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Posts Tagged ‘dadone’

Pa: Cgil Cisl Uil Fp a Dadone, nessuno parla di recupero anni blocco contrattazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2020

“Nessuno ha mai parlato di recuperare dieci anni di blocco della contrattazione, che sarebbero oltre 9 punti percentuali di incremento salariale. Quello che stanno chiedendo le lavoratrici e i lavoratori della sanità, della scuola, degli enti locali e dello Stato, nonché delle forze dell’ordine, è di vedersi riconosciuti aumenti salariali in linea con la condizione economica delle famiglie e, soprattutto, di non vedersi sottratte dalla busta paga somme già erogate in questo momento, a partire dall’elemento perequativo. Su questo la ministra non ci ha mai risposto”. Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, replicano alle affermazioni della ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

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Dadone sbaglia, servono risorse per contratti e assunzioni

Posted by fidest press agency su martedì, 27 ottobre 2020

“La ministra Dadone sbaglia. Le mancate assunzioni e le risorse insufficienti per rinnovare i contratti limitano l’operatività e la funzionalità di servizi pubblici che sono fondamentali per le persone e la tutela della salute, della sicurezza e della legalità (anche fiscale e previdenziale) del nostro paese ”. Questa la replica di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa all’intervista rilasciata dalla titolare del dicastero della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, aggiungendo che: “Forse la ministra sottovaluta che quando parliamo di contratti, stiamo parlando anche di quei medici, infermieri, educatrici, agenti di polizia locale, assistenti sociali, amministrativi, dipendenti degli enti previdenziali, delle agenzie, degli amministrativi, dei tecnici e di tutte quelle professionalità che in questi mesi non hanno mai fatto venir meno il loro contributo al buon funzionamento e alla gestione dell’emergenza. Ci saremmo aspettati più attenzione nei confronti di chi in queste ore sta lottando per salvare il paese”.Quanto alle risorse economiche per il rinnovo dei contratti, proseguono i sindacati dei servizi pubblici, “qui siamo veramente alla farsa: la ministra dichiara che sono stati garantiti più soldi che in passato. L’errore sta nel fatto che le cifre vengono lette in valore assoluto, mentre bisogna guardare l’impatto che hanno sulle retribuzioni. La ministra, o meglio i suoi collaboratori, dovrebbero fare meglio i conti. A oggi i lavoratori pubblici percepiscono già un elemento perequativo, che è un elemento distinto della retribuzione, e l’indennità di vacanza contrattuale. Queste somme, circa 37 euro, devono essere considerate nello stanziamento e quindi non costituiscono risorse aggiuntive per il rinnovo dei contratti che, a differenza della tornata contrattuale 2016 -2018, dovranno utilizzare gran parte di quanto stanziato anche per riscrivere il sistema di classificazione e inquadramento professionale e per rifinanziare i fondi per garantire il pagamento delle indennità a chi lavora . In pratica, la media di incrementi contrattuali si aggira intorno agli 83 euro lordi, che sono al di sotto di quanto previsto dal contratto 2016-2018, ma anche molto lontani dall’aspettativa dei lavoratori. Lo dica la ministra agli infermieri e al personale sanitario che l’indennità per la terapia intensiva rimarrà di 4,16 euro al giorno e non potrà essere incrementata né rivalutata perché lei ha deciso che le risorse che ha stanziato il governo sono congrue e sufficienti. Non saremo certo noi a dirlo ai lavoratori”. Per queste ragioni, osservano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “chiediamo rispetto per le lavoratrici e i lavoratori pubblici, e soprattutto chiediamo sicurezza nei luoghi di lavoro. Probabilmente la ministra Dadone dovrebbe ragionare sull’esigenza di rompere definitivamente con oltre vent’anni di delegittimazione del lavoro pubblico e soprattutto di relegazione ad un ruolo marginale della contrattazione, e pensare che le riforme e i processi di riorganizzazione, così come i contratti, si fanno con i lavoratori e con i sindacati, non contro chi rappresenta il lavoro”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

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La ministra Dadone apre ai concorsi per accedere nella PA con soli titoli e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

La titolare dei comparti pubblici specifica che, nel periodo di emergenza da Covid-19, la valutazione dei candidati da assumere “può essere effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”. Solo che per l’Istruzione il Governo non vuole seguire questa strada. Nella bozza del decreto Scuola, che entro oggi arriverà in CdM, è previsto che il ministro potrebbe infatti ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione dei bandi ordinari e straordinari, anche non sottoponendo gli atti che riguardano la pubblicazione delle procedure selettive al parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Tanto che, per il presidente dello stesso Cspi, si sta operando una sostanziale cancellazione delle “prerogative di organismi istituzionali investiti di una rilevante funzione di rappresentanza”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è evidente che il problema non è nella modalità della procedura selettiva, ma nella mancata volontà, in chi amministra la scuola, di procedere solo con concorsi per titoli e servizi. Nella scuola queste liste sono pronte, perché già abbiamo le graduatorie di istituto, composte proprio da titoli e servizi, così come le graduatorie Ata 24 mesi. Anziché puntare sui concorsi-lumaca e discriminanti, perché non ci si muove per assumere in ruolo e valorizzare il merito del personale precario, insegnanti e Ata, che da tanti anni sopperisce alla mancanza di decine e decine di migliaia di lavoratori di ruolo? Come Anief, su questo punto, abbiamo presentato un emendamento, assieme ad altri 14, alla V commissione del Senato: si modifichi il DL n. 18 del 17 marzo 2020 e si riveda un decreto scuola che esclude migliaia e migliaia di precari ad alto rischio impugnazione”.

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Coronavirus: La ministra Dadone ricorda che soltanto i concorsi per la valutazione dei titoli nella PA non sono bloccati

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

La titolare dei comparti pubblici specifica che, nel periodo di emergenza da Covid-19, le modalità di valutazione dei candidati su basi curriculare o telematica sono le uniche procedibili. Anief chiede di utilizzare questa procedura per l’assunzione dei precari della scuola a dispetto di quanto potrebbe essere pubblicato oggi, dalla bozza del decreto Scuola, che entro oggi arriverà in CdM.È previsto, infatti, che il ministro potrebbe ricevere l’autorizzazione alla pubblicazione dei bandi ordinari e straordinari. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “è evidente che il problema non è nella modalità della procedura selettiva, ma nella mancata volontà per la scuola di procedere con concorsi per titoli e servizi. Nella scuola queste liste sono pronte, perché già abbiamo le graduatorie di istituto, composte proprio da titoli e servizi, così come le graduatorie Ata 24 mesi. Anziché puntare su concorsi per ora fantasma perché non espletabili, perché non ci si muove per assumere in ruolo e valorizzare il merito del personale precario, insegnanti e Ata, che da tanti anni sopperisce alla mancanza di decine e decine di migliaia di lavoratori di ruolo? Come Anief, su questo punto, abbiamo presentato un emendamento, assieme ad altri 14, alla V commissione del Senato: si modifichi il DL n. 18 del 17 marzo 2020 e si riveda un decreto scuola che esclude migliaia e migliaia di precari ad alto rischio impugnazione”.Con un’enormità di posti vacanti, 200 mila docenti e 40 mila Ata, per la scuola il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno della svolta, ma l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha modificato l’iter delle procedure. Il problema, secondo la stampa specializzata, è che il Governo non sembra prendere in considerazione le ipotesi avanzate dai sindacati e dalle componenti politiche, che puntano perlopiù a una selezione per titoli e servizio dei docenti con almeno tre anni di servizio, destinatari del concorso straordinario di 24.000 per la scuola secondaria. L’intenzione, dichiarata dalla ministra Lucia Azzolina, anche durante l’ultimo incontro con i sindacati, è quella invece di tirare dritto e rispettare la data ultima del 30 aprile per la pubblicazione dei bandi di concorso, rinviando l’espletamento delle prove a un momento in cui ci saranno le condizioni. Secondo Orizzonte Scuola, quindi “le assunzioni per l’anno scolastico 2020/21, anche qualora avvenissero in ritardo, avrebbero comunque validità giuridica dal 1° settembre 2020. Una strada percorribile, ma sicuramente in salita”. Ai governanti, infatti, non sembra interessare più di tanto che a settembre non vi saranno le condizioni per coprire le cattedre e quindi per fare avviare l’anno scolastico in modo regolare. Intanto la ministra Fabiana Dadone ha pubblicato una circolare esplicativa, il 1° aprile 2020, in cui fornisce chiarimenti sulla misura inerente il “blocco concorsi”. Nella circolare si ricorda che in questo periodo di emergenza, il Governo a metà marzo ha sospeso “lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica”, per un periodo di “sessanta giorni”, a meno che “la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, a prescindere dalla fase della procedura”. Pertanto, se la modalità esclusivamente telematica è da escludere in questa fase per i concorsi scuola, la valutazione del solo curriculum (titoli + servizio) nel caso dei docenti corrisponde invece a quanto richiesto dai sindacati e da una parte dei precari.

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Dadone: Smart Working modalità di lavoro ordinaria per la PA

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

La Ministra Dadone ha firmato la Direttiva 2/2020 in relazione all’emergenza Covid-19 che sostituisce la Direttiva emanata il 26 febbraio scorso. Il nuovo documento rafforza ulteriormente il ricorso allo smart working, prevedendo che questa diventi la forma organizzativa ordinaria per le pubbliche amministrazioni. L’obiettivo della Direttiva è sempre tutelare la salute di cittadini e dipendenti, contemperando questa esigenza primaria con la necessità di erogare i servizi essenziali e indifferibili.La Direttiva stabilisce una rotazione tra i dipendenti che devono comunque prestare servizio in presenza, garantendo il giusto distanziamento tra loro, come tra le persone che di questi servizi devono usufruire. Si ribadisce, quindi, che le presenze di persona del pubblico vanno scaglionate e organizzate per evitare assembramenti. Allo stesso tempo, deve essere garantito il massimo accesso ai servizi per via informatica.
Ma soprattutto la Direttiva, come si sottolineava all’inizio, prevede che il lavoro agile diventi la modalità ordinaria e che venga esteso anche ad attività escluse in precedenza. Inoltre, non sono più previste soglie minime o massime. Anche le riunioni in via telematica devono diventare la norma.

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Scuola: Dadone dà il via libera ai concorsi: 25.000 posti per l’ordinario e 24.000 per lo straordinario

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2020

Per l’Anief, rimaniamo in piena emergenza supplentite. Bisogna in via straordinaria assumere dalle graduatorie di istituto provinciale per la prossima estate e su tutti i posti vacanti e disponibili. L’annuncio della ministra per la Pubblica amministrazione riguarda il decreto che autorizza il ministero dell’Istruzione a pubblicare i bandi: “Con questo provvedimento – ha detto Dadone – siamo di fronte a un altro passaggio importante, grazie al quale la Funzione pubblica consente al sistema scolastico italiano di procedere in direzione di un rafforzamento degli organici ormai improrogabile”.
“I posti che si vanno a coprire con le procedure concorsuali – spiega Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato – sono un quinto degli organici coperte da supplenza se si considerano gli ulteriori 35 mila posti vacanti dei futuri pensionamenti. Bisogna con un provvedimento normativo allargare la platea di tutti gli esclusi al nuovo concorso straordinario. Abbiamo aperto le preadesioni per migliaia di insegnanti esclusi.D’altronde i tempi di attesa si stanno sempre più allungando, come certifica il nuovo anche decreto Milleproroghe licenziato dalla Camera, che ha portato la nuova scadenza per la pubblicazione dei testi ufficiali al 30 aprile 2020, con inevitabile impossibilità di assumere i vincitori dei concorsi già la prossima estate. Il presidente di Anief lo aveva già previsto nel primo incontro col ministro Azzolina quando aveva chiesto una procedura straordinaria di immissioni in ruolo del personale presente in seconda e terza fascia delle graduatorie di istituto. È passato più di un mese e il tempo gli dà ragione.Comunque, il numero di cattedre appare altamente sottodimensionato, visto che a settembre, a seguito dei 50 mila pensionamenti previsti, si supereranno le 200 mila supplenze annuali: e non ci vengano a dire che la maggior parte sono di fatto, perché si tratta di posti a tutti gli effetti senza titolare e quindi da considerare utili alla stabilizzazione dei tanti abilitati in lista di attesa”.

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Pa: Cgil Cisl Uil Fp a Dadone, ok confronto ma servono risultati

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 febbraio 2020

“Registriamo un’apertura del ministro Dadone all’avvio di un confronto tecnico sul lavoro pubblico. Valuteremo il merito partendo dalle nostre proposte e che riguardano, in estrema sintesi: l’esigenza di adeguate risorse per il rinnovo dei contratti, al netto degli interventi necessari per stabilizzare l’elemento perequativo e per finanziare il nuovo sistema di classificazione; un piano straordinario di assunzioni che vada oltre il turn over; provvedimenti che valorizzino le professionalità e che liberino la contrattazione da ingerenze amministrative”. Ad affermarlo sono i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli e Michelangelo Librandi, nell’annunciare di aver inviato all’Aran le piattaforme unitarie Cgil Cisl Uil per il rinnovo dei contratti 19-21 di Funzioni Locali e Sanità Pubblica.Sul fronte delle risorse per il rinnovo dei contratti, come emerso oggi, fanno sapere i segretari generali, “il Mef, rappresentato al tavolo dalla viceministro Castelli e dal sottosegretario Baretta, non ha assunto impegni, non potendo andare oltre il dato dell’interlocuzione che porterà alla stesura del Def. Per queste ragioni la mobilitazione continua e diamo il via, anche alla luce delle piattaforme presentate, ad assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Valutiamo infatti con grande attenzione il percorso preannunciato oggi di confronto ma siamo ben consapevoli che questo non è e non può essere la stagione degli auspici, bensì quella dei risultati”, concludono.

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Pa: Fp Cgil a Dadone, priorità a occupazione, contratti e servizi

Posted by fidest press agency su sabato, 7 settembre 2019

“Le priorità da affrontare sono il varo di un piano straordinario di occupazione nel lavoro pubblico, come rivendicato dalla Cgil, che parta dal dare risposte a precari e idonei, insieme al tema degli investimenti nella Pa, che vuol dire rinnovo dei contratti e risorse per migliori servizi ai cittadini”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, nel rivolgersi al neo ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.
La dirigente sindacale ricorda come, nel corso dell’ultimo anno, “ci siamo mobilitati contro un governo in cui erano presenti anche i Cinque stelle, i quali hanno sostenuto fino ad adesso politiche punitive nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, dai controlli biometrici alle telecamere negli asili nido, senza allo stesso tempo stanziare risorse adeguate per il rinnovo dei contratti. Ricordiamo che nella legge di Bilancio ci sono meno della metà delle risorse destinate per il rinnovo dei passati contratti”.In più, rammenta ancora Sorrentino, “non c’è stata alcuna sensibilità per la nostra richiesta, quella della Cgil, per il varo di un piano straordinario dell’occupazione nelle pubbliche amministrazioni che comprendesse, tra le priorità, la proroga dei criteri previsti dalla legge Madia per la stabilizzazione di tutti i precari e di tutte le graduatorie in essere, dando una risposta agli idonei e ai vincitori di concorso. Queste sono priorità da mettere in agenda subito, le prime risposte rispetto alle quali misurare se questo sarà o meno un reale governo di svolta”.Inoltre, aggiunge, “pensiamo come Cgil che ci sia il bisogno di invertire una tendenza al disinvestimento strutturale nelle pubbliche amministrazioni. Se diciamo insieme, come abbiamo letto nel programma di governo, che bisogna rimettere al centro i beni comuni e valorizzare la qualità dei servizi ai cittadini, a partire da scuola, sanità e assistenza, oltre al piano per l’occupazione serve far ripartire gli investimenti nel sistema pubblico, che vuol dire maggiori risorse e grandi e importanti cambiamenti organizzativi. Questo si può realizzare attraverso la contrattazione”. Per la segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, “auspichiamo che il ministro Dadone in tempi celeri renda noto il suo programma di azione e si misuri con la sfida del rinnovo dei contratti. La Pa non ha più tempo. Come denunciamo da anni, la riduzione strutturale del perimetro pubblico sta progressivamente aumentando il costo dell’accesso ai servizi per i cittadini, svalorizzando allo stesso tempo la funzione dei lavoratori pubblici. Oggi questa è un’evidenza sotto gli occhi di tutti. Ripartiamo da qui per far ripartire il paese”, conclude Sorrentino.

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