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Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 55

Posts Tagged ‘cultura’

Cultura e creatività, le opportunità dall’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

europe networkChi visita il Friuli Venezia Giulia, ha una vasta offerta di prodotti culturali e creativi, tanto che secondo il rapporto Unioncamere-Fondazione Symbola “Io sono cultura 2017” la nostra regione è prima in Italia per incidenza della spesa attivata dal sistema produttivo creativo-culturale sul totale della spesa turistica, con il 51,6%, ed è nona per incidenza del valore aggiunto delle imprese creative e culturali (5,3%) e ottava in termini di occupazione (con il 6,5% del totale). In Fvg ci sono circa 5.200 imprese culturali e creative, di cui 2.259 considerate imprese creative (tra architettura, comunicazione e design) e 2.691 culturali (film, video, radio-tv, produzione di videogiochi e software, musica, libri e stampa, oltre a qualche centinaio di aziende che si occupano di performing art e arti visive e una quindicina di patrimonio storico-artistico. A queste realtà e non solo, a tutte le attività si basano su valori culturali o espressioni artistiche e altre espressioni creative, siano o meno orientate al mercato, l’Europa riserva una variegata serie di programmi, progettualità e finanziamenti – in particolare “Europa creativa 2014-2020” –, riconoscendone il ruolo fondamentale nel panorama economico degli Stati membri. Proprio alle imprese culturali e creative del Fvg si è rivolto il seminario organizzato oggi in Sala Valduga dalla Camera di Commercio di Udine, con la sua Azienda speciale I.Ter, partner sul territorio di Een-Enterprise Europe Network, e Confcooperative Udine-Associazione Cooperative friulane, inserito nelle iniziative realizzate in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Il seminario, a cui ha preso parte un nutrito gruppo di realtà culturali friulane oltre a una rappresentanza di sodalizi croati, si è aperto con l’introduzione della componente di giunta camerale Lucia Piu e di Flavio Sialino Presidente di Confcooperative Udine, ed è stato concluso dall’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti. A illustrare nel dettaglio caratteristiche e modalità di accesso ai progetti europei dedicati allo sviluppo delle iniziative del sistema produttivo culturale è stato poi l’esperto Marco Marinuzzi, che si è soffermato sul programma Europa Creativa 2014-2020. Focus particolare è stato dedicato alla linea di finanziamento dei progetti di cooperazione (piccola scala e larga scala), mettendo in evidenza l’opportunità e le modalità di partecipazione agli inviti a presentare proposte che saranno lanciati sino al termine dell’attuale programmazione. Lo sviluppo delle imprese culturali, creative e turistiche nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR è stato poi trattato da Simone Faillace del servizio attività culturali della Direzione centrale cultura. (foto: europe network)

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La prima Mailing List con tutti i giornalisti che scrivono di cultura e spettacolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

luci della ribaltaQuanti sono i giornalisti che scrivono di arte, musica o cultura in Italia e quante le testate in cui si dà spazio a queste tematiche? Chi sono e cosa fanno gli addetti alla comunicazione che lavorano negli enti e nelle aziende del settore?
Per rispondere a questi ed altri interrogativi, l’Istituto Ricerche di Comunicazione di Roma ha dato vita alla prima ricerca su media e comunicazione nel settore dell’arte e dello spettacolo.
Lo studio è stato commissionato da un network di esperti comunicatori del settore che hanno sfruttato i risultati dell’indagine per mettere a punto un innovativo strumento per chi lavora nella comunicazione e nel marketing in questo ambito merceologico: la prima Mailing List dei Giornalisti dell’Arte, Cultura e Spettacolo (www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it). Da qui si ricava che in Italia ci sono circa 13.000 redattori, blogger e freelance che scrivono di queste tematiche, all’interno di quasi 5.500 testate generaliste e specializzate.
I giornalisti lavorano per lo più in testate di livello nazionale (57% contro il 43% di chi lavora in testate locali). La tipologia di media che occupa più redattori che scrivono di questi temi sono i media cartacei (quotidiani e periodici), sebbene stia crescendo molto rapidamente il numero e il peso dei media online soprattutto nel campo dello spettacolo.I dati relativi ai media di settore con l’elenco delle testate specializzate ritenute più autorevoli sono disponibili gratuitamente nel report sintetico della ricerca, scaricabile a questo indirizzo (http://www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it/scarica-report-della-ricerca-sui-media-del-settore-cultura-spettacolo/).Lo studio ha voluto anche indagare sul mondo della comunicazione di questo settore. E’ emerso uno scenario in forte evoluzione. Si stima che nel campo della cultura operino circa 36.000 addetti alla comunicazione. Di questi ben il 39% lavora all’interno di strutture organizzate di ufficio stampa, relazioni pubbliche e pubblicità, mentre il restante 61% va diviso tra imprenditori, manager di startup, responsabili commerciali e freelance. Circa il 74%% dei comunicatori opera nel settore privato e il resto in enti e organizzazioni pubbliche. Per quanto riguarda le attività di comunicazione, i professionisti del settore segnalano tra le funzioni che apportano maggior valore (ROI) alla propria organizzazione, in ordine: ufficio stampa e media relations (citata dal 79% del campione), tutte le forme di Marketing digitale (66%), Advertising classico (61%), Fiere ed eventi (57%). Da oggi tutti questi operatori della comunicazione e del marketing in ambito cultura e spettacolo possono contare su un innovativo strumento di lavoro per dare visibilità al proprio brand o far conoscere i prodotti e servizi offerti: una mailing list completa e aggiornata con tutti e solo i riferimenti dei giornalisti che scrivono di queste tematiche in tutte le testate nazionali e locali. Realizzata grazie al contributo di una trentina di professionisti dell’ufficio stampa di questo settore con decine di anni di esperienza, conta più di 13.000 email di redattori, blogger e freelance, forniti in un comodo foglio excel.

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Madrid: Giornata della memoria

Posted by fidest press agency su domenica, 21 gennaio 2018

giorno memoriaMadrid. 25 gennaio 2018, h. 20:00 Istituto Italiano di Cultura di Madrid Calle Mayor, 86 in collaborazione con il Centro Sefarad-Israel, desidera celebrare la Giornata della Memoria, commemorativa del settantatreesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ad opera delle truppe sovietiche, il 27 gennaio 1945.
Per l’occasione si terrà presso l’Istituto Italiano di Cultura un incontro con le scrittrici Helena Janeczeck e Laura Bosio che esploreranno, attraverso il tema della Memoria e Scrittura, i fili che legano la Memoria della Guerra Civile Spagnola alla Resistenza europea e alla sorte di chi per “razza” o appartenenza politica fu cancellato dallo sterminio nazista: a partire da La ragazza con la Leica (Guanda 2017), l’ultimo romanzo di Helena Janeczek, figlia di ebrei polacchi giorno memoria1sopravvissuti alla Shoah.Nel romanzo di Helena Janeczek, attraverso personaggi in gran parte storici, prima fra tutti la protagonista Gerda Taro, si entra profondamente in quella vita quotidiana, fatta di slanci ideali e vitali e di aspettative deluse, di imprese eroiche e di esitazioni, di spinte rivoluzionarie e di contraddizioni anche aspre: in un dialogo ideale con gli interrogativi di Simone Weil.Per ribadire quanto, mai come oggi, la memoria continui a essere territorio di indagine viva, e in alcuni casi di lotta. Al di là delle pur interessanti riflessioni su romanzo storico e non fiction, secondo Laura Bosio, un punto centrale rimane non tanto la rappresentazione dei fatti e delle vicende, quanto la visione che se ne ha. In che modo, scrivendo e tutti insieme vivendo, siamo ancora in grado di essere visionari. E il libro di Helena Janeczek, e lei stessa, certamente lo sono. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: giorno memoria)

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L’arte di produrre Arte: Competitività e innovazione nella Cultura e nel Turismo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

arte di produrre arteRoma Mercoledì 6 dicembre 2017 ore 10.00, Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori Piazza Venezia, 11. Il tema dell’innovazione, al centro di questo Rapporto – curato da Pietro Antonio Valentino ed edito da Marsilio Editori – riguarda quella prodotta dalla rivoluzione informatica e dalla diffusione del digitale che ha modificato sia le modalità di produrre e consumare cultura che il rapporto fra domanda e offerta nel settore turistico. L’indagine realizzata dall’Associazione Civita sulle Industrie Culturali e Creative (ICC), al fine di procedere ad un confronto internazionale e porre in evidenza i cambiamenti strategici in atto nei principali paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), ha utilizzato le definizioni di ICC e di occupazione culturale totale date dall’Eurostat che sono in linea con quelle di altre istituzioni internazionali come l’Unesco. Facendo ricorso ai dati “ufficiali” si rilevano risultati meno “rosei” di quelli derivanti da molte delle indagini empiriche condotte in Italia che evidenziano comunque l’esistenza di ampi spazi non utilizzati per far crescere il settore e la sua importanza per l’economia nazionale e lo sviluppo locale. Considerando, ad esempio, l’occupazione culturale totale o cultural employment (comprensiva sia degli occupati nelle imprese dell’ICC che di tutti coloro che svolgono una funzione culturale e creativa nel settore pubblico, nel “terzo settore” o in uno degli altri settori dell’economia), l’indagine rileva che nel 2015 in Italia, quest’ultima, è stata di poco superiore alle 614mila unità con un significativo aumento (+3,7%) rispetto al 2011; confrontando il dato italiano con quello di altri paesi europei si rileva che in Germania sono circa il doppio di quelli italiani e nel Regno Unito circa l’84% in più.Il valore più elevato è quello del Regno Unito dove nel 2015 il cultural employment contribuisce per il 3,6% alla creazione dell’occupazione totale del paese (la stessa percentuale è pari in Germania al 3,0%). Il peso occupazionale dell’insieme delle attività culturali e creative è in Italia pari al 2,7%, in linea con il dato della Francia, ma inferiore a quello rilevato per la media dell’Europa a 28 (2,9%).
La prima è che in tutti i paesi l’occupazione culturale ha subito meno gli effetti della crisi.
La capacità delle industrie culturali e creative di reagire meglio agli shock negativi dei contesti, è stata diversa da paese e paese. Pur se, in Italia, la domanda di cultura è diminuita meno di altre, la reazione del settore alla crisi ha messo in evidenza che è necessario innovare di più e allargare il mercato (interno ed estero) dei prodotti culturali ideati e realizzati in loco.
La seconda è ancora più importante dal punto di vista economico.La “rivoluzione informatica” sta modificando in maniera significativa il modo di produrre “cultura” consentendo di scomporre i processi produttivi (ripartendo attività e funzioni in tre grandi fasi: pre-fabbricazione, fabbricazione e post-fabbricazione) nonché di delocalizzare quelle a minor valore aggiunto (in genere la fase di fabbricazione).
Con la scomposizione e delocalizzazione del ciclo, il mercato dei prodotti culturali e creativi si estende, assumendo una dimensione sempre più internazionale. I pochi dati ancora a disposizione rivelano che il mercato mondiale è cresciuto nell’ultimo decennio a ritmi elevati. L’export di cultural goods (i prodotti culturali destinati al consumo finale) ha superato (nel 2013) i 212 miliardi di US$ e nel periodo 2009-2013 è cresciuto del 42,5%. A queste cifre bisogna aggiungere poi l’export dei servizi culturali, di più difficile rilevazione statistica. Il dato disponibile (2012) e limitato ai paesi più industrializzati valuta a poco più di 100 miliardi di US$ l’export di questi servizi che per i paesi europei e per gli USA è più elevato di quello dei cultural goods.
Per l’Italia tutto ciò richiede un cambiamento delle politiche di sostegno al settore che devono puntare a sviluppare competenze e know-how che permettano alle imprese e alle attività di localizzarsi nelle attività a più alto valore aggiunto. Il sostegno deve essere ad ampio spettro, non solo finanziario, ed investire le attività formative, una più stretta collaborazione tra pubblico-privato, la definizione di standard e regolamentazioni internazionali e, insieme, rafforzare il ruolo di istituzioni che preservano il know-how e i contratti.
Il Rapporto rileva, dunque, una tendenza di crescita per tali turismi creativi potenzialmente capace di sostenere l’economia di aree del Paese che non fanno parte degli attuali attrattori turistici. Se il mercato di sbocco dei beni e dei servizi culturali non è più costituito solo da “consumatori” nazionali ma da “buyer internazionali” di beni e servizi intermedi, risulta quanto mai necessario incrementare la competitività delle imprese dell’ICC rispetto a questi nuovi acquirenti.
Questi i temi su cui, moderati da Riccardo Luna, Direttore responsabile di Agi, si confronteranno gli ospiti dell’incontro con l’obiettivo di dare l’avvio ad un confronto in merito alle opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale e dalla trasformazione in atto nelle offerte e nei consumi culturali: elementi-chiave per rafforzare la competitività del nostro ecosistema imprenditoriale anche sulla scena dei mercati globali. Il programma in agenda prevede:
SALUTI Gianni Letta, Presidente Associazione Civita
INTRODUCE Pietro A. Valentino, Curatore del Rapporto
INTERVENGONO Armando Peres, Presidente Comitato Turismo OCSE
Domenico Arcuri, Amministratore Delegato INVITALIA
Stefano Pighini, Presidente LVenture Group
Marco Bicocchi Pichi, Presidente Italia Startup
Paolo Giulini, Fondatore Musement
MODERA Riccardo Luna, Direttore responsabile Agi
Verrà distribuita copia della pubblicazione edita da Marsilio Editori

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Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

cultura di cinemaRoma Martedì 28 Novembre 2017, ore 9:30 / 29 Novembre 2017 DAMS, Polo Aule Via Ostiense 139 si svolgerà la XXIII edizione del convegno internazionale di studi promosso dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo, in collaborazione con il Centro Produzione Audiovisivi – Università Roma Tre, curato da Stefania Parigi, Christian Uva e Vito Zagarrio. Il tema proposto, Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità, pone al centro il profilo e il carattere di una nazione così come sono stati interpretati e restituiti dal cinema, dai media e dalla cultura visuale.Interverranno numerosi studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali: keynote speaker saranno Roberto De Gaetano (Università della Calabria) e Suzanne Stewart-Steinberg (Brown University). Sono inoltre in programma due grandi eventi che si svolgeranno al Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano, 8):
– martedì 28 novembre alle 21 verrà proiettata la copia restaurata di Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926), con musica dal vivo eseguita dall’Orchestra dell’Università di Parma, sonorizzazione e direzione a cura di Luca Aversano (Università Roma Tre). La serata sarà introdotta da Denis Lotti (Università di Padova) e Stefania Parigi (Università Roma Tre);
– mercoledì 29 novembre, sempre alle 21, incontro con i Manetti Bros. coordinato da Christian Uva (Università Roma Tre) e Vito Zagarrio (Università Roma Tre).

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Scuola: Via libera della Commissione Cultura ad aumenti stipendi che coprano l’inflazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

inflazioneLa disposizione di adeguare i compensi degli insegnanti rispetto alla media Ue, assieme a quella del potenziamento dell’organico delle scuole dell’infanzia, è stata approvata dalla Commissione Cultura del Senato all’interno delle modifiche che a Palazzo Madama si stanno apportando alla Legge di Bilancio, a seguito delle osservazioni poste da alcuni senatori. Anief, che su questi argomenti ha presentato una serie di emendamenti allo stesso ddl 2960, assorbiti nel 54.021 e nel 54.024, plaude all’’iniziativa della VII Commissione: i senatori devono assolutamente trovare le risorse per assegnare, dopo quasi un decennio di blocco stipendiale, degli aumenti attraverso i quali coprire almeno l’inflazione che nell’ultimo periodo ha sovrastato le buste paga di tutti i pubblici dipendenti; un incremento equo corrisponde, infatti, a oltre 3mila euro complessivi di arretrati e 200 dal 1° gennaio 2018. Invece, ad oggi, tra arretrati e incrementi a regime, da prevedere solo dal 1° gennaio prossimo, le cifre stanziate per il rinnovo contrattuale sono davvero ridicole. Secondo gli ultimi dati Ocse a confronto, l’Italia è l’Unico Paese dell’area che nel periodo 2005-2014 ha fatto perdere ai suoi docenti il 7%.Proprio oggi Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto di “stress lavoro correlato”, scrive: quella dei docenti è la categoria più numerosa della PA ma anche la più femminilizzata (83%), la peggio retribuita della UE, la più vituperata, la più anziana e la meno tutelata dal punto di vista della salute professionale”. E “nessuna attenzione” viene riservata “da istituzioni e maestranze a un fenomeno sociale di tale portata”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si può pensare di raggiungere la media degli stipendi assegnati nell’Unione Europea con quelle residue previste dalle passate e della prossima Legge di Bilancio. Ecco perché Anief continua ad invitare il personale della scuola a inviare la diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata. Ogni lavoratore si gioca 135 euro in più dal nuovo anno e 2.817 euro di arretrati. Inoltre, sempre i nostri governanti devono assolutamente inglobare il lavoro che si svolge a scuola, anche del personale Ata, tra quelli usuranti. Non è possibile che lascino il lavoro a 66 anni e 7 mesi, in futuro a 70. Già oggi sono la categoria più vecchia del mondo. Con l’esasperazione dei parametri di accesso alla pensione il gap potrà solo peggiorare.

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Cultura della pace per la sicurezza delle generazioni future

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

colomba paceRoma Mercoledì 22 Novembre 2017, ore 10:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159 Conferenza internazionale per la presentazione di “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace” International conference for the presentation of the “Abdulaziz Saud Al-Babtain Chair for Peace”
Il processo di globalizzazione comporta tante opportunità come i rischi e le sfide, particolarmente esigenti per le giovani generazioni.In questo contesto, le università, le istituzioni governative, le ONG e la società civile in tutto il mondo devono intensificare scambi, dialoghi, relazioni e sviluppare sforzi per una cultura della pace come fattore chiave per raggiungere non solo una maggiore e migliore comprensione tra i popoli, ma anche prospettive più realistiche in termini di obiettivi educativi per la formazione di nuove generazioni di leader, di fronte alle sfide che un mondo comune di pace porta con sé.The globalization process entails as many opportunities as risks and challenges, particularly demanding on young generations.
In this context, Universities as well as Governmental institutions, NGOs and civil society worldwide need to intensify exchanges, dialogues, relations and develop efforts for a culture of peace as a key-factor for reaching not only a greater and better understanding between peoples, but also more realistic prospects in terms of educational goals for the formation of new generations of leaders, in face of the challenges that a shared world of peace carries with it.Nota del Prof. Luigi Moccia, Centro di eccellenza Altiero Spinelli

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Dal Cosmo alla Terra alla Vita alla Cultura

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

pianeta terraRoma Lunedì 13 Novembre 2017, ore 15:00 Aula Magna Rettorato Via Ostiense 159 Convegno di chiusura del Progetto Miur “Dal Cosmo alla Terra alla Vita alla Cultura. Una Strategia Resiliente per la diffusione delle Scienze Naturali, Fisiche e Matematiche: la proposta di un “Museo Diffuso” per la Città di Roma” a cura dei Dipartimenti di Scienze, Matematica e Fisica, Architettura. Il convegno, dedicato agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, si terrà nell’Aula Magna dell’Ateneo Roma Tre, via Ostiense 159 il giorno 13novembre dalle ore 15 con inizio delle registrazioni alle ore 14,40, fino alle ore 18:20. Sarà rilasciato un attestato di partecipazione alla fine del convegno.

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Cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 ottobre 2017

pennaEsiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Mi riferisco, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici? E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro DNA non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che si trasforma in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Premio Colosseo D’Oro per la cultura

Posted by fidest press agency su martedì, 24 ottobre 2017

NICOLA CONVERTINORoma Venerdì 27 ottobre al Parco dei Principi, sarà assegnato a Nicola Convertino il Premio Colosseo D’Oro per la cultura, la cerimonia avverrà nell’ambito della 27° edizione del Premio, in memoria di Giulio Andreotti. Il Colosseo D’Oro viene assegnato a personaggi illustri della politica, della cultura, della scienza, del giornalismo, dello sport e dell’impegno sociale. In passato è stato ritirato da politici di rango come Gianni Letta, luminari della scienza come il Prof. Giulio Filippo Tarro, oncologo e Pediatra, Campioni dello sport come Nino Benvenuti, Artisti come Tony Santagata, giornalisti come Marco Ravaioli e tanti altri che nel corso di questi 18 anni di vita.
Nicola Convertino è figlio d’arte; padre architetto e miniturista del Vaticano, madre pittrice e modella in Arte al secolo conosciuta come “Mamma Rai”, pertanto nel Dna ci sono tutti i componenti per creare un’alchimia atta a forgiare un Artista a 360°, infatti così è stato! Nicola vive le giornate tra convulsioni artistiche e voglia di oltrepassare la sottile soglia della conoscenza dell’essere: E’ pittore, scultore, scenografo, scrittore, giornalista, musicista, ma è anche un imprenditore nel campo musicale, Presidente del Festival di Napoli, Patron e fondatore del Sanremo Music Awards, Direttore della testata giornalistica Insonnia Report e titolare dell’Insonnia Agency, con all’attivo tournèe europee con i più grandi Artisti del nostro secolo, parliamo di James Brown, Ray Charles, Barry White, Lisa Stansfield, Sarah Brightman, Michael Bolton, Anastacia etc. etc. e oltre 200 programmi Tv prodotti per Rai e Mediaset.Interpretare la sua biografia è qualcosa di veramente difficile se non si hanno le basi per capire l’inizio del suo deliro mentale e dove premio colosseo d'orolo sta portando la conoscenza delle antiche arti misteriche. Nei suoi libri si parla di Archeologia fantastica, di esoterismo, di misteri e tra le pagine si percepisce il suo passato universitario, lontano dal suo lavoro attuale, infatti ha studiato Geologia all’Università di Urbino.
In buona sostanza come dice sempre lui: “Un Deliro”! Insomma dove ci sono cose grandi e importanti lui c’è; ricordo alla festa della Roma per la vincita dello scudetto, con Antonello Venditti, lui organizzava per conto della BMG la promozione dell’Antonello nazionale…rimasi sorpreso come una casa discografica di quella portata, con centinaia di impiegati, delegasse lui per un operazione così importante e con l’Artista loro di punta, non c’è logica, ma lui mi rispose candidamente: “Loro hanno dei schemi mentali pre-confezionati, hanno la burocrazia, sono decine di persone impegnate a fare ognuno il proprio segmento di lavoro, per ottenere dei risultati che superano la media devi avere la visione globale di quello che sta succedendo. Loro per averla devono fare 100 riunioni, io devo solo pensare qualche minuto di fronte al mio block notes e agire in maniera trasversale alla loro…e questo mi ha portato sempre dei risultati, come nel caso di Venditti e delle vendite che sono salite alle stelle…un po’ grazie a me”.
Vediamo che la sua percezione delle cose è assolutamente soggettiva, come quando gli hanno fatto organizzare il “Sanremo al Cremlino”, dove contro ogni imposizione dei suoi colleghi russi portò avanti delle proprie convinzioni…ed anche in quell’occasione ebbe ragione: 18.000 paganti in 3 giorni, con le sale del Cremlino piene di gente che pagava il biglietto a 250 dollari, 9 miliardi delle vecchie lire d’incasso, la mondovisione dell’evento con oltre 35 artisti Big italiani coinvolti nel concerto: Lucio Dalla, Antonello Venditti, Matia Bazar, Enrico Ruggeri, Toto Cutugno, Albano, Pupo, Masini, Baccini, Tony Esposito…anche qui “Un Deliro”, come lo è la sua vita divisa tra Arte, scrittura, imprenditoria e la sua splendida bambina al quale ormai dedica buona parte del tempo.
A questo punto vediamo quale sarà il suo prossimo libro, il suo prossimo evento o le nuove idee che metterà in pratica sulla tela. A Roma il Premio gli viene assegnato per l’impegno che Nicola ogni giorno ci mette per portare la cultura alla portata di tutti, lo fa con il suo concorso del “Sanremo Music Awards” dove ogni giorno sprona i ragazzi ad avvicinarsi alla parte buona della musica, lo fa ogni giorno scrivendo i suoi libri per avvicinare la gente alle antiche conoscenze dei nostri padri, dove la medicina era correlata con la natura che ci circonda e lo fa con la sua arte dove comunica con i colori e le forti immagini che imprime sulle tele.

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La logica della “conflittualità permanente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

mondo-multi-polareIn questi ultimi venti anni abbiamo imparato che non è sufficiente assistere al crollo di un sistema bipolare per ritrovare motivi di serenità collettiva e generalizzata. Abbiamo, semmai, pagato il prezzo nell’aver creduto a una società individualizzata di mercato per poi accorgerci di quanto ingenua fosse questa visione del mondo essendo priva di spessore culturale e sociale. Ha significato costruire un qualcosa a prescindere dalle persone, dalle culture, dai luoghi, dalle terre e dalle storie. Abbiamo, inoltre, subito, a tratti, il fascino di quelle manifestazioni, come il fondamentalismo islamico, il quale ci ha sospinto verso dei mondi chiusi dove, da una parte, si tende a esaltare la disgregazione, la frammentazione e l’individualizzazione e, dall’altra, a suscitare, negli opposti, risposte faziose e negative. Eppure noi sappiamo, e la nostra storia lo insegna, che queste strade sono assai pericolose e frequentarle significa pagare costi molti alti. L’unica risposta logica, che invece potremmo dare, è quella di accettare le trasformazioni in corso, in altre parole di non pensare che tutto resti sempre uguale, perché la storia cambia, ma al tempo stesso lavorare nella direzione di rafforzare la democrazia, ma non nel senso esclusivamente formale delle istituzioni democratiche. Qui si tratta di acquisire una consapevolezza. Occorre capire che è entrato in crisi il rapporto tra l’individuo e le istituzioni. Occorre quindi ripensare questo rapporto per dargli spessore rispetto al tempo presente. Le istituzioni non sono solo importanti perché ci sollevano dal rischio del caos oppure vanno necessariamente distinte dalla propria vita concreta con le sue passioni, speranze e affetti. Esse devono, invece, far parte della nostra stessa vita ed essere in grado di regolare i processi sociali, economici, umani e culturali della contemporaneità. Se ne acquistiamo consapevolezza saremo in grado di assicurare ai nostri nipoti una società genuinamente improntata ai valori della democrazia e della giustizia sociale e civile. (Riccardo Alfonso)

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I giovani e la cultura del disimpegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 ottobre 2017

giovaniVi sono giovani che non frequentano una Chiesa, che disertano le associazioni di volontariato, si sentono distanti dalla politica e tendono sempre di più a restringere il loro campo d’azione nel “gruppo” di amici che giocano insieme, che parlano tra di loro, che mostrano poca attenzione per tutto ciò che avviene fuori dal loro nucleo salvo quando sono costretti a farlo per necessità contingenti e temporanee. E’ un genere di gioventù che mostra chiari segni di disimpegno alla vita di comunità, nel riconoscere negli altri una propria comune identità. Quanto sia diffuso questo modo di essere e di operare non c’è dato, percentualmente, di sapere. Ci auguriamo che essi rappresentino solo una sparuta minoranza. Ma esistono e dobbiamo parlarne. Per costoro occorre affrontare un discorso più ampio per cercare di scardinare questa loro tendenza a racchiudersi al proprio interno, perché la vita è socialità, è comunicazione è interazione tra i rispettivi membri della comunità in cui si vive o si andrà a vivere nel corso degli anni. E’ anche chi mostra una maggiore imprevedibilità nel rapporto sociale finendo con il rendere un cattivo servizio a un più ordinato svolgimento della vita comune. Per loro, purtroppo, non si riserva la necessaria attenzione, l’indispensabilità di distoglierli in qualche modo dalla loro entropia, di farli interagire più armonicamente nella realtà che li circonda per farli vivere in comunità. Dobbiamo, a questo proposito, chiederci se è mancato qualcosa che li ha spinti a chiudersi in se stessi. Interessante sapere se questi giovani hanno avuto un’infanzia normale o travagliata, se sono stati seguiti o no dai loro genitori, se hanno imparato o no a dialogare in famiglia, a partecipare attivamente agli eventi caratterizzanti in essa. E se tutto ciò vi è stato o è mancato cosa può aver influito sul temperamento introverso del giovane tando da ridurre la sua socialità? A questo punto possiamo dire che il tema è stato dettato, lo svolgimento resta libero e siamo, insieme, in attesa della sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Anno europeo del patrimonio culturale 2018

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 settembre 2017

European UnionNel quadro del programma Europa creativa per le industrie culturali e creative, la Commissione pubblica un invito a presentare proposte per finanziare progetti di cooperazione transnazionale connessi all’Anno europeo del patrimonio culturale che si celebrerà nel 2018. Gli operatori culturali, come sale da concerto, teatri lirici e gruppi teatrali in tutta l’UE, sono invitati a partecipare alle attività dell’Anno europeo del patrimonio culturale volte a rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo.Il Commissario per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport, Tibor Navracsics, ha dichiarato: “Oggi facciamo un altro passo verso la concretizzazione del 2018 quale Anno europeo del patrimonio culturale. Il nostro ricco patrimonio culturale è una risorsa importante, che non ci lega soltanto al passato, ma ha un ruolo fondamentale nella costruzione del nostro futuro. Cerchiamo progetti che pongano l’accento sulla dimensione europea di questo ricco patrimonio culturale in tutte le sue forme. Come ha dichiarato il Presidente Juncker nel suo Discorso sullo stato dell’Unione, il 2018 dev’essere una celebrazione della diversità culturale”.Si stima che per i progetti di valorizzazione del patrimonio culturale saranno messi a disposizione 5 milioni di euro complessivi. La Commissione darà la preferenza ai progetti con un impatto a lungo termine focalizzati sulla sensibilizzazione e sulle attività di comunicazione. Le proposte devono essere presentate entro il 22 novembre 2017. I progetti, della durata massima di 24 mesi, dovranno iniziare tra gennaio e settembre 2018.

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Corso di lingua e cultura russa a Cagliari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 settembre 2017

università cagliariCagliari. Partirà martedì 26 settembre presso la sala Maria Carta dell’E.r.s.u. in via Trentino. La novità del corso consta nella durata: 150 ore diluite nell’intero anno accademico 2017 – 18, suddivise in 5 moduli, ciascuno dei quali mira a sviluppare sia le conoscenze grammaticali che le competenze comunicative. Ogni modulo prevede inoltre un approfondimento dedicato alla cultura e alle tradizioni della Russia. Altra novità, la presenza di due docenti: un’insegnante, italiana, si occuperà della parte grammaticale e della struttura della lingua, per quanto riguarda la fonetica e la parte pratica ci sarà un intervento settimanale di una docente madrelingua. Inoltre, durante il corso, verranno fatte delle esercitazioni affini ai test della certificazione ТЭУ. Sarà infatti possibile sostenere, alla fine dell’intero evento, grazie alla partnership con il Centro Russo di Scienza e Cultura ROSSOTRUDNICHESTVO, un test specifico (A1) riconosciuto a livello internazionale che certifichi il livello di conoscenza acquisito. Il test prevede il raggiungimento di una competenza linguistico – comunicativa minima in grado di soddisfare esigenze comunicative elementari in un numero limitato di situazioni di vita quotidiana.
Le lezioni, tenute dalle docenti Giulia Mocci ed Eugenia Shcherba, si terranno ogni martedì e giovedì dalle 18.00 alle 20.00, e l’iscrizione al corso avrà, come è nella politica statutaria dell’associazione, una corsia preferenziale per gli studenti universitari. Quest’ultimi, infatti, godranno di uno sconto del 30% sulla quota per la partecipazione al corso, con la presentazione della documentazione che attesta la regolare iscrizione presso l’Ateneo cagliaritano. L’attestato di frequenza verrà rilasciato a chi garantirà l’80% delle presenze. L’evento è organizzato dall’associazione studentesca Youth Caravella, accreditata con l’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Cagliari. E’ possibile iscriversi tramite l’indirizzo web http://linguaeculturarussa.it/

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Bergamo: centro della cultura del paesaggio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

bruni renatoferrini francescoBergamo dal 7 al 24 settembre, sarà al centro della cultura del paesaggio, e la bellissima piazza-gioiello di Bergamo Alta diverrà ancora una volta emblema di una riflessione attraverso un esercizio e un allestimento temporaneo.La manifestazione è organizzata dall’Associazione Arketipos insieme al Comune di Bergamo con il sostegno di Regione Lombardia, Camera di Commercio, Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Università degli Studi di Bergamo, Parco dei Colli di Bergamo e quest’anno del Consolato Paesi Bassi in Italia. Obiettivo di GreenBook è quello di porre l’accento sui temi del verde, del giardino, della sostenibilità, del paesaggio dando voce ai libri e ai suoi autori. Quindi, focus sulle novità dell’editoria italiana di settore e avvicinamento alla lettura attraverso gli incontri con gli scrittori come è nella mission dell’Associazione Parolario che da diciassette anni lionalla scazzosipelissetti laura sabrinaorganizza con grande attenzione di pubblico l’omonimo festival letterario a Como.Gli incontri organizzati sono undici e tra gli ospiti ci saranno il neurobiologo Stefano Mancuso, il professor Renato Bruni dell’università di Parma, il filosofo Massimo Venturi Feriolo, Simonetta Chiarugi e Camilla Zanarotti, Giordano Giannini, autore di numerosi libri sul tema cinema e arte, il fotografo Dario Fusaro, il giornalista Maurizio Dematteis, Laura Sabrina Pelissetti, presidente ReGiS – Rete dei Giardini Storici e Lionella Scazzosi del Politecnico di Milano, Guido Giubbini, storico dei giardini, Francesco Ferrini professore di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, Laura Pirovano, filosofa, paesaggista e autrice del blog Giardini in Viaggio. Alcuni incontri saranno condotti da Alfredo Tomasetta, il responsabile della sezione filosofica di Parolario. In collaborazione con la Libreria della Natura (Milano). Ingresso libero. (foto: bruni renato, ferrini francesco, lionalla scazzosi, pelissetti laura sabrina)

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La violenza come cultura dell’attenzione

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

lavoratoriDa cronisti ci capita spesso di raccogliere il messaggio che proviene da chi scende in piazza per esporre quelle che ritiene giuste rivendicazioni e meritevoli di un’attenzione mediatica. Non manchiamo, ovviamente, di riportare le loro motivazioni ma il rilancio che facciamo acquista un risalto o meno non su ciò che è stato detto e sostenuto con fermezza e determinazione ma dai “clamori” che sono derivati con schiamazzi, aggressioni e danni ai negozi che si trovano lungo il tragitto dei manifestanti.
C’è persino da chiedersi se tutto si fosse svolto in maniera pacifica quale spazio avrebbe potuto ambire, nei notiziari televisivi e nelle pagine della carta stampata, la giusta causa. Questa consapevolezza è senza dubbio chiara agli organizzatori tant’è che cercano, per seguire una strada virtuosa, di ben rappresentare il preannuncio del comizio con vari comunicati stampa. Ma anche su questo verso piovono i distinguo. L’accesso all’informazione dipende molto dalla sigla politica o sindacale o dei vari movimenti d’opinione che promuovono l’iniziativa e dalla possibile ricaduta sull’opinione pubblica. Poi vi è il discorso dei numeri. L’ascolto si dilata se a manifestare sono in tanti e qui parte la propaganda dei numeri che trasforma diecimila presenze in centomila e via di questo passo. Ne consegue il luogo comune che più si è aggressivi e maggiore è l’attenzione e se alla fine si contano numerosi feriti e contusi vuol dire che solo in questo modo la copertura mediatica premia. Quest’andazzo non è condivisibile perché oltre tutto diseduca e mette in secondo piano il motivo stesso della contrarietà di quella parte dei cittadini che ancora credono alla forza delle parole, alla logica del pensiero e a farci riflettere seriamente. Si rende anche un pessimo servizio agli argomenti che s’intendono evidenziare con atti irresponsabili che non favoriscono la conoscenza al grosso pubblico e la loro eventuale condivisione finisce con lo spaventarlo e non certo a renderlo edotto di una ragione che potrebbe avere molti più sostenitori.
Che fare allora? E’ scegliere, a nostro avviso, il ritorno alla lettura, al migliore ascolto televisivo e in streaming live cercando al tempo stesso di coinvolgere più persone tra il pubblico e non tra i soliti tromboni ammazza sentenze. E’ senza dubbio un fatto culturale e d’intelligenza critica che ci permette di setacciare il fatto dal commento, la circostanza tra un interesse personale e una obiettiva valutazione. Dobbiamo in pratica ritornare a ragionare sempre con la testa nostra e non con quella degli altri per imitarli ma non senza aver prima valutato la bontà dei loro intendimenti. (Riccardo Alfonso direttore centri studi della Fidest)

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Il Festival della Valle d’Itria

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

Alberto Triola - Francesco Lenociomaggio a rodolfo cellettiGrottaglie. Venerdì 28 luglio 2017 presso l’ex Convento dei Cappuccini (Via dei Cappuccini), alle ore 19,00, si svolgerà la Conferenza “Storie di Creazione di Valore: il Festival della Valle d’Itria”. La conferenza è organizzata dal Rotary Club Grottaglie. Porgerà i saluti Mauro Roussier-Fusco, presidente del Rotary Club Grottaglie.Concluderà Gianni Lanzillotti, governatore del Distretto 2120 – Puglia e Basilicata.
Il professor Francesco Lenoci, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Patriae Decus della Città di Martina Franca, svolgerà la relazione “Storie di Creazione di Valore: il Festival della Valle d’Itria”, prendendo spunto dalla seguente meravigliosa descrizione del gruppo di facebook “Il Festival della Valle d’Itria Ospite come sempre a Milano”, da lui fondato nel 2009:
“Il Festival della Valle d’Itria rientra,
per origini e per meriti acquisiti,
tra le manifestazioni benemerite della Cultura e dell’Arte.
Appartengono alla Storia del Festival:
– molteplici riproposte di opere italiane e internazionali;
– innumerevoli interpretazioni musicali diventate celebri;
– tanti….tanti straordinari interpreti”.
L’ingresso è libero. (foto: Alberto Triola – Francesco Lenoci, omaggio a rodolfo celletti)

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Europa: Città prospere grazie a cultura e creatività

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

bruxelles-1Bruxelles. La Commissione europea ha reso pubblica la prima edizione assoluta dell'”Osservatorio della cultura e della creatività urbana”. Questo nuovo strumento fornisce dati comparabili sui risultati ottenuti delle città europee in nove ambiti (tra cui la cultura e la creatività) e indica come tali risultati contribuiscano al loro sviluppo sociale, alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro.
L’Osservatorio della cultura e della creatività urbana è stato sviluppato dal servizio scientifico interno della Commissione, il Centro comune di ricerca (JRC), e aiuterà i responsabili politici e i settori culturale e creativo a identificare i punti di forza locali e gli ambiti di miglioramento, come pure a imparare da città comparabili. Lo strumento mette altresì in evidenza la forte correlazione tra la vivacità culturale e varie dimensioni della vita di una città, a cominciare dalla diversità sociale e dall’attività economica. Tibor Navracsics, Commissario europeo per l’Istruzione, la cultura, i giovani e lo sport nonché responsabile del JRC, ha dichiarato: “Il mio obiettivo è porre la cultura e la creatività al centro dell’agenda strategica europea. In un momento di grandi trasformazioni sociali e di concorrenza globale sempre più aspra tra le città, dobbiamo guardare al di là delle fonti tradizionali di crescita e benessere socioeconomico ed esaminare il ruolo della cultura in città dinamiche, innovative e ricche di diversità. L’Osservatorio della cultura e della creatività urbana mette in evidenza le città europee vincenti che hanno trovato modalità proprie per sfruttare il potenziale offerto dalla cultura e dalla creatività per stimolare lo sviluppo, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro e migliorare la qualità della vita dei loro abitanti. Lo strumento offre ai responsabili politici dati concreti per aiutarli a identificare i settori in cui ottengono buoni risultati e quelli in cui è auspicabile un miglioramento.”
L’Osservatorio della cultura e della creatività urbana è il risultato di un progetto di ricerca che ha interessato 168 città di 30 paesi europei. È disponibile come strumento online che consente agli utenti di esaminare le città selezionate e ottenere un’ampia gamma di informazioni quantitative e qualitative sui loro risultati.
L’osservatorio mostra che la città europea culturale e creativa “ideale” sarebbe un mix delle città che registrano i migliori risultati per ciascun indicatore. Questa città avrebbe le sedi e le strutture culturali di Cork (Irlanda), l’attrattiva e la partecipazione culturale nonché i posti di lavoro creativi e basati sulla conoscenza di Parigi (Francia), la proprietà intellettuale e l’innovazione di Eindhoven (Paesi Bassi), i nuovi posti di lavoro nei settori creativi di Umeå (Svezia), il capitale umano e l’istruzione di Leuven (Belgio), l’apertura, la tolleranza e la fiducia di Glasgow (Regno Unito), le connessioni locali e internazionali di Utrecht (Paesi Bassi) e la qualità della governance di Copenaghen (Danimarca). Di queste otto città, cinque hanno meno di 500 000 abitanti (Cork, Eindhoven, Umeå, Leuven e Utrecht). Tra i principali risultati della ricerca vi sono: Città culturali e creative ai primi posti: Parigi, Copenaghen, Edimburgo e Eindhoven presentano risultati migliori rispetto ad altre città con una popolazione simile. La cultura e la creatività contribuiscono a tassi di crescita economica più alti e sono fondamentali per le città a basso reddito.
La dimensione di una città non determina i suoi risultati in ambito culturale e creativo. Le città di piccole e medie dimensioni ottengono in media risultati migliori rispetto a quelle più grandi. Le capitali eccellono, ma non sempre: le capitali sono spesso in testa, ma restano indietro in Austria, Belgio, Italia, Germania, Polonia, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. Dall’adozione della prima “Agenda europea per la cultura in un mondo in via di globalizzazione” (2007), la cultura ha avuto un ruolo sempre più prominente nella definizione delle politiche dell’Unione europea. In assenza di definizioni o metriche comuni, individuare i beni culturali e creativi e misurarne il valore e l’impatto in modo sistematico e comparabile in tutta Europa resta tuttavia una sfida, soprattutto al livello delle città. Il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea ha sviluppato l'”Osservatorio della cultura e della creatività urbana” per colmare tale carenza di informazioni. Lo strumento è stato elaborato sulla base di tre indici principali (vivacità culturale, economia creativa e contesto favorevole), organizzati in 9 ambiti e misurati attraverso 29 indicatori: dal numero di musei e sale concerto all’occupazione nei settori culturale e creativo, dalle domande di brevetto nel settore delle TIC al livello di fiducia delle persone nei confronti dei propri concittadini. Esso raccoglie dati provenienti da diverse fonti pubbliche (quali Eurostat e l’Eurobarometro) e dati sperimentali (ad esempio provenienti da TripAdvisor).
L’osservatorio dovrebbe essere aggiornato ogni due anni per rimanere concettualmente e statisticamente attendibile nel tempo e tra paesi e città, nonché per registrare lo sviluppo di queste ultime.

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Le Capitali europee della cultura 2020-2033

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 giugno 2017

europa comunitaria2“Bruxelles. Ogni anno, due Stati membri possono designare una città come Capitale europea della cultura. Per la prima volta, anche i Paesi EFTA/SEE potranno partecipare, ogni tre anni, al programma.Le Capitali europee della cultura mirano a promuovere la ricchezza e la diversità delle culture e incoraggiare il senso di appartenenza dei cittadini a un’area culturale comune. Il programma e gli investimenti culturali della Capitale europea della cultura dovrebbero contribuire alla rigenerazione e alla crescita sostenibile della città nel lungo periodo. La città di Matera è già stata selezionata per il 2019. La prossima opportunità per l’Italia sarà nel 2033. Designazione della Capitale europea della cultura: Lo Stato membro organizza una competizione per selezionare la città Capitale europea della cultura con sei anni di anticipo,una giuria, composta da esperti indipendenti nazionali ed europei, compila una prima lista delle potenziali candidate, e successivamente,
la giuria esamina il programma culturale proposto e sceglie una città in ogni Paese. Il programma deve avere una forte dimensione europea e una strategia a lungo termine, con un impatto sostenibile sullo sviluppo sociale, economico e culturale a livello locale. Le prossime tappe nel processo di selezione in corso. La decisione è stata approvata con 606 voti favorevoli, 54 contrari e 6 astensioni.

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Tra una guerra e l’altra. Incroci fra Italia e Ungheria: storia, letteratura, cultura, mondo delle idee (1921-1945)

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

Roma Giovedì 15 Giugno 2017, ore 9:30 / 16 Giugno 2017 Dipartimento di Scienze Politiche, Sala del Consiglio – Accademia d’Ungheria in Roma, Sala Liszt Via Gabriello Chiabrera 199 – Via Giulia 1. Il convegno è organizzato dal Centro Interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro – Orientale (CISUECO) in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre (Ateneo presso cui ha sede amministrativa il CISUECO) e con l’Accademia d’Ungheria in Roma, nell’ambito dell’Accordo stipulato nel 2014 tra il CISUECO e l’ MTA BTK FI (Istituto di Filosofia del Centro ricerche di scienze umanistiche dell’Accademia ungherese delle scienze di Budapest). L’inaugurazione è prevista giovedì 15 giugno 2017, alle ore 9.30 presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre, in presenza del Prof. Vincenzo Mannino, Pro Rettore alle Relazioni internazionali dell’Università Roma Tre, S. E. Krisztina Lakos, Incaricata d’Affari dell’Ambasciata d’Ungheria, dal Prof. István Puskás, Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma, dal Prof. Roberto Ruspanti, Direttore del Centro Interuniversitario di Studi Ungheresi e sull’Europa Centro-Orientale, dal Prof. Ferenc Hörcher, Direttore dell’Istituto di Filosofia dell’Accademia Ungherese delle Scienze di Budapest e dal Prof. Francesco Guida, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche. Il Convegno, che fa seguito a quello svoltosi a Budapest nel giugno 2015 avente per oggetto di studio la prima guerra mondiale, si propone di esaminare i rapporti italo-ungheresi dal 1921 al termine della seconda guerra mondiale (1945) analizzati in modo pluridisciplinare e interdisciplinare Il convegno, che si svolgerà in due giorni e in due sedi diverse (le sedute di giovedì 15 giugno 2017 si terranno presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi Roma Tre, mentre quelle di venerdì 16 giugno 2017 presso l’Accademia d’Ungheria in Roma), vedrà la partecipazione di numerosi studiosi provenienti sia dalle più prestigiose università italiane (Bologna, Firenze, Milano, Padova, Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino in Urbe-Angelicum di Roma, Roma Tre, Udine, Venezia e Conservatorio di Musica Giuseppe Tartini di Trieste), che da atenei e ambiti accademici ungheresi parimenti prestigiosi (Istituto di Filosofia del Centro ricerche di scienze umanistiche dell’Accademia ungherese delle scienze, Università Cattolica Pázmány Péter di Budapest, Università ELTE di Budapest, Università di Debrecen, Museo Nazionale Ungherese di Budapest). http://host.uniroma3.it/associazioni/cisueco

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