Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Posts Tagged ‘crescita’

Capitali per la crescita delle imprese italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

Università MercatorumRoma 23, settembre 2017 Università Mercatorum Piazza Mattei 10 Ore 10.00 evento di CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup, intitolato “Il ruolo propulsivo del Private Equity per lo sviluppo economico. Capitali per la crescita delle imprese italiane” che si svolgerà a Roma. “Un incontro pensato per presentare l’argomento a 360° grazie all’intervento di top manager di fondi e società di consulenza in ambito finanziario” – ha dichiarato Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup -. Approfondiremo le principali caratteristiche che rendono una società target “investibile” ed “attractive” per un investitore finanziario, discuteremo su quali siano i principali driver per la creazione di valore, i principali trend in atto nel mercato del Private Equity e quale sia, ad oggi, la strutturazione e durata dei processi di investimento”. “D’altra parte, il nostro interesse come branch di CONFASSOCIAZIONI è quello di individuare percorsi dove sia possibile discutere diverse tematiche e realtà – dalla finanza alla consulenza, dal mondo startup a quello dello spettacolo – con i migliori professionisti, sempre con l’obiettivo di scambiarci idee, conoscerci e stringere relazioni”.
Con Angelo DEIANA, Presidente CONFASSOCIAZIONI e ANPIB, Jamil ASHOUR, Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup e Luca MASOBELLO, Vice Presidente CONFASSOCIAZIONI Giovani e Startup con delega alla Finanza, all’evento hanno già confermato la loro partecipazione Danilo IERVOLINO, Presidente Università Mercatorum e Università Pegaso, Fabrizio BARONI, Managing Partner di B4 Investimenti SGR SpA, Fabio BORSOI, CEO Banca IMI Fondi Chiusi, Riccardo BRUNO, Professore Structured Finance Luiss, Dario CENCI, Partner Armonia, Claudio ROSSI, Business Angel, Enrico SILVA, MED Private Equity Leader e Partner TAS EY.

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Crescita economica europea: Italia fanalino di coda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

europa comunitaria2“La crescita economica investe tutta l’Europa, e l’Italia in Europa è penultima. Vuol dire che quello che hanno fatto Renzi e Gentiloni non ha funzionato, hanno fallito. Perché altrimenti saremmo tra i primi, come la Spagna”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervistato da TgCom24 in occasione della quinta edizione del “Campus Everest”, la rassegna dedicata ai giovani forzisti, in corso a Giovinazzo (Bari). “Gli ultimi dati su occupazione-disoccupazione: aumenta la disoccupazione in generale, aumenta quella giovanile, al 35%, il doppio della media europea, e quei posti di lavoro che si creano sono a termine, ossia precari. L’esatto contrario di quello che voleva fare Renzi con il suo Jobs Act, con cui in compenso ha buttato via 20 miliardi di euro in decontribuzione che potevano essere, invece, 20 miliardi di investimenti veri per creare posti di lavoro. E’ un imbroglio quello di Renzi-Gentiloni anche sull’occupazione, come lo è stato sulla riforma costituzionale, come lo è stato sulla legge elettorale, come lo sarà sulla povertà”.

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Come far crescere un’Europa politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

parlamento europeoE’, senza dubbio, una spinta in positivo eppure la sua crescita sembra aver raggiunto in questi giorni un brusco segnale di arresto. Qualcuno già si interroga se non sia una crisi irreversibile dello “Stato moderno”. Crisi derivata dalla identificazione dell’assolutezza dello Stato come moderno Leviatano. E che ha prodotto gli statalismi presenti ancora oggi nelle menti e nei cuori delle formazioni politiche di destra (destra sociale) e di sinistra della geografia politica italiana ed europea (con l’unica differenza tra destra e sinistra. Il nazionalismo come cornice unitaria nella destra, mentre la sinistra è classista ed internazionalista al tempo stesso). Una assolutezza dello Stato, da cui gli statalismi, che ha prodotto di converso la concezione dell’uomo come “unità numerica, intero assoluto che non ha altro rapporto se non con se stesso (J.J. Rousseau). E’ l’individualismo narcisista che ritroviamo nel liberismo darwiniano e nel liberismo esistenziale del radicalismo. Trasversali oggi da destra a sinistra. Come si è visto anche di recente a proposito delle polemiche sulla fecondazione eterologa, sull’omosessualità, sull’eutanasia, sull’assistenza al suicidio, sull’indifferentismo sociale di una certa èlit economico-finanziaria, ecc.
Chi è il leviatano? Dietro il profilo di un paesaggio sereno sulle cui vallette si distendono i villaggi di una terra pacificata e retta dal “buon governo”, si erge il torso di una creatura gigantesca dal capo incoronato, che impugna con la destra la spada e con la sinistra un pastorale, mentre l’immenso corpo figura composto di una miriade di omini con lo sguardo rivolto a lui. E’ il simbolo del leviatano quale è rappresentato nel famoso frontespizio dell’omonima opera di Hobbes, pubblicata nel 1651. Quello che per lo più di duemila anni, attraverso le scritture, la tradizione ebraico-cabalistica è l’immaginario medievale, è stato il drago marino, il serpente dalle mille spire, l’essere mostruoso, l’apocalittica potenza messa da Dio in terra per umiliare gli uomini, divenne con Hobbes, l’emblema ed il nome del Dio mortale, incarnò il corpo dello Stato sovrano, del “contratto” fra gli uomini. La sterminata eredità di pensiero e di idee che la riflessione sul potere e sul governo degli uomini ci ha trasmesso attraverso i tempi, dalla “politikè tèkne” della “polis” greca allo “Stato machiavelliano”, dal sovrano hobbesiano che non è un “defensor pacis” (Marsilio da Padova), ma “creator pacis”, alle concezioni razionalistiche e moderne di Stato e Nazione: questa eredità oggi si dice che è il simbolo del Leviatano, dopo tre secoli in cui ha segnato il destino della modernità, ha oggi irrevocabilmente esaurito la sua efficacia. Con l’avanzare del dominio della tecnica, la mega-macchina statuale appare sempre più. Come aveva intuito Nietzsche, un gelido mostro. Pervicacemente menzognero e totalmente incapace di percepire la vita nel suo divenire. Aveva ragione Nietzsche? Il problema non è lo Stato, la sua assolutizzazione, cioè la sua pretesa di essere fonte suprema del diritto. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 luglio 2017

manufacturingOra che Manufacturing 4.0 e Internet delle cose industriali (IIoT) accelerano l’automazione e l’adozione della metrologia in linea, il mercato del software metrologico assisterà ad una forte crescita. L’utilizzo da parte dei produttori di bracci e sensori robotici e l’attenzione posta su velocità, precisione e informazioni di utilità pratica tratte dalla crescente quantità di dati evidenziano ulteriormente il ruolo crescente di questo tipo di software. Poiché le nuove tecnologie, l’ispezione senza contatto e l’analisi dei Big Data guidano la crescita del software metrologico, la sua applicazione si sta spostando dalla semplice ispezione all’analisi e al reverse engineering. Nonostante sia i fornitori di soluzioni che i rivenditori di software offrano software di metrologia, i primi restano il canale di vendita dominante, poiché principalmente gli ultimi o vendono loro dei prodotti o collaborano con essi.
“Analysis of the Global Metrology Software Market, Forecast to 2021”, il nuovo studio del programma Test & Measurement Growth Partnership Service di Frost & Sullivan, rileva che il mercato del software metrologico per i servizi di ispezione, analisi e reverse engineering raggiungerà quota 526,6 milioni di dollari nel 2021. Lo studio esplora il potenziale del mercato nei settori automobilistico, aerospaziale, della produzione elettronica e altri, tra cui fabbricazione dei metalli, macchinari pesanti, officine meccaniche e dispositivi medici in Nord America, Europa, Asia-Pacifico e nel resto del mondo (Africa, America Latina, Medio Oriente e Russia). Le molteplici tendenze e sviluppi che guidano il mercato globale della metrologia sono:
Fabbriche intelligenti e nuove applicazioni nell’ambito della produzione di additivi e del reverse engineering
Continuo sviluppo di nanotecnologia avanzata, elettronica flessibile, materiali intelligenti e manifattura “green”
Domanda di scanner 3D e ottici nei settori automobilistico e aerospaziale
Forte base installata in Nord America e in Europa
Spostamento della produzione verso le economie emergenti della regione APAC, come India e Cina
Integrazione di sistemi multi-sensore nelle macchine di misura a coordinate (CMM) esistenti per fornire flessibilità operativa e generare informazioni approfondite sui dati
“Poiché l’automazione delle fabbriche sarà guidata dagli integratori di sistema, i fornitori di soluzioni di metrologia devono stabilire partenariati con gli integratori di sistema per potenziare la crescita”, aggiunge Ravi. “Inoltre, il modello SaaS dev’essere un’opzione per il futuro, poiché i clienti e i produttori preferiscono un modello di pagamento scalabile e commisurato all’uso (pay-and-scale, pay-per-use).”

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€19 mln per la crescita di Euro Group in Messico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

messicoSACE e SIMEST, che insieme costituiscono il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, supportano con una duplice operazione i piani di sviluppo in Messico di Eurotranciatura, principale realtà produttiva di Euro Group, attiva nella componentistica per motori elettrici e generatori.SIMEST ha acquisito il 29,1% di una controllata di nuova costituzione in Messico attraverso una partecipazione diretta al capitale per importo pari a $ 4,4 milioni, a cui si aggiunge la partecipazione indiretta di $ 1,1 milione a valere sul “Fondo di Venture Capital”, attivata nei casi di investimento diretto in aree geografiche di interesse strategico. Per sostenere gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’acquisto di macchinari e attrezzature per la nuova controllata messicana, SACE ha garantito un finanziamento da € 14,5 milioni per il quale Eurotranciatura beneficerà del contributo in conto interessi di SIMEST. L’operazione di finanziamento, finalizzata a supportare l’internazionalizzazione di Euro Group, vede come unica banca finanziatrice e Mandated Lead Arranger UniCredit.

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“Piccoli Comuni Crescono”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

Si è tenuto a Bellegra, in provincia di Roma, il dibattito “Piccoli Comuni Crescono”, un’iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia insieme ad alcuni sindaci tra i quali il vicepresidente dell’Anci e sindaco di Pergola nelle Marche, Francesco Baldelli; Diego Petrucci, neosindaco di Abetone in Toscana, Francesca Del Mastro, sindaco di Rosazza in Piemonte; Flavio Cera, sindaco di Bellegra e membro del Consiglio nazionale dell’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), Paolo Trancassini, sindaco di Leonessa nel Lazio; Luca De Carlo, sindaco di Calalzo di Cadore in Veneto; Manolo Cafarelli, sindaco di San Paolo Belsito in Campania, Alberto Mazzoleni, sindaco di Taleggio in Lombardia e vicepresidente nazionale dell’Uncem. All’incontro hanno partecipato moltissimi amministratori di tutta Italia in rappresentanza di liste civiche, sia di maggioranza che di opposizione. Nel corso dell’incontro sono stati trattati i principali temi legati al governo del territorio e discusse le proposte di soluzione delle principali criticità riscontrate quotidianamente dagli amministratori locali. La realtà dei piccoli Comuni al di sotto dei cinquemila abitanti rappresenta la maggioranza in Italia, considerato che la loro percentuale ammonta al 68,78% dei Comuni italiani.“I piccoli Comuni – sottolinea il vicepresidente nazionale ANCI Baldelli – sono uno straordinario strumento contro la crisi. Basti pensare che grazie allo sforzo amministrativo compiuto in queste realtà, abbiamo contribuito a far calare il debito pubblico di 13 miliardi di euro, pari a circa il 3 per cento dell’intero debito pubblico nazionale. Il vero problema sta nel fatto di non aver mai trovato, negli ultimi 5 anni, un valido interlocutore nel Governo, che anziché occuparsi dei problemi territoriali ha compiuto scelte altre e preferito, come sta accadendo adesso, privilegiare norme quale quella dello Ius Soli. Si tenga presente che per gli amministratori dei Comuni più piccoli la misura è colma e all’interno dell’Anci ormai non vi è più un’unica voce ma quella di tanti sindaci che non sono più disponibili a tollerare ulteriormente scelte scellerate. Noi siamo un baluardo sociale che attraverso le politiche sull’immigrazione portate avanti da una politica nazionale sorda corre il rischio di veder smantellato il sistema di welfare che i piccoli Comuni si sono saputi costruire, con molta fatica, nel corso di decenni”. Per Francesca Del Mastro “i piccoli Comuni sono quelli che ancora riescono ad avere un tessuto sociale forte, dove l’anziano rappresenta ancora una risorsa e dove molti giovani vogliono e possono trovare un sistema di vita più sano e a misura d’uomo”. Secondo Diego Petrucci, “occorre ridare linfa alle piccole realtà montane che sono ricche di un patrimonio pubblico in disuso che potrebbe rappresentare un volano per il rilancio del turismo. Basti pensare alle tante stazioni, caserme, rifugi e ostelli abbandonati che fanno capo allo Stato attraverso le Regioni, l’Agenzia del Demanio e altri soggetti pubblici. Vi è bisogno di una legge quadro che consenta, soprattutto ai piccoli Comuni, di far loro fare un censimento e di poter gestire in prima persona questo patrimonio attraverso un unico soggetto interlocutore e a forme di gestione in comodato d’uso che consentirebbero il recupero di queste strutture, la creazione di tanti posti di lavoro e il ritorno di un turismo montano di cui vi è una forte richiesta”.

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I paesi che più tutelano la proprietà sono anche quelli che crescono più stabilmente

Posted by fidest press agency su martedì, 11 luglio 2017

pietro paganiniSono più competitivi e producono maggiore innovazione. Questo il risultato dell’edizione 2017 dell’International Property Rights Index (IPRI), presentata oggi da Competere.
Promossa dalla Property Rights Alliance, che raccoglie attorno a sé organizzazioni e think tanks operanti in tutto il mondo a favore della libera iniziativa e di politiche indirizzate a favore dell’innovazione, l’indagine misura il grado di tutela della proprietà fisica e intellettuale in 127 paesi, per un totale complessivo del 98% del PIL mondiale e del 94% della popolazione della terra. Come tale è, dunque, uno strumento fondamentale per rapportare il grado di tutela della proprietà con la capacità di ciascuna regione di produrre innovazione ed essere competitiva sul mercato globale. In questa edizione della ricerca le performance dei paesi sono state valutate in correlazione con il livello di imprenditoria globale, l’accesso alla rete internet, lo sviluppo umano, il numero di ricercatori universitari e le prestazioni ambientali.
“Nel 2017 l’Italia si colloca al 49° posto, guadagnando una posizione rispetto al 2016 ma perdendone 9 rispetto al 2014. Siamo ancora lontani, dunque, dai paesi che innovano e competono al meglio come Svizzera, Svezia, Finlandia, Norvegia e Lussemburgo”, afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Il Patent Box, il sistema fiscale opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo dei diritti di proprietà intellettuale, non ha dunque portato grandi miglioramenti nel quadro normativo italiano. In sintesi possiamo dire che è stato adottato un approccio incoerente che ha finito solamente per moltiplicare gli oneri di coloro che avrebbero voluto beneficiare del sistema”.Nell’International Property Rights Index sono presenti anche alcuni casi studio elaborati da esperti del settore che illustrano le differenze presenti fra le tematiche relative alla proprietà intellettuale e le modalità con le quali è possibile raggiungere un buon livello di progresso e innovazione.
Competere è un think-tank che promuove l’innovazione attraverso l’elaborazione di analisi e proposte e la sensibilizzazione dei processi decisionali. Aiutano imprese, associazioni ed enti pubblici e privati a posizionarsi a livello internazionale ed istituzionale attraverso l’attività di intelligence, analisi e comunicazione istituzionale. http://www.competere.eu (foto: pietro paganini)

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Il bambino non cresce? Può essere celiachia

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

celiachiaUno ogni 100 persone è il numero di celiaci identificati con specifici test ma, rispetto alla popolazione generale che ha sintomi lievi, atipici o forme quasi silenti, la metà dei pazienti non riceve una diagnosi. La presentazione tipica della malattia è quella con sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, perdita di peso e nei bambini dai 6 anni in su, arresto della crescita, che segue l’introduzione del glutine nella dieta. E’ questo il segnale che più spesso allarma e allerta i genitori che si presentano all’osservazione del pediatra. Questa forma interessa un terzo di tutti i 50mila casi di celiachia pediatrica italiani. I restanti due terzi interessano bambini più grandi con anemia che non risponde alla terapia con ferro, stanchezza, aumento dei livelli delle transaminasi e anche qui perdita di peso e rallentamento della crescita staturale senza però i più caratteristici sintomi gastro-intestinali. Infine, le forme ‘silenti’ in cui non ci sono sintomi ma sono comunque presenti gli anticorpi tipici della malattia che si accompagnano alle lesioni intestinali causati dal contatto tra la proteina del glutine e la mucosa che riveste l’intestino. Un incontro mal tollerato dai celiaci che rispondono con una reazione autoimmunitaria e infiammatoria, tipica della patologia. Ne hanno parlato i nutrizionisti clinici riuniti nel secondo Congresso della Società Italiana di Nutrizione Clinica a Firenze: “Nei bambini è possibile fare diagnosi con un semplice esame del sangue che rilevi la presenza degli anticorpi specifici (TTG o EMA) in misura di dieci volte superiore ai livelli normali” spiega il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINUC “il che rende la diagnosi più facile e meno traumatica rispetto alla precedente pratica della biopsia intestinale che individua se i villi intestinali sono atrofici e infiammati (invece necessaria nella popolazione adulta). Il trattamento della patologia si basa su un regime dietetico che escluda in maniera assoluta e a vita il glutine, quindi grano certo, ma anche frumento, segale, orzo, farro e kamut mentre sono permessi riso e mais e i prodotti certificati per assenza di glutine ormai ampiamente disponibili in commercio e a carico del SSN. La novità è che la celiachia si manifesta sempre più in maniera camaleontica con sintomi atipici come l’anemia e la perdita di massa ossea, spia di un malassorbimento di nutrienti. Mentre in altri casi i sintomi sono dermatiti e alopecia ossia perdita di capelli che solo dopo un lungo iter vengono ricondotti alla intolleranza al glutine”.
L’efficacia della dieta si verifica sia con la scomparsa dei sintomi che per la diminuzione degli anticorpi da valutare attualmente ma i valori si normalizzano solo dopo 12 mesi dall’eliminazione del glutine.
La diagnosi e la cura della celiachia in età pediatrica devono tener conto dei diversi aspetti clinici, nutrizionali, psicologici, familiari e sociali in rapporto al periodo dell’età evolutiva nella quale viene eseguita la diagnosi di celiachia. Dopo la diagnosi, la famiglia deve intraprendere un percorso di adattamento e una riorganizzazione dello stile di vita che coinvolge tutti i suoi componenti. Se ben organizzata la dieta del bambino celiaco permette un’adesione ottimale: stoviglie dedicate, organizzazione della dispensa con alimenti senza glutine separati da quelli del resto della famiglia, acquisto dei prodotti certificati e l’informazione alla scuola in modo che la mensa si adegui alle esigenza, sono i suoi pilastri certificati. A cui si aggiunge l’apprendimento di ricette nuove che rendano varia e gustosa la dieta del piccolo celiaco.
Ciononostante, più della metà degli adolescenti abbandona la dieta senza glutine causa la perdita del controllo dei genitori, il desiderio di adeguarsi al gruppo e non essere accettato o marginalizzato. La mancata aderenza alla dieta comporta una ricomparsa dei sintomi e nuove manifestazioni.
Ossa a rischio – Nell’adolescente celiaco non diagnosticato o che non segue correttamente la dieta senza glutine, il picco di massa ossea che viene raggiunto rimane ridotto con la conseguenza di un maggior rischio di osteoporosi in età adulta. L’aderenza alla dieta perché, qualora instaurata dopo il raggiungimento del picco di massa ossea (16-18 anni nelle femmine, 20-22 anni nel maschio) non basta più da sola a correggere il difetto di mineralizzazione dell’osso. Ma una corretta dieta senza glutine è in grado ripristinare in un anno la normalizzazione della quota minerale ossea.
Rispetto alla Relazione annuale sulla Celiachia pubblicata nel 2007, le diagnosi di celiachia sono aumentate da 64mila a oltre 182mila negli adulti grazie alla migliore capacità di diagnosi. Lombardia con il 17.7% al primo posto per numero di pazienti, seguita ex aequo da Lazio e Campania con il 9,7% ciascuna. Si conferma anche il profilo ‘di genere’ della malattia con le donne affette in misura più che doppia rispetto al sesso maschile.

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Campidoglio, cresce il turismo nella Capitale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 giugno 2017

Foro romanoRoma Nei primi cinque mesi del 2017 Roma ha contato 5,4 milioni di arrivi e 13,5 milioni di presenze facendo registrare, rispetto allo stesso periodo del 2016, una crescita di circa il 2,8% negli arrivi e del 2,5% nelle presenze, con una accentuazione maggiore della domanda di turisti stranieri (+3,24% arrivi; +3,11% presenze). Sono i dati del turismo nella Capitale, frutto delle prime elaborazioni dell’anno realizzate dall’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio, illustrati oggi nel corso della conferenza stampa di inaugurazione del nuovo Punto Ristoro presso il P.I.T. di via dei Fori Imperiali a cui hanno preso parte la Sindaca di Roma Virginia Raggi, l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni, l’Ad di Zètema Albino Ruberti e la presidente della Commissione capitolina Turismo Carola Penna.
La rete dei P.I.T. si conferma come principale punto di informazione e accoglienza per i turisti italiani e stranieri che visitano Roma: il numero dei contatti registrati è infatti in crescita costante. Dopo i 3.594.345 contatti stimanti nel 2016, nei primi tre mesi del 2017 (ultimo dato disponibile) sono stati registrati 805.354 contatti, con un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Quest’anno l’Amministrazione capitolina ha avviato il processo di riorganizzazione della rete dei P.I.T., con la chiusura di quelli meno visitati e la risistemazione dei servizi prestati dal Punto di Accoglienza presso la sede del Dipartimento Turismo di Roma Capitale. Attualmente sono operativi 9 P.I.T. presso gli Aeroporti, la Stazione Termini e i principali luoghi del centro storico ed è in fase di realizzazione un progetto evolutivo che prevede l’incremento dei servizi offerti al turista, come la vendita di biglietti per bus turistici e spettacoli in programma in città. Inoltre, entro il mese di luglio 2017 sarà completato il nuovo P.I.T. dell’Aeroporto di Fiumicino che si troverà in una posizione ottimale, ovvero di fronte all’uscita passeggeri del Terminal 3.
piazza-navonaRoma Pass. Si conferma anche nel 2017 il successo delle card turistico-culturale della Capitale (Roma Pass 72 hrs e Roma Pass 48 hrs) che offrono agevolazioni economiche e servizi che facilitano la visita della città.
Dopo le 615.275 card vendute nel 2016, nei primi cinque mesi dell’anno sono state vendute complessivamente 237.072 card registrando un incremento del 4% rispetto alle 227.914 card vendute nello stesso periodo del 2016.Le due versioni di Roma Pass 72 hrs e Roma Pass 48 hrs si completano oggi con la RomaMap. Dopo aver scaricato la App gratuita Charta Roma, i possessori della Roma Pass potranno inquadrare con il loro tablet o smartphone la mappa inserita nel kit e, anche in assenza di connessione internet, visualizzare le riproduzioni in 3D, video, audio e immagini di approfondimento di: Colosseo; Piazza del Campidoglio e Musei Capitolini; Mercati di Traiano; Museo Ara Pacis; Castel Sant’Angelo; Piazza San Pietro e Basilica; Pantheon; Piazza Navona e Fontana di Trevi. L’audio guida è attualmente disponibile in italiano, inglese e spagnolo.
Prosegue la crescita in termini di contatti per il Call Center Turismo–Cultura–Spettacolo della città di Roma 060608 (operativo tutti i giorni dalle 9 alle 19): nei primi cinque mesi del 2017 sono state ricevute 126.076 chiamate, con una media di 835 chiamate giornaliere e registrando un incremento del +7,4% rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. Anche il servizio di prenotazione e vendita di biglietti per spettacoli ed eventi culturali ha registrato una grande crescita nei primi cinque mesi del 2017: sono stati venduti infatti 6.850 biglietti, con un incremento del 31,7% rispetto allo stesso periodo del 2016.

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Parma primo Ateneo dell’Emilia-Romagna per crescita delle matricole

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 giugno 2017

parma universitàContinua la crescita delle matricole all’Università di Parma: nell’a.a. 2016-2017 l’incremento è stato del 16,9%, una crescita davvero rilevante che colloca l’Ateneo al sesto posto tra le università statali italiane. È quanto emerge dalla classifica stilata da “Repubblica.it” su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, effettuata su 90 atenei italiani (62 statali, 10 telematici, 18 non statali o privati). La classifica sottolinea il grande exploit (il migliore dal 2003) del sistema universitario italiano nel suo complesso, con una crescita media a livello nazionale del 4,3%.L’Università di Parma, con il suo +16,9%, è dunque oltre 12 punti percentuali sopra la crescita media nazionale, ed è primo ateneo dell’Emilia-Romagna: la seconda università emiliano-romagnola è quella di Modena e Reggio Emilia, al tredicesimo posto.Continua quindi la eccezionale performance dell’Università di Parma, che prosegue nel percorso di crescita già intrapreso lo scorso anno, quando il numero di matricole era aumentato del 22,5%, collocando l’Ateneo al primo posto della classifica di “Repubblica”.

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Visitatori in crescita nei Musei in Comune Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

Museo Nazionale del Palazzo di VeneziaIl dato positivo, già riscontrato nel 2016 sul 2015 (+5,6%) viene rafforzato dai dati del primo quadrimestre del 2017 (gennaio-aprile) raffrontati con lo stesso periodo del 2016: da gennaio ad aprile 2017 si è registrato un incremento del +20,14% sui visitatori totali che raggiunge il +22,72% considerando solo i visitatori dei musei a pagamento. Gli ottimi risultati raggiunti in questo primo quadrimestre del 2017 sono dovuti alla programmazione di mostre di grande successo come Artemisia Gentileschi e il suo tempo (dal 30 novembre 2016 al 7 maggio 2017 al Museo di Roma Palazzo Braschi con 127.163 visitatori) e Vivian Maier. Una fotografa ritrovata (in corso al Museo di Roma in Trastevere con circa 38.000 visitatori fino ad oggi); e alla vasta programmazione di eventi di animazione dei musei a pagamento e gratuiti, all’ottimo riscontro di pubblico delle domeniche gratuite per i residenti a Roma e nella città metropolitana, all’ampliamento e al riallestimento di alcuni spazi museali – come il Museo di Roma Palazzo Braschi completamente ripensato o la Centrale Montemartini che ospita nuovi importanti capolavori tra cui il treno di Pio IX.
Tanti anche i nuovi progetti in programma nel Sistema Musei Civici di Roma. Per i prossimi appuntamenti il comune denominatore è rendere i musei degli spazi sempre più aperti e inclusivi. Con questo obiettivo l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale in collaborazione con Zètema Progetto Cultura vuole procedere sulla buona strada tracciata con ottimi risultati negli ultimi mesi, realizzando eventi in fasce orarie differenti per raggiungere diverse tipologie di pubblico, coinvolgendo le istituzioni cittadine e i giovani artisti e puntando sempre di più sull’innovazione tecnologica.A partire da ottobre i musei civici ospiteranno un nuovo contenitore di eventi, sviluppato in 7 percorsi. Gli appuntamenti spazieranno dall’arte contemporanea all’illustrazione e il fumetto, dalla letteratura ai laboratori, alle visite guidate tematiche e animate alle conferenze. Anche questo progetto è stato ideato con l’intento di rendere gli spazi museali un luogo di incontro e partecipazione attiva, attrarre target diversi di pubblico (adolescenti, giovani, famiglie, anziani, cittadini stranieri residenti a Roma) per far conoscere loro gli spazi e farli vivere con modalità inconsuete.

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Campidoglio, premiate le scuole vincitrici del progetto ‘Le 4 Erre dell’Ambiente: Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare’

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 giugno 2017

Papi_BaldassarreStimolare la creatività degli studenti sui temi riguardanti i rifiuti, il decoro urbano e la sostenibilità ambientale. Con questo obiettivo l’amministrazione capitolina ha lanciato il progetto ‘Le 4 Erre dell’Ambiente: Ridurre, Recuperare, Riusare, Riciclare’ che ha coinvolto i nidi comunali e in convenzione, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per un totale di 65 istituti.Al termine del percorso, ogni istituto ha presentato un elaborato che è stato valutato da un’apposita commissione. Stamane alla presenza dell’assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre e dell’assessora alla Sostenibilità ambientale Pinuccia Montanari, presso l’Aranciera di San Sisto, sono stati premiati i migliori lavori:
-Sez. Asili Nido: Castello Incantato, Eureka, Casa dei Bambini
Papi_Montanari-Sezione Infanzia: Piscine di Torrespaccata
-Sezione Primaria: IC Abbado
-Sezione Secondaria I°: Mar Rosso
-Sezione Secondaria II°: Armellini
-Sezione Arte: Asilo Nido Colibrì
Liceo Scientifico Aristotele
I.C. Via Rugantino, 91
Le attività, condotte dagli insegnanti in rete con le famiglie e le realtà presenti sul territorio, hanno riguardato in particolare:
Prevenzione nella produzione di rifiuti, riduzione alla fonte, riuso, riutilizzo e recupero di materia nel rispetto delle normative comunitarie
Sostegno della pratica quotidiana della raccolta differenziata e cura degli ambienti;
Valorizzazione delle filiere nell’ottica della green economy;
Orientamento ai comportamenti per una corretta sostenibilità, favorendo il confronto sul tema ambientale e sul decoro cittadino;
Piani di lavoro in rete con altri servizi educativi e coinvolgimento delle famiglie, delle associazioni studentesche, dei centri anziani, delle realtà presenti sul territorio e di altri istituti.“L’ambiente costituisce un tema per troppo tempo tenuto ai margini dei percorsi scolastici. Vogliamo quindi colmare questa lacuna, tramite progetti specifici dagli asili sino ai licei, progetti che tutti gli anni verranno proposti alle scuole. Abbiamo pensato di mettere a sistema contribuiti ed esperienze differenti, coinvolgendo studenti, insegnanti, famiglie e le realtà che operano sul territorio. E’ il metodo migliore per costruire un network virtuoso, che stimoli la partecipazione e la condivisione tramite la creatività e l’iniziativa spontanea di chi vivi le scuole ogni giorno. Nell’impegno per l’ambiente anche i servizi educativi e scolastici possono e devono fare la loro parte”, ha sottolineato l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre. (foto: Papi_Baldassarre, Papi_Montanari)

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Previsioni economiche di primavera 2017: crescita costante all’orizzonte

Posted by fidest press agency su sabato, 13 maggio 2017

europa-261011-cBruxelles. Previsioni economiche di primavera 2017: crescita costante all’orizzonte. L’economia europea è entrata ormai nel quinto anno di una ripresa che sta ora interessando tutti gli Stati membri dell’UE e che dovrebbe proseguire a un ritmo per lo più regolare quest’anno e l’anno prossimo. Nelle previsioni economiche di primavera pubblicate oggi, la Commissione indica per la zona euro una crescita del PIL dell’1,7% nel 2017 e dell’1,8% nel 2018 (nelle previsioni d’inverno la stima era pari, rispettivamente, all’1,6% e all’1,8%). Per l’UE nel suo complesso, la crescita del PIL dovrebbe rimanere stabile all’1,9% per entrambi gli anni (nelle previsioni d’inverno era pari all’1,8% sia per il 2017 che per il 2018). Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l’Euro e il dialogo sociale, la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali, ha dichiarato: “Le previsioni economiche di oggi indicano che la crescita nell’UE si sta rafforzando e che la disoccupazione continua a diminuire. La situazione è però molto diversa da uno Stato membro all’altro, con risultati migliori nelle economie che hanno attuato riforme strutturali più ambiziose. Per ristabilire l’equilibrio sono necessarie riforme audaci in tutta Europa, che vanno dall’apertura dei mercati dei prodotti e dei servizi alla modernizzazione del mercato del lavoro e dei sistemi di protezione sociale. In un’epoca di cambiamenti demografici e tecnologici, anche le nostre economie devono evolversi, offrendo maggiori opportunità e una migliore qualità di vita per i nostri cittadini.” Pierre Moscovici, Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, ha dichiarato: “L’Europa sta entrando nel quinto anno consecutivo di crescita, sostenuta da politiche monetarie accomodanti, da una solida fiducia delle imprese e dei consumatori e da un miglioramento del commercio mondiale. Tra le buone notizie, anche il fatto che l’incertezza che ha caratterizzato gli ultimi dodici mesi potrebbe iniziare a cedere, anche se la ripresa della zona euro in termini di posti di lavoro e di investimenti rimane disomogenea. La sfida principale da raccogliere nei mesi e negli anni a venire sarà porre rimedio alle cause di queste disparità.”
L’economia mondiale ha registrato un’accelerazione alla fine dello scorso anno e all’inizio di quest’anno, forte della ripresa simultanea della crescita in molte economie avanzate ed emergenti. La crescita mondiale (UE esclusa) dovrebbe rinvigorirsi attestandosi al 3,7% quest’anno e al 3,9% nel 2018, rispetto al 3,2% nel 2016 (previsioni immutate rispetto alla previsioni d’inverno), grazie all’economia cinese che continua a essere resiliente nel breve periodo e alla ripresa dei prezzi delle materie prime che sostiene altre economie emergenti. Le prospettive per l’economia statunitense sono generalmente invariate rispetto all’inverno. Nel complesso, nel 2017 e nel 2018 le esportazioni nette non dovrebbero incidere sulla crescita del PIL nella zona euro.
L’inflazione ha registrato una crescita significativa negli ultimi mesi, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio. Tuttavia l’inflazione di fondo, che non tiene conto dei prezzi volatili dei prodotti energetici e dei prodotti alimentari non lavorati, è rimasta relativamente stabile e ben al di sotto della media a lungo termine. Secondo le previsioni, nella zona euro l’inflazione dovrebbe salire dallo 0,2% nel 2016 all’1,6% nel 2017, prima di ritornare all’1,3% nel 2018 con l’attenuarsi dell’effetto dell’aumento dei prezzi del petrolio.I consumi privati, principale motore della crescita negli ultimi anni, nel 2016 hanno toccato il livello più elevato mai raggiunto in 10 anni, ma quest’anno dovrebbero diminuire a causa dell’inflazione che erode parzialmente il potere d’acquisto delle famiglie. Con il previsto rallentamento dell’inflazione nel prossimo anno, i consumi privati dovrebbero nuovamente registrare una lieve ripresa. Si prevede un’espansione abbastanza regolare degli investimenti, che però continuano a risentire delle modeste prospettive di crescita e della necessità di ridurre l’indebitamento in alcuni settori. Una serie di fattori depone a favore di una graduale ripresa: l’aumento dei tassi di utilizzo della capacità, la redditività delle imprese e condizioni di finanziamento allettanti, anche grazie al piano di investimenti per l’Europa.
Disoccupazione sempre in diminuzione. Continua la tendenza al ribasso della disoccupazione che però resta elevata in molti paesi. Nella zona euro dovrebbe scendere al 9,4% nel 2017 e all’8,9% nel 2018, toccando il livello più basso dall’inizio del 2009, grazie all’aumento della domanda interna, alle riforme strutturali e ad altre politiche governative in alcuni paesi che incoraggiano la creazione di numerosi posti di lavoro. La tendenza dell’UE nel suo complesso dovrebbe essere simile: si prevede che la disoccupazione scenda all’8,0% nel 2017 e al 7,7% nel 2018, attestandosi al livello minimo dal 2008. Il rapporto disavanzo pubblico/PIL e il rapporto debito lordo/PIL dovrebbero entrambi ridursi nel 2017 e nel 2018, sia nella zona euro che nell’UE. Il pagamento di interessi più bassi e la moderazione salariale nel settore pubblico dovrebbero garantire che i disavanzi continuino a contrarsi, anche se a un ritmo più lento rispetto agli ultimi anni. Nella zona euro si prevede che il rapporto disavanzo pubblico/PIL passi dall’1,5% del PIL nel 2016 all’1,4% nel 2017 e all’1,3% nel 2018, mentre nell’UE il medesimo rapporto dovrebbe scendere dall’1,7% nel 2016 all’1,6% nel 2017 e all’1,5% nel 2018. Il rapporto debito/PIL della zona euro dovrebbe passare dal 91,3% del PIL nel 2016 al 90,3% nel 2017 e all’89,0% nel 2018, mentre nell’UE nel suo insieme si prevede che il medesimo rapporto scenda dall’85,1% nel 2016 all’84,8% nel 2017 e all’83,6% nel 2018.
Sulle previsioni pesano rischi più equilibrati, ma ancora orientati verso un peggioramento
L’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata. Nel complesso, i rischi sono più equilibrati rispetto alle previsioni d’inverno, ma la probabilità di un peggioramento è sempre presente. I rischi esterni sono legati, ad esempio, alla futura politica economica e commerciale degli Stati Uniti e, più in generale, alle tensioni geopolitiche. L’aggiustamento economico della Cina, lo stato di salute del settore bancario in Europa e i prossimi negoziati con il Regno Unito sull’uscita dall’UE sono anch’essi considerati come possibili rischi di revisione al ribasso delle previsioni.
Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 25 aprile 2017. Le ipotesi relative ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime rispecchiano le aspettative del mercato desunte dai mercati dei derivati al momento di elaborare le previsioni. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 25 aprile 2017. A meno che le politiche non siano sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile, le proiezioni presuppongono che esse restino invariate.

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Le Pmi delle costruzioni in crescita all’estero grazie a una strategia di filiera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

biancofioreIl ristagno della domanda interna non ha fermato il mercato italiano delle costruzioni. La crescita del fatturato estero delle imprese italiane tra il 2004 e 2015 è stata del 286,5%. Una performance cui hanno contribuito le pmi.
Lo evidenzia in una nota il Presidente del Comitato estero Pmi dell’Ance, Gerardo Biancofiore.“Il nostro successo ha fatto leva su una strategia di filiera”, sottolinea Biancofiore. “Abbiamo operato in sinergia con Governo ed enti preposti all’internazionalizzazione come Ice, Sace e Simest. In coordinamento con le Ambasciate. Affiancati da alcuni tra i principali istituti di credito. Ma le Pmi per crescere, come ho sottolineato anche in un incontro con il Ministro degli Esteri Angelino Alfano, hanno bisogno di un maggiore supporto del Sistema Italia sulle garanzie e fideiussioni per partecipare alle gare internazionali così come avviene in altri paesi”.Ma per il numero del Comitato internazionalizzazione delle piccole e medie imprese dell’Ance, si può fare ancora di più. “All’estero – spiega Biancofiore – gli standard produttivi ormai sono sempre attestati su alti livelli tecnologici e di qualificazione complessiva. Il vero valore aggiunto ormai è dato dal servizio. Conteranno sempre le soluzioni tecnologiche, si dovrà avere il dovuto riguardo alla componente costi, ma a diventare determinante è fin d’ora, e sarà ancora di più nel prossimo futuro, la capacità di realizzare opere in grado di durare nel tempo, sia in termini di eccellenza di esecuzione che di materiali impiegati. Per far sì che queste opere non diventino obsolete dopo qualche anno, la partita della manutenzione sarà importante almeno quanto quella della realizzazione”.Per Biancofiore, occorre fare ancora un ulteriore sforzo per assicurare azioni di sistema, che snellendo tempi ed evitando sovrapposizioni, assicurino soprattutto alle piccole aziende un affiancamento idoneo sui mercati esteri. “A parole e analisi debbono far seguito progetti e decisioni. In ballo c’è la costruzione del mondo dei prossimi decenni. I paesi che sapranno definire strategie più funzionali e lungimiranti acquisiranno il vantaggio competitivo di aver fissato nuovi standard globali. Per quanto riguarda le imprese, siamo pronti, lo è la maggior parte delle nostre realtà. Puntiamo ad accrescere ulteriormente il portafoglio ordini complessivo italiano su scala internazionale”. (foto: biancofiore)

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Il Gruppo Chiesi chiude il 2016 con il fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 22 aprile 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma. Chiesi Farmaceutici ha chiuso il 2016 con un trend positivo sia in termini di fatturato, che ha raggiunto 1.571 milioni di euro, crescendo di +7,0% rispetto al 2015 (+9,6% a tassi di cambio costanti), sia a livello finanziario con EBITDA pari a 448 milioni di euro (+8.2% sul 2015). Il fatto che la multinazionale goda di grande salute è dato anche da un’ulteriore crescita degli investimenti in Ricerca e Sviluppo (+12,5% rispetto al 2015), che hanno superato il 21% delle vendite totali, raggiungendo i 340 mio nel 2016. Il gruppo conta all’attivo 51 progetti di ricerca. L’organico aziendale ha ormai superato i 4.800 dipendenti: centralità delle persone, passione, spirito imprenditoriale e dialogo multiculturale sono i valori su cui l’azienda continua a fondare il suo sviluppo nei prossimi anni.
La dimensione internazionale del Gruppo è a tutt’oggi confermata dalle vendite internazionali, che nel 2016 hanno generato l’83% del fatturato. Per quanto riguarda l’Europa, le filiali hanno mostrato un incremento complessivo del 4,9% in termini di fatturato che ha raggiunto per la prima volta il miliardo di euro. Due le acquisizioni da segnalare nella regione Europa: Atopix Therapeutics Limited, un’azienda britannica focalizzata sulle biotecnologie che sviluppa trattamenti in fase clinica per l’asma che potenzia la pipeline di Chiesi nell’ambito delle patologie respiratorie, in particolare per le malattie infiammatorie respiratorie eosinofiliche e, per Chiesi Spagna, l’acquisizione dal Gruppo Zambon di Lipograsil, una gamma di integratori alimentari per il controllo del peso a base di ingredienti vegetali e micronutrienti, posizionandosi in un segmento chiave dell’area OTC spagnola con un prodotto forte e già consolidato nel mercato. Inoltre Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi, ha concluso un accordo con la Marco Antonetto Farmaceutici per la distribuzione del listino, in qualità di concessionari esclusivi di vendita, per l’Italia, che conta alcuni marchi rilevanti nel panorama consumer healthcare, quali Digestivo Antonetto, Euchessina e Lievito Sohn.
E’ stato inoltre raggiunto un accordo con la società americana The Medicines Company per l’acquisizione dei diritti di commercializzazione a livello mondiale di 2 prodotti ospedalieri Kengreal®, Cleviprex®, e quelli per il mercato USA di Argatroban® per iniezione. Kengreal®, Cleviprex®, già lanciati sul mercato americano e in alcuni paesi europei, contribuiranno a completare il portafoglio prodotti nell’ambito dello specialty care.I mercati emergenti, nonostante le oscillazioni valutarie che hanno inevitabilmente condizionato la crescita economica del gruppo, hanno comunque vissuto una crescita ragguardevole: è il caso di Brasile, Turchia, Cina, Pakistan e Messico che sono cresciuti nel complesso dell’14,5% – in valuta locale.

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Cattive notizie anche sul fronte della crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

istatSempre secondo l’Istat, servirebbe uno scatto dell’economia per poter centrare gli obiettivi di crescita del Pil previsti dal governo per il 2017. Come dire che l’obiettivo di una crescita del Pil pari al +1,1% scritto nel Def è da libro dei sogni.La conferma è arrivata ieri dal Fondo Monetario, che ha stimato il tasso di crescita del Pil italiano a +0,8%, ben tre decimi di punto in meno rispetto alla stima del governo.
Ancora peggiori i dati sulla condizione economica delle famiglie italiane, un vero e proprio dramma sociale. Nel 2016 l’indice di disagio è peggiorato, oggi coinvolge l’11,9% della popolazione italiana. Estremamente preoccupante è l’elevato disagio economico per le famiglie del Mezzogiorno, per quelle monogenitore con figli minori e per quelle che hanno a capo una persona in cerca di occupazione o con occupazione solo part time.Ancora, secondo l’Istat in Italia ci sono 1 milione 250 mila minori in condizione di grave deprivazione, pari al 12,3% della popolazione con meno di 18 anni. Un dato terribile. E sono 7 milioni 209 mila le persone che vivono in famiglie in grave deprivazione materiale, ovvero in seria difficoltà economica.Quello che emerge oggi è quindi il quadro di una società composta da famiglie che non solo non hanno più lavoro, ma faticano addirittura a procurarsi il cibo.Se a tutto questo ci aggiungiamo il ritorno dello spread, ormai stabilmente al di sopra dei 200 punti base, il quadro del disastro compiuto dalle politiche economiche degli ultimi governi di sinistra è completo. Ci chiediamo che fine abbiano fatto le tanto sbandierate misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Tante promesse fatte dal governo, quando la cruda realtà è fatta di milioni di italiani che ogni giorno non sanno come fare per mettere assieme il pranzo con la cena”.

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Flessibilità di bilancio: 6 miliardi di euro per lavoro, crescita e migrazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 aprile 2017

bilancia pagamentiBruxelles. Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì nuove regole per rendere più facile lo spostamento di fondi all’interno del bilancio UE pluriennale, in modo da poter meglio affrontare le sfide più incombenti come quella relativa ai migranti e per rafforzare la sicurezza, stimolare la crescita e creare nuovi posti di lavoro.I deputati hanno a lungo sostenuto la necessità d’introdurre una maggiore flessibilità all’interno del Quadro finanziario pluriennale (QFP), che si applicherà alla parte restante del bilancio pluriennale 2014-2020.“Il Parlamento si è detto giustamente a favore di una revisione del quadro finanziario pluriennale per rispondere alle nuove sfide che l’Unione europea si trova ad affrontare. Anche se la nostra ambizione, per l’entità delle modifiche, non è stata pienamente raggiunta, possiamo essere soddisfatti del risultato. Abbiamo vinto per la prima volta sulla revisione del QFP, che garantirà un miglior sistema di bilancio per il restante periodo. Abbiamo creato più spazi di manovra per rispondere alle nuove sfide. Abbiamo anche assicurato mezzi finanziari aggiuntivi per alcuni programmi e politiche dell’UE: i 6 miliardi di euro forniranno un sostegno aggiuntivo per le PMI, la ricerca, Erasmus+, per creare posti di lavoro per i giovani e migliorare la sicurezza dei nostri cittadini”, ha dichiarato il correlatore Jan Olbrycht (PPE, PL).“Accogliamo con favore la votazione della revisione che prevede, tra le altre cose, un supplemento di 1,2 miliardi di euro per la lotta alla disoccupazione giovanile entro il 2020. È solo un passo, ma un passo nella giusta direzione. Tuttavia, si sarebbe potuto anche andare oltre ed è ciò che cercheremo di fare nei futuri negoziati di bilancio”, ha aggiunto la correlatrice Isabelle Thomas (S&D, FR).Il progetto di regolamento sulla revisione intermedia del QFP è stato approvato con 470 voti favorevoli, 166 voti contrari e 66 astensioni.Le integrazioni, descritte in una dichiarazione congiunta del Parlamento europeo e del Consiglio che ammontano a 6.009 milioni di euro (15% di tale somma proveniente da riassegnazioni dei fondi e l’85% da risorse non assegnate), saranno così distribuite:3,9 miliardi di euro per misure relative alla migrazione all’interno dell’UE (2,55 miliardi di euro), come ad esempio la Guardia costiera UE, l’Agenzia per l’asilo e la riforma del sistema europeo di asilo, e per affrontare le cause esterne della migrazione (1,39 miliardi di euro), incluso il sostegno a investimenti in paesi terzi.2,1 miliardi di euro per il lavoro e la crescita, di cui la maggior parte per sostenere l’Iniziativa per l’occupazione giovanile con 1,2 miliardi di euro per il periodo 2017-2020. I fondi rimanenti saranno riservati alle infrastrutture per i trasporti, i programmi di ricerca, il supporto alle PMI e Erasmus+.In un’altra dichiarazione annessa del Parlamento, i deputati hanno chiarito che, tuttavia, le somme indicate nel pacchetto da 6 miliardi di euro sono “importi di riferimento che dovranno essere esaminati nel contesto della procedura annuale di bilancio, tenendo debitamente conto delle concrete circostanze di ogni bilancio annuale.”
In sostanza, il progetto di regolamento modifica il regolamento QFP del 2013 per rafforzare le varie disposizioni di flessibilità e gli strumenti speciali e rendere più semplice lo spostamento di una maggiore quantità di fondi tra i capitoli di bilancio e le annualità. L’obiettivo è di aumentare la capacità del bilancio UE di affrontare gli imprevisti e le nuove priorità nel contesto delle sfide persistenti all’interno e all’esterno dell’Unione.

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La moda traina l’e-Commerce nella Ticino Fashion Valley

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 marzo 2017

Lugano Il settore del commercio elettronico elvetico conferma il suo successo registrando una crescita del 21% solo nel 2016, trainata principalmente dal settore della moda. Il Fashion rimane infatti, per il secondo anno consecutivo, al primo posto tra le categorie più acquistate dagli online shopper in Svizzera, con un 56% di acquisti realizzati in questo settore e una spesa media annua di 605 CHF.A confermarlo sono i dati dell’Observatory NetComm Suisse e della Ricerca Swiss e-Commerce Consumer Behaviour realizzata con Contactlab, presentati nell’ambito del convegno “e-Commerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley”, giunto quest’anno alla sua terza edizione e svoltosi oggi presso il LAC di Lugano.I risultati presentati denotano come il processo di digitalizzazione in Svizzera sia completato e il mercato sia ormai maturo, considerato che il 95% della popolazione fra i 16 e i 65 anni (5,3 milioni di persone) naviga su internet regolarmente e il 90% di essi ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno. In totale nel 2016 i 4,7 milioni di online shopper elvetici hanno speso 11,2 miliardi di CHF per comprare beni e servizi da portali di eCommerce, con uno scontrino medio annuale che ammonta a 2.400 CHF. Il 75% di essi inoltre naviga abitualmente da mobile, mentre il 61% si rivolge anche a siti esteri.“L’eCommerce in Svizzera continua la sua corsa e nel 2016 raggiunge quota 11,2 miliardi di CHF, mettendo a segno una crescita del 20%”. commenta Alessandro Marrarosa, Presidente di NetComm Suisse. “Si tratta di una crescita significativa, e superiore al +13% registrato lo scorso anno, dovuta alla stabilizzazione dei processi di digitalizzazione della popolazione svizzera, alla maggiore maturità raggiunta dal mercato del commercio elettronico elvetico e all’innalzamento del livello di spesa media annuale per acquirente arrivata a 2.400 CHF”.Rispetto alle categorie di beni e servizi alle spalle del Fashion si posizionano i trasporti, i viaggi e le attività di svago tramite il ticketing. Ad emergere è inoltre il settore dell’arredamento che, se prima rappresentava una nicchia, nel 2016 registra un aumento del 33% nel numero di acquirenti online. Tra i metodi di pagamento preferiti dagli online shopper elvetici spiccano la carta di credito (45%) e PayPal (44%).
Guardando ai device, in linea con le tendenze europee, i dati confermano numeri in crescita per gli smartphone, utilizzati oggi dal 68% degli online shopper e in aumento del 19% rispetto al 2014. In crescita è anche la tendenza ad utilizzare lo smartphone nel punto vendita per cercare informazioni sui prodotti (+26% rispetto al 2014) o comparare i prezzi (un’attività che arriva ad interessare fino al 50% degli user).“L’eCommerce elvetico a livello internazionale gode di una positiva reputazione”, commenta Carlo Terreni, Direttore Generale di NetComm Suisse, “e registra un interesse sempre maggiore da parte degli acquirenti che risiedono all’estero. Il 60% degli online shopper a livello internazionale attribuisce il valore di “alta qualità” ai prodotti svizzeri. In termini di percezione per affidabilità del servizio, la Svizzera si posiziona seconda solo alla Germania. Sono 3.440.000 gli online shopper stranieri che acquistano prodotti in Svizzera, con in testa l’area di Shanghai, seguita da Germania e UK”. prosegue Carlo Terreni “Sono 80 i brand di moda basati in Ticino e che vedono in quest’area geografica le condizioni ideali per lo sviluppo e la gestione del loro business nell’eCommerce. Alla luce dello stabilizzarsi delle aziende in Svizzera si osserva una sempre maggiore ricerca di profili con competenze digitali e per questa ragione, come NetComm Suisse, stiamo varando percorsi di formazione dedicati”.
Gli online shopper elvetici rappresentano inoltre un segmento di grande interesse anche per i retailer e i brand esteri, il 61% di loro infatti acquista online cross-border al di fuori del mercato svizzero.Oltre ad aver messo in luce i dati sul commercio elettronico in Svizzera, evidenziando l’importanza del comparto del Fashion, l’evento è stata l’occasione per parlare anche di innovazione dando rielevo ad alcuni casi di startup innovative che hanno esposto le proprie idee alla presenza di una platea di investitori. Le startup che hanno preso parte al pitch sono state: EyeFitU, TasteHit, Combyne, Prodibi, BrandCloud, deSwag, Selfnation, #be, Fashwell, Biowatch, Diamond Heels, SkipQ, Da Vinci, Trovamoda.com.

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Io non mangio carne agli ormoni

Posted by fidest press agency su martedì, 7 marzo 2017

Packaged meat with woman hand in the supermarketRiportiamo dal blog di Beppe Grillo due interventi di parlamentari pentastellati a proposito dei possibili danni che gli accordi internazionali derivanti dal Ttip possono provocare alla salute degli europei: “Dalle ceneri del moribondo Ttip stanno nascendo ricatti e forzature dagli esiti imprevedibili. Uno di questi riguarda la carne agli ormoni. Gli Stati Uniti hanno avviato un’inchiesta che potrebbe portare alla riattivazione delle sanzioni commerciali contro l’Europa: l’industria americana vuole importare la carne con gli ormoni ma le regole europee perora lo impediscono. Come misura di ritorsione gli Stati Uniti stanno pensando a una diminuzione della quota di ingresso di tessile e prodotti agricoli (frutta fresca e pomodori, in primis). Diciamo no a questo ricatto: negli Stati Uniti tra il 60% e l’80% dei suini sono trattati con ractopamina, un promotore della crescita che ha delle conseguenze sulla salute umana, affatica il cuore e potrebbe essere cancerogena”.
“L’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 1998 non aveva riconosciuto il principio di precauzione in vigore in Europa. Per il Wto è compito dell’Europa dimostrare che la carne con gli ormoni sia nociva. Nel frattempo, in questi anni, numerosi studi scientifici hanno classificato gli ormoni somministrati agli animali come veleno. Nelle Commissioni parlamentari Agricoltura e Commercio Internazionale, i portavoce del gruppo Efdd – Movimento 5 Stelle Europa difendono gli alimenti sani e privi di prodotti chimici, l’etichettatura degli alimenti, la tracciabilità e la trasparenza delle informazioni.” (di Tiziana Beghin, Commissione Commercio Internazionale, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa)
“Grazie alla loro spada di Damocle, gli americani ci potrebbero ordinare di aumentare la quota di carne importata di svariate tonnellate, da sommare alle 48 mila già in vigore. Queste quote si aggiungerebbero alle altre 80 mila tonnellate di carne già previste dal CETA, il trattato con il Canada. Gli Stati Uniti vogliono sfruttare la situazione per inviare in Europa anche la loro carne trattata con ormoni, molto più economica da produrre. TTIP o non TTIP, gli Stati Uniti sono pronti a invadere il nostro mercato. Le conseguenze auspicate dagli americani sono due: o l’UE apre ad ulteriori 50 mila tonnellate senza dazi, oppure gli Stati Uniti riattiveranno le sanzioni contro l’Europa fino a quando le nostre regole non autorizzino la vendita di carne agli ormoni. A farne le spese, purtroppo, sarà soprattutto l’Italia, visto che gli USA minacciano dazi punitivi per pomodori, frutta fresca e prodotti tessili. È inaccettabile! Nella prima ipotesi i nostri allevatori, già colpiti duramente dalla crisi, si vedrebbero letteralmente fagocitati dalle nuove tonnellate di manzo d’oltreoceano. Nella seconda, verrebbe a cadere un principio fondante dell’UE: quello di precauzione, che Stati Uniti e Wto continuano a non considerare valido. La guerra è iniziata: noi continueremo a difendere le nostre aziende e la nostra salute, e faremo di tutto per bloccare questa autentica invasione! (di Marco Zullo, Commissione Agricoltura, Efdd – Movimento 5 Stelle Europa).

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Italia: rallentamento della crescita in termini congiunturali

Posted by fidest press agency su domenica, 5 marzo 2017

renato-brunettaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “I dati sul prodotto interno lordo pubblicati questa mattina dall’Istat evidenziano un rallentamento della crescita in termini congiunturali. Passiamo da 0,3 del trimestre precedente a 0,2 di questo trimestre. Insomma, non c’è da stare allegri, considerato anche che la crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno è stata rivista al ribasso all’1 per cento.Rimaniamo distanti dai nostri competitori: nell’area dell’Euro la crescita del trimestre è stata dello 0,4 per cento in termini congiunturali e del 1,7 per cento su base annua. In particolare, in termini congiunturali il Pil è aumentato dello 0,7 negli Stati Uniti e Regno Unito, e dello 0,4 in Germania e Francia; nel confronto annuale il Regno Unito fa segnare +2 per cento, Germania +1,8 per cento, Usa +1,5 per cento e Francia +1,2 per cento.Peraltro l’analisi sulla competitività del sistema che oggi Istat pubblica mostra chiaramente come il nostro divario con le economie principali (Germania, Francia, Spagna) sia aumentato non tanto a causa della recessione economica quanto per l’incapacità di ripartire e di fare politiche adeguate per lo sviluppo dell’Unione Economia e Monetaria. Non solo Francia e Germania già hanno recuperato la crisi e sono a livelli di Pil superiori di quelli del 2008, ma anche la Spagna ha sostanzialmente recuperato il terreno perduto in questi otto anni.L’Italia, invece, ha ancora un pesantissimo gap del 7 per cento di Pil in meno rispetto al 2008.Le politiche economiche di questo ultimo triennio a guida Renzi non hanno sfruttato la straordinaria opportunità che si è creata e si sono mostrate insufficienti per rilanciare il Paese. Occorre un nuovo impulso in un contesto che potrebbe rivelarsi assai più complesso”.

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