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Posts Tagged ‘crollo’

1° anniversario crollo ponte Morandi, geologi: criticità innanzitutto idrogeologica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 agosto 2019

In occasione del primo anniversario dal crollo del ponte Morandi di Genova, il 14 agosto dello scorso anno in cui persero la vita 43 persone, c’è un’importante novità che arriva da uno studio del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena. Nel dossier si dimostra come la struttura abbia iniziato a deformarsi quattro anni prima del cedimento e che negli ultimi mesi prima del crollo le deformazioni siano aumentate. Una causa che sarebbe innanzitutto geologica e poi strutturale. “Lo studio, al quale ha partecipato anche un geologo italiano del ministero dell’Ambiente pone il dubbio che la tragedia, forse, si sarebbe potuta evitare” afferma Domenico Angelone, tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi.
Alla luce del documento si evidenzia come il ruolo del geologo – dichiara Angelone – sia fondamentale nell’analisi delle condizioni geologiche e geomorfologiche delle aree destinate ad ospitare opere infrastrutturali, come nel caso del ponte Morandi di Genova. Un terreno morfologicamente fragile dal momento che, tra il marzo 2017 e agosto 2018, aveva già subito delle deformazioni strutturali per motivazioni legate al sottosuolo, in particolare sotto alla pila che poi è crollata, la numero 9. Oggi è possibile sapere che la struttura del viadotto fosse fragile, ma non si può dire con certezza se il disastro si sarebbe potuto evitare. Sicuramente il lavoro del geologo sarebbe stato cruciale in precedenza – e non soltanto dopo il cedimento – al fine di verificare le condizioni morfologiche del terreno sul quale poggiava il viadotto” conclude il geologo molisano.Dello stesso parere anche Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi che sottolinea la crucialità del lavoro del geologo. “Già in passato abbiamo evidenziato che circa il 90 per cento delle problematiche legate alle infrastrutture italiane sono determinate non da fattori strutturali, ma da criticità idrogeologiche, come ad esempio il crollo del ponte sul Rio Santa Lucia tra Cagliari e Capoterra” spiega Peduto che critica anche l’iniziativa dello scorso anno avanzata dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli di reclutare solo ingegneri per controllare e verificare lo stato delle infrastrutture del Paese. “Un’iniziativa che poteva essere encomiabile – dice il Presidente CNG – ma l’unica figura del professionista ingegnere non può essere esaustiva per la verifica della sicurezza delle opere pubbliche. In tal senso andrebbe conferita maggiore importanza al ruolo del geologo per attuare, in maniera compiuta ed efficace, azioni volte alla mitigazione dei rischi ambientali in tutte le fasi legate al settore della costruzione comprese quelle della corretta manutenzione” conclude Peduto.

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Roma. Crollo della scala mobile alla fermata Repubblica della linea A della metropolitana

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 ottobre 2018

Martedì sera, potrebbe anche avere avuto il fattore scatenante nel comportamento inappropriato dei tifosi russi, nonostante i vigili del fuoco abbiano già espresso perplessità su questa ipotesi. Saranno le inchieste a stabilirlo, sia quella della magistratura che quella interna di Atac. Di sicuro c’è che quella scala mobile, una volta avvenuto il cedimento, non si è comportata come avrebbe dovuto: non c’è stato il blocco automatico dell’impianto, che dovrebbe scattare in situazioni simili, con la conseguenza che i passeggeri della metro si sono trovati lanciati in discesa a folle velocità.
Oggi siamo qui a rallegrarci per un bilancio che sarebbe potuto essere disastroso, e contemporaneamente a interrogarci sulla manutenzione di Atac, a denunciare per l’ennesima volta una politica dello struzzo che ha effetti devastanti tanto su gomma quanto su rotaia. Effetto della dissennata esternalizzazione, degli appalti, della dispersione di un patrimonio di conoscenze una volta tutto interno all’azienda, che come unico risultato ha fatto lievitare il numero degli incidenti, dei mezzi andati a fuoco, dei blocchi del servizio, dei cedimenti e dei crolli come quello di martedì sera. Acqua al mulino di chi invoca la privatizzazione del trasporto pubblico, come se i privati proprio qui nella Capitale non avessero dato ampia dimostrazione della incapacità di offrire un servizio decente agli utenti e certezze ai lavoratori.L’Unione Sindacale di Base torna a chiedere con forza la reinternalizzazione dei servizi di manutenzione di Atac e il taglio definitivo con un passato fatto di incapacità gestionale e di malversazioni. Un taglio che anche questa amministrazione comunale ha dimostrato di non voler perseguire, negando al contrario risorse al trasporto pubblico, con le devastanti conseguenze sotto gli occhi di tutti.La sicurezza degli utenti e dei lavoratori deve essere in cima alla lista delle priorità, cosa che ad Atac evidentemente non piace, arrivando al paradosso di premiare il personale che non segnala i guasti delle vetture. Per questo USB ha scioperato nello scorso luglio, uno sciopero effettuato nelle ore serali per non danneggiare i cittadini. A USB Atac ha saputo rispondere soltanto inanellando una serie di comportamenti antisindacali, con l’arroganza di chi sente di non dover rispondere a nessuno. Né ai lavoratori, né ai cittadini che vorrebbero usufruire di un servizio pubblico degno di essere definito tale.Anche per questo USB ribadisce l’importanza di sbarrare la strada a chi vorrebbe allargare il perimetro del privato nel trasporto pubblico locale promuovendo un referendum dissennato come quello dell’11 novembre. Atac di tutto ha bisogno tranne che di finire in mano ai soliti privati e per questo ricordiamo l’importanza di votare NO a entrambi i quesiti oggetto della consultazione.

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Genova crollo ponte. FDI chiede nazionalizzazione rete autostradale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Il governo annuncia di voler probabilmente revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia spa. Alla ripresa dei lavori parlamentari Fratelli d’Italia presenterà una mozione per chiedere al governo maggiore coraggio: chiediamo la nazionalizzazione della gestione della rete autostradale e la revoca di tutte le concessioni, perché è intollerabile che ci siano dei privati che si stiano arricchendo a dismisura su autostrade costruite con soldi pubblici senza reinvestire quanto dovrebbero nell’ammodernamento della rete autostradale. La gestione nazionale è quello che accade in quasi tutta la civilissima Europa ed è quello che accade in Germania”.
E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in un video pubblicato su Facebook.

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Genova. Ucoii: “Invitiamo i membri della comunità islamica a donare sangue”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 agosto 2018

In seguito al crollo del ponte Morandi sull’autostrada A10, l’U.CO.I.I – Unione delle Comunità Islamiche d’Italia – esprime il Suo vivo cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime e augura una pronta guarigione alle persone ferite in questa immane tragedia.
Si invitano i fratelli e le sorelle membri della comunità islamica di Genova e Liguria e donatori di sangue a recarsi presso le strutture sanitarie della Regione per donare sangue e sostenere campagne di sensibilizzazione al riguardo all’interno delle proprie comunità.
In questo momento di dolore, preghiamo perché la comunità di Genova nel suo insieme possa ritrovare forza ed unità e superare questa grave ferita.

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Crollo ponte Genova, geologi: necessaria una politica di prevenzione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 agosto 2018

“Il crollo del ponte autostradale Morandi avvenuto oggi a Genova, che si sarebbe verificato per cause di natura strutturale, conferma ancora una volta la necessità di dare avvio a una svolta culturale che veda finalmente l’adozione di un vero piano nazionale di manutenzione dell’edificato e di controllo del territorio”. Questo il commento del Consiglio Nazionale dei Geologi in merito al cedimento del viadotto sul torrente Polcevera. “Molte delle infrastrutture viarie italiane – prosegue la nota del CNG – sono state costruite negli anni ‘60 e ‘70 e si rifanno dunque a normative tecniche non adeguate agli utilizzi e ai carichi di esercizio attuali, ma molte di esse sono anche carenti dal punto di vista della sicurezza geologica e sismica, perché il contributo di queste discipline non era contemplato dalle allora vigenti normative. E in tutto il Paese sono migliaia i ponti e i viadotti che rientrano in questa casistica. Per evitare che si ripetano tragedie simili, secondo i geologi è indispensabile attuare una seria politica di prevenzione dai rischi, finalizzata alla sicurezza e alla pubblica incolumità dei cittadini e a un sicuro risparmio economico solo attraverso un piano straordinario di manutenzione e messa in sicurezza delle opere esistenti e del territorio, richiamato dopo ogni tragedia ma subito dopo sempre finito nel dimenticatoio.“La manutenzione è stata normata solo con la legge quadro sui lavori pubblici del 1994, – afferma il CNG – in cui trova una prima esplicita definizione e risulta parte integrante della progettazione, esecuzione ed esercizio delle opere pubbliche. Anche le successive discipline dei lavori pubblici (D.Lgs 163/2006 e relativo regolamento attuativo e l’attuale D.Lgs 50/2016) riportano integralmente la disciplina sulla manutenzione contenuta nella precedente legge quadro. Lo sforzo del legislatore a partire dal ‘94, apprezzabile dal punto di vista culturale e giuridico, è stato di fatto vanificato dalla carenza di cultura della manutenzione nella pubblica amministrazione, i cui decisori ne hanno sottovalutato l’importanza, facendo sì che il piano di manutenzione e/o di monitoraggio strutturale e geotecnico fossero eseguiti dal progettista e dai progettisti specialisti, ma spesso senza previsione del finanziamento per l’attuazione, come prevede la legge” concludono i geologi.

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Siamo sgomenti per il crollo del Ponte autostradale Morandi a Genova che ha causato numerose vittime

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

Lo dichiara in una nota il Segretario Generale della UIL FPL Michelangelo Librandi. Un colpo al cuore per noi Liguri e l’Italia intera – prosegue Librandi – vedere le immagini del crollo del ponte, che noi amavamo chiamare di Brooklyn, dovuto, da quello che si apprende, ad un possibile cedimento strutturale.Siamo in contatto costante con i colleghi subito accorsi nel posto: infermieri, medici, vigili del fuoco, polizia di stato, polizia locale, protezione civile e volontari, che ringrazio a nome di tutti. Ora non è il momento delle polemiche, ma di stringerci intorno alle famiglie delle vittime alle quali vanno le nostre più sentite condoglianze e vicinanza.

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E’ iniziato il crollo dei mercati finanziari? Nessuno lo sa, ma…

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 febbraio 2018

borsaLunedi’ 5 febbraio Wall Street ha vissuto una giornata di volatilità eccezionale, se non di panico. In un solo giorno il mercato ha perso più del 4% dopo aver perso anche di più in giornata. Ecco la domanda che tutti si pongono: “è l’inizio del crollo?”
La verità è che nessuno può dirlo, ma possiamo fare una serie di considerazioni il cui punto di caduta potrà essere molto importante anche per il singolo investitore, il quale – lo diciamo subito – mediamente dovrebbe essere molto preoccupato, e magari… dopo essersi preoccupato, iniziare ad occupasi di più del suo portafoglio per preoccuparsene meno in futuro…
Non sappiamo se quella di ieri sarà la giornata di inizio del crollo dei mercati, ma è facile ipotizzare che il prossimo crollo, quando accadrà, sarà peggiore di quelli precedenti.
Qui non si tratta di “prevedere” l’andamento dei mercati.
Chi ci legge da tempo sa che noi ripetiamo fino alla nausea che i mercati finanziari sono imprevedibili. Intendiamo con questo dire che non possiamo sapere se, in un determinato arco di tempo, saliranno o scenderanno. Questo dipende da un numero enorme di fattori interni ed esterni ai mercati la cui interazione è sostanzialmente incalcolabile, anche perché un certo numero di questi fattori è sconosciuto.
Ciò che conosciamo bene, però, sono i meccanismi interni al mercato che funzionano da acceleratori della direzione (trend) di fondo. Questi fattori interni ai mercati sono diventati decisamente più potenti (e quindi peggiori) rispetto alle ultime crisi. Gli algoritmi che negoziano automaticamente i titoli, ad esempio, sono aumentati in modo decisamente preoccupante. La quantità di investimenti effettuati con denaro preso in prestito è molto superiore rispetto a quella delle precedenti crisi.
I livelli di eccesso delle valutazioni dei titoli, in particolare negli Stati Uniti è superiore rispetto alle due grandi discese della bolla delle dot-com e dei subprime.
Un elemento che potrebbe rendere la prossima grande crisi del mercato azionario decisamente peggiore delle precedenti, è il fatto che il mercato obbligazionario non potrà, ragionevolmente, fare da “ancora di salvezza”. Uno scenario nel quale crollano sia i prezzi delle azioni che quelle delle obbligazioni a causa dell’innalzamento dei tassi d’interesse (cosa che sta avvenendo negli USA in questi giorni) è un’ipotesi che non si può certo escludere. Quale strategia c’è alla base del proprio portafoglio finanziario? Il punto, quindi, non è pensare di prevedere oggi se questa di oggi sia o meno l’inizio di una grande correzione di medio termine. E’ impossibile prevederlo. Il punto è dotarsi di una strategia operativa che non sia quella classica di comporre un portafoglio diversificato e aspettare l’”orizzonte temporale” prefissato.
La quasi totalità dei prodotti finanziari venduti oggi si basa su modelli teorici assolutamente datati ed inadeguati. Le varie gestioni patrimoniali, fondi bilanciati, polizze unit-linked con pre-selezione dei fondi, ma anche qualche “modernissimo” robo-advisor si basano tutti sulla così detta “Moderna Teoria di Portafoglio” che nasce da lavori degli anni ‘50 di Harry Markowitz.
Sulla base di queste teorie, oggi decisamente obsolete, si ritiene che il rischio sistematico dei mercati si gestisca essenzialmente in due modi: 1) diversificando il portafoglio (in pratica: meno rischio = più obbligazioni) e 2) attendendo il giusto orizzonte temporale (più rischio = più anni nei quali bisogna rimanere investiti). La cosa drammatica è che anche tutta la legislazione, e la stessa vigilanza delle autorità di controllo, sono basate su queste teorie obsolete. L’analisi del profilo degli investitori e la verifica di adeguatezza delle operazioni proposte ai clienti rispetto al suo profilo, si basano su questi concetti obsoleti. La realtà è che nel momento in cui i mercati azionari dovessero attraversare una fase di correzione nell’ordine del 40-60% (magari in 18-24 mesi) e contemporaneamente i tassi dovessero salire dell’1-2% tutti i portafogli finanziari gestiti secondo i modelli tradizionali sarebbero massacrati e tutti i progetti d’investimento andrebbero a farsi benedire, anche attendendo i teorici orizzonti temporali prefissati. Questo non è uno scenario residuale, altamente improbabile, simile al timore di default dell’Italia che qualche anno fa serpeggiava fra molti investitori. E’ un’ipotesi concreta; ovviamente rimane un ipotesi e non una certezza, ma è un tipo di rischio contro il quale è molto sensato tentare di proteggersi, anche “pagando” in termini eventuali minori rendimenti.
Come ci si può proteggere contro questa ipotesi? Le strategie possono essere varie e non ne esiste una certamente migliore delle altre. L’importante è avere una strategia in proposito.
Le metodologie standard certamente non saranno sufficienti. Un investitore informato e consapevole, oggi dovrebbe domandare alle persone che si occupano dei propri investimenti: abbiamo un progetto per gestire l’eventuale crollo dei mercati azionari ed obbligazionari in contemporanea? Me la può mettere per scritto? Nel caso, altamente probabile, che ci si renda conto che “navighiamo a vista”, converrà smettere di “preoccuparci” ed iniziare ad occuparci del problema concretamente. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

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Torre Annunziata: a proposito del crollo della palazzina

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 luglio 2017

“Il crollo della palazzina a Torre Annunziata riapre in modo forte il tema della qualità del patrimonio pubblico e privato in Italia. È triste pensare che siamo una potenza economica mondiale e che molte famiglie vivono ancora in edifici che presentano problemi strutturali. Oggi è il tempo dei soccorsi e del lutto e di vicinanza alle famiglie colpite da questo tragico evento ma da domani serve una seria riflessione” lo scrive, in una nota, Andrea Causin, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie.
“Durante i sopralluoghi effettuati con la commissione d’inchiesta sulle periferie da me presieduta abbiamo visto molte situazioni che possono degenerare. Per questo, è necessario riportare al centro dell’attenzione della politica il delicato problema della qualità della residenza se si vogliono evitare tragedie indicibili come questa” conclude.

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Crollo cavalcavia

Posted by fidest press agency su martedì, 18 aprile 2017

Cuneo. “Un altro ponte crollato oggi a Fossano, in provincia di Cuneo, per fortuna senza vittime. Il terzo a distanza di pochi mesi. L’Italia cade a pezzi, mentre il governo stanzia 4 miliardi e 600 milioni di euro per l’immigrazione clandestina e solo una manciata di spiccioli per la manutenzione di strade e scuole. Vergogna! Non si può attendere l’ennesima tragedia per intervenire”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.
“È così che l’esecutivo pensa di risolvere i problemi dei cittadini? È così che intende garantirne la sicurezza? Gli italiani non possono continuare a pagare. Sono stanchi di queste politiche assurde”.

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Vittime crollo di Acilia: proclamato lutto cittadino per lunedì 2 gennaio

Posted by fidest press agency su domenica, 1 gennaio 2017

campidoglioRoma. La Sindaca Virginia Raggi ha firmato oggi l’ordinanza con la quale si proclama il lutto cittadino per lunedì 2 gennaio, in concomitanza con la celebrazione delle esequie di Debora e Aurora, madre e figlia di 9 anni, morte in seguito al crollo della loro casa ad Acilia. Il funerale sarà celebrato alle ore 14.30 nella parrocchia San Francesco d’Assisi in largo Cesidio da Fossa ad Acilia. Per tutta la giornata negli uffici pubblici del territorio cittadino saranno esposte le bandiere a mezz’asta. La Sindaca Virginia Raggi invita inoltre la cittadinanza, le organizzazioni sociali e produttive a partecipare al lutto nelle forme ritenute più opportune. Gli amministratori e i dipendenti del Campidoglio sono chiamati ad osservare un minuto di raccoglimento, alle ore 14.30, in memoria delle due vittime. L’invito è esteso anche tutte le istituzioni culturali e musicali cittadine, chiedendo loro di rispettare per quel giorno un minuto di silenzio prima dell’inizio di ogni rappresentazione e spettacolo.

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Algoritmi: parola magica per meglio speculare

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2016

algoritmoRecentemente i mercati internazionali, sia delle valute che dei titoli, hanno registrato dei capovolgimenti così grandi da suscitare grandi preoccupazioni sulla tenuta dell’intero sistema bancario e finanziario mondiale. Eppure i governi e le autorità preposte, nonostante le loro indubbie preoccupazioni, hanno cercato di far passare tali eventi come ‘fisiologici per il mercato’. Invece, così non è.
Venerdì 7 ottobre, nel giro di meno di 3 minuti, la lira sterlina è crollata del 6% per poi recuperare il 5 % in meno di un ora. Dopo aver raggiunto il minimo assoluto degli ultimi 31 anni, a fine giornata la sterlina registrava una perdita dell’1,6%.
Il crollo è avvenuto alle 7 di mattina sul mercato di Singapore, mentre a Londra ancora si dormiva profondamente e la borsa di Wall Street aveva già chiuso le sue operazioni. E’ stata una pura speculazione, di inaudita pericolosità per l’intero sistema, per niente giustificabile con i possibili effetti della Brexit sull’economia inglese. L’unica spiegazione possibile, ci sembra, è legata al cosiddetto ‘electronic trading’, che avviene quando i computer sono programmati con un algoritmo specifico a fare in automatico operazioni di compravendita ad una velocità straordinaria, oltre ogni immaginabile umana capacità. Algoritmi e computer basati su istruzioni relative all’andamento di certi scenari, come quello della Brexit. Si arriva finanche ad impostare tali algoritmi in rapporto al numero e al tipo di informazioni riportate dai media, a volte addirittura dai social media! L’algoritmo succitato avrebbe ‘letto’ i reportage negativi sulla Brexit come un segnale di vendita della sterlina. Poi, quando la moneta inglese ha cominciato a scendere, altri algoritmi si sono ‘attivati’ nelle stessa direzione. Purtroppo i mercati internazionali dei cambi sono ancora grandemente non regolati. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali gli scambi della coppia dollaro-sterlina rappresentano il 9,2% di tutte le contrattazioni nei mercati dei cambi, che mediamente sono di 5,1 trilioni di dollari al giorno. Negli ultimi tre anni l’‘algorithm trading’ sarebbe aumentato enormemente. Si rammenti che qualche giorno prima, il 30 settembre, le azioni della Deutsche Bank avevano perso il 9% in mattinata e avevano guadagnato il 5,7% a fine giornata. Una cosa inaudita, fuori dal normale andamento. Le nostre critiche alla DB sono note. Qui però si è di fronte ad un colossale attacco speculativo, non facilmente spiegabile. L’anomalo andamento non può essere attribuibile semplicemente alla stratosferica multa comminata dalle autorità americane alla banca tedesca per le sue passate speculazioni con i derivati sui mutui subprime americani. Né la successiva risalita delle sue quotazioni può essere giustificabile con le notizie relative ad una eventuale riduzione della multa in questione. Chi ha comprato le azioni per salvare la banca dal tracollo? E’ una domanda che sorge spontanea. Mario Draghi, governatore della Banca Centrale Europea, nel suo recente discorso ai parlamentari tedeschi del Bundestag, ha detto che la sua politica del tasso di interesse zero, nel 2015 ha fatto risparmiare alla Germania ben 28 miliardi di euro. Sulla base di questo dato si può ipotizzare che negli ultimi anni Berlino abbia pagato meno interessi sul suo debito pubblico per almeno 100 miliardi. La Germania non sembra aver usato tanta ricchezza per sostenere consumi e investimenti in casa propria o nelle regioni europee più deboli e bisognose di un sostegno concreto per il loro rilancio economico. Molto probabilmente il ‘tesoretto’ tedesco è stato accantonato proprio per il salvataggio delle banche che non sono in buona salute! I due recenti avvenimenti finanziari menzionati assumono una gravità eccezionale per le dimensioni e i velocissimi tempi delle operazioni. Essi ci dicono che l’intero sistema economico è esposto più di prima a terremoti di altissima magnitudo. Non sono vicende da lasciare ai mercati o solo alle banche centrali e alle autorità di controllo. Sono questioni squisitamente politiche che, secondo noi, richiedono interventi e decisioni da parte dei governi. Senza indugi, prima che una nuova crisi sistema. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista) (grafico fonte wikipedia)

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Crollo palazzina a Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 24 settembre 2016

crollo-palazzina«Come accaduto qualche mese fa per il palazzo di Lungotevere Flaminio, anche il crollo che si è verificato nella zona di Ponte Milvio pone interrogativi stringenti sullo stato del patrimonio edilizio della città di Roma. Ovviamente spetterà alla magistratura, con il supporto di esperti e tecnici, fare luce sulle cause che hanno portato al cedimento strutturale dell’edificio. Un fatto è certo: in questi casi risulterebbe preziosissima l’analisi del fascicolo di fabbricato, in modo da ricostruire la successione di tutti gli interventi che sono stati realizzati all’interno dello stabile dalla sua costruzione ad oggi. L’abolizione dell’obbligatorietà di tale documento, ancora una volta, si conferma una scelta miope e avventata».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA. «Il fascicolo di fabbricato – spiega Simoncini – si configura come una vera e propria carta d’identità approfondita dello stabile, in cui compaiono le caratteristiche strutturali, manutentive e urbanistiche dello stesso: un punto di riferimento fondamentale per quanti si trovano a intervenire su una determinata struttura. In Italia, purtroppo, si agisce quasi sempre sull’onda emotiva di una tragedia, per poi procedere a svilire i contenuti di un provvedimento deroga dopo deroga. A Roma fu la Giunta Veltroni a introdurre l’obbligatorietà del fascicolo di fabbricato dopo il crollo di un palazzo a via di Vigna Jacobini, ma successive sentenze di Tar e Consiglio di Stato di fatto resero nulla la normativa.
Oggi ci ritroviamo con una serie di leggi regionali, in testa quella del Lazio del 2002, che demandano a ciascun Comune di stabilire l’obbligatorietà del documento, cosa che puntualmente le singole amministrazioni evitano di fare. Alla luce della complessiva fragilità del patrimonio edilizio italiano, non c’è dubbio che un intervento legislativo a livello nazionale dovrebbe obbligare gli enti locali a dotarsi di quanti più strumenti possibili per una conoscenza approfondita di come e quando si è intervenuto su ciascun edificio. Il tutto, ovviamente, unito all’auspicio che tecnici e professionisti si muovano sempre nel solco del rispetto delle leggi e dei codici deontologici, senza avere il profitto come unico punto di riferimento».

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Tenerife: crollo palazzina

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 aprile 2016

tenerifeTenerife. Al momento risulterebbero non ufficialmente due italiani morti, ancora due connazionali feriti e altri due dispersi. Si è trattato di un crollo strutturale di una palazzina dove vivono anche dei pensionati, e che in questi giorni è stata oggetto di lavori di ristrutturazione. Dichiara il senatore Aldo Di Biagio: “Sono vicino ai familiari degli italiani coinvolti alla comunità degli italiani a Tenerife. Sono in costante contatto con le autorità locali. Ci auguriamo che le autorità locali avviino al più presto le indagini.”

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Crollo dei valori o nuovi diritti?

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2015

oropa santuariomarta cartablaSantuario d’Oropa (Biella) Sabato 26 settembre, alle ore 21, sarà ospite della Fondazione “Le Vie della Parola” Marta Cartabia, Vicepresidente della Corte Costituzionale, con la Lectio Magistralis “Crollo dei valori o nuovi diritti? Basta cambiare le leggi per cambiare l’uomo?”.La lectio magistralis tratterà della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Per cogliere le caratteristiche di questa “età dei nuovi diritti”, si partirà dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, proprio perché essa sta diventando un’autorità capace di irradiare i suoi effetti capillarmente in tutto il continente: la fecondazione assistita, il matrimonio omosessuale, sono alcune delle questioni più controverse e dibattute.
L’assolutizzazione e la moltiplicazione dei diritti non sono soltanto due fenomeni casualmente concomitanti, ma sono entrambi espressione di una medesima concezione dell’uomo e del suo vivere sociale. Marta Cartabia, nel 2011, all’età di 48 anni, è stata scelta dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per ricoprire il prestigioso incarico di giudice della Corte Costituzionale, terza donna nella storia e tra i più giovani membri della Consulta di sempre.

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Crollo consumi famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 gennaio 2015

ConsumiDallo scoppio della crisi i consumi delle famiglie sono crollati. Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha elaborato i dati Istat contenuti nell’Annuario statistico italiano, i consumi delle famiglie dal 2008 al 2013 sono letteralmente precipitati. Ad essere maggiormente penalizzate le famiglie numerose. In particolare il crollo record, pari dell’11,63%, è quello dei consumi delle coppie con 3 o più figli, con una riduzione in valore assoluto di 4526,88 euro. Al secondo posto le coppie con 2 figli. I consumi annui per questa tipologia familiare scendono dai 37678,8 del 2008 ai 34691,16 del 2013, con una riduzione percentuale del 7,93% ed una diminuzione in valore assoluto pari a 2987,64 euro. Al terzo posto di questa poco confortante classifica le coppie con 1 figlio, che vedono ridursi i consumi annui dai 35910,36 euro del 2008 ai 33594,36 euro del 2013, con un calo del 6,45%, equivalente a 2316 euro su base annua. Si evidenzia, inoltre, che questi dati sono relativi alla spesa in valore delle famiglie, incorporano cioè sia la dinamica delle quantità che dei prezzi. In termini reali, dunque, il crollo è assai maggiore. “Che le famiglie numerose in Italia siano penalizzate dal sistema fiscale è cosa nota. Ma questi dati dimostrano che dallo scoppio della crisi ad oggi la situazione, invece di migliorare, è decisamente peggiorata. Avere un figlio è sempre più un lusso. Gli stipendi delle coppie che hanno almeno un figlio non bastano più per arrivare a fine del mese ed il crollo dei consumi, dal 2008 al 2013, oscilla tra 2316 a 4527 euro. Un dato che dovrebbe far riflettere” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Università Roma 3:crollo crontrosoffitto a Fisica

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2011

Roma Tre University

Image via Wikipedia

Roma “Quello che è successo oggi nel laboratorio della facoltà di Fisica ha dell’incredibile. Siamo davvero sconvolti per la gravità del fatto ma anche arrabbiati perchè non ci spieghiamo come sia potuto accadere” lo dichiara Diana Fabrizi Senatore Accademico di RomaTre eletta nella lista di Azione Universitaria in merito al crollo del controsoffitto del laboratorio di Fisica avvenuto quest’oggi in seguito a delle infiltrazioni d’acqua. “Questo episodio è l’esempio concreto di quello che Azione Universitaria denuncia da anni – continua la nota. Quando ci indignavamo per la mala gestione dei fondi, per la poca attenzione destinata ai servizi per gli studenti e per gli sprechi condotti dall’amministrazione dell’Ateneo, vedi l’ormai famigernato Agrumeto, venivamo descritti come visionari, oggi che si poteva sfiorare la tragedia, siamo sempre più convinti che avevamo ragione. Se i fondi destinati agli atenei fossero stati utilizzati realmente per la manutenzione e la ristrutturazione delle strutture universitari oggi staremmo parlando di centri all’avanguardia e non di controsoffitti crollati”. “Siamo certi che ora più di qualcuno darà la colpa ai tanto paventati tagli del Governo alle Università. Noi invece – conclude la Fabrizi – continuiamo a dire chè è la lotta agli sprechi la vera battaglia e da parte nostra, pur non accusando nessuno, abbiamo il dovere di chiedere le dovute spiegazioni al Preside della Facoltà e al Rettore Fabiani, perchè non possiamo credere che un solo giorno di pioggia comprometta la stabilità delle nostre aule. Ci auguriamo che da ora in avanti, anche grazie alla razionalizzazione dei fondi, ai maggiori controlli e alla spinta anti baronati che la Riforma Gelmini ha messo in atto, non si ripeta più un episodio come quello di oggi. Nessuno di noi può nè deve pensare di non essere al sicuro nel proprio Ateneo”

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Crollo sondaggi per il governo e leadership

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

Non sono incoraggianti per il Governo i dati che emergono dall’ultimo sondaggio Ipr Marketing. Stando alle rilevazioni, infatti, la fiducia nel premier Silvio Berlusconi risulta franata al 29%. Un crollo tangibile e costante che si accompagna al basso gradimento dell’intera coalizione di governo Pdl – Lega Nord, ormai ferma al 39%, superata nei numeri dell’ipotetica alleanza di centrosinistra Pd – Sel – IdV-Psi e Radicali, salita al 42.5 %. Buona si dimostra l’attenzione verso il Terzo Polo che si attesta sul 13,5 % e nei confronti del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al 2.5 %. Sulle percentuali emerse dall’analisi è intervenuto Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti: “Gli ultimi sondaggi danno il Cavaliere in calo netto per il popolo italiano. Le elezioni amministrative a Milano e Napoli prima e il referendum poi hanno testimoniato la volontà popolare di cambiare registro. Ha ragione Di Pietro quando afferma che non sono stati i partiti a vincere bensì il popolo perché, osserviamo ormai da giorni, c’è una forte voglia di rinnovamento dopo 17 anni di governo Berlusconi. Un bisogno di superare questa visione liberista della società nella quale meno gente è più ricca e sempre più italiani sono ancora più poveri. La maggior parte dei cittadini si è impoverita e a loro discapito, i pochissimi privilegiati si sono arricchiti e sono diventati ultramiliardari. Ogni giorno – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – leggiamo sui giornali di evasioni fiscali compiute da persone abbienti, ricchi che evadono le tasse e ingannano lo stato con le loro frodi. Dopo anni spesi a porci il problema di come tornare ad appropriarci della gestione democratica della vita di questo paese, oggi i segnali sono chiari”. L’intesa, sempre meno efficace, tra il Pdl e il Carroccio, e la maggiore diffidenza nei confronti di Silvio Berlusconi, emergono nelle rilevazioni e dalle urne. Soltanto a gennaio scorso il Premier aveva un apprezzamento al 40%, oltre dieci punti più alto rispetto ad oggi, a risentirne è anche l’Esecutivo, gradito unicamente al 23% degli interpellati. Un momento apparentemente propizio per l’attuale opposizione, che però non riesce a gioirne pienamente, data la mancanza di coesione e di un programma di alternativa.

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Le insolvenze aziendali nel mondo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 dicembre 2010

La Compagnia di assicurazione crediti Euler Hermes, ha presentato i risultati dello studio sulle Insolvenze aziendali, dai quali emerge che la ripresa economica mondiale proseguirà anche nel 2012. Secondo l’analisi, il 2011 avrà un andamento eterogeneo in funzione delle aree geografiche e, nell’insieme, procederà più a rilento.  Dopo aver registrato un +4% nel 2010, la crescita mondiale dovrebbe calare al 3% nel 2011, per poi riportarsi al 3,3% nel 2012. Il commercio mondiale dovrebbe aumentare dell’8% circa, sia nel 2011 che nel 2012, dopo essere riuscito a compensare nel 2010 il crollo registrato nel 2009. Nel nuovo anno si prevede che i Paesi dell’OCSE registreranno un rallentamento delle attività economiche più marcato che nei Paesi emergenti. “La ripresa mondiale vede una  “zona euro” tuttora perdente, con un livello del PIL che, solo alla fine del 2012, si riporterà sui valori del 2008, grazie soprattutto agli sforzi di consolidamento del bilancio” sottolinea Wilfried Verstraete, Presidente del Direttorio di Euler Hermes.  E’ in questo contesto che dovrebbe proseguire, anche nel 2011, il rallentamento delle insolvenze aziendali nel mondo (-4% nel 2010), che si attesteranno ad un -5%. Tuttavia, anche l’anno prossimo il loro livello resterà elevato. La ripresa economica mondiale, avviata nella primavera del 2009, si è andata confermando nel corso dei mesi : il PIL mondiale è cresciuto negli ultimi sei trimestri e la maggior parte degli indicatori mondiali (produzione industriale, commercio internazionale, etc.) hanno compiuto un deciso balzo in avanti.                    Hermes, la crescita della regione asiatica dovrebbe rallentare di oltre 1 punto del PIL, attestandosi al 7%, contro un 8,5% nel 2010, procedendo allo stesso ritmo della Cina (8,8% previsto nel 2011 e 2012, dopo un 10% nel 2010). Le prospettive per il 2012 sono sempre favorevoli: +7,4% per l’intera area. Nell’insieme,  Euler Hermes considera che, dopo essere cresciuta del 4% nel 2010, l’economia mondiale segnerà un incremento moderato (+3,0%) nel 2011, per poi accelerare nel 2012 (+3,3%). La battuta d’arresto del 2011 dovrebbe essere più marcata nei Paesi OCSE, mentre il commercio mondiale avrà un andamento grosso modo parallelo, passando da una crescita in volume del 14% nel 2010 a un +8% nel 2011 e un +9% nel 2012.
Dopo aver registrato un +1,7% nel 2010, la zona euro dovrebbe crescere dell’1,3% nel 2011 e dell’ 1,5% nel 2012. L’entità così modesta della crescita è la conseguenza del persistere di una domanda debole, influenzata, in particolare, da una disoccupazione che è aumentata ovunque tranne che in Germania, dalla moderazione salariale e da misure di austerity nei bilanci annunciate da molti Paesi che resteranno in vigore fino al 2013-2014: 100 miliardi di euro di tagli per la Francia, 80 per la Germania. “Questi piani di risanamento rappresentano un grosso sforzo per tutte le economie, tuttavia l’austerity imposta si annuncia proporzionalmente più aspra nei Paesi che hanno beneficiato meno della ripresa, come l’Irlanda e la Grecia.”, sottolinea Karine Berger, Direttrice Mercati e Marketing e Chief Economist di Euler Hermes. La progressiva ripresa dell’economia mondiale, quantunque meno decisa nel 2011, dovrebbe favorire un calo delle insolvenze (-5% nel 2011) in un numero maggiore di Paesi, ma non basterà comunque a compensare le cifre record del 2008 e 2009.

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Il nuovo crollo a Pompei

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

Un nuovo crollo a Pompei: questa volta a sbriciolarsi è un muro della Domus del Moralista, già parzialmente danneggiata lo scorso 6 novembre per il crollo della Schola Armatorum.
“E’ la prova dell’incompetenza con cui è stata affrontata la situazione in cui versa Pompei dal ministro Bondi e da questo Governo”, afferma Tsao Cevoli, presidente dell’Associazione Nazionale Archeologi.” A Pompei” continua Cevoli “ la situazione è più che grave: è tutto il fronte settentrionale di via dell’Abbondanza a rischiare. Ci risultano distacchi parziali di affreschi anche da altri edifici”. Dopo il crollo del 6 novembre l’area della Domus dei Gladiatori è stata solamente recintata, nulla è stato messo in sicurezza in vista di restauri e la Commissione di super esperti voluta da Bondi per salvare Pompei non ha fatto niente di niente.” Il ministro che due anni fa ha commissariato la Soprintendenza  di Pompei  invocando una presunta emergenza che non c’era ”sostiene Cevoli ” dopo due anni di errori si rivela incapace di affrontare la vera emergenza che oggi c’è davvero”. Conclude Cevoli “E’ per questo che L’Associazione Nazionale Archeologi si è già  appellata al presidente Napolitano lo scorso 25 novembre , e proprio oggi ha presentato alla stampa la campagna “Abbracciamo la cultura”, voluta da una coalizione di associazioni di volontariato e di operatori del settore, per denunciare le mancanze nella salvaguardia del patrimonio culturale italiano.”

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Risorse ed edilizia scolastica

Posted by fidest press agency su domenica, 12 settembre 2010

“La consegna del Liceo di Sangano dedicato alla memoria di Vito Scafidi è l’occasione per chiedere al Governo risorse vere e urgenti per un piano nazionale dell’Edilizia scolastica insieme alla deroga al patto di stabilità per consentirci di fare investimenti e pagare le imprese.”  Così ha dichiarato il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta inaugurando oggi il nuovo liceo delle scienze umane di Sangano intitolato allo studente tragicamente scomparso nel crollo del soffitto al liceo Darwin di Rivoli nel 2008.
Il nuovo istituto di Sangano è all’avanguardia, progettato dai funzionari provinciali secondo criteri legati alla sostenibilità ambientale, ottimizzando tutti gli aspetti indispensabili allo svolgimento delle attività didattiche (acustica, illuminazione naturale-artificiale, confort termico e risparmio energetico) e utilizzando materiali naturali, riciclabili ed ecocompatibili.  Alla consegna delle chiavi alla dirigente scolastica Luisa Mattiuzzo erano presenti, insieme ai genitori di Vito Scafidi, l’assessore provinciale all’Istruzione Umberto D’Ottavio, l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Francesco De Sanctis e il Sindaco di Sangano.  “Questa – ha dichiarato l’assessore D’Ottavio – è la più bella scuola della provincia. Tutte le scuole dovrebbero essere così, progettate in funzione della sicurezza e del benessere degli studenti. Ma servono le risorse. La Provincia ha in carico 163 edifici, il 73% dei quali ricevuti dai Comuni;  edifici vecchi per la cui manutenzione servono molte risorse. Noi continuiamo a lavorare per metterli in sicurezza con fondi il più possibile dell’amministrazione provinciale e, quando necessario, con il sostegno di altri enti. Ma occorrono più soldi e un Piano nazionale dell’edilizia scolastica. Il nostro obiettivo primario rimane la sicurezza come chiede la madre di Vito al quale è stata intitolata questa bella scuola.”

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