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Posts Tagged ‘culturale’

Progetto “Anima” scambio culturale tra Italia e Uzbekistan

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Nell’ambito del processo di internazionalizzazione dell’Università Europea del Design di Pescara, a fine 2019 è stato firmato un Protocollo d’Intesa (MOU) tra la UED e il Tashkent Institute of Textile and Light Industry (TITLI), con lo scopo di stimolare lo scambio culturale tra Italia e Uzbekistan attraverso la formazione e il reciproco scambio di know-how. In questa ottica l’UED si è subito mossa per integrare, all’interno del corso triennale di Fashion Design, una esercitazione che permettesse agli studenti di scoprire e apprezzare la cultura tessile uzbeka. Il corso di Fashion Lab, di fatti, ha assegnato ai suoi 20 studenti il progetto “Anima” per la creazione di una serie di accessori ispirati alla storia dei tessuti e dei costumi uzbeki. Questo tipo di ricerca e progettazione rientra nell’ambito del concetto di glocalizzazione, che consiste in un nuovo paradigma economico capace di sfruttare al meglio i risultati della globalizzazione ma partendo dalla bellezza e dalle particolarità delle culture locali, valorizzando le differenze stilistico/culturali di diversi popoli per poterli poi portare, grazie alla progettazione e attualizzazione, alla ribalta del mondo globalizzato. Nell’ambito del corso di Fashion Lab (secondo anno di formazione in Fashion Design) è stato assegnato lo sviluppo di un progetto intitolato “Uzbekistan” con l’obiettivo di incentivare una ricerca sperimentale e di decontestualizzazione volta alla progettazione di prodotti innovativi e di tendenza. Nel processo creativo che si genera è insita la bellezza della trasformazione, di significato e di linguaggio, derivante dal processo di decontestualizzazione degli oggetti che compongono i nuovi prodotti. Il progetto “Anima” è focalizzato sul concetto di sostenibilità, in particolare l’ispirazione è avvenuta dalla triste storia del lago d’Aral, situato alla frontiera tra l’Uzbekistan e il Kazakistan, che si è prosciugato fino a scomparire. Per questo si è deciso quindi di affrontare il tema della sostenibilità, utilizzando materiali naturali come il cotone, il lino e la canapa. Il progetto nasce dall’idea di raccontare l’essenza di un Paese, del quale, apparentemente, siamo meno informati, ma che ha una grande ricchezza sia dal punto di vista storico che artistico. Il design utilizzato dagli allievi si ispira alla cucina uzbeka, alla tipica focaccia obi, che somiglia al pane Naan indiano per la sua forma a disco. Il pane viene considerato sacro grazie ad una leggenda che racconta della passione di ogni nuovo governatore per la creazione di speciali monete. Altro elemento fondamentale da cui si è preso ispirazione sono le lunghe trecce che distinguevano una donna sposata da una nubile. Sono state create borse immaginando che fossero gli occhi e l’anima delle donne, consapevoli dei loro valori, desiderose di una riscoperta della loro identità più profonda. La borsa è stata interpretata con disegni e motivi geometrici caratteristici dell’architettura indo-islamica, che metaforicamente diventano finestre sull’infinito. I colori riprendono le brillanti tonalità del posto: turchese, rosso e smeraldo. L’architettura uzbeka, elemento fondamentale per trarre maggiore ispirazione è stata rivisitata in chiave moderna, destrutturandola e ricomponendola attraverso una sorta di rinascita. Punto di riferimento per le creazioni la piazza del Registan di Samarcanda, simbolo della vita uzbeka e importante centro storico. È proprio dalle tre scuole islamiche, che incorniciano questo ambiente, che parte l’idea alla base della collezione. Se iniziassimo a camminare per le vie dei mercati agricoli di Bazar Sia di Samarcanda ci sembrerebbe di aver posato lo sguardo all’interno di un caleidoscopio: giochi di luci, di colori, di armonie che si mischiano tra loro e creano sempre nuove percezioni. Da qui è nato lo spunto che ha dato vita ad una collezione che è un contenitore di storia. Per quanto riguarda i tessuti e i colori si sono utilizzati il velluto e un tessuto stampato, che riportano colori caldi. I diversi elementi realizzati, inoltre, presentano dei punti luce e delle nappe, elemento tipico della cultura del Paese. Il progetto ha avuto come obiettivo quello di concatenare tra loro tradizione e modernità. In rappresentanza della prima si è voluto riproporre i colori dei mausolei religiosi e dei portali presenti all’interno della città, che ancora oggi conservano il loro fascino inestimabile. Per la seconda invece è stata scelta una delle più rivoluzionarie e innovative tecnologie del XXI secolo ovvero la stampa 3D.

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I 20 leader hanno reso omaggio all’immenso patrimonio culturale italiano!

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2021

“Oltre 2000 sono le fontane di Roma a testimonianza del legame tra i romani e la risorsa acqua. La Fontana di Trevi è la più grande fra le celebri fontane di Roma. Costruita sulla facciata di Palazzo da Nicola Salvi.Il concorso indetto da papa Clemente XII nel 1731 era stato inizialmente vinto dallo scultore francese Lambert – Sigisbert Adam ma successivamente l’incarico passò a Salvi.Cominciata nel 1732, fu infine affidata nel 1759 a Pietro Bracci aiutato da suo figlio Virginio. I due completarono l’opera, che venne inaugurata nel 1762. La storia della fontana è strettamente collegata a quella del restauro dell’Aqua Virgo, ovvero l’acquedotto dell’Acqua Vergine – ha affermato Nicola Rocchi, Presidente Archeoclub d’Italia sede “Roma Caput Mundi” – che risale ai tempi dell’imperatore Agrippa: infatti l’architetto Marco Vipsanio Agrippa fece arrivare l’acqua corrente del bacino sorgentizio di Salone, sulla via Collatina, fino al Campo Marzio, per alimentare le terme volute e completate dallo stesso Agrippa, cui si deve anche l’edificazione del Pantheon. L’acquedotto, attivo da più di duemila anni, è lungo quasi venti chilometri, sotterranei”.“Dopo una serie di progetti presentati da vari architetti e mai posti in atto, verso il 1640 papa Urbano VIII, ordinò all’architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini una “trasformazione” della piazza e della fontana – ha continuato Rocchi – in modo da creare un nuovo nucleo scenografico nei pressi del palazzo familiare che è Palazzo Barberini, allora in fase di ultimazione, visibile anche dal Quirinale, residenza pontificia. Bernini progettò una grande mostra d’acqua e, prima ancora di ottenere l’autorizzazione, diede inizio ai lavori, finanziati, tra l’altro, dai proventi di una sgraditissima tassa sul vino imposta ai romani. Ampliò dunque la piazza (che inizialmente era solo un trivio) demolendo alcune casupole a sinistra della fontana preesistente, quindi la ribaltò ortogonalmente, sino ad arrivare all’allineamento odierno, rivolto verso il Quirinale. La mostra, nota da varia documentazione illustrata, doveva essere strutturata in due grandi vasche semicircolari concentriche, al cui centro un piedistallo, appena sotto il pelo dell’acqua, doveva servire come base per un gruppo, probabilmente incentrato sulla statua della «vergine Trivia». Ma i fondi per il progetto si esaurirono presto e vennero anche drasticamente tagliati a causa della guerra che il papa aveva dichiarato al ducato di Parma e Piacenza: non venne scolpita alcuna statua centrale e il cantiere fu bloccato.La morte di Urbano VIII nel 1644, e il seguente processo aperto contro la famiglia Barberini dal nuovo papa Innocenzo X, comportò l’abbandono del progetto berniniano. Anzi, al Bernini, caduto in disgrazia per essere stato l’architetto della famiglia Barberini, venne affidato il semplice compito di prolungare l’Acqua Vergine sino a piazza Navona.Fu papa Clemente XII, nel 1731, a riprendere in mano le sorti della piazza e della fontana: nell’ambito delle grandi commissioni del suo pontificato che porteranno al completamento di grandi fabbriche rimaste incompiute, bandì un importante concorso per la costruzione di una grande mostra d’acqua e dopo aver scartato alcuni progetti, l’attenzione venne posta sui disegni di Ferdinando Fuga, Nicola Salvi, Luigi Vanvitelli, e il bando venne vinto da Nicola Salvi.L’opera era impostata secondo un progetto che concilia influenze barocche e ancor più berniniane al nuovo monumentalismo classicista che caratterizzerà tutto il pontificato di Clemente XII. Il Salvi riprende l’idea di fondo di papa Urbano VIII e di Bernini, cioè quella di narrare, tramite uno sposalizio tra architettura e scultura, la storia dell’Acqua Vergine.Il tema dell’intera composizione è il mare. È inserita in un’ampia piscina rettangolare dagli angoli arrotondati, circondata da un camminamento che la percorre da un lato all’altro, racchiuso a sua volta entro una breve scalinata poco al di sotto del livello stradale della piazza”.

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Introdurre detrazione al consumo culturale

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2021

“Il Parlamento è impegnato nella discussione sul recepimento delle direttive europee sulle produzioni locali ed UE. Il Governo deve stabilire delle quote di produzione che siano rispettose e incentivino la la produzione nazionale, senza chiuderci al mercato internazionale. Il nostro settore audiovisivo deve avere una dimensione almeno europea e che il confronto con i grandi player internazionali come Netflix o Amazon sia fondamentale. Le major devono continuare a investire in Italia – così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, responsabile Innovazione di FDI, commissario di Vigilanza Rai, deputato Federico Mollicone in un’intervista al Quotidiano del Sud relativa al libro “Italia in Scena” edito da Pagine – La concorrenza sleale del Cinema America va contrastata,così come richiesto dalle categorie come ANEC, e su questo abbiamo presentato una specifica interpellanza per le quali siano stati concessi, a quest’associazione di ex occupanti di un immobile privato, dopo l’aggiudicazione del bando per il Cinema Troisi, oltre un milione di euro di contributi pubblici da parte del Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio. Le sale cinematografiche vanno ripensate e sostenute, anche con meccanismi di incentivo fiscale come la detrazione del consumo culturale. Trovo sacrosanta la possibilità di allegare questo biglietto proporzionalmente al reddito individuale o familiare e detrarlo dalle spese, come si fa esattamente con gli scontrini delle farmacie, in una misura anche minima da stabilire – ha continuato Mollicone – RaiPlay va resa più competitiva, introducendo nel piano industriale, come già indicato dal voto unanime in due risoluzioni in Vigilanza Rai, il suo rafforzamento polarizzando l’intera filiera di produzione.

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II Rapporto dell’Osservatorio Patrimonio Culturale Privato

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2021

Roma L’evento si terrà martedì 26 ottobre alle ore 11 presso il Salone Spadolini del Ministero della Cultura (Roma), alla presenza del presidente Giacomo di Thiene (ADSI), del presidente Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia), di un esponente di Confagricoltura e dei professori Luciano Monti e Fabio Marchetti (FBV). È prevista la partecipazione di un rappresentante istituzionale MiC. La presentazione del II Rapporto sarà possibile seguirla anche in streaming: il link d’accesso sarà fornito in successiva comunicazione. Dati i numeri contingentati della Sala, sarebbe opportuno avere conferma scritta qualora si abbia l’intenzione di partecipare fisicamente all’iniziativa. Focus dello studio saranno le attività economiche svolte nelle dimore storiche, l’analisi del loro stato manutentivo e la distribuzione geografica dei suddetti beni.

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Mozione parlamentare a sostegno dell’identità culturale degli italiani allestero

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Nel mio intervento per dichiarazione di voto a nome del mio Gruppo parlamentare ho sottolineato come sia “importante analizzare la storia non secondo i nostri gusti o secondo le nostre ideologie, ma secondo i criteri di una ricerca scientifica rigorosa, perché diversamente si cadrebbe nel relativismo culturale dove ciascuno racconta la sua ragione”.Ho fatto notare che “la “cancel culture” si pone l’obiettivo di difendere tutte le diversità e tutte le minoranze, ed anzi definisce una ricchezza la biodiversità e le diversità culturali come il “gender”, ma poi è totalmente intollerante delle diversità di persone o popoli che sono “diversi” dai loro principi ideologici.Ho detto che “i diversi popoli, le diverse storie, le diverse identità sono valori da rispettare e da difendere e non da cancellare”, sottolineando che “l’Italia e gli italiani chiedono di non essere discriminati attraverso l’espulsione della loro cultura e storia dalla vita degli USA, come nessuna cultura deve essere criminalizzata, perché allora ci sarebbero motivi per criminalizzarle tutte”.Ho chiesto che “il Parlamento italiano difenda la nostra patria e la nostra dignità e quella degli italiani all’estero” ringraziando “le organizzazioni degli italiani in America che si sono battute per difendere il nostro cultural heritage, un attaccamento alla Madrepatria di cui le Istituzioni nazionali devono tenere debitamente conto: un esempio di Amore verso l’Italia che tutti dovremmo riscoprire!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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Il mondo accademico e culturale di Madrid si uniscono per celebrare nella città il VII centenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021)

Posted by fidest press agency su sabato, 6 febbraio 2021

Promosso dall’Asociación Complutense de Dantología dell’Universidad Complutense di Madrid, il programma è stato concepito con l’appoggio ufficiale dell’Ambasciatore d’Italia in Spagna e del Comitato Nazionale per la Celebrazione del Settimo Centenario della morte di Dante, che coordina le commemorazioni di quest’anno.Il programma riunisce la partecipazione di numerose istituzioni e organizzazioni italiane e spagnole e comprende varie attività culturali: eventi accademici, conferenze, concerti, mostre, letture e spettacoli teatrali, tra gli altri.Tre università madrilene (l’Universidad Autónoma, l’Universidad Carlos III e l’Universidad Complutense), insieme al Círculo de Bellas Artes e all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, formano il Comitato organizzatore dell’iniziativa. Università, istituzioni culturali italiane e spagnole, organizzazioni, associazioni e imprese di Madrid si sono unite con l’obiettivo di creare un programma comune di eventi che trasformino Madrid in una vera “città dantesca” nel corso del 2021.Da questa intensa collaborazione è nato un programma che prevede sia attività culturali e informative che scientifiche e accademiche, riconosciute con il sostegno ufficiale del Comitato Nazionale Italiano per la Celebrazione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e con il sostegno dell’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Riccardo Guariglia che, durante la presentazione dell’iniziativa, ha evidenziato: “Madrid città/ciudad dantesca è un progetto ambizioso in cui, per la prima volta, istituzioni, enti culturali e accademici italiani e spagnoli si uniscono per lavorare insieme, con il comune obiettivo di celebrare Dante Alighieri, una delle figure più importanti del patrimonio culturale non solo italiano, ma anche universale”.Oltre all’Ambasciatore italiano in Spagna, partecipano alla presentazione dell’iniziativa Isabel María García Fernández, vicerettore di Cultura, Sport ed Estensione Universitaria dell’Università Complutense di Madrid; Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid; Valerio Rocco Lozano, direttore del Círculo de Bellas Artes e Juan Varela-Portas, presidente dell’Associazione Complutense di Dantologia, che ha sottolineato come “per Dante, il pensiero e l’arte erano componenti fondamentali nella conformazione di una comunità civile giusta e felice. Penso che sarebbe orgoglioso di questa iniziativa di collaborazione e di comunanza che cerca di avvicinare la sua opera a tutta la società”.Tra le altre attività, le Lecturae dantis che si svolgeranno il primo giovedì di ogni mese a partire da febbraio, in diverse librerie e istituzioni di Madrid; l’inaugurazione, il 16 marzo, dello Spazio Dante e del Club di lettura dantesco presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid; la celebrazione di Dantedì (25 marzo) alla Biblioteca Nacional e con il concerto “La Vita nuova. Cantata per narratore, soprano e piccola orchestra”, di Nicola Piovani, organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Madrid all’Auditorio Nacional; il Congresso Internazionale “L’ombra sua torna. Dante en el siglo XX y XXI”, che si terrà presso la Facoltà di Filologia dell’UCM, in aprile; la mostra, alla Biblioteca Nacional, “Dante Alighieri en la BNE: 700 años entre infierno y paraíso” (30 giugno-16 ottobre); la Lettura continuata della Divina Comedia (Círculo de Bellas Artes, 14 settembre);la mostra che si terrà al Centro de Arte Complutense da settembre: “Dante 700. Salvador Dalí. Divina Commedia”; le mostre “Dante 700 – Un ritratto di Dante e dei luoghi del poeta nelle fotografie di Massimo Sestini” (aprile-giugno 2021) e “Dante Ipermoderno. Illustrazioni dantesche nel mondo 1982-2020” (dicembre 2021), che si terranno presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Una trentina di attività con cui Madrid si unisce alle celebrazioni di Dante Alighieri, uno dei più grandi autori della storia della letteratura mondiale, figura fondamentale della nostra comune identità europea. https://madridcittadantesca.org/

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L’offerta culturale resiste alla pandemia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 gennaio 2021

Sono diverse le iniziative legate al mondo della cultura che sono state lanciate durante il periodo della pandemia, una situazione che ha prodotto un aumento esponenziale di iniziative culturali legate alla fruizione dell’arte, con visite virtuali ed esperienze digitali, che —benché non abbiano lo scopo di sostituire la visita in sito— rappresentano comunque una valida alternativa. Il mare magnum di iniziative atte a valorizzare l’offerta culturale ha riscontrato un grande successo grazie ad un aumento considerevole dell’audience digitale. Secondo gli studi elaborati da «We are social» e «Hoot Suite», in Italia gli utenti dell’arte presenti online sono 50 milioni e quelli attivi sui social sono 35 milioni, con un tempo passato sul web pari mediamente a 6,5 ore. Tutto ciò ha portato ad un riassestamento del panorama dell’offerta digitale relativo alla cultura ed in particolar modo all’arte. Riviste digitali, blogger e profili individuali di influencer dell’arte sono diventati punti di riferimento di un pubblico che è alla costante ricerca di aggiornamento. In questo contesto hanno avuto un ruolo importante i social network che hanno visto aumentare il numero degli utenti online. Facebook ed Instagram sono rispettivamente la terza e quarta piattaforma social più utilizzata, dopo YouTube e WhatsApp. Innumerevoli sono i profili e le pagine di riviste specializzate nella divulgazione del settore culturale presenti sui social. A questi bisogna aggiungere anche i profili professionali, i blogger ed i digital curator che raccontano e diffondono esperienze culturali.Tra le pagine di profili Facebook che vendono servizi relativi all’arte spiccano: Travel on Art di Anastasia Fontanesi e Anna Fornaciari con 8814 like, Amalia di Lanno Arte e Cultura di Amalia di Lanno con 5139 like, Andrea Concas con 5856 like, Art Nomade Milan di Elisabetta Roncati con 853 like, The girl in the gallery di Cristina Giopp con 870 like, Sutnaj Contemporary Art con 602 like, ArteXy con 492 like e Culturush di Virginia Bianchi con 209 like. E tra le pagine Facebook italiane di riviste ufficiali dedicate all’arte spiccano: Arte con 3.1 milioni di like, Finestre sull’arte con 376.129 like, Inside Art con 334.351 like, Artribune con 328.816 like, Artslife con 320.125 like, Exibart con 159.816 like, My Art Guides con 58.358 like, Artuu con 27.546 like, Arte Magazine con 26.316 like, Treccani Arte con 23.338 like, Flash Art Italia con 7.964 like e Close Up Art 2.551 like. Poi, tra le pagine Instagram italiane di riviste ufficiali dedicate all’arte, troviamo: Artribune con 206 mila follower, Exibart con 72 mila follower, Finestre sull’arte con 68.1 mila follower, Artuu Magazine con 48.2 mila follower, Arte.it 39.2 follower, Treccani Arte 34.5 follower, Arts Life 20.6 follower, My Art Guides 13.4 follower, Inside Art 3.946 follower, Close Up 919 follower. E tra le pagine Instagram che vendono servizi relativi all’arte: Art Nomade Milan di Elisabetta Roncati con 34.7 mila follower, Sutnaj con 31,2 mila follower, Maria Vittoria Baravelli con 25.1 mila follower, The girl in the gallery di Cristina Giopp con 21.4 mila follower, Andrea Concas con 20 mila follower, Travel on Art di Anastasia Fontanesi e Anna Fornaciari con 7.352 follower, Amalia Surreale di Amalia di Lanno con 6.475 follower e Culturush di Virginia Bianchi con 3.411 follower. (AJ-Com.Net)

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Crowdfunding culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

In Italia è sempre più una realtà. Nell’ambito di una crescita generale e sistemica del fenomeno (che ha fatto registrare un +59% nel 2019), la “raccolta dal basso” nell’ambito dei beni culturali e artistici macina numeri importanti.Il 70% degli imprenditori italiani valuta positivamente il sostegno a progetti ed eventi culturali: il 51% considera strategico l’investimento in cultura nel lungo periodo e dunque lo integra nelle proprie strategie di marketing; il 36% delle imprese ha ripreso gli investimenti in cultura negli ultimi tre anni. Occorre sdoganare al più presto il cortocircuito mentale e sistemico secondo cui “con la cultura non si mangia”. Pensando soprattutto ad un Paese come l’Italia che detiene il numero più elevato di giacimenti culturali del Pianeta.Il crowdfunding mi piace perché è un’attività socialmente utile – afferma Emanuela Negro Ferrero, CEO di Crowd Team, startup innovativa a vocazione sociale specializzata in servizi e prodotti in ambito blockchain e crowdfunding per la cultura, editrice di http://www.innamoratidellacultura.it, primo portale italiano per il crowdfunding culturale. In questo senso – prosegue – considero che lo strumento oggi è pronto. E’ dimostrato che funziona e che piace alle persone. Affinché però entri a far parte del comportamento abituale è necessario far fiorire a livello colletivo la conoscenza. Una buona idea non basta. Quello che serve ora è aiutare le persone ad aumentare le proprie competenze. Servono capacità personali, relazionali, comunicative e digitali. E proprio in queste settimane, su innamoratidellacultura.it, è in corso la campagna di raccolta per salvare il Museo di Villa Verdi, la dimora (a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (PC)) dove il grande compositore visse per 50 anni e che ora rischia di chiudere per mancanza di fondi, che servirebbero a finanziare urgenti lavori di restauro e sostenere lo staff.

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Il rischio dell’imbarbarimento culturale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Non sembra vi possa essere spazio a quel metodo che si rifaceva al sistema degli “attriti tra contrari”. Esso si dispiegava in una sorta di distributore del sapere per minorenni ignoranti che aspettano l’imbeccata e a precettori che esigevano obbedienza, quasi cieca. Si risolveva in un principio di autorità che imponeva dall’alto e di fuori. Ora niente è imposto di fuori. Qui c’è soltanto da capire.
E’ il punto fondamentale rispetto al principio di totalità. Come funziona una nave? La nave ci parla di esocibernetica: pilota e timone sono due cose diverse. La vita di ciascuno di noi ci parla di endocibernetica. Il pilota, infatti, è di dentro, è fatto di conoscenza e volontà, di esperienza e di parametri d’ordine superiore. Non più eterodiretti, ma autodiretti. Per far questo bisogna aver capito il funzionamento. Non è possibile fermarsi a una sola parte: il motore senza timone. Non si può frammentare il viaggio come Ulisse nella grotta di Circe. Il principio di totalità si rifà al principio di ortogenesi. Tutti abbiamo in testa l’idea della giustezza; e quando pilotiamo la nave tra gli scogli e quando ascoltiamo un motore che perde colpi, dobbiamo ricorrere al confronto con gli altri e con l’ambiente. Dal confronto, dalla dimostrazione razionale e positiva, nasce una convinzione. Convinzione significa che restiamo avvinti, non contro la nostra libertà, ma mediante la nostra libertà. La vita è una serie di problemi da risolvere. Da piccoli si risolvono con l’aiuto e l’insegnamento degli altri. Crescendo, il comando esteriore s’interiorizza sino alla convinzione. E nella convinzione facciamo tutt’uno con la legge. Un tutt’uno felice, nel momento in cui questo tutt’uno si chiama amore. (Riccardo Alfonso)

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Salvare industria culturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 Maggio 2020

“Raccogliamo l’appello di Pierluigi Battista stamattina sul Corriere per un Fondo della cultura ma rivendichiamo di essere stati la prima forza politica a proporlo fattivamente in parlamento – dice il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato capogruppo in commissione Cultura Federico Mollicone – nonostante Conte non abbia menzionato i luoghi della cultura, gli spettacoli e i lavoratori dell’industria culturale nella conferenza stampa di ieri sera, la cultura deve poter avere una “Fase 2”, una programmazione per garantire la riapertura delle imprese, il lavoro degli addetti e la fruizione da parte degli utenti. La cultura vale 1 milione e mezzo di occupati e muove fino al 16% del PIL. Vanno, quindi, garantiti nel decreto “Aprile” l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria, fonografica, discografica, dei servizi museali, delle mostre temporanee – così da trasformarlo in un vero e proprio Fondo per le arti nazionale – con una dotazione di mezzo miliardo,l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta. È necessario introdurre delle misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo diventino strutturali, causando una flessione nella richiesta di domanda di cultura per molti mesi. In particolare, chiediamo al ministro Franceschini di recepire, guardando già al rilancio dell’Italia culturale, la nostra storica proposta per la detrazione dei consumi culturali individuali, come l’acquisto di dvd, libri, biglietti per teatro e musei, alla pari della detrazione a fini fiscali dei ticket medicinali, e di aumentare i termini di validità dei voucher per gli eventi e spettacoli da 12 a 18 mesi, dato che riorganizzare la stagione degli eventi teatrali o di musica sarà complicato alla luce dell’affollamento dei calendari che si avrà in seguito alla fine dell’emergenza e le difficoltà organizzative per l’emergenza pandemica.Franceschini si faccia sentire sui tavoli del governo, ne va della sopravvivenza della bellezza italiana. Ci preoccupa, comunque, che l’appello venga sostenuto da alcune Fondazioni lirico-sinfoniche, che non hanno brillato per corretta qualità gestionale – un conto è tutelare i lavoratori, un altro è non pagare gli oneri previdenziali e creare danno erariale, come fatto da Carlo Fuortes a Roma.”

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Industria culturale italiana e conseguenze dal coronavirus

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2020

Interventi immediati a sostegno dell’intero settore culturale per contenere il pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus sta avendo sulle imprese e sui lavoratori. Lo chiede Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia (CCI), Federazione Italiana dell’Industria Culturale che riunisce le associazioni dell’editoria (AIE), della musica (AFI, FIMI, PMI), del cinema e audiovisivo (ANICA, APA, UNIVIDEO) e servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale (AICC), in una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini e al Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli.“Gli effetti della diffusione del virus sulle aziende e lavoratori del settore – spiega Cipolletta – è significativo e preoccupante. Il drastico calo di vendite di prodotti culturali, libri, musica e dvd, la cancellazione di concerti, la disdetta di mostre e visite culturali con presenze nei musei che non raggiungono il 20% di quelle normalmente registrate, l’annullamento di festival ed eventi fieristici, la chiusura delle sale cinematografiche, la sospensione delle produzioni audiovisive nazionali e internazionali e in generale il congelamento di attività o iniziative già programmate stanno generando infatti danni economici assai rilevanti su tutto il territorio nazionale, stravolgendo investimenti e sviluppo delle industrie per quest’anno e, probabilmente, anche per quelli a venire e generando una crisi di liquidità per le aziende del settore”.In quest’ultimo week end gli incassi cinematografici sono crollati del 75% e sono andate al cinema solo 324.000 persone, mentre l’anno scorso erano più di un milione; nella sola giornata di ieri, il crollo ha raggiunto il 90%. Il 70% delle prenotazioni online di mostre e musei sono state cancellate, così come ben 7.400 spettacoli dal vivo provocando perdite di incassi pari a 10,5 milioni di euro per i soli eventi musicali, mentre i libri hanno subito un calo di vendite del 25% con punte del 70% nelle zone maggiormente colpite dal virus.Quella che le imprese culturali stanno affrontando ha ormai il carattere di una vera e propria calamità, al pari di quanto sta avvenendo per molte altre imprese che operano in Italia, che potrebbe produrre danni strutturali con il rischio di piegare un sistema di imprese strategico per il futuro del Paese, per la salvaguardia del suo patrimonio, la diffusione della cultura, essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita. Va affrontata in una logica emergenziale anche questa parte della crisi che sta attraversando il sistema Italia, con interventi urgenti di contenimento dei suoi effetti a breve e medio termine.Per questo Confindustria Cultura Italia chiede misure suggerite dalla gravità della situazione:
misure volte a garantire liquidità alle imprese come la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte, e una maggiore attenzione da parte del sistema bancario per l’accesso al credito;
CIGS per i lavoratori delle imprese del settore anche dove non già prevista;
assicurare in modo rapido i pagamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
A questi interventi di carattere generale devono essere associate urgenti misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo contingenti diventino strutturali al termine dell’emergenza.

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Abu Dhabi presenta Al Ain e il suo ricco programma culturale

Posted by fidest press agency su martedì, 18 febbraio 2020

Dhabi. A un’ora e mezza di auto dalla città di Abu Dhabi, si trova la regione di Al Ain, uno dei più antichi insediamenti abitato da sempre e sito Patrimonio dell’umanità Unesco, custode delle tradizioni e del patrimonio naturale della capitale. Nel luogo più autentico di Abu Dhabi, si celebra la diversità culturale con una serie di attività che nel corso 2020 si svolgeranno nei luoghi simbolo dell’area. Il secolare Al Jahili Fort, l’Al Qattara Arts Center, lo storico Qasr Al Muwaiji, l’AI Ain Museum e l’Ain Palace Museum ospiteranno mostre e corsi d’arte creativa, laboratori educativi, souq, spettacoli artistici e proiezioni di film, per un viaggio attraverso i costumi e le tradizioni locali. Anche l’Oasi di Al Ain, suggestivo spaccato degli abitanti della zona che 4mila anni fa hanno iniziato a vivere nel deserto, accoglierà diverse iniziative. L’oasi è stata aperta al pubblico in seguito alla costruzione di un Ecocentro educativo e di un ampio sistema di percorsi che si estende all’ombra di 147mila palme da datteri. Da non perdere il tradizionale Camel Market, per un’immersione nell’affascinante cultura araba.
In occasione del lancio dell’edizione di febbraio del programma culturale di Al Ain, Faisal Al Dhahri, Acting PR and Communications Director del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “DCT Abu Dhabi si impegna a preservare e rispettare l’eredità dei nostri antenati attraverso le diverse iniziative inserite nell’ambito del programma culturale di Al Ain. Il nostro obiettivo è quello di mettere in risalto la ricchezza della cultura degli Emirati e la storia di Al Ain e, attraverso svariate attività e workshop interattivi, far conoscere ai visitatori i monumenti iconici della regione”. (By Teresa Bernabè)

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Presentato il programma culturale del carnevale di Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 febbraio 2020

“La vita è un gioco della follia in cui il cuore ha sempre ragione”. L’affermazione di Erasmo Da Rotterdam ha ispirato il nuovo Direttore Artistico del Carnevale di Venezia 2020, Massimo Checchetto, invitando a vivere il tradizionale appuntamento veneziano con giocosità, ma anche con grande amore, aggiungendo quel pizzico di follia che è l’ingrediente principale del Carnevale. “Nella straordinaria Città di Venezia, dove tutto è scenografico e al tempo stesso intimo, credo si debba valorizzare l’esistente per creare situazioni teatrali inaspettate che mettono in gioco divertimento, ironia e passione”.
Circa 50 gli spettacoli prodotti da oltre 20 istituzioni cittadine: pièce teatrali, concerti, proiezioni cinematografiche, mostre, visite guidate, laboratori e attività ludico-didattiche per bambini declinano in modo vario il tema del gioco, dell’amore e della follia. Progetti originali e creati ad hoc, co-promossi da Vela e sostenuti dal Comune di Venezia, per offrire ogni giorno ad adulti e bambini numerosi appuntamenti, in maggior parte gratuiti, che sviluppano l’intrinseco rapporto tra Venezia e il suo Carnevale.L’invito a riappropriarsi dei luoghi e a farsi sedurre dalle storie della kermesse è rivolto a tutti, cittadini, turisti, amanti della città.
In coincidenza con il Grand Opening del Carnevale a Cannaregio (Festa Veneziana), l’8 febbraio, la Fabbrica del Vedere inaugura Venezia, Carnevale e l’Amore. Immagini della Venezia in maschera, una esposizione che, con fotografie, estratti di film e oggettistica tra lo scherzoso e il licenzioso racconta il tema del Carnevale. Curata dall’Archivio Carlo Montanaro con la collaborazione dell’Università Popolare, CINIT e Fondazione Archivio Vittorio Cini, resterà aperta sino al 7 marzo.
Alla Fondazione Querini Stampalia, Di quale amore, di quanto amore, due straordinarie proiezioni di cinema delle origini, musicate dal vivo al pianoforte da Lorenzo Liuzzi, a cura dell’Archivio Carlo Montanaro. La prima ripercorre con una antologia la fatica, geniale e quasi sempre ironica, con cui il cinema muto si è avvicinato al tema dell’amore (venerdì 21 febbraio) e una seconda proiezione propone How a french nobleman got a wife through the New York Herald personal columns, di Edwin S. Porter (1904) e Io… e l’amore (Spite Marriage,) di E. Sedwick (1929) con Buster Keaton (sabato 22 febbraio). Inoltre, la Fondazione Querini Stampalia ospita Il Casanova di Federico Fellini, letture poetiche a cura di Gianni De Luigi (giovedì 20 febbraio) e promuove due originali percorsi guidati all’interno del palazzo: L’amore al tempo del Carnevale (sabato 22 e domenica 23 febbraio) e Carte di cuori (domenica 23 febbraio).
Il Centro Espositivo San Vidal, in campo San Zaccaria, ospita il progetto No Plastic Artivism di Alexandra Mas, dal titolo Amor che nullo amato amar perdona, con creazioni sul tema dei rifiuti e del riciclo, in collaborazione con il fotografo Marco Tassini e il team della Bottega dei Mascareri (dal 14 febbraio).
Interessante il percorso articolato nei Musei Civici veneziani che ospitano sette eventi in quattro sedi diverse. Nel Museo di Palazzo Mocenigo Linda Bobbo presenta Tra(i)vestiti. Ritratti femminili, un monologo comico sul tema del travestimento (sabato 15 febbraio). A Ca’ Rezzonico invece visita e laboratorio per bambini con Paper Mask (sabato 15 febbraio) e il racconto animato Innamorate a cura di Michela Mocchiutti con l’accompagnamento di Antonella Meridda che conduce alla scoperta delle attrici di teatro a partire dal Settecento (lunedì 24 febbraio). Casa di Carlo Goldoni presenta le Il Gioco, l’Amore e la Follia. Le 12 Marie del Carnevale raccontano Goldoni e il Carnevale (martedì 18 febbraio), mentre la compagnia Pantakin accompagnerà alla scoperta della commedia dell’arte con L’amor comico (giovedì 20 e domenica 23 febbraio). Infine, per festeggiare il compleanno di Carlo Goldoni, una speciale visita al museo a cura di Natalia Spolador e Pierdomenico Simone Casa e teatro, teatro e casa. Infine al Museo Correr, Alessandro Bressanello legge e interpreta Le favole di Gianni Rodari, per famiglie e bambini (sabato 22 febbraio).
Allo Spazio Badoer della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista sarà presentata invece la mostra di maschere Il gioco, l’amore e la follia nell’immaginario popolare realizzate dall’artista Giorgio De Marchi promossa dall’associazione Bel Teatro. Per tutta la durata della mostra il “teatro di maschera” di Nora Fuser animerà l’evento (da sabato 15 febbraio).
Due gli incontri musicali presso la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista: C’era una volta…musica!, concerto degli allievi dell’Associazione Musicale “Ermanno Wolf-Ferrari”, diretti da Edda Pittan Lazzarini (sabato 22 febbraio), e Music in Love concerto a quattro mani di Ezio e Anna Lazzarini (domenica 23 febbraio).
Dedicati ai bambini sono i cinque laboratori – Paper circuit, Scribbling Machines, Circuiti Morbidi, Stencil and Stickers e Volare con i droni – organizzati da FabLab Venezia presso il VEGA, per avvicinare i più piccoli al mondo dell’autoproduzione, del riuso e della personalizzazione (sabato 15 e sabato 22 febbraio).
L’auditorium M9 ospiterà Gerardo Balestrieri in un omaggio a Corto Maltese con la presentazione del suo album Canzoni del Mare Salato (domenica 16 febbraio), e Alessandro Bressanello con Le favole di Gianni Rodari (domenica 23 febbraio).
Novità di questa edizione l’attività presso il Teatrino di Palazzo Grassi. Alberto Toso Fei presenta il tema del Carnevale in una conferenza spettacolo dedicata al gioco, all’amore e alla follia (domenica 16 febbraio), mentre Luca Scarlini, accompagnato da Francesca Benetti, ne La Ballata degli Amori Infelici ripercorre alcune delle vicende amorose più ‘catastrofiche’ tra letteratura e cronaca (venerdì 21 febbraio).Ancora una volta la musica è protagonista a Palazzo Labia. Imperdibile, come in ogni edizione del Carnevale culturale, è la mostra documentaria curata dall’Archivio di Stato di Venezia, presso la sede dei Frari, dal titolo: Amori di carta, carte d’amore. Vicende di vita amorosa attraverso i documenti antichi della Serenissima (dal 18 al 25 febbraio). Il progetto è arricchito da un video che, partendo dai documenti, racconta una storia di amore violento e una di amore fedele. Sono previste visite guidate tutte le mattine, dal lunedì al venerdì.Ricco il palinsesto carnascialesco allestito presso il Centro Culturale Candiani, con tre diversi spettacoli. A cura di Arte-Mide è La donna del fuoco.
Repliche di La donna del fuoco. Marietta Barovier pioniera delle perle veneziane e de Il frigorifero lirico sono previste anche a Venezia, nel Teatrino Groggia (rispettivamente venerdì 21 e lunedì 24 febbraio). Lo spettacolo promosso da Arte-Mide su Marietta Barovier va in scena anche a Murano, nel Teatro Lino Toffolo (sabato 22 febbraio) e al Teatro a l’Avogaria (domenica 23 febbraio).
Immancabile l’appuntamento con l’Ateneo Veneto che, anche quest’anno, crea una vera e propria mini stagione carnevalesca, con quattro pomeriggi di eventi. Gerardo Balestrieri presenta il suo album Canzoni del mare salato (mercoledì 19 febbraio). L’Associazione Culturale Musica Venezia diretta da Roberta Reeder presenta un inedito spettacolo dedicato a due celebri protagonisti del Carnevale con Una serata con Arlecchino e Pierrot (giovedì 20 febbraio). Vogio cantar e star alegramente di Emi(n)canto Trio (Monica Giori, Verdiana Bacchin, Erika Tosato), Nina Pesce e Stefano Patron, promosso dall’associazione La Rete, porta in scena la tradizione delle villotte, il canto popolare delle donne veneziane (venerdì 21 febbraio). Conclude gli appuntamenti in Ateneo Veneto Passioni, vizi virtù… ieri come oggi, un spettacolo pomeridiano dedicato alle più famose commedie goldoniane a cura di Acqualta Teatro (martedì 25 febbraio).La storia della fuga dalla prigione dei Piombi di Giacomo Casanova, Fuga dai Piombi. I fantasmi di Goldoni e Casanova a Venezia, va in scena al Consolato di Svizzera, nel Palazzo Trevisan degli Ulivi a cura di Antonella Barina e promosso dall’associazione La Rete (giovedì 20 febbraio).Anche le grandi istituzioni veneziane partecipano al palinsesto culturale del Carnevale proponendo le proprie importanti rassegne. Anche quest’anno infatti la Fondazione La Biennale di Venezia prevede un calendario ricco di appuntamenti con l’ormai consolidato Carnevale dei ragazzi, arrivato quest’anno alla sua undicesima edizione (dal 18 al 23 febbraio).
Prestigiosa è la programmazione del Teatro La Fenice.Il palinsesto del Teatro Goldoni si inserisce nel programma culturale del Carnevale con la consueta ricca programmazione che include lo spettacolo di Ennio Marchetto e Sosten Hennekam The Living Paper Cartoon (giovedì 20 febbraio), La casa nova di Carlo Goldoni (da venerdì 21 a domenica 23 febbraio) e infine Winners Gala, con i ballerini e coreografi vincitori della Russian National Ballet Competition (martedì 25 febbraio).Il Teatro Toniolo si inserisce nel programma culturale del Carnevale con Così per gioco, ovvero il gioco dell’oca di Carlo & Giorgio (dal 20 al 23 febbraio) e con We will rock you, musical scritto e prodotto da Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May (25 febbraio).Al Teatro Momo la Goldoniana Compagnia Teatrale mette in scena Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni (domenica 23 febbraio).Imperdibile la mostra organizzata da Science Gallery presso CFZ- Ca’ Foscari Cultural Flow Zone: Illusion: Nothing is as it seems, dove scienza e arte si incontrano, dimostrando quanto la mente umana sia facilmente ingannabile (fino al 4 aprile). All’elenco delle mostre si aggiunge Diorami dal Vangelo. Gesù: la vita, esposizione nel Santuario di Lucia (campo San Geremia) realizzata da Francesco Bonvissuto e curata da Gianmatteo Caputo che racconta gli episodi della vita di Cristo, proponendo una lettura semplice e incisiva del Vangelo, accessibile anche ai non vedenti (aperta fino a maggio).Gli appuntamenti alla Collezione Peggy Guggenheim sono anche quest’anno molteplici.Prosegue anche quest’anno Venezia, una vita in maschera, (dall’8 al 25 febbraio).Palazzetto Bru Zane propone una conferenza dal titolo Risate in miniatura. Palazzo Grimani ospiterà un’incredibile rievocazione storica con Le Marie incontrano la Collezione Grimani, progetto a cura di Mariagrazia Bortolato e Raffaele Dessì con il Maestro Fernando De Luca e il Maestro Marco Rosa Salva (lunedì 17 febbraio).Café Sconcerto, con lo spettacolo Amore, Follia e Gioco, racconterà presso la sala teatro di Chirignago quanto l’amore sia un folle gioco a due, in un turbinio di canzoni e di duetti comici (sabato 15 e domenica 16 febbraio).Il programma culturale è stato coordinato da Marta Moretti con la collaborazione di Andrea Mariam Corrente.Tutti i dettagli, gli orari e i giorni delle repliche e le modalità di prenotazione e accesso agli spettacoli e ai concerti sono disponibili on line, nel sito http://www.carnevale.venezia.it.

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La transumanza è patrimonio culturale dell’Unesco

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 dicembre 2019

Il comitato intergovernativo del patrimonio mondiale dell’Unesco, che si è riunito a Bogotà, in Colombia, ha proclamato la transumanza patrimonio culturale immateriale dell’umanità. La transumanza è l’antica pratica della pastorizia, che consiste nella migrazione stagionale del bestiame nel Mediterraneo e nelle Alpi. Il Professore Pier Luigi Petrillo, autore del dossier, e Massimo Riccardo, Ambasciatore d’Italia all’Unesco, sono particolarmente soddisfatti da questo risultato che riconosce e premia il lavoro svolto dall’Italia. Le vie della transumanza sono, inoltre, un elemento della tradizione e del paesaggio italiano che coinvolge molte regioni e i pastori sono un presidio sul territorio, che contribuiscono ad arginare grandi emergenza, come il dissesto idrogeologico.

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Manifestazione culturale “Un Castello all’Orizzonte”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 settembre 2019

Castello di Postignano sabato 28 settembre 2019 nella Chiesa SS. Annunziata, alle ore 18, si terrà un incontro con Marisa Albanese, pittrice, scultrice e fotografa. L’artista dialogherà con l’antropologa Mariella Pandolfi. Sarà presentato un video dal titolo “Sguardo nomade”, con la regia di Fiamma Marchione, nel quale Marisa Albanese parla della sua poetica, delle sue creazioni e del suo approccio che mette al centro i temi del viaggio, delle migrazioni degli uomini, del mutamento e dell’interazione tra visione e gesto. L’appuntamento è con ingresso gratuito.
Uno sguardo sui temi e le origini del lavoro di Marisa Albanese attraverso le immagini delle sue più recenti esposizioni. Marisa Albanese è un’artista italiana nata a Napoli. Ha conseguito un Diploma al Liceo Artistico, una Laurea presso l’Accademia di Belle Arti e la Laurea in Arte Moderna e Letteratura presso l’Università Federico II di Napoli. Le sue opere sono fondamentalmente composte da sculture, disegno, video e fotografia. Ha realizzato numerose mostre in Italia e all’estero.Negli ultimi anni ha promosso workshop con giovani emarginati ed è stata più volte visiting professor presso istituzioni culturali italiane ed europee.

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“L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Si apre a Roma, presso i Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, la mostra “L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”. L’esposizione è stata allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e durerà fino al 20 gennaio 2020. La prestigiosa mostra, curata da Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, testimonia la pluridecennale azione dell’Arma dei Carbinieri per la salvaguardia del nostro immenso patrimonio artistico e archeologico. Il colonnello Alberto Deregibus, Vicecomandante dei Carabinieri Tpc, sottolinea che : “La mostra è anche un esempio, soprattutto per i giovani, di una nuova cultura della legalità”. L’esposizione allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) durerà fino al 26 gennaio 2020 (by Christian Flammia)

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Rome University of Fine Arts: Inaugurazione nuovi spazi didattico-culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 settembre 2018

La Rome University of Fine Arts ha inteso programmare, per sabato 22 settembre via Benaco, 2, due diverse iniziative, allo scopo di coniugare il “classico” Open Day, riservato agli studenti che vogliono conoscere la realtà RUFA, con un originale Open Time, tra musica, incontri e parole in attesa del tramonto. Un duplice appuntamento per vivere la cosiddetta “RUFA – experience” in maniera avvolgente, con un pressing a tutto campo. L’Accademia di Belle Arti, legalmente riconosciuta dal Miur, si appresta così a raggiungere nuovi e interessanti traguardi, insieme ai giovani che cercano nella contemporaneità la chiave di volta del proprio futuro.
L’Open Day del 22 settembre è la giornata delle prime volte. Come da tradizione ci sarà la possibilità di incontrare staff, docenti e allievi, pronti a condividere l’energia positiva RUFA. Si potranno visitare gli spazi, le attrezzature e i laboratori delle varie sedi dell’Accademia. Saranno organizzate lezioni introduttive sui vari corsi di insegnamento e si potranno sperimentare le tecnologie che connotano le professioni creative, come il cinema, la fotografia, la pittura, la scultura, la scenografia ed il graphic design. Ma non è tutto. Per la prima volta, durante l’Open Time, sarà possibile visitare i nuovi spazi appena ristrutturati all’interno dell’ex Pastificio Cerere, nel cuore del quartiere San Lorenzo, luogo simbolo della cultura capitolina. Una superficie complessiva di 1500 metri quadrati: oltre ai locali che RUFA utilizza già da alcuni anni, l’Accademia ha infatti ristrutturato uno spazio situato al secondo piano, la Semoleria, che potrà essere usato anche per eventi e joint venture culturali. In aggiunta al già noto Rufa Space, che accoglie mostre e dibattiti, è stato riqualificato anche il quarto piano con aule polifunzionali, un design lab, macchine 3d, frese e stampanti a controllo numerico. L’inaugurazione, dalle 15.00 in poi, prevede la partecipazione di importanti personaggi del mondo dell’arte e della comunicazione, come Camilla Bellini designer e influencer, autrice del “The diary of a designer”, e ZeroCalcare noto fumettista italiano. I due talk saranno moderati, rispettivamente, dal giornalista Riccardo Corbo e dal docente Nicolas Martino.
A seguire un sunset party che andrà avanti fino alle 23.30 per festeggiare insieme la fine dell’estate. Le aree RUFA, nell’atmosfera artistica del Pastificio Cerere, sono spazi connessi alla conoscenza, ma anche all’innovazione. Tra queste mura sarà possibile sperimentare e mettersi alla prova: senza schemi e senza filtri. Un sito poliedrico a disposizione anche di quelle aziende più dinamiche che puntano sull’arte, l’innovazione e la cultura. Workshop, live performance, hackathon, produzioni televisive, conferenze, lanci di prodotto, set fotografici e cinematografici, mostre, temporary showroom, eventi di moda, team building, festival e media art: le esigenze di insegnamento si declinano con le potenzialità degli eventi, a pochissima distanza tra due nodi ferroviari di fondamentale importanza, come Termini e Tiburtina. E le novità non finiscono qui. All’ultimo piano òa nuova RUFA Arena, un campo da street soccer con vista sui tetti della città. il 22 settembre RUFA è pronta ad aprire le proprie porte.

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Immigrazione: problema sociale, culturale e storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

L’Europa ha, sino ad oggi, ridotto all’osso le economie e lo stato sociale dei popoli africani. C’è stato prima il colonialismo poi il post colonialismo e varie forme di controllo compreso quello francese sulle monete delle ex colonie, assicurandosi l’aggio sulle esportazioni e depredando le risorse naturali di cui il continente nero è ricco. In Francia una lampadina su tre è accesa grazie all’uranio del Niger, mentre il 90% dei nigerini non ha nemmeno accesso all’energia elettrica. L’unico vero freno all’immigrazione verso l’Europa è la fine della “Françafrique”, ovvero della depauperazione delle nazioni africane da parte della Francia di Macron”.
Posta in questi termini la questione ragione vorrebbe che gli stati europei, che per secoli hanno depredato il continente africano, si facessero un doveroso esame di coscienza e offrissero agli africani quell’opportunità che la sete spasmodica di profitti, il disprezzo mostrato per i loro abitanti hanno ignorato e che oggi perpetuano il loro andazzo non riconoscendo il diritto a vivere di quei popoli che hanno saputo solo armare la mano dei loro dittatori e dei governi corrotti per cercare di continuare a raschiare il fondo del barile. Oggi, invece, sembrano voler fare di peggio lasciando a se stessi gli immigrati che a centinaia di migliaia bivaccano lungo le cose della Libia ed anche della Tunisia facendo pagare questo stato cose alla sola Italia con l’intento di trasformarla in via permanente in un campo profughi con centinaia di migliaia di disperati e senza la possibilità di sbocchi lavorativi e con il rischio concreto di destabilizzare l’intero paese ponendolo come un danno collaterale necessario. E’ questa l’Europa della solidarietà? E’ questa l’Europa che vorrebbe insegnare la libertà, la democrazia voltando le spalle a un continente di disperati? E’ questa l’Europa che non si fa scrupoli di trasformare l’Italia in una terra di conquista per la sopravvivenza della barbarie? E’ tempo di risvegliare le coscienze e di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su quella che è in realtà l’Europa dominata dai vari comitati d’affari e da mercanti senza scrupoli e che se vogliono salvare il sogno europeo dei nostri padri devono imprimere una svolta radicale a partire dalla sua leadership. (Riccardo Alfonso)

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Quinta edizione del Festival del Giornalismo Culturale

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

SONY DSCRoma Giovedì 14 settembre alle ore 12.00 presso la “Sala Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita (Piazza Venezia, 11), si terrà la conferenza stampa di presentazione della quinta edizione del Festival del Giornalismo Culturale previsto dal 12 al 15 ottobre 2017 fra Urbino, Fano e Pesaro.
Organizzato dall’Università di Urbino Carlo Bo-DISCUI e dall’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino in collaborazione, fra gli altri, con l’Associazione Civita, e diretto da Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini, il Festival di quest’anno – dal titolo “Patrimonio culturale. Una Storia, 1000 modi per raccontarla” – è dedicato alle modalità e ai linguaggi utilizzati da musei ed istituzioni culturali italiane per comunicare con il pubblico, anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie, oltre che alle prospettive future del giornalismo culturale ed alla comunicazione del patrimonio.Tante le rassegne e i momenti di confronto con alcuni tra i più noti giornalisti del panorama italiano.
Alla conferenza stampa interverranno: Francesco Palumbo, Direttore Generale Turismo MiBACT, Nicola Maccanico, Vice Presidente Vicario Associazione Civita, Matteo Ricci, Sindaco Comune di Pesaro, Massimo Seri, Sindaco Comune di Fano e i Direttori del Festival Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini.

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