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Posts Tagged ‘dati’

Lavoro: “Strano silenzio sui dati Inps”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 ottobre 2017

inpsNulla di fragorosamente nuovo, è vero, tranne una ulteriore conferma dei disastri fatti dal governo Renzi-Gentiloni sul mercato del lavoro. Infatti, i dati di oggi ci confermano che la crescita dell’occupazione è tutta merito dei contratti a tempo determinato”.Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Crescono le assunzioni, vi è più turn over ma tutto è dovuto a quei contratti a tempo determinato che il Jobs Act doveva bonificare. I contratti a tempo indeterminato, invece, continuano a diminuire e la loro quota sul totale delle assunzioni si avvicina pericolosamente al 20 per cento. Finiti gli incentivi, finiti i contratti a tempo indeterminato. Mentre nessun significativo incremento vi è dei contratti di apprendistato, a testimoniare che neanche la politica dell’alternanza scuola-lavoro va bene. In questo quadro si comprende perché la legge di bilancio – che ancora non abbiamo – voglia disegnare nuovi incentivi di strana costruzione e di complessità non indifferente, che sembrano mance elettorali più che aiuti ai giovani o alle donne o ai lavoratori. Un grande pasticcio e un grande imbroglio”.

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Dati positivi per l’economia italiana?

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

istat“Vero ed è bene e ci mancherebbe altro in una situazione in cui tutta l’economia globale cresce, anche l’Italia ne beneficia. Non certo per azione di governo. Perché rimaniamo in coda tra i paesi nostri concorrenti”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, commentando i dati del Pil resi noti oggi dall’Istat. “E’ bene sottolineare – prosegue – che nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% negli Stati Uniti, dello 0,5% in Francia e dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,1% negli Stati Uniti, dell’1,8% in Francia e dell’1,7% nel Regno Uniti. Quindi – aggiunge l’esponente azzurro -, per essere precisi in termini congiunturali peggio di noi solo Portogallo e UK. In termini tendenziali solo Belgio. Insomma, siamo ultimi e distanziati. Mentre il governo avrebbe dovuto portarci in testa con tutte le risorse immesse tra jobs act, iperammortamenti povertà e clausole elasticità europee. Se non ora quando! E comunque – conclude Brunetta – esiste il serio rischio che adesso si annunci una manovra molto di spesa e che lasci ai prossimi governi l’onere dell’aggiustamento”.

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UniCredit ha comunicato di aver subito un’intrusione informatica ai dati di 400.000 clienti italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

unicredit

“Anche se per fortuna non sono stati acquisiti dati per l’accesso ai conti o che permettano transazioni non autorizzate, i consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.
“Non per niente la stessa banca si è premurata di informare che non contatterà i consumatori con posta elettronica e ha messo a disposizione un numero verde dedicato. Suggeriamo, poi, il cambio della password” conclude Dona.
Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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Regolamento europeo sul trattamento dati personali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 luglio 2017

pirellone milanoMilano 14 settembre 2017 ore 10 – Hotel NH President, Largo Augusto 10 Il Regolamento europeo, introducendo un approccio nuovo, basato sul rischio nel trattamento dei dati personali di fatto obbliga a ripensare ai trattamenti in essere, a verificare l’impostazione dei sistemi e degli strumenti di trattamento. il 25 maggio 2018, data di piena applicabilità del Regolamento europeo, sembra lontano ma risulta molto vicino se si pensa alle azioni e alle misure che il nuovo principio di responsabilità richiede di mettere in atto per garantire che i principi e gli obblighi stabiliti nel Regolamento siano rispettati e per dimostrare tale osservanza, su richiesta, alle Autorità di controllo. L’incontro si soffermerà anche sulle problematiche relative ai big data e sull’analisi della recentissima sentenza con la quale è stata confermata la legittimità del licenziamento intimato da un datore di lavoro nei confronti di un dipendente che ha abusato ripetutamente per uso personale della connessione internet messa a disposizione dall’azienda.

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I dati dell’Istat confermano il disastro della politica economica italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 maggio 2017

istat“Ha poco da esultare il ministro Padoan. I dati dell’Istat confermano il disastro della sua politica economica. L’Italia cresce nel primo trimestre del 2017, rispetto al trimestre precedente, dello 0,2%, mentre la media dell’eurozona è dello 0,5% (più del doppio) e addirittura la Germania cresce dello 0,6% e la Spagna dello 0,8% (rispettivamente il triplo e il quadruplo).
Altro che previsioni in linea con le attese. Di questo passo sarà difficile che l’Italia raggiunga quell’1,1% di crescita del Pil auspicato dal governo per il 2017, tanto più che il debito, in continuo aumento (a marzo 2017 al livello più alto della storia, pari a 2.260 miliardi di euro), rappresenta una zavorra sempre più pesante per i nostri conti pubblici Allo stesso modo, il ministro Padoan ha già perso, ma non è per noi una novità, il suo braccio di ferro con la Commissione europea per il dimezzamento dell’aggiustamento dei conti richiesto al governo italiano a ottobre. Non basta la ‘manovrina’ in discussione in questi giorni in Parlamento: in autunno servirà una correzione dei conti di circa 30-40 miliardi, che il governo andrà a chiedere, come sempre, agli italiani.Altro che riduzione della pressione fiscale: saremo ancora una volta chiamati a tirare la cinghia per pagare le mance elettorali e i bonus di più di tre anni di governi Renzi-Gentiloni”.

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Disoccupazione: dati Istat falsati?

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

istat“Il Governo deve prendere atto di quanto emerso dalle verifiche della BCE. L’emergenza lavoro in Italia è più grave di quanto dicono i dati Istat poiché basati su inadeguati calcoli statistici. Addirittura è sufficiente aver lavorato un’ora in una settimana per essere registrati tra gli occupati ai fini del calcolo del tasso di disoccupazione. Non si tiene inoltre conto di quanti hanno smesso di cercare un lavoro perché demoralizzati dall’assenza di domanda e del gran numero di “sottoccupati” che non per scelta lavora part-time. Ho presentato un’ urgente interrogazione al Ministro Poletti per sollecitare serie politiche del lavoro di contrasto in particolare alla disoccupazione giovanile, che negli anni ha continuato a crescere mettendo in luce un peggioramento strutturale che diventa sempre più difficile da curare ”. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Walter Rizzetto, vicepresidente della commissione Lavoro. ‎

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Dati Ocse su istruzione: la dispersione rimane altissima

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’Ocse ci ha detto che la scuola italiana funziona meglio di quella di altri paesi dell’area, in particolare per quanto riguarda l’inclusione dei ragazzi delle scuole superiori provenienti da famiglie con una condizione non favorevole. Prima di lasciarsi andare a facili entusiasmi, occorre però leggere tutto il resoconto dell’organizzazione internazionale che ha anche sottolineato come, sempre nel nostro Paese, “le differenze socio-economiche di partenza pesano meno, ma ritornano a farsi sentire dopo l’uscita dalla scuola”. L’indagine, basata sul confronto tra i dati delle indagini Ocse-Pisa sulle competenze scolastiche e su quelle degli adulti (26/28 anni), non fa altro che rafforzare quanto sostenuto dal sindacato scuola Anief da anni: occorre insistere sugli investimenti nella scuola, perché in molte zone del territorio nazionale rimane l’unica agenzia culturale in grado di sostenere il processo di crescita dei nostri giovani. Tanto che, appena usciti dal sistema formativo, dove in base ai risultati Ocse-Pisa degli alunni in diverse materie le differenze sociali si annullano, la mancanza di opportunità li riassorbe fino a sottrargli le possibilità di sviluppo personale e professionale.
“Quanto indicato dall’Ocse non può essere considerato un punto di arrivo ma solo di partenza – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal – perché un Paese moderno che abbandona al suo destino i giovani, dopo averli formati, non può ritenersi soddisfatto: è chiaro che occorre incentivare gli sforzi, innanzitutto, sul fronte della dispersione scolastica, che in alcune province della Sicilia supera il 40 per cento, mentre l’Europa ci indica come soglia il 10 per cento. Questo può avvenire solo in modo: maggiorando gli organici delle aree a rischio, migliorando l’orientamento e innalzando l’obbligo formativo fino a 18 anni”.
“Quindi va sollecitato, con adeguate risorse e norme, anche a tutela degli studenti introducendo uno statuto tutto per loro, il rapporto della scuola con il mondo del lavoro. Così come va assolutamente rilanciato il rapporto con l’Università: mentre gli studenti accademici crescono nel mondo, in Italia nell’ultimo periodo si è ridotto drasticamente il numero di matricole e siamo tra i Paesi con meno laureati. Questi sono i dati da cui ripartire”, conclude il presidente Anief.

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Debito pubblico: dato non aiuta con Ue

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

Banca d'ItaliaSecondo i dati di Bankitalia, al 31 dicembre del 2016 il debito pubblico italiano era pari a 2.217,7 miliardi, in aumento di 45 mld rispetto ad un anno prima ed in discesa rispetto a novembre 2016, quando era 2.230,9. “Il dato altalenante reso noto oggi non aiuterà nella trattativa con l’Unione Europea. Nonostante il debito sia in calo rispetto al mese precedente e lontano dal record assoluto raggiunto a luglio, è pur sempre in crescita, anche consistente, rispetto ad un anno prima” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Insomma, l’obiettivo dichiarato in passato dal ministro Padoan di stabilizzare il debito nel 2015 e iniziare la discesa nel 2016 è chiaramente fallito. D’altronde su questa questione non si possono rilasciare dichiarazioni discordanti, passando dal considerare il rialzo del debito una cosa veramente noiosa al fatto che la sua riduzione sia un obiettivo centrale del Governo. Più coerenza nelle affermazioni del ministro aiuterebbe” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Confcommercio: dati catastrofici

Posted by fidest press agency su sabato, 4 febbraio 2017

confcommercio consumiSecondo la Confcommercio, nel 2017 il Pil non raggiungerà l’1% ed i consumi passeranno da un +1,3%-1,4% del 2016 ad un più modesto +0,6%.
“Se la Confcommercio, solitamente più generosa nelle previsioni rispetto ad altri istituti di ricerca, prevede dati così catastrofici, con un dimezzamento dei consumi rispetto all’andamento già non esaltante del 2016, è bene che il Governo si preoccupi e cambi rotta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sono catastrofici perché non solo nel 2017 non ci sarà alcun miglioramento, ma perché si assiste ad un pericoloso tracollo dei consumi che rappresentano il 60% del Pil, con evidenti possibili effetti a catena sulla disoccupazione e sul reddito disponibile delle famiglie. Per questo, invece che anche solo balenare di possibili aumenti delle accise sui carburanti, che non rispettano nemmeno il criterio della capacità contributiva, è auspicabile una riforma fiscale che abbia come obiettivo quello di ridare capacità di spesa alle famiglie più in difficoltà e al ceto medio” conclude Dona

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La Commissione Europea presenta il piano sicurezza e protezione dei dati

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 gennaio 2017

european commissionSecondo una recente indagine a livello europeo, il 92% degli intervistati afferma quanto sia importante che le informazioni personali siano accessibili soltanto con il loro permesso e che sia garantita la confidenzialità delle email e dei messaggi. La maggioranza degli intervistati (82%) inoltre ci tiene a sottolineare quanto sia importante che gli strumenti per il monitoraggio delle attività online (come per esempio i cookie) debbano essere attivati solo dopo il consenso dell’utente. L’Organizzazione Europea per i Consumatori chiede ai legislatori dell’Unione di imporre severe norme riguardo al tracciamento del traffico dati e ovviamente chiede anche che tutte le aziende che operano in questi settori si conformino alle nuove disposizioni. Sull’argomento è intervenuta anche Monique Goyens, direttore generale dell’ Organizzazione, la quale afferma che, dal momento che servizi come Whatsapp e Skype stanno rimpiazzando alla velocità della luce i tradizionali sms e le chiamate, bisogna garantire che la privacy dei consumatori sia rispettata anche nel momento in cui vengono utilizzati questi servizi. Il segretario nazionale di CODICI, Ivano Giacomelli, dichiara che l’associazione monitorerà l’andamento della questione e se necessario interverrà per far sì che le norme che verranno emanate in seno alla Commissione Europea vengano applicate anche in Italia in modo tale da garantire la sicurezza dei dati dei consumatori sul terriorio nazionale.

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Voucher lavorativi. Abolirli? I dati e le contraddizioni

Posted by fidest press agency su martedì, 10 gennaio 2017

corte costituzionaleA giorni si esprimera’ la Corte Costituzionale sul quesito referendario proposto dalla Cgil in merito ai cosiddetti “voucher” o buoni lavori. I voucher sono una forma di pagamento per prestazioni accessorie con un valore di 10 euro, dei quali tre quarti vanno al lavoratore e un quarto a Inps e Inail. In questo modo, il datore di lavoro puo’ beneficiare di prestazioni nella completa legalita’ e il lavoratore puo’ integrare le sue entrate, il cui compenso e’ esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. Inoltre, il voucher e’ cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari. I buoni lavori sono diffusi nel Nord Europa, soprattutto in Francia e Belgio.
L’impennata del numero di voucher ha allarmato la Cgil che li considera equivalenti ai “pizzini” e il Movimento5stelle che dichiara “I voucher hanno fatto sprofondare verso il basso il lavoro che una volta era tutelato dai contratti”.
Da uno studio dell’Inps risulta, pero’, che i percettori di voucher sono per il 10% pensionati e per il 55% di chi ha gia’ un lavoro, un sussidio di disoccupazione o un reddito minimo. Insomma, il 65% dei percettori rientra nelle finalita’ previste, mentre il 35% e’ in un cono d’ombra che bisogna illuminare. Abolire i voucher significa far tornare nel lavoro nero quel 65%, o piu’, di lavoratori i cui datori di lavoro lo utilizzano correttamente. Sempre l’Inps scrive “In definitiva il “popolo dei voucher”, al netto dei pensionati, nella stragrande maggioranza non e’ tanto un popolo “precipitato” nel girone infernale dei voucher dall’Olimpo dei contratti stabili e a tempo pieno (Olimpo a cui spesso non e’ mai salito), ma un popolo che, quando e’ presente sul mercato del lavoro, si muove tra diversi contratti a termine o cerca di integrare i rapporti di lavoro a part time. Appunto: “quando e’ presente”. Perche’ in effetti e’ emerso… che il “popolo dei voucher” include una robusta quota di “inattivi”, stimata fino al 50% del totale (essenzialmente giovani, donne e pensionati). Cio’ puo’ ridurre l’allarme suscitato dalla crescita dei voucher: perche’ si tratta di uno strumento che, in una quota anche rilevante, impegna in minuscole occasioni di lavoro una popolazione che, per ragioni diverse, non e’ ne’ occupata ne’ all’effettiva ricerca di un impiego.” Un’ultima annotazione. La Cgil vuole abolire i voucher che proprio il sindacato pensionati Cgil utilizza; tal quale il Movimento5stelle che li vuole cancellare, ma che li adopera nel Comune di Torino, il cui capo e’ la sindaca penta stellata Chiara Appendino e altrettanto li usa il comune di Napoli il cui sindaco, Luigi De Magistris (Sinistra), approvo’ una delibera per aderire al referendum abrogativo dei voucher. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Istat stipendi: due record storici negativi, persi 4049 euro da 2010

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre l’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 28,7 mesi e le retribuzioni salgono dello 0,5%. “Due record storici negativi. La durata media della vacanza contrattuale sul totale dei dipendenti supera il precedente primato di 28 mesi, con un rialzo notevole rispetto ai 22,5 mesi di un anno prima” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Ma la cosa più grave è il nuovo record relativo all’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie, che salgono di un misero 0,5% su base annua, battendo ogni precedente” prosegue Dona.
“Se a questo aggiungiamo che i dipendenti pubblici, per via del blocco della contrattazione, hanno perso in media, dal 2010 al 2015, 899 in termini nominali e, considerando anche l’aumento del costo della vita, 4049 euro in termini reali, ci rendiamo conto come il problema del mancato adeguamento degli stipendi sia la causa principale dell’impoverimento delle famiglie” conclude Dona
Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, i dipendenti pubblici più danneggiati sono i dipendenti delle amministrazioni locali. Se dal 2010 al 2015 si è passati in termini correnti da 36.205 a 34.854, con una riduzione secca di 1.351 euro, considerando l’andamento dei prezzi la perdita sale a 4.641 euro.

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Il governo falsa i dati per la crescita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

padoanL’Ufficio parlamentare di bilancio (organismo che rappresenta tutto l’arco costituzionale) per la prima volta quest’anno non ha validato le previsioni del governo sulla crescita per il 2017. Ossia stanno sparando balle su balle e raccontando che l’Italia crescerà ma non è vero nulla: l’unica cosa che continua ad aumentare ad ogni rilevazione è il debito pubblico. Falsificano i dati sulla crescita per fare campagna elettorale per il referendum costituzionale di dicembre. Non è possibile fidarsi di questa gente. Ogni cosa che dicono è falsa.
Il Bomba, che quando va in giro per il Paese a propagandare il Sì riempie le piazze solo di polizia e scontri, ha dato mandato al ministro dell’Economia Padoan di forzare la mano sulle previsioni e così nel 2017 i dati sulla crescita si gonfiano dello 0,4% e magicamente il governo trova i soldi per elargire le solite mancette, i soliti bonus con i quali cerca disperatamente di comprare consenso.
Il Paese è fermo, la disoccupazione non scende, gli investimenti produttivi languono perché quando bisogna tagliare si tolgono solo beni e servizi per i cittadini come la sanità. Tra un po’ bisognerà pagare anche per piccoli interventi come la cataratta o le ernie che andranno a colpire soprattutto gli anziani già costretti a vivere con una pensione da fame.
Padoan deve prendere atto della bocciatura del suo piano, dire la verità ai cittadini e non azzardarsi a mettere le mani sui servizi pubblici essenziali come la sanità. Il bilancio dello stato è una cosa seria e non può essere usato per le marchette elettorali.
Il Paese può ripartire con una riforma economica come il Reddito di Cittadinanza che restituisce dignità e crea lavoro, non con una riforma costituzionale pacco che serve solo per togliere altro potere al popolo e darlo ai partiti. Tutti gli economisti seri hanno infatti smentito ogni correlazione scientifica tra le modifiche alle nostre istituzioni e le dinamiche dell’economia italiana.
Il tempo delle balle e dei trucchi è finito. All’Italia serve un governo affidabile che metta al centro il benessere, la qualità del lavoro, del welfare, delle relazioni, dell’ambiente e che abbia una parola sola. Mettiamo al centro la piccola impresa e l’innovazione.

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Usura: dati drammatici

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2016

“Il Rapporto sull’usura dell’Eurispes contiene dati a dir poco drammatici. Il fatto che il 12% delle famiglie si è dovuto rivolgere nel corso dell’ultimo anno a soggetti privati estranei per poter ottenere un prestito dimostra che questo fenomeno criminoso sta sempre più dilagando e che non si è fatto abbastanza per contenerlo. Per questo vanno riaccesi i riflettori. Non si può parlare di usura solo quando le forze dell’ordine arrestano qualche personaggio noto. La crisi economica, l’indebitamento delle famiglie, le difficoltà del settore bancario, hanno aggravato una situazione già compromessa, per la quale non basta la repressione” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Chiediamo un vero Piano nazionale contro la povertà. Il fatto che il 12% delle famiglie ricorra all’usura, a fronte di una percentuale ufficiale Istat di poveri assoluti del 6,1%, ossia della metà, dimostra che non basta occuparsi, come intende fare il Governo, di chi ha un reddito Isee inferiore a 3000 euro o delle famiglie che hanno un figlio minorenne o disabile. Stanziare 1,5 miliardi per il 2017 è una goccia nel mare. Occorre una riforma complessiva della tassazione per evitare che si debba ricorrere ad un prestito per pagare le bolletta della luce e dell’acqua o le spese mediche” prosegue Dona.
Secondo i dati Eurispes di oggi, il 19,8% delle famiglie,ha chiesto un prestito in banca per pagare spese mediche mentre il 34,3% ha problemi ad affrontarle. “Sono percentuali non degne di un Paese civile che ha un servizio sanitario nazionale” conclude Dona.

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Unione Naz. Consumatori su Istat commercio

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 settembre 2016

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a giugno le vendite al dettaglio salgono su base annua sia in valore (+0,8%), sia in volume (+0,2%). “Bene! I dati migliorano rispetto a maggio, quando si era registrato un disastroso calo generalizzato. Ma è troppo presto per parlare di una inversione di tendenza. Le vendite alimentari in volume, ad esempio, sono ancora ferme su base annua, mentre addirittura scendono su base mensile, sia in valore che in volume (-0,1%). Gli ipermercati segnano ancora una riduzione delle vendite nei confronti di giugno 2015 (-0,3%) e non si intravede alcuna uscita dal tunnel per i piccoli negozi di alimentari” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Gli unici a registrare un andamento positivo sono i discount. E questo perché le famiglie, avendo finito i soldi, vanno a caccia dei prezzi più convenienti e bassi, anche se questo li obbliga a rinunciare a marche più conosciute e famose” conclude Dona.

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Dati escursionismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

montagna“Oltre 5.000 operatori impegnati sul campo come liberi professionisti o come addetti delle principali imprese del settore, un fatturato in Italia di 50 MLN di euro nel solo ultimo anno, 3.400.000 i turisti sul territorio ogni anno con le Guide Ambientali Escursionistiche, di cui ben 3.300 iscritti ad AIGAE. Ulteriori 5.000 sono inoltre valutati gli addetti di parchi, aree protette e associazioni ambientaliste che si occupano di gestione, manutenzione, didattica e divulgazione. Tali dati che appartengono alla nostra ricerca, dicono che il turismo ambientale promosso dall’AIGAE è in forte crescita e fa PIL per l’Italia. Il trend è in aumento anche per il 2016”. E’ Stefano Spinetti, il Presidente dell’Associazione Nazionale Italiana delle Guide Ambientali Escursionistiche a sfornare per la prima volta i dati riguardanti l’intero movimento.
“Il 63 per cento delle mete turistiche da noi seguite sono all’interno di parchi e aree protette dove non a caso la nostra associazione vanta una collaborazione attiva con Federparchi e protocolli d’intesa con i principali parchi nazionali – ha proseguito Spinetti – e regionali, mentre il restante 37 per cento è al di fuori di tali aree. Dunque operiamo su tutto il territorio e abbiamo sedi in tutta Italia con coordinatori in ogni regione. Considerando che molte guide italiane conducono gruppi in tutto il mondo, anche grazie all’estesa copertura assicurativa da noi fornita, abbiamo chiuso importanti accordi internazionali e facciamo parte di diverse organizzazioni: come ad esempio IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e EUROPARC FEDERATION. Anche nell’insegnamento dello sviluppo ecologicamente sostenibile dove le nostre competenze spaziano dalla geologia alla biologia, all’antropologia e siamo fortemente impegnati nell’educazione scolastica, ambientale e nello svolgimento dei campi estivi. Attività che ovviamente si svolge anche su tutto il territorio nazionale, nella divulgazione turistico-ambientale del nostro Paese. L’AIGAE è riconosciuta ufficialmente dal Ministero dello Sviluppo Economico e rappresenta i professionisti del settore escursionistico ambientale italiano” Tanti i grandi eventi imminenti. “Sarà un’estate tutta da vivere con le Guide Ambientali Escursionistiche Italiane – ha concluso Spinetti – durante la quale vi condurremo nel variegato territorio montano, lungo fiumi , mare e laghi ma entreremo anche nei parchi nazionali, visiteremo luoghi sconosciuti, ammireremo la bellezza delle nostre coste. Tutti insieme per promuovere l’Italia, la cultura naturalista e turistica”.

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Dati turismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

TURISMO“Oltre 5.000 operatori impegnati sul campo come liberi professionisti o come addetti delle principali imprese del settore, un fatturato in Italia di 50 MLN di euro nel solo ultimo anno, 3.400.000 i turisti sul territorio ogni anno con le Guide Ambientali Escursionistiche, di cui ben 3.300 iscritti ad AIGAE. Ulteriori 5.000 sono inoltre valutati gli addetti di parchi, aree protette e associazioni ambientaliste che si occupano di gestione, manutenzione, didattica e divulgazione. Tali dati che appartengono alla nostra ricerca, dicono che il turismo ambientale promosso dall’AIGAE è in forte crescita e fa PIL per l’Italia. Il trend è in aumento anche per il 2016”. E’ Stefano Spinetti, il Presidente dell’Associazione Nazionale Italiana delle Guide Ambientali Escursionistiche a sfornare per la prima volta i dati riguardanti l’intero movimento. “Il 63 per cento delle mete turistiche da noi seguite sono all’interno di parchi e aree protette dove non a caso la nostra associazione vanta una collaborazione attiva con Federparchi e protocolli d’intesa con i principali parchi nazionali – ha proseguito Spinetti – e regionali, mentre il restante 37 per cento è al di fuori di tali aree. Dunque operiamo su tutto il territorio e abbiamo sedi in tutta Italia con coordinatori in ogni regione. Considerando che molte guide italiane conducono gruppi in tutto il mondo, anche grazie all’estesa copertura assicurativa da noi fornita, abbiamo chiuso importanti accordi internazionali e facciamo parte di diverse organizzazioni: come ad esempio IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e EUROPARC FEDERATION. Anche nell’insegnamento dello sviluppo ecologicamente sostenibile dove le nostre competenze spaziano dalla geologia alla biologia, all’antropologia e siamo fortemente impegnati nell’educazione scolastica, ambientale e nello svolgimento dei campi estivi. Attività che ovviamente si svolge anche su tutto il territorio nazionale, nella divulgazione turistico-ambientale del nostro Paese. L’AIGAE è riconosciuta ufficialmente dal Ministero dello Sviluppo Economico e rappresenta i professionisti del settore escursionistico ambientale italiano”. “Sarà un’estate tutta da vivere con le Guide Ambientali Escursionistiche Italiane – ha concluso Spinetti – durante la quale vi condurremo nel variegato territorio montano, lungo fiumi , mare e laghi ma entreremo anche nei parchi nazionali, visiteremo luoghi sconosciuti, ammireremo la bellezza delle nostre coste. Tutti insieme per promuovere l’Italia, la cultura naturalista e turistica”.

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Il governo e i nuovi dati Istat

Posted by fidest press agency su martedì, 2 agosto 2016

istat“In un climax di paura, l`altra data che Renzi deve annotare sul proprio calendario è il 12 agosto. Quando si diffonderanno i nuovi dati Istat. E si ufficializzerà che non stiamo più facendo esercitazioni antincendio, perché la foresta è veramente in fiamme”. Così Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, su ‘il Giornale’. “Il Pil – aggiunge – cresce meno delle previsioni del governo e il paese è in deflazione. La pessima impostazione della politica economica del governo Renzi si mostrerà in tutta la sua evidenza attraverso la lettura dei numeri, che certificheranno gli errori di quanto previsto nel Documento di economia e finanza (Def) presentato lo scorso aprile”. Brunetta evidenzia come: “Nel Def, infatti, la crescita reale del Pil nel 2016 è stata stimata dall`esecutivo all`1,2% quando tutti gli outlook sul nostro paese dicevano che sarebbe arrivata a stento all`1%. Servirà quindi una manovra correttiva da 30-40 miliardi per coprire il buco della minor crescita (16 miliardi, senza considerare l`effetto Brexit), sterilizzare le clausole di salvaguardia (15 miliardi, per evitare l`aumento dell`Iva) e finanziare le cosiddette «spese indifferibili» come le missioni internazionali e le risorse per gli ammortizzatori sociali (altri 10 miliardi circa). Il guardiaboschi Renzi – conclude – sorride, con un pacchetto di fiammiferi in bella vista. Sorride e tace. Non dice nulla. Né della situazione reale delle banche, né di come sta il Paese, né di cosa intenda fare. Magari cantando e suonando la lira”.

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Showroomprive annuncia i dati del primo semestre 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 31 luglio 2016

Nel corso del primo semestre 2016, Showroomprive ha perseguito una forte crescita del ricavi e della redditività, guidata dall’attuazione di una strategia basata su quattro priorità: l’ampliamento dell’offerta, l’innovazione, la qualità di servizi e dell’esperienza del cliente e la creazione di un’organizzazione multi-locale a livello internazionale.
I ricavi del Gruppo sono aumentati del 20,5% passando da 199,4 milioni di euro del primo semestre 2015 a 240,3 milioni di euro.
Questo primo semestre ha visto una crescita equilibrata di tutti gli indicatori di business, con forti miglioramenti nel numero dei membri, acquirenti, ordini e della spesa media per acquirente.
La crescita del 5% nel volume del carrello medio riflette il continuo miglioramento nell’offerta di Showroomprive.
Il Gruppo ha registrato un forte dinamismo in Francia, che appresenta un motore di crescita importante, con un notevole potenziale ancora da sfruttare.
L’EBITDA è cresciuto circa del 28%, a un ritmo più rapido dei ricavi. Ha raggiunto i 15,7 milioni di euro, con un margine EBITDA che rappresenta il 6,6% dei ricavi, un incremento significativo rispetto al primo semestre del 2015.
Il primo semestre ha portato anche un significativo miglioramento della redditività di Showroomprive sui mercati internazionali, con un EBITDA in pareggio.
Il Gruppo ha lanciato a marzo 2016, in Francia, un innovativo motore di ricerca: consente ai membri di identificare rapidamente sul sito le vendite che propongono i prodotti che soddisfano le loro aspettative.
Showroomprive prevede l’introduzione futura di una funzionalità di suggerimenti per proporre ai membri i prodotti che rispecchiano maggiormente i loro interessi.
L’introduzione di Infinity (servizio di consegna gratuita illimitata con un abbonamento di 20 € all’anno) continua a incidere positivamente sulla frequenza degli ordini e la dimensione del carrello medio dei suoi clienti.
A metà luglio Showroomprive ha lanciato Apple Pay in Francia ed è stata la prima e unica piattaforma francese di e-commerce a implementare il servizio Android Pay nel Regno Unito nella prima aperte del semestre.Il Gruppo ha rafforzato la propria offerta per il tempo libero lanciando un servizio di ticketing, in collaborazione con France Billet, principale rete di vendita di biglietti per spettacoli, eventi sportivi e svago in Francia.
La funzionalità SHOP IT! indica offerte esclusive nei negozi di marchi partner grazie a un sistema di coupon e pagamento differito.
Le vendite di servizi dematerializzati (abbonamenti, offerte ai partner, ecc.) ha contribuito a rafforzare l’offerta e rappresenta una leva di crescita.
Showroomprive, prevede di investire sul successo registrato dal suo marchio proprietario #CollectionIRL, e sta costituendo un team dedicato.

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Dati referendum: AGCOM latita

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 luglio 2016

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:“Dopo non aver risposto al nostro esposto, presentato ormai quasi un mese fa, con il quale facevamo richiesta di pubblicazione dei dati relativi alle presenze televisive (in Rai e nelle tivù private) di politici e non in merito al referendum costituzionale del prossimo autunno, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni non ha dato alcun segno di vita neanche alla nostra formale richiesta di accesso agli atti relativi alle riunioni del Consiglio AgCom degli ultimi mesi, proprio quelle nelle quali sono stati analizzati i numeri da noi più volte rivendicati.
Un comportamento sconcertante da parte dell’Authority presieduta da Angelo Marcello Cardani. Una situazione grave e inaccettabile che continueremo a denunciare fino a rivolgerci all’autorità giudiziaria”.

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