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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Posts Tagged ‘criptovalute’

Criptovalute e le materie prime della Repubblica centrafricana

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2022

By Mario Lettieri*ì e Paolo Raimondi. Molti giustamente si domandano per quale ragione la Repubblica Centrafricana (CAR), la cui popolazione è considerata tra le più povere al mondo, ha lanciato la sua criptovaluta, il Sango Coin. E, bisognerebbe anche chiedersi negli interessi di chi. Il presidente Faustin-Archange Touadéra ha detto che “il Sango Coin sarà la porta d’accesso alle risorse naturali della CAR… L’oro digitale sarà il motore della nostra civiltà del futuro.”. Già lo scorso giugno aveva annunciato l’intenzione di valutare le proprie materie prime in monete digitali. La popolazione della CAR ha un reddito annuo pro capite di 500 dollari. Il Paese ha un territorio di 622.000 km quadrati, più del doppio dell’Italia, e una popolazione di poco più di 4,8 milioni di abitanti. Il suo sottosuolo è ricchissimo: uranio, petrolio, oro, diamanti, rame, cobalto, coltan, ecc. Senza contare le cosiddette “terre rare”, ambitissime materie prime necessarie per le nuove tecnologie, anche per gli armamenti e per lo spazio. Si stima che il loro valore potrebbe superare i 3.000 miliardi di dollari. Ciò fa gola ai vecchi e ai nuovi Stati colonialisti e alle grandi multinazionali. Si pensa di usare il Sango Coin per tutte le operazioni di finanziamento, di sfruttamento e commerciali legate alle materie prime e all’accaparramento del territorio, bypassando, in altre parole, il dollaro, l’euro o il franco CFA, che è in via di superamento. E’ prevista anche la costruzione di un’ “isola cripto” sul fiume Oubangui, un hub dove coordinare tutte le operazione legate al Sango Coin. Hervé Ndoba, il ministro delle Finanze della CAR, ha affermato che la nuova cripto moneta sarà supportata da Bitcoin, che il governo centrafricano riconobbe come sua moneta ufficiale già lo scorso aprile. Si vorrebbe modernizzare il Paese con la tecnologia usata per il Sango Coin e rendere più facile il trasferimento di denaro per i cittadini, dimenticando che solo una persona su dieci ha accesso a internet e la rete elettrica è quasi assente su gran parte del territorio. La Banca Mondiale e il Fmi, in merito, sono stati colti di sorpresa, preoccupati per gli effetti finanziari potenzialmente destabilizzanti e di perdere il tradizionale controllo sul Paese. In verità, la tempistica non è stata la migliore! Infatti, il progetto del Sango digitale arriva quando, dalla fine del 2021, la capitalizzazione di mercato delle risorse digitali è diminuita di circa 2.000 miliardi di dollari, con il Bitcoin in calo di oltre il 55% dall’inizio dell’anno. Le criptovalute sono ammantate di un’attrattiva “ideologia ribelle” contro l’autorità delle banche centrali e dei governi. Sono operazioni finanziarie completamente private molto opache, sospettate di essere a volte strumento anche di movimenti finanziari illeciti e di riciclaggio. E’ vero che le vecchie strutture monetarie e bancarie conosciute non siano sempre state di specchiata chiarezza e correttezza, però, c’è sempre la possibilità di un intervento pubblico di controllo e di regole più stringenti. Con le criptovalute non è così. Perciò, il fatto che il Sango Coin possa godere ufficialmente di riserve in Bitcoin, che è ad altissima volatilità, non garantisce la necessaria sicurezza. I giovani e la modernizzazione per lo sviluppo sono sicuramente il futuro dell’Africa e anche della Repubblica centrafricana. Non per sua colpa, la CAR è stata in passato preda coloniale e di saccheggio. Nel tentativo di affrancarsi da queste catene, si deve, però, stare attenti a non finire nelle grinfie di moderni predatori. E’ opportuno essere consapevoli che il controllo delle materie prime è anche al centro dello scontro geopolitico e geoeconomico attuale. La scelta della CAR, in merito, sorprende anche perché nel continente da tempo si parla di creare un’unica moneta africana. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Criptovalute e investimenti. Meglio le Bermude della Bce?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2022

Jason Hayward, ministro dell’Economia delle Bermuda sostiene che il suo Paese può trasformarsi in un centro internazionale dell’industria criptografica, nonostante ora ques’ultima sia un po’ in crisi. La legislazione approvata nel 2018 richiede a tutte le società di criptovalute delle Bermuda di ottenere una licenza dalla Bermuda monetary authority (Bma), il principale watchdog finanziario dell’isola che controlla il settore assicurativo nazionale. Le Bermuda, territorio d’oltremare britannico nel nord Atlantico, oltre al famoso triangolo, sono un Paese che vive essenzialmente di turismo, e vi sono presenti molte società non locali che vi stabiliscono sede per avere meno controlli e perché si avvantaggiano di una fiscalità inesistente. Le criptovalute, bitcoin in testa, sono molto discusse e, di recente, viste anche le loro performance negative dopo periodi di enorme crescita, sono nel mirino di alcune istituzioni finanziarie che, al pari di alcuni privati , stanno finalmente mettendo in evidenza il vuoto in cui si muovono: la Usa Federal Trade Commission parla di un milione di dollari truffati nell’ultimo anno; per la presidente della Bce (banca centrale europea), Christine Lagarde: “le criptovalute non valgono nulla, non si basano su nulla, non hanno alcun asset sottostante che serva da ancoraggio di sicurezza”; la Commissione Ue ha preannunciato pesanti interventi regolatori in questa “terra di nessuno”. In ultimo c’è da considerare che tra i grandi utenti di questa valuta spiccano Niger, Filippine e Vietnam, non proprio il fior fiore della finanza mondiale.In questa fase di caduta del valore, memori delle recenti fortune, ci potrebbero essere risparmiatori tentati dall’avvicinamento a questi investimenti anche grazie al fatto che – fuori dai momenti più critici della pandemia covid e ancora ai margini dei riflessi finanziari della guerra in Ucraina – qualcuno avrebbe un gruzzoletto da voler far fruttare. Nel rispetto del male che ognuno possa e voglia fare a se stesso e al proprio portafoglio, ci domandiamo perché dovrebbe essere degna di fiducia la prospettiva finanziaria del ministro dell’Economia di un paradiso fiscale come le Bermuda che non, per esempio, la Banca Centrale europea, ricordando che quest’ultima non è un coacervo di poteri finanziari che vessano i risparmiatori, ma un’istituzione senza la quale la finanza del nostro Paese e di tutti gli altri paesi Ue non esisterebbe. Vincenzo Donvito Maxia http://www.aduc.it

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Campagna da 20 milioni di dollari per favorire l’uso delle criptovalute

Posted by fidest press agency su martedì, 12 aprile 2022

Rivoluzionare il mondo della finanza aumentando l’inclusione finanziaria in un percorso attivo per contrastare i danni del cambiamento climatico. Questo il programma annunciato da Celo, ecosistema blockchain mobile first, durante Celo Connect, l’evento che ha riunito a Barcellona la sua community, ma anche opinion leader del settore e media, durante la Blockchain Week. Al centro i trending topics del web 3 e il dibattito sui nuovi usi degli NFT. Nel mondo 2 milioni di persone sono ancora escluse dai servizi finanziari di base, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. L’intuizione di Celo è stata quella di sfruttare gli smartphone come strumento di accesso al proprio sistema in modo da mettere a disposizione di tutti – 6 miliardi di persone posseggono un telefono cellulare connesso a internet – gli strumenti della finanza tradizionale in un sistema di finanza decentralizzata che viaggia su blockchain. Oggi Celo ha già all’attivo 3 stablecoin, criptovalute sostenibili legate al valore di monete reali: cUSD, ancorata al dollaro, cEUR ancorata all’euro e CReal, ancorata al real brasiliano.Prende il via da Barcellona Connect the world, la campagna di sensibilizzazione e diffusione dell’uso delle criptovalute nelle operazioni quotidiane, che stanzia 20 milioni di dollari a supporto di sviluppatori di tutto il mondo per realizzare nei loro paesi applicazioni che possano integrare i sistemi di pagamento di Celo e favorire l’interazione delle nuove monete con quelle tradizionali. L’iniziativa parte con un’offerta di 50.000 dollari per il primo fornitore di servizi di pagamento per ogni paese in grado di integrare le monete digitali di Celo e sovvenzionerà le commissioni di pagamento fino a 100.000 dollari per ciascun paese che adotterà le valute del provider. “Adesso Celo non è solo carbon neutral, ma carbon negative” questo l’annuncio del fondatore Rene Reinsberg, cofounder di Celo, da Barcellona. Celo Connect, infatti, è stato l’occasione per annunciare la collaborazione fra la Celo Foundation, fondazione per l’uso delle criptovalute in un’ottica di inclusione finanziaria, il Climate Collective, la coalizione di aziende che usano il web3 per promuovere azioni concrete contro il cambiamento climatico, e Toucan, player che tokenizza i crediti di carbonio aprendo nuove prospettive per la cosiddetta ReFI, un nuovo modello di finanza rigenerativa che ha fra i suoi obiettivi la salvaguardia del patrimonio naturale. Ma non solo, nella stessa direzione di tutela e salvaguardia del pianeta attraverso gli strumenti di finanza decentralizzata va anche la nuova alleanza di Celo con Plastiks, azienda che converte in NFT i dati reali sul riciclaggio di plastica nella gestione dei rifiuti. Questa collaborazione porterà a Celo un nuovo tipo di risorsa tokenizzata rigenerativa. Lo scopo è quello di usare gli NFT per creare un futuro sostenibile. (abstract Da Celo Connect)

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La crescita delle criptovalute in Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Da qualche tempo i media esaltano la crescita straordinaria delle criptovalute nei Paesi dell’Africa e, in generale, in quelli emergenti e in via di sviluppo. Secondo Chainalysis, la società privata di New York che studia le applicazioni delle nuove tecnologie chiamate blockchain, nel 2020 il mercato delle criptovalute in Africa è cresciuto più del 1200%. Nella top list internazionale dei 20 Paesi, primi per il loro utilizzo, 5 sono africani, la Nigeria, il Kenya, il Togo, il Sudafrica e la Tanzania. Per l’Africa non si tratta della quota del mercato ma del numero di cittadini coinvolti. Anche il World Economic Forum afferma che nel 2020 il settore sarebbe cresciuto di 105,6 miliardi di dollari nel continente africano. La cosiddetta blockchain è un insieme di tecnologie informatiche che permettono di creare un registro digitale che memorizza le transazioni di dati tra diverse parti collegate tra loro in modo aperto e protetto. Può avere applicazioni positive e innovative in vari settori. Può essere usata anche in rapporto al cosiddetto “internet del valore”, con il quale, invece delle informazioni, si scambiano dei valori, come le monete. E qui entrano in gioco le criptovalute, di cui abbiamo parlato in passato. Esse operano globalmente attraverso reti informatiche che mettono in contatto diretto, peer-to-peer, gli utenti e i loro computer. Sono decentralizzate e, quindi, senza la tradizionale gestione centralizzata delle banche e dei governi. Sono già parecchie centinaia. Anche tutte le bigtech, i giganti tecnologi globali, come Amazon, Google, Facebook, la cinese Alibaba, ecc. lavorano per creare le proprie criptomonete, totalmente private e fuori da ogni tipo di controllo governativo e istituzionale. Ve ne sono per transazioni finanziarie di ogni dimensione, come la dash per piccoli acquisti, il litecoin per pagare le bollette, gli abbonamenti, la paxful in particolare per le rimesse e il bitcoin per operazioni più grandi. Per la popolazione africana, che per il 57% non ha ancora accesso ai servizi bancari, esse sono molto attraenti. Basta avere uno smartphone. In Africa, anche la debolezza delle monete locali, i tassi di cambio volatili, i sistemi politici e bancari instabili, le restrizioni finanziarie, i rischi d’inflazione e la poca fiducia nelle istituzioni nazionali, giocano un ruolo a favore delle criptovalute. Possono essere usate, e lo sono già, per le rimesse dei migranti. I costi di transizione sono inferiori a quelli dei centri di money transfer. Il volume di rimesse supererebbe i 50 miliardi di dollari in criptomonete. Per esempio, un terzo degli utenti della paxful si trova in Africa, in particolare in Nigeria, dove se ne contano già un milione e mezzo. Se a livello locale appaiono interessanti, a livello globale le cose sono più complesse. L’andamento altalenante del bitcoin nel 2021 docet!. Non si tratta di semplice “volatilità” ma di speculazioni forsennate e fuori da ogni controllo. In caso di un loro crollo, si perderebbe tutto. La loro capitalizzazione totale è passata dai 16 miliardi di dollari di 5 anni fa a oltre 2.300 miliardi di oggi. Sono diventate un potenziale “rischio sistemico” e possono provocare degli sconquassi finanziari globali. I governi e le banche centrali del mondo sono giustamente preoccupati per la tenuta del sistema monetario. Sottraendosi a ogni controllo, le criptovalute possono anche essere usate da organizzazioni criminali e terroristiche. Non è un caso che gli hacker abbiano recentemente sottratto informazioni preziose alla Regione Lazio e alla SIAE, chiedendo un riscatto in bitcoin per rilasciare i dati rubati. Il G7 e la Banca dei regolamenti internazionali di Basilea hanno definito le criptomonete una «crescente minaccia alla politica monetaria, alla stabilità finanziaria e alla concorrenza». Ovviamente, le monete digitali, come l’eNaira della Nigeria o l’euro digitale, non sono da confondere con le criptovalute. Tutti i Paesi del mondo stanno affrontando la digitalizzazione dei pagamenti e dei trasferimenti monetari. Le prime sono gestite dalle autorità governative e dalle banche centrali, le seconde, invece, non avendo alcuna garanzia né controllo, sono delle valute esclusivamente private. Come nel medio evo! Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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Bitcoin e criptovalute

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

Le attività legate ai Bitcoin e ad altre criptomonete sono altamente rischiose per i consumatori. Lo confermano Consob e Banca d’Italia in un comunicato congiunto del 28 aprile ove si ricorda come i rischi siano legati alla tipologia di strumenti che possono comportare la perdita integrale delle somme di denaro utilizzate, all’assenza di regole certe ed omogenee a livello europeo e tutta un’altra serie di criticità anche legate agli attacchi informatici che devono indurre i consumatori a prestare la massima attenzione, Konsumer sottolinea come i rischi siano elevati anche a causa di regole poco chiare ed in molti casi inesistenti e altrettanto scarse siano le possibilità di recupero delle somme investite. Konsumer invita a diffidare da chi promette guadagni sicuri o assicura benefici economici ricordando che si tratta di attività altamente speculative e dunque rischiose e per le quali è richiesta una elevata conoscenza.Si presti in tal senso attenzione nel caso di telefonate da parte di operatori che propongono questa tipologia di operazioni proponendo un iniziale investimento in piccole somme dietro la promessa di zero rischi: si tratta di possibili truffe. A tal fine i consumatori ed in particolar modo gli anziani che sono destinatari di questi contatti sono invitati a confrontarsi con un proprio familiare e/o conoscente fidato prima di inviare somme o fornire i propri dati bancari. Konsumer è a disposizione per fornire informazioni.

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21Shares ha completato l’operazione di frazionamento azionario su 10 dei suoi ETP sulle criptovalute

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

Zurigo. 21Shares, società con sede a Zurigo leader negli ETP sulle criptovalute, è lieta di annunciare che ha completato il suo evento di corporate action, che consiste in un processo di frazionamento azionario (stock split) per 10 dei suoi ETP. È la prima volta che si verifica un avvenimento del genere nel settore degli ETP sulle criptovalute.Il motivo per cui è stata presa questa decisione è quello di aumentare l’accessibilità, ricorrendo a ulteriori frazionamenti azionari per la maggior parte degli ETP, le cui criptovalute di riferimento hanno registrato un rally superiore al 50% negli ultimi 4 mesi.Il consiglio d’amministrazione di 21Shares monitora attentamente lo stato di salute dei suoi prodotti per assicurarsi che stiano registrando le performance previste, così come monitora costantemente lo sviluppo dei cripto asset. Un frazionamento azionario fa in modo che gli ETP continuino a essere scambiati a prezzi efficienti e accessibili.Questa operazione ha avuto luogo il 12 aprile e ha ridotto il valore netto per security di un ETP, aumentando al contempo il numero di ETP circolanti:“Questo evento rappresenta una pietra miliare molto importante per la nostra società” – ha dichiarato Laurent Kssis, Managing Director di 21Shares e responsabile dell’operazione – “dimostrando le ottime performance dell’asset class sottostante e anche la nostra abilità nel realizzare un frazionamento azionario in uno stadio ancora iniziale del ciclo di vita della società.” “Con le criptovalute che stanno avendo sempre più successo e che suscitano un interesse enorme negli investitori istituzionali, l’operazione di stocks splitting ci ha permesso di raggiungere 2 obiettivi chiave: innanzitutto, abbiamo ridotto lo spread tra prezzo bid e prezzo ask a vantaggio degli investitori e, in secondo luogo, abbiamo abbassato il prezzo dei nostri prodotti per consentire un investimento minimo inferiore, dato che il valore delle criptovalute continua a raggiungere nuovi record” ha concluso Hany Rashwan, CEO di 21Shares.

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Tether: la stablecoin senza stabilità

Posted by fidest press agency su martedì, 9 marzo 2021

By Mario Lettieri e Paolo Raimondi. Ecco un’altra grave prova di come le notizie possono essere interpretate a proprio vantaggio. “Tether Ltd e Bitfinex esprimono grande soddisfazione per aver raggiunto un accordo legale con il Procuratore generale di New York. E nell’accordo non ammettiamo alcun illecito”. Così recita il comunicato ufficiale delle due societàsuccitate, registrate a Hong Kong, che operano nel settore delle criptovalute.L’ufficio del Procuratore generale, invece, afferma che le società menzionate “ hanno coperto in modo sconsiderato e illegale enormi perdite finanziarie per proseguire nelle loro attività… L’affermazione di Tether Ltd, secondo cui la criptovaluta fosse stata sempre e completamente sostenuta da dollari Usa, è falsa”. Le società dovranno pagare una multa pari a 18,5 milioni di dollari e non potranno operare con persone e aziende dello Stato di New York. Ciò, purtroppo, non preclude loro di presentare l’intera faccenda come una grande vittoria in quanto, pagata l’ammenda, sono libere di continuare a operare indisturbate nel resto del mondo. D’altra parte esse affermano che, durante i due anni e mezzo di conflitto legale, le loro operazioni sono passate da 2 a 35 miliardi di dollari. Come già successo più volte in passato, i buoni avvocati sanno come “interpretare” le leggi e “barattare” condanne più severe con l’applicazione di attenuanti e con delle semplici multe pecuniarie. Il procuratore generale, in ogni caso, comprendendo la rischiosità di simili operazioni, ha aperto un nuovo dossier legale per comportamenti fraudolenti di un’altra piattaforma di trading di cripto valute, la Coinseed. Il tether è una cosiddetta stablecoin, una delle criptovalute agganciate a delle monete reali, come il dollaro e l’euro. Per esempio, 1 tether equivale a 1 dollaro e la riserva in dollari deve coprire il 100% dei tether in circolazione. La Tether Ltd emette la suddetta stablecoin e lavora in partnership con la piattaforma di scambi online, Bitfinex. Entrambe sono controllate dalla società madre, la iFinex Inc. Collegate a loro vi sarebbe anche la Tether Holdings Ltd con sede nelle Isole Vergini britanniche, uno dei più noti centri finanziari off shore. Esse vantano anche l’italiano Giancarlo Devasini come loro chief financial officer. Il tether è lo strumento più usato per acquistare i bitcoin. Come le altre cripto valute, il tether, sfruttando la cosiddetta “tecnologia blockchain”, consente di archiviare, inviare e ricevere valori digitali da persona a persona, a livello globale, in modo istantaneo e senza intermediari. Le indagini erano partite nel 2017. La Tether Ltd e la Bitfinex, avrebbero operato in modo “oscuro” e con grandi rischi per gli investitori. Nel 2018 avrebbero fatto dichiarazioni false per oscurare un ammanco di almeno 850 milioni di dollari, frutto di un’operazione opaca con la shadow bank panamense CryptoCapital, poi fallita. Era emerso che Tether Ltd non aveva alcun accesso a servizi bancari, in nessuna parte del mondo e quindi non c’erano le riserve per sostenere la parità di un dollaro per ogni tether in circolazione. Poche ore prima della certificazione ufficiale delle reali riserve in dollari di Tether Ltd, Bitfinex le concesse un prestito di 400 milioni e poi una linea di credito di 900 milioni di dollari. In seguito, le due società aprirono un altro contro presso la Deltec Bank alle Bahamas per 1,8 miliardi di dollari. Ottenuta la certificazione, gran parte dell’ammontare, manco a dirlo, fu subito trasferito altrove. Nel 2017 in occasione di un simile controllo, esse avevano aperto un conto presso la Noble Bank di Puerto Rico su cui furono versati 382 milioni di dollari. Guarda caso era lo stesso giorno durante il quale si doveva ufficialmente certificare l’ammontare delle riserve in dollari di Tether Ltd. La cripto valuta tether gioca un grande ruolo negli acquisti di bitcoin: più di due terzi di tutte le operazioni quotidiane. Il prezzo dei bitcoin, quindi, non è fissato in rapporto al dollaro, ma a stablecoin. Il mercato delle criptovalute a livello mondiale ha già raggiunto 1.400 miliardi di dollari. Il valore dei bitcoin è molto volatile: può salire o scendere alla velocità della luce o di qualche clic sui computer. Le banche centrali e le autorità di controllo sono preoccupate e starebbero approntando un’adeguata vigilanza.E’ singolare ed irritante vedere tutte le reti tv italiane parlare in modo acritico dei record dei bitcoin some se fosse un gioco. Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista

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21Shares: superato il miliardo di dollari di asset under management

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2021

Zurigo. 21Shares, società con sede in Svizzera, leader negli ETP sulle criptovalute, ha ufficialmente superato il traguardo del miliardo di dollari di raccolta (Asset under Management) attraverso i suoi 12 differenti prodotti. Nell’arco di soli due anni, 21Shares ha visto aumentare il suo patrimonio di oltre 200 volte ed è entrato a far parte della ristretta lista di emittenti di ETP ed ETF con oltre un miliardo di dollari in AuM.Il successo di questa start-up dipende principalmente da due fattori: Un rapido interessamento e riconoscimento del mercato delle criptovalute da parte degli investitori istituzionali. Da quando ha raggiunto il suo minimo di 5mila dollari americani nel marzo del 2020, il Bitcoin è arrivato a superare quota 55mila dollari nel febbraio del 2021; inoltre, anche il mercato di Ethereum è cresciuto da 950 milioni a 43 miliardi di dollari nello stesso arco temporale. Questa crescita esorbitante del prezzo delle criptovalute ha portato questa asset class, considerata di nicchia fino a pochi anni fa, all’attenzione degli investitori istituzionali, facendo impennare la domanda.
I suoi ETP quotati in borsa e fisicamente coperti permettono agli investitori, sia istituzionali che retail, di accedere al mercato delle criptovalute attraverso strumenti conosciuti, convenienti, sicuri e semplici; infatti, le istituzioni europee ed estere preferiscono la struttura “institutional-grade” di un ETP svizzero, rispetto a un certificate, per crearsi una posizione verso i Bitcoin e le criptovalute in una modalità più efficiente e sicura. La struttura di un ETP svizzero – che 21Shares ha utilizzato per la prima volta nel suo HODL Crypto Basket ETP – ha molti elementi in comune con quella di un ETF tradizionale, come un prospetto approvato dall’UE, la quotazione su piattaforme di scambio europee regolamentate, una collateralizzazione totale degli asset sottostanti e il ricorso a ETF market maker per la disponibilità della liquidità giornaliera. Dato che la struttura dell’ETP svizzero non è vincolata ai requisiti di diversificazione UCITS, è l’ideale per offrire agli investitori un accesso sicuro a delle asset class nuove e particolarmente attraenti.
Fin dalla sua nascita, 21Shares ha lanciato un totale di 12 prodotti sulle criptovalute, tutti quotati nelle maggiori borse dell’area mitteleuropea (Germania, Austria e Svizzera). Questa società è attualmente l’unica ad aver lanciato un ETP sull’Ethereum (AETH) su due piattaforme di scambio regolamentate e su tre comparti che offrono ETP sulle valute digitali. Non c’è nessun’altra società emittente di prodotti sulle criptovalute ad avere un’offerta così ampia su dei mercati regolamentati. Possiede oltre il 90% delle quote del mercato di ETP sui bitcoin e l’ultimo prodotto che ha lanciato, l’ETP sul Polkadot, ha accumulato più di 25 milioni di dollari di raccolta in 15 giorni, mostrando ancora una volta la grande popolarità di cui gode la sua gamma di prodotti. 21Shares è stata anche la prima società ad aver emesso uno strumento per investire nel Ripple (o XRP), denominato AXRP, ma ha acquisito grande notorietà soprattutto per aver lanciato il primo ETP short sulle criptovalute che fosse anche compensato a livello centrale, per una maggiore conformità con i requisiti richiesti dalla borsa di Francoforte. Infine, è anche l’unico emittente a contare ben 9 prodotti sulle valute digitali, scambiati sulla piattaforma Stuttgart.

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Settimana positiva per le criptovalute; brilla Binance Coin

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Commento di Lanre Ige e Eliézer Ndinga del 21Shares Research Team. Questa settimana l’intero mercato delle criptovalute è tornato ad avere performance positive, dopo aver inciampato per la prima volta settimana scorsa al termine di un rally durato per tutta l’estate. Il Bitcoin ha guadagnato oltre il 5%, Ethereum l’11%, Ripple il 4%, Bitcoin Cash l’1,44% e LINK oltre il 3%. È probabile che il Bitcoin e l’Ethereum continueranno a testare i rispettivi livelli di resistenza di 12mila dollari e 400 dollari, il che è potenzialmente positivo per tutto il mercato, soprattutto per quegli asset DeFi (di finanza decentralizzata) con minor capitalizzazione che hanno beta elevato rispetto ai due cryptoasset principali. Uno degli asset che ha performato meglio è stato in particolare Binance Coin (BNB) – il token emesso da Binance, il più grande scambio di criptovalute al mondo. Proprio un anno fa abbiamo stretto una partnership con Binance per lanciare il primo veicolo istituzionale al mondo per Binance Coin, il 21Shares Binance BNB ETP. Dal lancio del nostro ETP, avvenuto il 15 ottobre, Binance Coin ha aumentato il suo valore del 66%, battendo anche le performance del Bitcoin nello stesso periodo.La crescita della scorsa settimana è stata spinta dal lancio di un fondo di 100 milioni per incubare start up DeFi sulla blockchain di Binance e finanziare l’immissione sulla stessa di svariate applicazioni di finanza decentralizzata. Raramente gli investitori possono accedere, già dalle fasi iniziali di sviluppo, a prodotti con crescita così elevata attraverso un quadro regolamentato. Siamo convinti che Binance Coin, insieme agli altri criptoasset inclusi nella nostra gamma di ETP, continueranno a rappresentare un importante investimento di crescita negli anni a venire.A confermare la nostra visione sono arrivate anche le recenti dichiarazioni di Taimur Baig, Managing Director di DBS Bank, banca multinazionale basata a Singapore con oltre 570 miliardi di dollari di AUM. Il manager, intervistato da CoinDesk, ha spiegato come stia accelerando la domanda organica da parte degli investitori istituzionali, sempre più desiderosi di esporsi alle criptovalute, in particolare ai Bitcoin. Allo stesso modo, i family office e gli individui high-net-worth hanno cominciato a interessarsi ai benefici della criptovaluta come investimento di lungo termine e copertura contro lo svilimento della moneta, tanto a Singapore quanto in Europa.Non ci sono dubbi che la ragione principale di questo interesse derivi dalle performance registrate dal Bitcoin, che si è rivelato la miglior asset class dello scorso decennio. Inoltre, mai come ora l’offerta di opzioni convenienti, regolamentate e sicure per investire sulle criptovalute è stata così ampia, come mostrato dal grafico di seguito.Il Bitcoin ha reso da inizio anno il 45,76%, contro il 4,60% dello S&P 500, il -12,10% dell’EURO STOXX 50 e il 26,07% per l’oro. È questa performance così elevata, anche solo considerando l’anno in corso, che sta convincendo gli investitori di tutto il mondo a puntare sul Bitcoin, in un mondo in cui i titoli tech sono già pienamente prezzati e i tassi di interesse sugli asset a basso rischio sono a zero. I tassi rimarranno certamente ai livelli attuali o scenderanno in territorio negativo, visto l’annuncio della Banca Centrale Europea della scorsa settimana. Poiché la BCE continuerà i suoi acquisti d nell’ambito del PEPP per 1,3, prevediamo una notevole inflazione per gli asset tradizionali in Europa, il che contribuirà a rafforzare il valore della Bitcoin in futuro.

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Criptovalute e delinquenze. Agire subito!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

La Procura nazionale DNA (Direzione Nazionale Antimafia) ha presentato la sua relazione 2019 (dati 2018) dove, in un capitolo di 25 pagine comunica le sue preoccupazioni per le criptovalute che, nello specifico (a parte quindi gli evasori fiscali) riguarda l’uso delle stesse da parte di criminali e terroristi. Il tutto è decisamente preoccupante ma, non essendo noi dei “luddisti”, non pensiamo alle soluzioni più “semplici” in materia, cioè vietare (come alcuni Stati “secondari” si sono affrettati a disporre), ma ci impegniamo per cercare di contribuire a trovare soluzioni. Consumatori e utenti – ultimo anello della “filiera” – ne sono ampiamente coinvolti. Al pari di produttori e operatori che hanno nuove opportunità di mercato e di produzione della ricchezza. I “decisori” (di qualunque livello: nazionale, comunitario, internazionale e transnazionale) devono intervenire subito se non vogliono ritrovarsi a dover rincorrere una sorta di mostro cresciuto nella loro indifferenza e superficialità, financo arroganza convinti (loro) di poter continuare ad essere gli unici ad essere autorizzati all’emissione di valuta.
Per meglio capire ed inquadrare il fenomeno. Nel mondo ci sono 2.426 criptovalute che hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 307 miliardi di dollari. I loro portafogli digitali (dove sono depositate le monete virtuali) sono oltre 40 milioni in tutto il mondo. Gli Atm, bancomat attraverso i quali si possono ritirare e cambiare monete digitali, sono complessivamente 5.362, 47 dei quali sul territorio italiano.
La più nota e più diffusa criptovaluta è il Bitcoin, in un contesto in cui, a nostro avviso, affidare i propri risparmi a questa moneta digitale sarebbe come giocare gli stessi risparmi al casinò. E’ in arrivo la Libra di Facebook che, proprio perché con cotanto padrone oltre che inserita in un contesto di riferimenti valutari di una ufficiale affidabilità, sembra che dovrebbe “sbancare” e imporsi in maniera pesante.
Poi ci sono le “monetine virtuali”, quelle un po’ casereccie che possono anche essere strumento di potenziali o declarati delinquenti e che, proprio perché casereccie, coinvolgono piccoli risparmiatori con il miraggio del facile guadagno. Miraggio che in questi ultimi anni ha trovato ampia speranza nel trading online, ma che per l’appunto è rimasto al livello di miraggio/truffa.
In questo contesto non svolge un ruolo secondario la decrescente sfiducia dei risparmiatori verso le banche di ogni tipo, per diversi motivi: gli scandali finanziari delle stesse per sottrarre soldi ai loro clienti e la successiva indisponibilità, quand’anche riconosciute colpevoli, a porvi rimedio; l’affermazione politica (in Italia sono al governo) di approcci finanziari e bancari dove si tende a far un “fascio di tutta l’erba” (includendovi anche le istituzioni Ue) evocando pesanti interventi dello Stato nazionale. Sfiducia che porta i risparmiatori a guarda con maggiore attenzione offerte come criptovalute e trading online, e dove gioca un ruolo pesantissimo la quasi totale ignoranza finanziaria del risparmiatore medio.
La relazione DNA è un importante contributo in merito alla comprensione: la richiesta dei preposti alla politica perchè possano essere dotati di strumenti più efficaci, consoni e aggiornati a far fronte agli usi illegali. Una richiesta con soluzioni difficili perché, per ottenerle, occorre coinvolgere tutto il mondo, inclusi quelli che non si parlano tra di loro oltre che combattersi con tutti gli strumenti possibili e immaginabili delle guerre, inclusi quelli digitali.
Noi Aduc possiamo solo denunciare dopo che percepiamo e raccogliamo informazioni e storie (in genere quelle cosiddette più piccole, ma che, proprio perché tali, sono “campanelli d’allarme”). Con, nel frattempo, cercare di trovare strumenti di riduzione del danno: al primo posto dei quali l’informazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Criptovalute: sbarca in Italia Bit2me

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 gennaio 2019

È sbarcata in Italia Bit2me.com, la piattaforma principale di trading di criptovalute della Spagna con l’obiettivo di rendere questo tipo di operazioni, facili, rapide e sicure anche in Italia, con un servizio clienti ed un supporto tecnico in italiano 365 giorni all’anno.
Bit2me.com, fondata da Leif Ferreira (Ceo) e Andrei Manuel (Presidente), dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti in Spagna e in Europa sbarca nel nostro paese offrendo agli utenti italiani una ‘Guida Bitcoin’ in italiano, destinata a risolvere tutti i dubbi sulla gestione di questa criptomoneta.Grazie alle sue guide online già migliaia di utenti hanno imparato cosa sono i Bitcoin e la blockchain, come memorizzare e trasferire Bitcoin e come eseguire tutte le operazioni connesse a questa criptomoneta.Disponibili nel centro di supporto anche un elenco completo di articoli di aiuto, creati per risolvere qualsiasi dubbio su come utilizzare il servizio, comprese le informazioni necessarie per iscriversi e realizzare operazioni di compravendita in tre semplici passi, in modo completamente sicuroGli utenti italiani della piattaforma Bit2me oltre che acquistare Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, Dash e Litecoin potranno anche venderli facilmente, cambiandoli in euro, ricevendo il ricavato direttamente nel proprio conto bancario. Gli acquisti e le vendite si possono realizzare istantaneamente con carta di credito o a mezzo bonifico bancario, con accredito in sole 24 ore, con operazioni sicure e veloci.Sin dalla sua fondazione, nel 2015, il progetto Bit2me ha ricevuto vari riconoscimenti nel settore finanziario tra cui il titolo di ‘Miglior startup spagnola 2015’ con Caixa Bank ed il Primo Premio Fintech America 2015 del concorso internazionale patrocinato da Visa.La startup spagnola ha ottenuto inoltre il Premio al Miglior Modello Finanziario conferito da Deloitte ed è stata invitata dalla Commissione Europea a partecipare alla discussione sulla tecnologia blockchain e Bitcoin.Infine durante la UK Fintech Mission Bit2me è stata selezionata, dal Governo del Regno Unito, per lo sviluppo del suo progetto a Londra.”Il nostro obiettivo è condividere le nostre conoscenze per rendere la comunità blockchain più forte, aumentandone il valore come abbiamo già fatto in Spagna, Francia, Portogallo ed ora in Italia, come parte del piano di Internazionalizzazione aziendale in Europa” ha spiegato Leif Ferreira, fondatore e CEO di Bit2me.com (www.bit2me.com).”Amiamo le sfide, ci motivano per continuare a crescere e per questo puntiamo ora su un paese promettente come l’Italia, dove abbiamo riscontrato un gran numero di persone interessate ad investire in criptovalute che hanno bisogno di una piattaforma sicura e di fiducia con cui oltre a realizzare transazioni, possano accedere ad informazioni attuali e specializzate” ha raccontato ancora il fondatore di Bit2me.com.
Sin dal principio, nel 2015, Bit2me si è presentata come una compagnia pioniera ed innovatrice, nel mercato Fintech e Blockchain in Europa crescendo in modo esponenziale.Solo nell’anno 2017-2018 il volume di denaro che ha gestito attraverso la piattaforma si è praticamente raddoppiato passando da 11 a 20 milioni di euro.

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