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Posts Tagged ‘crisi’

L’azienda Italia? È abbastanza forte per superare la crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2020

A cura di Valentino Pediroda, AD di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito. Dieci anni dopo la Grande Crisi Finanziaria, la grande Azienda Italia è meno indebitata e più redditizia e, a piccoli passi, guadagna terreno sul fronte del merito di credito, la cui qualità aumenta sensibilmente, con il rating che sale di un notch, passando in media da B a BB. Ma soprattutto raddoppiano le quote di aziende tripla A e doppia A, a scapito delle junk (tripla C e doppia C, pressoché dimezzate). È una buona notizia anche perché nel frattempo gli strumenti di analisi del rating sono diventati più sofisticasti e dunque più affidabili, in grado di cogliere, con l’analisi previsionale affiancata a quella storica tutte le sfumature delle possibili insolvenze. Un’evoluzione che hanno subito gli stessi strumenti di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito, a partire dal modello di credit scoring More, che si è arricchito grazie ad AI e machine learning, e di For-St, modello previsionale modulare che consente di proiettare i bilanci nel futuro per prevederne la solidità. Buone notizie anche sul fronte qualitativo. Migliorano molto i parametri di bilancio, a partire dai livelli di indebitamento sia complessivo sia finanziario. Il leverage, che misura l’indebitamento totale di un’impresa esprimendo il grado di dipendenza da fonti di terzi, dovrebbe posizionarsi tra 0 e 2 per un’adeguata proporzione delle fonti di investimento, mentre ratio superiori al 3 segnalano un forte squilibrio. Il leverage delle nostre aziende è significativamente migliorato dal 2,71 del 2007 all’1,91 del 2019. Situazione simile per il leverage finanziario, che indica l’indebitamento finanziario e che è passato da 0,53 a 0,40. Un altro dato interessante è relativo al current ratio, che misura la capacità dell’impresa di ripagare i debiti a breve termine (attività correnti/passività correnti). Nelle attività correnti rientrano le risorse di denaro liquido dell’azienda e quelle che si presume possano essere convertite in denaro entro un anno: per questo parametro è auspicabile che il valore si collochi tra 1,5 e 2,5. Le nostre aziende sono vicine al limite inferiore di questo range con un risultato pari a 1,46 (dall’1,29 del 2007). Mostra un miglioramento anche il quick ratio (che valuta l’ammontare di debiti finanziari in scadenza che possono essere ripagati velocemente, senza attendere il rientro di liquidità dal magazzino) passato da 0,99 a 1,08. Non si osservano invece variazioni in termini di Roi (il parametro che misura la reddittività degli investimenti) pari al 3,7%, al contrario del Roe (che misura la reddittività del capitale proprio ovvero la bontà dell’investimento nell’impresa) e che si è portato al 6,5% dal 3,9% del 2007 (+67%). Il futuro ci riserva molte nuove sorprese su questo fronte. Stiamo prepotentemente entrando nel campo delle valutazioni nowcasting (previsioni a brevissimo termine), che permettono di conoscere in real-time l’evoluzione della solvibilità delle imprese istante per istante. La normativa PSD2, che di fatto apre l’accesso ai dati bancari sui pagamenti, rappresenta una spinta in questo senso, perché consentirà di sfruttare dati aggiornati, necessari allo sviluppo di modelli di valutazione del rischio in nowcasting. Tuttavia, c’è ancora molto da fare laddove c’è mancanza di trasparenza. Vi sono delle tipologie di aziende e situazioni dove strutturalmente manca l’informazione ed è necessario colmare l’insufficienza di dati. Al momento siamo più pronti tecnologicamente di quanto non lo siamo a livello di dati. (abstract)

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“L’incapacità di Zingaretti nella gestione della crisi Covid-19 è ormai manifesta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Così i parlamentari di Fratelli d’Italia eletti a Roma Federico Mollicone e Maria Teresa Bellucci, nel corso della conferenza stampa con il coordinatore regionale Trancassini, il capogruppo Fabrizio Ghera e il gruppo regionale del Lazio di FDI – Nel 2011 il Lazio aveva 46 ospedali a gestione diretta, nel 2017 erano 33. A Roma il Forlanini, il Santa Maria della Pietà, il San Giacomo hanno chiuso; il San Filippo Neri, il Sant’Eugenio e il San Camillo sono stati ridimensionati. Zingaretti ha fallito sotto ogni fronte della politica sulla sanità della Regione Lazio e scandali come quello sulle mascherine. Presenteremo un question time in commissione Affari Sociali, con i colleghi Rampelli e Frassinetti fra i firmatari, per chiedere, come proposto da FareVerde, che i milioni di mascherine ogni giorno in distribuzione nelle scuole e nella pubblica amministrazione siano riciclabili e che vengano incentivati i sistemi di smaltimento rifiuti adatti per i dispositivi come le mascherine. Rischiamo la dispersione nell’ambiente di materiali dannosi, specialmente per i nostri mari.”

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Evitare una crisi drammatica per l’ossigenoterapia domiciliare

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

“Si sta creando in tutta Italia una situazione gravissima per quanto riguarda le bombole per l’ossigenoterapia domiciliare che, è bene sottolinearlo, è il primo e indispensabile presidio per i malati Covid, ma anche per tanti altri affetti da patologie respiratorie croniche” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “In queste ore ci giungono moltissime segnalazioni di carenze di bombole da molte Regioni, dalla Lombardia come dalla Campania. Ringrazio tutti i farmacisti che si stanno prodigando, come durante il lockdown, per recuperare le bombole vuote” prosegue Mandelli “ma chiediamo a tutti i cittadini che ci aiutino a superare questa emergenza: una volta esaurita, la bombola deve essere riportata tempestivamente alla farmacia, in modo che possa essere sanificata, riempita e messa a disposizione di altri pazienti”.

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Si aggrava la crisi umanitaria in seguito agli scontri in corso nel Tigrè, in Etiopia

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2020

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, esprime profonda preoccupazione in merito all’aggravarsi della crisi nell’Etiopia settentrionale, dove gli scontri in corso tra il governo federale etiope e le forze del Tigrè stanno costringendo migliaia di persone a fuggire, più delle metà delle quali minori.Dallo scoppio delle violenze, a inizio novembre, oltre 14.500 minori, donne e uomini sono fuggiti in Sudan per mettersi in salvo, andando a sovraccaricare le attuali capacità di assicurare assistenza. Nel frattempo, i servizi rivolti ai 96.000 rifugiati eritrei presenti nel Tigrè hanno subito gravi interruzioni e, secondo testimonianze, numeri crescenti di cittadini etiopi sarebbero costretti a fuggire all’interno della regione.L’UNHCR si appella a tutte le parti coinvolte affinché garantiscano l’incolumità e la sicurezza di tutti i civili nel Tigrè.In generale, le condizioni di vita e le condizioni operative nel Tigrè stanno divenendo più difficili, considerato che si registrano interruzioni di corrente e che i rifornimenti di carburante e cibo scarseggiano sempre più. Ogni canale di comunicazione è stato interrotto, impedendo qualunque possibilità di condivisione di informazioni.Il numero di rifugiati che cercano di mettersi al sicuro nel vicino Sudan è in rapido aumento, con oltre 4.000 persone che hanno varcato il confine in un solo giorno. Di queste, la maggior parte ha fatto ingresso dal varco di Hamdayet, e la parte restante da quello di Ludgi, rispettivamente negli Stati di Kassala e di Gadaref.Le persone in arrivo portano con sé pochissimi effetti personali, indicatore di come siano dovute fuggire in tutta fretta. I bambini appaiono esausti e impauriti. La maggior parte proviene da Humera, nel Tigrè, mentre altri dalle città limitrofe di Rawyan e Dima.L’UNHCR e i partner stanno intensificando gli aiuti, ma il numero di nuovi arrivati sta largamente superando le capacità di assistenza a disposizione sul campo.La capienza del centro di transito presso il varco di confine di Hamdayet permette di alloggiare 300 rifugiati, ma il sito è già sovraccaricato dall’arrivo di 6.000 persone. I servizi igienico-sanitari disponibili sono inadeguati e questo condiziona i livelli di igiene.Le persone che fanno ingresso dal varco di Lugdi sono temporaneamente accolte in un centro di transito allestito presso un sito chiamato Villaggio 8, a 35 km dal confine. Grazie al supporto del Programma alimentare mondiale (PAM/WFP) e di Muslim Aid, sono assicurati loro pasti caldi. Anche le comunità locali stanno generosamente assicurando supporto ai rifugiati procurando loro cibo.La Mezzaluna Rossa Sudanese ha fornito farmaci essenziali e dispiegato personale medico presso Hamdayet per condurre screening, anche per testare il contagio da COVID-19, in previsione di un rafforzamento dell’assistenza sanitaria nei giorni a venire. Considerato l’aumento di persone in fuga, il governo ha approvato l’allestimento di un campo rifugiati a Um Rakuba, a 80 km dalla frontiera, capace di accogliere fino a 20.000 persone. Attualmente, è in corso di individuazione un numero supplementare di siti.

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Rafforzare Made in Italy, oltre crisi Covid

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Digitalizzazione, formazione e aggregazione d’impresa. Parole chiave che restano una priorità per la tenuta e soprattutto il rilancio dell’export agroalimentare Made in Italy ancor più schiacciato dalle restrizioni per il Covid e presto alle prese con gli effetti sui mercati internazionali delle elezioni Usa. A esserne fermamente convinta è Cia-Agricoltori Italiani che lo ha ribadito in occasione del nuovo incontro di programmazione sul Piano Straordinario di Promozione del Made in Italy per il 2021-2022, promosso con le organizzazioni del settore agroalimentare e vitivinicolo dal sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, Manlio Di Stefano. Per Cia, infatti, è sempre più importante dare risposte nuove alle imprese del settore che devono far fronte a una crisi senza precedenti a causa della pandemia. In particolare, va preservato, nonostante le restrizioni, l’accesso e la permanenza nei mercati europei e internazionali, laddove, proprio come già indicato dall’Agenzia ICE, digitale, innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine per rivolgersi alle nuove generazioni di consumatori globali. In prospettiva, ed è ciò su cui Cia sta lavorando, la promozione deve passare per l’aggregazione, essenziale a favorire lo sviluppo di reti di impresa e strategie condivise di internazionalizzazione. A ciò va affiancato un adeguato piano formativo e una crescita delle aziende sul digitale. La promozione del Made in Italy non può prescindere da un salto di qualità da parte delle aziende, soprattutto delle medie e piccole imprese che contribuiscono, nonostante i numeri più esigui, alla ricchezza e alla valorizzazione del patrimonio agroalimentare italiano. In un contesto emergenziale, tutt’altro che risolto, sottolinea Cia, dare maggiore impulso ai prodotti nostrani sul mercato interno non è scontato, diventa anzi cruciale, come lo è la conferma di un peso specifico del Made in Italy agroalimentare e più in generale europeo, sul piano internazionale. Per questo Cia, guarda al 2021 come a un’occasione per la chiusura della contesa Ue-Usa sulla questione Airbus-Boeing e, soprattutto, per il superamento dei dazi aggiuntivi con la ripresa dei negoziati tra Europa e Stati Uniti, dopo il recente primo accordo sull’abbattimento tariffario. Attenzione poi all’export verso il Regno Unito con il rischio per 40 mila aziende italiane di perdere un importante sbocco commerciale senza l’accordo post Brexit. L’impatto di un “no deal” sul settore interromperebbe una scia positiva che ha portato nel decennio 2010-2020 a un aumento del 46% nelle esportazioni di cibo Made in Italy Oltremanica. “Bene che prosegua il dialogo con il ministero degli Esteri su criticità e progetti di promozione per affrontare le sfide all’orizzonte come lo sono anche la riforma della Pac e il Green Deal Ue -ha commentato per Aldo Alberto, della Giunta Cia e delegato all’internazionalizzazione-. Come dimostrato dal lavoro condiviso sui contenuti del Patto per l’Export, l’ascolto delle organizzazioni agroalimentare è utile a centrare priorità e obiettivi comuni. Attendiamo ora l’annunciata messa online da parte di ICE della piattaforma dedicata alla presentazione delle progettualità. Servirà, e su questo c’è nostra piena disponibilità -ha concluso Alberto- capacità di sintesi e coesione per arrivare con il Piano, a uno strumento concreto ed efficace”.

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Difendere risparmiatori italiani da crisi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 novembre 2020

“Tutelare il risparmio degli italiani investito nell’acquisto di titoli, che a causa della crisi economica prodotta dal diffondersi del Covid-19 rischiano di registrare pesanti minusvalenze”.A dirlo è il senatore di Forza Italia, Gilberto Pichetto Fratin, responsabile nazionale del Dipartimento Bilancio e Finanze, che ha presentato un disegno di legge in merito.”Oggi sono tanti i risparmiatori italiani che investono nell’acquisto di partecipazioni, titoli e strumenti finanziari e che stanno risentendo il contraccolpo della crisi economica, che ha portato a una riduzione del loro valore con il rischio di subire ingiuste perdite – spiega il senatore di Forza Italia. La legge consente di scomputare queste minusvalenze sulle plusvalenze realizzate ma in un periodo di quattro anni. Vista l’eccezionalità del momento sarebbe necessario garantire un tempo più lungo di scomputo, da fissare in 7 anni. Così come sarebbe opportuno che le minusvalenze fossero scomputate non solo dagli eventuali guadagni derivanti dalla vendita di partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, ma anche da altri strumenti come gli interessi, le rendite e i dividendi”.”Dobbiamo ricordare che il risparmio degli italiani ha sempre rappresentato una ricchezza fondamentale per il nostro Paese oltre che la pietra angolare del nostro sistema economico. Proprio il risparmio delle famiglie ha consentito di tenere in piedi l’Italia, e quindi bisogna mettere in atto tutte le misure necessarie affinchè questa crisi non eroda i risparmi delle famiglie”, conclude il senatore Pichetto.

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Gestione della crisi Covid-19, una “guida” per piccoli imprenditori e professionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

Santarcangelo di Romagna, 03 novembre 2020 – Il Gruppo Maggioli contribuisce allo sforzo collettivo di contrasto alla pandemia determinata dal virus SARS-CoV-2 con la pubblicazione di una vera e propria “guida”, che spiega come gli operatori economici possono affrontare, e possibilmente superare, la crisi economica derivante dall’epidemia.Con il peggioramento della situazione epidemiologica ed economica, dovuta alla seconda ondata, che ha già portato al lockdown la Francia, e a misure sempre più restrittive in tutti i paesi europei, Italia inclusa, diventa essenziale il tema trattato dal volume “Gestione della crisi Covid-19 per i piccoli imprenditori e professionisti – Soluzioni, strategie e strumenti per il superamento della crisi”, redatto da Massimiliano Di Pace, ed edito da Maggioli Editore.Il testo, che si sviluppa in 13 capitoli, distribuiti in circa 450 pagine, comincia con le più autorevoli previsioni sul futuro dell’economia (cap. 1), per poi focalizzarsi sull’analisi delle cause della crisi di impresa (cap. 2), la cui conoscenza, non solo consente di reagire meglio (cap. 3), ma soprattutto permette di individuare quelle misure organizzative e gestionali per il rilancio dell’attività, che costituiscono l’oggetto del cap. 4. Questo capitolo è il cuore del testo, in cui si delineano 100 idee per adeguare, alla situazione determinata dal Covid-19, la business idea e le varie attività (acquisti, produzione, vendita, finanza, personale, ecc.) che impegnano quotidianamente imprenditori di tutti i settori, così come professionisti e lavoratori autonomi di ogni specializzazione.Il testo illustra anche le misure messe in campo dal Governo, descritte in modo semplice ed essenziale nel cap. 5, senza dimenticare quelle di sicurezza sanitaria (cap. 6), e per meglio attuare tutte le misure, si propone di seguire la metodologia del Business Plan, descritta in modo pratico nel cap. 7, ed utilizzabile anche dagli operatori di minori dimensioni. Se tutte queste iniziative non fossero sufficienti, non c’è nulla di male nell’avvalersi delle soluzioni alla crisi di impresa, tanto più che esse consentono di continuare l’attività imprenditoriale o professionale. Pertanto, dopo aver richiamato le novità sulle procedure concorsuali (cap. 8), si illustra in modo semplice quelle destinate ai piccoli operatori economici, ossia l’accordo di composizione della crisi (cap. 9) e la liquidazione del patrimonio (cap. 10), per passare poi alle soluzioni previste dal R.D. 267/42 per le Pmi, ovvero il piano di risanamento (cap. 11), l’accordo di ristrutturazione dei debiti (cap. 12), il concordato preventivo (cap. 13). “L’idea alla base del libro – spiega l’autore del volume, Massimiliano Di Pace – è stata quella di offrire indicazioni pratiche e attuabili per trovare il percorso più idoneo per il superamento della crisi. Il testo è diretto a tutti gli operatori economici, salvo le grandi aziende, e quindi può essere utilmente valorizzato da Pmi, piccoli imprenditori di industria, artigianato, commercio, agricoltura, servizi, e lavoratori autonomi, così come dai professionisti che li sostengono, i quali possono trarre beneficio dai suggerimenti del libro anche per la propria attività”. È docente universitario dal 1998, e insegna International Trade all’Università di Tor Vergata dal 2010 e dal 2020 anche al Politecnico di Pechino (Bistu). Ha lavorato in 16 paesi esteri in 5 continenti, ed in qualità di Professore straordinario ha coordinato 2 Mba, uno in Inglese e uno in Russo, oltre a un Bachelor in Spagnolo. Ha pubblicato una ventina di libri in diritto di impresa, economia e politica economica, politiche e diritto comunitario, e oltre 1.100 articoli, di cui più della metà in quotidiani, ed i restanti in riviste economico-giuridiche. Ha svolto docenze presso una decina di università e oltre 1.000 giornate di formazione in un centinaio di enti, tra cui le principali associazioni di categoria, le Camere di Commercio e il mondo della Pa, in materie economiche, aziendali e giuridiche.

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C’era una volta… Un virus!

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 novembre 2020

Un brutto mostro che terrorizzava un mondo intero. Correva l’anno 2020. Questo piccolo, ma feroce animale riuscì a cambiare tutte le nostre abitudini. Generò crisi economiche, morti, depressioni, incertezze. Inizia così, quella favola che probabilmente i bambini ricorderanno tra tanti anni per ricordarsi quello che oggi stiamo vivendo. Si racconta che i bambini d’ allora si portarono avanti, per tutta la loro vita, alcuni traumi, come, ad esempio, indossare una mascherina che copriva i loro sorrisi e tratteneva il loro fiato. Poi ….. Venne Natale!! Fu allora che un’idea, creata da un giornalista, da sempre affascinato dalle favole che finiscono bene, pensò di far sì che quel Natale, diventasse il più bello che si potesse mai ricordare E’ così che è stato realizzato un progetto pensato per tutte le famiglie italiane, ma soprattutto per tutti i bambini e ragazzi L’idea è partita dal giornalista pugliese Antonio Rubino, rivedendo il capolavoro di Roberto Benigni, La Vita è Bella, quando, in un campo di concentramento, papà Guido inventò un gioco per esorcizzare un momento drammatico per il figlioletto Giosuè. Alla domanda: Cosa possiamo fare per rendere questo Natale un momento che non sia ricordato in maniera traumatica dai bambini? Ci si è fatti aiutare dalla nota psicopedagogista e scrittrice Maria Rita Parsi e la risposta è stata: Facciamo diventare questo Natale …. un gioco. Da diversi anni la Events & Promotion organizza eventi che hanno attirato migliaia di bambini, provenienti da ogni parte d’Italia, in diverse città italiane, tra queste Matera, Capitale della Cultura 2019 e lo scorso anno a Brindisi, nel cui porto, da un rimorchiatore è arrivato il Vero Santa Claus, accolto da migliaia di persone, soprattutto bambini. Nel progetto di Antonio Rubino, proprio Santa Claus è il personaggio nell’immaginario comune più amato dai bambini soprattutto a Natale. Visto che questo è un anno difficile, lo faranno arrivare, in ogni casa italiana, attraverso LA RETE. Ecco il segreto. Arriverà il 22 Novembre e vi rimarrà fino al 24 dicembre rigorosamente in diretta tutti i giorni. La sua casetta sarà raggiungibile attraverso un semplice dispositivo: un computer, un telefonino o una Smart TV, sintonizzato sul sito ufficiale wwww.santaclausitalia.it al quale si collegheranno un centinaio dei maggiori siti internet e pagine social, tra i più seguiti in Europa, che parlano di Santa Claus, di Babbo Natale, dei Villaggi di Babbo Natale e dei mercatini di Natale. Dal 22 Novembre fino al 24 di dicembre in diretta, oltre che con il Vero Santa Claus che chatterà con tutti i bambini, si potranno seguire dirette streaming, contenuti natalizi, vivere l’inedito Natale di personaggi televisivi famosi, ascoltare concerti natalizi, leggere storie, filastrocche e imparare le ricette dei dolci, suggerite da chef, ma anche da semplici nonne. Insomma, per oltre un mese si potrà vivere lo spirito natalizio restando tranquillamente a casa. SANTA CLAUS E’ IN ITALIA è il nome del grande progetto mediatico creato per la rete, con un potenziale di 5 MILIONI DI CONTATTI Ma a Natale, non potevano mancare i mercatini. I Mercatini di Natale di Santa Claus diventano Smart. In collaborazione con la Bookizon sono stati realizzati i primi mercatini di Natale on line. Raggiungibili direttamente da qualsiasi dispositivo. Poter passeggiare al suo interno come se si fosse in un grande centro commerciale restando comodamente a casa. I bambini sono la vera priorità. Ogni giorno, potranno chattare direttamente dalla rete, fino a tutto Natale, con il vero Santa Claus. Inviargli le letterine, attraverso email a letterine@santaclausitalia.it e ricevendo, in risposta, la speciale lettera inviata dall’Ufficio postale di Santa Claus o addirittura attraverso un videomessaggio personalizzato. Si potranno aiutare così anche dei bambini in un orfanotrofio africano Questo è l’evento immaginato e realizzato per rendere questo Natale, un gioco che si potrà ricordare per tutta la vita. A questa storia ciascuno può mettere il finale che ogni bella fiaba si merita: E tutti i bambini vissero felici e contenti!!!!

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E’ crisi idrica in Puglia e Basilicata nonostante la stagione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2020

Non si registrano significativi eventi piovosi sulla Puglia e, considerando le costanti necessità irrigue delle campagne a causa dei cambiamenti climatici (seppur ovviamente inferiori a quelle estive), si aggrava la crisi idrica in uno dei territori, principe dell’agricoltura italiana (con 50,62 milioni di metri cubi, le riserve idriche della regione sono più che dimezzate rispetto all’anno scorso, mancando all’appello mln/mc. 73,08); analogo è l’andamento in Basilicata, dove il deficit idrico supera i 35 milioni di metri cubi. A renderlo noto è il settimanale bollettino dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Rimanendo al Sud, i principali fiumi della Campania registrano valori idrometrici inferiori a quelli della settimana scorsa; tuttavia, rispetto a quanto registrato negli ultimi quattro anni, il fiume Sele presenta condizioni molto simili, così come il Volturno, mentre il fiume Garigliano risulta avere livelli ben superiori a quelli del recente quadriennio. Risalendo la Penisola sono confortanti, nel Lazio, i valori registrati nei principali indicatori idrologici: dal lago di Bracciano ai fiumi Tevere e Liri-Garigliano fino alla diga di Elvella sono in media stagionale; altrettanto deve dirsi della quantità d’acqua, trattenuta nei bacini della Sardegna (1083,87 milioni di metri cubi), mentre sono in sofferenza il bacino abruzzese di Penne (con 700.000 metri cubi d’acqua segna il dato peggiore del recente quadriennio) e gli invasi marchigiani (Castreccioni, Marcatale, San Ruffino, Comunanza, Rio Canale) che, con circa 32 milioni di metri cubi trattenuti, segnano il dato peggiore dopo il siccitoso 2017, così come il lago di Bilancino in Toscana.Si conferma a “macchia di leopardo” l’andamento idrologico dell’Emilia Romagna con le portate dei fiumi Reno e Savio, superiori allo scorso anno, mentre quelle di Secchia, Trebbia e Taro sono in discesa; permangono, invece, migliori degli anni recenti i livelli idrometrici dei principali fiumi veneti (Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave, Livenza), mentre sono inferiori allo scorso anno le portate dei corsi d’acqua piemontesi (Tanaro, Dora Baltea, Sesia, Pesio, Stura di Lanzo), così come l’andamento del fiume Po, sotto media e praticamente dimezzato rispetto al 2019 presso i rilevamenti in Lombardia ed Emilia Romagna: da Cremona a Pontelagoscuro.Infine, i grandi laghi settentrionali sono tutti sopra la media stagionale con il Maggiore, che registra oltre l’87% di riempimento.“Un andamento così idrologicamente variegato è la migliore testimonianza della necessità di regolarizzare le disponibilità idriche a servizio dei diversi utilizzi della risorsa acqua: da quello umano a quello agricolo, da quello energetico a quello ambientale. Serve un piano invasi, che aumenti la capacità di trattenere l’acqua, quando arriva ed utilizzarla nei momenti di criticità; attualmente l’Italia trattiene solo l’11% dell’acqua piovana, lasciando il resto defluire verso il mare” evidenzia Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“Il nostro Piano per l’efficientamento della rete idraulica del Paese – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – propone progetti definitivi ed esecutivi, cioè cantierabili, per la manutenzione straordinaria di 90 bacini a capacità limitata dall’interrimento, l’ultimazione di 16 invasi incompiuti, la realizzazione di 23 nuovi serbatoi di accumulo idrico; con un investimento di poco inferiore ai 2 miliardi di euro si attiverebbero quasi 10.000 posti di lavoro nel segno del Green New Deal.”

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Crisi Covid: “Subito aiuti a chi è rimasto senza lavoro”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Palermo «Il governo nazionale deve dare, in tempi brevissimi, risposte concrete e puntuali a tutti quei settori della nostra economia che soffrono le conseguenze delle inevitabili misure adottate per frenare la seconda ondata dell’epidemia. E’ questa l’unica strada per impedire che forze reazionarie ed eversive sfruttino la situazione e cavalchino la comprensibile protesta dei lavoratori e dei piccoli imprenditori che temono per il loro futuro. Interventi di sostegno che devono riguardare anche quelle aree di lavoro nero e grigio che sono tanta parte dell’economia del Sud». A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno in Sicilia parlando della recente crisi sociale provocata dal Covid 19. «Anche il governo regionale – continua Zappulla – deve fare la sua parte. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha finora fatto solo propaganda, cercando ogni volta di scaricare le colpe su altri – un giorno gli immigrati, il giorno dopo i prefetti, e così via – per nascondere l’assoluta inefficienza della Regione Siciliana nell’assolvere i suoi compiti. Sua la responsabilità di non aver attrezzato centri Covid, con il risultato che gli ospedali sono di nuovo sotto pressione, con una pericolosa promiscuità tra contagiati e gli altri pazienti, e con la necessità di rinviare cure e operazioni per chi ha patologie non Covid». «Oggi – conclude Zappulla – è il tempo della responsabilità e del fare. Se ne sono capaci, Musumeci e il suo governo facciano il loro dovere».

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Cosa significa oggi parlare di adolescenti in crisi evolutiva?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

“Il processo di individuazione è complesso e va rispettato. In questa cultura del ‘va tutto bene’ c’è un grande rischio di confondere l’individuazione con l’individualismo. Il corpo diventa così un palcoscenico sul quale agiscono le sofferenze degli adolescenti e dobbiamo leggerne i sintomi, perché quello che non viene mentalizzato lo vediamo concretamente: osserviamo il corpo che non si integra con la mente, un maschile che non si integra con il femminile”. Apre così Magda di Renzo, responsabile del servizio terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), la seconda e ultima parte delle due giornate precongressuali in diretta streaming su Ortofonologia.It. Il collettivo è “dominato da una cultura affettiva materna, e non più normativa- le fa eco Micaela Calciano, analista junghiana dell’Arpa (associazione per la ricerca in psicologia analitica)- che vede ragazzi più performanti, ma anche più fragili narcisisticamente. Questi adolescenti ripercorrono dei processi individuativi alla ‘Parsifal’, nel senso che vivono azioni sconsiderate per potersi individuare. La contraddizione è che il grande ospite indesiderato in questo processo di incarnazione nel corpo è il corpo stesso- aggiunge la psicoanalista- che non è liquido ma solido e frangibile. In terapia loro ci portano l’onnipotenza”. E le ragazze? “Per le donne la separazione dal materno è un processo di lacerazione, strappo, sangue, menarca, parto e rinascita. In tutte le patologie adolescenziali- continua Calciano- quando le ragazze attaccano il materno, attaccano il loro corpo: cutting e anoressia”. Plusmaterno e assenza del padre sono elementi che si ritrovano anche nel fenomeno degli hikikomori. A parlarne è pamela d’oria, psicologa clinica e componente del pool di specialisti messo su da magda di renzo per indagare il fenomeno e supportare le famiglie nell’ambito del progetto ‘ritirati ma non troppo’. “Gli adolescenti di oggi sono circondati da adulti che evitano ogni conflitto e, se manca con i genitori, il conflitto si rivolge verso loro stessi”. Si assiste anche a fenomeni di aggressività verso padri e madri, “spesso ritenuti responsabili nel non riuscire a tenere in vita l’illusione dell’onnipotenza, del benessere, della fantasia dell’infallibilità e di una felicità ad ogni costo. Il risultato è una rabbia fortissima- fa presente D’Oria- verso la coppia genitoriale che non ha mai messo il bambino a cospetto delle piccole frustrazioni”.Il sentimento dominante è quello della vergogna. “La vergogna viene a determinarsi nei confronti della propria interiorità, nudità, e poi esorcizzata da una cultura incentrata tutta sulle immagini”, continua D’Oria. La rabbia è diretta anche verso un paterno “non più in grado di aiutare la separazione. In questo senso il ritiro diventa l’unica possibilità di separazione dal materno”.Alla base di un allontanamento dalla socialità si ritrovano disagi che hanno un esordio sempre più precoce: si parte con la fobia sociale, ex fobia scolare, con la difficoltà di separazione, con forme di mutismo selettivo in aumento e di ritardo semplice del linguaggio prive di difficoltà di ordine neurologico e organizzativo. “Il gruppo di studio vuole intercettare i segni predittivi di questo fenomeno sociale importante- assicura Di Renzo- a maggior ragione ora che la pandemia incoraggia lo stare a casa, provocando un aumento dei ritiri in adolescenza”.La pandemia ha certamente “amplificato e slatentizzato i disagi già presenti negli adolescenti. Siamo portati a creare- fa sapere Rosa Rita Ingrassia, psicoanalista del Cipa – Istituto dell’Italia meridionale- nicchie, mondi e micro mondi che possono preservare l’identità psichica o qualche volta distruggerla. La stanza dei ritirati sociali, ad esempio, rappresenta proprio una nicchia che consente a questi giovani di sentirsi al sicuro da un mondo che li vuole sempre più performanti”.

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Crisi pluviometrica lungo la costa adriatica

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

Riceve ulteriore conferma dall’analisi delle precipitazioni sui bacini di pianura, dalla foce del fiume Reno al confine fra Emilia Romagna e Marche: nel 2020, fino al 15 Settembre sono caduti, infatti, 502 millimetri di pioggia, inferiori anche al siccitoso 2017. Non va meglio nei bacini montani dell’area confinante, tra i fiumi Savio al Lamone, dove le precipitazioni risultano sotto la media e con mm. 897 segnano la terza peggiore prestazione nel recente decennio.A renderlo noto è il settimanale bollettino dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che individua così una congiuntura in cui Nord e Sud “pari sono”: in Campania, infatti, se i 32 centimetri del fiume Volturno rappresentano il livello più basso del recente quadriennio, i 46 centimetri del fiume Sele sono il top dal 2017! Omogeneamente migliore degli anni scorsi è invece la situazione dei fiumi nel Veneto (Adige, Bacchiglione, Brenta, Piave, Livenza), così come confortanti, seppur “a macchia di leopardo”, sono le portate del fiume Po e dei corsi d’acqua piemontesi (Stura di Lanzo, Dora Baltea e Sesia), su cui, in Agosto, è caduto circa il 60% della pioggia mediamente attesa. E’ tornata nella norma, la condizione dei grandi laghi settentrionali (tutti oltre il 60% del riempimento), mentre è sempre più preoccupante il dato sugli invasi delle Marche che oggi trattengono circa 35 milioni di metri cubi d’acqua, assai vicini al limite dei 34,53 milioni segnati nel siccitoso 2017.
“Fortunatamente – commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – l’apice della stagione irrigua è passato, ma il rischio, nelle Marche come in altre regioni soprattutto meridionali, è di iniziare la prossima stagione agricola già in deficit idrico.”Sarà così (salvo una stagione autunno-vernina caratterizzata da piogge diffuse) per i bacini della Basilicata (-52,95 metri cubi d’acqua, oggi disponibili rispetto al 2019) e della Puglia (76,8 milioni di metri cubi in meno rispetto a 12 mesi fa), le cui riserve calano di 1 milione di metri cubi a settimana. (by Fabrizio Stelluto e Alessandra Bertoni )

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Risposta alla crisi: rafforzare la capacità di protezione civile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Brussels. I negoziati con il Consiglio devono iniziare immediatamente affinché il nuovo sistema diventi operativo a partire dal 2021 Il Parlamento chiede che il Meccanismo di protezione civile dell’UE sia potenziato in modo che l’UE possa rispondere meglio alle emergenze su larga scala come COVID-19.Il Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM) ha è stato impiegato con successo per aiutare gli Stati membri a salvare vite umane anche durante la crisi COVID-19, coordinando e assistendo gli sforzi di protezione civile. Attrezzature mediche come ventilatori, dispositivi di protezione personale e forniture di laboratorio sono state acquistati attraverso rescEU per sostenere i servizi sanitari nazionali durante la pandemia. Proprio questa settimana, è stato utilizzato per convoglirare ulteriori aiuti ai rifugiati di Lesbo, dopo l’incendio del campo profughi di Moria.Tuttavia, la pandemia ha anche mostrato i limiti della capacità di risposta alle crisi, quando molti Stati membri sono colpiti contemporaneamente dalla stessa emergenza. Il Parlamento vuole quindi rafforzare il ruolo dell’UE attraverso rescEU per garantire che gli Stati membri dipendano solo dai propri mezzi e dal sostegno volontario di altri paesi, quando affrontano tali emergenze.Servono finanziamenti UE più importanti e trasparentiNei negoziati in corso sul bilancio dell’UE e sul Fondo di ripresa, il Parlamento sostiene un significativo aumento del bilancio proposto dalla Commissione.Il Parlamento vuole che sia stanziato un importo significativamente maggiore per l’acquisto di nuove attrezzature, materiali e risorse, per poter rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze su larga scala o ad eventi che si verificano raramente, ma che hanno un forte impatto, comprese le emergenze mediche come COVID-19. Per essere più trasparenti sull’uso dei finanziamenti dell’UE, i deputati vogliono anche specificare come il denaro viene distribuito attraverso i tre pilastri del meccanismo: prevenzione, preparazione e risposta.

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La crisi trasforma case vacanza e b&b in affitti a lungo termine

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

Se il turismo rappresenta uno dei settori maggiormente colpiti dalla pandemia anche gli affitti turistici hanno cambiato volto: secondo i dati di Zappyrent, la startup tecnologica italiana che punta a semplificare il mercato degli affitti a medio-lungo termine, il calo dell’offerta di annunci a breve termine (case vacanza e B&B) registrato dai grandi player del settore (-37%) è stato compensato da un aumento dell’offerta di appartamenti in affitto a medio-lungo termine (+330%). Molti proprietari non più in grado di sfruttare i propri appartamenti affittandoli giornalmente ai turisti hanno optato per locazioni più lunghe. Bologna, Milano e Roma le città che hanno visto mutare più velocemente la propria offerta di appartamenti.Cambia anche il rapporto tra stanze e appartamenti disponibili: se i posti letto in doppia e le stanze singole nel 2019 (periodo marzo-agosto) rappresentavano ben il 72% dell’offerta, nello stesso periodo del 2020 questa percentuale è scesa al 37%. Nello stesso periodo, la durata media del contratto d’affitto sottoscritto è passata dai 5,97 mesi agli 8,37 (+40,2%).Infine, la richiesta di stanze, posti letto e appartamenti da parte di stranieri è calata del 33%.

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La crisi del “sistema” scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2020

Penso alla scuola in Italia. Taluni insegnamenti e certe materie, per quanto rinnovati, non hanno futuro. I giovani d’oggi vogliono essere appagati da conoscenze diverse. Essi, sono consapevoli che se dovessero seguire i richiami del presente finirebbero con il percorrere una strada che diventa, improvvisamente, un vicolo cieco. Appare impossibile procedere oltre.
Noi, invece, amiamo gli spazi aperti. Vogliamo essere viaggiatori del futuro, sfidare le leggi della tradizione e della consuetudine e sentirci in questo senso trasgressivi. Lo vogliamo essere e basta. Intendiamo respirare l’aria dei tempi che si proiettano in avanti e non di quelli che rimpastiamo con il nostro passato.
A questo punto mi chiedo come può la scuola interpretare, nella sua didattica, interpretare al meglio questa ansia-attesa snocciolandola attraverso il suo messaggio culturale. È che restiamo ingolfati dal retaggio dei nostri padri più propensi a volgere lo sguardo al passato e a guadare con sospetto il futuro. Un divenire tecnologico, novatore nei rapporti umani, nell’impatto con l’ecosistema e votato alla coesistenza pacifica tra le genti. Nel frattempo, ci accorgiamo che i nostri idoli di sempre si stanno infrangendo miseramente uno dopo l’altro nel diverso modo di rappresentare e gestire la politica, nell’interagire con i nostri simili, nel sentire religioso e nell’affrontare la sofferenza umana. E da qui parte la consapevolezza che il nostro deficit culturale è dipeso dalla incapacità della scuola di ogni ordine grado di colmare i nostri vuoti cognitivi e di rappresentare le novazioni nel modo più appropriato e al passo con gli eventi che ci circondano e ci compenetrano. (Riccardo Alfonso)

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La crisi della governance politica italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

In questi giorni assistiamo al solito balletto, con maggioranze e minoranze che escono dal voto popolare e giocano la loro parte tra chi forma un governo e chi resta all’opposizione, al ritmo di una musica fatta di compromessi e rinvii su programmi intesi a conferire un assetto più conforme al passo con i tempi. In questo modo la politica spesso non decide e finisce con rendere il solco più profondo con la società civile, l’evoluzione tecnologica e la difesa dei ceti più deboli. Il male oscuro, che determina questa impasse, è espresso dalla mancanza di un confronto sui programmi piuttosto che sulle sole persone e sulla omogeneità d’intenti scaturiti dalla maggioranza parlamentare e vi concorre per la formazione di un governo. Se a questo punto ci caliamo nella fattispecie odierna è condivisibile l’idea di quanti ritengono l’attuale sistema politico italiano ingessato poiché ogni possibile riforma, per quanto possa essere discutibile, si blocca nel corso d’opera dai veti incrociati legati più ad interessi partigiani che ad obiettive valutazioni di merito. D’altra parte, da 25 anni a questa parte i partiti in Italia hanno espresso una loro immagine opacizzata tanto da provocare reazioni, a volte scomposte nel corpo elettorale e in qualche modo hanno favorito la nascita di partiti ad personam. Possibile che non ci rendiamo conto sulla necessità, se non l’urgenza, e il discorso vale anche per i rappresentanti della Comunità europea, che si addivenga non attraverso i soliti lunghi dibattiti e i noiosi approfondimenti, per favorire i rinvii e non le possibili soluzioni, ma con il prendere decisioni rapide? È il caso, ad esempio della guerra civile in Libia. Avremmo potuto evitarla o per lo meno ridurne gli effetti distruttivi se si fosse intervenuti per tempo, unitamente all’U.E., ed invece abbiamo lasciato incancrenirla ed ora che vorremmo correre ai ripari non sappiamo da che parte incominciare e finendo solo con il renderci ridicoli con la nostra manifesta impotenza. (Riccardo Alfonso)

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La crisi delle ideologie

Posted by fidest press agency su domenica, 30 agosto 2020

Le ideologie in sostanza cosa sono? Un modo a volte distorto di difendere degli ideali, ma non sono poi da buttar via in assoluto. D’altra parte, una politica senza ideali non è cosa accettabile, e siccome gli ideali sono legati a profondi movimenti culturali, storici, di varia natura, dobbiamo riconoscere a costoro il loro ruolo portante nella società civile di là delle ombre che pur lasciano lungo il loro tratto esistenziale. Se ora ci caliamo nella nostra italiana contemporaneità posso pensare che, grosso modo, sono stati tre i filoni ideologici che hanno dominato la scena politica italiana: la presenza di un partito di cattolici impersonato dalla Dc, una forza laica di cultura liberale ed i comunisti con le loro diverse sfaccettature. Tutte queste forze si sono infrante dinanzi al crollo del muro di Berlino. Da quel momento è caduta la ragione storica che aveva richiesto l’unità politica dei cattolici, il laicismo liberale è diventato meno anticlericale assorbendo in un certo qual modo i tempi nuovi dell’ecumenismo cristiano e i comunisti sono diventati più duttili verso una società interclassista, rispetto a una più rigida impostazione classista colorandosi di social democrazia sulla scia di Saragat. Purtroppo, le contraddizioni di fondo non sono venute meno. Le sfide, semmai, hanno alzato il tiro. Oggi la scienza ha fatto passi da gigante tra l’altro affrontando alla radice i problemi della vita, dalla nascita alla morte, ponendoci problemi di straordinaria importanza fino, certe volte, a deliri di onnipotenza. Basta pensare che noi attraverso il Dna possiamo stabilire il futuro genetico d’intere generazioni e possiamo provocare speculazioni spaventose su questo piano. Ora alla politica e alla società civile, nel suo complesso, spetta l’onere di indicarci le scelte da fare poiché le applicazioni della scienza propongono e richiedono un’azione politica e un’azione legislativa seria nel rispetto degli altri per evitare drammi epocali e generare implicazioni forse non facili da comprendere nella loro complessità nel corso della nostra generazione, ma tali da condurci su una strada di non ritorno e i cui effetti, per intero, ricadranno sui nostri nipoti. E questa è una responsabilità che ci deve far riflettere profondamente. (Riccardo Alfonso)

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UNHCR: necessarie soluzioni durature alla crisi dei Rohingya

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, esorta a rinnovare supporto e soluzioni a favore delle comunità di apolidi e sfollati Rohingya sia all’interno sia al di fuori del Myanmar.A tre anni dall’inizio dell’ultimo esodo dei rifugiati Rohingya verso il Bangladesh ad agosto 2017, permangono criticità che continuano a evolversi. La pandemia da COVID-19 ha aggiunto ulteriori complessità. La comunità internazionale non deve solo continuare a supportare i rifugiati e le comunità che li accolgono, ma adattare l’assistenza alle loro esigenze fondamentali e ampliare la ricerca di soluzioni.Le comunità Rohingya stimano che fino a tre quarti del proprio popolo oggi viva al di fuori del Myanmar. L’UNHCR e il Governo del Bangladesh hanno registrato separatamente oltre 860.000 rifugiati Rohingya negli insediamenti di Cox’s Bazar. Il Bangladesh ha dimostrato profondo impegno umanitario nei loro confronti. Ha assicurato protezione ed esteso le attività di assistenza umanitaria salvavita, e ora accoglie nove decimi dei rifugiati Rohingya registrati nella regione Asia-Pacifico. Tale generosità deve essere riconosciuta mediante investimenti continui a favore sia dei rifugiati Rohingya sia delle comunità di accoglienza bangladesi.In definitiva, la soluzione alla condizione dei Rohingya riguarda il Myanmar e la capacità di implementare con efficacia le raccomandazioni della Commissione consultiva sullo Stato di Rakhine, alla cui realizzazione si è impegnato il Governo del Myanmar.
La creazione di condizioni che favoriscano il ritorno della popolazione Rohingya in modo sicuro e sostenibile richiederà l’impegno della società nel suo complesso, la ripresa e la promozione del dialogo tra le autorità del Myanmar e i rifugiati Rohingya, nonché altre misure che contribuiscano a instaurare un rapporto di fiducia. Tra queste vi sono la necessità di revocare le restrizioni alla libertà di circolazione, riaffermare che gli sfollati interni Rohingya possano fare ritorno ai propri villaggi e assicurare un canale definito per poter acquisire la cittadinanza.Fuori dal Myanmar, gli sforzi collettivi devono essere diretti non solo ad assicurare la dignità e il benessere dei Rohingya oggi, ma anche a preservare le loro speranze e a migliorarne le prospettive per il futuro. Ciò significa lavorare non solo a soluzioni durature nel Myanmar stesso, ma anche a opportunità di studio e lavoro fuori dai Paesi di asilo, e a canali di ammissione a Paesi terzi per quanti presentano le vulnerabilità più gravi.
La forza e la resilienza del popolo Rohingya esiliato in Bangladesh e in altri Paesi hanno rappresentato le fondamenta della risposta umanitaria negli ultimi tre anni, e sostenuto a loro volta le comunità di accoglienza. Rispettare e riconoscere il loro coraggio e le loro capacità significa assicurare che i Rohingya non siano dimenticati, nel momento in cui la crisi che li affligge entra nel quarto anno.

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Le nostre crisi di identità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

Fin dai primi vagiti cerchiamo di farci notare e ad allargare la nostra sfera d’influenza. Nel prosieguo ogni momento della nostra esistenza diventa un’occasione per farci distinguere e a centrare l’attenzione degli altri su di noi. Questa tendenza non è solo individuale ma collettiva. Il grande oratore affascina con la sua eloquenza e si procura dei fan che in un certo qual modo si identificano con lui e tendono ad appropriarsi dell’ascendente che promana per sentirsi parte di una comunità di pensiero e comportamentale affine. Se questo aspetto lo rapportiamo all’agire politico odierno forse è più agevole comprendere il nostro atteggiamento nei confronti di chi scende in piazza, è ripreso dai media nei talk show o nelle interviste compresa la carta stampata. Incominciamo con il notare che la cartina di tornasole si ripone tutto nel saper esercitare l’eloquenza come arma di comunicazione di massa cogliendo con abilità i nostri punti più sensibili nel nostro vedere gli eventi della vita e di ricercare chi sa metterli in mostra con sagacia e fermezza. Tutto questo, ad esempio, potrebbe spiegare gli “umori” degli italiani nei confronti di taluni politici. Penso al successo elettorale di Matteo Renzi alle europee del 2014. E’ bastato poco per suscitare in noi una speranza di rinnovamento dei politici, della loro classe dirigente e del loro modo di gestire gli eventi nel corso d’opera. Ma gli è bastato un passo falso per far crollare la sua leadership. Da qui la ricerca affannosa per scuotere l’immobilismo esistente. Fu trovato, nell’immaginario collettivo, nel carisma esercitato da Grillo e dal suo Movimento. Divenne il classico grimaldello per cercare di rendere consapevoli i responsabili dei partiti tradizionali che era caduto il carisma ideologico e che era il popolo con la sua sete di giustizia, onestà e franchezza di idee e modo di esporle per fare la differenza con il passato. Ma se è l’ascendente di taluni per procurarsi sostenitori vi è anche il rovescio della medaglia nella perdita di fiducia nel sentire popolare se l’eroe del giorno tradisce questo rapporto fiduciario non nutrito con sincerità ma con l’inganno. Lo è stato per Renzi con la sua famosa frase: “Enrico stai sereno…” e qualche giorno dopo lo accoltellò alle spalle. Renzi giura che non fu intenzionale ma a poco serve se è percepito diversamente dal popolo degli elettori. Ora è la volta di Matteo Salvini e gli chiediamo, riesumando una famosa frase latina: Quousque tandem abutere patientia nostra? (Riccardo Alfonso)

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Crisi: la differenza tra Italia e il resto del mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2020

Due situazioni sono note da anni. La prima è che gli U.S.A. hanno fondato la crescita della propria economia sui soldi degli investitori stranieri e che l’Italia ha preso i soldi dei risparmiatori domestici, istituzionali e forestieri per arricchire gli speculatori. Nel primo caso l’America ha consolidato nel mondo la sua leadership e la sua capacità di competere con le economie emergenti mentre l’Italia ha gonfiato a dismisura il suo debito primario senza lasciare al sistema paese una solida eredità. Tutto questo oggi è stato ignorato e si vuole anche trovare l’alibi affermando che la crisi è planetaria e che siamo in buona compagnia con quel colosso che si chiama Stati Uniti ma ora dobbiamo parlare anche di Cna e Russia. Vogliamo in questo modo continuare a prenderci in giro o a trovare una scusa per spremere ancora di più chi ha dato sempre molto per ricevere poco e per continuare a favorire quelli che molto hanno ricevuto per offrire poco?
Gli osservatori economici mondiali sono qualcosa di diverso dalle borse, notoriamente emotive e volatili, e il loro giudizio sull’Italia è di merito. In pratica si dice ai nostri governanti: smettetela di pensare ai vostri personali vantaggi e guardate alla crescita del paese. Mettete mano alle riforme realisticamente e non solo con gli annunci. Riformare il welfare, la sanità, la scuola, il lavoro, la giustizia, il fisco, la politica non significa maggiori spese ma, semmai, risparmiare poiché si mette ordine al sistema, si evitano sprechi, e si razionalizzano le risorse disponibili. Ma a chi le diciamo queste cose? Come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. (Riccardo Alfonso)

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