Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘cristiana’

Il senso della civiltà cristiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

alcide de gasperiAbbiamo vissuto un’esperienza storica particolarmente intensa e soprattutto variegata nel corso di poco più di un secolo tanto che non tutti sono riusciti ad assimilare i cambiamenti che si sono succeduti a ritmo sostenuto. Si pensi all’Italia del 1943-47: paese sociologicamente cattolico; ricca fioritura di opere sociali; ruolo di supplenza della Chiesa nel dissolversi di larga parte delle classi dirigenti coinvolte nella fine catastrofica di una ventennale dittatura, riassunta nel personale prestigio del Papa Pio XII nei giorni, ad esempio, del bombardamento di Roma. A questo vescovo di Roma è poi subentrata, a livello di gerenza politica-istituzionale la personalità di Alcide De Gasperi in grado d’imporre un originalissimo carisma quasi da anti-eroe, interprete della cesura con un passato la cui devastazione appariva a tutti evidente. Da allora ad oggi sono trascorsi tantissimi anni eppure i giovanissimi di allora stentano a riconoscersi con la vita della loro giovinezza. Se potessimo fermare il tempo a quell’epoca e rivederla con il rallentatore avremmo l’impressione di esserci imbattuti in un momento di gran lunga più lontano. Spiegazioni in tal senso non sono mancate. Benedetto Croce a proposito della formazione politica cui egli stesso apparteneva osservava: “nel momento in cui il liberismo trionfava sui totalitarismi e veniva ad essere nei fatti largamente accettato come valore e come prassi politica dalla grande maggioranza delle popolazioni europee, veniva meno la ragione storica di partiti dichiaratamente liberali: di fatto declinati e talvolta scomparsi o ridotti ad un ruolo marginale.” In questo clima dove hanno cambiato pelle i partiti e le ideologia non sarebbe stato credibile negare che anche la Chiesa di Roma ha subito una mutazione e le stesse fermezze e chiusure teologiche di allora hanno subito un grave colpo. Pensiamo ai rapporti con gli ebrei ed i protestanti. Pensiamo alle stesse relazioni con il mondo islamico, induista e buddista. Oggi si può riproporre il dialogo, più volte interrotto o escluso a priori, interreligioso e, quel che più conta, pervenire ad una intesa sui principi e sui valori come quello prioritario della pace e della uguaglianza sociale e civile dei popoli benedetto dalla Fede e dalla Carità nella sua accezione universalistica. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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L’ispirazione cristiana in politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2011

Essa si concretizza nell’essere portavoce di un principio di speranza, da un lato, ma sempre ben radicati, dall’altro, nel principio di realtà. Non ci sono gabbie o poli elettorali che tengano, per chi ha presente questa consapevolezza. Non ci sono primati della coalizione su ipotetiche identità di partito. Ma disponibilità a farsi strumento per andare comunque oltre. Oltre le maschere e le sigle del politichese attuale. La ricerca politica passa attraverso lo strumento-partito, cioè la logica democratica della rappresentanza. Ma non si lascia assorbire dalle alchimie interne. Tant’è che il consenso è sempre più fluttuante e sempre più laico nelle forme contrattuali di scelta della stessa rappresentanza. La politica diventa uno strumento di dialogo meno partigiano di qualsivoglia altra forma di impasto dialettico e lo stesso dicasi per coloro che si sentono legati ad una Chiesa in quanto permette loro di conciliare le stesse diversità concettuali che danno alle religioni il loro tocco di distinzione. Questo è il ruolo di una politica che si schiude ad una società aperta, post-ideologica. In essa, tuttavia, vi resta una realtà segnata in profondità dall’ideologia narcisista, segnata dall’imperio del “principio di piacere”. Proprio per questo motivo dobbiamo dire che si apre per lui una nuova stagione per andare oltre il mondo degli assicurati, per guardare in faccia i nuovi esclusi. Se non riuscisse a cogliere queste nuove domande, rimanendo intrappolato nell’angoscia del destino individuale di un ceto politico, si avvierebbe fatalmente verso il proprio suicidio.(Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La preghiera cristiana senza timor e senza tremor

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 dicembre 2010

Lettera al direttore. Umberto Galimberti su D di Repubblica del 19 dicembre, pubblica la lettera di una signora che, giustamente indignata per la geniale trovata del rosario elettronico, ricorda poeticamente: “Le zie si sedevano intorno alla sala, con piccole sedie di vimini e legno, arrivavamo noi nipoti e altri bambini e recitavamo il rosario…Le nostre voci, meno solide e più fini delle loro, davano a quel canto un tono più vivo…Noi lo recitavamo per assicurarci un buon futuro, loro lo recitavano per il passato, per il perdono e per assicurarsi un prossimo paradiso…Il risultato era una melodia divina, un coro potente, una musica armonica”. Galimberti dà una bella lunga risposta. Scrive, tra l’altro: “Il rosario, simile a un mantra che ripete se stesso, dice l’incapacità dell’uomo di rivolgersi a Dio, se non ripetendo la stessa parola. E già proferirne una in nome di Dio è un atto che sfiora l’empietà. Per cui ci vuole quella mediazione che nel mondo cristiano si chiama Maria”. E poi: “Il rosario elettronico non capisce nulla di questa via ardua  e rischiosa  che, nel rivolgersi a Dio, evita all’intelletto la sua rigidità e al sentimento la sua deriva”.
Alla signora, vorrei dire che i miei ricordi di quando noi ragazzi recitavamo il rosario con la mamma, sono meno poetici. C’era la guerra, noi non sentivamo la vicinanza del sacro, ma solo la vicinanza del freddo, della paura, e alle volte della fame. Mamma credo pregasse nella speranza di poter mettere qualcosa sul fuoco l’indomani, oppure affinché il buon Dio non facesse cadere le bombe sulla nostra casa. E il Signore esaudì la sua preghiera. Le bombe caddero sulle case vicine ed uccisero adulti e bambini. Al professore vorrei invece dire che le sue considerazioni sul sacro, mysterium tremendum et fascinans (Rudolf Otto), sono interessanti, però nel cristianesimo le cose stanno in maniera un po’ diversa. Gesù insegnò agli apostoli a rivolgersi direttamente a Dio, chiamandolo confidenzialmente Padre. “Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli…” (Mt 6, 9ss). E il vero mediatore fra Dio e gli uomini, semmai, è Gesù stesso. Così afferma San Paolo: “Unico, infatti, è Dio, unico anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Gesù Cristo” (1 Tim. 2,5).  Il Concilio di Trento afferma che gli uomini sono stati salvati “per merito dell’unico mediatore N.S. Gesù Cristo” (D.B. 672). Maria partecipa largamente di questa mediazione, essendo Madre di Dio.
Riguardo al rosario elettronico, sono pienamente d’accordo con entrambi: è un’assurdità. Ma a me sembra un’assurdità anche il rosario non elettronico. Centocinquanta Ave Marie, divise in decine, intercalate dalla recita del Pater Noster e del Gloria, con meditazione, tra una decina e l’altra, dei Misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, ai quali Giovanni Paolo II ebbe la splendida idea di aggiungere i Misteri della Luce, portando così le Ave a ben duecento. Celiando un poco, oserei dire che l’interminabile “preghiera” sarà venuta a noia persino alla Madonna. Gesù aveva pur detto che bisogna pregare con insistenza (Lc 11, 5 – 10), ma pregare con insistenza non significa ripetere all’infinito gli stessi discorsi; non significa salutare Maria duecento volte di seguito, e dirle duecento volte che è piena di grazia, e duecento volte che il Signore è con lei. La preghiera cristiana ha poco da spartire con i  mantra, che sono formule magiche. Il cristiano può rivolgersi a Dio anche senza  pronunciare discorsi, ma se li pronuncia, può parlare a Dio con familiarità, come farebbe un figlio con un padre amorevole. Senza timor e senza tremor. (Renato Pierri)

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Europa cristiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Roma  28 ottobre p.v. alle ore 18, nella sala San Pio X, in Via della Conciliazione 5 ad iniziativa di Piero Schiavazzi, Direttore degli Eventi di Elea, e di Massimo Bray, Direttore di Italianieuropei, incontro “Un’Europa cristiana?” Interverranno Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, e Massimo D’Alema, Presidente della Fondazione Italianieuropei.

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Terzo settore ispirazione cristiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Roma il 28 ottobre a Palazzo Grassi, via Merulana 60 dalle 16 alle 19,30 “Tavola Rotonda del Terzo settore d’ispirazione cristiana” che vedrà riunite attorno ad un tavolo diverse realtà fra le più attive nell’ambito del no profit e del terzo settore in genere d’ispirazione cristiana.  Finalità dell’incontro è quello di arrivare ad una carta condivisa di obiettivi ed intenti sia per quanto concerne modifiche da apportare alla normativa e “governance” del terzo settore, sia per quel che concerne le politiche sociali in ambiti a noi particolarmente cari come: la famiglia, l’integrazione, la donna alle prese con una gravidanza difficile, i minori e l’annoso problema delle adozioni ecc… da presentare poi a gennaio prossimo.  Presiederà il dott. Edoardo Patriarca dal 1990 portavoce del Forum permanente del terzo settore; – segretario del Comitato Scientifico e Organizzatore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani; – Consigliere del CNEL e dell’Agenzia per le Onlus. (2jpg)

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Cultura e fede cristiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

A chi gli chiede cosa ha offerto o cosa può offrire la fede cristiana alla letteratura o alla poetica in generale?  François Livi, Université de la Sorbonne, Paris (Francia) risponde: La fede cristiana offre all’autore una particolare visione dell’uomo e della storia umana, nella quale interviene il disegno salvifico di Dio. Questa visione può integrarsi in una poetica o in un progetto letterario, o viceversa costituirne la matrice, secondo modalità quanto mai svariate che rifuggono da comode generalizzazioni. In altri termini, la fede cristiana non offre necessariamente o soltanto un “repertorio tematico” (tutt’altro che trascurabile, del resto), ma anche e soprattutto una prospettiva, una tensione spirituale dalle molteplici manifestazioni, nella quale si colloca il progetto letterario. Il che equivale a ricordare la distinzione tradizionale tra “autori cristiani” (per le loro tematiche), “cristiani autori”, e “autori alla ricerca della fede cristiana”, fermo restando che il legame vitale tra fede e creazione letteraria non è per nulla statico o definibile in modo univoco. Su un altro piano vale forse la pena ricordare come la conoscenza del cristianesimo–in primo luogo della Bibbia, il “grande codice” della nostra cultura—sia una chiave indispensabile per la comprensione delle nostre letterature che in gran parte sono fiorite e continuano a fiorire su questo terreno. Gli studenti universitari, almeno per quanto concerne le Facoltà umanistiche, mi sembrano sempre più consapevoli di questa esigenza. (in margine ad un convegno svoltosi presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma).

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