BDI dall’inizio dell’anno.I surplus di bilancio record di Stato federale, Länder e comuni dovranno essere impiegati per far fronte a periodi meno favorevoli e per investire di più. Ciò dovrebbe essere possibile senza aumentare le tasse e senza pesare sulla salute dei conti pubblici. “La chiave di tutto sta negli investimenti iniziali nelle nostre reti di trasporto, energia e digitale, oltre che nell’edilizia”, ha sottolineato il presidente della BDI. Solo a fronte di tali premesse sarà possibile una partecipazione alla crescita”.L’introduzione degli incentivi alla ricerca concessi in numerosi stati industrializzati compenserebbe gli attuali svantaggi competitivi. Nella transizione verso l’energia sostenibile l’efficienza sul piano dei costi è una parola sconosciuta e il potenziamento della rete elettrica è in ritardo. “La situazione deve cambiare. Le nostre aziende desiderano riuscire nella transizione verso l’energia sostenibile, una transizione che possa trasformarci in operatori sul fronte delle esportazioni”. L’ordine del giorno dovrebbe altresì comprendere un’immigrazione controllata.L’economia tedesca ascolterà con attenzione ciò che dirà il presidente Donald Trump all’avvio della sua presidenza negli Stati Uniti. In relazione al principale partner commerciale tedesco il presidente della BDI ha messo in guardia da un’inversione di tendenza che porterebbe dal libero scambio all’isolamento: “Sarebbe dannoso per l’intera economia mondiale e in particolare per l’economia tedesca, che è orientata all’esportazione”. Un posto di lavoro su quattro in Germania è legato alle esportazioni – nel settore industriale tale rapporto è addirittura di un posto su due.”‘Make America great again’ non può necessariamente portare all’isolamento”, ha sottolineato Kempf. Le imprese negli USA dipendono dalla tecnologia ingegneristica tedesca e dai prodotti intermedi che provengono dall’Europa. “La Commissione Europea dovrà mantenere aperti i propri canali di dialogo per un accordo commerciale di libero scambio tra le due sponde dell’Oceano”. Il Presidente della BDI ha ribadito che l’industria tedesca resta favorevole al TTIP.Gli interventi dello Stato in Cina sono fonte di crescenti preoccupazioni per l’industria tedesca, ha affermato Kempf. Gli europei dovrebbero acquisire partecipazioni di maggioranza nelle imprese cinesi, proprio come fanno i cinesi in Germania: “È giunta l’ora di abbattere i muri in Cina e non di innalzare muri in Germania”.
È ormai giunta l’ora di mettere mano all’amara realtà che si delinea nel dopo Brexit, ha esortato Kempf. L’incertezza sul processo nel suo insieme avvelena l’economia. Per la politica a Bruxelles e a Berlino in sede di trattative deve esserci un solo motto: tenere unita l’Europa e rafforzarla. “Per me l’Europa non rappresenta il problema, ma la soluzione”. Solo unendo le forze il continente sarà in grado di avere nuovamente successo nel mondo, ha dichiarato il presidente della BDI. Internet http://www.bdi.eu

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L’Italia che cresce guarda a Nord Est

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

staffcUn anno all’insegna della crescita. AGS, azienda che opera nella subfornitura avanzata per i settori dell’elettronica e dell’elettromeccanica, ha chiuso il 2016 con un +25%; un risultato in linea con gli obiettivi e che, dopo il +30% del 2015, fa della piccola realtà con sede a Rosà (Vi) e Udine un modello di crescita e un punto di riferimento a livello internazionale. «La crescita aziendale è stata lenta ma progressiva. Da quando nel 2004 abbiamo dato vita ad AGS abbiamo posto attenzione allo sviluppo di una struttura che potesse essere solida e in grado di recepire tutte le richieste del mercato», precisa Denis Vigo, amministratore e fondatore di AGS insieme con Renato Comelli.Il successo però è nella filosofia imprenditoriale basata su tre principi: «Innanzitutto, una mente tutta italiana che opera in tutto il mondo con estrema capillarità e velocità. Produciamo principalmente in Cina, dove del resto viene prodotto l’80% delle schede elettroniche mondiali. A questo però abbiniamo una gestione tutta italiana: la sede centrale è in Italia, qui viene fatta la progettazione e lo sviluppo, mentre il controllo qualità viene effettuato direttamente presso le sedi dei nostri fornitori direttamente dal nostro personale». Non certo secondo, il rinnovato rapporto cliente – fornitore nell’ottica della condivisione di un progetto. Spiega: «La nostra scelta strategica è stata quella di lavorare con clienti sani e solvibili e di abbandonare quelli poco referenziati nel settore del credito. Sul fronte opposto, i clienti hanno capito l’importanza di affidarsi ad un fornitore non solamente competitivo sotto il profilo dei prezzi, ma soprattutto forte, caratterizzato una solida struttura finanziaria e capace di fornire soluzioni globali. Così si costruisce insieme il business». Terzo, uno sviluppo a 360 gradi. «L’incremento del fatturato è andato di pari passo con gli investimenti sul personale. Così l’azienda cresce, ma cresce anche il suo know-how e la sua cultura interna. Ben cinque i nuovi ingressi nel 2016, tra le sedi di Rosà e di Udine e il nostro ufficio di rappresentanza in Cina, che hanno portato l’organico a 15 persone più una decina di collaboratori esterni».
I due i settori di operatività dell’azienda – la divisione dedicata al mondo delle schede elettroniche – PCB – e delle tastiere e quella per gli stampi a iniezione e lo stampaggio di materiale plastico – hanno visto un grande sviluppo. «Nel 2016 i maggiori impulsi sono arrivati dal settore lighting perché la produzione di led coniuga l’elettronica alla meccanica e dal mercato dell’automotive e domotica della casa – aggiunge l’amministratore di AGS -. Nel complesso, tutti i settori sono cresciuti portando il fatturato a oltre 7 milioni di euro». Il mercato di riferimento per AGS è prevalentemente l’Europa con prevalenza per Italia, Svizzera e Paesi dell’est quali Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria «che rappresentano delle realtà interessanti per il nostro settore», precisa Vigo. «Ci stiamo aprendo in modo significativo verso la Germania e gli Stati Uniti». Oggi AGS può definirsi una realtà matura. «Abbiamo fatto vedere che siamo un team giovane con una struttura solida. Se fino a qualche anno fa i principali player internazionali ci guardavano con curiosità, oggi si avvicinano ad AGS con l’intento di una conoscenza più approfondita». Sono ottime premesse per guardare al 2017 con fiducia. Conclude Vigo: «Per dare nuovo impulso al cammino di crescita stiamo già lavorando per un nuovo assetto aziendale e potenziare la nostra rete internazionale».AGS srl – Fondata nel 2004 da Denis Vigo e Renato Comelli, opera in tutto il mondo con due divisioni: da una parte circuiti stampati (PCB) e tastiere, dall’altra stampi ad iniezione e stampaggio di materiale plastico. AGS si pone come partner globale in grado di seguire il cliente dalla progettazione alla logistica, dalla consulenza in fase di progettazione alla consegna del prodotto finito e tracciabilità dello stesso, gestendo offerte, documenti tecnici, controllo qualità e organizzazione logistica. Alle sedi italiane di Rosà (Vi) e Udine si aggiungono gli uffici esteri in Cina, Brasile, USA, Europa. http://www.ags-one.com (foto: staffc)

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Nel 2017 retribuzioni in crescita ma non per tutti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

Edoardo Cesarini
WATSON WYATT
Foto Fiorenzo GalbiatiPer il 2017 è prevista una crescita media delle retribuzioni del 2,5%, un trend che accomuna dirigenti, middle management, tecnici e personale di funzioni di supporto. A beneficiare di questa crescita sarà però una fascia ristretta del management: se da una parte gli stipendi della fascia media sono sostanzialmente fermi, quelli per i ruoli executive e top management (dai Direttori Generali ai CEO) la crescita è al ritmo del 10% annuo. Il numero limitato dei soggetti coinvolti spiega la limitata incidenza sulla performance generale.
È’ quanto emerge dall’Osservatorio Willis Towers Watson sulle politiche retributive giunta quest’anno alla XX edizione, l’analisi ha riguardato 500 aziende, prevalentemente medio-grandi, appartenenti ai principali settori industriali e ai servizi e ai servizi finanziari. Il divario tra i tassi di crescita della popolazione Executive e le altre è dovuto principalmente alla riorganizzazione di molte aziende, che se pur hanno ripreso a investire sulle risorse umane per intercettare talenti per sviluppare una crescita internazionale, si espongono comunque solo verso quelle figure ritenute “chiave” perché in grado di fare davvero la differenza. Per tutte le altre, invece, non si registrano pressioni salariali.A livello di settori, quelli che promettono i maggiori aumenti retributivi sono i media (+2,9% annuo) e i professional services (+2,7%), mentre l’energy e la chimica si fermano intorno al 2% di progresso atteso.Edoardo Cesarini, Managing Director di Willis Towers Watson Italia, commenta: “La crescita nominale delle retribuzioni si attesta da qualche anno intorno al 2,5%, una tendenza legata anche ad un periodo inflazione 0 se non di vera e propria deflazione”.L’indagine evidenzia inoltre, come finalmente si stiano riducendo il gap tra i generi: fino a due anni fa gli uomini guadagnavano mediamente l’8% in più delle donne, mentre oggi la distanza si è quasi dimezzata. Si riscontra però che il 77% del management nelle aziende italiane è composto da uomini.Quanto ai livelli retributivi d’ingresso nel mondo del lavoro, la ricerca non evidenzia particolari differenze in base al titolo di studio. In effetti chi è in possesso di un master o di un dottorato guadagna mediamente 32mila euro lordi annui o poco meno, contro i 28-30mila di chi ha la laurea specialistica. Le strade tendono poi a divaricarsi negli anni, in base alla capacità di scalare posizioni.Le stesse dinamiche sono replicate anche in Francia, Spagna e UK; la Germania rimane un’eccezione, con una crescita nelle retribuzioni più sostenuta per tutti i livelli. In questi paesi emerge però un maggiore appiattimento delle retribuzioni di ingresso.A livello di retribuzione variabile, per i Middle e Senior Management, i bonus erogati sono pari al 90% dei risultati attesi, mentre la fascia Executive ha mediamente ottenuto più del target – il 110%; percentuali molto diverse rispetto a quanto riscontrato per Professional e Senior Professional: mediamente hanno ricevuto il 70-75% rispetto al target.Le retribuzioni nominali sono sostenute dalle negoziazioni contrattuali ma sono comunque allineate a quelle degli altri paesi Western Europe, quelle reali da un tasso di inflazione negativo; in ogni caso si ricorda che sino al 2013 la crescita media nominale era del 3%.Edoardo Cesarini, conclude: “Se nel 2015 avevamo notato qualche segnale di robusta crescita delle retribuzioni per alcuni ruoli e settori di nicchia, il 2016 sembra essersi riallineato agli anni immediatamente precedenti: anche le previsioni per il 2017, a fronte di un’inflazione marginalmente positiva, ci confermano una dinamica piuttosto piatta”. (foto: edoardo cesarini)

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Approvato il bilancio UE 2017: più sostegno per giovani e iniziative per la crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2016

parlamento europeoln seguito all’approvazione formale del Consiglio dell’accordo in conciliazione con il Parlamento sul bilancio 2017, siglato il 28 novembre, il Parlamento ha approvato il bilancio con 438 voti in favore, 194 voti contrari e 7 astensioni. Successivamente è stato firmato dal Presidente Martin Schulz, rendendolo esecutivo.“Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi. Il bilancio 2017 si concentra chiaramente sulle nostre priorità: stimolare la crescita, creare posti di lavoro – soprattutto per i giovani – e affrontare la crisi migratoria. Gli ulteriore 500 milioni di euro che siamo riusciti a ottenere per l’iniziativa per occupazione giovanile rappresentano un chiaro segnale all’UE ad agire. Abbiamo anche fatto il possibile per affrontare le cause profonde della migrazione”, ha dichiarato il relatore per la sezione Commissione, Jens Geier (S&D, DE).”E’ davvero deplorevole che la Commissione abbia ignorato la lettura del Parlamento e non sia riuscita ad aggiungere il punto che chiedeva di accantonare una parte dei compensi per gli ex commissari per poi liberarli a condizione che il codice di condotta fosse reso più rigoroso. Questa richiesta era stata approvata dal Parlamento a larga maggioranza e mirava a migliorare il comportamento dei commissari e, di conseguenza, l’immagine pubblica delle Istituzioni nel loro complesso”, ha dichiarato il relatore per le altre sezioni, Indrek Tarand (Verdi/ALE, EE).”La proposta – che il Presidente Juncker ha recentemente inviato al Presidente Schulz per migliorare il codice di condotta – di prolungare il periodo di riflessione a due anni è un passo nella giusta direzione, ma non è sufficiente, poiché gli ex commissari ricevono la loro indennità transitoria per ben tre anni”, ha aggiunto.
Il Parlamento ha aggiunto ulteriori 500 milioni di euro al bilancio per l’iniziativa in favore dell’occupazione giovanile (YEI). Ulteriori 200 milioni di euro incrementeranno i progetti per crescita e occupazione, quali COSME (competitività delle piccole e medie imprese), il meccanismo per collegare l’Europa (CEF, finanziamento di progetti infrastrutturali), Orizzonte 2020 (progetti di ricerca) ed Erasmus+ (mobilità degli studenti).I deputati hanno inoltre previsto ulteriori 728 milioni di euro per un pacchetto volto principalmente a incrementare i fondi per la migrazione, inclusi 28 milioni di euro aggiuntivi per il sostegno a UNRWA per i rifugiati palestinesi (totale 310 milioni di euro) e 3 milioni in più per sostenere i colloqui di pace a Cipro (totale 34,8 milioni di euro).Nel dibattito sulla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE (quadro finanziario pluriennale 2014-2020), Ivan Korčok, per la Presidenza del Consiglio slovacca, ha promesso un pacchetto di revisione che permetta “di mobilitare oltre 6 miliardi di euro da destinare alle priorità più importanti fino alla fine di questa prospettiva finanziaria”, oltre a rendere il bilancio più flessibile.
I co-relatori del Parlamento Jan Olbrycht (PPE, PL) e Isabelle Thomas (S&D, FR) hanno accolto con favore gli sforzi del Consiglio, ma hanno ricordato che la proposta è ancora in discussione fra i governi nazionali. “Il lavoro è ancora in corso, non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo”, ha detto Olbrycht.

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Crescita degli investimenti esteri in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 dicembre 2016

bilancia pagamentiL’Avv. Stefano Bucci socio dello studio legale Origoni, Grippo, Cappelli & Partners ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Con il finire del 2016 è tempo di bilanci anche per il mercato degli investimenti di private equity nel nostro paese. E stato un anno positivo” E soggiunge: “L’anno che si va a chiudere, nonostante la crisi, è stato un anno positivo e che ha visto acquisizioni importanti come il passaggio di due grandi realtà assicurative come la Ergo e la Old Mutual Whealty Italy nel fondo Cinven , senza contare la presenza del Gruppo Uniqa nel mercato. “Il cambio di padrone in RCS , la cessione del Milan ai cinesi , la cessione agli inglesi del Gruppo Optima , leader della produzione dei gelati”. Tutti segnali che il made in Italy è sempre forte e che c’è interesse per gli investitori stranieri nel nostro paese”. “Un trend positive che dovrebbe confermarsi anche per il 2017”.

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Selex raggiunge e supera i 10 miliardi di fatturato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 novembre 2016

punto-venditaTrezzano s/N Un altro anno di crescita significativa per Selex, terzo gruppo distributivo italiano. Nel 2016 il fatturato ha raggiunto 10.350 milioni di euro con un incremento del + 4%, e la quota di mercato salita all’11,7% (IRI: iper+super+superette+C+C). Nel 2017 è prevista un’ulteriore crescita del + 4,2% che porterà il giro d’affari a 10.780 milioni. Un andamento in controtendenza rispetto al mercato, a conferma del dinamismo delle imprese socie del Gruppo Selex.I dati sono emersi dall’assemblea dei soci di fine anno svoltasi nella sede della Centrale del Gruppo a Trezzano sul Naviglio (Milano), nel corso della quale sono stati presentati anche il programma di sviluppo e il budget per il 2017.Le imprese socie hanno stanziato 215 milioni per realizzare nel prossimo anno 57 nuovi punti di vendita in tutta Italia e per la ristrutturazione e l’ampliamento di 53 unità esistenti, con la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro. Le aperture interesseranno le principali tipologie di vendita e in particolare i supermercati tra 1.500 e 2.500 mq di superficie, format di punta del Gruppo Selex. “Guardiamo con fiducia al futuro partendo dai buoni risultati delle aziende del Gruppo e, pur non mancando le difficoltà, continuiamo ad investire per innovare e migliorarci – ha commentato Dario Brendolan, Presidente del Gruppo Selex – Anche nel 2017, le nostre imprese proseguiranno nel loro cammino di sviluppo. Negli ultimi dieci anni, tra aperture e ristrutturazioni, il nostro Gruppo ha investito oltre 2 miliardi di euro”.Per il prossimo anno sono previsti investimenti rilevanti anche nella comunicazione delle marche del distributore Selex, che ricoprono una parte sempre più importante dell’offerta commerciale, segnando incrementi di anno in anno. Premiate dai consumatori soprattutto le linee specialistiche del bio, del salutistico e dell’alto di gamma, che registrano una crescita del + 15%. Una parte importante del budget 2017 è riservata poi allo studio di nuove formule commerciali e nuovi formati, per rispondere ai rapidi cambiamenti delle abitudini di acquisto e di consumo.“I risultati del 2016 hanno grande valore perché ottenuti in un anno difficile, caratterizzato da forte deflazione – ha sottolineato Maniele Tasca, Direttore Generale del Gruppo Selex – Anche gli indicatori economici e patrimoniali delle imprese socie sono in progressione e ci spingono a continuare nel lavoro avviato da qualche anno di forte rinnovamento dei punti di vendita e dell’offerta”.Nel corso dell’Assemblea sono stati presentati i programmi per il 2017, tra i quali lo sviluppo di nuovi servizi per l’e-commerce, la gestione del pricing e la fidelizzazione dei clienti. (foto: punto vendita)

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Moneyfarm: tre nuovi ingressi senior consolidano ulteriormente la positiva crescita del 2016

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

mario-cucciapaolo-savini-nicciMoneyfarm, la società di consulenza finanziaria che opera online, consolida ulteriormente la propria crescita con l’ingresso di Richard Flax come nuovo Chief Investment Officer (CIO), Paolo Savini Nicci in qualità di Chief Financial Officer (CFO) e Mario Cuccia come nuovo membro dell’Advisory Board. A un anno dall’aumento di capitale di 16 milioni di euro e a un mese dall’accordo strategico con Allianz Digital Venture, questi ingressi chiudono un periodo molto positivo per Moneyfarm che nel 2016 ha più che raddoppiato il suo organico, suddiviso nelle tre sedi di Milano, Londra e Cagliari, a servizio del crescente business italiano e inglese; le due sedi italiane hanno visto l’ingresso di 10 professionisti e la sede di Londra, aperta a febbraio 2016, è ad oggi formata da un team di 40 persone.Inoltre, nel corso dell’anno la base di utenti di Moneyfarm è cresciuta del 60% e nel 2017 l’azienda cercherà di cementare questa espansione con il lancio di nuovi prodotti sia in Italia che nel Regno Unito, per agevolare ulteriormente i propri clienti in una gestione sempre più efficiente del loro patrimonio.Richard Flax, che si unisce a Moneyfarm come CIO, ha precedentemente ricoperto ruoli di gestione del portafoglio presso PIMCO e Goldman Sachs Asset Management. Basato a Londra, supporterà il Team di Asset Allocation nell’ottimizzazione delle scelte strategiche di investimento e nell’allocazione di portafoglio.Paolo Savini Nicci, che ha precedentemente ricoperto questo stesso ruolo in società operanti nel settore del private equity, tra cui JP Morgan e Morgan Stanley, si unisce al team di Moneyfarm in qualità di CFO per implementare ulteriormente la gestione ottimale delle attività finanziarie della società.
richard-flaxMario Cuccia si unisce ai già presenti Michael Spence, Paola Bonomo e Meir Statman, ha un’esperienza di 30 anni nel settore del risparmio gestito e in particolare ha partecipato alla ideazione e sviluppo di Banca Fideuram, di cui è diventato poi Direttore Generale. Attualmente svolge, inoltre, attività consulenziali per realtà bancarie e Sgr. Grazie alla sua importante esperienza, Mario Cuccia supporterà la società a consolidarsi ulteriormente quale attore principale nel settore e ponte tra la distribuzione tradizionale e il mondo del digital.
Paolo Galvani, Presidente di Moneyfarm, commenta: “Siamo molto orgogliosi della professionalità della nostra squadra, che ci ha sempre supportato nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ottenuti e nella costante crescita di questi ultimi cinque anni. L’ingresso di tre professionisti del calibro di Richard Flax, Paolo Savini Nicci e Mario Cuccia è un ulteriore importante step nello sviluppo futuro di Moneyfarm e nel consolidamento della nostra leadership nel settore, a rapidissima crescita, della gestione patrimoniale digitale.”
È una società indipendente di servizi finanziari autorizzata e regolata dalla Financial Conduct Authority (FCA) e vigilata in Italia da Consob. Ad agosto 2012 è sbarcata sul web con Moneyfarm.com, aprendo la strada alla consulenza indipendente via Internet nel mercato italiano. L’azienda ha come soci principali fondi di investimento Cabot Square Capital e United Ventures, il gruppo Allianz e Vittorio Terzi (Director Emeritus di McKinsey Italia) tramite il suo veicolo d’investimento. La società guidata da Paolo Galvani e Giovanni Daprà può contare su un team di 80 professionisti di qualificato background e su oltre 80.000 utenti attivi. La mission di Moneyfarm è quella di permettere alle persone di gestire i propri soldi in maniera semplice ed efficiente e offre un servizio unico in Europa che propone la consulenza personalizzata su ETF e l’attività di trading. (foto: mario cuccia, Paolo Savini Nicci, Richard Flax)

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La crescita dei dividendi negli Stati Uniti rallenta sui minimi dopo la crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2016

dividendiNel terzo trimestre, i dividendi globali sono scesi a 281,7 miliardi di dollari, in calo del 4,0% rispetto all’anno precedente, secondo l’Henderson Global Dividend Index. È stata la peggiore performance dal secondo trimestre del 2015. Questa flessione è attribuibile a tre fattori principali. Primo, il calo dei dividendi straordinari soprattutto negli Stati Uniti. Secondo, il terzo trimestre è il picco stagionale in regioni che in questo momento presentano una crescita dei dividendi più lenta, come i mercati emergenti, l’Australia e il Regno Unito. Infine, la crescita dei dividendi negli Stati Uniti ha rallentato. Essendo il paese che contribuisce di più ai dividendi, un suo rallentamento produce un impatto rilevante. Su base sottostante, ovvero rettificato per i tassi di cambio, per i dividendi straordinari e altri fattori, il totale globale è sceso dello 0,3%.
Gli Stati Uniti rappresentano il 40% dei dividendi globali, pertanto le tendenze di questo paese producono un impatto rilevante. Le distribuzioni sono scese del 7,0% a quota 100,4 miliardi di dollari nel 3° trimestre, principalmente perché non si sono ripetuti i dividendi straordinari molto alti del 3° trimestre dello scorso anno. Comunque, la crescita sottostante è stata del 3,0% soltanto, il tasso di crescita più basso negli Stati Uniti dalla crisi finanziaria, che conferma una decelerazione iniziata circa un anno fa. Il rallentamento è collegato a un calo della crescita degli utili negli Stati Uniti dovuto in parte al dollaro forte, e riflette anche l’aumento dell’indebitamento delle imprese americane che di conseguenza sono più prudenti con i flussi di cassa.Le società australiane pagano la maggior parte dei dividendi nella regione Asia-Pacifico (Giappone escluso), e oltre il 40% del totale annuale del paese viene distribuito nel 3° trimestre. È stata la performance peggiore della regione, con un calo del totale (18,2 miliardi di dollari) del 6,9% in termini complessivi, nonostante il rafforzamento della valuta. Il calo dei dividendi sottostanti in Australia del 10,2% dipende da BHP Billiton, conglomerata del settore minerario, che ha tagliato il dividendo di oltre 2 miliardi di dollari nel 3° trimestre, seguita a ruota dalla concorrente più piccola Rio Tinto. Le società finanziarie sono i principali erogatori di dividendi in Australia, con il 60% del totale annuale. I dividendi bancari finora hanno resistito nonostante i timori di un boom del credito nel paese e la possibilità di nuovi controlli sul capitale obbligatorio. ANZ ha rappresentato un’eccezione, il nuovo CEO ha tagliato leggermente il dividendo per proteggere i capital ratios. I dividendi nei mercati emergenti sono scesi per il terzo trimestre consecutivo. I dividendi complessivi sono scesi del 7,1% a 42,9 miliardi, quelli sottostanti del 7,7%. In Cina, di gran lunga il principale pagatore nei mercati emergenti, i dividendi sono sotto pressione. Il 2016 registrerà il secondo calo annuale consecutivo per la Cina. Le società cinesi stanno riducendo i payout ratios, soprattutto nel settore bancario, che sta cercando di proteggere la situazione patrimoniale, vulnerabile nei confronti delle sofferenze. Per esempio, China Construction Bank, il principale pagatore al mondo nel terzo trimestre, quest’anno ha tagliato il dividendo di 1,8 miliardi di dollari a 10,0 miliardi di dollari. Complessivamente le banche rappresentano oltre l’80% dei dividendi cinesi e questo spiega perché il totale in Cina è sceso del 4,5% a 24,6 miliardi di dollari, con un calo su base sottostante del 10,8%. Gli investitori globali nel mercato azionario britannico hanno registrato dividendi1un calo del 13,9% su base annua nel 3° trimestre a 26,3 miliardi di dollari, dovuto principalmente alla svalutazione della sterlina dopo il voto sulla Brexit. I dividendi sottostanti nel Regno Unito sono scesi del 2,9% a causa dei profondi tagli operati dalle grandi società minerarie quotate nel Regno Unito, come Glencore, e da parte di Rolls Royce. Il 3° trimestre non è una stagione rilevante per i dividendi in Giappone ed Europa. In Giappone continua il rapido aumento dei dividendi complessivi grazie alla forza dello yen, ma la crescita sottostante è lenta a causa degli utili aziendali sotto tono. Per l’Europa sarà un anno positivo. La Spagna si distingue nel 3° trimestre, e i dividendi nel paese sono più contenuti rispetto ai vicini europei, pertanto questo fattore maschera la forza in altre aree della regione.
Henderson ha rivisto leggermente al ribasso le stime per l’intero anno, prevediamo una crescita complessiva dello 0,9% su base annua che equivale a una crescita sottostante dell’1,0%. I dividendi globali si attesteranno probabilmente sui 1.160 miliardi di dollari.
Alex Crooke, Responsabile Global Equity Income di Henderson Global Investors ha dichiarato: “La crescita dei dividendi globali è stata debole quest’anno. La tendenza più significativa è la riduzione della crescita dei dividendi negli Stati Uniti, oggi sui minimi dal lancio dell’indice nel 2009. Non ci sembra un importante fattore di preoccupazione, dato che la crescita dei dividendi negli Stati Uniti è tornata su ritmi più sostenibili dopo un paio d’anni di espansione a doppia cifra. Gli Stati Uniti sono stati il motore dei dividendi globali negli ultimi due anni, pertanto il rallentamento nel paese spiega la decelerazione della crescita dei dividendi su scala globale. Con una buona performance in Europa, è possibile che la crescita sottostante della regione quest’anno superi il Nord America, ma non è bastata a compensare l’imprevista debolezza in altre regioni come Cina, Australia e Regno Unito.La nostra ricerca mostra che il reddito degli investitori in alcune regioni del mondo dipende da pochi settori, o da un gruppo ristretto di società. Inoltre, i tassi di cambio sono stati molto volatili ultimamente. Di conseguenza, un approccio globale al reddito riduce questo rischio e amplia le opportunità disponibili, consentendo agli investitori di avvicinarsi a titoli con prospettive di crescita dei dividendi interessanti che altrimenti non sarebbero disponibili sui mercati locali.”Fonte: Henderson Global Investors al 30 settembre 2016. (foto: dividendi)

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