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Criptovalute e delinquenze. Agire subito!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

La Procura nazionale DNA (Direzione Nazionale Antimafia) ha presentato la sua relazione 2019 (dati 2018) dove, in un capitolo di 25 pagine comunica le sue preoccupazioni per le criptovalute che, nello specifico (a parte quindi gli evasori fiscali) riguarda l’uso delle stesse da parte di criminali e terroristi. Il tutto è decisamente preoccupante ma, non essendo noi dei “luddisti”, non pensiamo alle soluzioni più “semplici” in materia, cioè vietare (come alcuni Stati “secondari” si sono affrettati a disporre), ma ci impegniamo per cercare di contribuire a trovare soluzioni. Consumatori e utenti – ultimo anello della “filiera” – ne sono ampiamente coinvolti. Al pari di produttori e operatori che hanno nuove opportunità di mercato e di produzione della ricchezza. I “decisori” (di qualunque livello: nazionale, comunitario, internazionale e transnazionale) devono intervenire subito se non vogliono ritrovarsi a dover rincorrere una sorta di mostro cresciuto nella loro indifferenza e superficialità, financo arroganza convinti (loro) di poter continuare ad essere gli unici ad essere autorizzati all’emissione di valuta.
Per meglio capire ed inquadrare il fenomeno. Nel mondo ci sono 2.426 criptovalute che hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 307 miliardi di dollari. I loro portafogli digitali (dove sono depositate le monete virtuali) sono oltre 40 milioni in tutto il mondo. Gli Atm, bancomat attraverso i quali si possono ritirare e cambiare monete digitali, sono complessivamente 5.362, 47 dei quali sul territorio italiano.
La più nota e più diffusa criptovaluta è il Bitcoin, in un contesto in cui, a nostro avviso, affidare i propri risparmi a questa moneta digitale sarebbe come giocare gli stessi risparmi al casinò. E’ in arrivo la Libra di Facebook che, proprio perché con cotanto padrone oltre che inserita in un contesto di riferimenti valutari di una ufficiale affidabilità, sembra che dovrebbe “sbancare” e imporsi in maniera pesante.
Poi ci sono le “monetine virtuali”, quelle un po’ casereccie che possono anche essere strumento di potenziali o declarati delinquenti e che, proprio perché casereccie, coinvolgono piccoli risparmiatori con il miraggio del facile guadagno. Miraggio che in questi ultimi anni ha trovato ampia speranza nel trading online, ma che per l’appunto è rimasto al livello di miraggio/truffa.
In questo contesto non svolge un ruolo secondario la decrescente sfiducia dei risparmiatori verso le banche di ogni tipo, per diversi motivi: gli scandali finanziari delle stesse per sottrarre soldi ai loro clienti e la successiva indisponibilità, quand’anche riconosciute colpevoli, a porvi rimedio; l’affermazione politica (in Italia sono al governo) di approcci finanziari e bancari dove si tende a far un “fascio di tutta l’erba” (includendovi anche le istituzioni Ue) evocando pesanti interventi dello Stato nazionale. Sfiducia che porta i risparmiatori a guarda con maggiore attenzione offerte come criptovalute e trading online, e dove gioca un ruolo pesantissimo la quasi totale ignoranza finanziaria del risparmiatore medio.
La relazione DNA è un importante contributo in merito alla comprensione: la richiesta dei preposti alla politica perchè possano essere dotati di strumenti più efficaci, consoni e aggiornati a far fronte agli usi illegali. Una richiesta con soluzioni difficili perché, per ottenerle, occorre coinvolgere tutto il mondo, inclusi quelli che non si parlano tra di loro oltre che combattersi con tutti gli strumenti possibili e immaginabili delle guerre, inclusi quelli digitali.
Noi Aduc possiamo solo denunciare dopo che percepiamo e raccogliamo informazioni e storie (in genere quelle cosiddette più piccole, ma che, proprio perché tali, sono “campanelli d’allarme”). Con, nel frattempo, cercare di trovare strumenti di riduzione del danno: al primo posto dei quali l’informazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Criptovalute: sbarca in Italia Bit2me

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 gennaio 2019

È sbarcata in Italia Bit2me.com, la piattaforma principale di trading di criptovalute della Spagna con l’obiettivo di rendere questo tipo di operazioni, facili, rapide e sicure anche in Italia, con un servizio clienti ed un supporto tecnico in italiano 365 giorni all’anno.
Bit2me.com, fondata da Leif Ferreira (Ceo) e Andrei Manuel (Presidente), dopo aver ricevuto numerosi riconoscimenti in Spagna e in Europa sbarca nel nostro paese offrendo agli utenti italiani una ‘Guida Bitcoin’ in italiano, destinata a risolvere tutti i dubbi sulla gestione di questa criptomoneta.Grazie alle sue guide online già migliaia di utenti hanno imparato cosa sono i Bitcoin e la blockchain, come memorizzare e trasferire Bitcoin e come eseguire tutte le operazioni connesse a questa criptomoneta.Disponibili nel centro di supporto anche un elenco completo di articoli di aiuto, creati per risolvere qualsiasi dubbio su come utilizzare il servizio, comprese le informazioni necessarie per iscriversi e realizzare operazioni di compravendita in tre semplici passi, in modo completamente sicuroGli utenti italiani della piattaforma Bit2me oltre che acquistare Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cash, Dash e Litecoin potranno anche venderli facilmente, cambiandoli in euro, ricevendo il ricavato direttamente nel proprio conto bancario. Gli acquisti e le vendite si possono realizzare istantaneamente con carta di credito o a mezzo bonifico bancario, con accredito in sole 24 ore, con operazioni sicure e veloci.Sin dalla sua fondazione, nel 2015, il progetto Bit2me ha ricevuto vari riconoscimenti nel settore finanziario tra cui il titolo di ‘Miglior startup spagnola 2015’ con Caixa Bank ed il Primo Premio Fintech America 2015 del concorso internazionale patrocinato da Visa.La startup spagnola ha ottenuto inoltre il Premio al Miglior Modello Finanziario conferito da Deloitte ed è stata invitata dalla Commissione Europea a partecipare alla discussione sulla tecnologia blockchain e Bitcoin.Infine durante la UK Fintech Mission Bit2me è stata selezionata, dal Governo del Regno Unito, per lo sviluppo del suo progetto a Londra.”Il nostro obiettivo è condividere le nostre conoscenze per rendere la comunità blockchain più forte, aumentandone il valore come abbiamo già fatto in Spagna, Francia, Portogallo ed ora in Italia, come parte del piano di Internazionalizzazione aziendale in Europa” ha spiegato Leif Ferreira, fondatore e CEO di Bit2me.com (www.bit2me.com).”Amiamo le sfide, ci motivano per continuare a crescere e per questo puntiamo ora su un paese promettente come l’Italia, dove abbiamo riscontrato un gran numero di persone interessate ad investire in criptovalute che hanno bisogno di una piattaforma sicura e di fiducia con cui oltre a realizzare transazioni, possano accedere ad informazioni attuali e specializzate” ha raccontato ancora il fondatore di Bit2me.com.
Sin dal principio, nel 2015, Bit2me si è presentata come una compagnia pioniera ed innovatrice, nel mercato Fintech e Blockchain in Europa crescendo in modo esponenziale.Solo nell’anno 2017-2018 il volume di denaro che ha gestito attraverso la piattaforma si è praticamente raddoppiato passando da 11 a 20 milioni di euro.

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