Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘dati’

Italia: Dati impietosi da Nazioni Unite su digitalizzazione PA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

“Nella classifica mondiale dell’amministrazione digitale, l’E-government survey 2020 delle Nazioni Unite, l’Italia si colloca al 37esimo posto su 193 nazioni, perdendo ben 13 posizioni rispetto a 2 anni fa – afferma il responsabile Innovazione di FDI, deputato Federico Mollicone – sulla partecipazione elettronica, l’Italia perde fino a 26 posizioni, collocandosi nella 41esima. Il ritardo dell’Italia sul piano infrastrutturale, dei servizi digitali e della formazione è sempre più evidente: ne risentirà lo sviluppo economico e la tenuta generale di una nazione del G7. Va garantita, tramite un massiccio investimento, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, anche al fine di tutelare la nostra sovranità digitale. E’ l’ennesima classifica che mostra il divario italiano rispetto l’Europa e il Mondo: il ministro Pisano riconosca la sua inadeguatezza.”

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Può il DNA essere considerato la nuova frontiera del backup dei dati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A cura di Michael Cade, Senior Global Technologist, Veeam.I dati sono l’elemento comune che sta alla base di tutto ciò che fanno le aziende. Sia che si tratti di gestire le attività quotidiane che tutti noi diamo per scontate, sia che si tratti di fornire nuovi insight che determinano il nostro modo di pensare rispetto ad alcuni dei più grandi quesiti dell’umanità, i dati aumentano e rafforzano l’intelligenza umana.
Un’alternativa agli attuali dispositivi di storage potrebbe essere la memorizzazione dei dati basata sul DNA. Il DNA – grazie al suo ruolo fondamentale di creare la vita – offre due grandi vantaggi: è ultra-compatto e facilmente riproducibile. Secondo la rivista New Scientist, un grammo di DNA può potenzialmente contenere fino a 455 exabyte di dati, cioè più di tutti i dati digitali attualmente disponibili nel mondo. E, sebbene il DNA sia piuttosto fragile, se conservato nelle giuste condizioni può rilevarsi estremamente affidabile. Resti fossilizzati di migliaia di anni fa sono stati trovati con il DNA ancora intatto. La longevità delle videocassette e dei CD non è paragonabile, e quindi, dal punto di vista dell’archiviazione e del backup, potrebbe essere il materiale perfetto.I progressi tecnologici promettono bene, pensiamo ad esempio a quanto fatto dai ricercatori di Microsoft e dell’Università di Washington che, l’anno scorso, hanno sviluppato il primo dispositivo al mondo per l’archiviazione del DNA, in grado di eseguire automaticamente l’intero processo. Utilizzando il dispositivo, i ricercatori hanno codificato la parola ‘ciao’ nel DNA e sono stati in grado di convertirla in dati leggibili da un computer.
Nella corsa alla ricerca del supporto del futuro per la memorizzazione dei dati, il vetro è un altro materiale in gara. Project Silica di Microsoft, ad esempio, utilizza il vetro di quarzo come supporto di memorizzazione. I laser modificano in modo permanente la struttura del vetro, rendendo possibile l’archiviazione di dati che possono poi essere letti da algoritmi di machine learning. Occupando una frazione dello spazio, e non richiedendo uno storage climate-controlled o altra manutenzione tipica dei supporti di archiviazione, rappresenta un’incredibile opportunità per le attività di backup e l’archiviazione.Il business del backup potrebbe essere trasformato dal DNA. Gli archivi e i data center – e le loro immense dimensioni fisiche – potrebbero essere eliminati. La conoscenza umana potrebbe un giorno essere memorizzata su un supporto osservabile solo con un microscopio. E mentre generiamo sempre più dati, raggiungendo il limite di capacità di archiviazione delle attuali tecnologie, il valore di soluzioni alternative non potrà che aumentare. Tutti gli sforzi che si stanno facendo nell’ambito del backup potrebbero trovare soluzione in un unico record, creato una sola volta, che dura ben oltre ogni memoria vivente. La prossima generazione di tecnologie di storage è per certi versi già qui – dobbiamo solo imparare a sfruttarla.

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Nella fase 2 Governo garantisca dati chiari e dettagliati su andamento epidemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 maggio 2020

“Finora ci sono stati forniti dati, non sempre chiari nella loro lettura, da fonti diverse, come la Protezione civile e le Regioni. Con la fase 2 è indispensabile aumentare il grado di trasparenza: con la ripartenza dovremo essere messi nella condizione di osservare in modo rapido, per esempio, la disponibilità di tamponi e la popolazione su cui sono effettuati, il rapporto tra malati e posti letto in ospedale, la reperibilità di dispositivi di protezione individuale e ventilatori polmonari. Reperire queste informazioni richiede la collaborazione di numerose realtà, per questo chiediamo che un unico soggetto nazionale, che dovrebbe essere individuato nell’Istat, sia incaricato di selezionare dati, parametri di riferimento e standard di raccolta e di provvedere alla loro sistematizzazione e diffusione tempestiva, in formato aperto e disaggregato” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani, che ha lanciato un appello affinché il Governo dia risposta alla domanda di trasparenza dei cittadini. “Trasparenza che è componente essenziale del dibattito pubblico in un paese democratico” concludono.

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Piattaforma City Forecast per monitoraggio dati su traffico e spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Roma Capitale utilizzerà il supporto tecnologico fornito da TIM e Olivetti con la loro piattaforma City Forecast e il supporto dei Data Angels. Grazie a un accordo con il Campidoglio, le società si occuperanno del monitoraggio dei dati, in forma anonima e aggregata, legati al traffico e agli spostamenti all’interno e all’esterno del territorio comunale.La raccolta di questi dati, ricavati dal segnale generato dalle utenze telefoniche mobili, consentirà una costante analisi dei flussi e degli spostamenti, in modo sicuro e nel pieno rispetto della normativa vigente. La piattaforma sarà utile a monitorare le misure di contenimento della mobilità messe in atto per contrastare la diffusione del coronavirus e, successivamente, a supportare le decisioni che l’Amministrazione capitolina dovrà assumere per garantire il ritorno alle normali attività e la tutela della salute dei cittadini.“In questo periodo, in cui c’è più necessità di limitare gli spostamenti e rimanere in casa per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo, la tecnologia può offrirci un valido aiuto per verificare puntualmente il rispetto delle regole. In una seconda fase, tale strumento potrà essere utilizzato per individuare i principali flussi di spostamento e agire di conseguenza: per esempio con un rafforzamento mirato del trasporto pubblico o dei presidi di sicurezza in alcune zone”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Coronavirus tra dati reali e fake news

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

È Sky TG24 la testata giornalistica italiana percepita come la più attendibile. Ad affermarlo è Reputation Review, magazine cartaceo dedicato alla corporate reputation, che ha effettuato uno studio utilizzando il sofisticato algoritmo del Reputation Rating, l’unico algoritmo in Blockchain che misura e pesa tutte le dimensioni della reputazione tenendo in considerazione variabili diverse, da quelle più obiettive a quelle legate al sentiment generato.In un momento difficile, come quello di oggi, con l’intero mondo alle prese con la lotta al coronavirus, riuscire ad avere accesso a un’informazione chiara, autorevole e ben strutturata, è indispensabile, per contrastare le fake news che circolano in rete o le notizie non confermate o incomplete, e per avere un’idea di ciò che realmente stia succedendo nei vari paesi. Per questo motivo, Reputation Review ha stilato una Top 5 testate giornalistiche del nostro paese, percepite come maggiormente affidabili e, quindi, fonti privilegiate nella ricerca di informazioni. Tra i parametri oggettivi presi in considerazione nell’analisi di Zwan, reputazione digitale, media intelligence, business intelligence e certificati pubblici di qualità (ad esempio ISO 9000 o altri). Per quanto riguarda, invece, quelli più soggettivi, sono state esaminate la percezione di affidabilità e di “trasparenza”, combinando le informazioni pubbliche di reputazione digitale, media intelligence, business intelligence e certificati pubblici, esaminando oltre 100 mila post per valutarne l’eventuale positività o negatività e l’analisi semantica. È stata, inoltre, studiata l’incidenza di 10 asset reputazionali su due fronti: quello dei Driver, ovvero Prodotti e Servizi, Leadership e Innovation, CSR, Workplace e Governance, Performance, e degli Stakeholder, ovvero Consumatori e Iscritti, Investitori e Finanziatori, Dipendenti, Società e Istituzioni, Fornitori.
La classifica e i relativi approfondimenti saranno pubblicati sul numero 21 di Reputation Review, la rivista di proprietà di Zwan. Un numero che sarà interamente dedicato alla gestione della reputazione della propria organizzazione, e all’importanza di avviare PR positive, e importanti interventi a firma di Dina Galano, portavoce e responsabile della comunicazione di Federmanager, Nicola Perrone, direttore dell’agenzia di stampa Dire e Augusto Bisegna di Fim Cisl. Attraverso questa testata, l’azienda cerca di fornire ai suoi lettori gli strumenti per far prosperare la propria reputazione, proponendo anche casi di eccellenza dai quali lasciarsi ispirare.

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Il Centro Europeo Consumatori pubblica i dati dell’anno 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2020

Nuove conferme per il Centro Europeo Consumatori Italia: i dati relativi all’attività dell’anno 2019 testimoniano, ancora una volta, l’importanza del lavoro profuso dal punto di contatto italiano della rete dei Centri Europei dei Consumatori ECC-Net. La rete, istituita dalla Commissione Europea e cofinanziata dagli Stati Membri, fornisce assistenza e consulenza gratuita ai consumatori in caso di controversie transfrontaliere, ovvero liti insorte tra consumatori e operatori commerciali stabiliti in due diversi stati della UE oltre che nel Regno Unito, Norvegia e Islanda. “I dati relativi all’attività svolta dal nostro Centro nel 2019”, commenta Maria Pisanò, direttore del Centro Europeo Consumatori Italia, “testimoniano la fiducia che i consumatori ripongono nella professionalita’ dei nostri consulenti. Abbiamo fornito consulenza a quasi 4000 richieste e assistito i consumatori nella gestione di oltre 2200 reclami riuscendo a recuperare oltre 250 000 euro”. I settori che hanno maggiormente interessato gli interventi del Centro sono stati il turismo, il settore dei trasporti, nel quale una buona parte delle richieste ricevute ha riguardato il trasporto aereo e l’autonoleggio.“Il Centro non si occupa solo di rispondere ai quesiti dei consumatori”, prosegue Monika Nardo, coordinatrice dell’ufficio di Bolzano: “ci impegniamo quotidianamente in un’intensa attività di informazione e divulgazione dei principali temi di interesse relativi alla nostra attività: abbiamo organizzato ben 15 incontri con professionisti e stakeholders, abbiamo collaborato attivamente con le autorità di enforcement, siamo stati protagonisti di circa 100 interviste radiofoniche e televisive e, come ogni anno, abbiamo tenuto conferenze e seminari nelle scuole per diffondere consapevolezza nei giovani consumatori di domani”. A questi risultati si aggiungono i riscontri positivi provenienti dal web, dato il crescente interesse registrato sia per le attività social (il Centro dispone di account Facebook, Twitter e Instragram) che per il materiale digitale prodotto (circa 650 000 download dai siti web http://www.ecc-netitalia.it e http://www.euroconsumatori.org). Decisamente positiva anche la percentuale di soddisfazione dei consumatori, pari all’87,4% come si evince dai risultati del questionario ufficialmente predisposto dalla Commissione Europea.

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Presentazione dei dati e delle statistiche dei cammini francescani in Umbria

Posted by fidest press agency su martedì, 11 febbraio 2020

Assisi mercoledì 12 febbraio alle 11 nella Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi. Aumentano di anno in anno gli appassionati dei cammini francescani e del turismo lento. Verranno presentati i dati ufficiali dei pellegrini camminatori che nel 2019 hanno fatto tappa alla Basilica di San Francesco e le statistiche di “Di qui passò Francesco” e della “Via di Francesco”. I numeri di Assisi verranno presentati da fra Jorge Fernandez (OfmConv) e confermano ancora una volta che l’Umbria è tra le mete più gettonate in Italia. La “Statio Peregrinorum”, a cura del Sacro Convento, raccoglie e divulga i dati di affluenza relativi a chi raggiunge la città del poverello a piedi, in bicicletta, a cavallo o con handbike. All’incontro parteciperanno tra gli altri i responsabili della “Statio Peregrinorum” del Sacro Convento di Assisi, Fra Paul e Fra Abelardo, il Custode del Sacro Convento, padre Mauro Gambetti, il Vescovo di Assisi, Mons. Domenico Sorrentino, il Sindaco di Assisi Stefania Proietti, l’Assessore al Turismo della Regione Umbria, Paola Agabiti Urbani, e il Direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini. L’incontro sarà moderato dal direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato.

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Preoccupanti dati sulla produzione del miele

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 febbraio 2020

“Sono preoccupanti i dati della produzione di miele italiano, che registrano un calo medio tra il 50 ed il 70% e con punte che toccano l’85%. L’incremento delle importazioni dalla Cina, alle quali si aggiungono quelle di miele argentino, ungherese e romeno, aggravano la situazione dei 60 mila produttori italiani. Fratelli d’Italia farà tutto il possibile per tutelare un comparto così importante per il Made in Italy. Lo faremo non solo per la difesa di un prodotto italiano, ma anche per tutelare la salute dei cittadini. Il miele cinese infatti, al contrario di quello che italiano, è composto per il 70% da zuccheri e solo per il 30% da miele “naturale”. Quello italiano, invece, viene prodotto nel rispetto delle più avanzate normative settoriali, quello cinese con materie di scarsa qualità, allungato con zuccheri industriali, in un contesto di concorrenza sleale. Con i colleghi Caretta e De Carlo, difenderemo i produttori e la salute dei consumatori. E’ tempo che vengano applicati i “Dazi di Civiltà”, la proposta di Giorgia Meloni affinché in tutto il mondo vengano rispettati i lavoratori e le regole di salvaguardia delle produzioni”. Lo dichiara Monica Ciaburro, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Agricoltura della Camera.

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Ocse: allarmanti dati sulla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

“Le rilevazioni PISA-OCSE 2018 sono allarmanti per la nostra scuola e dimostrano che gli studenti quindicenni sono molto indietro nella classifica stilata su seicentomila ragazzi di tutto il mondo. I ritardi riguardano le scienze e la lettura con conseguente comprensione del testo. Tanti sono a nostro avviso i motivi di questa disastrosa situazione e per superarla bisogna puntare sulla qualità dei docenti e sulla preparazione dei ragazzi che andrebbero riabituati a leggere testi integrali. Inoltre, FdI ritiene che per migliorare la condizione della nostra scuola siano necessari maggiori investimenti e che non sia sufficiente una lacunosa legge per assumere una parte dei precari”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti, vicepresidente della commissione Cultura della Camera e Ella Bucalo, responsabile Scuola FdI.

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Dove finiscono i miei dati?

Posted by fidest press agency su martedì, 19 novembre 2019

Per il lancio di IGF Italia Giovani (sito web) – neonata Youth Initiative IGF italiana – il 15 novembre 2019 alle 18:00 presso l’Università “La Sapienza” di Roma ha tenuto una conferenza dal titolo “Dove finiscono i miei dati? – Diffusione e protezione delle informazioni personali nelle piattaforme digitali”.L’evento è organizzato con il supporto dell’“Istituto per la Cultura dell’Innovazione” (www.icinn.eu), in collaborazione con l’Associazione Studentesca “Sapienza in Movimento” (www.sapienzainmovimento.it). Vi è stato un intervento introduttivo da parte Antonino Carbonello (Presidente di Sapienza In Movimento), cui hanno seguito gli interventi degli Associati sulla Mission di IGF Italia Giovani e su cos’è l’Internet Governance, e un successivo Panel al quale hanno partecipato 3 speaker altamente qualificati: Carlo Salatino (Ingegnere delle TLC), Valentino Notarangelo (Avvocato nel settore Data Protection) e Gabriele Pisanti (Avvocato esperto in Regolazione dei mercati), che hanno trattato, rispettivamente, i temi della c.d. digital transformation, dei profili di privacy riguardanti l’utilizzo dei dati personali e la loro protezione e degli aspetti legali e possibili conseguenze di un uso distorto della profilazione sui social network.Per favorire al massimo il dibattito e lo scambio di idee, l’evento ha previsto alla fine delle presentazioni anche una sessione di domande e interazione con il pubblico.IGF Italia Giovani è un’iniziativa riconosciuta dall’Internet Governance Forum (IGF) (https://www.intgovforum.org/multilingual/) che si pone l’obiettivo di promuovere un dibattito inerente la governance di Internet che sia aperto, trasparente ed inclusivo. L’IGF è una piattaforma di dibattito istituita nel 2006 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan che emana raccomandazioni internazionali indirizzando i governi e la comunità multistakeholder globale nella definizione delle politiche pubbliche che riguardano Internet.Dal 2006 molti Paesi si sono attivati in maniera autonoma per discutere come regolamentare le politiche digitali di Internet. Sono nate così diverse iniziative nazionali, regionali e giovanili che dal 2016 hanno avuto un riconoscimento ufficiale nell’ambito dell’IGF globale delle Nazioni Unite: https://www.intgovforum.org/multilingual/content/igf-regional-and-national-initiatives.

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Dati sui prezzi dei terreni agricoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 novembre 2019

L’andamento dei prezzi della terra mantiene il segno positivo per il secondo anno consecutivo, senza discostarsi da quanto emerso nella precedente indagine curata come sempre dalle sedi regionali del CREA, Politiche e Bioeconomia. In sostanza i valori fondiari a livello medio nazionale registrano un leggero aumento (+0,2%) con incrementi più robusti in Piemonte, Lombardia e Toscana, mentre le regioni centro-meridionali si posizionano su variazioni positive più contenute.Segno negativo solo per Umbria, Campania, Basilicata e soprattutto Veneto (-1%) dove continua il processo di assestamento dei valori medi regionali.Appaiono in controtendenza soltanto i prezzi per terreni adatti a colture di pregio – in primis la vite – dove il successo commerciale crea in molti casi un forte aumento della domanda con conseguente rialzo dei valori fondiari.Di fatto le contrattazioni per terreni adatti a vigneto o altre produzioni di pregio, in zone che hanno saputo avvantaggiarsi del crescente interesse dimostrato dai consumatori per i prodotti di qualità, dominano il mercato fondiario e rappresentano i casi, purtroppo abbastanza infrequenti, in cui la domanda supera l’offerta. Nel resto delle aree agricole esiste una potenziale offerta molto consistente che non si tramuta in vendita a causa del livello dei prezzi giudicato poco appetibile…

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Unicredit: compromessi dati di 3 mln clienti nel 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Unicredit ha identificato un caso di accesso non autorizzato a dati relativi a un file generato nel 2015 che conteneva circa 3 milioni di records, composto solo da nomi, città, numeri di telefono ed e-mail. “I consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi. Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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Dati Istat crescita economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

“Rilanciare concretamente gli investimenti ed avviare in modo significativo la riduzione del peso fiscale sui lavoratori”. Lo ha detto il Segretario Generale della CISAL, Francesco Cavallaro, commentando l’ultima nota mensile Istat sulle prospettive economiche dell’Italia. “Proprio mentre si avviano i lavori parlamentari sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e l’Esecutivo mette mano alla scrittura della prossima Manovra – spiega Cavallaro – ribadiamo che è necessario un intervento, condiviso con le parti sociali, in materia di politica fiscale volto a rafforzare il sostegno allo sviluppo economico, decisamente orientato verso la redistribuzione del reddito in favore dei lavoratori intervenendo concretamente mediante la riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro, prevedendo – sottolinea – anche un intervento specifico in favore dei cosiddetti incapienti. Per favorire la ripresa e creare effetti positivi tra le famiglie e le imprese bisogna incrementare il potere d’acquisto dei lavoratori”.

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Industria: dati pessimi, ora rischio recessione

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 settembre 2019

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a giugno scende su base mensile sia il fatturato dell’industria (-0,5%) che gli ordinativi (-0,9%).”Dati pessimi. Ora rischio recessione per il secondo trimestre, che finisce nel peggiore dei modi, con un calo, rispetto al primo trimestre 2019, sia del fatturato che degli ordinativi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Se poi confrontiamo i dati di oggi con i picchi pre-crisi, il quadro è ancor più sconfortante. Rispetto a giugno 2008 il fatturato totale è diminuito del 9,5%, quello interno è crollato addirittura del 16,8%. Gli ordinativi totali, rispetto a giugno 2007, sono calati in 12 anni del 14,1%, quelli interni sono franati del 17,4%” conclude Dona.

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Scuola – Dati eclatanti: quasi 20 mila classi pollaio in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 3 febbraio 2019

L’on. Luigi Gallo, presidente della VII Commissione alla Camera, anticipa dati sulle classi pollaio che presto saranno ufficializzati. Numeri choc negli istituti di ogni ordine e grado di tutto il territorio nazionale, con circa 500 classi che hanno oltre 34 studenti per aula. Marcello Pacifico, presidente Anief, all’attacco: “Negli ultimi mesi abbiamo lottato con tutte le nostre forze affinché l’annosa situazione trovasse una soluzione. Si tratta di dati allarmanti che mettono in serio pericolo il giusto andamento delle lezioni, oltre a rappresentare un rischio per la sicurezza e l’incolumità di insegnanti e discenti. Inoltre non dimentichiamo gli alunni disabili, che necessitano di misure consone alla loro condizione.

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Italia: oltre 5 milioni in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 giugno 2018

Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel 2017 la povertà assoluta raggiunge i valori più alti dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005.”Una vergogna! Battuto ogni precedente record storico sulla povertà assoluta, sia per gli individui che per le famiglie, sia in termini di incidenza che in valore assoluto. Il fatto che non si siano mai avuti dati così negativi, dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà non è stato sufficiente” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Le famiglie in povertà assoluta salgono in un solo anno del 9,8%, passando da 1 mln e 619 del 2016 a 1 mln e 778 mila del 2017. In 10 anni, dal 2007 al 2017, registrano un’impennata del 116 per cento. Anche gli individui poveri aumentano del 6,7% rispetto al 2016 e del 182,7% rispetto al periodo precrisi” prosegue Dona.”I dati ci dimostrano che non basta aiutare i poveri con un sostegno al reddito. Bisogna anche rimuovere le cause della povertà, altrimenti le file dei poveri continueranno ad ingrossarsi. Non è solo la crisi e la perdita del posto di lavoro ad aver prodotto questi risultati, ma un fisco sempre più iniquo che ha tassato sempre di più chi già faticava ad arrivare alla fine del mese, violando il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione” conclude Dona.

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Pubblicati i dati Audipress 2018/I

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 maggio 2018

Attraverso i titoli stampa su carta o digitale replica, quasi 8 italiani su 10 (+ 14 anni) scelgono ogni mese la fruizione di contenuti verificati.Ogni giorno si raggiungono circa 25 milioni di letture per i quotidiani (per 16.609.000 lettori), con una considerevole concentrazione di lettori ad alta frequenza di lettura (quasi il 70%). Ogni settimana sono più di 23 milioni le letture di testate settimanali (per 13.702.000 lettori) e ogni mese superano i 21 milioni le letture di testate mensili (per 12.382.000 lettori). Il consumo dei prodotti editoriali su carta o digitale mantiene dunque il suo ruolo nella dieta mediatica degli italiani, fornendo contenuti di qualità e intercettando grandi volumi di contatto.Questi i macro dati di scenario dell’indagine single source Audipress 2018/I, che rileva la fruizione delle più importanti testate italiane in un’unica ricerca e sullo stesso campione di individui.La ricerca monitora in maniera continuativa le abitudini di lettura in Italia, offrendo anche dati analitici che consentono di tracciare il profilo sociodemografico dei lettori e i loro comportamenti di lettura, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione.Per l’edizione Audipress 2018/I sono state eseguite 39.812 interviste personali su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 3 aprile 2017 al 31 marzo 2018. Gli Istituti esecutori del field sono Doxa e Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply.

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Dati Facebook. Antitrust italiano, bene! Ma…

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

La notizia che l’Antitrust italiano ha aperto un’istruttoria contro Facebook per pratica commerciale scorretta dovrebbe essere confortante. Lo sfacelo emerso con l’uso dei dati per mano di Cambridge Analytica sta quindi trovando una qualche soluzione? Siamo scettici. Per diversi motivi.
I poteri dell’Antitrust italiano… che sono quelli che sono… ma dobbiamo e possiamo accontentarci? Vedremo quali saranno le conclusioni… Cosa potra’ fare la nostra Autorita’ garante della concorrenza e del mercato? Una multa che, per quanto stratosferica potra’ essere e ammesso che alla fine dei vari ricorsi sara’ pagata, si trattera’ sempre di briciole di briciole rispetto al business messo in atto dal giocattolo di Zuckerberg; briciole che sono messe in conto da questa azienda, facilmente assorbibili in un qualunque budget dove si dedica lo zero virgola ai temporanei pizzichi di alcune zanzare.
Poi ci saranno gli altri Antitrust, tra cui i piu’ temibili sono quello europeo e quello Usa. Anche qui, vedremo. E, ammesso che arrivino a prosciugare qualche altra briciola, per restare nella stessa metafora… il processo di panificazione che parte dall’azienda della Silicon Valley continuera’ imperterrito.
E tutto questo contribuira’ a modificare qualcosa? A parole tutti se lo auspicano, soprattutto il visino pulito di Mark. E quando sara’ modificato, cosa accadra’? Metteranno la testa a posto, rispetteranno le leggi? E’ probabile. Ma il problema e’ che le leggi di ogni singolo Stato saranno sempre insufficienti, non solo alla bisogna, ma anche a far fronte alle nuove gabole che saranno inventate per continuare ad assalire le nostre liberta’ di utenti. Gabole che, quando e se scoperte visto che i metodi per non farsi scoprire saranno sempre piu’ raffinati, continueranno ad essere marginali, “briciolosi” e facilmente assorbibili dall’enorme macchina di denaro che Facebook rappresenta e continuera’ a rappresentare.
Il paragone con le droghe e’ doveroso. Tutti (a livello ufficiale ed istituzionale) ci dicono di non consumare droghe, che’ ci fanno male, fanno male alla nostra societa’ ed economia per il fatto che sono il principale strumento economico e finanziario della malavita organizzata. E chi ce le fornisce, quando viene pizzicato, viene bastonato duramente. Ma tutti continuano a consumarle, e questi tutti sono sempre di piu’. Sembra che l’effetto delle droghe sia commisurato al genere umano, e niente puo’ fermarlo.
Facebook ci ruba i dati, ma sembra che pochi utenti siano interessati e, a parte qualche gesto simbolico, il suo numero di adepti e nuovi aderenti sia in costante crescita. Con la conseguenza che la notorieta’ e la presunta indispensabilita’ dell’uso di questo strumento e’ sempre piu’ al pari dell’ara che si respira.
Quale potrebbe essere allora il meccanismo per evitare che droghe e Facebook ci facciano male? Semplice: farne a meno, a livello di scelta individuale. E se non vogliamo farlo, ci dovrebbe essere il conforto della legge e della autorita’ perche’ ci si possa fare meno male, con la consapevolezza che il male ce lo stiamo comunque cercando. E con altrettanta consapevolezza che quand’anche le droghe fossero tutte legali (e quindi i consumatori non dovrebbero subire le conseguenze del proibizionismo, ma solo quelle delle sostanze in se’, in un regime di consapevolezza sanitaria, individuale ed istituzionale), e quand’anche esistessero norme che possano impedire ai vari Facebook di rubarci la liberta’ individuale, non potra’ mai esistere la certezza di essere sicuri, e i delinquenti di entrambi gli ambiti sarebbero sempre dietro l’angolo.
Ma, se per le droghe abbiamo quintali e quintali di dissuasori in costante funzione, non sembra che sia altrettanto per Facebook et similia. Sara’ quindi il caso che questi dissuasori comincino a funzionare. E, per i piu’ timorosi, non ci sarebbe neanche da preoccuparsi del processo di erosione dell’esistenza del giocattolo di Mark, perche’ non minerebbe nessuna liberta’ individuale e collettiva. Anzi, e’ altamente probabile che ci stimolerebbe, a livello individuale e sociale, a migliorare i nostri strumenti di socialita’, facendo tesoro di quanto accaduto nel passato. Cioe’, in sostanza, le distorsioni del mercato (la delinquenza di Facebook, nella fattispecie) hanno solo un metodo per essere combattute e superate, con il mercato: col suo principio principe, quello della offerta e della domanda. Facendo, cioe’, venir meno la domanda.
(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Riservatezza dati personali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2018

Dal 25 maggio prossimo entrerà in vigore il Regolamento europeo di valutazione dell’impatto sulla riservatezza dei dati personali (GDPR) (1), che riguarda tutti gli individui all’interno dell’Unione europea. Il GDPR sostituirà la direttiva sulla protezione dei dati del 1995.
Il Regolamento si applica se i controllori dei dati hanno sede nell’UE, o fuori UE se raccolgono o trattano dati personali di individui situati all’interno dell’UE. Il Regolamento prevede un’armonizzazione delle norme sulla protezione dei dati in tutta l’UE, rendendone più chiari i termini e modalità.
In particolare, per i dati sensibili, il consenso deve essere esplicito; lo stesso dicasi per il consenso a decisioni basate su trattamenti automatizzati.
L’argomento della tutela della riservatezza è arrivato agli onori della cronaca in questi giorni per l’uso, che ne sarebbe stato fatto, a fini elettorali: la profilazione avrebbe consentito l’invio di note a milioni di elettori per orientarne il consenso. Comunque, i campi di utilizzo dei profili dei cittadini sono ampi. Attenzione, quindi, a dare il consenso al trattamento dei propri dati. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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“Fake news in merito alle notizie diffuse sui dati sulla cosiddetta lotta all’evasione fiscale

Posted by fidest press agency su sabato, 3 febbraio 2018

tasseL’entusiasmo di Gentiloni, Renzi, Boschi e compagnia per i dati diramati dall’Agenzia delle entrate sul recupero complessivo dall’evasione è semplicemente ridicolo, perché semmai dimostrano che nulla hanno prodotto i loro governi in termini di risultati concreti, a parte sanatorie una tantum.
Il dato, pari a 13,1 miliardi nel 2013, 14,2 nel 2014 e 14,9 nel 2015, schizza a 19,0 nel 2016 e 20,1 nel 2017 solo perché nel 2016 il fisco ha incassato 4,1 miliardi dalla voluntary disclosure e nel 2017 6,5 miliardi dalla rottamazione delle cartelle. La voluntary disclosure e la rottamazione delle cartelle, dovrebbero saperlo i nostri geni al governo, non sono assolutamente lotta all’evasione.
Senza questi versamenti spontanei dei contribuenti volti a beneficiare delle sanatorie una tantum, come ha giustamente notato l’amico Enrico Zanetti, il dato del 2016 si attesterebbe a 14,9 miliardi e quello del 2017 addirittura in calo a 13,6 miliardi. Insomma: la banda dei bonus e delle una tantum colpisce ancora. Una nota finale: Paolo Gentiloni, candidato del Partito democratico alle prossime elezioni e presidente del Consiglio in carica per il disbrigo degli affari correnti, dovrebbe pensare solo a fare il premier con decoro e decenza, mettendo da parte una sua partecipazione attiva alla campagna elettorale. Il ruolo istituzionale che ricopre dovrebbe indurlo a più corretti e responsabili comportamenti”.Lo afferma in una nota Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

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