Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘crescita’

Alimentare: domanda in crescita (+25%), difficoltà degli approvvigionamenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

“Il settore alimentare non vive la crisi che sta investendo tante industrie costrette alla chiusura ma, come molti colleghi imprenditori, sentiamo in modo palpabile la responsabilità di produrre un bene primario come la pasta e, allo stesso tempo, anche il dovere di proteggere i nostri dipendenti, che continuano a lavorare a ritmi serrati in una situazione disagevole e senza dubbio dura da un punto di vista psicologico”. È questa la testimonianza di Pierantonio Sgambaro, presidente del pastificio veneto Sgambaro, “confinato” negli uffici semivuoti della sede di Castello di Godego “per mandare avanti l’operatività pur mantenendo la rigorosa distanza sociale”, come lui stesso racconta.I dati di questi giorni raccontano di un’industria alimentare che ha messo l’acceleratore per rispondere alla crescente domanda dei consumatori finali, tornati dietro i fornelli e costretti a consumare in casa tutti i pasti della giornata a causa dell’emergenza sanitaria. Nel mese di marzo Sgambaro, storico produttore di pasta di alta qualità e certificata 100% grano duro italiano dal 2003, ha aumentato la capacità produttiva del 20% a fronte di una domanda domestica che ha segnato il +25% rispetto a febbraio. Le vendite all’estero sono aumentate del 40%. Il pastificio sta producendo al giorno oltre 120 tonnellate di pasta, contro la media di 100 tonnellate. A trainare la crescita è la grande distribuzione, ma anche l’e-commerce registra incrementi significativi: la richieste tramite Amazon sono quadruplicate in solo 15 giorni. Ad oggi la domanda di pasta per il mese di aprile è in aumento dell’30%. Gli impianti all’avanguardia di cui Sgambaro si è dotata negli anni più recenti permettono alla produzione di rimanere al passo con le richieste, pur in carenza di organico all’interno del pastificio.
Per garantire il più possibile il benessere dei propri dipendenti, Sgambaro ha messo in atto una serie di provvedimenti straordinari che rafforzano le già stringenti norme del piano aziendale di igiene e sicurezza.

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Castelli, “Nel Decreto aprile semplificazioni e misure per crescita”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma “Chiuderemo il Decreto entro i primi dieci giorni di aprile, in modo di poterlo varare tra il 12 e 13, prima però dobbiamo tornare in Parlamento per chiedere nuovamente di scostarci dai saldi di finanza pubblica.Sicuramente rifinanzieremo le misure del Cura Italia, e avendo la platea di chi li chiederà, potremo anche aumentare gli aiuti.
Nel Decreto di aprile entrerà, sicuramente, una parte di indennizzi sulla base della riduzione del fatturato. Lo Stato ti deve ridare quello che hai perso nei mesi in cui ti ha fatto chiudere. In questo momento le cose vanno fatte bene, ma in maniera graduale per capire bene gli effetti delle misure.Spingeremo ancora di più sul Fondo di Garanzia per le PMI, e le aziende non devono avere paura di chiederlo. Ci sono sia quelli del Ministero dello Sviluppo Economico, ma anche quelli presso Cassa Depositi e Prestiti.
Stiamo semplificando il più possibile le procedure, c’è l’impegno di tutti per chiudere i Decreti attuativi in modo veloce. E noi siamo convinti che ci debba andare dentro anche una parte legata alla semplificazione ed alla crescita. Misure che possano permettere di far ripartire i cantieri che sono fermi, c’è la proposta fatta da Cancelleri sul Modello Genova, per sbloccare 110 miliardi già finanziati che sono fermi. Serve un lavoro di sblocco che produce cantieri e posti di lavoro”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante una diretta Facebook con il Deputato Questore Francesco D’Uva.

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La crescita a doppia cifra ottenuta nel 2019 dal Gruppo STADA

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

Lo è stata sia nelle vendite sia nel margine operativo lordo (EBITDA). Nel 2019 il Gruppo ha registrato un aumento delle vendite del 12%, pari a 2,61 miliardi di euro, tenendo conto sia del segmento dei farmaci equivalenti – che ha registrato un incremento delle vendite dell’11%, pari a 1,53 miliardi di euro – sia del segmento dei prodotti branded – che ha fatto registrare un +13%, pari a 1,07 miliardi di euro. La crescita del Gruppo ha riguardato anche una notevole crescita organica, supportata da un +8% nelle vendite complessive.Attraverso iniziative di efficientamento della produttività manifatturiera e operativa, STADA ha ulteriormente rafforzato sia la propria filiera sia il proprio modello operativo a costi contenuti. Tali misure si riflettono nell’incremento del 24% dell’EBITDA, che ha così raggiunto i 625,5 milioni di euro.Quale partner d’eccellenza, il Gruppo STADA ha infatti concluso più di 50 accordi di licenza nel corso del 2019, anche in settori altamente promettenti come quello dei biosimilari.
L’Italia in particolare rappresenta uno dei cinque mercati più importanti del Gruppo. EG, oltre ad essere tra le prime cinque filiali più importanti a livello globale per il Gruppo STADA, è la realtà a più rapida crescita in Italia nel mercato degli equivalenti. Il 2019 si è chiuso con un fatturato di 250 milioni di euro. L’azienda conta circa 400 persone che operano sia sul campo, sia all’interno dell’azienda, e solo negli ultimi due anni ha realizzato circa 100 nuove assunzioni, contribuendo anche alla crescita del PIL e dell’economia nazionale.
Nel 2019 STADA ha ampiamente sovraperformato rispetto ai suoi concorrenti e ha ottenuto una crescita sostanziale in termini di quote di mercato in quasi tutti i suoi mercati principali. L’incremento delle vendite è risultato infatti a doppia cifra in Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. In Russia, invece, un management completamente rinnovato sta dando corso a una strategia finalizzata a una netta inversione di tendenza, per far fronte alla decrescita registrata nel 2019. Inoltre, pur raddoppiando la propria presenza in Europa, STADA ha continuato a investire anche nei mercati emergenti, in particolare in Medio Oriente, Vietnam e Filippine.L’introduzione degli equivalenti di amlodipina/valsartan in Europa, a seguito del buon esito della richiesta di revoca del brevetto, il rafforzamento della nostra popolare linea di rimedi contro il raffreddore Grippostad, nonché il lancio di una innovativa formulazione pronta per l’uso di Bortezomib in 14 Paesi, hanno confermato l’eccellenza del Gruppo STADA nella gestione di nuovi lanci.Un’estesa alleanza nel settore biosimilari, con Xbrane, fornirà all’azienda ulteriori opportunità di sviluppo. Inoltre, STADA ha lanciato il suo biosimilare teriparatide (Movymia) che ha così esordito in Europa nell’ agosto 2019. A novembre 2019, un’importante partnership strategica con Alvotech ha rafforzato la pipeline di STADA con sette nuovi candidati biosimilari.Le acquisizioni concordate verso la fine del 2019 e recentemente concluse hanno poi rafforzato in modo significativo la presenza di STADA in Europa centrale, Russia e CSI. Le transazioni per il portfolio di Takeda, che comprende circa 20 marchi OTC in Russia e CSI, e per quello di Walmark in Europa centrale, rappresentano una notevole massa critica per le operazioni del Gruppo nel settore consumer health, mentre il rafforzamento con l’ucraina Biopharma offre a STADA un forte potenziale di crescita sia per i farmaci su prescrizione sia per gli OTC. Lo scorso anno STADA ha inoltre ampliato il proprio portafoglio di prodotti consumer health in Europa, acquistando da GSK cinque prodotti per la cura della pelle e un rimedio pediatrico per la tosse.Le 5 priorità strategiche del Gruppo STADA restano quelle di sempre e sono già in campo le azioni chiave per implementarle: Crescita superiore grazie all’accelerazione della pipeline; Leadership nelle vendite e nel marketing; Catena di approvvigionamento altamente efficiente e affidabile; Modello operativo di riferimento a basso costo; Cultura della crescita guidata dal valore.

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Adabra chiude il 2019 con un fatturato in crescita a due cifre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 febbraio 2020

Si chiude con un fatturato in significativa crescita il 2019 di Adabra e l’azienda aretina conferma, così, la sua posizione di leadership nel mercato delle piattaforme di marketing automation omnichannel italiane.E se il 2019 ha rappresentato per Adabra un anno di consolidamento, il 2020, seppur cominciato da pochi mesi, si prospetta come un anno ricco di novità e di ambiziosi traguardi.Già da qualche mese Adabra ha, infatti, inaugurato la nuova sede e ha ampliato il proprio organico: marketer e UX designer hanno introdotto nuove professionalità in azienda e anche il team di software developer si è arricchito con nuove figure.“Ma la novità più grande è ancora tutta da scoprire – dichiara Gian Mario Infelici CEO di Adabra – Presto Adabra si presenterà rinnovata nel design, più semplice ed intuitiva, con nuove sezioni: una customer experience più coinvolgente per realizzare strategie di marketing automation omnichannel ancora più efficaci.”Nuova veste grafica, nuove funzionalità, un’infrastruttura più performante ma non solo: la nuova release della piattaforma è accompagnata anche da una più ricca offerta di servizi che trova nella soluzione tecnologica la componente più “operativa”. Adabra ha, infatti, scelto di affiancare alla piattaforma anche un servizio di supporto proattivo, finalizzato a coadiuvare il cliente nell’ideazione delle proprie strategie marketing, oltre che percorsi di training per tutto ciò che concerne gli aspetti più pratici inerenti l’utilizzo stesso della piattaforma e la realizzazione delle diverse attività.La scelta di ampliare la propria proposta commerciale si sta rivelando per l’azienda una scelta vincente, che le ha consentito di affacciarsi su nuovi segmenti di mercato, come ad esempio quello del turismo, costituiti sì da grandi player e brand, ma anche da tante piccole e medie realtà che, spesso, hanno necessità non solo di avere efficaci strumenti operativi, ma anche servizi di consulenza per efficaci strategie di marketing.Abbattere le barriere tra on-line e off-line, mettendo al centro il cliente ed offrendogli un’esperienza personalizzata, è ciò che consentirà alle aziende di vincere le nuove sfide di mercato nel prossimo futuro.Adabra si sta affermando con successo come il partner giusto per vincere questa sfida: un’azienda in crescita, dedita all’innovazione e sempre alla ricerca di nuovi talenti! (:https://www.adabra.com/jobs-careers-lavora-con-noi/)

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Crescita dell’industria dei servizi immobiliari

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

E’ una realtà sempre più importante nel panorama europeo e aumenta più del mercato immobiliare. Nel 2019 il fatturato di questo comparto nei cinque grandi Paesi europei è stato superiore a 385 miliardi di euro con un aumento dell’1,2 per cento sul 2018. A livello continentale questa industria pesa per oltre 480 miliardi di euro. Anche in Italia il settore è in grande sviluppo, e nel 2019 ha raggiunto i 43 miliardi di euro con un incremento di quasi il cinque per cento sull’anno precedente. È una crescita superiore a quella registrata nel mercato immobiliare che è stata del 3,9 per cento. La Germania si conferma il mercato più importante, la Spagna si muove sulla scia dell’Italia mentre il mercato francese rimane in una posizione intermedia, con un fatturato in contrazione. I mercati più produttivi per fatturato medio per occupato si confermano quello tedesco, con 273mila euro per addetto, e quello francese, con 257mila euro. Sono questi alcuni dei dati illustrati oggi a Roma da Scenari Immobiliari in apertura del convegno FUTU.RE, durante il quale è stato presentato il quinto “Rapporto sulla filiera dei servizi immobiliari in Europa e in Italia”. Il Rapporto èrealizzato con la collaborazione delle principali società di servizi italiane (Abaco Team, Agire Gruppo IPI, BNP Paribas Real Estate, CDP, Coima, Cushman & Wakefield, Generali Real Estate, GVA Redilco, Revalo, Rina Prime Value Services, Sidief, Yard).
Nei cinque Paesi analizzati si arriva a quasi due milioni di addetti diretti, corrispondente all’1,3 per cento della forza lavoro totale. Accanto agli addetti diretti si sommano quelli indiretti, con un indotto stimato in 786mila unità. In Italia nel 2019 l’intera filiera dei servizi all’immobiliare (dalla progettazione alla vendita) supera il mezzo milione di addetti (+2,9% sul 2018), tra diretti e indiretti, facendo registrare una crescita del 15,8 per cento in cinque anni, ai primi posti in Europa. http://www.secglobalnetwork.com

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Nord America: insolvenze di nuovo in crescita in USA e Canada

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Tornano a crescere, dopo quasi un decennio di flessione, i livelli d’insolvenza negli USA, che dovrebbero attestarsi su un +4% quest’anno. A questo fa da corollario un generale rallentamento della performance economica statunitense, che continua a gravare su esportazioni e investimenti, cui si aggiunge la vulnerabilità delle economie canadese e messicana, all’interno di un contesto commerciale volatile ed incerto. E’ questo in sintesi lo scenario delineato dal “Rapporto Paese Atradius – Paesi del Nord America – Febbraio 2020” che evidenza una crescente sfiducia delle imprese statunitensi, a causa di una compressione dei profitti data dai maggiori costi di importazione e dai minori investimenti e di un debito societario in crescita che, unito ad un deterioramento del merito creditizio delle aziende, sarebbe alle base del peggioramento delle insolvenze confermato per quest’anno. L’analisi condotta da Atradius evidenzia tra l’altro che, nonostante i segnali di ottimismo relativi alla politica commerciale in Nord America, che proseguono dalla firma dell’accordo USMCA, continuano alcune vulnerabilità che tengono sotto pressione la crescita economica della regione.In Canada, frena la crescita del PIL (dal +1,7% nel 2019 al +1,4% nel 2020) a causa del rallentamento dell’economia statunitense che colpisce soprattutto le esportazioni dal Canada verso gli Stati Uniti, principale mercato di destinazione dell’export canadese (75%). In Messico, si prevede un miglioramento del PIL al +1% nel 2020 dopo la stagnazione del 2019, ma persiste una minore fiducia delle imprese e una contrazione degli investimenti privati, dovuti in parte alle precedenti tensioni con gli USA in tema di immigrazione. Tuttavia, il quadro di sintesi per il Paese è positivo e un deterioramento dell’economia sembra ad oggi improbabile grazie ai fondamentali solidi e alla sostenibilità del debito messicano.Atradius è un gruppo assicurativo globale nel settore dell’assicurazione del credito, cauzioni, recupero crediti ed informazioni commerciali, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. I prodotti offerti da Atradius proteggono le imprese nel mondo dal rischio di mancato pagamento associato alla vendita di beni e servizi a credito. Atradius fa parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), uno dei principali assicuratori in Spagna ed uno dei maggiori assicuratori a livello mondiale. Maggiori informazioni presso https://group.atradius.com

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Commercio: lieve crescita delle vendite nel 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Sono stati appena pubblicati dall’Istat i dati relativi al commercio al dettaglio nel 2019, che crescono del +0,8%, in accelerazione rispetto all’anno precedente.Risultano in flessione, però, per il terzo anno consecutivo, le vendite nei piccoli negozi, incrementando una crisi che si fa sempre più profonda.Aumentano significativamente, invece, le vendite online, che segnano una crescita del +18,4%.Da notare anche che, riporta l’Istat: “Tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare della grande distribuzione, sono ancora i Discount a registrare la variazione più rilevante (+4,5%).”Un dato che fa emergere chiaramente la tendenza al risparmio, la “caccia all’occasione”, sintomo di una attenzione ancora spiccata delle famiglie alla riduzione del proprio budget. Da una ricerca della Federconsumatori emerge infatti che, la forbice esistente tra il costo della spesa presso un discount ed un supermercato ammonta a circa il 29,7%.Nel complesso il dato sulle vendite nel 2019 accenna segnali positivi, ma ancora timidi, che confermano la situazione instabile in cui versa la nostra economia. Se da una parte le famiglie hanno accolto con sollievo la notizia dei benefici che giungeranno dal taglio del cuneo fiscale, i dati ancora altalenanti e contenuti sull’andamento economico del nostro Paese dimostrano che è ancora lunga la strada che porta alla ripresa.“È evidente che bisogna fare di più e presto. Il primo passo per gettare le basi stabili per la crescita è dare nuovo slancio all’occupazione e, per questa via, alla domanda interna.” – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. Per fare ciò è urgente stanziare gli opportuni investimenti per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

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L’Europa continua a crescere, anche se più lentamente del previsto

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

(By Philip Dicken di Columbia Threadneedle Investments) Il futuro promette opportunità allettanti, ad esempio quelle offerte dalle imprese rivoluzionarie o dai nuovi modelli operativi che stanno scalzando la vecchia guardia. In un’epoca in cui i gusti dei consumatori evolvono di continuo, le aziende in grado di indovinarne i desideri e rendere loro la vita più facile godono di un vantaggio. L’utilizzo in massa della tecnologia sta rendendo obsoleti molti modelli di business tradizionali. Per ogni impresa tagliata fuori dal mercato ce n’è un’altra che prospera. I servizi online di consegna pasti a domicilio come Just Eat e Takeaway.com hanno inaugurato una nuova era per i cibi pronti.
Queste aziende tendono ad affermarsi come attori dominanti nei rispettivi campi. Perché? Perché il monopolio giova sia ai ristoranti che ai consumatori. I consumatori sanno che basta accedere a una sola app per ordinare cibo da uno qualsiasi dei loro ristoranti preferiti. Al contempo, i ristoranti devono gestire una sola piattaforma che copre tutta la loro clientela. Non appena spunta una seconda piattaforma, la situazione diventa svantaggiosa per tutti.
I cambiamenti dirompenti interessano anche il settore dei servizi finanziari, che presenta analogie con quello della consegna di pasti a domicilio; il mercato pullula di nuove piattaforme che agevolano la vita dei consumatori. Seppur con qualche eccezione, tendiamo a evitare le grandi banche, che spesso presentano strutture onerose ereditate dal passato; nel Regno Unito, ad esempio, le banche tradizionali tendono tutt’ora ad avere un peso eccessivo attraverso filiali in tutto il paese.Un ottimo esempio di società di servizi finanziari innovativa e di successo è Avanza, un intermediatore svedese online che ha conosciuto una crescita molto rapida dalla sua fondazione nel 1999. L’azienda ha semplificato la procedura per la creazione di un account, promettendo un processo di registrazione di tre minuti. I clienti possono risparmiare e investire i loro soldi tramite la piattaforma di Avanza. Lo stockbroker offre anche prodotti ipotecari e chi è interessato può richiedere una rapida valutazione della probabilità di ottenere un prestito.Anche le tecnologie mediche stanno rivoluzionando lo status quo, in quanto migliorano le cure tagliando al contempo i costi. Tra i protagonisti, in questo ambito, figurano aziende come Philips Healthcare, che offre soluzioni all’avanguardia come un sistema di schermi centralizzati pensati per le unità di terapia intensiva, in grado di monitorare i pazienti e far scattare immediatamente l’allarme in caso di necessità. I turni di guardia nelle corsie ospedaliere (ad alta intensità di manodopera e lenti a segnalare le azioni necessarie) saranno presto un ricordo del passato.L’Europa sarà interessata da un notevole clamore politico anche nel 2020. L’uscita di scena di Angela Merkel dopo il suo lungo mandato da Cancelliera tedesca segna un evento storico mentre in Spagna le ultime elezioni hanno dato un altro esito inconcludente. Tuttavia, questa incertezza politica non è a nostro avviso un buon motivo per effettuare una correzione dei nostri portafogli, la cui allocazione è dettata principalmente dalla selezione bottom-up dei titoli e non da improbabili congetture su complessi scenari politici.Cosa prevediamo per il mercato nel 2020? L’Europa offre prezzi inferiori agli Stati Uniti, e questo è un inizio positivo. Tuttavia, questo supporto valutativo generale va integrato con un’attenta selezione dei titoli per generare i migliori rendimenti possibili. Il nostro lavoro è scegliere titoli di elevata qualità in un’ottica di lungo termine.L’enfasi di lungo termine è il fulcro del nostro approccio. Gli sviluppi economici, politici e sociali hanno certamente ricevuto molta attenzione sulla stampa di recente, ma cercare di indovinare cosa ci potrebbe aspettare dietro l’angolo non è un modo efficace per generare rendimenti a lungo termine per i clienti. Cerchiamo piuttosto di investire in aziende che beneficeranno dei cambiamenti strutturali di lungo termine, come la crescente dipendenza dei consumatori dalle comodità offerte dalla tecnologia.

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“Il commercio non è il solo ostacolo alla crescita”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 febbraio 2020

A cura di Adrian Hilton, Responsabile tassi e valute globali. All’inizio del 2019, il nostro scenario di base prevedeva il rallentamento della crescita, l’allentamento della politica monetaria su scala globale e rendimenti obbligazionari costantemente sotto pressione. Nel complesso, l’anno si è svolto in linea con le nostre previsioni, ma non sono mancate le sorprese.Fin dall’inizio eravamo convinti che le tensioni commerciali avrebbero gettato un’ombra sulla produzione mondiale nel 2019. Tuttavia, i danni economici reali si sono manifestati molto più rapidamente di quanto non avessimo previsto, a causa del rapido aumento dei dazi imposti dagli Stati Uniti, soprattutto dopo il fallimento dei colloqui bilaterali a maggio. Da allora, il deterioramento del contesto commerciale è accelerato, spingendo la produzione mondiale sull’orlo della recessione.La seconda importante sorpresa è giunta dall’economia statunitense, rivelatasi molto più robusta di quanto pensassimo, soprattutto rispetto ad altre economie avanzate. Ci attendevamo che la crescente debolezza della produzione si ripercuotesse sul settore dei consumi tramite il calo dell’occupazione, facendo aumentare i rischi di recessione. I consumi statunitensi hanno invece evidenziato una sorprendente tenuta, sostenuti dalla continua crescita dell’occupazione e dall’allentamento delle condizioni finanziarie.Per quanto riguarda i mercati finanziari, avevamo giustamente previsto il calo dei rendimenti obbligazionari (da gennaio ad agosto, il rendimento del Treasury decennale è sceso dal 2,6% a un minimo dell’1,5% circa) e l’appiattimento della curva dei rendimenti statunitense ed europea.Tuttavia, la nostra previsione che il lungo periodo di vigore del dollaro sarebbe terminato nel 2019 si è rivelata prematura.La guerra commerciale e la sua escalation hanno esercitato senza dubbio il maggiore impatto sull’attività globale nel 2019. Prima di poter formulare qualsiasi previsione per il 2020 è necessario esprimere un giudizio sulla futura evoluzione delle tensioni commerciali. Va tuttavia detto che il commercio globale aveva raggiunto il picco all’inizio del 2018 e mostrava già un rallentamento sei mesi prima che cominciassero a emergere le discussioni sui dazi. La flessione degli investimenti non dipende a nostro avviso solo dalla disputa commerciale in atto, e riteniamo che la ripresa potrebbe continuare a stentare anche in caso di distensione tra Stati Uniti e Cina.Tra i fattori che impediscono la ripresa figura il rallentamento cinese, dovuto in parte a elementi interni. Sin da quando si sono adoperate con successo per trainare l’economia mondiale implementando manovre di stimolo nel 2016, le autorità cinesi hanno tentato di ridurre l’indebitamento dell’economia domestica concentrando i propri sforzi su sacche di attività in cui è probabile che emergano pericolosi squilibri. Il paese intende mantenere l’avanzo commerciale; l’enfasi posta sulla sostituzione delle importazioni e il rallentamento della crescita dei consumi interni fa salire la domanda proveniente dal resto del mondo. È inoltre in atto un possibile mutamento strutturale della domanda globale di automobili, soprattutto in Cina. La produzione automobilistica è un importante catalizzatore dell’attività industriale globale, e una gamma di fattori, tra cui l’evoluzione dei modelli di proprietà e la crescita del car-sharing, la diffusione di veicoli elettrici e le recenti modifiche delle imposte in Cina e del regime normativo sulle emissioni in Europa, indicano che in futuro diminuirà il fabbisogno di automobili e che l’offerta dovrà adeguarsi alle diverse esigenze.

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Affitti brevi: grande crescita in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Nel contesto di un mercato immobiliare in crescita contenuta, spicca il balzo in avanti delle locazioni e soprattutto dei cosiddetti “affitti brevi”, il cui utilizzo è passato dall’11 al 18% nel corso del 2019 (fonte: Scenari Immobiliari).L’Italia è la nazione che cresce di più in Europa in questo comparto: sono oltre 200 le città e le località in cui è presente il fenomeno, mentre nel resto dell’Unione Europea ci si concentra soprattutto nei grandi centri.Un’altra tendenza degna di nota che corrobora la forza dello short rent è l’acquisto, sempre più frequente, di immobili da mettere a reddito come opportunità di investimento, in un contesto di tassi di interesse ai minimi storici. I proprietari, peraltro, rendono così meno gravose le proprie rate di mutuo (in Italia il 70% degli immobili viene acquistato con un finanziamento) grazie alle entrate degli affitti brevi, mediamente più vantaggiose del 30-40% rispetto agli affitti tradizionali.Location e qualità dell’immobile sono i parametri più importanti per questo genere di investimento immobiliare.Anche per chi non ha il pallino dell’investimento, l’affitto breve rappresenta un valido supporto per coprire le spese (magari in attesa di una vendita futura), senza le complicazioni che talvolta l’affitto standard comporta in termini di pagamenti, morosità e lunghezza eccessiva dei contratti.Nel mercato degli affitti brevi italiani si sta facendo sempre più strada un player come Hostmate, (www.hostmate.it), società nata per offrire ai proprietari di appartamenti un servizio professionale che permetta loro di conciliare il carico della gestione operativa con le opportunità offerte dagli affitti di breve periodo, il tutto con semplicità e trasparenza.Il 2019 si è chiuso con oltre 4.200 check-in effettuati, quasi 10.000 persone accolte, che hanno fruttato ai proprietari oltre 1.100.000 euro (dati al 30/11/2019).Dichiara Maurizio Sicuro, Chief Operating Officer: “Siamo felici per come si è chiuso il 2019 ma per il 2020 abbiamo obiettivi ancora più ambiziosi. Stiamo attivando la nostra presenza in 2 aree molto interessanti come le Cinque Terre e Torino, stiamo studiando servizi sempre più utili e performanti per i nostri clienti e presto lanceremo una grande novità anche sul fronte dell’assicurazione e della tutela”.

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«Grafoterapia» è un nuovo strumento per la crescita e il cambiamento interiore

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 dicembre 2019

In libreria per Rubbettino il libro di Emma Paolillo Magaldi. Quanto può raccontare di noi la grafia? Può essere usata da chi si occupa della reclutazione del personale per indagare alcuni aspetti della personalità del candidato o per aiutare le persone che lavorano con noi a migliorarsi? Lo studio della nostra grafia può dunque essere uno strumento per attivare quel cammino di pacificazione e rigenerazione interiore a cui molti di noi aspirano? 
Queste e altre domande trovano risposta nel nuovo saggio di Emma Paolillo Magaldi “Grafoterapia. L’arte di esprimere e interpretare le emozioni” in libreria per Rubbettino Editore. Il saggio è frutto di un cammino di meditazione alla ricerca di quel filo che collega il progetto dell’anima al divino interiore. L’autrice focalizza l’attenzione sui grafemi e sul simbolismo grafico già indagato da illustri grafologi, per dimostrare che la scrittura, in quanto espressione del nostro essere fisico, mentale ed emozionale, ha il potere benefico della guarigione. Il grafologo esperto studia e individua le peculiarità di ogni grafema legate al comportamento e ne indica la correzione volta al raggiungimento del benessere della persona. L’autrice ha tratto spunto per le sue ricerche da Change Your Handwriting. Change Your Life di Vimala Rodgers, del 1993. La grafoterapia crea l’opportunità di vivere una nuova esperienza cambiando alcuni comportamenti di vita abitudinari. Il messaggio è indirizzato a coloro i quali avvertono la spinta a dare un nuovo senso alla propria esistenza e che sono pronti a fare un viaggio interiore. Le storie, riportate nel testo, dimostrano che la grafoterapia ha successo quando la persona è intenzionalmente proiettata verso l’obiettivo e ha la volontà di attivare l’energia psichica necessaria per raggiungere il fine desiderato.
Emma Paolillo Magaldi è laureata in Sociologia presso l’Università di Salerno, diplomata in Grafologia presso il Ce.S.Graf di Roma, ha conseguito il Diploma di Counselor Professionale presso il Q.I.S.S. di Salerno. Dal 1983 è Responsabile della selezione, valutazione e incentivazione del personale presso Magaldi Group Aziende leader mondiali di impianti industriali nel settore Power.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 21 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti.In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto.Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.“Nonostante ci troviamo davanti ad comparto che si mantiene complessivamente sano e proiettato verso la crescita, grazie al buon andamento dell’export e ad un incremento previsto del valore aggiunto del settore del +1,4% nel 2020 – commenta Massimo Mancini, country manager Atradius per l’Italia – per molte imprese produttrici persistono alcune criticità come le ridotte dimensioni aziendali, che impediscono la crescita a livello internazionale, i margini stretti e l’alta competitività, che potrebbero metterne a dura prova il flusso di cassa. In questo contesto, gli strumenti a supporto della gestione del rischio credito commerciale rappresentano un valido alleato per le aziende esportatrici, ma anche per gli operatori del mercato domestico che si trovano a dover proteggere le proprie pratiche commerciali da clienti in affanno o da cattivi pagatori”.

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Atradius: agroalimentare italiano in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Continua la corsa dell’agroalimentare italiano che con una crescita prevista del 3% nel 2019 e dell’1,4% nel 2020 conferma il suo ruolo trainante nell’industria del Made in Italy. Restano tuttavia alcune criticità sui tempi di pagamento legate ad un mercato estremamente frammentato e caratterizzato da una forte concorrenza, con molte aziende di piccole dimensioni.In particolare nel 2020, i grandi rivenditori grazie ai forti flussi di cassa, incrementeranno i propri investimenti e le acquisizioni al fine di guadagnare quote di mercato. Questo comporterà per le imprese di piccola taglia maggiore affanno in termini di liquidità, e conseguenti difficoltà a rispettare le tempistiche di pagamento delle fatture emesse dai propri fornitori. E’ questo, in sintesi, il quadro delineato dallo studio sull’andamento del settore agroalimentare del nostro Paese “Market Monitor Alimentare Italia – Dicembre 2019” condotto da Atradius, tra i Gruppi leader nel mondo nell’assicurazione del credito commerciale, cauzioni e recupero crediti. In linea generale, all’interno del comparto italiano, si osserva un sostanziale rispetto dei termini di pagamento ex lege che stabiliscono un limite massimo di 30 giorni per le merci deperibili e di 60 giorni per quelle non deperibili. Tuttavia, alcuni player di dimensioni più piccole e con i margini sotto pressione si troveranno a dover prorogare i pagamenti per gestire la scarsa liquidità, situazione che si ripercuoterà negativamente sui ritardi di pagamento, per i quali Atradius prevede un aumento, seppur di modesto, nel 2020 mentre si attende una stabilizzazione delle insolvenze.Secondo l’analisi Atradius, le tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti (che rappresentano il 10% del totale delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani) su alcuni formaggi italiani, come Parmigiano e Grana Padano, potrebbe impattare negativamente sull’andamento positivo del segmento caseario. Allo stesso modo, potrebbe essere colpito quello dei liquori nel sottosettore delle bevande, ad eccezione del vino che continua ad avere una buona performance a livello nazionale e internazionale.L’UE rimane il principale mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano, ricoprendo una quota di due terzi, e dato che fino ad ora solo pochi prodotti sono stati colpiti dalle tariffe statunitensi, per il momento l’impatto sul rischio credito di alcuni segmenti dovrebbe restare contenuto. Un elemento di criticità per il settore è rappresentato dalla crescita delle frodi alimentari che Atradius ha registrato nei primi mesi del 2019, principalmente nell’ambito delle vendite all’ingrosso di prodotti alimentari, carne e pesce.

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La crescita del Pil dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

«Mentre il governo rossogiallo boccia tutte le proposte presentate da Fratelli d’Italia alla manovra per sostenere l’occupazione femminile e la conciliazione vita-lavoro, il governatore della Banca d’Italia Visco dice giustamente che la crescita del Pil italiano dipende molto dalla partecipazione femminile all’economia. I dati italiani sull’occupazione fanno riflettere: nella nostra Nazione c’è un tasso di occupazione del 60% mentre la media europea è del 70% e l’obiettivo della UE è arrivare al 75%. È possibile invertire questo trend solo se si lavora per mettere le donne nelle condizioni di non dover scegliere tra famiglia e lavoro. Serve una rivoluzione del welfare che metta al centro la famiglia e i suoi interessi: Fdl la chiede da tempo e continuerà a battersi per raggiungere questo obiettivo». È quanto scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Focus su competitività e crescita di piccole e medie imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Bologna Mercoledì 11 dicembre, dalle 9 alle 13, a Palazzo Segni Masetti (Confcommercio / Ascom Bologna), Strada Maggiore 23 una ricerca realizzata in collaborazione con Bva-DOXA che sarà presentata a Bologna nell’evento THINK BIGGER. Tra i primi esiti: innovazione, digitalizzazione, digital transformation, digital marketing. Sono queste le direzioni emerse anche nelle strategie di piccole e medie imprese, a livello dei loro manager. L’innovazione (di prodotto, di processo, organizzativa e di relazione col mercato) è percepita come una leva strategica fondamentale. Accanto ad essa la digitalizzazione, considerata strategica pressoché in egual misura all’innovazione; i processi di digitalizzazione risultano essere più diffusi, anzi, proprio nelle imprese di piccola dimensione: solo l’1,5% degli intervistati riporta che nessuna tecnologia è stata implementata nell’impresa. La digitalizzazione resta comunque di più difficile decifrazione per i board: l’85,8% degli interpellati non ha saputo indicare la percentuale di fatturato destinabile alla digital transformation. Rispetto all’innovazione, rivestono una significativa rilevanza l’incertezza sui ritorni dell’investimento e i costi, considerati ancora elevati. In questo quadro emerge con forza il ruolo centrale della formazione e dell’aggiornamento, in particolare riguardo a queste competenze: l’analisi dei dati (55,7%), il digital marketing (39,8%), il social media management (37,7%) e la cybersecurity (36,0%). Quanto alle abilità meno centrate sulla tecnologia, sono ritenute prioritarie: maggior capacità di analizzare e valutare gli scenari, saper innovare, saper sviluppare e gestire il lavoro in team, tenendo ben presente che il 95% delle aziende italiane ha meno di 10 addetti. Di sicuro emerge la necessità di operare in direzione di un rafforzamento degli elementi di pensiero manageriale che assolvono ad un ruolo più significativo nella diffusione di una predisposizione al cambiamento e all’innovazione. La ricerca offre il contributo originale di aver individuato 5 cluster di PMI, omogenee al loro interno per strategie comportamenti, di particolare utilità per chi opera nel settore. L’obiettivo di QUADRIFOR con l’evento “THINK BIGGER.” è comprendere pienamente i complessi fenomeni in corso per orientare la formazione sulle reali necessità delle PMI, quale contributo ad un aumento esponenziale della loro crescita e della loro competitività.
Il programma della mattinata prevede i saluti istituzionali di Giancarlo Tonelli, Direttore Generale Confcommercio Ascom Bologna, mentre i lavori saranno aperti dalla Presidente di Quadrifor, Rosetta Raso. A seguire l’intervento del Direttore dell’Istituto, Roberto Savini Zangrandi, su “La formazione manageriale come leva di sviluppo delle PMI, il ruolo di Quadrifor”. A Pierluigi Richini, Responsabile Studi e Formazione Quadrifor, l’onere di illustrare i numeri, con una presentazione dal titolo: “Modelli di business nelle Pmi del terziario tra innovazione e tradizione. I risultati della ricerca”. I dati saranno commentati in un talk moderato dalla giornalista de Il Sole 24 Ore, Monica D’Ascenzo, insieme ad Andrea Granelli, Fondatore di KANSO, Vilma Scarpino, Ceo di BVA Doxa e Luca Solari, Professore di Organizzazione aziendale e Direttore di Pathos Lab Università degli Studi di Milano. A Maria Luisa Coppa Vicepresidente Quadrifor, il compito di tirare le fila sui risultati emersi e sul ruolo importante delle Parti sociali anche nel governare questi complessi momenti di transizione per le imprese, i loro addetti, il loro management. L’ingresso è libero previa iscrizione al link: https://lnkd.in/gTKY67K.

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Supportare la crescita delle PMI europee attraverso October

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 dicembre 2019

Un nuovo impegno da 100 milioni di euro è stato sottoscritto dal FEI e, tra gli altri, da CNP Assurances, Bpifrance e Zencap per supportare la crescita delle PMI europee attraverso October, la prima piattaforma di P2P lending in Europa continentale per il finanziamento alle PMI. Questi investitori hanno già partecipato all’ultimo fondo istituzionale lanciato nel 2018 e il loro rinnovato impegno è un segnale di fiducia verso la piattaforma di digital lending.Questo primo closing da 100 milioni di euro permetterà a October di sostenere le PMI provenienti da tutti i settori industriali e attive in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania con nuovi finanziamenti da 30.000 a 5 milioni di euro.L’impegno del FEI si colloca nell’ambito del programma “Private Credit Tailored for SMEs”. Lanciato nel 2018, il programma combina risorse del FEI e dell’Unione europea nell’ambito del Fondo europeo per gli investimenti strategici (“FEIS”), che è il pilastro centrale del Piano degli Investimenti per l’Europa, noto anche come piano Juncker. L’obiettivo del programma “Private Credit Tailored for SMEs” è quello di promuovere gli investimenti istituzionali privati a sostegno di soluzioni di finanziamento più in linea con le esigenze di mercato e su misura per le PMI europee e le piccole Mid-cap europee.
La piattaforma tecnologica October è stata lanciata nel 2015 per finanziare su larga scala le piccole e medie imprese in modo semplice, diretto e veloce. Ad oggi, oltre 700 PMI sono state finanziate da investitori istituzionali e prestatori privati. L’importo medio del finanziamento erogato alle PMI nel mese di ottobre è pari a 490.000 euro a livello Europeo. Nell’ambito del loro impegno, gli investitori istituzionali prestano automaticamente a tutti i progetti presentati sulla piattaforma insieme ad una community di oltre 20.000 prestatori privati.In Italia, October ha già erogato oltre 60 milioni di euro distribuiti su 111 prestiti. Nel mese di ottobre, la Società ha annunciato il lancio di un fondo da 30 milioni di euro dedicato esclusivamente alle PMI italiane, che ha visto, anche in questa occasione, la collaborazione di FEI in qualità di garante e di 5 tra i principali Confidi italiani, in qualità di sottoscrittori.
A proposito di October: October è il nuovo nome di Lendix. October è una piattaforma europea di finanziamento alle PMI, numero 1 in Europa continentale (fonte Altfi). October è inclusa nella classifica Next40 e fa parte delle 40 aziende tecnologiche francesi ad alto potenziale che puntano a diventare rapidamente leader tecnologici di livello mondiale. October è sostenuta, tra gli altri, da Partech, CNP Assurances, Matmut, Allianz, Idinvest, CIR Spa e Decaux Frères Investissements. October consente alle PMI di ottenere finanziamenti direttamente da prestatori privati e investitori istituzionali senza passare dalle banche. Gli investitori mettono i loro risparmi in modo utile e profittevole al servizio dell’economia reale e le imprese trovano, in modo semplice e nuovo, fonti di finanziamento indipendenti dalle banche. October ha già erogato oltre 360 milioni di euro per più di 700 progetti di sviluppo delle PMI, di diverse dimensioni e in tutti i settori. October opera in Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Germania.
A proposito del Fondo Europe per gli Investimenti (FEI): Il Fondo europeo per gli investimenti fa parte del gruppo BEI (Banca Europea per gli Investimenti). Il suo scopo principale è sostenere le micro, piccole e medie imprese (PMI) europee aiutandole ad accedere ai finanziamenti. Il FEI progetta e sviluppa strumenti di venture e growth capital, garanzie e microfinanza, che hanno come target specifico questo segmento di mercato. In tale veste il FEI promuove gli obiettivi della UE a sostegno di innovazione, ricerca e sviluppo, imprenditorialità, crescita e occupazione.A proposito del Piano Juncker: Il Piano di Investimenti per l’Europa (“Piano Juncker”) è stato lanciato a novembre 2014 per invertire la tendenza al ribasso dei bassi livelli di investimento e portare l’Europa sulla via della ripresa economica. L’approccio innovativo basato sull’uso di una garanzia del bilancio dell’UE fornita al gruppo BEI ha permesso e continua a consentire la mobilitazione di ingenti fondi pubblici e privati per investimenti in settori strategici dell’economia europea. Il Piano Juncker ha già generato investimenti per oltre 439.4 miliardi di euro a sostegno di circa un milione si start-up e PMI in tutta Europa.

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L’open banking è in costante crescita

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 dicembre 2019

Sono interessanti e numerose le opportunità lavorative che arrivano oggi dal fintech: Fabrick, il primo attore nato in Italia con il preciso obiettivo di favorire l’open banking, continua a crescere e cerca 38 nuove persone da inserire, tra la fine del 2019 e la prima parte del 2020, nel proprio team e nelle diverse società che fanno parte dell’ecosistema: Axerve, Hype, Kubique e Dpixel.Essere parte della squadra di Fabrick offre la possibilità di lavorare in realtà altamente innovative che, nei propri ambiti di riferimento, stanno rivoluzionando il settore finanziario e porteranno ai consumatori finali servizi nuovi, destinati a modificare le abitudini di privati e aziende.I nuovi talenti si aggiungeranno alle oltre 300 persone che già fanno parte della squadra (+35% nell’ultimo anno) e le posizioni aperte sono prevalentemente negli ambiti finance e information technology, ma anche legal, HR e organizzazione eventi. Il livello di esperienza richiesto varia a seconda del ruolo.Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick: “Quello di Fabrick è un progetto ambizioso e sfidante: promuovere nuovi modelli di business basati su collaborazione e contaminazione tra realtà tradizionali bancarie e nuovi attori fintech. Attorno alla piattaforma tecnologica abbiamo creato un vero e proprio ecosistema di realtà innovative che stanno crescendo molto rapidamente e per cui siamo alla costante ricerca di talenti preparati, motivati e che abbiamo voglia di mettersi in gioco per contribuire allo straordinario cambiamento che il mondo finanziario sta vivendo grazie all’open innovation”.I dettagli sulle posizioni aperte sono disponibili al link: https://www.linkedin.com/company/fabrickfinance/jobs/
Fabrick è la prima realtà strutturata nata in Italia, ma con visione internazionale, con il preciso obiettivo di favorire l’open banking. La missione di Fabrick è quella di sostenere l’incontro e la collaborazione tra i nuovi attori fintech, le grandi corporate e gli attori tradizionali del mondo finanziario, coinvolgendoli in ottica open banking nel disegno del futuro del settore, facendo leva sui nuovi paradigmi dettati dall’innovazione tecnologica e generando concreti vantaggi per tutti. Fabrick abilita e promuove nuovi modelli di crescita per Banche, startup e aziende facilitando la collaborazione e il dialogo e creando opportunità di sviluppo, grazie alle competenze, alle tecnologie e ai servizi che mette a disposizione di tutti gli attori attraverso la propria piattaforma tecnologica e al vero e proprio ecosistema di relazioni e contaminazione culturale che ha creato e alimenta attorno a sé.

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Stanno prendendo forma i contorni di un nuovo piano per far decollare la crescita dell’eurozona

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Commento “L’eurozona: un piano per un futuro più luminoso”, a cura di Sabrina Khanniche, Senior Economist, Steve Donzé, Senior Macro Strategist di Pictet Asset Management. Accade a solo pochi giorni di distanza dall’insediamento di Ursula von der Leyen e Christine Lagarde alla guida delle principali istituzioni europee. E si tratta di un piano che promette il più grande stimolo coordinato dalla crisi finanziaria del 2008.Il grosso dello stimolo proverrà dalla Germania, la cui economia, fortemente legata al settore manifatturiero, appare prossima a una recessione. La posizione fiscale della Germania, rettificata per il ciclo economico e alcuni effetti una tantum, si sposterà verso un espansionistico 0,8% del PIL il prossimo anno, rispetto al -0,7% del 2018.Tuttavia, pare che tutto ciò non sarà sufficiente. La Germania rappresenta quasi un terzo del PIL dell’eurozona, e la nostra analisi indica che il suo piano di spesa per il 2020 non aggiungerà più di 40 punti base alla crescita del Paese per lo stesso anno (si veda il grafico).Non sorprende, quindi, che i legislatori tedeschi stiano cercando di allentare il loro storico impegno a mantenere il bilancio in pareggio.A ottobre la Cancelliera Angela Merkel ha dichiarato che i tedeschi non devono farsi ossessionare dalla politica schwarze Null, ossia di pareggio di bilancio (letteralmente “zero nero”), e che anche investire nel futuro deve essere una priorità. Il Ministro delle Finanze Olaf Scholz ha suggerito che il governo potrebbe spendere altri 50 miliardi di euro.
Il FMI ha incoraggiato la Germania all’investimento pubblico. Questo è anche l’impegno assunto dalla Presidente della Commissione Europea nella parte più ampia del suo manifesto, sollecitando una spesa di 1000 miliardi di euro per progetti sostenibili nel prossimo decennio.Berlino può anche ridurre i contributi per la previdenza sociale o introdurre incentivi per l’acquisto di beni sostenibili, offrendo una spinta immediata al reddito delle famiglie, che potrebbe sostenere la spesa al consumo. Affinché uno stimolo fiscale sia efficace, tuttavia, occorre che anche la banca centrale svolga la sua parte. Perché, come effetto controproducente, una maggiore spesa da parte del governo potrebbe portare a maggiori oneri finanziari. La BCE sta già aumentando il livello di liquidità nel sistema finanziario per mantenere bassi i tassi d’interesse.
Con il nuovo pacchetto presentato a settembre, fornirà un nuovo stimolo pari a 20 miliardi di euro al mese. Ipotizzando che la BCE condurrà il programma con un ritmo uniforme fino al raggiungimento del limite autoimposto, prevediamo che la banca inietterà quasi 500 miliardi di euro nei prossimi due anni. Ciò aumenterebbe l’iniezione di liquidità della regione al livello più alto dal 2014 e superiore alla media degli ultimi 12 anni.La BCE potrebbe anche rinnovare il suo attuale programma di credito, noto come TLTRO (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine). Nello scenario più estremo, potrebbe ammorbidire ulteriormente i termini del programma offrendo, ad esempio, una linea di credito perpetua alle banche in difficoltà. O potrebbe fare ricorso a una politica in stile giapponese di controllo della curva dei rendimenti. Il nuovo capo della BCE Lagarde forse non ha bisogno di arrivare a tanto. Ma se le condizioni dell’economia globale dovessero peggiorare, la BCE e i governi della regione avranno numerose opzioni tra cui scegliere per sostenere la crescita.Ed è per questi motivi che l’eurozona trascorrerà i prossimi anni a gettare le basi per un futuro migliore.

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Veneto: crescita in stallo (+1,7%), incerto il mercato estero

Posted by fidest press agency su martedì, 3 dicembre 2019

Nel terzo trimestre 2019, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, la produzione industriale ha registrato una crescita del +1,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Prosegue la decrescita dell’indicatore che nel 2018 aveva evidenziato in media d’anno un +3,2% (+4,1% nel 2017), con valori di intensità via via sempre inferiori. Su base trimestrale l’indice destagionalizzato della produzione industriale è cresciuto del +0,9%. L’analisi congiunturale sull’industria manifatturiera, realizzata da Unioncamere del Veneto, è stata effettuata su un campione di oltre 1.700 imprese con almeno 10 addetti. «Il quadro che emerge dall’analisi congiunturale del settore manifatturiero del Veneto nel terzo trimestre 2019 è improntato a una crescita moderata e incerta dei principali indicatori economici in un contesto nazionale e internazionale con forti avversità – sottolinea Mario Pozza, presidente di Unioncamere del Veneto. Abbiamo davanti un periodo di grande insicurezza dovuto ai conflitti commerciali, alle crescenti tensioni geopolitiche, alla persistente debolezza del settore manifatturiero e alla Brexit. L’attività economica mondiale e il commercio internazionale hanno rallentato determinando un fiacco aumento del Pil nel 2019 (+3%). Per l’Italia le stime prevedono una crescita da “zero virgola”: +0,1% nel 2019, +0,4% nel 2020. In un contesto fermo risultano in moderato aumento anche le principali componenti dell’economia del Veneto. Nelle stime di Prometeia, il Pil regionale avrà un incremento annuo limitato del +0,4% rispetto al 2018, sintesi di previsioni di crescita mediocre della domanda sia interna (+0,9%) che estera (+2%), stabilità dei consumi delle famiglie e situazione critica per gli investimenti. Si potrebbe fare di più? Certo, come sistema camerale resta fondamentale l’impegno per il mantenimento di una costante attenzione al monitoraggio del sistema economico regionale e dei suoi territori e per il rafforzamento di comuni strategie di intervento volte allo sviluppo del sistema economico regionale e al continuo miglioramento della sua competitività».
Sotto il profilo dimensionale le imprese di piccole dimensioni (10-49 addetti) hanno segnato una variazione del +1,9%, in linea con le medie e grandi imprese (50 addetti e più) che hanno registrato un +1,5%.
Nei mesi luglio-settembre 2019 il fatturato totale ha evidenziato una dinamica positiva del +0,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, variazione più debole dei trimestri precedenti.
Gli ordinativi totali hanno segnato una performance positiva pari a +1,1% determinata a livello dimensionale dall’andamento delle medio-grandi imprese (+1,4%) seguite dalle piccole (+0,9%).
Nel terzo trimestre 2019 le aspettative degli imprenditori per i successivi tre mesi risultano in leggero miglioramento rispetto al trimestre precedente. Per il fatturato e gli ordini esteri il saldo tra coloro che prevedono un incremento e coloro che si attendono una diminuzione è risultato positivo (rispettivamente +0,5 p.p. e +0,6 p.p.) mentre per gli ordini interni e la produzione il saldo ha registrato valori negativi ma in miglioramento rispetto al trimestre precedente (-5,6 p.p. e -2 p.p.).

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Conapi, bilancio in crescita e nominato il nuovo Cda

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 novembre 2019

Si è svolta a Bologna l’Assemblea Ordinaria annuale dei Soci Conapi, Consorzio Nazionale Apicoltori composto da 281 soci (erano 259 nel precedente esercizio) che rappresentano – in forma singola e associata – oltre 600 produttori, tra cui molti giovani, provenienti da tutta Italia, per 100.000 alveari di proprietà. Il bilancio d’esercizio 2018-2019, approvato all’unanimità, presenta un fatturato di 22,5 milioni di euro (+2,7% sul 2017/2018) e un utile pari a 76.500 euro. Risultati positivi, merito anche delle performance del marchio premium Mielizia presente in grande distribuzione, che assumono ancora più rilevanza considerando il calo generale del mercato: circa -10% a volume*.Premiato il lavoro del CdA, che è stato confermato a larghissima maggioranza. Diego Pagani presidente (Piemonte), Giorgio Baracani, vicepresidente (Emilia-Romagna), Giovanni Guido vicepresidente (Toscana), Paola Bidin (Toscana), Anna Ganapini (Emilia-Romagna), Mario Martino (Campania), che subentra al posto di Piero Pulejo, apicoltore toscano, Davide Mele (Calabria), Nicola Tieri (Abruzzo), Savino Petruzzelli (Puglia), Rosario Stagnitta (Sicilia) e il componente esterno Filippo Traviglia. “È una grande soddisfazione avere ottenuto una fiducia così ampia da parte dei soci” – ha dichiarato il presidente, Diego Pagani, che inizia il suo dodicesimo mandato – . “Chiudiamo il 40° anno con grandi cambiamenti e nuovi progetti. In seguito alla cessione della partecipazione in Alce Nero Spa, il consorzio ha potuto fare finalmente il suo ingresso sugli scaffali della GDO italiana, con una linea biologica a marchio Mielizia Bio che ci sta già dando molte soddisfazioni. L’esercizio che si è chiuso è stato supportato da una stagione che, pur con picchi negativi su alcune produzioni, aveva dato un raccolto soddisfacente: 2.100 tons rispetto alle 1.500 del 2017. È importante sottolineare però che la produzione 2019, che si sta concludendo con gli ultimi conferimenti, indica risultati molto deludenti, incostanti, a macchia di leopardo, con una fortissima contrazione del miele di acacia che ha raggiunto medie mai riscontrate, pari a 2 kg per alveare rispetto ad una media produttiva di circa 25/30 kg. È inoltre in atto un forte deprezzamento a causa dell’ingresso di mieli esteri, extraeuropei, soprattutto da Cina e Ucraina che mettono in grave difficoltà gli apicoltori Italiani ed Europei, tradizionalmente attenti alla qualità delle produzioni. La cooperativa è oggi più che mai uno spazio dove i nostri apicoltori possono crescere, lavorare bene e difendersi meglio dagli attacchi speculativi del mercato.” “Nel corso dell’anno – prosegue Nicoletta Maffini, Direttore Commerciale e Marketing Conapi – abbiamo fatto diversi investimenti, sia in termini di impianti produttivi che di comunicazione, legati in particolare al lancio della nuova brand identity Mielizia Bio, supportato da una strategia di brand extension che affianca al miele altre categorie di prodotto come gelati, frollini e composte di frutta. Un ampliamento di gamma che valorizza ancora di più la nostra offerta: da sempre crediamo in questo comparto, tanto che oggi siamo i maggiori produttori di miele bio e il 45% della nostra produzione è biologica. Fino ad ora questa era dedicata solo all’estero e alla linea Cuor di Miele prodotta in esclusiva per EcorNaturaSì, e da qualche mese finalmente a marchio Mielizia Bio che è già presente nelle principali catene della grande distribuzione italiana, dove il brand segna un +20% del fatturato complessivo rispetto al 2018”.Presente all’assemblea anche l’assessore all’agricoltura dell’Emilia-Romagna, Simona Caselli che, manifestando il proprio apprezzamento per il valore di “aggregazione” che la cooperativa rappresenta, ha tra l’altro sottolineato come sia importante passare da politiche riformiste ad una vera e propria trasformazione che, anche grazie a processi di svecchiamento ed innovazione del comparto agricolo, metta al centro la tutela della biodiversità, e di come occorrano scelte radicali da attuare anche attraverso l’aumento di risorse regionali, laddove non siano sufficienti fondi europei. Ha inoltre ricordato come incentivare la conversione a biologico delle produzioni agricole aiuti l’apicoltura italiana, che infatti rappresenta uno degli obbiettivi che la Regione intende perseguire. “Siete stati avanguardia nel vostro settore e tali dovete rimanere”, l’auspicio finale dell’assessore.Soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dalla presidente di Legacoop Bologna Rita Ghedini e da Piero Cavrini, vicepresidente di Confcooperative Bologna.

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