Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘dati’

UNC: dati preoccupanti, consumi -5,9% sul II trim. 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2021

“Dati preoccupanti. Dopo che nel 2020 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,9% e il potere d’acquisto del 2,6%, avrebbero dovuto avere un rimbalzo decisamente più consistente. A differenza di altri indicatori che hanno già segnato un recupero sui valori pre-crisi, qui siamo ancora in alto mare, nel tunnel della crisi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Va meglio, apparentemente, il dato tendenziale, con il reddito che sale del 6%, il potere d’acquisto del 5,2% e i consumi finali addirittura del 15,3%, ma sono rialzi del tutto insoddisfacenti, è solo un effetto ottico. Se, infatti, si confrontano i dati resi noti ora dall’Istat con quelli pre-crisi del secondo trimestre 2019, nei dati destagionalizzati il reddito è sotto dello 0,9%, il potere d’acquisto dell’1,6% e la spesa per consumi, quella che apparentemente è andata meglio, è ancora inferiore del 5,9%, meno 15 miliardi e 753 milioni” conclude Dona.

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I dati Ocse dicono che l’età media dei docenti italiana è sempre più alta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

Cresce l’età media dei quasi 900mila docenti italiani, tanto da collocarsi molti al di sopra di quella dei paesi Ocse. I dati aggiornati dicono che alla primaria il 58% dei maestri ha almeno 50 anni, contro la media Ocse pari al 33%. Ancora più alto il numero di insegnanti della secondaria over 50enni: sono il 62%, praticamente due su tre. Le percentuali eloquenti sono contenute nel Rapporto Ocse Education at a Glance 2021, pubblicato stamane. “Con i pensionamenti d’anzianità ormai alle soglie dei 70 anni, ogni anno ci ritroviamo a commentare un’età media dei docenti che sale progressivamente – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – : il problema è chi governa la scuola ed in generale il Paese, non vuole rendersi conto che insegnare è logorante e non si possono tenere in servizio per 40 anni delle persone a svolgere la stessa professione, mentre il burnout avanza andando a determinare disturbi per la salute che poi sfociano in patologie, purtroppo non di rado anche maligne. È da tempo che chiediamo per gli insegnanti con una specifica ‘finestra’ di pensionamento, una sorta di Quota 96 che permetta di lasciare la cattedra penalizzazioni come i carabinieri o le forze di polizia dello Stato. Inoltre, è giunta l’ora di prevedere una diaria mensile legata al rischio biologico, da collocare nella parte tabellare dello stipendio così da avere riflessi diretti anche sull’assegno di pensione che con le ultime riforme a perdere per i lavoratori si è sempre più avvicinato a quello sociale e allontanato dagli importi di fine carriera”.Chi insegna in Italia si invecchia e rimane in cattedra sempre più anni. In media in tutti i Paesi dell’OCSE, si legge sul rapporto, la percentuale di insegnanti con almeno 50 anni di età aumenta con l’aumentare dei livelli di istruzione in cui essi esercitano l’insegnamento, fino al 36% nell’istruzione secondaria di primo grado e al 40% nell’istruzione secondaria di secondo grado. In Italia questa percentuale varia dal 53 % al livello di secondaria di primo grado al 62% al livello di secondaria di secondo grado. Il sindacato Anief reputa questo andamento non tollerabile: è giunto il momento di mandare i docenti in pensione a 62 anni senza penalizzazioni anche perché tra i più sottoposti a burnout. Invece, non si comprende il motivo per il quale gli unici docenti che i Governi hanno deciso di collocare in questa casistica, inserendoli tra coloro che beneficiano dell’Ape Social, con uscita anche a 63 anni, solo con lievi penalizzazioni, sono i maestri della scuola dell’infanzia. È chiaramente una visione miope del problema, perché la professione del docente è a tutti i livelli logorante. Siccome nemmeno si vuole prendere in considerazione la possibilità di trasformare l’insegnante in tutor negli anni finali della carriera, non rimane che approvare una norma che preveda l’anticipo pensionistico, tipo Quota 96.

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AIPB presenta i dati sui flussi e le prospettive 2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

AIPB, Associazione Italiana Private Banking, presenta i dati sui flussi di ricchezza finanziaria investita delle famiglie private e le prospettive per fine 2021. Anche nell’anno della pandemia il Private Banking ha registato una crescita positiva del +5,1% recuperando velocemente il profondo effetto mercato negativo generato dalle prime fasi della crisi. La nuova raccolta netta è rimasta positiva in tutti i trimestri dell’anno (totale annuo 4,1%) raggiungendo un massimo storico di circa 36 miliardi di euro e masse attestate a 932 miliardi, al 31 dicembre 2020. La previsione per il 2021, in base all’attuale scenario economico finanziario, stima un’ulteriore crescita del 5% per il settore, che potrebbe raggiungere i 978 miliardi di masse in gestione entro fine anno. L’andamento effettivo del mercato ha addirittura superato le attese: la previsione fatta nel 2018 (basata su uno scenario economico finanziario che non poteva certo prevedere gli eventi eccezionali dell’ultimo biennio) stimava che il PB sarebbe arrivato a 893 miliardi di euro entro la fine del 2020. Il settore ha, invece, consolidato una crescita superiore alle previsioni, raggiungendo 932 miliardi di euro a fine 2020. La quota di ricchezza delle famiglie benestanti (famiglie italiane con ricchezza finanziaria investibile superiore a 500mila euro) servita dal private banking è cresciuta costantemente arrivando nel 2020 al 63% (si attestava intorno al 60% tra il 2016 e il 2018), segno che l’Industria ha saputo intercettare sempre meglio le esigenze della sua clientela target. Negli ultimi 5 anni, il valore della ricchezza finanziaria affidata dalle famiglie benestanti al Private Banking ha mostrato un tasso di crescita medio annuo del 4,4%, pari al doppio del tasso di crescita delle famiglie che non si sono rivolte agli operatori Private per la gestione dei propri investimenti (2,0%).

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Torino: I dati ambientali di Città metropolitana in modalità aperta

Posted by fidest press agency su martedì, 18 Maggio 2021

I dati in possesso della Pubblica Amministrazione sono un patrimonio informativo prezioso. Le informazioni del settore pubblico sono un fattore chiave di crescita economica e sociale e il loro riutilizzo commerciale contribuisce ad attuare la trasparenza amministrativa e la democrazia elettronica. È questo il presupposto su cui si basa la Direttiva 2003/98/CE del Parlamento europeo che definisce i dati pubblici “un’importante materia prima per i prodotti e i servizi imperniati sui contenuti digitali.” La Regione Piemonte, nel recepire gli indirizzi della Direttiva Europea fin dal 2009, ha stilato le linee guida per il riuso dei dati e il modello di licenza standard per fornirli ed ha creato il portale dati.piemonte che consente di ricercare i metadati all’interno dei cataloghi regionali e di scaricare set di dati che vengono via via arricchiti con le altre informazioni del patrimonio informativo regionale. Anche Città metropolitana di Torino ha aderito all’ecosistema dei dati aperti del Piemonte, pubblicando il proprio patrimonio informativo in formato aperto, mediante l’utilizzo della piattaforma Yucca: gli ultimi dati in modalità aperta pubblicati sono le anagrafe delle attività che gestiscono i dati ambientali.

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Itas presenta i dati di bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Il Gruppo ITAS chiude con un utile netto consolidato di 26,4 milioni €, in decisa crescita rispetto al 2019 (-10,1 milioni €). Nell’esercizio appena concluso si è registrato un deciso incremento del risultato del saldo tecnico nel segmento dei rami danni, nonché un importante contributo da parte del segmento dei rami vita.Il risultato dell’esercizio e le azioni a diretto sostegno del capitale hanno comportato un rafforzamento del patrimonio netto che raggiunge i 503,2 milioni €, in aumento rispetto al 31.12.2019 di 111,9 milioni € (+28,6%). Il Solvency Ratio di gruppo si attesta al 184% (137% al 31.12.2019) con un surplus di capitale di 374 milioni €, in miglioramento di ben 47 punti rispetto al 31.12.2019.L’amministratore delegato di ITAS, Alessandro Molinari, evidenzia come nel bilancio si sia già consolidata una crescita ulteriore del settore welfare, con particolare riferimento al Fondo Pensione aperto Plurifonds (+17,9% di raccolta) e alle polizze di copertura rischio morte e della non autosufficienza.

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Scuola Sicilia: Bufera dati Covid-19 falsi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 31 marzo 2021

A seguito di indagini della Procura di Trapani si è dimesso l’assessore regionale Ruggero Razza: secondo gli inquirenti gli indagati avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi, dei tamponi e dei decessi) diretti all’Istituto Superiore di Sanità, condizionando così i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus.“Certamente non ci tranquillizzano le dimissioni dell’assessore Razza in quanto una pesante ombra si addensa sull’operato del Governo nella gestione dell’emergenza da Covid 19 – dichiara il presidente regionale ANIEF Sicilia Giovanni Portuesi -. Nella sua doppia veste di Commissario Regionale per l’emergenza e di Presidente della Regione Siciliana, Musumeci ha il dovere di spiegare ai cittadini siciliani che cosa sia davvero successo e se davvero, nel caso dei nostri studenti, delle nostre studentesse e del personale scolastico sia stata davvero garantita la sicurezza nelle nostre scuole. Noi l’abbiamo sempre affermato: scuole aperte solo se sicure, perché se tali circostanze dovessero trovare conferma ci troveremmo dinanzi a episodi di una gravità inaudita, un vero e proprio attentato alla salute nei confronti non solo della popolazione scolastica ma di tutti i siciliani. A tutela del mondo della scuola chiediamo pertanto all’assessore regionale all’istruzione Lagalla di convocare immediatamente la task force regionale sulla riapertura in sicurezza delle scuole per rassicurare gli operatori scolatici rispetto a quanto accaduto nelle ultime ore”.

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Gli ultimi dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat preoccupano tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

E’ evidente come sia necessario mettere in contatto la domanda con l’offerta di lavoro, che pure c’è e va supportata. Serve, in particolare, trovare il dipendente giusto considerando non solo l’esperienza ma anche la personalità. Secondo un’analisi di Jobtech, prima agenzia per il lavoro digitale, a fasce d’età diverse corrispondono attitudini e peculiarità più marcate: mentre i Millennials sono più metodici e amanti del lavoro in team, i più giovani, nella cosiddetta Generazione Z, si rivelano più flessibili ma insicuri sul lavoro. L’indagine, condotta su 1000 profili in ricerca attiva di lavoro in Italia, ha permesso di scoprire che l’inserimento di una risorsa della Generazione Z garantisce una maggior flessibilità oraria e di attività, ma espone potenzialmente ad una maggiore insicurezza nel prendere decisioni, soprattutto a fronte di responsabilità. I Millennials, dal canto loro, sono più propensi a mantenere un clima positivo sul posto di lavoro e preferiscono uno stile lavorativo più metodico ed organizzato rispetto agli altri. La Generazione X offre una maggior stabilità emotiva sul luogo di lavoro e ottime capacità organizzative, che vengono richieste da parte dei candidati anche alle aziende a cui si offrono. (By Vittoria Giannuzzi)

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I 10 consigli per proteggere la sicurezza dei dati di aziende e utenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 gennaio 2021

Ecco allora i 5 consigli degli esperti alle aziende per proteggere i dati gestiti:
NOMINARE UN DATA PROTECTION OFFICER In Italia i DPO formalmente incaricati sono circa 6mila: devono possedere competenze trasversali, legali e di organizzazione aziendale, poiché la normativa influisce sull’intera struttura organizzativa.
PROMUOVERE UNA CULTURA AZIENDALE DI ATTENZIONE AL DATO PERSONALE, tutte le aziende oggi dispongono di moltissimi dati personali di dipendenti e di clienti, è necessario sensibilizzare ad un uso corretto di queste informazioni attraverso workshop e policy precise e condivise.
ADOTTARE STRUMENTI E SOLUZIONI EFFICACI Dotare il DPO di strumenti organizzativi e tecnologici necessari a garantire l’efficacia del suo operato: non giocare al risparmio di risorse, poiché le sanzioni in caso di inadempienza sono davvero sostanziose.
PERSONALIZZARE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE Implementare una soluzione tecnologica che sia versatile e in grado di adattarsi alla realtà aziendale specifica: la GDPR cambia in base all’organizzazione, perciò non esiste una soluzione uguale per tutti.
LA TECNOLOGIA È IL VOSTRO PARTNER… VERSUS CRIME Per una gestione efficace e rapida della GDPR, la tecnologia dev’essere intuitiva e di facile implementazione: la norma è di per sé già molto complessa, se la tecnologia non aiuta a semplificare non porta risultati.
Infine, ecco i 5 consigli degli esperti dedicati agli utenti per tutelare la propria privacy in rete:
NON APRITE QUELLA MAIL Non aprire mai link e allegati nelle mail provenienti apparentemente da banche, poste e indirizzi sconosciuti in cui vengono richieste credenziali e dati personali.
PROTEGGI IL COMPUTER CON L’ANTIVIRUS Software antivirus e firewall aiutano a identificare le minacce e a proteggersi: ricordarsi di aggiornarli insieme al sistema operativo e al browser per mantenere alta la protezione.
PASSWORD COMPLESSE E AGGIORNATE IS THE ANSWER Utilizzare password complesse, non riconducibili ai propri dati, cambiandole con frequenza e non utilizzando la stessa per portali diversi.
SÍ AI SOCIAL, MA ATTENZIONE AI DATI Per non diventare complici dei malintenzionati, evitare di diffondere informazioni personali sui social network, come ad esempio foto dei propri documenti di riconoscimento.
SE IL SERVIZIO È GRATIS, IL PRODOTTO SEI TU Prestare attenzione ai cookie di profilazione e quando si clicca “acconsento”, in quanto si potrebbe autorizzare il trattamento dei dati per finalità di marketing indesiderate. By Matteo Gavioli

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Privacy e nuove regole sui dati: FIEG e DATRIX insieme per la formazione degli editori

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) e il gruppo di tech company Datrix hanno messo a disposizione degli Editori associati un programma di formazione gratuita specialistica su raccolta, analisi e attivazione dei dati di prima parte: si tratta di un tema di estrema rilevanza per il settore editoriale, in vista dell’imminente impossibilità di utilizzo dei cookies di terza parte, elemento fondamentale per l’attuale schema di monetizzazione della pubblicità digitale e che avrà conseguenze notevoli sulla capacità di raccolta e qualifica delle proprie audience da parte degli editori.I seminari specialistici gratuiti FIEG-Datrix hanno l’obiettivo di preparare gli Editori al nuovo paradigma digitale attraverso l’approfondimento dei nuovi framework da adottare, la comparazione dei dati di prima parte con quelli di seconda e terza parte, l’integrazione dei dati di prima parte digitali con quelli nel CRM attraverso la costruzione di data lake, la profilazione predittiva degli utenti attraverso soluzioni basate sul machine learning e la monetizzazione dei dati di prima parte attraverso il programmatic advertising. L’attenzione viene posta anche sulle infrastrutture tecnologiche di cui si sta discutendo all’interno del Project Rearc.

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Turismo, i dati Otex su Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 gennaio 2021

Il fatturato generato sul territorio di Venezia dal turismo residenziale, nei primi undici mesi del 2020, è stato di 70,2 milioni di euro, con una perdita del 63,74% rispetto allo stesso periodo del 2019: è quanto emerge dall’analisi di Otex, primo osservatorio sul turismo residenziale extralberghiero in Italia, che ha avviato una serie di studi per avere una visione più completa e corretta del fenomeno in un momento molto delicato per il settore del turismo, colpito duramente dalle conseguenze della pandemia Covid-19 e dalle conseguenti politiche di lockdown. Dopo i numeri positivi del primo bimestre (+5,15% a gennaio, +27,5% a febbraio anno su anno), il trend del fatturato 2020 in Laguna è stato negativo da marzo in poi, con la flessione più cospicua nel mese di maggio (-80,53%). Il mercato analizzato da Otex, all’ultimo aggiornamento, presenta una riduzione dell’offerta di annunci di oltre 1.620 unità. “In percentuale quindi stimiamo una riduzione delle unità attive nel mercato del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”, spiega Marco Nicosia, data analyst di Otex, evidenziando come “sempre più operatori, in maniera progressiva da marzo, stiano perdendo fiducia nel turistico e siano sempre più usciti dal mercato, con un rallentamento di questo fenomeno in settembre 2020”. La variazione percentuale mese su mese dell’offerta, infatti, è stata del -22% circa a novembre, contro il -19% rilevato ad agosto e il -10% di maggio. “Venezia è stata colpita prima dall’acqua alta e poi dal Covid, e oggi ci troviamo con una città completamente vuota”, afferma Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, secondo cui “oggi c’è la necessità di aiuti concreti, di un sistema di semplificazione che consenta di rilanciare il turismo extralberghiero. Il primo settore che ripartirà una volta esaurita l’emergenza sarà questo, e rimetterà in moto altre attività che oggi sono ferme. Non è né giusto né utile puntare il dito, come è stato fatto anche a Venezia, contro un settore che ha permesso alle città di vivere, e che le altre città europee, pensiamo per esempio a quanto accade in Francia, si stanno muovendo per incentivare”.

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I dati del Museo Nazionale del Cinema nel 2020

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 dicembre 2020

Torino. Il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana nel 2020 ha avuto 163.452 visitatori, il 75% in meno rispetto al 2019, anno in cui gli accessi erano stati poco meno di 675.000. Gli spettatori al Cinema Massimo sono stati 37.333, con una riduzione del 61% rispetto all’anno precedente, quando più di 96.000 persone avevano varcato le porte della multisala.Nel corso del 2020 sono state messe in atto molteplici campagne e iniziative online, organizzate in un programma sistematico di contenuti digitali che afferiscono a tutti i settori dell’ente e che ha visto la pubblicazione di almeno un contenuto al giorno sui social network istituzionali.L’incremento annuale dei follower del Museo Nazionale del Cinema, su Facebook è stato del +8% su Instagram del +144% e del +41% su YouTube.In relazione alla copertura dei contenuti, gli aumenti annuali si assestano su +62% per Facebook, +1.200% per Instagram e +41% per YouTube.Grandissimo il successo dell’innovativo spettacolo di videomapping realizzato in occasione dei 20 anni del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana: i quattro lati della cupola hanno resto omaggio alla Torino cinematografica, al cinema italiano e alle grandi star internazionali, ottenendo quasi 800.000 visualizzazioni su Facebook e 1.440.000 visualizzazioni su Instagram.Il Torino Film Festival, che nel 2020 per la prima volta è stato interamente online, ha avuto un aumento annuale di follower su Facebook del +15%, su Instagram del +34% e del +114% su YouTube.Molto alta la copertura dei contenuti, che è stata del +490% su Facebook, del +340% su Instagram e del +99% su YouTube.Numeri positivi anche per il Lovers Film Festival, che nel 2020 ha avuto, rispetto al 2019, un aumento dei follower del +8% su Facebook e del +5% su Instagram, e per CinemAmbiente, che si è assestato su un +9% per Facebook e +10% su Instagram.Anche il Torino Film Lab si è svolto completamente online, ottenendo un +26% di follower su Facebook, mentre il profilo Instagram, aperto nell’ottobre 2019, ha superato ad oggi i 2.500 follower

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I dati sui prezzi dei terreni agricoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 novembre 2020

L’andamento dei prezzi della terra nel 2019, dopo due anni positivi, segna una nuova battuta d’arresto (-0,4% rispetto al 2018) che si somma alla riduzione dell’attività di compravendita che si è verificata dopo quattro anni di continui aumenti. Veneto e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni con le maggiori riduzioni (rispettivamente -2,8% e -4,5%), ma segno negativo anche per Lombardia, Emilia-Romagna, Molise e Sardegna. Questo è il quadro che emerge dall’indagine curata dalle sedi regionali del CREA Politiche e Bioeconomia. Le ragioni della contrazione vanno ricercate nell’aggiustamento delle quotazioni in Veneto (con oltre 50.000 euro/ha detiene il primato dei valori medi regionali), nella scarsa redditività del comparto dei seminativi e nella mancanza dell’effetto trainante del comparto viti-vinicolo. Le ricadute dell’emergenza COVID sul mercato fondiario, stando ai dati raccolti nei primi mesi del 2020, evidenziano una maggiore preoccupazione per le regioni meridionali rispetto alle settentrionali, sebbene bisognerà attendere il 2021 per avere una valutazione più oggettiva della situazione. Alcune tipologie aziendali, viticoltura e floricoltura in particolare, sono state particolarmente danneggiate dall’emergenza sanitaria. Si conferma alto l’interesse anche nel 2019 per l’affitto dei terreni in alternativa all’acquisto, con una generale tendenza alla diminuzione della durata dei contratti. Il mercato è stato particolarmente dinamico nelle regioni settentrionali, con una domanda tendenzialmente superiore all’offerta, soprattutto nel caso di terreni di pregio; mentre nel meridione il mercato è stato stagnante nelle aree più interne e più dinamico in prossimità delle coste.

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Uso dei dati da parte delle aziende per gestire il business

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2020

Bogani, per conto di SAP SE una multinazionale europea per la produzione di software gestionale, ha annunciato una nuova ricerca, in collaborazione con Oxford Economics, realizzata per capire come le organizzazioni stanno mettendo in atto un approccio di gestione olistico nella strategia e nella gestione delle attività di tutti i giorni.Questo approccio, noto come pensiero sistemico, richiede che ogni parte di un’organizzazione, inclusi i suoi partner e clienti, utilizzi informazioni in tempo reale basate su dati di alta qualità e affidabilità. Lo studio è stato condotto intervistando 3.000 executive aziendali globali di 10 settori durante l’inizio della pandemia di coronavirus, tra marzo e maggio 2020. Dallo studio si evince che il pensiero sistemico rappresenti un’area prioritaria per i manager. Molti degli intervistati hanno affermato di stare gestendo processi in ottica end-to-end, facilitando la collaborazione tra funzioni diverse e focalizzandosi sulle condizioni ambientali e l’eccellenza nella governance, ma la maggior parte del campione sta ancora lavorando per creare un’organizzazione realmente interconnessa. All’interno del campione, infatti il 25% delle organizzazioni ha affermato che la comunicazione, la condivisione dei dati e la gestione dei processi sono completamente integrate, a differenza del 21% che ha affermato che queste funzioni sono in qualche modo o completamente isolate.Un approccio integrato paga, e le organizzazioni riconoscono di essere in grado di realizzare una serie di vantaggi come risultato dell’integrazione dei processi di diverse funzioni aziendali: il 47% delle organizzazioni che ha processi di business integrati tra alcune funzioni cita la riduzione dei costi e della spesa come vantaggio il 38% delle organizzazioni che ha integrato le aree per la gestione dei talenti e del personale cita come vantaggio una maggiore fidelizzazione dei dipendenti il 53% delle organizzazioni che ha integrato la raccolta dei dati e le attività di analisi cita come vantaggio una migliore capacità di prendere decisioni informate. Dare la priorità all’esperienza dei dipendenti è un imperativo: il 72% dei responsabili intervistati afferma infatti che la cultura aziendale ha un impatto positivo sulla capacità di sviluppare e fornire migliori prodotti o servizi.

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I dati di Virgo per studiare il mare

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

L’Università di Pisa, l’European Gravitational Observatory (EGO) e la collaborazione scientifica Virgo hanno siglato un accordo per la condivisione dei dati sull’andamento del moto ondoso nel Mar Tirreno. Accedendo ai dati sull’attività sismica registrati dall’interferometro Virgo negli ultimi 15 anni, i biologi dell’Università potranno studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’erosione delle coste e gli ecosistemi marini e contribuire alla previsione della crescita del livello del mare nei prossimi anni. Coi suoi due bracci di 3 chilometri adagiati nella campagna pisana, vicino Cascina, l’interferometro Virgo non è solo uno dei tre più grandi e sensibili rivelatori di onde gravitazionali al mondo. Proprio per rivelare le oscillazioni dello spazio-tempo, generate a milioni o addirittura miliardi di anni luce dalla Terra, i fisici di Virgo hanno bisogno infatti di riconoscere (e se possibile schermare il rivelatore da) tutti i ‘rumori’ di origine umana o ambientale, che potrebbero coprire i flebili segnali gravitazionali: vibrazioni sismiche e moti delle maree, suoni e perturbazioni di origine umana, come aerei, attività agricole o
industriali, fino ai minimi movimenti periodici della crosta terrestre o ai ‘battiti’ delle pale eoliche. Si tratta di una sfida scientifica e tecnologica incredibile, che consente oggi al rivelatore di misurare variazioni di lunghezza dei suoi bracci più
piccole del diametro di un protone: un miliardesimo di milionesimo di metro. “Allo stesso tempo questa estenuante caccia alle perturbazioni esterne, rende l’interferometro e il corollario di sensori di cui si serve, un grande e sensibilissimo orecchio in ascolto del contesto ambientale in cui è immerso – dice Stavros Katsanevas, direttore dell’European Gravitational Observatory di Pisa – E, potenzialmente, trasforma Virgo ed EGO in uno straordinario laboratorio per studiare i fenomeni
dell’ambiente: ad esempio l’attività sismica o l’andamento delle maree e i moti ondosi nei pressi della costa toscana.”
Un’opportunità che non si è lasciata sfuggire il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, impegnato da sempre nello studio dell’ecosistema marino in prossimità delle coste toscane. “In effetti sia le attività umane che i cambiamenti climatici – dice Lisandro Benedetti-Cecchi, professore di Ecologia e prorettore alla Ricerca Europea e Internazionale dell’Università di Pisa – sono fra i principali fattori che influenzano la biodiversità marina costiera.Riuscire però a misurare e identificare con precisione l’impatto dei diversi fattori in gioco, richiede l’analisi di set di dati molto ampi e diversificati, prodotti da osservazioni su lunghi periodi delle interazioni tra fenomeni ambientali ed organismi marini.” Ciò che EGO e Virgo possono fornire ai biologi dell’Università di Pisa è una misura diretta dell’impatto delle onde sulla linea di costa, che si riverbera nei sensori sismici dell’interferometro. Inoltre la grande risoluzione temporale dei dati resi disponibili dai fisici, permetterà ad un team che vede la collaborazione tra biologi e geologi dell’Ateneo pisano di costruire modelli più precisi dell’erosione delle coste eprevedere quanto il cambiamento climatico possa intensificare in futuro temporali, eventi metereologici estremi o correnti marine più calde e l’impatto di esse sulla biodiversità marina costiera. “Il confronto con i dati, che raccogliamo da oltre 20 anni, sulle
popolazioni di alghe e invertebrati lungo il litorale livornese – sostiene Lisandro Benedetti-Cecchi – potrebbe aiutarci a stabilire un collegamento, non ancora ben studiato, tra i cambiamenti climatici globali e le variazioni della biodiversità marina lungo le coste. E a definire anche quanto e se effettivamente la presenza di micro- e macro-organismi marini contribuisca a mitigare l’impatto dell’erosione costiera.” Inoltre comparando la serie storica di dati biologici e quelli raccolti negli ultimi 15 anni da Virgo sarà possibile determinare con più precisione le variazioni del livello del mare in passato e quindi contribuire alle proiezioni sulla crescita di questo livello nei prossimi anni. “Negli ultimi decenni abbiamo raccolto e archiviato un set di dati
ambientali (sismici, meteorologici, di inquinamento elettromagnetico…) pressoché unico per vastità e continuità temporale – dice Giovanni Losurdo, spokesperson della collaborazione scientifica internazionale che opera Virgo – Sono convinto che la condivisione di questi dati e la collaborazione interdisciplinare, produrrà nei prossimi anni sviluppi interessanti e importanti innovazioni in molti campi inaspettati.” “In questa direzione il nostro primo e più naturale interlocutore è l’Università di Pisa – conclude Stavros Katsanevas, direttore di EGO – ed è per questo che siamo particolarmente felici della firma di questo
accordo. Con l’auspicio che sia un ulteriore tassello alla connessione sempre più stretta e proficua tra tutte le eccellenze scientifiche e tecnologiche della Toscana.”

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Scuola: come proteggere i dati nell’era del digital learning e del ransomware

Posted by fidest press agency su domenica, 13 settembre 2020

A cura di Rick Vanover, Senior Director of Product Strategy di Veeam. Che voi siate un insegnante, un genitore, un professionista dell’IT o uno studente, avrete certamente assistito all’incredibile evoluzione che ha affrontato il settore dell’istruzione. Sebbene alcune scuole abbiano già da tempo favorito l’apprendimento digitale a distanza, non c’è dubbio che il recente periodo di lockdown abbia dato un’ulteriore spinta verso un altro rapido ed epocale cambiamento. I sistemi continuano a evolvere ed è dunque fondamentale che le strategie di protezione dei dati progrediscano di pari passo. Ciò significa garantire sicurezza dei dati scolastici rispetto a una delle forme di attacco più comuni, il ransomware.I dati raccolti sugli studenti, sul personale e sugli insegnanti sono strettamente personali o sensibili e potrebbero includere informazioni sulle prestazioni degli studenti, sull’anagrafica o risposte a sondaggi. Tali dati sono particolarmente affascinanti per un potenziale hacker perché il loro furto avrebbe un grande impatto sulla reputazione di un istituto scolastico e sono quindi un’ottima opportunità per ottenere un riscatto.L’adozione di misure proattive invece che reattive potrebbe evitare tutto ciò. I team IT delle scuole dovrebbero adottare sin da subito una strategia di protezione dei dati che comprenda formazione, attuazione e remediation.Il percorso di comprensione inizia dopo l’identificazione dei criminali informatici. Il protocollo RDP (remote desktop protocol) così come altri strumenti di accesso remoto, phishing e di aggiornamento software sono le tre principali “porte” di ingresso. Sapendo ciò, gli istituti scolastici possono allocare in modo strategico i propri investimenti, garantendo la massima sicurezza contro i ransomware dal punto di vista del vettore di attacco.Molti amministratori IT utilizzano lo standard RDP quotidianamente e molti server RDP sono ancora direttamente connessi a Internet. Di conseguenza, oltre la metà degli attacchi ransomware attualmente usano l’RDP come via di accesso. Chi non utilizza questo metodo, sceglie i messaggi di phishing. Per riconoscere una mail di phishing ci sono due strumenti molto conosciuti che potrebbero aiutarvi a valutare il rischio per la vostra scuola: Gophish e KnowBe4. È inoltre fondamentale aggiornare determinate categorie critiche di risorse IT come ad esempio i sistemi operativi, le applicazioni, i database e i firmware dei dispositivi. È bene estendere questo approccio anche ai data centre, poiché possono essere oggetto di attacchi tanto quanto i dati che ospitano.La resilienza di un attacco ransomware dipende da come viene implementata la soluzione di backup, dal comportamento della minaccia e dal processo di remediation. L’implementazione dell’infrastruttura di backup è dunque un aspetto importante.
Le repository dei backup sono una risorsa di storage essenziale quando si tratta di resilienza del ransomware, è bene dunque non consentire l’accesso a coloro che si trovano all’interno dell’organizzazione. Gli addetti ai lavori che hanno il permesso di accedere a questi dati potrebbero portare a potenziali fughe di notizie al di fuori dell’organizzazione, per cui si raccomanda che questa responsabilità sia gestita da terze parti, ove possibile.Anche nel caso in cui siate ben istruiti in fatto di ransomware e abbiate adottato le opportune tecniche per contrastare tale minaccia, è sempre bene essere preparati a porre rimedio a una minaccia quando necessario.

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Italia: Dati impietosi da Nazioni Unite su digitalizzazione PA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

“Nella classifica mondiale dell’amministrazione digitale, l’E-government survey 2020 delle Nazioni Unite, l’Italia si colloca al 37esimo posto su 193 nazioni, perdendo ben 13 posizioni rispetto a 2 anni fa – afferma il responsabile Innovazione di FDI, deputato Federico Mollicone – sulla partecipazione elettronica, l’Italia perde fino a 26 posizioni, collocandosi nella 41esima. Il ritardo dell’Italia sul piano infrastrutturale, dei servizi digitali e della formazione è sempre più evidente: ne risentirà lo sviluppo economico e la tenuta generale di una nazione del G7. Va garantita, tramite un massiccio investimento, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, anche al fine di tutelare la nostra sovranità digitale. E’ l’ennesima classifica che mostra il divario italiano rispetto l’Europa e il Mondo: il ministro Pisano riconosca la sua inadeguatezza.”

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Può il DNA essere considerato la nuova frontiera del backup dei dati?

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 luglio 2020

A cura di Michael Cade, Senior Global Technologist, Veeam.I dati sono l’elemento comune che sta alla base di tutto ciò che fanno le aziende. Sia che si tratti di gestire le attività quotidiane che tutti noi diamo per scontate, sia che si tratti di fornire nuovi insight che determinano il nostro modo di pensare rispetto ad alcuni dei più grandi quesiti dell’umanità, i dati aumentano e rafforzano l’intelligenza umana.
Un’alternativa agli attuali dispositivi di storage potrebbe essere la memorizzazione dei dati basata sul DNA. Il DNA – grazie al suo ruolo fondamentale di creare la vita – offre due grandi vantaggi: è ultra-compatto e facilmente riproducibile. Secondo la rivista New Scientist, un grammo di DNA può potenzialmente contenere fino a 455 exabyte di dati, cioè più di tutti i dati digitali attualmente disponibili nel mondo. E, sebbene il DNA sia piuttosto fragile, se conservato nelle giuste condizioni può rilevarsi estremamente affidabile. Resti fossilizzati di migliaia di anni fa sono stati trovati con il DNA ancora intatto. La longevità delle videocassette e dei CD non è paragonabile, e quindi, dal punto di vista dell’archiviazione e del backup, potrebbe essere il materiale perfetto.I progressi tecnologici promettono bene, pensiamo ad esempio a quanto fatto dai ricercatori di Microsoft e dell’Università di Washington che, l’anno scorso, hanno sviluppato il primo dispositivo al mondo per l’archiviazione del DNA, in grado di eseguire automaticamente l’intero processo. Utilizzando il dispositivo, i ricercatori hanno codificato la parola ‘ciao’ nel DNA e sono stati in grado di convertirla in dati leggibili da un computer.
Nella corsa alla ricerca del supporto del futuro per la memorizzazione dei dati, il vetro è un altro materiale in gara. Project Silica di Microsoft, ad esempio, utilizza il vetro di quarzo come supporto di memorizzazione. I laser modificano in modo permanente la struttura del vetro, rendendo possibile l’archiviazione di dati che possono poi essere letti da algoritmi di machine learning. Occupando una frazione dello spazio, e non richiedendo uno storage climate-controlled o altra manutenzione tipica dei supporti di archiviazione, rappresenta un’incredibile opportunità per le attività di backup e l’archiviazione.Il business del backup potrebbe essere trasformato dal DNA. Gli archivi e i data center – e le loro immense dimensioni fisiche – potrebbero essere eliminati. La conoscenza umana potrebbe un giorno essere memorizzata su un supporto osservabile solo con un microscopio. E mentre generiamo sempre più dati, raggiungendo il limite di capacità di archiviazione delle attuali tecnologie, il valore di soluzioni alternative non potrà che aumentare. Tutti gli sforzi che si stanno facendo nell’ambito del backup potrebbero trovare soluzione in un unico record, creato una sola volta, che dura ben oltre ogni memoria vivente. La prossima generazione di tecnologie di storage è per certi versi già qui – dobbiamo solo imparare a sfruttarla.

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Nella fase 2 Governo garantisca dati chiari e dettagliati su andamento epidemico

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Maggio 2020

“Finora ci sono stati forniti dati, non sempre chiari nella loro lettura, da fonti diverse, come la Protezione civile e le Regioni. Con la fase 2 è indispensabile aumentare il grado di trasparenza: con la ripartenza dovremo essere messi nella condizione di osservare in modo rapido, per esempio, la disponibilità di tamponi e la popolazione su cui sono effettuati, il rapporto tra malati e posti letto in ospedale, la reperibilità di dispositivi di protezione individuale e ventilatori polmonari. Reperire queste informazioni richiede la collaborazione di numerose realtà, per questo chiediamo che un unico soggetto nazionale, che dovrebbe essere individuato nell’Istat, sia incaricato di selezionare dati, parametri di riferimento e standard di raccolta e di provvedere alla loro sistematizzazione e diffusione tempestiva, in formato aperto e disaggregato” dichiarano Massimiliano Iervolino e Giulia Crivellini, Segretario e Tesoriera di Radicali Italiani, che ha lanciato un appello affinché il Governo dia risposta alla domanda di trasparenza dei cittadini. “Trasparenza che è componente essenziale del dibattito pubblico in un paese democratico” concludono.

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Piattaforma City Forecast per monitoraggio dati su traffico e spostamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 aprile 2020

Roma Capitale utilizzerà il supporto tecnologico fornito da TIM e Olivetti con la loro piattaforma City Forecast e il supporto dei Data Angels. Grazie a un accordo con il Campidoglio, le società si occuperanno del monitoraggio dei dati, in forma anonima e aggregata, legati al traffico e agli spostamenti all’interno e all’esterno del territorio comunale.La raccolta di questi dati, ricavati dal segnale generato dalle utenze telefoniche mobili, consentirà una costante analisi dei flussi e degli spostamenti, in modo sicuro e nel pieno rispetto della normativa vigente. La piattaforma sarà utile a monitorare le misure di contenimento della mobilità messe in atto per contrastare la diffusione del coronavirus e, successivamente, a supportare le decisioni che l’Amministrazione capitolina dovrà assumere per garantire il ritorno alle normali attività e la tutela della salute dei cittadini.“In questo periodo, in cui c’è più necessità di limitare gli spostamenti e rimanere in casa per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo, la tecnologia può offrirci un valido aiuto per verificare puntualmente il rispetto delle regole. In una seconda fase, tale strumento potrà essere utilizzato per individuare i principali flussi di spostamento e agire di conseguenza: per esempio con un rafforzamento mirato del trasporto pubblico o dei presidi di sicurezza in alcune zone”, dichiara la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Coronavirus tra dati reali e fake news

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

È Sky TG24 la testata giornalistica italiana percepita come la più attendibile. Ad affermarlo è Reputation Review, magazine cartaceo dedicato alla corporate reputation, che ha effettuato uno studio utilizzando il sofisticato algoritmo del Reputation Rating, l’unico algoritmo in Blockchain che misura e pesa tutte le dimensioni della reputazione tenendo in considerazione variabili diverse, da quelle più obiettive a quelle legate al sentiment generato.In un momento difficile, come quello di oggi, con l’intero mondo alle prese con la lotta al coronavirus, riuscire ad avere accesso a un’informazione chiara, autorevole e ben strutturata, è indispensabile, per contrastare le fake news che circolano in rete o le notizie non confermate o incomplete, e per avere un’idea di ciò che realmente stia succedendo nei vari paesi. Per questo motivo, Reputation Review ha stilato una Top 5 testate giornalistiche del nostro paese, percepite come maggiormente affidabili e, quindi, fonti privilegiate nella ricerca di informazioni. Tra i parametri oggettivi presi in considerazione nell’analisi di Zwan, reputazione digitale, media intelligence, business intelligence e certificati pubblici di qualità (ad esempio ISO 9000 o altri). Per quanto riguarda, invece, quelli più soggettivi, sono state esaminate la percezione di affidabilità e di “trasparenza”, combinando le informazioni pubbliche di reputazione digitale, media intelligence, business intelligence e certificati pubblici, esaminando oltre 100 mila post per valutarne l’eventuale positività o negatività e l’analisi semantica. È stata, inoltre, studiata l’incidenza di 10 asset reputazionali su due fronti: quello dei Driver, ovvero Prodotti e Servizi, Leadership e Innovation, CSR, Workplace e Governance, Performance, e degli Stakeholder, ovvero Consumatori e Iscritti, Investitori e Finanziatori, Dipendenti, Società e Istituzioni, Fornitori.
La classifica e i relativi approfondimenti saranno pubblicati sul numero 21 di Reputation Review, la rivista di proprietà di Zwan. Un numero che sarà interamente dedicato alla gestione della reputazione della propria organizzazione, e all’importanza di avviare PR positive, e importanti interventi a firma di Dina Galano, portavoce e responsabile della comunicazione di Federmanager, Nicola Perrone, direttore dell’agenzia di stampa Dire e Augusto Bisegna di Fim Cisl. Attraverso questa testata, l’azienda cerca di fornire ai suoi lettori gli strumenti per far prosperare la propria reputazione, proponendo anche casi di eccellenza dai quali lasciarsi ispirare.

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