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Creazione del team Roma Tre per l’European Cycling Challenge 2017

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 maggio 2017

biciclettaRoma. Fino al 31 Maggio 2017 Ufficio Mobility Manager di Roma Tre Via Ostiense 159-161 l’Università Roma Tre sta formando una squadra per la quarta edizione dell’European Cycling Challenge. L’iniziativa è organizzata anche quest’anno dall’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. L’ECC è una sfida tra città europee, basata sui chilometri percorsi in bicicletta. È possibile iscriversi gratuitamente alla gara attraverso il sito http://www.cyclingchallenge.eu e scaricando sul proprio cellulare l’app Naviki per il conteggio dei chilometri percorsi in bicicletta dal 1° al 31 maggio 2017. L’obiettivo, di questa come di ogni altra precedente edizione, è quello di dare un forte impulso alla mobilità sostenibile incentivando l’uso delle due ruote. Nell’edizione 2016 la città di Roma si è classificata al 1° posto tra le città italiane e al 4° tra quelle europee. Fondamentale è stato il contributo delle aziende con Mobility Manager. L’Università Roma tre con 6.040 chilometri percorsi è arrivata terza tra le aziende con Mobility Manager.
L’Ufficio del Mobility Manager dell’ateneo invita tutti gli interessati (docenti, studenti e personale) a iscriversi nel sub-team Università degli Studi Roma Tre della città di Roma.www.cylingchallenge.eu

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Cycling For Palestine

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

Haakon Gullvaag mentre dipinge il muro in Ramallah Dopo tre mesi, 6.000 chilometri, tanta fatica (ma anche molte soddisfazioni) Cycling For Palestine e il capitano Tom No sono arrivati in Cisgiordania. L’iniziativa è partita lo scorso 15 febbraio da Roma per raggiungere in bicicletta Ramallah in Palestina. L’obiettivo? Dare un messaggio di speranza e abbattere il muro del silenzio e dell’indifferenza che circonda i palestinesi, un popolo oppresso da un’occupazione che dura da oltre 67 anni. In queste settimane Tom No ha attraversato, una pedalata dopo l’altra, l’Italia, i Balcani, la Grecia e la Turchia. Adesso la biciclettata toccherà le principali città della Cisgiordania.“E’ un viaggio per la pace e contro l’occupazione e le violenze – afferma Tom No -. Attraversiamo Paesi, città, villaggi in bici per la gente comune, per i palestinesi e per ogni essere umano sia esso cristiano, musulmano o ebreo. Cycling For Palestine vuole essere un occasione di incontro tra culture. In queste settimane ho parlato con moltissime persone, sono stato intervistato da giornali e media italiani, turchi, greci, albanesi. Nelle piazze di Bologna, Istanbul, Atene, Tirana e Dubrovnik persone incuriosite dalla mia strana bicicletta mi hanno avvicinato e chiesto i motivi del mio viaggio. In molti mi hanno aiutato o manifestato il loro appoggio. Adesso incontrerò la gente di Ramallah, Nablus, Betlemme, Jenin e Gerusalemme. Non vedo l’ora di rivedere questa bellissima e troppo spesso martoriata terra. Spero di poter riabbracciare le fantastiche persone nei Comitati per la resistenza popolare nei villaggi e nelle città palestinesi che ho conosciuto la scorsa estate nel viaggio di conoscenza e solidarietà organizzato da AssoPace Palestina ,accompagnato da Luisa Morgantini, che da anni anche solo perchè respirano e restano su quella terra , resistono all’occupazione militare israeliana”.
Può una bicicletta cambiare il mondo? Forse sì, forse no – aggiunge Tom No -. Sicuramente può dare un messaggio di speranza e abbattere il muro del silenzio e dell’indifferenza. Può contrastare l’islamofobia, anche se i palestinesi non sono solo musulmani, che sta crescendo in tutta Europa anche per colpa di politici a cui piace buttare benzina sul fuoco dell’intolleranza”.
E’ un’idea nata nell’agosto del 2014 quando un gruppo di persone si è recato in Cisigiordania con Luisa Morgantini in uno dei viaggi organizzati da Assopace Palestina. Proprio in quei giorni Israele lanciava l’operazione Margine di protezione attaccando militarmente Gaza. Durante la visita delle città e dei villaggi palestinesi abbiamo potuto osservare le violenze continue, le sopraffazioni e i soprusi che i sionisti infliggono ai palestinesi. Ma abbiamo visto anche la resistenza pacifica dei palestinesi: già sopravvivere all’interno dei campi di concentramento o dietro alle mura o in fila ai check point è una forma di resistenza all’occupazione; lo dice assai bene la loro parola d’ordine, esistere è resistere. Cycling for Palestine vuole sostenere questa battaglia quotidiana dei Comitati Popolari per la Resistenza Non Violenta. La lotta contro l’occupazione di Israele in quei luoghi passa anche attraverso il teatro, i circoli dei ragazzi che lottano contro gli insediamenti a Hebron o a Ramallah; passa dai campi di lavoro, dalla raccolta di firme, dagli scioperi, dalle lotte sindacali, dai boicottaggi.

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