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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘criminali’

“Il presidente in carica è immune da procedure criminali”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 ottobre 2019

By Domenico Maceri, professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Questa la spiegazione dei legali di Donald Trump guidati dall’avvocato William Consovoy per la questione del rilascio dei redditi del 45esimo presidente. Trump cercava con questa mozione di bloccare il processo nella Corte di Appello del Secondo Circuito di New York per ribaltare una decisione sfavorevole di un tribunale inferiore. I legali di Trump hanno continuato asserendo che solo il Congresso può giudicare il presidente mediante l’impeachment.In effetti i legali di Trump ripetevano le conclusioni di Robert Mueller, il procuratore speciale del Russiagate, il quale non ha incriminato Trump per ostruzione alla giustizia, seguendo la normativa del Ministero di Giustizia. La normativa asserisce che un presidente può essere incriminato solo dopo la scadenza del suo mandato. Durante il suo mandato solo la Camera ha il potere di accusare il presidente (l’impeachment) e poi la possibile condanna spetta al Senato che richiede 67 voti.Trump deve sapere benissimo che la sua immunità non è totale ma continua ad asserire il contrario con tutti i suoi mezzi a disposizione. Come si sa benissimo, il suo metodo favorito è di comunicare con i suoi tweet che spesso sono indirizzati a farsi pubblicità con i suoi fedelissimi e consolidare il loro supporto. Comunica ovviamente anche con i media i quali si sentono obbligati di investigare molte delle asserzioni senza fondamenta fatte dal 45esimo presidente. Il Washington Post ha aggiornato le falsità e asserzioni fuorvianti dell’attuale inquilino della Casa Bianca che in 993 giorni di presidenza hanno raggiunto la cifra di 13.495.Trump usa ovviamente i suoi legali personali ma anche quelli connessi alla sua carica di presidente. Pat Cipollone, White House Counsel (legale della Casa Bianca), per esempio, ha recentemente mandato una lettera di otto pagine ai leader democratici della Camera asserendo l’opposizione all’inchiesta di impeachment in corso scatenata dopo la nota telefonata di Trump a Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. In questa conversazione Trump ha chiesto all’omologo ucraino di iniziare un’indagine su Joe Biden, suo probabile avversario alle elezioni del 2020, anche se negli ultimi sondaggi Elizabeth Warren ha superato l’ex vicepresidente.
Il 45esimo presidente aveva detto in passato che se i democratici seguiranno la strada dell’impeachment ne uscirebbe vincitore alle urne. Si trattava chiaramente di spavalderia come ci confermano alcuni suoi atteggiamenti dopo che Nancy Pelosi, speaker della Camera, ha dato il via libera all’indagine di inchiesta sull’impeachment. Trump ha reagito etichettando il tentativo di impeachment come un’altra caccia alle streghe e un ulteriore tentativo di ribaltare il risultato dell’elezione del 2016. Ha però anche aggiunto recentemente che l’impeachment è una “brutta parola”, “molto brutta” perché significa “reati orribili”. D’altra parte, però, l’attuale inquilino della Casa Bianca ha minacciato, come spesso fa con i suoi avversari, di denunciare Adam Schiff, presidente della commissione di Intelligence alla Camera e la guida principale dell’inchiesta di impeachment. La denuncia includerebbe anche la Pelosi. Spacconeria, ovviamente, poiché i parlamentari non possono essere denunciati per le loro asserzioni come ci chiarisce l’Articolo 1, sezione 6 della costituzione.La preoccupazione dell’impeachment ha spinto Trump a rassicurarsi che il Senato rimanga compatto contro un’eventuale condanna che seguirebbe il probabile voto di impeachment alla Camera, che come si sa, è controllata dai democratici. Per salvaguardare la scappatoia del Senato Trump ha attaccato spietatamente Mitt Romney, senatore dell’Utah, uno dei pochissimi che ha alzato la voce, scioccato dal comportamento del presidente nel rapporto con il presidente ucraino. Il messaggio poco velato del 45esimo presidente agli altri senatori consiste di aspettarsi simile trattamento in caso venisse loro la voglia di seguire l’esempio di Romney. Allo stesso tempo Trump sta telefonando almeno due o tre volte al giorno a Mitch McConnell, presidente del Senato, esortandolo a mantenere i senatori repubblicani compatti.I collaboratori di Trump sanno anche loro che il comportamento erratico e impulsivo del loro capo gli potrà causare ulteriori problemi. Per questo hanno messo nel suo calendario dei comizi per distrarlo dalla questione dell’impeachment. I comizi di Trump lo caricano perché lo immergono nel mondo dei suoi fedelissimi i quali stravedono per lui e lo distraggono. Il comportamento erratico e impulsivo di Trump continua come si è visto recentemente con la sua telefonata al presidente turco Tayyip Erdogan. Il ritiro delle truppe americane della Siria annunciato da Trump è stato interpretato dalla leadership democratica e anche quella repubblicana come tradimento ai curdi che tanto avevano fatto per sconfiggere l’Isis. I curdi sono strati costretti a chiedere e ottenere la protezione dei russi e siriani per impedire di essere annientati completamente dai turchi. Trump, una volta resosi conto di avere fatto un passo falso, ha minacciato di distruggere l’economia turca, un’altra sparata che non avrà fatto piacere ai senatori repubblicani. Quanta pazienza hanno i repubblicani con i comportamenti e la politica erratica di Trump? Lo sapremo tra breve poiché i democratici alla Camera hanno messo l’acceleratore sull’impeachment.

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Marina Gazzini Storie di vita e di malavita: Criminali, poveri e altri miserabili nelle carceri di Milano alla fine del medioevo

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Parma venerdì 20 aprile alle 16.30 Palazzo del Governatore terzo appuntamento della rassegna “Libri di Storia – Incontri con gli autori”, organizzata dall’Università di Parma – Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali con il Comune di Parma. L’appuntamento sarà aperto dal Delegato del Rettore alle Iniziative culturali di carattere storico Piergiovanni Genovesi, curatore della rassegna, e dal Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia. Con l’autrice Marina Gazzini, docente di Storia medievale all’Università di Parma, dialogheranno Giuliana Albini e Nadia Covini dell’Università di Milano, e Giovanni Marcello Ceccarelli dell’Università di Parma.
Storie di vita e di malavita. Criminali, poveri e altri miserabili nelle carceri di Milano alla fine del medioevo (Firenze University Press, 2017) affronta un tema – le prigioni e i loro abitanti – poco praticato dalla storiografia medievistica italiana, e in generale poco frequentato anche dai moderni media che, al di là di eventi sensazionalistici, tendono a rimuovere quello che accade dentro le carceri. Indagare la condizione dei carcerati è invece importante non solo per ridare voce a individui messi ai margini della società, ma anche perché si rivela un modo per cogliere le dinamiche di esclusione e di inclusione sociale pertinenti al controllo della devianza. Si tratta anche di una via di accesso all’ideologia religiosa, di un mezzo per scavare nelle condizioni sociali ed economiche di una fetta di popolazione che viene facilmente confinata a rappresentazioni di maniera, e infine permette un’ulteriore verifica dei meccanismi di relazione tra governanti e governati negli stati del tardo medioevo.La ricerca che ha dato vita al volume si è basata su fonti di vario genere, ma in particolar modo sono state esaminate suppliche di carcerati, elenchi di detenuti, liste di condannati a morte, statuti cittadini. Il volume è disponibile sia in formato cartaceo sia in formato digitale, ed è scaricabile gratuitamente dal web al link http://www.ebook.retimedievali.it

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La politica europea sui profughi non può fomentare la schiavitù!

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 novembre 2017

profughi nel sinaiIn vista del vertice tra Unione Europea (UE) e paesi africani, l’APM si appella all’UE affinché elabori precisi programmi per porre fine alla schiavitù e ai crimini contro l’umanità in Libia. I profughi e i migranti provenienti da tutta l’Africa sono vittime del fatto che la Libia si sia trasformata in un luogo senza legge, nel quale sta prosperando la schiavitù e dove i peggiori crimini restano impuniti. L’UE deve impegnarsi affinché i trafficanti di persone, i signori della guerra e i criminali di guerra vengano perseguiti e giudicati in tribunale. I rapporti sulla riduzione in schiavitù di migliaia di persone circolati sui media nelle scorse settimane hanno suscitato l’indignazione dell’opinione pubblica mondiale e non potranno certo essere ignorati al vertice UE-Africa che si terrà il 28 e 29 novembre in Costa d’Avorio.L’APM critica il lungo silenzio tenuto dall’UE sui crimini contro l’umanità commessi in Libia contro migranti e profughi. L’allarme su quanto stava accadendo in Libia era stato lanciato già nell’aprile 2017 dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), ma per ottenere l’attenzione di politici e governi ci sono volute le riprese della CNN che in novembre 2017 ha filmato i mercati di schiavi operanti in Libia in cui profughi e migranti provenienti da tutti i paesi africani vengono venduti per 400-1000 dollari statunitensi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha infatti parlato di “crimini contro l’umanità” e ha chiesto un’assemblea straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Profondo sdegno è stato espresso anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.
Molti profughi vengono ridotti in schiavitù dai signori della guerra che vantano stretti legami con le istituzioni libiche e con vari partner dell’UE. In Libia attualmente non esiste un sistema giudiziario indipendente ed efficace tant’è che dalla caduta del dittatore Gheddafi nel 2011 nessuno è mai stato giudicato per omicidio, tortura o abusi.In quanto stretto partner della Libia, l’UE deve lavorare per porre fine all’impunità e all’assenza di diritto in Libia. Tra le varie cose, l’APM propone che l’Europa si impegni per maggiori indagini da parte della Corte Penale Internazionale e/o collabori attivamente nella costruzione di un sistema giudiziario indipendente e funzionante. Si potrebbero anche creare corti composte da giudici libici insieme a giudici internazionali affinché schiavisti, signori della guerra e criminali di guerra possano essere processati e giudicati. (n.r. Questo problema della schiavitù e delle migrazioni di massa è un dramma che è destinato a durare nel tempo proprio perché non si cerca di evitarlo con misure drastiche come quella d’evitare la vendita di armi e d’organizzare un progetto già indicato dai centri studi della fidest di costruire le “cittadelle del sapere” dove gli anziani occidentali riescano a trovare una convivenza con i giovani provenienti dalle aree povere del mondo per uno scambio di servizi. Dove gli uni insegnano e gli altri aiutano a sostenerli nelle loro fragilità fisiche. E le risorse possono venire dalle rendite pensionistiche degli uni e dai contributi degli stati prelevandoli percentualmente dai loro programmi militari di armamenti. E’ importante ricercare una migliore ridistribuzione delle risorse di chi ha per affidarle a chi è)

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Il fenomeno del furto dei veicoli in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2012

Oltre 310 vetture rubate ogni giorno, circa 13 ogni ora e una ogni 5 minuti; dei complessivi 113.360 veicoli sottratti ai legittimi proprietari, 62.026 sono spariti nel nulla. Scende dal 47% al 45% la percentuale di recuperi e ritrovamenti delle vetture rubate.E’ questo il pesante bilancio che emerge dai dati del “Dossier annuale sui Furti d’Auto 2011”, elaborato da LoJack Italia, azienda leader nel rilevamento e recupero dei veicoli rubati, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell’Interno.Nel 2011 il furto dell’auto si è confermato dunque un fenomeno criminale di primo piano e ancora preoccupante per il nostro Paese, pur a fronte di un generalizzato calo vissuto negli ultimi anni che lo ha visto passare dalle 131mila autovetture coinvolte del 2009 alle 124mila del 2010, sino alle oltre 113mila dello scorso anno.Il trend in discesa dei furti (-8,73% nel raffronto 2011/2010 e -15,21% 2011/2009) non è certo rassicurante in assoluto, in quanto lo scorso anno si è assistito contestualmente a un preoccupante calo della capacità di recuperare i veicoli sottratti; tale diminuzione si innesta peraltro in una tendenza già registrata negli anni passati, per la quale i recuperi annui sono costantemente scesi dai circa 130mila del 1990, ai 123mila del 2000 fino ai 58mila del 2010 e ai 51mila del 2011 (- 24,48% nel raffronto 2011/2009)Resta elevato il numero dei furti a scopo di cannibalizzazione (per ottenere pezzi di ricambio), per i traffici internazionali di auto e dei cosiddetti “furti d’uso” (perpetrati per commettere altri reati), anche se le attività criminali devono oggi fare i conti con la maggiore diffusione di sofisticati sistemi antifurto, che stanno spingendo i “topi d’auto” verso frontiere di azione sempre più ingegnose e tecnologiche.“Come testimoniano i dati relativi allo scorso anno, il furto dell’auto”, evidenzia Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia, “resta una piaga sociale per il nostro Paese che nelle classifiche europee mantiene da sempre un primato poco invidiabile. La sottrazione dell’auto e le difficoltà nel recuperarla costituiscono, soprattutto in alcune aree geografiche, un’ansia condivisa da quanti posseggono una vettura o si apprestano ad acquistarla, a prescindere dal modello comprato e dalla somma investita. Grazie all’efficace tecnologia in radio frequenza, abbiamo oggi raggiunto importanti risultati nel contrasto della criminalità, garantendo il recupero del 90% dei veicoli rubati equipaggiati con i nostri dispositivi nelle 48 ore successive al crimine; in Italia il nostro supporto strategico all’attività delle Forze dell’Ordine si è si rivelato spesso prezioso per sgominare traffici internazionali di auto e arrestare pericolosi criminali”.

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Non siamo criminali: coltivazione canapa

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Roma, 22 marzo 2011, ore 11:30 Camera dei deputati, via della missione 4, con Rita Bernardini Conferenza stampa sulla regolamentazione della coltivazione domestica di canapa “Non siamo criminali” Intervengono: On. Rita Bernardini, deputata radicale Giancarlo Cecconi, segretario dell’ A.S.C.I.A. Claudia Sterzi, segretaria della Associazione Radicale Antiproibizionisti Giuseppe Nicosia, autore del libro “Leone bianco, leone nero – La legge non è uguale per tutti”. Nel corso della conferenza stampa verranno fornite informazioni e documentazioni sugli effetti devastanti della legge Fini – Giovanardi.

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Roma: sicurezza e infiltrazioni criminali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

La Giunta capitolina, presieduta dal sindaco Alemanno, ha approvato un protocollo di intesa tra Roma Capitale e Prefettura di Roma, per prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture verso quelle attività considerate maggiormente a rischio. La delibera, che coinvolgerà Roma Capitale e tutte le aziende del ‘Gruppo Roma Capitale’, si colloca sulla scia della direttiva del 23 giugno 2010 del Ministro Maroni con riferimento agli appalti pubblici, e nasce al fine di contrastare i tentativi di infiltrazione criminale che attualmente sfuggono alle maglie della direttiva ministeriale. Il protocollo di intesa tra Roma Capitale e Prefettura di Roma fa riferimento a quelle attività legate al ciclo di realizzazione di alcune opere pubbliche, quelle che si trovano a valle dell’aggiudicazione principale, e che in assenza di norme specifiche antimafia sono più a rischio. In tal senso, lo stesso Ministro ha previsto la sottoscrizione tra prefetture e stazioni appaltanti, di protocolli di intesa con cui le verifiche antimafia vanno estese anche agli ambiti che normativamente sarebbero rimasti esclusi. Nello specifico, il protocollo prevede l’inserimento nei contratti di clausole che contengano l’obbligo per le imprese aggiudicatarie o affidatarie di comunicare alle aziende appaltanti del ‘Gruppo Roma Capitale’ l’elenco delle imprese coinvolte nel piano di affidamento, con riguardo alle forniture ed ai servizi sensibili. Ovvero quelle attività imprenditoriali che riguardano in maniera particolare l’intera filiera degli esecutori e dei fornitori, tra le quali il trasporto di materiali a discarica, lo smaltimento rifiuti, la fornitura e il trasporto terra e di inerti, di calcestruzzo, l’acquisizione diretta o indiretta di materiale da cave per inerti e da cave di prestito per movimenti terra e le forniture di ferro lavorato e i servizi di guardiania di cantiere. Inoltre, sempre nell’accordo, è previsto l’obbligo da parte delle aziende del ‘Gruppo di Roma Capitale’ di comunicare al Prefetto l’elenco delle imprese, al fine di consentire le necessarie verifiche antimafia, come indicato dal D.P.R. n.252/1998.  A seguito delle verifiche effettuate, qualora emergano elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa nelle società o imprese interessate, la Prefettura ne darà immediata comunicazione a Roma Capitale, che procederà all’applicazione della clausola di risoluzione del contratto prevista nel bando di aggiudicazione o nei contratti relativi alla realizzazione dell’opera o alla fornitura dei beni e servizi.Sempre per combattere tentativi di infiltrazione della criminalità mafiosa è già stato raggiunto un accordo che prevede la costituzione di un tavolo in Prefettura con il coinvolgimento di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, per monitorare attività e transazioni tra privati da cui potrebbero emergere eventuali profili anomali riconducibili ad attività illecite.

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Eritrei nel Sinai

Posted by fidest press agency su domenica, 12 dicembre 2010

Rafah (Egitto), 11 dicembre 2010. I trafficanti di Abu Khaled hanno ucciso ancora nel Sinai. Oggi nel pomeriggio due diaconi ortodossi sono stati assassinati dai mercanti di carne umana. Gli assassini li sospettavano di aver chiesto aiuto al mondo civile. Le autorità locali non agiscono e sono complici dei criminali. Gli altri migranti sono stati pestati e torturati. Gli aguzzini non danno più loro acqua e sono costretti a bere la propria urina. Altri migranti, non sappiamo il loro numero, vengono portati in laboratori clandestini per la vendita dei loro reni. Le donne incinte sono state sottoposte ad aborto. Molti giovani sono in fin di vita. L’Agenzia Habeshia, il Gruppo EveryOne e le ong della rete umanitaria chiedono alle Nazioni Unite e all’Unione europea di agire in modo più efficace, per evitare che la serie di orribili crimini contro l’umanità continui. La sola diplomazia e l’indifferenza non salveranno queste persone innocenti dai carnefici del Sinai.

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Organizzazioni criminali e confische

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

La sentenza n. 32273 del 24 agosto 2010 della seconda sezione penale della Cassazione  ha riaperto la possibilità di applicare la confisca obbligatoria anche se il reato si è già prescritto. I giudici hanno però fissato un importante paletto: è il Tribunale a dover accertare, prima di disporre il sequestro, che la responsabilità penale dell’imputato sia effettiva.  Secondo il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA,  l’importante decisione della Suprema Corte che fa dietrofront rispetto alla decisione delle Sezioni unite depositata soltanto due anni fa (8834), ha affermato il principio secondo cui “in caso di estinzione del reato, il giudice dispone di poteri di accertamento, al fine dell’applicazione della confisca, non solo sulle cose oggettivamente criminose per loro intrinseca natura (art. 240, comma 2, n. 2 c.p.), ma anche quelle che sono considerate tali dal legislatore per il loro collegamento con uno specifico fatto reato” (art. 240, comma 2 n° I c.p. e art. 12 sexies L. n° 356/’92)”.

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Legambiente: infiltrazioni criminali in Abruzzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

“Come temevamo gli appalti per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo hanno scatenato gli appetiti dei clan, e il ciclo del cemento si conferma la via maestra per la penetrazione del crimine organizzato nell’economia legale. Dopo i sei arresti effettuati questa mattina dalla Guardia di Finanza nei confronti di esponenti dei Casalesi, bisogna prendere atto che non esistono territori immuni e che i tentativi di infiltrazione mafiosa vanno di pari passo con le grandi occasioni di business. La situazione si aggrava se si pensa che a fiancheggiare la criminalità organizzata ci sono imprenditori collusi e “colletti bianchi”, i nuovi protagonisti dell’ecomafia”. Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si complimenta con forze dell’ordine e magistratura per l’operazione “Untouchable”, sottolineando la necessità di tenere alta la guardia.
“La ricostruzione post-terremoto sarà lunga e impegnativa. Stanno per partire centinaia di appalti pubblici e migliaia di commesse private – aggiunge Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo –. Le intercettazioni, ancora una volta strumento chiave nelle indagini sulle ecomafie, dimostrano che i clan escogitano sempre nuove modalità per nascondersi dietro imprenditori e prestanome apparentemente puliti. Così riciclano denaro sporco e fanno affari con i soldi della collettività. E, come ci insegnano i casi di infiltrazioni mafiose nel ciclo del cemento, c’è il rischio che si costruisca utilizzando cemento depotenziato e/o materiali scadenti, mettendo in pericolo la vita dei cittadini”.

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Traffico di immigrati

Posted by fidest press agency su domenica, 11 aprile 2010

“Le pratiche illegali per il rilascio di permessi di soggiorno falsi, il traffico di clandestini, le promesse di lavoro non mantenute, il giro di ragazze per la prostituzione, quanti altri titoli ancora dovremo leggere sui giornali prima che si faccia qualcosa per risolvere tali questioni?”. Con questo parole il responsabile per l’Immigrazione dell’Italia dei Diritti Emmanuel Zagbla esprime il suo disappunto in merito alla notizia sul traffico di clandestini, soprattutto di origine curdo-irachena, smantellato dalla polizia di Brindisi. Trenta le ordinanze di custodia cautelare eseguite: gli arresti sono stati compiuti oltre che nel brindisino e nel Veneto, anche a Roma e Foggia. “Queste organizzazioni criminali che operano in Italia ma anche in Africa e in Russia, devono essere al più presto smantellate – afferma l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro. “A nulla è valsa la legge Bossi-Fini, l’ignoranza e la delinquenza non si affrontano eludendo il problema. Intanto – conclude Zagbla – tantissimi stranieri con la disperazione negli occhi continuano a cadere nelle mani di criminali lasciati a piede libero”.

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Il Calapranzi di Harold Pinter

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Roma 9 marzo al Teatro Lo Spazio, via Locri 42, debutta Il calapranzi di Harold Pinter con  Pierpaolo De Mejo e Maris Leonetti regia Pietro de Silva Scene Andrea Colusso Ufficio Stampa: Rocchina Ceglia. Lo spettacolo, che vede in scena Pierpaolo De Mejo e Maris Leonetti, diretti da Pietro de Silva, sarà in scena fino a domenica 21 marzo. In un sottoscala ingombro di oggetti, tra isterici cambi di umore, trascorrono il tempo Ben e Gus, due aspiranti criminali proiettati verso un destino che li trascina sempre più in basso, verso un epilogo straziante. È l’emblema della violenza non manifesta, della violenza che annichilisce l’individuo nascondendosi dietro un aspetto innocuo, ad essere raccontata nel testo scritto da Harold Pinter nel 1957. E a quella stessa opera che Pietro de Silva si ispira per mettere in scena uno spettacolo che fa emergere ed allo stesso tempo dileguare quegli angosciosi segnali che annunciano che da li a poco qualcosa di terrificante dovrà accadere. E lo fa con la saggezza descrittiva che permette di far convivere nella stessa opera il timbro grottesco e quello inquietante che caratterizza le opere dello scrittore londinese.
Il Calapranzi fa parte della prima stagione drammaturgica di Pinter. Un periodo in cui quasi tutte le opere sono metafora di un solo meccanismo, quello della violenza. Una violenza sotterranea, impalpabile che manifesta tutta la sua furia oppressiva con scatti isterici improvvisi. Un testo “programmatico” che funge da spartiacque tra una drammaturgia consueta e un climax desueto. Una vera rivoluzione di scrittura teatrale che ha fatto tanti proseliti, che ha svecchiato il teatro di genere trasformandolo in teatro di situazione, nel quale l’incombente condizione claustrofobica e surreale nobilita il linguaggio calamitando a dismisura l’attenzione dello spettatore..

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La protesta dell’Idv

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2009

31 luglio alle ore 11 Palazzo Chigi il Sen. Stefano Pedica Vice Presidente 14^ Commissione Politiche dell’Unione Europea Capogruppo Idv 3^ Commissione Affari Esteri, Emigrazione chiama a raccolta quanti ritengono che il comune di Fondi debba essere sciolto per infiltrazioni criminali. Occorre, secondo il senatore Pedica, far sentire forte la propria voce al “palazzo”. Sarà presente anche l’on.le Antonio di Pietro.

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Mafia: Porfidia, scarcerazione dei pericolosi criminali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2009

“Si rimane davvero di sale nell’apprendere dalla stampa che entro la giornata di oggi, per il mancato deposito delle motivazioni della sentenza di primo grado entro i termini previsti dalla legge saranno rimessi in libertà decine di uomini ritenuti vicini al clan mafioso più pericoloso di Bari” è quanto afferma in una nota l’on. Americo Porfidia “ Proprio mentre sale l’allarme di infiltrazione mafiosa nell’affare Ricostruzione Abruzzo – continua Porfidia – è assurdo che per lungaggini procedurali tornino in libertà decine di mafiosi. In un tempo brevissimo verranno vanificati gli sforzi e il lavoro delle forze dell’ordine che hanno combattuto per anni contro minacce e omertà. Tutto questo mentre il Presidente della Camera Fini ci ricorda che il rapporto tra istituzioni e cittadini si fonda sulla “fiducia reciproca”. Rimettendo in libertà queste persone quale messaggio vogliamo dare al paese? Il prefetto di Bari ci rassicura dicendo che la situazione è sotto controllo, che gli scarcerati saranno sottoposti a misure di sorveglianza come l’obbligo di firma. Davvero surreale. Chiedo– conclude Porfidia – che il Ministro della Giustizia venga quanto prima in Parlamento per fare chiarezza sull’intera vicenda evitando che quest’offesa al senso comune e alla legalità sia gravida di nefaste conseguenze.”

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Nightmares of the Concentration Camp

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

olocaustoRoma 30 marzo ore 21.00 Via Camilla 44 Teatro Furio Camillo  Romateatrofestival in collaborazione con l’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea presenta Nightmares of the Concentration Camp (Incubi dal campo di concentramento) Scritto e Diretto da Fabio Omodei Gli Attori hanno approfondito il doloroso argomento dei Campi di Sterminio grazie ad viaggio studio presso i Campi di Sterminio di Auschwitz e Birkenau in Polonia e tramite l’analisi di materiale audiovisivo e fotografico sulla tragedia della SHOA e sui processi ai criminali di guerra nazisti. Dal 31 Marzo al 5 Aprile 2009  ore 16.00 ore 19.30 – HaDivadlo Theatre – Brno – Repubblica Ceca Festival internazionale del teatro – Brno 2009  Nightmares of the Concentration Camp regia di Fabio Omodei, racconta la storia attraverso gli occhi di Adolf Eichmann (tenente-colonnello delle SS che nel corso della “soluzione finale” organizzò il traffico ferroviario che trasportava gli ebrei ai vari campi di concentramento) catturato dagli agenti del Mossad  in Argentina e condotto a Israele per essere processato. Le scene inerenti il processo sono scritte rispettando gli atti e le testimonianze del Processo all’ufficiale nazista tenutosi nel 1960 e costituiscono il filo conduttore della storia e la linea temporale principale da cui si dipartono flashback nel campo di sterminio; qui si sviluppano le vicende di sette deportati, tra cui i tre agenti del Mossad, e di una Kapò che tentano di fuggire. L’intensa attività di documentazione ha permesso agli attori la costruzione di una specifica “memoria emotiva” che cerca di evitare aspetti ingenui e superficiali. Fulcro del lavoro registico è stato, infatti, l’indagine psicologica compiuta per mezzo di improvvisazioni emotive e drammatizzazioni corporee. Una volta costruite le identità dei personaggi è stato possibile dar vita agli incubi nascosti nelle loro menti sofferenti. “Nightmares of the Concentration Camp” non si propone di ricostruire la vita nel Lager come cronaca storica; scopo principale è dar vita agli aspetti più irrazionali ed istintivi del dolore. L’INCUBO diviene sospensione della realtà, sostituzione della quotidianità con una realtà mostruosa oltre l’immaginazione, una realtà non tangibile a cui, forse, è preferibile la morte. I Costumi sono di Monica Raponi, con Irene Fiasconaro, Simone Fraschetti, Irene Faccio, Cristina De Lucia, Ruggero Lorefice, Tatjana Callegari, Ilaria Andaloro, Valeria Nardella.(foto olocausto)

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