Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 151

Posts Tagged ‘crescita’

È l’investimento in innovazione la chiave di volta per la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

Nonostante le difficoltà del periodo, determinate dalla crisi russo-ucraina che si è cumulata a quella pandemica, le migliori imprese italiane continuano a investire in innovazione per essere sempre più competitive sui mercati mondiali. Le difficoltà da superare sono molteplici, poiché la domanda risente delle crisi, del rincaro di molti prodotti e servizi e di un clima di crescente incertezza. Ma la reazione delle imprese appare solida e consistente, sia sul lato del taglio dei costi, sia nell’investimento mirato a rafforzare la tecnologia, l’organizzazione e la qualità delle risorse umane.È un messaggio forte e positivo quello emerso ieri nel convegno promosso da Eccellenze d’Impresa al Salone del Risparmio 2022, presso FieraMilano, sul tema “Investire in organizzazione e innovazione per consolidare la crescita”. Il ruolo della finanza e dell’innovazione nel supportare la crescita delle imprese, specie se di dimensione media e piccola, è stato sottolineato da Ugo Loeser, amministratore delegato di ARCA FONDI SGR; “L’innovazione non può determinare l’aumento dei rendimenti dei prodotti e degli investimenti se non cresce l’economia, ma è una scelta obbligata per favorire la crescita e per creare valore nel futuro. Un ruolo molto importante è rappresentato dalla digitalizzazione: ad oggi il tasso di digitalizzazione delle imprese italiane è molto basso rispetto ad alcune medie e solo rafforzando la capacità di cogliere le opportunità in modo profittevole le aziende potranno crescere e generare utili, riducendo così il debito” ha detto Loeser durante il convegno.

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Moneyfarm continua a crescere

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 Maggio 2022

Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale e tra i principali digital wealth manager nel panorama del Fintech europeo, è alla ricerca di 60 risorse per i mercati in cui è operativa, Italia e Regno Unito. Le nuove assunzioni, previste per il 2022, puntano al rafforzamento del team internazionale della Società, che cresce così di circa il 50% rispetto alle 130 risorse totali di fine 2021. Insieme all’ultimo round di finanziamento del valore di circa €53 milioni, sottoscritto da investitori importanti come M&G plc (lead investor) e Poste Italiane – che ha portato la raccolta complessiva di capitali della Società a oltre €166 milioni – la crescita del personale è un’ulteriore conferma del consolidamento di Moneyfarm, che ad oggi conta 2,4 miliardi di euro di masse in gestione e oltre 80mila clienti su una base di oltre 450mila utenti attivi, e del successo del suo modello di servizio “ibrido”, che integra tecnologia e consulenza tradizionale, mettendo un consulente a disposizione del cliente durante tutto il percorso di investimentoDi seguito il dettaglio di alcune delle posizioni ricercate: 15 risorse per il team Tech tra frontend, backend, test engineer ed engineering lead; 15 consulenti finanziari e 4 Customer Support Representative da inserire nei due team di Investment Advisory (italiano e britannico); 7 risorse per il team di Operations; 4 specialisti per il team Marketing; 2 Business Developer; Senior HR Generalist; Compliance officer

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La crescita del PIL lombardo si riduce al +2,6% per il 2022

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 Maggio 2022

Si riducono le previsioni di crescita del PIL lombardo, che nel 2022 vede un taglio di 1,4 punti percentuali: dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario. Nonostante questa importante revisione al ribasso, la Lombardia dovrebbe comunque riuscire a colmare il divario con il pre Covid entro quest’anno, in anticipo rispetto all’Italia che posticipa al 2023. Sul dato del PIL, nei due anni di pandemia, la Lombardia in un confronto con l’Italia prima aveva perso quanto il resto del Paese (-8,9% la Lombardia e 9% l’Italia nel 2020), poi aveva recuperato con un rimbalzo del +7% rispetto al dato nazionale del + 6,6%. Nel 2021 rispetto al pre Covid la Lombardia segnava un -2,5% e l’Italia un -3%. Una situazione che ci accomuna, con differenti intensità alle altre regioni motori d’Europa: il gap con il pre Covid del Baden-Württemberg nel 2021 registrava un -2,2% molto vicino al dato lombardo, il Bayern -1,4%, ma la Cataluña registrava un gap del -6,6%. Sui tempi di recupero del PIL sui livelli del 2019, il Bayern è assimilabile alla Lombardia, cioè atteso nel 2022, mentre il Baden-Württemberg nel 2023 e la Cataluña ritarderà ulteriormente. La prosecuzione del conflitto Russia-Ucraina, l’ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di molte commodity, le spinte inflazionistiche, la pandemia che sta paralizzando Shanghai, e la difficile riorganizzazione delle catene del valore sono i fattori che ancora stanno fortemente incidendo sul sistema economico lombardo. Nonostante il quadro critico, fino a marzo la domanda per il manifatturiero lombardo e del Nord Ovest è rimasta tutto sommato consistente e questa relativa ‘tenuta’, frutto di capacità competitiva delle nostre imprese, è testimoniata anche dalle stime dell’Istat sull’andamento del PIL italiano nel primo trimestre, in flessione contenuta al -0,2%. Ad aprile gli ordini in portafoglio in Lombardia crescono invece in maniera decisamente più ridotta rispetto al recente passato e, al contempo, le aspettative di domanda e produzione, dopo il forte rallentamento di marzo, risalgono ma anche qui i livelli sono i più bassi da febbraio 2021.Un’industria su 4 ha impianti e materiali insufficienti per produrre (nel pre Covid era 1 ogni 100): questa situazione condiziona le scorte nei magazzini, tanto che un’impresa su 6 dichiara un livello di materie prime e semilavorati inferiore al normale (un numero di aziende mai così elevato dall’inizio della serie storica, trenta anni fa). Dunque, il vero ostacolo alla crescita non riguarda più la domanda come era accaduto nel 2020, ma la carenza di input produttivi che limita l’offerta e rende difficile programmare l’attività industriale.Sul fronte dell’occupazione, alla fine di quest’anno saranno ancora 76mila gli occupati lombardi in meno rispetto al 2019. La ripresa non sarà rapida come sta accadendo al PIL: secondo le stime tornerà al pre covid nel 2023. La flessione nel 2020 è stata pari al -3,1%, cui è seguito un +0,4% di crescita nel 2021 ed è previsto un +1,0% nel 2022 (fonte: Prometeia). In crescita, in Lombardia, anche la disoccupazione che è passata dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021. Ad essere maggiormente colpiti sono i giovani, con il tasso di disoccupazione dei 15-24enni lombardi che è difatti salito negli ultimi due anni: nel 2019 era al 18,3%, nel 2020 al 19,4%, nel 2021 al 21,2%, circa 15 punti percentuali in più rispetto al 5,7% di Bayern e Baden-Württemberg, ma ampiamente inferiore al 28,9% della Cataluña. (fonte: Assolombardia)

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Audiolibri: continua la crescita degli abbonamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Maggio 2022

L’audiolibro entra nelle abitudini degli italiani consolidando il suo peso nel mercato editoriale italiano: se nel 2019 la spesa per abbonamenti era pari a 9 milioni, nel 2020 è cresciuta a 17,5 e nel 2021 a 24 milioni.“La pandemia ha funzionato da acceleratore: l’espansione dei consumi di contenuti audio e di audiolibri in particolare che si era già verificata nei Paesi del Nord Europa e negli USA sta prendendo piede anche qui ed è una tendenza di lungo periodo – spiega Fabio Del Giudice, direttore dell’Associazione Italiana Editori (AIE) -. Per questo è importante dare a tutti gli editori strumenti in grado di interpretare dove sta andando il mercato, orientando così la propria offerta. Il 26 maggio offriamo così agli editori per il terzo anno consecutivo un appuntamento formativo per fornire una panoramica aggiornata sull’evoluzione del settore”.Il corso “Il mondo dell’audio: la crescita continua” si terrà online sulla piattaforma Zoom il 26 maggio dalle 10 alle 13. La docente è Sandra Furlan, che ha lavorato dal 1996 al 2017 in Arnoldo Mondadori Editore rivestendo diversi ruoli a cavallo tra il marketing e le nuove tecnologie, è stata responsabile produzione di Storytel Italia e dal 2020 collabora con Full Color Sound. Coordinamento di Cristina Mussinelli, ufficio studi di AIE. Sarà fornito un aggiornamento sugli ultimi dati del mercato audio nazionale e internazionale, per poi passare a presentare le novità del settore in termini di tendenze, canali di ascolto e piattaforme. Tra i vari temi affrontati, una sezione sarà dedicata specificamente al mondo dei podcast, un prodotto vocale sul quale era stato registrato ampio interesse da parte dei partecipanti dei precedenti corsi. Informazioni e tariffe per la partecipazione sul sito di AIE.

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“Capital Group: L’inflazione smorzerà la crescita?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Maggio 2022

A cura di Julie Dickson, Investment Director di Capital Group. La crescita globale si stava riprendendo fortemente dopo la pandemia, in particolare negli Stati Uniti e in Europa. Tuttavia, il picco dell’inflazione sembra destinato a smorzare tale fenomeno. A seguito della pandemia, abbiamo assistito allo scoppio di una tempesta perfetta caratterizzata da minore offerta e forte domanda, con conseguente ripresa dell’inflazione. Anche se alcuni di tali fenomeni sono transitori e l’inflazione dovrebbe iniziare a diminuire verso la fine dell’anno, vi sono ragioni strutturali per cui l’inflazione sarà più alta nel prossimo ciclo rispetto agli ultimi 20 anni. Questo fattore non dovrebbe essere trascurato in quanto il crescente potere contrattuale della manodopera locale porta a una maggiore richiesta di aumenti significativi dei salari.Vi sono alcuni settori che sono particolarmente ben posizionati per rispondere alle pressioni inflazionistiche, sfruttando il pricing power e la loro capacità di trasferire gli aumenti di prezzo, sia nei loro servizi sia nei loro prodotti oppure in aree in cui hanno una forte domanda da parte dei consumatori.Uno di questi settori è quello dei semiconduttori. Ciò è dovuto in parte alla dinamica domanda-offerta ma anche alla capacità di trasferire gli aumenti di prezzo. Per i settori relativi a bevande, articoli per la casa, abbigliamento e articoli di lusso, la domanda tende a rimanere relativamente stabile. Le aziende di tali settori sono anche in grado di trasferire gli aumenti dei costi e di proteggere meglio i propri margini di profitto.Quando l’inflazione comincia a insinuarsi nelle valutazioni, tendiamo a vedere un aumento della volatilità dei prezzi. Per esempio, possiamo vedere correzioni a breve termine dei prezzi delle azioni in risposta alle decisioni attese sui tassi d’interesse da parte delle banche centrali, che a loro volta rispondono alle aspettative sull’inflazione.Ciò a cui stiamo anche assistendo è che nel tempo, i dividendi o i rendimenti dei dividendi tendono a rimanere relativamente stabili e che il reinvestimento dei dividendi può aggiungere o, in alcuni casi, preservare rendimento in un momento in cui i mercati stanno correggendo. Per esempio, abbiamo visto l’inflazione salire alla fine del 2007 e all’inizio del 2010. Durante questi periodi, il gap di performance tra il reinvestimento dei dividendi e il rendimento azionario assoluto è diventato significativo. Le società che pagano i dividendi possono quindi fornire un modo per preservare il valore e i rendimenti durante i cali di mercato in risposta all’inflazione. Non c’è dubbio che il consumo globale di energia sia cresciuto enormemente negli ultimi 20 anni e che gran parte di questo provenga da fonti tradizionali come il carbone e il petrolio. I livelli di consumo energetico hanno spinto molte aziende ad esplorare fonti e aree di produzione energetica alternative, tra cui l’energia nucleare.Capire come le società di servizi e energetiche si approvvigionano di energia sta diventando un fattore importante quando si considerano le valutazioni. Le aziende che investono più capitale nello sviluppo e nella distribuzione di fonti alternative di energia non possono essere valutate allo stesso modo di quelle focalizzate sulle fonti tradizionali di energia. Questo perché la loro traiettoria di crescita nei prossimi 10-15 anni sarà molto diversa. Poiché le dinamiche inflazionistiche continuano ad espandersi, è importante non prendere decisioni a breve termine mentre si investe in contesti inflazionistici. Se guardiamo all’inflazione nel tempo, escludendo i periodi di inflazione estrema o di deflazione significativa, i mercati azionari hanno fornito valore nel lungo periodo.

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PIMCO: Prospettive di crescita della Cina considerato il costo delle chiusure

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 aprile 2022

A cura di Carol Liao, China Economist di PIMCO. Dopo un inizio d’anno promettente, l’economia cinese sta ora affrontando la peggiore perturbazione dall’inizio della pandemia. Sia l’indice sull’attività manifatturiera Purchasing Managers’ Indices (PMI) che quello dei servizi a marzo sono scesi sotto i 50 punti – il livello che distingue la crescita dalla contrazione – per la prima volta dal febbraio 2020. Le misure per contenere i focolai di COVID concentrati a Shanghai, Shenzhen e Jilin hanno causato forti cali di mobilità e interruzioni della produzione, danneggiando ulteriormente i consumi e i servizi. La logistica interna affronta l’attrito causato dalle restrizioni di movimento dei camionisti e i severi controlli pandemici nei principali porti cinesi possono aggravare i problemi della catena di approvvigionamento globale, mentre la congestione dei porti peggiora in tutto il mondo.Con la Cina che difficilmente abbandonerà la politica zero-COVID, ci aspettiamo un altro mese di perturbazioni prima che la situazione si normalizzi a maggio. Dati i significativi venti contrari alla crescita economica della nazione nella prima metà di quest’anno, abbiamo rivisto al ribasso la nostra previsione di base del PIL per il 2022 intorno al 4,5%, con un intervallo di previsione più ampio per tenere conto delle maggiori incertezze sia nell’economia cinese che globale.Al Congresso Nazionale del Popolo (NPC) all’inizio di marzo – circa una settimana prima che i 17,5 milioni di residenti di Shenzhen fossero messi in isolamento per una settimana – Pechino aveva annunciato un obiettivo di crescita di “circa il 5,5%” per il 2022, battendo le aspettative del mercato. Anche se questa cifra rappresenterebbe la più bassa crescita anno su anno del PIL della Cina in più di tre decenni (con l’eccezione del 2020), si trova di fronte a sfide come l’incertezza geopolitica ed economica globale, la pandemia in corso, un mercato immobiliare interno in difficoltà e consumi poco brillanti.Insieme a questo obiettivo, Pechino ha anche rivelato un piano di stimolo fiscale che ha sorpreso al rialzo, con tagli fiscali e spese fiscali su progetti infrastrutturali, i principali approcci per stimolare la crescita. Nonostante l’abbassamento del rapporto deficit/Pil della Cina al 2,8% per il 2022 dal 3,2% del 2021 (un calo di oltre 200 miliardi di yuan), la spesa fiscale in bilancio dovrebbe aumentare di oltre 2 mila miliardi di yuan rispetto all’anno scorso, grazie al significativo riporto fiscale dal 2021. Inoltre, circa 1,2 mila miliardi di yuan di proventi di titoli obbligazionari speciali delle amministrazioni locali (LGSB) inutilizzati nel 2021 potrebbero offrire un sostegno extra alla spesa per le infrastrutture quest’anno, anche se le entrate derivanti dalla vendita dei terreni dovessero essere limitate. (abstract)

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PNRR: fattore determinante per la crescita innovativa, il Fintech volano di sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

“Il fatto che esistano poche Fintech non dà dinamismo all’intero settore finanziario e all’innovazione nel nostro Paese. Occorre invece fare sistema e porsi all’attenzione dell’Europa, come per esempio fanno i Paesi scandinavi con tutte le soluzioni di instant payment che hanno trovato un filone di innovazione in termini di Fintech e hanno moltiplicato il valore del settore.” È il commento di Elio Catania, Presidente di Quid Informatica S.p.A., – società operativa nello sviluppo di piattaforme digitali per mercato dei servizi finanziari, sulla ricerca Equita ‘The FinTech revolution’, presentata ieri nell’ambito della Fintech Investor Conference –. “Questa analisi ci fa capire quanto il Fintech sia indietro in Italia, ma quanto sia importante il ruolo che può giocare l’allargamento dell’ecosistema legato alle Fintech, in un quadro normativo paritetiche, e alle dimensioni dell’innovazione che si porta dietro.In poche parole, significa lavorare sulle infrastrutture, sulle competenze, innestare più reattività e velocità nel sistema complessivo della finanza e dei pagamenti e una vicinanza alle esigenze del sistema produttivo.Lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni determinerà, sempre più, una radicale rivoluzione macroeconomica del sistema finanziario mondiale, creando nel settore nuove competenze e figure professionali, nonché nuovi modelli operativi e di business rispetto a quelli attuali. È un’opportunità per l’intera industria economico-finanziaria. Stiamo assistendo ad una propagazione sempre più veloce delle innovazioni tecnologiche, e al ripensamento dei tradizionali business model adottati nei vari settori stimolato dalle Fintech.È necessario ora un impegno corale affinchè tutte le energie vengano messe a terra, per colmare il gap che ci distanzia tutt’ora dal resto d’Europa, stimabile in spese R&D che puntino al 3% del Pil dall’1,5 attuale, e al 6,5% di Pil (dal 4,5%) negli investimenti in digitale. Il PNRR rappresenta un fattore determinante con ingenti risorse destinate proprio al digitale, intorno ai 50 Miliardi, in tutte le sue forme di trasversalità. È però altresì importante che l’offerta da parte degli attori del digitale in Italia cambi e sia adeguata, sappia quindi interpretare le istanze delle imprese. Quid Informatica è un modello di riferimento, da questo punto di vista, conosce i processi delle imprese, le affianca nel definire i percorsi di evoluzione, costruisce con i propri clienti un partenariato di lungo periodo basato sulla fiducia e sul mantenimento degli impegni presi. Qualità e velocità di realizzazione sono le parole chiave nella fase attuale della digitalizzazione.” Conclude Elio Catania.

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Sheng Keyi: Crescita selvaggia

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2022

Titolo originale:Ye Man Sheng ZhangCollana:Le strade 501Pagine:360 Prezzo cartaceo:€ 18,50 ePub:9791259672445Prezzo eBook:€ 12.99 Traduzione di Federico Picerni. A prima vista, la famiglia Li assomiglia a tutte le altre: un nonno scontroso, due genitori oberati di lavoro, quattro fratelli e una casa piccola in cui vivere tutti insieme. Ma siamo nella remota campagna cinese, e lo sguardo affilato di Xiaohan, la figlia più giovane, destinata a diventare giornalista, rivela molto di più. Sullo sfondo della grande storia della Cina – dal 1911, anno della caduta del millenario impero, sino ai giorni nostri –, in una straordinaria commedia umana si snodano così le vicende di questa ramificata compagine. Come rivoli delle acque che attraversano la terra da cui provengono, le vite dei membri della famiglia, generazione dopo generazione, scorrono sospese fra la campagna d’origine, fatta di povertà e meraviglie, e la città foriera di fortuna. Qui, impegnati a rincorrere i propri sogni, i protagonisti si scontrano costantemente con l’arbitrio del potere, le imposizioni del patriarcato e la violenza di una società dove l’unico valore sembra essere rappresentato dal successo personale a scapito del prossimo. Sheng Keyi, una delle autrici cinesi più popolari, rappresentante di una nuova generazione di scrittrici, firma un’appassionante saga familiare ambientata nella Cina di ieri e di oggi: un romanzo al tempo stesso ironico e drammatico, censurato in patria per via dei temi sensibili che affronta, i cui protagonisti oscillano fra le proprie speranze e i tragici interventi di un fato apparentemente inesorabile.

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Assunzioni in crescita da aprile secondo gli imprenditori italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 marzo 2022

Secondo i risultati dell’indagine ManpowerGroup Employment Outlook Survey (MEOS) gli imprenditori italiani prevedono ancora un mercato del lavoro in crescita da aprile a giugno 2022, con un Net Employment Outlook (NEO) destagionalizzato del +16%. Si tratta di un dato inferiore di 9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte di un trend che rimane comunque positivo se rapportato allo scorso anno, con un NEO in aumento di 15 punti percentuali in confronto al secondo trimestre 2021. Le previsioni, al netto delle variazioni stagionali, risultano quindi molto positive: il 37% dei datori di lavoro si aspetta un aumento della propria forza lavoro, a fronte di un 20% che prevede una diminuzione e il 39% che non prevede cambiamenti rispetto alla situazione attuale.A livello globale, ManpowerGroup ha intervistato un totale di circa 41mila datori di lavoro in 40 Paesi per misurare l’intenzione da parte dei datori di lavoro di assumere personale per il secondo trimestre del 2022. I risultati dell’indagine, per il periodo da aprile a giugno 2022, mostrano un forte ottimismo. Un aumento del personale è previsto in 39 dei 40 paesi esaminati. Le prospettive occupazionali migliori per i prossimi tre mesi sono in Brasile, Svezia, India e Messico. In controtendenza i datori di lavoro di Taiwan, Grecia, Romania e Polonia, dove il giudizio sull’occupazione è più debole rispetto al primo trimestre 2022.Per quanto riguarda le aree geografiche considerate, i datori di lavoro del Nord America hanno riportato le prospettive occupazionali più positive, seguiti da Sud e Centro America, APAC ed EMEA. La ricerca MEOS evidenzia anche che i ruoli più ricercati sono nel settore digitale: IT, Tecnologia, Telecomunicazioni, Comunicazioni e Media hanno riportato le prospettive di crescita maggiori, con una richiesta del 40% in più di professionisti, seguiti da Banche, Finanza, Assicurazioni e Immobiliare (+31%) e Manifattura (+31%). Le prospettive di assunzioni più basse sono nei comparti Horeca (20%) e Altre industrie (+21%).

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Giovani e in crescita a capo di società di capitali

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Sono giovani, creano sempre più società di capitali e hanno un peso importante nei sevizi alle famiglie, nei servizi di alloggio e ristorazione, nel primario e nel commercio. Le imprese femminili attive al 31 dicembre in Friuli Venezia Giulia sono 20.508, di cui 10.023 nel territorio di Udine (48,9%), 5.223 in quello di Pordenone (25,5%), 3.214 a Trieste (15,7%) e 2.048 a Gorizia (10%). Come ogni anno, l’8 marzo è occasione per il Centro Studi della Camera di Commercio Pordenone-Udine di analizzare il mondo dell’economia declinata al femminile e l’andamento registrato in regione. Natura giuridica. L’analisi dei dati evidenzia che ci sono 3.169 società di capitale femminili, il 16,1% delle società di capitale attive della regione. Come detto, sono in crescita rispetto al 2020 quando le società di capitale femminili erano 3.026 (+4,7%) e rispetto al 2019 quando si attestavano a 2.964 (+6,9%). Cariche. A livello di cariche e qualifiche detenute nelle società di capitali, le donne al 31 dicembre 2021 ne possedevano 31.935, di cui il 53,5% come socio o socio di capitale, il 37,3% come amministratore e il 9,2% in altre cariche. I titoli posseduti da donne sono in leggera crescita rispetto al 2019 (+74) ma in lieve calo rispetto al 2020 (-59). Caratteristiche. Le 20.508 imprese femminili attive sono in maggior misura giovanili, ossia guidate da under 35 (sono giovanili il 9,6% delle femminili contro il 6,8% delle non femminili) e straniere ossia guidate da persone di cittadinanza straniera o apolide (sono straniere il 14,5% delle imprese femminili contro il 12,8% delle non femminili). Le imprese artigiane al contrario sono in maggior misura non femminili (il 32,6% delle non femminili è artigiana contro il 25,6% delle femminili). Settori economici. Quasi un quarto delle imprese femminili attive (4.670, 22,8% del totale) opera nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, 3.854 (18,8%) operano nei Servizi alle famiglie (Istruzione, Sanità e Assistenza sociale…), 3.630 (17,7%) nei Servizi alle imprese (Trasporti, Informazione e comunicazione, Attività immobiliari, Attività professionali, scientifiche e tecniche…) e 3.597 (17,5%) nel settore Primario. Le restanti imprese femminili operano in Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (13,8%), nell’Industria (6,8%) e nelle Costruzioni (2,6%). Occupazione. Fin qui la presenza femminile alla guida dell’impresa, mentre per quanto riguarda l’occupazione, l’analisi del Centro studi rimarca come nel 2020 il tasso di occupazione maschile in Fvg, pari a 75,2%, sia di 8 punti percentuali superiore a quello medio italiano per gli uomini, fenomeno che si riscontra anche per la componente femminile, dove è pari a 58,9% e supera di quasi 10 punti percentuali quello medio italiano per la componente femminile. In sintesi, per quanto riguarda il tasso di occupazione, il divario di genere a livello italiano è pari a 18,2 punti percentuali, in Friuli Venezia Giulia è di 16,3 punti.

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Il manifatturiero cresce con l’intelligenza artificiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 marzo 2022

Le soluzioni di Intelligenza Artificiale sono un’opportunità per le aziende manifatturiere italiane: ad accomunare le imprese del settore è la necessità di orientarsi con lungimiranza nel mercato globale e prendere decisioni in materia di prodotti e tecnologie su cui investire, inclusi macchinari e impianti. Per restare competitive, le aziende hanno necessità di agire preventivamente a livello strategico in modo da calibrare la propria offerta, definire gli investimenti e valutarne l’impatto sui ricavi. Le PMI che adottano soluzioni di Intelligenza Artificiale acquisiscono un vantaggio competitivo, che consente loro di garantire continuità al business, rafforzarsi sul mercato e cogliere tutte le opportunità di crescita. A dimostrarlo è WG Ellegi, azienda bergamasca punto di riferimento per il mondo delle guarnizioni industriali, che ha scelto di affidarsi a Vedrai, il gruppo guidato da Michele Grazioli specializzato nello sviluppo di piattaforme basate su Intelligenza Artificiale rivolte alle PMI. Vedrai si avvale di “agenti virtuali” che, grazie alla modellazione predittiva basata su apprendimento automatico, calcolano l’impatto futuro di ogni decisione, prima che questa venga presa, con risultati granulari e specifici.Fondata nel 1977 da Francesco e Mario Polini, WG Ellegi produce una gamma completa di articoli realizzati con elastomeri e materiali termoplastici. Dall’Italia, l’azienda è approdata su nuovi importanti mercati quali Medio Oriente, America e Africa e, adesso, forte di una conoscenza accurata dei materiali e del lavoro di ricerca sulle materie prime, sta ampliando la propria offerta. La scelta di coinvolgere anche gli strumenti predittivi dell’Intelligenza Artificiale nasce, infatti, dall’esigenza di WG Ellegi di dover prendere decisioni strategiche in relazione alla creazione di una nuova linea di produzione. In particolare, con l’intento di avviare la produzione di un nuovo prodotto, l’azienda aveva necessità di valutare se fosse più vantaggioso proseguire la produzione nello stabile attuale oppure in una nuova struttura.A supporto delle decisioni del CEO, Vedrai ha messo a disposizione l’agente virtuale James™ in grado di fornire una panoramica complessiva dell’andamento aziendale e simulare diversi scenari di allocazione del budget, per osservare i risultati futuri a parità di condizioni.Per WG Ellegi, James™ ha simulato il diverso impatto delle possibili soluzioni sui principali indicatori economico-finanziari, quali EBITDA e flusso di cassa operativo: confrontando gli scenari, è emerso che investire in una nuova struttura produttiva fosse l’opzione più idonea, considerati gli obiettivi di business. James™ ha quindi indirizzato WG Ellegi verso tale scelta.

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B Corp Italiane: primo report sulla realtà in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2022

Commento di Alfredo Zordan, Direttore Commerciale di Zordan, una delle prime realtà italiane ad ottenere tale certificazione già nel 2016: “Gia’ da tempo noi di Zordan abbiamo integrato la parte di sostenibilita’ nel nostro business model, fino a conseguire la Certificazione B Corporation nel 2016, diventando una delle prime aziende produttive in Italia ad ottenere tale riconoscimento e trasformarsi anche in Societa’ Benefit. Il nostro impegno nelle 5 aree del B Impact Assessment (governance, community, workers, enviroment, customer) si concretizza in una serie di obiettivi e azioni. Per quanto riguarda la Governance, abbiamo integrato nello statuto gli scopi di beneficio comune verso tutti gli stakeholder, messo a disposizione di tutte le persone dei bonus misurati sui tre pilastri del purpose (People, Prosperity, Planet) e predisposto un welfare aziendale e un coinvolgimento dei partner strategici in percorsi di sostenibilità. Per la Community sviluppiamo delle attività a supporto del territorio e non solo, con un team aziendale di solidarietà per la gestione di situazioni di difficoltà o necessità interne ed esterne attraverso raccolte fondi. Nell’area Workers, oltre ad avere intrapreso un cammino verso l’organizzazione teal, creando un vero e proprio sistema di condivisione, fiducia e responsabilità, offriamo dei percorsi di formazione, sia “on the job”, sia trasversali. Questa offerta si è recentemente ampliata con il lancio, nel 2021, dell’Accademia Zordan, un progetto formativo annuale che ha come obiettivo il trasferimento di conoscenze ed esperienze tecniche a giovani talenti nelle discipline produttive e progettuali. Anche lo smart working e la flessibilità oraria sono strumenti collaudati da anni, e che ci hanno permesso di affrontare questo ultimo periodo con maggior serenità. Per quanto riguarda la Gender Equality rispettiamo già la parità salariale e sviluppiamo progetti di inclusione specifici. Ad esempio, abbiamo aderito al progetto “Il Veneto delle Donne”, permettendo la creazione di veri e propri laboratori dedicati alle donne per lo sviluppo di competenze di project management. Inoltre, quest’anno proseguiremo con progetti per ridurre le diseguaglianze sociali. Infine per quanto riguarda l’Enviroment e Customer, oltre a gestire le certificazioni forestali, ad oggi siamo un punto di riferimento per i brand del lusso per la riduzione dell’impatto degli arredi in punto vendita. Da sempre impegnati su tematiche ambientali, abbiamo abbracciato la causa della lotta contro il cambiamento climatico, dichiarando il nostro impegno a diventare carbon neutral entro il 2030. Abbiamo inoltre sviluppato un sistema di calcolo certificato delle emissioni di gas serra dei complementi di arredo da noi realizzati. Questo sistema permette di misurare la carbon footprint di un prodotto custom nell’ottica di ridurre le emissioni.”

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Prezzi confermati in crescita soprattutto per l’energia. L’illusione sovranista/monopolista

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

L’Istat conferma per gennaio la stima di una crescita dell’inflazione annua a 4,8% e mensile a 1,6% (1). Principali responsabili i beni energetici (+38,6%), soprattutto quelli cosiddetti regolamentati (elettricità e gas +94,6%). Le ricadute su altri prezzi, sebbene tutti in crescita non hanno aumenti a due cifre, registrano il massimo (+7%) per i beni e +5,3% per gli alimenti non lavorati. Dati attesi e confermati, rispetto ai quali le politiche del governo sono già attivate (2). Mentre le parti sociali continuano a discutere per eventuali aumenti degli stipendi, comunque non in linea con gli aumenti inflazionistici. E poi ci sono i guadagni di tutti quelli che non hanno “stipendi” e che, in linea di massima, si rifanno sugli utenti e consumatori dei loro prodotti e servizi: anello finale per eccellenza di tutte le politiche economiche, reale valvola di sfogo di capacità ed incapacità, privata e pubblica.Ovviamente non si sono formule magiche per venirne fuori indenni e, soprattutto, queste formule non potrebbero che essere il contrario di quanti declamano calmieri e controlli. Lo Stato non è un pozzo senza fondo da lasciare distrutto in eredità alle prossime generazioni, ma potrebbe/dovrebbe essere regolamentatore di energie e potenzialità: occorre stimolarle.Ad oggi sono prevalsi interventi a pioggia per soddisfare essenzialmente le corporazioni che gridavano e minacciavano di più. Col risultato che, siccome la crisi era ed è tutt’altro che passeggera, esaurite queste soddisfazioni, siamo punto e a capo. Con l’aggravante che, a tutti più poveri, la crescita della povertà dei cosiddetti autonomi è maggiore: ci mancava anche acuire il conflitto sociale…Gli stimoli di uno Stato, assistenziale solo per lo strettissimo necessario ma non come metodo, hanno due soli indirizzi: defiscalizzazione e deburocatizzazione, guardando l’oggi in prospettiva del futuro.A nostro avviso il primo passo generale è organizzare un’emergenza nazionale (energia e prezzi in generale) al pari del covid, raccogliendo iniziative istituzionali nazionali, regionali e locali, chè siano di facile fruizione e non, come oggi, da cercare col lanternino ingarbugliandosi in meandri burocratici da incubo per fruirne. Nel contempo, nutriamo dubbi che quanto stanziato per le trivellazioni del gas servano alla bisogna: i tempi di realizzazione sono compatibili con l’emergenza energetica? E quando saranno a regime, si è valutato che, non essendo energia ecologica, dovranno comunque essere dismesse? Non era meglio potenziare e velocizzare, più di quanto già non si faccia, le energie alternative, ché quand’anche saranno a regime non nell’immediato, almeno non dovranno poi essere dismesse come le trivellazioni di gas? François-Marie Arouet – Aduc http://www.aduc.it

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Editoria di varia in crescita del 2,7%

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2022

Nel mese di gennaio 2022 l’editoria italiana di varia, ovvero romanzi e saggi venduti nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione, è cresciuta dell’1,8% a valore e del 2,7% a numero di copie rispetto al gennaio 2021. Le vendite a prezzo di copertina nelle prime quattro settimane sono state pari a 123,5 milioni di euro, le copie vendute 8,357 milioni. Sono i dati rielaborati dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su rilevazioni di Nielsen BookScan, aggiornati mensilmente e disponibili online nella pagina Studi e ricerche del sito AIE.

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Younited registra un 2021 record

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Younited ha registrato una crescita senza precedenti nel 2021, con un aumento annualizzato del GMV di oltre il 140%, con 1,2 miliardi di euro, di cui quasi il 50% al di fuori della Francia. Younited prevede di raggiungere il traguardo di 5 miliardi di euro di GMV aggregato nel 2022. I ricavi annualizzati superano i 150 milioni di euro nel 2021.In Italia, dove Younited è presente dal 2016, l’azienda evolve con tassi di crescita significativi: nel 2021, il numero di clienti è aumentato del 263% rispetto al 2020, è raddoppiato il Gross Merchandise Value e la previsione per il 2022 è di un ulteriore miglioramento (+78%). In termini di organico, il numero di dipendenti dell’azienda è cresciuto del 18% a fronte di un mercato del credito al consumo che sta tornando ai livelli pre-pandemia. Sempre nel 2021, Younited ha siglato importanti partnership commerciali (Apple Premium Reseller, con Microsoft per il supporto del lancio di Xbox All Access nel nostro Paese) e altre sono previste per il 2022. Nel 2022, il GMV di Younited è previsto che cresca in modo importante per arrivare a oltre 2 miliardi di euro. La community dei clienti Younited segue lo stesso trend: il traguardo del milione di utenti dovrebbe essere raggiunto nel 2022. In meno di 5 anni, Younited è diventata leader nel credito istantaneo in 5 Paesi che rappresentano il 60% del mercato europeo, con quasi la metà del suo GMV ottenuto al di fuori della Francia. Questa rapida espansione della presenza europea è il risultato della decisione di Younited di optare sin dall’inizio per un posizionamento normativo strategico. In qualità di istituto di credito regolamentato e approvato dall’UE, Younited può implementare la sua tecnologia di credito istantaneo in 30 Paesi europei. Una delle principali priorità strategiche di Younited è continuare a espandersi in nuove aree geografiche europee. Con tre nuovi Paesi nei prossimi tre anni, Younited servirà l’80% del mercato europeo entro il 2025.

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Intellera Consulting assume 300 nuovi professionisti per sostenere la crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Intellera Consulting prosegue la sua espansione e avvia un’importante campagna di assunzioni per sostenere la crescita dei servizi. Dopo aver già inserito quasi 180 persone da luglio 2021, la società di consulenza conferma un piano di assunzioni di circa 300 profili entro giugno 2022, che porterà la sua rete di professionisti – tra dipendenti e consulenti esterni – a espandersi dalle attuali 800 unità a oltre 1200 persone entro i prossimi 5 mesi.La società di consulenza organizzativa, gestionale e tecnologica nata lo scorso anno attraverso un’operazione di management buyout dei partner della linea di business dedicata alla Pubblica Amministrazione e all’Healthcare di PwC Italia, con il supporto del Fondo Gyrus Capital, ha raggiunto 73 milioni di euro di fatturato nell’anno fiscale 2021, con 200 milioni di gare vinte solo negli ultimi quindici mesi, al servizio di oltre 300 clienti tra PA, sanità, organizzazioni internazionali e utilities. Oggi prima consulting firm nel settore pubblico in Italia per volume di affari, il progetto di sviluppo è incentrato sull’ulteriore ampliamento nei settori Government & Healthcare e sull’espansione nel settore privato, sia a livello italiano che internazionale. “Intellera ha un ambizioso programma di sviluppo fondato sulle persone, che sono il nostro principale asset, perché solo dall’acquisizione dei migliori talenti passa la crescita del nostro business – dice Giancarlo Senatore CEO di Intellera Consulting -. Siamo una nuova società indipendente, eppure consolidata da anni di esperienza, partner strategico dell’innovazione di organizzazioni pubbliche e private. Cerchiamo persone disponibili a partecipare a un importante progetto imprenditoriale, per condividere con noi la passione per un’attività al servizio del paese”. Per tutti i laureati neoassunti con età fino a 28 anni è previsto un programma di induction biennale, che prevede: un percorso di formazione tecnica e manageriale e la possibilità di un terzo anno di aggiornamento su temi CSR con sperimentazione di social business case a supporto di progetti di NGO partner; un piano per l’acquisizione di certificazioni professionali; l’affiancamento di un tutor e l’accesso a un percorso di carriera trasversale basato su interessi, merito e performance, pensato per superare la logica “a silos” tipica del settore, con la possibilità di coinvolgimento ed engagement costante nello stesso progetto di sviluppo aziendale di Intellera. Non potrebbero mancare per i nuovi assunti di Intellera Consulting, un piano welfare a 360 gradi che prevede una piattaforma dedicata, polizze assicurative, contributi asili nido e facilitazioni per l’accesso a strumenti finanziari, servizi di benessere e sport, in un ambiente fortemente orientato a favorire diversity e inclusion.

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Cresce il mercato dei primary deals in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2022

Nel 2021 in Italia si è verificata una rilevante crescita delle attività di investimento con particolare riguardo al segmento dei Buy-Out: nel corso dell’ultimo anno, infatti, si sono registrate 129 operazioni di Buy-Out con una crescita del +37% rispetto al 2020, che pesano per ben il 10% sul totale dei deal realizzati in Europa; una percentuale mai così elevata negli ultimi quattro anni. In questo contesto, particolare rilevanza assumono le operazioni di Primary Buy-Out realizzate nel nostro Paese, la cui incidenza nel periodo 2018-2021 è aumentata del 3% (8% nel 2018 vs 11% nel 2021) rispetto al resto dei Paesi europei (in lieve calo, -3%).È quanto emerge dal report “M&A 2022 Italia mercato di primary deals” realizzato dal network di consulenza internazionale Grant Thornton, che evidenzia come il mercato italiano del Primary Buy-Out stia assumendo una sempre maggiore rilevanza rispetto al contesto europeo. Per quanto riguarda il private equity, che ha dominato le attività di investimento nel 2020, è stato pari a circa 60 miliardi di euro il totale investito in operazioni di Buy-Out in Europa (180 miliardi se si considera il triennio 2018-2020), mentre in Italia l’ammontare investito si è attestato sui 4,4 miliardi (15 miliardi se si considera il periodo 2018-2020). Il peso degli investimenti in Italia, rispetto alla cornice europea, ha rappresentato quindi il 7% nel 2020. In particolare, dall’analisi condotta da Grant Thornton emerge che l’Italia, con 111 operazioni di Primary Buy-Out (1.025 il totale complessivo in Europa), si colloca nel 2021 tra i paesi europei con il maggior trend di crescita (+31% rispetto al 2020), risultando seconda solamente al Regno Unito (+59% vs 2020). Ancora migliori le performance del Secondary Buy-Out, con il numero delle operazioni realizzate in Italia addirittura raddoppiato nel 2021 (si passa da 9 deals nel 2020 a 18), mostrando così una crescita del 100%, superiore a quella riscontrata in tutti gli altri Paesi europei analizzati. L’incidenza delle operazioni di Secondary Buy-Out in Italia rispetto all’Europa invece, è pari al 7%, rimanendo pressoché costante dal 2018.

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Roche S.p.A. chiude il 2021 in crescita, con un fatturato complessivo di 796 milioni di euro

Posted by fidest press agency su domenica, 6 febbraio 2022

Un risultato raggiunto al termine di un anno complesso caratterizzato dalla perdita di brevetto di alcuni prodotti di punta dell’Azienda, dalla rinegoziazione dei prezzi e dall’evoluzione pandemica. La crescita è stata determinata da lanci di nuovi prodotti ad alto tasso di innovazione in diverse aree, tra cui Perjeta® e Kadcyla®, due monoclonali per il trattamento del tumore alla mammella, Rozlytrek® una terapia personalizzata e “Made in Italy” per il carcinoma polmonare, e Ronapreve®, una combinazione di monoclonali che si è dimostrata, in un determinato setting di pazienti, un’arma efficace per la cura delle infezioni polmonari da Covid-19. Inoltre, ad incidere positivamente sui risultati economici è stata anche l’eccellente performance di Ocrevus®, il primo farmaco indicato nella sclerosi multipla primariamente progressiva che dal 2018 ha segnato l’importante ritorno di Roche nell’area delle neuroscienze; oltre ai buoni risultati di Tecentriq® ed Alecensa®, due farmaci per il trattamento di alcune forme di tumore al polmone e di Hemlibra®, il primo anticorpo monoclonale ad essere raccomandato per l’uso nei pazienti con emofilia A. Solo nel 2021, grazie alla collaborazione con oltre 190 centri di ricerca di eccellenza, Roche S.p.A. ha registrato 249 studi clinici, di cui hanno beneficiato oltre 19.000 pazienti che hanno intrapreso così un percorso di cura all’avanguardia. Inoltre circa 3.000 pazienti sono stati trattati con programmi di uso compassionevole. Un modello per la misurazione dell’impatto economico delle sperimentazioni cliniche stima che grazie all’impegno in ricerca clinica, l’Azienda contribuisca ogni anno a far risparmiare al Servizio Sanitario Nazionale circa 180 milioni di euro. Sempre sul fronte della sostenibilità del Sistema Salute, area in cui da oltre un ventennio Roche è pioniera, l’Azienda ha confermato la propria attenzione alle risorse pubbliche, continuando a realizzare progettualità, sia a livello regionale, sia nazionale, volte a ridurre al minimo gli sprechi e a ottimizzare le risorse. Inoltre, la divisione Roche Diagnostics nel 2021 ha continuato lo sviluppo di soluzioni contro il COVID-19, arrivando ad oltre 20 soluzioni diagnostiche a supporto della gestione dell’emergenza, fra cui test in grado di fornire informazioni a largo spettro: dall’identificazione dell’agente patogeno, alla rilevazione della risposta anticorpale, effettuabili in contesti differenti, dai grandi laboratori centralizzati, ad ambiti point of care, fino all’utilizzo domestico in modalità autonoma. Di fatto, l’emergenza pandemica ha messo in luce la centralità della diagnostica per la gestione efficace del paziente e la sostenibilità del Sistema Salute, evidenziando il valore generato tramite diagnosi tempestive e monitoraggio della diffusione del virus, nonchè, più in generale, il suo valore nel processo decisionale clinico-terapeutico e nel miglioramento degli esiti clinici, che si traduce inoltre in un importante contributo all’ottimizzazione della spesa sanitaria. Tra il 2021 e il 2022 si prevedono 19 nuovi lanci, tra nuove molecole ed estensioni di indicazioni, in ambito oncologico e di patologie rare, di cui potranno beneficiare oltre 25.000 pazienti in attesa di nuove soluzioni terapeutiche. Importante sarà anche il contributo nella gestione della pandemia: si stima infatti che nel 2022 oltre 30.000 pazienti con Covid-19 potranno essere trattati con terapie Roche. La priorità per l’Azienda sarà nuovamente la ricerca clinica, ambito in cui nonostante un contesto non particolarmente favorevole la filiale italiana continuerà a investire con l’intento di mantenere un ruolo centrale in Europa.

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PIMCO: Cina, allentamento delle politiche per sostenere la crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 gennaio 2022

A cura di Carol Liao, Economista per la Cina di PIMCO La PBOC ha tagliato il tasso d’interesse di 10 punti base in seguito al continuo indebolimento della crescita a dicembre, anche se l’impatto sulla crescita sarà probabilmente limitato, dato che la domanda di credito è ancora limitata dalla debolezza della domanda di prestiti per l’edilizia residenziale. Il governo ha annunciato misure concrete per incentivare le infrastrutture ma modeste mosse su immobiliare e consumi nelle ultime settimane. È improbabile che il sostegno alle infrastrutture possa compensare la debolezza del settore immobiliare e dei consumi delle famiglie nel primo trimestre. Le politiche abitative non invertiranno la rotta, ma correggere la sovra-attuazione e stabilizzare non solo l’offerta ma anche la domanda dovrebbe essere la priorità politica a breve termine. Sono necessarie altre misure per stabilizzare il mercato immobiliare e aiutare le famiglie.Ci aspettiamo che la crescita del primo trimestre segni un ulteriore indebolimento e che arrivino altre misure di allentamento nel primo trimestre, fino ad aprile. Tuttavia, l’economia, in particolare il mercato immobiliare, si deteriorerebbe ulteriormente prima di migliorare. Ci vorrà più tempo e misure di allentamento perché il sentiment del mercato immobiliare si normalizzi. La riunione dell’NPC a marzo sarà un evento chiave per l’annuncio di obiettivi dettagliati e il piano delle politiche per il 2022. La recente ondata di Covid sembra diminuire, ma le restrizioni ai viaggi e il distanziamento sociale probabilmente rimarranno per i festeggiamenti del Capodanno cinese e i giochi olimpici invernali (fino al 20 febbraio), il che potrebbe intaccare i consumi e la ripresa del settore dei servizi. La Cina probabilmente si atterrà a una strategia “Covid-zero” nel 2022, nonostante i costi economici e sociali sempre più elevati. Il catalizzatore per una rettifica potrebbe essere la scoperta di una cura, o una conclusione scientifica più concreta sul basso tasso di mortalità/ospedalizzazione di Omicron. Con queste condizioni, il governo potrebbe riconsiderare la strategia “zero-Covid” dopo il 20° Congresso del Partito in ottobre.

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Osservatorio Blockchain PoliMi Continua la crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2022

Continuano ad aumentare i progetti di Blockchain e Distributed Ledger, un ambito che evolve sempre più velocemente, con applicazioni diverse, dalle criptovalute agli Nft, passando per il DeFi. Nel 2021 si contano a livello globale 370 iniziative (progetti e annunci) sviluppate da aziende e pubbliche amministrazione, +39% rispetto al 2020, che portano a 1.615 il totale dei casi censiti dal 2016 ad oggi. Quest’anno sono stati sviluppati più progetti implementativi (243, +25%), a discapito dei semplici annunci (127), che portano a 751 il numero complessivo tra progetti operativi, pilota o proof of concept (escludendo gli annunci) censiti negli ultimi 5 anni. I settori più attivi sono quello finanziario con il 38% dei progetti e la Pubblica Amministrazione con il 16%, seguiti dai Media con il 7% e l’Agrifood con il 6%. Le applicazioni di questa tecnologia nata nel 2008 con Bitcoin si stanno evolvendo velocemente in diverse direzioni, ma tutte hanno in comune la spinta verso una nuova versione del Web. La Blockchain, infatti, è alla base della “next web revolution”: il Web3, una sorta di Internet “decentralizzato” che potrebbe essere la naturale evoluzione dell’attuale Web “centralizzato” dominato dalle big tech. Nel mondo del Decentralized web, la Blockchain permette di creare l’infrastruttura che abilita nuove soluzioni di business indipendenti, spesso basate su applicazioni decentralizzate (le cosiddette DApp) o gli Nft, token unici che rappresentano una proprietà privata digitale. A livello internazionale, i progetti implementativi sviluppati in questo ambito sono ancora pochi (solo 71, il 10% del totale), ma la crescita del 382% in un anno lascia intuire grandi prospettive. E, considerando le principali piattaforme permissionless, sono già oltre 8.000 nel mondo le Dapp sviluppate da startup.A fronte di questo fervore internazionale, il mercato italiano è in fase di attesa. Ancora non si vede una crescita decisa dell’adozione delle tecnologie Blockchain e gli investimenti delle aziende sono pari a 28 milioni di euro nel 2021, più o meno stabili rispetto ai 23 milioni del 2020 e ai 30 milioni del 2019. In Italia il settore più attivo si conferma quello finanziario e assicurativo, con il 50% degli investimenti. Seguono la pubblica amministrazione (15%), in forte crescita anche grazie allo sviluppo dell’Italian Blockchain Service Infrastructure, l’agroalimentare (stabile all’11%) e le utility (10%) che, dopo numerose sperimentazioni negli scorsi anni, ha visto un deciso incremento. In continuità con il 2020, il mercato italiano è focalizzato soprattutto sullo sviluppo di progetti pilota e sull’evoluzione di quelli già in produzione: solo il 13% degli investimenti riguarda Proof of Concept o attività di formazione. Se l’adozione delle aziende stenta ancora a decollare, i consumatori italiani sono sempre più orientati all’utilizzo delle applicazioni Blockchain, in particolare le criptovalute: ben il 12% degli italiani ha già acquistato Bitcoin o altre criptocurrencies, il 17% è interessato a farlo in futuro, mentre il 58% le conosce ma non è interessato a possederle e solo il 13% non le conosce affatto.

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