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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘crescita’

Industria: Nardi, investire in infrastrutture per rendere stabile la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“I dati sulla crescita della produzione industriale sono particolarmente incoraggianti e ben auguranti, perché dimostrano che siamo davvero all’inizio della fine della crisi. Questo non significa che siamo usciti dal tunnel, ma conferma che il tessuto produttivo del nostro Paese ha saputo resistere e che ora sta rialzando la testa”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.“E’ compito della politica, quindi, far sì che questa spinta divenga strutturale e non congiunturale – continua – Dobbiamo cioè evitare che si tratti di un semplice rimbalzo rispetto ai dati negativi visti in questo anno in mezzo di pandemia: dobbiamo far sì che vi sia un sostegno vero alla ripresa produttiva e quindi all’occupazione, attraverso scelte strutturali, a cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture necessarie a rendere sempre più competitiva la nostra capacità produttiva”.

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Richiesta mutui in forte crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 maggio 2021

Rispetto al corrispondente mese del 2020, che per altro era stato fortemente condizionato dal lockdown totale, nel mese di aprile si registra un robusto incremento delle richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, dato che rafforza l’andamento positivo già rilevato a marzo dopo che i primi due mesi dell’anno e l’ultimo trimestre del 2020 avevano fatto segnare una costante contrazione.È questo il quadro che emerge dall’analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che segna un +85,1% rispetto ad aprile 2020.Per altro, va sottolineato come la crescita delle richieste nell’ultimo mese sia totalmente ascrivibile alla vivacità dei richiedenti al di sotto dei 35 anni, che arrivano a spiegare il 29,4% del totale (la quota di questo segmento era del 26,3% un anno fa). “Prendendo in considerazione il singolo mese di aprile, i volumi di richieste di mutuo riscontrate nell’ultima rilevazione non solo sono quasi il doppio rispetto a un anno fa, quando di fatto l’operatività era stata bloccata dalle restrizioni agli spostamenti per contenere la pandemia, ma risulta il più elevato in assoluto degli ultimi 10 anni, a conferma del ritorno di interesse verso l’acquisto di un immobile ad uso residenziale. La dinamica in atto è indubbiamente favorita dal progressivo miglioramento del clima di fiducia, ma anche dalle interessanti opportunità offerte da tassi di interesse prossimi ai minimi storici e da prezzi degli immobili ancora estremamente appetibili – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. Se la classe di età che spiega la quota maggioritaria delle richieste di mutuo si conferma essere quella compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 33,4% del totale, va sottolineato come nell’ultima rilevazione le uniche fasce di richiedenti ad aver fatto registrare un incremento, incidendo in modo significativo sulla performance dell’intero comparto, sono quella tra i 18 e i 24 anni, arrivata al 2,6% rispetto al 2,0% di un anno fa, e quella tra i 25 e i 24 anni, che spiega il 26,8% del totale contro il 24,3% dell’aprile 2020.

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Flash – USA: Prezzi in crescita ma spesa ferma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 maggio 2021

E’ l’effetto “occhi pieni e mani vuote” per i consumatori post riaperture”, a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM. Dopo il forte dato sull’inflazione di aprile, oggi l’attesa di consenso per le vendite al dettaglio USA dello stesso mese era di andamento conseguente di consumi, ossia in tono forte ed invece…sorpresa, nulla di tutto questo. Vendite al dettaglio assolutamente deludenti, soprattutto con riferimento al cosiddetto control group, ossia quello meglio approssima l’andamento del Pil (al netto cioè di auto, componente energetica e componente edilizia). Alcune delle voci che erano state il traino principale dell’inflazione le ritroviamo nelle vendite al dettaglio come nel caso dell’auto (+2,9% m/m), Food services & drinking places (+3% m/m) o ancora prodotti per la cura della persona (+1%). Mancano all’appello, però, le voci di spesa collegate alle vendite presso le grandi catene – in alcuni casi in calo di quasi il 5% su base mensile. Cosa sta accadendo? La spiegazione passa soprattutto nella dinamica dei salari. Al momento della riapertura, i consumatori USA si stanno ritrovando con prezzi molto più alti ma con salari fermi ai livelli ante Covid, sebbene con qualche timido segnale in ordine sparso di inversione – come nel caso di McDonalds (incremento del 10% arrivando in media a circa 13$/ora) o ancora Amazon (incremento tra 0,50 e 3$ che porterebbe il salario orario fino a 18$). Biden ha provato a proporre l’incremento del salario minimo per legge ma, fino ad ora, non è riuscito nel suo intento. In estrema sintesi: quello che sta emergendo alla riapertura post covid è un forte incremento dei prezzi ma non altrettanto forte rialzo dei salari, con conseguente forte calo dei salari reali. Per ora, i consumatori USA continuano a beneficare dei sussidi – tra cui quelli per la disoccupazione maggiorati fino ad inizio settembre. In prospettiva: occorrerà valutare il tentativo di Biden di riparare a questo fenomeno ma, nel frattempo, per i mercati il segnale che arriva è che la Fed ha un motivo valido per non tirare i remi in barca, ossia i salari stagnanti che in termini reali crollano di fronte all’impennata dei prezzi.

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Veeam registra una crescita del 25% nel primo trimestre del 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 15 maggio 2021

Veeam® Software, leader nella fornitura di soluzioni per la Modern Data Protection, annuncia oggi un altro trimestre di crescita a due cifre con un aumento delle entrate annuali ricorrenti (ARR) del 25% anno su anno (YoY) nel primo trimestre del 2021. Veeam ha inaugurato il 2021 con l’espansione del supporto al cloud pubblico grazie alla disponibilità generale del NUOVO Veeam Backup for Google Cloud Platform, a completamento delle soluzioni Veeam Backup per AWS e Microsoft Azure.Veeam Backup & Replication™ v11 è stato rilasciato nel primo trimestre del 2021 con altri 200 nuovi e potenti miglioramenti in termini di backup, cloud, DR, sicurezza e automazione. La più avanzata soluzione per la data protection per i carichi di lavoro Cloud, virtuali, SaaS, Kubernetes e fisici è già stata scaricata da più di 130.000 utenti.“La crescita a due cifre su base annua in tutte le aree geografiche fornisce un’ulteriore conferma che le nostre soluzioni sono all’avanguardia nel settore e forniscono ai clienti una protezione dei dati semplice, flessibile e affidabile in grado di soddisfare le loro esigenze e di aiutarli a raggiungere i loro obiettivi aziendali. Assistere a tali aumenti a livello globale è un risultato straordinario in un ambiente così sfidante,” ha dichiarato William H. Largent, Chief Executive Officer (CEO) and Chairman of the Board di Veeam. “Tredici trimestri consecutivi di crescita a due cifre sono una testimonianza non solo dell’importanza della business continuity e della data protection per le aziende che si stanno spostando verso il cloud, ma anche dell’affidabilità e del valore degli oltre 400.000 nostri clienti che hanno scelto Veeam nell’ultimo decennio.” Inoltre, come indicato nel più recente IDC Semi-Annual Software Tracker for Data Replication & Protection 2H’20[¹], Veeam ha avuto la più rapida crescita dei ricavi, sia sequenziale (21,5%) che YoY (17,9%) nel 2H’20 tra i primi cinque fornitori, rispetto a tutti gli altri fornitori e alla media generale del mercato. In questo periodo, Veeam è diventato il secondo fornitore a livello mondiale in termini di fatturato complessivo con una crescita YoY nella seconda metà del 2020 di oltre 17,5 punti percentuali sopra la media del mercato. Il report IDC Semi-Annual Software Tracker 2H’20 ha messo Veeam al primo posto all’interno dell’EMEA Data Replication and Protection market in 2020[2] , Veeam ha ottenuto la più rapida crescita dei ricavi, sia sequenziale (26.2%) che YoY (20.1%) nel 2H’20 ed è tra i primi 5 vendor, rispetto a tutti gli altri fornitori e alla media generale del mercato. Nel 2020, Veeam è al primo posto per quota di mercato in EMEA.

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Si conferma la crescita della vendita di libri nei primi tre mesi del 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

L’editoria libraria italiana continua a crescere anche nei primi tre mesi del 2021, consolidando un trend iniziato nella seconda metà del 2020. Secondo i dati elaborati dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dal primo gennaio al 28 marzo, le vendite dei libri a stampa a prezzo di copertina nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione organizzata) sono cresciute del 26,6% a valore e del 26,7% a copie vendute rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. “Siamo di fronte a un incremento importante che si accompagna alla crescita della lettura, come è documentato nel libro bianco del Cepell (nel 2020 sono lettori il 61% degli italiani nella fascia d’età 15-74 anni, contro il 58% dell’anno precedente). Questi dati confermano la bontà delle politiche di sostegno al settore proposte da tutta la filiera del libro unita, l’Associazione Italiana Bibliotecari (AIB), AIE, Associazione Librai Italiani (ALI), e messe in atto nel 2020 da governo e parlamento. Ci riferiamo in particolare al sostegno della domanda tramite la 18App, la Carta Famiglia, il finanziamento degli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, tutte misure che chiediamo siano confermate e stabilizzate” ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi.La 18App, in particolare, ha confermato la propria efficacia anche nell’avvio del nuovo anno: tra gennaio e febbraio i 18enni hanno utilizzato per l’80% questo strumento per acquisti di libri a stampa, pari complessivamente a 75 milioni di euro. Il 91% degli acquisti sono stati effettuati nelle librerie online.I dati mostrano cambiamenti di grande rilievo nei canali di vendita e nella struttura del mercato. I canali fisici (librerie e grande distribuzione) passano dal 73% del 2019 al 57% di fine 2020, al 55% a marzo di quest’anno. Le librerie online, che rappresentavano il 27% nel 2019 e il 43% nel 2020, raggiungono il 45% nel primo trimestre dell’anno. Le librerie indipendenti, maggiormente presenti nelle periferie e nei piccoli centri, passano dal 22% di fine 2019 al 18% di fine 2020 e, quindi, al 16% di fine marzo.Le librerie di catena, generalmente penalizzate dall’essere soprattutto presenti nei centri cittadini, nelle stazioni, negli aeroporti e nei centri commerciali, sono passate dal 44% del 2019 al 33% nel 2020 al 34% nei primi tre mesi di quest’anno. La grande distribuzione è passata dal 7% del 2019 al 6% del 2020 fino al 5% del primo trimestre 2021. La quota dei piccoli e medi editori, trainata dall’online, è cresciuta costantemente nel corso degli anni passando dal 39,5% del 2011 al 47,5% del 2019, al 50,9% del 2020, fino a toccare il 54,1% tra gennaio e marzo 2021.

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Almawave: 2020 con ricavi in decisa crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Almawave S.p.A. (Ticker: AIW) società italiana quotata sul sistema multilaterale di negoziazione AIM Italia e leader nell’Intelligenza Artificiale (AI), nell’analisi del linguaggio naturale e nei servizi Big Data, ha approvato il progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020 e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2020 che si chiude con ricavi pari a 26,9 milioni di euro, in crescita del 26,1% a cambi correnti rispetto all’esercizio precedente (+29,0% a cambi costanti). Il progetto del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020 sarà sottoposto all’Assemblea degli Azionisti della Società che si terrà, come in precedenza comunicato, il giorno 28 aprile 2021, in prima convocazione, oppure, occorrendo, il giorno successivo, in seconda convocazione.Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di proporre all’Assemblea degli Azionisti di Almawave S.p.A. la destinazione dell’utile di esercizio di Euro 859.607,86 alla riserva denominata “Utili (Perdite) a nuovo”.Nel 2020 è proseguito il forte processo di innovazione iniziato da Almawave e dal Gruppo negli anni precedenti, attraverso la continua evoluzione delle piattaforme prodotto Iride® e Audioma® nelle diverse componenti tecnologiche e applicative: sono state infatti rilasciate nuove funzionalità che hanno permesso una migliore integrazione tra i vari moduli e sono state ottimizzate le architetture alla base della suite di software.In particolare, a ottobre 2020 è stata lanciata la nuova release del prodotto Iride Voice, che ha introdotto una serie di funzionalità out-of-the-box per permettere un’attivazione più rapida delle soluzioni basate su tale modulo software.La profonda conoscenza dei processi dei clienti e i servizi applicati al mondo dei Big Data hanno consentito ad Almawave di focalizzarsi su soluzioni di mercato, in grado di rispondere pienamente alle esigenze dei clienti, attraverso l’utilizzo dei propri prodotti per risolvere casi d’uso caratteristici delle diverse industry (es. Pubblica Amministrazione, Trasporti, Healthcare). Il Gruppo Almawave prevede, in termini di risultati per l’esercizio 2021, un incremento dei Ricavi, dell’Ebitda e dell’Ebit. Il risultato netto si prevede sia positivo. Nel mercato domestico, il Gruppo punta a rafforzare la leadership nel settore dell’information governance & analytics, proponendo una visione distintiva e basata sui propri asset tecnologici per l’interpretazione evoluta di dati e informazioni non strutturate. Inoltre continua il rafforzamento della value proposition e il consolidamento del posizionamento distintivo nell’area delle self-automated solutions (agenti virtuali conversazionali vocali e testuali), verso tutti i mercati di riferimento, attraverso la proposizione di una piattaforma convergente di testo e voce, tecnologicamente avanzata e funzionalmente completa.Nell’ambito dei servizi big data & digital transformation, si prevede continui il percorso di crescita nelle attività verso la Pubblica Amministrazione, legate allo sviluppo dei contratti con la Pubblica Amministrazione Centrale e Locale, in particolare sulla base degli accordi quadro SPC Lotto 3 e Lotto 4.Sul mercato internazionale, continua lo sviluppo del mercato brasiliano e in area America Latina, con un’offerta caratterizzata da soluzioni che prevedono l’integrazione di prodotti Almawave e la sinergia commerciale con AlmavivA do Brasil. Con riferimento alla società̀ Almawave USA, questa si trova ancora in una fase di start-up. Tuttavia, gli Stati Uniti, assieme al mercato Europeo, rappresentano già un mercato ad alto potenziale per la società, al quale il management del Gruppo guarda con interesse in previsione del proprio percorso di crescita.

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Azionario 2021: vedremo ancora crescita?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

A cura di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm. Quando pianifichiamo per il futuro, ci sono sempre una miriade di fattori da tenere a mente. In questo aggiornamento di mercato ne esploreremo alcuni per agevolare una migliore comprensione del nostro processo decisionale e dell’impatto che le nostre scelte potrebbero avere sui portafogli nei prossimi mesi. Non è infrequente che i mercati finanziari si lascino ossessionare da un singolo dato. Questa settimana è il turno del tasso di interesse sui titoli di stato statunitensi a 10 anni. Il rendimento dei Treasury è aumentato notevolmente quest’anno, spingendo al ribasso i prezzi delle obbligazioni in modo abbastanza netto. La dinamica ha in qualche modo preoccupato gli operatori di mercato, che si chiedono se la Federal Reserve dovrà intervenire per gestire la situazione, andando a rallentare il suo supporto all’economia. Ma la Fed finora sembra rilassata e l’impatto sul mercato azionario è stato molto sfumato. Nel breve termine, diciamo nei prossimi sei mesi, la questione è aperta all’interpretazione. Come reagiranno i mercati finanziari al probabile scenario di una ripresa più forte e di un aumento, forse temporaneo, dell’inflazione? Riteniamo che questo sarà un ambiente abbastanza positivo per le azioni e continuiamo a guardare con favore a un’esposizione ai titoli value nei nostri portafogli più rischiosi. Ricordiamo che, alla fine dello scorso anno, abbiamo deciso di puntare su questi titoli, ed essi resteranno il nostro focus quando decideremo di aumentare ulteriormente il rischio dei portafogli perché crediamo che né l’inflazione né i rendimenti dei titoli di Stato aumenteranno tanto di più di quanto abbiano fatto finora.In questo momento l’incertezza riguarda più la sostenibilità della ripresa. Vedremo numeri di forte crescita nel 2021, ma si tradurranno in una ripresa economica più sostenuta nel 2022 e oltre? Dobbiamo pensare alla sostenibilità della ripresa in termini di crescita economica complessiva e, soprattutto, in termini di miglioramento del mercato del lavoro, riduzione della povertà e transizione da livelli molto elevati di sostegno dei governi all’economia verso un ritorno alla centralità del settore privato.Dopo la crisi finanziaria del 2008-2009, le economie dei mercati sviluppati hanno subito registrato una ripresa piuttosto forte. Ma il ritmo della ripresa negli anni successivi è stato piuttosto lento, almeno rispetto agli standard storici. Una ripresa lunga e lenta si è rivelata positiva per le attività finanziarie, ma non si può dire lo stesso per il tenore di vita generale.Con molto più sostegno del governo durante il 2020 rispetto a 10-12 anni fa, questa volta potremmo assistere a una ripresa più rapida, ma non è ancora chiaro se tutti gli stimoli che abbiamo visto finora getteranno una base solida per la crescita a lungo termine o resteranno solo un importante impulso di breve termine.Per quanto riguarda l’inflazione, aspettiamo di vedere una ripresa dei tassi di inflazione nel 2021, ma la crescita dei prezzi dovrebbe normalizzarsi in futuro. Questo scenario dovrebbe semplificare la vita alle banche centrali nel tracciare un percorso verso una crescita sostenibile con prezzi relativamente stabili. Dovremmo anche considerare l’attuale situazione sanitaria. I mercati finanziari ci sembrano mostrare fiducia nel fatto che ci sarà un chiaro percorso verso un ritorno alla “normalità”. In fin dei conti la loro fiducia nella capacità della scienza di risolvere le sfide di Covid-19 finora è stata ben riposta. E questo è alla base delle nostre ipotesi di una robusta ripresa nel 2021. Certo i dati dall’Europa e dal Brasile, in particolare, indicano uno scenario che invita ancora a qualche cautela. Emergeranno nuove varianti? Il Covid-19 sarà un evento stagionale, che richiede vaccinazioni biennali? Quale impatto potrebbe avere sull’attività economica e sui mercati finanziari? Siamo cautamente ottimisti riguardo alle prospettive per gli asset rischiosi come le azioni, quest’anno, anche se vediamo alcune aree in cui le valutazioni e le aspettative sono già piuttosto elevate. Ma nonostante tutto il discorso sul 2021, pensiamo che la partita si giochi sul prossimo anno e oltre. Il 2021 continuerà a premiare gli investitori? Dipenderà da una sana ripresa del mercato del lavoro, da un’inflazione favorevole, dalle capacità della politica (sia da parte dei governi che delle banche centrali) e da una gestione di successo di lungo termine del Covid-19. I primi segnali sono senza dubbio incoraggianti.Mentre consideriamo il nostro prossimo ribilanciamento, ci sono alcune decisioni da prendere. In primo luogo, le azioni possono continuare a registrare una performance relativamente buona? Pensiamo che la risposta sia sì. In secondo luogo, i rendimenti delle obbligazioni continueranno a salire? Riteniamo che dopo la rincorsa, i rendimenti obbligazionari rimarranno in stallo nei prossimi mesi. Pensiamo che questo sia un ambiente abbastanza positivo.In termini di rischi, riteniamo che saranno fondamentali i progressi sulla vaccinazione e sul percorso di ripresa economica. Più specificamente, poiché vediamo più segnali di ripresa nei prossimi mesi, pensiamo che il centro dell’attenzione si sposterà al 2022, se vedremo il rimbalzo del 2021 tradursi in una ripresa economica sostenibile nel 2022 e oltre. I primi segnali fanno sperare, ma continueremo a monitorare i dati economici e le decisioni politiche.

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Fidia Farmaceutici prosegue il suo percorso di crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 marzo 2021

Fidia Farmaceutici, multinazionale farmaceutica, leader mondiale nella ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti a base di acido ialuronico e suoi derivati, ha annunciato la firma di un accordo con il gruppo francese Sanofi che prevede l’acquisizione di un portfolio integrato di farmaci antinfiammatori. L’azienda, con questa operazione, oltre ad ampliare ulteriormente la propria offerta di prodotti e specialità, estende la sua presenza nell’ambito dei farmaci da prescrizione, consolidando la leadership nell’area Osteoarticolare e rafforzando il business in area Dermatologica.La firma giunge dopo un selettivo procedimento competitivo avviato nel corso del 2020 che ha portato Sanofi a individuare Fidia tra le diverse aziende in gara. E che evidenzia la capacità dell’azienda di saper guardare al futuro ed essere in grado di cogliere le opportunità anche in concomitanza con l’emergenza sanitaria globale.Con il completamento dell’operazione, ora condizionata al via libera da parte dell’Autorità Antitrust e di quelle governative, Fidia acquisirà le registrazioni, i marchi e i relativi diritti commerciali di sette prodotti (Urbason: compresse orali e forme iniettabili; Esperson, Topicorte, Flubason, Dermatop: forme topiche; Surgam: compresse orali e supposte; Flebocortid: forme iniettabili), brand leader nei propri segmenti, che nel 2019 hanno registrato vendite a livello mondiale superiori ai 40 milioni di euro.Nello specifico, la nuova offerta comprende quattro corticosteroidi e un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS), già ampiamente utilizzati per trattare una vasta gamma di patologie in diverse aree terapeutiche.I marchi parte dell’accordo verranno commercializzati in Europa (con particolare focus sull’Italia), in Brasile, Marocco, Tunisia, Turchia, Libano, Tailandia e nei Paesi dell’Africa sub-sahariana, aree dove il Gruppo farmaceutico italiano potrà pertanto rafforzare la propria presenza.

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Continua la crescita di Deloitte in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Il network nomina di 31 nuovi partner che fanno salire il numero complessivo dei soci italiani a 330, consolidando ulteriormente la struttura di servizi professionali più grande al mondo. “Il rafforzamento della nostra squadra- spiega il CEO di Deloitte Italia Fabio Pompei- è una tappa che consolida la nostra presenza e il nostro essere al fianco delle aziende come acceleratori di innovazione, digitalizzazione e cambiamento. Congratulazioni ai colleghi per questo importante obiettivo professionale, grande risultato, frutto di impegno costante che si inserisce appieno nel nostro programma Impact for Italy che ci vede attori di primo piano per la crescita del nostro paese attraverso programmi duraturi e sostenibili”. In questi mesi inoltre prosegue la campagna di assunzioni che prevede entro la fine dell’anno fiscale corrente (maggio 2021) circa 650 nuovi ingressi, di profili sia con formazione economica sia tecnologica, sia giuridica. Deloitte, che è operativa in 25 città, oggi conta circa 8.300 persone di cui il 50% è al di sotto dei 30 anni e di cui circa la metà sono donne. Complessivamente, nell’anno fiscale 2020 Deloitte in Italia ha assunto oltre 1.800 persone (crescita del 15%) ed erogato oltre 480 mila ore di formazione. Per Audit & Assurance guidata da Stefano Dell’Orto, entrano: Savino Capurso, Silvia Dallai, Alessandro De Luca, Filippo Fabris, Marco Ricci, Umberto Zanetti. Per Consulting, guidato da Alessandro Mercuri: Luigi Capitanio, Ponziano Ciampi, Maurizio Di Noia, Davide Grassi, Andrea Leuzzi, Davide Lipodio, Nicolas Jesus Roa, Alessandro Rossi, Giulio Sacchi, Giuseppe Taranto, Stefano Torres Per Financial Advisory, guidata da Antonio Solinas: Giacomo Giobbi, Francesco Iannamorelli e Emanuele Martelli. Per Risk Advisory, guidato da Antonio Arfè: Sebastiano Brusco, Maria Fazio, Daniele Frasca, Lodovico Fregni, Gianfranco Tessitore, Elisabetta Tisato. Per Tax & Legal, guidato da Alessandro Lualdi: Elena Cardani (Tax) Roberto Famà (Tax), Andrea Martellacci (Legal), Carlo Rolandi (Tax), Fabrizio Saveri (Tax).

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Velvet Media si riconferma ai vertici europei nella crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

A riconoscerlo è il Financial Times, che posiziona l’agenzia di marketing e vendita online veneta al 201mo posto su mille aziende in Europa all’interno della classifica “FT 1000: Europe’s Fastest-Growing Companies”, realizzata in collaborazione con Statista e pubblicata sul sito ft.com, uno dei più letti al mondo. Il tasso di crescita assoluto è giunto al 732,1%, questo rende Velvet Media una delle 86 aziende a livello europeo capaci di entrare nel ranking per tre anni consecutivi.Un ottimo risultato che arriva pochi mesi dopo un analogo riconoscimento de Il Sole 24 Ore: il primo quotidiano economico italiano ha sancito il posizionamento dell’agenzia tra le prime 50 aziende in Italia grazie ad un tasso di crescita tra il 2016 e il 2019 del +102,64% (indice Cagr) e ad un fatturato passato in un triennio da 604.000 a 5.028.000 euro. Numeri che continuano a crescere, considerato che il bilancio 2020 è stato chiuso a più di sei milioni di euro, con un ulteriore aumento del 20%, nonostante i rallentamenti dovuti al Covid.Il riconoscimento arriva nei giorni dell’apertura della sede di Milano dell’agenzia veneta. Dal primo marzo sono infatti operativi gli uffici di via Morimondo 26. L’obiettivo dell’espansione è consolidare la reputazione di Velvet Media, che così si collocherà nella piazza più rinomata in Italia per il marketing, ma anche aumentare la capacità aziendale di servire i clienti a livello nazionale e internazionale. Milano sarà poi un luogo fisico dal quale organizzare l’attività e promuovere eventi (appena la pandemia sarà passata), uno spazio che rafforzerà il network e la conoscenza di Velvet anche per quanto riguarda la comunicazione, le relazioni con la stampa e le relazioni con gli opinion leader del settore.Il nuovo spazio servirà anche come base di espansione per Velvet Fashion, la divisione con focus sul settore della moda che recentemente ha fatto parlare di sé per la partnership con Niam e Atelier e per la presentazione dei più innovativi virtual showroom digitali sul web, capaci di sviluppare realtà aumentata e gestire fino all’acquisto gli utenti tramite avatar e intelligenza virtuale.
“Aprire una filiale a Milano è un grande traguardo per noi”, dichiara Silvia Assirelli, direttrice comunicazione in Velvet e manager che avrà il ruolo di coordinare i lavori dal capoluogo lombardo. “Significa approdare finalmente nell’Olimpo della comunicazione e del business. Significa poter consolidare ancora di più alcune nostre divisioni strategiche, prime tra tutte quelle international, fashion ed events. Significa poter essere ancora più aggiornati e all’avanguardia sulle ultime novità e tendenze del settore, proprio perché Milano è più di ogni altra città la culla e il motore del marketing in Italia”.Per Velvet Media l’apertura di Milano e il premio del Financial Times sono gli ultimi step di una storia aziendale sempre proiettata alla ricerca e allo sviluppo di nuovi business. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del sito internet Storie di Eccellenza e del magazine Genius, oggi Velvet è una holding che gestisce il marketing in outsourcing per conto di oltre mille aziende del Nord Italia. Il core business è il coordinamento della comunicazione aziendale a tutti i livelli e la gestione della vendita online: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce, dalla gestione dei marketplace fino alla lead generation.Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune divisioni parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello sport (Velvet Sport), della moda (Velvet Fashion) e dell’internazionalizzazione con focus in particolare su Stati Uniti e Cina (Velvet International). La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll e scelte di welfare innovative come la presenza in organico della manager della felicità per i dipendenti.

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Klarna ricerca nuovi talenti in Italia per la crescita del business

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

A distanza di pochi mesi dal lancio di “Paga in 3 rate” in Italia e dall’apertura ufficiale della nuova sede di Milano, Klarna – leader globale nei servizi di pagamento e di acquisto, è alla ricerca di nuove figure da inserire nel team italiano per supportare il business in rapida crescita a livello sia locale, sia internazionale. I profili selezionati andranno a rafforzare i dipartimenti Engineering (per lo più Software Engineer), Commercial, Product Management e Service Delivery e molti altri in arrivo.Con 90 milioni di utenti e oltre 200.000 merchant a livello globale, dopo Stoccolma e Berlino, Klarna ha scelto Milano come sede del suo quarto tech-hub europeo, passando in pochi mesi da 10 a 72 persone nel team: esperti che si dedicano allo sviluppo di servizi nuovi nell’ambito degli acquisti e della gestione dei pagamenti digitali, per offrire ai brand soluzioni che semplifichino l’esperienza di shopping. Ospitati nel cuore del capoluogo lombardo, gli uffici di Klarna rispecchiano l’atmosfera moderna e cosmopolita della città, principale polo del fintech in Italia.
Combinando il respiro innovativo e lo stile unico che caratterizzano le realtà più all’avanguardia, Klarna ha scelto di investire sul capitale umano attraverso un piano di espansione che prevede di raddoppiare il suo organico entro il 2022, da inserire in un ambiente stimolante in grado di liberare il potenziale di ciascuno.La filosofia di Klarna si basa sull’idea che il successo si possa raggiungere mettendo a frutto i talenti delle persone: chi entra a far parte del team non viene vincolato a un ruolo predefinito, ma ha la possibilità di seguire un percorso di carriera atipico (irregular career path), spaziando in ambiti differenti sulla base delle proprie inclinazioni. Il comun denominatore per qualsiasi strada si scelga di intraprendere è l’elevata autonomia professionale e decisionale offerta da un approccio orientato al risultato, che prevede orari di lavoro flessibili.In Italia, Klarna propone fin da subito contratti di lavoro a tempo indeterminato, insieme a programmi di welfare aziendale e a una dotazione tecnica personalizzabile di primo livello. Inoltre, è previsto un percorso di formazione on-the-job che favorisce l’immediata crescita professionale e dà l’opportunità di mettersi alla prova in un ambiente lavorativo giovane, dinamico e internazionale. In tale contesto, la sede di Milano rappresenta un punto di riferimento, dove i colleghi possono confrontarsi e condividere idee o progetti nuovi per le implementazioni locali o globali.I candidati ideali sono in possesso di una buona conoscenza della lingua inglese e, per i profili in ambito engineering, di una comprovata esperienza nel settore (il diploma di laurea non rappresenta un requisito indispensabile).Per entrare a far parte del team di Klarna è possibile consultare i dettagli sulle posizioni aperte e inviare la propria candidatura compilando il form sulla pagina web dedicata.

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Come vincere le sfide della crescita aziendale grazie al cloud

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2021

A cura di Vladimir Cavalcanti – Channel Team Manager EMEA South e Country Manager Italia di Atlassian. Le sfide per un’azienda in espansione sono tantissime. Talvolta queste sono più impegnative per un’organizzazione ben strutturata di quanto lo siano per una startup, il cui modello di business è molto più snello.Le aziende tendono ad avere un numero di dipendenti più elevato, quindi più persone coinvolte in un processo di crescita, e si rivolgono a un maggior numero di clienti, i cui dati devono essere gestiti in sicurezza. Questi fattori espongono le aziende a diversi rischi quando devono affrontare un processo di espansione: cambiamenti culturali, ostacoli che danneggiano la produttività e vulnerabilità della sicurezza sono all’ordine del giorno. Se le imprese non riescono ad affrontare queste sfide su larga scala, mettono a rischio non solo il successo delle nuove iniziative, ma anche la loro stessa integrità.
Come fare per superare questi ostacoli? Una soluzione semplice e efficace è quella di spostare il maggior numero di attività, funzionalità e sistemi in cloud in modo da evitare di gravare sui server, limitare la produttività, danneggiare la cultura aziendale ed esporre i dati a rischi di sicurezza.Anche quando i dipendenti spostano i documenti su un Drive condiviso, spesso non seguono le corrette convenzioni di denominazione o sbagliano a gestire la cronologia delle versioni. Certo questo non è un grave problema per un’azienda di piccole dimensioni, ma quando si ha a che fare con 100, 500 o 5.000 dipendenti, ci troviamo di fronte ha una grossa sfida. Più grande è l’organizzazione, più grave diventa questo problema.Il cloud rappresenta una valida soluzione, in quanto permette di centralizzare tutte le informazioni, salvando le modifiche ai file in tempo reale e garantendo piena e costante accessibilità ai documenti per coloro che dispongono delle giuste autorizzazioni.La protezione dei dati è in cima alla lista delle sfide della scalabilità. Più grande diventa un’azienda o un progetto, maggiore è il volume di dati da gestire e più complessa e onerosa diventa la loro protezione. Più persone e dispositivi equivalgono a più account, più password e più possibilità di incorrere in errori che possono generare attacchi informatici.La mancanza di trasparenza è una delle principali minacce che un’azienda in espansione deve affrontare. Più grande diventa un’organizzazione o un progetto, più difficile è comunicare con ogni stakeholder. Man mano che l’organigramma diventa più affollato, i flussi di informazioni tendono a diventare confusionari, con alcuni manager e team che condividono ciò che deve essere condiviso e altri che fanno da collo di bottiglia.Ancora una volta la tecnologia cloud può aiutare un’azienda ad affrontare questa sfida, garantendo il continuo flusso di informazioni tra i team e offrendo una visione olistica delle attività.Le imprese possono evitare i problemi legati alla loro crescita spostando il maggior numero possibile di flussi di lavoro, file e funzionalità in cloud. Questo consentirà loro di aumentare la produttività, salvaguardare i dati e mantenere una cultura della trasparenza a livello aziendale.

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Diabete in Italia: trend in continua crescita da Nord a Sud

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Il diabete è in continua crescita in tutti i paesi europei. Fra il 2008 e il 2014 il numero di cittadini europei con diabete è cresciuto di 4,6 milioni, ovvero del 28 per cento in sei anni, con una crescita 24 volte maggiore rispetto a quella della popolazione nello stesso periodo. Questa crescita è evidente anche In Italia, dove Istat stima che dal 2000 al 2019 le persone con diabete siano aumentate di circa il 60 per cento, passando dal 3,8 per cento della popolazione al 5,8 per cento (ovvero oltre 3 milioni e mezzo di persone). Lo documenta la quattordicesima edizione dell’Italian Diabetes Barometer Report, che verrà presentata stasera durante il webinar patrocinato dal Ministero della Salute e dall’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete “Il Diabete una malattia silente: l’impatto In Italia e nelle Regioni”.Questo incremento è spiegabile con una pluralità di motivi, tra cui l’invecchiamento della popolazione, la sedentarietà, l’obesità e in generale la scarsa attenzione a stili di vita salutari hanno un notevole impatto. Anche i continui progressi nel contrasto alle malattie croniche, quali le migliorate capacità diagnostiche accompagnate a una diagnosi in età più giovane o la capacità del sistema di cura di allungare la sopravvivenza delle persone con diabete e relative complicanze contribuiscono a questa crescita.“L’aumento della popolazione con diabete si riscontra in tutte le regioni d’Italia, ma gli incrementi non sono stati omogenei su tutto il territorio. In particolare, rispetto al 2000 le prevalenze standardizzate aumentano maggiormente nelle regioni del Nord e del Centro (escluso il Lazio), che partivano da livelli più bassi. Per il Mezzogiorno fa eccezione la Sicilia che passa dal 4,4 per cento nel 2000 al 6,9 per cento nel 2019. Le differenze regionali si mantengono particolarmente elevate nella popolazione anziana, oltre 15 punti percentuali la distanza tra Bolzano e la Calabria, dove la quota di anziani con diabete supera il 25 percento e il tasso di mortalità per diabete è superiore alla media nazionale”, dice Roberta Crialesi, Dirigente Servizio Sistema integrato salute, assistenza, previdenza e giustizia, Istat.Per quanto riguarda la mortalità, si conferma la tendenza a crescere passando dalle aree settentrionali a quelle meridionali del paese, con una certa variabilità in base alle province della stessa regione. Per esempio, in Piemonte i decessi per diabete rappresentano il 2,9 per cento dei decessi totali, una percentuale inferiore alla media nazionale che si attesta al 3,5 per cento, ma nella provincia di Vercelli il dato sale al 4,1 per cento, e in quella di Torino scende al 2,5. Analogamente, in Puglia, la cui media regionale è 4,6 per cento, si passa dal 5,6 di Taranto al 3,6 di Lecce.

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Povertà in crescita, urgente maggior sostegno a famiglie e disabili

Posted by fidest press agency su martedì, 23 febbraio 2021

Il 28% dei pensionati sotto la soglia dei 10mila euro lordi, pochissimi anziani non autosufficienti possono permettersi una badante. L’appello di DOMINA al governo.Per rispondere alle necessità del Paese, l’ha ricordato Mario Draghi nelle suo discorso programmatico occorre “avvicinarsi ai problemi quotidiani delle famiglie”. Tra le questioni più preoccupanti la povertà, la cui incidenza in un anno (dal 2019 al 2020) passa dal 31% al 45%. “Tra i nuovi poveri – lo sottolinea ancora Draghi – aumenta il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, delle persone in età lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorate dall’indigenza”.E gli anziani non se la passano meglio. L’Osservatorio nazionale DOMINA, nel suo Rapporto annuale 2020 sul lavoro domestico, ha pubblicato i dati del Ministero delle Finanze che fotografano la condizione dei pensionati italiani. Il 28,3% percepisce meno di 10mila euro annui e il 66,1% è sotto la soglia dei 20mila (e si tratta di redditi lordi). Pochi anziani, dunque, possono permettersi badanti a tempo pieno o colf per più di qualche ora a settimana. Le persone non autosufficienti che possono permettersi un’assistenza contando solamente sulla propria pensione, per esempio, sono tra il 6 e l’8% se si avvalgono di lavoratori non formati. Nel caso di personale preparato la percentuale si abbassa al 4%.L’Italia è tra i Paesi europei che spendono meno per famiglia, infanzia e disabilità. Tra il 2008 e il 2013 la percentuale del Pil destinata a queste tre voci è rimasta sempre compresa tra il 2,5% e il 2,9%, per poi registrare un piccolo aumento (+0,4 punti) nel 2014. Negli ultimi quattro anni il valore è rimasto pressoché costante, attestandosi nel 2017 al 3,4%. Siamo molto lontani dai valori dei Paesi scandinavi (Danimarca 8,4%, Svezia 6%, Finlandia 5,8%), ma anche dalla media Ue (4,3%).
Per Lorenzo Gasparrini, segretario generale di DOMINA, “Investire sulla famiglia significa scommettere sul futuro del Paese”. “Perciò chiediamo alle ministre Elena Bonetti ed Erika Stefani – continua Gasparrini – di dare continuità al lavoro durante il Governo Conte II, nonché concretezza ai buoni propositi del Presidente del Consiglio, mettendo in campo maggiori politiche di sostegno che possano anche rilanciare il settore del lavoro domestico. ”.

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Inflazione riprende a crescere. Tutti contenti…. Ma

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2021

L’Istat ci ha comunicato che l’inflazione ha ripreso a crescere dopo tanto che registrava solo numeri negativi a paragone con gli stessi periodi degli anni e dei mesi precedenti: +0,4% annua e +0,7 mensile (gennaio su dicembre – 1). Un livello contenuto di crescita che, secondo i canoni tradizionali dell’economia di mercato, dovrebbe indicare che l’economia cresce in modo controllato ed equilibrato: vivacità e novità dovrebbero essere le caratteristiche.
Se andiamo a guardare i numeri notiamo che – a parte i beni energetici (+3,1%), un piccolo +0,8% per gli alimentari e l’1% per i durevoli – gli altri beni oscillano tra negativo e positivo, quindi stagnazione. Il mercato dei beni trainanti non ha mai subito un arresto (forzato o conseguenziale), perché non ne possiamo fare a meno, foss’anche indebitandosi fino all’inverosimile, soprattutto per gli energetici. Visto che nel totale annuale la crescita è dello 0,4%, vuol dire che per gli altri beni parlare di vivacità sarebbe un azzardo.
In sintesi. Non esultiamo e non abbassiamo il livello di guardia. La situazione continua ad essere drammatica e, se consideriamo anche la durata e le prospettive, tutto ci dice che peggiorerà. Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Cassa Depositi e Prestiti sostiene i piani di crescita del Gruppo Newlat Food

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Cassa Depositi e Prestiti, in sinergia con SACE, sostiene i piani di crescita e sviluppo in Italia e sui mercati internazionali del Gruppo Newlat, sottoscrivendo in qualità di anchor investor, e beneficiando pro-quota di una garanzia SACE, 60 milioni di euro del prestito obbligazionario emesso da Newlat Food S.p.A. sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) e sul Irish Stock Exchange. L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori istituzionali e retail, è di un ammontare complessivo pari a 200 milioni di euro con durata 6 anni. Nata nel 2004, Newlat è cresciuta negli anni grazie al perfezionamento di importanti acquisizioni strategiche e ad oggi è un player primario nel settore agroalimentare italiano ed europeo. Il Gruppo opera attraverso 15 stabilimenti produttivi in Italia e in Europa, impiegando circa 1.500 dipendenti, e presenta un ampio e strutturato portafoglio di prodotti e marchi di proprietà che godono di una forte notorietà a livello nazionale ed internazionale, grazie al costante focus sull’innovazione tecnologica e sulla ricerca di prodotti di alta qualità. Le risorse messe a disposizione da CDP saranno destinate a supportare Newlat nel proseguimento della propria strategia di crescita per linee esterne, rivolta all’acquisizione di potenziali target nel settore food&beverage, al fine di sostenere l’espansione del Gruppo all’estero e il consolidamento della sua posizione di leadership sul mercato.

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Sfide ambiziose per il nostro Paese per la crescita e lo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

In particolare, digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, transizione ecologica, infrastrutture e mobilità, istruzione e formazione, ricerca e cultura, per avere successo devono necessariamente prevedere specifiche azioni mirate al trasporto marittimo nel suo complesso”. Lo ha affermato Mario Mattioli, Presidente di Confitarma, nel corso dell’audizione di fronte alla IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame in sede consultiva della proposta di PNRR – Recovery Plan.
“Purtroppo – ha aggiunto Mattioli – le dichiarazioni d’intenti del PNRR non trovano riscontro in azioni concrete, per quanto attiene al trasporto marittimo, al quale, sebbene rappresenti uno dei settori più rilevanti per la transizione ecologica e sia notoriamente capital intensive, non vengono dedicate misure di sostegno. Gli unici interventi concreti per il settore marittimo contenuti nel PNRR riguardano il TPL e la portualità che, seppur importanti segmenti del comparto marittimo, rappresentano solo una parte del sistema”. “Inoltre, c’è il rischio concreto che per alcuni settori gli effetti auspicati del Piano si manifesteranno troppo tardi in quanto per le diverse misure di primo sostegno previste dalla manovra straordinaria adottata nel corso del 2020 mancano ancora i decreti attuativi relativi all’estensione degli sgravi contributivi alle navi iscritte nel primo registro navale e al fondo per il ristoro delle perdite sofferte dalle navi passeggeri”.
“È necessario – ha affermato il presidente Mattioli – dare urgente attuazione ai provvedimenti già adottati nonché prevedere azioni di sostegno economico a ristoro delle ingenti perdite che altri settori, in primis il comparto cisterniero, stanno subendo a causa del devastante calo della domanda”. “Dato che la sfida della decarbonizzazione interessa tutto il trasporto, sia pubblico che privato, occorre
definire un piano di intervento che faciliti e acceleri il processo di sviluppo/rinnovamento ed adeguamento della flotta di bandiera, coinvolgendo la cantieristica italiana maggiore, già leader mondiale in alcuni comparti ad alto valore, ed anche quella minore in crisi da anni, individuando strumenti finanziari necessari anche attraverso il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e del settore privato. Inoltre, occorre attuare una strategia che garantisca l’identificazione di solide filiere di approvvigionamento che consentano il ricorso a carburanti avanzati e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie alla distribuzione e bunkeraggio del GNL. “Last but not the least – ha affermato il Presidente Mattioli – il processo di estensione dei benefici della bandiera italiana alle bandiere comunitarie che si concluderà a breve dovrà naturalmente essere rivolto a quei soggetti utilizzatori delle navi stabilmente radicati sul territorio italiano, che contribuiscono a generare PIL per la nostra economia. Al fine di evitare quanto purtroppo già accaduto nella logistica italiana, dove è venuta a determinarsi l’egemonia dei grandi operatori internazionali che decidono se, come, cosa e quanto trasportare, occorre difendere l’impresa italiana creando le condizioni di crescita e sviluppo delle tante realtà eccellenti del nostro settore. Il miglior modo per farlo è attraverso la semplificazione e l’aggiornamento di norme e procedure che risalgono anche all’Ottocento”.

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“Crescita e strategie aziendali innovative sono componenti fondamentali per le nostre imprese”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

“Per le imprese in questo momento diventa fondamentale avere una spiccata capacità di cambiare e innovare. Non solo spingere l’acceleratore per sostenere la crescita, ma anche indirizzare le strategie aziendali verso nuovi modelli operativi e nuovi business per sviluppare operazioni e dare così impulso al mercato”. Lo ha dichiarato Antonio Solinas, AD del Financial Advisory di Deloitte, intervenendo alla trasmissione Piazza Affari su Rai 3. A proposito del trend che vede sempre più società spinte a quotarsi, Solinas ha aggiunto: “la quotazione oltre a garantire una maggiore visibilità sui mercati, e allo stesso tempo uno strumento per avere liquidità, capitali sul mercato, per poter sviluppare nuove iniziative e progetti differenti rispetto al passato. Le aziende innovative si quoteranno con successo perché nell’innovazione è insito un grande valore e grazie a questo meccanismo, soprattutto le PMI del nostro Paese, possono entrare in “giochi” più grandi e valorizzarsi maggiormente”. “Le conseguenze della pandemia – ha proseguito Solinas – hanno reso sempre più evidente quanto conti per le aziende essere ricapitalizzate e pronte ad affrontare i prossimi mesi difficili, sia per sostenere la competitività sia per la capacità di investire e innovare in un contesto differente rispetto al passato. Non a caso i dati pubblicati dall’Istat nel report “Situazione e prospettive delle imprese nell’emergenza sanitaria Covid-19” mostrano che, nei prossimi sei mesi, quasi un’impresa su dieci (9,4%) attuerà una strategia di ricapitalizzazione e tra queste la metà (51%) intende farlo tramite il sostegno pubblico, anche avvalendosi delle misure previste dal Decreto Rilancio. La maggior parte di queste realtà sono micro e piccole imprese (98,7%), ossia unità produttive che hanno registrato una riduzione di fatturato. Una riduzione contenuta nel 54% dei casi mentre nel 30,6% è stata piuttosto notevole, superando il 50%. Come ricordato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione dell’incontro annuale di Consob ‘il ruolo del mercato è centrale nel processo di ripresa del Paese’ e bisogna favorire ‘il rafforzamento patrimoniale delle imprese, la loro crescita dimensionale, per sostenere la competitività e la capacità di investire e innovare nel nuovo contesto’.” “È fondamentale – ha concluso l’AD del Financial Advisory – che si rafforzi la relazione tra il mondo delle imprese e gli investitori istituzionali, a partire dai fondi pensione, chiamati a puntare di più sul nostro sistema imprenditoriale incrementando la quota di investimenti sull’economia reale italiana. Per tutelare e far crescere il nostro tessuto economico dovremo cogliere queste sfide”.

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“In Veneto contagi in crescita, qualcosa non torna”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 dicembre 2020

“C’è un problema in Veneto con l’epidemia: abbiamo il 20% di casi in più rispetto ad una settimana fa in media mobile. In tutte le altre regioni, invece, i casi sono di meno e continuano a scendere. Se nella prima ondata tutti si sono affrettati a sottolineare l’efficacia del “modello Veneto”, oggi è necessario dire a chiare lettere che qualcosa non va e che serve correre ai ripari. Qui si tratta di agire per fermare un trend molto negativo che, anche in questa occasione, ci rende un caso” così la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta. “La zona gialla, abbinata alle misure di prevenzione che vengono adottate oggi in Veneto, non funziona. Questo è dovuto sia all’utilizzo dei test rapidi – che hanno sensibilità bassissima – sia all’incapacità capire come funziona il contagio e come si interrompono le catene di trasmissione sul territorio- spiega Rotta – . Soltanto pochi giorni fa il Coordinamento veneto per la sanità pubblica, con preoccupazione, ha contestato i dati che la regione fornisce sul reale numero di posti di terapia intensiva, su cui -come abbiamo visto- si basano i parametri del governo. Due sere fa un ulteriore paziente Covid a San Bonifacio è stato trasferito a Belluno perché in tutto il Veneto non c’era altro posto. Non sono allarmi, non è scontro politico. Sono i dati reali.”“I cittadini sono confusi perché il governatore passa dalle minacce contro gli assembramenti, agli appelli per far riaprire gli impianti sciistici – conclude Rotta -. Ora è necessario che il governatore faccia chiarezza e dimostri che autonomia non è una parola vuota da usare quando fa comodo. Le norme contro il Covid gli danno la possibilità di intensificare le misure per il contrasto del contagio. Non sia pavido e si assuma la responsabilità perché fino ad oggi non lo ha fatto e il Veneto è la maglia nera d’Italia”.

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Governo. Finita la sceneggiata del Mes, occorre pensare alla crescita e al debito

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 dicembre 2020

Finita la messinscena della approvazione del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, occorre dedicarsi alla crescita e al debito dell’Italia. Ieri in Parlamento, è andata in atto la sceneggiata di chi si opponeva al Mes e poi lo ha approvato (vedi il M5S), di chi lo aveva approvato quando era al governo e lo respinge quando è all’opposizione (vedi Lega e Forza Italia).L’ultima scemenza che abbiamo sentito è quella che nessuno dei Paesi dell’eurozona ha utilizzato il Mes e quindi ce ne sarà una recondita ragione, alla quale si può rispondere che tutti i Paesi dell’eurozona hanno sottoscritto il Mes, compresa la Grecia che ha avuto seri problemi dalla applicazione del duro Mes di 9 anni fa, approvato dal governo Berlusconi del quale faceva parte Giorgia Meloni.Il Mes si utilizza se vi è necessità: è come un defibrillatore che si acquista e si usa in caso di bisogno, altrimenti rimane chiuso nell’armadietto sanitario.Ora, il Governo e il Parlamento dovrebbero pensare alla crescita e al debito pubblico.Il debito pubblico è una zavorra. Pesa per 2.600 miliardi di euro; quest’anno le obbligazioni emesse e in scadenza ammontano a 500 miliardi; l’interesse annuale che paghiamo ai sottoscrittori delle obbligazioni è di 66 miliardi di euro per il 2020. Quest’anno il rapporto debito Pil salirà al 160%.Per fortuna che c’è la Banca centrale europea (tò, l’Europa!) che acquista, indirettamente, i nostri titoli. Fin quando può durare?Occorre razionalizzare la spesa (si ricordi la famosa spending review) che vuol dire meno spesa corrente, più spesa per gli investimenti, più mercato e più concorrenza. Fino ad ora si è fatto il contrario. Si veda il caso Alitalia, Ilva e i vari bonus che si sono susseguiti in questi mesi (monopattini, biciclette, ecc.).Sono più di vent’anni che l’economia non cresce se non in maniera asfittica. L’occasione di rilancio viene dall’Europa (tò!) con i finanziamenti del Next Generation EU: 209 miliardi, dei quali 81 a fondo perduto. E proprio l’Europa (tò!) fornisce le indicazione dei settori nei quali investire: digitalizzazione, innovazione, infrastrutture, ambiente, pubblica amministrazione (in particolare giustizia), istruzione, ricerca, ecc.E’ un progetto per il futuro, ed è per questo che si chiama Next Generation EU e non Recovery Fund.Riuscirà questo Governo? Visti i precedenti, “qualche” dubbio ci assale, ma siamo fiduciosi. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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