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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘cristiano’

Giornata di Studio su “L’umanesimo cristiano di Chesterton”

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Roma Giovedì 11 aprile 2019 (ore 8.45, Aula Magna “Giovanni Paolo II”)presso la Pontificia Università della Santa Croce · Piazza di Sant’Apollinare, 49, su iniziativa del Gruppo di ricerca Poetica & Cristianesimo, avrà luogo la Giornata di studio Roma e la fede che ci aiuta a essere umani. L’umanesimo cristiano di Chesterton. La giornata prevede una parte di riflessione teorica e una esperienziale-rappresentativa. Al mattino, le conferenze e il dialogo coi relatori aiuteranno a entrare nel tema e nella mens dello scrittore anglosassone. Nel pomeriggio si potrà fare esperienza dell’arte di Chesterton, attraverso una breve rappresentazione teatrale e una lezione di teatro sull’opera UomoVivo condotta da Giampiero Pizzol ed alcuni studenti dell’Università. Durante il laboratorio ci si potrà anche confrontare sulla didattica teatrale e sul ruolo del teatro nell’apprendimento.

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Date a Cesare quel che è di Cesare e a… è ancora valido come precetto cristiano?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

giulio cesareE’ quanto ci chiediamo non certo per rispolverare antichi steccati integralisti tra l’opera laica e quella religiosa sia pure espressa sul terreno del sociale e del civile. La verità è che ogni azione che una politica compie ha degli indubbi riflessi nel popolo che amministra. E se essi sono di segno negativo e ingenerano proteste e malumori di questo la Chiesa, sia essa cattolica o protestante o di altra professione religiosa, non può non riverberare il disagio avvertito dai propri fedeli. Ci si attende, quindi, una risposta etica di solidarietà per gli indigenti e di protesta nei confronti di coloro che si sono avventurati su un percorso così accidentato e capace di lasciare profonde tracce di malessere collettivo. Governare, è ovvio, non è facile in una società composita dove si intrecciano interessi interclassisti forti e ben organizzati, ma nello stesso tempo è dovere di tutti riconoscere che esiste una parte della società che raccoglie i più deboli ed i più esposti alle crisi occupazionali e di reddito, che i singoli e le famiglie registrano, e che essi vanno più degli altri difesi e sostenuti. E se il richiamo è formulato in nome di una solidarietà cristiana ciò non vuol dire che si debba partire dal fatto che non esiste un’altrettanta forte solidarietà laica. Tutt’altro. E’ che da qualche parte si recita il ruolo delle tre scimmiette: per non udire, per non parlare, per non vedere. E se tutto ciò comporta, e ci riferiamo in primo luogo al Sud del mondo, l’abbandono di intere popolazioni al loro tragico destino di fame, malattie, emigrazioni forzate, sanguinose lotte tribali dobbiamo chiederci se esiste una coscienza laica capace di digerire tutto ciò con indifferenza e distacco o se invece non si meriti un richiamo forte e deciso da chi non rappresenta solo e comunque una autorità religiosa ma quella ancora più incisiva di una coscienza civile verso il rispetto dell’essere umano in toto. Se il capitalismo ci ammannisce questi frutti avvelenati, è bene denunciarlo con forza, combatterlo con il linguaggio più appropriato e chiederci, in definitiva, se non è colpa di una cultura non acquisita o deviata che dobbiamo riportare sulla strada maestra prima che diventi troppo tardi per tutti.(Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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L’umanesimo cristiano

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 ottobre 2016

pontificia università gregorianaRoma martedì 25 ottobre 2016, ore 18:00 Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. Il tema scelto per l’anno accademico 2016-2017 sarà “Chiamati a vivere l’umanesimo cristiano”, rifacendosi al V Convegno Nazionale della Chiesa Italiana. «L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere – ha ricordato papa Francesco a Firenze il 10 novembre 2015 – afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura». Parole che tracciano una strada e chiamano tutti a immaginare, riflettere e agire per promuovere un’umanità “sempre più umana”.
Aprirà il ciclo la conferenza di Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale della C.E.I., il prossimo 25 ottobre; l’8 novembre interverrà l’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Daniele Mancini, su Unione europea tra ideali e realtà.
Oltre alle conferenze consuete, il calendario annuale prevede un momento di preghiera animato dalla comunità di Taizé, una lezione-concerto del Maestro Michele Campanella, e il ritorno nelle aule della Gregoriana del teologo benedettino Elmar Salmann.
Il programma completo è consultabile online: http://www.unigre.it/Univ/eventi/documenti_16_17/161025_PUG_CFC_ciclo_v2_it.pdf

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Razza cristiana e razza ariana…atto secondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2011

Nel pianeta imperversano le divisioni, che, periodicamente, cambiano obiettivo ma non cambia l’idea superiore di identificare il ricco contro il povero, il creditore dal debitore, il produttore dal consumatore; c’è poi la divisione territoriale, tra Est e Ovest, diventata, dopo la caduta del muro di Berlino Nord e Sud del mondo. La Chiesa, ed eccoci in argomento, non è aliena da questi stimoli separatisti; non lo è mai stata, ma oggi, con l’attuale Vaticano, ha trovato il modo di accentuare la divisione per esaltare una parte e dimensionare verso il basso l’altra parte. Da una parte l’Occidente e dall’altra il resto del mondo; l’Occidente militarmente pilotato dagli USA ma culturalmente pilotato dall’Europa. L’Europa che vanta “radici cristiane”, come se tali radici non fossero altro che una caratteristica antropologica, come il naso adunco degli Aztechi. Le radici nutrono la pianta e la pianta produce i frutti… ma quali frutti hanno prodotto queste radici? Sia chiaro che appellarsi alle radici cristiane dell’Europa è un escamotage che necessita del “relativismo della storia” per essere predicato. Cristo con l’Europa non c’entra niente; come non c’entra niente con Roma e con il Vaticano se non appellandosi al relativismo della storia. La religione può avere barriere spaziali, confini, dogane, ma non la Fede; nasce da qui la separazione che si va confermando tra la religione che fa politica e la Fede. Se Annibale, dopo la vittoria a Canne avesse attaccato Roma, senza dare il tempo di riorganizzare le difese, oggi si parlerebbe di “radici cristiane del Nord Africa” e Pietro si sarebbe recato a Cartagine per diffondere la buona novella. “Relativamente” allo sviluppo della storia, gli eventi presero un itinerario diverso, che fece diventare Roma la prima e unica città del mondo a rappresentare un impero. Durano tuttora le false interpretazioni di comodo, addomesticate per esaltare o per condannare; così tocca ai “barbari” farsi carico del disfacimento dell’impero romano, che disfacimento non fu. L’invasione barbarica fu una migrazione di popoli alla ricerca di terreni fertili da coltivare; venuta meno la protezione delle legioni romane a Nord e a Est, questi popoli nomadi ebbero vita facile ad entrare nelle fertili pianure del Nord Italia. Così cadde l’impero romano? Credo proprio di no; perché non cadde l’impero romano, ma, diciamo, che si trasferì: dalla domus aurea ai palazzi vaticani, ed è così che l’impero romano continua tuttora, con altalenanti risultati ma con una politica che si serve del cattolicesimo per tenere a bada il popolo dei credenti. Il rinnovato impero romano rappresentò la sola forma organizzata idonea a divulgare leggi in quella che fu l’Europa e riscuotere le tasse, attraverso la più capillare rete di funzionari del nuovo impero che si erano imposti come personaggi indispensabili alla tenuta della nuova gestione, peraltro gestendo le coscienze, condannando il peccato e assolvendo i pentimenti. La religione fu il mezzo di mantenimento del potere, con armi subdole come il peccato, le regole sempre mutanti al servizio del più forte. Ma ci fu “L’imitazione di Cristo” che nutrì la Fede, insieme al monachesimo, diventando il veicolo per il mantenimento dell’antica promessa “Non Praevalebunt”. I primi secoli servirono per consolidare il potere, quindi, successivamente, dilatare i territori per formare un nuovo Stato per fortificare la propria influenza sul restante impero romano, che divenne Sacro Romano Impero, con un imperatore, praticamente, vassallo del pontefice.
La formazione dello Stato vaticano iniziò con la donazione di Sutri, una cessione territoriale formale effettuata dal sovrano longobardo Liutprando a papa Gregorio II nel 728. Ma l’idea di un Sacro Romano Impero era già nell’aria e sollecitarne la definizione fu l’avanzata degli arabi in Spagna, fermati, più con la diplomazia che sul campo di battaglia, da Carlo Martello a Poitiers. Intanto le radici cristiane continuavano a dare frutti:
• 782 – 4.500 Sassoni sono decapitati su ordine di Carlo Magno per aver rifiutato il battesimo cattolico.
• 965 – 24 ribelli romani sono condannati a morte su ordine di papa Giovanni XIII a Roma.
• 1096 – 800 ebrei sono massacrati dai cattolici a Worms in Germania.
• 1096 – 700 ebrei sono massacrati dai cattolici a Magonza in Germania.
• 1098 – 4.000 ungheresi sono massacrati dal crociati in marcia verso la Palestina.
• 1099, 15 luglio – 40.000 ebrei e musulmani sono massacrati dai crociati a Gerusalemme.
• 1145 – 120 ebrei sono massacrati dai cattolici a Colonia e Spira in Germania.
• 1146 – 100 ebrei sono massacrati dai cattolici a Sully e Ramerupt in Francia.
• 1171 – 18 ebrei sono arsi vivi a Blois in Francia.
• 1191 – 2.700 prigionieri di guerra musulmani sono decapitati dai crociati in Palestina.
• 1191 – 100 ebrei sono massacrati a Bray-sur-Seine in Francia.
• 1208 – 20.000 catari e loro fautori sono massacrati dai crociati a Beziers nel sud della Francia.
• 1219 – 5.000 catari e loro fautori sono massacrati dai crociati a Marmande nel sud della Francia.
• 1244, 16 marzo 250 catari e valdesi sono arsi vivi per ordine dell’Inquisizione nel sud della Francia.
• 1278 – 267 ebrei sono impiccati a Londra a seguito di false accuse di omicidio rituale ai danni dei cattolici.
• 1278, 13 febbraio 200 catari e valdesi sono arsi vivi nell’arena di Verona per ordine dell’Inquisizione.
• 1310 – 28 ribelli di Massafiscaglia (FE) sono giustiziati dai mercenari pontifici.
• 1370 – 20 ebrei sono arsi vivi dai cattolici a Bruxelles.
• 1377, 3 febbraio 2.500 abitanti di Cesena sono massacrati dai mercenari pontifici in quanto ribelli antipapali.
• 1391 – 4.000 ebrei sono massacrati dai cattolici a Siviglia in Spagna.
• 1397- 100 valdesi di Graz in Austria sono impiccati e bruciati per ordine dell’Inquisizione. (fonte Guido Vicario)
Dopo quest’ultima data la Storia ci propone l’Inquisizione, paradossalmente identificata come “Santa”, i cui frutti sfuggono ad una dettagliata analisi trattandosi di centinaia di migliaia di vittime.
All’’attuale Vaticano non bastano le radici e la loro esaltazione, perché il messaggio che proviene da oltretevere parla di liberismo, assimilato come elemento portante del cristianesimo; si afferma l’impossibilità di un dialogo interreligioso, in omaggio alle affermazioni dell’ateo Pera e dell’apostata Magdi Allam. Certo ci sono stati pontefici illuminati e ne danno prova le encicliche sociali e i documenti del Concilio Vaticano 2°; ma cosa rimane oggi di tante speranze? (Rosario Amico Roxas) precedente qui

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L’impegno socio politico del cristiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 gennaio 2011

L’argomento che ci appare più appropriato è che la partecipazione non può essere causale e nemmeno episodica. Essa richiede preparazione. Scrive Kant nel suo “Progetto filosofico per la pace perpetua” del 1795 che “chi fa politica si è assunto il compito più sacro che Dio affidi sulla terra, amministrare il diritto degli uomini, ed egli deve sempre temere di recare danno in qualche parte all’uomo che è la pupilla di Dio”. A questa frase potremmo aggiungere una ancora più antica espressa da Plutarco allorché afferma nei suoi scritti “Non si deve intraprendere la vita pubblica a scopo di trafficare o lucrare. Io credo che la politica sia come un pozzo, chi vi cade dentro accidentalmente e inaspettatamente e preso da angoscia e rimorsi, mentre chi vi scende con la tranquillità che gli deriva dalla preparazione e dalla riflessione affronta gli impegni con senso di misura e non c’è niente che lo possa esacerbare, proprio perché è il bene e nient’altro il fine esclusivo della sua azione.” Un pensiero scritto 2000 anni fa da chi consideriamo un pagano. C’è, semmai, da chiedersi a questo punto come possiamo preparare i giovani a questo cimento a fronte di una realtà spesso amara che la vita riserva loro: mancanza di lavoro o catturati da un lavoro assorbente che li lascia come pile scariche? Ma vi è anche la mancata ricerca di quei valori fondanti la cultura civile e religiosa dell’essere umano. Non è facile superare il sentimento che l’ “io” sia centrato solo su se stesso. Manca, in altri termini, il carattere popolare e diffuso della partecipazione per non finire con l’affidarla a poche élites e a mani forti e così operando ci riduciamo ad indossare le vesti del Pilato dei giorni nostri. E le drammatiche conseguenze di allora sono possibili anche ai giorni nostri. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Appunti di un cronista cristiano

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

Di Aldo Maria Valli Edizioni Messaggero Padova «Spesso – scrive nella premessa l’Autore, Aldo Maria Valli, noto vaticanista del Tg 1 Rai – mi viene chiesto di tenere conferenze o partecipare ad incontri e tavole rotonde sui temi religiosi. Vedo che lo stile divulgativo del giornalista, unito al fatto che in genere affronto gli argomenti a partire da vicende che mi hanno coinvolto o comunque da storie di vita vissuta, è accolto con piacere».Un libro che si legge con piacere grazie a una scrittura piana e semplice, ma profonda ed efficace, e che si propone quale affresco sull’essere cristiani oggi. Un libro in cui esperienze personali, incontri emozionanti, riflessioni sull’attualità della Chiesa e sulla «rivoluzione di Benedetto XVI» fanno scoprire quanto l’insegnamento dei papi riguardi da vicino la nostra vita.

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“Amore: amore cristiano,amore musulmano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 agosto 2010

Roma 12 agosto • 21.30 – 22.30 Isola del Cinema – Isola Tiberina proiezione del corto creato da Giulio de Nicolais soggetto di L.Biondi, sceneggiatura di V.Stavolo, regia L. Biondi e G. de Nicolais. 18 minuti segue presentazione e dibattito. Sfilata di moda, Miss e Drink. Prodotto da Ukraina in Europa Onlus. Con Luigi Biondi, Dorota Czerwinska e Minuta Gabura.
Tratto liberamente dalla storia vera dell’interprete e regista Luigi Biondi, consigliere municipale proprio in quel quartiere dal 1996 al 2001, noto per le sue battaglie sociali contro… lo spaccio di droga, a favore dell’integrazione dei disabili e degli stranieri residenti di ogni etnia e religione, pur essendo lui un politico “di destra”.  Una storia d’amore vera che mostra come l’integrazione sia possibile nel caso in cui in nome dell’Amore, ciascuno sia disposto ad accettare l’altro con tutte le sue novità e limitazioni. E’ la storia di Lorenzo (Luigi Biondi), disabile romano impegnato in politica sul territorio, lasciato solo nelle sue battaglie sociali anche dagli amici del partito. Caduto in profonda depressione sopravvive per le cure assidue di Maria, la sua infermiera ucraina.
L’incontro fortuito con Jasmine (la brava Mimi Cabura), una donna araba residente da anni in Veneto e di transito nella Capitale per motivi di lavoro, muta l’umore dell’italiano. Jasmine, con il suo Amore riesce a ridare un senso all’esistenza di Lorenzo.

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In un paese civile e cristiano

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Lettera al direttore. In un paese civile e cristiano, dove moltissima gente si agita al solo pensiero che siano tolti i crocifissi dalle aule scolastiche, in un paese civile e cristiano ove ha sede la Chiesa, come si risolve il problema di una mamma che dà alla luce un bambino e guadagna solo 500 euro al mese? E’ sin troppo ovvio. Interviene lo Stato del paese civile e cristiano e aiuta la mamma ad allevare dignitosamente il suo bambino. Se a qualcuno, infatti, venisse la crudele idea di togliere il piccolo alla madre, ci sarebbe una sollevazione popolare, e soprattutto la sollevazione indignata della Chiesa, la quale, se si agita al solo pensiero che si tocchi un embrione,  figurarsi se potrebbe mai accettare che si tocchi un bambino! Eppure i giudici del Tribunale di Trento hanno sottratto il bimbo appena nato alla povera mamma povera, come se fosse un cagnolino.  Nel bel paese civile e cristiano i crocifissi non si toccano, e gli embrioni neppure, i bambini sì, e pure le loro mammine, giacché contano meno degli embrioni e meno dei crocifissi di legno. (Miriam Della Croce)

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L’economia, per il Cristiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2010

Dire che l’economia è un bene di tutto e per tutti, significa innanzitutto affermare che essa non può essere una realtà, una attività, una condizione neutra, ma deve “rispondere”, “corrispondere” in ragione della sua origine e della sua finalità. In sostanza, si tratta, oggi, in Italia come nel mondo, di una constatazione: l’economia deve essere guidata dall’etica perché è altrimenti terreno di corruzione e sviamento anche della politica oltre che del cuore dell’uomo. L’appello all’etica è generalizzato. Nella sorta di guado epocale in cui ci troviamo, pieno di contraddizioni, si intravede quale può essere il buon servizio di un orientamento. Solo che il vino buono di tale esigenza spesso sembra essere inquinato dall’uso di otri vecchi e ammuffiti. La Dottrina Sociale della Chiesa insiste con l’affermare il “carattere naturale del diritto di proprietà”, non come “diritto assoluto”. Ne esprime, anzi, la natura in termini sempre più articolati arrivando ad affermare il diritto naturale alla proprietà piuttosto come “un qualche potere sui beni esterni”. Secondo l’etica sociale cristiana limiti alla proprietà privata sono determinati dalla stessa origine dei beni. Essendo Dio all’origine prima, ne deriva una destinazione universale. Essendo il lavoro dell’essere umano l’origine seconda, la proprietà privata si colloca in questa gerarchizzazione. Il lavoro peraltro “è un lavorare con gli altri e un lavorare per gli altri”. Il lavoro ha una intrinseca dimensione sociale che deve fare riflettere per una somma di considerazioni che servono ad aprire nuovi orizzonti.

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