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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘crimini’

Yemen: “una serie di possibili crimini di guerra”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Le persone e le parti in conflitto responsabili di atrocità in Yemen devono essere chiamate a risponderne davanti alla giustizia, sottolinea Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in seguito alla diffusione odierna del rapporto del Gruppo di esperti delle Nazioni Unite sullo Yemen, presentato oggi a Ginevra.
Il rapporto evidenzia che le parti in conflitto hanno commesso “una serie di possibili crimini di guerra”, molti dei quali hanno preso di mira i bambini o hanno avuto un impatto sulla loro vita.È inaccettabile – sottolinea Save the Children – l’impunita persistente per i responsabili degli abusi e delle gravi violazioni contro i bambini, nel quinto anno di conflitto. Violazioni che, in base alle indagini condotte dal gruppo di esperti dell’Onu, comprendono crimini commessi attraverso gli attacchi aerei, bombardamenti indiscriminati, uccisioni e detenzioni arbitrarie, torture e violenza sessuale.“I responsabili dell’uccisione, del ferimento e di altre gravi violazioni contro migliaia di bambini dello Yemen continuano a non pagare per i crimini commessi. Non possiamo più accettare tutto questo. Così come non possiamo più accettare che in Yemen la fame venga utilizzata come vera e propria arma di guerra, come rileva il rapporto, con conseguenze su migliaia di bambini che soffrono di gravi forme di malnutrizione. Perché i bambini, in Yemen, non muoiono soltanto a causa delle bombe e delle armi, ma vengono soffocati silenziosamente perché viene negato loro il cibo”, ha dichiarato Tamer Kirolos, Direttore di Save the Children in Yemen.“Ogni giorno, i nostri team sul terreno hanno davanti ai loro occhi le conseguenze di questo terribile conflitto: i bambini si ammalano, soffrono di malnutrizione, a volte sono fin troppo deboli anche per mangiare e muoiono perché non hanno acqua pulita e medicinali. Il nostro staff continua a lavorare per offrire ai bambini il sostegno di cui hanno bisogno, ma finché ci sarà la guerra possiamo solo aiutarli a rimanere in vita e non a costruirsi il futuro al quale hanno diritto. Il gruppo di esperti dell’Onu ha dolorosamente fatto luce sui possibili crimini di guerra commessi in Yemen, ma il suo mandato non dovrebbe fermarsi qui e, anzi, andare oltre ed essere rafforzato”, ha proseguito Kirolos.
Pertanto Save the Children si appella ai membri del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite perché, durante la prossima riunione sullo Yemen prevista per l’11 settembre, il mandato del Gruppo di esperti venga rinnovato e rafforzato, compiendo così un importante passo verso l’identificazione delle responsabilità nei confronti dei bambini yemeniti. In particolare, sottolinea l’Organizzazione, il mandato dovrebbe prevedere un focus specifico sull’individuazione delle prove, ulteriori relazioni pubbliche e competenze specifiche riguardanti i minori. Relativamente a tutte le presunte violazioni del diritto internazionale umanitario, dovrebbero inoltre esserci indagini credibili e indipendenti, in modo che gli autori dei crimini siano chiamati a rispondere delle loro azioni.
Save the Children reitera infine il proprio appello a tutte le parti in conflitto a favorire tutti gli sforzi per evitare di colpire la popolazione e le infrastrutture civili come scuole e ospedali, nonché a garantire il pieno accesso agli aiuti umanitari in tutto il paese e a trovare una soluzione duratura per mettere fine al conflitto in Yemen e alle sofferenze dei bambini e delle loro famiglie.

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Crimini fiscali: i deputati chiedono una forza di polizia finanziaria europea

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 marzo 2019

Bruxelles. Raccomandazioni finali della commissione speciale TAX3 istituita per intensificare la lotta contro i reati fiscali a livello UE e mondiale
Il voto di oggi chiude l’inchiesta durata un anno
Il Parlamento europeo ha approvato martedì una tabella di marcia dettagliata verso una tassazione più equa e una lotta contro i reati finanziari più efficace. Le raccomandazioni, approvate con 505 voti favorevoli, 63 contrari e 87 astensioni, sono state elaborate nel corso di un anno dalla commissione speciale del Parlamento europeo sui reati finanziari, evasione ed elusione fiscale (TAX3). Tali proposte includono la revisione del sistema per affrontare i reati finanziari, l’evasione e l’elusione fiscale, in particolare migliorando la cooperazione in tutti i settori tra le molteplici autorità coinvolte, e l’istituzione di nuovi organismi a livello UE e mondiale.la Commissione dovrebbe avviare senza indugio i lavori su una proposta volta a istituire una forza di polizia finanziaria europea e una intelligence finanziaria UE;
dovrebbe essere istituito un organismo di controllo antiriciclaggio dell’UE;
dovrebbe essere istituito un organismo fiscale globale all’interno delle Nazioni Unite;
negli Stati membri manca la volontà politica di combattere l’evasione/elusione fiscale e la criminalità finanziaria;
sette paesi dell’UE (Belgio, Cipro, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi) presentano le caratteristiche di un paradiso fiscale e facilitano una pianificazione fiscale aggressiva;
i Paesi Bassi, agevolando una pianificazione fiscale aggressiva, privano gli altri Stati membri dell’UE di 11,2 miliardi di euro di gettito fiscale;
i visti e i passaporti ‘d’oro’ dovrebbero essere progressivamente eliminati, mentre quelli offerti da Malta e Cipro sono stati segnalati per la loro debole due diligence;
il sistema di frode cum-ex mostra chiaramente che la via da seguire sono le convenzioni fiscali multilaterali e non bilaterali;
gli informatori e i giornalisti investigativi devono essere protetti in maniera migliore e dovrebbe essere istituito un fondo UE per aiutare i giornalisti investigativi.

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Cecenia: un passo avanti verso memoria, verità e giustizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 maggio 2016

ceceniaUn impressionante archivio audiovisivo sui crimini commessi durante le due guerre in Cecenia tra il 1994 e il 2006 è andato online sul sito http://www.chechenarchive.org. Il materiale è stato raccolto, analizzato e digitalizzato dall’associazione Chechen Archive, a cui partecipano l’Associazione per i Popoli Minacciati Svizzera, Donne di pace nel mondo e Reporter senza frontiere Svizzera, e che vuole offrire alla società civile cecena una base per combattere l’oblio, chiedere giustizia ed elaborare il passato. Per tutelare donne e uomini che con le loro testimonianze hanno reso possibile l’archivio in rete si può trovare semplicemente una banca dati con le informazioni più importanti sui contenuti dei filmati e delle registrazioni mentre i video stessi e altre informazioni sensibili vengono fornite solo su richiesta.Durante le sanguinose battaglie avvenute in Cecenia negli anni dal 1994 al 2006 l’attivista per i diritti umani cecena Zaynap Gashaeva e altri attivisti per i diritti umani, giornalisti e filmmaker hanno sia filmato gravi crimini di guerra commessi perlopiù dall’esercito russo sia raccolto le testimonianze delle vittime e di testimoni oculari. Molti filmati raccolgono interviste a testimoni, soldati, giornalisti e vittime sopravvissute e mostrano la distruzione avvenuta in quel periodo nel paese. Tra i filmati ci sono anche riprese uniche della giornalista Anna Politkowskaja, uccisa nel 2006 soprattutto per il suo impegno nel raccontare la verità su quanto accaduto in Cececnia. Molti attivisti e giornalisti hanno nascosto il materiale raccolto per anni fino a riuscire a portarlo all’estero.L’archivio costituisce un importante base per ogni ricerca storica ma funge anche come base e sostegno a possibili denunce alla Corte Europea dei Diritti Umani da parte delle vittime, soprattutto perché né in Cecenia né in Russia è ancora possibile avviare una sistematica elaborazione di quanto accaduto e commesso durante le guerre cecene. L’APM è inoltre convinta che l’archivio potrà dare un contributo importante qualora in Cecenia diventasse possibile avviare una ricostruzione giuridica degli anni di guerra o venisse incaricata una commissione per la verità e la giustizia circa i crimini commessi contro il popolo ceceno.Attualmente la situazione dei diritti umani in Cecenia è segnata dal regime autoritario di Ramzan Kadyrov che rende impossibile qualsiasi opposizione politica, una stampa libera e una giustizia indipendente. Altrettanto impossibile è il lavoro degli attivisti per i diritti umani. Chi in Cecenia si occupa di diritti umani rischia quotidianamente la propria vita.

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AVG fa scuola di sicurezza alle PMI

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Wi-Fi Signal logo

Image via Wikipedia

Amsterdam. AVG Technologies, consolidata società produttrice di software per la sicurezza Internet e mobile, ha annunciato oggi la pubblicazione di The Common Sense Guide to Working on the Move, un decalogo sulla sicurezza riservato ai professionisti delle piccole e medie imprese che svolgono la propria attività grazie al mobile working. Questo manuale, frutto delle conoscenze ed esperienze dei professionisti AVG, nasce dall’approfondita indagine di scenario SMB Market Landscape report*: l’analisi condotta dall’azienda sull’incremento dell’utilizzo, da parte delle PMI, di dispositivi mobile per scopi lavorativi. Queste linee guida rappresentano il continuo impegno di AVG volto ad accompagnare le imprese nella transizione tecnologica verso il lavoro in mobilità, aiutandole a difendersi da gravi perdite o da furti di dati. Oggi è sempre più frequente accedere alle proprie e-mail e ad altri dati personali da più di un dispositivo. Questo fenomeno dà luogo a due effetti contrapposti: i contenuti sono sempre più concepiti per un utilizzo in mobilità e le applicazioni veicolate tramite cloud server; mentre i criteri per mettere i dati in sicurezza aumentano a vista d’occhio, creando confusione tra gli utenti. A questo proposito, si rileva come la maggior parte degli utenti abbiano familiarità con l’uso dei software anti-virus. Tuttavia per la maggior parte delle persone risulta ancora difficile riconoscere gli attacchi di phishing o di altri file malware. Infatti, i criminali informatici, spesso indisturbati, accedono a segreti commerciali, piani di lancio, letterature operative, strategie di mercato e dati riservati. Appare evidente altresì che anche chi dovrebbe conoscere meglio questi rischi smarrisce documenti, computer portatili e dossier in luoghi pubblici. In questo modo, i cyber criminali tengono saldamente sotto controllo le PMI entrando in possesso di elementi di valore come roadmap dei prodotti, dati sui prezzi, informazioni aziendali o su conti bancari. La guida assume particolare importanza proprio in vista delle imminenti vacanze natalizie, periodo nel quale notoriamente aumentano i flussi di informazione e l’uso di dati sensibili. Questa tendenza è stata anche riscontrata da AVG Technologies attraverso “Lost in Transit” un’indagine, su un campione di 5.620 intervistati, che rivela come ben il 35 per cento dei dispositivi portatili e il 38 per cento dei telefoni cellulari vengano persi o rubati durante i viaggi e che, in maniera allarmante, l’82 per cento di essi siano destinati a non essere mai recuperati. “Sempre più persone svolgono il proprio lavoro attraverso il mobile working”, ha affermato Robert Gorby, global head of small business propositions di AVG Technologies. “Questo indica che le PMI devono dotare i propri dipendenti di strumenti adeguati per la sicurezza informatica, perché è sufficiente lasciare aperta una piccola breccia per mettere in pericolo l’intero sistema. La nostra guida The Common Sense Guide to Working on the Move racchiude 20 anni di storia in tema di sicurezza Internet e fornisce alle PMI diversi consigli per mantenere le informazioni al sicuro, anche in mobilità.” Tra le altre informazioni, la guida The Common Sense Guide to Working on the Move da agli utenti 10 consigli pratici:
1. Contare il numero degli oggetti che portano con sé durante i viaggi.
2. Scegliere il luogo giusto dove sedersi per evitare occhi indiscreti sul proprio schermo.
3. Fare attenzione alle reti Wi-Fi libere, se non provengono da fonti conosciute.
4. Disattivare il Bluetooth in pubblico per evitare Bluejacking o Bluesnarfing.
5. Non accedere ai propri dati bancari, non fare acquisti o inserire informazioni personali tramite computer pubblici.
6. Attivare i filtri e altre barriere di protezione per gli smartphone connessi a Internet.
7. Non lasciare in custodia a sconosciuti il proprio dispositivo.
8. Proteggere con password il proprio computer portatile e smartphone.
9. Conoscere il modo di bloccare il proprio telefonino in caso di furto o perdita.
10. Assicurarsi di avere installato un software antivirus aggiornato sui vari supporti.
AVG Technologies – AVG è un produttore di software per la sicurezza su Internet che protegge più di 110 milioni di consumatori ed aziende in 167 nazioni dall’incidenza sempre crescente di minacce Web, virus, spam, truffe e cyber-hacker su Internet. AVG ha un’esperienza quasi ventennale nel combattere i crimini informatici e dispone di uno dei più avanzati laboratori per prevenire, individuare, ed eliminare le minacce Web in tutto il mondo. La versione gratuita di AVG, scaricabile on-line, permette ai meno esperti di avere una protezione anti-virus di base, facilmente aggiornabile al software completo per ottenere un più elevato livello di difesa e sicurezza. AVG ha circa 6.000 rivenditori, partner e distributori a livello mondiale tra cui Amazon.com, CNET, Cisco, Ingram Micro, Play.com, Wal-Mart, e Yahoo!

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Crimini ambientali addio

Posted by fidest press agency su martedì, 5 aprile 2011

Il “processo breve” mette a rischio i processi per illeciti ambientali. L’inquinamento della Valle del Sacco e lo smaltimento illegale di rifiuti  del viterbese potrebbero restare impuniti Il “processo breve” tanto voluto dal Governo significherà, tra le altre cose, lo stop ai processi per reati ambientali e l’impunità di coloro che hanno danneggiato gravemente l’ambiente e la salute delle persone che ci vivono. Il meccanismo prescrittivo previsto, infatti, scatterà prima per i reati la cui pena è minore: illeciti ambientali in primis, dunque, i quali vengono per la maggior parte considerati contravvenzioni e non delitti e dunque sanzionati in maniera lieve. Ma non basta: la scure della prescrizione si abbatterà anche sui reati collegati a quelli ambientali, rendendo così impossibili le indagini, oltre che i processi. Questa miscela sarà ancora più esplosiva se non si recepirà la direttiva europea in materia di tutela penale dell’ambiente che prevede, tra l’altro, la responsabilità penale delle persone giuridiche – quindi degli inquinatori – che commettono reati ambientali. Nel Lazio sono diversi i processi su reati ambientali a rischio. Le popolazioni avvelenate della Valle del Sacco potrebbero non vedere mai fatta giustizia relativamente ai pesantissimi capi d’accusa imputati agli inquinatori:disastro ambientale, contaminazione dei siti destinati ad insediamenti abitativi, agricoli e di allevamento, avvelenamento delle acque del fiume Sacco destinate all’irrigazione e all’abbeveraggio degli animali con conseguente avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione umana, scarico di acque reflue industriali in assenza di autorizzazioni con conseguente assenza dei sistemi di sicurezza, controllo e trattamento depurativo. Ma rischiano di non scontare la pena neanche i colpevoli del traffico illecito di rifiuti che ha interessato il viterbese: dopo il sequestro di 250.000 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, smaltiti illegalmente e dopo alcuni arresti eccellenti anche nella Pubblica Amministrazione, il processo ancora pendente potrebbe non arrivare mai a sentenza definitiva.

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I crimini contro l’umanità di Gheddafi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2011

Dichiarazione del Senatore Marco Perduca, co-vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento: “Da quando l’eccidio libico ha fatto il giro del mondo grazie alle immagini di fortuna ritrasmesse dalla rete, in Italia si è avviato il solito scaricabarile tipico della fine dei regimi: D’Alema, Sacconi, Cicchitto si rincorrono nell’imputare ad altri gli errori o le scelte sbagliate. C’è poi anche il salvatore della Patria Casini che prima si incensa come unico oppositore del trattato Italia-Libia cancellando il ruolo dei Radicali in tutta la vicenda dall’estate del 2008 e subito dopo invita all’unità nazionale per affrontare la crisi proponendo la solita politica dei due forni. Oggi, fortunatamente, si tiene una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dove si spera che gli Stati uniti di Obama corrano in soccorso della legalità internazionale: la pace e la riconciliazione libica non sono possibili fino a quando ci saranno Gheddafi e la sua cricca al potere. Occorre fare tesoro dei fallimenti di Dayton, non simpossono mettere intorno al tavolo della pace vittime e carnefici. La comunità internazionale si è data gli strumenti per perseguire i crimini contro l’umanità e Gheddafi da giorni è intento in un democidio contro il quale occorre anteporre la ricerca della giustizia agli interessi economici. Immediatamente dopo occorre però inchiodare alle loro responsabilità politiche degli oligarchi partitocratici nostrani che ci hanno legato mani e piedi a un regime dittatoriale in termini di approvigionamento energetico.

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La Cina contro gli Uiguri musulmani

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 gennaio 2011

L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede all’Alta Commissaria per i Diritti Umani delle Nazioni Unite Navanethem Pillay di chiarire quanto successo a 376 Uiguri che nel 2010 sono stati condannati per “crimini contro la sicurezza nazionale” della Cina. Grazie a un articolo apparso sul quotidiano “People’s Daily“, l’organo ufficiale del Partito Comunista, e che si richiama alle dichiarazioni di un giudice dell’Alta Corte della regione di Ximjiang, si è saputo dell’alto numero di processi pendenti per “sicurezza dello stato”. Finora le associazioni per i diritti umani erano a conoscenza di solo una minima parte di questi processi che solitamente si svolgono in segreto. Spesso nemmeno i parenti stretti degli imputati sono informati sull’avvio di un processo o sulle condanne draconiane con cui i processi si chiudono. Spesso si viene a sapere solo mesi dopo la scomparsa di una persona cosa le è accaduto e ciò grazie alle informazioni riportate da ex-detenuti, loro compagni di prigionia. In questo modo il 31 dicembre 2010 si è saputo che la 19-enne Uigura Pezilet Ekber era stata condannata a morte lo scorso aprile 2010. L’esecuzione della pena è stata posticipata di due anni. Il 24 dicembre 2010 si è invece saputo che otto mesi prima il 33-enne giornalista della radio statale Memetjan Abdulla era stato accusato di aver tradotto e diffuso via internet un messaggio di protesta e quindi condannato all’ergastolo
Pare evidente che i processi non rispettino il diritto giuridico. Gli avvocati degli imputati subiscono regolari intimidazioni che rendono difficile la corretta rappresentazione giuridica degli imputati davanti ai giudici; agli avvocati che ignorano le intimidazioni viene spesso negata la possibilità di vedere gli atti processuali oppure i processi vengono fissati in modo che gli avvocati non abbiano il tempo materiale per prepararsi. Dai disordini del luglio 2009, durante i quali morirono almeno 200 persone tra Cinesi Han e Uiguri, la giustizia cinese ha esponenzialmente aumentato i propri ritmi di lavoro per riuscire a processare in tempi brevi tutti gli Uiguri considerati in qualche modo implicati. La maggior parte degli imputati sono accusati di violazioni che in Europa non costituiscono alcun reato; ma nello Xinjiang basta essere sospettati di aver passato a un giornalista un’informazione circa una manifestazione per essere condannati ad anni di carcere. L’arbitrarietà della giustizia cinese nello Xinjiang ha anche qui poco a che vedere con la lotta mondiale al terrorismo islamico, come le autorità vogliono fare credere, ma serve fondamentalmente a mettere a tacere ogni critica al regime.

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Piccoli crimini coniugali

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

Roma Dal 18 al 30 gennaio 2011 Da Mart. a Sab. ore 21.00 – Dom. ore 19.00 Via della Penitenza, 3 (Trastevere) Teatro Stanze Segrete.  I quadri esposti in sala sono del M° Salvatore Maresca Serra Un uomo e una donna: una storia d’amore come tante. Si discute sull’amore, sulle contraddittorie verità di questo sentimento che, ai limiti, può diventare odio. Nello spazio-salotto del Teatro Stanze Segrete, Gilles e Lisa accolgono gli “ospiti” per condurli nel loro mondo, nella loro privata intimità grazie alla “reale finzione” del teatro. Una drammaturgia affascinante, discussa e discutibile che analizza con estrema precisione i caratteri dell’amore e della coppia… “Mi ami e quindi mi uccidi, no?” – “Ti amo e questo mi uccide”. http://www.stanzesegrete.it (carmine, alessia)

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La religione che uccide

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

(Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25  Un libro che ripercorre la storia dei crimini più efferati del cattolicesimo dall’antichità fino ad oggi. Che cerca di porgere l’orecchio alle principali eresie medioevali che lanciarono, insieme con Federico II di Svevia, il primo messaggio di libertà al mondo, motivo per il quale fu assassinato dal servizio segreto papale. Che recupera la grande civiltà millenaria araba, grazie alla quale le conoscenze del passato ci sono pervenute con tutta la loro carica rivoluzionaria. Che va a curiosare nella vita privata, nei sotterfugi politici e nelle orge sessuali che si tenevano entro le mura del Vaticano. Che presenta le falsificazioni storiche dei vaticanisti. Che svergogna senza mezzi termini la vendita dei “primi posti in paradiso”. Che analizza la veridicità dei vangeli romani, scritti a tavolino dalla famiglia Pisone, da Plinio il Vecchio e da Seneca. Che esamina il rapporto fra stato e chiesa nei secoli. Che narra la storia segreta delle crociate e i motivi politico-religiosi che mossero quella devastante contro i Catari. Che descrive il calvario dei “desaparecidos” di ieri e di oggi e l’appoggio che Wojtyla e lo IOR hanno dato ai dittatori latinoamericani affinché reprimessero La Teologia della Liberazione. Che racconta delle principali accuse lanciate dal Grande Inquisitore Ratzinger contro i teologi libertari, quali Drewermann, Balasuriya, Küng, Boff ed altri. Che chiarisce il cancro della pedofilia che attecchisce nelle Chiese di tutto il mondo e dell’Italia, proponendo tale malattia come l’essenza della ritualità cattolica: il sacrificio dell’innocente! Che comunica, contro i mezzi di disinformazione di massa, come in tempi recenti, l’opusista Berlusconi abbia fatto approvare il cosiddetto Decreto Salvapreti con norme analoghe al più fosco passato: non è permesso ai giudici mettere sotto controllo il cellulare di un sacerdote pedofilo se non si ha preventivamente l’autorizzazione del vescovo, del cardinale ed infine del papa. Che ricorda che, quando Ratzinger è stato eletto papa era indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”, in quanto costoro avevano coperto i casi di pedofilia clericale negli States.  In definitiva un libro che spiega come  Il vero spartiacque per la comprensione della storia è costituito dal Vaticano e non dalla politica.

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Napoli: Crimini ecologici

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2010

“Il sistema di videosorveglianza già esiste nel parco di Somma, il problema è la gestione dell’impianto”. In questo modo Angelo Di Mauro, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, manifesta il suo disappunto circa la richiesta del sindaco Allocca di inserire anche il comune di Somma Vesuviana nel Napoletano nel progetto di controllo ambientale, che, attraverso un sistema di monitoraggio informatico, misura 24 ore al giorno l’inquinamento delle acque, dell’area, della meteorologia e della sicurezza delle infrastrutture e dell’ambiente. Tale iniziativa è stata presentata dal comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato, circa un mese fa,  per il cosiddetto ‘Triangolo della morte’ che comprende Marigliano, Acerra e Nola. Spiega l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro: “Salvaguardare una zona aperta a discariche e appuntamenti criminali prevede una struttura idonea e un personale qualificato e non credo che la polizia forestale sia in grado di farlo. Ci sono molte aziende che si occupano dell’istallazione di impianti di videosorveglianza, quindi il primo problema è  garantire gare ufficiali e inoltre – conclude Di Mauro – c’è bisogno di  ottime sale di controllo fornite di squadre tecniche adeguate e non di impianti morti perché abbandonati a sé stessi”.

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Estradizione Battisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 novembre 2009

“Finalmente da Brasilia arrivano le notizie che stavamo aspettando da mesi”. Così l’On. Scilipoti sul caso Battisti “Il Supremo Tribunale Federale del Brasile si è espresso sull’intricata vicenda giudiziaria di Cesare Battisti, dando il via libera all’estradizione verso l’Italia del ex-brigatista, condannato in Italia a quattro ergastoli. In una situazione di stallo il voto decisivo (cinque voti a quattro) e’ stato quello del presidente dell’alta corte, Gilmar Mendes, che ha riconosciuto i crimini per cui Battisti e’ stato condannato, come crimini comuni e non politici. Come Presidente dell’associazione parlamentare di amicizia Italia-Brasile – conclude Scilipoti – posso ritenermi più che soddisfatto della sentenza emessa, auspicata sin dall’inizio ed inseguita in nome del giusto equilibrio tra diplomazia e legalità”.

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Justice for Planet Earth

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2009

Roma 5 giugno 2009 12.15 Via dell’Umiltà 83/C a Sala Conferenze dell’Associazione Stampa Estera conferenza Stampa di presentazione della Campagna internazionale di raccolta firme a sostegno dell’istituzione della Corte Penale Europea dell’Ambiente (nuova Istituzione europea) e della Corte Penale Internazionale dell’Ambiente (attuale Corte dell’Aja, di cui si intendono estendere le competenze al giudizio dei disastri ambientali volontari, previamente qualificati “crimini contro l’Umanità”) promossa dall’Accademia Internazionale di Scienze Ambientali (IAES) Testimone di questa campagna denominata Justice for Planet Earth sarà il Premio Nobel per la Pace Adolfo Perez Esquivel. Sarà anche presentato il Forum Internazionale che si terrà a Venezia il 2 e 3 ottobre 2009 per l’istituzione delle Corti. Partecipano alla Conferenza Stampa Adolfo Perez Esquivel Premio Nobel per la Pace, Presidente IAES da Venezia in webconference Antonino Abrami Presidente Vicario IAES Marcelo Enrique Con Biologo,Vice Presidente IAES Pier Luigi Susani Medico, Operatore Umanitario, Consigliere Action&Passion for peace, past president MSF Italia Gianni Tognoni Fondazione Basso, Sezione Internazionale Laura Greco A Sud Martin Iglesias Selvas.org Coordinatrice Cecilia Rinaldini, Giornalista Giornale Radio Rai

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Perduca (Radicali) contro la Libia

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2009

Dichiarazione di Marco Perduca, co-Vicepresidente del senato del Partito Radicale Nonviolento, Senatore nel gruppo del Pd: “Dopo la presidenza della Commissione diritti umani, il turno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, per non parlare dei conque miliardi di euro del “grande gesto” date al Governo Berlusconi con l’esplicito accordo di Massimo D’Alema a Gheddafi, adesso ci si appresta ad eleggere la Libia alla presidenza dell prossima Assemblea generale dell’Onu. Il prescelto per l’onore sarebbe il Ministro libico per gli affari africani Al Triki, quello che all’inizio dell’anno invitava gli stati africani a ritirarsi dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale contro il mandato di arresto spiccato nei confronti del Capo di Stato sudanese Al Bashir per I crimini commessi in Darfur. Contro questa ennesima onorificenza al regime del colonnello Gheddafi vanno ravvivati immediatamente i “democracy caucus” previsti dalla comunita’ delle democrazie a cui l’Italia partecipa in veste di membro del comitato di pilotaggio. Questi infatti erano nati per opporre nelle varie elezioni all’Onu paesi democratici alle dittature. In caso contrario si dica chiaramente in campagna elettorale europea che PdL e PD continuano coi piccoli scontri di giorno per perseguire uniti “obiettivi strategici” la notte”.

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