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Posts Tagged ‘decarbonizzazione’

Report H2IT: l’idrogeno è la soluzione per la decarbonizzazione

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2021

H2IT – Associazione Italiana Idrogeno e Celle a Combustibile ha presentato oggi il report “Strumenti di supporto al settore idrogeno. Priorità per lo sviluppo della filiera idrogeno in Italia” in occasione dell’evento digitale Idrogeno: il futuro dell’energia è oggi. Uno studio dettagliato, che ha coinvolto l’intera filiera e portato all’elaborazione di 7 priorità per una Strategia Nazionale dell’Idrogeno. Dall’industria ai trasporti, dalla produzione di energia e calore all’uso in ambito residenziale: tanti i settori che verrebbero trasformati dall’idrogeno, un comparto che potrebbe creare entro il 2050 in Europa un giro d’affari di 820 miliardi di euro l’anno e circa 5,4 milioni di nuovi posti di lavoro.All’evento hanno partecipato Alberto Dossi, Presidente di H2IT, Luigi Crema, Vicepresidente di H2IT, la Prof.ssa Filomena Maggino, Consigliere del Presidente del Consiglio e Presidente della Cabina di regia Benessere Italia, e gli onorevoli Vanessa Cattoi (Lega) e Andrea Vallascas (M5S). Al messaggio di H2IT ha anche risposto il Stefano Buffagni, Vice Ministro allo Sviluppo Economico, con una lettera al Presidente Alberto Dossi.
“L’Italia ha il potenziale per posizionarsi strategicamente in tutti i settori di riferimento della filiera idrogeno: produzione, logistica e trasporto, industria, mobilità, residenziale. – ha dichiarato Alberto Dossi, Presidente di H2IT – Abbiamo grandi operatori e aziende determinanti nell’apertura del mercato, PMI e start-up innovative, centri di ricerca di rilevanza internazionale. Con questo report, realizzato coinvolgendo ben 67 organizzazioni attive nel settore, abbiamo voluto dare il nostro contributo allo sviluppo di un mercato che diventerà sempre più centrale nell’economia nazionale ed europea. Per vincere la sfida della decarbonizzazione è giunto il momento di elaborare una Strategia Nazionale dell’Idrogeno che realizzi un ampio piano di investimenti e riforme. H2IT, in quanto voce unica nel panorama italiano, è pronta a lavorare insieme alle istituzioni mettendo a disposizione tutte le competenze necessarie per favorire il processo decisionale.”

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Decarbonizzazione del trasporto marittimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Nel nuovo studio, intitolato “Catalysing the Fourth Propulsion Revolution” ICS afferma l’esigenza che i governi sostengano la proposta dell’industria marittima mondiale di creare un fondo globale di R&S da 5 miliardi di euro per ridurre il rischio che 3 mila miliardi di dollari di investimenti siano destinati e utilizzati in modo improprio, rendendo impossibile la decarbonizzazione del settore.Il rapporto esamina diverse opzioni per facilitare la decarbonizzazione del trasporto marittimo e raggiungere gli obiettivi di riduzione dei gas a effetto serra (GHG) stabiliti dall’IMO, attraverso l’uso di ammoniaca, idrogeno, batterie e lo sviluppo delle relative tecnologie per alimentare la flotta mondiale.Tuttavia, il rapporto rileva che attualmente i combustibili a zero emissioni di carbonio non sono disponibili nelle quantità necessarie per giungere alla decarbonizzazione.Infatti, a fronte dei numerosi potenziali carburanti e tecnologie a zero emissioni di carbonio, la riduzione delle emissioni richiesta dalla comunità internazionale e dall’industria richiedono una enorme attività di ricerca e sviluppo prima che questi possano diventare delle opzioni praticabili.Ciò rappresenta quello che può essere definito un “iceberg finanziario” per lo shipping mondiale, in quanto la pressione per regolare le emissioni si sta attualmente muovendo più velocemente della capacità delle catene di approvvigionamento di tenere il passo. Senza innovazione e un massiccio aumento della ricerca e dello sviluppo, c’è un rischio significativo di attività bloccate che avranno un impatto sugli Stati nazionali, sulla comunità finanziaria e sull’industria marittima. Lo shipping internazionale, che trasporta circa il 90% dei volumi commerciali mondiali, è parte integrante dell’economia globale. Attualmente le navi devono anche utilizzare quattro milioni di barili di petrolio al giorno, – 4% della produzione globale di petrolio, o equivalente a un terzo della produzione giornaliera dell’Arabia Saudita. L’energia necessaria per alimentare una grande nave portacontainer che naviga attraverso l’oceano, è la stessa necessaria ad alimentare in un solo giorno 50.000 case. Gli armatori sono profondamente consapevoli della necessità di decarbonizzare, ma ciò si può fare solo con lo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie e di nuovi combustibili a zero emissioni. È urgente sviluppare nuovi combustibili insieme a nuovi sistemi di propulsione, navi avanzate e una rete di rifornimento globale completamente nuova.

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Green Deal europeo: le piccole comunità possono fare una grande differenza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 febbraio 2020

Le politiche ambientali a livello subcomunale sono fondamentali per l’adattamento agli effetti devastanti del riscaldamento globale. Sebbene sia a livello delle grandi capitali europee che vengono oggi discussi grandi piani industriali e strategie di investimento globali per decarbonizzare l’economia mondiale, sono state le piccole comunità costiere a subire i danni maggiori dalla tempesta Gloria che si è abbattuta sul Mediterraneo. Le comunità subcomunali sono esposte in prima linea agli effetti dei cambiamenti climatici e, al tempo stesso, svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione di misure di adattamento al riscaldamento globale. Mentre il Green Deal diventa la massima priorità dell’UE, il Comitato europeo delle regioni chiede maggiori finanziamenti e programmi su misura per gli enti di livello subcomunale, comprese le isole, le comunità scarsamente popolate, i villaggi e i distretti. Il Comitato europeo delle regioni (CdR) ha adottato il parere sul tema Verso quartieri e piccole comunità sostenibili – Le politiche ambientali al livello subcomunale, elaborato dal relatore Gaetano Armao (IT/PPE), vicepresidente e assessore all’Economia della Regione siciliana, nonché presidente del gruppo interregionale Regioni insulari del CdR. Il relatore Armao ha osservato che “in quanto assemblea degli enti locali e regionali dell’UE, è nostro dovere farci portavoce delle esigenze delle comunità a livello subcomunale e sostenere iniziative che le rendano più prospere e sostenibili . Che si tratti di piccole isole, di distretti urbani o di zone montane scarsamente abitate, occorre creare meccanismi su misura per affrontare le specifiche sfide ambientali cui queste comunità sono attualmente confrontate. Dobbiamo iniziare semplificando e razionalizzando le norme di ammissibilità per incoraggiare la loro partecipazione diretta ai programmi ambientali dell’UE.” I membri ricordano che gli enti subcomunali hanno scarso controllo sulle decisioni riguardanti aspetti fondamentali della transizione ecologica, quali i trasporti, i rifiuti, la gestione delle acque o la qualità dell’aria, e concordano sul fatto che tali enti devono essere presi in considerazione nei pareri del CdR. Il CdR invita la Commissione europea a valutare la proposta di lanciare una Giornata europea dei villaggi e dei quartieri sostenibili per promuovere e incoraggiare il loro impegno diretto nel percorso dell’Europa verso la neutralità climatica.Il CdR chiede l’adozione di misure e meccanismi in grado di massimizzare l’impatto positivo delle politiche ambientali dell’UE a livello subcomunale. I membri propongono di lanciare specifici inviti a manifestare interesse e programmi di lavoro intesi ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili e a rafforzare il ruolo dei nuovi sistemi partecipativi e delle dinamiche comunitarie per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello locale. L’UE sostiene attualmente le strategie di sviluppo a livello subcomunale attraverso iniziative specifiche come i gruppi locali di azione Leader. In Europa si riscontra una grande diversità di forme istituzionali a livello subcomunale, e molteplici sono i termini utilizzati per indicarle. Frazioni, quartieri, distretti, circoscrizioni, sezioni, villaggi, parrocchie e borghi: sono solo alcune delle denominazioni che definiscono oggi questo tipo di comunità. Dai distretti urbani densamente popolati alle piccole isole e ai villaggi di montagna, le comunità subcomunali si trovano ad affrontare sfide ambientali specifiche, e spesso non dispongono delle capacità e delle risorse necessarie per superarle.I membri chiedono che nelle politiche ambientali dell’UE si tenga conto delle esigenze di ogni tipo di comunità, in linea con il parere del CdR Verso un 8º programma d’azione in materia di ambiente. L’Assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’UE si impegna a portare avanti un dialogo con la Commissione europea, anche nel quadro della piattaforma tecnica per la cooperazione ambientale , al fine di garantire che le piccole comunità al livello subcomunale siano adeguatamente tenute in considerazione nell’attuazione di specifiche politiche ambientali dell’UE. Quest’impegno potrebbe basarsi sugli sforzi già compiuti per fornire documenti di orientamento e strumenti.Il parere adottato è collegato a uno studio che presenta una panoramica del ruolo svolto sul piano ambientale da comunità subcomunali di tutti gli Stati membri.

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