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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘crisi economica’

Il patron di Geox agli studenti: “La soluzione alla crisi economica?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 maggio 2017

UCBM - Vista aerea campus universitarioRoma Trigoria. “La chiave per uscire dalla crisi economica? Siete voi. Per noi italiani, che abbiamo inventato tutto quello che di più bello esiste sul pianeta, vuol dire organizzarci. E per farlo occorre che il nostro attuale capitalismo industriale si trasformi in capitalismo culturale. Meno cemento e più investimenti in scuola e cervelli umani. È il grande messaggio che il nostro Paese ancora stenta a recepire. E siete voi a doverlo urlare al nostro establishment arretrato”. È quanto ha detto Mario Moretti Polegato, Presidente di Geox, incontrando oggi studenti, dipendenti e docenti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma nell’Aula Magna dell’Ateneo. L’incontro è stato organizzato nell’ambito del progetto Job Space, contenitore aperto a lectures e momenti di confronto periodici per promuovere la diffusione della cultura del lavoro, dell’innovazione e del networking sia all’interno che all’esterno di UCBM. A introdurlo il pro-Rettore alla Formazione Universitaria, Simonetta Filippi, che ha sottolineato l’importanza di “ascoltare un’esperienza di successo e coraggio nel lavoro, che ha saputo superare barriere per diffondersi a livello globale”.A capo di un gruppo imprenditoriale in grado di rivoluzionare il mondo delle calzature, Moretti Polegato ha raccontato quando e dove è nata l’intuizione che lo ha reso famoso: “Vengo da una famiglia trevigiana di produttori di vino – ha detto – ed a metà degli anni Novanta ero andato in Nevada a negoziare con vari importatori. In quel contesto, ho deciso di fare una passeggiata nel deserto. Avevo scarpe con la suola di gomma e faceva molto caldo. I miei piedi soffrivano. Con me, in tasca, avevo un coltellino. Così ho deciso di fare un buco nella suola destra e uno in quella sinistra, realizzando una ventilazione”.
Ma l’intuizione non è rimasta nel cassetto. “Tornato in Italia – ha sottolineato Moretti Polegato – anziché buttare quelle scarpe, ho cercato di capire se ne esistessero con quella miglioria: nulla”. Da lì, mille tentativi per realizzare un prodotto che consentisse ai piedi di respirare, senza metterli a contatto con acqua o altro. “Grazie alla ricerca ho scoperto un materiale, una speciale membrana prodotta in USA, impermeabile all’acqua e che però respira. Veniva usata per le tute degli astronauti. Ho chiesto e ottenuto un brevetto e poi per tre anni ho offerto questa tecnologia a tutte le più grandi compagnie di produzione di scarpe al mondo”. Quando ha capito che non erano interessate, non si è scoraggiato, ma ha deciso di inserirsi in prima persona nel mercato. “Eravamo in 4, poi siamo diventati 40, quindi 400, dopo 4mila. Oggi in Geox lavorano 30mila persone, tra dipendenti diretti e indiretti”.Il patron di Geox ha evidenziato come “la mia esperienza la può ripetere ognuno di voi: basta avere un cervello e quindi la capacità di creare, non solo scarpe, ma qualsiasi cosa. Ma dovete capire il significato del termine ‘innovare’”. Che per Moretti Polegato è basato essenzialmente su tre elementi: “Innanzitutto, creare o modificare in meglio qualcosa. In questo, noi italiani siamo da sempre maestri. Ma poi occorre registrare l’idea, perché altrimenti te la copiano tutti. Si chiama brevetto, una cosa che nel nostro Paese è ancora un tabù. E, quindi, continuiamo ad avere americani che vengono a Napoli, assaggiano il caffè espresso e poi aprono 15mila Starbucks o che mangiano la pizza e registrano un marchio con migliaia di negozi di pizza sparsi nel mondo”. Il terzo fattore-chiave per avere successo nell’innovazione è la sperimentazione. “In un Paese di piccole e medie imprese, chi ha i soldi e il know-how per fare ricerca?”, ha chiesto, aggiungendo subito: “Ci sono i centri studio, i politecnici, le università. Per questo, qualche giorno fa in Confindustria ho proposto di portare più professori nelle aziende e più industriali negli atenei. Solo così possiamo rinnovare l’Italia. Non invento nulla, negli Stati Uniti si fa così da sempre. Basta che i nostri responsabili del sistema-formazione siano interessati…”.Secondo Moretti Polegato, il futuro dell’Italia “di fronte a una situazione così drammatica non sono certo i 50-60enni. Siete voi. Dovete capire che è finito il tempo delle ‘spintarelle’, perché oggi il principio internazionale è che una persona vale per quello che sa. Rispetto a questo, invece, nel nostro Paese c’è ancora una mentalità arretrata, la stessa che si può vedere nelle lamentele di molti talk-show televisivi o leggere sui giornali”. In un mondo fortemente competitivo e globalizzato, secondo il patron di Geox “non dobbiamo permettere agli stranieri di rubarci le nostre caratteristiche. Ma dobbiamo vendere loro i nostri progetti. Non dobbiamo più esportare prodotti o fabbriche, ma progetti”.L’ospite del Job Space UCBM ha fatto anche un cenno alla geopolitica globale: “Sono membro del World Economic Forum di Davos – ha spiegato – che da 30 anni si svolge nella seconda settimana di gennaio. Per me è un’ottima opportunità per intuire come potrà andare l’annata economica. Finora si è sempre puntato sulla globalizzazione, l’unificazione. Quest’anno, per la prima volta, si è parlato della divisione dei popoli. I cinesi, con il loro presidente, hanno detto: noi siamo il futuro del mercato. Mi sono chiesto: possiamo affidarci a un fondamento comunista di base nell’industria? Dall’altra parte, però, ci sono gli americani, che non si sono neppure presentati perché hanno intrapreso politiche protezionistiche. Ora, se davanti a Cina e Usa, giganti economici mondiali contrapposti, non esiste un’Europa forte che fa da cuscinetto, che cosa succederà?”.
Rispondendo a una domanda del pubblico, il fondatore di una tra le più importanti realtà imprenditoriali italiane ha svelato un piccolo ‘segreto’ sui piani futuri della propria azienda: “Investiamo continuamente in innovazione. Abbiamo sviluppato una novità tecnologica traspirante anche per le suole in cuoio e per le giacche. Ma abbiamo già in cantiere altre 60 nuove idee e progetti, che formeranno il nostro asset del futuro. Tutto sviluppato attraverso la formazione interna delle nostre persone”.
Prima dei saluti di ringraziamento di Paolo Arullani, Presidente della Rome Biomedical Campus University Foundation, che ha consegnato a Moretti Polegato una targa in ricordo della sua presenza in Ateneo, il patron di Geox ha fatto gli auguri agli universitari che lo hanno ascoltato, chiudendo con l’auspicio per tutti “anche di un colpo di…fortuna, com’è stato per me. Perché pure quella non deve mancare”.

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“Crisi economica, sistemi sanitari e salute in Europa”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 aprile 2016

Ministero saluteRoma, martedì 5 aprile – ore 9,30 Associazione Stampa Estera in Via dell’Umiltà 83/C La sanità del XXI secolo si trova ad affrontare sfide importanti, dovute alla necessità di conciliare l’aumento della domanda con la scarsità di risorse economiche a disposizione. La crescita del peso delle malattie croniche non trasmissibili, quali obesità e diabete, e l’allungamento dell’aspettativa di vita rappresentano nuove sfide per i sistemi sanitari. Inoltre, anche la crisi economica e finanziaria in Europa ha lasciato un segno in questo ambito. Diverse evidenze mostrano che minore è la disponibilità di risorse economiche, peggiori sono i valori di tutti gli indicatori di salute. Qual è la risposta quindi dei sistemi sanitari? Quali sistemi e quali politiche sono in grado di far fronte a questa sfida? Esiste una “ricetta” per rispondere in modo concreto alla crisi che sta attraversando la sanità nel nostro Paese? Ne parleranno:
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute (in attesa conferma)
Walter Ricciardi, Presidente Istituto Superiore di Sanità, Editor in chief Health Policy in Non Communicable Diseases
Renato Botti, Direttore Generale della Programmazione, Ministero della Salute
Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager
Francesca Ferrè, Ricercatore Università Bocconi, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Gabriele Pastorino, Country Monitoring Programme Coordinator, European Observatory on Health Systems and Policies.
Alessandro Solipaca, Coordinatore Rapporto Osservasalute
Ketty Vaccaro, Direttore Welfare e Sanità Fondazione Censis

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Quarta edizione di “UniForCity”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma 6 novembre alle ore 17 inizia il ciclo di conferenze co-organizzato da Università e Comune di Parma al Palazzo del Governatore e continueranno ogni venerdì alle ore 17, dal 6 novembre all’11 dicembre. Nel primo si parla di “Come prendere la crisi economica con filosofia”. Seguono sei nuovi appuntamenti su temi che spaziano dal rapporto fra cibo e scienza alla crisi economica, dalla bioetica all’enciclica di Papa Francesco, dal welfare all’evoluzione del cervello. È la proposta della quarta edizione di “UniForCity”, progetto co-organizzato dall’Università e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma per sviluppare una sempre una più intensa rete di collaborazioni fra Ateneo, Comune e territorio.
Per questa quarta edizione si è optato per la formula del dialogo e del confronto fra diversi relatori. In ciascuno degli appuntamenti un docente dell’Università di Parma discuterà del tema dell’incontro con una personalità esterna di elevato profilo e cultura, in presenza di un moderatore, sempre dell’Università di Parma, che avrà il compito di stimolare la discussione con opportune domande.
Venerdì 6 novembre si parlerà di “Come prendere la crisi economica con filosofia”. Sul tema si confronteranno Diego Fusaro (Università Vita-Salute San Raffaele di Milano), direttore del sito web “La Filosofia e i suoi Eroi”, e Italo Testa (Università di Parma).
Il programma complessivo prevede altri cinque incontri, il 13, 20 e 27 novembre e il 4 e 11 dicembre, sempre alle ore 17 al Palazzo del Governatore:
– 13 novembre: “Che relazione c’è tra la temperatura di Venere e quella di un soufflé?” – Andrea Grignaffini (critico enogastronomico e giornalista) e Davide Cassi (Università di Parma)
– 20 novembre: “Donne sull’orlo di una crisi di welfare” – Laura Balbo (Università di Padova, già Ministro alle Pari Opportunità) e Emilia Caronna (Università di Parma)
– 27 novembre: “Quanto è evoluto il nostro cervello?”-Telmo Pievani (Università di Padova) e Sergio Manghi (Università di Parma)
– 4 dicembre: “Dignità umana, diritti e ragionevolezza nei percorsi della bioetica” – Carlo Flamigni (Università di Bologna, Comitato Nazionale di Bioetica) e Antonio D’Aloia (Università di Parma)
– 11 dicembre: “Laudata si sostenibilità. L’inno alla vita dell’enciclica di Papa Francesco” – Don Umberto Cocconi (Cappellano Università di Parma) e Pierluigi Viaroli (Università di Parma) Tutti gli incontri di “UniForCity” sono aperti al pubblico.

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Sindaco Palermo a Palazzo di Vetro di New York per UN Habitat

Posted by fidest press agency su domenica, 27 settembre 2015

leoluca orlandoIl Sindaco di Palermo Leoluca Orlando è rientrato da New York, dove ha partecipato, presso il Quartier Generale delle Nazioni Unite, all’incontro dell’Agenzia UN Habitat, quale co-presidente del Programma “Città sicure”, al cui vertice è stato eletto nei giorni scorsi. Il Programma Safer Cities delle Nazioni Unite è stato lanciato nel 1996 su richiesta dei sindaci di alcuni grandi centri urbani impegnati a contrastare la criminalità urbana e la violenza nelle loro città. Ad oggi UN-Habitat ha sostenuto iniziative in 77 città in 24 paesi nel mondo. Il programma affronta il tema della sicurezza in chiave olistica, collegando i temi della pianificazione urbana, della vivibilità, dei servizi per i cittadini, del cambiamento climatico, della mobilità sostenibile. Al “Palazzo di Vetro” delle Nazioni Unite, Orlando ha prima incontrato il Rappresentante ed il Vice-Rappresentante dell’Italia presso l’ONU, ambasciatori Sebastiano Cardi e Inigo Lambertini ed ha poi presieduto l’incontro dei sindaci di diverse grandi città dei cinque continenti nel corso del quale si sono affrontati i temi della sicurezza urbana legata ai cambiamenti climatici, ai flussi migratori interni ed internazionali, alla criminalità, alla crisi economica. L’incontro di New York si inserisce nel lavoro collaterale al vertice mondiale che nel corso di questo fine settimana approverà gli “Obiettivi per lo sviluppo leoluca orlando1sostenibile” verso il 2030. “La creazione di un Programma come “Città sicure” – ha detto Orlando – è un esempio del fatto che la comunità internazionale ha compreso la necessità e la possibilità concreta di fare delle città il fulcro dello sviluppo sostenibile e di come la sicurezza debba essere intesa sotto tanti profili interconnessi tra loro. Occorre ripartire dalle relazioni fra le città e fra i cittadini sui temi della mobilità umana, della pace, della sicurezza e del cambiamento climatico per mandare un segnale agli Stati nazionali.” Orlando ha poi partecipato, con i sindaci di altre città ad una lectio magistralis presso la New School University, nel corso della quale è stata presentata la “Carta di Palermo”, il documento sottoscritto alcune settimane fa da giuristi, attivisti dei diritti umani, amministratori pubblici ed organizzazioni non governative per la revisione della legislazione sul permesso di soggiorno e la revisione delle politiche legate ai fenomeni migratori. (foto: leoluca orlando)

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La rete territoriale sostiene chi non ha lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 settembre 2014

lavoratoriUn territorio unito dalla volontà di sostenere le famiglie. Comune, parrocchia, banca di credito cooperativo, Acli, Caritas, associazioni e semplici cittadini hanno dato operatività al progetto “Lavori in corso”. L’iniziativa, avviata nel 2010 dal Comune di Busto Garolfo (Mi), dall’unità pastorale di Busto Garolfo e Olcella e dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha portato in quattro anni alla raccolta di oltre 78mila euro che hanno permesso di sostenere l’inserimento lavorativo temporaneo di 39 persone rimaste senza occupazione. «Il progetto è nato in uno dei momenti più acuti della difficile crisi economica che stiamo vivendo con l’intento di dare delle occasioni di sostegno alle famiglie», ricorda il parroco di Busto Garolfo don Ambrogio Colombo. «La risposta che abbiamo avuto è stata corale: un’intera comunità si è stretta attorno al progetto permettendo così di aiutare diverse famiglie. Non solo. L’iniziativa si è rivelata un modello che altre realtà hanno voluto seguire».
La Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha creduto fin da subito al progetto. «La nostra mission di banca del territorio ci ha spinti a diventare parte attiva in una iniziativa che non vede interventi di carattere assistenziale, ma sostiene le famiglie facendo leva sul principio della dignità della persona e della dignità del lavoro», afferma il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «Il progetto è molto vicino alla nostra sensibilità; è nato e si è sviluppato sul territorio, dalla collaborazione di soggetti diversi accomunati dalle medesime finalità, e indirizzandosi alla nostra comunità in particolare a chi vive una situazione di difficoltà».
“Lavori in corso” è stato ideato per le persone che hanno perso il lavoro, disoccupati, in mobilità e che non hanno intrapreso percorsi di tirocinio con l’obiettivo di mettere a disposizione tirocini lavorativi e formativi. Il primo passo è stata la raccolta di fondi: la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha messo a disposizione un conto corrente dove sono stati convogliati i soldi del “Fondo di solidarietà per il Lavoro e le Famiglie” aperto dalla parrocchia e dal Comune per finanziare il progetto. Poi è stata avviata una vera e propria gara di solidarietà tra associazioni, aziende, enti e privati cittadini. 130 le persone che hanno partecipato ai bandi di selezione fatti dai Servizi sociali del Comune e dalle Acli; di queste, 39 hanno avuto accesso al progetto. Nella prima fase, che ha riguardato il periodo ottobre 2010 – agosto 2011, sono state coinvolte dieci persone: sei hanno avuto accesso a tirocini lavorativi, mentre quattro hanno seguito percorsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro presso il consorzio sociale CS&L. Con la seconda edizione (da settembre 2011 ad agosto 2014) sono state coinvolte altre 29 persone: due tirocini lavorativi e due percorsi di orientamento e ricerca attiva del lavoro presso il Consorzio Sociale CS&L, 18 tirocini lavorativi alla cooperativa sociale Arcadia, cinque tirocini lavorativi presso la cooperativa sociale Jolly e due tirocini lavorativi nelle strutture parrocchiali. I tirocini lavorativi hanno avuto una durata media di circa tre mesi (con tutti i diritti dovuti: contributi previdenziali, assegni familiari, disoccupazione), mentre le ricerche attive una durata variabile a seconda del caso. I beneficiari sono stati prevalentemente over 50 che hanno effettivamente una maggiore difficoltà di ricollocamento lavorativo. Il 20% delle persone coinvolte ha avviato rapporti continuativi dopo l’esperienza del tirocinio lavorativo.Ora, a conclusione del quarto anno di attività, sono in corso le valutazioni per un rilancio del progetto perché le emergenze non sono finite, anzi, gli effetti della crisi continuano a farsi sentire e a colpire le famiglie.

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La crisi economica raccontata dal cinema

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2012

Palazzo Salimbeni the headquarters, in piazza ...

Image via Wikipedia

Siena – dal 22 al 24 marzo – presso il Complesso museale Santa Maria della Scala. Proiezioni, dibattiti e tavole rotonde. La crisi economica raccontata dal cinema. E’ il tema al centro della rassegna “O la borsa o la vita – 1929/2011: la crisi nell’occhio del cinema”. Tre giorni di proiezioni, dibattiti e tavole rotonde – promossi dall’associazione Amici del Cinema in Terra di Siena presieduta da Antonio Sclavi imprenditore ed ex docente di Economia dell’Università di Siena e inserita nel Campo e Controcampo Siena Film Festival – con la presenza di grandi personalità del mondo dell’economia e del cinema che si confronteranno su come il linguaggio cinematografico ha raccontato e racconta le crisi economiche passate e presenti. La direzione artistica è di Giovanni Maria Rossi, presiede il comitato scientifico Claudio Carabba.
Ognuna delle giornate previste analizzerà attraverso dibattiti e proiezioni specifiche una crisi storica. Si comincia, giovedì 22 marzo con “Ma cos’è questa crisi: 1929, ’30, ’31…” si prosegue, venerdì 23 marzo, attraverso la riflessione sulle crisi attuali con “I peggiori anni della nostra vita: Novanta-Duemila” per poi chiudere la rassegna con la terza e ultima giornata, sabato 24 marzo, dedicata al tema “2011-2012 – Una storia non ancora finita” con una tavola rotonda alla quale parteciperanno alcuni illustri esponenti del mondo dell’economia, dell’imprenditoria e del cinema.
“O la borsa o la vita” è una produzione di Campo e Controcampo. L’evento, che si svolgerà nella Sala Calvino del Santa Maria della Scala di Siena, è patrocinato con un contributo di Comune di Siena, Provincia di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena, Camera di Commercio di Siena e Bassilichi Spa. Le antologie dei film sono state realizzate in collaborazione con la Mediateca Regionale Toscana.

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Crisi economica e droghe leggere

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

Se negli Usa può sembrare l’idea di un parlamentare abitualmente estroso, come e’ il democratico Jared Polis che ha proposto legalizzazione di poker online e di marjuana per maggiori introiti fiscali che, per il fatto di essere totalmente nuovi non costerebbero nulla, in Italia l’idea non sarebbe tanto peregrina, Il poker online, dallo scorso 18 luglio, nella versione cash (con soldi durante tutto il gioco) in Italia è una realtà che, nei suoi primi 15 giorni di vita ha visto gli italiani divertirsi con ben 350 milioni di euro. Una realta’ col proprio codazzo di introiti fiscali per l’Erario. Le droghe leggere sono anch’esse una realtà quotidiana, ma che allo Stato (e all’Erario per mancati introiti) costano molto come uscite. Non solo, ma con provvedimenti e campagne i cui risultati sono il contrario di quelli prefissi (calo di consumo e delinquenza connessa). Nonostante i divieti, gli italiani continuano a farsi le canne acquistando dal mercato nero o coltivando clandestinamente in proprio, mentre le varie polizie usano larghi spazi del loro impegno per cercare di combattere consumo, spaccio e traffico. E’ facile immaginare come un prodotto cosi’ diffuso, con un’alta domanda sempre in crescita, se l’offerta arrivasse da canali legali (e quindi soggetti al Fisco), rappresenterebbe un vantaggio economico per lo Stato. Vantaggio che lo Stato avrebbe anche da un impegno delle forze dell’ordine più concentrato su altre questioni: quindi non sarebbero, come ora, in cronica necessità di organico, mentre le altre illegalità che nuocciono alla comunita’ sarebbero meglio combattute, con un conseguente minor costo per tutti. Alcuni esempi: coltivare una piantina di cannabis in casa per uso ludico, come minimo sarebbe gravato dall’Iva e da un’autorizzazione, almeno all’inizio per evitare speculazioni da parte della delinquenza che oggi rifornisce il mercato clandestino; Iva che, invece, non dovrebbe esserci se la coltivazione fosse a scopo medico. Nuovi negozi e nuovi produttori si presenterebbero su un mercato che, soprattutto all’inizio, sarebbe in forte crescita… e tutti pagherebbero le tasse, anche perche’ meglio controllati da una Guardia di Finanza che non dovrebbero piu’ perder tempo a cercare nelle scuole i ragazzini che si portano gli spinelli. Fantaeconomia e fantapolitica? Probabilmente per chi ha fatto del divieto all’uso di droghe leggere una battaglia ideologica, strumento delle proprie velleita’ moralizzatrici. Ma per chi ha una visione serena dello Stato e delle leggi, cosi’ come dei diritti degli individui, siccome stiamo parlando di sostanze che fanno molto meno male di altre droghe oggi legali, come alcool e tabacco, la loro legalizzazione rappresenterebbe un vantaggio per chiunque, sia economico che sociale e civico. Sparigliare sui presunti convincimenti diffusi e’ un’arma che, in situazioni economiche difficili come l’attuale, può rappresentare una delle possibili soluzioni. (fonte aduc)

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Crisi economica e ponte sullo stretto

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Alla crisi economica, politica, occupazionale, in corso, alla quale la Sicilia assiste come Oggetto passivo, non si può, – a giudizio degli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu, – porre rimedio con la proposta ossessiva del ponte-imbuto; con la proposta ossessiva del ponte-antisicilia; con la proposta ossessiva del ponte capace di porsi come alternativa (immaginaria) ad ogni reale esigenza di collegamenti fra la Sicilia e l’Europa e fra la Sicilia ed il Mondo; con la proposta ossessiva del Ponte Faraonico, che, nella migliore delle ipotesi, funzionerebbe qualche settimana l’anno esclusivamente per le ferrovie; con la proposta ossessiva del ponte che potrà collegare stabilmente la mafia con la ‘ndrangheta; con la proposta ossessiva del ponte che farà arricchire tutti gli speculatori. Ed infine: con la proposta ossessiva del ponte come panacea di tutti i mali della Sicilia …. Ed i recenti terremoti ancora in corso nel Merssinese semberano darci ragione. Ma la classe politica dominante, – a maggioranza “Pontista”, – forse per non contraddirsi sulla presunta utilità del ponte della vergogna, non ha ancora approntato un piano di emergenza per le popolazioni ed i Comuni più direttamente interessati. Vergogna! (Giuseppe SCIANO’ Segretario Politico FNS)

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Il coraggio della fuga

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2011

Si tratta di fuga dalle proprie responsabilità, mirata a rinverdire un indice di gradimento appannato. Il governo imposta la manovra imposta dall’UE che dovrebbe aggirarsi intorno a 45 miliardi di euro; l’impostazione governativa prevedere una mini manovra quest’anno e rimanda alla coalizione che dovesse vincere le elezioni del 2013 l’onere di affrontare il grosso della manovra. Un ritardo operativo nell’affrontare l’attuale crisi economica, sostenuto da un folle incitamento all’ottimismo, al consumismo, ad evitare i risparmi e a non cambiare usi e costumi consumistici per mantenere in vita il circuito monetario che favorisce solamente i fornitori di servizi inutili. Negli ultimi otto anni ha governato Berlusconi, ed è fuori da ogni dubbio che non è stato in grado di affrontare i problemi provocati dalla crisi, anche per interessi personali legati alle pubblicità televisive che avrebbero risentito della contrazione dei consumi, oltre agli interessi personali legati alla catena di supermercati di proprietà maggioritaria della Fininvest.
Nulla è stata progettato per stimolare l’occupazione, la ripresa delle attività produttive, mentre la piccola e media borghesia, ignorando i consigli governativi, ha insistito nel risparmio, mantenendo un montante globale superiore al debito pubblico. Ora si perfeziona la grande fuga, delegando un governo futuro a bruciarsi con i conti fuori controllo, mentre il cavaliere si offre al dialogo con le opposizioni nel patetico tentativo di ingraziarsi i favori in vista della sua scalata al Quirinale. (Rosario Amico Roxas)

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Le “toppe” di Franco Frattini

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

Franco Frattini, Italian politician

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“Il ministro degli Esteri Franco Frattini la smetta di fare la foglia di fico del presidente del Consiglio Berlusconi, perché alla fine la toppa è peggiore del buco. La sofferenza vera è quella che il premier infligge al paese, preso come è dalle sue ossessioni mentre il paese annega in una crisi economica spaventosa. Di questo avrebbe dovuto parlare con Obama, di crisi economica, sviluppo e crescita, non certo dei suoi nuclei paranoici” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta le dichiarazioni del ministro degli Esteri Frattini. “Altro che assoluzioni. Se il presidente è stato assolto in alcuni casi è stato solo grazie alle leggi ad personam che si è confezionato. In un paese normale ci si difende nel processo, non dal processo” conclude Borghesi.

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Campagna “Libera la benzina”

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2011

Non accenna a diminuire, come avevamo previsto, l’ondata di aumenti dei carburanti, complici (non giustificati) il conflitto nord africano e il terremoto in Giappone – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario – Il raggiungimento della quota di 1.60 euro, in particolare nelle regioni del mezzogiorno d’Italia, è diventato insostenibile per il reddito delle famiglie e per lo stesso Sistema Paese. Aumenti che rischiano di innescare una pericolosa spirale, visti il perdurare della crisi economica e l’inflazione galoppante. Il Governo – prosegue Giordano – deve intervenire su tre fronti: tagliando immediatamente le accise, aprendo i mercati alla concorrenza e monitorando l’andamento dei prezzi praticati dalle compagnie petrolifere per evitare eventuali speculazioni dovute all’aumento del costo del barile. In particolare per quest’ultimo punto, Adiconsum ribadisce la necessità che per tale controllo intervenga anche l’Autorità per l’energia. Infine Adiconsum chiede l’immediata convocazione del Tavolo tra associazioni consumatori, compagnie petrolifere, distributori e Governo. Adiconsum appoggia, inoltre, la Campagna “Libera la benzina” lanciata dalla Cisl-Fegica Cisl-Confesercenti, raccogliendo le firme presso le proprie sedi territoriali dislocate in ogni provincia del Paese (v. sezione “dove siamo” suwww.adiconsum.it). Con la sterilizzazione dell’Iva e la promozione di una maggiore concorrenza – conclude Giordano – si stima un risparmio per le famiglie di 400 euro/anno.

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Robin Hood Tax

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

17 febbraio Giornata Mondiale di Mobilitazione per l’introduzione della Robin Hood Tax La Robin Tax – spiega Pietro Giordano, segretario nazionale Adiconsum – è un’imposta sulle speculazioni a carico delle istituzioni finanziarie, già adottata da oltre 40 Paesi. A suo favore, o comunque dandone un’interpretazione positiva, si sono pronunciate le grandi istituzioni internazionali, dal Fondo Monetario Internazionale alla Commissione europea all’ONU.  Secondo le più recenti stime, la Robin Tax potrebbe raccogliere circa 400 miliardi di dollari l’anno; fondi da utilizzare per attenuare gli effetti della crisi economica, contrastare il cambiamento climatico e combattere la povertà nel mondo. Un’imposta che non graverebbe i cittadini, ma chi è stato artefice della crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo negli ultimi anni falciando posti di lavoro e riducendo gli interventi pubblici anche nei settori più importanti, come quello delle infrastrutture e del sostegno ai redditi più bassi, dei contributi a favore del terzo e del quarto mondo e per la tutela del clima. La tassa – prosegue Giordano – graverebbe esclusivamente sulla compravendita di beni finanziari, obbligazioni e derivati; pertanto sarebbero interessate le istituzioni finanziarie, quali le banche d’investimento e i fondi speculativi, cioè i soggetti maggiormente responsabili della crisi. Più in particolare, la tassa andrebbe a colpire quella miriade di operazioni speculative che le istituzioni finanziarie compiono ormai in frazioni di secondi (high frequency trading – HFT). L’introduzione della Robin Tax avrebbe il non secondario effetto di ridurre la speculazione e quindi produrre una maggiore stabilità dei mercati finanziari.Per tutti questi motivi – conclude Giordano – Adiconsum si attiverà nei prossimi giorni, insieme a Cisl e Fiba Cisl, in vista dell’importante riunione dei Ministri delle Finanze nei giorni 17 e 18 febbraio, per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Autorità, per la rapida introduzione della Robin Hood Tax.

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Flussi migratori e crisi economica

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 dicembre 2010

Milano – 17 dicembre 2010 – Università Bocconi  Il convegno “Flussi migratori e crisi economica: questioni globali e riflessi locali”, organizzato dalla Fondazione Franceschi il 17 dicembre presso l’Università Bocconi,  affronta l’immigrazione in questa  prospettiva, con l’obiettivo di offrire – gratuitamente – un momento di riflessione e di confronto a esperti, amministratori, studenti universitari e alla cittadinanza.  La giornata si aprirà con relazioni di taglio più generale, allo scopo di tracciare il quadro mondiale dell’immigrazione,  per poi soffermarsi sui singoli casi-Paese, tra cui l’Italia. Ai lavori partecipano studiosi di chiara fama, italiani ed esteri (si veda programma). E’ inoltre prevista una Tavola rotonda che approfondirà il rapporto tra flussi migratori e orientamenti socio-culturali in Europa. Il convegno prosegue nel pomeriggio con approfondimenti e case-history a cura del Network Roberto Franceschi, che avvia così i suoi lavori. Il Network, nato nel 2010, è composto da giovani studiosi attivi in Italia e all’estero, che negli anni scorsi hanno conseguito il Premio Franceschi. Questa “rete di saperi” di alto livello svolgerà attività di studio nel campo della multimedialità e offrirà un supporto continuativo di counseling e tutoraggio alla popolazione universitaria.

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Crisi economica e Beni Culturali

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Paestum 19 Novembre 2010 – Sala Velia – ore 17.00. In cinese, la parola crisi è composta da due caratteri che significano “rischio” e “opportunità”. Ogni crisi è al tempo stesso rischio ma anche opportunità di rinascita su basi diverse, su diversi presupposti.  Il convegno si pone l’obiettivo di un ragionamento di ampia portata  sul rapporto fra beni archeologici ed economia nell’ottica del momento di crisi economica. Quali conseguenze sta provocando questa congiuntura economica sul mondo dei lavori legati ai Beni Culturali? È possibile tramutare una crisi in opportunità di crescita e valorizzazione, ad esempio con iniziative mirate nel campo del turismo culturale, o attraverso un rilancio della valorizzazione delle professioni? Intervengono Antonio Iannone – Assessore alle politiche giovanili della Provincia di Salerno  Matteo Orfini – Responsabile cultura e informazione del Partito Democratico  Livia Potolicchio – Dipartimento Ambiente e Territorio CGIL  Marina Cipriani – Direttore Museo Archeologico Nazionale di Paestum Augusto Palombini – Confederazione Italiana Archeologi  Fabio Faggella – Cooperativa Archeologia  Francesca Longobardo – Apoikia s.r.l. Paolo Cosenza – Impresa Ingegneri Paolo e Mauro Cosenza s.r.l. Modera Alessandro Pintucci – Confederazione Italiana Archeologi

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Camera deputati: fido e fuffi all’ordine del giorno

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Di cosa discuterà il Parlamento la prossima settimana? Tenetevi forte roba da urlo. Niente popo’ di meno che di “animali da compagnia”. 945 parlamentari della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, discuteranno di come proteggere al meglio Fido e Fuffi, i migliori amici dell’uomo. Nulla in contrario, per carità, nei confronti dei cuccioli a quattro zampe, a pelo corto o lungo che siano, miagolanti o abbaianti. Ma c’è qualcosa che non va, “sa va sa dir”, se il Parlamento della Repubblica italiana paga 945 tra deputati e senatori per occuparsi di Fido e Fuffi mentre il Paese sta affogando in una crisi economica epocale. Il Parlamento della Repubblica italiana, nel mese di settembre 2010, ha svolto 4 sedute con votazioni. Tradotto dal parlamentarese, ha lavorato 4 giorni in un mese: una mezza giornata al mattino, una mezza giornata al pomeriggio e due giorni mattina e pomeriggio. Ad ottobre, anche se manca una settimana, non è andata meglio, 6 sedute in tutto: un mezza giornata al mattino, tre mezzi pomeriggi, e due giorni mattina e pomeriggio. Fine dei giochi. In due mesi, 60 giorni, il Parlamento ha lavorato 10 giorni, distribuiti comodamente tra mattina e sera. Credo che qualunque cittadino ci metterebbe la firma sotto un contratto del genere, per di più strapagato. Fuori dalla facile demagogia, il problema è che noi di Italia dei Valori ci vergogniamo di essere pagati per non lavorare. Per questo, denunciamo da sempre e oggi con maggior forza, all’opinione pubblica, questa situazione di cui la totale responsabilità ricade sull’immobilismo del governo che non porta in Aula un solo provvedimento utile al paese ma solo disegni di legge con la velocità di un bradipo addormentato, ratifiche  di convenzioni europee, tra cui l’indispensabile e fondamentale su Fido e Fuffi. Volete sapere quanti disegni di legge ha approvato il Parlamento nel mese di settembre? Zero. Quanti decreti legge? Zero. Quanti documenti, cioè aria fritta? Nove. Quante mozioni grazie all’opposizione? Tre. E una ratifica. Fine, game over. Ad ottobre, i disegni di legge sono stati 5, i decreti legge uno, un documento, tre mozioni e una ratifica. Fine, game over. Sono riusciti a fare di peggio del peggio già raggiunto negli stessi mesi nello scorso anno. Settembre 2009: 6 sedute in tutto. Il Parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Ottobre 2009: 3 sedute in tutto. Il parlamento ha lavorato 3 giorni su 30. Per produrre la modifica cifra di 7 disegni di legge, un decreto con fiducia, e tre mozioni. Roba da far ridere i polli. Gli italiani possono stare tranquilli: con Berlusconi e questa maggioranza che ormai non c’è più, il Parlamento è impantanato, immobile, fermo e, mentre Berlusconi pensa a come bloccare i suoi processi, le sue aziende prosperano. Con buona pace dell’Italia e degli italiani. (Massimo Donadi parlamentare I.d.V.)

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Idv: adesione al “No B-Day 2”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 agosto 2010

L’Italia dei Valori aderisce con convinzione alla manifestazione del ‘No B-Day 2’, indetta dal Popolo Viola il prossimo 2 ottobre a Roma. Ancora una volta scenderemo in piazza al fianco dei cittadini per ribadire il nostro fermo dissenso al governo Berlusconi, alle leggi ad personam, al ddl intercettazioni, e a questa politica strumentale. Lo abbiamo fatto più volte, durante la scorsa primavera. Abbiamo affollato le piazze d’Italia, da Nord a Sud, sempre al fianco di quei cittadini bistrattati da un Governo che pensa a tutelare la cricca dimenticando o nascondendo la crisi economica, le aziende in difficoltà, i cassaintegrati, i precari della scuola e i cervelli in fuga verso l’estero a causa dei tagli alla ricerca. Saremo presenti anche al ‘No B-day2’. Sarà un appuntamento importante per dare voce a tutti coloro che sono stanchi di una maggioranza che fa acqua da tutte le parti, e che pensa solo a insultarsi e a litigare invece di far fronte alle gravi emergenze che attanagliano il Paese. Mai come in questo momento è importante richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla questione morale ancora irrisolta, sulla grave crisi che si sta consumando all’interno del Pdl, immobilizzando le attività parlamentari, e sulla necessità di cambiare la legge elettorale vigente.

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Crisi economica e intolleranza

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

La crisi economica ha inasprito le tensioni razziali nel Vecchio Continente. A lanciare l’allarme è il rapporto 2009 della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza, organo facente capo al Consiglio d’Europa, pubblicato oggi da West. Il testo, pur senza nominare nello specifico alcun paese, non lesina bacchettate. Anzitutto partendo dalla premessa che l’ondata di tagli alla spesa pubblica e l’aumento della disoccupazione accresce in tutta evidenza il rancore sociale soprattutto nei confronti dei Rom e degli immigrati. Secondo l’ECRI molti paesi avrebbero in qualche modo contribuito al dilagare di queste gravi tensioni, non combattendo con la necessaria energia il fenomeno di crescente stigmatizzazione sociale delle minoranze. Che, sempre più spesso, sono vittime di trattamenti,da parte degli organi della magistratura e della forze dell’ordine, non solo apertamente discriminatori ma, in non pochi casi, fuori dai confini della legalità. Il problema ricorda l’ECRI è che in vari paesi manca, inoltre, una legislazione capace di prevenire e al contempo punire i casi di razzismo. E la stoccata finale il rapporto la riserva  “all’introduzione di restrizioni di ordine giuridico contro i musulmani”. Chiaro riferimento alla sindrome che sta contagiando molte nazioni sulla imprescindibile necessità di  dover “fare qualcosa contro il burqa”  e al voto referendario contro i minareti della Svizzera.

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Giovani e crisi economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 maggio 2010

San Lazzaro (Bo) 27 maggio, alle ore 12, la Sala di Città (piazza Bracci, 1) ospita “Crisi economica e globalizzazione: ne parlano gli studenti”, incontro promosso dall’Assessorato alla Qualità Educativa e dagli Istituti Majorana e Mattei di San Lazzaro.  All’iniziativa partecipano Giorgio Archetti, vicesindaco ed assessore alla Qualità Educativa, Magda Babini, responsabile Camera del Lavoro Intercomunale di San Lazzaro, Silvia Querzola, area manager CNA Servizi Bologna, ed i rappresentanti d’istituto e di classe degli Istituti Majorana e Mattei.  Nel corso dell’incontro saranno presentati i risultati di “Giovani e crisi economica”, una indagine promossa all’assessorato alla Qualità Educativa in collaborazione con gli istituti superiori “E. Mattei” e “E. Majorana”.  Il questionario è stato somministrato in forma anonima a 755 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 20 anni degli I.I.S “E.Mattei” e “E.Majorana”. Il 61% del campione frequenta l’istituto tecnico, il 24% il liceo scientifico, il 15% il liceo delle scienze sociali.  Dall’indagine risulta che 745 ragazzi sanno della crisi e la loro fonte di informazione principale – domanda a risposta multipla – è stata la televisione (560 risposte). A seguire la famiglia (353), la scuola (292), i giornali (268), la radio (155) ed internet (125). Alta la richiesta di maggiore informazione: 514 contro 241.  I ragazzi, poi, pensano che le categorie più colpite dalla crisi – domanda a risposta multipla – siano i lavoratori precari (425), i disoccupati (290), i giovani (288), i lavori dipendenti (253), gli anziani (174), i lavoratori autonomi (159), le donne (53).  In 415 su 755 hanno risposto che la crisi non ha creato problemi alla famiglia di appartenenza. La contrazione dei consumi a detta dei ragazzi – domanda a risposta multipla – si è registrata per quello che riguarda le vacanze (182 risposte), lo svago (110 risposte), l’abbigliamento (87), le uscite serali (79), la musica (44), gli alimentari e lo sport (24), i libri (18).  Presentando l’iniziativa, il vicesindaco Giorgio Archetti ha dichiarato quanto segue: «Nel corso degli incontri del gruppo di lavoro che si è occupato della progettazione partecipata del Bando “Il Futuro in una Borsa”, più volte si è affrontato con gli studenti che vi partecipavano il tema della crisi economica e delle sue conseguenze sulle famiglie. Visto il particolare interesse dimostrato dai ragazzi, abbiamo pensato di approfondire questo argomento proponendo un’indagine sulla percezione che gli studenti hanno del fenomeno e dell’influenza che questo ha sui loro consumi e stili di vita».

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L’Africa nella crisi economica

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 maggio 2010

Roma 28 maggio, alle 17.00 Palazzo Marini, Camera dei Deputati, Sala Colonne, Via Poli 19 (angolo con via del Pozzetto).   Quinta lezione del Corso 2010 su “L’Africa e la giustizia internazionale” che sarà tenuta da Esther Mujawayo, sfuggita al massacro in Rwanda nel 1994, autrice del libro “Il fiore di Stephanie”, Edizioni E/O 2007 e dal Prof. Gabriele Della Morte, ricercatore all’Università Sacro Cuore di Milano. Il Prof. Della Morte sarà osservatore per conto della Fondazione Basso-Sezione internazionale alla Conferenza di Kampala (Uganda) per la revisione dello Statuto della CIP (Corte Penale Internazionale).

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Sponsor: calo dell’8,9%

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Il mercato delle sponsorizzazioni in Italia nel 2010 tornerà, almeno in termini nominali (senza considerare quindi l’inflazione), sui valori del 1999. Secondo le stime contenute nell’ottava edizione dell’Indagine Predittiva “Il Futuro della Sponsorizzazione” di StageUp – Sport & Leisure Business e Ipsos, gli investimenti complessivi, al termine dell’anno in corso, si attesteranno a 1.465 milioni di euro, arretrando dell’8,9% rispetto al 2009.  Fra i principali motivi che porteranno alla flessione, la seconda consecutiva dopo quella del 2009, peserà la tendenza ad una riallocazione dei budget dedicati alle attività di comunicazione e relazione verso i settori a più alto ed immediato ritorno commerciale, la riduzione delle aziende attive in sponsorizzazioni ed una contrazione generalizzata del budget da queste investito, a cui si accompagna una forte razionalizzazione nell’allocazione delle risorse. A fronte di ciò non emergono aziende, anche di settori emergenti, capaci di compensare nell’immediato la riduzione degli impegni dei player consolidati. Il mercato si prevede che tornerà a crescere nel 2011 attorno al 4/5%. Nel 2009, sempre secondo l’Indagine Predittiva “Il Futuro della Sponsorizzazione”, sono stati investiti nel mercato delle sponsorizzazioni (sport, cultura e sociale) 1.608 milioni di euro, con un decremento del 10,4% rispetto al 2008.  Il comparto ha fatto segnare una forte flessione seppure su livelli più contenuti rispetto a quello dell’advertising che, nel 2009, ha avuto un calo di oltre 15 punti percentuali. Le ragioni principali della migliore tenuta del mercato delle sponsorizzazioni sono riconducibili principalmente a motivazioni strutturali, come i contratti pluriennali a valori bloccati già stipulati, specie in ambito sportivo, prima dell’inizio della crisi economica.

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