Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘crescita’

Affitti brevi: grande crescita in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Nel contesto di un mercato immobiliare in crescita contenuta, spicca il balzo in avanti delle locazioni e soprattutto dei cosiddetti “affitti brevi”, il cui utilizzo è passato dall’11 al 18% nel corso del 2019 (fonte: Scenari Immobiliari).L’Italia è la nazione che cresce di più in Europa in questo comparto: sono oltre 200 le città e le località in cui è presente il fenomeno, mentre nel resto dell’Unione Europea ci si concentra soprattutto nei grandi centri.Un’altra tendenza degna di nota che corrobora la forza dello short rent è l’acquisto, sempre più frequente, di immobili da mettere a reddito come opportunità di investimento, in un contesto di tassi di interesse ai minimi storici. I proprietari, peraltro, rendono così meno gravose le proprie rate di mutuo (in Italia il 70% degli immobili viene acquistato con un finanziamento) grazie alle entrate degli affitti brevi, mediamente più vantaggiose del 30-40% rispetto agli affitti tradizionali.Location e qualità dell’immobile sono i parametri più importanti per questo genere di investimento immobiliare.Anche per chi non ha il pallino dell’investimento, l’affitto breve rappresenta un valido supporto per coprire le spese (magari in attesa di una vendita futura), senza le complicazioni che talvolta l’affitto standard comporta in termini di pagamenti, morosità e lunghezza eccessiva dei contratti.Nel mercato degli affitti brevi italiani si sta facendo sempre più strada un player come Hostmate, (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Il 2019 si è chiuso con oltre 4.200 check-in effettuati, quasi 10.000 persone accolte, che hanno fruttato ai proprietari oltre 1.100.000 euro (dati al 30/11/2019).Dichiara Maurizio Sicuro, Chief Operating Officer: “Siamo felici per come si è chiuso il 2019 ma per il 2020 abbiamo obiettivi ancora più ambiziosi. Stiamo attivando la nostra presenza in 2 aree molto interessanti come le Cinque Terre e Torino, stiamo studiando servizi sempre più utili e performanti per i nostri clienti e presto lanceremo una grande novità anche sul fronte dell’assicurazione e della tutela”.

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«Grafoterapia» è un nuovo strumento per la crescita e il cambiamento interiore

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

In libreria per Rubbettino il libro di Emma Paolillo Magaldi. Quanto può raccontare di noi la grafia? Può essere usata da chi si occupa della reclutazione del personale per indagare alcuni aspetti della personalità del candidato o per aiutare le persone che lavorano con noi a migliorarsi? Lo studio della nostra grafia può dunque essere uno strumento per attivare quel cammino di pacificazione e rigenerazione interiore a cui molti di noi aspirano? 
Queste e altre domande trovano risposta nel nuovo saggio di Emma Paolillo Magaldi “Grafoterapia. L’arte di esprimere e interpretare le emozioni” in libreria per Rubbettino Editore. Il saggio è frutto di un cammino di meditazione alla ricerca di quel filo che collega il progetto dell’anima al divino interiore. L’autrice focalizza l’attenzione sui grafemi e sul simbolismo grafico già indagato da illustri grafologi, per dimostrare che la scrittura, in quanto espressione del nostro essere fisico, mentale ed emozionale, ha il potere benefico della guarigione. Il grafologo esperto studia e individua le peculiarità di ogni grafema legate al comportamento e ne indica la correzione volta al raggiungimento del benessere della persona. L’autrice ha tratto spunto per le sue ricerche da Change Your Handwriting. Change Your Life di Vimala Rodgers, del 1993. La grafoterapia crea l’opportunità di vivere una nuova esperienza cambiando alcuni comportamenti di vita abitudinari. Il messaggio è indirizzato a coloro i quali avvertono la spinta a dare un nuovo senso alla propria esistenza e che sono pronti a fare un viaggio interiore. Le storie, riportate nel testo, dimostrano che la grafoterapia ha successo quando la persona è intenzionalmente proiettata verso l’obiettivo e ha la volontà di attivare l’energia psichica necessaria per raggiungere il fine desiderato.
Emma Paolillo Magaldi è laureata in Sociologia presso l’Università di Salerno, diplomata in Grafologia presso il Ce.S.Graf di Roma, ha conseguito il Diploma di Counselor Professionale presso il Q.I.S.S. di Salerno. Dal 1983 è Responsabile della selezione, valutazione e incentivazione del personale presso Magaldi Group Aziende leader mondiali di impianti industriali nel settore Power.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti.In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto.Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.“Nonostante ci troviamo davanti ad comparto che si mantiene complessivamente sano e proiettato verso la crescita, grazie al buon andamento dell’export e ad un incremento previsto del valore aggiunto del settore del +1,4% nel 2020 – commenta Massimo Mancini, country manager Atradius per l’Italia – per molte imprese produttrici persistono alcune criticità come le ridotte dimensioni aziendali, che impediscono la crescita a livello internazionale, i margini stretti e l’alta competitività, che potrebbero metterne a dura prova il flusso di cassa. In questo contesto, gli strumenti a supporto della gestione del rischio credito commerciale rappresentano un valido alleato per le aziende esportatrici, ma anche per gli operatori del mercato domestico che si trovano a dover proteggere le proprie pratiche commerciali da clienti in affanno o da cattivi pagatori”.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti. In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto. Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.

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La crescita del Pil dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

«Mentre il governo rossogiallo boccia tutte le proposte presentate da Fratelli d’Italia alla manovra per sostenere l’occupazione femminile e la conciliazione vita-lavoro, il governatore della Banca d’Italia Visco dice giustamente che la crescita del Pil italiano dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia. I dati italiani sull’occupazione fanno riflettere: nella nostra Nazione c’è un tasso di occupazione del 60% mentre la media europea è del 70% e l’obiettivo della UE è arrivare al 75%. È possibile invertire questo trend solo se si lavora per mettere le donne nelle condizioni di non dover scegliere tra famiglia e lavoro. Serve una rivoluzione del welfare che metta al centro la famiglia e i suoi interessi: Fdl la chiede da tempo e continuerà a battersi per raggiungere questo obiettivo». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Focus su competitività e crescita di piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Bologna Mercoledì 11 dicembre, dalle 9 alle 13, a Palazzo Segni Masetti (Confcommercio / Ascom Bologna), Strada Maggiore 23 una ricerca realizzata in collaborazione con Bva-DOXA che sarà presentata a Bologna nell’evento THINK BIGGER. Tra i primi esiti: innovazione, digitalizzazione, digital transformation, digital marketing. Sono queste le direzioni emerse anche nelle strategie di piccole e medie imprese, a livello dei loro manager. L’innovazione (di prodotto, di processo, organizzativa e di relazione col mercato) è percepita come una leva strategica fondamentale. Accanto ad essa la digitalizzazione, considerata strategica pressoché in egual misura all’innovazione; i processi di digitalizzazione risultano essere più diffusi, anzi, proprio nelle imprese di piccola dimensione: solo l’1,5% degli intervistati riporta che nessuna tecnologia è stata implementata nell’impresa. La digitalizzazione resta comunque di più difficile decifrazione per i board: l’85,8% degli interpellati non ha saputo indicare la percentuale di fatturato destinabile alla digital transformation. Rispetto all’innovazione, rivestono una significativa rilevanza l’incertezza sui ritorni dell’investimento e i costi, considerati ancora elevati. In questo quadro emerge con forza il ruolo centrale della formazione e dell’aggiornamento, in particolare riguardo a queste competenze: l’analisi dei dati (55,7%), il digital marketing (39,8%), il social media management (37,7%) e la cybersecurity (36,0%). Quanto alle abilità meno centrate sulla tecnologia, sono ritenute prioritarie: maggior capacità di analizzare e valutare gli scenari, saper innovare, saper sviluppare e gestire il lavoro in team, tenendo ben presente che il 95% delle aziende italiane ha meno di 10 addetti. Di sicuro emerge la necessità di operare in direzione di un rafforzamento degli elementi di pensiero manageriale che assolvono ad un ruolo più significativo nella diffusione di una predisposizione al cambiamento e all’innovazione. La ricerca offre il contributo originale di aver individuato 5 cluster di PMI, omogenee al loro interno per strategie comportamenti, di particolare utilità per chi opera nel settore. L’obiettivo di QUADRIFOR con l’evento “THINK BIGGER.” è comprendere pienamente i complessi fenomeni in corso per orientare la formazione sulle reali necessità delle PMI, quale contributo ad un aumento esponenziale della loro crescita e della loro competitività.
Il programma della mattinata prevede i saluti istituzionali di Giancarlo Tonelli, Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna, mentre i lavori saranno aperti dalla Presidente di Quadrifor, Rosetta Raso. A seguire l’intervento del Direttore dell’Istituto, Roberto Savini Zangrandi, su “La formazione manageriale come leva di sviluppo delle PMI, il ruolo di Quadrifor”. A Pierluigi Richini, Responsabile Studi e Formazione Quadrifor, l’onere di illustrare i numeri, con una presentazione dal titolo: “Modelli di business nelle Pmi del terziario tra innovazione e tradizione. I risultati della ricerca”. I dati saranno commentati in un talk moderato dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Monica D’Ascenzo, insieme ad Andrea Granelli, Fondatore di KANSO, Vilma Scarpino, Ceo di BVA Doxa e Luca Solari, Professore di Organizzazione aziendale e Direttore di Pathos Lab Università degli Studi di Milano. A Maria Luisa Coppa Vicepresidente Quadrifor, il compito di tirare le fila sui risultati emersi e sul ruolo importante delle Parti sociali anche nel governare questi complessi momenti di transizione per le imprese, i loro addetti, il loro management. L’ingresso è libero previa iscrizione al link: https://lnkd.in/gTKY67K.

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Supportare la crescita delle PMI europee attraverso October

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Un nuovo impegno da 100 milioni di euro è stato sottoscritto dal FEI e, tra gli altri, da CNP Assurances, Bpifrance e Zencap per supportare la crescita delle PMI europee attraverso October, la prima piattaforma di P2P lending in Europa continentale per il finanziamento alle PMI. Questi investitori hanno già partecipato all’ultimo fondo istituzionale lanciato nel 2018 e il loro rinnovato impegno è un segnale di fiducia verso la piattaforma di digital lending.Questo primo closing da 100 milioni di euro permetterà a October di sostenere le PMI provenienti da tutti i settori industriali e attive in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania con nuovi finanziamenti da 30.000 a 5 milioni di euro.L’impegno del FEI si colloca nell’ambito del programma “Private Credit Tailored for SMEs”. Lanciato nel 2018, il programma combina risorse del FEI e dell’Unione europea nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (“FEIS”), che è il pilastro centrale del Piano degli Investimenti per l’Europa, noto anche come piano Juncker. L’obiettivo del programma “Private Credit Tailored for SMEs” è quello di promuovere gli investimenti istituzionali privati a sostegno di soluzioni di finanziamento più in linea con le esigenze di mercato e su misura per le PMI europee e le piccole Mid-cap europee.
La piattaforma tecnologica October è stata lanciata nel 2015 per finanziare su larga scala le piccole e medie imprese in modo semplice, diretto e veloce. Ad oggi, oltre 700 PMI sono state finanziate da investitori istituzionali e prestatori privati. L’importo medio del finanziamento erogato alle PMI nel mese di ottobre è pari a 490.000 euro a livello Europeo. Nell’ambito del loro impegno, gli investitori istituzionali prestano automaticamente a tutti i progetti presentati sulla piattaforma insieme ad una community di oltre 20.000 prestatori privati.In Italia, October ha già erogato oltre 60 milioni di euro distribuiti su 111 prestiti. Nel mese di ottobre, la Società ha annunciato il lancio di un fondo da 30 milioni di euro dedicato esclusivamente alle PMI italiane, che ha visto, anche in questa occasione, la collaborazione di FEI in qualità di garante e di 5 tra i principali Confidi italiani, in qualità di sottoscrittori.
A proposito di October: October è il nuovo nome di Lendix. October è una piattaforma europea di finanziamento alle PMI, numero 1 in Europa continentale (fonte Altfi). October è inclusa nella classifica Next40 e fa parte delle 40 aziende tecnologiche francesi ad alto potenziale che puntano a diventare rapidamente leader tecnologici di livello mondiale. October è sostenuta, tra gli altri, da Partech, CNP Assurances, Matmut, Allianz, Idinvest, CIR Spa e Decaux Frères Investissements. October consente alle PMI di ottenere finanziamenti direttamente da prestatori privati e investitori istituzionali senza passare dalle banche. Gli investitori mettono i loro risparmi in modo utile e profittevole al servizio dell’economia reale e le imprese trovano, in modo semplice e nuovo, fonti di finanziamento indipendenti dalle banche. October ha già erogato oltre 360 milioni di euro per più di 700 progetti di sviluppo delle PMI, di diverse dimensioni e in tutti i settori. October opera in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania.
A proposito del Fondo Europe per gli Investimenti (FEI): Il Fondo europeo per gli investimenti fa parte del gruppo BEI (Banca Europea per gli Investimenti). Il suo scopo principale è sostenere le micro, piccole e medie imprese (PMI) europee aiutandole ad accedere ai finanziamenti. Il FEI progetta e sviluppa strumenti di venture e growth capital, garanzie e microfinanza, che hanno come target specifico questo segmento di mercato. In tale veste il FEI promuove gli obiettivi della UE a sostegno di innovazione, ricerca e sviluppo, imprenditorialità, crescita e occupazione.A proposito del Piano Juncker: Il Piano di Investimenti per l’Europa (“Piano Juncker”) è stato lanciato a novembre 2014 per invertire la tendenza al ribasso dei bassi livelli di investimento e portare l’Europa sulla via della ripresa economica. L’approccio innovativo basato sull’uso di una garanzia del bilancio dell’UE fornita al gruppo BEI ha permesso e continua a consentire la mobilitazione di ingenti fondi pubblici e privati per investimenti in settori strategici dell’economia europea. Il Piano Juncker ha già generato investimenti per oltre 439.4 miliardi di euro a sostegno di circa un milione si start-up e PMI in tutta Europa.

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L’open banking è in costante crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Sono interessanti e numerose le opportunità lavorative che arrivano oggi dal fintech: Fabrick, il primo attore nato in Italia con il preciso obiettivo di favorire l’open banking, continua a crescere e cerca 38 nuove persone da inserire, tra la fine del 2019 e la prima parte del 2020, nel proprio team e nelle diverse società che fanno parte dell’ecosistema: Axerve, Hype, Kubique e Dpixel.Essere parte della squadra di Fabrick offre la possibilità di lavorare in realtà altamente innovative che, nei propri ambiti di riferimento, stanno rivoluzionando il settore finanziario e porteranno ai consumatori finali servizi nuovi, destinati a modificare le abitudini di privati e aziende.I nuovi talenti si aggiungeranno alle oltre 300 persone che già fanno parte della squadra (+35% nell’ultimo anno) e le posizioni aperte sono prevalentemente negli ambiti finance e information technology, ma anche legal, HR e organizzazione eventi. Il livello di esperienza richiesto varia a seconda del ruolo.Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick: “Quello di Fabrick è un progetto ambizioso e sfidante: promuovere nuovi modelli di business basati su collaborazione e contaminazione tra realtà tradizionali bancarie e nuovi attori fintech. Attorno alla piattaforma tecnologica abbiamo creato un vero e proprio ecosistema di realtà innovative che stanno crescendo molto rapidamente e per cui siamo alla costante ricerca di talenti preparati, motivati e che abbiamo voglia di mettersi in gioco per contribuire allo straordinario cambiamento che il mondo finanziario sta vivendo grazie all’open innovation”.I dettagli sulle posizioni aperte sono disponibili al link: https://www.linkedin.com/company/fabrickfinance/jobs/
Fabrick è la prima realtà strutturata nata in Italia, ma con visione internazionale, con il preciso obiettivo di favorire l’open banking. La missione di Fabrick è quella di sostenere l’incontro e la collaborazione tra i nuovi attori fintech, le grandi corporate e gli attori tradizionali del mondo finanziario, coinvolgendoli in ottica open banking nel disegno del futuro del settore, facendo leva sui nuovi paradigmi dettati dall’innovazione tecnologica e generando concreti vantaggi per tutti. Fabrick abilita e promuove nuovi modelli di crescita per Banche, startup e aziende facilitando la collaborazione e il dialogo e creando opportunità di sviluppo, grazie alle competenze, alle tecnologie e ai servizi che mette a disposizione di tutti gli attori attraverso la propria piattaforma tecnologica e al vero e proprio ecosistema di relazioni e contaminazione culturale che ha creato e alimenta attorno a sé.

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Stanno prendendo forma i contorni di un nuovo piano per far decollare la crescita dell’eurozona

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Commento “L’eurozona: un piano per un futuro più luminoso”, a cura di Sabrina Khanniche, Senior Economist, Steve Donzé, Senior Macro Strategist di Pictet Asset Management. Accade a solo pochi giorni di distanza dall’insediamento di Ursula von der Leyen e Christine Lagarde alla guida delle principali istituzioni europee. E si tratta di un piano che promette il più grande stimolo coordinato dalla crisi finanziaria del 2008.Il grosso dello stimolo proverrà dalla Germania, la cui economia, fortemente legata al settore manifatturiero, appare prossima a una recessione. La posizione fiscale della Germania, rettificata per il ciclo economico e alcuni effetti una tantum, si sposterà verso un espansionistico 0,8% del PIL il prossimo anno, rispetto al -0,7% del 2018.Tuttavia, pare che tutto ciò non sarà sufficiente. La Germania rappresenta quasi un terzo del PIL dell’eurozona, e la nostra analisi indica che il suo piano di spesa per il 2020 non aggiungerà più di 40 punti base alla crescita del Paese per lo stesso anno (si veda il grafico).Non sorprende, quindi, che i legislatori tedeschi stiano cercando di allentare il loro storico impegno a mantenere il bilancio in pareggio.A ottobre la Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato che i tedeschi non devono farsi ossessionare dalla politica schwarze Null, ossia di pareggio di bilancio (letteralmente “zero nero”), e che anche investire nel futuro deve essere una priorità. Il Ministro delle Finanze Olaf Scholz ha suggerito che il governo potrebbe spendere altri 50 miliardi di euro.
Il FMI ha incoraggiato la Germania all’investimento pubblico. Questo è anche l’impegno assunto dalla Presidente della Commissione Europea nella parte più ampia del suo manifesto, sollecitando una spesa di 1000 miliardi di euro per progetti sostenibili nel prossimo decennio.Berlino può anche ridurre i contributi per la previdenza sociale o introdurre incentivi per l’acquisto di beni sostenibili, offrendo una spinta immediata al reddito delle famiglie, che potrebbe sostenere la spesa al consumo. Affinché uno stimolo fiscale sia efficace, tuttavia, occorre che anche la banca centrale svolga la sua parte. Perché, come effetto controproducente, una maggiore spesa da parte del governo potrebbe portare a maggiori oneri finanziari. La BCE sta già aumentando il livello di liquidità nel sistema finanziario per mantenere bassi i tassi d’interesse.
Con il nuovo pacchetto presentato a settembre, fornirà un nuovo stimolo pari a 20 miliardi di euro al mese. Ipotizzando che la BCE condurrà il programma con un ritmo uniforme fino al raggiungimento del limite autoimposto, prevediamo che la banca inietterà quasi 500 miliardi di euro nei prossimi due anni. Ciò aumenterebbe l’iniezione di liquidità della regione al livello più alto dal 2014 e superiore alla media degli ultimi 12 anni.La BCE potrebbe anche rinnovare il suo attuale programma di credito, noto come TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine). Nello scenario più estremo, potrebbe ammorbidire ulteriormente i termini del programma offrendo, ad esempio, una linea di credito perpetua alle banche in difficoltà. O potrebbe fare ricorso a una politica in stile giapponese di controllo della curva dei rendimenti. Il nuovo capo della BCE Lagarde forse non ha bisogno di arrivare a tanto. Ma se le condizioni dell’economia globale dovessero peggiorare, la BCE e i governi della regione avranno numerose opzioni tra cui scegliere per sostenere la crescita.Ed è per questi motivi che l’eurozona trascorrerà i prossimi anni a gettare le basi per un futuro migliore.

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Veneto: crescita in stallo (+1,7%), incerto il mercato estero

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Nel terzo trimestre 2019, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato una crescita del +1,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Prosegue la decrescita dell’indicatore che nel 2018 aveva evidenziato in media d’anno un +3,2% (+4,1% nel 2017), con valori di intensità via via sempre inferiori. Su base trimestrale l’indice destagionalizzato della produzione industriale è cresciuto del +0,9%. L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere del Veneto, è stata effettuata su un campione di oltre 1.700 imprese con almeno 10 addetti. «Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del settore manifatturiero del Veneto nel terzo trimestre 2019 è improntato a una crescita moderata e incerta dei principali indicatori economici in un contesto nazionale e internazionale con forti avversità – sottolinea Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto. Abbiamo davanti un periodo di grande insicurezza dovuto ai conflitti commerciali, alle crescenti tensioni geopolitiche, alla persistente debolezza del settore manifatturiero e alla Brexit. L’attività economica mondiale e il commercio internazionale hanno rallentato determinando un fiacco aumento del Pil nel 2019 (+3%). Per l’Italia le stime prevedono una crescita da “zero virgola”: +0,1% nel 2019, +0,4% nel 2020. In un contesto fermo risultano in moderato aumento anche le principali componenti dell’economia del Veneto. Nelle stime di Prometeia, il Pil regionale avrà un incremento annuo limitato del +0,4% rispetto al 2018, sintesi di previsioni di crescita mediocre della domanda sia interna (+0,9%) che estera (+2%), stabilità dei consumi delle famiglie e situazione critica per gli investimenti. Si potrebbe fare di più? Certo, come sistema camerale resta fondamentale l’impegno per il mantenimento di una costante attenzione al monitoraggio del sistema economico regionale e dei suoi territori e per il rafforzamento di comuni strategie di intervento volte allo sviluppo del sistema economico regionale e al continuo miglioramento della sua competitività».
Sotto il profilo dimensionale le imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti) hanno segnato una variazione del +1,9%, in linea con le medie e grandi imprese (50 addetti e più) che hanno registrato un +1,5%.
Nei mesi luglio-settembre 2019 il fatturato totale ha evidenziato una dinamica positiva del +0,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, variazione più debole dei trimestri precedenti.
Gli ordinativi totali hanno segnato una performance positiva pari a +1,1% determinata a livello dimensionale dall’andamento delle medio-grandi imprese (+1,4%) seguite dalle piccole (+0,9%).
Nel terzo trimestre 2019 le aspettative degli imprenditori per i successivi tre mesi risultano in leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente. Per il fatturato e gli ordini esteri il saldo tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione è risultato positivo (rispettivamente +0,5 p.p. e +0,6 p.p.) mentre per gli ordini interni e la produzione il saldo ha registrato valori negativi ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente (-5,6 p.p. e -2 p.p.).

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Conapi, bilancio in crescita e nominato il nuovo Cda

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Si è svolta a Bologna l’Assemblea Ordinaria annuale dei Soci Conapi, Consorzio Nazionale Apicoltori composto da 281 soci (erano 259 nel precedente esercizio) che rappresentano – in forma singola e associata – oltre 600 produttori, tra cui molti giovani, provenienti da tutta Italia, per 100.000 alveari di proprietà. Il bilancio d’esercizio 2018-2019, approvato all’unanimità, presenta un fatturato di 22,5 milioni di euro (+2,7% sul 2017/2018) e un utile pari a 76.500 euro. Risultati positivi, merito anche delle performance del marchio premium Mielizia presente in grande distribuzione, che assumono ancora più rilevanza considerando il calo generale del mercato: circa -10% a volume*.Premiato il lavoro del CdA, che è stato confermato a larghissima maggioranza. Diego Pagani presidente (Piemonte), Giorgio Baracani, vicepresidente (Emilia-Romagna), Giovanni Guido vicepresidente (Toscana), Paola Bidin (Toscana), Anna Ganapini (Emilia-Romagna), Mario Martino (Campania), che subentra al posto di Piero Pulejo, apicoltore toscano, Davide Mele (Calabria), Nicola Tieri (Abruzzo), Savino Petruzzelli (Puglia), Rosario Stagnitta (Sicilia) e il componente esterno Filippo Traviglia. “È una grande soddisfazione avere ottenuto una fiducia così ampia da parte dei soci” – ha dichiarato il presidente, Diego Pagani, che inizia il suo dodicesimo mandato – . “Chiudiamo il 40° anno con grandi cambiamenti e nuovi progetti. In seguito alla cessione della partecipazione in Alce Nero Spa, il consorzio ha potuto fare finalmente il suo ingresso sugli scaffali della GDO italiana, con una linea biologica a marchio Mielizia Bio che ci sta già dando molte soddisfazioni. L’esercizio che si è chiuso è stato supportato da una stagione che, pur con picchi negativi su alcune produzioni, aveva dato un raccolto soddisfacente: 2.100 tons rispetto alle 1.500 del 2017. È importante sottolineare però che la produzione 2019, che si sta concludendo con gli ultimi conferimenti, indica risultati molto deludenti, incostanti, a macchia di leopardo, con una fortissima contrazione del miele di acacia che ha raggiunto medie mai riscontrate, pari a 2 kg per alveare rispetto ad una media produttiva di circa 25/30 kg. È inoltre in atto un forte deprezzamento a causa dell’ingresso di mieli esteri, extraeuropei, soprattutto da Cina e Ucraina che mettono in grave difficoltà gli apicoltori Italiani ed Europei, tradizionalmente attenti alla qualità delle produzioni. La cooperativa è oggi più che mai uno spazio dove i nostri apicoltori possono crescere, lavorare bene e difendersi meglio dagli attacchi speculativi del mercato.” “Nel corso dell’anno – prosegue Nicoletta Maffini, Direttore Commerciale e Marketing Conapi – abbiamo fatto diversi investimenti, sia in termini di impianti produttivi che di comunicazione, legati in particolare al lancio della nuova brand identity Mielizia Bio, supportato da una strategia di brand extension che affianca al miele altre categorie di prodotto come gelati, frollini e composte di frutta. Un ampliamento di gamma che valorizza ancora di più la nostra offerta: da sempre crediamo in questo comparto, tanto che oggi siamo i maggiori produttori di miele bio e il 45% della nostra produzione è biologica. Fino ad ora questa era dedicata solo all’estero e alla linea Cuor di Miele prodotta in esclusiva per EcorNaturaSì, e da qualche mese finalmente a marchio Mielizia Bio che è già presente nelle principali catene della grande distribuzione italiana, dove il brand segna un +20% del fatturato complessivo rispetto al 2018”.Presente all’assemblea anche l’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli che, manifestando il proprio apprezzamento per il valore di “aggregazione” che la cooperativa rappresenta, ha tra l’altro sottolineato come sia importante passare da politiche riformiste ad una vera e propria trasformazione che, anche grazie a processi di svecchiamento ed innovazione del comparto agricolo, metta al centro la tutela della biodiversità, e di come occorrano scelte radicali da attuare anche attraverso l’aumento di risorse regionali, laddove non siano sufficienti fondi europei. Ha inoltre ricordato come incentivare la conversione a biologico delle produzioni agricole aiuti l’apicoltura italiana, che infatti rappresenta uno degli obbiettivi che la Regione intende perseguire. “Siete stati avanguardia nel vostro settore e tali dovete rimanere”, l’auspicio finale dell’assessore.Soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dalla presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini e da Piero Cavrini, vicepresidente di Confcooperative Bologna.

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Willis Towers Watson: gli asset ESG frenano il calo della crescita dei maggiori gestori patrimoniali a livello mondiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 novembre 2019

Secondo l’ultima ricerca Global 500 del Thinking Ahead Institute di Willis Towers Watson, gli asset gestiti con approccio ESG (Environmental, Social, and Governance) sono aumentati del 23,3% nel 2018 nei portafogli dei 500 maggiori gestori patrimoniali del mondo, a differenza degli asset under management (AUM), che sono diminuiti del 3% rispetto all’anno precedente. Le attività gestite secondo i principi ESG sono aumentate del 17,8% nel corso dell’anno corrente.La ricerca è stata condotta in collaborazione con Pensions & Investments, uno dei principali quotidiani internazionali di investimento.
La sostenibilità e l’importanza della cultura nella gestione concreta delle società di investimento sono state le principali aree d’interesse nel 2018. Il report evidenzia che congiungere la cultura alla strategia, ai valori, alla vision e alla mission, è diventata una sfida e un’opportunità fondamentale di leadership. Un obiettivo di fondo più forte, al di là del perseguimento della sola crescita e del profitto, viene visto come un fattore di differenziazione in un settore sovraffollato che si trova ad affrontare un ambiente difficile. L’interesse dei clienti per gli investimenti sostenibili, inclusi gli azionisti con diritto di voto, è aumentato nell’83% delle aziende intervistate.
La ricerca ha inoltre rilevato che circa 242 nomi che erano presenti nell’elenco dei primi 500 gestori patrimoniali al mondo del 2008 non sono presenti nell’elenco del 2018. Mentre l’ultimo decennio è stato un ambiente piuttosto favorevole per i gestori patrimoniali, con mercati in crescita e forti margini di profitto, la maggior parte degli osservatori si aspetta una più grande pressione nei prossimi anni a causa della crescente attività normativa, della compressione delle commissioni e dell’elevato costo della tecnologia. L’81% dei gestori di fondi ha dichiarato di aver aumentato le risorse destinate alla tecnologia e ai big data, mentre il 57% dei manager intervistati ha dichiarato di aver registrato un aumento del livello di controllo normativo.BlackRock rimane il più grande asset manager nella classifica, posizione che ricopre dal 2009. Nel frattempo, Vanguard e State Street completano la top 3 per il quinto anno consecutivo.

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Campania: Per la crescita e lo sviluppo di piccole imprese e lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Sebbene il 57% delle imprese ritenga la formazione continua un’opportunità per l’azienda e per il lavoratore, solo il 32.2% delle imprese riesce a pianificare gli interventi formativi con una strategia annuale e quando la effettua, lo fa prevalentemente con risorse proprie senza agevolazioni (86.4%): questo quanto emerge dall’indagine condotta da APAIE Napoli per FondItalia, Fondo Paritetico interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, su di un campione di 236 aziende, situate principalmente tra Napoli e Caserta, e appartenenti alle categorie di microimpresa (178), piccola impresa (54) e media impresa (4). Dall’indagine inoltre emerge che il 95% delle imprese conferma di svolgere periodicamente percorsi formativi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro come previsto dalla normativa vigente, per l’erogazione di interventi formativi per i propri dipendenti e collaboratori l’88% delle imprese ha richiesto il supporto di agenzie formative presenti sul proprio territorio e solo il 37% ha provveduto direttamente.
“Le Micro e piccole aziende hanno difficoltà a progettare e realizzare le attività formative mediante le proprie risorse – continua Franco – Nella maggior parte dei casi, si rivolgono dunque ad agenzie esterne, le quali, in assenza di specifiche richieste formative, tendono ad offrire proposte standard, molto spesso finalizzate a soddisfare i soli obblighi di legge. In questi casi ci troviamo spesso in presenza di un’offerta che non analizza le reali esigenze delle aziende, svilendo così il ruolo stesso della formazione, senza cogliere nell’opportunità di finanziamento l’occasione per personalizzare al meglio l’intervento formativo in modo da garantire un reale vantaggio competitivo per le professionalità e per l’impresa.” Fronte digitale, l’interesse delle micro e piccole imprese resta del tutto freddo: il 67% non ha intenzione di avvalersi di processi formativi finalizzati alla diffusione del digitale nel proprio contesto produttivo con il rischio di emarginazione dal processo di sviluppo in essere. Infine, riguardo alla ipotesi di una collaborazione fra Fondo interprofessionale e Regione Campania, le imprese ritengono che tale collaborazione debba essere indirizzata a una maggiore assistenza per la realizzazione dei percorsi formativi a beneficio delle aziende (47%), non sottovalutando la necessità di una maggiore rispondenza fra domanda e offerta di formazione (27%) e la maggiore celerità nello svolgimento delle pratiche per garantire una immediata efficacia degli interventi (26%).

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La “bomba demografica”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Oggi siamo più di 7,6 miliardi di persone sulla Terra (ultimi dati delle Nazioni Unite, nel suo rapporto di giugno 2017). Secondo le ultime proiezioni, entro il 2050 saremo 9,5 miliardi. Queste previsioni possono essere spiegate dall’esplosione demografica dei Paesi emergenti e dall’estensione della durata della vita nei Paesi sviluppati. la sovrappopolazione globale potrebbe portare a conflitti diffusi sull’oro blu. Gli scontri esistono già, poiché l’acqua è una delle principali cause di tensioni in Medio Oriente. Un conflitto globale per l’acqua avrebbe quindi conseguenze disastrose. Attualmente, 80 Paesi mancano di acqua e una persona su cinque non ha accesso all’acqua potabile. Per ovviare a questa carenza, esistono tuttavia soluzioni come la desalinizzazione dell’acqua di mare, che però è ancora costosa.
Attualmente, i Paesi più sviluppati hanno risorse sufficienti per sfamare tutti gli abitanti del Pianeta. Eppure non tutti sul Pianeta hanno fame perché il cibo è distribuito in modo diseguale. Una delle conseguenze della sovrappopolazione globale sarebbe quella di aggravare queste disuguaglianze, causando carestie.
L’inquinamento del pianeta non è direttamente correlato alla sovrappopolazione globale. I Paesi più sviluppati sono quelli che inquinano di più, ma anche quelli con i tassi di natalità più bassi. Un americano inquina 91 volte di più di un abitante del Bangladesh. Tuttavia, se la crescita dei Paesi emergenti continua e i Paesi sviluppati non limitano l’inquinamento che generano, la sovrappopolazione globale avrà un effetto disastroso sull’ambiente del nostro Pianeta. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Export, obiettivi prioritari di crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Mentre il commercio internazionale è in frenata, l’export italiano continua a crescere: anche quest’anno ha fatto registrare un +2,7% nel primo semestre e si prepara a chiudere l’anno con un +3,4% secondo le previsioni SACE SIMEST.A fronte di una crescita piatta del commercio internazionale, l’export italiano sta dunque guadagnando quote di mercato, con una perfomance che è superiore anche a quella dei nostri competitor più “temibili”, come la Germania. Nel 2015 il nostro export rappresentava il 28% del PIL, oggi questa quota è salita al 32% circa. Ma dobbiamo puntare a una crescita ulteriore, dotandoci di obiettivi di medio-termine per i prossimi 3 anni:
Far crescere la quota di mercato dell’export italiano a livello mondiale dall’attuale 2,8% al 3
Far crescere il peso dell’export italiano sul PIL dall’attuale 33% al 37%
Far crescere la quota extra Ue del nostro export nel mondo fino al 49%
Far crescere il valore medio dell’export dagli attuali 3,3 mln di euro ai 4,5 mln di euro
Nel 2016-2018 SACE SIMEST ha mobilitato risorse per 72 miliardi di euro in favore delle imprese che esportano e si internazionalizzano, offrendo un contributo al PIL dell’1%. per aumentare il proprio sostegno, e raggiungere sempre più imprese, soprattutto PMI, SACE SIMEST ha messo in campo un set di nuove iniziative:
Sacesimest.it: digitalizzato 6 prodotti chiave per le PMI (valutazione controparti, assicurazione dei crediti, finanziamenti, cauzioni, factoring, recupero crediti) e rendendoli accessibili all’interno di sacesimest.it, ecosistema digitale molto innovativo nel mondo dell’export credit
Education to Export: lanciato un programma formativo ad alto contenuto digitale con cui ha affiancato 700 PMI nei loro piani di crescita sui mercati esteri (si può lanciare invito a esplorare il programma all’interno di sacesimest.it)
Push Strategy/Business Matching: identificato primari Buyers esteri per rafforzare relazioni commerciali e facilitare forniture italiane, facendo da apripista soprattutto per le PMI che difficilmente da sole potrebbero entrare in contatto con grandi controparti esteri (in due anni, garantiti 1,7 miliardi di euro finanziamenti e coinvolte 650 imprese in business matching)
Export Coach: introdotto in affiancamento alla rete commerciale diffusa su tutto il territorio un team pilota di 12 esperti di export e con ottima propensione agli strumenti digitali, pronti a prestare assistenza door-to-door agli imprenditori

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Non si arresta la crescita delle SRL in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

Seppure il ritmo segna una moderata decelerazione: gli addetti aumentano del+3,8% e il fatturato del +6,3%. Questa la fotografia scattata dallo “Osservatorio sui bilanci delle SRL” per il Triennio 2016-2018” realizzato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti. Lo studio, che ha riguardato 367.350 Srl, propone un’elaborazione dei principali indicatori economici ed ha confermato il trend emerso nella primavera scorsa. In particolare oltre ad addetti e ricavi, cresce il valore della produzione (+6%) ed il valore aggiunto (+5,7%). Migliora invece la quota di Srl che nel 2018 chiudono il bilancio in utile, passando dal 70,3% del 2017 al 71,6% del 2018 (+1,3%). In linea anche il ROE che si attesta al 12,4% (+0,8% rispetto al 2017) e il ROI (+3,3% sul 2017). Un quadro positivo se paragonato all’andamento globale dell’economia italiana che nello stesso periodo ha registrato una stagnazione del PIL. La tenuta del trend di crescita coinvolge tutti i comparti, con una accelerazione per costruzioni, trasporti e servizi professionali. Rallentano invece industria, commercio, ristoranti ed alberghi.Nel dettaglio, emerge per quanto riguarda gli addetti, il settore dei trasporti (+12,5%), seguito da alberghi e ristoranti (+5,5%) mentre per fatturato il comparto in maggiore espansione risulta quello dei servizi (+8,1) che precede i trasporti (+8%).In relazione alle dimensioni, si conferma la tendenza che vede le grandi aziende più performanti delle piccole. Infatti le medie e le grandi trainano l’incremento, aumentando rispettivamente del +4,3% e del +9,6% a fronte delle micro che registrano un calo del -1,5%.Soprattutto in relazione al valore aggiunto, sono le medie e grandi imprese a trainare la crescita (+5,9% e +9,9% rispettivamente l’incremento nel 2017), mentre le piccole crescono di meno (+3,1%) e le micro sono in calo (-0,9%). Una dinamica simile si riscontra per ciò che concerne le variazioni di fatturato, valore della produzione e numero di addetti. Le Srl in Italia globalmente sono 866.247 pari a quasi 5,5milioni di addetti per un fatturato di 1.219miliardi di euro. Il 61,7% è costituito da microimprese (ovvero aziende con fatturato fino a 350mila euro, il 26,9% da piccole imprese (fatturato compreso tra 350mila e 2milioni di euro) ed il restante rispettivamente da medie (9,5%) e grandi (1,9%).

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Costruzioni in Italia: settore in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Continuano a crescere gli investimenti nel settore delle costruzioni, trascinati dalla ripresa delle opere pubbliche. Se nel 2018 il valore complessivo in Italia aveva superato i 139 miliardi di euro, si prevede a fine 2019 un aumento del 3,5%, pari a 4,8 miliardi di euro e nel 2020 di ulteriori 3,3 miliardi (+2,4%). Le stime arrivano dal Monitor edilizia di ottobre 2019, elaborate dall’Osservatorio Samoter-Prometeia. L’indagine analizza ogni trimestre l’andamento del comparto e rappresenta uno strumento che Samoter, il Salone internazionale macchine per costruzioni (Veronafiere, 21-25 marzo 2020), fornisce alle aziende per aiutarle a interpretare le evoluzioni del mercato. Secondo il Monitor edilizia, gli investimenti nel settore hanno avuto un andamento variabile nella prima metà del 2019. Alla forte crescita del primo trimestre è seguito un lieve calo nei tre mesi successivi, anche se in termini tendenziali la variazione degli investimenti è comunque rimasta positiva (+3,2% nel secondo trimestre).
Il clima di fiducia delle imprese del settore è aumentato in settembre e si è confermato su livelli più elevati rispetto agli altri settori dell’economia. In particolare, nel residenziale gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica continuano a dare un contributo rilevante all’attività in questo comparto su impulso delle agevolazioni fiscali. Positivo anche il dato delle compravendite nel mercato residenziale, cresciute del 3,9% nel secondo trimestre. Tuttavia, i prezzi delle abitazioni non hanno ancora raggiunto una completa stabilizzazione, registrando un ulteriore lieve calo nel secondo trimestre (-0,2%), legato unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, a fronte di un aumento nel segmento del nuovo.
Nonostante il lieve rallentamento del secondo trimestre, si conferma (al +3,5%) la stima di crescita degli investimenti in costruzioni nel 2019. Una tendenza diffusa in tutti i comparti di attività, incluso il Genio civile che, beneficiando della ripresa degli investimenti pubblici, ripartirà dopo una lunga fase di contrazione.
A far ben sperare, in particolare, è l’andamento degli investimenti fissi lordi delle pubbliche amministrazioni, in crescita del 6,9% nel primo semestre grazie alle misure adottate negli ultimi anni, a partire dallo sblocco degli avanzi di bilancio delle amministrazioni locali per la realizzazione di opere pubbliche.
Nel 2020-2021 è attesa un’ulteriore crescita delle costruzioni, intorno al +2% medio annuo. L’impulso principale si attende dal Genio civile, nell’ipotesi che sia data effettiva attuazione ai provvedimenti legislativi varati di recente a sostegno delle costruzioni (Decreti “Sblocca cantieri” e “Crescita”). Il nuovo esecutivo ha confermato l’impegno al rilancio delle infrastrutture e alla riqualificazione urbana, annunciando lo stanziamento di risorse aggiuntive nella Legge di bilancio per il 2020. In particolare, sono considerati prioritari il piano dell’Anas per la manutenzione straordinaria e gli investimenti nella rete ferroviaria inclusi nell’aggiornamento del Contratto di programma di RFI per il 2017-2021.
Nello stesso periodo anche l’edilizia residenziale dovrebbe mantenere un profilo espansivo, sebbene a ritmi più contenuti di quelli del biennio 2018-2019, continuando a beneficiare del contributo positivo degli investimenti nella riqualificazione.

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Anche Milano ha la sua Hogwards

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

Non la frequentano maghi e strane creature, né ci si arriva con l‘espresso dal binario 9 ¾, come nella saga di Harry Potter, ma sfrutta l’indiscusso fascino delle “casate” per incanalare in modo positivo le energie e la competitività tipica degli alunni maschi, accrescere il senso di appartenenza alla comunità scolastica, favorire la crescita personale e le capacità relazionali, dalla leadership alla responsabilità verso il gruppo e i più piccoli. Tutto al servizio di una didattica innovativa ma efficace, in cui ci si diverte e si collabora. L’idea è venuta ai docenti delle Scuole FAES Milano, prime in Italia a cimentarsi con questo sistema tipico dei college anglosassoni, i cui benefici sono supportati da abbondanti studi inglesi e americani. La didattica del FAES è basata su classi “single sex” nei due cicli della scuola Primaria e Secondaria di primo grado proprio per valorizzare le diverse caratteristiche di apprendimento e di comportamento dei due sessi. L’esuberanza e la competitività tipiche dei maschi diventano dunque il punto di forza dell’House System-Progetto Casate. Gli alunni e i docenti di tutte le classi della Primaria e Secondaria di primo grado FAES Argonne verranno divisi in 4 casate “trasversali” composte da alunni che vanno dalla prima elementare alla terza media e da vari docenti. Ognuna è un omaggio a un continente, ai suoi costumi, alla sua cultura e arte: Terre d’America, Vento d’Africa, Fuoco d’Asia, Sorgente d’Europa, contraddistinte da uno “scudo” e caratterizzate da un colore, un popolo e una virtù di riferimento, due animali totem, un albero, un elemento, un motto e due docenti come “capi-casate”. L’iconografia è stata riprodotta su magliette, stemmi e gonfaloni per dare una veste “visiva”, e in qualche modo giocosa, a un progetto che è invece molto serio.Gli obiettivi infatti sono ambiziosi: prendersi cura ancora meglio di ogni singolo studente, accrescere il senso di appartenenza alla comunità scolastica, ampliare le relazioni significative tra alunni di età diverse, favorire la crescita personale, la formazione del carattere e il senso di responsabilità. Ma anche introdurre forme innovative di didattica e incanalare in maniera positiva le energie indomabili tipiche di bambini e ragazzi per dare vita a competizioni e prove sia didattiche che sportive. Le vittorie e i piazzamenti faranno conquistare dei “punti gloria” che andranno a formare il “tesoretto” della casata, ma ad avere maggior valore saranno i comportamenti virtuosi, i gesti di solidarietà, di generosità, di impegno e di rispetto.
Il FAES è un’associazione, nata nel 1974 per promuovere la collaborazione educativa tra scuola e famiglia, che a Milano gestisce scuole paritarie dall’asilo nido ai licei: circa 1000 studenti, con un trend di crescita del 37%. Si tratta di classi bilingui italiano-inglese, incentrate su un modello didattico che ruota attorno alla figura dei tutor e riconosce come materie curricolari il coding (la programmazione) e le soft skills, cioè le abilità trasversali, umane, relazionali e sociali.
Il progetto – già presentato a genitori e a ragazzi – andrà a regime da novembre. Ogni casata sarà composta da circa 75 studenti e da alcuni docenti di riferimento e parteciperà a momenti di aggregazione dedicati, come pranzi e cene “esclusivi” o giochi in cortile, in cui si potrà incrementare il punteggio individuale e di gruppo superando delle prove. Come detto, però, saranno i comportamenti virtuosi quotidiani – gesti di solidarietà, di generosità, di impegno – a meritare più punti: starà ai prefetti, che sono studenti, e ai capi-casata accorgersene e segnalarli. Verranno poi reinterpretati in questa chiave tutti gli eventi che coinvolgono l’intera scuola, come le feste a tema, le giornate sportive, le prove ludico-didattiche, in cui le casate si sfideranno in maniera diretta e con le vittorie e i piazzamenti determineranno classifiche parziali e premi intermedi. Tutto poi confluirà nella supercoppa finale, la Coppa delle Case, che a giugno, con una cerimonia molto partecipata, verrà assegnata alla casata che si sarà distinta maggiormente.

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PIL: l’Istat taglia le stime al +0,8%

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

L’Istat taglia ulteriormente le stime relative alla crescita, che si attestano al +0,8%, in calo di 0,1 punti rispetto al dato di Aprile.Peggiora il rapporto deficit-Pil relativo al 2018, che passa al 2,2% dal 2,1% delle precedenti stime.Unico segnale incoraggiante è quello relativo alla pressione fiscale, che si attesta al 41,8% dal precedente 42,1%.Dato che, però, rischia di essere annullato dalle ipotesi di aumento della tassazione in esame al Governo, per evitare l’aumento dell’IVA.Tale quadro richiama l’attenzione sulla situazione ancora altamente instabile della nostra economia, che richiede interventi urgenti in direzione della crescita.Il primo passo in questa direzione è lo stanziamento di investimenti per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e la modernizzazione delle infrastrutture, nonché il taglio del cuneo fiscale, per dare uno slancio decisivo in direzione della ripresa.Inoltre è fondamentale, da un lato scongiurare l’aumento dell’IVA, che avrebbe conseguenze drammatiche per le famiglie, dall’altro una revisione sistematica e complessiva della tassazione, rimodulando le accise sui carburanti e tagliando alcune voci anacronistiche dagli oneri di sistema in bolletta, solo per citare alcune delle voci più urgenti.La Federconsumatori presenterà una proposta dettagliata in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché al Ministero dello Sviluppo Economico, che ci auguriamo vorranno accogliere il punto di vista di chi, come noi, ogni giorno è impegnato nella tutela degli interessi dei cittadini, stanchi di pagare tasse obsolete o spropositate.

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Si prospettano due decenni di crescita lenta nell’eurozona

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2019

A cura di Mark Burgess – Vice CIO Globale e CIO EMEA di Columbia Threadneedle Investments.
Sebbene siano trascorsi oltre 10 anni dalla crisi finanziaria globale, il mondo resta fortemente indebitato e non vi sono prospettive concrete di riduzione di tale debito nel breve o nel medio termine. Se si prescinde da fasi storiche eccezionali (come il periodo successivo alla Grande depressione, quando il rapporto debito/prodotto interno lordo (PIL) statunitense sfiorò il picco del 120%), i livelli del debito sovrano in molte economie sono prossimi a soglie record, e sicuramente risultano molto più elevati di quelli osservati solo due o tre decenni fa.
Negli Stati Uniti, il rapporto debito netto/PIL è pari al 106% ed è in aumento, a fronte di meno del 40% nei primi anni ‘80. Vale la pena riassumere come siamo arrivati a questo punto. Gli elevati livelli attuali del debito pubblico e dell’indebitamento complessivo sono quasi esclusivamente il prodotto della crisi finanziaria globale. se fossero nulli o prossimi allo zero.
Generalmente le banche centrali possono correggere tali squilibri riducendo i tassi d’interesse e favorendo così l’indebitamento. Tuttavia dopo la crisi finanziaria globale, il settore privato eccessivamente indebitato ha preferito estinguere i propri debiti piuttosto che accenderne di nuovi, malgrado il crollo dei tassi d’interesse.
Quali sviluppi possiamo attenderci? Per le economie sviluppate, soprattutto quella dell’eurozona, si prospetta una stretta creditizia o un lungo periodo di crescita e inflazione contenute, analogo a quello osservato negli ultimi due decenni in Giappone? Nessuno dei due scenari appare particolarmente attraente, ma una stretta creditizia, che potrebbe innescare un lungo periodo di crescita negativa, sembra di gran lunga peggiore.
Un’altra possibilità è una stagnazione simile a quella verificatasi in Giappone. Nel Regno Unito, malgrado livelli di debito pubblico molto più alti che negli anni ‘70 e ‘80, i costi del servizio del debito sono attualmente molto più bassi. Nel 1978, le spese per interessi sul debito pubblico britannico erano all’incirca pari al 4,8% del PIL. Oggi lo stesso dato nel Regno Unito è inferiore al 2%. Un quadro analogo emerge in USA, Francia, Germania, Italia, Canada e Giappone. Le banche centrali punteranno a mantenere bassi i tassi d’interesse, anche per far sì che i costi del servizio del debito rimangano gestibili.
Riteniamo che l’economia dell’eurozona presenti forti somiglianze con quella del Giappone, ragion per cui è altamente probabile che la regione attraverserà un lungo periodo di crescita e inflazione basse. In primo luogo, entrambe le economie dispongono di ampi sistemi bancari che sono responsabili di circa il 70% dei finanziamenti erogati al settore aziendale, il quale è costituito soprattutto da piccole e medie imprese (PMI). Nell’intera area euro, il calo dei tassi d’interesse non si è ancora tradotto in una crescita sostenuta dei prestiti alle aziende.
Va inoltre ricordato che il debito non costituisce solo un problema nazionale o governativo: decenni di tassi d’interesse contenuti hanno fatto schizzare alle stelle il debito al consumo, che sta tornando a raggiungere livelli allarmanti. L’indebitamento delle famiglie britanniche (che comprende mutui ipotecari, prestiti personali, prestiti studenteschi e saldi delle carte di credito) in proporzione al loro reddito è esploso dall’85% nel 1997 al picco del 148% nel 2008.
Tornando ai giorni nostri, nel primo trimestre 2019 il debito non immobiliare ha raggiunto un valore record di USD 4.020 miliardi. In tutto il mondo, i rapporti debito/reddito delle famiglie sono alle stelle; le percentuali più alte si trovano in Danimarca (270%), Paesi Bassi (222%), Australia (202%), Svezia (181%) e Canada (168%).Sta di fatto che vi è un’intera generazione di mutuatari nelle economie sviluppate che non ha mai vissuto in un’epoca caratterizzata da tassi elevati.
Non importa fino a che punto la Banca centrale europea possa ridurre i tassi d’interesse: il meccanismo della politica monetaria non può funzionare a dovere se le PMI, i principali motori della crescita, non accendono prestiti e se i rispettivi governi sono impossibilitati a intervenire a causa della soglia massima del 3% fissata per il deficit dal Trattato di Maastricht. L’esperienza giapponese indica peraltro che sarà molto difficile lasciarsi alle spalle il contesto di crescita e inflazione basse anche in presenza di aumenti della produttività e disavanzi di bilancio. La situazione rimarrà tale per diversi anni se non addirittura decenni, con scarsissime opportunità di crescita e di reddito per risparmiatori e investitori. Gli alti livelli di indebitamento fanno inoltre prevedere una maggiore volatilità. È il caso di allacciare le cinture di sicurezza: il prossimo futuro si preannuncia turbolento. (in abstract)

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