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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘decisioni’

Europa, migranti e decisioni

Posted by fidest press agency su domenica, 20 settembre 2015

fuga migranti2La divisione dell’Unione è eclatante tra visioni di chiusura e controllo e timide aperture e compromessi, comunque molto selettivi e condizionati al rafforzamento della frontiera esterna. Non esistono migranti di seria A, i richiedenti asilo, e migranti di serie B, quelli per cosiddette motivazioni economiche. I migranti comunque decidono di lasciare le proprie comunità per avere maggiori opportunità di sostenere la propria famiglia. L’aspirazione ad una vita migliore è universale. Non è giusto restringere l’accoglienza solo ai cosiddetti richiedenti asilo. E’ necessaria una risposta più ampia e articolata dell’Unione europea, mentre invece è tutta centrata sull’emergenza.
In particolare, tutta l’attenzione è ora focalizzata sulla creazione dei cosiddetti Hotspots per l’identificazione e registrazione, perché il vero interesse di tutti i paesi membri è la salvaguardia dello spazio Schengen e quindi evitare di esercitare i controlli sulle frontiere interne. La priorità non sono le vite dei migranti, ma la libertà di circolazione dentro l’Europa. Ebbene, che questi Hotspots non siano nuovi centri di detenzione! Lotteremo con tutte le nostre forze perché non lo diventino.
La creazione di questi Hotsposts andrà di pari passo con la ripartizione dei richiedenti asilo (120 mila + 40 mila), obbligatoria come richiesto da Commissione e stati membri occidentali (i ricchi e buoni?), contro quelli orientali (i poveri e cattivi?) che si oppongono e al limite chiedono la volontarietà. Anche in questo caso non si tiene conto dei diritti dei migranti, restringendo la ripartizione ad alcune nazionalità (solo siriani, afgani, iracheni ed eritrei), e mantenendo il divieto della loro mobilità dentro l’UE. Chiediamo invece che venga applicato il mutuo riconoscimento dello status di rifugiati tra i paesi membri per consentire la libertà di circolazione. E che gli Hotspots siano luoghi aperti e integrati nei territori e con le società civili.
Intanto si allarga il fossato con i paesi vicini e africani. Si decide di aumentare l’aiuto ai campi profughi e le iniziative di sviluppo solo con un fine strumentale, affinché tutto “stia là”, se possibile con regimi che garantiscano ordine e stabilità, e lo si fa chiedendo maggiori operazioni di rimpatrio, soprattutto forzate, mentre alcuni premier europei lanciano messaggi contro i migranti musulmani e per salvaguardare la cristianità e un’Europa bianca. Numerosi segnali purtroppo rimandano a uno scontro europeo tra fascismo e democrazia. Ecco la posta in gioco più alta!
La cooperazione allo sviluppo, così come i rimpatri volontari assistiti che rispondono ad esigenze umanitarie, non devono essere strumentalizzati agli interessi di controllo delle migrazioni. Occorre fare un discorso di verità. Molte analisi scientifiche mostrano come la cooperazione allo sviluppo debba andare di pari passo con il riconoscimento della mobilità (si veda ad esempio il Rapporto UNDP del 2009). Non è con più cooperazione “per aiutarli a casa loro e … farli stare là” che si risolvono i problemi dello sviluppo e delle migrazioni. Peraltro gli studi evidenziano come con la crescita economica le migrazioni aumentino (e non diminuiscano!) fino a che non si riduce in modo significativo il differenziale con i paesi di destino. E’ piuttosto con un cooperazione tra società civili, piccole imprese e cooperative, assieme ad opportunità di mobilità, e soprattutto con politiche commerciali e finanziarie coerenti e responsabili che favoriscono lo sviluppo delle comunità del Sud, che si potranno creare le condizioni per ridurre la necessità di migrare. Combattere la speculazione e i paradisi fiscali e finanziari, gli investimenti che rubano terra e risorse naturali, il commercio sleale e che sfrutta i lavoratori … sono queste le vere azioni, con una sana cooperazione allo sviluppo, che chiediamo da tempo.
Ci attendiamo che la fuoriuscita da questa situazione incancrenita imperniata sulla difesa dei confini (aprendo comunque a maggiori flussi di richiedenti asilo: e questa è la nota positiva), che le ondate di emotività per lo scandalo di alcune tragedie e il richiamo ai nostri interessi di medio-lungo periodo più di tanto non smuovono, sarà comunque al ribasso. Come società civile non possiamo che ribadire il nostro impegno per una Europa solidale, sostenendo tutte quelle iniziative (e sono molte e nascoste) che rispondono al diritto alla vita dei migranti, a un lavoro dignitoso e allo sviluppo delle comunità, per una Europa democratica. Come organismi parte di Concord siamo per una risposta operativa collettiva a favore di una Europa solidale con i migranti, sono diverse le iniziative concrete a favore delle comunità del Sud nell’ottica di creare relazioni e ponti con l’Europa, reti tra famiglie e comunità oltre le frontiere, e non chiusure e respingimenti.

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Climate summit

Posted by fidest press agency su martedì, 23 settembre 2014

new-yorkSi tiene a New York il Climate Summit, promosso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, in cui più di 140 capi di stato del mondo sono chiamati a dichiarare il proprio impegno per proteggere il clima, chiarendo quali politiche intendono mettere in campo per costruire un nuovo accordo internazionale dopo la fine del protocollo di Kyoto.L’Italia, rappresentata dal capo del governo Matteo Renzi e dal ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti, parteciperà al summit mentre ha la Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. Durante il suo semestre, l’Unione – il 24 ottobre prossimo – dovrà fissare nuovi target per la protezione del clima al 2030 e decidere quindi su abbattimento delle emissioni di gas serra, crescita di fonti rinnovabili ed efficienza energetica.
«Ci chiediamo con quale voce parlerà Matteo Renzi al summit di New York quest’oggi», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. «Deve essere difficile intervenire in un contesto simile mentre si imprime all’Italia una ‘svolta fossile’, con una deregulation selvaggia per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi, neanche fossimo in Arabia, e frenando continuamente la crescita di rinnovabili ed efficienza.»Secondo Greenpeace, l’Italia e l’Europa dovrebbero fare molto di più. I nostri leader sono chiamati a prendere decisioni coraggiose e radicali, senza più rinvii e ulteriori perdite di tempo. Questo anche alla luce di quanto accade: solo due giorni fa, centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo hanno dato vita alla più grande manifestazione globale per la difesa del clima; intanto è stato registrato il nuovo record storico di concentrazione di gas serra e – è notizia di oggi – il trend di contrazione della calotta polare artica non si arresta.«L’Italia sta dando un’opaca prova di sé anche in Europa, dove il confronto che dovrebbe portare alla definizione di nuovi target per la protezione del clima sembra assestarsi su obiettivi ben poco ambiziosi, non in linea con i moniti che ci vengono dalla scienza e con il potenziale che l’Unione potrebbe esprimere», conclude Boraschi.
Non è più tempo di rimandare. Per salvare il clima si deve promuovere una profonda rivoluzione dell’energia, abbandonando i combustibili fossili e puntando su rinnovabili ed efficienza energetica. Proteggere il clima è l’unica strada per scongiurare un futuro di catastrofi, di migrazioni di massa, dove a fare le spese del riscaldamento globale sarebbero soprattutto le aree già oggi più povere e indifese del Pianeta. I recenti disastri del Gargano e di Firenze, gli ultimi di una lunga scia di eventi metereologici estremi, devono ricordarci che l’Italia è tutto fuorché al riparo dagli effetti del cambiamento climatico: e deve fare la sua parte, abbandonando le fossili e puntando sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

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Usa, etici senza prescrizione ma a condizioni di uso sicuro

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

La Food and drug administration ha avviato alcune audizioni per dare seguito alla proposta di esonerare da ricetta medica alcuni farmaci usati per trattare condizioni come il diabete, l’asma, l’ipertensione e l’emicrania. Rendendoli così simili a un farmaco da banco, ma con la condizionale che varia da caso a caso e dovrà includere “condizioni di uso sicuro” determinate al momento dell’acquisto con l’aiuto di un farmacista. L’obiettivo è raggiungere i cittadini americani non trattati o sottotrattati e molti attori della sanità americana lo considerano ragionevole. Al momento però i dettagli di questo programma sono ancora abbozzati e «molte domande inevase» spiega Ronna Hauser farmacista del National community pharmacists association «noi sosteniamo che il farmacista debba essere coinvolto per stabilire se il farmaco che i pazienti chiedono sia giusto per loro. E tale informazione dovrebbe essere ritrasmessa al medico curante». Per ora le discussioni su questa possibilità hanno riguardato farmaci di emergenza, come per esempio gli inalatori per l’asma, molto spesso trattenuti ai controlli aeroportuali, ma proseguendo su questa strada i farmacisti potrebbero avere la facoltà di riconoscere pazienti che hanno avuto una diagnosi di ipertensione, per esempio, e se necessario riavviare la terapia o esortarli a tornare dal medico prima che la patologia peggiori. Per poter realizzare il progetto verranno implementate tecnologie computerizzate presso la farmacia, accessibili al paziente che potrà aiutare il paziente a fare una auto-diagnosi, ma sottolinea Brian Gallagher vice presidente senior degli Affari di governo presso l’Associazione americana farmacisti, «più che un’auto-diagnosi, sarà utile per prendere delle decisioni insieme al farmacista, suggerendo il farmaco oppure di rivolgersi al proprio medico, oppure per accorgersi di eventuali interazioni con altri farmaci».(fonte farmacista33)

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Processi lumaca

Posted by fidest press agency su sabato, 22 ottobre 2011

The Courthouse (dibbed "Il Palazzaccio, i...

Image via Wikipedia

L’importo liquidato a titolo di equo indennizzo per l’irragionevole durata del processo, secondo la legge Pinto, non può essere inferiore a euro 750 per ogni anno di ritardo per i primi tre anni e a euro 1000 per i successivi. Lo “Sportello dei Diritti” è intervenuto numerose volte sull’annoso problema della lentezza dei processi italiani causa non solo di continue condanne dello Stato da parte della Corte di Giustizia europea, ma soprattutto di conseguenze negative per i cittadini costretti a subire le ansie e le attese per decisioni che non arrivano mai o che arrivano dopo anni ed anni di rinvii.
La legge 89/2001 nota a tutti come «legge Pinto» e che ha superato il decimo anno dall’entrata in vigore ha tentato di porre un argine ai danni causati alla cittadinanza per tutelarla di fronte all’irragionevole durata delle cause, che secondo giurisprudenza corrisponderebbe a tre anni per il primo grado di giudizio, due anni per il secondo e un anno per ciascuna fase successiva, stabilendo la possibilità di ottenere un “equo indennizzo” a fronte degli irragionevoli ritardi dei processi. Con alcune recenti decisioni della Cassazione (2009/16086; 2010/819), gli ermellini avevano posto alcuni paletti per definire l’entità dell’indennizzo liquidabile: “La quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a Euro 750,00 per ogni anno di ritardo eccedente il termine di ragionevole durata. Tali principi vanno confermati in questa sede, con la precisazione che il suddetto parametro va osservato in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, dovendo invece aversi riguardo per quelli successivi, al parametro di Euro 1.000,00 per anno di ritardo, tenuto conto che l’irragionevole durata eccedente tale periodo comporta un evidente aggravamento del danno”. A tal proposito è utile riportare la recentissima sentenza n. 20689 del 07.10.2011 sempre della Suprema Corte (Prima sezione) che ha precisato che “In materia di irragionevole durata del processo, stante l’esigenza di offrire un’interpretazione della legge 24 marzo 2001, n. 89 idonea a garantire che la diversità di calcolo non incida negativamente sulla complessiva attitudine ad assicurare l’obiettivo di un serio ristoro per la lesione del diritto alla ragionevole durata del processo, evitando il possibile profilarsi di un contrasto della medesima con l’art. 6 della CEDU (come interpretata dalla Corte di Strasburgo), la quantificazione del danno non patrimoniale deve essere, di regola, non inferiore a Euro 750,00 per ogni anno di ritardo eccedente il termine di ragionevole durata. Il suddetto parametro va osservato in relazione ai primi tre anni eccedenti la durata ragionevole, dovendo invece aversi riguardo, per quelli successivi, al parametro di Euro 1.000,00 per anno di ritardo, tenuto conto che l’irragionevole durata eccedente tale periodo comporta un evidente aggravamento del danno”. Nel caso di specie, il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva proposto ricorso per cassazione, avverso il decreto in data 29 maggio 2009 con il quale la Corte di Appello di Roma lo ha condannato al pagamento in favore di G.C., (+Altri) della somma di Euro 6.500,00 ciascuno, oltre agli interessi legali a decorrere dalla data del decreto, a titolo di equo indennizzo per la violazione del termine ragionevole di durata di un giudizio promosso davanti al Tar Lazio il 30 luglio 1997 e definito con sentenza del 13 novembre 2006.
Al di là del merito della sentenza che ha comunque sancito la condanna del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e quindi il diritto all’indennizzo del danno, Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge alla cittadinanza affinché prendendo spunto da tali decisioni continui a promuovere l’azione civile nei confronti dello Stato per vedersi riconosciuto un sollievo economico a fronte delle sofferenze e delle ansie dovute alla lungaggine dei processi che dovrebbe servire anche da impulso per accelerare le riforme necessarie e per fornire uno stimolo ulteriore affinché si doti l’amministrazione giudiziaria degli strumenti necessari per una Giustizia più rapida ed efficace.
Anche alla luce delle decisioni in commento che confermano l’orientamento giurisprudenziale per una tutela più efficace dei cittadini, lo “Sportello dei Diritti” continua e continuerà nella sua attività di tutela legale di tutte le vittime della giustizia lenta.“A healthy eye with full visual capacities is of no use in a dead body,”

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“I diritti alzano la voce”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 giugno 2011

Roma 23 giugno in piazza Montecitorio, dalle ore 11.00 Il Forum nazionale del Terzo Settore e la campagna I diritti alzano la voce organizzano una Giornata di mobilitazione, a difesa dei diritti sociali e per la riforma del welfare. E lanciano per questo un appello alla mobilitazione: “Basta tagli, ora diritti! Sussidiarietà, non scaricabarile!”. L’evento nazionale si terrà a Roma, in piazza Montecitorio, dove verrà organizzato un presidio a partire dalle ore 11.00. Ma eventi analoghi si terranno in altre parti d’Italia. Le decisioni assunte anche recentemente dal Governo, a cominciare dai tagli pesantissimi ai fondi nazionali per le politiche sociali, stanno aggravando ulteriormente una situazione già molto difficile. I diritti fondamentali non sono più garantiti in molte parti del paese, servizi rilevanti vengono tagliati a causa delle sofferenze di bilancio subite da Regioni ed Enti locali. Il dibattito pubblico, la politica e i media non sembrano avvertire con la necessaria urgenza e forza una questione che riguarda la vita di buona parte degli italiani. Le organizzazioni sociali sono strozzate dai ritardi nei pagamenti dovuti dalla Pubblica amministrazione, che le costringono a indebitarsi ulteriormente e, in diversi casi, a chiudere i servizi. Dinanzi a questa situazione non si può restare passivi, né limitarsi ad appelli e comunicati stampa. Dobbiamo mobilitarci!

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Emergenza profughi: tavolo istituzionale

Posted by fidest press agency su domenica, 3 aprile 2011

Torino. “Proponiamo al Presidente Cota un tavolo istituzionale con tutte le Province e i parlamentari piemontesi per stringere un patto politico e trovare soluzioni condivise. Bisogna evitare decisioni improvvisate. Il sito dell’Arena Rock può essere solo finalizzato a una prima accoglienza in vista di ‘spalmare’ gli immigrati sul territorio, individuando 20 o 30 Comuni, il tutto in collaborazione con l’associazionismo laico e cattolico e la protezione civile e tenendo in considerazione le esperienze positive già fatte in questo ambito. In attesa che Cota accolga la sfida lanciata dal PD, auspichiamo che il Prefetto voglia evitare soluzioni di forzatura. Dopodiché ognuno si assumerà le proprie responsabilità”: così ha dichiarato quest’oggi l’On. Stefano ESPOSITO (PD), in occasione di una conferenza stampa sulla questione dell’emergenza profughi a cui hanno partecipato anche l’On. Giorgio MERLO, il Capogruppo in Consiglio comunale e Presidente PD Piemonte Andrea GIORGIS, il Vice Capogruppo PD in Consiglio regionale Stefano LEPRI, il Capogruppo in Consiglio provinciale Claudio LUBATTI ed il Sindaco di Settimo Torinese Aldo CORGIAT.  “Un conto è la collaborazione, altro è accettare che si possa scaricare il problema esclusivamente su alcune località, creando grandi tendopoli, con l’unico risultato di dare origine a situazioni di tensione. Bene ha fatto Chiamparino a sospendere la disponibilità dell’Arena Rock. Non si possono creare dei Cie a cielo aperto, dove rinchiudere in modo preventivo persone non rinchiudibili perché non ancora identificate. E’ necessario il rispetto delle norme internazionali e dei diritti umani, oltre che del buon senso: pertanto si valutino con attenzione le diverse scelte logistiche. Senza il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali non è pensabile riuscire a gestire questa emergenza”.

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Il coraggio delle bombe

Posted by fidest press agency su sabato, 12 febbraio 2011

Lettera al direttore. Sergio Romano, sul Corriere della Sera (11 febbr.), ad un lettore che propone di aiutare i nostri militari in pericolo in Afghanistan, fornendo di bombe gli aerei dell’Areonautica militare, risponde: “Occorre un atto di coraggio che il governo, in questo momento, non ha il tempo e la voglia di fare”. Il coraggio di sganciare bombe, soprattutto oggi, è una sorta di contraddizione in termini. Il vero coraggio per aiutare i nostri soldati, è quello di affrancarsi dalla soggezione agli americani; di prendere decisioni per conto proprio, di riconoscere che la democrazia non si esporta bombardando. Il vero coraggio è far rientrare immediatamente i soldati in patria, ché solo la necessità e l’inevitabilità giustificano la facoltà di uno Stato di mettere a repentaglio la vita dei propri soldati. E solo chi è in mala fede può sostenere che la guerra in Afghanistan sia necessaria ed inevitabile. Basterà, infatti, la decisione degli Americani di ritirarsi, per far sì che necessità ed inevitabilità svaniscano d’incanto. (Veronica Tussi)

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Tareq Aziz: e pena di morte

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 ottobre 2010

Assisi. In merito alla condanna a morte dell’ex vice presidente iracheno Tareq Aziz il Custode del Sacro Convento di Assisi afferma in una nota apparsa sul sito http://www.sanfrancescopatronoditalia.it, organo di stampa dei frati minori conventuali di Assisi: ” Siamo da sempre contrari in modo assoluto alla pena di morte. Non ridarà la vita a chi l’ha persa – continua padre Giuseppe Piemontese – anzi ne toglie un’altra. Tareq Aziz ci è sembrato il volto più ragionevole che ha limitato, probabilmente, decisioni più gravi da parte del regime di Saddam Hussein”. Nel febbraio del 2003 Tareq Aziz arrivò ad Assisi, un mese prima che scoppiasse la guerra in Iraq, e accolto dalla comunità francescana del Sacro Convento di Assisi si inginocchiò davanti la tomba di San Francesco.

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“Cambiare il sistema, non il clima”

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 settembre 2010

Vicenza 11 settembre 2010  presso il Festival No Dal Molin, Assemblea Nazionale della Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale. Per preparare la partecipazione della delegazione italiana alle mobilitazione nelle giornate del Vertice Onu Cop 16 a Cancun in Messico. A Cancun in Messico alla fine di novembre si svolgerà COP 16 (Conference of the Parties) delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Da tutto il mondo i movimenti ambientali, sociali, le reti ed organizzazioni internazionali confluiranno in Messico per dare voce alla richiesta generale che si prendano decisioni vincolanti per il futuro dell’ambiente e dell’umanità. E’ un appuntamento che riguarda tutti noi. Per questo in Italia è nata RIGAS, la Rete Italiana per la Giustizia Ambientale e Sociale, che parteciperà con una delegazione per essere protagonisti delle giornate di Cancun.
Dall’Italia partiremo portando la ricchezza e l’esperienza di uomini e donne che nel nostro paese si mobilitano per difendere i beni comuni, il diritto al lavoro, i propri territori, la possibilità di scegliere criticamente i propri consumi, con stili di vita responsabili e la possibilità di tornare a partecipare alle scelte che incidono concretamente nelle nostre vite. All’Assemblea di Rigas parteciperanno tra gli altri: Paolo Cacciari, Maria Grazia Campus, Giuseppe De Marzo, don Angelo Cassano,  Olol Jackson, Vilma Mazza, Corrado Oddi, Giorgio Riolo, Sara Vegni, Olol Jackson, Luca Tornatore.
E’ previsto l’intervento di un operaio di Pomigliano d’Arco Durante l’Assemblea si svolgerà un collegamento in diretta con Andres Barreda della Asemblea de Los Afectados Ambientales Mexico, protagonisti della preparazione delle giornate di azione e discussione a Cancun

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Esame mozione sfiducia a Caliendo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

Roma Camera dei deputati. Con una diretta in Tv alle ore 17 la camera dei deputati prenderà in esame la mozione n* 1-00416 di sfiducia presentata da Dario Franceschini per il Pd il 14 luglio 2010, seduta n.352, e appoggiata dall’Idv nei confronti del  Sottosegretario alla giustizia, senatore Giacomo Caliendo. La mozione è stata motivata dal fatto che dalle notizie stampa è emersa una “vicenda che riguarda l’esistenza di un gruppo di persone, tra le quali alcuni pregiudicati, che in modo sistematico sembra che costruiscano o cerchino di costruire relazioni e contatti allo scopo dichiarato di orientare decisioni di organi costituzionali e politici”. In proposito “Il Sottosegretario Caliendo ha confermato, in questi giorni, la sua presenza a convivi con tale gruppo di persone, ma ha negato che, in sua presenza, si sia parlato di come condizionare organi dello Stato”. E si soggiunge: Di là della responsabilità penale, non può non essere politicamente censurabile la partecipazione del Sottosegretario Caliendo, che al momento non risulta indagato, a riunioni, in compagnia del capo degli ispettori ministeriali dottor Miller, con un bancarottiere pregiudicato sospettato di essere implicato in alcune delle vicende più torbide del dopoguerra.”
il fatto che il caso Caliendo sia discusso prima delle ferie estive assume per il Pdl un preciso significato che è quello di trovare un pretesto per indire le elezioni anticipate che si dice volute, sia pure in via ufficiosa, dallo stesso Berlusconi, tant’è che lo stesso ministro dell’Interno Maroni ha ventilata la possibilità che si possano fare entro ottobre prossimo. Anche in questa circostanza alcuni politologi fanno notare che la Lega stia premendo per una resa dei conti nei confronti di Fini. Questi, a sua volta, ha ben compreso il segnale e avvistata “la mina vagante” ha abbassato il tono delle polemiche e lascia i suoi liberi di fare scelte secondo coscienza. Di conseguenza non vi dovrebbero essere novità di rilievo. La mozione vedrà appoggiarla solo le opposizioni  e sarà respinta. Se Berlusconi vuole le elezioni dovrà scegliere un’altra strada. Gli uomini e le donne di “Fare futuro” non sono ancora pronti a scendere nell’agone.

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Pedaggi: Alemanno tra le parole e i fatti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

“Accogliamo con favore e soddisfazione la decisione del Tar del Lazio di sospendere l’aumento dei pedaggi autostradali e del Gra di Roma”. Lo dichiara il senatore del Pd Raffaele Ranucci che così continua: “Se non ci fosse stata l’iniziativa determinata e determinante del Presidente Zingaretti e dei 41 comuni della provincia di Roma, i cittadini romani si sarebbero ritrovati a dover pagare l’ennesima tassa iniqua oltre a quelle varate dalla manovra di bilancio del Comune di Roma. Sorprende l’odierna esultanza del sindaco Alemanno che, però, nelle settimane passate si rifiutò di aderire al ricorso, subendo passivamente le decisioni del governo. Dovere del sindaco – conclude Ranucci – è difendere la città di Roma e i suoi cittadini”.

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Avere il coraggio delle decisioni da assumere

Posted by fidest press agency su sabato, 29 Mag 2010

Editoriale fidest. Tutta l’opposizione, anche se l’Udc fa delle distinzioni e si dichiara “attendista”, è concorde nel ritenere che la “stangata” governativa ha un solo scopo quello di tutelare le ricchezze private e di penalizzare le “povertà” degli italiani. D’altra parte allo scorno si aggiunge la beffa se si pensa che abbiamo ascoltato in tutte le salse le dichiarazioni sul fatto che non saranno messe le mani nelle tasche degli italiani. Tutti noi, invece, sappiamo bene, che se si tagliano le risorse agli enti locali questi sono costretti ad attingere i necessari proventi dalle tasche dei cittadini con l’aumento delle imposte e dei servizi. Se è questa la situazione e lo è, anche se gli effetti non sono tangibili da subito ma li avvertiremo, di certo, tra qualche mese, ragione avrebbe voluto che si dimostrasse con i fatti che chi ci governa incominciasse a tagliare i rami secchi prima di prendersela con la gente. E sappiamo molto bene che per anni abbiamo tollerato gli appalti taroccati, la corruzione, l’evasione fiscale, gli stipendi, i compensi milionari (in euro) ai cosiddetti esperti e consulenti, le spese per la politica, il lavoro nero con la conseguente evasione dei contributi previdenziali e assistenziali e che questi minori introiti, nel complesso, hanno raggiunto la sbalorditiva cifra di ben 400 miliardi di euro. Avremmo potuto, solo con un terzo di questa somma, coprire le nostre spese e ridotto il deficit pubblico come ci chiede con insistenza l’U.E. Perché non accade tutto ciò? Per il semplice motivo che ci “bagnano il pane” un po’ tutti dai politici agli industriali, dai vari comitati di affari alle professioni lobbizzate. Quelli che sono tagliati fuori dal “lauto pasto” sono proprio i milioni di lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie monoreddito, precari, disoccupati: ovvero i tre quarti della popolazione nazionale, ma, guarda caso, non contano perché eleggono non chi li sostiene ma chi è pronto a remare contro, perché la “plebe” in tutti i tempi della storia ha solo un obbligo: quello di chinare la testa davanti al padrone di turno. E allora voi dell’opposizione che protestate per questa ennesima gabella e gridate allo scandalo siate conseguenti: dimostrate di essere dalla parte dei più deboli e dimettetevi in massa, se il governo non cambia rotta, dalle vostre cariche pubbliche. Date un segnale forte per restituire credibilità e rispetto alla persona umana, siate coerenti con le vostre proteste. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Scuola: contro le politiche governative

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Roma 17/4/2010. Corteo Colosseo – Piazza Campo de’ Fiori dalle ore 15.00 manifestazione cittadina delle scuole di ogni ordine e grado contro le politiche scolastiche governative.  “Il MIUR sta comunicando ai sindacati i suoi numeri e criteri per la definizione degli organici – spiega Barbara Battista, della RdB Scuola – e, come avviene da tempo, CGIL,CISL,UIL,SNALS e Gilda fanno i passacarte delle decisioni ministeriali. Anche stavolta l’unico dato certo è rappresentato dai tagli, che saranno effettuati come fissato nella finanziaria 2008. Per i docenti si tratta di  8.700 posti in meno nella primaria, 3.700 nella media, 13.750 nella secondaria. Verranno assunti solo 550 insegnati nella scuola d’infanzia a fronte 32 mila bambini in più, già iscritti da quest’anno. Tutto questo mentre il Governo spende 51 milioni al mese per la guerra in Afganistan!”.  “Il vero e proprio processo di privatizzazione in atto – precisa Battista – ha già tagliato 50 mila posti a fronte di 37 mila studenti in più, introducendo contratti-truffa per i precari. A completare il quadro ci sono i 5.000 posti a rischio per il personale ATA, il 30% dei lavoratori che da decenni garantiscono le pulizie in tante scuole: come gli amministrativi Co.co.co, sono lavoratori con contratti da fame e senza nessuna garanzia. A guadagnarci sono i Consorzi appaltatori mentre, come abbiamo dimostrato col nostro “libro bianco”, le pulizie affidate ai privati costano 75 milioni in più dell’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato. . Aggiunge la rappresentante RdB: “Il Ministro del fare agirà ancora sull’aumento dei carichi di lavoro, innalzando il numero di alunni nelle classi e imponendo ore di straordinario per coprire le mancate assunzioni dei precari; sulla chiusura di altre scuole e la cosiddetta riforma delle superiori, sulla riduzione delle pulizie: in altre parole sulla qualità dell’insegnamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in questo caso tanto più delicati perché ospitano bambini e ragazzi. Contro questo sfascio – conclude Battista – scendiamo in piazza accanto ai comitati dei precari, ai coordinamenti dei genitori, agli ex-LSU e Co.co.co e stiamo preparando il blocco degli straordinari e delle attività aggiuntive sulla base di una vasta e generalizzata consultazione tra i lavoratori. “ A conclusione del corteo, il Coordinamento Permanente delle Scuole di Roma invita tutti i partecipanti ad unirsi alla manifestazione a sostegno di Emergency in Piazza Navona ed a firmare l’appello on line “Io sto con emergency”.

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La “mini-naia” del Ministro La Russa

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

”Il Consiglio dei ministri ha deciso oggi di proseguire l’esperimento della cosiddetta mini-naia, gia’ avviata dal ministro La Russa, finanziandola per i prossimi tre anni. E’ una decisione che ricorda i “campi balilla” ed è completamente fuori luogo difronte ai grossi problemi di bilancio che stanno affrontando le forze armate. Ci chiediamo se queste decisioni siano solo il frutto di scellerate fantasie del ministro della difesa o anche dei suoi veretici militari. Invece di sprecare quei pochi soldi di cui dispone e distogliere qualificate risorse umane per questioni di nessuna utilità pratica e concreta, La Russa dovrebbe adoperarsi per il benessere e la sicurezza del personale in servizio, garantendo adeguate misure di protezione ai militari impiegati nelle missioni estere, non ultima quella di soccorso White Crane dove è chiaro che il personale sta operando senza alcuna protezione contro eventuali epidfemie a causa della macanza delle coperture vaccinali che per essere efficaci necessitano di tempi che variano dai 15 ai 45 giorni. Mentre le Forze armate stanno affrontando il periodo più buio della loro storia repubblicana, il ministro boy-scout pensa ai campeggi in puro stile “balilla”.  (Segreteria PDM – Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia)

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A proposito dei soldati italiani in Afghanistan

Posted by fidest press agency su domenica, 29 novembre 2009

Lettera al direttore. Il premio Nobel per la pace Barack Obama, ha chiesto per telefono al presidente Berlusconi il sostegno dell’Italia nel rafforzamento dell’impegno della comunità internazionale in Afghanistan. Silvio Berlusconi, per telefono, ha dato risposta affermativa. Può darsi che la presenza delle forze militari occidentali in quel  Paese sia assolutamente necessaria, inevitabile, e quindi moralmente giusta la deliberazione di continuare la guerra. Chissà. Però mi chiedo alle volte se tali gravi decisioni, che comportano inevitabilmente morte e sofferenza anche per persone innocenti, oltre alla possibilità che alcuni dei nostri soldati siano restituiti in una lucidissima bara ai propri cari, siano precedute da un travaglio interiore. E se l’eventuale ma possibile notizia della morte di donne e bambini afgani, o di nostri militari, porti gli uomini di potere che tali decisioni hanno preso, ad una crisi di coscienza, magari anche lieve. Chissà. (Renato Pierri)

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Nuovo Business Analytics Solution Center

Posted by fidest press agency su domenica, 11 ottobre 2009

New York. L’IBM ha inaugurato a New York un nuovo Business Analytics Solution Center che si occuperà di indirizzare la crescente richiesta di competenze di analitica complessa necessarie a realizzare “città più intelligenti” ed a aiutare l’ottimizzazione dei processi di business, nonchè la velocizzazione dei tempi di decisione a livelli di top management. Il Centro di New York potrà contare sui servizi di più di 450 consulenti della divisione di IBM Business Analytics & Optimization, ricercatori, specialisti software e matematici. IBM ha in piano inoltre assunzioni con il crescere della richiesta. Si tratta del primo Centro aperto negli USA e sarà parte integrante di una rete globale di Centri di analisi già inaugurati questa estate a Berlino, Pechino e Tokyo. Saranno aperti a breve altri due Centri uno a Londra e uno a Washington DC. Il centro di New York supporterà enti governativi, università e istituzioni, ma anche banche e istituti finanziarie che vogliano avere una visione migliore e più chiara, ad esempio, dei margini di rischio. La collaborazione del centro newyorkese sarà estesa anche al dipartimento dei vigili del fuoco della città e al Beacon Institute per lo studio di fiumi ed estuari (con particolare attenzione all’andamento dell’Hudson) al fine di poterne valutare movimenti e possibili rischi.

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36 rifugiati politici iraniani presi in ostaggio

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

Sono stati presi in ostaggio dalle forze irachene. Il regime Iraniano ha un enorme potere nel governo iracheno e in questo modo vuole distruggere il suo nemico più temuto, la resistenza iraniana. La situazione relativa ai 36 residenti ad Ashraf si fa sempre più grave. E’ importante far capire alle autorità italiane che anche la società civile italiana è vigile su questo caso. Oltre la violazione del diritto umanitario, si aggiunge anche il non rispetto delle decisioni delle corti interne. Tutte le informazioni sono verificabili su internet e centinaia di parlamentari europei si sono già mossi per la vicenda. Le vite di questi 36 ostaggi sono per l’Iran democratico una fonte preziosa di coraggio e amore per il proprio popolo. Dedica 5 minuti del tuo tempo alla lettura dell’allegato, firma l’appello e inviarlo in formato word. Una firma non fa nulla, ma più firme in questo caso possono salvare delle vite. Dobbiamo raccogliere 10000 firme entro venerdì.

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Tremende decisioni

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, quando le ragioni che spingono gli uomini dello Stato a prendere decisioni gravissime, che comportano la morte di uomini, sono chiare, evidenti; quando appaiono a tutti assolutamente necessarie, inevitabili, non c’è bisogno di spiegarle quelle ragioni. Quando invece gli uomini dello Stato si affannano a persuadere i cittadini che quelle loro tremende decisioni sono giuste e sacrosante, si ha l’impressione che i primi a non esserne persuasi siano proprio loro. Si ha l’impressione che cerchino di togliersi un peso dalla coscienza. O forse m’inganno? Forse mi piacerebbe che così fosse? Che gli uomini dello Stato avessero qualche dubbio, qualche perplessità, qualche ripensamento? Forse. Chissà. (Francesca Ribeiro)

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Bond: Insolvenza argentina

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

I risparmiatori italiani creditori del governo argentino si rivolgono ai  Deputati della Repubblica Italiana per “prendere decisioni tali che la portino  a rispettare le obbligazioni contratte con i 450.000 cittadini italiani. L’Argentina ha tentato e sta tentando, finora riuscendoci in tutte le maniere, di sottrarsi alle sentenze emesse negli Stati Uniti e in Germania, sedi delle giurisdizioni che lei stessa ha scelto. La Corte Costituzionale di Germania ha sentenziato che l’Argentina non è in stato di emergenza e necessità come pretestuosamente dichiarato e in ogni caso non lo può far ricadere su privati cittadini . Infatti le ricchezze naturali argentine sono enormi in tutti i campi, dal bestiame all’agricoltura, dalle miniere di materiali speciali al petrolio. Alcuni cittadini ricorsi alla Corte di Francoforte hanno visto riconosciuto il diritto di ricevere il capitale e gli interessi pattuiti. Sentenze esecutive  a cui il paese si sottrae”.

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La storia infinita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

(edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) Albeggia. La pallida luce che fende le ombre è in difficoltà. Essa si fa strada a fatica. Segna timidamente i profili dei rami e delle case, mentre il cielo resta plumbeo. Pare confondersi con quella voglia d’oscurità che la notte continua a lasciare intorno a sé. Poi, a poco a poco, il chiarore rinvigorisce, prende le sue misure, riesce a stabilire contorni e profili, già confusi nella notte e invisibili.  Io scorgo i primi segni di questa luce tenue che avanza, confrontandola con il ticchettio del mio orologio e delle lancette che m’indicano il tempo che procede e segnano, inesorabili, le mutazioni in atto. Lo noto scrutando, di là della finestra, man mano che le cornici del palazzo di fronte si stagliano con più decisione, tra le due ombre, che sembravano avvolgerli e confonderli.  Incomincio a distinguere i particolari: il ramo di un albero, il profilo di un passante, un uccello che si stacca dal suo nido, i rumori che danno corpo a una carrozza o a un carro trainato da buoi o da un cavallo. Si aggiungono, man mano, altri dettagli, nuove forme: è l’alba. Ora le ombre si fanno più distinte, i contorni si tracciano meglio, ci perviene la nota di un particolare.  Là, sulla strada, a una trentina di metri dal mio osservatorio, vedo dondolare la figura di una donna, sotto il peso di una soma. Inciampa, sta quasi per cadere, ma riesce a evitarlo, riprende il passo e via. Subito dopo scompare alla mia vista. E’ oltre il muretto che delimita il confine della mia casa. E’, oramai, lontana dalla mia vista. Nella mia posizione di osservatore e di testimone di un giorno che man mano acquista vigore e lucentezza, mi sento titolare di un “segreto” che non mi appartiene.  Esso è comune a molti come me. C’è chi ha la ventura di osservare e ad altri spetta il movimento. C’è anche, mi dicono, un Dio che tutto vede e che ogni cosa può. Per lui non esistono ombre che negano la vista o luci che l’abbagliano. Egli legge nei nostri pensieri e scruta le nostre intenzioni eppure ci lascia liberi d’essere saggi o trasgressivi, falsi o giusti, umani o disumani, forse per metterci alla prova. Forse. I miei pensieri sono più limitati come la vista, che possiedo. E’ il pensiero, semmai, a cavalcare sulle ali della fantasia, del ricordo, della memoria e a riportarmi, a piacimento, indietro nel tempo o a lasciarmi immaginare un futuro, uno qualsiasi.  Sono questi i momenti della mia vita che mi scorrono davanti: ora belli, ora brutti, ora dolci ed ora amari. Vedo un uomo che soffre, disteso su un giaciglio, e i suoi occhi diventano dolci incontrando i miei. Non vuole rattristarmi. Sta morendo. La sofferenza lo attanaglia eppure trova in quel volto teso, contratto, uno spira-glio per riservarlo a un tenue sorriso. E’ mio padre.  Vedo una vecchietta, anch’essa con l’espressione serena, con gli occhi chiusi, raccolta e immota su un letto, non suo, mentre intorno delle suore sgranano un rosario e fanno sentire un mormorio indistinto. De profundis. E’ mia madre nel suo sudario prima che mani pietose la depositano in una bara. Quel Dio, che tutto vede e può, ha fatto in modo che quei ricordi si depositassero indelebili nella mia mente e, di volta in volta, riaffiorassero nitidi come un tempo. Mi guardo intorno smarrito. Forse è una lacrima quella che mi inumidisce gli occhi. E’ forse la luce che, dal lontano oriente, è giunta nella pienezza del suo splendore e mi abbaglia. Forse. Forse è il ricordo di un padre e di una madre, che mi hanno amato teneramente, e che non posso più riabbracciare e sentire, sulla mia pelle, le loro carezze. Scompare anche il ricordo della notte, pur con i suoi quasi impercettibili rumori, per cedere il posto a quelli più palesi del giorno. Ora gli interessi esteriori hanno il sopravvento. Scompare la propria intimità. Svaniscono i ricordi di un tempo che furono e con essi quelli che li hanno riempiti nella mia infanzia, nella mia giovinezza. Dove si trovano ora? I miei occhi non li vedono, le mie mani non li toccano eppure i miei pensieri sono pieni di loro, il mio cuore, pensandoli, sembra battere più veloce e le guance lasciano scorrere le lacrime a goccia a goccia. Le immagini ora si allontanano gli occhi diven-tano più freddi e distanti da quei ricordi. Il tutto sembra ripiegare all’interno di se stessi. Sono occhi dove la luce che albeggia è colta con indifferenza. Dove il sole che riscalda e penetra non lascia traccia, se non per decom-porre. Occhi che non fissano per scrutare, ma usano il muto linguaggio dell’osservatore. Non dicono nulla, per-ché non possono, perché si sono spenti alla vita, ma non lo notiamo.  Così io vedo il mio corpo in una mattina che si desta ai colori della vita, rileva i contorni, ma tutto è indifferente.  Non ha più senso il lento scorrere delle ore, il rito del giorno e della notte, delle albe e dei tramonti, delle stagioni e degli anni. Al vagito di un bimbo, nato da qualche settimana, si alterna quello dell’ultimo singulto del morente. E’ una storia infinita tra l’essere e il divenire, tra la saggezza e l’errore. A questo punto cosa c’è da capire dalla vita o di spiegare dalla morte? In mezzo non vi è il vuoto ma il dolore, la gioia, la disperazione, il tormento, il ricordo. Penso.  Molte volte l’orrido non è nelle cose, ma è nei nostri occhi, nel torbido dello sguardo. Quando l’occhio è cupo, nulla più può apparire in luce di trasparenza. Guardo alla vita destando la mia profonda anima che deve essere bianca. Penso d’essere anch’io un uomo invisibile ma necessario, che vibra con mille altri verso uno stesso misterioso destino. Devo convincermi che è la fatalità quella che più d’uno dei miei sogni sminuisca e si disfaccia, più una delle mete attese che mi sfugge quando meglio credo di averla raggiunta. Resta altalenante una speranza per una vita oltre la vita, per una morte oltre la morte. Anche qui, nel mezzo, albergano altre vite che si spengono e altre esistenze che nascono. E’, anch’essa, una storia infinita. Ancora una volta mi sembra di vedere quel Dio che tutto sa e che tutto vede e gli chiedo: perché? Perché tutto questo avviene? Perché bisogna sorridere alla vita e piangere alla morte? Perché la disperazione può spingerci verso l’ignoto e la speranza allonta-narlo il più possibile? Perché il ricordo ci attanaglia? Perché il dolore e la gioia si alternano? Diventiamo ricchi o poveri, disperati o soddisfatti delle proprie condizioni, e tronfi per i successi ottenuti. Eppure tutto è caduco, tutto ci riconduce a quel non essere del nostro essere che ogni cosa annulla e vanifica. Talvolta mi pare di avvertire una presenza. E’ una sensazione, forse il semplice frutto di una suggestione. E’ invisibile, è impalpabile, eppure la ravviso. Essa non mi parla, è indistinta, è vaga, non riesco a pensarla eppure la immagino con le ali di un angelo, con la bellezza, il profumo e la delicatezza di una rosa. Mi pare, persino, di sentire un odore, un piacevole e inebriante, fragrante olezzo che colpisce le mie narici, mi penetra in profondità e mi procura un’estasi indescri-vibile. Poi mi chiedo: perché non si rivela? Chi mai si na-sconde dietro questo invisibile personaggio? Può darsi che voglia comunicarmi un messaggio. E’, certamente, difficile sia per me sia per lui realizzare questo contatto in concreto. Forse la spiegazione va trovata nel diverso rapporto nel quale ci confrontiamo: io in carne e ossa e lui etereo, impalpabile, vago e indistinto. Io materia e lui spirito. A volte allungo la mano e cerco d’incontrare la sua, perché lo immagino a mia somiglianza. Resta, ovviamente, un inutile vagolare nel vuoto. Mi sembra, a volte, un gesto goffo e ridicolo. Mi convinco, o cerco di convincermi, che è un semplice parto della mia fantasia. Un effetto delle mie suggestioni. Alla fine mi chiedo: ma sono proprio sicuro che intendo vedere questo personaggio che immagino a me vicino? Se lo vedessi, non correrei il rischio di imbattermi in un mondo a me sconosciuto e che, d’altra parte, ha già riempito di paure la mia esistenza? Non mi spingerà, questo sconosciuto una volta rivelatosi, nell’ignoto che più temo poiché non mi è dato di conoscere la sua ragione ultima? E’ il mistero che ora mi avvince e mi seduce e ora mi terrorizza. E’ il ricordo del vivo con il quale non riuscire più a comunicare che mi sconcerta. E’ il corpo che si disfa, che diventa inerte e si decompone, che mi rende consapevole di una caducità che un po’ tutti, da vivi, in qualche modo, cerchiamo d’esorcizzare.  Triste destino è il nostro. E’ un destino che acquista forme e contenuti per poi ridursi in miseri resti, sempre più fragili ed evanescenti. E’ il destino che non comprendiamo o forse intendiamo sin troppo bene, ma che vorremmo rimuovere. Forse è la reincarnazione che ci fa paura. Essa può farci vivere per il male che abbiamo fatto e per l’aridità del nostro spirito, e la punizione ci sconvolge. Forse.

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