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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘cultura’

AIE: “Ripartire da scuola, cultura e sapere”

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2020

“Far crescere conoscenza, cultura e istruzione nel nostro Paese è la via maestra per uscire dalla crisi attuale e costruire un’Italia migliore”: lo sostiene l’Associazione Italiana Editori (AIE) il cui presidente Ricardo Franco Levi è intervenuto oggi agli Stati generali dell’economia convocati dal governo a Villa Pamphili. Secondo Levi, che al termine dell’incontro ha consegnato al governo un documento con le proposte di AIE per il futuro, “il sostegno e la promozione della lettura devono conquistare un posto centrale nell’agenda politica. I dati della lettura indicano infatti un’emergenza nazionale, tanto più perché disegnano un Paese spaccato in due, in cui il Mezzogiorno, sui dati di lettura, registra distanze ancor più marcate che sulle variabili economiche”.L’Associazione Italiana Editori, ha spiegato Levi, per uscire dall’emergenza chiede al governo un piano che tenga assieme sostegno alla filiera editoriale (a fine anno la perdita stimata di fatturato degli editori italiani è stimata tra i 650 e i 900 milioni su 3,2 miliardi) e rilancio della lettura nel Paese. Questo disegno si compone di quattro azioni: “Un piano straordinario di acquisti delle biblioteche di pubblica lettura; un buono libri per le famiglie con bimbi all’inizio del loro percorso scolastico; un pacchetto di aiuti diretti alle librerie fisiche e uno per i piccoli editori, a sostegno della bibliodiversità”. Attualmente, il governo è intervenuto sul primo punto, con un fondo da trenta milioni, e sul terzo, con 10 milioni a sostegno del tax credit per le librerie. “Adesso si tratta di completare l’intervento. Il sostegno alla domanda privata è altrettanto importante e il meccanismo di una carta per il consumatore, come è stato per la 18App o la Carta docenti, è sperimentato e crediamo di rapida attuazione”. Sul fronte dei piccoli editori, “l’aiuto è drammaticamente necessario: il 77% di loro, oggi, valuta come possibile la chiusura entro la fine dell’anno”.Ma ancora più importanti saranno le idee per il dopo. “L’emergenza – ha dichiarato Levi – è scoppiata nel mezzo di una discussione su una “legge di sistema” per il libro, che si occupi di tutta la filiera, analoga a quella già in vigore per l’audiovisivo, che il Ministro aveva annunciato come imminente. La pandemia è arrivata prima della legge di sistema, che se ci fosse stata avrebbe consentito di ridurre gli impatti devastanti che il COVID sta invece avendo sul mondo del libro. Riprendiamo immediatamente il dialogo per la costruzione di un sistema organico di sostegno e sviluppo al libro e alla lettura”.
L’Associazione propone di intervenire mettendo al centro “scuola, crescita culturale del Paese, università e ricerca”. Sul piano europeo, AIE invita il Governo a difendere “con forza il ruolo delle industrie culturali come settore chiave di sviluppo dei nuovi programmi. I documenti della Commissione mostrano come i settori culturali abbiano subito – con il turismo – le perdite più significative in questi mesi. È fondamentale che ciò sia riconosciuto e che il ruolo della cultura sia al centro dei programmi futuri”. Sul fronte nazionale, “guardiamo con molta attenzione e fiducia all’annunciato provvedimento sulle famiglie, il cosiddetto Family Act, dove il tema del diritto allo studio è posto con vigore, e si parla di sostegno all’acquisto di libri di studio, per la scuola e per l’università”. Detrazioni fiscali alle famiglie per l’acquisto dei libri, a partire di quelli necessari allo studio, sono oggi più che mai necessarie: “Il Governatore della Banca d’Italia, come altre autorevoli fonti, ha lanciato un allarme sulla crescente povertà del paese, sottolineando come la povertà materiale rischi di far crescere la povertà culturale delle giovani generazioni, per tutti quei giovani che saranno costretti, per mancanza di mezzi, ad abbandonare gli studi ancor prima del diploma o a non iscriversi all’università”.Va sostenuto inoltre, lo sforzo di tutti gli attori della filiera per uno sviluppo sostenibile e inclusivo: utilizzo di carta ecologica, sviluppo di prodotti di lettura accessibili anche alle persone con disabilità, innovazione digitale per la didattica a distanza, ma non solo, e internazionalizzazione sono le azioni già messe in campo dagli editori e che secondo l’associazione andrebbero incentivate e sostenute.

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Più fondi all’industria culturale italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

“Abbiamo presentato un parere contrario di minoranza al DL Rilancio in commissione Cultura – dice il capogruppo in commissione Cultura per FDI e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone – quindi, abbiamo votato contrariamente al parere proposto dalla maggioranza. Gli interventi previsti per la cultura, lo spettacolo, il teatro, il cinema, la danza, gli spettacoli viaggianti, tutta l’industria culturale, la scuola, lo sport, le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive dilettantistiche, gli enti di promozione sportiva sono insufficienti. Sono state sì introdotte numerose nostre proposte ma i fondi stanziati sono insufficienti e necessitano di numerosissimi decreti attuativi. Ci auguriamo che nel passaggio parlamentare i nostri emendamenti possano essere accolti, così da migliorare l’impianto del decreto.”

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Europa: maggiori finanziamenti per la cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 maggio 2020

“Il ministro Franceschini richieda in sede europea maggiori finanziamenti per la cultura nelle prossime misure che saranno varate dalle istituzioni europee. Vanno incrementati, come da noi richiesto in una risoluzione poi approvata unitariamente dalla commissione Cultura, in particolare per il prossimo periodo 2021-2027, i finanziamenti riservati alla cultura nei quadri finanziaripluriennali dell’Unione europea, che spesso hanno attribuito somme molto limitate per il settore. Il programma “Europa Creativa” va consolidato puntando al raddoppio del bilancio, evitando che le voci di spesa sovrapposte con altri programmi non costituiscano variazioni negative dell’entità del programma. Sono tante le piccole e medie imprese culturali, in ogni settore, che accedono ai finanziamenti europei per sostenersi. Imprese che, a causa dell’emergenza sanitaria, sono allo stremo.”Commenta così la videoconferenza dei ministri della Cultura UE il capogruppo in commissione Cultura a Montecitorio e responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Brescia e Bergamo si candidano a Capitali italiane della cultura 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Brescia e Bergamo lanciano un’alleanza strategica, che parte dalla cultura. In uno dei momenti più cupi della loro storia, le due città, che hanno pagato un tremendo tributo all’epidemia Covid-19, hanno deciso simbolicamente di candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura nel 2023.Due territori affini, una sofferenza comune, una volontà unica di risollevarsi dal dolore e progettare un domani sereno, in un percorso che veda cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza che la cultura sintetizza e simboleggia valori fondamentali per qualunque società.I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di quasi tutte le attività culturali, imponendo una riflessione epocale e sistemica su perché, per chi, come e che cosa significherà “fare cultura” nei prossimi anni, posto che non è pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalità per come la si intendeva solo pochi mesi fa.La sfida, oggi, è creare qualcosa di nuovo, andare avanti con una consapevolezza differente e stimoli inediti.Le due città e i loro territori intendono cogliere l’occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, cooperando con il tessuto associativo e imprenditoriale, conservando e incrementare il patrimonio, attirando turisti, creando nuove opportunità di sviluppo e formazione.Questi obiettivi implicano un cambiamento di ciò che tradizionalmente è stata la politica culturale e suggeriscono un ripensamento dei compiti e delle strutture delle istituzioni culturali, senza determinare una distrazione rispetto alle missioni originarie. Si tratta di un lavoro che non può essere svolto individualmente ma deve essere, necessariamente, il risultato di un’attivazione complessiva delle energie del territorio. Servono quindi adeguati livelli di integrazione gestionale e politica e la piena collaborazione del tessuto imprenditoriale, non inteso come mero erogatore di risorse economiche, ma come detentore di una cultura del lavoro che unisce competenza, innovazione, creatività e cosmopolitismo.Dal 2016 ad oggi il progetto “Capitale Italiana della Cultura”, nato dalla riproduzione dell’omologo formato europeo nato nel 1985, ha conosciuto una forte evoluzione, trasformandosi da generico incentivo all’incremento della notorietà mediatica e dell’attrattività turistica a strumento strategico per condividere la riprogettazione di svariati asset territoriali per lo sviluppo socio-economico locale.Un’occasione rara per ascoltare le voci delle comunità residenti e degli operatori culturali e raccogliere le idee, le energie e gli stimoli che il processo di candidatura innesca, a prescindere dagli esiti della virtuosa competizione con le altre città tricolori.Brescia e Bergamo si candidano quindi a Capitale Italiana della cultura nel 2023, decise a creare una nuova strada per la fruizione della cultura nel nostro Paese. Il progetto ha già incassato il primo sì: è quello di UBI Banca, istituto bancario che a Bergamo e Brescia affonda le proprie radici storiche e che sarà partner dell’iniziativa sostenendo concretamente le istituzioni culturali delle due città.

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DL rilancio: Fondi cultura insufficienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“L’intervento previsto nel dl Rilancio per la cultura e lo spettacolo è insufficiente, avrà un impatto limitatissimo mentre i teatri, i cinema, i concerti, le scuole di danza, i set cinematografici chiudono e cancellano gli spettacoli. Chiediamo al ministro Franceschini di garantire immediatamente un miliardo all’anno nel Fondo Emergenze per i prossimi 3 anni e il mantenimento e il rafforzamento delle leve fiscali, come la detrazione del consumo culturale individuale – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone, nel corso di “Tg2Italia” – notiamo, comunque, che nel decreto sono inserite numerose delle nostre proposte, come la costituzione di un fondo per la filiera del libro, gli spettacoli e i musei non statali, l’istituzione di un fondo per la promozione della Cultura con Cassa Depositi e Prestiti e l’Istituto per il Credito Sportivo, l’erogazione immediata dei fondi del FUS, un credito d’imposta per le locazioni dei teatri e dei luoghi dello spettacolo, la proroga della sospensione dei versamenti, anche se richiesta fino a dicembre 2020, l’aumento dei termini dei voucher cultura da 12 a 18 mesi. Proposte da noi avanzate sia nella risoluzione presentata e approvata in commissione che nei nostri emendamenti.”

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Approvazione unitaria risoluzione cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

“Esprimiamo grande soddisfazione per l’approvazione della risoluzione unitaria sulle misure per il contrasto delle ricadute economiche dell’emergenza sanitaria nella cultura – dichiarano i parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della commissione Cultura, Federico Mollicone, responsabile Cultura e capogruppo di FDI, e Paola Frassinetti, Vicepresidente della commissione – la maggior parte delle commissioni parlamentari fanno da “passacarte” dei decreti del governo ma la commissione Cultura si è distinta per spirito di condivisione e volontà univoca di amplificare l’azione del governo. Ci auguriamo che l’attività parlamentare e, in particolare, quella delle commissioni possa ritornare centrale nel contesto nazionale. La risoluzione è una sintesi dell’ascolto e del dialogo con le categorie della cultura, del cinema, dello spettacolo dal vivo, delle mostre, dell’industria fonografica e discografica, del teatro, dei concerti, dei videogiochi, per poter ripartire, in cui sono presenti numerose nostre proposte: vanno ascoltate le categorie nel processo di programmazione delle aperture, evitando oneri per gli operatori, siglando appositi protocolli sanitari; va aumentata la dotazione del Fondo emergenze e la platea coinvolta; va riformato il Fondo Unico per lo spettacolo, trasformandolo in ampliando i soggetti beneficiari e riformando i criteri; sbloccate le risorse della legge sul cinema e l’audiovisivo; vanno adottate misure di sostegno fiscale per i canoni di locazione degli immobili destinati allo spettacolo, al cinema e alla diffusione della cultura, come musei, gallerie d’arte, pinacoteche e dimore storiche; vanno prolungati i termini di sospensione degli adempimenti tributari e contributivi, anche per il settore culturale; va rafforzata la rete di protezione sociale per i lavoratori dello spettacolo; i voucher cultura vanno estesi a 18 mesi per garantire la migliore programmazione degli eventi e degli spettacoli; vanno adottate iniziative straordinarie per la filiera del libro e i piccoli editori; vanno sostenute le imprese del settore cinematografico, anche prevedendo la cessione a intermediari finanziari dei crediti d’imposta maturati dagli operatori del settore. Considerato anche al parere favorevole del governo, auspichiamo che ora gli impegni inseriti vengano, con urgenza, attuati dal ministro Franceschini”.

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“Il coronavirus non fermerà la cultura”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Il coronavirus non fermerà la cultura”. È il commento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, alla notizia dell’assegnazione dell’European Heritage Awards/Europa Nostra Awards 2020 per il restauro della Basilica di Collemaggio. “Questo premio non è solamente un’importante attestazione per la città e il lavoro svolto per il recupero di uno dei luoghi identitari della comunità aquilana ma, soprattutto, è un’ulteriore testimonianza del virtuoso percorso emancipatore che la città ha intrapreso dopo il sisma del 2009. – spiega il primo cittadino – La rinascita culturale è uno dei principi cardine su cui L’Aquila ha fondato la sua ripresa e su cui l’amministrazione intende continuare ad affidarsi in futuro, nel rispetto delle nuove regole e forme di fruizione imposte a seguito della diffusione del Covid-19”. Sul riconoscimento della Commissione Europea e di Europa Nostra, il sindaco Biondi ha sottolineato come la Basilica di Collemaggio sia “un simbolo dell’Aquila e intrinsecamente legata alla Perdonanza Celestiniana, dichiarata a dicembre scorso Patrimonio immateriale dell’Unesco. Una ricchezza impreziosita dall’attiguo Parco del Sole, uno straordinario polmone verde che fa da cornice all’Amphisculpture, l’opera di land art realizzata dall’artista americana Beverly Pepper, purtroppo recentemente scomparsa, che nei dettagli richiama proprio la Basilica e la sua pavimentazione”. “Una vittoria – conclude il sindaco – che certifica la qualità del percorso inter istituzionale attuato per il recupero di Collemaggio, di cui sono stati protagonisti Comune, Soprintendenza, l’Università dell’Aquila, La Sapienza di Roma e il Politecnico di Milano ed Eni che ha finanziato i lavori di ricostruzione e restauro”.

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“Proposte per cultura, editoria, sport, innovazione in DL Liquidità”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Abbiamo presentato emendamenti per migliorare l’impianto del DL Liquidità, orientandolo a favore delle industrie della cultura, dell’editoria, dello sport e delle startup innovative. In particolare, per la cultura e lo sport, abbiamo proposto un miglioramento delle condizioni di accesso al Fondo per l’impiantistica sportiva dell’Istituto del Credito Sportivo, così da permettere un accesso a finanziamenti per il miglioramento delle impianti; un credito d’imposta del 60% per le spese in sanificazione dei locali adibiti a cultura e sport con incentivi fiscali per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale; misure per agevolare le imprese culturali e creative; un credito d’imposta per le locazioni di teatri, cinema, luoghi dello spettacolo e centri sportivi; la sospensione fino al 2021 dell’IMU e il suo dimezzamento per l’anno in corso; l’ampliamento dei termini di sospensione contributiva e tributaria per tutto il 2020; l’estensione delle attività di promozione all’estero dell’economia italiana da parte di SACE estese anche al settore culturale; l’introduzione di un voucher “sportivo” per gli abbonati alle palestre e agli impianti, così da rilanciare la domanda e sostenere le imprese. In favore dell’editoria abbiamo promosso un aumento del Fondo per il pluralismo e l’informazione di almeno 200 milioni e fino a 400 per l’anno in corso, così da garantire la buona informazione e le testate editoriali e sosterremo tutte le proposte in questo senso. Per le startup innovative, l’ampliamento delle somme dei finanziamenti garantiti per le PMI da 25 mila euro a 100 mila euro; l’introduzione dei termini di sospensione dei contributi e delle tasse anche per le PMI innovative; l’estensione delle garanzie statali anche alle piattaforme di microcredito e di social lending, come il fintech, spesso utilizzate dalle startup per finanziarsi, così da reincentivare i meccanismi di investimento sul rischio; una ridefinizione del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, all’interno della più ampia normativa sul golden power, per salvaguardare i nostri “gioielli” dell’innovazione, ora in grave difficoltà, che rischiano di essere “predati”; l’introduzione – a fronte dell’uso massiccio del lavoro agile da parte delle aziende e della PA – di un credito d’imposta per gli investimenti in sicurezza informatica. Lanciamo un appello al governo affinchè possa introdurre queste misure, così da garantire fette importanti del nostro tessuto economico-produttivo che, manchevolmente, sono state trascurate negli scorsi provvedimenti.” Così il capogruppo in commissione Cultura, Editoria, Sport e responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Misure insufficienti per il mondo della cultura e del turismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 maggio 2020

“Le misure del governo per fronteggiare le restrizioni e le chiusure che hanno colpito la cultura e il turismo sono insufficienti. Parliamo di un mondo che riguarda i settori balneare, museale, ricettivo, editoriale, ludico e sportivo. Fratelli d’Italia è sempre stata collaborativa e ma dobbiamo registrare che su quanto si sta facendo su queste materie di alto impatto pubblico non ci siamo. La crisi provocata dall’epidemia del coronavirus fa sì che questo mondo sarà uno degli ultimi a ripartire e non basta prendere atto di alcuni interventi come quello della proroga ai balneari fino al 2033. E’ necessario ad esempio rimodulare per il 2020 i criteri di accesso alle risorse del Fondo unico per lo spettacolo e del tax credit, prevedere risorse aggiuntive per la filiera del libro e dell’editoria, gli archivi, le biblioteche, i musei, compresi quelli statali o comunali, istituire un fondo con funzione di investimento sia con la Cassa depositi e prestiti sia con l’Istituto per il credito sportivo. Non vogliamo restare sordi alla voce di una Nazione che chiede di più e quindi non mancheremo di essere presenti mantenendo vivo il nostro contributo”. E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga, nel suo intervento in aula sull’informativa del ministro Franceschini.

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Un progetto audiovisivo lanciato dall’Istituto Italiano di Cultura a Madrid

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

E’ stato lanciato sul proprio sito web e sui propri social un progetto audiovisivo in cui noti autori, artisti e intellettuali italiani riflettono sulle affinità tra la cultura italiana e spagnola prendendo come punto di partenza l’isolamento globale nel quale ci troviamo da varie settimane. Dopo il lancio delle prime registrazioni di Nicola Lagioia, Annarosa Buttarelli, Andrea Tarabbia, Giovanni Solimine, Helena Janeczek, Michela Marzano, continuiamo ad arricchire il nostro progetto e il nostro “pensiero” e apriamo il mese di maggio con le riflessioni di altri dodici intellettuali.
Lo scrittore Adrián Bravi, nato in Argentina e residente da molti anni in Italia, considera lo spagnolo e l’italiano le “lingue del cuore” e la Spagna e l’Italia due gemelle eterozigote che nel corso dei secoli hanno sempre vissuto momenti di scambio e incrocio, anche dal punto di vista linguistico. Colpite ora dalla stessa pandemia, le gemelle eterozigote hanno bisogno di rafforzare il vincolo che le ha tenute insieme fin dalla nascita per avere di nuovo voce in capitolo in Europa: anche se non conoscono la strada, supereranno questo momento unite dalla fratellanza che le ha sempre caratterizzate.Successivamente, Pietro Del Soldà, saggista, autore e conduttore del programma di Rai Radio3 Tutta la città ne parla, sottolinea la stretta relazione e le affinità tra l’Italia e la Spagna, non solo in questo momento, ma nella modalità “di stare al mondo”, di vivere, di socializzare e in tutte le manifestazioni dell’arte e della cultura. Riflette soprattutto sull’unione e sul “nuovo pensiero” comune europeo nel valutare nuove modalità di fare cultura, per incontrarci di nuovo, vivere le nostre piazze e le nostre meravigliose città. Lo scrittore Mauro Covacich, ricordando il suo viaggio a Barcellona alla fine di gennaio e la sospensione di quello a Madrid per partecipare all’ultimo incontro del nostro Ciclo E3+ – Encuentros Editores Escritores Atlante dei Sentimenti programmato il 12 marzo, in questo momento di smarrimento considera necessario aggrapparsi alle poche certezze che abbiamo. A suo parere, forse, una delle poche certezze è rappresentata dai classici. E a chi chiedere? Lui, senza dubbio, chiede a Dante, a Boccaccio, a Petrarca, a Ariosto, a Tasso o anche all’anonimo Lazarillo de Tormes o a Cervantes; e, per dimostrarlo, ricorre alla spiegazione del significato di libertà che Alonso Quijano offre a Sancio nella seconda parte del Don Chisciotte. La poetessa Alessandra Carnaroli esprime la sua riflessione sul difficile momento che stiamo attraversando, la vita nelle nostre case, la famiglia, il confinamento, con la lettura della poesia inedita Telecronica. Il patriottismo e il senso di comunità sono alla base delle considerazioni della scrittrice Claudia Durastanti. In una situazione di grande “Risiko collettivo”, inevitabilmente emergono il patriottismo involontario e una sorta di competizione tra i paesi. Quello che maggiormente la identifica in questo momento è il senso di comunità e ce lo espone ricordando la traduzione del saggio Staying with the Trouble de Donna Haraway; lancia un messaggio di speranza al mondo della cultura in cui dovrà avere un ruolo importante la sfida ad approfondire quegli aspetti non considerati fino ad oggi. Leonardo Sangiorgi, fondatore di Studio Azzurro, ricorda e recita il poema mitologico Favola di Polifemo y Galatea del poeta e drammaturgo spagnolo barocco Luis de Góngora, in cui viene menzionato Capo Lilibeo –il punto più a ovest della Sicilia-, dove Studio Azzurro ha realizzato un museo mai aperto. In questi giorni di paradossi e eccessi, Capo Lilibeo, il suo museo e la immaginaria possibilità di osservare da lì le coste spagnole, è un modo per evocare la relazione, strana e paradossale, tra l’Italia e la Spagna. Federica Manzon, scrittrice e direttrice didattica della Scuola Holden di Alessandro Baricco di Torino, riflette sul ruolo della narrativa come apertura verso mondi e luoghi sconosciuti, soprattutto in situazioni complicate come quella che stiamo vivendo. A questo proposito, sottolinea il valore che ha avuto la letteratura spagnola per gli scrittori italiani e quella italiana per gli scrittori spagnoli e ringrazia i traduttori per l’importante lavoro svolto, che ha permesso, permette e permetterà il dialogo e lo scambio tra le nostre culture. La poetessa Gisella Genna ricorda la frase finale di un breve testo che ha scritto qualche mese e che, nonostante fossero momento diversi, sembra descrivere il suo attuale stato d’animo, il modo di relazionarsi e aprirsi, in questa distanza obbligata, alle paure e ai sentimenti provocati dal confinamento. Lo scrittore Alcide Pierantozzi condivide il suo augurio, che è anche una richiesta, chiedendo agli scrittori spagnoli –per molti aspetti simili agli italiani- di cercare di non eludere le domande importanti. E Giuseppe Catozzella, scrittore, affronta il confinamento che stiamo vivendo come un “dono”: da una parte abbiamo di nuovo a che fare con l’antica domanda di Diogene: chi sono io?, dall’altra sembra essere tornati a un mondo ormai sorpassato, vale a dire a un mondo di cose semplici, piccole, elementari. È il momento di utilizzare l’arte, il cinema, la letteratura e la cultura in tutte le sue manifestazioni perché è proprio questa che ci aiuta a capire chi siamo. L’arte disegna e costruisce il mondo futuro.

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La cultura dell’incontro non si ferma!

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

L’emergenza sanitaria non ha fermato il Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, che si ispira alla cultura del dialogo, dell’accoglienza e dell’incontro.Le lezioni stanno proseguendo a distanza, in videoconferenza, e termineranno nel mese di maggio 2020.Questo Laboratorio, creato e diretto dal giornalista Carlo Climati, fa parte delle attività di Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. Ha l’obiettivo di creare linguaggi nuovi e di sensibilizzare ad uno stile di comunicazione che non veda nell’altro un nemico.“In questo momento di difficoltà per l’emergenza sanitaria è importante promuovere un autentico spirito di solidarietà, che ci aiuti ad essere un’unica famiglia e a costruire ponti verso gli altri”, spiega Padre Gonzalo Monzón LC, Direttore dell’Ufficio Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma. “Continuando le lezioni del Laboratorio in videoconferenza abbiamo cercato di dare il nostro contributo ad una cultura di incontro, che Papa Francesco ci invita a vivere”.
Anche quest’anno il Laboratorio “Non sei un nemico!” ha esplorato le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla televisione, dalle relazioni virtuali al dialogo nella vita quotidiana.

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“Subito mezzo miliardo a disposizione per la cultura, appello-sfida a Franceschini”

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2020

“Non possiamo permetterci una Nazione senza cinema e teatri, senza librerie, editori, promotori, distributori di libri, traduttori, parchi divertimento, senza spettacoli, senza concerti, senza produzioni cinematografiche, senza musei, senza gallerie d’arte. Lo ha denunciato Battista sul Corriere, e sono seguiti artisti, registi, cantanti e tanti altri.
Non possiamo permetterci nemmeno una Nazione senza una buona informazione, come quella garantita dai quotidiani, dai periodici e dalle edicole, che è il vero contraltare alla diffusione di fake news – ma il governo preferisce istituire l’ennesima task force, perfino di stampo orwelliano, cercando di limitare libertà costituzionalmente protette come la libertà d’espressione senza nessuna legittimità, senza scientificità nelle valutazioni, senza neutralità. Un errore che si sta ripetendo per l’app “Immuni”, che mette in gioco la libertà di movimento e il diritto alla protezione dei dati personali con un’ordinanza di Arcuri, nemmeno con una necessaria legge, senza un passaggio parlamentare, senza garanzie sui dati, su chi li stoccherà, sulla loro anonimizzazione, sulla politica di cancellazione – dice nel corso della discussione generale sul Cura Italia il capogruppo di FDI in commissione Cultura e responsabile Cultura e Innovazione del partito, deputato Federico Mollicone, che nel corso del suo intervento ha citato Huxley – nel Cura Italia ci sono interventi minimi per la cultura e lavoratori dello spettacolo. Intanto, a dieci giorni dalla fine del mese ancora non abbiamo traccia del decreto “Aprile”. Conte promette che terrà in conto le proposte dell’opposizione. Proposte che – paradossalmente – non sono state introdotte quando le abbiamo presentate, per poi essere clonate dal governo. Ed è di questa notte la strage di tutti gli emendamenti a questo decreto, in cui erano presenti anche i nostri a favore del comparto culturale, dell’editoria e dello sport. Abbiamo presentato una risoluzione su tutti questi temi – la cultura, lo spettacolo, la musica, i concerti, la discografia, i musei, le gallerie d’arte, l’editoria libraria e giornalistica, lo sport, le mostre – una risoluzione che, su mia proposta, sarà discussa già da questa settimana e che ha stravolto l’ordine trimestrale dei lavori. Lanciamo un appello e una sfida al ministro Franceschini: finalmente ci ha ascoltato sulla necessità di erogazione immediata di liquidità per gli enti extra-FUS, ma 20 milioni sono pochi. Nel prossimo decreto garantisca mezzo miliardo di euro per il settore, aumentando la dotazione del Fondo emergenze.”

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Emergenza Covid-19, rinviata la riapertura di musei, parchi archeologici e luoghi di cultura

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

A quasi un mese dalla chiusura dei cancelli del Parco Archeologico di Ercolano, l’affollamento dai luoghi d’arte si è trasferito e riversato sul web. Sono decine e decine le proposte di visita e di approfondimento di tour virtuali nella rete. Il Parco Archeologico di Ercolano, sposando la causa #iorestoacasa, con la facciata illuminata dal tricolore, grazie all’iniziativa del Comune di Ercolano in collaborazione con Engie, ha lanciato da subito “I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano”, un viaggio virtuale nel Parco Archeologico nell’attesa di mostrarsi di nuovo dal vivo. I Lapilli fino ad ora mostrati riguardano i Fornici e la Barca di Herculaneum, il Teatro antico di Herculaneum, la Casa dei Cervi, la ricerca sul cervello vetrificato. Un percorso di visita sul web diffuso attraverso l’uso di hashtag e tag istituzionali per il networking social e comunicato attivando la rete di servizi e di partners del parco: dai comunicati stampa, agli spot sui canali video della Metropolitana di Napoli, ai canali istituzionali nazionali e internazionali, come quelli UNESCO.Tra gli approfondimenti pubblicati in rete dal Parco di Ercolano, il caso studio della Casa del Bicentenario raccontato dai protagonisti del progetto, la domus è stata restituita al pubblico dopo oltre trent’anni dalla chiusura, tra conservazione, ricerca e sperimentazione; la visita virtuale alla mostra “Bound for disaster. Pompei and Herculaneum” al Moesgaard Museum della città di Aarhus in Danimarca, dedicata in particolar modo alle tavolette cerate ritrovate nella città di Herculaneum, il Direttore del Parco Francesco Sirano è nelle vesti di guida virtuale.Nell’ambito dell’arricchimento delle proposte sui diversi canali, con gli approfondimenti video, le collaborazioni internazionali e i contenuti digitali, il Parco di Ercolano sta implementando anche il canale youtube del Parco e registra una crescita esponenziale dei followers sul canale istagram.
In piena attività intanto il partenariato con HCP per progetti avviati e in preparazione e, nel quotidiano, con le traduzioni in inglese de “I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano”.

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La cultura non si ferma! Nuovi inventari on-line

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2020

La Fondazione Basso è ovviamente chiusa al pubblico, ma il personale sta lavorando da casa per offrire agli utenti nuovi strumenti di ricerca.Intanto, dopo revisione, si pubblicano gli inventari dei fondi sulla base dati Lazio’900 e sul sito:
Marianella García Villas (Raccolta documentaria) : documentazione relativa all’avvocatessa de El Salvador, fondatrice della Commissione per i diritti umani de El Salvador e collaboratrice di monsignor Óscar Romero. Le carte coincidono con il periodo della permanenza di García Villas in Italia (1981-1982), quando entrò in contatto con Linda Bimbi e la Fondazione internazionale Lelio Basso, e con le iniziative della FILB a seguito del suo assassinio.
Bruno Misefari : anarchico e antimilitarista dei primi del ‘900. Anarchici (Raccolta documentaria) : circolari ministeriali (in particolare del Ministero grazia e giustizia e dei culti) sugli internazionalisti, sui partiti di opposizione, sulla libertà di stampa, sulla propaganda; da testi di legge e provvedimenti contro socialisti e anarchici (1869-1910).
La Fondazione inoltre segnala:L’ufficio immigrazione Arci Nazionale, in collaborazione con l’UNHCR , ha deciso di creare nell’ambito di JUMAMAP una piattaforma specifica con l’obiettivo di aiutare le persone straniere a comprendere la normativa e le disposizioni relative al COVID-19. Piattaforma che ad oggi è sponsorizzata anche dal Ministero della Salute come fonte attendibile di informazione per gli stranieri in italia. È disponibile in 15 lingue con documenti, video e podcast in cui vengono trasmesse le disposizioni di contenimento suddivise in 3 categorie: Salute, Regole e Comportamenti, Asilo e Immigrazione.
Crediamo possa essere uno strumento utile sia per le persone straniere che per gli operatori, anche per affrontare il proliferare di iniziative, decreti, controlli, comunicati, discorsi alla nazione.

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Settore della cultura allo stremo

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

Il mondo della cultura è infatti uno dei settori maggiormente colpiti e sicuramente uno dei primi a risentire delle misure adottate per limitare la diffusione del virus.I numeri sono eloquenti: i musei sono chiusi e le mostre, che avevano comportato importanti investimenti, sono cancellate. Già nell’ultimo weekend prima della chiusura definitiva delle sale cinematografiche gli incassi sono crollati del 95%. A partire dalle prime ordinanze del 24 febbraio, e sino alla chiusura definitiva delle sale di domenica 8 marzo, il mercato cinematografico ha registrato una perdita di incassi e presenze dell’81% circa, pari a 16.3milioni di euro e 2.5milioni di spettatori. Complessivamente il settore dell’audiovisivo ha interrotto tutte le attività produttive già iniziate e in fase di avvio e i danni finora calcolati sulle interruzioni sono di oltre 100milioni di euro. L’industria musicale registra un calo del mercato discografico del 60% mentre l’editoria prevede 18.600 titoli pubblicati in meno in un anno, 39,3milioni di copie che non saranno stampate e 2.500 titoli che non saranno tradotti, con la vendita di libri crollata del 75% rispetto allo scorso anno.“Il quadro è molto preoccupante ed estremamente complesso – spiega Cipolletta –. Per questo è necessario intervenire con misure specifiche per tutti i settori dell’industria culturale volte a sostenere le intere filiere con strumenti di emergenza che consentano alle imprese di arginare l’attuale crisi fornendo risorse per far fronte alle gravi perdite attuali, ma anche per riavviare il settore quando si riemergerà da questo drammatico periodo”.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure adeguate alla gravità della situazione:
• Un fondo di emergenza esteso anche ai comparti dell’editoria libraria, della produzione discografica e dei servizi museali e mostre temporanee;
• Il prolungamento della durata dei provvedimenti sia per la cassa integrazione, sia per le sospensioni contributive e dei tributi;
• Destinare parte del 10% dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata” anche ai produttori;
• Misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza. Al momento risulta fondamentale inserire nuovamente i beni di consumo culturali in formato fisico nella lista dei beni di prima necessità e quindi reperibili almeno attraverso le spedizioni via corriere.

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo ebook: €9,99
Prezzo cartaceo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Coronavirus, Mollicone (FdI): “Bene Franceschini, qualcosa ma non abbastanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2020

“Le misure straordinarie del governo per la cultura sono un primo passo per arginare l’emergenza, ma sono sicuramente migliorabili. Riconosciamo a Franceschini di aver ascoltato le richieste di FDI – che da sempre ha dato battaglia per i lavoratori e le imprese dello spettacolo – ma così com’è il testo del decreto non è risolutivo della crisi dell’industria culturale. Per questo, presenteremo emendamenti migliorativi. Vanno adottati, con necessità e urgenza, provvedimenti normativi per evitare qualsiasi penalizzazione nei confronti dei soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, ai fini della rendicontazione del contributo pubblico, e vanno erogati, con necessità e urgenza, i contributi già destinati ai soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo, sia il saldo 2019 che i primi acconti per il 2020. Lo stesso FUS va riformato, finanziando i progetti speciali, aumentando i fondi e ampliando la platea. I danni subiti dai teatri, sia FUS che extra FUS, vanno rimborsati e tutti i teatri vanno sostenuti finanziariamente e con una sospensione generale delle imposte dirette e indirette.Gli stanziamenti del Fondo per le emergenze vanno aumentati, almeno fino a 200 milioni, così come le indennità di base per i lavoratori dello spettacolo, la cui entità di soli 500 euro è ridicola e va prima aumentata e poi stabilizzata. Inoltre, va permesso l’accesso al credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo per tutte le imprese dello spettacolo e dell’industria culturale.
Per il cinema vanno sbloccate immediatamente le risorse per la legge sul cinema e l’audiovisivo, e istituito presso Cassa Depositi e Prestiti un Fondo di Garanzia ad hoc per sostenere le imprese del settore. Infine, va messo in campo un piano di interventi per il rilancio della domanda di cultura, permettendo la detrazione dei consumi culturali, alla pari dei ticket medicinali.”Così il capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura di FDI, deputato Federico Mollicone.

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo americano, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico, l’uomo che, con la sua fiducia nell’etica del lavoro e nel progresso sociale, aveva caratterizzato la modernità, e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista. A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua estrema attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che è tra noi, che, anzi, siamo noi oggi. Non, come un’interpretazione approssimativa vuole, un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io. Il narcisista, quale noi siamo oggi, è un uomo perseguitato dall’ansia, dunque tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà di gruppo e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. In virtù di questo, vive in un mondo che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, una società che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo a tal punto inarrestabile che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a «sopravvivenze di tradizioni locali, di self-help e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibrì Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00 Neri Pozza Editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 febbraio 2020

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.
E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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