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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Posts Tagged ‘danni’

Agricoltura: Sostenere danni gelate e apicoltori

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

“Al notevole calo di produzione di miele causato dalla crisi climatica, si sono aggiunti i danni provocati dalle gelate e brinate nelle scorse settimane. Siamo pronti a sostenere il comparto apistico, salvaguardando i livelli occupazionali, con un emendamento al Dl Sostegni-bus per stanziare ristori per gli apicoltori”. Lo annuncia Paolo Parentela (M5S), deputato della commissione Agricoltura. “Stiamo affinando il testo – prosegue -, su cui siamo al lavoro attraverso il confronto con le associazioni di settore, soprattutto per quanto concerne le coperture. La richiesta di ristori per danni da gelate è stata ribadita, peraltro, durante l’ultimo Tavolo di filiera”. “Le api svolgono un ruolo imprescindibile per l’ambiente e la biodiversità ma per salvarle è necessario sostenere gli apicoltori e il loro importante lavoro” conclude.

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Covid-19 e danni al cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2021

Circa il 50% dei pazienti che sono stati ricoverati con Covid-19 grave e che hanno mostrato livelli elevati di troponina presentano danni cardiaci (miocardite, cicatrici o infarto e ischemia) a distanza di almeno un mese dopo la dimissione, secondo uno studio pubblicato sull’European Heart Journal. «Livelli elevati di troponina sono associati a esiti peggiori nei pazienti con Covid-19. I pazienti con forme gravi della malattia spesso hanno problemi cardiaci dovuti a condizioni pre-esistenti, tra cui diabete, aumento della pressione sanguigna e obesità. Durante una grave infezione da Covid-19, tuttavia, il cuore può essere colpito direttamente» spiega Marianna Fontana, dello University College di Londra, Regno Unito, che ha guidato lo studio.I ricercatori hanno valutato 148 pazienti con Covid-19 dimessi fino a giugno 2020 da sei ospedali di Londra. Ai pazienti che avevano livelli anomali di troponina è stata offerta una risonanza magnetica cardiaca dopo la dimissione, e i loro risultati sono stati confrontati con quelli di un gruppo di pazienti che non avevano avuto Covid-19, e con 40 volontari sani. Ebbene, nell’89% dei pazienti che avevano avuto Covid-19 la funzione del ventricolo sinistro del cuore era normale, ma in 80 pazienti (54%) erano presenti cicatrici o lesioni al muscolo cardiaco. Le cicatrici e le lesioni tissutali avevano avuto origine da infiammazione in 39 pazienti (26%), da cardiopatia ischemica in 32 pazienti (22%) o da entrambi in nove pazienti (6%), e 12 pazienti (8%) sembravano avere un’infiammazione cardiaca in corso. «Questi risultati ci danno due opportunità. In primo luogo, potremo trovare modi per prevenire la lesione, dato che abbiamo visto che la coagulazione del sangue potrebbe avere un ruolo nella sua formazione. In secondo luogo, potremo identificare soggetti che trarrebbero beneficio da specifici trattamenti farmacologici di supporto per proteggere la funzione cardiaca nel tempo» afferma Fontana. Gli esperti sottolineano che i risultati dello studio sono limitati dalla natura della selezione dei pazienti, dato che includevano solo quelli sopravvissuti a un’infezione da coronavirus che avesse richiesto il ricovero ospedaliero, e sostengono che saranno necessari ulteriori approfondimenti con scansioni di risonanza magnetica. (Fonte cardiologia33)

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Vaccini, chi risponde in caso di danni futuri?

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

“In questi giorni ricchi di informazioni orientate in un’unica direzione, ovvero la persuasione alla vaccinazione, noi che sosteniamo tale opportunità ma siamo amanti della verità, ci siamo ben documentati sui siti istituzionali e interpellando esperti”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che spiega: “ci interessano soprattutto aspetti legati all’efficacia e alla sicurezza del vaccino anti Covid 19 prodotto con tecnologia a ‘mRna’ in quanto non è stato possibile avere notizie precise sulla immunizzazione a sei mesi dall’assunzione e non abbiamo trovato informazioni ufficiali sulla sicurezza nel medio e lungo termine”. Il presidente spiega il motivo delle perplessità suscitate: “alcuni operatori sanitari, ben felici di ricevere la loro prima dose dell’antidoto, hanno però espresso dei dubbi relativi al modulo di consenso informato e alle clausole lì riportate, che gli operatori sanitari hanno dovuto sottoscrivere. Nel documento si evidenzia che “non è possibile fare previsioni sui danni a lunga distanza – sottolinea Maritato – che ci auguriamo non si verifichino. Stupisce pertanto che la Regione Lazio non abbia sottoscritto una assunzione di responsabilità con la costituzione di un eventuale fondo per ristoro in caso di ipotetici effetti collaterali avversi. Secondo noi l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato e il presidente Nicola Zingaretti dovrebbero illustrare le reazioni avverse riportate negli studi clinici ed elencate nei registi dell’Agenzia europea del farmaco. Inoltre – chiosa Maritato – ci saremmo aspettati informazioni precise sulle alternative terapeutiche”.

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“Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

L’Accademia di Medicina e l’Accademia delle Scienze organizzano il 16 novembre alle ore 16 una conferenza sul tema “Farmaci: danni e vantaggi nell’anziano”, nell’ambito dell’iniziativa “Longevità e senescenza: come invecchiare in salute”, con il supporto della Bioindustry Park di Colleretto Giacosa. Luigi Maria Pernigotti, medico geriatra e membro del Comitato scientifico dell’Associazione Alzheimer Piemonte e Francesco Scaroina, Primario emerito di Medicina Generale presso il San Giovanni Bosco di Torino e Segretario generale dell’Accademia di Medicina saranno introdotti da Antonino Cotroneo, direttore Stuttura complessa di Geriatria, Ospedale Maria Vittoria di Torino e Presidente della sezione regionale dell’Associazione italiana di Psicogeriatria. A seguito del DPCM del 18 ottobre 2020 si potrà assistere alla conferenza solamente da remoto. Per seguire la diretta streaming occorre collegarsi al canale youtube dell’Accademia. Il link è il seguente (www.youtube.com/c/AccademiadelleScienzediTorino).

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Agricoltura: Danni da cimice asiatica

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2020

Nella riunione odierna della Conferenza Stato-Regioni è stata raggiunta l’intesa sugli interventi compensativi a favore di imprese agricole che hanno subito danni causati dagli attacchi dalla cimice asiatica. I fondi, ripartiti nel prossimo triennio, ammontano a 110 milioni di euro totali e prevedono un ristoro pari a circa 63 milioni di euro per l’Emilia-Romagna, 32,4 milioni per il Veneto, 6,8 per il Piemonte, 4,1 per la Lombardia e 3,7 infine per il Friuli Venezia Giulia. Per il sostegno alle imprese agricole colpite da eventi metereologici eccezionali, riconosciuti con declaratoria dal 4 dicembre 2019, vengono stanziati, inoltre, 13 milioni di euro rivenienti dal Fondo della Protezione Civile suddivise tra Emilia Romagna (3,1 milioni), Lombardia (3), Veneto (2,9), Piemonte (2,4), Liguria (0,8), Calabria (0,5), Lazio (0,2) e Marche (0,1). “L’accordo raggiunto oggi sblocca oltre 140 milioni di euro a valere sul Fondo di Solidarietà Nazionale – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, che ha partecipato alla riunione in videoconferenza della Conferenza Stato-Regioni – Un segnale di importante vicinanza in un momento di estrema difficoltà per l’economia nazionale che mira a sostenere le imprese nella ripresa dell’attività economica e produttiva. Accanto ai ristori, sarà fondamentale programmare le linee di investimenti su cui indirizzare le risorse future per creare valore aggiunto e rilanciare le nostre aziende agricole sui mercati nazionale e internazionale. Abbiamo accolto, inoltre – conclude L’Abbate – alcune necessità del comparto vitivinicolo alla luce delle complicazioni del periodo”.La Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa, infatti, su altri quattro punti all’ordine del giorno. Oltre alla riorganizzazione della disciplina della riproduzione animale, si interviene sull’OCM Vino dove, a causa delle complicazioni dovute alla pandemia Covid-19, si è reso necessario sia dimezzare i limiti di contributo minimo nell’ambito della misura “Promozione” sia il differimento al 30 novembre del termine ultimo per presentare la domanda di aiuto della misura “Investimenti, ristrutturazione e riconversione dei vigneti” per la campagna 2020/2021. In seguito all’introduzione della fatturazione elettronica, infine, si è manifestata l’esigenza di introdurre un addendum alle “Linee Guida sull’ammissibilità delle spese relative allo Sviluppo Rurale” relativo ai controlli.

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Alleanza mondiale per valutare i danni cardiaci da Covid 19

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Un’alleanza mondiale di cardiologi esperti di ecocardiografia scruterà nel cuore dei malati di Covid 19 per valutare gli eventuali danni causati dal coronavirus. Si tratta di uno dei più vasti screening di ecocardiografia che coinvolge centri cardiologici d’eccellenza dei 5 continenti. Il Cardiocenter di Niguarda, sostenuto dalla fondazione De Gasperis, è uno dei partner italiani dell’iniziativa promossa dall’ASE (American Society of Echocardiography): la World Alliance Societies of Echocardiography. «Sottoporremo a ecocardiografia (esame non invasivo che permette un’esplorazione approfondita della morfologia e funzione delle strutture cardiache) – spiega Antonella Moreo, responsabile del Laboratorio di Ecocardiografia nell’ambito di Cardiologia 4 all’Ospedale Niguarda di Milano – i pazienti ricoverati per Covid-19 per valutare, se e come il muscolo cardiaco sia stato interessato dall’infezione, inoltre, essendo lo studio internazionale, potremo anche valutare se nelle diverse etnie e regioni del mondo la malattia abbia avuto un comportamento differente». Lo studio coinvolgerà circa 2000 persone nel mondo, la partecipazione dei pazienti sarà assolutamente su base volontaria. Durerà tre mesi. Sarà indagata la funzionalità dei due ventricoli, il coinvolgimento del pericardio e la funzionalità delle valvole. Il cuore puo’ essere uno dei target del coronavirus. Sono infatti stati segnalati casi di miocarditi ed altre disfunzioni cardiache, talvolta letali, per cui è importante sapere se possa provocare alterazioni cardiache e compromettere la funzione contrattile del muscolo cardiaco. L’ecocardiografia sarà effettuata dai tre ai sei mesi dopo la diagnosi iniziale di infezione. Entro la fine dell’anno avremo i primi risultati di questa ricerca che avrà importanti risvolti clinici.

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L’UNHCR esprime sgomento per le crescenti violenze ai danni degli sfollati nella RDC orientale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è in allarme per il crescente numero di aggressioni violente perpetrate da gruppi armati ai danni dei civili sfollati nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) orientale.L’Agenzia si appella alle autorità affinché rafforzino la presenza delle forze militari e di polizia col supporto della Missione ONU per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) al fine di migliorare la situazione sul piano della sicurezza e perseguire i responsabili.Gli sfollati restano inoltre esposti a rappresaglie, poiché percepiti dai gruppi armati attivi nella regione come sostenitori dell’esercito, una volta che quest’ultimo porta a termine le operazioni per liberare i territori e non è più presente.
Nelle ultime otto settimane, l’UNHCR e i partner hanno registrato molteplici attacchi di gruppi armati ai danni di insediamenti di sfollati e villaggi, principalmente nel territorio di Djugu, nell’Ituri, nei territori di Fizi e Mwenga, nella provincia del Sud Kivu, e nei territori di Masisi e Rutshuru, nel Nord Kivu. In queste aree, le violenze hanno costretto alla fuga oltre un milione di persone negli ultimi sei mesi.Gli attacchi in corso vanno ad aggravare una situazione già complessa segnata dalla presenza di numerosi sfollati nella RDC orientale ed espongono a rischi elevati le persone in fuga. Questo nuovo esodo, inoltre, mette ulteriore pressione sulle aree che accolgono sfollati interni. I siti di accoglienza non dispongono dei servizi per soddisfare le esigenze più basilari, quali cibo, acqua e assistenza sanitaria.Donne e bambine sono tra le persone più a rischio, considerato che, negli ultimi mesi, il numero di aggressioni e abusi sessuali e di genere nei loro confronti è andato aumentando. Nell’ultimo mese, nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu si sono registrati più di 390 casi di violenza sessuale. La maggior parte delle aggressioni sono attribuite a gruppi armati, ma si presume che in molti casi, la responsabilità sia da attribuire a membri dei servizi di sicurezza congolesi.Il perdurare del conflitto sta impedendo alle persone l’accesso effettivo all’assistenza. Gli attacchi ai danni degli ambulatori medici e le razzie di kit per la profilassi post esposizione – farmaci antiretrovirali per curare le persone potenzialmente esposte all’HIV– in particolare stanno ostacolando gli sforzi volti ad assicurare cure mediche ai sopravvissuti e alle sopravvissute.Nonostante le difficoltà di accedere ad alcune aree, l’UNHCR continua a lavorare con le autorità locali e con gli attori umanitari nelle tre province per agevolare il trasporto dei sopravvissuti a violenza sessuale presso gli ambulatori medici più vicini per ricevere cure mediche adeguate entro 72 ore.L’UNHCR continua ad assicurare assistenza alle persone in fuga, per la stragrande maggioranza donne e minori, fornendo alloggi, beni di prima necessità e denaro contante.

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I danni economici del coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

La crisi del coronavirus si è abbattuta anche sulla Terra Santa. Il COVID-19 ha infatti indotto migliaia di pellegrini ad abbandonare i luoghi santi. «Molti cristiani ne soffriranno, specialmente a Betlemme, perché sono impiegati nel settore turistico», commenta amaramente Fra Ibrahim Faltas, responsabile delle relazioni con l’Autorità Palestinese e Israele per la Custodia di Terra Santa, in un colloquio con la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. «Senza pellegrini non lavora nessuno», aggiunge. Tutto è infatti interconnesso nel sistema economico dei cristiani di Terra Santa: le entrate provenienti dal turismo finanziano le attività sociali e pastorali svolte dalle istituzioni cristiane attraverso parrocchie, santuari, scuole, case di cura e case di riposo.
«Non sappiamo come potremo continuare a pagare tutti», afferma Fra Alberto Joan Pari, anch’egli della Custodia, aggiungendo che tutte le strutture alberghiere Casa Nova gestite dai Francescani di Terra Santa sono attualmente chiuse. In passato, in condizioni di guerra, alcuni sono riusciti a trovare temporaneamente una nicchia economica al di fuori del turismo. Ora con la pandemia è impossibile correre il rischio di spostarsi altrove per fare altro.
Fra Ibrahim dice che le preghiere della comunità cristiana occidentale «assicureranno un grande sostegno e incoraggeranno i pellegrini a tornare in questa Terra appena possibile». Fra Alberto aggiunge che i Francescani di Terra Santa risponderanno alle preghiere facendo lo stesso nei luoghi santi, in particolare per quanti stanno soffrendo a causa del virus. Le donazioni, appena potranno arrivare, saranno benvenute. Fra Alberto è infatti consapevole che la situazione economica dei cristiani locali potrebbe peggiorare se la raccolta del Venerdì Santo verrà differita, come egli teme. Questa raccolta, ordinariamente frutto della solidarietà di tutte le Chiese Cattoliche del mondo verso la Terra Santa, rappresenta una delle maggiori fonti delle entrate necessarie per l’attività di manutenzione, l’accoglienza dei pellegrini e il sostegno della Chiesa a Gerusalemme e più in generale nel Medio Oriente, allo scopo di garantire la permanenza dei cristiani nelle rispettive nazioni. Senza questa raccolta «si perderebbe l’80% delle nostre entrate», sottolinea il Francescano.
Chiese e santuari in Israele sono aperti, afferma Fra Alberto, ma solo dieci persone possono partecipare alla liturgia. Sul fronte palestinese le autorità hanno posto in quarantena Betlemme più di due settimane fa. Le chiese sono serrate inclusa, sin dal 5 marzo, la Basilica della Natività. Quanto alla possibilità che la Basilica del Santo Sepolcro sia aperta in occasione delle festività pasquali, niente è meno certo. Le autorità israeliane hanno chiuso il luogo sacro lo scorso 25 marzo e Fra Alberto commenta amaramente che «probabilmente non ci saranno celebrazioni pubbliche». Quindi, nessun pellegrino.

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Coronavirus e i danni della globalizzazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 marzo 2020

“Superata l’emergenza virale nulla deve più essere come prima, dobbiamo tornare padroni del nostro destino mettendo al centro della società la persona e i suoi inalienabili sogni e bisogni. O si globalizzano diritti, sicurezza, tutela della vita e della salute o non si globalizza niente. Ora basta con questi dogmi cari al nuovo padrone liberista. Il mercato globale ha generato squilibri giganteschi e costretto agli stenti interi popoli. Abbiamo dovuto tagliare la spesa sanitaria, chiudere ospedali, bloccare le assunzioni nonostante corressero i pensionamenti, le forze dell’ordine hanno pochi uomini e anagraficamente non più idonei, non hanno adeguati mezzi per contrastare i criminali, è stato impossibile costruire nuove carceri, assumere nuovi agenti di polizia penitenziaria, gli edifici scolastici cadono a pezzi, la loro pulizia e manutenzione sono ridicole, i siti archeologici vengono scoperti, censiti e reinterrati perché non ci sarebbero soldi per valorizzarli e renderli visitabili, le ferrovie regionali sono spesso monorotaia e i treni vanno a gasolio, l’Alitalia non si può rilanciare perché saremmo passibili di procedura europea d’infrazione per aiuti di Stato (ma è lo Stato che l’ha creata!), vogliono portarla al collasso per regalarla a qualche compagnia straniera, le aziende non reggono la concorrenza sleale e si trasferiscono all’estero impoverendo la nazione, la Telecom è stata privatizzata e ha in pancia una forte e ostile presenza francese, Unicredit e Bnl sono praticamente straniere, le autostrade realizzate con soldi pubblici, cioè dei cittadini, sono state consegnate incomprensibilmente ai privati – che nemmeno effettuano la manutenzione – proprio quando potevano fruttare miliardi di incassi allo Stato con i pedaggi, Poste, Enel, Terna, Acea, tutte in forte attivo, sono state incomprensibilmente penetrate da multinazionali straniere, sedute a tavola per dividere la torta di utili certi, Eni e Leonardo sono sotto assalto. Superata l’emergenza virale nulla deve più essere come prima, dobbiamo tornare padroni del nostro destino mettendo al centro della società la persona e i suoi inalienabili sogni e bisogni”.

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Codici: il Governo scarica sui cittadini i danni del Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

L’associazione Codici boccia il decreto legge adottato dal Governo lunedì scorso per l’emergenza Coronavirus nella parte relativa a viaggi e gite scolastiche.“Purtroppo – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo constatato che il Governo è capace soltanto di scaricare i danni sui cittadini. Nello specifico, è intervenuto esclusivamente in favore degli operatori turistici, ai quali è stata affidata la decisione finale sui rimborsi senza lasciare scelta ai cittadini, in palese contrasto con quanto previsto dal Codice del Turismo e dal Codice Civile”.“I viaggiatori – afferma l’avvocato Stefano Gallotta, Responsabile del Settore Trasporti e Turismo di Codici – avevano già gli strumenti per far valere i propri diritti ed ottenere i rimborsi. Con questo decreto legge, invece, a decidere ora è esclusivamente il professionista, il quale, come stabilito dai commi 2, 5, 6, 7 e 9 dell’articolo 28 relativo al rimborso titoli di viaggio e pacchetti turistici, può scegliere di non rimborsare le somme e di sostituirle con l’emissione di voucher da utilizzare entro un anno dall’emissione. Questo vale persino per le gite scolastiche, quindi le famiglie che hanno versato importi in acconto oppure a saldo per le gite poi annullate dal decreto governativo del 23 febbraio scorso non hanno più alcuna certezza di avere indietro il proprio denaro, certezza che nasceva dalle previsioni del Codice del Turismo e del Codice Civile. Che li vogliano o meno, dovranno accettare i voucher al posto del danaro inutilmente speso”.Contestando il decreto del Governo, l’associazione Codici ribadisce il suo impegno per tutelare chi ha prenotato un viaggio o una gita scolastica. Per informazioni ed assistenza è possibile telefonare al numero 06.55.71.996

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Le truffe ai danni degli anziani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 luglio 2019

Santa Maria Capua Vetere Giovedì 4 Luglio 2019 Ore 8.30 conferenza stampa della Codacons contro le richieste di archiviazione facili. Il 4 luglio ci sarà, presso il tribunale di S. Maria Capua Vetere, la discussione sulla opposizione alla richiesta di archiviazione per una truffa perpetrata ai danni di un’anziana signora. I metodi usati sono decine e tutti sono giunti a compimento perché hanno sfruttato l’eccessiva buona fede degli anziani. E finalmente è stata emanata una nuova legge, che rischia di essere solo “fumo negli occhi” se la norma non sarà modificata rendendo più facile l’accertamento delle prove di reato. Lo afferma il Codacons, che da anni si batte contro il fenomeno dei raggiri perpetrati da veri e propri professionisti della truffa a danno degli anziani. Allo stato attuale il testo del disegno di legge rischia di non apportare un grande contributo alla lotta contro i truffatori. Il problema risiede infatti nella prova che deve essere fornita circa la truffa messa in atto, prova che spesso la magistratura per mancanza di tempo ed organico non si preoccupa di ricercare. Considerato che sempre più spesso tali raggiri avvengono via telefonica, il Codacons chiede oggi ai parlamenti di modificare la norma in oggetto, prevedendo l’esistenza di semplici indizi come prova di reato, con particolare riferimento all’intestazione delle utenze telefoniche utilizzate per mettere in atto le truffe. Solo prevedendo come reato il possesso di un numero telefonico usato per truffare sarà possibile arginare il fenomeno e salvare gli anziani dai raggiri. Oggi, quindi, miriamo a far sentire forte la nostra voce per la necessità che gli anziani vengano ulteriormente protetti e per questo ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione e ci aspettiamo una decisione importante in difesa di questa categoria meno protetta e sempre più vessata. (Vice segretario nazionale Codacons Avv. Matteo Marchetti)

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La pioggia intensa mette l’agricoltura K.O.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 Maggio 2019

Un mese di maggio estremamente piovoso, accompagnato da temperature al di sotto della media, sta causando anche nel Veneto gravi danni all’agricoltura, tanto che i tecnici di Veneto Agricoltura segnalano che nei diversi comparti gli operatori sono alle prese con difficoltà di ogni tipo.Del resto, basta dare uno sguardo ai dati forniti da ARPAV – Servizio Meteorologico di Teolo per comprendere la gravità della situazione: nel corso dei primi 19 giorni di maggio nel Veneto sono caduti mediamente 161,7 mm di pioggia, contro una precipitazione media registrata nel periodo 1994-2018 nell’intero stesso mese di 120 mm. Stiamo dunque parlando di un +30%, percentuale che sale addirittura al +50% se il calcolo della media lo fermiamo al 19 maggio (83,4 mm). Le precipitazioni più abbondanti sono state registrate nell’area compresa tra le Prealpi e la pianura settentrionale della regione, dove sono caduti dai 200 ai 360 mm di pioggia. Per quanto riguardano invece le temperature, quelle registrate dal 1° al 19 maggio risultano essere le più basse dal 1992, ovvero da quando l’ARPAV effettua questo servizio.Analizzando brevemente lo stato delle diverse colture di fronte a questo andamento climatico primaverile anomalo, relativamente ai vigneti, le strutture di Veneto Agricoltura, Regione e CREA sono alle prese con un monitoraggio costante di tutte le aree vocate regionali. Tutto ciò anche in funzione del primo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto in programma il prossimo 13 giugno a Conegliano, appuntamento che ogni anno fornisce ai viticoltori indispensabili indicazioni di carattere tecnico-operativo. Vediamole.Da un primo riscontro in vigneto, risulta che l’apparato radicale delle viti é quasi ovunque ancora inattivo a causa del terreno troppo umido. Inoltre, la vegetazione delle piante soffre per le basse temperature fin qui registrate, al punto che lo stato fenologico delle viti é in ritardo di 15/18 giorni rispetto alla data di germogliamento.
Passando alle grandi colture, la fioritura del frumento, seminato in autunno, è in grande ritardo proprio a causa delle basse temperature e della scarsità di giornate di sole. Anche il mais, seminato a marzo, stenta a crescere per gli stessi motivi ed è concreto il rischio, se la situazione meteo non cambierà a breve, che gli agricoltori si vedano costretti a riseminare a causa dell’asfissia delle piantine che stanno “annegando” nei campi allagati. I coltivatori che per loro fortuna non si sono ritrovati i campi completamente invasi dall’acqua hanno, comunque, grosse difficoltà a svolgere le normali operazioni di diserbo e sarchiatura necessarie in questo periodo dell’anno. La semina della soia, che normalmente si fa nella prima decade di maggio, al momento è saltata proprio a causa dell’impraticabilità dei terreni. Inoltre è da tener conto che, dal momento in cui le condizioni meteo volgeranno al bello, bisognerà attendere ancora una settimana/dieci giorni prima di poter avviare le operazioni nei campi, ritardando ulteriormente la programmazione aziendale.
Anche l’ortofrutta sta pagando un prezzo altissimo dovuto alle abbondanti precipitazioni e alle basse temperature di questa strana primavera. La persistenza del maltempo rende infatti difficile lo svolgimento delle operazioni di intervento a protezione delle colture. Le ciliegie, per esempio, risultano ovunque ko. I frutti si presentano pieni d’acqua e assaliti da malattie fungine. Come non bastasse, l’area di Marostica (Vi), famosa per le ciliegie IGP, è stata interessata da una forte grandinata che ha notevolmente ridotto la produzione. Comunque tutti i fruttiferi, che in questo periodo dovrebbero essere nel pieno dello sviluppo vegetativo, si trovano in grosse difficoltà, come pure il comparto degli ortaggi in pieno campo per il quale le semine e i trapianti risultano essere in grandissimo ritardo.

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Ponte Morandi: 422 milioni di danni alle imprese

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 marzo 2019

Genova. Pari a 422 milioni di euro i danni segnalati dalle imprese a distanza di sei mesi dal crollo del Ponte Morandi dello scorso 14 agosto. Gli effetti del crollo si sono riverberati ben oltre l’epicentro del Polcevera. Nella zona rossa/arancione della città si concentrano, infatti, il 37,6% dei danni economici (158 milioni di euro); mentre nel restante territorio comunale il 41% (pari a 173 milioni), ai quali si aggiungono 11,7 milioni degli altri comuni della provincia e 79 milioni del resto di Italia.È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro “Gli effetti del crollo del Ponte Morandi su economia, occupazione e integrazione sociale”, presentato oggi a Genova in occasione del Congresso regionale dei Consulenti del Lavoro liguri nel corso della due giorni “Verso il Festival del Lavoro 2019”, l’evento di anteprima della X edizione del Festival del Lavoro.

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“Il mondo delle costruzioni si è fermato”

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2018

Non si tratta solo, e come se non bastasse, di un problema per lavoratori e imprese del settore, con quello che ne consegue in termini di retribuzioni e stabilità sociale di un comparto trainante per tutta l’economia, ma di un ritardo diventato drammatico per le infrastrutture e la sicurezza. Tutto bloccato, infrastrutture al collasso, manutenzioni assenti, opere incompiute, cantieri che non partono. Così si sintetizza la situazione. E intanto avvengono disastri: viadotti che crollano per l’età, precipitazioni devastanti a causa di opere per il contenimento del rischio idraulico che non sono state completate, eventi sismici, anche di entità relativamente piccola, che producono danni e vittime.
«E il paradosso» – ricorda il Presidente di ANCE Siena Andrea Tanzini –«è che non si tratta di un problema di risorse: almeno quelle per le opere principali ci sono grazie agli ultimi provvedimenti del Governo». Ma le norme sono incomprensibili, le stazioni appaltanti si trovano spesso nell’impossibilità di procedere perché non hanno strutture tecniche in grado di districarsi tra rimandi, lacune e veri e propri labirinti. «Un Codice degli Appalti nato per contrastare l’illegalità che invece alla fine sta bloccando chi onestamente e scrupolosamente vorrebbe fare il suo mestiere» – dice ancora Tanzini. «La nostra Associazione» – continua Tanzini -«ha già invitato le amministrazioni locali a condividere un percorso che, a norme vigenti, consentirebbe di alleviare almeno le criticità più evidenti. Anche sul nostro territorio abbiamo assistito a gare di appalto, condotte con il sistema della procedura negoziata, dove dopo centinaia di manifestazioni di interesse pervenute da tutta Italia solo alcune delle imprese tra quelle invitate dopo il sorteggio hanno presentato la loro offerta. Un meccanismo perverso, in grado di fiaccare le poche realtà imprenditoriali rimaste sul territorio e soprattutto di non rispondere in maniera adeguata ai bisogni di opere pubbliche del territorio». Alcuni accorgimenti per scoraggiare coloro che, con sede legale anche a centinaia di chilometri di distanza, grazie alle procedure telematichesi presentanocontemporaneamente a molte gare anche di piccolo importosenza avere un reale interesse maaffidandosi solo ad un elemento probabilistico per la partecipazione alla gara – che viene poiabbandonata per il presentarsi di altre opportunità – si possono attuare anche adesso: utilizzo della procedura aperta ancorché più complessa della precedente, obbligo di presa visione del progetto e del sito del cantiere da parte del titolare o dell’organo tecnico dell’impresa concorrente, distanza massima predefinita degli impianti dal luogo di posa, almeno per certi tipi di intervento come i lavori stradali. Ora, però, c’è bisogno di più: una nuova legge, scritta da operatori del settore e non solo da esperti di teoria, con un regolamento attuativo che superi l’esperienza del rimando a linee guida emanatedallo stesso Ente che poi ha l’onere di controllarne l’applicazione; un Ente, l’ANAC, che peraltro non dispone di una struttura adeguata ai compiti assegnati come dimostra il fatto che a distanza di due anni l’emanazione di tutti gli atti previsti non è ancora terminata. «In tema di appalti pubblici – conclude Tanzini – per effetto delle norme attuali non si fanno più neanche le gare. Poi ci sono altri fenomeni come il rallentamento nelle attività di progettazione che riguardano anche gli Enti più importanti come la Regione o l’ANAS. Nel primo caso, ad esempio, non sono state completate le opere di contenimento del rischio idraulico in Valdelsa, fondamentali per la tutela o lo sviluppo di importanti aree produttive, mentre nel secondo, sempre per fare un esempio, va a rilento l’attività di projectreview del raddoppio del lotto 1 Siena Sud – Siena Est Ruffolo della Due Mari,prevista dal contratto di programma e finanziata per 112 milioni di euro».

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Le manovre della Deutsche Bank ai danni dell’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 dicembre 2017

Deutsche-Bank-Sede-Milano“Qui non si tratta di valutare le vendite e i riacquisti dei titoli del debito italiano di Deutsche Bank, che la dottoressa Cannata ha dato per certi, ma il punto nodale è che DB non è una banca come tutte le altre, ma è uno specialista del Tesoro, è un partner del Tesoro, un concessionario. Deutsche Bank insieme a un altro gruppo di banche, una ventina, è un privilegiato, diciamo così, nei rapporti con il nostro Tesoro. Alcuni di queste sono anche azioniste delle società di Rating”.Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario, durante l’audizione di Grazia Colacicco, sostituta procuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Milano.“Il comportamento di Deutsche Bank, quindi, non è disdicevole in sé, ma è disdicevole proprio perché la banca tedesca si trova, da specialista del Tesoro, in vantaggio rispetto ad altri grandi istituti di credito e in conflitto di interessi, perché è un partner privilegiato dell’Italia. Con i comportamenti di DB, invece, sono venute meno lealtà e correttezza.Deutsche Bank con una mano ha comprato titoli del debito sovrano italiano e con l’altra mano ha speculato contro il nostro Paese. Un comportamento anomalo: su quest’ultima ipotesi verificherà la Procura della Repubblica di Milano”.

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Danni d’amianto e risarcimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

amiantoL’esposizione all’amianto è senz’altro causa di patemi d’animo e turbamenti per chi ha lavorato per anni senza adeguate protezioni, come tanti lavoratori italiani che ancora oggi ne pagano le conseguenze così come i loro familiari che ne hanno visti tanti strappati alla vita. Di questo lo “Sportello dei Diritti”, ne ha parlato più volte evidenziando analoga consapevolezza maturata nella giurisprudenza, anche di legittimità secondo la quale anche la paura di ammalarsi di cancro per un lavoratore che ha placche pleuriche per essere stato esposto per lungo tempo all’amianto deve essere risarcita. È quindi, legittima la parametrazione del danno morale ai patemi e turbamenti provati per il sospetto di una malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Peraltro, le prestazioni del fondo vittime dell’amianto sono comunque cumulabili con il risarcimento a carico del datore e le rendite Inail, diretta o in favore dei superstiti. Ad affermare questi importanti principi, la sentenza 24217/17, depositata il 13 ottobre dalla sezione lavoro della Cassazione che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene un precedente assai significativo. Nella fattispecie è stato rigettato il ricorso dell’autorità portuale avverso la sentenza resa dalla Corte d’Appello di Venezia che l’aveva condannata a risarcire i danno patrimoniali e non ad un dipendente che aveva lavorato per anni quale scaricatore di porto e poi ammalatosi per l’inalazione delle microfibre di asbesto. Per i giudici di legittimità dev’essere affermata la responsabilità ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile nei confronti dell’Autorità Portuale che dal ’95 è subentrata al provveditorato del porto e non ha introdotto l’uso delle mascherine nello svolgimento delle operazioni. Anche se il dipendente aveva cominciato a lavorare nel lontano 1968, non si può certo affermare che all’epoca non si conoscessero i rischi dell’asbesto, come già da tempo la Corte di Cassazione ha ricordato la raggiunta conoscenza di tale pericolosità ai primi anni del Novecento (cfr., ex plurimis, Cass. n.4721/1998; Cass. n.18626/2013; Cass.n.18041/2014; Cassi 7258/2016). Pertanto, per quanto puntualmente questa Corte ha ricostruito in materia di lavorazioni pericolose ed esposizione alle polveri di amianto, di cui in questa sede giova citare soltanto il R.D. n.442/1909 che, approvando il regolamento per il T.U. della legge per il lavoro delle donne e dei fanciulli, all’art. 29, tabella B, n. 12, già includeva la filatura e tessitura dell’amianto tra i lavori insalubri e pericolosi nei quali l’adibizione delle donne e dei fanciulli era vietata o sottoposta a speciali cautele, con una specifica previsione dei locali ove non era assicurato il pronto allontanamento del pulviscolo. Alla datrice di lavoro doveva essere ben nota l’intrinseca pericolosità delle fibre d’amianto, materiale il cui uso risulta fin dal principio dello scorso secolo sottoposto a particolari cautele, indipendentemente dalla concentrazione di fibre per i periodi temporali di esposizione per attività lavorativa. In definitiva, il risarcimento riconosciuto è legittimo e la Corte d’Appello ha commisurato il danno morale spettante all’appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Perciò la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, è scaturita da un’adeguata e circostanziata “personalizzazione” del pregiudizio subito e, pertanto, risulta adeguata ai criteri generalmente accolti.

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Maltempo e danni preannunciati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

roma pioggia«Sono bastate le prime piogge di fine estate per far scattare la conta di morti, feriti e danni materiali che, con tragica puntualità, in Italia accompagna qualsiasi fenomeno meteorologico di intensità superiore alla norma. Più che la violenza delle precipitazioni, non c’è dubbio che a fare la differenza sia la capacità di un territorio di rispondere in modo il più possibile elastico a tali eventi. Ciò non può ovviamente verificarsi laddove siano state effettuate scelte urbanistiche scellerate: impermeabilizzazione sistematica del suolo; urbanizzazione massiccia lungo fiumi e torrenti con conseguente spostamento, riduzione o addirittura copertura degli spazi a disposizione dei corsi d’acqua; eliminazione della piantumazione; assenza di sistemi di chiuse e di aree ad hoc dove poter effettuare esondazioni in sicurezza».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Un elenco che comprende solo alcuni degli errori più macroscopici e che si sposa perfettamente con l’incuria che la maggioranza delle amministrazioni locali riserva a fondamentali azioni di prevenzione come la ripulitura dei fondi dei fiumi o la manutenzione degli argini. Ma è un’attenzione complessiva alle tematiche legate all’ambiente che sembra mancare nel nostro Paese: ciò sia da parte dei cittadini, che spesso prendono posizione sui massimi sistemi salvo disinteressarsi di problematiche altamente impattanti per la loro quotidianità, sia da parte delle forze politiche, che in molti casi hanno colpevolmente eliminato le questioni ambientali dalle rispettive agende. Non è un caso – prosegue Simoncini – che da quasi un anno e mezzo in Parlamento ci sia un disegno di legge per contrastare il consumo del suolo che giace agonizzante o che gli ultimi quesiti referendari su tematiche “verdi” siano stati trattati con una sufficienza ai limiti del boicottaggio, con tanto di invito agli elettori a restarsene a casa. Come se gli oltre 7 milioni di cittadini che vivono in territori ad elevata pericolosità idrogeologica non esistessero o non rispondesse al vero che il 90% dei Comuni italiani sia costantemente esposto al rischio di frane e alluvioni».

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Terremoto Centro Italia: prima volta mappatura tridimensionale dei danni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 giugno 2017

Norcia BasilNorcia. Una tecnologia innovativa a livello mondiale, basata su rilievi aerofotografici, e’ stata applicata in Italia su un territorio colpito da calamità naturale, per rilevare lo stato degli edifici e i volumi delle macerie. L’attività è stata realizzata dalla società austriaca Terra Messflug, con il sostegno di ENGIE, player mondiale dell’energia, e ha consentito il monitoraggio di un’area di 100 ettari nel territorio del Comune di Norcia, incluse la Basilica di San Benedetto, la Chiesa di Santa Maria Argentea, sino ai piani di Castelluccio.La tecnologia applicata a Norcia è un esempio del progetto di collaborazione tra ENGIE Italia, Terra Messflug e Unisky (spin-off dell’Università di Venezia IUAV) che mira a fornire ai territori un monitoraggio globale del loro perimetro per sviluppare piani di efficienza energetica su larga scala.La zona colpita dal sisma e’ stata sorvolata ripetutamente, ad una quota tra 4.000 e 7.400 piedi, da un Cessna appositamente attrezzato per acquisire immagine ottiche orto panoramiche ad altissima risoluzione, in verticale e in stereoscopia, senza il supporto di personale presente sul campo. Successivamente è stato possibile effettuare una modellazione in 3D secondo coordinate planimetriche reali, grazie alla possibilità di vedere ogni punto sul terreno in almeno due immagini diverse. Il risultato ottenuto è stato, quindi, non solo una ricostruzione in 3D virtuale ma la disponibilità di immagini misurabili attraverso dati Norcia Basil1geometrici reali. Ciò permette di ricavare informazioni, oltre che dei terreni e tetti, anche delle facciate degli edifici, con una visione complessiva e dettagliata terra-aria; si possono inoltre misurare distanze e altezze con precisioni centimetriche e stimare i danni in modo accurato, per confrontare la situazione anteriore con quella post-evento, disponendo di informazioni uniche per la messa in sicurezza e una migliore pianificazione degli interventi.Secondo il Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno: “il rilievo aereo con tecnologia obliqua rappresenta un avanzamento enorme rispetto alle modalità standard di rilevazione dei danni, attualmente basate su sopralluoghi da parte di tecnici che redigono note descrittive, allegando tradizionali foto bidimensionali. Il dramma che ha colpito Norcia, con tutta l’Italia Centrale, ha visto il prodigarsi instancabile e lo slancio generoso di migliaia di volontari, Istituzioni e Aziende, a fianco delle stesse popolazioni colpite. Le nuove opportunità che la tecnologia ci offre ora potranno esaltare e valorizzare questo sforzo corale di così tanti soggetti, riportando le condizioni di queste terre sfortunate a uno stato di ritrovata normalità, velocizzando le procedure e consentendo economie sugli ingenti costi di ricostruzione che dovremo affrontare”. (foto: Norcia Basil, chiesa)

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I diversi danni dell’ipertensione in giovani, anziani e donne

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

Dubrovnik (Croazia) il 21 e 22 aprile 2017 Grand Villa Argentina Hotel, simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio per dubrovnikle malattie cardiovascolari. Ma quali sono le conseguenze dell’ipertensione in precise categorie di persone, come i giovani, gli anziani e le donne? A questa domanda vuole rispondere il simposio internazionale “Age and genders factors in Hypertension”. Il simposio è organizzato dalla Scuola di Medicina dell’Università di Zagabria, dalla Società Croata di Ipertensione e dalla Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Tra i numerosi argomenti delle due giornate le linee guida della Società Europea di Cardiologia riguardanti l’ipertensione negli anziani, il trattamento dell’ipertensione nei bambini e negli adolescenti, l’ipertensione nelle donne in gravidanza e dopo la menopausa, la fibrillazione atriale a seconda dell’età e del genere, la funzione sessuale negli anziani e in presenza di rischi cardiovascolari.
Sede del Simposio è il Grand Villa Argentina Hotel di Dubrovnik. Il Simposio è stato accreditato dal board europeo per l’accreditamento in cardiologia (EBAC)e assegna 11 crediti europei.

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Voragine fiorentina. Tutto come “temuto”: di rimborsi per ora non se ne parla e chissà quando…

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2016

firenzeLa voragine fiorentina dello scorso 25 maggio sta portando come conseguenze quelle che avevamo temuto per i danneggiati che devono avere un rimborso per rimettersi in sesto il prima possibile: calende greche.Fin dal primo momento abbiamo sempre detto che la responsabilita’ sarebbe stato un rimpallo tra Publiacqua e il Comune e che probabilmente le vittime sarebbero stati i danneggiati. In termini giuridici abbiamo inviato questi danneggiati a pretendere il rimborso da entrambi, ma questo non ferma il fatto che nessuno per ora scuce un centesimo. Ieri i presidente di Publiacqua ha detto esplicitamente che chi ha avuto l’auto distrutta deve aspettare che si stabiliscano le responsabilita’, perche’ se il gestore idrico dovesse rimborsare il dovuto e poi viene fuori che non avrebbe dovuto farlo, la Corte dei Conti potrebbe condannarla per spreco di denaro…. e sicuramente altrettanto crediamo pensi l’amministrazione di Palazzo Vecchio. L’inchiesta della magistratura va avanti, ma non siamo nati ieri per sapere che questo puo’ significare anche anni ed anni, ricorsi di uno contro l’altro…. e i danneggiati? Si “attaccano al tram”, per l’appunto. Chi per esempio ha avuto l’auto danneggiata e con questa ci andava a lavorare, continua a doversi arrangiare. Sembrava che per il danneggiato il principale problema da affrontare dovesse essere che con la vecchia auto distrutta (e per lui ben funzionante), siccome la stessa aveva un valore di mercato oltre il quale il rimborso non poteva andare, con questo rimborso al massimo si comprava un motorino usato, ma grazie ad una sentenza di Cassazione, con la via giudiziale, avrebbe potuto pretendere un rimborso tale da consentirgli la medesima mobilita’ precedente al danno. Ma ora questo problema diventa una bazzecola di fronte al macigno dell’interlocutore che, chiunque esso sia, sta per ora letteralmente lasciando a se stessi i danneggiati: tanto il primo -Publiacqua- ha il suo monopolio del settore e nessuno ne puo’ fare a meno, mentre il secondo -l’amministrazione comunale- almeno fino alle prossime elezioni e’ quella che e’ e non si cambia (e non crediamo che si possano ipotizzare crisi) mentre l’utente -danneggiato in questo caso- rimane col cerino in mano, in attesa che, dopo essersi copiosamente lavate le mani in Arno, i due contendenti della responsabilita’ si degnino di pensare non solo alla propria immagine (importante, ma non solo) ma anche al rispetto civico dei propri sudditi.Lo avevamo gia’ scritto nei giorni a ridosso della tragedia: “Ripristinare e risarcire subito”:
“…il grado di civiltà di un Paese non si misuri solo nell’assenza di voragini, purtroppo mai del tutto evitabili, non essendo mai l’agire umano “perfetto”. Il grado di civilità si misura soprattutto nella reazione a questi episodi, ed in particolare:
1. quanto tempo viene impiegato per ripristinare i luoghi;
2. quanto tempo per individuare cause ed eventuali colpevoli;
3. quanto tempo per risarcire i danneggiati, senza che vengano opposti ostacoli e scaricabarili;
4. quali lezioni possiamo imparare per prevenire, nei limiti del possibile, analoghe situazioni.”
Sembra che sul ripristino si stia marciando, ma sui rimborsi…. aspettiamo un atto e un guizzo di geniale disponibilita’ da parte del responsabile politico, cioe’ il Comune, anche se non c’e’ un accertamento ufficiale di questa responsabilita’: il problema della Corte dei Conti e’ secondario, perche’ a rimborsare dopo, per le istituzioni, c’e’ sempre tempo, mentre siamo gia’ oltre il tempo decente per rimborsare i danneggiati. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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