Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘cronaca’

La verità storica ovvero, per dirla con Terenzio “veritas odium parit”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 novembre 2019

Più volte abbiamo ripreso i dibattiti politici che hanno riguardato fatti storici recenti e gli stessi personaggi che sono stati protagonisti in Italia come Togliatti e De Gasperi, nel nostro secondo dopoguerra mondiale o quelli che in qualche modo li hanno preceduti da Gramsci a Matteotti e, per dirla alla grande, da Hitler a Mussolini e a Stalin.Dovremmo incominciare a pensare alle foibe di destra e di sinistra diventate il frutto degenere del rispetivo odio e che, per la loro stessa natura, meritano un giudizio complessivo molto severo perché a restarne sconfitto è l’essere umano, la sua dignità, la sua intelligenza se deve piegarsi alla violenza e al sopruso esercitato da un suo simile, chiunque e per qualsivoglia ragione lo faccia. Non vi à ragione che tenga, per legittimare tutto ciò, e vorremmo che i politici imparassero a considerare la violenza senza associarla, per giustificarla o criticarla, al colore della pelle politica. Questa visione oggi ci richiama con più frequenza quanto sta accadendo nel mondo che non è fatto solo di “guerre dichiarate” o diventate di “fatto” o “civili” o “rivoluzionare” che a dir sivoglia ma di manifestazioni di piazza “oceaniche” dove il malcontento serpeggia e talvolta sfocia in violenze che procurano morti e feriti.
Oggi non è necessario avere un dittatore nel senso classico e storico della parola, ma è sufficiente un governo con il paraocchi e una classe politica dove prevalgono le consorterie corporative nel ricercare il potere fine a se stesso e che generano malgoverno, interessi partigiani e sfruttamento dei più deboli. E il concetto è destinato ad affinarsi con l’arma mediatica capace di scatenare passioni, distogliere interessi legittimi, aspettative a lungo sbandierate dagli imbonitori di turno e che alla fine si fanno ricadere sugli avversari con le armi più insidiose della calunnia, del sospetto e del discredito. Da qui sino al punto di farci seriamente dubitare degli attuali modelli di governance esistenti nelle cosiddette democrazie compiute. (Riccardo Alfonso)

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Storia di ieri e cronaca di oggi: La Dichiarazione Balfour

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Se gli antisemiti capissero che fu proprio il loro odio ad accendere la scintilla del sionismo incomincerebbero forse ad aprire gli occhi e a capire che le infamità portate avanti nel corso dei secoli nei confronti del popolo ebraico sono servite solamente, i conti con la storia vera e non quella di comodo o da ignoranti parlano chiaro, a rafforzare l’ideale di emancipazione di un popolo in parte sradicato dalla sua terra. Sì, in parte, perché nonostante quello che continua ad urlare ai quattro venti la propaganda araba, la presenza ebraica nella regione c’è sempre stata e in alcune zone, Gerusalemme compresa, gli ebrei sono stati per molto tempo la maggioranza. Per parlare della dichiarazione Balfour, questo è il tema dell’articolo, bisogna però fare dei passi indietro nel tempo e arrivare a Parigi il 13 ottobre del 1894 quando il capitano Alfred Dreyfus, un eroe dal quale sia il nostro sito che la nostra pagina Facebook prendono il nome, fu ingiustamente accusato di tradimento. Ufficiale di artiglieria ebreo con origini alsaziane assegnato allo Stato Maggiore dell’esercito francese, Alfred Dreyfus fu accusato di spionaggio a favore dell’Impero Tedesco e arrestato. Il processo si tenne in corte marziale tra il 19 e il 22 dicembre, e anche se fu celebrato a porte chiuse la puzza di antisemitismo filtrò fra gli stipiti di quelle porte andando a interessare diverse redazioni dei giornali dell’epoca che scrissero molto sul caso creando un clima di odio dilagante che non solo serviva a condannare Dreyfus, ma anche per accusare l’intera comunità ebraica francese. A seguire quel processo c’era però anche Theodor Herzl che era il corrispondente da Parigi del giornale Neue Freie Presse che ebbe così modo di seguire l’affare Dreyfus e capire quanto l’odio per gli ebrei fosse radicato nella società europea. Proprio perché seguì il processo antisemita per antonomasia Theodor Herzl, che non era un ebreo religioso ma laico e abbastanza assimilato nella cultura e nella società dell’epoca, capì che l’unica via d’uscita da una situazione insostenibile, e i campi di sterminio erano ancora lontani nel tempo, era la creazione di uno Stato degli Ebrei che garantisse la difesa e la sicurezza di un popolo da duemila anni ‘ospite’ mai gradito. Der Judenstaat (Lo stato Ebraico), il saggio che scrisse dopo quella esperienza e sul quale si basa l’idea stessa del movimento sionistico fu pubblicato nel 1896 e appoggiava l’idea che si creasse uno stato ebraico che sottraesse gli Ebrei alle persecuzioni antisemite.Il sionismo, o ritorno a Sion, nome biblico della terra di Israele, nasce dunque come risposta politica e culturale a una delle più famose infamità antisemite. I pogrom zaristi del’800 e dei primi del ‘900 convinsero sempre di più gli ebrei a trasferirsi in quello che all’epoca era un territorio completamente abbandonato, paludoso e riscattato a carissimo prezzo dai proprietari terrieri per bonificarlo con sacrifici che sono entrati nell’epopea della storia ebraica. La dichiarazione Balfour del 2 novembre 1917, di seguito riportata, altro non è che la presa di coscienza di una situazione di fatto già attiva sul territorio.

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Omicidi e dintorni: dalla cronaca alla scienza

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Milano Venerdì 20 settembre l’Aula Magna dell’Università (via Festa del Perdono 7) ospiterà il convegno “Omicidi e Dintorni”. Gli organizzatori, la prof.ssa Isabella Merzagora e il prof. Umberto Genovese dell’Istituto di Medicina Legale, affronteranno un dibattito sugli avvenimenti di cronaca nera che negli ultimi anni hanno scosso e spesso diviso l’opinione pubblica italiana, insieme a giudici, avvocati, Forze dell’Ordine, giornalisti e scrittori nonché esperti di medicina legale e criminologia in un perfetto “cocktail” tra cronaca e scienza. “Questo evento è solo il primo appuntamento di una lunga serie di incontri su diversi temi d’attualità che hanno visto il contributo della medicina legale e della criminologia. Il nostro obiettivo è quello di avvicinare sempre di più il grande pubblico e soprattutto i giovani, alla nostra professione, raccontandone i retroscena attraverso i grandi casi di cronaca del passato”, commenta il prof. Umberto Genovese. “L’idea di un convegno sul crimine è nato proprio leggendo le storie vere o romanzate della cronaca milanese e italiana. Il nostro paese è stato protagonista di crimini efferati in cui il ruolo del criminologo ha avuto un’importanza fondamentale a livello scientifico, ma il racconto e l’analisi del momento storico e delle indagini sono stati altrettanto essenziali” dichiara la professoressa Merzagora. L’evento è patrocinato da SIMLA (Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni) e da SIC (Società Italiana di Criminologia) ed è aperto al pubblico, per partecipare è necessaria l’iscrizione al sito responsabilitasanitaria.it.

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Quando la cronaca si fa storia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 agosto 2019

Da 55 anni faccio il cronista e in questa veste mi è capitato di essere testimone di rivolte e ho raccolto le testimonianze dei sopravvissuti. Mi capita ora di leggere sui libri di storia eventi che ho vissuto ora in presa diretta ed ora desunta da accadimenti che hanno fatto parte, nel bene e nel male, del mio tempo o giù di lì. Poteva essere quanto accaduto a mio padre che si è visto catapultato in due guerre mondiali da militare di carriera. Ricordo che mi parlava della vita di trincea nella prima guerra mondiale e nella successiva dello sbarco a Durazzo con il suo reggimento in Albania per poi raggiungere Elbassan. Lo faceva tralasciando gli aspetti più cruenti considerato che il racconto era diretto ad un bambino di otto anni. In seguito, da me sollecitato, mi spiegò molte altre cose, di quelle che non si trovano nei libri di storia e che cercai d’approfondire con altre letture e dalla visione film che riportavano, sia pure romanzate, le fasi più cruciali di guerre terribili. Se ora mi soffermo ad evidenziare tali circostanze lo faccio per informare chi non ha avuto modo, per sua fortuna o per ragioni anagrafiche o perché vive in un paese che non ha conosciuto la guerra come la Svizzera, di conoscere il lato oscuro dell’essere umano, la sua barbarie ma anche la testimonianza di chi riusciva a riscattare l’altra faccia, quella del bene e della solidarietà nel momento che si affrontavano grandi sofferenze e rinunce proprie e altrui.
Durante l’ultima guerra mondiale ho sofferto la fame ed ero con mia madre e mia nonna inferma a letto mentre mio padre era sul fronte. Posso capire i giovanissimi che si trovano nelle mie stesse condizioni di allora anche se presumo siano in condizioni di gran lunga peggiori. Perché la guerra tende a fare più vittime civili che fra i militari, essendo combattuta tra le strade delle piccole e grandi città, nelle case e nei cortili e con armi sempre più sofisticate e laceranti.
Ho pensato di riprodurre ampi stralci dei miei racconti sulla guerra, dei motivi che l’hanno originata per portare, sia pure nel mio piccolo, una testimonianza di ciò che significa essere sotto un bombardamento, tra le case sventrate e i morti nelle strade e i feriti che con un filo di voce si lamentano e altri che gridano per attirare l’attenzione dei pochi soccorritori. Uno scenario apocalittico dipeso dalla follia di un uomo e dei suoi accoliti, per sete di potere e fame di gloria. Di gloria? Si proprio così. E’ l’aspetto più folle di tutto questo scenario degli orrori. (Riccardo Alfonso)

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Cronaca Lombardia a Nazionale: Treni o carri bestiame?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

Il Regionale veloce di Trenitalia 1692 da Imperia Centrale a Milano Centrale, già a Genova si presentava pieno oltre ogni limite e capacità.Caldo, assenza di aria condizionata, passeggeri stipati come bestiame per terra e tra le carrozze, nessuna assistenza ai viaggiatori.Codacons: “Vergognoso trattamento dei passeggeri da parte di Trenitalia, neanche nel terzo mondo sarebbe considerato ammissibile. Presenteremo una diffida contra Trenitalia chiedendo i rimborsi dei biglietti e presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica. Con il treno in quelle condizioni il pericolo di cadute e sinistri potenziali è enorme, messa in pericolo la salute pubblica.” (n.r. Possibile che non ci rendiamo conto del disastro che stiamo provocando con la nostra idea di diventare famosi con le nostre opere faraoniche mentre permettiamo a migliaia di persone di ritornare agli anni postbellici. Non dimentichiamo i pendolari che devono raggiungere, per lavoro, le metropoli o gli avventurosi viaggi in treno per raggiungere la Sicilia e via di questo passo.)

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Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 aprile 2019

Martedì 23 aprile 2019, alle ore 17.30, a Monasterace (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, verrà celebrata la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore con una conversazione di grande respiro sul tema Cultura e turismo – Il Sud che si salva da solo. La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nata nel 1996 sotto l’egida dell’Unesco, ha la finalità di promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la tutela del copyright.
Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore del Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon; Florindo Rubbettino, editore; Massimiliano Capalbo, imprenditore e scrittore e Aristide Bava, giornalista.
Il tema scelto – come precisa la dottoressa Rossella Agostino – partendo dalle pubblicazioni di Capalbo edite da Rubbettino Editore vuole riproporre il tema del potenziamento di afflussi turistici nel territorio calabrese, in particolare nel versante ionico meridionale. Un tema centrale – conclude l’Agostino – per la valorizzazione del patrimonio culturale.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cooperativa Vivikaulon, Servizi aggiuntivi del museo archeologico di Kaulon.
Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon è afferente al Polo museale della Calabria guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

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Dal carcere alla speranza con la Società di San Vincenzo De Paoli

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

conferenza univ. europeaE’ stato presentato in una conferenza all’Università Europea di Roma il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, concorso letterario riservato ai reclusi delle carceri italiane, organizzato dalla Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con il Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.
L’incontro, sul tema “Il carcere e la speranza: un percorso di vita nuova”, ha messo in evidenza il valore dell’accompagnamento e dell’accoglienza delle persone che hanno vissuto l’esperienza della detenzione.Attraverso le testimonianze del Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico, e del delegato nazionale carceri Claudio Messina, è stato presentato l’operato dell’Associazione, diffusa in tutto il mondo, che ha scopo principale quello di aiutare le persone più sfortunate: i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, chiunque si trovi in difficoltà. E tra questi ci sono i detenuti. “I volontari della Società di San Vincenzo De Paoli – ha sottolineato il Presidente Gianfico – non si preoccupano soltanto di visitare i detenuti ed offrire loro un aiuto per ritrovare un giusto ruolo nella società, perché si fanno anche promotori di un impegno nella ricerca della riconciliazione tra vittime e colpevoli. Dove alla violenza si risponde con il perdono, là anche il cuore di chi ha sbagliato può essere riappacificato”. E questo incontro tra perdono ricercato, perdono offerto e perdono ricevuto è la miglior garanzia che chi ha raggiunto la consapevolezza del proprio errore, che non vi ricadrà in futuro.
“Perché la vera libertà – ha osservato Claudio Messina – è quella che si ottiene dentro di sè, indipendentemente dalle sbarre di una cella”. Si può essere “liberi dentro” e vivere responsabilmente il carcere, come si può continuare a vivere come “prigionieri in libertà”, incapaci di reinserirsi nella società, se non si è portato a termine un processo di riconciliazione con se stessi e con gli altri. “E’ per questo – prosegue il volontario – che è indispensabile coinvolgere i detenuti in attività formative accompagnate e supportate da una rete di volontari ed esperti. Dove questo viene applicato si può assistere ad una sensibile riduzione del tasso di recidiva nei reati”. Un approccio positivo, quindi, dove non è solo importante la detenzione, ma l’inclusione ed il reinserimento. E il Premio Carlo Castelli per la solidarietà, nella sua formula che prevede un doppio riconoscimento in denaro per le opere vincitrici, si è rivelato un valido strumento per trasformare il detenuto stesso in un testimone di legalità. E’ lo stesso autore infatti, a dover decidere a quale associazione od opera di beneficenza destinare l’altra parte del premio. Chi ha sbagliato ha così la possibilità, facendo del bene, di riscattarsi almeno parzialmente. Nel suo intervento Carlo Climati, Direttore del Laboratorio “Non sei un nemico!” ha ricordato: “Ogni essere umano ha un valore. Incontrarlo e ascoltarlo significa aprire il proprio cuore a una comunicazione autentica, alimentata da un sereno dialogo. Ma per fare questo bisogna, prima di tutto, vincere la non-cultura del pregiudizio. È quella sensazione che ci spinge a non comunicare con gli altri perché, dentro di noi, li abbiamo già giudicati, catalogati, scartati, messi da parte”.”Il pregiudizio è una cosa terribile perché, come dice la parola stessa, è un giudizio dato prima. Prima di conoscersi realmente, di abbracciarsi e guardarsi negli occhi. Questo, purtroppo, può accadere anche quando incontriamo le persone che hanno vissuto l’esperienza del carcere e che cercano di cominciare una nuova vita. Vincere i pregiudizi significa ritrovare la nostra più autentica natura di esseri umani, pronti all’accoglienza e al dialogo con tutti”, ha spiegato Carlo Climati.Durante l’incontro è stata presentata anche la coinvolgente testimonianza di Roberto Giannoni che, dopo aver conosciuto il carcere da innocente, vittima di un errore giudiziario, ha scoperto la bellezza del volontariato ed ora presta servizio nelle carceri con la Società di San Vincenzo De Paoli, dimostrando così che anche dal male può nascere il bene.I volontari della San Vincenzo ringraziano l’Università Europea di Roma e Padre Gonzalo Monzon LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università, per l’accoglienza ed il supporto all’iniziativa.La Società di San Vincenzo De Paoli con 850.000 soci e 1.500.000 di volontari in 155 Paesi del mondo, una rappresentanza presso le Organizzazione delle Nazioni Unite di Ginevra, fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam, allora studente universitario, cattolica ma laica, la Società di San Vincenzo De Paoli è una delle associazioni più vaste e radicate sul territorio. Il suo carisma si esprime con la visita a domicilio – e dunque anche in carcere – delle persone in difficoltà. (foto copyright università europea)

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Libro “Mirella Gregori: Cronaca di una scomparsa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

Pomezia domenica 9 dicembre 2018, alle ore 17.00, presso la libreria “Odradek” (via Roma 43), l’Associazione Culturale Tyrrhenum organizza la presentazione del libro “Mirella Gregori. Cronaca di una scomparsa”. Interverranno l’autore, il giornalista Mauro Valentini, e la signora Maria Antonietta Gregori, la sorella della giovane scomparsa, in circostanze purtroppo ancora misteriose, il 7 maggio del 1983. Il libro ha il patrocinio di Penelope Italia, Associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse onlus.

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In Italia ci vuole un “dittatore?” Quando la storia si fa cronaca

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

Il DittatoreScrivevo nel mio libro “Il dittatore”, alcuni anni fa, che questa figura, nell’antica Roma era rappresentata dalla presenza di un magistrato che assumeva la pienezza dei poteri civili e militari. Successivamente, nel risorgimento italiano, tale parola si collegò al capo democratico al quale si attribuivano, sia pure per un breve periodo, tutti i poteri per facilitare il passaggio da un vecchio regime al nuovo fondato sulla libertà, l’indipendenza e l’unità. Dunque nell’accezione da me indicata niente lascia prefigurare un personaggio avvolto dal mito della violenza e della sopraffazione, ma, semmai, un uomo saggio, carismatico e rispettato da tutti che si caricava di un onere pubblico nell’interesse comune. Cercai, subito dopo, d’essere confortato da qualche esempio ricorrendo ai due nomi più vicini al mio tempo: Benito Mussolini e Giulio Andreotti. Entrambi ebbero il sostegno elettorale, ma non si somigliarono di certo dal punto di vista dell’azione politica. Mussolini, infatti, trasbordò nel potere assoluto negando il valore della libertà e della democrazia mentre Andreotti restò nel sistema, lo assecondò e ne subì i rigori. Ciò, non di meno, esercitò un potere quasi autoritario ma con discrezione, praticamente in punta di piedi. Siamo poi passati, in ordine di tempo, a Silvio Berlusconi. Personaggio controverso, catapultato in politica più per necessità, per sostenere le sue aziende, che per convinzione e che in questi giorni ritorna agli onori della cronaca politica ma tenendosi stretto lo stesso “vizietto” di sottofondo. A questo punto possiamo meglio definire l’identikit di tutti e tre. L’ascesa al potere del primo fu favorita dal timore che il virus del comunismo potesse diffondersi in Italia minando gli interessi del mondo industriale vigente. Il secondo doveva fungere da garante per tutelare la tenuta dell’Italia nell’area occidentale dovendo competere con il più forte partito comunista fuori dalla cortina di ferro. Questo spiega la necessità di stabilire rapporti anche con i mafiosi pur di trovare anticomunisti sia convinti sia prezzolati. E Silvio Berlusconi? Anche lui fu avvantaggiato dalle apprensioni di una certa classe sociale timorosa che partiti troppo inclini a sinistra potessero alterare gli equilibri dei potentati nazionali che dovevano, tra l’altro, essere gestiti in famiglia e lontani dagli occhi indiscreti delle luci della ribalta. Tutto ciò ha avuto un prezzo. Lo Stato si è inventato lavori inesistenti e che chiamiamo ammortizzatori sociali e che oggi, questi eccessi compresi i finanziamenti alle imprese a fondo perduto e le ruberie di varia natura, sono fatalmente giunti al pettine con un debito pubblico da capogiro. Ora ci vorrebbe un altro dittatore, ma di tutt’altra pasta, diciamo in chiave risorgimentale, carismatico e fondamentalmente democratico e consapevole che il suo compito è di breve durata e che la sua mission è solo quella di dover traghettare il paese verso le riforme strutturali e per tenere un nuovo rapporto di convivenza civile e al tempo stesso mettendo un freno alle diverse corporazioni e lobby che oggi tiranneggiano il paese e lo paralizzano con i loro veti incrociati. Per un attimo abbiamo pensato a Matteo Renzi ma abbiamo dovuto ricrederci anche se la sua ombra continua ad aleggiare preoccupante sulla scena politica italiana. (Riccardo Alfonso direttore dei centri studi sociali e politici della Fidest)

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Dalla preistoria alla storia e alla cronaca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

mondo-multi-polareGli eventi che hanno cadenzato il passo della storia sono partiti da una memoria orale, dalla mitologia, da vaghe scritture fatte più di simboli che di lettere per poi passare ad una narrazione episodica e letteraria ed infine alla trattazione scientifica e globale degli eventi fondamentali della vita degli esseri umani. Man mano che questo livello d’informazione si rendeva più preciso e si approfondiva con il supporto di elementi tecnici e tecnologici abbiamo avuto la possibilità di valutare gli eventi con il massimo possibile di approssimazione alla realtà. Questo discorso oggi lo poniamo mentre stiamo assistendo da cronisti ciò che i posteri tra una decina di lustri potranno dire di noi e ci chiediamo se essi sapranno sgrossare le tante coperture surrettizie che abbiamo creato per andare dritti al nocciolo della questione. E se oggi volessimo fare storia, di questa cronaca, potremmo forse dire le stesse cose che lo storico pronuncerebbe tra 50 anni? Probabilmente No. Il perché è facilmente intuibile. Siamo troppo versati a curare il particolare, a dare una versione edulcorata alle circostanze che più ci stanno a cuore e ad esternalizzare con severità ciò che meno ci aggrada. Forse i nostri figli e nipoti di oggi potranno permettersi di fare questo salto di mezzo secolo e ritrovarsi tra le mani una storia che essi hanno vissuto da spettatori, così come accade oggi agli anziani che da giovanissimi si sono trovati nel bel mezzo di una grande guerra mondiale. E’ un discorso che non facciamo a caso. Conoscere la storia contemporanea, diciamo degli ultimi 50-100 anni, è una buona cosa soprattutto per i politici dei nostri giorni. Potrebbero evitare dei grossolani errori o incappare in giudizi storici troppo affrettati. Un tempo vi erano le scuole di partito volte all’indottrinamento ideologico dei funzionari che formavano l’ossatura dei rispettivi movimenti politici. Fungevano da “guardiani” dell’ortodossia. Oggi potremmo riesumarli, ma cambiando la logica dell’indottrinamento per quella della conoscenza per quanto sia possibile obiettiva e critica su fatti e circostanze del nostro immediato passato e che a tutt’oggi vi riverbera la sua lunga ombra. Forse potremmo diventare più saggi e comprendere meglio la cronaca politica di questi giorni. Forse potremmo evitare qualche errore di troppo. Chissà. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Un breve excursus della cronaca che si fa storia

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

vaticanoRoma. All’origine della storia gli unici elementi disponibili erano le “iscrizioni” murali in parte andate distrutte dal tempo ed altre, rimaste impresse, grazie alla particolare materia utilizzata che ha meglio conservato il graffito sino a noi. Nella Roma antica erano i Pontefici a tenere una sorta di “Registro degli avvenimenti politici importanti.” Ancor prima i greci si servirono dei “logografi” delle città joniche che ebbero la costanza di raccogliere informazioni di ogni genere del loro tempo e di quelli precedenti. Il materiale a loro disposizione non si limitava alla sola registrazione scritta, ma anche alla tradizione orale e sullo studio del mondo a loro immediatamente circostante. Il loro racconto (logos) fu raccolto dai contemporanei i quali tradussero in prosa la memoria popolare. Potremmo anche dire che è stata una prima manifestazione di “storia orale”. Dal Medio Evo sino al Rinascimento si pose mano alla cronaca sugli avvenimenti correnti e lo dobbiamo a varie fonti: la storia del convento, le testimonianze dei contemporanei, le collezioni di documenti e da altre fonti sia laiche sia confessionali. Ma la vera svolta storiografica la riscontriamo con Ludovico Muratori considerato il vero padre della storia critica in Italia. Dopo di lui si passò ad una vera e propria rivoluzione nella scienza storica. Essa, per l’appunto, divenne una scienza con l’affinamento del suo meccanismo di ricerca e con il recupero sistematico di quella parte del passato che era stata perduta nella fase episodica, religiosa, letteraria e retorica. Si è rotta la dicotomia tra storia dei fatti e storia delle idee. Siamo ora giunti alla storia raccontata quasi si trattasse di una autobiografia come quella dei diplomatici, dei nunzi apostolici della Chiesa di Roma o dei capi di Stato e di governo che hanno steso le loro memorie dando della storia vissuta una loro particolare visione. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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Dalla cronaca alla storia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

dalla cronaca alla storia(Storia moderna Vol. 1) (Italian Edition) Kindle Edition. Scrive l’autore: “Questa raccolta di articoli, racchiude un breve tempo, e precisamente, dal 2009 al 2013. Li presento in ordine alfabetico. Sono le schegge della mia vita. Sono stati scritti, per lo più, sotto l’effetto di un evento o anche dopo una lunga riflessione su fatti e accadimenti che mi parvero, nel momento in cui si posero alla mia attenzione, poco rilevanti. Al più una curiosità. Vi è, inoltre, un tema di cui sono stato, in concreto da sempre, molto sensibile e che per ovvie ragioni ha toccato più campi della conoscenza. Ha ruotato intorno a due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere. Non ho accettato, in altri termini, che si potesse esaltare il diritto alla vita e una volta acquisito l’essere umano fosse stato abbandonato a se stesso. E’ rimasto povero e condizionato dalla povertà della sua famiglia, dall’ambiente in cui vive, da una cultura tutta improntata sull’idea che occorre accettare la propria condizione sociale e rassegnarsi a subirla, nell’arco di tutta la propria esistenza, lunga o breve che fosse”. (foto: dalla cronaca alla storia)

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“Diritto di cronaca e tutela della persona”

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

università per stranieri di perugiaPerugia mercoledì 8 Febbraio 2017, con inizio alle ore 17.30 “Diritto di cronaca e tutela della persona” presso la Sala Goldoniana di Palazzo Gallenga dell’Università per gli Stranieri di Perugia. E’ il tema di un dibattito in programma al quale vi prenderanno parte Fausto Cardella, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Roberto Conticelli, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e Giovanni Paciullo, Magnifico Rettore dell’Università per gli Stranieri di Perugia.
Il confronto valuterà il bilanciamento tra il diritto all’informazione e la tutela della persona nei vari profili di rilevanza: identità personale, privacy e immagine. L’incontro è organizzato dall’ Associazione “L’Una e L’Altra” di Perugia e si colloca all’interno di un nutrito programma culturale della nuova libreria di via Ulisse Rocchi diretta da Alberto Mori.

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Dalla cronaca alla storia

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

Dalla cronaca alla storiadi Riccardo Alfonso. Questa raccolta di articoli, racchiude un breve tempo, e precisamente, dal 2009 al 2013. Li presento in ordine alfabetico. Sono le schegge della mia vita. Sono stati scritti, per lo più, sotto l’effetto di un evento o anche dopo una lunga riflessione su fatti e accadimenti che mi parvero, nel momento in cui si posero alla mia attenzione, poco rilevanti. Al più una curiosità. Vi è, inoltre, un tema di cui sono stato, in concreto da sempre, molto sensibile e che per ovvie ragioni ha toccato più campi della conoscenza. Ha ruotato intorno a due diritti irrinunciabili: quello della vita e quello del vivere. Non ho accettato, in altri termini, che si potesse esaltare il diritto alla vita e una volta acquisito l’essere umano fosse stato abbandonato a se stesso. E’ rimasto povero e condizionato dalla povertà della sua famiglia, dall’ambiente in cui vive, da una cultura tutta improntata sull’idea che occorre accettare la propria condizione sociale e rassegnarsi a subirla, nell’arco di tutta la propria esistenza, lunga o breve che fosse.Fidest press agency; Saggi edizione Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. (foto: )

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