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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 340

Posts Tagged ‘cultura’

Assologistica Cultura e Formazione e Adecco promotori di “The Logistic Challenge”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Assologistica Cultura e Formazione (ramo formativo di Assologistica, l’associazione nazionale degli operatori di logistica in conto terzi) e Adecco promuovono un progetto pilota che ha l’obiettivo di far dialogare aziende e scuole, dando modo agli studenti di cominciare a misurarsi con il proprio futuro professionale. L’iniziativa, intitolata “The Logistic Challenge”, coinvolge due aziende leader del settore logistico, XPO Logistics e Logistica Uno (entrambi membri di Assologistica), insieme a tre Istituti scolastici, l’Istituto Feltrinelli di Milano, l’Istituto Majorana di Seriate (Bergamo) e l’ITS Mobilità e Logistica Fondazione Aslam di Somma Lombardo (Varese) che già includono nei loro programmi formativi i corsi di logistica e trasporti. Agli studenti verrà richiesto di sviluppare un progetto logistico supportati dai due provider sopra menzionati che verrà alla fine valutato da una giuria composta da rappresentanti del settore (aziende ed esperti). Una vera e propria “sfida” logistica che premierà alla fine il gruppo/scuola che sarà stato meglio capace di immedesimarsi in un vero team di Supply Chain Project Manager.

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Festival della Cultura polacca

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Roma Martedì, 13 novembre, ore 19.00, presso l’Istituto Polacco di Roma Palazzo Blumenstihl Via Vittoria Colonna 1, nel 100° anniversario della riconquistata indipendenza della Polonia, la storia di una delle più importanti artiste polacche Zofia Stryjeńska (1891 – 1976), pittrice, grafica, illustratrice, scenografa, rappresentante dell’art déco, per tanti anni dimenticata persino nella sua amata Polonia, nel monodramma di Joanna Lewicka con Dorota Landowska, realizzato da un gruppo di artisti internazionali. Un viaggio tra teatro, musica e cinema. Le scene filmate sono state girate quest’anno in luoghi a cui l’artista era legata: Monaco di Baviera, Parigi e Ginevra.
Quella di Zofia Stryjeńska è la storia del suo grande amore per il marito Karol Stryjeński, del desiderio di costruirsi un nido familiare. Ma è anche la storia del suo bisogno di solitudine, necessaria per realizzarsi come pittrice. Zofia, divisa tra l’amore per un uomo e quello per l’arte, cade in una sorta di follia, a causa della quale per ben due volte il marito la mette in un ospedale psichiatrico “per il suo bene”. Stryjeńska lavora ossessivamente: non mangia, si trascura. Espone i suoi quadri in Polonia e all’estero. Il picco della sua carriera arriva nel 1925, quando partecipa all’Esposizione Internazionale di arti decorative e industriali moderne di Parigi, decorando la sala principale del padiglione polacco con sei pannelli, ispirati all’arte folcloristica polacca, raffiguranti i 12 mesi. Sono anni di grande attività: realizza illustrazioni per libri, scenografie e disegna costumi per il balletto, dipinge murales e progetta la decorazione degli interni di navi da passeggeri. I bei tempi però passano velocemente. Zofia perde i favori del pubblico, vaga tra alberghi e appartamenti in affitto, vive in condizioni di povertà. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Zofia sceglie di rimanere in Polonia, sebbene abbia un passaporto svizzero.Si decide ad andare all’estero solo quando i russi entrano a Cracovia.
La prima mostra delle sue opere è stata organizzata solo nel 2008.Lo spettacolo, a ingresso libero fino ad esaurimento posti, rientra nel programma del “16° Corso Polonia” il festival della cultura polacca, che si svolge a Roma, dal 10 al 21 novembre, per unirsi ai festeggiamenti in tutto il mondo del 100° anniversario della riconquistata indipendenza della Polonia alla fine della prima guerra mondiale e celebrare le grandi figure femminili della Polonia nel “2018 – Anno dei Diritti delle Donne”, proclamato dal parlamento polacco. Coprodotto da Stowarzyszenia Artystów Bliski Wschód e Centrum Spotkania Kultur di Lublino, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale, del Sindaco di Lublino e del Consiglio del Voivodato di Lublino.
Presso l’Istituto Polacco di Roma, durante tutta la durata del festival, si potranno vedere 30 manifesti dalla mostra 100 manifesti per i 100 anni dell’Indipendenza, organizzata dalla Galleria Roi Doré e l’Art-maniac di Parigi per promuovere la conoscenza della storia della Polonia. L’intero progetto si compone di 100 manifesti che raccontano cento anni di storia della Polonia. A Roma ne verrà presentata solo una parte, quella dedicata più strettamente al momento storico in cui la Polonia riconquistò la propria libertà, con i manifesti degli anni 1914 – 1921.

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“Romano Guardini ieri e oggi: persona, incontro, cultura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 ottobre 2018

Il Convegno internazionale organizzato con un call for papers, dedicato a Romano Guardini in occasione dei 50 anni dalla sua scomparsa, intende promuovere uno spazio di riflessione e approfondimento sul significato e sull’attualità de suo pensiero. “Tra i 22 relatori che parteciperanno al Convegno, non stupisce che la maggioranza appartenga all’area tedesca e italiana, visto che sono queste le nazioni dove Guardini è vissuto. Ci ha stupito, invece, accogliere un professore dell’Università Nanzan, nel Giappone, una studiosa proveniente dal Messico e tre da diverse Università della Spagna. L’altra cosa che ci ha colpito è che al centro dell’attenzione venga a collocarsi prevalentemente la produzione filosofica di Guardini. I relatori hanno scelto di riflettere su temi che riguardano la sua produzione etica, antropologica e pedagogica. Ciò vuol dire che vedono in lui anzitutto una guida saggia per approfondire il senso dell’umana esistenza” – illustra i temi principali del convegno il Prof. P. Juan G. Ascencio, uno degli organizzatori “Quando si partecipa a un Convegno, i contributi avvengono, per definizione, in dialogo con membri della comunità accademica. Vedere e ascoltare colleghi di altre nazioni e istituzioni allarga gli orizzonti e al tempo stesso approfondisce la riflessione sul tema di studio. Nel nostro caso, studiamo una persona piuttosto che una cosa. Il pensiero di Romano Guardini è pieno di spunti rilevanti per capire le sfide della nostra cultura. Il suo progetto è stato quello di contemplare il mondo dal punto di vista della ragione e della fede. Sapere che numerosi esperti saranno riuniti per dare continuità alla sua eredità mi riempie di speranza” – spiega il Prof. Gabriel von Wendt, che parteciperà al convegno.

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La cultura a Roma nelle Biblioteche e nei Municipi

Posted by fidest press agency su domenica, 21 ottobre 2018

Roma settimana dal 22 al 28 ottobre 2018. Al Municipio I alla Casa delle Letterature, giovedì 25 alle 18 inaugurazione di Doppio Passo. Incontri di Arte e Letteratura, a cura di Maria Ida Gaeta. A seguire, alle 19, presentazione del libro di Andrea Fogli Diari D’opera – Libri ed edizioni d’arte 1984-2018. Gli appuntamenti sono ad accesso gratuito.
Al Municipio III domenica 21 al Complesso ex G.I.L., nella sala Agnini di viale Adriatico 136 alle ore 19.30, è in programma un incontro con Valerio Aprea, interprete fra gli altri di film come Smetto quando voglio o Moglie e marito, che condurrà una chiacchierata dal titolo Facevo judo all’ex G.I.L. – Incontro con un attore nel suo quartiere.
Il 22 ottobre nella Sala Consiliare del Municipio, in piazza Sempione 15 alle ore 21.00, Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale, con Michele Colucci, scrittore e ricercatore al Cnr e autore di Storia dell’immigrazione straniera in Italia e con Enrico Gargiulo parleranno di immigrazione in un incontro dal titolo Tutto il mondo qui. Storia recente delle politiche dell’immigrazione in Italia.
Il 26 ottobre sempre nella Sala Consiliare del III Municipio alle ore 20.30 si affronterà il tema della casa in “Roma senza. Assemblea sulla crisi sociale a Roma: sfratti, sgomberi, povertà, esclusione”. Infine il 27 ottobre, nella stessa Sala, è in programma un incontro pubblico sul “Referendum cittadino sulla richiesta di messa a gara dei servizi di trasporto pubblico” alla presenza di Riccardo Magi per il comitato del SI e Julian Colabello per il comitato del NO.
Fino al 23 novembre, alla Biblioteca Ennio Flaiano al Municipio III, la mostra ad ingresso gratuito dedicata al grande scrittore Roald Dahl, a cura di Ottavia Murru.
Nel IV Municipio, giovedì 25 ottobre dalle 17 alle 19 alla Biblioteca scolastica multimediale E. Patrizi in via Buazzelli 120, nell’ambito del progetto Biblioteche digitali innovative, ci sarà la presentazione del libro “Ultimo Banco” di Giovanni Floris. Sabato 27 ottobre alle ore 11, alla Biblioteca Vaccheria Nardi del IV Municipio, laboratorio ad ingresso gratuito, Natural gardening, a cura di Myosotis. In contemporanea, la biblioteca ospiterà J. S. Bach, Suites III e VI per violoncello solo, workshop musicale del compositore e violoncellista Luigi Negretti Lanner.
Al V Municipio domenica 21 ottobre dalle 11.00 alle 18.00 nella Biblioteca Goffredo Mameli “C’è una storia nella via” letture, laboratori, giochi e spettacoli teatrali per i bambini e ragazzi in collaborazione con la libreria “Lo Yeti” di via Pesaro, ad ingresso gratuito. Il 22 ottobre incontro in biblioteca alle 18 con il circolo di lettura dedicato al libro: Lettera al mio Giudice di Georges Simenon. Ancora domenica 21 dalle 16.00 alle 20.00, alla Casa della Cultura in via Casilina 665, Eco-Cultura Creativa, installazioni artistiche, conversazioni, momenti poetici e musicali a cura dell’Associazione Stare Bene, ad ingresso gratuito.
Martedì 23 ottobre alle ore 21 al Nuovo Cinema Aquila, in via L’Aquila 68 “Gli Uccelli Al Cinema Aquila”. Torna sul grande schermo il film che racconta le imprese del gruppo degli Uccelli, protagonisti del ’68 romano.
Mercoledì 24 ottobre alle ore 18 alla Biblioteca Dino Penazzato, in via Dino Penazzato 112, si terrà l’incontro ad accesso gratuito “Letture di poesia” a cura di Giuseppe Spinillo, reading e musica dal vivo.
Giovedì 25 ottobre alle ore 17.30 alla Biblioteca Gianni Rodari, in via Francesco Tovaglieri 237, appuntamento gratuito con il Cineforum: proiezione di Trilli e la creatura leggendaria.
Da venerdì 26 ottobre a domenica 30 a Casa della Cultura di via Casilina 665 Abbracciamo l’arte e facciamone poesia, presentazione dell’antologia poetica Poesie sotto il cappello di Laura Pingiori con mostra pittorica e fotografica di Matteo Recchioni e Silvia Pingiori.
Domenica 28 alle ore 10.15 davanti al colombario di Largo Preneste appuntamento per L’antica via Prenestina e la Villa dei Gordiani un viaggio nel tempo lungo la via Prenestina per conoscere le evidenze archeologiche dell’area compresa fra Largo Preneste e Villa dei Gordiani. A cura dell’Associazione Ecomuseo Casilino. Per info e prenotazioni https://goo.gl/waaEBH
Al VI Municipio giovedì 25 alle 17, alla Biblioteca Rugantino, presentazione del libro di Marina Stepnova Le donne di Lazar, appuntamento dedicato alla Russia nell’ambito della manifestazione Il giro del mondo in 80 giorni, in collaborazione con Casa dei Bimbi e l’Istituto di Cultura e Lingua Russa. L’appuntamento è ad ingresso gratuito. Venerdì 26, alle 18 sempre alla Rugantino, presentazione del libro di Roberto Teofani Download.
Al Municipio VIII giovedì 25 alle 17.30, al Bibliocaffe’ Letterario, presentazione del libro La mamma milita, edito da L’Erudita: undici racconti, undici testimonianze sul ’68 per ricordare e salvaguardare la memoria per le generazioni future.
Al IX Municipio domenica 21 ottobre apertura straordinaria della Villa Romana di Tor de’ Cenci, che sarà aperta al pubblico con ingresso libero da via Alberto Cozzi dalle 10.00 alle 13.00 con visite guidate gratuite e ricostruzioni in costume. Il Municipio IX Eur-Assessorato alla Crescita Culturale e la Cooperativa Sociale Il Sogno, organizzano “Giro all’Eur”. Visite guidate in bicicletta nel quartiere dell’Eur un originale percorso di cinque visite guidate domenicali gratuite in bicicletta. Domenica 21 ottobre è la volta di “Eur e Cinema”. Per informazioni e prenotazioni: Coop. Soc. Il Sogno a r.l. (contatti e informazioni 0685301758).
Al X Municipio sabato 20 ottobre alle ore 18.30 al Teatro del Lido ad Ostia è in programma la Premiazione del Concorso Letterario Nazionale “500 Parole” (V edizione), organizzato da “Spazi all’Arte” col patrocinio del Municipio Roma X. Tema 2018: “La Paura”, che sarà anche il filo conduttore dello spettacolo di arte contemporanea che completerà la serata, assieme alla presentazione del “Taccuino di Viaggio” sui luoghi del Municipio X narrati da fotografi e artisti, che sono poi le tappe del Progetto ISCIX, presentato la scorsa estate nell’ambito della manifestazione di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale “Eureka! Roma 2018”.
Venerdì 26, alle 10, appuntamento alla Biblioteca Laurentina – Centro Culturale Elsa Morante, in largo Elsa Morante, con il laboratorio Natural gardening, a cura di Myosotis: un’attività coinvolgente per progettare e realizzare allestimenti per “giardini naturali”, che possano richiamare insetti, uccelli, mammiferi e altre specie della fauna urbana. L’incontro si svolge nell’ambito di Metropoli Resiliente, progetto promosso da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, e realizzato grazie al contributo della Regione Lazio nell’ambito del bando “La Cultura fa Sistema” vinto da Roma Capitale nel 2017. Sabato 27 ottobre, alle 11, alla Biblioteca Laurentina – Centro Culturale Elsa Morante, performance e presentazione del libro Come oro nelle crepe.
Al Municipio XI alla Biblioteca Guglielmo Marconi lunedì 22 (ore 16.30) appuntamento ad ingresso gratuito per la proiezione del film Sarà il mio tipo? di Lucas Belvaux, per la rassegna cinematografica “Un libro un film”. Martedì 23 ottobre alle 17.30 sempre a Marconi, per il Premio Biblioteche di Roma Saggistica, incontro con Pietro Del Soldà e Felice Liperi per confrontarsi sul libro Non solo di cose d’amore. Noi, Socrate e la ricerca della felicità (Marsilio 2018).
Al Municipio XII sabato 27 ottobre alle ore 15, alla Biblioteca Villino Corsini, rappresentazione per bambini Max e la barca in mezzo al mare, a cura di Fiona Sansone, Associazione Ruotalibera Teatro.
Al Municipio XIII venerdì 26 ottobre 11, alla Biblioteca Cornelia presentazione ad accesso libero del libro di Domenico Pujia I giorni dell’odio.
Al Municipio XIV fino al 5 novembre, alla Biblioteca Casa del Parco, mostra fotografica L’ultima soglia, di Luigi Feliziani, inaugurata lo scorso 16 ottobre in occasione del 75 anniversario della razzia di 1.023 cittadini romani, ebrei, avvenuta nel Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943. Ingresso libero.

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Insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

Il presidente dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (Unpli), Antonino La Spina, commenta positivamente le linee guida emanate dalla giunta regionale siciliana, su proposta dell’assessore all’Istruzione Roberto Lagalla, che fanno seguito all’approvazione della legge regionale sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole.“L’iniziativa della giunta di governo siciliana, presieduta dal presidente Nello Musumeci, coglie nel segno – afferma La Spina – puntando alla valorizzazione di quell’immenso patrimonio immateriale rappresentato dalla cultura siciliana e dal dialetto. Un obiettivo che le Pro Loco Unpli perseguono da tempo, con un’azione capillare avviata su tutto il territorio nazionale”. L’Unpli è tra è tra le 176 realtà mondiali accreditate presso l’Unesco ai sensi della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale del 2003: un risultato conseguito grazie all’impegno profuso nella sensibilizzazione delle Pro Loco e delle comunità locali sui temi legati alle potenzialità dei beni immateriali, ma anche alla loro fragilità. Iniziative e azioni sfociate nella creazione di un inventario online (il canale youtube Memoria Immateriale) che conta migliaia di video sui temi della Convenzione Unesco del 2003 (saperi, tradizioni, artigianato, oralità, riti, conoscenze, pratiche sociali, ecc.).“Le Pro Loco – prosegue La Spina – sono da sempre impegnate nella salvaguardia e nella valorizzazione dei dialetti e delle lingue locali: un patrimonio che rappresenta la nostra identità territoriale. Un’azione che corona in alcuni appuntamenti di successo”.A partire dal premio letterario nazionale “Salva la tua Lingua Locale” rivolto a tutti gli autori ed appassionati di dialetto che ha visto il prof. Tullio De Mauro tra i suoi più illustri sostenitori; nel corso delle sei edizioni sono pervenute oltre mille opere. Una specifica sezione del premio è dedicata alle scuole, alla quale hanno partecipato oltre 100 gli istituti (per l’edizione 2018, le iscrizioni si chiudono il 30 novembre); il premio è indetto dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e Legautonomie, in collaborazione con il Centro “Eugenio Montale” e l’ong EIP.
“L’Unpli – conclude La Spina – è costantemente attiva in materia della promozione e salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, una missione che, riteniamo, vada condotta in rete. Abbiamo già siglato accordi con il Mibac e il Miur e siamo pronti e disponibili ad ulteriori collaborazioni istituzionali”. L’Unpli organizza anche la “Giornata nazionale del dialetto” che ricorre il 17 gennaio di ogni anno.

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Scuola: Italia ultima in Europa per investimenti in Cultura

Posted by fidest press agency su domenica, 14 ottobre 2018

L’on. Luigi Gallo (M5S), presidente della VII Commissione Cultura della Camera, ha annunciato di avere chiesto, con le commissioni Cultura di Camera e Senato, che in legge di bilancio ogni risorsa e ogni spreco risparmiato dai ministeri competenti siano reinvestiti sempre in Istruzione e Cultura. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia che i risparmi derivanti dal dimezzamento dell’alternanza scuola-lavoro serviranno a coprire parte della perequazione stipendiale, altrimenti garantita solo fino al prossimo 31 dicembre. Marcello Pacifico (Anief): pensavamo che le ‘partite di giro’ dei vari governi fossero finite. Dello stesso parere si dicono studiosi ed esperti, intervenuti l’8 e 9 ottobre al convegno “Cultura 2030”, organizzato dallo stesso M5S per fare il punto sul livello culturale italiano: va valorizzato al massimo, perché incide su politica, finanza, economia; ci si apra ai musei gratis, alla ricerca, soprattutto in quella educativa, ripartendo dalla Costituzione.

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Roma: torna F@Mu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

Roma domenica 14 ottobre Roma Capitale aderisce alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo con iniziative per conoscere il patrimonio dei musei civici e di alcuni monumenti
L’iniziativa è stata ideata per accogliere nei musei il pubblico dei piccoli visitatori, accompagnati da genitori e familiari, si rinnova anche quest’anno con un ricco programma di iniziative. Il programma – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale-Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura – segue il tema specifico dell’edizione 2018, “Piccolo ma prezioso”, proponendo numerose e diverse occasioni utili a conoscere il patrimonio dei musei civici e di alcuni monumenti.
L’appuntamento di F@Mu2018, domenica 14 ottobre, prevede una giornata tutta speciale dedicata ai bambini, ricca di esperienze utili che possono aiutarli ad essere persone più creative, sensibili e attente a ciò che ci circonda.Dettagli nascosti, oggetti preziosi, giochi e giocattoli nell’antichità, storie di bambini in epoca romana, elementi di vita nella preistoria, una dimora di epoca rinascimentale. Questi e altri ancora sono gli ingredienti che animano attraverso il gioco le diverse attività.In ogni luogo ci sarà qualcosa di “prezioso” da scoprire attraverso l’esplorazione dell’arte e il divertimento di una caccia al tesoro, di giochi a squadre o di un “Memory Forense”, appositamente ideato ai Fori Imperiali.
Si potranno così conoscere la bambola di Crepereia alla Centrale Montemartini, la favola dell’imperatore bambino ai Mercati di Traiano, i particolari “piccoli e preziosi’ nascosti sulla superficie marmorea dell’Ara Pacis, la scatola misteriosa nella Casina del Cardinal Bessarione, i piccoli tesori del Museo Napoleonico che invitano ad un viaggio nel tempo, i dettagli dei dipinti della Pinacoteca Capitolina, della Galleria d’Arte Moderna e delle opere del Museo di Roma in Trastevere. Ci si potrà anche misurare con la vita al tempo del Pleistocene al Museo di Casal de’ Pazzi. Non mancherà la scienza conesperimenti divertenti per bambini e genitori al Museo di Zoologia.Alcune delle attività in programma sono realizzate anche con la collaborazione dei Volontari del Servizio Civile Nazionale. Tutti gli incontri sono gratuiti, con pagamento (se previsto) del biglietto d’ingresso secondo tariffazione vigente. L’accesso sarà invece completamente gratuito per i possessori della MIC, la nuova card che, al costo di 5 euro, permette a chi vive o studia a Roma l’ingresso illimitato per 12 mesi nel Sistema dei Musei Civici. Prenotazione obbligatoria 060608, attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 al costo di una telefonata urbana; per il Museo di Zoologia prenotazione obbligatoria 06 97840700 (coop. Myosotis) oppure presso il Bookshop del Museo.Il calendario completo delle aperture e visite guidate disponibile suwww.museiincomuneroma.it.

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Giornata Europea della Cultura Ebraica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

Palermo giovedì 11 Ottobre 2018, ore 18.00 (e fino al 20 Ottobre 2018) Kaddish Arte, storia, memoria 1938-2018. In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica del 14 ottobre 2018, la direttrice Maria Vittoria Marchetta e le curatrici Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio vogliono riproporre nello spazio espositivo pop up di Palermo la mostra già presentata a Roma per la Giornata della Memoria del 27 gennaio scorso. Il progetto iniziale si è concretizzato in una personale del maestro Georges de Canino nella quale sono state presentate al pubblico 30 opere inedite, riporti fotografici su tela con interventi di acrilico e matita voluti fortemente senza telaio dall’artista. “La Giornata Europea della Cultura Ebraica è dedicata quest’anno allo “Storytelling”, al narrare – sostiene la Dottoressa Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane – […] da diciannove anni appuntamento che invita a scoprire tradizioni, cultura e luoghi ebraici in Italia, nasce proprio per diffondere una narrazione dell’ebraismo rispondente al vero”. Riproporre il lavoro di Georges de Canino a Palermo, dopo il successo di Roma, vuole dunque fungere da collegamento tra due importanti occasioni: quella della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2018 e quella di Palermo come capitale italiana della cultura 2018 e di Manifesta 12.
Quello dello storytelling, del racconto come lascito ai posteri, è tanto una pratica quanto una vera e propria necessità che l’artista Georges de Canino sente sua al pari del fare arte.
Selezionato nel 2011 da Vittorio Sgarbi per la 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con l’opera “Golem”, Georges de Canino ha alle spalle quarant’anni di mostre personali e collettive, venendo riconosciuto e apprezzato nel corso degli anni sia in Italia e sia all’estero. Deciso da sempre a mettere la sua sensibilità di artista e di poeta – prima ancora che di ebreo – al servizio della Memoria, ha deciso di intitolare la mostra “Kaddish” non certo a caso. Il Kaddish è nella liturgia ebraica la preghiera di santificazione del Nome di Dio, che recitata con amore e venerazione sottolinea la volontà del popolo ebraico di ringraziare l’Altissimo, riconoscendo i meriti dei defunti o dei maestri. De Canino racconta l’esistenza di persone a lui care, conosciute o non conosciute direttamente, mostrandoci immagini tratte dalle loro vite prima che le Leggi Razziali del 1938 e ciò che ne è conseguito le stravolgessero definitivamente. Vi ritroviamo i ritratti dedicati a Primo Levi, al Rav Elio Toaff, Simone Veil, Anna Frank, ma anche a tanti amici. L’artista dunque, allontanando quello scenario di sofferenza che siamo abituati a vedere quando si parla di Shoah, intende ridare dignità a quelle persone in quanto esseri umani, non solo vittime. Richiamando il passato nel presente, l’artista fa sì che le immagini da testimonianze del passato riescano a diventare, mediante un’arte dello storytelling, attuali. “Senza memoria non vi è storia, non vi è presente, non vi è futuro” sostiene Georges de Canino. Quindi la memoria non è importante quanto segno del passato, ma come movimento nel presente verso il futuro, a ciò che si diviene nel ricordare. Il catalogo della mostra a cura di Cristina Liscaio e Francesca V. Scazzocchio ed edito da Grafiche Turato Edizioni, con testi di importanti esponenti istituzionali del mondo ebraico e della società civile, sarà disponibile in galleria.

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libro Italia Evolution: Crescere con la cultura, di Christian Caliandro

Posted by fidest press agency su domenica, 30 settembre 2018

Roma martedì 2 ottobre, ore 18.00 Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Viale delle Belle Arti, 131 Sala delle Colonne ingresso libero dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30 (ultimo ingresso 18.45) Chiuso il lunedì. Con gli interventi di Alessandra Mammì, Peter Benson Miller e Massimo Mininni, verrà presentato Italia Evolution, un libro che attraversa come un viaggio nelle zone “interdette” del nostro Paese (fisiche e psichiche, materiali e culturali), gli esperimenti di futuro in corso, le diverse percezioni della cultura italiana, gli immaginari del recente passato e quelli in via di costruzione, i processi artistici basati su una relazione intensa con le comunità e i territori.

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Italia: va cambiata la cultura del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 settembre 2018

La cultura del lavoro in Italia va ripensata e cambiata, e questo perché in questi anni si è decostruito e sminuito la reputazione e il valore di molti lavori artigiani e contadini, e più in generale manuali, per evidenziare i meriti di lavori di sviluppo tecnologico che oggi sono invece chiaramente in crisi.Tutto questo ha prodotto dei clamorosi paradossi, ed uno in particolare: la convivenza di un tasso di disoccupazione oltre il 10% (nel caso dei giovani oltre il 30%) e l’impossibilità di trovare lavoratori capaci di svolgere le professioni come quelle di sarti, cuochi, artigiani, pasticcieri e panettieri.La verità è che si è fatto credere a diverse generazioni di dover immaginare il proprio futuro nell’ambito dell’evoluzione tecnologica e che interi processi formativi sono andati in quella direzione. Naturalmente però questo meccanismo si è rivelato sbagliato, e questo è avvenuto per delle semplici ragioni, e cioè l’impossibilità di abbattere le esigenze primarie e di sostituire in toto gli esseri umani.Per noi di Soggetto Giuridico è necessario proteggere e tutelare il lavoro e i lavoratori, ma per farlo nella maniera adeguata è altresì doveroso costruire delle condizioni sociali e culturali adeguate.

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La violenza come cultura dell’attenzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Da cronisti ci capita spesso di raccogliere il messaggio che proviene da chi scende in piazza per esporre quelle che ritiene giuste rivendicazioni e meritevoli di un’attenzione mediatica. Non manchiamo, ovviamente, di riportare le loro motivazioni ma il rilancio che facciamo acquista un risalto o meno non su ciò che è stato detto e sostenuto con fermezza e determinazione ma dai “clamori” che sono derivati con schiamazzi, aggressioni e danni ai negozi che si trovano lungo il tragitto dei manifestanti. C’è persino da chiedersi se tutto si fosse svolto in maniera pacifica quale spazio avrebbe potuto ambire, nei notiziari televisivi e nelle pagine della carta stampata, la giusta causa. Questa consapevolezza è senza dubbio chiara agli organizzatori tant’è che cercano, per seguire una strada virtuosa, di ben rappresentare il preannuncio del comizio con vari comunicati stampa. Ma anche su questo verso piovono i distinguo. L’accesso all’informazione dipende molto dalla sigla politica o sindacale o dei vari movimenti d’opinione che promuovono l’iniziativa e dalla possibile ricaduta sull’opinione pubblica. Poi vi è il discorso dei numeri. L’ascolto si dilata se a manifestare sono in tanti e qui parte la propaganda dei numeri che trasforma diecimila presenze in centomila e via di questo passo.
Ne consegue il luogo comune che più si è aggressivi e maggiore è l’attenzione e se alla fine si contano numerosi feriti e contusi vuol dire che solo in questo modo la copertura mediatica premia. Quest’andazzo non è condivisibile perché oltre tutto diseduca e mette in secondo piano il motivo stesso della contrarietà di quella parte dei cittadini che ancora credono alla forza delle parole, alla logica del pensiero e a farci riflettere seriamente. Si rende anche un pessimo servizio agli argomenti che s’intendono evidenziare con atti irresponsabili che non favoriscono la conoscenza al grosso pubblico e la loro eventuale condivisione finisce con lo spaventarlo e non certo a renderlo edotto di una ragione che potrebbe avere molti più sostenitori. Che fare allora? E’ scegliere, a nostro avviso, il ritorno alla lettura, al migliore ascolto televisivo e in streaming live cercando al tempo stesso di coinvolgere più persone tra il pubblico e non tra i soliti tromboni ammazza sentenze. E’ senza dubbio un fatto culturale e d’intelligenza critica che ci permette di setacciare il fatto dal commento, la circostanza tra un interesse personale e una obiettiva valutazione. Dobbiamo in pratica ritornare a ragionare sempre con la testa nostra e non con quella degli altri per imitarli ma non senza aver prima valutato la bontà dei loro intendimenti. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

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Cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 settembre 2018

Esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Mi riferisco, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordisco-no con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di gene-re. Cosa essi possono sapere della cultura moder-na, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici?
E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro Dna non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca siste-matica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Servizio Fidest)

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La Roma dell’epoca repubblicana ed imperiale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Possiamo cogliere i primi segni di un’ascesa che sembrava inarrestabile dai monumenti che oggi restano in piedi come le colonne rostrate erette sul Campidoglio, la casa rostrata di Pompeo, le are rostrate nei luoghi di culto dedicate a quelle divinità che si ritenevano avessero favorito le grandi vittorie navali. Lo fu il tempio dei Lari Permarini al Campo Marzio, il tempio d’Apollo navale sul Palatino, il tempio di Giano, il cosiddetto Portico corinzio, e la nave monumentale in travertino eretta sull’isola Tiberina. Il tutto si condiva con celebrazioni e spettacoli frequenti e che avevano il loro momento clou con le naumachie che attiravano immancabilmente delle incontenibili folle di spettatori.
Possiamo dire che sempre la mente dell’uomo vi ha trovato lo stimolo necessario per squarciare le tenebre del progresso. Percorrere, oggi, il tracciato che ci è richiesto di andare per visitare il Foro romano non ci appare per quello che è: un cumulo di macerie, ma l’emblema di un mondo che appartiene indivisibile al nostro Dna e che possiamo, persino, stimolare la fantasia sino al punto d’immaginare quel luogo per quello che era con i suoi templi e le sue dimore e con essi il sentimento di un popolo che ha lasciato una profonda traccia nella storia dell’umanità perché ha saputo, tra le altre cose, insegnarci la convivenza tra popoli diversi e che i conquistatori non sono tali se non sanno restituire agli autoctoni la loro dignità e la loro identità etnica e culturale.

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Gli arabi invasori e le tracce della loro cultura

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 luglio 2018

Avvenne dal 711 d.C. Allora gli arabi, dopo aver conquistato tutta l’Africa mediterranea, invasero la Spagna. Lo fecero con 12.000 uomini dei quali ben 7000 erano Berberi. Sbarcarono presso la rocca di Gibilterra (da qui il nome attuale in onore al loro condottiero “Gebel el-Tariq” (Monte di Tariq). Sorse, in questo modo, il primo avamposto arabo in Europa denominato Al-Andalus, una provincia del califfato omayyade. Si trasformò, un poco alla volta, in un vero e proprio incontro tra due civiltà di conquistatori: gli uni, i romani con le vestigia delle loro passate glorie e gli altri, i nuovi, con le loro tradizioni e i loro costumi. Tali tracce le notiamo visitando Cordova, già capitale del califfato, Toledo, Saragozza, Siviglia, Malaga e Cadice. Furono le città che per prime raggiunsero la fama di centri d’arte e di scienze tra i più importanti d’Europa.
C’è chi dice che Cordova rivaleggiò in bellezza e in sfarzo con Baghdad. Sta di fatto che sotto il califfato di Abd al-Rahman III (912/961) Cordova raggiunse uno splendore senza pari nel mondo. Dal punto di vista architettonico non si può dire che gli arabi fossero degli innovatori. Essi non fecero altro che assimilare e interpretare gli elementi delle civiltà precedenti come quella bizantina, acquisita in Oriente, e romana in Spagna. Penso alla tecnica architettonica e muraria dei romani e dei visigoti come l’arco a ferro di cavallo, divenuto più tardi così tipicamente musulmano. Furono 700 anni di dominazione. In tutto questo periodo le testimonianze lasciate furono tantissime e oggi possiamo ancora ammirarle: minareti, fortezze, giardini ecc.Oggi la Spagna vive e si mescola con questi splendori: nelle architetture moresche, nelle mantillas coloratissime, nel suono nostalgico delle chitarre accompagnate dalle danze, nell’indescrivibile giuoco dei flamenghisti, nei nerissimi occhi delle donne e nei loro sguardi penetranti. Dal ponte romano di Segovia alle cattedrali gotiche di Toledo e Cordova ai più spettacolari monumenti dell’arte araba, la Spagna ci traccia un profilo della storia che sa trovare un suo efficace rapporto, tra le diverse culture, e tale da renderlo profondo e innovativo. Oggi possiamo dire che se Granata, a ben sostenere, è considerata la più celebre e importante città della Spagna, addossata com’è alla collina dell’Alambra e autentico scrigno d’arte e di architettura, lo dobbiamo soprattutto a quel bagno di civiltà e di sapere che si sono fusi armoniosamente tra i conquistatori arabi e gli autoctoni. A questo punto dall’Andalusia al Marocco, passando dalla rocca di Gibilterra, il passo è breve. Di là, sullo stretto, vi è Algerisas. Se penso, poi, che per raggiungere tali posti bastino, dall’Italia, solo due ore di aereo ciò ci dimostra che tutto l’arco del Mediterraneo dalla Rocca di Gibilterra alla sua punta estrema a est sul mar di Marmara verso il Bosforo e lungo le coste della Siria e della Turchia il passo è davvero molto breve.

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Lavoro e scuola: manca la cultura alla formazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Secondo l’ufficio studi del sindacato è evidente che nel sistema formativo e lavorativo italiano c’è più di qualcosa che non va: da un approfondimento dell’indagine Eurostat, che ha stimato la presenza nel nostro Paese del 25,7% di Not in education, employment or training, risulta che non è solo un problema dovuto alla mancanza di lavoro, visto che ogni anno ci sono decine e decine di migliaia di posti liberi che le aziende non riescono ad assegnare per mancanza di personale adatto. Per Anief, il nodo principale da sciogliere rimane quello dell’inadeguato ancoraggio al sistema scolastico dei nostri giovani.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Uscire dalla scuola prematuramente significa in alta percentuale creare un solco rispetto alla società e rendere particolarmente difficile il proprio futuro formativo e professionale. Perché un ragazzo senza un titolo di studio, salvo i casi in cui esistono realtà familiari a protezione, è destinato a diventare un Neet. Ecco perché insistiamo sull’allargamento dell’obbligo scolastico, portandolo alla maggiore età, limite che, alla luce di una maggiore consapevolezza del sé e del mondo che ci circonda, responsabilizzerebbe di sicuro le scelte future dei nostri giovani. Altrettando importante sarebbe anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, creando in tal modo un’annualità ‘ponte’. Allo stesso tempo, è necessario l’adeguamento degli organici del personale scolastico ai bisogni del territorio, tenendo conto del tasso di disoccupazione e di abbandono scolastico. Tutelando maggiormente le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate. Non per ultimo, proprio per combattere l’esplosione di Neet, sarebbe stato fondamentale potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio degli adulti e l’educazione permanente. Tutte iniziative che chiediamo di attuare al governo del cambiamento, il quale ha appena preso in mano le redini politiche dell’Italia.

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La cultura della pace nasce dalla buona comunicazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Carlo ClimatiRoma. All’Università Europea di Roma si è concluso il quinto anno di attività del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, fondato e diretto dal giornalista Carlo Climati. L’obiettivo del Laboratorio è quello di sensibilizzare i giovani ad una nuova forma di comunicazione, che non veda nell’altro un nemico e che sia basata sul dialogo e su una serena accoglienza dell’altro.Il Laboratorio, teorico e pratico, fa parte delle attività di responsabilità sociale dell’Università Europea di Roma. Esplora le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla radio, dalla televisione ai fumetti.
“Non sei un nemico!” è il motto, l’idea di base del Laboratorio. I giovani sono incoraggiati a vedere gli altri con uno sguardo nuovo, a creare linguaggi che possano rappresentare un ponte verso tutti, contribuendo all’abbattimento di muri, ostacoli, sospetti e diffidenze.“Il primo passo verso un’autentica cultura di pace è la buona comunicazione”, ha spiegato Carlo Climati. “Ogni giorno avviciniamo persone nuove, che provengono da mondi diversi. Possiamo cogliere questa bella opportunità cercando di seguire l’invito di Papa Francesco a vivere la cultura dell’incontro e dell’accoglienza”. “Un buon uso dei media può contribuire a creare solidarietà, unità, dialogo e reciproco ascolto”, ha concluso Climati. “Questo ci aiuterà a guardare al futuro con fiducia, perché saremo comunicatori di pace e di speranza”.(foto  copyright: carlo climati)

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“Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Parma lunedì 4 giugno, alle ore 14.30, nell’Aula Magna del Polo Didattico Universitario di via Del Prato, si terrà il seminario di studio “Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”.I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Sara Rainieri, Prorettrice alla Didattica e Servizi agli Studenti dell’Università di Parma, e di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.
Prenderanno parte al seminario la senatrice Vanna Iori, promotrice della legge 205/2017 sulla qualificazione professionale dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista, Nice Terzi del Gruppo Nazionale Nidi-Infanzia, Caterina Segata di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna, e i docenti del DUSIC Ada Cigala e Paolo Calidoni.
Per iniziativa della Senatrice Vanna Iori, la legge 205/2017 definisce le qualifiche e la formazione universitaria dell’educatore e del pedagogista, colmando così la lacuna che vedeva l’Italia tra i pochi paesi a livello europeo a non avere riconosciute queste professioni. Ora i servizi educativi e gli atenei sono impegnati nell’implementazione della nuova normativa. Il seminario intende contribuire allo sviluppo di questo processo.Il seminario è aperto a tutti.

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International Jazz Day

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il 29 e 30 aprile si celebra l’International Jazz Day. Due giorni di musica (e non solo) in cinque angoli diversi della Sardegna: Alghero, Nuoro, Barumini, le isole dell’Asinara e di Tavolara. Così la terra dei nuraghi celebra l’International Jazz Day, l’appuntamento annuale del 30 aprile promosso dall’UNESCO, l’Agenzia dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: una giornata istituita nel 2011 per sottolineare il ruolo che la musica jazz può giocare nell’unire le persone di ogni angolo del globo, per promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la diversità e il rispetto dei diritti umani e della dignità umana, la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e il ruolo dei giovani nell’attuazione del cambiamento sociale.
Jazz Island for UNESCO 2018: questo il titolo dell’iniziativa in programma in Sardegna che, cambiando percorsi e raddoppiando in durata, rilancia la formula della riuscita edizione del 2016. Artefici delle due giornate del 29 e 30 aprile sono la rappresentanza sarda dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, promotrice della rassegna Jazz Island for Unesco 2016, e tre diverse realtà attive nella promozione e diffusione del jazz nell’isola: l’Ente Musicale di Nuoro, responsabile dei Seminari Jazz che da trent’anni si tengono ogni estate, tra fine agosto e i primi di settembre, nel capoluogo barbaricino; l’associazione culturale Time in Jazz di Berchidda, titolare dell’omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu; e JazzAlguer, la rassegna in corso ad Alghero, con appuntamenti mensili, dallo scorso dicembre al prossimo luglio.Fitto e variegato il cartellone che, mescolando musica, ambiente, siti storici, natura e cultura, si snoderà in un ideale percorso a tappe dal nord al sud dell’isola, dall’Asinara a Tavolara, da Alghero ai nuraghi di Nuoro e di Barumini, sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.Nel cast artistico, il violoncellista olandese Ernst Reijseger con i canti tradizionali del Cuncordu e Tenore de Orosei, i quindici percussionisti della Jaama Dambé Marching Drums, il trio del batterista catalano Rubén Berengena, i Plus 39, ovvero il gruppo dei migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, il duo formato da Angelo Lazzeri e Pietro Tonolo, e quello di Tino Tracanna e Roberto Cipelli. E poi le formazioni sarde: la Funky Jazz Orchestra, il Jumaan Quartet, il trio Timepiece allargato a settetto e quello composto da Marcello Peghin, Giovanni Sanna Passino e Paolo Carta Mantiglia.
Varie attività collaterali, trekking e visite guidate ai siti storici, completano il ricco programma di Jazz Island for UNESCO, parte integrante di UNESCO In Musica, il vasto cartellone di iniziative promosse in Italia in occasione dell’International Jazz Day dall’associazione I-Jazz (sigla in cui si riconoscono cinquanta tra festival e organizzatori operanti nelle diverse regioni italiane) sviluppato in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e con il sostegno dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e del MIBACT. Dieci le regioni coinvolte – Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania, Veneto, Sicilia e Sardegna – con importanti siti UNESCO e altri, in via di riconoscimento, aperti al pubblico, che ospiteranno solisti e gruppi jazz in un programma ricco di eventi.

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Libro: “Dal tratto alle parole”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno un piccolo gioiello editoriale di Nicola Vacca e Mario Pugliese “Dal tratto alle parole” Dal tratto alle parole è il tentativo riuscito di un confronto tra due artisti: il pittore e il poeta si sono incontrati e hanno dato vita non solo a un libro, ma anche a un principio: nella cultura e nella vita nessuno si salva da solo. Questo ci hanno insegnato i grandi della letteratura, che qui sono omaggiati dal tratto di Mario Pugliese e dalle parole di Nicola Vacca. “Dal tratto alle parole, il libro che vi apprestate a leggere, è il frutto della collaborazione tra Nicola Vacca, poeta, e Mario Pugliese, artista. È un omaggio ad alcuni giganti, quasi tutti vissuti nel Novecento, o comunque sofferenti testimoni della modernità, appartenenti a filoni letterari differenti e ad aree geografiche disparate, accomunati dal desiderio mai sopito del fare letteratura a partire da sé, da esperienze difficili, estreme, assurde o labirintiche. Tutti hanno scavato nel cuore malato dell’uomo: Emil Cioran, Federico Garcia Lorca, Fernando Pessoa, Cesare Pavese, Italo Calvino, Albert Camus, Edgar Allan Poe, Charles Bukowski, Virginia Woolf, Alda Merini, Wisława Szymborska, Simone Weil, Marcel Proust, Boris Pasternak, John Fante, Jorge Luis Borges. (…) Un viaggio rapido e incisivo tra i ritratti di scrittori e poeti che si sono opposti all’imperativo massificante del quieto vivere e si sono donati al demone della scrittura, spillando inchiostro dalle proprie vene”. Dalla prefazione di Alessandro Vergari “Sono orgoglioso di pubblicare questo lavoro – dichiara l’editore Stefano Donno – perché è un dono straordinario all’arte e alla letteratura in una perfetta simbiosi di linguaggi che si contaminano: quelli della poesia di Nicola Vacca e quelli del segno del maestro Mario Pugliese. Emil Cioran, Federico Garcia Lorca, Fernando Pessoa, Cesare Pavese, Italo Calvino, Albert Camus, Edgar Allan Poe, Charles Bukowski, Virginia Woolf, Alda Merini, Wisława Szymborska, Simone Weil, Marcel Proust, Boris Pasternak, John Fante, Jorge Luis Borges. Questi sono i grandi nomi da cui nasce la collaborazione tra Nicola Vacca e Mario Pugliese. Il risultato è un piccolo gioiello editoriale”
Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Svolge un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea.Mario Pugliese, classe 1964, diplomato al liceo artistico di Bari si specializza a Udine in grafica pubblicitaria. Collabora con diversi artisti e musicisti alla divulgazione dell’arte e della musica come strumento di comunicazione. È presidente dell’associazione “Artensione” e direttore artistico di “Spaziounotre” a Gioia del Colle dove risiede e lavora.

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