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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘cultura’

La cultura non si ferma! Nuovi inventari on-line

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

La Fondazione Basso è ovviamente chiusa al pubblico, ma il personale sta lavorando da casa per offrire agli utenti nuovi strumenti di ricerca.Intanto, dopo revisione, si pubblicano gli inventari dei fondi sulla base dati Lazio’900 e sul sito:
Marianella García Villas (Raccolta documentaria) : documentazione relativa all’avvocatessa de El Salvador, fondatrice della Commissione per i diritti umani de El Salvador e collaboratrice di monsignor Óscar Romero. Le carte coincidono con il periodo della permanenza di García Villas in Italia (1981-1982), quando entrò in contatto con Linda Bimbi e la Fondazione internazionale Lelio Basso, e con le iniziative della FILB a seguito del suo assassinio.
Bruno Misefari : anarchico e antimilitarista dei primi del ‘900. Anarchici (Raccolta documentaria) : circolari ministeriali (in particolare del Ministero grazia e giustizia e dei culti) sugli internazionalisti, sui partiti di opposizione, sulla libertà di stampa, sulla propaganda; da testi di legge e provvedimenti contro socialisti e anarchici (1869-1910).
La Fondazione inoltre segnala:L’ufficio immigrazione Arci Nazionale, in collaborazione con l’UNHCR , ha deciso di creare nell’ambito di JUMAMAP una piattaforma specifica con l’obiettivo di aiutare le persone straniere a comprendere la normativa e le disposizioni relative al COVID-19. Piattaforma che ad oggi è sponsorizzata anche dal Ministero della Salute come fonte attendibile di informazione per gli stranieri in italia. È disponibile in 15 lingue con documenti, video e podcast in cui vengono trasmesse le disposizioni di contenimento suddivise in 3 categorie: Salute, Regole e Comportamenti, Asilo e Immigrazione.
Crediamo possa essere uno strumento utile sia per le persone straniere che per gli operatori, anche per affrontare il proliferare di iniziative, decreti, controlli, comunicati, discorsi alla nazione.

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Settore della cultura allo stremo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il mondo della cultura è infatti uno dei settori maggiormente colpiti e sicuramente uno dei primi a risentire delle misure adottate per limitare la diffusione del virus.I numeri sono eloquenti: i musei sono chiusi e le mostre, che avevano comportato importanti investimenti, sono cancellate. Già nell’ultimo weekend prima della chiusura definitiva delle sale cinematografiche gli incassi sono crollati del 95%. A partire dalle prime ordinanze del 24 febbraio, e sino alla chiusura definitiva delle sale di domenica 8 marzo, il mercato cinematografico ha registrato una perdita di incassi e presenze dell’81% circa, pari a 16.3milioni di euro e 2.5milioni di spettatori. Complessivamente il settore dell’audiovisivo ha interrotto tutte le attività produttive già iniziate e in fase di avvio e i danni finora calcolati sulle interruzioni sono di oltre 100milioni di euro. L’industria musicale registra un calo del mercato discografico del 60% mentre l’editoria prevede 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3milioni di copie che non saranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti, con la vendita di libri crollata del 75% rispetto allo scorso anno.“Il quadro è molto preoccupante ed estremamente complesso – spiega Cipolletta –. Per questo è necessario intervenire con misure specifiche per tutti i settori dell’industria culturale volte a sostenere le intere filiere con strumenti di emergenza che consentano alle imprese di arginare l’attuale crisi fornendo risorse per far fronte alle gravi perdite attuali, ma anche per riavviare il settore quando si riemergerà da questo drammatico periodo”.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure adeguate alla gravità della situazione:
• Un fondo di emergenza esteso anche ai comparti dell’editoria libraria, della produzione discografica e dei servizi museali e mostre temporanee;
• Il prolungamento della durata dei provvedimenti sia per la cassa integrazione, sia per le sospensioni contributive e dei tributi;
• Destinare parte del 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” anche ai produttori;
• Misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza. Al momento risulta fondamentale inserire nuovamente i beni di consumo culturali in formato fisico nella lista dei beni di prima necessità e quindi reperibili almeno attraverso le spedizioni via corriere.

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo ebook: €9,99
Prezzo cartaceo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Coronavirus, Mollicone (FdI): “Bene Franceschini, qualcosa ma non abbastanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“Le misure straordinarie del governo per la cultura sono un primo passo per arginare l’emergenza, ma sono sicuramente migliorabili. Riconosciamo a Franceschini di aver ascoltato le richieste di FDI – che da sempre ha dato battaglia per i lavoratori e le imprese dello spettacolo – ma così com’è il testo del decreto non è risolutivo della crisi dell’industria culturale. Per questo, presenteremo emendamenti migliorativi. Vanno adottati, con necessità e urgenza, provvedimenti normativi per evitare qualsiasi penalizzazione nei confronti dei soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, ai fini della rendicontazione del contributo pubblico, e vanno erogati, con necessità e urgenza, i contributi già destinati ai soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, sia il saldo 2019 che i primi acconti per il 2020. Lo stesso FUS va riformato, finanziando i progetti speciali, aumentando i fondi e ampliando la platea. I danni subiti dai teatri, sia FUS che extra FUS, vanno rimborsati e tutti i teatri vanno sostenuti finanziariamente e con una sospensione generale delle imposte dirette e indirette.Gli stanziamenti del Fondo per le emergenze vanno aumentati, almeno fino a 200 milioni, così come le indennità di base per i lavoratori dello spettacolo, la cui entità di soli 500 euro è ridicola e va prima aumentata e poi stabilizzata. Inoltre, va permesso l’accesso al credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo per tutte le imprese dello spettacolo e dell’industria culturale.
Per il cinema vanno sbloccate immediatamente le risorse per la legge sul cinema e l’audiovisivo, e istituito presso Cassa Depositi e Prestiti un Fondo di Garanzia ad hoc per sostenere le imprese del settore. Infine, va messo in campo un piano di interventi per il rilancio della domanda di cultura, permettendo la detrazione dei consumi culturali, alla pari dei ticket medicinali.”Così il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone.

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo americano, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico, l’uomo che, con la sua fiducia nell’etica del lavoro e nel progresso sociale, aveva caratterizzato la modernità, e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista. A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua estrema attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che è tra noi, che, anzi, siamo noi oggi. Non, come un’interpretazione approssimativa vuole, un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io. Il narcisista, quale noi siamo oggi, è un uomo perseguitato dall’ansia, dunque tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà di gruppo e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. In virtù di questo, vive in un mondo che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, una società che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo a tal punto inarrestabile che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a «sopravvivenze di tradizioni locali, di self-help e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibrì Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00 Neri Pozza Editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.
E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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“Anno della cultura dell’Azerbaigian in Italia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

La Sindaca di Roma Virginia Raggi ha ricevuto in Campidoglio il Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, in occasione della visita di Stato in Italia.Nel corso dell’incontro la delegazione guidata dal Presidente della Repubblica ha visitato l’Aula Giulio Cesare dove per l’occasione sono stati esposti i reperti archeologici provenienti dagli scavi archeologici dell’area di via Alessandrina, nei Fori Imperiali, realizzati grazie al finanziamento del Ministero della Cultura e del Turismo della Repubblica dell’Azerbaigian.Gli scambi culturali verranno intensificati nel corso di quest’anno. Il 2020 è stato, infatti, scelto come “Anno della cultura dell’Azerbaigian in Italia” e avrà in programma eventi che si svolgeranno a Roma dedicati a favorire lo scambio culturale tra i due Paesi.L’incontro è l’occasione per ribadire i sentimenti di amicizia tra i due popoli e le molte relazioni storiche e culturali che legano i due Paesi e le rispettive Capitali, ha sottolineato la Sindaca Raggi accogliendo il presidente dell’Azerbaigian. E con riferimento all’Anno della cultura azera in Italia la Sindaca ha sottolineato la volontà dell’Amministrazione di supportare la collaborazione nell’ottica di garantire il pieno successo di tutte le iniziative.

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Conferma dei 500 euro per la 18App da spendere nel 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

“La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del regolamento della 18App, con la conferma che anche ai nati nel 2001 verranno assegnati 500 euro da spendere in cultura nel 2020, è una notizia positiva – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi –. La 18App non solo contribuisce a sostenere l’industria culturale, ma è un tassello importante di una politica volta a far crescere la lettura nel nostro Paese. Per questo è necessario garantire a tutti i neomaggiorenni la stessa possibilità di spesa anche in futuro”. “Adesso – continua Levi – si tratta di dare continuità e sicurezza per l’avvenire a questa importante misura di sostegno alla lettura dei giovani, ripristinando la dotazione originaria della 18App a 290 milioni e confermando l’assegno di 500 euro per ciascun ragazzo per gli anni futuri, a partire dal 2021”. Nel 2018, ricorda l’associazione degli editori, sono stati spesi in libri 132,4 milioni di euro, il 69% della spesa totale. Nel 2019 131,5 milioni, il 66% della spesa totale. “Nella grande maggioranza dei casi – conclude Levi – i ragazzi utilizzano i soldi ricevuti per i libri: è la dimostrazione che il sostegno alla domanda funziona nel far avvicinare famiglie e giovani alla lettura”.

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Jo Coenen: 40 anni in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 febbraio 2020

Milano dal 3 al 13 marzo 2020 il Politecnico ospita negli spazi della Galleria del Progetto JC 40-Y-EU. Jo Coenen, 40 anni in Europa, prima tappa di una mostra itinerante che offrirà una panoramica inedita sui quarant’anni (1980-2020) di carriera del grande architetto e urbanista olandese Jo Coenen.Si delinea così il profilo poliedrico di una figura di primaria importanza per la cultura architettonica europea, capace di innovare l’insegnamento accademico, rafforzare il ruolo dell’architetto, introdurre nuovi metodi per la pianificazione a diverse scale. Capace soprattutto di agire sempre oltre le “frontiere”, nazionali e disciplinari, e liberare il suo lavoro da una visione confinata all’interno del singolo incarico per dedicarsi alla ricerca di un “ordine” più generale. Come architetto e urbanista, Capo Architetto della Corona Olandese, consulente del Governo e di moltissime amministrazioni cittadine e regionali, membro di giuria in concorsi pubblici (inter)nazionali e appassionato professore in molte università europee, Coenen ha colto in ogni ruolo la possibilità di lasciare il segno sul tema a lui più caro: l’interazione tra l’edificio e la città.
Il progetto, patrocinato dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano e dal Comune di Milano, è promosso dalla Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano insieme al Bureau Europa di Maastricht, in collaborazione con l’HNI e IBA Euroregion, e alla Delft University of Technology (TU Delft).
La mostra inaugura il 3 marzo con un seminario Internazionale e prosegue con un workshop il 12 marzo con gli studenti ma aperto ai cittadini, per portare all’attenzione di un pubblico ampio temi di estrema rilevanza e attualità rispetto alle trasformazioni della città europea.

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Cultura: luci e ombre della legge per la promozione e il sostegno della lettura

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Sono sempre meno gli italiani che leggono libri e quotidiani, soprattutto in alcune aree del Paese. Anche dal punto di vista dei lettori emerge una palese ineguaglianza sociale. La diffusione della cultura digitale ha introdotto profondi mutamenti all’interno del mercato editoriale, non vogliamo soffermarci sul dibattito incentrato sul valore e sulle implicazioni, anche di carattere psicologico, che sottostanno alle differenti modalità di fruizione dei contenuti editoriali, ma riteniamo che sia nostro preciso compito, in qualità di associazione che tutela i diritti dei cittadini, contrastare l’impoverimento culturale delle persone e del Paese.In tal senso, la recente legge per la promozione e il sostegno della lettura, voluta dal Ministro Franceschini, se da un lato rappresenta un positivo tentativo di affrontare il tema, denotando una sensibilità verso tale problema, dall’altro si riscontrano alcune criticità relativamente agli strumenti adottati ed alcune scelte compiute, a partire dalle risorse stanziate, che risultano del tutto inadeguate.
In particolare per quanto riguarda la Carta della Cultura, che prevede un bonus per l’acquisto di libri, compresi i testi scolastici, di 100 euro: tale carta verrà consegnata in base a un criterio reddituale che ancora non è stato stabilito, è stato però fissato il finanziamento pubblico di 1 milione di euro. Si tratta, quindi, complessivamente di 10.000 carte (circa una per ogni comune italiano). Appare evidente l’esiguità di tale misura che, proprio per questo, rischia di risultare inefficace.La seconda misura, che giudichiamo invece intrinsecamente sbagliata, riguarda il taglio agli sconti sui libri di cui i consumatori possono beneficiare nei supermercati, nelle vendite per corrispondenza e nelle piattaforme digitali, che saranno ridotti dal 15% al 5% per i libri non scolastici e dal 20% al 15% per i libri di testo. L’intento della misura dovrebbe essere quello di spostare la clientela verso le librerie tradizionali. Federconsumatori appoggia ogni iniziativa, anche nella legge, che può aiutare il mondo delle tradizionali librerie, ma ritiene che questo metodo sia profondamente iniquo e scarsamente efficace e che, paradossalmente, potrebbe allontanare ulteriormente una fascia di lettori.Ridurre inoltre gli sconti anche sui libri scolastici è davvero una misura inspiegabile, che colpisce milioni di famiglie, soprattutto quelle con più figli e con redditi medi e medio bassi.Dallo studio che Federconsumatori effettua ogni anno, emerge che i costi per i libri di testo mettono a dura prova i bilanci delle famiglie: nel 2019 mediamente per i libri + 2 dizionari si spendono 470,55 Euro per ogni ragazzo.Alla luce di tali considerazioni Federconsumatori chiede di potenziare i fondi per la Carta della cultura e di rivedere la misura sugli sconti. Se si vuole davvero tentare di avvicinare le persone alla lettura si potrebbe attivare la detraibilità fiscale, per lo meno fino a una certa soglia di reddito, delle spese per libri acquistati nelle librerie tradizionali.Si potrebbe, inoltre, optare per una rimodulazione dell’IVA sull’editoria, attualmente fissata al 4%: oltralpe, ad esempio, è al 2,1%. È necessario aprire un confronto con tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni culturali e scolastiche, gli operatori del mercato, le Associazioni dei Consumatori, per far sì che una legge che si prefigge obiettivi così utili e necessari sia studiata e attuata nel miglior modo possibile.

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Industrie Fluviali: il nuovo Ecosistema Cultura di Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

Roma Giovedì 13 febbraio 2020 ore 18.00-20.00 Industrie Fluviali, Via del Porto Fluviale 35.Industrie Fluviali prosegue la sua mission di innovazione culturale e riflessione sul presente, aprendosi al territorio con iniziative e appuntamenti originali e attenti agli stimoli sociali contemporanei, portando negli spazi d’archeologia industriale di via del Porto Fluviale una serie di nuovi inediti appuntamenti verso una rinnovata concezione di cittadinanza e diversità.
Aspettando i nuovi focus tattili e visivi, il 13 febbraio 2020 debutta a Industrie Fluviali un nuovo format: Parole correnti. Vocabolario essenziale contemporaneo.Parole Correnti è una serie di eventi mensili tematici, incentrati ognuno su una parola altamente significativa dell’oggi, organizzati da Artwave con Industrie Fluviali.Esperti, artisti e attivisti dialogano intorno ad una parola-chiave della contemporaneità per trasformarla, liberarla dagli stereotipi e comprendere la complessità del nostro tempo.Il primo appuntamento di Parole Correnti è con #poliamore: cosa significa esattamente questa parola? Come funziona una relazione poliamorosa? Quali sono le possibilità e i rischi? Quali implicazioni comporta rispetto all’identità, all’orientamento e alla consapevolezza della vita sessuale ed emotiva di ognuno e ognuna?Parole Correnti si propone di aprire nuovi orizzonti di senso sul poliamore, tramite un dialogo fra tre prospettive diverse e complementari: quelle di Dante Antonelli, Pietro Turano e Veronica Vizzari.Al termine di questo dialogo, una sessione di Q&A permette ai partecipanti di confrontarsi direttamente con gli ospiti. Infine, i ruoli si invertono e il pubblico, attraverso un breve workshop, diventa protagonista dell’incontro condividendo suggestioni, emozioni, pensieri, racconti, abitudini.Intervengono: Dante Antonelli, regista e drammaturgo tra i più importanti del panorama teatrale italiano. Ha affrontato il tema del poliamore nel suo ultimo spettacolo, Atto di Adorazione, che ha debuttato nel 2019 al RomaEuropa Festival. Il suo è il punto di vista dell’arte e del processo creativo, anticipatori mai banali della realtà. Pietro Turano, attore, tra i protagonisti della serie tv SKAM Italia. Attivista impegnato per i diritti LGBT+ in qualità di consigliere nazionale Arcigay, è componente del direttivo di Arcigay Roma. Il suo è il punto di vista della società reale, quella fatta di esseri umani in carne e ossa che ogni giorno si scontrano con pregiudizi e discriminazioni. Veronica Vizzari, psicoterapeuta e docente, conduttrice di gruppi ad approccio bioenergetico. Da anni lavora in campo clinico e scientifico nell’ambito della sessuologia. Il suo è il punto di vista della ricerca scientifica che indaga l’interdipendenza tra corpo, psiche e sfera emotiva. L’incontro, supportato da Odoya editore, è moderato da Cristina Cassese, responsabile della sezione Cultura di Artwave, specializzata in antropologia culturale e formatrice in percorsi sugli stereotipi di genere e d’identità.www.industriefluviali.it

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La cucina e la cultura enogastronomica della Puglia approdano in Norvegia

Posted by fidest press agency su domenica, 9 febbraio 2020

Rema 1000, una delle più importanti reti di supermercati della penisola scandinava, ha scelto infatti il Centro storico di Bari e la masseria Le Torri nelle campagne di Polignano a Mare per ambientare la sua nuova campagna di comunicazione. Testimonial e protagonista sarà Flavia Giordano, pugliese doc ma “nomade digitale” tra Italia, Svezia, Norvegia, Danimarca e il resto d’Europa dove organizza corsi di pasta fresca ed eventi enogastronomici e di cultura italiana. Dall’incontro tra la libera pensatrice alimentare, fondatrice di Spaghetti ABC, e la norvegese Inger Marie Ommedal, direttrice creativa di Imo-productions, è nata, infatti, l’idea di scegliere la Puglia per realizzare questa nuova campagna con la produzione di quattro pillole video diffuse da marzo sui social e di una pubblicazione di 48 pagine con una ventina di ricette italiane distribuita in 1milione e mezzo di copie in tutti i punti vendita della catena.
Rema 1000 ha, infatti, più di 800 punti vendita tra Norvegia e Danimarca. “Non è la prima volta che, per promuovere Rema 1000 ci occupiamo delle cucine del mondo. Andiamo costantemente alla ricerca delle radici della cucina del territorio”, racconta Inger Marie Ommedal. Se per parlare del wok e delle sue possibilità era stata scelta la Thailandia, per raccontare la pasta, la creativa ha puntato sull’Italia e grazie alla passione di Flavia, alla sua Puglia.Già coordinatrice di progetti editoriali per Coldiretti e Unioncamere e autrice dei fortunati volumi di cucina per Feltrinelli e Giunti, Flavia Giordano vive da alcuni anni in Svezia dove ha trasferito agli scandinavi il proprio amore per la cucina pugliese e italiana e i suoi prodotti, non solo con corsi di pasta fresca ma anche organizzando e promuovendo tour enogastronomici portando in Puglia, dalla Scandinavia, chef, produttori, addetti ai lavori facendo loro scoprire i sapori più antichi, genuini ed autentici della cucina del Sud Italia.

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

In questo saggio corrosivo Christopher Lasch esamina le manifestazioni ideologiche e pratiche di un individualismo esasperato che si diffonde a livello di massa e impregna stili e comportamenti della vita quotidiana. Lo scenario è l’America degli anni Settanta, una società che assiste al declino dei valori che avevano nutrito il suo vitalismo ottimista. Ma gli Stati Uniti rappresentano ancora una volta un modello cui vanno conformandosi i paesi sviluppati dell’Occidente: nell’inversione di tendenza della cultura americana risulta facile riconoscere molti dei tratti che qualificano il nostro contesto sociale.
Con continui slittamenti dalla fenomenologia del costume alla storia, dalla letteratura alla psicologia, Lasch argomenta con sferzante vivacità il rifiuto di ogni forma politica e la deriva narcisistica a cui hanno concorso i fallimenti dell’ideologia liberale da un lato e la massificazione degli slogans controculturali del permissivismo e dell’antiautoritarismo dall’altro. Un’attualissima, suggestiva e provocatoria critica della società. Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018). Neri Pozza editore)

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«Cultura e legalità nelle scuole»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 gennaio 2020

Venezia. Otto Istituti secondari di secondo grado, 41 classi e oltre mille studenti aderenti nelle province di Padova, Treviso e Venezia. Sono i numeri del progetto «Cultura e legalità nelle scuole», al via il prossimo 21 gennaio nell’ambito del “Protocollo d’intesa per la promozione dell’etica della responsabilità nell’economia” firmato nel dicembre 2018 tra Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, Sezione Regionale del Veneto dell’Albo Gestori Ambientali e Unioncamere del Veneto per un impegno congiunto nell’educazione e diffusione di una cultura sociale e l’attuazione del progetto legalità.Il progetto, che vede collaborare commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, Ufficio scolastico regionale del Veneto, UPI Veneto, Anci Veneto, Legambiente Veneto, è stato presentato stamattina presso Unioncamere del Veneto a Marghera (Venezia). All’incontro, che ha visto la partecipazione di 50 studenti dell’Istituto Barbarigo di Venezia, hanno preso parte Mario Pozza, presidente Unioncamere Veneto, Roberto Tommasi, responsabile del Veneto di Libera, Siro Martin, presidente della Sezione Albo Gestori Ambientali del Veneto, Emanuela Somalvico, responsabile Ufficio commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, e Maria Luisa Mele, referente legalità dell’Ufficio scolastico regionale.
Attraverso percorsi di informazione, formazione, educativi e divulgativi, l’obiettivo comune è creare delle collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Fra queste attività, la Sezione Albo Gestori Ambientali del Veneto realizzerà due percorsi formativi: «Ambiente, risorsa e bene comune per il nostro futuro» e «L’altra economia: impresa e criminalità organizzata, incontro di sensibilizzazione per la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata» rivolti, nei primi quattro mesi del 2020, agli studenti delle classi 3^, 4^ e 5^ degli Istituti secondari di secondo grado. Gli Istituti aderenti sono Istituto Tecnico Commerciale “P.F. Calvi” di Padova; Istituto Tecnico Tecnologico “G.B. Belzoni” di Padova; Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Florence Nightingale” di Castelfranco Veneto (TV); Istituto Tecnico Statale Commerciale “J. Sansovino” di Oderzo (TV); Istituto Tecnico Commerciale Statale “Riccati-Luzzatti” di Treviso; Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “G. Verdi” di Valdobbiadene (TV); Istituto Tecnico Istruzione Superiore “L. Da Vinci” di Portogruaro (VE); Istituto alberghiero “Andrea Barbarigo” di Venezia. Ogni percorso formativo è strutturato in tre incontri di due ore ciascuno.Anche il mondo dell’impresa contribuisce concretamente alla diffusione della legalità. Esiste infatti un «rating di legalità», avviato nel 2012, per promuovere e introdurre i principi di comportamento etico in ambito aziendale. Misurato in “stellette”, promuove 6.210 imprese sul territorio nazionale e il Veneto, con 723 imprese che hanno ottenuto il rating, rappresenta l’11,6% nazionale: Treviso conta 170 imprese (ottava in Italia), Padova 152, Vicenza 144, Venezia 92, Rovigo 26, Belluno 21 (dati ottobre 2018). La variazione è del +72% rispetto al 2017.

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La violenza come cultura dell’attenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Da cronisti ci capita spesso di raccogliere il messaggio che proviene da chi scende in piazza per esporre quelle che ritiene giuste rivendicazioni e meritevoli di un’attenzione mediatica. Non manchiamo, ovviamente, di riportare le loro motivazioni ma il rilancio che facciamo acquista un risalto o meno non su ciò che è stato detto e sostenuto con fermezza e determinazione ma dai “clamori” che sono derivati con schiamazzi, aggressioni e danni ai negozi che si trovano lungo il tragitto dei manifestanti.
C’è persino da chiedersi se tutto si fosse svolto in maniera pacifica quale spazio avrebbe potuto ambire, nei notiziari televisivi e nelle pagine della carta stampata, la giusta causa. Questa consapevolezza è senza dubbio chiara agli organizzatori tant’è che cercano, per seguire una strada virtuosa, di ben rappresentare il preannuncio del comizio con vari comunicati stampa. Ma anche su questo verso piovono i distinguo. L’accesso all’informazione dipende molto dalla sigla politica o sindacale o dei vari movimenti d’opinione che promuovono l’iniziativa e dalla possibile ricaduta sull’opinione pubblica. Poi vi è il discorso dei numeri. L’ascolto si dilata se a manifestare sono in tanti e qui parte la propaganda dei numeri che trasforma diecimila presenze in centomila e via di questo passo.
Ne consegue il luogo comune che più si è aggressivi e maggiore è l’attenzione e se alla fine si contano numerosi feriti e contusi vuol dire che solo in questo modo la copertura mediatica premia.
Quest’andazzo non è condivisibile perché oltre tutto diseduca e mette in secondo piano il motivo stesso della contrarietà di quella parte dei cittadini che ancora credono alla forza delle parole, alla logica del pensiero e a farci riflettere seriamente. Si rende anche un pessimo servizio agli argomenti che s’intendono evidenziare con atti irresponsabili che non favoriscono la conoscenza al grosso pubblico e la loro eventuale condivisione finisce con lo spaventarlo e non certo a renderlo edotto di una ragione che potrebbe avere molti più sostenitori.
Che fare allora? E’ scegliere, a nostro avviso, il ritorno alla lettura, al migliore ascolto televisivo e in streaming live cercando al tempo stesso di coinvolgere più persone tra il pubblico e non tra i soliti tromboni ammazza sentenze. E’ senza dubbio un fatto culturale e d’intelligenza critica che ci permette di setacciare il fatto dal commento, la circostanza tra un interesse personale e una obiettiva valutazione. Dobbiamo in pratica ritornare a ragionare sempre con la testa nostra e non con quella degli altri per imitarli ma non senza aver prima valutato la bontà dei loro intendimenti. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

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Presentazione progetto Cultura e Legalità nelle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 11 gennaio 2020

Marghera (Venezia) lunedì 13 gennaio alle ore 12.00 presso la Sala Europa di Unioncamere del Veneto (PST Vega, via delle Industrie 19/C), verrà illustrato il progetto «Cultura e legalità nelle scuole». Le attività del progetto, che prenderanno avvio il 21 gennaio 2020, permetteranno di concretizzare iniziative di sensibilizzazione e di formazione a favore di numerosi studenti di Istituti di Istruzione Secondaria di secondo grado in Veneto.L’accordo è rivolto alle categorie economiche, imprese e giovani. Attraverso percorsi di informazione e formazione nonché educativi e divulgativi, l’obiettivo è creare una serie di collaborazioni accompagnate dallo sviluppo di azioni dirette alla prevenzione e contrasto alla criminalità economica. Nell’ambito delle attività viene dato inoltre spazio alla prevenzione e contrasto dei danni ambientali ponendo il rispetto del territorio quale perno di sviluppo del corretto e libero funzionamento del mercato.Interverranno all’incontro:
Mario Pozza, presidente Unioncamere del Veneto Analisi Percezione Legalità 2019 – resoconto studi e ricerche finanziate dal Sistema Camerale veneto;
Roberto Tommasi, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie Agromafie e caporalato, studio indagine;
Giuseppe Vadalà, commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive. Le discariche abusive a Venezia e in Veneto, quanto fatto e quanto ci sarà da fare;
Siro Martin, presidente della Sezione Veneto Albo Gestori Ambientali. I protocolli per la legalità sottoscritti, i progetti e gli strumenti realizzati per gli enti di controlli in campo ambientale e trasporto rifiuti, la lotta all’illegalità;
Augusta Celada, dirigente Ufficio Scolastico Regionale Report attività USR (in attesa di conferma)

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Abu Dhabi accoglie 1,3 milioni di hotel guest nel Q3 2019

Posted by fidest press agency su sabato, 30 novembre 2019

Abu Dhabi. I dati pubblicati dal Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) riportano il numero di ospiti che hanno soggiornato negli hotel dell’emirato durante il terzo trimestre del 2019: più di 1,3 milioni con un aumento del 1,7% rispetto allo stesso periodo del 2018. Nell’anno in corso invece, si contano fino ad oggi 3,8 milioni di hotel guest, + 2,9%.
L’ultimo rapporto DCT Abu Dhabi mostra inoltre che i ricavi totali degli hotel nel terzo trimestre hanno superato 1 miliardo di Dirham, registrando un aumento dell’1,7% rispetto al 2018. L’occupazione alberghiera è cresciuta notevolmente, dal 4% al 69%, mentre la durata media del soggiorno (ALOS) è aumentata del 5,6%, toccando le 2,5 notti.Questi numeri sono generati in gran parte dai visitatori dei mercati principali. Gli hotel guest provenienti dall’India (+ 8,1%), Regno Unito (+ 5,3%), Oman (+ 18,6%) e Arabia Saudita (+ 2,1%) mostrano un aumento significativo tra luglio e settembre. Nel terzo trimestre, il mercato italiano registra 8.000 hotel guest ed una durata media del soggiorno di 4 notti. “I risultati riflettono l’impegno del DCT Abu Dhabi, degli stakeholder e dei partner turistici nel promuovere una destinazione avvincente e ricca di eventi di richiamo mondiale, per ogni tipo di viaggio, leisure o business, e turista internazionale. Infatti, le stime del terzo trimestre risultano impressionanti. L’estate è generalmente un periodo più tranquillo per il settore turistico della regione, ma i numeri sono stati sostenuti da alcuni eventi davvero eccezionali, come l’Abu Dhabi Showdown Week, l’Abu Dhabi Family Week, l’esclusiva Summer In Abu Dhabi e la celebrazione dell’Eid Al Adha”, ha affermato HE Saif Saeed Ghobash, sottosegretario DCT Abu Dhabi. “Tutto ciò fa sperare nella realizzazione di ulteriori 12 mesi da record per Abu Dhabi in termini di arrivi. Secondo le previsioni l’emirato accoglierà 5,1 milioni di ospiti entro la fine dell’anno, registrando un aumento del 2% rispetto al 2018, mentre il numero di stanze occupate supererà gli 8,6 milioni, + 5,6 %”.“Entro fine anno, attesi ancora tanti imperdibili eventi e nuove entusiasmanti attrazioni: il weekend dal 28 novembre al 1° dicembre in occasione del Gran Premio di Formula 1 Etihad Airways Abu Dhabi, il nuovissimo appuntamento culturale Al Hosn Festival, dal 12 al 19 dicembre, ed il Capodanno animato dalla performance esplosiva della star Bruno Mars. Da non perdere l’apertura, il 29 novembre, del CLYMB ™ Abu Dhabi, un’attrazione originale ed unica nel suo genere, che presenta la più grande camera di volo per paracadutismo indoor del mondo e la parete per arrampicata indoor più alta del mondo”.Infine, nell’anno in corso l’India risulta il primo mercato incoming per Abu Dhabi, con oltre 321.000 hotel guest. La Cina ha registrato più di 297.000 presenze, con il Regno Unito che si posiziona al terzo posto nel ranking mondiale, con oltre 190.000 visitatori. Gli hotel guest italiani ad oggi sono 35.000, con una media soggiorno pari a 4,2 notti.

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Parma, la Capitale Italiana della Cultura 2020

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

Si può visitare la città seguendo un originale percorso tra 16 statue dislocate tra piazze e giardini, statue che diventano parlanti e che narrano la loro storia all’interno del contesto della memoria urbana. Non si tratta di effetti speciali, ma dell’innovativo progetto Talking Teens, sostenuto da INC Hotels Group, catena alberghiera leader nel territorio della Food Valley.
Un’ iniziativa comunitaria ideata da Paola Greci, che ha coinvolto gli studenti delle scuole di Parma e Provincia, in linea con lo slogan di Parma 2020 “la cultura batte il tempo”. Basta avvicinarsi alla statua del Gruppo del Sileno, di Vittorio Bottego, di Enzo Sicuri, per citarne alcuni, e comporre il numero di telefono indicato vicino la scultura, oppure attivare l’app dedicata sullo smartphone, per ascoltare cosa questi personaggi silenziosi hanno da dire. Gli studenti hanno curato i dialoghi e i testi delle statue parlanti, con la guida di un comitato scientifico, mentre le voci sono di un gruppo di attori di teatro e di cinema.
Si può scegliere di ricevere la telefonata sia in italiano che in inglese oppure una videochiamata nella Lingua dei Segni Italiana. Inoltre, le istruzioni presso ogni statua sono anche in Braille per i non vedenti.Il percorso completo è di circa 4 km da percorrere a piedi o in bicicletta, il mezzo di trasporto molto amato dai parmigiani, mentre il circuito del centro storico comprende 9 statue ed è lungo circa 1 km.

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La trentatreesima edizione di Eurovisioni: “sovranità digitale e culturale” dell’Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 ottobre 2019

Un appello lanciato dai partecipanti alla giornata internazionale di Eurovisioni delle due giornate di dibattito all’Accademia di Francia a Roma, cosi come echeggiato dalle proiezioni di 4 fiction europee (Italia – RAI, Francia-France Télévisions, Germania-ZDF e Spagna-RTVE) presentate in anteprima a Palazzo Farnese ed a Villa Medici.Lo ha espresso con grande chiarezza nel suo intervento conclusivo di sabato Jean-Noel Tronc, Direttore Generale della SACEM (la SIAE francese), che – nel presentare il suo volume appena edito da Seuil in Francia (“Et si on recommençait par la culture?”) – ha invitato l’Europa, i suoi governanti ma anche i suoi cittadini, a preservare la propria identità culturale messa in pericolo dalla tempesta congiunta della trasformazione digitale e della globalizzazione.Lo stesso messaggio emerso dalla giornata internazionale, promossa insieme ad AGCOM, in cui il presidente Cardani, insieme al Presidente della RAI, Foa, al presidente dell’ERGA (le autorità di regolazione europee), ai rappresentanti del governo francese e dell’autorità di controllo francese (CSA) hanno tutti invitato i legislatori italiani in primis, e quelli degli altri paesi europei ad agire presto e bene.Principale fonte di preoccupazione di tutti gli oratori presenti (vedi programma) è la presenza delle piattaforme internet globali (tutte rigorosamente non europee: da Google a Facebook, da Twitter ad Amazon, da Netflix ad Alibaba) che hanno goduto fino ad oggi di condizioni di estremo favore. Grazie al loro status non europeo, infatti, hanno potuto beneficiare di tasse estremamente ridotte (in media del 3% sui loro profitti contro il 45% imposto alle imprese italiane e francesi), del non rispetto delle regole sulla privacy, del non assoggettamento alle regole europee in materia di quote di produzione e di contributi alla produzione nazionale. Numerose procedure di infrazione sono state aperte in diversi paesi europei ed alcune multe miliardarie sono state comminate sino ad oggi (ma nessuna o quasi risulta ancora pagata), mentre – a causa di questa concorrenza irregolare – il settore europeo dei media è da anni in crisi e sta procedendo a massicci licenziamenti, piani sociali e chiusure.Un rischio che si sta estendendo alche al settore della produzione cinematografica e televisiva, come denunciato dai rappresentanti delle imprese dei media presenti al dibattito: oltre alla già citata RAI; anche da Giuliano Berretta, di Oberon media e Presidente A.H. di Eutelsat; da France Télévisions e dal gruppo di imprese italiane rappresentate dalla Fondazione Technomedia (partner e sponsor di Eurovisioni 2019) e dai membri di Confindustria Radio e TV (Mediaset, La 7, emittenti locali).La sfida e l’invito urgente ai Governi ed ai parlamenti di Italia e Francia è quella di trasformare subito le numerose direttive e raccomandazioni europee approvate nell’ultimo anno a Bruxelles in leggi nazionali coerenti e armonizzate: dalla revisione della direttiva “Tv senza frontiere” (oggi chiamata Servizi Media Audiovisivi) alla Direttiva sul Diritto d’autore su Internet alle raccomandazioni in materia di lotta alla disinformazione.I tempi sono stretti (la direttiva SMA – Servizi media audiovisivi deve essere convertita in legge entro settembre 2020, quella sul diritto d’autore entro giugno 2020) e la strada si annuncia tutta in salita. Lo ha spiegato bene il rappresentante del governo francese, Jean Baptiste Gourdin, che ha denunciato la pressione esercitata da Google la scorsa settimana. Non appena il governo francese ha anticipato in legge l’obbligo per le piattaforme commerciali di pagare delle royalties ai giornali francesi per l’utilizzo dei loro titoli, Google ha subito annunciato che non intende pagare le somme dovute e che preferisce ,invece, sospendere la pubblicazione dei titoli dei giornali francesi sul suo motore di ricerca. La querelle probabilmente finirà in tribunale, ma – come ha sottolineato Michel Boyon – presidente di Eurovisioni nel suo intervento di chiusura – tutto dipende da quanto faranno gli altri paesi europei. “Se tutti i paesi adotteranno la direttiva europea introducendo questo obbligo nelle leggi nazionali quanto prima – ha dichiarato – allora anche le piattaforme Internet non avranno altra scelta che adeguarsi. Se, invece, qualche paese UE adotterà delle leggi meno chiare e più “morbide”, allora il rischio che comportamenti di questo tipo si estendano, diventerà assai alto”.Un esempio assai chiaro di cosa intendesse dire Jean Noel Tronc nel suo discorso citato in apertura, con l’invito a “ristabilire la sovranità culturale europea”.

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