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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

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Teatro: “Il funerale del padrone” di Dario Fo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

funerale del padroneRoma Dal 28 al 30 aprile al Teatro India Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi (Biglietti 10 € intero 7 ridotto, orari spettacolo: venerdì ore 19 sabato ore 21 domenica ore 19 _ Durata spettacolo 1 ora e 10 minuti) va in scena la restituzione finale del laboratorio condotto da Massimo Di Michele con gli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, IL FUNERALE DEL PADRONE, testo del Premio Nobel Dario Fo, un atto unico tratto dallo spettacolo Legami pure, tanto spacco tutto lo stesso, che ha debuttato a Genova nel 1969.
La vicenda è quella degli operai di una fabbrica all’indomani dell’occupazione. Mentre un improbabile commissario ne ordina lo sgombero, gli scioperanti architettano una messinscena per attirare l’attenzione dei passanti e sensibilizzarli sulle ragioni delle rimostranze. Recuperando degli abiti in prestito, gli operai decidono di rappresentare in una farsa il funerale del padrone. Prende il via uno straordinario esempio di teatro nel teatro, in cui ciascun operaio impersona i protagonisti di una cerimonia funebre. La rappresentazione è tutta sopra le righe e si arricchisce di presenze caricaturali di fine fattura, come il Gran Poiano, l’uccello che trasporta l’anima del defunto in cielo. Il punto più alto della farsa, quello in cui si decide di sacrificare un operaio per far quadrare i bilanci annuali degli incidenti sul lavoro, sbugiarda il gioco. Il cerchio sarà chiuso quando si chiuderà il sipario: a chi sarà fatto il funerale? Al padrone o all’operaio? E se i ruoli si scambiassero per un attimo, per una sorte bizzarra e circense, e si facesse il funerale al padrone vero, all’unico proprietario del proprio lavoro e della propria vita?
Con ironia lo spettatore si trova ad assistere alla messa in scena dei delitti più crudeli: dalla tratta degli organi alla mercificazione delle persone e dei valori, dalla corruzione della chiesa alla demagogia della politica, all’attuale populismo delle nostre forze politiche. «Ho forzato, in un certo senso, i limiti della struttura stessa. Il mio obbiettivo è quello di far ridere e divertire davanti ai drammi più atroci, denunciare con ironia, con forza il problema delle morti bianche e delle migliaia di persone rimaste invalide per incidenti sul lavoro – racconta Massimo Di Michele – Dal 1969, data in cui fu scritto il testo da Dario Fo, al 2006, data in cui ne curai la mia prima regia, ad oggi il numero delle morti bianche è rimasto quasi invariato e nessuno ne parla. La denuncia, tra ironia e sarcasmo, non si ferma al problema delle morti sul lavoro, ma si estende ad altre forme di violenza contro l’uomo, come ad esempio le sciagure in mare di migliaia di immigrati clandestini, le morti causate dall’inquinamento e la violenza sulle donne. Ed è proprio a loro che dedico questo spettacolo, a tutte le donne uccise per mano di un uomo, tutte le vittime dei numerosi femminicidi che insanguinano la cronaca. In loro memoria ho scelto di far indossare scarpe rosse a tutte le attrici. Questo dovrebbe farci riflettere. Per me, tornare in scena con questo testo è un omaggio al Maestro Fo, a cui sono grato per aver sostenuto da subito l’operazione consapevole e coraggiosa di un gruppo di giovani artisti».Lo spettacolo è l’esito del laboratorio tenuto da Massimo Di Michele per gli allievi della Scuola di Teatro e Perfezionamento Professionale del Teatro di Roma, finalizzato alla conoscenza degli strumenti utili all’attore per affrontare lo spazio vuoto della scena, mostrando come la pratica della recitazione, con tutti gli esercizi che sottende, possa portare a superare i propri limiti e a crescere mettendosi costantemente in gioco. (foto: funerale del padrone)

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Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

foa-rameRoma giovedì 23 marzo 2017, ore 12.00 Palazzo Barberini via delle Quattro Fontane, 13 Intervengono:
Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo
Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali d’Arte Antica
Jacopo Fo, Compagnia Teatrale Fo Rame
Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Palazzo Barberini, la mostra Dario Fo e Franca Rame: il mestiere del narratore, a cura della Compagnia Teatrale Fo-Rame, in collaborazione con il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, aperta al pubblico dal 24 marzo al 25 giugno 2017.Un viaggio, un’esperienza, un cammino intrapreso da due artisti straordinari, Dario Fo e di Franca Rame, che insieme hanno collezionato disegni, tele, arazzi, copioni, foto, documenti, pupazzi, maschere, costumi e oggetti di scena per rendere il loro messaggio comprensibile a tutti, facendo del narrare una vera e propria arte.

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Dario Fo: Si è spenta una voce legata al santo di Assisi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

assisiSi è spenta una voce critica che è stata da stimolo per l’attenzione verso gli ultimi e le periferie della storia. La preghiera che possa incontrare l’amore pieno’ – è la nota del Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti diffusa dal direttore della sala stampa, padre Enzo Fortunato che ricorda: ‘Dario Fo è sempre stato legato da affetto e ammirazione per il Santo di Assisi, lo testimoniano alcuni suoi scritti come la poesia per il Santo ‘Il dono della Pace’ e il racconto ‘La leggenda della fonte tiepida’.

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Lucia Vasini ricorda il suo maestro: Dario Fo

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

lucia-vasini1lucia-vasini“Per me è un grande dolore, temevo questo giorno…purtroppo non siamo immortali…già ho provato un dolore immenso per la scomparsa di Franca e ora Dario. Sono state due figure fondamentali nella mia vita”. Così interviene Lucia Vasini, sulle scene in questo periodo a Rimini, al Teatro del Lago di Montecolombo, con il musical “Sicuramente Amici”, riguardo alla scomparsa del grande esponente del mondo culturale italiano.
“Sia Franca che Dario sono stati amici e maestri, che mi hanno protetto e aiutato. Il teatro italiano ha leggi molto severe e il talento da solo non basta…per un periodo mi hanno dato man forte e sostenuto anche con i loro testi. E come non ricordare l’esperienza con Mistero Buffo? Fo ha rappresentato per il teatro italiano una vera e propria rivoluzione: non solo un attore o autore ma anche promotore di un teatro con una funzione sociale e di aiuto agli altri. Quante volte si è speso, si sono spesi entrambi, per chi aveva bisogno o era in difficoltà! Lui era davvero un ricercatore dell’anima, di una profondità immensa”.
Chiediamo allora a Lucia Vasini un ricordo…
“Nel 2008, Franca mi diede un suo testo che io misi in scena in un teatro di Milano. Si trattava di ‘Grasso è bello’ era una commedia, che prevedeva scenografie e costumi. In questo caso però io l’avevo trasformata in un monologo, recitandone tutti i ruoli e senza costumi per questioni economiche. Dario e Franca vennero alla prima, io avevo una paura pazzesca….Nel camerino Dario mi consigliò di fare una premessa ad inizio spettacolo, spiegando al pubblico che per carenza di budget non si erano potuti comprare i costumi che mi avrebbero ingrassato e che pur avendo mangiato a dismisura nei giorni precedenti la messa in scena, non ero riuscita nemmeno ad ingrassare il fondo schiena! Poi Dario salì sul palco facendo il prologo e Franca al termine fece la stessa cosa dicendo che da quel momento la commedia sarebbe diventata un monologo tanto le era piaciuto il mio. Ecco bontà e fiducia, questo quello che esprimevano Dario e Franca, dei veri maestri.” (foto: lucia vasini)

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Oggi se ne è andato Dario Fo

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2016

dario-foLo ricordiamo con il suo intervento dal palco di piazza Duomo il 19 febbraio 2013, quando ci disse con la sua potente voce: “Fatelo voi!”. Sarai sempre con noi Dario. “Mi sembra di essere tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra, l’ultima guerra mondiale. Ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come siete voi: felici, pieni di gioia e, non dico speranza, la speranza lasciamola a parte, ma di certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti. Fatelo voi per favore, fatelo voi! Ribaltate tutto per favore. Io mi ricordo che in quell’occasione c’erano quattro contadini che sono arrivati qua con altri contadini e portavano sei piante. E le hanno piantate una qua una là una là una là… Le piante erano il segno del “si ricomincia”. Vorrei che anche questa sera ci fosse quelle piante piantate per dire “Si ricomincia da capo!”. Grazie!” Dario Fo. ( fonte:  dal blog di Grillo) (Mi associo al dolore di quanti hanno seguito e ammirato la sua passione per il teatro e la vita civile. Resta indelebile il suo ricordo. Riccardo Alfonso)

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Dario Fo e la malattia del Papa

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2015

dario fo“La malattia del Papa? E’ una mossa infame, perché si pensa che chi abbia un tumore non ragioni più”. Così Dario Fo, premio Nobel e drammaturgo, che è stato ospite del programma di Radio2 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. “’L’ autore di questo giochetto infame è un gruppo editoriale ben noto, ma questa d’altra parte è la macchina della nostra politica”, ha commentato Fo a Radio2. (foto dario fo)

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Il Mistero Buffo di Dario Fo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 febbraio 2011

Piove di Sacco 5 febbraio 2011 alle 21.15 al Palazzetto dello Sport di Sant’Anna  la stagione di prosa  2010-2011 del Teatro Filarmonico Comunale presenta Il mistero buffo di Dario Fo (P.s. nell’umile versione pop) geniale ed esilarante lavoro del comico Paolo Rossi in omaggio al grande maestro Dario Fo. La stagione proseguirà poi fino al 15 aprile con altri 3 appuntamenti. Nell’umile versione pop è un omaggio all’opera più emblematica del Premio Nobel Dario Fo, in cui però Paolo Rossi si allontana il più possibile dalla versione originale trasformandola in un contenitore unico, dove i misteri originali e quelli nuovi si uniscono e si miscelano, come accade nel teatro popolare. Mistero Buffo è un monologo la peculiarità è il linguaggio, il grammelot che richiama i dialetti del Nord-Italia, artificio utilizzato fin dal Medioevo da giullari e attori itineranti per farsi capire da tutti. Recitato con il pubblico e non per il pubblico, è uno spettacolo ricco di cambi di registro, è un’allegoria che confonde i generi, la finzione con la realtà, i sogni del popolo con la cronaca. La stagione del Teatro Filarmonico proseguirà poi con altri tre spettacoli: il 3 marzo sarà la volta de SE NO I XE MATI NO LI VOLEMO, l’ultima produzione di Teatro Stabile Del Veneto “Carlo Goldoni”, Teatri Spa di Treviso e Teatro Carcano di Milano per la regia di Giuseppe Emiliani, il 18 marzo l’appuntamento sarà invece con la magistrale clownerie del francese YVES LEBRETON in EH?…, mentre  il 15 aprile la stagione si chiuderà con PINOCCHIO… GATTO&VOLPE di Mirko Artuso e Andrea Pennacchi.Ricordiamo che è possibile acquistare i biglietti in prevendita per i singoli spettacoli presso la biglietteria del Teatro Filarmonico Filarmonico (mercoledì e sabato dalle 9.30 alle 12.30) e presso il Cinema Politeama (da mercoledì a sabato dalle 21.00 alle 22.30, domenica dalle 15.00 alle 22.30). I singoli biglietti (9 e 8 euro, 15 e 13 per lo spettacolo di PAOLO ROSSI) saranno anche acquistabili presso il Teatro la sera stessa dello spettacolo. Potranno godere della riduzione: le persone oltre i 65 anni e sotto i 25 anni, gli studenti universitari, i soci della Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco. Tutti gli spettacoli iniziano alle 21.15. (mistero buffo)

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Lu Santo jullare Francesco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Roma 7 e 8 gennaio 2011 ore 21.00 Teatro Biblioteca Quarticciolo  Lu Santo jullare Francesco  di Dario Fo regia Giampiero Frondini con Giampiero Frondini fonica Pino Bernabei  assistente alla regia Valter Corelli adattamento di Giampiero Frondini e Sergio Ragni disegno luci Umberto Giombolini  tecnico di scena Pino Bernabei  Fontemaggiore
Uno spettacolo che è una fabulazione sulla vita del Santo d’Assisi che prende a prestito alcuni episodi spesso sconosciuti o ignorati, storie tratte da testi canonici e da antiche favole popolari della campagna umbra, per raccontare con maestria la personalità multiforme, il carisma, l’abilità istrionica e il lato umano del santo.   Dopo il debutto di Mistero Buffo nell’ottobre del ‘69 a Milano, Dario Fo ha voluto che fosse Giampiero Frondini a mettere in scena questo memorabile testo sulla vita di San Francesco, affinché venisse recitato in umbro nella terra del Santo. Infatti, quando nel 1975 la RAI trasmette Mistero Buffo e le richieste di farne degli adattamenti si moltiplicano, Fo comunica alla SIAE che l’unica versione autorizzata sarebbe stata quella di Frondini. Comincia da quegli anni il rapporto molto stretto tra Fo e Frondini, il quale, oltre a Mistero Buffo, rappresenta anche lo spettacolo sulla Resistenza Vorrei morire anche stasera se dovessi pensare che non è servito a niente. Inoltre, nel 1979 Fo chiama Frondini a Milano per affidargli una delle parti principali – il diavolo – nella sua regia de L’histoire du soldat di Strawinskij, realizzata per il Teatro alla Scala.  Frondini, come aveva fatto per Mistero Buffo, non rappresenta l’intero testo di Fo, ma i momenti più congeniali al proprio particolare stile di fabulatore e – così come Fo è rimasto fedele alla propria lingua – Frondini ha scelto di recitare il Francesco nel linguaggio parlato da lui già sperimentato in Mistero Buffo e negli altri fortunati spettacoli di fabulazione. (foto lu santo)

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Dario Fò e l’Italia in controluce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Uno dei primi temi che si incontrano nel lavoro di Eduardo,De Filippo scritto nel 1945, è il cattivo esempio di chi sta al potere: “Rubi tu? E allora rubo anche io”. Per Dario Fo “è proprio il clima dell’Italia oggi, l’esempio che dà il Governo e, in molti casi, i politici persino dell’opposizione. Sono alcune volte stucchevoli, altre volte disperati, nel senso che non c’è più speranza di cambiare rotta, cambiare ritmo. Al tempo di ‘Mani pulite’ c’è stata una speranza: che quella botta terribile che i politici avevano dovuto digerire rapidamente fosse una medicina straordinaria, un modo di rimettere in diversa dimensione l’agire e l’essere. E, invece, ecco che siamo di nuovo daccapo”. Sempre a proposito della corruzione, Dario Fo denuncia quel che accade in questi giorni, “quando sappiamo che oramai i deputati che si sono messi nel mercato sono diventati abbastanza numerosi e se ne parla così, tranquillamente: quanto hanno chiesto? Tot milioni. Poi gli danno delle gratifiche e ci saranno situazioni di ingaggio che varranno milioni e milioni, tranquillamente, e la gente non si indigna. C’è anche l’applauso. Eduardo ogni tanto lo ripeteva questo andare per cui chi è furbo è da applaudire, chi è scaltro, mariuolo è proprio da pacche sulle spalle e fessi sono coloro che non entrano nel gioco”. Un altro tema sviluppato da Eduardo è la solidarietà: “Non si puo’ rimanere isolati. Purtroppo – dice Dario Fo – è il guaio di questo momento, la gente si isola, dice: ma chi me lo fa fare a riprendermela? Non parliamone più, ascoltiamo la televisione, vediamoci i bei servizi che ci sono, divertiamoci alle situazioni paradossali. E lì di nuovo si cade nella trappola, perché è la televisione che ci ha insegnato a non essere dentro il gioco; peggio: ad essere disinformati. Questo è il clima folle, pericolosissimo: la disinformazione e il voler essere disinformati. Cioè non entrare nella condizione di dire: ho il dovere di partecipare”. Eduardo, subito dopo la guerra, chiude “Napoli milionaria!” con una nota di speranza: “Ha da passa’ ‘a nuttata”. Dario Fo ricorda di averne parlato con Eduardo: “Ci raccontavamo le chiavi e le situazioni dei lavori che stavamo scrivendo. E a un certo punto ammise: “Ho detto ‘na strunzata’ con questa speranza. La speranza bisogna cavarla di mezzo, bisogna insegnare alla gente a non avere speranza perché la speranza è un rimandare al colpo gobbo, al momento della fortuna, l’affare che ti viene per caso, la sistemazione come per incanto, per un miracolo e invece – conclude Dario Fo – è lì che si cade tutti, perché ci hanno insegnato a stare tranquilli, buoni, sperare… Sperare è una fetenzia”.

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Sperare è una fetenzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2010

Dario Fo ricorda di aver  commentato con Eduardo De Filippo, quanto ebbe a scrivere con l’ultima battuta di “Napoli milionaria!” che suona come una nota di speranza: “Ha da passa’ ‘a nuttata”.: “Ci raccontavamo, precisa, le chiavi e le situazioni dei lavori che stavamo scrivendo. E ad un certo punto ammise: “Ho detto ‘na strunzata’ con questa speranza. La speranza bisogna cavarla di mezzo, bisogna insegnare alla gente a non avere speranza perché la speranza è un rimandare al colpo gobbo, al momento della fortuna, l’affare che ti viene per caso, la sistemazione come per incanto, per un miracolo e invece – conclude Dario Fo – è lì che si cade tutti, perché ci hanno insegnato a stare tranquilli, buoni, sperare…” E’ questo il punto che ci deve far riflettere sulla politica che in questi ultimi anni ci siamo ritagliata. Berlusconi, infatti, dopo lo choc di mani pulite, ha rappresentato la speranza di tempi migliori. Ora quella speranza che ci ha dato e che abbiamo assimilato dalla nostra cultura oggi mostra il suo vero volto. Ci fa riflettere come lo è stato per Eduardo e ci riempie di amarezza. La giustizia e la libertà che vogliamo non è un frutto che si matura con una speranza che è come un qualcosa che sembra possiamo toccare ma tutte le volte si allontana e si ripropone alle successive generazioni. Sono frutti maturi e oggi e non domani vanno raccolti. La speranza è solo un marchingegno ideologico per tenerci buoni e rassegnati. Edoardo, tra l’altro ripeteva questa tendenza popolare ad applaudire chi è furbo, chi è scaltro, mariuolo e fessi sono coloro che non entrano nel gioco”. Un altro tema sviluppato da Eduardo è la solidarietà: “Non si puo’ rimanere isolati. Purtroppo – dice Dario Fo – è il guaio di questo momento, la gente si isola, dice: ma chi me lo fa fare a riprendermela? Non parliamone più, ascoltiamo la televisione, vediamoci i bei servizi che ci sono, divertiamoci alle situazioni paradossali. E lì di nuovo si cade nella trappola, perché è la televisione che ci ha insegnato a non essere dentro il gioco; peggio: ad essere disinformati. Questo è il clima folle, pericolosissimo: la disinformazione e il voler essere disinformati. Cioè non entrare nella condizione di dire: ho il dovere di partecipare”. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Johanna Padana a la descovèrta de le Americhe

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Ariccia, 9 Luglio 2010 – Ore 21 Piazza Mazzini (Belvedere)  Johanna Padana  a la descovèrta de le Americhe di Dario Fo   adattamento al femminile di Marina De Juli  con Marina De Juli  Sarà  presente alla serata Maria Rosaria Omaggio  che ritirerà la targa Ariccia Città Teatro  Ingresso libero  Quando Dario Fo mi ha proposto di elaborare al femminile il suo famoso “Johan Padan”, mi sono entusiasmata.  Ad essere sincera, mettere mano in un testo d’autore, modificarlo, mantenendo al tempo stesso il suo linguaggio, un insieme di dialetti reinventati per creare una lingua franca, mi ha anche un po’ spaventata. Poi, mi sono fatta coraggio e ho detto: proviamo! Johanna non è  un’eroina ma una donna qualunque nata tra le valli bergamasche, cresciuta in una famiglia ricca solo di figlie, diventata novizia per fame, fuggita dalle grinfie dei Lanzichenecchi e sbarcata a Venezia. Qui incontra l’amore, la passione ma anche l’Inquisizione e si rende conto che la sua condizione di donna in quell’epoca, all’inizio del XVI secolo, è perdente. E allora, si traveste da uomo e si imbarca, prima verso Siviglia, poi su una nave di Cristoforo Colombo, verso il nuovo mondo e, eroe o eroina suo malgrado, con la sua visione e sensibilità femminile, diventa cronista della colonizzazione. In un monologo comico, grottesco e a volte drammatico, si racconta la storia di un popolo indios vincente, che riesce, attraverso la propria intelligenza e fantasia, a resistere alla spietata invasione spagnola.  La storia di Johanna è quella di un viaggio attraverso culture, popoli, territori… tra gente qualunque che forse alla storia ufficiale non interessa ma che fa la Storia. (joha)

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Dipingere è come recitare

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Pontedera 16 aprile alle ore 21.15 al Teatro Era l’anticonformista premio Nobel per la letteratura Dario Fo spiegherà che “Dipingere è come recitare”. Lo spettacolo è ideato dal grande istrione per la speciale occasione della mostra Pupazzi con rabbia e sentimento. La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame che si inaugurerà il prossimo 17 aprile in tre sedi espositive a Pontedera (Pi): Il Centro per l’Arte Otello Cirri, la Fondazione Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” e il Centrum Sete Sóis Sete Luas. La rassegna, organizzata in sezioni monotematiche e filologiche, ripercorre le fasi che hanno caratterizzato la produzione artistica e l’attività teatrale di Dario Fo e Franca Rame.

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Pupazzi con rabbia e sentimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 marzo 2010

Pontedera (Pi) 17 Aprile  –  26 Giugno 2010 Centro per l’Arte Otello Cirri,  Fondazione Piaggio – Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli”, Pontedera (Pi) Centrum Sete Sóis Sete Luas, Pontedera (Pi) La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame a cura della Compagnia Teatrale Fo Rame Saranno ben sette tele inedite realizzate da Dario Fo esposte dal prossimo 17 aprile all’interno della mostra “Pupazzi con rabbia e sentimento. La vita e l’arte di Dario Fo e Franca Rame”. La rassegna  è promossa dal Comune di Pontedera, dalla Provincia di Pisa, dalla Regione Toscana, dalla Fondazione Piaggio, dall’Associazione Culturale Sete Sòis Sete Luas e dalla Compagnia Teatrale Fo Rame. Fra gli inediti la tela ispirata all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e un dipinto con rimandi giotteschi realizzato per lo spettacolo Lu Santo Jullare Françesco. Organizzata in sezioni monotematiche e filologiche, la mostra sarà allestita in tre sedi espositive: Centro per l’Arte Otello Cirri, Fondazione Museo Piaggio “Giovanni Alberto Agnelli” e Centrum Sete Sóis Sete Luas di Pontedera (Pi). La rassegna ripercorre le fasi che hanno caratterizzato la produzione artistica e l’attività teatrale di Dario Fo e Franca Rame; tra le molte opere in mostra si potranno ammirare: dipinti, autoritratti, arazzi, fotografie di scena, manifesti e locandine di spettacoli teatrali, maschere della Commedia dell’Arte di Sartori, fondali di spettacoli, marionette, burattini, pupazzi. Un ricco corpus di opere, in un susseguirsi di ricordi pungenti e satirici, ripercorre i fatti più rilevanti della storia sociale, politica ed economica dell’Italia degli ultimi Quarant’anni. La rassegna, dunque, è un importante occasione per conoscere ancor più da vicino il grande istrione e la straordinaria satira delle sue opere.

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Teatro: Coppia aperta… quasi spalancata

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

Barberino di Mugello  (Fi) domenica 10 gennaio ore 17.00 Teatro Comunale Corsini Alessandra di Monte Silvio Junior Balta in  atto unico di  Dario Fo e Franca Rame e con Claudio Erlacher regia Silvio J. Balta e Alessandra di Monte   Divenuta nel giro di pochi anni una delle opere più rappresentate della magnifica ditta Fo-Rame, Coppia Aperta nell’interpretazione di Silvio Jr. Balta e Alessandra di Monte, rivela ancora oggi tutta la modernità di un testo che, mescolando un’inesauribile vena comica a una feroce lotta a due, porta avanti un’esilarante e spietata critica alla coppia borghese.  Nello spazio ristretto e anonimo di due stanze, un salotto e un bagno, si consuma con l’apparente leggerezza di commedia brillante, il dramma al contempo intimo e universale di un uomo e una donna, irrimediabilmente incapaci di costruire una vita a due e travolti al contempo dalla grande spinta verso la liberazione da ogni tabù, dalle convenzioni, dalle costrizioni di una morale spesso ipocrita.  Un susseguirsi continuo di dialoghi serrati, battute incalzanti, situazioni paradossali che mentre divertono lo spettatore con i meccanismi del teatro brillante, lo trascinano spietatamente di fronte alla rappresentazione delle proprie meschinità e dei propri egoismi che intossicano e corrompono qualsiasi rapporto di coppia.  Tutti questi motivi, sempre in bilico tra farsa e impegno, scherzo e denuncia si ritrovano sul palco in una messa in scena autonoma e irresistibile, forte di uno stile travolgente, tra vorticosi scambi di battute, risate dissacranti e colpi di scena tragicamente comici.

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Spettacolo africano del Burkina Faso

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

Le TigreBologna 12 Novembre alle ore 21, al  Teatro Tivoli, via Massarenti 428,  la Compagnia Théâtre Evasion del Burkina Faso, presenta “Le tigre”, da “La storia della tigre” di Dario FO. Regia di Luca G. M. FUSI e Ildevert Meda. Assistente alla regia Noël Minoungou. Con: Charles Wattara e Gérard Ouedraogo. Lo spettacolo è in lingua francese. Un eccezionale autore italiano Due attori – conteur burkinabé La lingua francese, italiana, bambarà La pantomima, il gesto  Una regia intercontinentale   Un cocktail strepitoso per uno spettacolo seriamente esilarante. Siamo in una Cina immaginaria, un luogo lontano, come tutti i luoghi che si raccontano nelle fiabe e nei proverbi, un paese afflitto da una guerra terribile. Si parla della Cina, ma possiamo essere in Liberia, Costa d’Avorio, Afghanistan, Bosnia, Darfour… insomma, un qualsiasi luogo ove uomini sparano su altri uomini, dove si massacrano innocenti, dove donne e bambini diventano obiettivi militari.  Dario Fo ci fa guardare attraverso gli occhi di un soldato, ferito, che viene lasciato indietro dai suoi commilitoni e rimane solo, sofferente, in una terra che non conosce. Un terribile acquazzone lo costringe a rifugiarsi in una grotta, apparentemente disabitata. Il testo di Dario Fo è un assoluto capolavoro: esilarante, concreto, poetico e mai banale. La messa in scena ne segue pienamente i canoni e gli avvenimenti, ma ne sviluppa le immagini in pantomima adattando lo spettacolo ad un immaginario africano.  Lo spettacolo racconta una storia improbabile, come improbabile è la storia del nostro incontro, Luca e me; un incontro che si può già raccontare attraverso le sue peripezie, collaborazioni, scambi, leggendolo nell’impronta indelebile che ha lasciato nelle nostre anime. (le tigre)

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“Tutti giù per aria – L’aereo di Carta”

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2009

Roma 1 giugno 2009 ore 20.30, Teatro Ghione via delle Fornaci 37, in anteprima nazionale Il docufilm sulla vertenza degli ex lavoratori Alitalia con la partecipazione straordinaria di Dario Fo e Ascanio Celestini Nato da un’idea di Alessandro Tartaglia Polcini, assistente di volo cassaintegrato Alitalia, e Matteo Messina, giornalista freelance, il documentario, della durata di 75 minuti, è frutto di mesi di riprese effettuate durante le contestazioni dei lavoratori dell’ex Alitalia. La regia è di Francesco Cordio. L’attore Fernando Cormick interpreta il ruolo di un assistente di volo cassaintegrato, sarà lui ad accompagnarci lungo le vicende di quei mesi indimenticabili, densi di trattative e “balletti”, sarà lui con il suo sguardo ad aprirci gli occhi su quello che molti hanno voluto nasconderci. Tra gli autori del documentario Guido Gazzoli, capocabina Alitalia per 28 anni in cassaintegrazione e Francesco Staccioli, responsabile di cabina Alitalia per 21 anni ora in cassaintegrazione. I protagonisti del film sono i lavoratori Alitalia e quelli che hanno perso il lavoro con il passaggio dalla compagnia di bandiera italiana alla CAI (Compagnia Aerea Italiana). La canzone dei titoli di coda, che prende il titolo dal film, è stata scritta appositamente per i lavoratori Alitalia dal cantautore romano Luca Bussoletti che, insieme a Riccardo Corso, ha composto anche la colonna sonora del documentario. La voce off è di Roberto Pedicini, noto doppiatore, interprete tra gli altri di Jack Folla di Alcatraz. Nel film e negli approfondimenti contenuti negli extra del dvd sono presenti gli interventi e le opinioni sul caso Alitalia di alcuni personaggi della politica, del mondo sindacale e dello spettacolo. Tra questi il giornalista Gianni Dragoni, il sindacalista Giorgio Cremaschi, il comandante Massimo Gismondi, il capocabina Guido Gazzoli  Il DVD sarà in vendita a partire dal 10 giugno.

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