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Posts Tagged ‘cyberbullismo’

Cyberbullismo: è Instagram il social network più colpito

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

Milano. È Instagram il social network più colpito dal fenomeno del Cyberbullismo. A confermarlo i dati del Centro Studi di ReputationUP, società specializzata nella gestione della reputazione online,Il cyberbullismo è un fenomeno che negli ultimi 15 anni è drammaticamente cresciuto, come dimostrano anche i dati delle ricerche effettuate su Google per l’argomento “Cyberbullismo”.Per elaborare i dati sul Cyberbullismo, il Centro Studi di ReputationUP ha utilizzato un software proprietario di Intelligenza Artificiale che monitora la rete in base a determinati hashtag o parole chiavi.Oltre al monitoraggio, e quindi al numero di menzioni, il software di ReputationUP (reputationup.com/it) è anche in grado di calcolare il sentimento (positivo, negativo e neutrale) e le emozioni (gioia, sorpresa, tristezza, rabbia, disgusto, paura) di tutte le interazioni che avvengono intorno alla parola chiave o hashtag.Il Centro Studi ha poi confrontato i dati da loro ottenuticon quelli dell’Istat, del Miur e del Ministero della Famiglia, per ricavarne un’analisi quanto più accurata, specifica e attendibile possibile.Dal monitoraggio di ReputationUp si evince che Instagram è il social più afflitto dagli episodi di cyberbullismo, con il 42% dei casi, a seguire Facebook con il 37% dei casi, Snapchat con il 31%, Whatsapp con il 12%, Youtube con i 10% e infine Twitter con il 9% degli episodi di bullismo online.
Le conseguenze del Cyberbullismo sulle vittime sono devastanti, come evidenziato dalla approfondita ricerca di ReputationUP.Il bullismo via internet provoca enorme ansia sociale nel 41% dei casi studiati, fenomeni depressivi nel 37% dei casi, pensieri suicidi nel 26% dei casi, poi l’autolesionismo al 25%, stop dell’utilizzo dei social nel 24% degli episodi interessati. Infine il bullismo via internet provoca assenze scolastiche nel 20% delle volte, disturbi alimentari nel 14% dei casi e abuso di alcol e droghe nel 9% dei casi.

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Cyberbullismo

Posted by fidest press agency su martedì, 13 settembre 2016

montecitorio“Inizia alla Camera il dibattito sul disegno di legge sulle Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo: tutto sommato è un buon disegno di legge che potrà migliorare ulteriormente se verranno accolti alcuni emendamenti che ne semplificano la struttura e accentuano gli aspetti della prevenzione e della formazione nei confronti di tutti i protagonisti: genitori, docenti e studenti… Ma formazione e prevenzione non possono essere ancorate solo all’aspetto centrale del rispetto della persona, della solidarietà tra coetanei, e della continua scoperta di quel particolare valore che è l’accoglienza della fragilità e la valorizzazione della diversità. C’è qualcosa di più che va fatto in questo caso: occorre sollecitare i giovani a rendersi conto dell’enorme potere della tecnologia, soprattutto delle nuove tecnologie informatiche. Un potere che amplifica a dismisura quel che si dice, connotando in modo del tutto particolare quel che si dice. Lavorare con i giovani alla prevenzione significa far capire in profondità teorie e tecniche della comunicazione e quindi portare la formazione ad un livello molto più alto di quanto non possa far prevedere il semplice consiglio o l’ammonizione nella stanza del preside”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Lavorare sulla potenza mediatica di mezzi come le chat, twitter, facebook, instagram, ecc. può diventare una modalità di formazione-informazione che rinnova la scuola più di quanto non si preveda in un primo momento. Ma per farlo occorre che genitori e docenti si mettano in discussione – prosegue Binetti -, cerchino modalità concrete per mostrare cosa accade quando i confini tra mondo virtuale e mondo reale si assottigliano. Il rischio è che siano figli e alunni ad insegnare loro come si usano questi mezzi e che effetti possano avere. Per questo l’aggiornamento tecnologico non è estraneo alla riscoperta di un codice di valori etici da declinare anche quando si lavora sul web. Ma può aiutarli anche a capire come siano gonfiati certi sondaggi che avvengono solo via web; rendersi conto della sostanziale fragilità dei dati che il web molto spesso offre, dovrebbe aiutarli a recuperare non solo senso critico ma anche un sano realismo. Questa è la sfida che una scuola moderna deve poter affrontare per sviluppare la sua dimensione tecno-scientifica, senza però rinunciare alla nostra tradizione umanistica. Oggi per mettere la persona al centro – conclude Binetti – bisogna saper maneggiare tutte le tecnologie disponibili”.

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Il cyberbullismo è un ambito quasi elettivo del narcisismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

roma eurRoma 28 e 29 maggio proprio sulla ‘Psicologia del narcisismo nel racconto di Pinocchio’, si tiene un seminario presso la sede della Scuola di specializzazione in psicoterapia psicodinamica dell’età evolutiva dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), in via Alessandria 128 b dalle 9 alle 18.“Il cyberbullismo forse ci offre l’occasione per mettere in evidenza un aspetto che è abbastanza tipico del narcisismo: coloro che lo praticano solo apparentemente sono si tratta di figure potenti. Ricordiamo che la magnificenza del narcisismo viene definita dalla letteratura corrente come ‘sé grandioso’- ricorda l’esperto- la terminologia junghiana la chiama ‘ipertrofia della Persona’. In ogni caso, qualunque linguaggio si voglia adottare, deve essere chiaro che dietro l’ipertrofia del sé grandioso c’è una fragilità dell’Io, una vacazione spesso totale. A fronte di una persona imponente c’è un Io impotente”. È questo dunque il ritratto del cyberbullismo: “Un’identità artificiosamente dilatata nelle identità virtuali della Rete, che cela un’impotenza reale della soggettività dell’individuo. È una costruzione fittizia di potenza che consente di vivere in maniera apparentemente meno tragica la dimensione tragica dell’impotenza”.
Se pensiamo all’aggressività, “ci sono situazioni in cui accentrare l’energia su di sé rende più facile l’espressione emotiva e ostile nei confronti degli altri, e addirittura nei confronti di se stessi. Non dimentichiamo che il Narciso del mito muore, in senso lato, suicida. Muore- chiosa lo studioso- di questo suo arroccamento narcisista”.
Il seminario romano avrà “l’obiettivo di familiarizzare con la realtà non solo clinica del narcisismo, ma anche esistenziale”. Dalla valenza individuativa alla ‘nevrosi della collettività’? “Basta guardarsi intorno- continua lo psicoanalista- per trovare molteplici esempi di comportamenti narcisistici. Accade sempre più spesso che le persone si fermino allo Stop per parlare al telefono. Io vivo in una città che per le sue antiche origini non ha marciapiedi, eppure la pratica di parcheggiare le macchine in modo che nemmeno un passeggino possa passare nello spazio tra la macchina e il muro è così diffusa, che nemmeno ci facciamo più caso. Questi comportamenti retti sulla narcisistica priorità di sè, costringono ogni handicappato che giri su sedia a rotelle, ogni anziano accompagnato da badante e ogni madre con un bambino molto piccolo a lanciarsi al centro della strada semplicemente perché era narcisisticamente comodo parcheggiare in quel modo.
Freud direbbe che oggi il narcisismo impronta una forma di patologia così spalmata da essere diventata invisibile; viviamo un accentramento totale dell’energia psichica sul me stesso e una considerazione nulla dell’altro. Per questo conclude Widmann- nella due giorni di fine maggio mi riprometto di delineare anche i fondamentali della patologia narcisistica, di quello che il DSM chiama Disturbo Narcisistico di Personalità”.

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Cyberbullismo, Age lancia in Italia l’app Deletecyberbullying

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2015

CyberbullismoRealizzata dalla Coface, la Confederazione delle organizzazioni familiari nell’Unione europea a cui l’Associazione italiana genitori (Age) aderisce, con il sostegno finanziario del programma europeo Daphne, l’applicazione per tablet e smartphone Android è gratuita e può essere scaricata direttamente sul su Google Play https://play.google.com/store/apps/details?id=com.daphne.deletecyberbullying e nei prossimi giorni anche sul sito dell’Age http://www.age.it. Presto l’applicazione sarà disponibile anche per iOS. Un quiz interattivo verifica la conoscenza che ragazzi, genitori e insegnanti hanno del cyberbullismo e di internet, rispondendo in questo modo alle loro domande sul fenomeno, con la possibilità di condividere il proprio punteggio su Facebook. L’applicazione, inoltre, consente agli adolescenti un quiz di auto-diagnosi di che reindirizza le vittime di cyberbullismo alla helpline di assistenza, dove possono contattare direttamente esperti per una consulenza specifica. Infine, un pulsante visualizza in tempo reale le informazioni necessarie per accedere per accedere all’assistenza diretta.La app “Deletecyberbullying” include anche un video in inglese di sensibilizzazione sul cyberbullismo, consultabile anche su YouTube in 12 diverse lingue. Un sondaggio che aiuta i docenti a comprendere meglio le loro aspettative e la loro esperienza con episodi atti di cyberbullismo, mentre un manuale dell’insegnante fornisce loro materiale didattico per lezioni sul fenomeno. Una sezione dedicata alle informazioni sul progetto e sull’applicazione.“Secondo su sondaggio condotto da BeatBullying per la campagna Deletecyberbullying su oltre 2.000 ragazzi e adulti in tutta Europa – spiega Fabrizio Azzolini, presidente dell’Age – 1 bambino europeo su 5 è vittima di bullismo.Di questi più della metà, il 55%, cade in depressione, oltre un terzo (35%) dichiara di aver danneggiato se stesso, il 35%, o di aver pensato al suicidio, il 38%. E, come genitori, ci preoccupa anche il dato sul 34% degli adulti che ritiene il bullismo ‘una parte normale della crescita’ e sul 16%, un adulto su 6, che dichiara che la maggior parte delle persone del loro Paese lo considera ‘formazione del carattere’. Il quadro non è più rassicurante se si analizza la specifica situazione italiana. Per questo motivo l’Age ha deciso di lanciare in Italia la app Cyberbullying, impegnandosi in prima persona nella sua traduzione italiana grazie alla responsabile dell’Ufficio Europa dell’associazione Sabina Greco, delega dell’Age alla Coface. L’applicazione, inoltre, è parte di un progetto più ampio su bullismo e cyberbullismo rivolto soprattutto ai genitori dei ragazzi in età scolare che l’Age sta mettendo a punto secondo le indicazioni fornite dalle nuove linee guida contro bullismo e cyberbullismo del Ministero dell’istruzione”.L’applicazione, oltre che in Italia, è disponibile in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, Irlanda, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Spagna, Grecia, Cipro, Lussemburgo, Danimarca, Finlandia, Islanda, Germania e Svezia nelle lingue di questi Paesi.

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