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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 137

Posts Tagged ‘cuore’

Libro: “Con il cuore oltre il virus”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 marzo 2022

E’ il titolo del nuovo volume edito dalla Marina Militare. Il libro, opera della giornalista e ufficiale riservista Anita Fiaschetti, racconta l’impegno della Forza Armata durante la pandemia e sarà lanciato, come contributo commemorativo, nella Giornata nazionale in memoria delle vittime del COVID-19.Nelle 168 pagine del libro emerge come, nonostante l’emergenza sanitaria, la Marina Militare abbia mantenuto tutti gli impegni nazionali e internazionali assunti, mutando velocemente approccio e capacità di risposta e trovando nuove soluzioni ai necessari cambiamenti che l’epidemia aveva imposto.La Forza Armata si è presa cura dei propri uomini, degli equipaggi in mare e delle loro famiglie, inviando contemporaneamente il proprio personale a supporto del servizio sanitario nazionale.Medici, infermieri e tecnici – protagonisti di buona parte del volume – raccontano il loro impegno in prima linea negli ospedali, nelle case di riposo, nelle tende da campo e nei drive through. A dare valore a quanto fatto da ogni marinaio, le testimonianze raccolte nel mondo civile: persone che per ruolo o per necessità hanno ricevuto il supporto della Marina Militare in una delle pagine più buie della storia. Il libro è disponibile nello store editoria Marina Militare: http://www.amazon.it/marinamilitare

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Nanofili di carburo di silicio per curare l’infarto al cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 gennaio 2022

Parma università. Utilizzare nanofili in grado di fungere da bypass elettrici per ripristinare la conduzione nell’infarto. Questa l’idea di fondo di una ricerca condotta dal team guidato da Michele Miragoli, docente di Tecnologie mediche sperimentali e applicate all’Università di Parma (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), in collaborazione con il CNR e l’Istituto Clinico Humanitas di Milano. L’infarto del miocardio ha una mortalità elevatissima in fase acuta, principalmente dovuta a blocchi di conduzione elettrica che sfociano in aritmie fatali. Purtroppo questa conduzione alterata non viene ripristinata da un intervento di bypass coronarico. Esistono diverse terapie per risolvere i blocchi di conduzione, ma necessitano di mesi per essere operative. Il gruppo del Laboratorio di Tecnologie Mediche Sperimentali e Applicate ha ideato e sperimentato nanofili semiconduttivi biocompatibili di carburo di silicio in grado di mettere in comunicazione elettrica cellule cardiache distanti tra di loro. Una volta iniettati nell’infarto miocardico, i nanofili ripristinano il normale flusso di corrente dopo 5 ore dall’inserimento e permettono la risoluzione delle aritmie post-infarto. Il lavoro è stato pubblicato su “Nature Communications”.Nel prossimo futuro l’utilizzo di nanostrutture impiantabili sarà sempre più massivo. La possibilità di intervenire contemporaneamente non solo a livello emodinamico ma anche a livello bioelettrico aprirà nuove e concrete possibilità interventistiche soprattutto dove la bioelettricità gioca un ruolo chiave nella normale funzione d’organo (cuore, cervello, muscolo).Primo autore del lavoro è Stefano Rossi del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma, insieme a Paola Lagonegro e Francesca Rossi di IMEM-CNR. Il team e l’approccio sono stati interdisciplinari, grazie al coinvolgimento di Franca Bigi, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma, di Silvana Pinelli del Centro di Eccellenza per la Ricerca Tossicologica in collaborazione con IMEM – Istituto dei Materiali per l’Elettronica e il Magnetismo e IRGB – Istituto di ricerca genetica e biomedica del CNR e del Dipartimento cardiovascolare di Humanitas guidato da Gianluigi Condorelli.

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Un “serio divertissement”, dal titolo ”La Posta del Cuore”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2022

Dall’11 al 13 gennaio 2022 all’OFF/OFF Theatre Via Giulia arriva Santino Fiorillo, che darà voce e corpo ad un’idea di Silvano Spada realizzata con la cura di Pino Strabioli. Sul palco di Via Giulia andrà in scena un “serio divertissement”, dal titolo” La Posta del Cuore”, un omaggio all’arte del pettegolezzo, alle dinamiche amorose dei mondi più patinati e a Franca Valeri, regina indiscussa della posta del cuore. Ci sarà Santino Fiorillo nei panni del presentatore del programma televisivo “La Posta del Cuore”, pronto a rispondere alle lettere del pubblico che si rivolgerà a lui per consigli e pareri su tematiche della vita di oggi, di tutti i giorni e di tutti noi: dalla sessualità alla fede, dall’amore ai pettegolezzi del gossip. E ce n’è per tutti: madri apprensive, donne insoddisfatte, mariti infedeli, figli gay, suore che spiegano l’inferno, il purgatorio e il paradiso e curiosità dal buco della serratura, sulla sessualità nascosta dei grandi divi di Hollywood, da Marlon Brando a Paul Newman fino a James Dean, passando per la vivacità erotica di Frank Sinatra, quella di Ava Gardner o Lana Turner e, praticamente, di tutto il grande cinema più importante di ogni tempo. In questo contesto trovano spazio anche le piccanti infedeltà reciproche di John Kennedy e Jacqueline. E, qua e là, il pensiero alla grande Franca Valeri, vera e indimenticabile regina della posta del cuore. Costo Biglietti: Intero 25€; Ridotto Over 65 18€; Ridotto Under35 15€ – Dal martedì al Sabato h.21,00 – Domenica h.17,00

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Stig Dagerman. Il cuore intelligente

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2021

Novara venerdì 28 gennaio ore 18 il Circolo dei lettori, via F.lli Rosselli 20 Alla scoperta di un gigante della letteratura mondiale presentazione del libro di e con Ilaria Rossetti edito da FVE con Erica Bertinotti Tra impegno civile e riflessioni private, attraverso la lente dell’infanzia coraggiosa e ferita dell’autore di Bambino bruciato, Perché i bambini devono disubbidire? e Autunno tedesco, qui si racconta la storia di uno scrittore e giornalista fondamentale per la letteratura mondiale.«Non dovremmo avere paura degli scrittori infelici; la loro epica sta nelle piccole cose; cose crepate, perdute. Io le amo profondamente: più volte mi è parso di intravedere, nelle loro incrinature, un barbaglio momentaneo, il valore intrinseco della bellezza che si sottrae alla violenza degli uomini e del tempo.» Ilaria Rossetti ci accompagna alla scoperta di Stig Dagerman, scrittore e giornalista considerato ormai un gigante della letteratura mondiale. Tra impegno civile e riflessioni private, attraverso la lente di un’infanzia coraggiosa e ferita – quella dell’autore di Bambino bruciato, Perché i bambini devono disubbidire? e Autunno tedesco – Il cuore intelligente è la storia di una vita che ha bruciato, con i suoi sogni, le sue ambizioni e la sua sete di verità, persino sé stessa.

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Il cuore parla. È essenziale “ascoltare”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2021

E’ quello che l’organo ci dice, “monitorare” insieme al medico di famiglia i campanelli d’allarme e “informarsi” sull’amiloidosi cardiaca per facilitare una diagnosi precoce, fattore chiave per limitare i danni cardiaci e sistemici. La campagna “Il cuore lo sa – AMIloidosi cardiaca: Ascolta, Monitora, Informati”, promossa da Pfizer con l’egida della Società Italiana di Cardiologia – SIC e in collaborazione con Fondazione italiana per il cuore, fAMY Onlus e Conacuore ODV, vuole informare e sensibilizzare su questa patologia l’opinione pubblica per aumentare la conoscenza e la consapevolezza sui sintomi, evitare il ritardo diagnostico e indirizzare i pazienti ai Centri di riferimento specializzati.Oggi innovative armi terapeutiche si affacciano sul mercato italiano: tafamidis è disponibile ora in Italia e rimborsato per il trattamento dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina wild type ed ereditaria nei pazienti adulti affetti da cardiomiopatia. Sul sito web http://www.pfizer.it/il-cuore-lo-sa sono disponibili, oltre al video di campagna, le risorse informative sull’amiloidosi cardiaca, come le infografiche e l’opuscolo scaricabile.

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Conferenza stampa su “Il cuore lo sa – AMIloidosi cardiaca: Ascolta, Monitora, Informati”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 novembre 2021

Roma. Martedì 16 novembre alle ore 12.00 Web Press Conference. Una campagna di informazione e sensibilizzazione sull’amiloidosi cardiaca promossa da Pfizer con l’egida della Società Italiana di Cardiologia e la collaborazione di Fondazione italiana per il cuore, fAMY Onlus e Conacuore ODV. Per partecipare è necessario registrarsi a: https://zoom.us/webinar/register/WN_jrchl560QdympBmwEo1LZw

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Quale attenzione stiamo dando davvero al nostro cuore?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

I dati 2020 confermano una contrazione del 72% per la sostituzione valvolare aortica transcatetere, dell’80% per la clip mitralica, del 91% per la chiusura dell’auricola sinistra e del 97% per quella del forame ovale pervio. Questi i risultati della survey condotta dal GISE – Società Italiana di Cardiologia Interventistica sui laboratori emodinamici italiani.Ma non è solo il blocco degli interventi a preoccupare: le liste d’attesa e la paura del Covid non migliorano la situazione.Da una parte con la riduzione delle attività sanitarie ordinarie le liste d’attesa hanno registrato un significativo incremento lasciando indietro esami diagnostici, visite specialistiche e monitoraggio delle condizioni di salute. Dall’altra i livelli molto alti di paura del contagio hanno indotto le persone a non visitare un medico o a non recarsi presso i presidi ospedalieri. Questi ritardi nell’agire hanno aumentato ancor di più il rischio per la salute in termini di inutili perdite di vita, persone con danni irreversibili, condizioni cardiache croniche, oltre che diagnosi mancate, terapie e controlli sospesi e riduzione dell’opportunità di guarigione con conseguente peggioramento della qualità della vita.Come associazione che dà voce ai pazienti italiani con patologie delle valvole cardiache, noi di Cuore Italia, continuiamo il costante impegno per mettere in campo soluzioni concrete a sostegno di una tempestiva diagnosi e accesso ai trattamenti delle malatattie strutturali del cuore. Per questo vogliamo raccontare le storie di successo, di quei pazienti che durante la pandemia superando la paura hanno superato anche le malattie.Proseguiamo il lavoro avviato sin dalla prima fase della pandemia attraverso tre semplici messaggi, da paziente a “potenziale” paziente: Ascoltalo – Informati sui sintomi e i segni delle malattie valvolari cardiache. Ora è il momento di agire, operando su un programma di ripartenza che, attraverso un approccio multidisciplinare, metta al centro le esigenze del paziente, in collaborazione tra i servizi sanitari regionali, in dialogo con il territorio e gli ospedali, le società scientifiche e le istituzioni nazionali per definire possibili soluzioni e percorsi lungimiranti atti a superare l’epidemia nascosta: le malattie strutturali del cuore.

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La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato?

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diagnosi di patologie come il coronavirus, gli attacchi di cuore o il diabete possono presto appartenere al passato? Un nuovo regolamento UE richiede ai produttori di test rapidi e materiali di laboratorio di presentare tutti i prodotti per una nuova approvazione. L’impegno per le aziende medtech è così grande che molte stanno già riducendo il loro portfolio, dice Roland Meißner, CEO di nal von minden GmbH a Moers, Germania. Pertanto, è obbligatorio agire ora – prima che molti diagnostici in vitro scompaiano dal mercato! Roland Meißner risponde alle domande più importanti sul regolamento UE sulla diagnostica in vitro (IVDR) qui di seguito. Domanda. In cosa consistono esattamente i nuovi regolamenti dell’UE? Meißner: I nuovi regolamenti UE si applicano a prodotti come test rapidi, test PCR e test di laboratorio. La diagnostica in-vitro gioca un ruolo importante nelle diagnosi e viene usata quotidianamente negli studi medici e negli ospedali. I nuovi regolamenti UE per la diagnostica in-vitro (IVDR) mirano a migliorare la sicurezza dei prodotti medici nell’interesse dei cittadini. Tutti i prodotti devono essere rivisti secondo criteri più rigorosi ed essere riapprovati. Il fattore scatenante è stato uno scandalo riguardante le protesi mammarie. Come azienda di tecnologia medica, nal von minden è a favore di questi nuovi regolamenti, ma il calendario previsto non può essere rispettato. Domanda.Come si presenta il calendario attuale? Meißner: Tutti i prodotti nel campo della diagnostica in vitro devono essere nuovamente approvati entro maggio 2022. Si tratta di migliaia di prodotti che sono importanti per la diagnosi, per esempio, del diabete, dell’infarto, del cancro e di molte altre patologie. I regolamenti dell’UE non riguardano solo i produttori tedeschi, ma devono essere applicati a tutti i produttori di diagnostica in-vitro i cui prodotti sono sul mercato europeo. Domanda. Perché questo è ora un grande problema? Il maggio 2022 è ancora lontano… Meißner: Questo argomento è urgente ora, perché molti produttori di diagnostica in-vitro devono ridurre radicalmente il loro portfolio di prodotti. Poiché i produttori sono consapevoli che non c’è abbastanza tempo per far approvare di nuovo tutti i loro prodotti, stanno valutando quali prodotti ne valgono davvero la pena. Solo alla nal von minden, abbiamo oltre 100 diversi test rapidi e dispositivi nel nostro portfolio. Non possiamo presentarli tutti entro maggio 2022. Semplicemente non si può fare. Domanda: Perché non si può fare? Meißner: Negli ultimi mesi, molte aziende di tecnologia medica come nal von minden hanno messo tutta la loro energia nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Abbiamo davvero aumentato la produzione per essere in grado di produrre il numero necessario di test rapidi per il coronavirus. Oltre a questo, non ci sono abbastanza cosiddetti “organismi notificati” per assumere il compito di approvare i prodotti in linea con i nuovi regolamenti dell’UE. Purtroppo, al momento ci sono solo 3 Organismi Notificati per tutti i produttori che cercano di vendere i loro prodotti diagnostici in vitro in Europa. Domanda: Solo 3 organismi notificati in tutta Europa? Meißner: Sì, questo è anche a causa del coronavirus. Come risultato della pandemia e delle restrizioni di viaggio connesse, nessun altro Organismo Notificato ha potuto essere approvato finora. Affinché un organismo di controllo possa essere certificato come Organismo Notificato UE, gli ispettori stessi devono venire a vedere tutto sul posto. Naturalmente ha senso assicurare che i criteri di qualità siano soddisfatti. Fino ad oggi, tuttavia, ci sono ancora solo tre Organismi Notificati per tutti i produttori di diagnostica in-vitro in Europa Domanda: Quanto tempo ci vuole per controllare un prodotto? Meißner: Per gli oltre 100 prodotti di nal von minden GmbH che devono essere registrati secondo l’IVDR, nel migliore dei casi sarebbero necessarie 100 settimane. Questo perché ogni Organismo Notificato stima almeno 1 settimana per prodotto, il che significa che non è possibile approvare tutti i prodotti entro maggio 2022. E, come ho già detto, non è una sola azienda a produrre diagnostica in vitro. Domanda: Cosa succederà ai prodotti che non saranno approvati in tempo? Meißner: Secondo i nuovi regolamenti UE per la diagnostica in vitro, i produttori non possono più produrre questi prodotti dopo maggio 2022. Solo i prodotti che sono già stati fabbricati e sono in magazzino possono continuare ad essere venduti fino alla loro data di scadenza. La chiusura di una linea di prodotti che non è stata approvata è quindi prevedibile. Ci saranno carenze di prodotti e alcuni di questi spariranno completamente dal mercato. Domanda: Perché i prodotti spariranno dal mercato? Meißner: Dato che il calendario non può essere rispettato, ogni produttore deciderà quali dei suoi prodotti sono più importanti. Di solito si tratta di prodotti che sono usati più comunemente, perché chiaramente ogni azienda ha bisogno di sopravvivere economicamente e di occuparsi dei propri dipendenti. Si tratta principalmente di prodotti diagnostici per patologie molto comuni. C’è il pericolo che i prodotti per la diagnosi di malattie rare vengano approvati solo dopo un certo periodo di tempo – o addirittura non vengano approvati affatto, perché non è più vantaggioso economicamente per l’azienda. Non bisogna dimenticare che la riapprovazione ora necessaria è anche un’enorme impresa in termini finanziari. Domanda: Sono interessate tutte le aziende in Europa? Meißner: Tutte quelle che producono diagnostica in vitro sono interessate. Più piccola è l’azienda, più presumibilmente sarà difficile. Alcuni produttori dovranno ridurre drasticamente il loro portfolio per sopravvivere economicamente. Per le società più grandi, non sarà affatto un problema. Un’estensione dell’IVDR sarà più importante per le aziende medio-piccole in Germania e in Europa. Domanda.Teoricamente, fino a quando dovrebbe essere esteso l’IVDR? Meißner: Una proroga di un anno sarebbe la cosa migliore. Questo significherebbe che le aziende avrebbero più tempo e che potrebbero essere istituiti più Organismi Notificati. Inoltre, le stesse condizioni dovrebbero essere applicate a tutte le aziende. L’anno scorso – a causa della crisi del coronavirus – il periodo di transizione per i dispositivi medici secondo il MDR (Medical Device Regulation, ad esempio i pacemaker) è stato esteso di un anno.

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La morsa del Covid sul cuore

Posted by fidest press agency su domenica, 13 giugno 2021

La diretta on line sarà mercoledì 16 giugno dalle 11 alle 12 e si potranno rivolgere domande ai relatori. La registrazione è obbligatoria e va effettuata prima dell’inizio dell’evento. 7,5 milioni sono gli italiani alle prese con malattie cardiovascolari, patologie che anche in tempo di Covid-19 continuano ad essere la prima causa di morte nel nostro Paese. La riconversione dei reparti e la paura del contagio hanno portato, a inizio pandemia, al blocco di attività e poi a una forte contrazione. La prevenzione è tornata parola impronunciabile. Ma qual è oggi lo stato dell’arte? Come ripartire recuperando i ritardi accumulati? La Società Italiana di Cardiologia Interventistica risponderà a queste domande nel corso del Thinkheart 2021 virtual edition. Il GISE presenterà i dati di attività 2020 delle 271 emodinamiche sparse su tutto il territorio nazionale, i risultati di una survey somministrata a livello territoriale e la road map “Priorità cardio” per uscire dall’emergenza. Numeri e proposte del GISE per la presa in carico del paziente cardiologico saranno al centro di una conferenza stampa virtuale cui prenderanno parte il Presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica Giuseppe Tarantini, la Responsabile GISE dei dati di attività delle Emodinamiche italiane Tita Castiglioni e il Presidente eletto del GISE Giovanni Esposito.

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“La Mappa del Cuore” di Ateliersi e Lea Melandri in Virtual Reality al MAMbo e live all’Arena Orfeonica

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

Dall’8 al 13 giugno “La Mappa del Cuore di Lea Melandri in VR” arriva al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, per la nuova tappa del tour estivo del nuovo progetto teatrale della compagnia Ateliersi di Bologna diretta da Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi, che dello spettacolo sono ideatori, registi e interpreti. Sarà il Museo a ospitare l’installazione all’interno della quale assistere tramite visore Oculus Quest 2, allo spettacolo che nasce dalla collaborazione con Lea Melandri, figura centrale del femminismo italiano, ispirato a una seguitissima rubrica del cuore tenuta dalla stessa sul settimanale per adolescenti Ragazza In negli anni Ottanta. Paure, desideri, dubbi, speranze affidate a migliaia di lettere che Ateliersi porta in scena conducendo un viaggio emotivo sul filo che lega sentimenti di ieri e oggi: in scena Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi sono accompagnati dalla cantautrice bolognese Cristallo, che interpreta alcuni dei brani iconici di quegli anni, rielaborati dai compositori Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza. Allestito nel Foyer del museo, lo spettacolo, della durata di un’ora e fruibile da uno spettatore per volta, è a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria ( telefonando al 3297788938 dal lunedì al venerdì). Dal 9 all’11 giugno si avrà l’occasione di assistere alla messa in scena dal vivo dello spettacolo, che ha debuttato con successo la scorsa estate a Milano e a Santarcangelo, ma ha dovuto interrompere le repliche per la chiusura dei teatri. Sarà l’Arena Orfeonica a ospitare il live, che evoca le atmosfere anni Ottanta condensate nelle pagine del settimanale, specchio di un’epoca in completa trasformazione. Tra i Duran Duran e Jean-Luc Godard, i consigli dell’endocrinologo e Il diavolo in corpo, Siouxsie, i tarocchi e una giovanissima Meryl Streep, le risposte di Lea Melandri alle lettere indirizzate alla rubrica Inquietudini diedero forma a uno spazio libero di confronto e di apertura a stimoli di carattere psicoanalitico, poetico, letterario, mettendo in relazione le diverse voci e creando così un primo network sociale fra ragazze e ragazzi che dialogano attraverso la rubrica stessa. Anche nel live – nel quale la drammaturgia si incastona nella forma concerto – Menni e Mochi Sismondi saranno accompagnati dalla splendida voce di Francesca Pizzo, in arte Cristallo, e dalle musiche di Mauro Sommavilla e Vincenzo Scorza. I biglietti sono disponibili online sul sito vivaticket.it (€ 10 intero, € 7 ridotto per studenti, possessori di Card Cultura e dipendenti del Comune di Bologna dietro la presentazione del badge/card) o in loco (apertura biglietteria da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo).

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XIX edizione di “Con il Cuore, nel nome di Francesco”

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2021

Martedì 8 giugno 21.25 su Rai1, conduce Carlo Conti, dalla piazza della Basilica Superiore di San Francesco. Saranno Massimo Ranieri e Renato Zero gli straordinari ospiti della XIX edizione di “Con il Cuore, nel nome di Francesco” la maratona di solidarietà dei frati del Sacro Convento di Assisi per i poveri del nostro Paese e i dimenticati del mondo. L’evento condotto da Carlo Conti, in diretta dal sagrato della Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi, andrà in onda martedì 8 giugno alle 21.25 su Rai1 e in simulcast su Rai Radio1. Quest’anno verranno aiutati, tra gli altri, le mense francescane in Italia, le famiglie colpite economicamente dall’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia del Covid-19 e le missioni francescane nel mondo. Per partecipare alla gara benefica basta inviare un sms o chiamare al 45515.Una serata unica che unisce musica, cultura e spiritualità vedrà la partecipazione di testimoni di solidarietà e fraternità civile, medica e religiosa. L’edizione 2021 di Con il Cuore prevede la partecipazione di due ospiti d’eccezione che si esibiranno con i loro brani di maggior successo anche dal vivo con le loro band e che hanno scelto questo consueto appuntamento televisivo dedicato alla solidarietà per aiutare gli ultimi. Ogni anno i frati del Sacro Convento di Assisi organizzano una maratona di beneficenza e chiedono, a tutti gli uomini di buona volontà, un aiuto per le persone più disagiate e bisognose nel mondo.Immersi in un’atmosfera unica Conti, Zero e Ranieri daranno luogo ad uno straordinario evento, una serata unica di musica, racconto e solidarietà. Anche quest’anno “Con il Cuore” andrà in onda in diretta radiofonica su Radio1 con la conduzione affidata a Gian Maurizio Foderaro e a Marcella Sullo. Il programma televisivo andrà in onda in replica domenica 13 giugno alle 17.20 sempre su Rai1. L’iniziativa è promossa dal Sacro Convento di Assisi e dall’Istituto per il Credito Sportivo. Alla sua realizzazione ha contribuito Poste Italiane. La produzione televisiva del programma “Con il Cuore, nel nome di Francesco” è affidata alla Rai con il patrocinio di: Regione Umbria, Provincia di Perugia e Comune di Assisi. Media partner dell’iniziativa Radio Subasio e Tv Sorrisi e Canzoni. Un evento in collaborazione con Rai Radio1.

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Individuato il “cuore pulsante” dell’Etna

Posted by fidest press agency su domenica, 23 Maggio 2021

Un funzionamento simile a quello di un cuore pulsante, con un serbatoio magmatico più profondo che ne alimenta costantemente uno più superficiale, dove i gas pressurizzano dando origine alla raffica di fontane di lava: è il risultato del modello elaborato per l’Etna da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), appena pubblicato sulla rivista scientifica ‘Applied Sciences’. Lo studio, dal titolo “Combining high- and low-rate geodetic data analysis for unveiling rapid magma transfer feeding a sequence of violent summit paroxysms at Etna in late 2015”, si è concentrato su una serie di quattro fontane di lava che hanno interessato il cratere Voragine del vulcano siciliano nel dicembre del 2015. Gli scienziati hanno analizzato le deformazioni del vulcano per risalire alle sorgenti magmatiche delle sequenze delle violente eruzioni, per comprenderne le dinamiche e definire il sistema di alimentazione dell’Etna in grado di produrre un così rapido accumulo e violento rilascio del magma.“La nostra analisi dei dati di deformazione del suolo, ottenuti utilizzando dati ad alta frequenza tilt e GNSS (Global Navigation Satellite System) e immagini satellitari DInSAR (Differential Interferometric Synthetic Aperture Radar), ha riguardato un periodo di 12 giorni comprendente l’intera sequenza eruttiva del dicembre 2015”, spiega Alessandro Bonforte, ricercatore dell’INGV e primo autore dell’articolo. “Tali misurazioni ci hanno permesso di definire le complesse interazioni tra le diverse zone di stoccaggio in cui è stato temporaneamente immagazzinato il magma eruttato con i parossismi”.Lo studio ha consentito di definire le dinamiche e le velocità di trasferimento del magma da una camera magmatica profonda a una più superficiale. Lì il magma, ricco di gas, staziona temporaneamente accumulando pressione.“La sorgente di pressurizzazione profonda fornisce magma ricco di gas a un serbatoio più ‘superficiale’ situato a una profondità di circa 1,5/2 km”, spiega Bonforte. “Quando la pressione del gas supera quella di contenimento delle rocce si verifica l’eruzione violenta sotto forma di parossismo. Questo meccanismo combinato di due livelli di ‘stoccaggio’ del magma a diverse profondità rappresenta, dunque, il possibile ‘motore’ delle sequenze di eventi così rapidi e violenti”.Tali parossismi drenano non soltanto il materiale magmatico accumulato nel serbatoio più superficiale, ma anche parte di quello che staziona nel resto del sistema di alimentazione del vulcano, con tasso eruttivo di oltre 300 metri cubi al secondo. Viceversa, quando la pressione del gas diminuisce, il parossismo si arresta, diciamo che la valvola si chiude, e il serbatoio più profondo (situato a circa 6 km di profondità) inizia nuovamente a ricaricare quello superficiale, così come il flusso sanguigno nel cuore che viene pompato dall’atrio al ventricolo e poi dal ventricolo all’esterno del cuore. Link all’articolo: https://www.mdpi.com/2076-3417/11/10/4630

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Covid-19 e danni al cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Circa il 50% dei pazienti che sono stati ricoverati con Covid-19 grave e che hanno mostrato livelli elevati di troponina presentano danni cardiaci (miocardite, cicatrici o infarto e ischemia) a distanza di almeno un mese dopo la dimissione, secondo uno studio pubblicato sull’European Heart Journal. «Livelli elevati di troponina sono associati a esiti peggiori nei pazienti con Covid-19. I pazienti con forme gravi della malattia spesso hanno problemi cardiaci dovuti a condizioni pre-esistenti, tra cui diabete, aumento della pressione sanguigna e obesità. Durante una grave infezione da Covid-19, tuttavia, il cuore può essere colpito direttamente» spiega Marianna Fontana, dello University College di Londra, Regno Unito, che ha guidato lo studio.I ricercatori hanno valutato 148 pazienti con Covid-19 dimessi fino a giugno 2020 da sei ospedali di Londra. Ai pazienti che avevano livelli anomali di troponina è stata offerta una risonanza magnetica cardiaca dopo la dimissione, e i loro risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di pazienti che non avevano avuto Covid-19, e con 40 volontari sani. Ebbene, nell’89% dei pazienti che avevano avuto Covid-19 la funzione del ventricolo sinistro del cuore era normale, ma in 80 pazienti (54%) erano presenti cicatrici o lesioni al muscolo cardiaco. Le cicatrici e le lesioni tissutali avevano avuto origine da infiammazione in 39 pazienti (26%), da cardiopatia ischemica in 32 pazienti (22%) o da entrambi in nove pazienti (6%), e 12 pazienti (8%) sembravano avere un’infiammazione cardiaca in corso. «Questi risultati ci danno due opportunità. In primo luogo, potremo trovare modi per prevenire la lesione, dato che abbiamo visto che la coagulazione del sangue potrebbe avere un ruolo nella sua formazione. In secondo luogo, potremo identificare soggetti che trarrebbero beneficio da specifici trattamenti farmacologici di supporto per proteggere la funzione cardiaca nel tempo» afferma Fontana. Gli esperti sottolineano che i risultati dello studio sono limitati dalla natura della selezione dei pazienti, dato che includevano solo quelli sopravvissuti a un’infezione da coronavirus che avesse richiesto il ricovero ospedaliero, e sostengono che saranno necessari ulteriori approfondimenti con scansioni di risonanza magnetica. (Fonte cardiologia33)

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I ritmi del tuo cuore

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2021

Mercoledì 3 marzo 2021, ore 18.00 L’evento è gratuito e si svolgerà esclusivamente on line. Attraverso l’iscrizione riceverete un link per partecipare all’evento. il battito cardiaco può diventare irregolare o molto veloce (tachicardia). Ma quali tipi di aritmie esistono? E le fibrillazioni atriali? Quali sono i sintomi e le cause? Di questo e molto altro parleremo insieme agli esperti di Auxologico durante un evento on line. Ci spiegheranno anche quali sono i fattori di rischio e chi sono i soggetti più a rischio. Quali possono essere le conseguenze e se è possibile la prevenzione. E poi, cosa succede al ritmo del cuore la notte, durante il sonno? Affronteremo anche il tema della corretta diagnosi e delle cure. L’evento è organizzato in collaborazione con Ente Mutuo Regionale. modera il Prof. Gianfranco Parati, Direttore Scientifico di IRCCS Istituto Auxologico Italiano e Direttore del Dipartimento Cardio-Neuro-Metabolico di Auxologico San Luca. Intervengono: Dott. Luca Sala, cardiologo, Auxologico San Luca. Dott.ssa Valeria Rella, cardiologa, Auxologico San Luca. Prof.ssa Lia Crotti, Responsabile del Centro Cardiomiopatie di Auxologico San Luca. Prof.ssa Carolina Lombardi, Responsabile del Centro sonno di Auxologico in Lombardia. http://www.auxologico.it

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Trigliceridi e i pericoli per il cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2020

Lievi innalzamenti dei trigliceridi, già a partire dai 150 milligrammi per decilitro (mg/dl), aumentano il rischio di sviluppare eventi aterosclerotici e mortalità per tutte le cause, anche in una popolazione a lieve-moderato rischio cardiovascolare. Sono questi i risultati di TG-real, studio epidemiologico mondiale sui trigliceridi recentemente pubblicato sul Journal of American Heart Association (JAHA), e realizzato con il contributo non condizionato di Alfasigma. I risultati dello studio suggeriscono che è fondamentale tenere sotto controllo questi livelli e che, adottare uno stile di vite sano, seguendo un’appropriata alimentazione e svolgendo un’adeguata attività fisica, riduce questo rischio. Quando le misure adottate non sono sufficienti e diventa necessario assumere farmaci, sono oggi disponibili i fibrati e gli acidi grassi omega-3.I risultati – Lo studio TG-real ha evidenziato per la prima volta la correlazione tra alti livelli di TG ed eventi aterosclerotici e mortalità per tutte le cause. Una correlazione che non era mai sinora stata indagata a sufficienza in pazienti a basso rischio cardiovascolare. Dallo studio è infatti emerso che valori di trigliceridemia superiore a 150 mg/dl fino a 500 mg/dl aumentano di circa due volte la probabilità di andare incontro alle malattie ischemiche legate alla aterosclerosi come l’infarto acuto del miocardio, l’angina di petto e di circa 3 volte la probabilità di morire per tutte le cause. Per evitare l’innalzamento dei trigliceridi, occorre evitare l’aumento di peso e l’assunzione di una quantità di calorie maggiore di quelle necessarie, un rischio ancora più probabile durante le feste natalizie soprattutto se si è già sovrappeso o si soffre di malattie metaboliche come il diabete. “Di fronte a un eccesso di peso si deve decidere: o si interviene sul fronte delle entrate, riducendo la quantità di cibo – continua Arca – oppure si aumenta il dispendio energetico, incrementando il proprio livello di attività fisica. Il tutto sempre in modo graduale e controllato. Se tutto questo non è sufficiente ed è necessario usare farmaci, al momento quelli disponibili sono i fibrati e gli acidi grassi omega-3”. (fonte: Adnkronos Comunicazione Raffaella Marino)

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Covid e cuore: Un marcatore del rischio morte

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Su un campione di 2068 pazienti ricoverati all’ospedale Tongji di Wuhan nel febbraio-marzo 2020 di un’età media di 63 anni, costituito da circa la metà da donne, il 23% dei pazienti erano stati ricoverati in gravi condizioni cliniche, infatti avevano necessità di cure in terapia intensiva. All’ingresso, di questi il 30% aveva evidenza di un’elevazione della troponina T. La troponina T è un biomarcatore di danno cardiaco usato in particolare per identificare i pazienti con infarto miocardico acuto, ma che si è rilevato un potente marcatore di prognosi nei pazienti ricoverati per COVID-19. Infatti, il 77% dei pazienti che non aveva avuto necessità di terapia intensiva durante il ricovero, all’ingresso avevano un’elevazione della troponina T solo nel 2%. A rimarcare il forte potere prognostico della troponina T si è osservato che nei pazienti critici, che purtroppo moriva durante il ricovero rispetto a chi sopravviveva, si è osservato che chi moriva aveva un’elevazione della troponina T nel 45% dei casi mentre in chi sopravviveva nel 21% dei casi, altro dato altamente significativo. Questo marcatore di danno cardiaco si è visto che entro 3 giorni dall’avvio delle cure nei pazienti che venivano ricoverati in terapia intensiva era aumentato nel 68% dei pazienti che sarebbero poi morti e nel 49% di quelli che sarebbero sopravvissuti. Il vero spartiacque però era costituito da dopo i primi 3 giorni di ricovero, dove si osservava che in chi sarebbe morto la troponina era aumentata ancora nel 69% dei pazienti contro il dato in netta discesa al 30% di chi sarebbe sopravvissuto. Quantitativamente la mediana del valore di concentrazione nel sangue della troponina T era 117 pg/mL in chi moriva rispetto a 13 pg/mL in chi sopravviveva tra la quarta e la settima giornata di ricovero in terapia intensiva. Interessante notare che i pazienti che non sono mai entrati in terapia intensiva perché in discrete condizioni cliniche, nonostante la presenza di una polmonite COVID-19, anche durante il ricovero mantenevano in genere valori bassi, con una mediana di valore di concentrazione massimo registrato tra 1 e 3 giorni dal ricovero pari a 6 pg/mL. Altri dati emersi da questo studio sono stati che la troponina correlava con un importante marcatore di infiammazione come l’interleuchina 6, target del farmaco tocilizumab, spesso usato in questi pazienti nella prima fase epidemica del SARS-COV-2. Sulla base dello studio dell’andamento di marcatori di danno cardiaco durante il ricovero e quelli dell’attivazione del sistema immunitario/infiammatorio si ipotizza che il danno cardiaco che porti al rilascio della troponina T sia legato a una cosiddetta cardiotossicità nonspecifica mediata dagli alti livelli circolanti di questi fattori dell’infiammazione chiamati citochine. Altro dato di rilievo è stato osservare come l’elevazione della troponina T nei pazienti ricoverati in terapia intensiva si sia associato ad un maggior rischio di aritmie e di arresti cardiaci durante il ricovero. “Questi dati sono in linea con le prime pubblicazioni apparse sulla rivista JAMA Cardiology a marzo 2020, ma forniscono degli ulteriori dati, di rilevanza della troponina durante tutto il ricovero dei pazienti con COVID-19. In particolare, consente di identificare quei pazienti che verosimilmente non stanno rispondendo alle cure come dovrebbero, perché la troponina T rimane alta.” Quindi questa è la principale novità di questo lavoro. Inoltre, il dato è rafforzato dal fatto che sia stato dimostrato in un così ampio campione di pazienti. Va sottolineato che dall’inizio dei sintomi da COVID-19, che spesso era la febbre, e l’ospedalizzazione erano trascorse circa 2 settimane nella maggior parte dei pazienti studiati. Pertanto, ricorda il dottor Ammirati, che “La troponina T non è un test utile da eseguire subito dopo un contatto con un portatore o un paziente infetto con SARS-COV-2, il virus che causa la malattia COVID-19, ma ha senso eseguirlo nei pazienti che sviluppano la polmonite. Potrebbe ad esempio costituire un fattore che può determinare se decidere di ricoverare un paziente oppure no, oltre ad altri noti fattori come i livelli di ossigenazione del sangue, l’età avanzata, il sesso maschile o la presenza di multiple copatologie.” Va ricordato che la validità del marcatore è stata confermata anche correggendo altre variabili di rischio, per cui il suo potere di identificare i pazienti a maggior rischio è da ritenere addizionale rispetto agli altri noti fattori di rischio.

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Attacco al cuore dell’Europa: la crisi della rule of law: il caso Polonia

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

La sentenza della Corte Costituzionale polacca del 22 ottobre scorso ha dichiarato incostituzionale l’aborto anche nei casi di gravi malformazioni o malattie del feto eliminando, di fatto, qualsiasi possibilità di interrompere la gravidanza legalmente. Questa sentenza è ancor più incomprensibile se si considera che la legge sull’aborto polacca era tra le più restrittive di Europa già prima dell’intervento a gamba tesa dei giudici.Per capire la logica di questo provvedimento, occorre contestualizzarlo e leggerlo all’interno del più ampio piano di “restaurazione” della giustizia che il governo polacco di Kaczynski – leader del partito di Diritto e giustizia (Pis), ultraconservatore e cattolico – sta scientemente e irrefrenabilmente portando avanti fin dal 2015. Piano che mira a ridurre l’indipendenza dei giudici nei confronti della Politica con evidente violazione del principio europeo della rule of law * (in italiano, grossomodo, lo Stato di diritto). Da qualche anno, i governi di alcuni Stati membri – tra cui Polonia e Ungheria – hanno messo in atto politiche che minano le fondamenta dell’Unione Europea, sfruttando proprio il fatto che l’organizzazione della giustizia nell’ordinamento statale non rientri tra le competenze dell’Ue. Individuato il pertugio (la difficoltà dell’Unione per un controllo effettivo ed efficacie sulle violazioni “interne” dei principi fondati) meglio si spiegano le modifiche della legislazione nazionale (peggio ancora se costituzionale), intraprese dal governo polacco negli ultimi 5 anni. Soffermiamoci sul caso Polonia per mettere in luce il meccanismo del governo polacco che, forte della sostanziale inefficacia dei rimedi previsti dal legislatore europeo per fronteggiare la crisi della rule of law, procede la sua corsa verso il Potere superando, da destra e da sinistra, i limiti fissati dall’Unione per la codificazione dei propri valori fondanti, come disciplinati all’art. 2 TUE. In seguito, denunciando il gravissimo rischio sovversivo cui soggiace l’Unione a causa dell’alta contagiosità del meccanismo di violazione della rule of law, interroghiamoci sulla sussistenza di un possibile cortocircuito del sistema di tenuta europeo, intravvedendo la soluzione nel riprendere e completare il percorso degli Stati Uniti d’Europa. L’episodio che ha trasformato la Polonia da osservata speciale ad indagata nel procedimento per la violazione di uno dei valori fondanti l’Unione di cui all’art. 7 TUE, è avvenuto nel dicembre del 2017 quando il governo polacco approvava una legge sull’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici della Corte Suprema a seguito della quale ben 27 dei 72 giudici allora in carica, tra cui il Presidente, venivano collocati in pensione. Secondo questa legge i magistrati potevano sì richiedere una proroga triennale del proprio incarico, ma attraverso uno specifico quanto discutibile meccanismo che ne subordinava l’accoglimento ad una valutazione fortemente discrezionale ed inappellabile da parte del Presidente della Repubblica. Per capirne il significato sovversivo, basti pensare che a fronte di 12 magistrati che allora presentarono istanza di proroga, solo 5 ne videro l’accoglimento. In concreto, la Polonia – approvando ed applicando la legge sull’abbassamento dell’età pensionabile dei giudici e le norme che determinano in modo poco chiaro e discrezionale le modalità di congedo dei giudici (si pensi al meccanismo di proroga) – avrebbe violato il suddetto principio. E’ dunque verosimile e condivisibile il ragionamento della Corte di giustizia quando intravvede in queste modifiche della legislazione nazionale un intervento politico volto a “falsare” l’effettività del sistema giurisdizionale, facendo sì che la magistratura perda la sua caratteristica essenziale di indipendenza; caratteristica che, guarda caso, dovrebbe essere garantita propri dall’inamovibilità dei giudici e dalla netta separazione dei poteri che assicurano un controllo giurisdizionale effettivo. Al di là, dunque, della prevedibile sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia ai danni della Polonia – che, in questo tipo di procedimento, può consistere in una cospicua sanzione pecuniaria – non v’è dubbio che le modifiche della legislazione polacca così come sopra descritte, hanno prodotto l’effetto di ingenerare nei magistrati il timore di una rimozione anticipata o di una mancata proroga, finendo così per condizionarne l’operato, in piena violazione del principio della rule of law.Gli odierni giudici della Suprema Corte si muovono evidentemente all’interno di un ambito condizionato e controllato dalla Politica con l’inevitabile conseguenza di aver perso, altresì, la libertà di deliberare in maniera difforme dalla volontà politica. Appare evidente, infatti, come nel dichiarare incostituzionale l’aborto anche nei casi di gravi malformazioni o malattie del feto, gli odierni giudici abbiano in sostanza perseguito un obiettivo politico (escludere l’aborto dalla liceità) senza dover passare per il Parlamento. Queste sono minacce che arrivano dal ventre molle dell’Unione e che mostrano chiaramente il rischio sovversivo insito nel disprezzo dello Stato di diritto e del principio della separazione dei poteri che, da anni, è motivo di scontro tra governi nazionalisti e conservatori dell’Europa. E’ nostra ferma convinzione che la sola strada percorribile per evitare l’implosione dell’odierna Unione Europea a causa dell’azione sovversiva di taluni Stati membri, nonché dell’azione attrattiva di altri Stati terzi, debba andare verso la costituzione effettiva degli Stati Uniti d’Europa. Angela Furlan, legale, presidente Super Minus onlus, consulente Aduc in abstract.

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Cuore e Covid: dai cardiologi interventisti allarme sugli anziani con patologie valvolari

Posted by fidest press agency su sabato, 31 ottobre 2020

Blocco dei ricoveri programmati, differimento degli interventi in elezione, allungamento delle liste d’attesa, saturazione delle terapie intensive, riconversione dei reparti e anche, di nuovo, la paura del contagio in ospedale. Questo lo scenario che con la seconda ondata di Covid-19 mette a rischio la vita di un milione di italiani over 65, affetti da patologie strutturali dovute al deterioramento delle valvole cardiache. La denuncia arriva dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica che nel 41° Congresso Nazionale (edizione virtuale da oggi fino al 30 ottobre), presenta il suo Manifesto per la tutela del paziente cardiovascolare. “Lanciamo quattro proposte concrete volte a garantire un adeguato e tempestivo accesso alle cure per le persone cardiopatiche in era Covid-19 e per ridurne i tempi di ospedalizzazione – annuncia il Presidente del GISE Giuseppe Tarantini -. Ripartiamo da un Piano Nazionale Cardiologico che favorisca una visione complessiva, pragmatica e prospettica per assicurare una gestione tempestiva e appropriata delle patologie coronariche e strutturali cardiache, sempre più priorità di politica sanitaria. Mettiamo in campo un modello organizzativo organico in grado di affrontare la situazione conseguente all’emergenza: investire per riportare alla normalità i tempi delle liste d’attesa, potenziando la struttura dei reparti e rivedendo le modalità di accesso alle strutture sanitarie, con percorsi dedicati ai pazienti cardiopatici. Destiniamo risorse alla tecnologia e all’innovazione, sfruttando in maniera appropriata le opzioni diagnostico-terapeutiche non invasive oggi disponibili, riportando a casa un paziente più sano e in tempi più brevi. Infine impegniamoci per un accesso equo alle tecnologie/terapie più avanzate per tutti i pazienti che potrebbero trarne beneficio, dando vita a un Fondo per l’Innovazione tecnologica (in analogia con quanto fatto per i farmaci innovativi) che ne sostenga l’adozione nella pratica clinica e riduca le disomogeneità di accesso tuttora esistenti”. “Una nostra survey su 130 Emodinamiche italiane che svolgono procedure di interventistica strutturale – riferisce Tarantini – confermava a metà ottobre una ripresa delle attività comunque sotto il 50% rispetto al periodo di pre-lockdown. Anche sul fronte delle angioplastiche nei mesi della “ripartenza” dopo la prima ondata di Covid-19 rispetto al periodo “pre-Covid” c’è stata un’analoga contrazione, tra il 50 e 75% per il 40% dei centri. Le barriere che hanno impedito la ripresa delle attività sono, per il 45% dei centri, organizzative (disponibilità di posti letto e del personale), per circa il 30% legate alla gestione delle liste di attesa, il 35% ha evidenziato anche un minore flusso di pazienti derivante da restrittive indicazioni di accesso in ospedale, infine circa il 30% ha segnalato la paura di un contagio ospedaliero da parte dei malati. Una ripresa dunque, già fortemente parziale rispetto alla normale routine, ma oggi comunque bruciata dalla saturazione di molte terapie intensive, dalla conseguente riconversione dei reparti e dai nuovi più recenti provvedimenti di blocco dei ricoveri. Tutto questo con effetti potenzialmente disastrosi su un segmento di una popolazione tanto considerevole quanto fragile. Ricordiamo infatti che tra chi ha più di 75 anni sono 200.000 le persone colpite da stenosi aortica e circa 600.000 quelle alle prese con insufficienza della valvola mitrale”. “I pazienti con malattie cardiache pregresse – spiega il Presidente eletto del GISE Giovanni Esposito – nel caso di infezione da Covid-19 sono esposti ad un maggior rischio di complicanze cardiovascolari e di ricovero in terapia intensiva, e a una probabilità di decesso più che doppia (da 2 a 4 volte maggiore) rispetto a chi non ha problemi di cuore. Tra le co-morbidità riscontrate nei pazienti morti in Europa per Covid-19, le malattie cardiovascolari risultano al primo posto. Parliamo di patologie che portano a una riduzione marcata dell’aspettativa di vita, spesso a una disabilità anche con perdita dell’autosufficienza. Senza trattamento, circa la metà dei pazienti con stenosi valvolare aortica severa sintomatica muore entro 2 anni dalla diagnosi. I pazienti affetti da rigurgito mitralico severo, se non trattato, vanno incontro ad un rischio di mortalità del 57% a un anno. Le procedure percutanee che sostituiscono o riparano con tecniche mini-invasive le valvole cardiache danneggiate in tempo di Covid-19 sono pertanto strategiche: non solo impattano positivamente sulla mortalità e la morbilità, ma rispetto agli interventi che richiedono intubazione ed ecocardiografia trans-esofagea, presentano un rischio minore di infezione da Covid-19 per il paziente e per gli operatori, riducono i tempi di ospedalizzazione e il rischio di complicanze, migliorano considerevolmente la qualità della vita del paziente. Per tali ragioni è fondamentale che i centri di Emodinamica siano messi in grado di erogare queste prestazioni in maniera continuativa”. “In questa seconda ondata di Covid-19 – dichiara il Segretario Generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso – stiamo ricevendo moltissime segnalazioni relative ai timori di blocco delle prestazioni in ambito cardiologico. Dobbiamo intervenire con tempestività e appropriatezza su tutto il processo, in fase di prevenzione, diagnosi e cura. Solo così potremo trattare la maggior parte delle patologie cardiovascolari cambiandone il decorso naturale e ripristinando la naturale aspettativa di vita delle persone. Pertanto affianchiamo con forza la Società Italiana di Cardiologia Interventistica per chiedere alle istituzioni sanitarie regionali, ai direttori generali di aziende sanitarie e ospedali, di individuare le strategie prioritarie e urgenti per abbattere le barriere che si ripresenteranno drammaticamente nei prossimi mesi. Investiamo nelle procedure salvavita, per evitare ai pazienti con patologie cardiovascolari di trascorrere più del necessario nelle rianimazioni e di dover dedicarsi a lungo alla riabilitazione. Contribuiamo anche così alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, già provata da questa epidemia”.

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I polmoni ed il cuore non sono gli unici organi bersaglio del COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 ottobre 2020

Lo dimostra uno studio appena pubblicato da The Journal of Infectious Diseases ed al quale hanno collaborato l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di malattie infettive dello University College di Londra. Lo studio è stato ritenuto di grande importanza, tanto da ottenere l’immagine di copertina del numero del giornale.La ricerca ha analizzato gli esiti delle autopsie condotte su 22 pazienti deceduti a causa del COVID-19. La causa di morte è stata per tutti l’insufficienza cardio-respiratoria, causata principalmente da danno polmonare acuto, danno microvascolare o trombosi; tuttavia l’analisi dei campioni prelevati durante le autopsie ha evidenziato importanti alterazioni, oltre che di polmoni e cuore, anche a carico di fegato, reni, milza e midollo osseo.Diciotto dei pazienti sottoposti ad esame post-mortem, di età mediana pari a 76 anni (minima 27, massima 92) presentavano una o più comorbilità, come ipertensione, patologie cardiache, diabete, tumore, malattie respiratorie o renali; i rimanenti quattro pazienti, di età mediana pari a 48 anni e mezzo (minima 35, massima 65) non presentavano invece alcuna malattia sottostante.Dall’autopsia e dai successivi esami microscopici dei campioni sono emerse numerose alterazioni a carico degli organi analizzati.I polmoni di tutti i pazienti si presentavano aumentati di volume, edematosi e congestionati, con ispessimento pleurico diffuso e versamento pleurico. Nei campioni polmonari è stata inoltre dimostrata una significativa sovraregolazione del recettore delle citochine CXCR3, il che porta ad individuare proprio in questa citochina un potenziale bersaglio terapeutico per i futuri trattamenti.L’analisi condotta sul cuore dei pazienti ha evidenziato un incremento delle dimensioni e del peso, ipertrofia e dilatazione degli atri e dei ventricoli, sia destri che sinistri. La letteratura scientifica disponibile ha evidenziato che i problemi cardiaci pre-esistenti sono un fattore di rischio per i pazienti COVID-19, ma la ricerca ha evidenziato nei quattro pazienti senza fattori di rischio pre-esistenti una accentuata pericardite e infiltrazioni di cellule infiammatorie, indicando che la malattia può compromettere la funzione cardiaca anche nei soggetti sani.Circa il 30% dei pazienti esaminati ha evidenziato lesioni ai reni, in prevalenza tra i pazienti con comorbilità. Lo stesso fenomeno è stato osservato nell’analisi del fegato: anche in questo caso i pazienti che avevano fattori di rischio pre-esistenti hanno evidenziato lesioni epatiche più pronunciate. Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per verificare se le lesioni renali ed epatiche siano effetto diretto dell’azione del virus, oppure dell’eccessiva e anormale risposta infiammatoria innescata dal sistema immunitario.L’analisi della milza ha evidenziato in tutti i pazienti una riduzione del volume e delle dimensioni, mentre l’analisi al microscopio del midollo osseo ha evidenziato, in particolare nei pazienti con comorbilità, una prevalenza del midollo giallo ricco di adipociti sul midollo rosso ematopoietico.In conclusione, quello delle autopsie dei deceduti per COVID-19 è un campo di ricerca sinora poco frequentato sia per l’emergenza vissuta negli ospedali di tutto il mondo che per le oggettive difficoltà di operare in sicurezza gli esami post-mortem su pazienti altamente contagiosi; certamente però dalle autopsie può venire un contributo decisivo nel capire meglio i tanti e ancora poco conosciuti meccanismi dell’interazione tra il SARS-CoV-2 e l’ospite umano. È opportuno quindi che, soprattutto in una fase nella quale le strutture ospedaliere non sono più sotto pressione come nei mesi peggiori della pandemia, venga data la priorità a studi autoptici completi su tutto il corpo, cercando di segmentare le analisi per provenienza geografica, età, gruppi etnici, comorbilità. Laura Falasca, Roberta Nardacci, Daniele Colombo, Eleonora Lalle, Antonino Di Caro, Emanuele Nicastri, Andrea Antinori, Nicola Petrosillo, Luisa Marchioni, Gianluigi Biava, Gianpiero D’Offizi, Fabrizio Palmieri, Delia Goletti, Alimuddin Zumla, Giuseppe Ippolito, Mauro Piacentini, Franca Del Nonno, on behalf of COVID 19 INMI Study Group, Post-Mortem Findings in Italian Patients with COVID-19 – a Descriptive Full Autopsy Study of cases with and without co-morbidities, The Journal of Infectious Diseases, https://doi.org/10.1093/infdis/jiaa578 Salvatore Curiale Science communicator

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Qualità dei trapianti di cuore in Italia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

Secondo i dati CNT sulla Qualità dei trapianti di cuore in Italia, malgrado il Covid 19, il Cardiocenter dell’Ospedale Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis, è primo per numero di trapianti cardiaci, con una sopravvivenza dell’83.6% a 1 anno (media nazionale 81.5), e del 79.3% a 5 anni (media nazionale 72.8). Inoltre, la sopravvivenza dei pazienti a un anno ponderata in base alla casistica media nazionale é la più alta tra tutti i Centri italiani (86.9%, dato nazionale 82.7%). Il Cardiocenter mostra anche il miglior bilancio in termini quali-quantitativi tra tutti i Centri attivi nel nostro paese. Questi dati dimostrano la qualità del programma di trapianto di cuore dell’Ospedale metropolitano, che si conferma e si mantiene nel tempo, grazie all’impegno costante e sinergico di tutto il Dipartimento Cardiotoracovascolare De Gasperis, e in primo luogo della Cardiochirurgia, del 3° Servizio di Anestesia e Rianimazione, e della Cardiologia 2, a conferma dell’importanza del back-up di un grande ospedale multispecialistico, impegnato a diversi livelli nel procurement e nel trapianto, e della competenza e la motivazione di tutto il personale coinvolto. «Una grande soddisfazione, che premia la professionalità profusa da tutto il Cardiocenter e la passione con cui la società civile lo sostiene» è il commento del presidente della fondazione De Gasperis, Benito Benedini.

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