Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘culturale’

Un nuovo Risorgimento culturale

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

“Abbiamo oggi il compito di custodire il nostro passato, quello del Msi, quello di An, quello dei sacrifici fatti dai tanti militanti per la politica, perché è assolutamente necessario che esso costituisca il bagaglio di riferimento per le nuove generazioni, al fine di costruire un grande movimento di centro-destra consapevole delle proprie origini e proiettato al futuro” – commenta così AreaNazionale, l’associazione facente capo agli onorevoli Menia e Moffa (Fli), la scelta di dar vita a un nuovo movimento politico, dopo la riunione di ieri nella sede di Farefuturo. “Fli trarrà la sua linfa vitale dal territorio, cercando di dare una risposta concreta alle esigenze dei cittadini e motivando tutti quei militanti che fanno della politica una propria ragione di vita” – continua l’editoriale di oggi sul sito di AreaNazionale. Secondo i finani: “Fli si propone di comunicare senza steccati e senza pregiudizi, ascoltare e dialogare, costruire una rete per capire cosa unisce e cosa può ancora unire il Paese, perché ora più che mai è necessario spingere il bottone della ripartenza”. E sul futuro dell’Italia l’associazione di Menia e Moffa si propone l’ardito compito di “dar vita a un nuovo Risorgimento culturale, che deve passare attraverso un percorso di riforme organiche e radicali, istituzionali e sociali, per restituire efficienza e credibilità allo Stato e alle sue articolazioni e, nel contempo, riattivare l’ascensore sociale attraverso la legalità e la meritocrazia”. AreaNazionale conclude con un riferimento al Presidente Cossiga: “In Italia, u! n leader deve conquistare rispetto e autorevolezza giorno per giorno, tutti i giorni, aveva tuonato molti anni fa Francesco Cossiga dalle colonne del ‘Washington Post’, siamo sicuri che Gianfranco Fini saprà essere il nuovo leader del centrodestra italiano”.

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Mediazione culturale e lingua italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 ottobre 2010

Cremona, 1° ottobre, presso la Camera di Commercio Convegno organizzato dal Patronato Ital-Uil sul tema “La mediazione culturale e la lingua italiana”.  Sarà  l’occasione per iniziare a discutere sui test di lingua italiana che faranno parte dei permessi a punti per i cittadini extracomunitari. Al Convegno interverranno il centro Interculturale “Mondinsieme”, la Cooperativa sociale “Dunia”, la Scuola media “Campi”, l’Associazione “Donne senza frontiere” e il Centro di Solidarietà “Il Ponte”, nonché l’Assessore alle Politiche Sociali della Provincia di Cremona Silvia Schiavi e gli Assessori alle Politiche Sociali del Comune di Cremona e di Crema Luigi Amore e Luciano Capetti.  Di rilievo la presenza e l’intervento del Prefetto di Cremona, Tancredi Bruno di Clarafond.

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Dio oggi. Con lui o senza di lui cambia tutto

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

E’ l’opera vincitrice della XXVII edizione del Premio Capri San Michele. Il volume curato dal Comitato per il Progetto Culturale della CEI e presentato dal professore Sergio Belardinelli raccoglie gli interventi più significativi che hanno animato le giornate dell’omonimo convegno internazionale facendone un evento culturale senza precedenti. Sotto gli auspici del messaggio inaugurale del Santo Padre Benedetto XVI il volume riporta le relazioni dei cardinali Angelo Bagnasco, Camillo Ruini, Angelo Scola, di monsignor Gianfranco Ravasi, degli studiosi e docenti universitari Rémi Brague, Massimo Cacciari, Peter van Inwagen, Martin Nowak, Roger Scruton, Robert Spaemann, dell’astronomo George Coyne e del direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci. Si conclude con una relazione di monsignor Rino Fisichella. L’opera rilancia la questione di Dio come questione decisiva per ridare carne e sangue alle umane aspirazioni di verità, bellezza, libertà e giustizia. Come ha richiamato di recente Benedetto XVI, «la priorità che sta al di sopra di tutte è di rendere Dio presente in questo mondo e di aprire agli uomini l’accesso a Dio». Non un Dio qualsiasi, ovviamente, ma il Dio personale di Gesù Cristo. Ed è precisamente questa la sfida che filosofi, teologi, storici dell’arte e della cultura, nonché scienziati di diverso orientamento culturale raccolgono in questo libro. La cerimonia di proclamazione e di assegnazione del premio avrà luogo ad Anacapri il prossimo 25 settembre.

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Investire nel patrimonio culturale italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 giugno 2010

«Tanti anni di residenza in Svizzera mi hanno fatto toccare con mano, qualora ce ne fosse stato bisogno, la vera importanza della cultura e della lingua italiana nel mondo». Così si è espresso l’on. Antonio Razzi a proposito dei lavori camerali di oggi in discussione: “Esame delle norme recanti disposizioni urgenti in materia di spettacolo ed   attività culturali”.  La grave congiuntura economica all’esame del governo, è risaputo, impone severissimi ed indiscriminati tagli mettendo a durissima prova anche tutti gli operatori dello spettacolo e del mondo della cultura in Italia ed all’estero nessuno escluso. Molte sono le doglianze da parte di quanti si adoperano in questi settori. Non si contano ormai gli interventi in aula da parte dell’on. Razzi a favore di incentivi che promuovessero invece la cultura e la lingua italiana nel mondo come faro sempre acceso su secoli di eccellenze dalla lirica all’insegnamento della lingua italiana, dal teatro alla canzone veicoli insuperabili ed imitati in ogni parte della terra: «come si vuole pretendere –rivolto al ministro Bondi Razzi lamentava in uno dei suoi interventi- di gestire addirittura un ministero che si occupa solo di formalità burocratiche senza proporre né investire neanche un centesimo in cultura?».  Grazie proprio alla pregiata fattura degli uomini e della genialità italiana, della sua storia- sostiene- che ancora resistono presidi inespugnabili di patrimonio storico e culturale italiano ma la preoccupazione è per quanto tempo ancora resisteranno se oggi sono ormai allo stremo. «Quando si tratta di investire in cultura, spettacolo ed attività culturali nessuno prevede una decretazione d’urgenza chi sa come mai. Stanziare denaro per incentivare e migliorate la situazione dei settori spettacolo e cultura, in Italia e all’estero, significa purtroppo sprecare risorse, ecco perché. Invece occorre responsabilità, lungimiranza di un progetto inteso ad investire in un patrimonio di formidabile consistenza, storica, artistica e letteraria» ha chiosato Razzi.

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Giornata mondiale della diversità culturale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 Mag 2010

Fabriano, 21-23 maggio 2010 l’Italia aderisce all’evento con “Poiesis”, festival di poesia, arte, teatro, musica e  cinema  dedicati alla  ricchezza  delle  diverse  culture. Alle ore 11.30 in concomitanza con la pausa dei lavori, è in programma una conferenza stampa. A maggio di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il  Dialogo e lo Sviluppo, proclamata dalle Nazioni Unite nel 2002, subito dopo l’adozione da part dell’UNESCO della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale.  Quest’anno la Giornata assume un significato ancora maggiore, poiché si iscrive nel più ampio contesto dell’Anno internazionale del riavvicinamento tra le culture, durante il quale – come dichiara lo stesso Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon – “si renderà omaggio alla diversità culturale e si mostrerà come la comprensione e il dialogo interculturali siano essenziali per la realizzazione di un mondo più pacifico. Inoltre, sarà sottolineato il ruolo fondamentale che la cultura gioca nell’ambito dello sviluppo”.  Alla luce di tali considerazioni la Commissione Nazionale Italiana UNESCO e il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno hanno scelto di celebrare la Giornata in un luogo di frontiera, una terra di incontro fra alcune delle culture fondanti dell’Europa, quella latina, tedesca e slava.

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Povertà culturale delle “radici”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

Di Rosario Amico Roxas.  I fatti di Rosarno sono stati analizzati con complice superficialità, giusto per valutare l’immediato presente e risolvere l’emergenza con “il come”, tralasciando ogni ipotesi che potesse prendere in visione “il perché”, “Il come “ha visto il consueto esercizio  dell’uso della forza contro i deboli, suggerito dal consueto sondaggio che ha indicato in quella “razza sbagliata” l’obiettivo da colpire per soddisfare la domanda proveniente dalla “razza giusta”, quella delle radici, quella vagamente somigliante agli antenati ariani, ma in ogni caso quella che esibisce, con malcelato orgoglio, la propria “pelle bianca” come emblema di una consolidata superiorità. In questo frangente non me la sento proprio di indicare responsabilità a questo governo, per cui lo reputo totalmente assolto “per totale e documentata incapacità di intendere e volere”. A chi non capisce nulla di umanità, non si può imputare la colpa di un comportamento inumano; a chi privilegia le regole del mercato, del guadagno, della finanza, del proprio utile e dell’esclusiva del proprio orticello, non si può chiedere di capire e di esprimere una solidarietà umana non compresa neanche nel loro corrente vocabolario. Ma una struttura millenaria, considerata “espertissima” in umanità, non ha alcun diritto di mortificare la propria missione per assimilarsi al doppiogiochismo di quei governi che cercano la loro interessata identità in nuove o vecchie o rinnovate o ringiovanite identità religiose. Una struttura come la Chiesa di Roma, che in quest’ultimo secolo ha generato una nuova e umanissima visione sociale dell’umanità, attraverso le encicliche sociali e le determinazioni del Concilio Vaticano Secondo, non può tornare indietro sui suoi passi e distruggere, nei pochissimi anni di pontificato di Benedetto XVI, le conquiste che hanno stimolato nuove e irrinunciabili speranze.  I negri di Rosarno hanno rappresentato il “capro espiatorio”, perchè esclusi dal consesso civile e sociale in quanto non rappresentano i frutti di quelle radici cristiane dell’Europa, assurti a caratteristica antropologica di superiorità assimilabile al colore della pelle, quindi andavano fustigati, scacciati, ulteriormente mortificati nella loro più intima natura umana: è quello che è avvenuto! Potrebbero avere senso e significato quelle parole di sostegno ai più deboli, se precedute dal riconoscimento dei molteplici errori che hanno dato energia all’identificazione di un nuovissimo “cattolicesimo dei politici” unitamente all’improponibile “cattolicesimo degli atei”, e, quindi, seguite dalla restituzione di quell’altissimo mandato che non è stato onorato in nome del genuino insegnamento di Cristo, ma utilizzato in un’interessata interpretazione di Mammona. (Rosario Amico Roxas – in sintesi – per approfondimenti o invio testo integrale scrivere a: raroxas@libero.it)

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La globalizzazione culturale

Posted by fidest press agency su domenica, 27 dicembre 2009

Lo stravolgimento dei valori insiti nell’uomo ha modificato tutta l’architettura dello sviluppo umano, confinandola dentro un mondo materiale, a senso unico, che ha inglobato nei suoi ingranaggi anche le coscienze. In questa nuova architettura c’è una frattura verticale che separa il mondo Occidentale, che dello sviluppo tecnologico ha fatto il fulcro della sua storia contemporanea, dal resto del mondo; dalla parte occidentale c’è una società massificata, dedita al capitalismo più sfrenato, in grado di condizionare l’autonomia dell’individuo; dall’altra parte il resto del mondo, che non riesce a percepire di essere diventato ostaggio della prima in una corsa insensata verso il progresso, identificato esclusivamente con il progresso della tecnologia. La società occidentale capitalistica ha ridotto ogni valore a merce di scambio, a bene di consumo, con le leggi dell’economia e del profitto che vengono privilegiate nei confronti delle leggi della natura, della pacifica convivenza e della solidarietà fra tutti i popoli. Le  idee  e, quindi,  le ideologie, hanno  perso  il  loro peso sulla coscienza, sostituite   con l’anti-idea della modernità; una modernità che ha colpito al cuore le coscienze, iniettando una fede cieca in una tipologia di ragione che, pretendendo di rendere gli uomini padroni di sé e della natura, li ha precipitati in un baratro irrazionale.  La conoscenza scientifica si è ridotta ad una mera ricerca quantitativa, molto attenta alla correttezza formale, ma non ai contenuti, diventando, così, uno strumento della società capitalistica, che ha incarcerato nei suoi ingranaggi le coscienze e con esse lo sviluppo della centralità dell’uomo.  La frattura verticale della nuova architettura dello sviluppo si aggrava ulteriormente, in quanto inizia il percorso con  l’esercitare il dominio dell’uomo sulla natura, ma sfocia, ineluttabilmente, nella volontà di dominio dell’uomo sull’uomo,  della struttura sociale sulla struttura individuale. Anche la cultura ha smarrito la sua autonomia e si è trasformata in una “industria culturale”, che sfrutta ogni bene solo a fini commerciali e soffoca ogni libertà di scelta e di analisi individuale; prevale la dittatura del pragmatismo capitalistico, che dà valore solo a ciò che ha successo commerciale. L’alternativa alla “industria culturale”, che stratifica ogni manifestazione culturale in una categoria omogenea e acritica, resta il Nuovo Umanesimo, testimone dell’esistenza, nel cuore degli uomini, di qualcosa che non si può piegare alla “volontà di potenza” del mondo capitalistico, di qualcosa che è sopravvissuto alla stratificazione massificante degli interessi materiali. (Rosario Amico Roxas)

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Editoria: Con il naso all’insù

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2009

Di Angelo Amato de Serpis L’area nolana è un piccolo scrigno, spesso ancora inesplorato dai più, di tesori archeologici, artistici, architettonici e monumentali. Angelo Amato de Serpis, attraverso il racconto di un ragazzo attento ed entusiasta del suo piccolo viaggio a Nola e dintorni, ci porta per mano a scoprire tre perle della cultura nolana: la spettacolare Festa dei Gigli, l’incredibile Villaggio Preistorico di Nola e lo splendido Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile. Con la semplicità e le emozioni, anche ingenue, di un ragazzo non nolano in visita nella terra di San Paolino e di Giordano Bruno, possiamo penetrare nello spirito e nell’essenza più vera della Festa dei Gigli e di questi meravigliosi luoghi. Il racconto stimola anche la curiosità di conoscenza e la voglia di voler vivere direttamente queste emozioni e di andare a Nola e Cimitile, non solo attraverso la lettura del racconto, ma anche e soprattutto in prima persona. La carnalità della parola di Angelo Amato de Serpis è “figlia” della sua semplicità. Che tu subito avverti, quasi toccando il leggerissimo spessore di un semplice aggettivo, il quale ti avvicina all’idea di “limitazione di peso”, la quale subito si traduce, con facilità, nei suoi concetti di “tollerabilità descrittiva”. Che non fa fatica ad alimentarsi del suo “impiego” della parola per comporre tutti i pezzi del prezioso “equipaggiamento” della narrazione, sempre ammantata di chiarissima luce. (dalla prefazione di Giuseppe Giusti)
Angelo Amato de Serpis (1970), nolano, è giornalista pubblicista dal 1994. È stato corrispondente dei quotidiani il “Giornale di Napoli” e de “Il Mattino” di Napoli. Attualmente è collaboratore di diverse testate giornalistiche e curatore di programmi culturali. È inoltre autore di diversi articoli di carattere culturale su varie riviste specialistiche e  non e ha curato diverse pubblicazioni di carattere storico e ambientale. È presidente dell’associazione turistico-culturale MERIDIES, che punta alla valorizzazione del patrimonio culturale dell’area nolana, in particolare del Villaggio Preistorico e del Museo Diocesano di Nola. È ideatore ed organizzatore del Certame Internazionale Bruniano, dedicato al filosofo nolano Giordano Bruno, ed è stato coordinatore ed ideatore della manifestazione turistico-culturale  Apriti Sesamo organizzata dalla Provincia di Napoli e di Avellino.

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Verso il 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2009

Roma. “Prende il via anche nelle scuole romane il Progetto – Concorso “Verso il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”, organizzato dalla Fondazione Napoli Novantanove e il Comitato Italia 150°, al fine di promuovere un percorso di conoscenza e di approfondimento dei temi relativi all’Unità d’ Italia, in vista della ricorrenza del 2011. Saranno coinvolti nel progetto gli studenti e i docenti delle scuole di ogni ordine e grado, che potranno studiare gli elementi di unità culturale che hanno permesso di comporre in uno Stato davvero unito le molteplici e diverse realtà locali che caratterizzavano ed ancora caratterizzano il nostro Paese. Le diversità sono una ricchezza del nostro Paese, fanno parte della nostra cultura, e  come tali non non vanno sminuite o mimetizzate ma, al contrario, valorizzate. Attraverso questo Concorso che ben si coniuga con i Progetti rivolti alle scuole già portati avanti dall’assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, si vuole invitare gli studenti a rintracciare nella storia gli elementi e i valori che rendono il nostro popolo da millenni un popolo unico ed unito.”  Lo ha detto l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù, del Comune di Roma, Laura Marsilio, nel corso della presentazione, questa mattina, del Progetto “Verso il 150° anniversario dell’Unità d’Italia: identità e culture a  confronto”, al Senato

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Cena internazionale

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

Si conclude sabato 25 Luglio alle 19,30 presso il Teatrotenda di Rondine Cittadella della Pace (AR) il campo estivo “Project Triumph”, inedita versione italiana del campo per ragazzi di 16 anni già sperimentato per due edizioni in California che vede 16 ragazzi israeliani arabi ed ebrei convivere assieme per una settimana e prendere parte ad attività di tipo culturale, formativo, pratico nell’originale borgo toscano affacciato sull’Arno. Il campo è sponsorizzato, promosso e organizzato da Haifa Rotary Club Israele, Rondine Cittadella della Pace, Comune di Montevarchi, Rotary Club Italia (2070 district), in partenariato con il Comune di Haifa in Israele, il Centro Educativo Leo Baeck e il Centro Arabo-Ebreo Beit Hagefen di Haifa in Israele. Per questa edizione “Project Triumph” ha accolto anche 8 ragazzi italiani provenienti da Arezzo, Montevarchi e Prato e gli Studenti Internazionali di Rondine Cittadella della Pace originari di aree in conflitto o in crisi come Balcani, Africa, Caucaso Meridionale, Federazione Russa, Medio Oriente, già impegnati in un particolare progetto di convivenza e dialogo. Tra partecipanti, formatori, collaboratori e volontari sono rappresentate oltre una decina di nazionalità e almeno tre religioni (Islam, ebraismo e cristianesimo), in un ambiente autenticamente internazionale che facilita le relazioni umane e lo scambio  interculturale.  Dopo momenti di socializzazione, laboratori, incontri con esponenti culturali e religiosi, cineforum, escursioni nella natura e gite nelle vicine città d’arte, sabato 25 luglio il campo si avvia alla conclusione con la cerimonia finale della consegna dei diplomi ai partecipanti e una cena animata da balli, canti, proiezioni di materiale prodotto durante la settimana di lavoro.

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Riformiamo la finanza per un’economia civile e solidale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

E’ il titolo del manifesto che ntende stimolare il dibattito e propone soluzioni e regole – che si distinguono per concretezza e fattibilità – per il risanamento dell’economia e della finanza, contro la crisi di quel sistema che ha mostrato peraltro tutte le proprie vulnerabilità e storture. Quattro le aree d’intervento individuate, per ciascuna delle quali si indicano dunque azioni concrete: mercati finanziari, fiscalità, legalità, sostenibilità. Frutto della sintesi del confronto fra tutte le organizzazioni del cartello, il documento disegna le linee di un’economia e di una finanza alternative alla matrice culturale che ha scatenato la crisi, a partire da una Governance globale, una nuova Bretton Woods (la conferenza tenutasi nell’omonima cittadina statunitense, nel luglio 1944, che stabilì regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo) dotata di istituzioni democratiche, di poteri, di procedure sanzionatorie.  Perché riformare la finanza vuol dire soprattutto inserire regole per i soggetti e i prodotti del sistema. Rispetto alla fiscalità, oggi tutta a favore della speculazione finanziaria, la proposta chiede che le imprese socialmente responsabili certificate in quanto tali e il cui rating di responsabilità duri per almeno un triennio, possano godere di una  fiscalità di vantaggio, e che  le iniziative socialmente e  ambientalmente sostenibili siano defiscalizzate. Sul versante della legalità si chiede di accelerare tutte le procedure per consegnare alle cooperative  sociali i terreni e i beni confiscati alla mafia; di abbassare la soglia del tasso usuraio; di garantire che le commodities, ossia le materie prime energetiche e alimentari, quelle che hanno avuto un impatto tremendo sulle aree povere del mondo, siano vigilate da un’Authority che ne assicuri la stabilità dei prezzi al fine di evitare effetti così dirompenti. Infine una tobin tax sulle transazioni valutarie e finanziarie di brevissimo periodo, quelle a natura speculativa, col cui gettito sarà possibile finanziare il raggiungimento dei Millennium Goals (Obiettivi del Millennio). «È un risultato storico – commenta Giuseppe Gallo, segretario generale della Fiba Cisl -: le associazioni che da sempre rappresentano il cuore pulsante della società civile hanno trovato una importante sintesi – per la prima volta – sugli importantissimi temi della regolamentazione dei processi finanziari ed economici». «Il Manifesto per la Riforma della finanza, promosso a Terra Futura nell’edizione del 2009 dopo un percorso iniziato nel maggio 2008 anticipando la crisi, è stato condiviso con le maggiori reti sociali italiane ed è un contributo importantissimo che nasce dal basso, da chi tutti i giorni è a contatto con i problemi ma anche con le energie più positive del nostro Paese» evidenzia Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica, che continua: «L’attenzione che il ministro dell’Economia ha voluto dedicare a questa iniziativa rappresenta per noi un riconoscimento importante a cui speriamo seguano altri momenti di confronto concreti. E’ anche la dimostrazione che con proposte concrete ed efficaci, la rete dei partner di Terra Futura, può riuscire a portare i temi del cambiamento verso un futuro sostenibile ai massimi livelli».

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Le notti celtiche di Castel Sant’Angelo

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

Proseguono con successo le Notti Animate sulle Terrazze di Castel Sant’Angelo suonano celtiche. E non poteva essere diversamente, visto che Giorgio Calcara, direttore artistico della manifestazione – uno dei massimi esperti a livello europeo di musica e cultura celtica – oltre che ideatore dello storico Fairylands Festival, una delle più importanti rassegne in materia, è con pubblicazioni editoriali, produzioni discografiche ed eventi culturali da sempre promotore e sostenitore di una materia, quella celtica appunto, misteriosa e affascinante, antichissima ed attuale, fondamentale per la storia e la spiritualità d’Europa. Basta dare uno sguardo al programma musicale della rassegna che animerà il Castello tutte le notti fino al 30 agosto per accorgersi che le melodie e i ritmi celtici la fanno da padroni: la Banda Connemara, le Fimm, The Shire, Sequoia Bisquits, Aràn e Irish Street Band sono alcune delle band coinvolte che proporranno danze e canti dall’Irlanda, Scozia e Bretagna, ma anche dal Galles e dalla Galizia. Un vero e proprio viaggio nei suoni e nel folklore di quelle verdi terre atlantiche; “è come rivivere piccole perle del Fairylands Festival dentro Castel Sant’Angelo” afferma Giorgio Calcara, che con orgoglio ricorda che quella sulle terrazze del Castello è l’unica rassegna dell’Estate Romana in cui è possibile ascoltare, sognare e danzare sulle note celtiche. http://www.castelsantangelo.com

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Prolusione Bagnasco sul fine vita

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

Il Forum delle associazioni familiari ringrazia il cardinal Bagnasco che, nella sua odierna prolusione al Consiglio permanente della Cei, ha voluto ricordare l’iniziativa lanciata dal Forum assieme a Scienza&vita e Retinopera a proposito della Fine vita. «Come sottolinea il presidente dei vescovi italiani» commenta Giovanni Giacobbe, presidente del Forum «tocca “alla società civile mobilitarsi per acquisire in prima persona una coscienza più matura della posta in gioco in termini antropologici e culturali”. E’ proprio questo l’obbiettivo dell’iniziativa Liberi per vivere che nei prossimi mesi caratterizzerà l’attività delle nostre associazioni. Vogliamo che la morte di Eluana Englaro non sia stata inutile e che l’ondata di commozione e di sensibilizzazione che ha attraversato la pubblica opinione non vada persa. «Aver ridotto ai suoi termini estremi il concetto di eutanasia ha costretto la società e le istituzioni a prendere coscienza, sia pure in ritardo, della necessità di porre dei paletti anche legislativi alla deriva eutanasica. «Confidiamo che il portare la riflessione sulla fase finale della vita in tutte le parrocchie ed all’interno di associazioni e movimenti ecclesiali valga a ricreare la grande comunità di intenti che è stata del referendum sulla legge 40 e del Family Day e che questo faccia giungere fino in Parlamento la volontà ed il comune sentire di tanta parte della società civile».

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