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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘critica’

Marx e la critica del presente

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Roma martedì 27 novembre al Goethe-Institut di Roma (via Savoia 15, ore 14.30–18.30) e proseguirà mercoledì 28 (ore 9.30–13 e 14.30–18.30) e ancora giovedì 29 novembre (ore 9.30–13) all’Università “La Sapienza” (Dipartimento di Scienze Politiche) il convegno su Marx e la critica del presente, organizzato dalla Fondazione per la critica sociale.Il proposito è quello di leggere Marx in riferimento all’oggi, tenendo conto della necessità di riflettere sul suo pensiero senza toni apologetici, ponendosi l’obiettivo di analizzare le traiettorie possibili dei suoi insegnamenti, interrogandosi sull’esito, del resto assai controverso, delle interpretazioni storiche e contemporanee.Proprio per garantire un taglio attualizzante, ai partecipanti al convegno è stato chiesto di rispondere al quesito: “È utile Marx oggi per la critica della società?”.Diversi quindi gli interrogativi che saranno posti: può la sua opera, attraversata da numerose interpretazioni, rappresentare un modello di comprensione dell’attuale fase storica? Quali porzioni del suo lascito sono da tralasciare e quali da riprendere? Possono le famose “armi della critica”, teorizzate da Marx, offrire ancora spunti per una demistificazione concreta della società capitalistica?Interverranno Roberto Finelli, Tania Toffanin, Luca Basso, Ferruccio Andolfi, Stefano Petrucciani, Rino Genovese, Vittorio Morfino, Federica Giardini, Riccardo Bellofiore, Maurizio Ricciardi, Jamila Mascat, Giorgio Cesarale, Mario Pezzella, Daniele Balicco, Michele Prospero, Francesco Raparelli, Marco Gatto.
La Fondazione per la critica sociale, costituita a Firenze nel novembre 2014, ha ottenuto nel 2017 il riconoscimento da parte della Regione Toscana. Si presenta come un laboratorio autonomo di ricerca teorica e storica intorno ai temi dell’attualità di una prospettiva socialista nel mondo contemporaneo. Ha una vocazione spiccatamente europeista, pur considerando l’assetto europeo odierno responsabile in larga misura della deriva sovranista e nazional-populistica che rischia di dissolvere per sempre l’aspirazione verso un’Europa sociale e politica.La Fondazione ha all’attivo l’organizzazione di diversi seminari e convegni (come quello interdisciplinare sul “Diritto alla città”, con sociologi, filosofi, urbanisti, architetti, nel 2016 e nel 2018), e collabora con altri enti e istituzioni di ricerca per sostenere percorsi formativi di giovani studiosi finalizzati all’approfondimento degli argomenti propri della sua missione statutaria. Pubblica inoltre la collana “La critica sociale”, diretta da Rino Genovese, presso la casa editrice Rosenberg & Sellier di Torino.

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Mostra:”Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”

Posted by fidest press agency su martedì, 11 aprile 2017

la sapienza romaRoma giovedì 20 aprile 2017 ore 17.00 MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea. Università Sapienza Palazzo del Rettorato Piazzale Aldo Moro, 5. A due anni dalla scomparsa di Marisa Volpi – studiosa, critica d’arte, docente e scrittrice – il Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo dell’Università Sapienza di Roma le dedica una mostra-memorial al Museo Laboratorio della città universitaria dal titolo “Lo studio di Marisa Volpi. Arte, critica, scrittura”.
Nata a Macerata nel 1928, Marisa Volpi si è dedicata – fino alla sua scomparsa avvenuta a Roma nel 2015 – alla ricerca storico-artistica su temi dal Seicento al contemporaneo, alla promozione di artisti, alla narrativa, vincendo importanti premi letterari. Professoressa emerita di Storia dell’arte contemporanea, ha insegnato all’Università di Cagliari e poi a Roma, al Magistero e, per due decenni, alla Sapienza. La mostra presenta al pubblico una selezione di foto e documenti provenienti dal suo archivio (entrato a far parte del Dipartimento e in via di sistemazione), prime edizioni delle sue pubblicazioni e rari cataloghi di mostre, il tutto nella cornice della ricostruzione parziale dello studio della sua casa romana di via Panama. Le tre settimane di apertura saranno animate da diversi appuntamenti,che vedranno la presenza di amici, colleghi, allievi, lettori, nelle date del 28 aprile, 3, 12 e 13 maggio. Progetto: Antonella Sbrilli, Maria Stella Bottai, Michela Santoro, in collaborazione con Caterina Volpi, Paola Volpi, Claudio Zambianchi.

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Morante e le scrittrici del Novecento al crocevia della critica, dei saperi dell’insegnamento e dell’apprendimento

Posted by fidest press agency su martedì, 28 marzo 2017

Roma Fino al 5 Maggio 2017 Dipartimento di Studi Umanistici, Aula 22 Via Ostiense 234. Nell’ambito dell’insegnamento dedicato a “Scrittrici, scrittori e opere della Letteratura italiana” del corso di laurea in Lettere, avrà luogo un ciclo di incontri dedicato a Morante e le scrittrici del Novecento, in collaborazione con la Società Italiana delle Letterate. Intervengono studiose e critiche che da diversi posizionamenti hanno affrontato questioni come quella del canone letterario, l’insegnamento della letteratura ai vari livelli della formazione, il suo apprendimento. Agli incontri parteciperanno studenti del corso e insegnanti e il corso ha il riconoscimento del Miur come corso di formazione e aggiornamento.

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“Cosa fareste al posto di Monti?”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Scrive Rosario Amico Roxas: “A seguito del mio commento “Illusi e delusi” ho ricevuto, come di consueto, numerosi commenti, molti dei quali, con disarmante brevità, accoglievano le mie critiche al governo Monti “sic et simpliciter”. Ma ci sono stati anche i commenti critici. Tra questi il commento di Guido, un amico con il quale corrispondiamo ormai da anni. Molto spesso i commenti di Guido hanno confortato le mie opinioni, mentre questa volta, con il consueto garbo, mi mette con le spalle al muro con una semplice domanda “cosa faresti al suo posto?” Devo aggiungere anche il commento di un altro autorevole amico, che così sintetizza il commento di Guido: “Ringrazia Guido. E’la sintesi più giusta e equilibrata.” Così preferisco rivolgermi all’intera mia rubrica, che si compone di oltre 2.500 indirizzi, per svolgere un piccolo sondaggio che così sintetizzo: “Cosa fareste al posto di Monti?” (n.r. per conto nostro ci proviamo. Monti sta bene, con molta probabilità al 25% degli italiani, quelli, per intenderci che vivono da benestanti, giocano in borsa e hanno interessi diffusi o sono i lacchè del padrone. Ha, invece, scontentata la restante parte e ci ha messo con crudezza davanti a questa realtà. Se avesse voluto fare le cose seriamente avrebbe incominciato con la patrimoniale, con l’indire le gare per l’assegnazione delle frequenze, con l’abolizione del falso in bilancio e se non avesse trovato la maggioranza parlamentare qualificata avrebbe dovuto rimettere il mandato al Presidente della Repubblica e spiegato agli italiani le ragioni della rinuncia. Non dimentichiamo, come scrive Antonio Di Pietro, che in Parlamento esiste in cospicuo numero di indagati e i loro avvocati. Non è, quindi, un’assemblea credibile e responsabile, almeno nella sua parte più consistente. Da qui la convinzione che questo governo è sotto ricatto e allora non ha senso governare. Ha più senso una rottura, per quanto traumatica, ma necessaria per rimettere, come si suol dire, la palla al centro. Non possiamo, tutte le volte, accontentarci del meno peggio, dobbiamo spezzare sul nascere questo circolo vizioso dove chi ci governa o è un incapace o è un ricattato. Non conosco Guido ma mi sembra una persona molto rassegnata e anche consapevole che l’Italia è un paese irrecuperabile. Ma è proprio così o è necessario uno scossone per risvegliarci dal profondo torpore in cui ci siamo lasciati andare? E allora diamolo questo scossone prima che la rassegnazione ci renda schiavi per l’eternità. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Seminario: Cultura Classica

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 marzo 2012

Roma mercoledì 14 marzo 2012 ore 11.00 aula di Geografia – edificio di Lettere piazzale Aldo Moro 5, si terrà il seminario Al lavoro sul testo del “Romanzo di Alessandro”. L’incontro, promosso dal dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali, sarà tenuto da Tristano Gargiulo dell’Università di Cagliari.
Il cosiddetto ‘Romanzo di Alessandro’, storia romanzata delle imprese del condottiero macedone falsamente attribuita a Callistene, è stata un’opera molto letta nell’antichità per poi diventare, in età medioevale, oggetto anche di diverse traduzioni (in latino, copto, siriaco e armeno). Tristano Gargiulo, in vista di una nuova edizione critica del testo greco, si concentrerà sull’interpretazione e recupero dell’opera originale.
(Luca Bettarini)

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Quotidiani cattolici:critiche di Celentano

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2012

«La critica ad Avvenire e Famiglia cristiana, mossa da Adriano Celentano nel corso della serata di apertura del Festival di San Remo, dimostra quanto questo artista ignori la dottrina cattolica. La Chiesa si rivolge all’uomo nella sua integrità personale, spirituale, psichica e fisica. È dunque legittimo che essa si occupi sia di Dio e dei “novissimi”, sia della storia dell’uomo. Così come è legittimo che la stampa cattolica si occupi, oltre che della vita della Chiesa e delle diocesi, anche delle “cose dell’uomo”, politica ed economia». Con queste parole Julio Loredo, portavoce di Luci sull’Est, esprime la solidarietà dell’Associazione e dei suoi 150 mila sostenitori alla stampa cattolica aggredita dall’artista. «Da un sedicente cattolico come Celentano – prosegue il portavoce Loredo – piuttosto che un attacco, ci si aspetterebbe una parola di sostegno per i moltissimi settimanali cattolici diocesani, che quotidianamente combattono per diffondere nel territorio la voce di Dio e della Chiesa, e la cui esistenza è invece messa a rischio dagli annunciati tagli ai contributi per l’editoria. Celentano dovrebbe fare tesoro dell’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II che ripeteva spesso “La fede che non si trasforma in cultura non è vera fede”. È triste – conclude Loredo – vedere come il Festival di San Remo, il cui obiettivo sarebbe di mostrare il meglio dell’arte canora italiana, debba invece ricorrere all’ingaggio di predicatori di bassa lega e di dubbia cultura per fare “audience”».

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Viva la Francia: nucleare ed acqua

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2011

ECOLOGÍA: Por qué decir NO a las energías nucl...

Image by Librería La Marabunta via Flickr

In queste settimane di incontri, c’è un argomento che spesso mi è stato chiesto: ma se abbiamo centrali per una potenza installata pari a circa 110 mila MW e una richiesta di punta (ovvero la massima richiesta durante l’anno dal Paese) intorno ai 55 mila MW perché mai importiamo energia elettrica dalla Francia? E molti sostenitori del nucleare mi hanno sempre ribattuto che è poco coerente dire no all’atomo in casa nostra e poi importare energia elettrica dall’estero prodotta in tal modo. Dunque riguardo a questa seconda critica, penso che se si voglia l’autarchia nella generazione elettrica lo si dica chiaro, personalmente la trovo ridicola in un mondo globalizzato dove gran parte della merce che consumiamo viene prodotta all’estero. Per coerenza dovremmo tornare a costruire computer in Italia, cellulari, televisori eccetera eccetera. Dovremmo riappropriarci delle emissioni climalteranti che non emettiamo più come Paese e facciamo emettere dai “paesi manifatturieri del mondo”, Cina in primis. Riguardo al primo punto, chi parla ignora che in Italia esiste un mercato elettrico, che ogni mattino alle ore nove si chiude quello chiamato “del giorno dopo” in cui viene determinato il PUN il prezzo medio dell’energia elettrica all’ingrosso, quello stabilito questa mattina ad esempio è di 65,83 euro al MWh e in borsa sono stati “offerti” 535.574 MWh, cui si aggiungono alti 364.646 sulla piattaforma PCE (la piattaforma su cui si registrano i contratti bilaterali), in totale ne sono stati accettati 900.008, sono rimasti invenduti (e quindi domani non produrranno) 660.960 Mwh. Dall’estero sono arrivate offerte in borsa pari a 92.214 MWh (36.82 fuori borsa). Le offerte vengono accettate dal gestore del mercato Elettrico in ordine di convenienza sino a che l’offerta raggiunge la domanda prevista e viene stabilito il prezzo di equilibrio corrispondente al costo “marginale” dichiarato dall’ultimo impianto ammesso alla vendita; detto in altri termini, il prezzo di mercato è quello dell’offerta dell’impianto più costoso accettato in quell’ora. Non esiste nessuno che decide di importare dall’estero, è il sistema che permette che offerte “estere” se convenienti siano accettate, pertanto per prima cosa non importiamo corrente a “caro prezzo” ma al contrario perché risulta più convenienti in alcuni orari (la notte) della produzione nazionale e, secondo punto, se si vuole evitare di importare dall’estero non occorre costruire centrali atomiche, importeremmo comunque, occorre cambiare il sistema delle regole del mercato elettrico. Sono gradite proposte al riguardo. Ultima nota: non siamo un caso anomalo, anzi il futuro su cui tutti i gestori europei stanno puntando è quello di una maggiore integrazione; la tanto citata Francia esporta sì, ma importa pure e non lo fa negli orari “morti” in cui l’energia elettrica costa poco ma in quelli di punta perché la sua potenza atomica la rende vulnerabile nei momenti di picco della domanda (per la chiara scarsa flessibilità della generazione nucleare). Per non essere vago nel 2010 ha importato 37,1 miliardi di kWh (dato Rte.fr) 1,2 dal nostro Paese, poi da Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Svizzera e soprattutto dalla Germania (16,1 miliardi di kWh), il suo principale fornitore ed infatti la decisione tedesca di abbandonare il nucleare ha messo in allarme i gestori francesi che sanno di essere vulnerabili in particolare periodi come quello estivo quando in caso di forte aumento delle temperature, molti reattori (quelli costruiti lungo i fiumi) vanno spenti per indisponibilità di acqua (in questi giorni RFE ha segnalato che in caso di emergenza caldo questa estate la Francia dovrà importare la produzione equivalente a 8.000 MW di potenza installata). E visto che stiamo parlando di Francia e di acqua chiudiamo con una notizia che arriva da Bordeaux (Les Echos 10 giugno 2011), dove Lyonnaise des Eaux potrebbe perdere un suo storico contratto (è il suo principale) perché Vincent Feltesse, presidente della comunità urbana ha annunciato l’intenzione di passare ad una gestione pubblica dell’acqua. Il passaggio sarà graduale poiché sono in vigore due contratti distinti, il primo relativo alla depurazione che scade l’anno prossimo, il secondo relativo alla distribuzione, che scade nel 2012.(Roberto Meregalli Beati i costruttori di pace . Comitato Energia Felice)

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Governo e la critica di Marcegaglia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 maggio 2011

“Analisi rigorosa, qualche critica più o meno plausibile all’opposizione ma poi, alla fine, una conclusione stupefacente: la Confindustria, ad oggi, chiede alla politica esattamente le stesse proposte contenute nel programma del Partito Democratico”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD. “Mi sembra – sottolinea la De Micheli – che le priorità indicate oggi dalla Marcegaglia siano le stesse su cui da anni il PD insiste per ricostruire il rapporto interrotto tra impresa e lavoro: riforma fiscale, semplificazione amministrativa, liberalizzazioni, infrastrutture. Pilastri da cui, al termine di quello che noi come la Marcegaglia consideriamo un ‘decennio perduto’, non è più possibile prescindere. Lo conferma in questi giorni anche l’OCSE: questo Paese ha un disperato bisogno di tornare a crescere. Non è più il tempo degli alibi e della falsa propaganda su fantascientifiche rivoluzioni liberali. A questo proposito salutiamo come un segnale molto positivo la presa di posizione netta ed inequivocabile di Confindustria contro la politica economica del governo. Dopo tre anni di fallimenti e degenerazioni del feeling tra il Berlusconi imprenditore ghe pensi mi e il mondo della grande impresa non rimane altro che un brutto (e fugace) ricordo”.

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“Zack e Miri Amore A..Primo Sesso”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 maggio 2011

Presentato alla stampa presso la sala dell’Anika di Roma il film “Zack e Miri Amore A..Primo Sesso” uscirà in Italia il 1 Giugno, con due giorni d’anticipo. La pellicola in America ha provocato un acceso dibattito tra conservatori e benpensanti sull’opportunità di esporre le giovani generazioni a un soggetto del genere. Il film ha comunque avuto un buon riscontro di pubblico e critica, incassando ad oggi oltre 40 milioni di dollari. Il film di Kevin Smith (regista di Clerks) ha come protagonisti Seth Rogers (40 anni Vergine, Molto Incinta) e Elisabeth Banks (The Next Three Days, Spiderman) . “ Zack e Miri Make a Porno” è il titolo originale più esplicito con il quale il film è uscito negli Usa. Commedia dai toni piccanti e scene sessualmente esplicite ma, come in tutti i film di Kevin Smith, al centro c’è sempre l’amore tra amici intimi o innamorati. In questo film si intrecciano entrambe le cose. Il plot è originale e prende spunto dalla condizione di molti giovani di oggi. Zack e Miri amici conviventi e con un lavoro precario, rimasti senza un soldo decidono con l’aiuto di un gruppo di amici di realizzare un film a luci rosse amatoriale per pagare i debiti e l’affitto di casa. I due giurano che fare sesso insieme non rovinerà la loro amicizia.. ma accadrà qualcosa di assolutamente imprevisto. In Italia sarà distribuito in circa 100 sale dalla giovane M2 Pictures reduce dal inaspettato successo di Marzo scorso con “Frozen”. Elisabeth Banks parlando del film dice: “ I protagonisti sono due normalissimi trentenni alle prese con le stesse difficoltà che molti coetanei si ritrovano ad affrontare nella società di oggi. Lavori precari, pochi soldi in tasca e un sacco di spese. E’ una storia attuale, positiva e di buone speranze, come saggiamente dice sempre Kevin Smith il nostro regista “Le tette servono solo a fare scena”. Per l’occasione, la distribuzione M2 Pictures ha siglato un accordo di promozione con la principale società che si occupa di eventi per single in Italia, Speed Date. Da questo accordo è nata la singolare idea di organizzare un evento per tutti gli “spiriti liberi” interessati: lunedì 30 maggio, infatti, al Circolo degli Artisti di Roma, si svolgerà il Lock Date Party, animato da uno dei classici giochi Speed Date. Sul sito ufficiale del film http://www.zackemiri.it l’originale concorso che mette in palio la possibilità di farsi pagare tre bollette da 300 euro, le stesse bollette che fanno scaturire in Zack e Miri l’idea di girare un film hard. (Banks-Rogen 2.jpg)

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“XV Concorso Internazionale Massenzio Arte”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

Tale concorso è rivolto ad artisti italiani e stranieri, sono ammesse tutte le forme d’arte e di espressione e di tecnica artistica. Il premio ha lo scopo di offrire visibilità a chiunque sia impegnato nella ricerca artistica, segnalarlo all’attenzione degli operatori dell’arte ed insieme offrire adeguati spazi espositivi e risonanza di critica e di pubblico a livello nazionale ed internazionale. Al concorso sono ammessi tutti coloro che operano nelle varie forme artistiche. E’ principalmente rivolto a licei artistici ed istituti vari d’arte nonché a professionisti del settore. Al concorso si può partecipare con opere di pittura, scultura, grafica, fotografia, installazioni, murales, video, web arte, etc.,   la graduatoria è unica. Scadenza 15 luglio 2011.

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Pdl distratto critica discorso 1994 di Berlusconi

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 febbraio 2011

A tutti i giornalisti, i blogger, i facebookiani e i marinai del web, ma soprattutto a tutti i pidiellini distratti dai problemi del loro capo che si lanciano quotidianamente in argute esegesi di articoli, di agenzie stampa e di post, diciamo che qualche volta la realtà è più amara di quanto sembra. Sul sito di Generazione Italia e di AreaNazionale è stato lanciato ieri un editoriale dal titolo “La storia d’Italia è ad una svolta: superiamo il berlusconismo”, criticato da molti ex amici della Giovane Italia. Ebbene, altro non era che il famoso discorso con cui il Cavaliere di Arcore dava il via alla sua carriera politica. Nel 1994 Silvio Berlusconi è sceso in campo, siamo nel 2011, nei minuti di recupero, e aspettiamo solamente il triplice fischio dell’arbitro. Lo dichiara Valerio Lamorte, membro di Generazione Futuro (movimento giovanile di FLI)

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Teatro: Destinatario sconosciuto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Milano dal 26 gennaio al 13 febbraio Via Pastrengo 16, Teatro Verdi. In occasione della Giornata Mondiale della Memoria  torna al Teatro Verdi Destinatario sconosciuto, spettacolo presentato sul palcoscenico del medesimo teatro nel 2004 e che per due stagioni consecutive ha riscontrato notevole favore di pubblico e critica, ispirato all’omonimo romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor, giornalista americana di origine tedesca.
Nel 1938 la rivista americana “Story Magazine” pubblica il romanzo Address Unknown (Indirizzo Sconosciuto). Nel 1939 il romanzo viene pubblicato da Simon & Shusther. Nel 1995 viene riscoperto e ristampato in America dalla casa editrice della rivista “Story Magazine”. Nel 1999 viene pubblicato anche in Francia dalla piccola casa editrice Autrement: è un vero successo. Nel 2000 esce in Italia edito dalla Rizzoli con traduzione di Ada Arduini.
Destinatario sconosciuto anticipa con chiaroveggente lucidità gli orrori della Shoah: “la cosa più sorprendente è che questo libro, che denuncia con tanta sottigliezza gli orrori del nazismo, sia stato scritto addirittura prima della guerra” (Le Nouvel Observateur). http://www.teatrodelburatto.it,

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La critica della politica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

(Parte seconda) L’attuale rappresentanza, che democratica non è, risulta essere la conferma del padrone; se non vince compra i parlamentari dell’altra parte, modifica le leggi che potrebbero ostacolarlo, altera le istituzioni, interpreta a suo modo la Costituzione, colloca ai vertici dello Stato i suoi servi più fedele. E’ questa la Costituzione voluta dai Padri Costituenti? Anche l’opinione pubblica viene vanificata, perché quando propone modifiche o diverse impostazioni operative, scatta il bipolarismo (già detto,  e costituito da “chi detiene il potere”  e “chi non detiene il potere”) che impone le scelte  autoritarie, gabellate per scelte democratiche in quanto approvate da un voto parlamentare (magari con tanto di  richiesta di “fiducia” per scoraggiare eventuali dissensi). Questa politica non è più nemmeno figlia di una lotta di classe, dominata come si trova dall’arroganza di un singolo e dalla prepotenza dei gruppi cui è stato delegato il potere, almeno in parte, per poterne trarre lucro e restare così fedeli al concessore, anche perché l’altra classe, quella che non detiene il potere non trova i valori di riferimento per aggregarsi, rimanendo frazionata e divisa, pur rappresentando la vera maggioranza del paese. Si tratta di una democrazia che non riconosce la sovranità popolare se non è manipolata dallo stesso potere attraverso il gioco sporco della legge elettorale che non riconosce agli elettori nemmeno il diritto di scegliere l’uomo che dovrà rappresentarli ed esercitarne il controllo. In tale bipolarismo che divide i detentori del potere dai nuovi “servi della gleba”, la casta dirigente, oculatamente selezionata tra coloro che dimostrano maggiore disprezzo di chi non detiene il potere  (disprezzo che si è materializzato in quella risata divertita e compiacente alla notizia del terremoto a L’Aquila, mentre morivano essere umani), gestisce il potere delegato dal capo, in maniera medievale, oltraggiando la plebe e l’intero panorama che li circonda, fatti salvi gli orticelli individuali. Non ci accorgiamo e non vogliono farci accorgere, che questo potere con questa politica, combatte il marxismo solo per prenderne il posto. Dal materialismo storico con lo Stato padrone, siamo stati condotti ad un materialismo edonistico, con un pugno di uomini padroni di tutto ciò che è di pertinenza dello Stato. Il paradosso si completa con l’appoggio plateale che la Chiesa nella sua ufficialità offre a questo governo e a questa politica, trascurando le aspirazioni degli uomini di godere della propria libertà che non può essere offuscata e soffocata dalla libertà di pochi che esigono delinquere impunemente; è così che la Chiesa cattolica e cristiana si è definitivamente trasformata nello Stato Città del Vaticano, con il suo bravo sovrano assoluto, lontanissimo da ogni ipotesi di democrazia. (Rosario Amico Roxas)

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“Nessun addio al Partito Democratico”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Lo dichiara l’Europarlamentare del Pd, Guido Milana, sulle voci che lo vorrebbero, insieme ad altri noti esponenti del partito, orientato verso Api o Fli.  “Da un paio di giorni – dichiara Milana – si rincorrono agenzie di stampa che segnalano una mia fuoriuscita dal Partito Democratico. Una notizia che, nella maniera più assoluta, non  corrisponde al vero e rischia di essere strumentalizzata, creando confusione e spostando l’attenzione sul gossip piuttosto che su considerazioni di carattere politico”. “Ho condiviso – precisa l’Europarlamentare – con Riccardo Milana e molti delegati la posizione critica sul congresso di Roma. Nello stesso tempo, però, ho partecipato attivamente al congresso provinciale, dove è emerso un dibattito unitario, franco, sereno ed inclusivo. Ritengo che il malessere manifestatosi a Roma non possa essere generalizzato, né sottovalutato. Al contrario va affrontato e risolto nella sua dimensione politica”.  “Personalmente – ribadisce con forza Guido Milana – sono lontano da visioni terzo-poliste come risposta alla situazione politica del paese. E’ per questo che, insieme alle decine di sindaci e amministratori locali, che in questi anni hanno condiviso con me l’esperienza politica del PD, restiamo fortemente ancorati all’appartenenza al partito stesso. Mi auguro, altresì, che nelle prossime ore il gruppo dirigente nazionale sappia affrontare la questione di Roma nella sua particolare dimensione”.

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Una critica costruttiva ci aiuta a capire

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Lettera al direttore. Solo oggi mi capita sotto gli occhi il commento ad un mio pezzo intitolato “La festa di Cristo Re contro la peste del laicismo” (Fidest del 22 novembre 2009). Il commento (TellusFolio del 24 novembre 2009), è firmato con la sigla mb. Ne trascrivo un brano: “Pio XI era un volgare anti-laicista, si sa. Benedetto XVI sembrerebbe più equilibrato ma, se si legge il suo Gesù di Nazaret, si resta fulminati dal fatto che questo papa «non ha affatto abbandonato l’idea che chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di realtà e può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Così Miriam Della Croce, nemica della festa del Cristo Re. E c’è di che ridere, perché come potrebbe il papa affermare, per esempio, che è meglio abbandonare l’idea di Dio e che solo abbandonando l’idea di Dio si potrebbe raggiungere una più sicura comprensione della realtà? e magari che il bene si trova al di là di Dio? Strana pretesa”. L’autore del commento non ha capito nulla del mio ragionamento, e, beato lui, ride, e tenta di fare lo spiritoso. Io non ho indicato che cosa Benedetto XVI avrebbe dovuto dire, bensì che cosa c’è di errato nel suo ragionamento, che cosa avrebbe dovuto non dire. Nel maggi del 2007, Benedetto XVI, durante il viaggio in Brasile, ebbe a dichiarare: «Chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di ‘realtà’ e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Ora, la storia, e le persone che ci circondano, dimostrano chiaramente che l’affermazione è priva di fondamento. Non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifichi la realtà, così come non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte finisca in strade sbagliate e con ricette distruttive. Abbiamo assistito a nefandezze inimmaginabili, e a fallimenti, in ogni parte del mondo, a prescindere dalla fede in Dio. Inoltre possiamo constatare che intorno a noi esistono “moltissime bravissime persone che, pur non avendo fede, si adoperano per il bene della società, per la giustizia, per la libertà. In qualche modo sono con Dio. Per contro, esistono persone che credono in Dio, e fanno ciò che gli pare, e mandano il mondo in rovina” (ho citato dal mio pezzo del 22 novembre). Ed ora vorrei consigliare al mio commentatore un metodo intellettualmente onesto di critica costruttiva. Innanzi tutto evitare spiritosaggini (“volgare anti- laicista”; “più equilibrato”; “si resta fulminati”; “Miriam Della Croce nemica…”), che servono solo a confondere il lettore. Poi: quando non si è d’accordo su alcune affermazioni, occorre confutare punto per punto le stesse, con validi chiari concisi argomenti. Ma io queste cose le insegnavo ai miei ragazzi a scuola, e dispiace doverle ripetere a “mb”, che certamente un ragazzo non è. Ma chi è? (Miriam Della Croce)

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Silvio Formichetti: Labirinti dell’anima

Posted by fidest press agency su domenica, 17 ottobre 2010

Milano fino al 14/11/2010 Via Guicciardini 6, Spazio Guicciardini a cura di Giovanni Faccenda  In esposizione opere di Silvio Formichetti. La rassegna ospita una quarantina di opere fra tele e e carte del giovane artista abruzzese, reduce dal grande successo della Mostra ”Buio Il confine della colore” che lo ha visto confrontarsi in primavera con il lavoro di Mario Schifano nella splendida cornice del Museo Colonna di Pescara per la cura critica di Luca Beatrice. Con la mostra milanese, curata dal Prof. Giovanni Faccenda, Silvio Formichetti sbarca nella metropoli lombarda dopo un intenso quadriennio espositivo che lo ha visto protagonista con prestigiose personali in sedi quali Palazzo Venezia a Roma, Museo Michetti a Francavilla a Mare e Museo Nazionale d’Abruzzo a L’Aquila, Museo Gonzaga di Mantova e Museo Civico di Sulmona. Dopo la rassegna milanese, l’artista sarà protagonista con una nuova personale all’Istituto Italiano di Cultura a Vienna.(formichetti silvio)

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Capezzone e le critiche

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

“La reazione di Daniele Capezzone alle dichiarazioni di Enrico Letta è la dimostrazione della incapacità dei seguaci di Berlusconi di accettare qualsiasi critica. La democrazia è il luogo del confronto per cui è inconcepibile, illiberale e volgare che ogni volta che venga sollevata una critica fondata al loro ‘capo’ si replichi tentando di buttarla sul personale. Questo sì che è offensivo per gli italiani, anche quelli che hanno votato Berlusconi: non espletare il ruolo che compete a un governo e a un premier e fare della politica il teatrino indecoroso a cui stiamo assistendo da mesi. Dire che vogliamo liberare l’Italia da Berlusconi non è un insulto. Rispondano invece sulle cose concrete se ci riescono: sulla crisi, sui precari della scuola, sulle difficoltà dell’impresa e l’assenza, da mesi, di un ministro dello Sviluppo Economico”. Così Alessia Mosca, deputato PD, vicepresidente di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Serata Vivaldiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2010

Pieve di San Michele 30 luglio 21,15. La stagione concertistica del Corsanico Festival presenta per venerdì  una serata d’eccellenza. Con l’Organo Monumentale di Vincenzo Colonna, verrà eseguita la trascrizione per organo e violino de “Le Quattro Stagioni” di A. Vivaldi da due interpreti d’eccezione: all’organo Gianluca Libertucci, organista della Basilica di San Pietro in Vaticano, della Cappella dei Santi Martino e Sebastiano della Guardia Svizzera Pontificia e della Cappella Musicale Pontificia Sistina nei concerti in Italia e all’estero. Al violino la bravissima Lina Uinskyte, talentuosa violinista di fama internazionale. Vincitrice di numerosi concorsi, svolge, come solista, attività concertistica internazionale incontrando sempre grande favore di pubblico e critica. Una serata da non perdere, dunque, per la XXIX edizione della Rassegna Internazionale di Musica Classica che vanta, quest’anno, il Patrocinio del Senato della Repubblica. Ingresso: €5,00.

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La scuola e il diritto di critica

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Molto interesse ha suscitato nell’opinione pubblica una nota riservata del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna Limina che scrive ai dirigenti per richiamarli sulla necessità di sensibilizzare il personale a non fare critiche a mezzo stampa. Al solerte funzionario non è mancato, peraltro, il pieno sostegno del Ministro Gelmini. La CUB Scuola ritiene opportuno fare una modesta proposta al ministro. Perché limitarsi a vietare le critiche a mezzo stampa? Non sarebbe forse il caso di vietare anche le critiche espresse in conversazioni private? E perché limitarsi ai docenti? Anche studenti e genitori dovrebbero piantarla di criticare. Infine, non è troppo poco il bloccare le critiche? Non sarebbe più efficace imporre per legge lodi quotidiane alla politica dei tagli sia prima delle lezioni che all’avvio dei collegi docenti? Non ci vuole molta fantasia per comprendere quali innumerevoli vantaggi comporterebbe una simile scelta. Ad esempio, il nostro beneamato Ministro non sarebbe costretto a fare un giorno si e l’altro pure dichiarazioni false e ridicole, non dovrebbe affermare che non ci sono tagli all’organico, non dovrebbe dire che il tempo pieno è salvaguardato, non dovrebbe sostenere che difende la scuola pubblica. Questo compito pensoso sarebbe assolto da studenti, docenti e genitori e magari proprio il Ministro potrebbe iniziare a dire la verità e fare qualche critica alla politica governativa ritagliandosi un ruolo assolutamente nuovo e spassoso.

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