Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘crudeltà’

Il mondo lo possiamo cambiare

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Un cambiamento reso necessario ma che ha il difetto di non essere colto nella sua interezza da coloro che ne devono essere i protagonisti: i popoli di questo pianeta. Non è una questione che può interessare una nazione o un continente, ma è globale. E’ il capitalismo e le sue storture che devono essere mondate perché genera mostri di crudeltà e di cinismo di elevata raffinatezza. E’ nel suo trasformismo, per sfruttare le nostre debolezze, che risiede la sua forza.
Una società che vogliamo evoluta non può cibarsi di miserie come quella di condannare a morte per stenti e mancanze di cure milioni di bambini ogni anno. Una società che ha poco rispetto per la dignità umana e che lo esalta al suo avere e non al suo essere. Una società che specula sulla salute per una comunità che si suole malata cronica per favorire le logiche del profitto. Una società che fa del culto della forza la sua arma letale per opprimere i più deboli.
Una società che esalta la vita e penalizza chi la vive perché non offre a tutti il diritto all’assistenza, all’istruzione, al lavoro, al vitto e ad una vecchiaia serena. Condiziona questo diritto solo ad una classe di privilegiati, ovvero un centinaio di milioni contro i restanti sette miliardi. Per questi pochi si offre loro l’80% delle risorse e si relegano gli altri al restante 20%. Uscire da questa trappola mortale si può, anzi si deve perché la vita è sacra così com’è sacro il viverla nella sua interezza.
Spetta a tutti sostenere questi principi e soprattutto da parte di quanti sono preposti per l’ordine morale che rappresentano quali i rappresentanti religiosi e dell’etica laica. Deve emergere lo spirito francescano rispetto a quello curiale non tanto per avere un popolo di poveri, quanto quello di giusti nel rapporto con se stessi e con i propri simili. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il Cristo flagellato

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Lettera al direttore. Da bambino, al tempo di guerra, mi capitava  d’incontrare uomini privi di una gamba o di un braccio, e bastava questo per turbarmi. La visione m’immalinconiva e mi restava a lungo impressa nella mente. Oggi i tempi sono cambiati, i bambini sono abituati a vedere un po’ di tutto in Tv, e non so se restano turbati da ciò che vedono. Però, nel dubbio, cercherei di evitare loro la visione non di persone mutilate, ovviamente, bensì di scene  raccapriccianti, o di crudeltà efferate compiute da uomini su altri uomini. Anche perché gli adulti danno un peso diverso alla finzione, e alla realtà, ma accade la stessa cosa ai bambini? Da diversi giorni La7 trasmette la pubblicità del film di Mel Gibson, “La passione di Cristo”, in ore in cui bambini e ragazzi possono trovarsi davanti al televisore. E quale scena mostra? Quella del Cristo ridotto in condizioni orribili dopo la flagellazione. Ce n’è proprio bisogno? Tra l’altro, la scena è forse realistica, ma si allontana dal Vangelo, giacché il messaggio del sacrificio del Cristo per gli uomini, è stato trasmesso tramite l’amore di coloro che lo conobbero, e che non indugiarono mai nella descrizione minuziosa insistente gratuita delle sue sofferenze. (Attilio Doni Genova)

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Maltrattamento di animali

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

ll componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA segnala la sentenza 24734 resa in data 01/07/2010 dalla Corte di Cassazione penale che evidenzia come con l’introduzione dell’art. 544 ter nel codice penale gli animali devono essere tutelati in quanto esseri viventi, non solo come proprietà di qualcuno aumentando dunque le pene previste dall’art. 638 inserito tra i reati contro il patrimonio. Quindi, chi procura lesioni gravi a un animale e lo sevizia senza motivo e con crudeltà risponde di maltrattamenti di animali, un preciso capo di imputazione introdotto nel codice penale dalla legge del 2004. La decisione, evidenzia il mutamento dell’orientamento giurisprudenziale a seguito dell’introduzione dello specifico reato segnando un inasprimento contro le sevizie agli amici a quattro zampe. Nel caso di specie, infatti, è stato respinto il ricorso di un uomo calabrese condannato nel merito a 200 euro di multa per aver seviziato il suo cane, per il reato previsto dall’art. 638 c.p. che punisce chi uccide o danneggia animali altrui senza necessità. La Suprema Corte ha riformato la sentenza, confermando comunque la condanna, ritenendo che la condotta dell’uomo non integrasse il reato previsto dall’art. 638, ma il nuovo e più grave delitto ai sensi dell’art. 544 ter del codice penale, che sanziona chi sevizia gli animali senza motivo o con crudeltà.  I giudici di piazza Cavour hanno infatti chiarito che il reato di maltrattamenti di animali “si differenzia dal reato ex art. 638 c.p, rientrando tale disposizione tra i delitti contro il patrimonio, in cui il bene protetto è la proprietà privata dell’animale, sicché muta l’elemento soggettivo, costituito, nel reato di cui all’art. 638 c.p., dalla coscienza e volontà di produrre, senza necessità, il deterioramento, il danneggiamento o l’uccisione di un animale altrui e nel quale, diversamente dal delitto di cui all’art. 544 ter c.p., che tutela il sentimento per gli animali”.

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Maaza Mengiste: Lo sguardo del leone

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Maaza Mengiste è nata ad Addis Abeba, in Etiopia, ed è scampata alla rivoluzione rifugiandosi prima in  nigeria, poi in Kenya e infine negli Stati Uniti. Si è laureata in Scrittura Creativa alla New York University,  Dove insegna. Nel 2007 è stata nominata New Literary Idol dal New York Magazine, e di recente è entrata in lizza per il premio Pushcart. Lo sguardo del leone sarà pubblicato da Neri Pozza a maggio.(in uscita a maggio) «Un debutto folgorante… Mengiste è abile nel ritrarre tanto la delicatezza delle emozioni quanto la crudeltà delle vicende storiche. Che il lettore si disperi e soffra insieme ai suoi personaggi è la prova più evidente  del suo talento».Publishers Weekly (Maaza)

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Teatro: diario di un pazzo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

Roma Teatro Ghione dal 9 al 21 marzo Via delle Fornaci 37, per la regia di Livio Galassi Diario di un pazzo (che amava Shakespeare)  di Anna Mazzamauro da Nikolaj Gogol Adattamento musicale, Direzione musicale e Fisarmonica: Riccardo Taddei Violino: Claudio Merico Coreografa: Ermanna Mandelli Costimi: Grazziella Pera Si ispira al “Diario di un pazzo” di Nikolaj Gogol, il nuovo intenso lavoro scritto ed interpretato da Anna Mazzamauro, dal titolo “Diario di in pazzo (che amava Shakespeare)”, in scena al   ll racconto è un viaggio nella doppiezza, nella schizofrenia di un uomo niente affatto particolare; l’iter di un attore frustrato  – dal non essere mai riuscito a realizzare le proprie ambizioni – a tal punto da smarrire identità e ragione. L’infinita amarezza e crudeltà del destino del protagonista, che amava Shakespeare,  è annegata nell’ironia e nella comicità che fanno di questo personaggio l’archetipo dei “non eroi”.
Il testo di Anna Mazzamauro nasce proprio nel 2009 – anno del bicentenario della nascita di Gogol’ –  per celebrare il grande scrittore e drammaturgo russo e soprattutto il suo legame con Roma e l’Italia. Il 25 marzo del 1837 infatti Gogol’ arriva a Roma e il grande scrittore russo s’innamora della città eterna e come lui stesso dichiara trova “la patria della sua anima”, il luogo dove “la sua anima viveva prima ancora che [venisse] alla luce”. A Roma – dove respirando l’aria che “faceva venire voglia di trasformarsi in un gigantesco naso, con narici grosse come secchi” per “farci entrare almeno 700 angeli” – Gogol’ è veramente felice come scrittore e come uomo. Ama Roma e il popolo italiano, dotato di grandissimo senso estetico, ammira la natura dell’Italia e la sua arte. Per Gogol’ il teatro era un’arte sublime, di grande rilievo sociale., un’arte della quale Anna Mazzamauro è oggi Maestra e che mette a completa disposizione del pubblico che da sempre la ama in questo suo testo  “Diario di un pazzo (che amava Shakespeare)”, ospirato proprio al “Diario di un pazzo” di Nikolaj Gogol. In contemporanea con lo spettacolo, dal 9 marzo sarà in libreria il libro dal titolo “Adattiamoci” di Anna Mazzamauro, edito da Graus Editore. (mazzamauro)

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La crudeltà non è più di moda

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2009

Milano 28 novembre dalle 10.30 alle 12.30 Corso Vittorio Emanuele (angolo Largo Corsia dei Servi) Alcuni volontari dell’OIPA si travestiranno con costumi e maschere inscenando lo scuoiamento a cui sono sottoposti i milioni di animali che ogni hanno vengono crudelmente uccisi in nome della vanità. Gabbie troppo piccole, freddo, condizioni igienico sanitarie inesistenti, stress da detenzione, paura, violenza, sofferenza: sono questi i principali elementi che caratterizzano la vita di milioni di animali, come volpi, ermellini, visoni, cincillà, conigli e tanti altri animali, allevati e fatti riprodurre con il solo scopo di ricavarne pellicce. Vittime sacrificali che hanno la sola colpa di avere un pelo folto, lucente e purtroppo ricercato dall’industria della moda. Perché sono proprio gli stilisti il principale motore di questo continuo e assurdo massacro. Coloro che “dettano legge” in quanto a eleganza, stile e tendenza hanno decretato che “la pelliccia fa couture”, agevolandone di fatto il ritorno dopo un lungo periodo di crisi del settore.  Negli ultimi anni la pelliccia aveva infatti perso quel fascino che la contraddistingueva in termini di status symbol, fenomeno dovuto in gran parte al lavoro svolto dalle associazioni animaliste che hanno mostrato cosa effettivamente si nasconde dietro certi capi tanto desiderati da molte donne. Questa presa di coscienza aveva causato la progressiva diminuzione della presenza su passerelle e strade della pelliccia, sotto forma di cappotti, giacconi e quant’altro, portando di conseguenza alla chiusura di molti allevamenti che, ad esempio, in America sono passati da 800 a circa la metà in dieci anni, mentre in Finlandia sono scesi dai 2.200 del ‘95 ai 1500 circa di oggi. Nel nostro Paese il numero di aziende complessivamente impiegate nel settore della pellicceria, allevamenti, case d’asta, conciatori, grossisti, si è ridotto notevolmente, passando da oltre 6.000 unità nel 1991 a 3.752 nel 2002 anche se il dato più sorprendente è la progressiva e netta diminuzione degli allevamenti nel corso degli anni: dai 170 nel 1988 a 63 nel 1999 ai soli 50 nel 2002.

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Ddl sicurezza e crudeltà

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

Dichiarazione di Luigi Ciotti su  «Non sicurezza, crudeltà. Non c’è altra parola per definire le misure sull’immigrazione approvate in Senato. Non c’è altra parola per definire questo accanimento contro chi fugge dalla miseria, dalla discriminazione, dall’oppressione, dalle guerre.  Sono persone, prima che immigrati, quelle che chiedono di essere riconosciute e accolte nella legalità, nei diritti e doveri di ogni cittadino parte attiva del consorzio sociale.  É doloroso constatare come questa legge ci faccia scivolare indietro, ai tempi della discriminazione razziale, negando i valori della Carta universale dei diritti umani, della nostra Costituzione, della Convenzione di Ginevra sui rifugiati. Baluardi contro il ritorno della barbarie e della guerra, antidoti perché legge sia tutela del bene comune a partire dai più deboli, non legge del più forte.  Sono vittime della povertà, gli immigrati. Ma la povertà più grande, oggi, è la nostra. Povertà di coraggio, di senso, di umanità, di capacità di scommettere sugli altri, di costruire insieme a loro.  Dati alla mano, è dimostrato che, laddove si è lavorato con impegno, è stato possibile armonizzare il diritto con l’accoglienza, saldare il rispetto delle regole – che deve valere per tutti – con l’integrazione. A partire da quel “mettersi nei panni degli altri” che è stato motore delle più grandi conquiste umane e civili. E spiace che, ad eccezione di una minoranza di voci nette e coerenti, su una questione tanto cruciale come quella dell’immigrazione, la politica sia venuta meno al suo orizzonte ideale: stimolare la promozione culturale e sociale di un paese, trasformando in speranze le paure della gente». (fonte Grillo news)

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