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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Posts Tagged ‘dati personali’

Chiesa e protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

Roma lunedì 10 dicembre 2018 (ore 8.30, Aula Magna “Giovanni Paolo II”) Pontificia Università della Santa Croce, giornata di studio sul tema Chiesa e protezione dei dati personali. Il nuovo Regolamento dell’Unione Europea sulla protezione dei dati (GDPR) sta inaugurando un nuovo standard nella salvaguardia della privacy. E anche la Chiesa cattolica, dalle diocesi e parrocchie alle scuole e agli ospedali, è impegnata in questo ambito.Vi prenderanno parte esperti del diritto e della comunicazione oltre a vari operatori del settore, che condivideranno la propria conoscenza ed esperienza per illustrare le nuove esigenze derivate dal possesso dei dati personali nelle attività ecclesiali.“Benché sia una normativa europea, la disciplina del GDPR sta definendo uno standard di riferimento per tutti i Paesi, interpellando le istituzioni religiose in tutto il mondo – spiega Davide Cito, membro del Comitato organizzatore. Ogni persona impegnata nel servizio ecclesiale necessita dunque di una conoscenza di base di questi provvedimenti per poter operare con competenza e trasparenza nel rispetto dei diritti di tutti”.
Tra i relatori, Giovanni Buttarelli, Garante Europeo della Protezione dei Dati (GEPD); Venerando Marano, del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università Tor Vergata; e Andrea Sartori, Data Protection Officer della Diocesi di Roma.

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Protezione dei dati personali fornita da accordo Ue-Usa è inadeguata

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 luglio 2018

L’accordo di scambio di dati deve essere sospesa a meno che gli Stati Uniti è conforme alle norme UE di protezione dei dati entro il 1o settembre 2018, dicono i deputati in una risoluzione approvata il Giovedi con 303 voti a 223, con 29 astensioni. I deputati aggiungono che l’accordo dovrebbe rimanere sospeso fino a quando le autorità degli Stati Uniti rispettino i termini in piena. In seguito alla violazione dei dati di Facebook-Cambridge Analytica, i deputati sottolineano la necessità di un migliore monitoraggio del contratto, dato che entrambe le società sono certificati sotto la Privacy Shield.
I deputati chiedono alle autorità statunitensi di agire su tali rivelazioni senza indugio e, se necessario, per rimuovere le aziende che hanno abusato dei dati personali dalla lista Privacy Shield. Le autorità dell’UE dovrebbero indagare anche questi casi e, se necessario, sospendere o vietare trasferimenti di dati sotto la Privacy Shield, aggiungono.
I deputati sono preoccupati che le violazioni dei dati possono costituire una minaccia per il processo democratico se i dati vengono usati per manipolare l’opinione politica o di comportamento di voto.
I deputati sono anche preoccupati per la recente adozione della Chiarire Legale oltremare L’uso della legge sui dati (CLOUD Act), una legge statunitense che garantisce gli Stati Uniti e l’accesso della polizia straniera ai dati personali attraverso le frontiere.Essi sottolineano che la legge degli Stati Uniti potrebbe avere gravi implicazioni per l’UE e potrebbe entrare in conflitto con le normative comunitarie sulla protezione dei dati.
Presidente della commissione per le libertà civili e relatore Claude Moraes (S & D, UK) ha detto: “Questa risoluzione chiarisce che la Privacy Shield nella sua forma attuale non fornisce un adeguato livello di protezione richiesto dalla legge sulla protezione dei dati dell’UE e della Carta UE I progressi sono stati. fatto per migliorare l’accordo Safe Harbor, ma questo non è sufficiente a garantire la certezza del diritto necessaria per il trasferimento dei dati personali”.
“Sulla scia di violazioni dei dati come lo scandalo di Facebook e Cambridge Analytica, è più importante che mai per proteggere il nostro diritto fondamentale alla protezione dei dati e per garantire la fiducia dei consumatori. La legge è chiara e, come indicato nel GDPR, se il accordo non è adeguata, e se le autorità statunitensi non riescono a rispettare i suoi termini, allora deve essere sospeso fino a quando non lo fanno “.
La Privacy Shield è un accordo tra gli Stati Uniti e l’Unione europea consentendo alle aziende considerate di avere un adeguato livello di protezione dei dati per trasferire i dati personali dalla UE per gli Stati Uniti degli Stati Uniti.La Privacy UE-USA Shield è il successore del Safe Harbor quadro del 2000, che è stato dichiarato invalido dalla Corte di giustizia dell’Unione europea in ottobre 2015 con la motivazione che non era abbastanza rigorosa in materia di protezione dei dati per i cittadini dell’UE. Il quadro Privacy Shield per il trasferimento di dati UE-USA è stato approvato nel luglio 2016.

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Nuovo regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 maggio 2018

Il prossimo 25 maggio diventerà definitivamente applicabile il Regolamento UE 2016/679, conosciuto anche come GDPR (General Data Protection Regulation), che in Italia andrà a sostituire buona parte dell’attuale Codice della Privacy.Il GDPR nasce con lo scopo di rafforzare e di omogeneizzare la protezione dei dati personali in Europa, dettando le modalità del trattamento dei dati di cittadini dell’Unione Europea e dei suoi residenti. Il Regolamento prevede nuove regole in materia di informativa e di consenso, con lo scopo di tutelare i cittadini allo stesso modo in tutta l’Unione, sebbene ogni Stato sia libero di integrare i contenuti del Regolamento.
In Italia questo ruolo continuerà ad essere ricoperto dal Garante della Privacy, che potrà quindi integrare il Regolamento per disciplinare il trattamento di dati personali per meglio definire gli obblighi per le imprese. Il GDPR, pertanto, richiede alle aziende che trattano dati personali di adottare idonee misure organizzative legali ed informatiche per proteggere tali dati entro il prossimo 25 maggio: per le aziende che non avranno ottemperato agli obblighi del GDPR, la Legge prevede un rigido sistema sanzionatorio, con ammende che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale. Nei giorni scorsi Confindustria, insieme ad altre Associazioni di categoria, ha inviato una lettera al Governo ed una al Garante per chiedere al primo che l’iter di attuazione della delega per l’adeguamento della disciplina nazionale sia portato a conclusione (il termine per l’approvazione scade il prossimo 21 maggio), e al secondo che ci sia un impegno formale da parte sua volta a improntare criteri di gradualità e buonsenso nell’applicazione delle sanzioni e dei controlli sull’attuazione dei nuovi adempimenti.
Fabrizio Bernini, Presidente della Delegazione di Arezzo di Confindustria Toscana Sud sottolinea l’importanza dell’iniziativa intrapresa da Confindustria ritenendo fondamentale che la normativa sia assolutamente chiara e che le sanzioni non vengano applicate fintantoché non ci sia assoluta chiarezza sulle modalità di applicazione della norma.
Bernini dichiara: “Noi come Confindustria Toscana Sud continuiamo attivamente a sensibilizzare al massimo i nostri imprenditori con iniziative e seminari organizzati nelle nostre tre sedi improntati all’informazione ed all’approfondimento di questo tema estremamente delicato. È, tuttavia, necessario, che le aziende abbiano il tempo di adattarsi al nuovo Regolamento, predisponendo le nuove procedure organizzative ed adeguando i propri sistemi informatici con un approccio pragmatico, volto a minimizzare l’impatto della nuova normativa e, allo stesso tempo, a cogliere le opportunità legate al miglioramento del livello di sicurezza dei sistemi aziendali entro la scadenza, ormai prossima. Confindustria Toscana Sud è a disposizione di tutti gli imprenditori per fornire loro assistenza in materia anche con l’ausilio di professionisti specializzati. A tal fine, il prossimo 17 maggio si terrà presso la nostra sede di Arezzo un nuovo corso di formazione in merito alle ripercussioni del Regolamento sulle strutture aziendali aperto a tutti gli interessati.”

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Nuovo Regolamento europeo relativo al trattamento dei dati personali

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Andrà in vigore il prossimo 25 maggio, rappresenta una scadenza non più rinviabile. Per ben due anni il governo ha preferito posticipare la discussione di una normativa che andrà a incidere, inevitabilmente, sulla vita di ciascuno di noi: dalla tutela dei dati personali dei minori – i più esposti – agli adempimenti e alle scadenze che riguardano professionisti e imprese”. Lo ha dichiarato Federica Zanella, deputata di Forza Italia, al termine della tavola rotonda organizzata oggi a Palazzo Montecitorio con Agcom, Garante Privacy, Corecom, Microsoft Italia, Save the Children, Indicam, ConfCommercio, ConfArtigianato, Confesercenti, Federdistribuzione, CNA, Polizia Postale, Rai e La Banda degli Onesti.“Abbiamo voluto dar vita a un incontro di approfondimento per coinvolgere esperti, associazioni, istituzioni e principali player per la redazione di un parere, il più puntuale e condiviso possibile, al decreto legislativo che speriamo il governo trasmetta presto alle Camere. Sul versante delle imprese, è emersa l’esigenza di misure specifiche per le PMI in modo da razionalizzare e semplificare gli oneri a loro carico, oltre a prevedere un periodo transitorio di adeguamento ai nuovi obblighi che andrebbe ad attenuare eventuali sanzioni. Sul fronte dei minori, invece, occorre portare a 14 anni la soglia di età per prestare consenso al trattamento dei dati da parte dei minori: la soglia dei 16 anni, al contrario di quanto può sembrare, deresponsabilizza i soggetti che trattano i dati, li esonera dal verificare in modo più attento l’età degli utenti e da una più attenta strutturazione “a misura di minore” dei contenuti proposti. Abbiamo ritenuto fondamentale aprire un confronto, un dialogo con queste realtà, recepire le loro istanze per dar vita a proposte concrete volte a rendere più favorevole questo passaggio normativo, che tuteli sia i nostri ragazzi che le nostre imprese”.

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Regolamento sulla protezione dei dati personali

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2018

Come previsto dai trattati internazionali dell’Unione Europea, dal prossimo 25 maggio il nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali sarà pienamente efficace ed operativo senza alcuna possibile aspettativa di deroghe o proroghe. Non mancano tuttavia le incertezze per migliaia di aziende e pubbliche amministrazioni, anche perché il GDPR (acronimo di General Data Protection Regulation) rimanda per molti aspetti alle normative nazionali degli stati membri, e a tutt’oggi in Italia sussiste ancora un vecchio Codice Privacy (Dlgs 196/2003) vigente ma non allineato al Regolamento UE, mentre nel frattempo la Commissione nominata presso il Ministero della Giustizia ha potuto iniziare i lavori di adeguamento della normativa italiana solo a gennaio, approvando di recente in via preliminare lo schema di un nuovo decreto legislativo, che difficilmente però vedrà la luce in tempo per fornire i chiarimenti che le imprese avrebbero voluto prima della scadenza.
I ritardi della macchina politica non costituiranno ad ogni modo una giustificazione per gli inadempienti, e le aziende che saranno trovate fuori regola rischieranno sanzioni fino a 20 milioni di euro o fino al 4% del fatturato. Alla luce dell’incerto contesto attuale, Federprivacy ha perciò deciso di dedicare una specifica circolare sul tema delle questioni di diritto transitorio che accompagnano il passaggio dall’attuale Codice della Privacy al nuovo Regolamento UE 2016/679, come spiega Nicola Bernardi, presidente della principale associazione italiana di riferimento dei professionisti della protezione dei dati: “In questa delicata fase di transizione in cui permangono non poche zone grigie nell’attuazione del GDPR, nella nostra ultima circolare abbiamo messo a fuoco sei principali punti fermi che aziende pubbliche e private non possono ignorare o tralasciare, a prescindere dai prossimi sviluppi normativi nel contesto italiano. In particolare – sottolinea Bernardi – ogni titolare del trattamento deve tenere presente che i consensi raccolti anteriormente al 25 maggio 2018 saranno ancora validi solo se lo si è fatto in modo conforme al Regolamento UE, per cui potrebbe essere necessario richiederli nuovamente agli interessati, mentre questi ultimi potranno esercitare e far valere tutti i più estesi diritti che sono riconosciuti loro dal nuovo testo. Inoltre, violazioni degli obblighi di notifica dei data breach saranno sanzionabili senza necessità di recepimento in una normativa nazionale. La Circolare 1-2018 di Federprivacy affronta anche questioni di diritto transitorio attinenti i casi in cui non è necessario redigere la valutazione di impatto entro il 25 maggio, la disciplina contrattuale applicabile per la nomina di responsabili del trattamento, e l’applicabilità degli obblighi di nomina del data protection officer.

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Ue: no al trattamento dei dati personali senza il consenso consapevole dell’utente

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 febbraio 2017

europa-comunitariaInformazioni private che a sorpresa scopriamo essere note agli amici, come la localizzazione o la musica in ascolto; call center che bersagliano di telefonate promozionali nonostante non sia stato mai accordato loro il consenso; pubblicità sullo schermo del computer palesemente corrispondenti alle preferenze personali, senza aver dato alcuna indicazione o autorizzazione. E’ sempre più diffuso negli ultimi anni, soprattutto con il dilagare di app, social network e in generale dell’uso di Internet, il trattamento delle informazioni private in maniera latente e senza troppi scrupoli di legalità da parte di aziende di marketing, che spesso ottengono il consenso in un modo inconsapevole per l’utente. Con il nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali, arriva però un giro di vite, grazie al quale il consenso dovrà necessariamente consistere in “un atto positivo inequivocabile con il quale l’interessato manifesta l’intenzione libera, specifica, informata e inequivocabile di accettare il trattamento dei dati personali che lo riguardano”, come sottolinea la Circolare n.2/2017 emanata da Federprivacy nei giorni scorsi.Se a tutt’oggi in molti casi il benestare risulta di fatto prestato, ma da utenti passivi, spesso rassegnati di fronte a testi per loro incomprensibili perché scritti in un complesso gergo legale, anche in questo aspetto la nuova normativa tende la mano ai consumatori. Come spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi, commentando i contenuti dell’ultima circolare dell’associazione: “Se l’attuale Codice della Privacy si concentra perlopiù sui presupposti legali inerenti la validità del consenso, il nuovo Regolamento Europeo bada invece molto alla sostanza, riconoscendo il diritto per l’interessato ad una richiesta di autorizzazione enunciata con un linguaggio semplice e chiaro. Per questo in molti casi potrà essere necessario utilizzare un vocabolario colloquiale e senza termini giuridici, escludendo ogni forma di silenzio assenso – osserva Bernardi – Per tale motivo, si rende indispensabile quanto prima per tutte le aziende pubbliche e private una revisione generale degli attuali consensi ricevuti, sia per verificare che questi superino il vaglio della conformità con il passaggio alla nuova normativa, sia per adeguare le formule finora utilizzate. In caso negativo potrebbe essere necessario acquisirli di nuovo, attività tutt’altro che banale che può richiedere mesi”.

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Nuovo Regolamento UE, cambia la prospettiva della privacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 giugno 2016

mercato digitaleE’ già in vigore da qualche giorno il nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali, che tra due anni sarà l’unico testo direttamente applicabile in tutti i Paesi membri dell’UE, ma professionisti e addetti ai lavori devono ancora metabolizzare il cambiamento di prospettiva che implica la nuova normativa comunitaria, rivoluzionando di fatto il concetto meramente burocratico che hanno avuto finora le aziende italiane. Gli oltre 4mila emendamenti registrati al Parlamento UE, e un burrascoso iter legislativo caratterizzato da un acceso dibattito politico e forti pressioni da parte delle lobby americane dei colossi di internet, che dopo ben quattro anni è arrivato all’agognato accordo durante i negoziati finali dello scorso 15 dicembre non sono infatti frutto del caso, perché l’obiettivo non era semplicemente quello di aggiornare i contenuti giuridici della vecchia Direttiva 95/46/CE, ma era implicata l’enorme posta in palio del Mercato Unico Digitale, che secondo le stime della Commissione potrà valere fino a 415 miliardi di euro all’anno per l’economia dell’area UE. A spiegare come cambia l’impatto per le imprese sulla gestione dei dati personali, è l’Avv. Paolo Balboni, presidente della European Privacy Association (EPA) e founding partner di ICT Legal Consulting, che ha seguito da vicino i lavori del Regolamento Privacy, tanto da essere stato ingaggiato per interpretare se stesso come attore nel film documentario “Democracy” accanto al deputato tedesco Jan Philipp Albrecht, e ad altre personalità di spicco che hanno segnato la storia della legislazione del Regolamento:
“Si passa da una data protection ‘one size fits all’ e fatta di policy a una data protection ‘risk based’ e fatta di processi. Quindi – spiega Balboni, che è anche docente del Master Privacy Officer di Federprivacy – le aziende devono prestare particolare attenzione all’analisi dei trattamenti, identificazione dei rischi e contromisure per mitigarli al fine di ‘disegnare’ processi privacy aziendali corretti ed efficaci.” “Ciò che ancora sfugge all’attenzione di molti addetti ai lavori è che, per quanto rigide esse siano, le nuove regole si applicheranno non solo alle aziende italiane, ma anche a tutte quelle che, pur avendo sede negli USA o in altri Paesi extra UE, trattano dati personali di cittadini dell’Unione Europea – spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy, che ha appena pubblicato un e-book sul nuovo Regolamento – Ciò significa che finalmente le nostre aziende hanno ora la possibilità di giocare ad armi pari la sfida del mercato digitale.” Le novità del Regolamento Europeo sulla protezione dei dati personali e il cambio di prospettiva della privacy che le imprese sono chiamate ad affrontare, saranno ampiamente trattate nel workshop organizzato dall’Associazione per l’alta formazione giuridico economica (AFGE) e patrocinato da Federprivacy, che si svolgerà il 7 giugno a Milano, e a cui parteciperanno noti esperti della materia, tra cui proprio Paolo Balboni, e l’ex Garante della Privacy Franco Pizzetti.

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Trattamento dei dati personali

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2009

Jesi, Hotel Federico II, 10 – 28 – 29 – 30 – 31 Ottobre 2009 Federprivacy Marche e Ufficio Studi Privacy Globalnet in collaborazione con l’Associazione Europea Protezione dati personali – identificativi sensibili e Giudiziari organizza un Seminario di aggiornamento professionale e di formazione sul trattamento dei dati personali e sulla privacy. Con la partecipazione Consiglio dell’Ordine Dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di ANCONA, Consiglio dell’ Ordine degli Avvocati di Ancona, Camera penale Ancona. Con il patrocinio di: Università di Camerino Facoltà di Giurisprudenza, A.I.R.A Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, I.C.A.A. International cr! ime analysis association, Federprivacy Marche, SaniDoc, I.A.I.O.  Il costo per la partecipazione al seminario completo è di euro 400,00 + iva. + l’acquisto di un testo per creare le borse di studio per gli studenti di Scienze delle Investigazioni di L’Aquila. Coloro che intendono partecipare ad una sola giornata del seminario pagano ? 100,00+ iva + l’acquisto di un testo del valore di 30,00 ? attinente alle materie del seminario che servirà a creare borse di studio per gli studenti di scienze delle investigazioni di L’aquila. — Per gli iscritti a I.C.A.A il costo del seminario completo è di ? 200,00+ iva + l’acquisto di un testo attinente le materie del seminario. Nei giorni dopo il primo dovranno acquistare un testo attinente alle materie del seminario il cui ricavato servirà a creare delle borse di Studio per gli studenti del Corso di Laurea di Scienze delle investigazioni. — Gli appartenenti ai Corpi di Polizia iscritti a I.C.A.A. partecipano gratuitamente a tutte le giornate del seminario avendo come solo obbligo per ogni giornata di acquistare un testo attinente le materie trattate, per contribuire alla formazione delle Borse di studio per gli studenti del Corso di Laurea in Scienze delle Investigazioni L’Aquila.

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Offerte commerciali telefoniche, regole per la tutela dei cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 31 marzo 2009

Con provvedimento pubblicato nella GU del 20 marzo 2009, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha precisato le regole che aziende commerciali e call center devono seguire nel contattare gli utenti per promozioni e offerte commerciali. Circa l’uso dei dati degli abbonati, le aziende devono utilizzare solo banche dati costituite sulla base degli elenchi telefonici precedenti all’1 agosto 2005 e possono avvalersi del periodo di deroga previsto dal cosiddetto decreto Milleproroghe solo entro i limiti indicati dal Garante. Le società devono documentare in modo adeguato che la banca dati è stata effettivamente creata prima dell’1 agosto 2005 ed usare tali dati senza cederli a nessun titolo ad altre aziende Gli operatori devono ad ogni contatto specificare per quale società chiamano e ricordare agli interessati i loro diritti e registrare immediatamente l’eventuale contrarietà dell’abbonato ad essere nuovamente contattato. Le società devono comunicare al Garante, entro 15 giorni dalla pubblicazione nella GU, di essere in possesso di banche dati costituite anteriormente all’1 agosto 2005, di volerle utilizzare per attività promozionali e chiarire se il trattamento di dati venga effettuato anche per conto terzi. Il mancato rispetto del provvedimento comporta una sanzione amministrativa da 30 mila a 180 mila euro (che nei casi più gravi, può salire a 300 mila euro).

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