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Scuola crisi di governo e decreto precari

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Anief attende la formazione di un nuovo esecutivo per portare avanti subito i sei punti di legislatura sulla scuola: adeguamento degli organici di fatto a quelli di diritto e organici differenziati per territorio; reclutamento dalle attuali graduatorie (gae, gm, gmre, gi); stabilizzazione dei precari docenti, ata, educatori ed assistenti alla comunicazione, lsu; conferma dei ruoli degli insegnanti assunti con riserva dopo il superamento dell’anno di prova; parità di trattamento tra personale precario e di ruolo con rivisitazione della ricostruzione di carriera; utilizzo delle risorse risparmiate nella scuola per rinnovare i contratti immediatamente con aumenti medi di 200 euro mensili e mobilità ordinaria annuale insieme a corsi abilitanti ordinari. Se poi la legislatura continuasse al di là dell’approvazione della legge di stabilità si potrebbe anche approvare la legge sulle classi pollaio, aggiornare la riforma sul sostegno, introdurre l’educazione fisica nelle scuole, abolire gli ambiti territoriali, sanare il contenzioso pendente su tutti i concorsi in atto, reintrodurre l’insegnamento su moduli nell’infanzia e primaria, riportare l’obbligo scolastico a 18 anni. Anief come sindacato è pronto a farsi ascoltare e a portare soluzioni concrete al personale della scuola.Smemorati o ignari delle regole istituzionali, oggi, a crisi di Governo in corso, alcuni sindacati maggiori denunciano quanto ogni giorno Anief dice da tempo: a settembre sarà record di supplenti. E invocano il rispetto di un patto di governo che si era tradotto in un non risolutivo decreto-legge senza intese tra le forze dell’ex maggioranza parlamentare. A governo ormai finito chiedono che “il lavoro unitario dei sindacati rappresentativi della scuola non venga disperso e la scuola non paghi per l’ennesima volta l’incuria della politica”. Marcello Pacifico (presidente Anief) denuncia: “Basta prendere in giro i supplenti della scuola italiana. Dopo l’ennesimo comunicato propaganda, si abbia almeno un po’ di rispetto per i sacrifici di chi ogni giorno si spende professionalmente e con dedizione nelle nostre scuole. Lo scorso mese di maggio potevamo scioperare tutti insieme, si sarebbe tornati a riempire le piazze a quattro anni di distanza dalla vergognosa Buona Scuola e a mandare un segnale importante per risolvere il problema del precariato. Invece, hanno preferito fermarsi per fare una foto a Palazzo Chigi e sottoscrivere un accordo farlocco, che sin dal primo momento si era compreso che non avrebbe portato a nulla. Ecco perché ora chiediamo che abbiano rispetto per i 200 mila precari, anche stavolta abbandonati al loro destino. Mi chiedo dove sono stati quando siamo scesi in piazza tange volte per chiedere la riapertura delle Gae, la stabilizzazione di tutti i precari, la tutela di aveva un diploma magistrale o tecnico-pratico?”

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Scuola – Crisi di Governo: quali provvedimenti rimangono in vigore e quali potrebbero saltare

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2019

Rimangono gli 80 euro, l’aumento dell’indennità di vacanza contrattuale, la possibilità seppur con risorse esigue di rinnovare i contratti, l’aumento delle ore nei licei musicali ottenuto da Anief e quello relativo a duemila posti in tempo prolungato, la stabilizzazione dei 12 mila Lsu e la trasformazione di alcuni contratti par time, l’abolizione del FIT, dei nuovi concorsi riservati per i precari con 36 mesi e degli ambiti territoriali nella mobilità, tutti provvedimenti decisi nella legge di stabilità (art. 1, legge 145 del 30 dicembre 2018, commi 436, 440, 730, 738, 760, 792, 796). I provvedimenti attuativi dovranno essere presi da un esecutivo di transizione o da un nuovo esecutivo politico di legislatura. Salta, invece, l’accordo di Palazzo Chigi del 24 aprile 2019 per il quale i sindacati rappresentativi, eccetto Anief, avevano revocato lo sciopero generale alla vigilia delle elezioni europee, perché il nuovo Governo, di qualsiasi scopo sia, non avrà più la stessa maggioranza politica per trovare la copertura di un aumento di 100 euro (dopo quattro mesi mai aggiornata nel DEF) e mettere paletti a un’autonomia differenziata, mai fortunatamente definita. E salta anche il testo sconosciuto di un Decreto legge, salvo o meglio senza intese, approvato il 6 agosto da quel Governo oggi in crisi con annesso quel piano straordinario, inutile, sul precariato che avrebbe salvato 24 mila precari con 36 mesi e lasciato nel limbo gli altri 200 mila. E i concorsi ordinari? Bisognerà leggere il prossimo disegno di legge di stabilità dopo che la Commissione Ue avrà multato l’Italia per aver tradito le norme euro-comunitarie sull’abuso dei contratti a termine.Il bilancio di un anno di Governo è, pertanto, negativo per la scuola, ma non lo dice un sindacato. In verità, sono i politici che lo ammettono. Una per tutte, la dichiarazione dell’ex vice-premier Salvini sulle tante cose fatte bene che trova un Sì per la scuola, università e ricerca, soltanto nelle telecamere che avrebbe voluto introdurre nelle scuole come in un carcere e in violazione della normativa comunitaria, dimentico del proprio ministro della Lega, Bussetti, quasi che non fosse stato mai a Viale Trastevere in questi 14 mesi.

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