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Posts Tagged ‘crisi’

Rinnovabili: la risposta alla crisi energetica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

A cura di Jennifer Boscardin-Ching, Client Portfolio Manager del fondo Pictet-Clean Energy di Pictet Asset Management. Nelle scorse settimane i leader mondiali si sono riuniti alla conferenza COP26 di Glasgow al fine di stabilire i prossimi passi per l’azzeramento delle emissioni nette globali di gas serra entro il 2050. Nel frattempo, però, la carenza di gas naturale a livello mondiale, riconducibile alla scarsità delle scorte, ha innescato una contrazione dell’offerta in tutto il mondo. Un fenomeno che ha portato all’innalzamento dei prezzi e che verosimilmente renderà le bollette dell’elettricità estremamente salate nei mesi invernali. Sebbene storicamente i prezzi di petrolio e gas siano sempre stati volatili e gli analisti prevedano una loro normalizzazione in primavera, ci si chiede quale impatto avranno i recenti rincari sulla transizione energetica.Molti fornitori di combustibili fossili stanno sfruttando l’attuale crisi per mettersi in guardia dai pericoli di una transizione energetica troppo frettolosa. In effetti, è essenziale coordinare il potenziamento della capacità di generazione e stoccaggio di energia pulita con l’abbandono dei combustibili fossili al fine di evitare ulteriori shock sistemici e nuove impennate della volatilità. In ogni caso, i dati scientifici sono chiari: la transizione green a scapito dei combustibili fossili dovrà avvenire nel minor tempo possibile se vogliamo scongiurare le ripercussioni più gravi del cambiamento climatico, che potrebbero comportare costi e danni a carico della collettività molto più elevati rispetto al rincaro dell’energia. Dal World Energy Outlook, pubblicato di recente dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, emerge che l’incremento annuo della capacità di produzione di energia pulita dovrà quadruplicare dai livelli attuali per consentire l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Inoltre, Kadri Simson, Commissario europeo per l’energia, ha chiarito che “l’impennata del prezzo dell’energia non è riconducibile alla politica sul clima o ai costi delle rinnovabili, bensì al significativo rincaro dei combustibili fossili in una fase in cui l’energia pulita disponibile a prezzi convenienti non è ancora sufficiente a soddisfare la domanda complessiva. È necessario accelerare la transizione green, non rallentarla”. Per arginare la volatilità durante la transizione energetica, aumentare la capacità di stoccaggio dell’energia deve essere in cima alla lista delle priorità. Di certo la variazione delle condizioni atmosferiche può causare l’instabilità delle forniture energetiche, dovuta per esempio all’assenza di vento o sole. In effetti, l’impennata dei prezzi in Europa deriva non solo dalla solidità della domanda e da un’offerta di gas più contenuta del previsto, ma anche da una disponibilità di energia eolica inferiore alla norma. È in situazioni come questa che risulta evidente l’importanza di incrementare e sviluppare la capacità di stoccaggio a breve e lungo termine. Se per lo stoccaggio a breve termine esistono già alcune soluzioni efficienti (ad esempio, oggi i parchi fotovoltaici di nuova costruzione sono già dotati di strutture di stoccaggio a batterie al fine di contenere gli effetti del ciclo giornaliero di produzione dell’energia rinnovabile), invece lo stoccaggio a lungo termine rappresenta tuttora una sfida, pur in presenza di nuove opportunità e potenziali soluzioni. Il gas naturale potrebbe rappresentare ancora una strada temporanea da percorrere per qualche tempo, ma nel lungo periodo lo stoccaggio a costi contenuti ed emissioni zero (mediante pompaggio, biogas, e-gas o idrogeno green) contribuirà in modo determinante al raggiungimento dei target di azzeramento delle emissioni nette. In conclusione, malgrado gli inevitabili scossoni lungo la via, le ragioni economiche e ambientali alla base della transizione energetica non sono mai state così lampanti. La crisi energetica odierna ha confermato una volta di più che se vogliamo sistemi energetici più ecologici, economici e stabili non possiamo prescindere dalla transizione verso forme di energia più verdi. Pertanto, è lecito attendersi maggiori interventi da parte di governi ed enti di settore nei mesi e negli anni a venire al fine di favorire una transizione all’energia pulita che, in presenza di migliori economie di scala per numerose tecnologie ambientali (rinnovabili, batterie per la rete elettrica o per i veicoli elettrici) e dispositivi a basso consumo energetico, creerà un contesto più favorevole all’universo di investimento di Pictet-Clean Energy. Come affermato a settembre dal Direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia: ”Una transizione all’energia pulita adeguatamente gestita è la soluzione agli attuali problemi sul mercato del gas e dell’elettricità, non la loro causa”. (abstract)

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Impatto economico della crisi del gigante immobiliare cinese Evergrande

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2021

A cura di Paolo Mauri Brusa, gestore del team Multi Asset Italia di GAM (Italia) SGR. La crisi del gigante dell’immobiliare, Evergrande, sta provocando una vera e propria valanga nel segmento del credito cinese. Riusciranno le Autorità a bloccare l’effetto domino che rischia di coinvolgere tutti gli altri settori dell’economia? Da diversi mesi, ormai, gli operatori finanziari cercano di capire cosa succederà al colosso dell’immobiliare Evergrande e alla sua immensa pila di debiti. La crisi si è ormai allargata all’intero settore e rappresenta un test importante per Pechino. Alcuni analisti temono che si possa trasformare nella Lehman Brothers cinese, contagiando la seconda economia più grande del mondo. Il settore immobiliare – e le industrie correlate – rappresentano, infatti, il 30% del PIL cinese. Da quel che emerge da diversi report pubblicati recentemente (S&P Global e JPMorgan) il debito totale del comparto Real Estate è più elevato di quanto riportato nei bilanci ufficiali. A causa delle misure restrittive sul credito varate lo scorso anno dalle Autorità, le cosiddette “tre linee rosse” (Fig. 1), molte società hanno incrementato i finanziamenti derivanti dai canali non convenzionali, primo su tutti quello dei prodotti “Wealth Management” (WMPs). Si tratta di veicoli d’investimento emessi sia da istituti bancari che da società immobiliari e venduti alla clientela retail. Questi “prodotti strutturati” hanno avuto un notevole successo nell’ultimo decennio in quanto promettono rendimenti decisamente più elevati rispetto al mercato obbligazionario tradizionale. La PBoC ha reso obbligatoria la disclosure di questa tipologia di strumenti per le banche già nel 2013 e nel 2018 ha varato una stringente regolamentazione dalla quale però sono escluse proprio le società immobiliari, che finora hanno potuto agire nell’ombra.

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Repubblica Democratica del Congo: nei prossimi mesi possibile peggioramento della crisi alimentare

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 novembre 2021

Circa 27 milioni di persone, un quarto dell’intera popolazione, affronta condizioni di insicurezza alimentare acuta a livello di crisi o di emergenza, dovute a scarsi raccolti, sfollamenti a causa delle violenze, malattie e il collasso delle infrastrutture, secondo l’ultima Analisi della Classificazione Integrata della Sicurezza Alimentare (Integrated Food Security Phase Classification, IPC) pubblicata oggi. Si tratta del numero più alto di persone nella fase di crisi dell’insicurezza alimentare acuta, IPC3, di ogni altro paese analizzato dall’IPC.Il nuovo rapporto IPC, che mostra anche aree nella capitale Kinshasa e nei suoi dintorni gravemente colpite, prevede che gli allarmanti numeri della fame rimangano tali per tutti i primi sei mesi del 2022. Il quadro della nutrizione potrebbe addirittura peggiorare in alcune regioni e tra gruppi particolarmente vulnerabili, compresi i bambini piccoli e donne incinte o che allattano.La FAO ha già potenziato il suo sostegno ai più vulnerabili nel paese per accelerare la risposta all’urgenza, all’entità e alla complessità della crisi. Il suo intervento per raggiungere 1,1 milioni di persone ha bisogno di 65 milioni di dollari, ma finora ne ha ricevuti solo 4,5 milioni. L’attenzione viene posta nell’aumentare l’accesso delle famiglie alle attrezzature e alle sementi; nel fornire bestiame di qualità che gioca un ruolo chiave nel miglioramento della nutrizione; nel sostenere i processi del cibo e il suo immagazzinamento; e nell’aiutare i piccoli agricoltori nella lotta contro le malattie degli animali e delle piante. Quest’anno, la FAO prevede di fornire assistenza salvavita nei mezzi di sostentamento a 1,1 milioni di persone nelle aree colpite da alta insicurezza alimentare acuta.Nel 2021, tra le varie attività, la FAO ha fornito sementi e attrezzature a quasi 160.000 persone che hanno permesso la produzione di oltre 10.000 tonnellate di cibo; ha fornito trasferimenti di contante ad oltre 40.000 persone per rafforzarne la resilienza nella produzione del proprio cibo; ha vaccinato oltre 25.000 capi di bestiame contro la pasteurella. Insieme all’UNICEF e alla FAO, il WFP ha lanciato un progetto per combattere la fame nelle aree urbane, nella periferia di Kinshasa. L’iniziativa fornisce trasferimenti di contante a circa 100.000 persone estremamente vulnerabili nel comune di N’sele, duramente colpito dalle ricadute economiche del COVID-19. Complessivamente, il WFP ha bisogno di 99 milioni di dollari fino ad aprile 2022 per raggiungere quanti hanno più bisogno di sostegno.

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Confine Polonia-Bielorussia: i deputati allarmati da crisi umanitaria e politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

In un dibattito in Plenaria con il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, i deputati hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la drammatica crisi, attualmente in corso, al confine polacco-bielorusso. Hanno inoltre ribadito la loro forte condanna dell’attuale tattica del regime dittatoriale bielorusso di incanalare i flussi di migranti verso le frontiere esterne dell’UE, aggravando la situazione con i paesi vicini, in particolare la Polonia, come rivalsa per le sanzioni dell’Unione europea. Il Vicepresidente Josep Borrell ha affermato che l’Unione europea è attualmente impegnata in sforzi diplomatici insieme ai paesi d’origine per trovare soluzioni e impedire l’arrivo di altri migranti in questo modo. Allo stesso tempo, ha sottolineato che le autorità bielorusse devono fornire assistenza umanitaria alle persone intrappolate nella zona di confine bielorusso, consentire l’accesso alle organizzazioni umanitarie nella regione e fornire corridoi umanitari. Ha poi annunciato una discussione sull’estensione delle sanzioni UE.Nel corso del dibattito, diversi deputati hanno denunciato il deterioramento della situazione umanitaria al confine polacco-bielorusso, con le persone intrappolate tra le forze di frontiera esposte alle condizioni climatiche invernali. Hanno poi esortato le autorità polacche a porre fine ai continui respingimenti aggressivi dei migranti verso la Bielorussia ed accettare l’assistenza delle agenzie UE nella gestione della situazione umanitaria, deplorando che questo sostegno sia stato finora rifiutato. Altri deputati si sono concentrati sul bisogno urgente di accesso diretto al confine polacco-bielorusso per le organizzazioni umanitarie, al fine di aiutare i migranti bloccati.Alcuni deputati hanno chiesto di utilizzare i fondi UE per costruire una recinzione per proteggere i confini esterni dell’Unione da attraversamenti irregolari e attacchi ibridi, mentre altri hanno fermamente respinto l’idea. Altri deputato hanno sottolineato la necessità di maggiori sanzioni dell’UE contro la Bielorussia, sottolineando il “ruolo dietro le quinte” del governo russo nella crisi in corso e chiedendo un dialogo con Mosca per trovare soluzioni.

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Su fiducia pre-crisi +8,8 punti (su febbraio 2020)

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2021

Secondo i dati Istat a settembre la fiducia dei consumatori sale da 116,2 a 119,6. “Dato ottimo. Nessun effetto rientro dalle vacanze. A settembre, con la fine delle ferie e il ritorno ai problemi e al tran tran quotidiano, poteva esserci il pericolo di una caduta della fiducia dei consumatori. Invece, dopo la pausa di agosto, prosegue la dinamica positiva” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Rispetto a febbraio 2020, ultimo mese pre-lockdown, la fiducia è superiore di ben 8,8 punti, mentre rispetto a gennaio 2020, ultimo mese pre-pandemia, è maggiore di 7,6 punti. Insomma, si conferma il pieno recupero sulla fiducia pre-crisi iniziato a giugno 2021″ prosegue Dona. “Positive anche le attese sulla situazione economica dell’Italia che, dopo il calo di agosto, salgono da 39,1 a 40,1, attestandosi al quarto maggior risultato di sempre, dopo il record storico di giugno 2021, con 57, il 49,4 di luglio 2021 e il 42,5 di maggio sempre di quest’anno. Un dato importante che segna la fiducia nell’azione del Governo e nelle possibilità dell’Italia di riprendersi e ripartire” conclude Dona. (by Mauro Antonelli)

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Castelli: Crisi aziendali e imprese

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Roma. Sulle crisi aziendali “siamo impegnati nel recuperare il più possibile una situazione ordinaria e soprattutto dignitosa. I ministeri coinvolti stanno lavorando per poter trovare una soluzione. Ci sono molte aziende che hanno vissuto momenti difficili e che avrebbero necessità di norme più morbide, penso ai tempi dei concordati e dei piani di riequilibrio”. Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, intervenendo a Sky TG24 Economia. “In questa crisi i tempi del fallimentare sono più corti del tempo della crisi che stiamo vivendo. C’è un lavoro, da qualche mese molto serrato, tra il Ministero della Giustizia e il Ministero dell’Economia. Proprio su questo tema c’è una Cabina che si sta occupando di queste norme. C’è un Codice della crisi che non può sicuramente entrare in vigore così com’è, una Direttiva europea su questo stesso tema da recepire”. E poi, ha aggiunto: “ci sono delle misure a cui dobbiamo pensare velocemente. Io penso a misure come quelle di re-shoring”.

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Coppie in crisi causa del Covid-19? Le istruzioni per superarla

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

Secondo l’Associazione nazionale avvocati divorzisti nel 2020 le richieste di separazione delle coppie italiane sono aumentate del 60% rispetto all’anno precedente per effetto del Covid. La causa principale, secondo il presidente dell’associazione Matteo Santini, è la «convivenza forzata che è poi la fonte di tutti i problemi principali che ci sono all’interno di una coppia», in quanto «comporta un’esplosione emotiva che porta al desiderio di allontanamento e alla richiesta di separazione».Non è d’accordo Marco Scarmagnani, consulente familiare e giornalista specializzato sul tema: «Molte coppie, al contrario, con il lockdown hanno intensificato e riscoperto la loro relazione. Dipende da come sanno gestire le crisi».MARCO SCARMAGNANI, consulente di coppia, giornalista e scrittore, è laureato in Scienze dell’Educazione e in Psicologia dell’educazione. È sposato da 25 anni, ha tre figli e diverse esperienze di affidamento familiare. Il libro è disponibile i nelle librerie fisiche e on line, oppure sullo shop online.

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Le democrazie in crisi: storie del XXI secolo

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2021

Il travaglio vissuto dalle generazioni che si sono avvicendate nel XX secolo ha avuto un solo intendimento: quello di cercare una strada nuova per dare alla democrazia il suo sbocco naturale di là delle terribili intromissioni dei vari totalitarismi e preservarla in futuro dai rischi incombenti. Ora che siamo entrati a pieno titolo nel XXI secolo ci stiamo rendendo conto che quella speranza attesa si sta miseramente sbriciolando. È che il sistema di dominio portato avanti per regolare le sorti del pianeta sta drammaticamente attestando i suoi limiti mentre non si intravede ancora una alternativa rivolta a preservare la democrazia. Siamo al cospetto di una rottura delle società profonda e brutale che non solo colpisce i paesi già a rischio involutivo, sul piano dei valori che possiamo chiamare libertà, giustizia, uguaglianza sociale, ecc., ma estende la sua trama perversa anche in comunità dove tale difesa è stata consolidata nel tempo o si riteneva che lo fosse. Abbiamo fallito nella nostra vocazione dello stare insieme stuzzicando il regionalismo e il separatismo. E ora ci si mette anche il covid-19. Abbiamo fallito ricercando la panacea nel capitalismo ma senza aver trovato l’antidoto alle sue distorsioni a partire dal consumismo, dalle logiche del possesso cinico e spregiudicato e dallo sfruttamento delle risorse umane. Abbiamo fallito cercando nell’insegnamento di Marx un comunismo dal volto umano ma lo abbiamo trovato incapace di proporsi come lo strumento risolutore dei nostri traumi esistenziali. Abbiamo fallito volendo rappresentare una democrazia che sapesse conciliare i diritti con i doveri del popolo sovrano smorzando le potenziali conflittualità. Abbiamo fallito invocando una società di giusti come sta accadendo in Italia dove una Corte costituzionale non difende il diritto degli offesi ma le esigenze della finanza pubblica sebbene tale raffigurazione sia nei fatti fallace. (Riccardo Alfonso)

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La crisi dell’olivicoltura italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 giugno 2021

By Pasquale Di Lena. fino a poco più di vent’anni fa il comparto della nostra agricoltura, che aveva, con la ricchezza della biodiversità, la fama della qualità, il primato di olio evo esportato e il maggior numero di riconoscimenti Dop e Igp, anche il primato della superficie coltivata e delle quantità di olio prodotte. C’è di più – non è problema da niente – la nostra olivivcoltura non ancora era stata inquinata da tre varietà spagnole che hanno aperto la strada agli oliveti superintensivi, che saranno un disastro per i nostri territori (clima, ambiente, paesaggio), al pari di quelli dell’agricoltura industrializzata e degli allevamenti superintensivi. La Spagna dopo il sorpasso ha allungato e distanziato, facendoci vivere per un paio di decenni il secondo posto e, lo scorso anno, con la Grecia che ha prodotto più di noi, siamo rimasti ancora sul podio, scendendo, però, dal secondo al terzo gradino. Un numero esagerato di associazioni e di unioni – sempre più divise – è la ragione di un produttore che non conta nulla all’interno della filiera, divenendo così vittima dell’industria e della distribuzione che hanno approfittato più del dobvuto. A tutto c’è da aggiungere l’abbandono dell’agricoltura da parte dei governi (soprattutto quelli con i presidenti nominati), a significare l’affermazione del sistema, il neoliberismo, che gode della distruzione e depredazione dei territori, maggiormente di quelli più vocati allo svilupo del settore, oggi ancor più di ieri, perno necessario per lo sviluppo di un’economia in profonda crisi, tutta nelle mani delle banche e delle multinazionali. La verità cruda e nuda è che quelli che devono governare il comparto olivicolo e quelli che lo devono rappresentare per difendere i suoi protagonisti, gli olivicoltori, continuano a rendere poca cosa una realtà fondamentale per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, la sostenibilità dei territori, il clima, l’ambiente e il paesaggio, la fama della Dieta mediterranea, base di un’alimentazione sana. Tutto questo nel momento in cui è sempre più una necesssità urgente programmare lo sviluppo del comparto con nuovi impianti per 800mila ettari; recuperare gli oliveti abbandonati, dando forza e spazio all’agricoltura sociaale; riconquistare i mercati con i nostri oli evo e non con quello che dell’Italia porta solo il nome; conquistare, pensando alle nuove generazioni, i consumatori del domani per dare loro un prodotto sicuro amico della salute, e non solo, anche espressione di storia, cultura, tradizioni, cioè di quel passato di cui ha bisogno l’oggi e il domani. Ci sono realtà valide da cui prendere esempio per essere uniti, pensare e fare il bene del comparto olivicolo, penso a due associazioni, le Città dell’Olio e Pandolea – le donne dell’olio, che all’olivo e all’olio stanno dando un contributo prezioso, soprattutto di immagine e di iniziative, per rilanciare la nostra olivicoltura; dare risposte di reddito ai suoi protagonisti; arricchire di altra bellezza il paesaggio rurale; riportare al centro della tavola, cibo sano e il suo filo conduttore, l’olio evo, per fare rivivere il piacere del convivio e l’importanza di stare insieme. Per contribuire, anche e soprattutto, alla cura del clima e ad avere un ambiente sano, sapendo che esso riflette la bontà di una società e di un’economia. (fonte: https://pasqualedilena.blogspot.com/2021/06/la-crisi-dellolivicoltura-italiana.html)

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Agricoltura: superare la crisi cerasicola in Puglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 giugno 2021

“In questi giorni assistiamo alla terza crisi cerasicola pugliese in appena sei anni, con proteste eclatanti e disperate dei produttori locali che si ripetono purtroppo ciclicamente. Eventi che testimoniano come non siano più rinviabili quelle riforme necessarie per il futuro del comparto che si racchiudono nell’organizzazione dei produttori, nell’istituzione della Commissione Unica Nazionale per le ciliegie e nello stop alle cosiddette pratiche commerciali sleali”. Lo dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in commissione Agricoltura e già Sottosegretario alle Politiche agricole nel Governo Conte II, a seguito delle proteste di questi giorni dei cerasicoltori della provincia di Bari dove si concentra il 34% circa della produzione nazionale per il netto divario tra i prezzi di acquisto delle ciliegie e di vendita al pubblico nella grande distribuzione organizzata. “Crisi vuol dire che c’è un mondo che cambia: un mondo vecchio che va a casa e uno nuovo che arriva. Dunque all’imprenditore agricolo (si badi bene “imprenditore agricolo” non hobbista o part-time) non basterà attendere il ritorno di buoni prezzi ma dovrà accettare l’obiettivo della competitività e cambiare. L’imprenditore agricolo deve perseguire tre obiettivi fondamentali per il successo dell’impresa: programmazione, organizzazione e marketing – prosegue L’Abbate (M5S) – Le vecchie politiche di mercato sono superate e inattuabili nel futuro e la sostenibilità sarà sempre più finanziata dalla PAC (Politica Agricola Comune). Fondamentale sarà dare valore aggiunto alle produzioni. Occorre, dunque, uscire dalla logica delle commodity: per questo il progetto di istituire una IGP ‘Ciliegia di Terra di Bari’, avviato nel 1997 dalla Provincia di Bari a cura del compianto Prof. Godini dell’Università di Bari, andrebbe ripreso. Altra parola d’ordine dell’imprenditore agricolo è ‘diversificazione’ – spiega il deputato 5 Stelle – La diversificazione delle attività migliora il flusso di cassa e rende più elastica l’impresa, permettendo una compensazione interna. Ad esempio, tutti i dati ci dicono che resiste meglio alle crisi di mercato l’azienda frutticolo-zootecnica piuttosto che l’azienda frutticola specializzata”. Risulta fondamentale, poi, costruire reti di imprese perché l’imprenditore isolato non ha futuro. “Gli strumenti normativi ci sono da tempo e la politica non può sostituirsi ai privati e imporre per legge quell’aggregazione che darebbe forza agli agricoltori, parte debole della filiera rispetto a quella degli acquirenti, industrie di trasformazione e distributori, anche per la possibilità che hanno quest’ultimi di differenziare il prodotto e per il minor grado di concentrazione del settore agricolo rispetto a quelli a valle della filiera – dichiara L’Abbate (M5S) – Questa asimmetria amplia la sproporzione tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo e favorisce le pratiche commerciali sleali su cui siamo recentemente intervenuti recependo le norme di contrasto e su cui si attende, a breve, l’emanazione del decreto legislativo da parte del ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.“Infine – conclude il parlamentare 5 Stelle – un ulteriore strumento a disposizione degli agricoltori è la Cun. La Commissione Unica Nazionale, divenuta legge grazie ad un mio emendamento, permetterebbe di conferire trasparenza, compattezza, prezzi più equi e di mercato all’intera filiera. Tocca però ai produttori richiederne l’istituzione e fare in modo che le prerogative normative vengano poi, di fatto, rispettate nella Cun affinché i loro diritti alla redditività siano garantiti”.

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Lavoro: Mura (Pd), attenzione a innescare crisi sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2021

“Attenzione a innescare una crisi sociale dalle conseguenze imprevedibili: in questa fase di passaggio i lavoratori devono essere supportati e non lasciati alle esclusive dinamiche della ripresa. Inopportune anche iniziative come quella di Salvini, che escono dagli argini istituzionali, fanno dilagare le logiche partitiche”. Lo afferma la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), intervenendo nel dibattito sulla modulazione del blocco dei licenziamenti.Per la parlamentare “nell’allentamento dei blocchi serve gradualità, se vogliamo evitare pesanti traumi sociali e per avviare quelle politiche attive del lavoro e i nuovi ammortizzatori sociali di cui parla Confindustria. Auspico che le categorie datoriali decidano di evitare forzature che non aiutano nemmeno il sistema delle imprese, e che il dialogo con le parti sociali prosegua e si approfondisca nei luoghi propri”.“Abbiamo all’ordine del giorno le risposte da dare alle povertà vecchie e nuove, la revisione del reddito di cittadinanza e delle politiche attive, da rafforzare e per alcuni aspetti elaborare ex novo – aggiunge Mura – un percorso di tutela del lavoro autonomo”.

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Air Italy e Alitalia crisi unitarie di settore

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Maggio 2021

“La crisi Air Italy non può più essere lasciata alle trattative in sede aziendale ma deve essere presa in carico dalle istituzioni, con la precisa volontà di trovare una soluzione che eviti i licenziamenti di massa. Il Governo consideri Air Italy e Alitalia come crisi unitarie di settore e le inserisca entrambe nelle trattative per la costituzione della newco Ita. Al contempo ci aspettiamo che la Regione Sardegna dia garanzie sulla partenza del Piano delle politiche attive per la promozione del reinserimento occupazionale dei lavoratori di Air Italy e, se li ha, esponga i suoi progetti industriali”. Lo dichiarano i deputati dem Romina Mura, presidente della commissione Lavoro della Camera e Graziano Delrio, già capogruppo Pd e ministro dei Trasporti, in vista dell’incontro convocato dalla Regione Sardegna con i sindacati sulla vertenza Air Italy. “E’ irricevibile la posizione della proprietà che – aggiungono i deputati dem – si frappone alla sottoscrizione dell’accordo necessario alla proroga della cassa integrazione: la situazione è di emergenza e serve una stretta sinergia tra i soggetti istituzionali e i sindacati”.

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Le imprese green affrontano meglio la crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 25 aprile 2021

(AJ-Com.Net) In Italia mezzo milione di imprese —pur avendo il core business in attività tradizionali— hanno puntato negli ultimi 5 anni sulla Green Economy e sulla sostenibilità. E sono proprio queste imprese che hanno investito in prodotti e tecnologie green a riuscire a reagire meglio alla pandemia: il 16% di queste aziende è riuscito addirittura ad aumentare il fatturato, contro il 9% delle imprese non green. A metterlo in evidenza è Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.Nel 2021 Ener2Crowd.com ha inoltre avviato una serie di partnership di successo con attori di primissimo livello impegnati ad educare i giovani sui temi dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, a produrre e distribuire energia 100% green o —solo per fare alcuni esempi— a realizzare un marketplace globale ecosostenibile. Fatto è che l’Italia —osservano gli analisti di Ener2Crowd.com— è ormai una «superpotenza dell’economia circolare». Il nostro Paese ha infatti una percentuale di riciclo pari all’80% sulla totalità dei rifiuti: il doppio rispetto alla media europea. Ed un numero sempre maggiore di imprese stanno avviando una «riconversione verde», insistendo sull’efficientamento energetico e sulle rinnovabili.D’altra parte Mario Draghi nelle sue dichiarazioni programmatiche in Parlamento è stato chiaro fin dall’inizio in merito alle responsabilità europee verso le nuove generazioni: «vogliamo lasciare un buon pianeta, non solo una buona moneta» ha detto il premier in tale occasione.La top-5 italiana include Enel, Leonardo, Pirelli, Snam e Terna, le quali sono tutte include nella categoria Impact Award, che aggrega 2 valutazioni di sostenibilità a livello globale: la A-List dell’organizzazione senza scopo di lucro CDP (www.cdp.net) che gestisce il sistema di divulgazione nell’ambito della gestione degli impatti ambientali di aziende, città, stati e regioni ed il Corporate Sustainability Assessment (CSA) in ambito ESG – Environmental, Social and Governance di Standard and Poor’s (www.spglobal.com/esg/csa/), tra le prime 3 agenzie di rating al mondo.L’Italia ha dunque scalato la classifica della sostenibilità mondiale collocandosi al quarto posto con ben 5 aziende in graduatoria, preceduta solo dalla Spagna che è prima con 7 aziende e da Stati Uniti e Taiwan entrambi i Paesi con 6 aziende nel ranking.Si va dunque verso una transizione ecologica a 360 gradi che riguarda imprese di ogni dimensione interessate a ricostruire una società in cui vengano realizzate riforme benefiche per l’ambiente, a vantaggio di tutti. E questo cambiamento di rotta non solo consentirà di costruire le basi per un futuro migliore per le generazioni dei nostri figli e dei nostri nipoti ma consentirà anche di fermare il ciclo della bassa crescita italiana in un momento in cui il COVID-19 ha messo l’intera umanità davanti ad un problema di portata gigantesca, mostrando tutta la debolezza del nostro sistema-mondo nel cercare di affrontarlo.«Le aziende italiane hanno capito che l’impegno nella sostenibilità ambientale non è solo un’operazione di comunicazione e marketing ma è soprattutto la parte essenziale di una strategia produttiva lungimirante che guarda ad un mercato globale di consumatori sempre più sensibili ai temi ambientali e agli investimenti sostenibili» commenta Niccolò Sovico.

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Relazioni: +60% di separazioni, crisi e divorzi nel 2020

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2021

In Italia, dal 1991 ad oggi, il numero delle separazioni/divorzi è più che quadruplicato, raggiungendo oggi oltre 150 mila casi solo tra le coppie coniugate, escludendo, pertanto, le crisi che coinvolgono le numerose coppie di fatto. Una volta nella vita prima o poi tutti, o quasi, attraversano una crisi sentimentale, una problema di relazione di coppia o un momento difficile che viene percepito come fortemente impattante nella propria vita. Questo accade nel 45% delle relazioni, secondo i dati presenti nell’Osservatorio sul Mondo delle Relazioni promosso da SOSrelazioni.it (www.sosrelazioni.it), prima piattaforma di professionisti certificati che aiutano le persone a superare con successo le loro sfide relazionali, con un metodo veloce, pragmatico e risolutivo.Le crisi di coppia toccano indifferentemente persone giovani e mature, la concentrazione maggiore di problematiche risiede nella fascia d’età 25-55 anni. Per quanto concerne il genere, anche qui abbiamo una sostanziale equivalenza tra uomini e donne anche se, secondo i dati SOSrelazioni.it, gli uomini mostrano di “soffrire” maggiormente una situazione di crisi e di allontanamento (70%) mentre le donne sono più propense a parlarne (65%).I matrimoni, salvo un limitato momento “espansivo” alla fine degli anni ’80, hanno fatto registrare un calo continuo negli ultimi 20 anni. Un calo a cui corrisponde un aumento delle separazioni e dei divorzi: nel 2020 c’è stato un aumento delle separazioni del 60% rispetto al 2019.Se parliamo di coppie di fatto, l’Osservatorio SOSrelazioni.it condotto su un campione di decine di migliaia di persone a livello nazionale, mostra andamenti simili, con un incremento delle crisi del 48% nel 2020 rispetto al 2019: il Covid e le tensioni dovute ai vari lockdown sono stati certamente una causa scatenante non trascurabile.Tra i motivi delle crisi, siano esse matrimoniali o all’interno di relazioni di fatto, spicca al primo posto l’infedeltà (40%), che riguarda soprattutto e in massima parte tre regioni in Italia, Lazio, Lombardia e Toscana. Le donne sembrano leggermente più inclini al tradimento (57%) rispetto agli uomini.Quando una relazione entra in crisi, se non si interviene in modo adeguato con un supporto ad hoc, c’è il rischio che finisca nell’81% dei casi. Grazie a SOSrelazioni.it, invece, il 93% dei casi trattati ha potuto ritrovare la serenità ed anche il proprio partner.La conferma del periodo di stress vissuto dalle relazioni viene anche dalle società di ricerca straniere: secondo le stime Euromonitor International, entro il 2030 le separazioni nel mondo aumenteranno di un ulteriore +78,5%. L’Italia ha il record di 100mila psicologi per 60 milioni di abitanti: uno psicologo ogni 600 abitanti.La reticenza culturale porta l’utente medio italiano a vedere la figura dello psicologo come un medico che cura persone affette da disturbi. Rivolgersi a questa figura non è dunque così frequente nel nostro Paese, specialmente se il problema è legato alla sfera relazionale e intima.

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Crisi in Mozambico: attacchi simultanei e sparatorie ovunque nel nord del Paese

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

«Stiamo correndo, scappando, per nasconderci sulla spiaggia. Ci sono sparatorie ovunque». É la drammatica testimonianza di un abitante della città di Palma, nel nord del Mozambico. Il concitato messaggio è stato registrato a metà pomeriggio di due giorni fa, 24 marzo, dopo l’attacco alla città da parte di gruppi armati. Nella registrazione, ricevuta dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), si sente chiaramente che l’uomo corre mentre dice anche che «le case sono abbandonate», segno che l’intera popolazione è fuggita dalle proprie abitazioni. Gli eventi vengono seguiti con grande preoccupazione da Pemba, capitale della provincia di Cabo Delgado. Sono molti anche i sacerdoti e le suore che hanno dovuto lasciare le loro parrocchie e missioni a causa degli attacchi armati che affliggono dal 2017 questa regione del Mozambico settentrionale.Don Kwiriwi Fonseca, uno dei responsabili della comunicazione della diocesi di Pemba, ha spiegato ad ACS che «gli attacchi» sono avvenuti «simultaneamente nella città di Manguna e nei quartieri di Quibuite e Quilaua della città di Palma». Padre Edegard Silva è un missionario brasiliano attualmente a Pemba. La sua parrocchia del Sacro Cuore di Gesù nel distretto di Muidumbe è stata teatro di uno dei più violenti attacchi terroristici del 2020. Il missionario ha riferito ad ACS che l’attacco di ieri era previsto «perché negli ultimi quindici giorni i criminali e gli insorti avevano perpetrato una serie di attacchi nella regione di Nangade e praticamente tutte le comunità confinanti con Palma erano già state attaccate». Padre Edegard ha confermato che la popolazione è attualmente in fuga a causa dell’attacco armato: «Molti parenti dei nostri catechisti di Palma ci hanno contattato per informarci che stanno fuggendo. Quando si verificano questi attacchi le persone scappano in montagna ed è difficile comunicare a causa del segnale debole e delle batterie mobili scariche». Il sacerdote ha aggiunto che la città di Palma si trova nella regione «dove si sta portando avanti il ​​grande progetto di esplorazione del gas della multinazionale Total» e che molti osservatori sottolineano che questo è una delle ragioni della «rivolta», come spesso viene chiamata questa situazione di violenza a livello locale.Cabo Delgado è teatro di attacchi da parte di gruppi armati legati a jihadisti del sedicente Stato Islamico dall’ottobre 2017, il che ha generato una gravissima crisi umanitaria. Secondo le Nazioni Unite alla fine dello scorso anno c’erano già più di 670.000 sfollati e oltre duemila morti.Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto fin dall’inizio gli sforzi della Chiesa locale per aiutare la popolazione sfollata, e ha assicurato un primo soccorso d’urgenza di 160.000 euro. ACS fornisce inoltre contributi per il sostentamento di sacerdoti e religiose, finanzia seminari, attività di formazione religiosa e altri progetti per far fronte ai bisogni più urgenti della vita della Chiesa, sia a Pemba sia in tutto il restante territorio del Mozambico.

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“Ripensare le politiche attive per superare la crisi e far ripartire il Paese”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

E’ una ricerca elaborata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che sarà illustrata nel corso dell’evento “A 20 anni dal Libro Bianco del lavoro. L’attualità del pensiero di Marco Biagi nell’odierna crisi del lavoro” in ricordo del giuslavorista e del suo impegno per la riforma del mercato del lavoro italiano. Da qui la proposta dei Consulenti del Lavoro di interventi urgenti sull’occupabilità dell’offerta per recuperare i lavoratori più fragili rinforzando le politiche per il lavoro in Italia che si presentano in larga parte inadeguate a fronteggiare l’emergenza occupazionale.”Il focus sulle politiche attive per il lavoro è fondamentale per poter pensare a una ripresa organica dell’occupazione e, di conseguenza, dell’economia. Ben venga allora l’apertura del Governo Draghi a investire sull’assegno di ricollocazione purché si tenga presente che la platea dei destinatari al momento comprende solo la metà dei disoccupati involontari” afferma Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e del Comitato Unitario delle Professioni, “Necessario incidere sulla qualità dell’offerta più che sull’incentivazione della domanda attraverso formazione e riqualificazione, diminuendo il divario tra posizioni ricercate e competenze disponibili”.

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Editoria in crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2021

“L’editoria sta subendo trasformazioni radicali per via della digitalizzazione e lo Stato deve essere in prima linea con interventi mirati per garantire l’industria creativa italiana e migliaia di posti di lavoro. L’editoria e l’informazione non possono essere ridotti a pochi incisi, nemmeno 4 righe, nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – così Federico Mollicone, deputato capogruppo di FDI in commissione Editoria e Responsabile Nazionale Innovazione – chiediamo al sottosegretario Moles di impegnarsi a inserire una specifica componente sull’Editoria 5.0 nel PNRR, così da tutelare il pluralismo e la qualità dell’informazione, fattori cruciali di una democrazia. La crisi necessita di interventi per il sostegno alla transizione al digitale, sostenendo i processi di trasformazione digitale con contributi sulle spese per la digitalizzazione, istituendo un fondo apposito cosi come realizzato ad esempio in Francia ed Austria; per ridurre i costi di produzione e distribuzione; per favorire l’innovazione e il ricambio generazionale; per sostenere la rete di distribuzione, anche delle edicole; per il sostegno alla domanda con un bonus annuale per la sottoscrizione di abbonamenti cartacei ed on line a quotidiani e periodici. Vanno, inoltre, assunte iniziative per il recepimento e l’attuazione della direttiva Copyright, anche per tutelare la sovranità digitale; per garantire che la comunicazione istituzionale e legale dello Stato e degli enti locali sia veicolata tramite i giornali, per limitare il ruolo dei centri media, in linea con il modello francese, e per una disciplina più efficace dell’attività di intermediazione sulla pubblicità.”

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In Italia crisi sociale senza precedenti

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

“L’impatto della crisi sociale, che ora non avvertiamo grazie alle soluzioni di welfare adottate, rischia di essere devastante: già a maggio scorso stimavamo che oltre 1 milione di minori in più avrebbe potuto trovarsi in condizioni di povertà assoluta entro la fine dell’anno in conseguenza delle privazioni sociali ed economiche dovute alla crisi sanitaria”. È quanto ha riferito il presidente di Save the Children Italia Claudio Tesauro, intervistato da Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), nell’ambito di UNIPR On Air, la rassegna di interviste online dell’Università di Parma. Nel corso dell’intervista, visibile al link https://youtu.be/4PNoVrgmcdA, Susanna Esposito e Claudio Tesauro hanno dialogato sul tema dell’obiettivo numero 1 dell’Agenda Globale 2030, “Sconfiggere la povertà”, concentrandosi sulle condizioni dell’infanzia e dell’adolescenza anche alla luce della crisi determinata dalla pandemia. Tra le conseguenze più preoccupanti della pandemia ci sono quelle socio-economiche che rischiano di aumentare le diseguaglianze sociali, con milioni di famiglie in difficoltà.
Secondo una stima elaborata da Save the Children sulla base di un’indagine Ipsos condotta in Italia per l’Organizzazione, quest’anno circa 34 mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado, a causa delle assenze prolungate, potrebbero aggiungersi alla lista della dispersione scolastica, a causa della difficoltà di seguire le lezioni a distanza o della non accessibilità ai dispositivi digitali.
Già dai primi mesi della pandemia Save the Children ha avviato nei quartieri privi di servizi delle città italiane un’attività sul campo attraverso la rete dei propri 26 punti luce, luoghi di aggregazione con sostegno scolastico, ma anche sport, laboratori, teatro, musica, ecc. “Le periferie sono luoghi e spazi rimasti privi di un interesse politico comune – ha riferito Claudio Tesauro nel corso dell’intervista con Susanna Esposito – dove i disagi si sommano, si incontrano i dati più alti sulla dispersione scolastica, la composizione mista di famiglie composte tra migranti e seconde generazioni, la disoccupazione, il lavoro in nero, l’assenza di spazi verdi, luoghi di incontro, biblioteche e quant’altro. Sono i luoghi dove si realizza la segregazione educativa e dove i bambini vivono in circuiti chiusi e dove viene mortificata la loro crescita e i loro sogni. Se il contrasto alla povertà educativa è una priorità, – ha aggiunto – è nei luoghi più deprivati che dobbiamo intervenire, per aiutare ragazzi e ragazze nella loro crescita, a metterli in condizione di sperimentare cose nuove e mettere le ali ai loro talenti. Sostenerli nella crescita della loro educazione, ma anche nello sviluppo delle loro esperienze, passioni ed emozioni, per far emergere tutti gli strumenti utili per potere essere parte attiva in questo mondo che procede in maniera veloce, connessa e complessa”. Non è mancato, con l’esplosione della pandemia, un impegno solidale e attivo che ha coinvolto oltre le istituzioni anche attori privati, con esempi che hanno contribuito al contrasto all’emergenza sanitaria, ma anche a quella economica e sociale. “La borghesia produttiva italiana – ha riferito Claudio Tesauro nel corso dell’intervista a UNIPR On Air – quella della classe dirigente privata più ricca e agiata, che finora ha dato prova di grande generosità aziendale e personale, dovrebbe assumere un progetto per il paese. L’emergenza Covid – ha aggiunto Tesauro – ci ha ricordato l’importanza delle alleanze e della rete per affrontare le sfide che abbiamo di fronte. I diritti dei minori dovrebbero essere la bussola per intervenire nel presente e riscrivere il futuro. È necessario e inevitabile un impegno collettivo, che veda tutti coinvolti, non possiamo permettere che l’epidemia tolga ai bambini e agli adolescenti in Italia la possibilità di crescere e sviluppare. Dobbiamo agire per non privarli del loro futuro. L’educazione rappresenta per i nostri bambini l’ancora di salvezza per un’opportunità nel presente e per avere la libertà di per poter scegliere il proprio futuro, soprattutto nei contesti più disagiati”.

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Cinque lezioni apprese dalla pandemia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 febbraio 2021

A cura di Luca Paolini, Chief Strategist di Pictet Asset Management. Ogni shock globale lascia un’eredità. La crisi legata al COVID-19 non fa eccezione. Anche se ci vorrà un po’ di tempo prima che gli investitori comprendano veramente gli effetti della pandemia, è già chiaro che questa ha trasformato per sempre la politica monetaria e fiscale. Le banche centrali hanno abbandonato l’ortodossia monetaria mentre istituzioni come il Fondo Monetario Internazionale, in passato devote sostenitrici della disciplina fiscale, stanno spingendo i governi a spendere liberamente. Il consiglio è stato seguito alla lettera: nel 2020 sono stati erogati stimoli fiscali d’emergenza pari a circa 12.000 miliardi di dollari, ovvero il 14% del PIL mondiale. Anche la Germania, una nazione la cui reputazione in materia di conservatorismo fiscale è ben espressa dalla sua politica dello schwarzer null (ossia di zero deficit), ha preso atto del fatto che l’austerità non funziona più. Ha sospeso la clausola costituzionale di freno all’indebitamento e sostenuto attivamente l’allentamento dei vincoli di bilancio dell’Unione Europea, aprendo la strada al piano di ripresa senza precedenti dell’UE (si veda di seguito). L’aumento della spesa pubblica è stato accompagnato dal ritorno del “Big Government”. Anche in Paesi più liberisti, come Stati Uniti e Regno Unito, i governi hanno salvato alcuni settori, offerto integrazioni salariali (cassa integrazione) e sussidi di disoccupazione estremamente generosi e bonus vacanze. Sarà difficile abbandonare tali politiche. Piuttosto, è più probabile che nasca un nuovo Contratto sociale, che comporterà un intervento statale più marcato, una maggiore ridistribuzione e diritti dei lavoratori più estesi. La pandemia ha dato vita a una nuova era di estremo e innovativo allentamento monetario. Sfidando chi sosteneva che fossero rimaste a corto di munizioni, le banche centrali mondiali hanno fornito stimoli per 8.800 miliardi di dollari lo scorso anno, quasi il triplo rispetto a quanto offerto durante la crisi finanziaria globale. La Federal Reserve statunitense, ad esempio, il 23 marzo ha lanciato un programma per l’acquisto diretto di obbligazioni societarie, comprese quelle declassate a “titoli spazzatura” a seguito della pandemia. Ciò ha segnato la fine del mercato ribassista, preannunciando un insolito boom di emissioni di debito societario durante una recessione. L’economia statunitense pare destinata a uscire dal 2020 relativamente indenne, con una produzione in calo solo del 3% rispetto al 2019 – una perdita che è in linea con le precedenti recessioni. La ripresa della Cina è stata ancora più impressionante, con l’attività economica che è tornata al di sopra dei livelli pre-pandemici in quasi tutti i settori. Una recessione prolungata causata da shock sistemici è difficile da affrontare per i mercati. Lascia cicatrici profonde, come una maggiore disoccupazione a lungo termine, insolvenze e crediti inesigibili: problemi la cui risoluzione può richiedere anni. I crolli causati da shock esogeni di breve durata, come le catastrofi naturali, possono essere meno problematici per gli investitori, purché sia messo in atto il giusto mix di politiche. Nel 2020, gli investitori hanno assistito a uno shock temporaneo (brusco calo degli utili societari) eclissato da un calo permanente dei rendimenti obbligazionari (e, come effetto di ciò, multipli degli utili più elevati) e da una conseguente risalita dei mercati azionari. Ciò che conta di più per i mercati finanziari in tali circostanze è la direzione di marcia dell’economia, più che il ritmo della sua espansione. I segnali di una ripresa nascente erano già evidenti ad aprile e con essi i mercati finanziari hanno riscoperto il loro ottimismo.
Con l’abbattersi della pandemia sull’economia globale e sui mercati finanziari, un trend ha dimostrato davvero tutta la sua forza: la crescita dell’investimento responsabile. Gli investitori hanno ritirato una quantità significativa di denaro dagli investimenti azionari tradizionali durante la fase peggiore della crisi, ciononostante gli ETF che integravano fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) hanno registrato oltre 265 miliardi di dollari in flussi netti a livello globale, in rialzo di oltre cinque volte rispetto al 2019, secondo l’Institute of International Finance. Alla fine dell’anno, gli attivi detenuti dai fondi ESG globali hanno superato i 13.000 miliardi di dollari in tutti i tipi di investimento. Il COVID-19 non solo ha messo a nudo la portata delle disuguaglianze sociali ed economiche, ma ha anche messo in guardia i governi sulla necessità di uno sforzo globale coordinato per affrontare le minacce esistenti, come il cambiamento climatico. L’Europa, gli Stati Uniti (sotto la nuova amministrazione Biden) e la Cina si sono impegnati tutti a raggiungere obiettivi più ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni di carbonio. Ciò rientra in un passaggio più generale verso un capitalismo responsabile, capace di dare priorità agli stakeholder rispetto agli azionisti e ai criteri ESG rispetto agli EPS (utili per azione). È un trend che nessun investitore può permettersi di ignorare. (abstract)

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Crisi di governo e critiche alla Meloni

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

“Lo spettacolo che si sta dando in queste ore è stucchevole, alla faccia di quel pluralismo tanto decantato e quasi mai praticato da una presunta intellighenzia che ora sbatte i tacchi e si crogiola in un unanimismo pro-Draghi acritico e stucchevole. Mi riferisco alla modalità con cui taluni commentatori stanno trattando Fratelli d’Italia e la sua leader, colpevoli di voler difendere quelle prerogative applicate in tutte le democrazie occidentali tranne che in Italia, dove i premier vengono indicati direttamente oppure scelti dai partiti dopo le elezioni politiche e tra coloro che hanno ottenuto un consenso dai cittadini.Cosa c’è di non condivisibile? Forse la grave situazione sanitaria ed economica richiede un intervento eccezionale? Bene, Giorgia Meloni ha chiesto che Draghi guidasse un governo a tempo che portasse alle elezioni anticipate prima del semestre bianco occupandosi proprio del Recovery Plan e del piano vaccinale per poi riconsegnare il suo mandato. Una proposta saggia su cui ogni forza politica che avesse a cuore la nazione la democrazia avrebbe dovuto convenire.E comunque chi ama davvero la democrazia sa che l’opposizione è fondamentale quanto la maggioranza, forse di più. Quindi riconoscere un doppio valore al comportamento lineare di Fratelli d’Italia dovrebbe essere quasi scontato e invece si inizia a richiudere intorno a noi la morsa della demonizzazione, come se non si conoscesse la nostra storia e non si sapesse che tali atteggiamenti servono solo a rinsaldarci e a consegnarci nuovi consensi. Contenti voi…”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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