Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘crisi’

Pandemia e crisi economica. Prendere, esigere, reclamare… ma dare?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 giugno 2020

Innegabilmente lo Stato si sta muovendo per cercare di arginare la conseguente crisi economica. I provvedimenti sono spesso criticabili per diversi motivi: insufficienza, farraginosità, discriminazioni, incompletezza, dimenticanze, soggetti a burocrazie asfissianti e malvagi, coniati per gli amici degli amici, etc etc. Ma è innegabile che il percorso sia quello con, incredibile ma vero, la lotta faziosa tra i decisori istituzionali su quali soldi siano più belli o meno belli quando questi arrivano in modo particolare da parte della Unione europea.
Dopo i primi provvedimenti di aiuti economici, vigente il caos e la diffusa discrezionalità e partigianeria, tutti (ma proprio tutti) ne sono coinvolti. Le storie di richieste di riduzioni di affitti e sospensioni di mutui, che nella stragrande parte riguardano situazioni disperate, comprendono anche coloro che si sono messi in marcia nel trend generale con motivazioni grossomodo di questo tipo “che fai, non chiedi la riduzione dell’affitto o la sospensione del mutuo oppure non paghi alla scadenza la multa o l’imposta… dai, non ti conviene, approfittane”. Nessuna meraviglia. E’ l’italica propensione e confidenza con la cosa pubblica. Lustri e lustri di “calci nei denti” da parte della pubblica amministrazione e dello Stato (“ti frego io o mi freghi te?”), facendo crollare il rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati, non avrebbero potuto produrre altrimenti.
La dominante è chiedere soldi allo Stato. Sia in termini di riduzioni fiscali che prestiti, nonché veri e proprio regali. E lo Stato, grazie anche a lobby più o meno potenti delle singole corporazioni, non sta dicendo di no a nessuno. Vedremo poi cosa accadrà, visto che lo Stato non è un pozzo senza fondo e visto il perdurare delle difficoltà politiche a stabilire come fruire dei vantaggi, in assoluto e per eccellenza, della Unione Europea.. Ma è quello che vogliamo? Siamo consapevoli che le “prove generali” che abbiamo fatto di rinuncia a molte delle nostre libertà individuali (confino, meglio noto col termine lockdown) è quello che vogliamo per i nostri futuri assetti istituzionali non emergenziali? Siamo consapevoli che un tale prostrasi e inneggiamento all’autorità dello Stato non comporti di conseguenza la consegna di tutte le nostre economie nella mani della burocrazia dello Stato? Prima di finire in quello che per chi scrive rappresenterebbe una sorta di vicolo cieco, crediamo sia opportuno che ognuno si ponga una domanda: già in questo contesto, devo io solo chiedere allo Stato oppure posso io fare qualcosa per me, nel rispetto e in armonia con gli altri, con lo Stato che controlli il rispetto di questa armonia dandomi le opportunità per farlo? Sembra una domanda banale, ma non lo è.
Perché, infatti e per esempio, se domani si troverà un vaccino contro il covid-19, perché lo stesso sia efficace e diffuso dipenderà solo se ad usarlo ci sarà un mondo libero, non certo vincolato ad autarchie più o meno tali o mascherate. E, altro esempio, le economie che ci potranno servire non avrebbero senso se nazionali, autarchiche e gerarchicamente espressione degli Stati; senza libero mercato, con più precise regole transnazionali rispetto alle attuali, la ricchezza è difficile che si possa produrre, anche nei posti più disgraziati del mondo. E se questo vale in generale, a maggior ragione vale nel particolare, in quello di casa nostra e nostro individuale. A partire dall’uso delle nostre conoscenze ed esperienze acquisite nella vecchia economia che non c’è più e non ci sarà più, a vantaggio di un’economia tutta da creare. Una volta i maniscalchi erano lavori molto diffusi, oggi è una nicchia della nicchia. I maniscalchi pre-pandemia non si illudano che potranno tornare ad esser tali in una ipotetica economia post-pandemica. E soprattutto, non si illudano che potrà essere lo Stato una sorta di loro mentore. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La pandemia da COVID-19 ha aggravato la già drammatica crisi in Siria

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2020

Il lockdown disposto dalle autorità ha infatti azzerato le disponibilità finanziarie di molti. Per questo la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha approvato un nuovo piano di aiuti di emergenza a favore di 20.550 famiglie cristiane di diverse denominazioni: cattoliche, ortodosse e protestanti.
«Ogni famiglia riceverà un sussidio una tantum pari a 25 euro, che consentirà loro di acquistare alimenti e articoli per l’igiene essenziali per proteggersi dal coronavirus. Potrebbe sembrare non molto, ma è circa la metà del reddito mensile di una famiglia media siriana. Questo sostegno di emergenza raggiungerà molte persone, tuttavia deve essere attuato senza ritardi, prima che la pandemia si diffonda in tutta la nazione», spiega Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di ACS Internazionale.
Il programma di aiuto, del valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, è suddiviso in sette progetti separati, in modo che il sostegno possa essere organizzato in base ai diversi centri abitati. I beneficiari del programma comprendono molte famiglie provenienti dalle città bombardate e distrutte durante la guerra, fra le quali 6.190 famiglie di Aleppo e 7.680 di Homs, ma comprendono anche circa 400 famiglie delle città di Al-Hassakeh e Al-Qamishli, nella Siria nordorientale, cioè nell’area attualmente interessata dal conflitto armato.
«Stiamo tuttora sostenendo oltre cento altre iniziative», aggiunge Heine-Geldern. «Alcune di esse sono state limitate a causa della pandemia, ma molte proseguono, per esempio il nostro progetto Goccia di latte, che fornisce a centinaia di neonati e bambini essenziali razioni di latte. Nonostante ciò riteniamo che questo nuovo programma di aiuti rappresenti un importante segnale di incoraggiamento», conclude il presidente esecutivo di ACS Internazionale.
«Oggi i cristiani siriani, oltre alle conseguenze della guerra e delle sanzioni, soffrono l’essere diventati cittadini di seconda classe, abbandonati dal governo e discriminati dagli altri siriani. Molti hanno perso proprietà e lavoro», commenta Alessandro Monteduro, direttore di ACS Italia. «Il nuovo piano di aiuti approvato da ACS rappresenta un ulteriore contributo al pluriennale sforzo messo in campo dalla fondazione per proteggere questa comunità cristiana, ora minacciata anche dalla pandemia», conclude Monteduro.

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Farmacisti al banco sempre più a rischio e in crisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La farmacia, in riferimento al rischio di contagio, è classificata ufficialmente da Inail nella fascia più alta e, nonostante questo, nell’emergenza che si sta vivendo, i farmacisti continuano ad assicurare alla popolazione accesso al farmaco, nonché supporto sul territorio per la salute dei cittadini. Ma proprio questo contesto ha messo ancora di più in luce «l’urgenza di procedere a un celere rinnovo del contratto per i dipendenti delle farmacie private», scaduto da oltre sette anni. A lanciare l’appello, questa volta, è la Fofi che, in una nota di oggi, ribadisce il «ruolo fondamentale che i farmacisti collaboratori rivestono per l’efficienza dell’assistenza farmaceutica».In questi drammatici giorni, si legge, «più che mai, tutti i farmacisti stanno dando una grande prova del proprio spirito di servizio e del particolare supporto al sostegno della salute dei pazienti: in tale contesto emergenziale, infatti, continuano ad assicurare alla popolazione l’accesso al farmaco, nonché tutte le altre attività che fanno degli stessi un punto di riferimento sul territorio per la salute dei cittadini».Per questo la Fofi ribadisce «il proprio impegno nell’attività di sollecito del rinnovo del Ccnl», scaduto da oltre sette anni. Pur non avendo «alcuna competenza né la possibilità di intervenire direttamente nelle trattative sindacali», abbiamo «ripetutamente sollecitato, anche di recente, il raggiungimento di tale obiettivo, tentando tutte le vie per favorire una ripresa del dialogo tra i rappresentanti dei titolari e quelli dei collaboratori di farmacia, nonché per ristabilire il necessario clima di confronto costruttivo tra le due parti».Ma, per la Fofi, c’è, «per i dipendenti delle farmacie private, la necessitaÌ di un passaggio di comparto dall’area del commercio a quella sanitaria». Una «soluzione che potrà essere adottata solo qualora le parti sindacali, nell’ambito della loro autonomia riconosciuta costituzionalmente, decidano di giungere a questo risultato, che non può essere imposto per legge».A ogni modo, conclude la nota, «continueremo a porre in essere ogni iniziativa utile al rinnovo, nella speranza che le parti sindacali possano individuare in tempi brevi una soluzione condivisa». Di recente, un appello per arrivare a breve al rinnovo del contratto era arrivato anche da Danilo Lelli, Filcams Cgil nazionale, che aveva sottolineato come «le difficoltà eccezionali di questo periodo si sono abbattute su un settore complicato. Prima della pandemia avevamo inviato al ministro Speranza, su sua richiesta, una scheda sullo stato dei rinnovi del Ccnl di settore. Oltre all’adeguamento economico, è ancora più importante riconoscere la professionalità degli addetti, anche per tutelare i cittadini, e avere un sistema di bilateralità strutturato come in altri settori. Siamo in emergenza, ma le farmacie stanno lavorando anche più di prima e, visto che l’emergenza non finirà presto, dobbiamo occuparci del rinnovo di questo contratto». (by Francesca Giani fonte Farmacista33)

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Economia: “Salva il Tuo Locale!”, la strada per uscire dalla crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

I ristoranti sono tra i settori più colpiti dalla crisi sanitaria del Coronavirus. Tanti i locali di ristorazione che stanno vivendo ore difficili, perché non sanno come andare avanti in questo periodo di congelamento degli acquisti.Come uscire da questo pantano dunque?
A tracciare la strada che conduce fuori dalla crisi ci ha pensato Marco Lungo, un consulente specializzato a salvare dalle crisi le attività di ristorazione.Marco Lungo ha infatti appena dato alle stampe un libro intitolato “Salva Il Tuo Locale!”, dedicato appunto a come risolvere le crisi dei locali di ristorazione.Un vero e proprio manuale, mai come ora attuale, e che in questo periodo storico risulta prezioso più che mai.Dopo più di due anni di gestazione il manuale è un riferimento sicuro su come affrontare non solo la crisi del Covid-19 e le sue conseguenze ma anche e soprattutto le comuni crisi che ciclicamente affliggono la quasi totalità dei locali di ristorazione.Nel libro di ben 392 pagine viene affrontata la crisi in tutti i suoi aspetti: dalla sua individuazione, alla analisi delle cause, fino alla Gestione Finanziaria e del Personale. Inoltre, una volta arrivati alla risoluzione, sono presentati gli aspetti da curare per evitare che la crisi si ripresenti o che si instauri nel caso si scelga di aprire un locale di ristorazione.Salva Il Tuo Locale! è un manuale che non può mancare nella libreria di qualsiasi titolare di una azienda di ristorazione. La sua trattazione, infatti, offre un panorama completo su tutti gli strumenti che può avere a disposizione chi affronta la crisi per comprenderla e risolverla. In più, permette a qualsiasi lettore di comprendere con facilità anche i termini legati alle attività del commercialista e degli avvocati. Sul sito http://www.salvailtuolocale.it è possibile poi trovare ulteriori informazioni sul libro e sull’autore.

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Crisi dello spettacolo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

I lavoratori del settore dello spettacolo dal vivo in questo momento sono in grandissima difficoltà con concerti ed ogni attività bloccata, il Covid-19 ha costretto la musica a fermarsi.Loro sono stati i primi a fermarsi e saranno, forse, gli ultimi a ripartire ma non hanno perso la speranza che gli eventi possano essere ricollocati il prima possibile anche con modalità diverse rispetto a quelle sino ad oggi attuate.Nasce quindi da un gruppo di Artisti, Produttori, Agenzie, Distributori e Organizzatori del panorama musicale una richiesta alle Autorità Governative degli interventi chiari e decisi con risposte esaustive e risolutorie. La richiesta è stata fatta attraverso un’interpellanza parlamentare, con la richiesta di indicazione di quali interventi fattivi verranno messi in campo a sostegno delle imprese e di tutti gli operatori del settore, quali contributi economici, sgravi fiscali etc; la richiesta di applicazione di un’aliquota IVA uniforme per tutte le transazioni nell’ambito delle attività interessate nel settore (dall’ingaggio dell’artista, service audio, luci, etc); aumento del Fondo già esistente e l’istituzione del Reddito a copertura delle perdite subite da tutti gli operatori del settore, anche quelli precari e/o inquadrati con contratti occasionali; sospensione della riscossione per tutto il 2020 delle tasse e tributi; l’indicazione di una data certa per la ripresa, con le indicazioni di quale tipologia di concerto sia da posticipare, quali saranno le misure di sicurezza da adottare, il protocollo di sicurezza ed in particolare la costituzione di un tavolo tecnico di confronto con le Associazioni di categoria rappresentative per la discussione congiunta di tali punti di interesse.E’ stata redatta dall’Avv. Biagio Riccio e dall’Avv. Renato Moraschi, rappresentanti di numerosi Artisti del panorama della musica italiana e di operatori del settore, una lettera all’On. Vittorio Sgarbi dove veniva presentato un resoconto riguardante i danni di carattere economico ed occupazionale e le richieste e le doglianze pervenute dai medesimi Artisti, Produttori, Agenzie, Distributori ed Organizzatori del settore dell’entertainment. L’ On. Vittorio Sgarbi ha condiviso le ragioni e le proposte presentategli e, si è fatto carico di presentare un’interpellanza al Governo, e per esso al Ministro Franceschini, per sapere quali siano i provvedimenti che il Governo intenda adottare.Con il rispetto assoluto verso le misure di contenimento del contagio, imposte dal Presidente del Consiglio Ministri Giuseppe Conte, i lavoratori della filiera dei concerti chiedono delle risposte certe ed urgenti.

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Coronavirus: crisi del car sharing

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 maggio 2020

“Abbiamo chiesto al Comune di Roma di sospendere in questa fase di emergenza in cui i consumi di car sharing si sono ridotti del 90% il pagamento dei canoni (1.200 euro l’anno) sostenuti dagli operatori per ogni singola auto. La risposta è stata negativa.
A parole Governo e amministrazioni locali proclamano il proprio sostegno alla sharing mobility, nei fatti non fanno nulla per sostenerla e anzi la ostacolano. Senza un adeguato supporto a livello nazionale e locale, gli operatori di sharing saranno inevitabilmente costretti a rivedere la propria presenza sul territorio”. E’ questo il commento di ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, all’audizione nella Commissione del Comune di Roma

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Caritas Italiana a favore di un piano per la protezione sociale universale contro la crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Caritas Italiana vive con grande preoccupazione l’inedita fase storica che il nostro Paese sta attraversando. La sua presenza capillare nel territorio attraverso la rete delle Caritas Diocesane -al fianco di tante persone e famiglie in difficoltà – la porta a mettere in evidenza due pericoli che emergono sin da ora. Da una parte il diffondersi dell’impoverimento e l’acuirsi delle disuguaglianze, e, dall’altra, il sorgere di nuove tensioni sociali. Per evitarli è necessario agire con rapidità e decisione. Questa responsabilità è di tutti e coinvolge sia le scelte personali, sia le decisioni delle pubbliche Istituzioni.Nei prossimi giorni il Governo annuncerà le nuove misure di protezione dei redditi colpiti dalla crisi. Dopo gli interventi iniziali contenuti nel Decreto Cura Italia di Marzo e quelli successivi, siamo ora ad un passaggio rilevante per il Paese. Solo mettendo in sicurezza il presente, infatti, sarà possibile costruire la fiducia necessaria ad affrontare il futuro.Caritas Italiana sostiene tutte le proposte operative per fronteggiare immediatamente la caduta di reddito delle famiglie – a partire da quelle più povere- dovuta alla crisi innescata dalla diffusione della pandemia Covid-19. Tra queste in modo particolare quella di un piano per una protezione sociale universale contro la crisi, elaborata dal Forum Disuguaglianze Diversità – di cui Caritas Italiana è parte – e dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, insieme al Prof. Cristiano Gori.Tre, in particolare, sono gli obiettivi da segnalare, che vanno nella direzione auspicata di uno sviluppo integrale in vista della costruzione del bene comune. Primo, mettere in campo un intervento straordinario per i poveri. Bisogna costruire subito una diga contro l’impoverimento e raggiungere rapidamente la popolazione colpita.Secondo, fornire una risposta all’intera società italiana, sostenendo ognuno in base alle sue differenti esigenze e valorizzando le sue risorse. La questione povertà va infatti affrontata considerando la nostra società nel suo insieme, attraverso interventi equi e sostenibili di promozione umana.Terzo, guardare al futuro. Una volta predisposto l’auspicato piano per questi primi mesi bisognerà subito cominciare a preparare gli interventi necessari alla fase successiva, anch’essa impegnativa, senza omettere la partecipazione e il coinvolgimento sussidiario di tutte le realtà del nostro Paese impegnate nella lotta alla povertà, incluso il Terzo Settore. Sarà questo un modo per dare ascolto al recente messaggio di Papa Francesco “mentre pensiamo alla lenta e faticosa ripresa dalla pandemia, s’insinua un pericolo: dimenticare chi è rimasto indietro”.Per questo è necessaria unità tra noi, persone, comunità e stati. In particolare, alla vigilia di un importante vertice europeo, è fondamentale che – come auspicato oggi dal Papa – “l’Europa riesca ad avere questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione Europea”.

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Sconti Iva per i settori più in crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2020

Secondo la bozza del Def, nel 2020 i consumi dovrebbero registrare un calo del 7,2%.”Dati shock. Per fare in modo che, alla riapertura dei negozi, ci sia subito un consistente rimbalzo dei consumi, che potrebbe ridare fiato anche ai commercianti in difficoltà, servono incentivi per gli acquisti, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a mettere subito mano al portafoglio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Oltre ai classici incentivi statali già utilizzati in passato, dai bonus per l’acquisto di auto alle detrazioni fiscali per l’acquisto di elettrodomestici, proponiamo anche un mese di sconti Iva per tutti i settori maggiormente in crisi, come quello turistico” prosegue Dona.”Si potrebbe immaginare una riduzione temporanea dell’Iva prevista dal 22 al 10%, o addirittura l’esenzione, così da ottenere uno sconto sui prodotti ed i servizi offerti al consumatore, invogliandoli all’acquisto, come avviene durante il periodo dei saldi, senza gravare però sugli introiti delle imprese. Uno sconto, insomma, a carico dello Stato, valevole per un periodo almeno pari ad un mese” conclude Dona.
(Mauro Antonelli)

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COVID-19: Intensificare la risposta dell’UE per alleviare gli effetti della crisi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2020

I deputati hanno adottato misure aggiuntive per permette che i fondi UE siano disponibili immediatamente e con una flessibilità eccezionale per combattere la pandemia COVID-19.Nella sessione plenaria straordinaria di venerdì scorso, il Parlamento europeo ha approvato con procedura d’urgenza il pacchetto “Iniziativa d’investimento in risposta al coronavirus Plus” (CRII+), proposto dalla Commissione europea il 2 aprile scorso.Flessibilità massima nell’uso dei fondi. Le misure adottate consentiranno agli Stati membri di trasferire risorse tra i tre principali fondi di coesione (il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione), tra le diverse categorie di regioni e tra le aree prioritarie specifiche dei fondi.In via eccezionale, sarà possibile finanziare pienamente i programmi della politica di coesione relativi a COVID-19 attraverso il 100% dei finanziamenti dell’UE a partire dal 1° luglio 2020 e fino al 30 giugno 2021. Le misure semplificano inoltre la procedura di approvazione dei programmi per accelerarne l’attuazione, e le revisioni contabili, rendono gli strumenti finanziari più facili da utilizzare.Le nuove norme consentiranno inoltre agli agricoltori di beneficiare di prestiti o garanzie a condizioni favorevoli per coprire i costi operativi fino a 200.000 euro. Esse libereranno inoltre i finanziamenti non utilizzati per lo sviluppo rurale per combattere COVID-19. La proposta è stata adottata con 689 voti favorevoli, 6 contrari e un’astensione.Misure specifiche per mitigare l’impatto dell’epidemia COVID-19 nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Le misure comprendono il sostegno ai pescatori che devono temporaneamente cessare l’attività, l’aiuto finanziario ai produttori dell’acquacoltura in caso di sospensione o riduzione della produzione, il sostegno alle organizzazioni di produttori per lo stoccaggio temporaneo, nonché una riassegnazione più flessibile dei fondi operativi nazionali. La proposta cosi modificata è stata adottata con 671 voti favorevoli, 10 contrari e 15 astensioni.Misure specifiche per garantire il funzionamento del Fondo europeo di aiuto agli indigenti (FEAD). Le misure comprendono la possibilità di finanziare la fornitura di dispositivi di protezione per i lavoratori e i volontari, il cofinanziamento temporaneo al 100% del bilancio dell’UE e misure più leggere di rendicontazione e di audit durante la crisi COVID-19.A seguito di un accordo informale con il Consiglio, i deputati hanno approvato modifiche che consentono di erogare gli aiuti con nuovi metodi, ad esempio tramite voucher elettronici o cartacei, per garantire la sicurezza di tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni e per raggiungere i più vulnerabili ed esclusi. Le misure approvate mirano a garantire che gli aiuti alimentari e l’assistenza materiale di base raggiungano le persone più vulnerabili, nel rispetto della distanza sociale e della protezione personale. La proposta cosi modificata è stata adottata con 686 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni.Il Consiglio deve ancora approvare formalmente la posizione del Parlamento. Le misure adottate entreranno in vigore una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il che avverrà nei prossimi giorni.

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Turismo. Chi deve pagare la crisi… e come risollevarsi?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Per le fasi 2, 3, 4, etc, oltre al Comitato di esperti guidati da Vittorio Colao, c’è un intenso confronto. Ognuno con le proprie priorità. E il “comparto” turismo è decisamente importante visto che è una delle economie trainanti del nostro Paese.
In virtù di questo, oltre gli incentivi, contributi ed esenzioni previste per tutte le aziende e lavoratori, inclusi quelli del turismo, i decreti del governo hanno previsto che coloro che hanno avuto la sfortuna di avere pagato un viaggio nel periodo di contenimento e per quelli successivi, debbano finanziare un surplus ai vari organizzatori e fornitori di servizi turistici. La norma che stabilisce la discrezionalità dell’azienda turistica di rimborsare in soldi o con voucher di futuro utilizzo, “grida vendetta” poiché straccia qualunque normativa italiana ed europea in materia, cioè il diritto dei viaggiatori a pagare i servizi che si usano e che gli stessi non disdicono per loro “capriccio”. Per questo, aggiungendo anche le violazioni che gli stessi operatori fanno della norma (ovviamente a loro vantaggio) e gli incoscienti inviti di esponenti di governo e associazioni del settore a prenotare (al contrario di come suggerisce l’Unione Europea), abbiamo lanciato l’invito a NON PRENOTARE niente per le prossime vacanze.
In questo contesto è vivo il confronto, stimolato anche da una apertura da parte del ministro del settore Dario Franceschini, per l’istituzione di un “buono vacanze” (300 euro o giù di lì) che dovrebbe invogliare ad andar in vacanza.
Ipotesi sulla quale si legge di tutto: defiscalizzazione per gli acquirenti, valore superiore al prezzo di acquisto, quelli che rispetto al trend dominante già li chiamano “holiday bond” (pur consapevoli che nelle prossime vacanze, se qualche turista ci sarà… sarà solo italiano), fino all’associazione degli agenti di viaggio che chiede la spendibilità di questo buono solo nelle loro botteghe (incredibile ma vero!) Quindi col “buono vacanze” lo Stato dovrebbe indebitarsi per dare soldi alle famiglie perché vadano a infettarsi in luoghi turistici? Tanto varrebbe che lo Stato dia i soldi direttamente agli operatori turistici per tenerli chiusi: dal punto di vista della salute pubblica, non c’è partita.Inoltre… e il bonus per mangiare al ristorante? Anche i ristoranti sono in crisi o no? E quello per i bar, le discoteche… perché no! Auspichiamo che le chiacchiere rimangano tali, anche quelle di ministri, sottosegretari e parlamentari vari. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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La crisi finanziaria più rapida della storia

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 aprile 2020

A cura di Sherban Tautu, Head of Global Investment Solutions, Banque SYZ. Mentre scrivo, più di 1,2 milioni di persone nel mondo risultano positive al nuovo Coronavirus, che ha giù causato 70amila decessi, mentre 265mila persone sono guarite dalla malattia.
Le misure restrittive che molti governi hanno imposto per gestire l’emergenza sanitaria hanno rapidamente avuto un effetto dirompente sulle economie nazionali, con una potenza e una velocità mai vista prima. Se sono previsioni corrette, vedremo il PIL degli Stati Uniti crollare del 40% nella prima metà del 2020! Molte industrie sono state chiuse, con un impatto istantaneo sui ricavi e con conseguenze come la perdita di posti di lavoro e l’interruzione della supply chain. In alcuni settori, le imprese indebitate stanno già affrontando situazioni critiche, nonostante gli annunci di aiuti statali. A ciò si aggiunge lo shock del settore energy, causato dal crollo dei prezzi del petrolio di quali il 50%, in seguito alla decisione dell’Arabia Saudita e della Russia di non diminuire la produzione. L’indebitamento di molte delle società petrolifere degli Stati uniti è divenuto critico. Il sistema bancario, invece, per il momento è in forma. Ci aspettiamo che il rimbalzo sia veloce e forte, con un ritorno del PIL ai livelli del 2019 in soli 6 trimestri.
Questo scenario positivo del rimbalzo economico è basato su alcuni elementi:
Un progressivo allentamento delle misure restrittive tra giugno e settembre
Tassi di interesse globale a zero
Misure governative a sostegno delle imprese
Prezzo del petrolio più basso di circa il 50% che aumenta dell’1% il potere di spesa del consumatore
Misure di stimolo fiscale per aziende e privati
Previsione di un piano infrastrutturale di 2 trilioni di dollari negli Stati Uniti. Seguiranno quelli di altri paesi
Il mercato dell’equity ha perso il -33% dal 19 febbraio a 23 marzo… in soli 23 giorni! Non si era mai visto nulla di simile, ecco perché quella di marzo 2020 può essere considerata la più rapida crisi dei mercati finanziari della storia!
Oltre alle azioni globali, nessun asset è stato risparmiato in questa crisi improvvisa: obbligazioni corporate, high-yield, convertibili, Clo, oro e metalli preziosi, petrolio e commodity, bitcoin, risk parity, veicoli quotati di private equity… abbiamo sperimentato movimenti estremi in tutti gli asset non risk-free. Questi movimenti del mercato ci ricordano che negli investimenti non esiste nulla di “ovvio”, nessun “investimento privo di rischio”.
Rispetto al 2008, la colpa di quanto accaduto non può essere addossata ai mercati finanziari o agli attori. Non ci sono colpevoli in questa recessione, eccezion fatta per il virus. Governi e legislatori proveranno a risolvere la situazione.
Guardando avanti, è impossibile stabilire se i mercati finanziari usciranno da questa crisi con un recupero a V, a U o W, o se rimarremo in uno stallo per un po’ di tempo (L-shape situation).
I rischi a venire risiedono nel mercato del credito in generale, anche nelle obbligazioni sovrane, con ulteriore significativo indebitamento a livello nazionale. Le società subiranno numerosi declassamenti del rating obbligazionario che potrebbero portare a un’altra parte delle vendite obbligazionarie nel secondo e terzo trimestre. I mercati azionari vedranno meno buyback di titoli e una decrescita dei dividendi che comporterà un minor supporto dei mercati e una maggiore volatilità dei livelli di stock individuali.
La tabella seguente rappresenta l’indice di volatilità, che è diminuito rispetto ai livelli storici ma resta alto, con gli investitori che continuano a cercare protezione contro ulteriori cali.
Indipendentemente dal poter sapere o meno se l’economia recupererà in fretta una volta che le misure verranno ridotte, abbiamo bisogno di proiettarci già oltre l’attuale crisi e assicurarci che i nostri portafogli crescano di qui in avanti. In poche settimane dovremo nuovamente essere buyers. Vediamo opportunità in diverse strategie dove le dislocazioni sono state severe e la dispersione è cresciuta. Inoltre, crediamo che questa recessione porterà all’inizio di un ciclo del tutto nuovo. Vogliamo investire in settori che traggono beneficio da ciò, comprendendo tematiche per la crescita, favorendo la tecnologia e l’aumento della produttività degli impianti industriali, dei materiali e delle materie prime, che beneficeranno della spesa in infrastrutture e assistenza sanitaria, di crediti aziendali e CLO, solo per fare alcuni esempi. (in abstract. fonte: SYZ Group)

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La realtà del digitale investe in capitale umano nonostante la crisi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Hangouts Meet per le videoconferenze, Miro per i progetti di co-design, InVIsion per i prototipi digitali, Confluence e Jira per la storia del progetto, Zeplin per la consegna del progetto. La metodologia di progettazione e sviluppo di progetti digitali di Enhancers è nativamente smart e tutti gli strumenti di collaborazione a distanza fanno da sempre parte del lavoro quotidiano della realtà fondata nel 2011 a Torino, tra i precursori dello User experience (UX) design in Italia.Enhancers, oggi, ha due basi in Italia, a Torino e Bologna, 50 dipendenti, un fatturato con una crescita costante con tassi del 30-40% anno su anno. Nel 2019 il team ha accolto 16 nuove persone, inquadrate con diverse forme di collaborazione, e prevede di aggiungere 8 nuovi collaboratori nei prossimi mesi, sia designer e sia sviluppatori.«In un momento difficile come questo l’industria del digitale è tra le poche a reggere l’urto, anzi, vede moltiplicarsi le opportunità di innovazione e crescita. Da protagonisti del settore intendiamo trasferire questo valore anche al territorio, creando lavoro e nuovi mercati», afferma Luca Troisi, fondatore e CEO di Enhancers.Enhancers è permanentemente in modalità smart working anche quando i team sono fisicamente presenti. La comunicazione interna e con i clienti avviene, oltre che via mail e telefono, con Hangouts Meet per le videoconferenze e Chat per le conversazioni per iscritto. I progetti vengono condivisi con Miro, una piattaforma on line per il co-design e l’Agile e i materiali sono nel cloud su Google Drive, accessibili a tutto il team. I prototipi digitali sono realizzati e inviati con InVIsion. La storia del progetto è documentata con Confluence e Jira e la consegna del progetto per lo sviluppo è, infine, gestita a distanza con Zeplin.Enhancers progetta esperienze d’uso significative per gli utenti e sviluppa prodotti digitali innovativi che fanno leva sulle tecnologie per creare valore per le persone e le aziende. Tra i clienti, le principali banche italiane, colossi della Smart Home come il gruppo Haier Europe, proprietario per esempio dei marchi Candy e Hoover e brand capofila del made in Italy come Illy.

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Vignali (Maeci): Difendiamo gli emigrati dalla crisi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

Assistenza agli italiani bloccati all’estero che hanno urgenza di rientrare e sostegno a chi da tempo vive fuori dai confini nazionali ma che si trova ora in difficoltà. La tutela dei nostri connazionali sparsi per il mondo è da sempre al centro dell’azione del ministero degli Affari esteri, ma ora – causa emergenza Coronavirus – l’attenzione è ancora più alta. “Tutta la rete consolare italiana è fortemente impegnata, in questo momento, nelle operazioni di assistenza agli italiani che hanno necessità e urgenza di tornare in Italia”, afferma a 9colonne Luigi Maria Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero della Farnesina. Una rete consolare che “dà informazioni e coordina, in seno al ministero, gli imbarchi e la preparazione dei voli, si occupa di fornire ogni indicazione utile ai tanti connazionali”, prosegue Vignali ricordando che “ai 6 milioni di iscritti negli schedari consolari si aggiungono decine di migliaia di studenti, lavoratori temporanei, turisti, che hanno bisogno di assistenza”. Questo comporta un impegno importante di tutta la rete del ministero degli Esteri, “aperta costantemente alle richieste degli italiani nel mondo: le segue e, anche se non immediatamente, riesce a risolverle tutte”.
RIMPATRI – Per poter rientrare in Italia “la condizione fondamentale è quella di uno stato di necessità e di urgenza legato in particolare a motivi di lavoro o di salute – spiega il direttore generale per gli Italiani all’estero -. Situazioni che hanno bisogno di un’autocertificazione da parte dell’interessato e che devono essere particolarmente stringenti. Ci devono essere condizioni legate, ad esempio, alla perdita del lavoro, quindi alla mancanza di mezzi di sussistenza all’estero, o motivi di salute non legate all’epidemia e che richiedono cure mediche in Italia”. Vignali ricorda poi che “chi torna deve stare in isolamento, avvertendo le autorità sanitarie, per almeno due settimane, anche se non ha nessun sintomo e se non ha avuto nessun ‘rapporto’ con il virus”.
IL RUOLO DEI COMITES – Ad aiutare la direzione generale in questa attività di sostegno e assistenza, c’è la rappresentanza italiana all’estero, una rete preziosa attiva sui territori. “Continuiamo a tenerci strettamente in contatto con l’associazionismo italiano nel mondo, in particolare con i Comites – sottolinea Vignali – che possono avere un ruolo di raccordo con gli italiani, possono aiutarci a veicolare le iniziative di sostegno alla Protezione civile italiana, agli ospedali e agli enti di ricerca come il Sacco di Milano o lo Spallanzani di Roma, e possono anche fornire assistenza ai nostri connazionali”. In questo senso la direzione generale per gli Italiani all’estero della Farnesina è pronta “a sostenere i Comites, anche finanziariamente, laddove ci fossero iniziative di assistenza che ci vogliono proporre”.
ASSITENZA SUL TERRITORIO – L’attività del ministero degli Esteri, in questo particolare momento di crisi, si sviluppa su due linee principali: “L’assistenza agli italiani, in particolare a chi è temporaneamente all’estero e che chiede di tornare, e il reperimento, attraverso la sua rete diplomatico-consolare, di dispositivi sanitari, come ventilatori e mascherine”, continua Vignali. E mentre l’Unità di crisi “si occupa soprattutto dei rimpatri”, la direzione generale per gli Italiani all’estero “segue più da vicino la situazione dei connazionali che rimangono all’estero e che hanno bisogno di servizi da parte della rete consolare, che devono continuare a essere forniti, di assistenza e di emergenza, in particolare per gli indigenti e per chi ha perso il lavoro”. “Servizi di prossimità che la rete diplomatica continua a dare e per i quali la nostra direzione generale svolge una funzione importante di coordinamento”, continua Vignali.
ORGOGLIOSI DEI NOSTRI EMIGRATI – Dalle nostre comunità nel mondo continuano ad arrivare iniziative di solidarietà rivolte all’Italia, a testimonianza di quel filo che da sempre lega gli emigrati italiani al loro Paese d’origine. “I nostri connazionali all’estero non hanno mai fatto mancare, in nessun momento, il sostegno all’Italia, lo stanno facendo anche ora con iniziative di solidarietà – sottolinea Vignali”. Da un lato, quindi, “la solidarietà degli italiani all’estero verso il nostro Paese” e dall’altro “l’attività del ministero degli Esteri per gli italiani in difficoltà”. Ma non c’è solo la solidarietà a far sentire l’Italia orgogliosa delle sue comunità nel mondo: “Ci sono tanti italiani nel mondo che ricoprono ruoli a livello politico, amministrativo, economico e del mondo accademico: in questo momento sono al centro della ricerca per sconfiggere il virus e questo è un ulteriore motivo di orgoglio per il nostro Paese”, conclude Vignali.

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La carenza cronica di risorse contribuisce a una nuova crisi in Burkina Faso

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha reso noto che altre persone rischiano di perdere la vita nelle regioni del Centro-Nord e del Sahel, in Burkina Faso, dove centinaia di migliaia di persone in fuga, tra cui bambini piccoli, sono costrette a dormire all’aperto alla mercé delle intemperie.Si stima che siano 350.000 le persone che ora necessitano con urgenza di aver accesso ad alloggi e approvvigionamento d’acqua adeguati per sopravvivere alle condizioni di tipo desertico delle aree remote del Burkina Faso. L’acuirsi dell’insicurezza sta costringendo ogni giorno alla fuga un numero sempre più elevato di persone.L’UNHCR aveva già espresso apprensione in relazione al fatto che la carenza cronica di risorse minacciasse il verificarsi di una catastrofe umanitaria di proporzioni rilevanti. La pandemia da COVID-19 ora sta aggravando ulteriormente una situazione caratterizzata da un intreccio di crisi.Siamo in corsa contro il tempo per impedire che vi siano altre sofferenze umane. Nelle aree remote le persone hanno un disperato bisogno di trovare un riparo e devono far fronte a condizioni climatiche molto dure. L’UNHCR esorta tutti gli attori umanitari a incrementare le risorse.Attualmente, la crisi in corso in Burkina Faso rappresenta l’esodo col più rapido ritmo di crescita su scala mondiale, con quasi 840.000 persone sfollate dal conflitto e dalla siccità negli ultimi 16 mesi. Sono quasi 60.000 quelle costrette a fuggire nel solo mese di marzo.Nonostante il dispiegamento di un numero crescente di forze di sicurezza, gruppi armati continuano a compiere devastazioni nelle regioni del Centro-Nord e del Sahel, aggredendo allo stesso modo polizia e militari, civili, scuole, ambulatori, insegnanti e personale sanitario.Il personale dell’UNHCR raccoglie regolarmente testimonianze strazianti dai sopravvissuti in fuga. Raccontano con dettagli orripilanti gli attacchi condotti ai danni dei loro villaggi, durante i quali uomini e ragazzi vengono uccisi, le donne stuprate, le case saccheggiate e le scuole, insieme ad altre infrastrutture, distrutte.
L’UNHCR sta lavorando con le autorità locali e i propri partner umanitari per consegnare quanto prima ulteriori alloggi e forniture di emergenza agli sfollati, ma date le crescenti condizioni di insicurezza e le risorse limitate, sarà difficile raggiungere tutte le persone che necessitano di assistenza. Molte vivono in condizioni disperate in aree sovraffollate. Molte dormono e vivono sotto alberi.
Il costante peggioramento della sicurezza sta producendo un impatto negativo sulla risposta umanitaria, dal momento che ostacola gravemente l’accesso degli operatori impedendo di raggiungere coloro che ne hanno bisogno: le persone costrette alla fuga e le comunità che le accolgono hanno tutte disperato bisogno di alloggio, cibo, acqua, protezione, salute e istruzione.
Il sistema sanitario del Burkina Faso è stato gravemente colpito, in un momento storico in cui il Paese deve far fronte anche agli effetti del COVID-19. I confini sono chiusi dalla settimana scorsa e gli spostamenti per e dai paesi o città in cui vi sono casi confermati di coronavirus hanno subito restrizioni. Nell’intensificare gli sforzi nel Sahel per garantire protezione alle persone in fuga dalle violenze, l’UNHCR, inoltre, sta adattando le operazioni di sostegno alla risposta nazionale all’emergenza di salute pubblica in modo da includere rifugiati, sfollati interni e comunità di accoglienza.Ad oggi, l’UNHCR ha garantito alloggio a circa 50.000 sfollati e continua a lavorare senza sosta per soddisfare tutte le esigenze rilevate.Nella regione del Sahel, la carenza di acqua rappresenta un’altra notevole criticità. L’UNHCR sta costruendo riserve per la conservazione di circa 15.000 litri di acqua vicino a Dori, nel Sahel, e continua a lavorare con le autorità locali per far sì che gli insediamenti siano collegati alla rete nazionale di approvvigionamento idrico.In coordinamento con le autorità burkinabé, stiamo inoltre esplorando le possibilità di trasferire alcuni sfollati al campo rifugiati di Goudoubo, a Dori, nella regione del Sahel – dal momento che alcuni degli sfollati vivono sia all’interno sia nei dintorni di questa città, a pochi chilometri di distanza. Il campo si è svuotato meno di due settimane fa, dopo che alcuni rifugiati maliani sono fuggiti per fare ritorno in Mali in seguito agli attacchi e all’ultimatum ricevuto. Nel campo, acqua, servizi igienico-sanitari e cure mediche sono già disponibili.

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“Riaprire le librerie è un primo passo”

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

“Perché il mondo del libro possa tornare alla normalità e uscire dalla gravissima crisi nella quale tutti ci troviamo. Per questo, sono indispensabili gli aiuti di emergenza che insieme, editori e librai, abbiamo chiesto e che confidiamo siano immediatamente messi in campo con il prossimo provvedimento di sostegno all’economia”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi commenta positivamente la scelta di consentire la riapertura già dopo Pasqua. “Naturalmente – conclude Levi – spetta alle singole librerie l’ultima parola sulla riapertura dei loro esercizi, a tutela della salute dei clienti e dei librai, valore primario per noi tutti”.

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Italiani chiedono risorse contro la crisi, no Commissioni su fake news

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

“Le famiglie, i lavoratori e le imprese stanno ancora aspettando le risorse per contrastare la gravissima crisi economica prodotta dal Coronavirus, e l’Esecutivo cosa fa? Istituisce una commissione per combattere le fake news sul Covid-19. E’ la conferma di un governo che già prima dell’epidemia era inadeguato, e che adesso sta diventando pericoloso. Come nel socialismo reale Conte e i suoi ministri vorrebbero imporre la loro ‘verità’, indicando cosa è fake news e cosa non lo è. E tutto questo mentre gli italiani sono chiusi in casa, piegati dall’ansia e molti allo stremo sul piano economico. Gli italiani chiedono misure per l’economia, chiedono di sapere dove sono i soldi che il governo aveva promesso ai Comuni per i buoni spesa. E questo perché sanno benissimo chi dice la verità e chi il falso, e non hanno di certo bisogno di questo grottesco governo, che nessuno ha votato, che glielo imponga”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra.

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Flash – Dollaro indicatore di risk on/off durante picco (US) crisi virus, come accadde nel 2008

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

A cura di Antonio Cesarano, Chief Global Strategist, Intermonte SIM. “La correlazione EurUsd vs SP500 è piuttosto erratica e diventa più marcatamente inversa di fronte a un calo forte dei mercati azionari. In questo caso, nelle ultime settimane di febbraio, il forte calo del SPX dal record storico del 23 febbraio si è tradotto in un apprezzamento dell’euro. Questo è accaduto in buona parte a causa di chiusure di posizioni di carry trade finanziate in eur che nel tempo è diventata la principale valuta di funding dei carry trade grazie a tassi in profondo negativo. Dall’1 marzo emerge un andamento molto correlato. In altri termini le fasi di risk on sono accompagnate da dollaro debole e viceversa. Questo perché, entrando nel vivo della crisi, aumenta anche la sete di dollari nel mondo a causa dell’emergente crisi di liquidità con diverse aziende nel mondo a caccia di dollari finanziate spesso attingendo a linee di credito bancarie. A questo proposito basti citare le corpose linee di credito che, ad esempio, diverse aziende del comparto auto stanno attivando (ultima Daimler) e/o già tirando (Ford e GM). La necessità di dollari è forte anche dal lato emergente, visto che una quota marcata del funding delle aziende (oltre che dei governi) è in dollari. Per questa ragione la Fed ha attivato due linee per cercare di far affluire dollari in tutto il mondo e dissetare così gli assetati nel più breve tempo possibile.
In estrema sintesi, da queste considerazioni emerge come nei prossimi giorni, a mano a mano che si entrerà nel pieno della crisi virus (Usa, Giappone e India), il dollaro potrebbe continuare a essere un semplice indicatore molto importante per sondare l’umore dei mercati e le possibili tensioni latenti.Pertanto, nella fase centrale della crisi virus Usa, un contesto di dollaro in apprezzamento mediamente (nel senso di non tutti i giorni in modo lineare, molto dipende anche dall’entità e dalla velocità dell’apprezzamento anche a livello intraday) diventa indicativo di un contesto di risk off.

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Commerzbank: Pericoloso attacco all’Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

“Mentre l’Italia si trova costretta a fronteggiare la più grave crisi dal dopoguerra, secondo quanto diffuso dall’agenza Bloomberg, la Commerzbank, istituto di credito detenuto al 15% dallo Stato tedesco invita a disfarsi dei BTP ritenendoli destinati a divenire “spazzatura”. Una indicazione che se confermata rischia di determinare un effetto valanga con esiti gravissimi per l’economia italiana. Qualora si innescasse una significativa dismissione dei titoli del debito pubblico italiano da parte degli attuali detentori ci esporremmo ad una pericolosa spirale speculativa dentro cui l’Italia, già costretta a finanziare i prossimi provvedimenti con emissione di debito, non può permettersi in alcun modo di finire. E’ indispensabile che il Governo italiano si attivi immediatamente con il Governo tedesco e la BCE affinché si smentisca categoricamente questo notizia. A questo punto riteniamo sempre più necessario che il Copasir, di cui Fratelli d’Italia ha già chiesto l’interessamento a seguito delle infelici e tristemente note dichiarazioni di Christine Lagarde, conduca le dovute verifiche anche in ordine alle manovre speculative che si stanno compiendo ai danni della nostra Nazione”.Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami e Marco Osnato, componenti della Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

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“L’Europa sta già entrando in crisi”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

“Io spero chiaramente che si ravveda e che le cose da qui ai prossimi giorni cambino. Ma ci dobbiamo dire la verità: le crisi tirano fuori la vera natura delle cose e delle persone e con questa crisi è stato palese a tutti, anche agli “euroinomani” più incalliti, che così questa Unione non può funzionare. È un’Ue a uso e consumo di alcune Nazioni, nella quale non esistono le parole solidarietà e condivisione e in cui c’è qualcuno che si arricchisce sulla pelle di tutti gli altri e vuole continuare a farlo bellamente.Tentano di farci passare per quelli che chiedono aiuti o elemosina alla Germania ma noi non stiamo chiedendo nulla a nessuno: noi rivolgiamo indietro quello che è nostro, i nostri soldi e che finisca questa truffa per cui qualcuno si arricchisce sulla nostra pelle e ce lo fa anche pagare”.Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in diretta a “Non Stop News”, programma di approfondimento politico condotto da Pierluigi Diaco, Fulvio Giuliani e Giusi Legrenzi in onda su RTL 102.5 e in contemporanea sui canali 36 del digitale terrestre e 736 di Sky.

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Crisi esercizi commerciali

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Il Codacons interviene chiedendo al Governo di salvare moltissimi esercizi commerciali dal fallimento.L’emergenza sanitaria per il Coronavirus in Italia, infatti, con la chiusura forzata degli esercizi commerciali rischia di creare un contraccolpo all’economia difficilmente sostenibile.Secondo gli esperti lo scenario più pessimistico prospettato ritiene che nel biennio 2020-2021 rischieranno di andare in fumo ricavi complessivi per 641 miliardi; con enorme danno per l’economia dello Stato nel complesso.”La proposta del Codacons prevede un taglio degli affitti commerciali del 50% ed una riduzione fiscale sempre del 50% sui mesi di chiusura delle attività commerciale – afferma il Codacons – è l’unico modo per salvare le nostre attività e la nostra economia, altrimenti per tantissimi il contraccolpo sarà troppo duro tanto da non riuscire a sopravvivere.Con un taglio del 50% degli affitti e la riduzione del 50% delle tasse nei mesi di chiusura rimane comunque circa il 70% del canone di affitto a fronte di un esborso del 50% per il conduttore che potrà così ridurre la perdita.Su questo poi il Governo potrà intervenire con altri incentivi per i commercianti.
Servono misure forti e servono nel più breve tempo possibile, dobbiamo il rischio è bruciare miliardi di euro senza riuscire a far ripartire la nostra economia.”

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