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Posts Tagged ‘dati biometrici’

PeasyPay: la soluzione europea per i pagamenti biometrici

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2020

Niente portafoglio, smartphone o carta di credito. I consumatori europei potranno entrare in un negozio, scegliere quello che vogliono e pagare, senza portare con sé nulla di tutto questo.PeasyPay, una startup registrata in Ungheria, permette alle persone di pagare semplicemente mostrando il volto e fotografando il palmo di una mano, rendendo l’intero processo più semplice e veloce. I profili digitali dei palmi e dei volti dei clienti vengono creati attraverso l’app (disponibile sia su Android che su iOS) scattando una foto con la fotocamera del cellulare. In seguito, gli utenti devono registrare i dati della loro carta di credito su un gateway di pagamento integrato e sicuro.Il processo di pagamento vero e proprio in-store viene implementato utilizzando un’apposita macchina da punto vendita (POS), dotata di telecamere e software di riconoscimento facciale che scansiona i volti e i palmi dei clienti e li confronta con il modello biometrico creato in precedenza.In caso di corrispondenza, il pagamento è autorizzato e l’importo addebitato sulla carta di credito registrata nel gateway di pagamento del corrispondente conto PeasyPay.La combinazione di scansione del viso e dei palmi risolve il problema della possible non corretta identificazione di un soggetto, dovuto al fatto che il grado di precisione dei sistemi di riconoscimento facciale può variare in modo significativo a seconda della persona, del software e della situazione.PeasyPay è stata lanciata da EIT Digital all’interno della sua Innovation Factory, dove un certo numero di partner dell’organizzazione si uniscono per lanciare sul mercato un’azienda deep tech.Il nome in codice del progetto è “Pay with a Smile” ed è all’interno del portafoglio Digital Finance della Innovation Factory. La partnership alla base dell’iniziativa comprende due partner spagnoli, Ci3 e Liberbank, due ungheresi, E-Group e OTP Bank, e lo sloveno AV Living Lab.La soluzione PeasyPay è stata inoltre progettata per essere pienamente conforme a tutte le normative europee, in particolare al GDPR e alle leggi nazionali sulla protezione dei dati. Secondo le disposizioni del GDPR, il trattamento dei dati biometrici per scopi di identificazione univoca non è autorizzato, a meno che la persona interessata non abbia dato il proprio consenso esplicito per uno scopo specifico.Un altro fattore che distingue la tecnologia della startup dalla concorrenza è che altre soluzioni di pagamento sono completamente dipendenti da un’infrastruttura e da un ecosistema proprietari, mentre PeasyPay si basa su un sistema aperto; qualsiasi banca e qualsiasi commerciante può aderire.La soluzione PeasyPay è operativa a Budapest dal dicembre 2019 – con una pausa in primavera a causa della pandemia – in un caffè del secondo distretto della città.OTP Bank e e-Group stanno unendo le forze per diffondere ulteriormente PeasyPay nella capitale ungherese: una campagna di marketing coinvolgerà i membri dell’industria alberghiera locale e del settore retail.Un test pilota di PeasyPay, destinato all’industria alimentare e della vendita al dettaglio della città, è attualmente in corso a Guadalajara, in Spagna. La sperimentazione è iniziata a luglio, in quattro piccoli negozi situati nel centro della città, ed è in corso di estensione ad altre attività commerciali. In totale, 25 negozi di prossimità (panetterie, macellerie, drogherie, caffè, librerie, tipografie ed erboristerie) parteciperanno al pilota spagnolo. Il piano è di rendere disponibile PeasyPay anche nei grandi magazzini.Altri progetti pilota sono previsti altrove. Nel Regno Unito, il sistema verrà utilizzato per consentire ai tassisti di pagare senza soluzione di continuità la tariffa per entrare nell’area di parcheggio dell’aeroporto di Glasgow. In Slovenia, il test avrà luogo in un ristorante.Durante la fase di lancio, sarà possible scaricare PeasyPay solo dagli app store locali di Ungheria, Spagna, Slovenia e Regno Unito. Entro la fine dell’anno, l’app verrà lanciata a livello globale.

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Scuola: Dati biometrici obbligatori per 210 mila unità di personale Ata

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 luglio 2019

Arriva in G.U. la Legge n. 56/2019, cosiddetta legge Concretezza, approvata il 19 giugno scorso, riguardante gli “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”: nel comparto Scuola, il testo prevede, tra le altre cose, la videosorveglianza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, e anche la rilevazione delle presenze del personale Ata con moderni sistemi biometrici. L’iter di approvazione verso la conclusione. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, la ministra Giulia Bongiorno si dovrà assumere la responsabilità di avere approvato una legge inutile che comporterà centinaia di milioni di euro iniziali, più altri per l’assistenza e la manutenzione dei dispositivi biometrici. Lo continuiamo a dire: si vogliono far passare i dipendenti della scuola come dei delinquenti. Senza dimenticare l’enorme problema di privacy che si verrà a determinare. Ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro – si legge nell’articolo 1 della Legge 56/19 – le amministrazioni pubbliche, con esclusione dei dipendenti di cui all’articolo 3 del decreto 165/01, introducono sistemi di verifica biometrica dell’identità e di video sorveglianza degli accessi. Tra gli esclusi dall’obbligo di rilevazione automatizzato delle presenze a scuola vi sono i docenti.

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Scuola: Il personale Ata dovrà attestare la presenza con i dati biometrici

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Dopo il disco verde all’emendamento che introduce la videosorveglianza nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, diventa legge dello Stato quello inserito nel ddl Concretrezza sui controlli biometrici dei dipendenti pubblici: il provvedimento, che nella scuola riguarderà circa 210 mila unità di personale Ata, è stato firmato e voluto a tutti i costi dal ministro della P.A. Giulia Bongiorno, la quale ora si dovrà assumere la responsabilità di avere approvato una norma del tutto inutile e che per essere portata a compimento necessiterà di centinaia di milioni di euro iniziali più altri per l’assistenza e manutenzione; tutti soldi pubblici che andranno a gravare ulteriormente le già limitate risorse dei nostri istituti scolastici. Marcello Pacifico (Anief ): Lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo ora che il testo è diventato legge: questo provvedimento è offensivo, perché si vogliano far passare i dipendenti della scuola come dei delinquenti. Anief sta valutando come impugnare il provvedimento per lesione della privacy.
All’indomani dell’approvazione del disegno di legge Concretezza, si evidenziano tutti i limiti del provvedimento. Tra i vari punti che lasciano molto a desiderare, oltre all’aspetto offensivo e a quello della lesione della privacy, “l’accento è stato posto – commenta giustamente Orizzonte Scuola – anche sul costo che la misura comporterà: si tratta infatti di dotare 45mila sedi scolastiche di apparecchiature apposite”. Sulla bontà della misura introdotta, basta ricordare che la stessa Aran, l’agenzia che agisce a tutela dell’amministrazione pubblica, ha avuto modo di dire che “il personale della scuola è costituito da 1.124.471 persone” ed il “provvedimento punta a mettere sotto controllo 209.169 unità di personale ATA e 6.714 dirigenti scolastici, che però non svolgono un lavoro prettamente amministrativo e sarebbero le figure chiamate a gestire e controllare il buon andamento delle istituzioni scolastiche e chi ci lavora. Insomma viene posto un controllo sui controllori”.

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