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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘dante’

Vincenzo Spinelli “Dante e la tartaruga”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2021

Casa Editrice: Il Seme Bianco Collana: Magnolia Genere: Narrativa contemporanea Pagine: 127 Prezzo: 12,90 €. “Dante e la tartaruga” di Vincenzo Spinelli è un romanzo surreale, provocatorio e sarcastico, a tratti delirante, in cui si racconta con un linguaggio esplicito la storia di uno spietato riscatto. È una vicenda controversa in cui a volte si deve sospendere il giudizio, perché il protagonista, Dante, non è certamente un’anima candida, tutt’altro: nichilista, cinico e manipolatore, o lo si ama o lo si odia, non possono esistere mezze misure. Dante è un aspirante scrittore, ed è frustrato da un mondo editoriale che probabilmente non comprende il suo genio; insieme alla sua fidanzata Elena cerca di sopravvivere nella periferia bolognese, tra affitti pagati in ritardo, dipendenze varie e bizzarri dialoghi intrattenuti con scrittori e filosofi morti da tempo, fonti di ispirazione di argute citazioni. Alternando prima e terza persona, l’autore ci conduce in una storia tragicomica in cui una coppia di innamorati si immerge totalmente nei due impulsi che dominano l’essere umano: Eros e Thanatos; un inabissamento nell’erotismo più sfacciato, in un nevrotico egotismo e, in ultimo, nella colpa più nera. Dante ed Elena decidono infatti di commettere un omicidio per liberarsi da una vita di affanni: uccidendo l’anziana signora Scalpini e modificando il suo testamento potranno finalmente avere un’esistenza serena, trasferirsi a Parigi e magari rilevare la libreria Shakespeare and Company. Vincenzo Spinelli mette in scena un teatro dell’assurdo in cui i veri protagonisti sono gli eroi letterari di Dante: scrittori come Fedor Dostoevskij, Louis-Ferdinand Céline, Mark Twain, Luigi Pirandello, Edgar Allan Poe e Franz Kafka, ma anche figure storiche come il filosofo Socrate e il condottiero Spartaco, accolgono le sue riflessioni e diventano i motivatori delle sue azioni; nelle conversazioni brillanti e divertenti con questi fantasmi si guarda nell’abisso dell’anima di Dante e si comprende la ragione profonda del suo agire folle e sconsiderato. L’autore presenta una storia che può suscitare sentimenti di avversione se ci si ferma alla superficie ma che poi, scavando a fondo, porta a riflettere sul complicato mondo moderno, in cui la precarietà e l’insoddisfazione generano mostri che alla fine sono più spaventati che spaventosi, ma non per questo meno pericolosi. Vincenzo Spinelli (Como, 1985) è un corriere di giorno e uno scrittore di notte. Amante della letteratura surrealista, satirica, dell’assurdo e di quella proibita, nel 2016 vede menzionato il suo racconto “In bilico vacillo su un mio capello perso sul cuscino” al Salone internazionale del libro di Torino. Da quel momento ha iniziato a scrivere. Pubblica per la casa editrice Il Seme Bianco il suo romanzo d’esordio “Dante e la tartaruga”. Sul sito Raccontinellarete.it si possono trovare alcuni suoi racconti.

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Parma per Dante

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2021

Parma. Si parte giovedì 25 febbraio con Giuseppa Z. Zanichelli, docente dell’Università di Salerno, che parlerà di Dante in miniatura: parole e immagini nei codici danteschi della Biblioteca Palatina di Parma. Il secondo incontro sarà dedicato a Un parmigiano all’Inferno: Asdente, con il docente dell’Università di Parma Paolo Rinoldi, in programma per giovedì 18 marzo. Giovedì 15 aprile, nell’Aula K3 del Polo di via Kennedy, Giuseppe Martini, segretario scientifico dell’Istituto nazionale di studi verdiani parlerà di Dante e Verdi. Giovedì 29 aprile si proseguirà nell’Aula K3 con Ispirazioni dantesche: la Commedia nei poemi di Jacopo Sanvitale e Francesco Scaramuzza, relatore Francesco Gallina, dottorando dell’Università di Parma. Giovedì 13 maggio alla Biblioteca Umanistica dei Paolotti dell’Università di Parma (Plesso di via d’Azeglio) Federico Bellini della Compagnia StabileMobile interverrà, in dialogo con Roberta Gandolfi, docente di Storia del teatro dell’Università di Parma, su Dante/Pasolini (l’incontro fa parte del ciclo “Nel nome di Dante”, http://www.dantenoi.it). Ultimo appuntamento giovedì 27 maggio, nell’Aula dei Filosofi della Sede Centrale dell’Università, con una Lettura dantesca a cura del docente dell’Università di Parma Carlo Varotti. La partecipazione alle conferenze è valida come corso di aggiornamento per gli insegnanti (S.O.F.I.A., http://www.istruzione.it/pdgf, ID 52866).

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Dante. Il Poeta Eterno di Felice Limosani

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Firenze 14 settembre 2021 – 10 gennaio 2022 Complesso Monumentale di Santa Croce. Un progetto per le celebrazioni del settecentenario della morte di Dante Alighieri, promosso da FEC – Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, Comune di Firenze, Opera di Santa Croce e Felice Limosani Studio s.r.l. Società Benefit Nel suo saggio politico De Monarchia (1312-1313) Dante si definì un albero che fruttifica e non una voragine che inghiotte . È a questa visione che l’artista multimediale Felice Limosani si è ispirato nel concepire il progetto culturale Dante. Il Poeta Eterno che avrà la sua sede negli spazi del Complesso Monumentale di Santa Croce di Firenze dal 14 settembre 2021 al 10 gennaio 2022. Dante. Il Poeta Eterno nasce dall’idea di Felice Limosani di attualizzare la straordinaria opera dell’incisore Gustave Dorè e raccontare l’avventura umana di Dante a partire dalla ricchissima eredità culturale, morale e spirituale lasciata dal Sommo Poeta, ancora oggi così prolifica. Un progetto che proprio in Santa Croce, luogo della memoria condivisa e spazio dantesco per eccellenza, intende riconciliare la figura di Dante con la sua città natale – Firenze, città- laboratorio culturale per definizione – riportandola in alcuni dei luoghi che ne hanno intrecciato la biografia, e che vuole rendere ancora più vivo e attuale il suo messaggio attraverso il linguaggio culturale delle Digital Humanities, di cui Limosani è uno dei principali interpreti artistici, con un approccio che associa discipline umanistiche e tecnologie digitali.Il lavoro di rilettura dell’eredità dantesca è reso possibile grazie all’autorevole direzione scientifica del Professore Emerito di Letteratura Italiana Enrico Malato, in collaborazione con il Centro Pio Rajna – Centro di studi per la ricerca letteraria, linguistica e filologica e al fondamentale supporto di un importante Comitato Scientifico che vede la Presidenza Onoraria di Beatrice Garagnani Ferragamo ed è composto da (in ordine alfabetico): Don Alessandro Andreini, Lucia Battaglia Ricci, Paola Berardino, Paolo Conti, Luca De Biase, Don Alfredo Jacopozzi, Enrico Malato, Padre Gabriel Marius, Maria Marzullo, Andrea Mazzucchi e Jeffrey Schnapp.L’opera Dante. Il Poeta Eterno verte sulle incisioni di Gustave Doré – incisore francese considerato uno dei massimi illustratori della Commedia dantesca – dalle quali Limosani ha sviluppato un progetto multimodale (e non solo multimediale). L’idea fondante è quella di creare una grande mostra attraverso contenuti trattati per essere fruibili anche sotto forma di didattica digitale in ambito scolastico e in una programmazione scientifica a beneficio di attività sociali e di cura ospedaliera.Grazie alle tecnologie di nuova generazione e a una progettazione multimodale, i contenuti di Dante. Il Poeta Eterno continueranno a diffondere l’esperienza dantesca con modelli di divulgazione esperienziale e di cura sperimentale elaborati con la piattaforma di innovazione H-Farm Treviso. A questo proposito sono state già avviate delle collaborazioni per la pianificazione di un lavoro tecnico scientifico che a vario titolo coinvolge educatori, docenti, pedagogisti, psicologi, sociologi, neuroscienziati ed esperti della Comunità di San Patrignano, della Fondazione dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dell’Istituto Dino Compagni di Firenze e del Conservatorio San Niccolò di Prato. Il progetto Dante. Il Poeta Eterno è candidato al Calendario Ufficiale per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri del MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

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“Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita nova” di S. Carrai

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 settembre 2020

Se Dante non avesse scritto, negli anni della maturità, quello straordinario poema che è la Commedia, sarebbe rimasto comunque nella storia della letteratura italiana ed europea grazie al capolavoro della sua giovinezza, ossia per aver scritto la Vita nova: storia dell’amore per Beatrice dall’infanzia fino a poco dopo la morte di lei, composta in un misto di poesia e di prosa. Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita nova di Stefano Carrai intende approfondire la fisionomia del libro d’esordio di Dante, che intreccia autobiografia, storia di un amore, storia di una poetica e spiritualizzazione dell’amore profano. Disamina, questa, non fine a se stessa, bensì in funzione del rapporto strettissimo che il testo intrattiene con il grande poema della maturità, di cui costituisce l’antefatto e di cui pone le necessarie premesse sia sul piano narrativo sia su quello dottrinale, al punto da configurare un vero e proprio dittico, quasi che Vita nova e Commedia fossero state concepite come le due metà di una storia sola. By Francesca Ghezzi Edizioni della Normale Scuola Normale Superiore Pisa

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“Dante gli occhi e la mente. Le arti al tempo dell’esilio”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2020

Ravenna. Due capolavori della pittura medievale, il celebre Polittico di Badia di Giotto e il ‘San Francesco riceve le Stimmate’ del Maestro della Croce 434 ed una tela del 1854 di Annibale Gatti ‘Dante in esilio’. Queste opere, custodite a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, verranno concesse in prestito dal museo in occasione del Settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri per il progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente: si tratta di tre mostre che vogliono omaggiare il Sommo Poeta attraverso differenti prospettive organizzate da Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla cultura e dal MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. A testimonianza del profondo legame tra Firenze, città natale del sommo poeta, e Ravenna, la città che fu il suo ‘ultimo rifugio’ e che ne conserva le spoglie, la Galleria degli Uffizi e il Comune di Ravenna hanno infatti firmato un accordo di collaborazione pluriennale: nel 2021 i primi prestiti del museo fiorentino alla mostra Le Arti al tempo dell’esilio. Altri seguiranno con cadenza annuale, in occasione di ogni settembre dantesco, cui si aggiungerà il deposito a lungo termine di alcune opere che saranno parte integrante del progetto Casa Dante.
La mostra Le Arti al tempo dell’esilio, curata di Massimo Medica, direttore dei Musei civici d’Arte Antica di Bologna, ed allestita dal 6 marzo al 4 luglio 2021 nella chiesa di San Romualdo a Ravenna, potrà contare su due capolavori degli Uffizi.
Il Polittico di Badia di Giotto, datato intorno intorno al 1300, è originariamente proveniente dall’altare maggiore della Badia di Firenze, una delle chiese più importanti della città, situata nei pressi dell’abitazione degli Alighieri. Nell’ideale percorso affrontato dalla mostra, l’opera, sicuramente nota a Dante, è inserita nella sezione della mostra dedicata a Firenze insieme ad un altro prestigioso prestito, sempre della Galleria degli Uffizi: un dipinto a tempera e oro su tavola del Maestro della Croce 434, San Francesco riceve le stimmate, databile intorno al 1250. Le opere presenti in questa prima sezione costituiscono la necessaria premessa per affrontare i temi dell’esposizione, incentrata soprattutto sul periodo dell’esilio del poeta, iniziato come è noto nel 1302. Roma, Arezzo, Verona, Padova, Bologna, Lucca, Pisa, Ravenna, sono alcune delle città che Dante ebbe occasione di visitare in questi anni: quali opere ebbe occasione di vedere? seguendo le peregrinazioni del poeta, la mostra intende ripercorrere un ideale itinerario di immagini, una sorta di mappa delle sue conoscenze artistiche. Nelle opere di Dante e in particolare nella Commedia, infatti, la forza delle immagini e l’esperienza visiva ricoprono un ruolo centrale.
Per la ricostruzione del ‘viaggio’ dantesco attraverso opere d’arte riconducibili ai luoghi dell’esilio, è necessario partire da Firenze, dove tutto ha inizio. L’origine fiorentina del poeta gli permise, infatti, di conoscere l’incalzante rivoluzione artistica nella sua città natale, che troverà proprio con Giotto, nella scoperta del vero e nella certezza dello spazio misurabile, una dimensione universale e nazionale, così come lo stesso Dante sperimentava in quegli anni con la sua ricerca del “volgare illustre” quale lingua per l’intera penisola italiana. Il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt: “La collaborazione istituzionale tra gli Uffizi e Ravenna, in casi di progetti importanti come questo, pone in primo piano il territorio e la sua storia, ne esalta i valori, promuove la conoscenza e, non ultimo, diventa un ingranaggio fondamentale della ripresa dopo la pandemia. Il volgare fiorentino è diventato lingua letteraria nazionale grazie a Dante, Giotto ha diffuso in tutta Italia una forma espressiva nuova e radicale, alla base di ogni sviluppo artistico successivo: solo riallacciandoci a quegli esempi coraggiosi di apertura possiamo fare del nostro patrimonio una forza sociale per l’intero Paese”.

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Apertura delle celebrazioni di Dante

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Ravenna. La serata del 5 settembre, alla presenza del presidente della Repubblica, vedrà alle 20.30 la riapertura solenne della tomba e del vicino quadrarco di Braccioforte, al termine di un intervento di restauro che ha restituito al sepolcro dantesco, progettato dall’architetto Camillo Morigia, il suo volto originario, nonché l’inaugurazione della nuova illuminazione.
Domenica 12, un concerto del maestro Riccardo Muti in piazza San Francesco saluterà la conclusione degli eventi dedicati al padre della lingua italiana in questa così importante ricorrenza. Il concerto quale parte integrante di un percorso di condivisione tra le città dantesche, verrà eseguito nei giorni successivi a Firenze e Verona.
L’11 settembre alle 17, sarà inaugurata alla biblioteca Classense Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, la prima mostra del progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, curato dalle istituzioni Museo d’arte della città di Ravenna e Classense (vedi comunicato Mostre ed eventi espositivi).
Il 13 settembre, dalle 9.30, verrà celebrato, come di consueto ogni seconda domenica di settembre, l’annuale della morte di Dante Alighieri, quest’anno il 699°.
Dal 14 settembre 2020, presso la Tomba di Dante, ogni giorno, perpetuamente, si leggerà un canto della Commedia, nell’iniziativa L’ora che volge il disio, che nei decenni che ci accompagneranno verso l’ottavo centenario raccoglierà nel Museo Dantesco le immagini di grandi protagonisti dell’arte e della società, alternate a quelle di cittadini e cittadine, turisti e turiste, intenti a cimentarsi con l’opera del Sommo Poeta.
Le celebrazioni per il settimo centenario della morte di Dante a Ravenna si legano infatti ad una tradizione ininterrotta: Ravenna onora Dante da quella notte tra il 13 e 14 settembre 1321, quando terminò l’avventura mortale del Poeta, consegnata all’eternità della memoria. Quello che oggi viene presentato è già un programma molto corposo e articolato, ma destinato ad arricchirsi ulteriormente, anche grazie ai 38 contributi derivanti dalla “chiamata pubblica” e a quelli dei soggetti convenzionati. Perché Dante a Ravenna rappresenta da sempre l’oggetto di una progettualità condivisa, che sa suscitare l’interesse, la riflessione e la creatività di tutti e attorno al quale si stanno sviluppando e si svilupperanno numerose altre iniziative, che saranno via via comunicate, in un capillare dialogo tra eventi di portata internazionale e occasioni di partecipazione diffusa.
A cura della Fondazione Ravenna Manifestazioni, prima della scopertura del monumento restaurato, l’ensemble vocale Voces Suaves eseguirà Quivi sospiri di Luzzasco Luzzaschi dal Secondo libro dei madrigali a cinque voci (1576) dove sono musicati versi del canto III dell’Inferno; e al termine della cerimonia Io sono amore angelico di Joanne Metcalf da Il nome del bel fior (1988) dove sono musicati versi del canto XXXIII del Paradiso. Successivamente, in piazza San Francesco, la pianista Yulianna Avdeeva eseguirà la Fantasia quasi Sonata – Après une Lecture de Dante, di Franz Liszt, mentre il baritono Luca Micheletti e il pianista Davide Cavalli proporranno Il conte Ugolino dal canto XXXIII dell’Inferno, di Gaetano Donizetti.In chiusura l’attore Elio Germano leggerà il canto XXXIII del Paradiso. L’intero evento verrà trasmesso in diretta streaming e sarà visibile anche su un maxi schermo in piazza del Popolo.
Tra i protagonisti del settimo centenario dantesco non poteva mancare l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Da marzo 2021, sotto il coordinamento del professor Marco Bazzocchi, delegato del rettore alle iniziative culturali dell’Ateneo, si svolgerà un evento nazionale in occasione del Dantedì su Dante e la poesia contemporanea. Ancora, numerosissime saranno le iniziative letterarie.

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Beatrice conduce Dante in Paradiso, ossia verso la conquista della sua immortalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 agosto 2019

Qui si compie il destino di tutti gli esseri viventi, dal più piccolo al più grande, dal più saggio al più ignorante. Solo in questo modo possiamo giungere a un grado maggiormente elevato di consapevolezza e di compiutezza. Il genere umano, così procedendo, cammina, ma si può anche incedere senza procedere, si avanza, sotto certi aspetti, e si arretra sotto altri. La barbarie è una di tali cammini a ritroso.
L’uomo è condannato a un movimento continuo ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo sta dimostrando. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso)

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Dante letto da Massimo Venturiello e Bach suonato da Spinedi

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 marzo 2019

Roma Mercoledì 13 marzo alle 18.00 per i concerti di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) la grande poesia e la grande musica si incontrano. Massimo Venturiello legge tre canti della Divina Commedia di Dante Alighieri, precisamente il decimo dell’Inferno, il trentesimo del Purgatorio e l’undicesimo del Paradiso, con l’incontro tra il poeta e San Francesco. Il violinista Leonardo Spinedi suona la Terza Partita BWV 1006 di Johann Sebastian Bach. I sette movimenti di uno dei massimi capolavori di Bach si alternano ai versi di Dante e scattano le segrete e misteriose affinità tra due dei massimi artisti della civiltà occidentale, che a quasi cinque secoli di distanza intessono un dialogo profondo.
Massimo Venturiello prosegue dunque questi incontri tra Dante e Bach, iniziati nelle scorse stagioni di Roma Sinfonietta e sicuramente si ripeterà anche questa volta il fascino di quest’incontro tra poesia e musica.
L’introduzione critica di Rino Caputo, professore dell’Università di Roma2 “Tor Vergata”, faciliterà un’approfondita comprensione del testo dantesco.
Massimo Venturiello ha lavorato per il cinema, il teatro e la televisione, diretto da grandi registi quali Ettore Scola, i fratelli Taviani, Giuseppe Bertolucci, Gabriele Salvatores, Carlo Lizzani, Carlo Vanzina, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro, Sandro Bolchi e tanti altri.
Leonardo Spinedi ha vinto nel 2014 il Premio Salieri di Legnago, ha collaborato come primo violino solista con numerose orchestre ed è il primo violino del Quartetto Orfeo, con cui ha realizzato il cd “El Otro Astor”, una monografia su Astor Piazzolla per la Brillant Classics. Si esibisce anche, sia come violinista che come chitarrista, in ambito jazzistico.

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Pier Luigi Vercesi presenta Il naso di Dante

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Roma Mercoledì 16 gennaio, ore 17.30 Galleria del Primaticcio – Palazzo Firenze, Piazza di Firenze 27, Giovedì 17 gennaio, ore 16.30 Associazione Archesofica, Piazza Ungheria 6. Nell’estate del 1840, in una sala del palazzo del Bargello di Firenze, viene riportato alla luce il ritratto giovanile di Dante dipinto da Giotto. Qualche giorno dopo il ritrovamento, Seymour Kirkup, uno stravagante pittore inglese con la passione per lo spiritismo, corrompendo un guardiano, si fa rinchiudere nel Bargello, dove realizza una copia del Dante giottesco, che ha il naso aquilino ma dolce, non severo come quello che appare dalla presunta maschera mortuaria del Poeta. Resterà l’unica testimonianza dell’originale, perché il granduca di Toscana ordinerà un restauro maldestro dell’opera.
Kirkup invia la copia al patriota e dantista italiano esule a Londra Gabriele Rossetti, primo sostenitore di un’interpretazione esoterica della Divina Commedia e della Vita Nova. Attenendosi all’interpretazione paterna, Dante Gabriel, il celebre esponente della Confraternita dei Preraffaelliti, non soltanto raffigurerà il
Poeta con il giottesco naso «dolce», ma ne farà il depositario di una conoscenza superiore che si rifà alla tradizione dei trovatori, un «Fedele d’amore» legato all’eresia catara. A partire da quel momento, Dante diverrà l’oggetto delle più fantasiose – a detta degli studiosi ortodossi – interpretazioni, in una storia che si dipanerà in infiniti rivoli, e che Pier Luigi Vercesi ricostruisce in questo avvincente racconto che attinge a un nutrito materiale inedito: oltre duecento lettere scritte da Seymour Kirkup a un suo sodale milanese e datate «Firenze, via Ponte Vecchio 2», ovvero l’antica magione dei templari fiorentini.
Pier Luigi Vercesi è nato a Corteolona nel 1961. Inviato del Corriere della Sera, ha scritto numerose opere tra le quali Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia (Neri Pozza, 2017), Il marine. Storia di Raffaele Minichiello (Mondadori, 2017), Storia del giornalismo americano (Mondadori, 2005), Ne ammazza di più la penna. Storie d’Italia vissute nelle redazioni dei giornali (Sellerio, 2014).

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Lezione di Mario Negri su “Dante e le lingue”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 settembre 2018

Parma martedì 25 settembre, alle ore 16.30, in Biblioteca Palatina, nell’ambito del corso di Linguistica generale dell’Università di Parma lezione di Mario Negri su “Dante e le lingue”.
Mario Negri, fra i maggiori esperti europei di glottologia e di filologia egea e Rettore dell’Università IULM di Milano, parlerà nella sua lezione di storia della cultura, prima ancora che di linguistica.La lezione, promossa nell’ambito della “Terza missione” dell’Ateneo, che mira a un dialogo e una sinergia sempre più profondi dell’Università con il territorio locale, è parte integrante del corso di Linguistica generale (corso di laurea triennale in Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative), tenuto dal prof. Davide Astori, ed è aperta a tutti gli interessati.

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Beatrice conduce Dante in Paradiso, ossia verso la conquista della sua immortalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 agosto 2018

Qui si compie il destino di tutti gli esseri viventi, dal più piccolo al più grande, dal più saggio al più ignorante. Solo in questo modo possiamo giungere a un grado maggiormente elevato di consapevolezza e di compiutezza. Il genere umano, così procedendo, cammina, ma si può anche incedere senza procedere, si avanza, sotto certi aspetti, e si arretra sotto altri. La barba-rie è una di tali cammini a ritroso.
L’uomo è condannato a un movimento continuo ma giunto al più alto livello la sua intenzione di volervi restare stabilmente lo spinge a compiere passi retrogradi. L’esempio dell’Eden in cui vissero Eva e Adamo lo sta dimostrando. Essi, per un eccesso di sicurezza, finirono con il perdere tutto, tranne l’amore.
E’ questo il filo d’Arianna, figlia del mitico re di Creta Minosse e di Pasifae che salva Teseo che si era avventurato nel labirinto per uccidere il Minotauro. E’ un filo d’amore. E’ quello che permette all’eroe di ritrovare la via del ritorno.
Sono storie simboliche, forse semplicemente spettacolari, ma tanto confacenti alla natura stessa dell’essere umano che si ritrova sempre con lo stesso ricorrente tema: quello del sentimento più puro che sprona all’azione, alla ricerca, alla bellezza e ci aiuta a capire la vita e ancor più la morte.
E’ tutto questo solo sentimento? Forse. Il sentimento, tuttavia, non inganna mai. Non coglie e non afferma che un rapporto, e questo non è un’apparenza ingannatrice. Esso non delude, per quanto primitivo può apparire.
E’ invincibile, universale e ci conduce sulle esistenze e le realtà e le annuncia con evidenza manifesta. Allora può servire di base a un giudizio assoluto e necessario. E’ la coscienza dell’esistente e delle esistenze.
L’attenzione che diamo a una cosa è sempre proporzionata all’interesse che essa c’ispira o alla forza di volontà che vi mettiamo. Quando questi due principi dell’attenzione si concentrano su un determinato oggetto, allora soltanto essa raggiunge il suo più alto grado di forza. In una passione, nulla ci sfugge di ciò che con essa ha rapporto, vicino o lontano che sia. I senza anima o gli uomini deboli di carattere, che, di fatto, non s’interessano di nulla, non sono suscettibili d’attenzione, o almeno di una valida attenzione. Per loro è necessario ritornare a vivere per assaporare ciò che hanno perso nelle vite precedenti. Sono i Teseo senza la loro Arianna. (Riccardo Alfonso)

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Un esperimento: unire Dante e Bach

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

Massimo Venturiello 1Prisca AmoriRoma mercoledì 24 gennaio alle 18.00 all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nell’ambito dei concerti di Roma Sinfonietta (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) Massimo Venturiello legge Dante, Prisca Amori suona Bach: è un incontro ai massimi livelli tra poesia e musica.
Introdotto da Lazzaro Rino Caputo, docente di Letteratura Italiana presso l’Università Roma2, Massimo Venturiello leggerà un canto di ciascuna delle tre cantiche della Divina Commedia: il primo dell’Inferno, il secondo del Purgatorio e il trentatreesimo e ultimo del Paradiso. Alle terzine di Dante Alighieri si alternerà la musica di Johann Sebastian Bach, precisamente brani dalle Partite e Sonate per violino solo, nell’esecuzione di Prisca Amori.
Oltre mille chilometri e quattrocento anni separano Dante e Bach, ma questi due grandi spiriti rivelano segrete e misteriose affinità, instaurando tra loro un dialogo profondo, che annulla ogni distanza. Biglietti: E. 12,00. Ridotti E. 8,00. Studenti E. 5,00. (foto: massimo venturiello, Prisca Amori)

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Encuentros en la traducción: La traducción de los clásicos. Cervantes Vs Dante

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2016

cervantesMadrid 30 de marzo a las 19.30 horas Instituto Cervantes – Salón de Actos c/ Alcalá, 49 Entrada libre hasta completar el aforo la sede del Instituto Cervantes de Madrid, en colaboración con el Instituto Italiano de Cultura de Madrid, el Instituto Universitario de Lenguas Modernas y Traductores (IULMyT) y el ACETT Traductores (Asociación Colegial de Escritores) albergará la nueva mesa redonda “Cervantes Vs Dante”, la cual estará moderada por la filóloga italiana Mercedes Rodríguez Fierro, quien tiene la traducción como una de sus principales líneas de investigación en la Universidad Complutense de Madrid y que dialogará con el traductor Luis Martínez de Merlo y la traductora y filóloga especializada en literatura española Patrizia Botta.El público que asista a la totalidad del ciclo recibirá un certificado de asistencia.Participantes: Patrizia Botta, profesora. Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Luis Martínez, traductor
Mercedes Rodríguez Fierro, profesora. Universidad Complutense
Organizan: Instituto Cervantes (Madrid); Universidad Complutense de Madrid (UCM)
Colaboran: Instituto Italiano de Cultura (Madrid); Instituto Universitario de Lenguas Modernas y Traductores (IULMyT) (Madrid) ACETT Traductores (Asociación Colegial de Escritores)

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