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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘cronicità’

Attuazione e ammodernamento Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2021

Nel 2020, secondo il rapporto annuale 2021 dell’Istat, le visite specialistiche di controllo o prime visite, finalizzate a impostare un eventuale piano diagnostico terapeutico si sono ridotte di quasi 1/3 (65% Basilicata, 53% Valle d’Aosta, 50% Marche). Per la Corte dei Conti anche i ricoveri per la gestione del paziente cronico con polimorbidità e fragilità (insufficienza renale, disturbi della nutrizione, psicosi, demenza, BPCO,… ) hanno visto una forte contrazione. Tra il 2010 e il 2018 aumentano il numero di persone trattate in Assistenza Domiciliare Integrata ma si riducono le ore destinate a ciascun caso. Ad incidere sono anni di blocco del turnover del personale sanitario che sempre tra il 2010 e il 2018 ha comportato una riduzione di 42.000 unità, di cui 5.500 medici e circa 8.000 infermieri. I Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) rimangono spesso ancora sulla carta e le differenze sul territorio nazionale sono rilevanti, perché ad arrancare c’è anche l’informatizzazione del SSN con un Fascicolo Sanitario Elettronico che viaggia nelle Regioni a velocità troppo differente: si passa dal 100% di cittadini che in Sardegna hanno attivato il FSE (secondo trimestre 2021), al 99% in Lombardia, al 97% Prov. Trento, al 2% Molise, mentre quelli che lo hanno utilizzato negli ultimi 90 giorni (secondo trimestre 2021) oscillano dal 100% della Sardegna, all’88% dell’Emilia Romagna, 72% del Veneto e 6% della Sicilia. E ancora. A pesare come un macigno sulla presa in carico delle persone con cronicità c’è la mancata attuazione, in molte Regioni, del Piano Nazionale della Cronicità approvato ormai quasi 5 anni fa. Recepito formalmente da tutte le Regioni, solo poche ne hanno messo a terra le attività previste e i sistemi di stratificazione della popolazione sono realtà solo il alcune Regioni, nonostante i finanziamenti dell’UE (Pon Gov).L’analisi è di Tonino Aceti, Presidente di Salutequità, che ha snocciolato dati e avanzato proposte durante l’audizione presso l’Intergruppo parlamentare sulle Cronicità.Il Piano, infine, dovrebbe essere attualizzato con le innovazioni positive introdotte con i Decreti emergenziali (Infermiere famiglia, assistenti sociali, psicologi, telemedicina,..) – ha concluso Aceti – e dovrebbe riconoscere e affrontare anche altre patologie come la psoriasi, l’asma anche nell’adulto e in tutte le condizioni di gravità, la sclerosi multipla, la poliposi nasale,…”

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Prevenzione e gestione della cronicità durante il covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2020

E’ andata in onda la seconda giornata di Meridiano sanità con una tavola rotonda di approfondimento sulla crisi pandemica di COVID-19 della XV° Edizione del Forum Meridiano Sanità di The European House – Ambrosetti. Il XV° Rapporto Meridiano Sanità ricorda che le malattie non trasmissibili in Italia sono responsabili del 93,3% dei decessi e del 90,2% degli anni vissuti in disabilità. Tra queste, le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia, provocando nel 2018 232.000 decessi, e la causa più frequente di ricovero ospedaliero, registrando quasi 900.000 ricoveri in regime ordinario (14,3% dei ricoveri totali). I tumori sono invece la prima causa di disabilità e la seconda causa di morte in Italia. Anche i la salute mentale rappresenta una delle sfide di sanità pubblica più rilevanti: una persona su sei, in Europa, soffre di disturbi mentali. Durante la prima ondata pandemica, la sospensione o il rinvio delle prestazioni sanitarie dedicate ai pazienti affetti da patologie croniche ha avuto ripercussioni devastanti e tuttora da quantificare.Il nostro sistema sanitario funziona come una filiera, fatta di vasi comunicanti: il territorio funziona solo se funziona tutta la filiera, sono ruote di un unico ingranaggio, aggiunge Dario Manfellotto, Presidente della Società Scientifica degli Internisti Ospedalieri, coloro che tutt’ora assistono circa il 70% dei pazienti ricoverati. Richiama la necessità di garantire un’assistenza integrata e multidisciplinare anche post-ospedaliera ai pazienti positivi al COVID-19, in quanto può comportare complicanze a lungo termine, soprattutto per i pazienti affetti da multi-morbidità.Durante la prima ondata pandemica, vi è stato un calo significativo delle ospedalizzazioni sia rispetto alle patologie cardiovascolari acute che quelle croniche dichiara il Prof. Filardi, Ordinario di Cardiologia alla Federico II di Napoli e Presidente eletto della SIC. È stata riscontrata una riduzione di circa il 50% delle ospedalizzazioni per sindromi coronariche acute. Nel caso dell’infarto STEMI il calo ha raggiunto il -26,5%, contribuendo a un aumento significativo della mortalità, che è salita dal 4,1% al 13,7%. Una riduzione delle ospedalizzazioni anche per le patologie cardiovascolari croniche che ha raggiunto quasi il 50% nel caso dell’insufficienza cardiaca; e con strumenti limitati per supportare i pazienti in remoto – è il caso di parlare di “telefono-medicina” più che di telemedicina per ora. Proprio di telemedicina ha parlato Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il quale ha affermato che durante la crisi pandemica vi è stato un utilizzo maggiore della telemedicina, anche tramite strumenti semplici, su richiesta dei pazienti e da parte dei medici per poter poterli raggiungere, superando antiche inerzie e resistenze. Le indicazioni ad interim per la telemedicina, predisposte dall’ISS, hanno risposto a tale esigenza fornendo un modello di lavoro per implementare in modo efficace ed economico dei servizi domiciliari per diverse tipologie di pazienti, inclusi i pazienti che necessitano di continuità assistenziale. Il dibattito si sposta sul tema della prevenzione con l’intervento di Paolo Bonanni, Coordinatore del Board del Calendario per la Vita e Professore Ordinario di Igiene all’Università degli Studi di Firenze. Il Professore Bonanni ha messo in luce come vi sia stato un calo delle coperture vaccinali nei primi mesi del 2020, aggravando un contesto italiano già caratterizzato da tassi di copertura inferiori alla soglia target del 95%. Massimo Andreoni, Professore ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e chirurgia Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, ha condiviso l’urgenza attuale di liberare risorse e posti in ospedale per far fronte ad un crescente numero di pazienti gravi. Il Prof. Andreoni ha illustrato come si stiano sperimentando il tele-monitoraggio proprio per far fronte a tale criticità: dimettendo pazienti che necessitano ancora di un periodo di osservazione, monitorandoli in remoto h24, in modo tale da intervenire se necessario, ma al contempo permettendo di liberare risorse ospedaliere. Afferma poi che la prevenzione dell’epidemia deve prevenire non seguire l’evento e che è riconducibile a tre possibilità: vaccinazioni, prevenzione farmacologica e modifica dei comportamenti umani. La con modifica dei comportamenti umani è lo strumento più affidabile che attualmente abbiamo a disposizione per far fronte all’emergenza COVID-19.

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Rapporto di Cittadinanzattiva sulla cronicità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2020

“Il XVIII Rapporto nazionale di Cittadinanzattiva sulle politiche della cronicità, mostra come la mancanza di una rete territoriale capace di prendere realmente in carico i pazienti affetti da malattie croniche, che anche la Federazione denuncia da tempo, ha significativamente pesato nella fase del lockdown e oltre” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “E’ un dato che emerge dalle dichiarazioni delle stesse associazioni dei pazienti, che nel corso della pandemia si sono adoperate per sopperire alla difficoltà dei malati a contattare gli specialisti, o accedere a farmaci, presidi e dispositivi di protezione” prosegue Mandelli. “Concordiamo anche con i rimedi indicati, a cominciare dal completamento della digitalizzazione della sanità e al ricorso a servizi di prossimità, come la telemedicina, che possono migliorare la continuità dei percorsi di cura. E apprezziamo che ancora una volta si sottolinei l’importanza del ritorno sul territorio di tutti i farmaci che possono essere impiegati anche fuori dall’ospedale”. Per il rapporto, uno degli elementi centrali di questo approccio complessivo alla cronicità è la messa in rete delle farmacie con gli altri attori che tutelano la salute pubblica, soprattutto nelle aree interne dove i servizi sono rarefatti e spesso si è costretti a ricorrere impropriamente all’ospedalizzazione. Un’integrazione che, si legge sempre nel documento, andrebbe perseguita anche per quanto riguarda le campagne vaccinali. “Il coinvolgimento dei farmacisti e delle farmacie nelle campagne vaccinali sarebbe efficace nelle aree interne ma anche nei centri urbani, dove è sempre più evidente che la necessità di offrire alcune prestazioni a decine di migliaia di persone in tempi brevi – lo prova il caso dei test sierologici e dei tamponi – richiede soluzioni nuove e l’abbandono di schemi superati” conclude il presidente della FOFI.

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Telemedicina e cronicità: “Impariamo dalla lezione che il Covid ci ha dato”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2020

Dopo anni che si parla di telemedicina, ora è il momento di fare un balzo in avanti. Già 8 anni fa la Commissione europea aveva preparato un piano strategico per abbattere le barriere all’utilizzo diffuso della telemedicina nei Sistemi Sanitari Europei ma, almeno in Italia, poco è stato fatto. Il Covid-19 ha fatto emergere il grave ritardo nella riforma dei servizi territoriali mostrando la necessità di spostare l’assistenza dei malati cronici dall’ospedale al territorio. L’uso della telemedicina è fondamentale per la prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e monitoraggio e bisogna ora considerare la telemedicina come parte integrante del percorso di cura. Durante il webinar “CRONICITÀ E TELEMEDICINA. LA LEZIONE DI COVID-19”, realizzato da MOTORE SANITÀ, grazie al contributo incondizionato di Daiichi-Sankyo, esperti di tutta Italia si sono confrontati per porre le basi per rendere finalmente concreto l’utilizzo della telemedicina in Italia.
“La telemedicina, cioè la prestazione di servizi di assistenza sanitaria mediante le tecnologie informatiche crea una rete telematica fra medico, infermiere, malato e caregiver. La sua diffusione nel contesto clinico ha fatto progressi limitati per molti anni. Oggi le problematiche connesse con COVID-19 hanno posto la telemedicina al centro dell’arena, per la sua capacità di raggiungere pazienti remoti colpiti da COVID-19, offrendo loro supporto, consulenze esperte, ospedalizzazione domiciliare. Allo stesso tempo offre ai tanti pazienti fragili che devono eseguire controlli o adeguamenti terapeutici la possibilità di essere seguiti appropriatamente evitando spostamenti e il connesso rischio di contagio. COVID-19 ha colpito molto duramente il nostro mondo, ma certamente ha consentito che le possibilità connesse con la medicina digitale emergessero (finalmente!) in tutta la loro potenza operativa, consentendo anche in prospettiva una riformulazione di percorsi e processi di cura che tengano conto di tutto il supporto del digitale”, ha dichiarato Gianfranco Gensini, Presidente Onorario della Società Italiana di Salute Digitale e Telemedicina “L’emergenza COVID-19 ha costretto pazienti e sanitari a utilizzare moltissimo le tecnologie digitali per improvvisare nuove modalità allo scopo di restare in contatto gli uni con gli altri anche
a distanza. In Italia siamo passati da circa 450 esperienze in Telemedicina attivate nel SSN in quattro anni (dal 2014 alla fine del 2017), a un centinaio di nuovi servizi in tre mesi. In pratica abbiamo fatto in quei tre mesi quello che prima veniva fatto in un intero anno. Tuttavia, l’improvvisazione utile in emergenza non può costituire il modello di riferimento per sviluppare un sistema di servizi in Telemedicina uniformi su tutto il territorio nazionale. La Telemedicina è Medicina e come tale va studiata, applicata e organizzata. In Telemedicina si compiono atti medici e attività assistenziali di cui i sanitari sono pienamente responsabili, anche se a distanza. Il fatto che un software o un dispositivo medico funzionino bene non garantisce affatto l’efficacia clinica e la sicurezza sanitaria della prestazione. Questo perché non è il singolo oggetto che conta in tale valutazione, ma il modo in cui software e dispositivi digitali sono combinati tra loro all’interno di un’adeguata procedura medica. Con la Telemedicina si possono superare molti limiti dell’attuale sistema sanitario e si possono costruire migliori servizi ora e nuove terapie nel futuro. Occorre farlo senza ingenui entusiasmi, ma con seria ricerca medica”, ha detto Francesco Gabbrielli, Direttore del Centro Nazionale per la Telemedicina e le Nuove Tecnologie Assistenziali Istituto Superiore di Sanità.

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Telemedicina e cronicità

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

“Sulla telemedicina siamo in ritardo rispetto agli altri Paesi europei e a quelli nordamericani e le norme approvate in passato non hanno trovato fino ad oggi una realizzazione concreta. La digitalizzazione in sanità. va considerata un obbligo, sia per il risparmio che può portare per le casse dello Stato sia per i grandi vantaggi per il paziente e per la professione medica: con la telemedicina sono realizzabili la gestione domiciliare di pazienti e l’ospedalizzazione domiciliare. La frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria, la saturimetria e il peso potranno essere monitorati agevolmente, e sappiamo bene quanto nelle malattie croniche il controllo di pochi parametri elementari possa consentire di ridurre moltissimo il ricorso alle cure dell’ospedale. Dunque, un importante vantaggio anche per il funzionamento del Sistema sanitario. Tuttavia, negli ultimi anni su questo fronte non sono stati fatti passi avanti: l’atto di indirizzo di 7-8 anni fa non è stato seguito da norme cogenti. Il fatto che la sanità non stia utilizzando la telemedicina come dovrebbe è purtroppo una perdita economica importante ma soprattutto è una perdita per quella che oggi si chiama la medicina personalizzata. È la telemedicina il tema del 12° rapporto pubblicato a fine aprile dall’Istituto superiore di sanità e disponibile sul sito istituzionale dell’ISS. Il rapporto intitolato “Indicazioni ad interim per servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria COVID-19” affronta il tema dei servizi assistenziali di telemedicina durante l’emergenza sanitaria offrendo indicazioni, individuando problematiche operative e proponendo soluzioni valide dal punto di vista scientifico, ma anche pratiche e attuabili in modo semplice. In realtà la medicina digitale tutta e le sue applicazioni in telemedicina in particolare hanno avuto un grande impulso dalle restrizioni operative connesse al COVID-19. Mai come adesso quindi possiamo pensare al futuro molto positivamente e, parafrasando quanto pubblicato da molte riviste scientifiche delle ultime settimane, affermare che: il futuro è adesso”, ha detto Gianfranco Gensini, Direttore Scientifico dell’IRCCS MultiMedica Milano e Presidente Società Italiana di Telemedicina. Il webinar è andato in onda sul sito internet http://www.motoresanita.it

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Cronicità, Senior Italia FederAnziani: mancano i DPI per riaprire gli ambulatori

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

«Mettere subito gli ambulatori specialistici territoriali in condizione di riaprire e riprendere le loro attività di presa in carico di pazienti cronici e di attività diagnostica, anche attraverso un’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale, la cui mancanza è spesso la causa dell’impossibilità di riaprire anche in quelle Regioni dove le linee guida sono già pronte. Questo l’appello lanciato dalle società scientifiche e dalle organizzazioni di medici riunite nell’Advisory Board di Senior Italia FederAnziani che ha promosso la tavola rotonda virtuale “Il problema delle cronicità al tempo del COVID -19” nella quale medici e pazienti hanno presentato le proprie criticità al Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri.Tra le proposte chiave dei medici c’è il rafforzamento del numero di specialisti negli ambulatori e la valorizzazione del lavoro multidisciplinare, e della telemedicina e del telemonitoraggio, della medicina personalizzata, la somministrazione delle terapie a domicilio, ove possibile, anche prevedendo, come accade in oncologia, la consegna dei farmaci a domicilio o nella farmacia di prossimità. Occorre rafforzare il rapporto tra centri ospedalieri, poliambulatori specialistici territoriali e la medicina generale. Puntare cioè sull’integrazione e il ricongiungimento del dato tra medicina del territorio (medicina generale e specialistica ambulatoriale) e specialistica ospedaliera, attraverso una grande accelerazione sul fascicolo sanitario che dovrebbe essere impressa a livello centrale. Mantenere un canale aperto tra decisori e società scientifiche e sindacali in modo che collaborazione basata su evidenze scientifiche sia quanto più fattiva possibile. Sono 16 milioni in Italia i pazienti ipertesi che, a meno che non abbiano avuto un problema acuto, in questo periodo non sono stati visitati. Anche l’oculistica si è fermata, tanto più che data la prossimità nelle visite tra medico e pazienti in assenza di DPI è impossibile lavorare in sicurezza. Tutta la macchina deve ripartire con urgenza.
Il Vice Ministro Sileri ha annunciato la presentazione al Comitato Tecnico Scientifico del dossier elaborato dalle società scientifiche, dalle organizzazioni dei medici e da Senior Italia ed ha annunciato l’apertura di un tavolo che coinvolga i soggetti interessati in una discussione sulla nuova fase.

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Nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 settembre 2018

Tutti a scuola con le Istituzioni, per implementare il nuovo Sistema Salute introdotto dal Piano Nazionale Cronicità. L’ambizioso progetto, messo in cantiere da Ipacs (Institutional & Public Coaching Services) nasce dal doppio evento istituzionale del 12 luglio e 12 settembre, patrocinato dal Ministero della Salute, durante il quale è stata fatta esperienza, nei laboratori paralleli, di come all’interno del Piano Cronicità si debba implementare l’Empowerment in ambito socio-sanitario. I laboratori del 12 settembre sono stati sia una ricognizione dello stato dell’arte sugli strumenti attuali di empowerment sia un laboratorio di sperimentazione di strumenti nuovi per migliorare le conoscenze, la consapevolezza, la responsabilità e motivazione di tutti gli attori del sistema. E’ stato applicato un approccio misto quali/quantitativo per comprendere, con la giusta lente, la realtà complessa e mettersi nelle condizioni di prevedere, partendo dal territorio, le azioni di empowerment da realizzare.
“Per rispondere alla eterogeneità dei bisogni” sintetizza la Dott.ssa Mia Scotti, progettista del Comitato Tecnico Aree Interne-Invitalia “occorre superare le divisioni verticali tra competenze, conoscenze e settori, lavorando in maniera multidisciplinare. Con flessibilità. Nell’attuazione progettuale, è necessario, per l’efficacia del progetto stesso, anticipare la possibilità di essere capaci di prevedere tutto”.
Ambiziosa è l’idea di rendere i cittadini e gli operatori sanitario dei veri e propri ‘influencer’ su salute e stili di vita positivi. Il nuovo progetto dal titolo ‘A scuola con le istituzioni’ si propone di applicare su piccoli gruppi di pazienti familiari e sanitari, un approccio mirato al progetto di vita attraverso un pacchetto integrato di coaching. Il coaching secondo ICF (International Coaching Federation) ‘è quella partnership tra due persone che attraverso un processo creativo stimola la riflessione e consente di sviluppare il potenziale individuale’.
Le sessioni di coaching non saranno dedicate esclusivamente a pazienti e familiari o cittadini ma comprenderanno il personale socio-sanitario dedicato alle cure. Siamo abituati a pensare a queste due categorie come a ruoli diversi, ma anche sviluppare le capacità dei sanitari significa agire sulle persone. Varie ricerche infatti hanno dimostrato che aiutare il personale a sviluppare le proprie capacità e competenze migliora la qualità dell’assistenza e ricade positivamente sui pazienti. Per questo il nuovo progetto voluto da Francesca Cioffi fondatrice di i PACS sarà il laboratorio di una ricerca economica e sociale sui cittadini, familiari e team multispecialistico. (fonte: Dr.ssa Johanna Rossi Mason)

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Lombardia. Cronicità. La salute non va trattata come una catena di montaggio

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 giugno 2018

“Sempre più la gestione della cronicità appare come la catena di montaggio della salute. A una gestione industriale e standardizzata della salute preferiamo un intervento su misura per il paziente”, così Marco Fumagalli, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta i primi dati relativi alla presa in carico dei pazienti cronici comunicati dall’Assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, aggiunge: “Per adesso l’adesione dei pazienti presi in carico e all’8%. Il numero di medici di medicina generale che hanno aderito alla è intorno al 55%, è troppo basso e il maggior numero di adesioni alla presa in carico arriva dalle cooperative.Sono dati che confermano le preoccupazione che la riforma sia sbilanciata a favore del privato. Il percorso deve coinvolgere tutti gli attori, i pazienti in primis e poi tutte le figure sanitarie, il medico di medicina generale, il clinical manager e tutte le figure sanitarie coinvolte nella riforma (infermieri, operatori sanitari).
Valuteremo i dati entro fine anno, sperando che nelle prossime conferenze l’assessore voglia parlare anche di costi, attualmente sconosciuti. In termini di costi e di risorse umane la partita della cronicità è la più rilevante e se la riforma risulterà un fallimento o si cambia allenatore o si cambia lo schema di gioco”.

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“Il Paziente al centro: la gestione integrata della cronicità”

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

diabeteRoma 16 febbraio alle ore 14.00 al NH Vittorio Veneto, Corso d’Italia 1 workshop istituzionale “Il Paziente al centro: la gestione integrata della cronicità” che si svolge nell’ambito del progetto “Insieme per il cuore”. In questa occasione i rappresentanti istituzionali e le Società scientifiche si confronteranno sul Piano Nazionale della Cronicità, approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, e analizzeranno il nuovo modello di cura, con un focus specifico sulla gestione integrata del paziente diabetico anziano e del paziente post sindrome coronarica acuta (SCA).

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“Insieme per il cuore”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 gennaio 2017

cuoreRoma il 16 febbraio alle ore 14.00 al NH Vittorio Veneto, Corso d’Italia 1 workshop istituzionale “Il Paziente al centro: la gestione integrata della cronicità” che si svolge nell’ambito del progetto “Insieme per il cuore” In questa occasione i rappresentati istituzionali e le Società scientifiche si confronteranno sul Piano Nazionale della Cronicità, approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, e analizzeranno il nuovo modello di cura, con un focus specifico sulla gestione integrata del paziente diabetico anziano e del paziente post sindrome coronarica acuta (SCA).

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Sanità: Lotta alla cronicità

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

medicoRoma. Tre giorni di approfondimento e confronto tra decine di medici ed esperti con un unico comune denominatore: il tema della cronicita’. Si è svolto a Roma da venerdì a domenica scorsi il 29esimo Congresso della Snamid, la Società di aggiornamento per il medico di Medicina generale, che ha affrontato la questione da numerosi punti di vista: dalla diagnosi al trattamento terapeutico di numerose patologie, fino alla comunicazione medico-paziente e alle prospettive future per i giovani medici. Numerosi i punti di vista e le opinioni presentate da professionisti provenienti da tutta Italia.
“La cronicita’ ricorre in vari ambiti e rappresenta la sfida principale da affrontare nel prossimo futuro”, ha sottolineato il presidente di Snamid, Roberto Stella, ricordando ad esempio malattie come diabete, ipertensione, Bpco.
FIBRILLAZIONE ATRIALE E CARDIOPATIA ISCHEMICA – Tra gli argomenti al centro della discussione, con il patrocinio di Fnomceo e Omceo Roma, due i più rilevanti. Prima di tutto fibrillazione atriale e cardiopatia ischemica, patologie di grande impatto epidemiologico e clinico. “Il punto e’ ottimizzare le cure- ha spiegato il coordinatore della Segreteria scientifica del Congresso, Alfredo Cuffari- Una indagine realizzata a Milano proprio dalla Snamid ha evidenziato diverse criticita’ nella diagnosi della malattia ma poi anche nella gestione e nella terapia. Tanti i motivi per cui questo accade, dalle difficolta’ di accesso a prescrizione specialistiche a quelle organizzative”. In quest’ultimo caso, ha detto ancora Cuffari, “bisogna eliminare le barriere culturali e territoriali che ostacolano la piena applicazione delle Linee guida per avere una definizione di percorsi di cura virtuosi”.
CRONICITA’ E ONCOLOGIA – Nei pazienti anziani non sono due problematiche separate ma sommate, a rendere il quadro clinico ancora piu’ gravoso. “Per tanti, troppi anni questo aspetto e’ stato ignorato”, ha detto Adriano Tocchi, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Roma. “Bisogna sapere che la maggioranza dei pazienti oncologici ha 70 anni: da qui puo’ partire tutto il programma assistenziale e sociale. Un anziano, infatti- ha concluso Tocchi- presenta altre patologie croniche oltre al cancro e deve essere studiato in modo multidiciplinare con l’affiancamento del medico di famiglia”.
LA MTC – Tra le problematiche che interessano sempre più una parte la popolazione e che sono state discusse durante il Congresso, troviamo poi la malattia tiroidea cronica, per lo piu’ rappresentata dell’ipotiroidismo sia franco che sub-clinico. “La patologia tiroidea nei soggetti sopra i 14 anni ha un’incidenza dal 4 all’8%, considerando anche l’ipotiroidismo subclinico- ha spiegato Maurizio Lucarelli, respondabile area Endocrinologia della Snamid- Si tratta di una patologia che assorbe delle risorse a livello specialistico-ambulatoriale, a livello diagnostico e farmacologico. Ecco perche’ la sua gestione associata a problematiche come lo scompenso cardiaco, l’osteoporosi, e’ una sfida importante che merita appropriatezza e oculatezza”. La Mtc e’ una patologia ad elevato indice di incidenza e prevalenza spesso non percepita dal medici. Inoltre impatta sulla qualita’ di vita del paziente, soprattutto per quanto riguarda monitoraggio, gestione della terapia e i sintomi. Considerati tutti questi elementi, “la Snamid, insieme alle due societa’ scientifiche specialistiche Ame e Fadoi, ha promosso e curato un documento di consenso che da’ indicazioni pratiche al medico di Assistenza primaria e agli specialisti- ha aggiunto Lucarelli- Lo scopo e’ far capire come, quando e da chi vada gestito il paziente con malattia tiroidea cronica: offrire ai pazienti un’assistenza di qualita’; evitare esami inutili o poco appropriati; ottimizzare i percorsi diagnostici, specie nel follow-up; ottimizzare la terapia farmacologica anche in un contesti di politrattamento farmacologico che espongono a inevitabili interazioni”.
LA MALATTIA RENALE CRONICA – In presenza di malattia renale cronica, invece, “riuscire a rallentare il processo che porta il paziente alla dialisi significa aumentare il valore dell’intervento medico, non solo in termini di costi ma anche di qualita’ della vita del paziente. Non e’ un caso, infatti, che il piano della cronicita’ del ministero della Salute ponga questa problematica tra le piu’ importanti” ha detto il dottor Andrea Zamboni, coresponsabile dell’Area Nefrologia della Snamid. “Abbiamo dimostrato con uno studio- ha aggiunto- come la Medicina generale possa essere il driver vincente per intercettare il paziente all’esordio dei sintomi, mettere in atto interventi educazionali e terapeutici, ma soprattutto approntare cure adeguate che possano rallentare, se non evitare, il ricorso alla dialisi”.
FARMACI INNOVATIVI – Infine, tema non secondario quello dei farmaci innovativi. “Il medico di famiglia prima di tutto deve individuare il paziente che ha bisogno di un farmaco nuovo”, ma purtroppo “lo fa senza avere le conoscenze adeguate su quando e come utilizzarlo, ma soprattutto sulla comparsa di nuovi sintomi da associare non a una nuova patologia, ma a una interferenza farmacologica” ha spiegato Marco Cambielli, responsabile dell’Area Farmaci della Snamid. Secondo Cambielli la soluzione “non e’ solo una rete tra medici di medicina generale e specialisti, ma maggiore conoscenza, dal momento che i primi sono esclusi da iter formativi e informativi e non hanno dimestichezza”.

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La migliore sanità regionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 aprile 2010

Così almeno per Ignazio Marino, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Ssn: ospite di un convegno organizzato a Roma, il senatore del Pd ha offerto una lettura dei dati elaborati dalla Scuola Sant’Anna di Pisa nell’ambito del progetto Siveas-Operazione trasparenza del dicastero Salute, presentati mercoledì scorso dal ministro Fazio (vedi Doctornews33 71 del 22 aprile). Per Marino, infatti, le due Regioni sono quelle che si collocano nelle posizioni più alte in tutti i 34 “indicatori” scelti dalla Scuola Sant’Anna per misurare le performance dei servizi sanitari locali. Tra questi appropriatezza chirurgica, appropriatezza medica, qualità clinica, efficacia dell’assistenza alle cronicità. Subito dopo Toscana ed Emilia Romagna vengono Piemonte, Umbria, Veneto e Friuli Venezia Giulia, che fanno registrare “ombre” in alcuni parametri: in Piemonte per esempio emerge un eccessivo consumo di farmaci mentre in Veneto e Friuli il la spesa per generici è al di sotto degli standard. Ancora più sotto la Lombardia, che a una performance ospedaliera molto buona affianca tuttavia un tasso di ricoveri per patologie croniche fuori dai parametri e una gestione dei farmaci inadeguata. Relegate al fondo della classifica Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, che fanno segnare rosso. (fonte doctor news)

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Cronicità e cure palliative

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2009

Torino 11 maggio 2009, dalle ore 20.30, presso il Salone Mario Operti (Corso Siracusa, 213 – P.za Livio Bianchi) il Partito Democratico organizza l’incontro pubblico “La cronicita’, le cure palliative e le politiche di sostegno alla famiglia”.  Introducono Mario Lombardo ed Enrica Ciccarelli (Forum regionale Sanità).  Intervengono Marco Borgione (Assessore alla Famiglia, Salute e Politiche Sociali Comune di Torino), Lucia Centillo (Presidente FederSanità ANCI Piemonte e candidata alle Elezioni europee), Domenica Genisio (Forum regionale PD Welfare, Consigliere Comunale Torino), Patrizia Saccavino (Direttore S.C. Recupero e Rieducazione Funzionale Asl To1), Antonio SAITTA (Presidente Provincia Torino) e l’On. Livia Turco (Commissione Affari Sociali Camera Deputati)  Conclude Gianfranco Morgando (Segretario Regionale Partito Democratico).

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