Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 235

Posts Tagged ‘cultura’

Lavoro e scuola: manca la cultura alla formazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 giugno 2018

Secondo l’ufficio studi del sindacato è evidente che nel sistema formativo e lavorativo italiano c’è più di qualcosa che non va: da un approfondimento dell’indagine Eurostat, che ha stimato la presenza nel nostro Paese del 25,7% di Not in education, employment or training, risulta che non è solo un problema dovuto alla mancanza di lavoro, visto che ogni anno ci sono decine e decine di migliaia di posti liberi che le aziende non riescono ad assegnare per mancanza di personale adatto. Per Anief, il nodo principale da sciogliere rimane quello dell’inadeguato ancoraggio al sistema scolastico dei nostri giovani.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Uscire dalla scuola prematuramente significa in alta percentuale creare un solco rispetto alla società e rendere particolarmente difficile il proprio futuro formativo e professionale. Perché un ragazzo senza un titolo di studio, salvo i casi in cui esistono realtà familiari a protezione, è destinato a diventare un Neet. Ecco perché insistiamo sull’allargamento dell’obbligo scolastico, portandolo alla maggiore età, limite che, alla luce di una maggiore consapevolezza del sé e del mondo che ci circonda, responsabilizzerebbe di sicuro le scelte future dei nostri giovani. Altrettando importante sarebbe anticipare di un anno l’inizio della scuola dell’obbligo, creando in tal modo un’annualità ‘ponte’. Allo stesso tempo, è necessario l’adeguamento degli organici del personale scolastico ai bisogni del territorio, tenendo conto del tasso di disoccupazione e di abbandono scolastico. Tutelando maggiormente le zone più a rischio, ad alto flusso migratorio o geograficamente isolate. Non per ultimo, proprio per combattere l’esplosione di Neet, sarebbe stato fondamentale potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio degli adulti e l’educazione permanente. Tutte iniziative che chiediamo di attuare al governo del cambiamento, il quale ha appena preso in mano le redini politiche dell’Italia.

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La cultura della pace nasce dalla buona comunicazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

Carlo ClimatiRoma. All’Università Europea di Roma si è concluso il quinto anno di attività del Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, fondato e diretto dal giornalista Carlo Climati. L’obiettivo del Laboratorio è quello di sensibilizzare i giovani ad una nuova forma di comunicazione, che non veda nell’altro un nemico e che sia basata sul dialogo e su una serena accoglienza dell’altro.Il Laboratorio, teorico e pratico, fa parte delle attività di responsabilità sociale dell’Università Europea di Roma. Esplora le diverse forme di comunicazione del mondo di oggi: dal giornalismo ai social network, dalla musica alla radio, dalla televisione ai fumetti.
“Non sei un nemico!” è il motto, l’idea di base del Laboratorio. I giovani sono incoraggiati a vedere gli altri con uno sguardo nuovo, a creare linguaggi che possano rappresentare un ponte verso tutti, contribuendo all’abbattimento di muri, ostacoli, sospetti e diffidenze.“Il primo passo verso un’autentica cultura di pace è la buona comunicazione”, ha spiegato Carlo Climati. “Ogni giorno avviciniamo persone nuove, che provengono da mondi diversi. Possiamo cogliere questa bella opportunità cercando di seguire l’invito di Papa Francesco a vivere la cultura dell’incontro e dell’accoglienza”. “Un buon uso dei media può contribuire a creare solidarietà, unità, dialogo e reciproco ascolto”, ha concluso Climati. “Questo ci aiuterà a guardare al futuro con fiducia, perché saremo comunicatori di pace e di speranza”.(foto  copyright: carlo climati)

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“Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Parma lunedì 4 giugno, alle ore 14.30, nell’Aula Magna del Polo Didattico Universitario di via Del Prato, si terrà il seminario di studio “Educatori e pedagogisti: tra cambiamenti normativi e cultura dei servizi”.I lavori saranno aperti dai saluti istituzionali di Sara Rainieri, Prorettrice alla Didattica e Servizi agli Studenti dell’Università di Parma, e di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali-DUSIC.
Prenderanno parte al seminario la senatrice Vanna Iori, promotrice della legge 205/2017 sulla qualificazione professionale dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista, Nice Terzi del Gruppo Nazionale Nidi-Infanzia, Caterina Segata di Alleanza Cooperative Emilia-Romagna, e i docenti del DUSIC Ada Cigala e Paolo Calidoni.
Per iniziativa della Senatrice Vanna Iori, la legge 205/2017 definisce le qualifiche e la formazione universitaria dell’educatore e del pedagogista, colmando così la lacuna che vedeva l’Italia tra i pochi paesi a livello europeo a non avere riconosciute queste professioni. Ora i servizi educativi e gli atenei sono impegnati nell’implementazione della nuova normativa. Il seminario intende contribuire allo sviluppo di questo processo.Il seminario è aperto a tutti.

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International Jazz Day

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Il 29 e 30 aprile si celebra l’International Jazz Day. Due giorni di musica (e non solo) in cinque angoli diversi della Sardegna: Alghero, Nuoro, Barumini, le isole dell’Asinara e di Tavolara. Così la terra dei nuraghi celebra l’International Jazz Day, l’appuntamento annuale del 30 aprile promosso dall’UNESCO, l’Agenzia dell’Onu per l’Educazione, la Scienza e la Cultura: una giornata istituita nel 2011 per sottolineare il ruolo che la musica jazz può giocare nell’unire le persone di ogni angolo del globo, per promuovere la pace, il dialogo tra le culture, la diversità e il rispetto dei diritti umani e della dignità umana, la libertà di espressione, l’uguaglianza di genere e il ruolo dei giovani nell’attuazione del cambiamento sociale.
Jazz Island for UNESCO 2018: questo il titolo dell’iniziativa in programma in Sardegna che, cambiando percorsi e raddoppiando in durata, rilancia la formula della riuscita edizione del 2016. Artefici delle due giornate del 29 e 30 aprile sono la rappresentanza sarda dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, promotrice della rassegna Jazz Island for Unesco 2016, e tre diverse realtà attive nella promozione e diffusione del jazz nell’isola: l’Ente Musicale di Nuoro, responsabile dei Seminari Jazz che da trent’anni si tengono ogni estate, tra fine agosto e i primi di settembre, nel capoluogo barbaricino; l’associazione culturale Time in Jazz di Berchidda, titolare dell’omonimo festival fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu; e JazzAlguer, la rassegna in corso ad Alghero, con appuntamenti mensili, dallo scorso dicembre al prossimo luglio.Fitto e variegato il cartellone che, mescolando musica, ambiente, siti storici, natura e cultura, si snoderà in un ideale percorso a tappe dal nord al sud dell’isola, dall’Asinara a Tavolara, da Alghero ai nuraghi di Nuoro e di Barumini, sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.Nel cast artistico, il violoncellista olandese Ernst Reijseger con i canti tradizionali del Cuncordu e Tenore de Orosei, i quindici percussionisti della Jaama Dambé Marching Drums, il trio del batterista catalano Rubén Berengena, i Plus 39, ovvero il gruppo dei migliori allievi della scorsa edizione del Seminario Nuoro Jazz, il duo formato da Angelo Lazzeri e Pietro Tonolo, e quello di Tino Tracanna e Roberto Cipelli. E poi le formazioni sarde: la Funky Jazz Orchestra, il Jumaan Quartet, il trio Timepiece allargato a settetto e quello composto da Marcello Peghin, Giovanni Sanna Passino e Paolo Carta Mantiglia.
Varie attività collaterali, trekking e visite guidate ai siti storici, completano il ricco programma di Jazz Island for UNESCO, parte integrante di UNESCO In Musica, il vasto cartellone di iniziative promosse in Italia in occasione dell’International Jazz Day dall’associazione I-Jazz (sigla in cui si riconoscono cinquanta tra festival e organizzatori operanti nelle diverse regioni italiane) sviluppato in collaborazione con l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e con il sostegno dell’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e del MIBACT. Dieci le regioni coinvolte – Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania, Veneto, Sicilia e Sardegna – con importanti siti UNESCO e altri, in via di riconoscimento, aperti al pubblico, che ospiteranno solisti e gruppi jazz in un programma ricco di eventi.

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Libro: “Dal tratto alle parole”

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2018

Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno un piccolo gioiello editoriale di Nicola Vacca e Mario Pugliese “Dal tratto alle parole” Dal tratto alle parole è il tentativo riuscito di un confronto tra due artisti: il pittore e il poeta si sono incontrati e hanno dato vita non solo a un libro, ma anche a un principio: nella cultura e nella vita nessuno si salva da solo. Questo ci hanno insegnato i grandi della letteratura, che qui sono omaggiati dal tratto di Mario Pugliese e dalle parole di Nicola Vacca. “Dal tratto alle parole, il libro che vi apprestate a leggere, è il frutto della collaborazione tra Nicola Vacca, poeta, e Mario Pugliese, artista. È un omaggio ad alcuni giganti, quasi tutti vissuti nel Novecento, o comunque sofferenti testimoni della modernità, appartenenti a filoni letterari differenti e ad aree geografiche disparate, accomunati dal desiderio mai sopito del fare letteratura a partire da sé, da esperienze difficili, estreme, assurde o labirintiche. Tutti hanno scavato nel cuore malato dell’uomo: Emil Cioran, Federico Garcia Lorca, Fernando Pessoa, Cesare Pavese, Italo Calvino, Albert Camus, Edgar Allan Poe, Charles Bukowski, Virginia Woolf, Alda Merini, Wisława Szymborska, Simone Weil, Marcel Proust, Boris Pasternak, John Fante, Jorge Luis Borges. (…) Un viaggio rapido e incisivo tra i ritratti di scrittori e poeti che si sono opposti all’imperativo massificante del quieto vivere e si sono donati al demone della scrittura, spillando inchiostro dalle proprie vene”. Dalla prefazione di Alessandro Vergari “Sono orgoglioso di pubblicare questo lavoro – dichiara l’editore Stefano Donno – perché è un dono straordinario all’arte e alla letteratura in una perfetta simbiosi di linguaggi che si contaminano: quelli della poesia di Nicola Vacca e quelli del segno del maestro Mario Pugliese. Emil Cioran, Federico Garcia Lorca, Fernando Pessoa, Cesare Pavese, Italo Calvino, Albert Camus, Edgar Allan Poe, Charles Bukowski, Virginia Woolf, Alda Merini, Wisława Szymborska, Simone Weil, Marcel Proust, Boris Pasternak, John Fante, Jorge Luis Borges. Questi sono i grandi nomi da cui nasce la collaborazione tra Nicola Vacca e Mario Pugliese. Il risultato è un piccolo gioiello editoriale”
Nicola Vacca è nato a Gioia del Colle, nel 1963, laureato in giurisprudenza. È scrittore, opinionista, critico letterario, collabora alle pagine culturali di quotidiani e riviste. Svolge un’intensa attività di operatore culturale, organizzando presentazioni ed eventi legati al mondo della poesia contemporanea.Mario Pugliese, classe 1964, diplomato al liceo artistico di Bari si specializza a Udine in grafica pubblicitaria. Collabora con diversi artisti e musicisti alla divulgazione dell’arte e della musica come strumento di comunicazione. È presidente dell’associazione “Artensione” e direttore artistico di “Spaziounotre” a Gioia del Colle dove risiede e lavora.

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“Giornata della cultura senza frontiere”

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Perugia Il rettore dell’Università per Stranieri, Giovanni Paciullo, aprendo la manifestazione che l’Ateneo di Palazzo Gallenga ha dedicato al ruolo unificante della cultura, dopo i recenti fatti che hanno colpito la comunità cinese, ha sottolineato come l’evento riproponesse “lo stile abituale di una università che afferma quotidianamente il ruolo aggregante della cultura, combinando lingue e storie diverse in una sintesi solidale”. “Alla città, alle sue istituzioni – ha detto Paciullo – offriamo l’opportunità di una riflessione condivisa sulle buone ragioni che devono prevalere in una comunità, l’attenzione paziente capace di contrastare fattori di disgregazione, degrado, conflittualità”. Paciullo ha, quindi, sollecitato a non sottovalutare le paure e a non farle prevalere, ma ad ascoltarle ed assumerle per dare risposte “custodendo – ha detto – la virtuosa correlazione tra qualità della vita e vita di qualità”. Sulla prospettiva di un compiuto recupero del ruolo storico di Perugia città internazionale e solidale ha rinnovato l’impegno dell’Ateneo di Palazzo Gallenga ad essere parte di “un’impresa quotidiana e creativa”.
All’evento sono intervenuti, tra gli altri, il rettore Giovanni Paciullo, il prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro; l’assessore regionale Antonio Bartolini; il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno; il vicesindaco di Perugia Urbano Barelli; gli assessori comunali Maria Teresa Severini e Dramane Diego Wagué, e il presidente del tavolo delle associazioni del centro storico Gianfranco Faina.

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Alla Stranieri la “Giornata della cultura SenzaFrontiere”

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 aprile 2018

Perugia venerdì, 6 aprile, ore 11.00 piazzetta di Palazzo Gallenga. L’Università per stranieri di Perugia promuoverà venerdì 6 aprile, alle ore 11, nella piazzetta di Palazzo Gallenga, la “Giornata della cultura senza frontiere”, un’iniziativa che ripropone il ruolo di Perugia, città multiculturale e la funzione portante dell’Università per Stranieri nel rapporto-dialogo tra i vari Paesi. È intenzione dell’Ateneo perugino istituzionalizzare questa giornata riproponendola per gli anni futuri. Alla manifestazione aperta alla cittadinanza prenderanno parte le associazioni rappresentative del territorio, le autorità comunali e regionali, la scuola di ogni ordine e grado oltre all’intera comunità universitaria. All’evento interverranno il rettore Giovanni Paciullo, il prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, l’assessore regionale Antonio Bartolini, il questore di Perugia, Giuseppe Bisogno. Programma della “Giornata della #culturaSenzaFrontiere
Ore 11 Piazzetta di Palazzo Gallenga Interventi e saluti delle autorità
Ore 11.35 Corteo da Palazzo Gallenga a P.zza IV novembre
Ore 12.30 P.zza IV novembre Performance musicale del coro dell’Università, diretto dal M° Alberto Bustos.

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Dentro e fuori la piazza, la cultura è per tutti

Posted by fidest press agency su sabato, 31 marzo 2018

Abbiamo immaginato che “Palermo capitale della cultura” possa essere anche un modo per vivere e conoscere la città secondo una dimensione diversa da quella quotidiana della piazza, in cui si collocano i ragazzi con i quali siamo impegnati a piazza Magione. E in rete con enti artistici, scientifici, culturali, religiosi ed economici abbiamo costruito un programma per tutto il 2018: attività, iniziative e laboratori che realizzeremo dentro e fuori la piazza, perché la cultura è per tutti.A Palermo le sacche di povertà educativa e le condizioni di degrado sociale ed economico rimangono una delle più gravi emergenze che alimentano mal costume, illegalità diffusa e criminalità organizzata. Nonostante gli sforzi quotidiani di cittadini, volontari, associazioni e scuole, anche piazze come la Magione e quartieri come la Kalsa non si sottraggono a tale stato di degrado.Per queste ragioni continuiamo a supportare vittime di estorsione ma operiamo anche con figli di famiglie che vivono situazioni tanto difficili quanto drammatiche.Da sempre abbiamo dedicato particolare attenzione a un luogo di grande valore simbolico per la città. A Piazza Magione abbiamo infatti realizzato le prime fiere del consumo critico, l’investimento collettivo-area giochi, nata da un percorso di progettazione partecipata con associazioni del quartiere e la scuola Ferrara e da quasi due anni abbiamo avviato un percorso di inclusione sociale ed educativo con ragazzi che vivono nel quartiere.
Quest’anno ci siamo chiesti come “Palermo capitale della cultura” possa avere un senso per i ragazzi con cui operiamo e le loro famiglie che vivono nel quartiere.
Abbiamo così pensato che “Palermo capitale della cultura” possa essere anche un modo per vivere e conoscere la città secondo una dimensione diversa da quella quotidiana della piazza in cui si collocano i ragazzi con i quali siamo impegnati.Un’occasione per osservare Palermo da altre dimensioni, assieme all’Aeroclub di Bocca di Falco e alla Lega Navale di Palermo.Una possibilità per scoprire spaccati artistici, culturali e ambientali della città e sperimentarsi in esperienze e laboratori che possono stimolare creatività e immaginazione con la collaborazione del Teatro Massimo di Palermo, l’Orto Botanico, il Teatro Biondo e il Parco Uditore. Un modo per trascorrere momenti di svago, aggregazione e riflessione in compagnia delle famiglie e in occasione della proiezione di un film al Cityplex Metropolitan.Il primo appuntamento tra pochi giorni. Con alcuni ragazzi e famiglie di piazza Magione faremo un giro in bus per il centro storico della città con Open Artour, raggiungeremo Monreale alla scoperta del Duomo e il Convento dei Cappuccini per la visita alle Catacombe.Una dimensione all’insegna della scoperta della bellezza, della cura e della valorizzazione degli spazi che ci circondano.

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Friuli terra ideale per sviluppare economia dal nuovo turismo e dalla cultura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Il Friuli, territorio piccolo ma con quattro siti Unesco molto vicini gli uni agli altri e vicini anche al grande catalizzatore Venezia, ha ottime opportunità di legare lo sviluppo economico alla proposta storico-culturale e turistica, intercettando anche, con una strategia integrata e di qualità, parte dei flussi che congestionano il capoluogo veneto e chiedono invece di poter trovare, oltre alla visita alla città lagunare, percorsi ulteriori, personalizzabili, legati alla passione per la scoperta di nuovi siti. Ma è necessario operare seguendo logiche collaborative, mettendo in rete i siti Unesco, le piccole realtà di qualità e il ricco e diffuso patrimonio storico, lavorando come sistema a livello di gestione e direzione, di istituzioni e di imprese, e sviluppando con forza la dimensione digitale, il linguaggio che oggi e domani, sempre più, sarà indispensabile alleato di un turismo che cresce. Francesco Palumbo, direttore generale turismo del Mibact, è convinto che questa sia la strada da percorrere.
Per il turismo «oggi abbiamo strumenti e risorse come mai il nostro Paese ha avuto, siamo in momento molto positivo in termini anche qualitativi», ha confermato Palumbo. Ma che tipo di offerta abbiamo? Siamo in una sorta di dilemma, ha detto: da un lato grandi destinazioni con indicatori positivi, anche talvolta con “eccesso” di turisti, dall’altro luoghi che soffrono di mancanza di flussi, pur esprimendo grande qualità. Ed è proprio questo uno degli elementi su cui basare crescita. «Se vogliamo portare in Italia la qualità vera dobbiamo gestire questo percorso», ha evidenziato Palumbo, cui ha fatto eco Guido, soffermandosi sull’importanza del brand Unesco per l’attrattività di un turismo di qualità, ma invitando a ragionare anche in termini di brand che evidenzino l’identità dei territori e presentando i progetti Mibact che stanno stimolando le partnership pubblico-private nel comparto. Perché, ha sottolineato ancora Palumbo, il piano strategico del turismo 2017-2022, adottato dall’Italia in un grande lavoro partecipato e declinato dalle Regioni, Fvg tra i primi, ha dato impulso anche i privati. Intesa San Paolo, per esempio, ha avviato una linea di credito sul tema, premiando gli interventi coerenti con il piano nazionale e mobilitando una massa ingente di risorse. «Fondamentale – ha aggiunto – anche far presente agli imprenditori che ci sono tantissimi strumenti, a partire dal digitale, esiste la linea “tax credit digitalizzazione” che per metà ogni anno non viene utilizzata. Bisogna far sentire alle imprese che partecipano a un processo, che non sono sole ma parte di un percorso territoriale e dell’esperienza complessiva del turismo e della cultura». E qui si è inserito l’assessore regionale Torrenti, che ha evidenziato l’importanza di «valorizzare le nostre tantissime diversità e particolarità, ma come elemento per unire e non per dividere e creare muri».

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“A Tavola tra Cultura e Storia”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Sanremo 20 marzo 2018 nel Teatro dell’Opera, ore 16.30, è di scena la XVII edizione di “A Tavola tra Cultura e Storia”, l’appuntamento annuale, inserito nel calendario de “I martedì letterari del Casinò,” che presenta pubblicazioni e protagonisti del panorama storico-enogastronomico italiano. La rassegna, promossa dal Casinò di Sanremo in collaborazione con l’Associazione Ristoranti della Tavolozza, propone incontri sempre molto interessanti e partecipati, affrontando in modo originale e divertente il tema di ciò che troviamo sulla tavola e di una corretta alimentazione, con la partecipazione di importanti protagonisti del mondo enogastronomico nazionale.Parteciperanno all’incontro:
Barbara Ronchi della Rocca, giornalista ed esperta di bon ton su, che presenterà il suo nuovo libro, “Bollicine che passione”.
La chef Gemma Boeri e l’operatore culturale Luciano Bertello presenteranno il libro “Gemma, la regina dei tajarin di Langa” – Sorì Edizioni.Come tradizione, durante la manifestazione verrà presentata in anteprima nazionale la Guida 2018 dei Ristoranti della Tavolozza e sarà presentata la IV° edizione del Festival Internazionale della Canzone al Tartufo, che si terrà a ottobre a Montà d’Alba.Saranno consegnati i riconoscimenti “Custodi del Territorio 2018” dell’associazione Ristoranti della Tavolozza. La giornata sarà allietata dagli interventi musicali della cantante Marisa Fagnani.
Al termine degustazione del nuovo “Asti Secco” prodotto dalla cantina Acquesi
L’incontro sarà condotto dalla responsabile dei Martedì Letterari del Casinò, Marzia Taruffi e da Claudio Porchia, Presidente dell’Associazione “Ristoranti della Tavolozza”. (Christian Flammia)

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La cultura del buon dormire

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Roma, 16 marzo 2018 via dei Cessati Spiriti 6/E 8 /A, Orari: 09:45–13:00, 16:00–20:00 Qualità del sonno significa qualità della vita. Ma non tutti sanno come migliorare e prendersi cura del proprio riposo. Per contribuire alla consapevolezza e alla diffusione della cultura del buon dormire il prossimo 16 marzo, il DorelanBed di Roma apre le porte a tutti i visitatori, grandi e piccini, che desiderano una consulenza specializzata e personalizzata.L’evento internazionale arriva quest’anno alla sua undicesima edizione. Organizzato dalla World Sleep Day Committee della World Sleep Society (fondata da WASM e WSF) mira a ridurre il peso dei problemi del sonno nella società attraverso una migliore prevenzione e gestione dei disturbi del sonno.Il tema di quest’anno è “Join the Sleep World, Preserve the Rhythms to enjoy life”, un invito a rispettare i cosiddetti ritmi circadiani per migliorare la qualità della vita. Il ritmo circadiano è il complesso meccanismo che regola i ritmi biologici degli esseri viventi in sintonia con l’ambiente, che si compie all’incirca ogni 24 ore.Il termine “circadiano”, coniato da Franz Halberg, deriva dal latino circa diem e significa appunto “intorno al giorno”. Nel 2017 il Nobel per la fisiologia e la medicina è stato assegnato a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young: i tre ricercatori sono stati premiati per “le loro scoperte sui meccanismi molecolari che controllano il ritmo circadiano”.
A conclusione della consulenza, tutti gli ospiti riceveranno la Piccola Guida al Benessere del Sonno: buone pratiche quotidiane per dormire bene e vivere meglio.

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I giovani e la cultura del disimpegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Vi sono giovani che non frequentano una Chiesa, che disertano le associazioni di volontariato, si sentono distanti dalla politica e tendono sempre di più a restringere il loro campo d’azione nel “gruppo” di amici che giocano insieme, che parlano tra di loro, che mostrano poca attenzione per tutto ciò che avviene fuori dal loro nucleo salvo per necessità contingenti e temporanee. E’ un genere di gioventù che mostra chiari segni di disimpegno alla vita di comunità, nel riconoscere negli altri una propria comune identità. Quanto sia diffuso questo modo di essere e di operare non c’è dato, percentualmente, di sapere. Ci auguriamo che essi rappresentino solo una sparuta minoranza. Ma esistono e dobbiamo parlarne. Per costoro occorre affrontare un discorso più ampio per cercare di scardinare questa loro tendenza a racchiudersi al proprio interno, perché la vita è socialità, è comunicazione è interazione tra i rispettivi membri della comunità in cui si vive o si andrà a vivere nel corso degli anni. E’ anche chi mostra una maggiore imprevedibilità nel rapporto sociale finendo con il rendere un cattivo servizio a un più ordinato svolgimento della vita comune. Per loro, purtroppo, non si riserva la necessaria attenzione, l’indispensabilità di distoglierli in qualche modo dalla loro entropia, di farli interagire più armonicamente nella realtà che li circonda per farli vivere in comunità. Dobbiamo, a questo proposito, chiederci se è mancato qualcosa che li ha spinti a chiudersi, in pratica, in se stessi. Interessante sapere se questi giovani hanno avuto un’infanzia normale o travagliata, se sono stati seguiti o no dai loro genitori, se hanno imparato o no a dialogare in famiglia, a partecipare attivamente agli eventi caratterizzanti in essa. E se tutto ciò vi è stato o è mancato cosa può aver influito sul giovane a richiudersi in se stesso o altri, a parità di condizioni, a non restarne minimamente influenzati? A questo punto possiamo dire che il tema è stato dettato, lo svolgimento resta libero e siamo, insieme, in attesa della sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Cultura tra passato e presente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 febbraio 2018

Esiste un problema di ordine culturale e psicologico non meno grave dei problemi posti dallo sviluppo della scienza contemporanea e della critica storica. Il dramma del nostro presente sta tutto qui con giovani che non riescono più a volgere lo sguardo al passato ma che si crogiolano con il loro presente e persino negando un ruolo chiave al loro futuro. Vivere e godere i frutti del presente sembra essere una parola d’ordine che ha un suo innegabile fascino. Con ciò si vogliono spezzare i legami con un passato e disconoscerne il suo primato nella continuità, prima ancora che nella tradizione, per affermare quei valori deformanti del capitalismo e del consumismo che rendono, in pratica, più aspri e conflittuali i rapporti non solo generazionali ma di vita in comune. Mi riferisco, nello specifico, a quei giovani dell’abbandono scolastico, che si stordiscono con le droghe leggere o pesanti che siano, che si abbandonano a gesti teppistici, a violenze di genere. Cosa essi possono sapere della cultura moderna, delle libertà civili, degli ordinamenti democratici?
E’ un ritorno all’analfabetismo di nuova formulazione che non s’identifica con il non saper scrivere e leggere ma nel non conoscere o riconoscere i sentimenti che sono generati da un vivere comune fondato su determinati valori che trovano la loro continuità dal passato proprio perché non sanno di vecchio ma semmai di eterno. Sono deformazioni che i giovani se le portano nel loro Dna non sapendo più distinguere un evento sportivo sano a uno deformato dalla violenza e dal teppismo, dall’istruzione come base per una ricerca sistematica del sapere a vantaggio di una devianza aberrante degli stessi insegnamenti. E’ una strada che rischia di portarci in un vicolo cieco di là del quale non vi sono sbocchi possibili. (Riccardo Alfonso)

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Cultura e creatività, le opportunità dall’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 febbraio 2018

europe networkChi visita il Friuli Venezia Giulia, ha una vasta offerta di prodotti culturali e creativi, tanto che secondo il rapporto Unioncamere-Fondazione Symbola “Io sono cultura 2017” la nostra regione è prima in Italia per incidenza della spesa attivata dal sistema produttivo creativo-culturale sul totale della spesa turistica, con il 51,6%, ed è nona per incidenza del valore aggiunto delle imprese creative e culturali (5,3%) e ottava in termini di occupazione (con il 6,5% del totale). In Fvg ci sono circa 5.200 imprese culturali e creative, di cui 2.259 considerate imprese creative (tra architettura, comunicazione e design) e 2.691 culturali (film, video, radio-tv, produzione di videogiochi e software, musica, libri e stampa, oltre a qualche centinaio di aziende che si occupano di performing art e arti visive e una quindicina di patrimonio storico-artistico. A queste realtà e non solo, a tutte le attività si basano su valori culturali o espressioni artistiche e altre espressioni creative, siano o meno orientate al mercato, l’Europa riserva una variegata serie di programmi, progettualità e finanziamenti – in particolare “Europa creativa 2014-2020” –, riconoscendone il ruolo fondamentale nel panorama economico degli Stati membri. Proprio alle imprese culturali e creative del Fvg si è rivolto il seminario organizzato oggi in Sala Valduga dalla Camera di Commercio di Udine, con la sua Azienda speciale I.Ter, partner sul territorio di Een-Enterprise Europe Network, e Confcooperative Udine-Associazione Cooperative friulane, inserito nelle iniziative realizzate in occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Il seminario, a cui ha preso parte un nutrito gruppo di realtà culturali friulane oltre a una rappresentanza di sodalizi croati, si è aperto con l’introduzione della componente di giunta camerale Lucia Piu e di Flavio Sialino Presidente di Confcooperative Udine, ed è stato concluso dall’assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti. A illustrare nel dettaglio caratteristiche e modalità di accesso ai progetti europei dedicati allo sviluppo delle iniziative del sistema produttivo culturale è stato poi l’esperto Marco Marinuzzi, che si è soffermato sul programma Europa Creativa 2014-2020. Focus particolare è stato dedicato alla linea di finanziamento dei progetti di cooperazione (piccola scala e larga scala), mettendo in evidenza l’opportunità e le modalità di partecipazione agli inviti a presentare proposte che saranno lanciati sino al termine dell’attuale programmazione. Lo sviluppo delle imprese culturali, creative e turistiche nell’ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR è stato poi trattato da Simone Faillace del servizio attività culturali della Direzione centrale cultura. (foto: europe network)

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La prima Mailing List con tutti i giornalisti che scrivono di cultura e spettacolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 gennaio 2018

luci della ribaltaQuanti sono i giornalisti che scrivono di arte, musica o cultura in Italia e quante le testate in cui si dà spazio a queste tematiche? Chi sono e cosa fanno gli addetti alla comunicazione che lavorano negli enti e nelle aziende del settore?
Per rispondere a questi ed altri interrogativi, l’Istituto Ricerche di Comunicazione di Roma ha dato vita alla prima ricerca su media e comunicazione nel settore dell’arte e dello spettacolo.
Lo studio è stato commissionato da un network di esperti comunicatori del settore che hanno sfruttato i risultati dell’indagine per mettere a punto un innovativo strumento per chi lavora nella comunicazione e nel marketing in questo ambito merceologico: la prima Mailing List dei Giornalisti dell’Arte, Cultura e Spettacolo (www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it). Da qui si ricava che in Italia ci sono circa 13.000 redattori, blogger e freelance che scrivono di queste tematiche, all’interno di quasi 5.500 testate generaliste e specializzate.
I giornalisti lavorano per lo più in testate di livello nazionale (57% contro il 43% di chi lavora in testate locali). La tipologia di media che occupa più redattori che scrivono di questi temi sono i media cartacei (quotidiani e periodici), sebbene stia crescendo molto rapidamente il numero e il peso dei media online soprattutto nel campo dello spettacolo.I dati relativi ai media di settore con l’elenco delle testate specializzate ritenute più autorevoli sono disponibili gratuitamente nel report sintetico della ricerca, scaricabile a questo indirizzo (http://www.emailgiornalisticulturaspettacolo.it/scarica-report-della-ricerca-sui-media-del-settore-cultura-spettacolo/).Lo studio ha voluto anche indagare sul mondo della comunicazione di questo settore. E’ emerso uno scenario in forte evoluzione. Si stima che nel campo della cultura operino circa 36.000 addetti alla comunicazione. Di questi ben il 39% lavora all’interno di strutture organizzate di ufficio stampa, relazioni pubbliche e pubblicità, mentre il restante 61% va diviso tra imprenditori, manager di startup, responsabili commerciali e freelance. Circa il 74%% dei comunicatori opera nel settore privato e il resto in enti e organizzazioni pubbliche. Per quanto riguarda le attività di comunicazione, i professionisti del settore segnalano tra le funzioni che apportano maggior valore (ROI) alla propria organizzazione, in ordine: ufficio stampa e media relations (citata dal 79% del campione), tutte le forme di Marketing digitale (66%), Advertising classico (61%), Fiere ed eventi (57%). Da oggi tutti questi operatori della comunicazione e del marketing in ambito cultura e spettacolo possono contare su un innovativo strumento di lavoro per dare visibilità al proprio brand o far conoscere i prodotti e servizi offerti: una mailing list completa e aggiornata con tutti e solo i riferimenti dei giornalisti che scrivono di queste tematiche in tutte le testate nazionali e locali. Realizzata grazie al contributo di una trentina di professionisti dell’ufficio stampa di questo settore con decine di anni di esperienza, conta più di 13.000 email di redattori, blogger e freelance, forniti in un comodo foglio excel.

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Madrid: Giornata della memoria

Posted by fidest press agency su domenica, 21 gennaio 2018

giorno memoriaMadrid. 25 gennaio 2018, h. 20:00 Istituto Italiano di Cultura di Madrid Calle Mayor, 86 in collaborazione con il Centro Sefarad-Israel, desidera celebrare la Giornata della Memoria, commemorativa del settantatreesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau ad opera delle truppe sovietiche, il 27 gennaio 1945.
Per l’occasione si terrà presso l’Istituto Italiano di Cultura un incontro con le scrittrici Helena Janeczeck e Laura Bosio che esploreranno, attraverso il tema della Memoria e Scrittura, i fili che legano la Memoria della Guerra Civile Spagnola alla Resistenza europea e alla sorte di chi per “razza” o appartenenza politica fu cancellato dallo sterminio nazista: a partire da La ragazza con la Leica (Guanda 2017), l’ultimo romanzo di Helena Janeczek, figlia di ebrei polacchi giorno memoria1sopravvissuti alla Shoah.Nel romanzo di Helena Janeczek, attraverso personaggi in gran parte storici, prima fra tutti la protagonista Gerda Taro, si entra profondamente in quella vita quotidiana, fatta di slanci ideali e vitali e di aspettative deluse, di imprese eroiche e di esitazioni, di spinte rivoluzionarie e di contraddizioni anche aspre: in un dialogo ideale con gli interrogativi di Simone Weil.Per ribadire quanto, mai come oggi, la memoria continui a essere territorio di indagine viva, e in alcuni casi di lotta. Al di là delle pur interessanti riflessioni su romanzo storico e non fiction, secondo Laura Bosio, un punto centrale rimane non tanto la rappresentazione dei fatti e delle vicende, quanto la visione che se ne ha. In che modo, scrivendo e tutti insieme vivendo, siamo ancora in grado di essere visionari. E il libro di Helena Janeczek, e lei stessa, certamente lo sono. Ingresso libero fino a esaurimento posti. (foto: giorno memoria)

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L’arte di produrre Arte: Competitività e innovazione nella Cultura e nel Turismo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 dicembre 2017

arte di produrre arteRoma Mercoledì 6 dicembre 2017 ore 10.00, Associazione Civita, Sala Gianfranco Imperatori Piazza Venezia, 11. Il tema dell’innovazione, al centro di questo Rapporto – curato da Pietro Antonio Valentino ed edito da Marsilio Editori – riguarda quella prodotta dalla rivoluzione informatica e dalla diffusione del digitale che ha modificato sia le modalità di produrre e consumare cultura che il rapporto fra domanda e offerta nel settore turistico. L’indagine realizzata dall’Associazione Civita sulle Industrie Culturali e Creative (ICC), al fine di procedere ad un confronto internazionale e porre in evidenza i cambiamenti strategici in atto nei principali paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), ha utilizzato le definizioni di ICC e di occupazione culturale totale date dall’Eurostat che sono in linea con quelle di altre istituzioni internazionali come l’Unesco. Facendo ricorso ai dati “ufficiali” si rilevano risultati meno “rosei” di quelli derivanti da molte delle indagini empiriche condotte in Italia che evidenziano comunque l’esistenza di ampi spazi non utilizzati per far crescere il settore e la sua importanza per l’economia nazionale e lo sviluppo locale. Considerando, ad esempio, l’occupazione culturale totale o cultural employment (comprensiva sia degli occupati nelle imprese dell’ICC che di tutti coloro che svolgono una funzione culturale e creativa nel settore pubblico, nel “terzo settore” o in uno degli altri settori dell’economia), l’indagine rileva che nel 2015 in Italia, quest’ultima, è stata di poco superiore alle 614mila unità con un significativo aumento (+3,7%) rispetto al 2011; confrontando il dato italiano con quello di altri paesi europei si rileva che in Germania sono circa il doppio di quelli italiani e nel Regno Unito circa l’84% in più.Il valore più elevato è quello del Regno Unito dove nel 2015 il cultural employment contribuisce per il 3,6% alla creazione dell’occupazione totale del paese (la stessa percentuale è pari in Germania al 3,0%). Il peso occupazionale dell’insieme delle attività culturali e creative è in Italia pari al 2,7%, in linea con il dato della Francia, ma inferiore a quello rilevato per la media dell’Europa a 28 (2,9%).
La prima è che in tutti i paesi l’occupazione culturale ha subito meno gli effetti della crisi.
La capacità delle industrie culturali e creative di reagire meglio agli shock negativi dei contesti, è stata diversa da paese e paese. Pur se, in Italia, la domanda di cultura è diminuita meno di altre, la reazione del settore alla crisi ha messo in evidenza che è necessario innovare di più e allargare il mercato (interno ed estero) dei prodotti culturali ideati e realizzati in loco.
La seconda è ancora più importante dal punto di vista economico.La “rivoluzione informatica” sta modificando in maniera significativa il modo di produrre “cultura” consentendo di scomporre i processi produttivi (ripartendo attività e funzioni in tre grandi fasi: pre-fabbricazione, fabbricazione e post-fabbricazione) nonché di delocalizzare quelle a minor valore aggiunto (in genere la fase di fabbricazione).
Con la scomposizione e delocalizzazione del ciclo, il mercato dei prodotti culturali e creativi si estende, assumendo una dimensione sempre più internazionale. I pochi dati ancora a disposizione rivelano che il mercato mondiale è cresciuto nell’ultimo decennio a ritmi elevati. L’export di cultural goods (i prodotti culturali destinati al consumo finale) ha superato (nel 2013) i 212 miliardi di US$ e nel periodo 2009-2013 è cresciuto del 42,5%. A queste cifre bisogna aggiungere poi l’export dei servizi culturali, di più difficile rilevazione statistica. Il dato disponibile (2012) e limitato ai paesi più industrializzati valuta a poco più di 100 miliardi di US$ l’export di questi servizi che per i paesi europei e per gli USA è più elevato di quello dei cultural goods.
Per l’Italia tutto ciò richiede un cambiamento delle politiche di sostegno al settore che devono puntare a sviluppare competenze e know-how che permettano alle imprese e alle attività di localizzarsi nelle attività a più alto valore aggiunto. Il sostegno deve essere ad ampio spettro, non solo finanziario, ed investire le attività formative, una più stretta collaborazione tra pubblico-privato, la definizione di standard e regolamentazioni internazionali e, insieme, rafforzare il ruolo di istituzioni che preservano il know-how e i contratti.
Il Rapporto rileva, dunque, una tendenza di crescita per tali turismi creativi potenzialmente capace di sostenere l’economia di aree del Paese che non fanno parte degli attuali attrattori turistici. Se il mercato di sbocco dei beni e dei servizi culturali non è più costituito solo da “consumatori” nazionali ma da “buyer internazionali” di beni e servizi intermedi, risulta quanto mai necessario incrementare la competitività delle imprese dell’ICC rispetto a questi nuovi acquirenti.
Questi i temi su cui, moderati da Riccardo Luna, Direttore responsabile di Agi, si confronteranno gli ospiti dell’incontro con l’obiettivo di dare l’avvio ad un confronto in merito alle opportunità derivanti dalla rivoluzione digitale e dalla trasformazione in atto nelle offerte e nei consumi culturali: elementi-chiave per rafforzare la competitività del nostro ecosistema imprenditoriale anche sulla scena dei mercati globali. Il programma in agenda prevede:
SALUTI Gianni Letta, Presidente Associazione Civita
INTRODUCE Pietro A. Valentino, Curatore del Rapporto
INTERVENGONO Armando Peres, Presidente Comitato Turismo OCSE
Domenico Arcuri, Amministratore Delegato INVITALIA
Stefano Pighini, Presidente LVenture Group
Marco Bicocchi Pichi, Presidente Italia Startup
Paolo Giulini, Fondatore Musement
MODERA Riccardo Luna, Direttore responsabile Agi
Verrà distribuita copia della pubblicazione edita da Marsilio Editori

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Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

cultura di cinemaRoma Martedì 28 Novembre 2017, ore 9:30 / 29 Novembre 2017 DAMS, Polo Aule Via Ostiense 139 si svolgerà la XXIII edizione del convegno internazionale di studi promosso dal Dipartimento Filosofia Comunicazione e Spettacolo, in collaborazione con il Centro Produzione Audiovisivi – Università Roma Tre, curato da Stefania Parigi, Christian Uva e Vito Zagarrio. Il tema proposto, Cinema e identità italiana. Cultura visuale e immaginario nazionale fra tradizione e contemporaneità, pone al centro il profilo e il carattere di una nazione così come sono stati interpretati e restituiti dal cinema, dai media e dalla cultura visuale.Interverranno numerosi studiosi e ricercatori provenienti da diverse università italiane e internazionali: keynote speaker saranno Roberto De Gaetano (Università della Calabria) e Suzanne Stewart-Steinberg (Brown University). Sono inoltre in programma due grandi eventi che si svolgeranno al Teatro Palladium (piazza Bartolomeo Romano, 8):
– martedì 28 novembre alle 21 verrà proiettata la copia restaurata di Maciste all’inferno (Guido Brignone, 1926), con musica dal vivo eseguita dall’Orchestra dell’Università di Parma, sonorizzazione e direzione a cura di Luca Aversano (Università Roma Tre). La serata sarà introdotta da Denis Lotti (Università di Padova) e Stefania Parigi (Università Roma Tre);
– mercoledì 29 novembre, sempre alle 21, incontro con i Manetti Bros. coordinato da Christian Uva (Università Roma Tre) e Vito Zagarrio (Università Roma Tre).

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Scuola: Via libera della Commissione Cultura ad aumenti stipendi che coprano l’inflazione

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

inflazioneLa disposizione di adeguare i compensi degli insegnanti rispetto alla media Ue, assieme a quella del potenziamento dell’organico delle scuole dell’infanzia, è stata approvata dalla Commissione Cultura del Senato all’interno delle modifiche che a Palazzo Madama si stanno apportando alla Legge di Bilancio, a seguito delle osservazioni poste da alcuni senatori. Anief, che su questi argomenti ha presentato una serie di emendamenti allo stesso ddl 2960, assorbiti nel 54.021 e nel 54.024, plaude all’’iniziativa della VII Commissione: i senatori devono assolutamente trovare le risorse per assegnare, dopo quasi un decennio di blocco stipendiale, degli aumenti attraverso i quali coprire almeno l’inflazione che nell’ultimo periodo ha sovrastato le buste paga di tutti i pubblici dipendenti; un incremento equo corrisponde, infatti, a oltre 3mila euro complessivi di arretrati e 200 dal 1° gennaio 2018. Invece, ad oggi, tra arretrati e incrementi a regime, da prevedere solo dal 1° gennaio prossimo, le cifre stanziate per il rinnovo contrattuale sono davvero ridicole. Secondo gli ultimi dati Ocse a confronto, l’Italia è l’Unico Paese dell’area che nel periodo 2005-2014 ha fatto perdere ai suoi docenti il 7%.Proprio oggi Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto di “stress lavoro correlato”, scrive: quella dei docenti è la categoria più numerosa della PA ma anche la più femminilizzata (83%), la peggio retribuita della UE, la più vituperata, la più anziana e la meno tutelata dal punto di vista della salute professionale”. E “nessuna attenzione” viene riservata “da istituzioni e maestranze a un fenomeno sociale di tale portata”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si può pensare di raggiungere la media degli stipendi assegnati nell’Unione Europea con quelle residue previste dalle passate e della prossima Legge di Bilancio. Ecco perché Anief continua ad invitare il personale della scuola a inviare la diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale e ancorarla al 50% dell’inflazione programmata. Ogni lavoratore si gioca 135 euro in più dal nuovo anno e 2.817 euro di arretrati. Inoltre, sempre i nostri governanti devono assolutamente inglobare il lavoro che si svolge a scuola, anche del personale Ata, tra quelli usuranti. Non è possibile che lascino il lavoro a 66 anni e 7 mesi, in futuro a 70. Già oggi sono la categoria più vecchia del mondo. Con l’esasperazione dei parametri di accesso alla pensione il gap potrà solo peggiorare.

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