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Posts Tagged ‘dati’

Veeam: proteggere i dati del governo tra Zero Trust e Open Source

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 settembre 2022

A cura di Rick Vanover, Senior Director, Product Strategy, Veeam Mentre il governo federale continua a emergere dalla pandemia, la sua strategia informatica è influenzata da due tendenze efficaci, ma divergenti: la zero trust e l’open source. Grazie anche all’ordine esecutivo della Casa Bianca del 2021 sul miglioramento della sicurezza informatica della nazione, la più importante di queste tendenze potrebbe essere l’adozione della zero trust. Ma alcuni temono che il guadagno in termini di cybersicurezza possa essere indebolito dalla crescente popolarità del software open source. Secondo il 2020 Federal Source Code Study, l’80% degli oltre 6.800 progetti software federali elencati su Code.gov sono open source, consentendo agli sviluppatori di innovare rapidamente, ridurre i costi di implementazione e offrire una maggiore scelta di fornitori.L’approccio all’innovazione sostenuto dalla folla dell’open source potrebbe migliorare la sicurezza informatica, ma la trasparenza del codice sorgente può consentire agli aggressori di introdurre malware in modo creativo. Un documento di ricerca del 2020, intitolato “Backstabber’s Knife Collection” (Collezione di coltelli da traditore), ha descritto in dettaglio 174 pacchetti software dannosi “utilizzati in attacchi reali alle software supply chain open source” tra il 2015 e il 2019, per evidenziare le sfide che le applicazioni software devono affrontare in caso di potenziali violazioni.Sebbene la comunità open source sia abile nel monitorare e correggere rapidamente le vulnerabilità, la diffusione dei pacchetti open source fa sì che quando si verifica un attacco, questo possa diffondersi rapidamente prima di essere rilevato. Una volta che le applicazioni software open source vengono violate, diventa difficile per un’architettura zero trust combattere l’attacco, perché il software infettato dal malware è già stato considerato nell’ambiente IT.Sebbene la zero trust possa contribuire a proteggere i punti di accesso legittimi e a limitare l’esposizione dei dati, non è in grado di recuperare i dati compromessi in caso di attacco. Zero Trust è un’architettura, un progetto, una mentalità, non una copia a prova di bomba dei dati, né un singolo prodotto.Per prepararsi al potenziale impatto degli attacchi alle supply chain open-source, le agenzie devono pensare al di là dei tradizionali metodi zero trust per mettere in atto strategie difensive che tengano conto dell’intera supply chain e un solido piano di protezione dei dati in caso di violazione.

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Unc: dati Mite, scendono prezzi carburanti

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2022

Secondo i dati settimanali del ministero della Transizione Ecologica appena pubblicati, scendono i prezzi della benzina e del gasolio in modalità self service.”Magra consolazione dato che ormai fare un pieno costa più dell’oro. Avere la benzina a 2,065 euro e il gasolio a 2,023 è intollerabile. Il risparmio settimanale è di appena 50 cent per un pieno da 50 litri, 0,45 euro per benzina e 0,56 euro per il gasolio” denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sulla base dello studio condotto sui dati settimanali resi noti ora dal Mite.”Il punto è che da quando è iniziata la guerra, nonostante il taglio di 30,5 cent del Governo, un litro di benzina costa oltre 21 cent in più, con un rialzo dell’11,6%, pari a 10 euro e 76 cent per un pieno da 50 litri, mentre il gasolio è maggiore di oltre 30 cent al litro, con un balzo del 17,4%, pari a 15 euro e 1 cent a rifornimento” prosegue Dona. “Rispetto all’inizio dell’anno, la benzina è aumentata del 20,1%, pari a 17 euro e 27 cent per un pieno di 50 litri, 415 euro su base annua, il gasolio è lievitato del 27,6%, 21 euro e 86 cent a rifornimento, equivalenti a 525 euro annui” continua Dona. “E’ un’emergenza nazionale. La proroga del taglio delle accise fino al 2 agosto, decisa dal Governo con il decreto del 26 giugno, è del tutto insufficiente dato che non ha mai impedito ai carburanti di proseguire indisturbati la loro corsa fino a sfondare già a metà giugno la soglia dei 2 euro. O il Governo alza la riduzione delle accise di almeno altri 10 cent e abbassa l’Iva dal 22 al 10%, oppure blocchi queste speculazioni intollerabili” conclude Dona.

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“Robeco: La mancanza di dati ESG non è più una scusa per non essere sostenibili”

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2022

A cura di Morgan Williams, ESG Data Strategist di Robeco. La mancanza di una quantità sufficiente di dati accurati riguardo le emissioni o altri ambiti della sostenibilità, come la biodiversità o l’uso delle risorse, ha portato alcuni a chiedersi se si possa davvero ottenere un quadro chiaro sulle attività aziendali. Un’area che si rivelerà probabilmente di fondamentale interesse è la misurazione delle emissioni Scope 3 delle aziende, dato che gli investitori perseguono obiettivi Net Zero. Si tratta delle emissioni che si verificano lungo la catena del valore di un prodotto, come quelle prodotte da un autista o quelle generate da un produttore di automobili (Scope 1), oppure ancora l’energia utilizzata per produrre l’auto stessa (Scope 2), tutti dati piuttosto semplici da raccogliere.Il vero problema è che ancora non sono molte le persone che guardano ai dati Scope 3, e che vi trovano errori e chiedono di migliorarli. Ma non si tratta solo di acquisire i dati, laddove siano disponibili. Tutti i dati, per definizione, guardano al passato, il che non ci aiuta a capire se un’azienda è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di emissioni Net Zero. Una soluzione è quella di utilizzare proiezioni più lungimiranti, ma questo metodo ha i suoi difetti, in quanto i ‘dati lungimiranti’ sono solo previsioni, e non certezze. Tra i cambiamenti che sono stati apportati nell’analisi dei dati figura l’abbandono della misurazione delle emissioni, o di altre metriche di sostenibilità, rispetto al reddito di un’azienda – il cosiddetto “intensity approach”. Gli analisti ora le confrontano con il valore dell’azienda comprensivo di liquidità (EVIC, Enterprise Value Including Cash), ovvero la capitalizzazione di borsa di un’azienda più la sua liquidità e il debito, il cosiddetto “ownership approach”. Ora l’enterprise value è alla base delle nostre decisioni poiché fornisce un quadro molto più chiaro della nostra “ownership” di queste emissioni in tutti i tipi di investimenti, che si tratti di azioni o di obbligazioni. Un ulteriore vantaggio dell’enterprise value è la considerazione delle attività delle aziende indipendentemente dal ciclo economico. Ciò riflette maggiormente le dimensioni delle singole aziende. L’UE sta facendo grandi passi avanti in questo ambito, anche grazie alla tassonomia, che sarà una pietra miliare nella definizione dell’investimento sostenibile. Un’altra svolta è arrivata al summit sul clima COP26, con l’annuncio della creazione dell’International Sustainability Standards Board. Questa organizzazione, parte della fondazione International Financial Reporting Standards, fornirà principi globali completi di standard sulla divulgazione di dati relativi alla sostenibilità, molto simile a quello che esiste oggi con la contabilità finanziaria. Avendo un team sempre più ampio per l’analisi e la comprensione dei dati, e con l’avvento della Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR) che definisce più chiaramente i requisiti per la sostenibilità, diventerà sempre più chiaro cosa significhi per una società essere un investimento sostenibile. (abstract)

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Tecnologia e La “sfiducia nei dati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Maggio 2022

Potrebbe compromettere il cambiamento guidato dalla tecnologia. Lo rileva una nuova ricerca di VMware condotta su oltre 6.000 consumatori in Europa, secondo la quale due terzi (66%) dei consumatori europei dichiara di non sapere chi ha accesso ai propri dati personali e come vengano utilizzati. In Italia il dato è leggermente più basso, ma si attesta sul 55%.Eppure, la maggioranza delle persone è ben disposta verso l’innovazione, con il 58% che crede che la tecnologia possa contribuire al progresso digitale del proprio Paese creando nuovi posti di lavoro e generando nuove entrate (il 61% in Italia), e con il 68% (dato identico in Europa e in Italia) che auspica investimenti nell’innovazione tecnologica per rendere il nostro mondo un posto migliore, rispetto al 6% (il 5% in Italia), per esempio, che vuole che si investa in attività come il turismo spaziale.Questo chiaro divario tra l’appetito digitale dei consumatori e la loro fiducia nel modo in cui i dati vengono utilizzati per creare innovazione potrebbe minare il potenziale della tecnologia per migliorare le nostre economie, la società e il Pianeta.

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Sì alla cessione di dati relativi a sperimentazioni accademiche a soggetti commerciali

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2022

Nell’ultimo decennio due sfide dell’oncologia moderna – la medicina di precisione e la sperimentazione e approvazione delle numerose molecole antitumorali in sviluppo – hanno evidenziato il ritardo della nostra comunità a causa, in buona parte, dei contenuti della normativa sulle sperimentazioni accademiche. La svolta è connessa alla pubblicazione di una porzione importante dei decreti attuativi della legge Lorenzin: il Decreto 30/11/21 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nei giorni scorsi, definisce infatti la possibilità di cessione dei dati relativi a sperimentazioni accademiche a soggetti commerciali. Il decreto definisce le regole e apre ad una nuova via che consenta, a promotori oncologici italiani, in particolare a quelli associati ad ACC (28 IRCCS), di condurre studi clinici accademici con intento registrativo. I ricavi consentiranno anche di alimentare il fondo per le sperimentazioni accademiche degli Istituti garantendo un impulso a tali attività. In questo contesto specifico di innesta il ruolo di Alleanza contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute che ha tra i suoi obiettivi il potenziamento della ricerca nel Paese, in particolare quella accademica. «Includendo i principali IRCCS italiani (28) – spiega Sandro Pignata, responsabile del progetto di ACC denominato FORZA – la Rete dispone infatti di vaste competenze ed esperienze maturate negli ultimi decenni. Le sue prime iniziative, volte allo sviluppo della medicina di precisione, hanno evidenziato la necessità di far crescere insieme la ricerca di base e clinica in un vero progetto di ricerca traslazionale. È stato creato a tale proposito un Comitato Strategico denominato “Ricerca Clinica e Strategie del Farmaco” con lo scopo di proporre una via che possa portare al potenziamento della ricerca italiana ed attrarre maggiori finanziamenti». Forza va esattamente in questa direzione: «Per poter condurre studi con possibilità registrative e che contengano obiettivi di ricerca traslazionale – spiega ancora Pignata – è necessario garantire la qualità dei dati prodotti; molti degli Istituti afferenti ad ACC dispongono di Unità di studi clinici che svolgono in parte tali attività ed esistono le competenze per contribuire a creare FORZA, infrastruttura accademica sotto l’egida di Alleanza Contro il Cancro che può contribuire al raggiungimento della qualità necessaria per gli studi promossi dagli Istituti associati». By alleanzacontroilcancro.it

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Lombardia: Smog, dati allarmanti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2022

Milano. Marco Degli Angeli (M5S): «L’ultimo report di Legambiente conferma i dati Istat e dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), bocciando senza appello la Lombardia per i suoi dati sull’inquinamento. Stupisce come l’assessore all’Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo riesca a minimizzare. Il trend può anche essere migliorato, rispetto agli anni scorsi, ma questo non significa che la Lombardia sia fuori dall’apnea. Rimane, anzi, la regione più inquinata d’Italia. Per questo motivo – precisa Degli Angeli – sono in totale disaccordo con l’Assessore. Le sue considerazioni sembrano spinte dalla volontà di mostrare una virtuosità, che non trova riscontro nei dati. Mi aspetto piuttosto che la Giunta agisca in modo solerte strutturando degli studi epidemiologici utili alla programmazione ambientale e sanitaria. E visto che non si può agire sul meteo, allora non si consenta di aumentare le emissioni. È evidente in modo scientifico: la pianura Padana non può più permettersi di proseguire con l’attuale stato di fatto. Dispiace invece constatare quotidianamente richieste di ampliamenti di impianti e nuovi impianti emissivi, senza tra l’altro una congrua valutazione degli impatti cumulativi. Non si può più attendere, servono studi epidemiologici e conferenze di servizio più attente agli impatti complessivi, capaci di puntare ad autorizzazioni con saldo negativo” conclude Degli Angeli.

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“I nostri dati sanitari vengono messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate”

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

“Per imporre l’obbligo vaccinale: l’Italia sembra sempre più il regime della Germania orientale sotto la STASI descritto ne “Le vite degli altri”, il governo ormai basa le proprie politiche su quelle adottate da Xi nella Repubblica Popolare Cinese. Noi siamo per la sensibilizzazione, non per la coercizione – dichiara il capogruppo di FDI in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone – come ha detto Giorgia Meloni, presenteremo un esposto al Garante della Privacy per tutelare i dati degli italiani. Già FDI denunciò la violazione dei dati personali sulla piattaforma del Ministero dell’Istruzione, a tutela della privacy dei docenti e del personale della scuola e ancora aspettiamo una risposta dal ministro Bianchi.”

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Piattaforme digitali e trattamento dei dati personali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 novembre 2021

4 novembre 2021 Webinar 17:00 – 18:00 L’affermarsi dell’industria digitale, con le sue peculiarità, i percepiti rischi per la concorrenza, la privacy e i consumatori sollevati dalle piattaforme di internet e dal loro speciale regime di responsabilità limitata per le condotte dei terzi utilizzatori (cd hosting immunity), sta provocando una proliferazione di nuove regole e interventi di enforcement su più livelli (europeo e nazionale) da parte di diverse autorità (concorrenza/consumatori e privacy in primis) che, astrattamente, potrebbero essere contemporaneamente competenti a valutare le medesime condotte. Ciò comporta una crescente frammentazione e confusione su quale plesso normativo sia applicabile ad una determinata condotta e quale autorità sia deputata ad intervenire. In questo webinar cerchiamo di illustrare e inquadrare queste problematiche all’interno di schemi giuridici chiari, partendo da casi concreti, e fornendo al contempo spunti per un approccio di compliance più consapevole ed efficace. Interverranno: Donata Cordone – Consumer Protection

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UNC: dati preoccupanti, consumi -5,9% sul II trim. 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

“Dati preoccupanti. Dopo che nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,9% e il potere d’acquisto del 2,6%, avrebbero dovuto avere un rimbalzo decisamente più consistente. A differenza di altri indicatori che hanno già segnato un recupero sui valori pre-crisi, qui siamo ancora in alto mare, nel tunnel della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Va meglio, apparentemente, il dato tendenziale, con il reddito che sale del 6%, il potere d’acquisto del 5,2% e i consumi finali addirittura del 15,3%, ma sono rialzi del tutto insoddisfacenti, è solo un effetto ottico. Se, infatti, si confrontano i dati resi noti ora dall’Istat con quelli pre-crisi del secondo trimestre 2019, nei dati destagionalizzati il reddito è sotto dello 0,9%, il potere d’acquisto dell’1,6% e la spesa per consumi, quella che apparentemente è andata meglio, è ancora inferiore del 5,9%, meno 15 miliardi e 753 milioni” conclude Dona.

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I dati Ocse dicono che l’età media dei docenti italiana è sempre più alta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

Cresce l’età media dei quasi 900mila docenti italiani, tanto da collocarsi molti al di sopra di quella dei paesi Ocse. I dati aggiornati dicono che alla primaria il 58% dei maestri ha almeno 50 anni, contro la media Ocse pari al 33%. Ancora più alto il numero di insegnanti della secondaria over 50enni: sono il 62%, praticamente due su tre. Le percentuali eloquenti sono contenute nel Rapporto Ocse Education at a Glance 2021, pubblicato stamane. “Con i pensionamenti d’anzianità ormai alle soglie dei 70 anni, ogni anno ci ritroviamo a commentare un’età media dei docenti che sale progressivamente – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – : il problema è chi governa la scuola ed in generale il Paese, non vuole rendersi conto che insegnare è logorante e non si possono tenere in servizio per 40 anni delle persone a svolgere la stessa professione, mentre il burnout avanza andando a determinare disturbi per la salute che poi sfociano in patologie, purtroppo non di rado anche maligne. È da tempo che chiediamo per gli insegnanti con una specifica ‘finestra’ di pensionamento, una sorta di Quota 96 che permetta di lasciare la cattedra penalizzazioni come i carabinieri o le forze di polizia dello Stato. Inoltre, è giunta l’ora di prevedere una diaria mensile legata al rischio biologico, da collocare nella parte tabellare dello stipendio così da avere riflessi diretti anche sull’assegno di pensione che con le ultime riforme a perdere per i lavoratori si è sempre più avvicinato a quello sociale e allontanato dagli importi di fine carriera”.Chi insegna in Italia si invecchia e rimane in cattedra sempre più anni. In media in tutti i Paesi dell’OCSE, si legge sul rapporto, la percentuale di insegnanti con almeno 50 anni di età aumenta con l’aumentare dei livelli di istruzione in cui essi esercitano l’insegnamento, fino al 36% nell’istruzione secondaria di primo grado e al 40% nell’istruzione secondaria di secondo grado. In Italia questa percentuale varia dal 53 % al livello di secondaria di primo grado al 62% al livello di secondaria di secondo grado. Il sindacato Anief reputa questo andamento non tollerabile: è giunto il momento di mandare i docenti in pensione a 62 anni senza penalizzazioni anche perché tra i più sottoposti a burnout. Invece, non si comprende il motivo per il quale gli unici docenti che i Governi hanno deciso di collocare in questa casistica, inserendoli tra coloro che beneficiano dell’Ape Social, con uscita anche a 63 anni, solo con lievi penalizzazioni, sono i maestri della scuola dell’infanzia. È chiaramente una visione miope del problema, perché la professione del docente è a tutti i livelli logorante. Siccome nemmeno si vuole prendere in considerazione la possibilità di trasformare l’insegnante in tutor negli anni finali della carriera, non rimane che approvare una norma che preveda l’anticipo pensionistico, tipo Quota 96.

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AIPB presenta i dati sui flussi e le prospettive 2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

AIPB, Associazione Italiana Private Banking, presenta i dati sui flussi di ricchezza finanziaria investita delle famiglie private e le prospettive per fine 2021. Anche nell’anno della pandemia il Private Banking ha registato una crescita positiva del +5,1% recuperando velocemente il profondo effetto mercato negativo generato dalle prime fasi della crisi. La nuova raccolta netta è rimasta positiva in tutti i trimestri dell’anno (totale annuo 4,1%) raggiungendo un massimo storico di circa 36 miliardi di euro e masse attestate a 932 miliardi, al 31 dicembre 2020. La previsione per il 2021, in base all’attuale scenario economico finanziario, stima un’ulteriore crescita del 5% per il settore, che potrebbe raggiungere i 978 miliardi di masse in gestione entro fine anno. L’andamento effettivo del mercato ha addirittura superato le attese: la previsione fatta nel 2018 (basata su uno scenario economico finanziario che non poteva certo prevedere gli eventi eccezionali dell’ultimo biennio) stimava che il PB sarebbe arrivato a 893 miliardi di euro entro la fine del 2020. Il settore ha, invece, consolidato una crescita superiore alle previsioni, raggiungendo 932 miliardi di euro a fine 2020. La quota di ricchezza delle famiglie benestanti (famiglie italiane con ricchezza finanziaria investibile superiore a 500mila euro) servita dal private banking è cresciuta costantemente arrivando nel 2020 al 63% (si attestava intorno al 60% tra il 2016 e il 2018), segno che l’Industria ha saputo intercettare sempre meglio le esigenze della sua clientela target. Negli ultimi 5 anni, il valore della ricchezza finanziaria affidata dalle famiglie benestanti al Private Banking ha mostrato un tasso di crescita medio annuo del 4,4%, pari al doppio del tasso di crescita delle famiglie che non si sono rivolte agli operatori Private per la gestione dei propri investimenti (2,0%).

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Torino: I dati ambientali di Città metropolitana in modalità aperta

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso. Le informazioni del settore pubblico sono un fattore chiave di crescita economica e sociale e il loro riutilizzo commerciale contribuisce ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica. È questo il presupposto su cui si basa la Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo che definisce i dati pubblici “un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali.” La Regione Piemonte, nel recepire gli indirizzi della Direttiva Europea fin dal 2009, ha stilato le linee guida per il riuso dei dati e il modello di licenza standard per fornirli ed ha creato il portale dati.piemonte che consente di ricercare i metadati all’interno dei cataloghi regionali e di scaricare set di dati che vengono via via arricchiti con le altre informazioni del patrimonio informativo regionale. Anche Città metropolitana di Torino ha aderito all’ecosistema dei dati aperti del Piemonte, pubblicando il proprio patrimonio informativo in formato aperto, mediante l’utilizzo della piattaforma Yucca: gli ultimi dati in modalità aperta pubblicati sono le anagrafe delle attività che gestiscono i dati ambientali.

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Itas presenta i dati di bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Il Gruppo ITAS chiude con un utile netto consolidato di 26,4 milioni €, in decisa crescita rispetto al 2019 (-10,1 milioni €). Nell’esercizio appena concluso si è registrato un deciso incremento del risultato del saldo tecnico nel segmento dei rami danni, nonché un importante contributo da parte del segmento dei rami vita.Il risultato dell’esercizio e le azioni a diretto sostegno del capitale hanno comportato un rafforzamento del patrimonio netto che raggiunge i 503,2 milioni €, in aumento rispetto al 31.12.2019 di 111,9 milioni € (+28,6%). Il Solvency Ratio di gruppo si attesta al 184% (137% al 31.12.2019) con un surplus di capitale di 374 milioni €, in miglioramento di ben 47 punti rispetto al 31.12.2019.L’amministratore delegato di ITAS, Alessandro Molinari, evidenzia come nel bilancio si sia già consolidata una crescita ulteriore del settore welfare, con particolare riferimento al Fondo Pensione aperto Plurifonds (+17,9% di raccolta) e alle polizze di copertura rischio morte e della non autosufficienza.

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Scuola Sicilia: Bufera dati Covid-19 falsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

A seguito di indagini della Procura di Trapani si è dimesso l’assessore regionale Ruggero Razza: secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi, dei tamponi e dei decessi) diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando così i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.“Certamente non ci tranquillizzano le dimissioni dell’assessore Razza in quanto una pesante ombra si addensa sull’operato del Governo nella gestione dell’emergenza da Covid 19 – dichiara il presidente regionale ANIEF Sicilia Giovanni Portuesi -. Nella sua doppia veste di Commissario Regionale per l’emergenza e di Presidente della Regione Siciliana, Musumeci ha il dovere di spiegare ai cittadini siciliani che cosa sia davvero successo e se davvero, nel caso dei nostri studenti, delle nostre studentesse e del personale scolastico sia stata davvero garantita la sicurezza nelle nostre scuole. Noi l’abbiamo sempre affermato: scuole aperte solo se sicure, perché se tali circostanze dovessero trovare conferma ci troveremmo dinanzi a episodi di una gravità inaudita, un vero e proprio attentato alla salute nei confronti non solo della popolazione scolastica ma di tutti i siciliani. A tutela del mondo della scuola chiediamo pertanto all’assessore regionale all’istruzione Lagalla di convocare immediatamente la task force regionale sulla riapertura in sicurezza delle scuole per rassicurare gli operatori scolatici rispetto a quanto accaduto nelle ultime ore”.

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Gli ultimi dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat preoccupano tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

E’ evidente come sia necessario mettere in contatto la domanda con l’offerta di lavoro, che pure c’è e va supportata. Serve, in particolare, trovare il dipendente giusto considerando non solo l’esperienza ma anche la personalità. Secondo un’analisi di Jobtech, prima agenzia per il lavoro digitale, a fasce d’età diverse corrispondono attitudini e peculiarità più marcate: mentre i Millennials sono più metodici e amanti del lavoro in team, i più giovani, nella cosiddetta Generazione Z, si rivelano più flessibili ma insicuri sul lavoro. L’indagine, condotta su 1000 profili in ricerca attiva di lavoro in Italia, ha permesso di scoprire che l’inserimento di una risorsa della Generazione Z garantisce una maggior flessibilità oraria e di attività, ma espone potenzialmente ad una maggiore insicurezza nel prendere decisioni, soprattutto a fronte di responsabilità. I Millennials, dal canto loro, sono più propensi a mantenere un clima positivo sul posto di lavoro e preferiscono uno stile lavorativo più metodico ed organizzato rispetto agli altri. La Generazione X offre una maggior stabilità emotiva sul luogo di lavoro e ottime capacità organizzative, che vengono richieste da parte dei candidati anche alle aziende a cui si offrono. (By Vittoria Giannuzzi)

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I 10 consigli per proteggere la sicurezza dei dati di aziende e utenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ecco allora i 5 consigli degli esperti alle aziende per proteggere i dati gestiti:
NOMINARE UN DATA PROTECTION OFFICER In Italia i DPO formalmente incaricati sono circa 6mila: devono possedere competenze trasversali, legali e di organizzazione aziendale, poiché la normativa influisce sull’intera struttura organizzativa.
PROMUOVERE UNA CULTURA AZIENDALE DI ATTENZIONE AL DATO PERSONALE, tutte le aziende oggi dispongono di moltissimi dati personali di dipendenti e di clienti, è necessario sensibilizzare ad un uso corretto di queste informazioni attraverso workshop e policy precise e condivise.
ADOTTARE STRUMENTI E SOLUZIONI EFFICACI Dotare il DPO di strumenti organizzativi e tecnologici necessari a garantire l’efficacia del suo operato: non giocare al risparmio di risorse, poiché le sanzioni in caso di inadempienza sono davvero sostanziose.
PERSONALIZZARE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE Implementare una soluzione tecnologica che sia versatile e in grado di adattarsi alla realtà aziendale specifica: la GDPR cambia in base all’organizzazione, perciò non esiste una soluzione uguale per tutti.
LA TECNOLOGIA È IL VOSTRO PARTNER… VERSUS CRIME Per una gestione efficace e rapida della GDPR, la tecnologia dev’essere intuitiva e di facile implementazione: la norma è di per sé già molto complessa, se la tecnologia non aiuta a semplificare non porta risultati.
Infine, ecco i 5 consigli degli esperti dedicati agli utenti per tutelare la propria privacy in rete:
NON APRITE QUELLA MAIL Non aprire mai link e allegati nelle mail provenienti apparentemente da banche, poste e indirizzi sconosciuti in cui vengono richieste credenziali e dati personali.
PROTEGGI IL COMPUTER CON L’ANTIVIRUS Software antivirus e firewall aiutano a identificare le minacce e a proteggersi: ricordarsi di aggiornarli insieme al sistema operativo e al browser per mantenere alta la protezione.
PASSWORD COMPLESSE E AGGIORNATE IS THE ANSWER Utilizzare password complesse, non riconducibili ai propri dati, cambiandole con frequenza e non utilizzando la stessa per portali diversi.
SÍ AI SOCIAL, MA ATTENZIONE AI DATI Per non diventare complici dei malintenzionati, evitare di diffondere informazioni personali sui social network, come ad esempio foto dei propri documenti di riconoscimento.
SE IL SERVIZIO È GRATIS, IL PRODOTTO SEI TU Prestare attenzione ai cookie di profilazione e quando si clicca “acconsento”, in quanto si potrebbe autorizzare il trattamento dei dati per finalità di marketing indesiderate. By Matteo Gavioli

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Privacy e nuove regole sui dati: FIEG e DATRIX insieme per la formazione degli editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) e il gruppo di tech company Datrix hanno messo a disposizione degli Editori associati un programma di formazione gratuita specialistica su raccolta, analisi e attivazione dei dati di prima parte: si tratta di un tema di estrema rilevanza per il settore editoriale, in vista dell’imminente impossibilità di utilizzo dei cookies di terza parte, elemento fondamentale per l’attuale schema di monetizzazione della pubblicità digitale e che avrà conseguenze notevoli sulla capacità di raccolta e qualifica delle proprie audience da parte degli editori.I seminari specialistici gratuiti FIEG-Datrix hanno l’obiettivo di preparare gli Editori al nuovo paradigma digitale attraverso l’approfondimento dei nuovi framework da adottare, la comparazione dei dati di prima parte con quelli di seconda e terza parte, l’integrazione dei dati di prima parte digitali con quelli nel CRM attraverso la costruzione di data lake, la profilazione predittiva degli utenti attraverso soluzioni basate sul machine learning e la monetizzazione dei dati di prima parte attraverso il programmatic advertising. L’attenzione viene posta anche sulle infrastrutture tecnologiche di cui si sta discutendo all’interno del Project Rearc.

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Turismo, i dati Otex su Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Il fatturato generato sul territorio di Venezia dal turismo residenziale, nei primi undici mesi del 2020, è stato di 70,2 milioni di euro, con una perdita del 63,74% rispetto allo stesso periodo del 2019: è quanto emerge dall’analisi di Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia, che ha avviato una serie di studi per avere una visione più completa e corretta del fenomeno in un momento molto delicato per il settore del turismo, colpito duramente dalle conseguenze della pandemia Covid-19 e dalle conseguenti politiche di lockdown. Dopo i numeri positivi del primo bimestre (+5,15% a gennaio, +27,5% a febbraio anno su anno), il trend del fatturato 2020 in Laguna è stato negativo da marzo in poi, con la flessione più cospicua nel mese di maggio (-80,53%). Il mercato analizzato da Otex, all’ultimo aggiornamento, presenta una riduzione dell’offerta di annunci di oltre 1.620 unità. “In percentuale quindi stimiamo una riduzione delle unità attive nel mercato del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, spiega Marco Nicosia, data analyst di Otex, evidenziando come “sempre più operatori, in maniera progressiva da marzo, stiano perdendo fiducia nel turistico e siano sempre più usciti dal mercato, con un rallentamento di questo fenomeno in settembre 2020”. La variazione percentuale mese su mese dell’offerta, infatti, è stata del -22% circa a novembre, contro il -19% rilevato ad agosto e il -10% di maggio. “Venezia è stata colpita prima dall’acqua alta e poi dal Covid, e oggi ci troviamo con una città completamente vuota”, afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, secondo cui “oggi c’è la necessità di aiuti concreti, di un sistema di semplificazione che consenta di rilanciare il turismo extralberghiero. Il primo settore che ripartirà una volta esaurita l’emergenza sarà questo, e rimetterà in moto altre attività che oggi sono ferme. Non è né giusto né utile puntare il dito, come è stato fatto anche a Venezia, contro un settore che ha permesso alle città di vivere, e che le altre città europee, pensiamo per esempio a quanto accade in Francia, si stanno muovendo per incentivare”.

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I dati del Museo Nazionale del Cinema nel 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

Torino. Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana nel 2020 ha avuto 163.452 visitatori, il 75% in meno rispetto al 2019, anno in cui gli accessi erano stati poco meno di 675.000. Gli spettatori al Cinema Massimo sono stati 37.333, con una riduzione del 61% rispetto all’anno precedente, quando più di 96.000 persone avevano varcato le porte della multisala.Nel corso del 2020 sono state messe in atto molteplici campagne e iniziative online, organizzate in un programma sistematico di contenuti digitali che afferiscono a tutti i settori dell’ente e che ha visto la pubblicazione di almeno un contenuto al giorno sui social network istituzionali.L’incremento annuale dei follower del Museo Nazionale del Cinema, su Facebook è stato del +8% su Instagram del +144% e del +41% su YouTube.In relazione alla copertura dei contenuti, gli aumenti annuali si assestano su +62% per Facebook, +1.200% per Instagram e +41% per YouTube.Grandissimo il successo dell’innovativo spettacolo di videomapping realizzato in occasione dei 20 anni del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana: i quattro lati della cupola hanno resto omaggio alla Torino cinematografica, al cinema italiano e alle grandi star internazionali, ottenendo quasi 800.000 visualizzazioni su Facebook e 1.440.000 visualizzazioni su Instagram.Il Torino Film Festival, che nel 2020 per la prima volta è stato interamente online, ha avuto un aumento annuale di follower su Facebook del +15%, su Instagram del +34% e del +114% su YouTube.Molto alta la copertura dei contenuti, che è stata del +490% su Facebook, del +340% su Instagram e del +99% su YouTube.Numeri positivi anche per il Lovers Film Festival, che nel 2020 ha avuto, rispetto al 2019, un aumento dei follower del +8% su Facebook e del +5% su Instagram, e per CinemAmbiente, che si è assestato su un +9% per Facebook e +10% su Instagram.Anche il Torino Film Lab si è svolto completamente online, ottenendo un +26% di follower su Facebook, mentre il profilo Instagram, aperto nell’ottobre 2019, ha superato ad oggi i 2.500 follower

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I dati sui prezzi dei terreni agricoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

L’andamento dei prezzi della terra nel 2019, dopo due anni positivi, segna una nuova battuta d’arresto (-0,4% rispetto al 2018) che si somma alla riduzione dell’attività di compravendita che si è verificata dopo quattro anni di continui aumenti. Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni con le maggiori riduzioni (rispettivamente -2,8% e -4,5%), ma segno negativo anche per Lombardia, Emilia-Romagna, Molise e Sardegna. Questo è il quadro che emerge dall’indagine curata dalle sedi regionali del CREA Politiche e Bioeconomia. Le ragioni della contrazione vanno ricercate nell’aggiustamento delle quotazioni in Veneto (con oltre 50.000 euro/ha detiene il primato dei valori medi regionali), nella scarsa redditività del comparto dei seminativi e nella mancanza dell’effetto trainante del comparto viti-vinicolo. Le ricadute dell’emergenza COVID sul mercato fondiario, stando ai dati raccolti nei primi mesi del 2020, evidenziano una maggiore preoccupazione per le regioni meridionali rispetto alle settentrionali, sebbene bisognerà attendere il 2021 per avere una valutazione più oggettiva della situazione. Alcune tipologie aziendali, viticoltura e floricoltura in particolare, sono state particolarmente danneggiate dall’emergenza sanitaria. Si conferma alto l’interesse anche nel 2019 per l’affitto dei terreni in alternativa all’acquisto, con una generale tendenza alla diminuzione della durata dei contratti. Il mercato è stato particolarmente dinamico nelle regioni settentrionali, con una domanda tendenzialmente superiore all’offerta, soprattutto nel caso di terreni di pregio; mentre nel meridione il mercato è stato stagnante nelle aree più interne e più dinamico in prossimità delle coste.

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