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Posts Tagged ‘crescita’

PIMCO: Dopo un’estate burrascosa a Washington, il tetto del debito USA torna a incombere

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

A cura di Libby Cantrill, Head of Public Policy di PIMCO. Un’estate impegnativa sul fronte fiscale a Washington, che ha visto progressi sul bilancio e sulla legislazione delle infrastrutture, potrebbe presto lasciare il posto a un’altra prova di forza sul tetto del debito pubblico degli Stati Uniti, indicando potenzialmente volatilità per gli investitori nei mesi a venire. Il Senato ha recentemente approvato un disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture da 550 miliardi di dollari e un bilancio non vincolante da 3,5 mila miliardi di dollari prima della pausa di agosto. Il tutto è stato seguito dall’approvazione del bilancio alla Camera e la calendarizzazione del voto del disegno di legge bipartisan sulle infrastrutture entro la fine di settembre. L’approvazione del bilancio segna il primo passo nel processo di riconciliazione, che dovrebbe alla fine permettere al Senato di eludere le norme di ostruzionismo e considerare un disegno di legge sulle “infrastrutture soft” con appena 50 voti, piuttosto che i soliti 60, probabilmente più avanti quest’anno dopo qualche mese di accesi negoziati. In ogni caso, come abbiamo sottolineato in precedenza, crediamo che il conseguente disegno di legge dei soli democratici sarà considerevolmente più ridotto dei 3.500 miliardi di dollari indicati nel bilancio e alla fine si ridurrà a circa 2.000 miliardi di dollari di nuova spesa in 10 anni, e finanziato da aumenti delle tasse, che saranno anche diluiti rispetto a quanto proposto.Tuttavia, non crediamo che il fallimento sia un’opzione per i democratici – specialmente date le recenti ricadute del ritiro delle truppe americane in Afghanistan – e ci aspettiamo che entrambi i disegni di legge passino entro la fine dell’anno. Anche se ci aspettiamo che entrambi i pacchetti fiscali abbiano un impatto positivo sulla crescita nel lungo termine, prevediamo che l’effetto sul PIL sia relativamente de minimis per il 2022. Eppure, il mercato ha iniziato a concentrarsi su un altro imminente punto di inflessione fiscale: il tetto del debito degli Stati Uniti, che rappresenta il limite di quanto debito gli Stati Uniti possono emettere per pagare le spese precedenti e future. Essendo stato sospeso dall’agosto 2019 fino al 31 luglio 2021 dovrà essere alzato a ottobre o novembre, quando il Tesoro degli Stati Uniti probabilmente esaurirà le “misure straordinarie” per finanziare le attività del governo. Anche se è opinione diffusa che, naturalmente, il Congresso alzerà il tetto del debito – non farlo sarebbe quasi impensabile e danneggerebbe politicamente i democratici – la strategia per attuarlo rimane oscura nella migliore delle ipotesi, il che potrebbe agitare i mercati finanziari e potrebbe accrescere le possibilità di un errore politico.Ci sono teoricamente due modi per i democratici, che controllano il Congresso, di intervenire sul tetto del debito. Potrebbero inserire un vero e proprio aumento del tetto nel disegno di legge democratico sulle infrastrutture soft, che richiederebbe solo 50 voti, o approvare una sospensione per un certo periodo di tempo, che richiede 60 voti. Anche se può sembrare un “nome diverso per la stessa cosa”, è importante per molti democratici moderati che preferirebbero sospendere il tetto del debito piuttosto che essere attaccati per aumentarlo di una certa quantità (che si misurerebbe in migliaia di miliardi). Per questo motivo, sembra che i democratici si stiano preparando a perseguire una sospensione, che richiederebbe almeno 10 voti repubblicani per passare al Senato. Il problema è che 46 dei 50 repubblicani del Senato hanno indicato che non voteranno a favore di nessun tipo di aumento, accrescendo le probabilità di una resa dei conti sul tetto del debito e causando potenzialmente un errore involontario per i democratici.A questo punto, crediamo che il modo più plausibile di procedere sia che i democratici cerchino di inserire una sospensione del tetto del debito in una legge di finanziamento di fine anno fiscale (30 settembre), che deve passare per evitare lo shutdown del governo, e di fatto sfidare i repubblicani a votare contro. A seconda di come andrà a finire, potremmo vedere il Congresso chiudere il governo prima di arrivare a un accordo sul tetto, come è successo nell’ottobre 2013. Come allora, uno shutdown potrebbe creare volatilità nei mercati finanziari e potenzialmente influenzare il calcolo della Federal Reserve per il timing sul tapering degli acquisti di asset.I mercati sono apparsi finora ottimisti circa le prospettive di evitare un evento dirompente in merito al tetto del debito questo autunno. Tuttavia, una lezione dai precedenti episodi è che non si può fare affidamento sui mercati come indicatore di allarme preventivo. Durante il mandato del presidente Barack Obama, ci sono stati tre scontri decisivi sul tetto del debito che hanno quasi portato il Tesoro degli Stati Uniti a non essere in grado di coprire i conti. Un punto focale di stress durante questi tre episodi è stato rappresentato dal mercato dei Treasury, a causa delle sue dimensioni e della semplicità di promuovere i bisogni di finanziamento del governo americano. In ogni caso, i rendimenti dei T-bill non si sono mossi più in alto – per prezzare una maggiore probabilità di default – fino a circa una settimana prima della cosiddetta data X, la data limite in cui il Tesoro avrebbe esaurito la sua capacità di finanziamento sotto il tetto e avrebbe iniziato a dare priorità ai pagamenti dovuti nel tentativo di evitare una violazione del limite del debito prescritto. Le implicazioni di mercato di un tetto del debito vincolante sono complicate. In ogni caso, il ricorso alle operazioni di reverse repo continuerà probabilmente a crescere oltre l’attuale entità di circa mille miliardi di dollari. Con l’avvicinarsi del tetto del debito, ciò potrebbe sollevare interrogativi non solo sulla capacità del Tesoro di emettere titoli che scadono vicino alla data X, ma anche sulla sua capacità di effettuare i pagamenti delle cedole in quel periodo. Questo potrebbe portare alla volatilità degli oltre 4,7 mila miliardi di dollari di Treasury in circolazione con pagamenti delle cedole a fine ottobre e metà novembre. Il Tesoro dovrà circa 40 miliardi di dollari di interessi a metà novembre ai detentori di questi titoli.Anche se la risoluzione è arrivata all’ultimo momento negli episodi precedenti, a nostro avviso sarebbe un errore per gli investitori presumere che non ci sarebbero grandi implicazioni di mercato se il Congresso non riuscisse ad affrontare il tema del tetto del debito questa volta. Come abbiamo osservato sia a settembre 2019 che a marzo 2020, la liquidità del mercato dei finanziamenti è fondamentale per il suo funzionamento, e la sicurezza percepita del debito pubblico statunitense ne è il fondamento. Pertanto, è importante non interpretare erroneamente la calma e la pazienza esemplificate nelle attuali condizioni di mercato come uno stato di diminuzione dei rischi. Invece, gli investitori dovrebbero tenere gli occhi aperti nei riguardi di sacche di volatilità mentre ci dirigiamo verso la fine del 2021.

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Fire Group: Fatturato in crescita

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2021

Il Consiglio di Amministrazione di Fire Group, 1° gruppo indipendente in Italia nella gestione del credito, ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2021. Fatturato pari a 24,2 milioni di euro, in crescita del 10% vs 1H 2020; Ebitda pari a 2,3 milioni di euro con marginalità del 9,3% sui ricavi, stabile vs 1H 2020; Ebitda adjusted pari a 3,2 milioni di euro con marginalità del 12,4% sui ricavi, stabile vs 1H 2020. Fire Group S.p.A: Forte di oltre 29 anni di esperienza, oggi è il 1° Gruppo indipendente attivo nella gestione del credito fin dai primi stadi di problematicità, con 5 società operative specializzate su servizi lungo la filiera: credit management, restructuring, advisory e due diligence per acquisto di portafogli, fiscalità locale e riscossione tributi, business information, scoring PMI (Z-score). Grazie a risorse specializzate e ad una piattaforma gestionale best-in-class con workflow industrializzati e strumenti basati su intelligenza artificiale e machine learning, il Gruppo supporta banche, investitori istituzionali, società di credito al consumo e leasing, utility e multiutility, piccole e grandi imprese commerciali ed enti locali.

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Vendite al dettaglio in crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

L’Istat ci fa sapere che le vendite al dettaglio del mese di giugno sono in crescita dello 0,7% a livello mensile e 7,7% annualmente. Lieve crescita rispetto al mese precedente e crescita sostenuta a livello annuale, grazie al fatto che giugno dell’anno scorso, eravamo appena usciti dal lockdown duro dei mesi precedenti e, giustamente, i consumatori erano un po’ timidi. Crescita grazie anche ai contenuti tassi di inflazione dello stesso mese di giugno: +0,1 mensile e +1,3 annuale. Una economia in crescita senza entusiasmo che, forse, in cui molti hanno dovuto ricredersi perché già a giugno si sono manifestati i primi pesanti segnali che quella pandemia che ora è riesplosa, era all’epoca tutt’altro che in discesa. E si vedrà particolarmente in agosto piuttosto che a luglio, mentre a settembre, con percentuali di vaccinati molto più alti e l’applicazione di norme tipo green pass già avviate, si dovrebbero registrare segnali diversi. Ci aspettiamo, per questo, al di là delle classiche crescite stagionali, numeri meno confortanti per luglio e agosto, soprattutto per le riprese mensili.La novità è che la nostra economia è sempre meno segnata dalle tendenze, dalle stagioni e dalle mode, ma dalla situazione sanitaria. Per vivere senza farsi tanto male è bene esserne consapevoli e comportarsi di conseguenza adattandosi e modificando le proprie abitudini. Il consumatore deve e dovrà sempre filtrare la propria economicità col virus/variante del momento.Vincenzo Donvito, Aduc

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Inflazione in crescita. Stato che dà (per alcuni) e fa lo sciacallo per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 agosto 2021

Le stime preliminari di Istat ci informano che a luglio l’inflazione è +0,3% su base mensile e +1,8% su base annua. Percentuali che non dovrebbero preoccupare gli esperti (l’inflazione è bene che sia – moderatamente – col segno +, vuol dire che l’economia cresce). Andando a guardare nello specifico, oltre a prezzi abbastanza stabili e con lievi aumenti tipici della stagione estiva (quasi come se il covid non ci fosse…), c’é una discutibile politica statale dei prezzi energetici (gas, carburanti per autoveicoli ed energia elettrica: da +14,1% di giugno a +16,9% di luglio), soprattutto per i regolamentati (tariffe per l’energia elettrica, il gas per usi domestici e quello da riscaldamento): da +16,9% di giugno a +29,0% di luglio). In questi casi viene sempre portato a giustificazione il condizionamento “esterno” delle materie prime che noi importiamo.Ma non è proprio così. Per due motivi che si aggiungono ai costi base:- la componente fiscale che, nel caso dei carburanti, per esempio, va oltre il 60% del prezzo alla pompa;- la politica di aiuti covid basata su bonus ed elargizioni a fondo perduto piuttosto che riduzioni e agevolazioni fiscali.Il risultato di questa politica è che abbiamo uno Stato che da una parte fa il “buon donatore” e il “buon rimandatore di imposte” per alcuni, ma contemporaneamente fa il “dracula” per tutti. Crediamo sia presto per stabilire il saldo di questa politica per il consumatore, ma sta di fatto che quest’ultimo viene trattato come un suddito: prono alle decisioni/imposizioni dello Stato e non libero ed intraprendente in un mercato ribassato per tutti. Un contesto in cui è scatenata la guerra tra i garantiti (dipendenti pubblici e delle grandi aziende che hanno sempre funzionato durante il covid) e tutti gli altri, con atti di sciacallaggio trasversali pur se il primo sciacallo è lo Stato. Sono queste le politiche di crescita economica? Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Angelini alimenti: chiude bilancio consolidato

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Angelini Holding – holding industriale dell’omonimo Gruppo, multinazionale italiana presente in 26 Paesi con 5.700 dipendenti, che opera nei settori farmaceutico, consumer (cura della persona e igiene della casa e dei tessuti, alimenti per l’infanzia e lo svezzamento), macchine industriali, vitivinicolo, profumeria e dermocosmesi – ha chiuso il bilancio consolidato 2020 con un valore dei ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 1,699 miliardi di euro, in aumento del 3,8% rispetto al 2019 (1,637 miliardi di euro). Il margine operativo lordo si attesta a 259,28 milioni di euro (pari al 15,26% dei ricavi) in aumento del 18,44% (+40,36 milioni di euro) rispetto ai 218,92 milioni del 2019 (pari al 13,37% dei ricavi). L’utile ante imposte è pari a 159,906 milioni di euro, in crescita del 14,6% rispetto al 2019. L’utile netto è invece di 130,86 milioni di euro, rispetto ai 149,21 milioni di euro dell’esercizio precedente per effetto di ammortamenti, accantonamenti, rettifiche di valore e a un aumento di imposte per oltre 38 milioni di euro. Oggi Angelini è un gruppo industriale diversificato e multinazionale presente in 26 Paesi con un forte radicamento in Italia, dove viene generato e lavorato il 67% dei ricavi, lavorano 4.005 dipendenti sui 5.700 totali e sono attivi 6 dei 12 siti produttivi complessivi. I restanti ricavi provengono da Paesi dell’Unione Europea (25,1%), dall’Europa non comunitaria (3,71%) e dal resto del mondo (USA, Cina: 4,09%).

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Crescita del trasporto di container su rotaia tra la Cina e l’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

La diffusione del trasporto di container su rotaia tra l’Europa e la Cina sta aumentando e la crescita è ancora più importante di quanto previsto dagli operatori. Le ragioni del boom sono diverse: il trasporto marittimo ha subito diverse battute d’arresto nella prima metà dell’anno, il costo del trasporto via nave è quadruplicato, mentre quelli via ferrovia sono rimasti stabili. I fornitori di servizi ferroviari stanno sviluppando nuove soluzioni logistiche, incentivando la digitalizzazione e adattando l’infrastruttura alla crescita prevista. Il più grande fornitore di servizi per il trasporto di container a scartamento largo è UTLC ERA, una joint venture delle ferrovie di Bielorussia, Kazakistan e Russia, che è responsabile del 90% dei trasporti in transito tra Cina ed Europa. La società prevede un ulteriore aumento del 20% negli ultimi mesi del 2021. “Siamo due anni avanti rispetto alle nostre previsioni”, sostiene il CEO Alexey Grom. Nel 2020, UTLC ERA ha registrato guadagni del 64% su base annua, passando da 333.000 container standard (TEU) ai 547.000 di oggi, che equivale a 31,5 miliardi di dollari di merci, vale a dire il 5,5% del valore del commercio tra Europa e Cina. Cinque anni fa, nel 2016, l’azienda aveva movimentato 100.983 container standard. UTLC ERA impiega 5,5 giorni per trasportare merci sulla rotta di 5.430 chilometri dal confine cinese a quello europeo. Secondo Alexey Grom, l’azienda sta costantemente sviluppando nuove capacità di trasporto e riserve, mentre implementa nuove tecnologie insieme ai suoi partner. Tra queste, un nuovo terminale di trasbordo – Dostyk TransTerminal – che ha aperto all’inizio di giugno sul confine cinese-kazako, con un target di transito di 700.000 TEU, in cui UTLC ERA sta già testando la movimentazione di treni container dalla Cina all’Europa. “È un’ottima opportunità che i terminali alle frontiere vengano ampliati e non intendo solo quelli lungo il confine cinese. Stiamo assistendo, allo stesso tempo, ad un rapido sviluppo in Bielorussia e nella regione di Kaliningrad”, sottolinea l’amministratore delegato della società di trasporti eurasiatica. Al valico principale di Brest-Malashevichi, sul confine europeo, vengono utilizzate nuove tecnologie: i servizi multimodali, che includono la ferrovia di Kaliningrad, i porti della regione di Kaliningrad e le rotte UTLC ERA, integrano efficacemente anche le rotte terrestri dalla Cina all’Europa e ritorno. Nel complesso, la regione di Kaliningrad ha un notevole potenziale di transito ed è in grado di trasportare quattro volte il volume attuale di merci. Nel 2020, i volumi per l’Europa gestiti attraverso l’enclave russa di Kaliningrad sul Mar Baltico sono cresciuti del 320% su base annua. Le principali merci trasportate da est a ovest sono i prodotti elettrici (2020: 85.135 TEU), i prodotti di ingegneria (80.556 TEU) e le parti di automobili (57.796 TEU). Queste tre categorie di prodotti rappresentano il 40% delle merci trasportate; circa tre anni fa, invece, costituivano circa l’80%. Le nuove aggiunte includono gruppi di prodotti a basso prezzo come componenti in plastica (28.838 TEU), legno (14.859 TEU), tessili (12.825 TEU), articoli ottici (10.704 TEU), gomma e prodotti in gomma (7.509 TEU).

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Crowdinvesting è ancora crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 25 luglio 2021

Gli ultimi 12 mesi hanno rafforzato la forte crescita dell’industria del crowdinvesting in Italia, che si conferma un’ottima opportunità sia per le imprese che vogliono finanziarsi sia per gli investitori a caccia di rendimenti: 503,7 milioni di euro i finanziamenti erogati, con una crescita del 172% rispetto ai 12 mesi precedenti, che già registravano un raddoppio per il secondo anno consecutivo. La raccolta complessiva dal 2014 è salita a 953,4 milioni di euro, sfiorando il miliardo, con il 76,3% delle campagne andate a buon fine. I 51 portali autorizzati da Consob hanno generato un flusso di 127,6 milioni di euro da collocamenti di equity e 22,3 milioni da quelli di minibond, che sono partiti in pompa magna (si consideri che in totale la raccolta è 25 milioni). I 28 portali di social lending che veicolano prestiti dai privati a persone fisiche o giuridiche (6 consumer e 22 business) hanno contribuito con 43,2 milioni di euro prestati a individui e 310,6 milioni a imprese. L’industria del real estate crowdfunding è stata particolarmente vivace e se un anno fa si contavano 11 piattaforme dedicate attive (nel 2018 erano appena 2) oggi sono salite a 18. I progetti finanziati nell’ultimo anno hanno raccolto 85,2 milioni di euro (+75%): 34,3 milioni dalle piattaforme equity e 50,9 milioni dai portali lending. Al 30 giugno 2021 risultavano autorizzati da Consob 51 portali per la raccolta di capitali online, 9 in più dell’anno scorso, anche se un buon numero non si è ancora attivato. Negli ultimi 12 mesi sono stati concluse 34 campagne di collocamento di minibond sui 3 portali al momento autorizzati, con una raccolta di 22,3 milioni di euro: un vero exploit (+696% sull’anno precedente) se si considera che il valore complessivo del comparto è di 25,1 milioni di euro, con 37 collocamenti totali. Le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state finora 831, organizzate da 742 imprese, alcune con più round. Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2021 è stato superiore al 90%, ben più della media generale dell’intero campione dal 2014, pari al 76,3%. Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari è 90.385 euro, per quelli immobiliari è 912.915. Mediamente per i progetti non immobiliari viene offerto in cambio il 9,23% del capitale (valore mediano 5,41%); si rafforza la prassi di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento (e votanti sopra la soglia). Per quanto riguarda il lending, al 30 giugno 2021 risultavano attive in Italia sempre 6 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (consumer) e ben 22 – il doppio dell’anno scorso – dedicate alle imprese (business), di cui 14 specializzate nel real estate (erano 6). Alcune piattaforme prevedono fondi di protezione per ripagare eventuali prestiti in sofferenza, altre fanno leva sulla garanzia pubblica del Fondo statale per le PMI. Nel prestito ai privati – a parte Younited Credit, che però non raccoglie dai piccoli risparmiatori di Internet, con 491,9 milioni di euro erogati di cui 164,7 solo negli ultimi 12 mesi – quella che ha concesso maggiori finanziamenti nell’ultimo anno è Soisy, con 22,7 milioni. Nel prestito alle imprese, dopo Credimi Futuro (altra piattaforma che non fa raccolta retail), quest’anno emerge BorsadelCredito.it, con 166,8 milioni.

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Ormoni e fattori di crescita

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2021

By Francesco Romanelli, vice presidente dell’Accademia Italiana di Medicina Anti-Aging (AIMAA) Da editore della Aesthetic Medicine Magazine, rivista ufficiale internazionale delle Società di Medicina Estetica mondiali, ho il dovere di annunciare che la ‘Medicina Estetica’ ha trovato il suo valore in pubblicazioni scientifiche di alto valore e ben fatte che sfatano il mito di una medicina ‘miracolosa’ e senza evidenze scientifiche. Dal 2015, l’ascesa della rivista dal nazionale all’internazionale, ha permesso ad Aesthetic Magazine l’accesso a Scopus, una banca dati di articoli scientifici a livello europeo, la più importante insieme a PubMed che invece è statunitense. Ciò significa che è stato apprezzato e validato il lavoro di ricerca che ruota attorno alla Medicina Estetica e il suo valore scientifico espresso all’interno delle pubblicazioni di Aesthetic Magazine. Nei prossimi due anni scopriremo se verrà accolta anche da PubMed, per cui l’accesso è un po’ più difficile ma non impossibile. Sulla sessione dedicata a “Ormoni e fattori di crescita”, il focus sarà sul GH più comunemente detto ‘ormone della crescita’. Con l’invecchiamento, la secrezione dell’ormone della crescita diminuisce progressivamente provocando la somatopausa. Questa diminuzione del GH, ottimo anabolizzante, ha fatto intuire che questo ormone può essere anche utilizzato come uno strumento anti-ageing. È importante limitare la prescrizione di questo ormone in quanto i rischi che posso facilitare sono il diabete e i polipi intestinali. La valutazione dell’opportuna somministrazione varia da caso a caso, in base al paziente e al suo quadro clinico. Caso contrario è l’eccesso di GH, cioè può capitare che si abbia un eccesso di produzione di questo ormone provocando quella malattia che si chiama acromegalia. Ingrossamento degli arti è una caratteristica fisica di questa malattia legata alla secrezione del GH. Questa patologia, non frequente, deve essere conosciuta molto bene dal medico estetico. Può capitare che il paziente si presenti con un problema estetico e, invece, poi si scopre essere un problema di secrezione del GH. Sia in caso di somatopausa che acromegalia, la diagnostica avviene attraverso esami del sangue specifici in entrambi i casi. Storicamente, già nel 1990 sul The new England Journal of Medicine si cominciò a parlare di GH come anti – ageing, il siero miracoloso della giovinezza. Ben presto, però, si iniziò a capire che non è proprio così, in quando ha dei rischi ed è doping a tutti gli effetti. Diagnostica precisa e terapia specialistica autorizzata molto attentamente sono le premesse per l’assunzione di questo ormone. Alimentazione corretta e regolare attività fisica possono fisiologicamente stimolare la produzione di questo ormone, questo è assolutamente assodato sin da quando moltissime mamme utilizzavano l’arginina per facilitare la crescita dei propri bambini. In quest’ottica, ogni anno, si crea la sessione SIE e SIME per temi che siano condivisi dall’endocrinologia e dalla medicina estetica. Altra sessione importantissima all’interno del Congresso è quella dedicata alla vitamina – D, un ormone che regola – insieme al paratormone e alla calcitonina – l’adeguato metabolismo del calcio e delle ossa e che viene stimolata dall’esposizione alla luce, attraverso le radiazioni ultravioletta B o UV-B e assunta, in parte, dalla dieta. Oltre a questa attività prioritarie, la vitamina-D è importante in quanto svolge un’attività immunomodulante e per questo motivo la sua somministrazione è stata presa in considerazione anche per la cura di una patologia come il Covid-19. Esiste più di un lavoro a riguardo che ha permesso di osservare come i pazienti carenti di vitamina-D, dopo il suo incremento, rispondevano meglio alle terapie. L’importanza della vitamina-D, quindi, va oltre il consueto compito. Spesso viene somministrata come un integratore quando in realtà si tratta di un ormone e prima di prescriverla è fondamentale conoscere il suo valore nel sangue. Per misurarla basta un accorgimento diagnostico semplice come le analisi del sangue, contestualmente alla calcemia. ‘Vitamina D 2.0’ è una sessione ricca ed esplicativa di questo ormone che prenderà ad esame le Linee Guida e durante la quale gli esperti coinvolti si soffermeranno sulla diagnostica e sui corretti mezzi terapeutici

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Cresce il mercato del libro nei primi sei mesi dell’anno

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Secondo l’analisi dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati NielsenIQ, nel periodo di riferimento (4 gennaio-20 giugno) sono stati venduti nei canali trade (ovvero nelle librerie, online e fisiche, e nella grande distribuzione, esclusa la scolastica) ben 15 milioni di copie di libri a stampa in più (+44%) rispetto al 2020. Ancor più significativa è la crescita rispetto al 2019 (al netto quindi degli effetti della pandemia): si sono venduti 11milioni di copie di libri in più (+31%). Tali vendite hanno generato per la filiera oltre 207 milioni di euro in più rispetto al 2020 (+42%) e 156 milioni in più rispetto al 2019 (+28%), portando il mercato del libro di questi primi sei mesi a un valore complessivo di 698milioni di euro.Al buon risultato ha contributo in particolare la 18App – nei primi due mesi del 2021 sono stati spesi 75 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente, che hanno determinato una dinamica ancor più positiva nel primo trimestre – e una maggiore propensione alla lettura e all’acquisto: dichiara di leggere più di prima il 31% dei lettori e di comprare più di prima il 25% degli acquirenti, mentre solo il 13% dichiara di leggere o acquistare meno. Per quanto riguarda i canali di vendita, le librerie (indipendenti e di catena) crescono, raggiungendo quota 332,9milioni di euro, superando così le difficoltà del 2020 e facendo meglio anche rispetto al 2019 (313,6 milioni). Si conferma il boom dell’online che raggiunge quota 327,9milioni di euro nel 2021 (il 47% del mercato) rispetto ai 184,6 milioni del 2019 e quindi non erode vendite ai canali concorrenti ma consente al mercato di fare uno scatto in avanti. Più difficile la situazione della grande distribuzione organizzata. Per quanto riguarda i generi dei libri venduti, sono in crescita uniforme tutti i settori con alcuni picchi, tra cui i libri su giochi e tempo libero, che hanno quadruplicato le vendite (+302%), i fumetti, che le hanno triplicate (+214%), mentre le hanno quasi raddoppiate l’attualità politica (+99%), la critica letteraria trainata dai libri su Dante (+94%) e biografie e autobiografie (+85%).Il prezzo medio di copertina si attesta a 14,68 euro ed è in calo dell’1,6% rispetto al 2020 e del 2% rispetto al 2019.La top ten dei libri più venduti nel semestre (vedi allegato), fatta di un mix di novità, long seller e generi molto diversi tra loro, testimonia la vitalità e l’importanza delle scelte editoriali nella selezione dei titoli da pubblicare e promuovere. Si muove tutto il mercato, non solo i bestseller – I 50 titoli più venduti pesano sul totale del mercato solo per il 7,7% a valore di copertina e per il 6,9% a prezzo di copertina: segno di una prevalenza di vendite diffuse su un gran numero di titoli.

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La crescita del mercato digitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 luglio 2021

“Il 2020 è stato un anno del tutto eccezionale. Un anno che per la sua portata trasformativa, per gli impatti sulle persone e sulle imprese ha condensato in 12 mesi cambiamenti che avvengono in almeno 5 anni. Nel complesso, il mercato digitale ha tenuto, facendo registrare una performance migliore rispetto all’economia nel suo complesso. Ora, grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si aprono nuovi scenari. Nonostante le incertezze, è lecito guardare con ottimismo ai prossimi mesi e anni. La pandemia ha aperto nuove prospettive al di là dell’emergenza e la normalità sta prendendo nuove forme”. Così Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, l’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, a commento della 52ma edizione del rapporto annuale “Il Digitale in Italia 2021” Vol. 1 realizzata in collaborazione con NetConsulting cube e presentata quest’oggi a Milano. L’andamento del mercato digitale nel 2020 è stato migliore rispetto a quello dell’economia nel suo complesso. A fine 2020 la spesa in beni e servizi digitali ha registrato un calo dello 0,6%, per un valore complessivo di 71,5 miliardi di euro. Sul fronte dei comparti tecnologici, la diminuzione più rilevante ha riguardato le componenti più tradizionali del mercato, come i servizi di rete (-6,4%) e la componente software (-2,3%). In controtendenza la spesa in dispositivi e sistemi (+1,3%), il mercato dei servizi ICT (+3,3%), i contenuti e la pubblicità digitale (+3,6). Si conferma inoltre la dinamica a due velocità già osservata negli scorsi anni, con la componente tradizionale del mercato ICT in calo (-1,9%) e quella dei Digital Enablers, che continua ad agire da motore del mercato (+7,1%).

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Nord America, previsioni di crescita commerciale a più velocità per le aziende

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2021

Amsterdam/Roma. Previsioni ottimistiche di crescita del business per oltre l’80% delle aziende intervistate in Messico. Decisamente più pessimiste in tal senso le aziende canadesi (36%), mentre quelle statunitensi si dimostrano caute nell’azzardare previsioni di crescita commerciale nei prossimi mesi. Percezioni diverse tra le aziende del Nord America, a causa del perdurare della pandemia e delle differenti modalità di gestione dell’emergenza pandemica a livello locale. Ad approfondire tali tematiche ci pensa il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale, edizione di luglio 2021 dedicata al Nord America.Gordon Cessford, direttore regionale Atradius per il Nord America, ha commentato: “Potrebbero essere molte le ragioni alla base di questa differenza di percezione del futuro. Sebbene appartengano ad un ambiente di business con delle specifiche interdipendenze a livello di catene di fornitura, ciascun Paese ha affrontato il contesto pandemico in maniera diversa. In Messico, gli interventi governativi meno restrittivi in tema di contenimento del virus hanno avuto come conseguenza per le aziende il proseguimento degli scambi commerciali senza interruzioni. Per il Canada si può dire il contrario”.Il sondaggio è stato condotto da Atradius nel secondo trimestre del 2021, un anno dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità aveva dichiarato il Covid-19 pandemia globale. Oltre a raccogliere opinioni che riflettono la fiducia delle imprese, il sondaggio ha analizzato lo stato di salute delle imprese attraverso alcuni indicatori chiave che rilevano i trend di utilizzo del credito commerciale, i termini di pagamento, il DSO e le modalità di gestione degli impatti delle criticità delle tempistiche di pagamento delle fatture sull’andamento del business.Dai risultati del sondaggio emerge che più della metà del totale delle operazioni commerciali tra imprese, effettuate da fornitori del Nord America è stato effettuate a credito e il 44% delle aziende ha riferito un maggior ricorso all’utilizzo del credito commerciale a seguito della pandemia. Per quanto riguarda i singoli Paesi dell’area, sono gli Stati Uniti a mostrare la percentuale più alta riguardo ai ritardi di pagamento e ai crediti inesigibili.Nonostante l’ottimismo riferito dalle imprese del Messico, la pandemia si trova in cima alla lista delle preoccupazioni delle imprese di tutta la regione. In particolare, le aziende hanno indicato come principale fonte di preoccupazione l’imprevedibilità legata all’andamento della pandemia e la salvaguardia dei livelli di liquidità. Il Barometro sui comportanti di pagamento tra aziende del Nord America – USMCA 2021 è stato condotto negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. I report possono essere scaricati dal sito web di Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Pubblicazioni).

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Fiducia dei consumatori in crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

Le stime Istat per il mese di giugno ci dicono che la fiducia dei consumatori è in crescita di quasi 5 punti. Altrettanta crescita vale per le imprese. Il giorno dopo l’approvazione del Pnrr (Piano nazionale per la ripresa e la resilienza) da parte della Commissione Ue. Alla vigilia dell’arrivo della prima tranche di fondi per 24,9 miliardi dei 191,5 previsti (68,9 sono a fondo perduto, e 122,6 prestiti). E’ bene ricordarsi che questa fiducia vale solo nella misura i cui saremo in grado di far fronte agli impegni presi verso chi (UE) ha avuto altrettanta fiducia in noi, altrimenti i soldi non continueranno ad arrivare e quelli usati male andranno restituiti. Certo, abbiamo a capo del governo l’ex-governatore di quella BCE (Banca Centrale Europea) che negli anni scorsi ha evitato il tracollo dei Paesi membri. Premier ascoltato e stimato ovunque, in Italia, in Europa e nel mondo. Tutti baldanzosamente pieni di fiducia dovremmo farcela? E’ bene ricordare che non necessita l’ardore di un afflato patriottico, ma federalista europeo e transnazionale. A partire dai nostri consumi quotidiani: onorati i canoni di qualità che individualmente abbiamo, è bene ricordare che la nostra economia (incluso il nostro giardino) può marciare solo con quella europea e quella mondiale. E’ la lezione del covid. Di una economia europea che si afferma al proprio interno e nel mondo proprio perché tale (pur nelle sue diversità). Noi ne siamo parte, importante! Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Cresce l’export lombardo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2021

In crescita l’export lombardo nel primo trimestre di quest’anno trainato dalle buone performance dei settori dell’elettronica, dell’alimentare e del farmaceutico. Un’intensificazione della fase favorevole del manifatturiero è attesa in questi mesi e in prospettiva, in considerazione dell’aumento a maggio della fiducia delle imprese lombarde e del Nord Ovest, sui massimi da fine 2017. Anche i servizi proseguono il recupero, grazie all’allentamento delle restrizioni, e la fiducia torna positiva e sui massimi dalla primavera 2018. Rimane critica la situazione del mercato del lavoro: sono193mila gli occupati in meno nel primo trimestre 2021 rispetto a un anno prima e 90mila i disoccupati in più nello stesso periodo.Guardando nel dettaglio i numeri, nel primo trimestre 2021 in Lombardia si assiste a un rimbalzo delle esportazioni pari al +3,5% rispetto a inizio 2020, ma ancora non vengono recuperati i livelli pre-pandemia: – 0,8% rispetto al primo trimestre 2019 che significa 256 milioni di euro di fatturato estero non realizzato dalle imprese lombarde. Nel confronto con le altre grandi regioni manifatturiere europee, il gap lombardo è più contenuto di quello di Bayern (-2,9%) e Auvergne-Rhône Alpes (-5,8%); Cataluña (+4,8%) e Baden-Württemberg (+2,6%) superano invece i livelli del 2019.A segnare risultati negativi: la moda in Lombardia registra una diminuzione di fatturato estero di -453 milioni di euro (-13%) nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019, ad essere interessata è principalmente Milano (-107 milioni), a seguire Como (-105 milioni), Pavia (-81 milioni) e Mantova (-52 milioni).In calo la meccanica regionale in valori assoluti con -251 milioni di euro (-, di questi 222 milioni solo per le imprese milanesi, mentre i -252 milioni di euro registrati dall’ automotive lombarda si distribuiscono prevalentemente tra Varese (-184 milioni), Milano (-96 milioni) e Brescia (-31 milioni). Tra i settori più performanti, l’aumento della farmaceutica è di ben 338 milioni di euro, spinta da Milano (+168 milioni) e Monza Brianza (+75 milioni di euro), quello dell’elettronica, pari a 324 milioni di euro, si concentra a Lodi per quasi la metà (+157 milioni di euro). Infine, l’alimentare lombardo supera di 115 milioni i valori di export del 2019, un risultato raggiunto grazie in particolare a Milano (+65 milioni), ma bene anche a Mantova (+29 milioni), Cremona (+18 milioni) e Pavia (+9 milioni).La fiducia delle imprese, soprattutto nel manifatturiero a maggio segna un aumento, in particolare nel NordOvest dove raggiunge i massimi da fine 2017 sia sul fronte degli ordini interni ed esteri, sia nelle prospettive a breve, con le attese, per i prossimi tre-quattro mesi, di ordini e di produzione sui massimi dalla primavera 2018. Questo quadro ben si inserisce in quello europeo dove la Germania è stabile sui massimi della serie storica, la Spagna tocca il punto più elevato da fine 2017 e la Francia dall’estate 2018. Anche nei servizi del Nord Ovest italiano, come nei principali Paesi europei, la fiducia torna su valori positivi a maggio e si posiziona sui massimi da febbraio 2018, superando quindi i livelli pre-pandemia.Seppur più cauta, rispetto alle imprese, la fiducia dei consumatori mostra un netto miglioramento e a maggio nel Nord Ovest torna su livelli comparabili a quelli pre-pandemia. In particolare, la componente del clima economico del paese (finora su valori storicamente depressi) con un sensibile balzo si riporta sui massimi da inizio 2020 e in linea con la componente personale.

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Pnrr, Melilli: “L’approvazione dell’Europa avvia la fase di crescita del nostro Paese”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 giugno 2021

Il presidente commissione Bilancio alla Camera: “Ricostruiamo un tessuto sociale ed economico più solido ed inclusivo per uscire dalla crisi pandemica” “Con l’approvazione della Commissione Europea al Pnrr, presentato dall’Italia, si avvia una nuova fase di crescita per il nostro Paese. Nel prossimo futuro l’obiettivo principale sarà rappresentato dalla ricostruzione di un tessuto sociale ed economico ancora più solido e inclusivo, che sostenga imprese e cittadini fuori dalla crisi pandemica. Dovremo porre al centro il lavoro ed i diritti, le giovani generazioni e le donne. Spetterà adesso a tutti noi, dal Governo alle istituzioni locali fino alle aziende, procedere con rapidità alla realizzazione del Piano. E’ il percorso più ambizioso che l’Italia abbia mai affrontato dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Così Fabio Melilli, presidente commissione Bilancio alla Camera.”Abbiamo davvero un’occasione straordinaria, con la possibilità di cambiare le strutture portanti del nostro modello economico. Punteremo, come descritto nel Piano, su una diffusa riconversione ecologica e su processi di digitalizzazione nel settore pubblico e privato per raggiungere standard elevati, in linea con le altre nazioni europee. In questo processo di cambiamento, sarà fondamentale porre sempre al centro il lavoro e la tutela dei diritti dei lavoratori. Da oggi – conclude Melilli – possiamo costruire un’Italia più ricca, moderna e al tempo stesso più giusta. Protagonista in un’Europa che saprà distinguersi ancora come baluardo di democrazia, per i valori di libertà e di giustizia sociale”.

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Fermare la crescita del numero di persone costrette alla fuga

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, esorta oggi i leader mondiali a intensificare gli sforzi per promuovere la pace, la stabilità e la cooperazione, al fine di fermare e iniziare a invertire la tendenza che vede crescere il numero di persone costrette alla fuga da violenza e persecuzione da quasi dieci anni. Nonostante la pandemia, nel 2020 il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani è salito a quasi 82,4 milioni, secondo l’ultimo rapporto annuale Global Trends dell’UNHCR pubblicato oggi a Ginevra. Si tratta di un aumento del quattro per cento rispetto alla cifra record di 79,5 milioni di persone in fuga toccata alla fine del 2019.Il rapporto mostra che alla fine del 2020 c’erano 20,7 milioni di rifugiati sotto mandato UNHCR, 5,7 milioni di rifugiati palestinesi e 3,9 milioni di venezuelani fuggiti all’estero. 48 milioni di persone erano sfollati all’interno dei loro paesi. Altri 4,1 milioni erano richiedenti asilo. Questi numeri ci dicono che nonostante la pandemia e l’appello per un cessate il fuoco globale, i conflitti hanno continuato a costringere le persone ad abbandonare le proprie case.

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Industria: Nardi, investire in infrastrutture per rendere stabile la crescita

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

“I dati sulla crescita della produzione industriale sono particolarmente incoraggianti e ben auguranti, perché dimostrano che siamo davvero all’inizio della fine della crisi. Questo non significa che siamo usciti dal tunnel, ma conferma che il tessuto produttivo del nostro Paese ha saputo resistere e che ora sta rialzando la testa”. Lo dichiara Martina Nardi, presidente commissione Attività produttive, commercio e turismo alla Camera.“E’ compito della politica, quindi, far sì che questa spinta divenga strutturale e non congiunturale – continua – Dobbiamo cioè evitare che si tratti di un semplice rimbalzo rispetto ai dati negativi visti in questo anno in mezzo di pandemia: dobbiamo far sì che vi sia un sostegno vero alla ripresa produttiva e quindi all’occupazione, attraverso scelte strutturali, a cominciare dagli investimenti nelle infrastrutture necessarie a rendere sempre più competitiva la nostra capacità produttiva”.

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Richiesta mutui in forte crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Maggio 2021

Rispetto al corrispondente mese del 2020, che per altro era stato fortemente condizionato dal lockdown totale, nel mese di aprile si registra un robusto incremento delle richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, dato che rafforza l’andamento positivo già rilevato a marzo dopo che i primi due mesi dell’anno e l’ultimo trimestre del 2020 avevano fatto segnare una costante contrazione.È questo il quadro che emerge dall’analisi delle richieste registrate sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, che segna un +85,1% rispetto ad aprile 2020.Per altro, va sottolineato come la crescita delle richieste nell’ultimo mese sia totalmente ascrivibile alla vivacità dei richiedenti al di sotto dei 35 anni, che arrivano a spiegare il 29,4% del totale (la quota di questo segmento era del 26,3% un anno fa). “Prendendo in considerazione il singolo mese di aprile, i volumi di richieste di mutuo riscontrate nell’ultima rilevazione non solo sono quasi il doppio rispetto a un anno fa, quando di fatto l’operatività era stata bloccata dalle restrizioni agli spostamenti per contenere la pandemia, ma risulta il più elevato in assoluto degli ultimi 10 anni, a conferma del ritorno di interesse verso l’acquisto di un immobile ad uso residenziale. La dinamica in atto è indubbiamente favorita dal progressivo miglioramento del clima di fiducia, ma anche dalle interessanti opportunità offerte da tassi di interesse prossimi ai minimi storici e da prezzi degli immobili ancora estremamente appetibili – commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. Se la classe di età che spiega la quota maggioritaria delle richieste di mutuo si conferma essere quella compresa tra i 35 e i 44 anni, con il 33,4% del totale, va sottolineato come nell’ultima rilevazione le uniche fasce di richiedenti ad aver fatto registrare un incremento, incidendo in modo significativo sulla performance dell’intero comparto, sono quella tra i 18 e i 24 anni, arrivata al 2,6% rispetto al 2,0% di un anno fa, e quella tra i 25 e i 24 anni, che spiega il 26,8% del totale contro il 24,3% dell’aprile 2020.

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Flash – USA: Prezzi in crescita ma spesa ferma

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

E’ l’effetto “occhi pieni e mani vuote” per i consumatori post riaperture”, a cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM. Dopo il forte dato sull’inflazione di aprile, oggi l’attesa di consenso per le vendite al dettaglio USA dello stesso mese era di andamento conseguente di consumi, ossia in tono forte ed invece…sorpresa, nulla di tutto questo. Vendite al dettaglio assolutamente deludenti, soprattutto con riferimento al cosiddetto control group, ossia quello meglio approssima l’andamento del Pil (al netto cioè di auto, componente energetica e componente edilizia). Alcune delle voci che erano state il traino principale dell’inflazione le ritroviamo nelle vendite al dettaglio come nel caso dell’auto (+2,9% m/m), Food services & drinking places (+3% m/m) o ancora prodotti per la cura della persona (+1%). Mancano all’appello, però, le voci di spesa collegate alle vendite presso le grandi catene – in alcuni casi in calo di quasi il 5% su base mensile. Cosa sta accadendo? La spiegazione passa soprattutto nella dinamica dei salari. Al momento della riapertura, i consumatori USA si stanno ritrovando con prezzi molto più alti ma con salari fermi ai livelli ante Covid, sebbene con qualche timido segnale in ordine sparso di inversione – come nel caso di McDonalds (incremento del 10% arrivando in media a circa 13$/ora) o ancora Amazon (incremento tra 0,50 e 3$ che porterebbe il salario orario fino a 18$). Biden ha provato a proporre l’incremento del salario minimo per legge ma, fino ad ora, non è riuscito nel suo intento. In estrema sintesi: quello che sta emergendo alla riapertura post covid è un forte incremento dei prezzi ma non altrettanto forte rialzo dei salari, con conseguente forte calo dei salari reali. Per ora, i consumatori USA continuano a beneficare dei sussidi – tra cui quelli per la disoccupazione maggiorati fino ad inizio settembre. In prospettiva: occorrerà valutare il tentativo di Biden di riparare a questo fenomeno ma, nel frattempo, per i mercati il segnale che arriva è che la Fed ha un motivo valido per non tirare i remi in barca, ossia i salari stagnanti che in termini reali crollano di fronte all’impennata dei prezzi.

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Veeam registra una crescita del 25% nel primo trimestre del 2021

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

Veeam® Software, leader nella fornitura di soluzioni per la Modern Data Protection, annuncia oggi un altro trimestre di crescita a due cifre con un aumento delle entrate annuali ricorrenti (ARR) del 25% anno su anno (YoY) nel primo trimestre del 2021. Veeam ha inaugurato il 2021 con l’espansione del supporto al cloud pubblico grazie alla disponibilità generale del NUOVO Veeam Backup for Google Cloud Platform, a completamento delle soluzioni Veeam Backup per AWS e Microsoft Azure.Veeam Backup & Replication™ v11 è stato rilasciato nel primo trimestre del 2021 con altri 200 nuovi e potenti miglioramenti in termini di backup, cloud, DR, sicurezza e automazione. La più avanzata soluzione per la data protection per i carichi di lavoro Cloud, virtuali, SaaS, Kubernetes e fisici è già stata scaricata da più di 130.000 utenti.“La crescita a due cifre su base annua in tutte le aree geografiche fornisce un’ulteriore conferma che le nostre soluzioni sono all’avanguardia nel settore e forniscono ai clienti una protezione dei dati semplice, flessibile e affidabile in grado di soddisfare le loro esigenze e di aiutarli a raggiungere i loro obiettivi aziendali. Assistere a tali aumenti a livello globale è un risultato straordinario in un ambiente così sfidante,” ha dichiarato William H. Largent, Chief Executive Officer (CEO) and Chairman of the Board di Veeam. “Tredici trimestri consecutivi di crescita a due cifre sono una testimonianza non solo dell’importanza della business continuity e della data protection per le aziende che si stanno spostando verso il cloud, ma anche dell’affidabilità e del valore degli oltre 400.000 nostri clienti che hanno scelto Veeam nell’ultimo decennio.” Inoltre, come indicato nel più recente IDC Semi-Annual Software Tracker for Data Replication & Protection 2H’20[¹], Veeam ha avuto la più rapida crescita dei ricavi, sia sequenziale (21,5%) che YoY (17,9%) nel 2H’20 tra i primi cinque fornitori, rispetto a tutti gli altri fornitori e alla media generale del mercato. In questo periodo, Veeam è diventato il secondo fornitore a livello mondiale in termini di fatturato complessivo con una crescita YoY nella seconda metà del 2020 di oltre 17,5 punti percentuali sopra la media del mercato. Il report IDC Semi-Annual Software Tracker 2H’20 ha messo Veeam al primo posto all’interno dell’EMEA Data Replication and Protection market in 2020[2] , Veeam ha ottenuto la più rapida crescita dei ricavi, sia sequenziale (26.2%) che YoY (20.1%) nel 2H’20 ed è tra i primi 5 vendor, rispetto a tutti gli altri fornitori e alla media generale del mercato. Nel 2020, Veeam è al primo posto per quota di mercato in EMEA.

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Si conferma la crescita della vendita di libri nei primi tre mesi del 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

L’editoria libraria italiana continua a crescere anche nei primi tre mesi del 2021, consolidando un trend iniziato nella seconda metà del 2020. Secondo i dati elaborati dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dal primo gennaio al 28 marzo, le vendite dei libri a stampa a prezzo di copertina nei canali trade (librerie, online e grande distribuzione organizzata) sono cresciute del 26,6% a valore e del 26,7% a copie vendute rispetto allo stesso periodo all’anno precedente. “Siamo di fronte a un incremento importante che si accompagna alla crescita della lettura, come è documentato nel libro bianco del Cepell (nel 2020 sono lettori il 61% degli italiani nella fascia d’età 15-74 anni, contro il 58% dell’anno precedente). Questi dati confermano la bontà delle politiche di sostegno al settore proposte da tutta la filiera del libro unita, l’Associazione Italiana Bibliotecari (AIB), AIE, Associazione Librai Italiani (ALI), e messe in atto nel 2020 da governo e parlamento. Ci riferiamo in particolare al sostegno della domanda tramite la 18App, la Carta Famiglia, il finanziamento degli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, tutte misure che chiediamo siano confermate e stabilizzate” ha commentato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi.La 18App, in particolare, ha confermato la propria efficacia anche nell’avvio del nuovo anno: tra gennaio e febbraio i 18enni hanno utilizzato per l’80% questo strumento per acquisti di libri a stampa, pari complessivamente a 75 milioni di euro. Il 91% degli acquisti sono stati effettuati nelle librerie online.I dati mostrano cambiamenti di grande rilievo nei canali di vendita e nella struttura del mercato. I canali fisici (librerie e grande distribuzione) passano dal 73% del 2019 al 57% di fine 2020, al 55% a marzo di quest’anno. Le librerie online, che rappresentavano il 27% nel 2019 e il 43% nel 2020, raggiungono il 45% nel primo trimestre dell’anno. Le librerie indipendenti, maggiormente presenti nelle periferie e nei piccoli centri, passano dal 22% di fine 2019 al 18% di fine 2020 e, quindi, al 16% di fine marzo.Le librerie di catena, generalmente penalizzate dall’essere soprattutto presenti nei centri cittadini, nelle stazioni, negli aeroporti e nei centri commerciali, sono passate dal 44% del 2019 al 33% nel 2020 al 34% nei primi tre mesi di quest’anno. La grande distribuzione è passata dal 7% del 2019 al 6% del 2020 fino al 5% del primo trimestre 2021. La quota dei piccoli e medi editori, trainata dall’online, è cresciuta costantemente nel corso degli anni passando dal 39,5% del 2011 al 47,5% del 2019, al 50,9% del 2020, fino a toccare il 54,1% tra gennaio e marzo 2021.

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