Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘decoder’

L’Aquila chiama: ma chi risponde?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

Fa davvero riflettere… …Ieri mi ha telefonato l’impiegata di una società di recupero crediti,per conto di Sky.  Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.  Mi chiede come mai.
Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno.
Causa terremoto.  Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.  Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.  Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa.  Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di  Collemaggio.  E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì.  Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi.  Ed io lo faccio.  Le racconto del centro militarizzato.  Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.  Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.  E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.  Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.  Le racconto che pagheremo l’i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro  vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta.  Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.  Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo  contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.  Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo. Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.  La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.  Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz’anima. Senza neanche un giornalaio. O un bar.  Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro terra. Lontani chilometri e chilometri.  Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.  E lei mi risponde, con la voce che le trema.  “Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo.”  Loro non scrivono voi fate girare.”

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Tv decoder dtt

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Dalla Corte di Giustizia Europea arriva la conferma che gli incentivi forniti ai decoder negli anni 2004 e 2007 non erano rispettosi della neutralità tecnologica e hanno favorito solo il digitale terrestre e le emittenti che trasmettono su questa piattaforma. Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario nazionale – ha sempre denunciato la mancanza di neutralità tecnologica che ha penalizzato tutti quei  consumatori che volevano utilizzare la tv digitale trasmessa da satellite e che invece hanno dovuto acquistare decoder satellitari senza alcuno sconto. Da quando i consumatori – continua Giordano – sono entrati nel comitato nazionale tv digitale le cose sono cambiate ei principi di neutralità tecnologica sono entrati di diritto nel passaggio alla tv digitale offrendo incentivi, se pur limitati, per i decoder di tutte le piattaforme. Anche la nascita di Tivù Sat ha contribuito a dare pari dignità a tutte le piattaforme trasmissive, garantendo al consumatore la libertà di scelta. Chi si è avvantaggiato dei contributi deve ora restituirli allo Stato che, secondo Adiconsum, deve immetterli nuovamente in circolo per favorire l’assistenza alle fasce deboli che ancora devono passare alla tv digitale. È utile precisare che i decoder di SKY non potevano e non possono usufruire di nessun incentivo perché proprietari e non aperti alla ricezione di tutti i canali a pagamento e in chiaro, trasmessi sulla piattaforma satellitare

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Decoder: Gli incentivi li paghi Berlusconi

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 giugno 2010

Gli incentivi per il decoder che devono essere recuperati li paghi Berlusconi.  La decisione della Commissione e la sentenza  del Tribunale Ue sono chiari: gli incentivi per l’acquisto del decoder, nel biennio, 2004-2005, in pieno governo Berlusconi, sono illegittimi perche’ favoriscono solo la diffusione terrestre, alla quale era interessata Mediaset e il cui proprietario e’ lo stesso capo del governo che ha emanato il provvedimento, cioe’ Silvio Berlusconi. Se il Tribunale Ue di seconda istanza dovesse confermare la sentenza, riteniamo che i contributi per i decoder percepiti dai cittadini non devono essere richiesti agli stessi ma al responsabile in primis del provvedimento, cioe’ a Silvio Berlusconi, la cui azienda, Mediaset, ne ha tratto vantaggio. Insomma, paghi lui per i suoi errori, non lo Stato e tantomeno i cittadini. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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TV: La Rai e la smart card di Tivùsat

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

La RAI annuncia su Televideo che è possibile richiedere la smart card di Tivùsat, necessaria per vedere via satellite, integralmente, i programmi del servizio pubblico senza dovere acquistare il decoder. Con questo annuncio la RAI assolve agli impegni presi con Agcom per chiudere l’istruttoria sulle trasmissioni criptate della RAI. Adiconsum denuncia come la RAI abbia deciso di prendere in giro sia i cittadini che la stessa Agcom, perché fa pagare un servizio che il Contratto di servizio prevede  gratuito (art. 31), con il risultato che i cittadini che non ricevono il segnale terrestre continuano ad essere vessati e a dover pagare di tasca propria per colpe che non  hanno. Oltre al danno, quindi, anche la beffa! L’assurdo è che la spesa totale per il consumatore è uguale al costo del decoder certificato TivùSat! Ogni consumatore oltre alla card (da 16,20 a 21, 60 euro in base alla modalità d’acquisto), infatti, deve comprare anche  la Cam (69 euro) da introdurre nel decoder per un totale di €  90,60. Adiconsum è convinta che tutto ciò sia stato stabilito a tavolino per rispettare gli impegni con Agcom, ma per  non far cambiare nulla nei fatti. Con il suo annuncio, la RAI vanifica le decisioni dell’Agcom. Infatti la RAI continua a dire che il funzionamento è garantito solo con i decoder certificati da Tivù e che il regolamento di servizio prevede ancora che la garanzia è fornita solo se la card è utilizzata con decoder certificati. È sempre più evidente che la RAI non ha nessuna intenzione di aiutare gli abbonati che non ricevono il segnale televisivo e soprattutto la RAI non vuole danneggiare le strategie commerciali (fatte di bollini e decoder certificati) decise con le altre aziende presenti in Tivù, Mediaset e Telecom. Adiconsum ritiene che Agcom non può far finta di niente e deve intervenire con decisione per far rispettare correttamente gli impegni presi dalla RAI di garantire e favorire la visione dei propri programmi via satellite GRATUITAMENTE per chi paga la tassa di possesso del televisore e non riceve il segnale terrestre, offrendo medesime garanzie sia a quelle Smart card distribuite svincolate dal decoder che a quelle fornite con l’acquisto dei decoder certificati.

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Canone Rai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2009

“Soltanto il cinismo può indurre ad aumentare il canone Rai, l’unica tariffa che non è mai diminuita, quando centinaia di migliaia di utenti disagiati non possono ricevere i segnali televisivi perché non hanno potuto comprare il decoder”. E’ la protesta dell’Unione Nazionale consumatori secondo la quale i possessori dei televisori senza decoder dovranno continuare a pagare il canone anche se gli apparecchi sono inutilizzabili. “Ciò a causa di un regio decreto di re Emanuele III del 1938 che ha stabilito l’obbligo del pagamento anche se l’apparecchio è inutilizzabile e perfino se si trova in una zona ove, per colpa della Rai, non si ricevono i suoi canali”, dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori. L’unico modo per non pagare il canone -conclude l’Unione Consumatori- è buttare o regalare il televisore entro il 31 dicembre certificando il tutto con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

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Digitale terrestre e decoder unico

Posted by fidest press agency su martedì, 17 novembre 2009

Roma è passata definitivamente al digitale terrestre. È la più grande area metropolitana d’Europa a compiere questo “salto tecnologico”, anticipando città come Londra, Parigi e Madrid, che effettueranno lo stesso passaggio tra il 2010 e il 2012. Tra il 16 e il 30 novembre 2009 il segnale analogico non sarà più ricevibile per cinque milioni di cittadini di 363 comuni del Lazio (3,4 milioni solo nella capitale). Nel frattempo, è stata avviata dall’AGCOM (Autorità Garante per le Garanzie delle Comunicazioni) un’istruttoria volta ad accertare le tipologie dei set top box sul mercato, la loro conformità degli accordi di cessione delle licenze e alla normativa di settore. Obiettivo dell’AGCOM è individuare tutte le iniziative utili all’adozione di un “decoder unico”, in relazione all’evoluzione tecnologica e di mercato in corso, con l’obiettivo di tutelare più efficacemente gli interessi degli utenti nel rispetto del quadro comunitario. La televisione digitale terrestre offrirà ai cittadini una più ampia possibilità di fruizione di programmi gratuiti e una maggiore qualità audio e video. Rispetto agli attuali 10 analogici, saranno 34 i canali nazionali gratuiti trasmessi dal digitale terrestre. La linea d’indirizzo è stata di procedere gradualmente al passaggio al digitale del Paese attraverso un calendario suddiviso per aree, condiviso con le Regioni italiane e stabilito per legge dal Governo. Per facilitare il passaggio è stato attivato dal ministero dello Sviluppo economico – Settore comunicazioni un sito web e un Numero Verde 800.022.000 – attivo dal lunedì al sabato, escluso i giorni festivi, dalle ore 8:00 alle ore 20:00 ed eccezionamente nei giorni 16, 17, 18 e 19 novembre attivo fino alle ore 23:00.

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Decoder: Se non lo compri non vedi più niente?

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

“Se non compri il decoder non vedi piu’ niente”. Questa la pubblicità a piena pagina sui quotidiani romani relativa al passaggio al digitale terrestre nel Lazio dal 16 prossimo. Sembra, quindi, che chi non sia in possesso di un televisore con  un decoder non potra’ vedere i programmi televisivi. Non ci risulta che sia cosi’ perche’ coloro che sono abbonati a Sky potranno continuare a vedere i canali satellitari. Per ulteriori informazioni abbiamo provato a digitare i siti internet riportati nella pubblicita’: http://www.laziodigitale.tv e http://www.decoder.comunicazioni.it.  Il primo continua sulla stessa linea della reclame; leggiamo che “per poter continuare a ricevere le trasmissioni, e’ necessario che ogni televisore sia collegato ad un decoder”. Il secondo sito, del ministero dello Sviluppo Economico, ci lascia perplessi. Infatti, se si passa attraverso un motore di ricerca (Google) compare la scritta “Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione  di Adobe Flash Player”; cliccando sulla icona si accede al programma di istallazione che pero’ ha l’avvertenza “questo tipo di file puo’ danneggiare il computer”, il che induce a non proseguire. Se invece si clicca direttamente l’indirizzo http://www.decoder.comunicazioni.it si accede al sito dove non c’e’ l’icona di Adobe Flash Player e quindi non c’e’ necessita’ di scaricare la nuova versione. Insomma, l’informazione impera, la chiarezza pure e il cittadino ha, sempre piu’, la sensazione che delle istituzioni e’ bene diffidare. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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La rivoluzione televisiva

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2009

“La rivoluzione del digitale terrestre sta creando non poche difficoltà ai cittadini. Dopo i primi disagi per l’acquisto dei decoder, sono diverse le segnalazioni che stanno pervenendo alla nostra Unione da parte di chi esprime preoccupazione per lo switch off del sistema televisivo tradizionale”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, ricordando che a partire dal prossimo 16 novembre si concluderà l’era analogica per la Capitale e la televisione potrà essere vista solo attraverso una parabola a pagamento o un decoder. ”Per rispondere ai numerosi dubbi e quesiti sollevati dai cittadini -prosegue Dona- abbiamo pubblicato sul nostro sito http://www.consumatori.it un vademecum ricco di informazioni e consigli”. ”Inoltre, al fine di agevolare il passaggio al digitale terrestre fornendo maggiori dettagli agli utenti -conclude Dona- ricordiamo che il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione il numero verde 800.022.000”.

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Il decoder unico per Tivù e SKY è in vendita

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Adiconsum chiede un incontro con Tivù  per chiarire il suo comportamento che obbliga all’acquisto di decoder dedicati. XDome. E’ un decoder unico, multipiattaforma, di un’ azienda Italiana, la CAMEX, che è sia satellitare che terrestre, con la codifica NDS ufficialmente riconosciuta da Sky, dotato di common interface per inserire  tutte le cam e le relative smart card di tutti gli operatori (TivùSat, Mediaset Premium, Sky).  Queste sono le caratteristiche del tanto decantato “decoder unico”, un dispositivo che permette di vedere  le trasmissioni sia dalla piattaforma satellitare che digitale terrestre, senza dover acquistare due o tre tipi  di decoder diversi (uno per il satellitare, uno per il digitale terrestre, uno per Tivùsat). Decoder che,  soprattutto, permette di vedere tutti i canali in chiaro e tutti i canali criptati, nel rispetto della delibera Agcom 216/00. La prova che abbiamo effettuato ci ha dimostrato un’altra importante novità: i canali di TivùSat si vedono  con la SmarCam, quella in vendita con i televisori per vedere le tv a pagamento sul digitale terrestre.  Ovviamente occorre anche avere la tessera di TivùSat.Non tutto, però, è risolto. Rimangono, infatti, sempre i 5 milioni di abbonati a SKY che non vedono Tivù, ma questo è un problema che deve risolvere con urgenza l’Agcom. Il decoder unico che abbiamo provato consentirebbe alle famiglie italiane che devono acquistare un decoder, di avere un grosso risparmio e soprattutto di fare un acquisto duraturo, visto che si tratta anche  di un decoder in alta definizione. La nuova situazione, però, origina, purtroppo nuovi problemi e interrogativi. Perché chi costruisce i decoder che fanno vedere TivùSat ha deciso di non inserire la codifica  NDS, impedendo così la compatibilità con Sky? Perché i dirigenti di TivùSat dichiarano che la cam per questa emittente sarà disponibile nel 2010,  facendo credere di non sapere che basta la stessa SmarCam riconosciuta da DGTVi? Perché non si possono acquistare le smart card di TivùSat separatamente dall’acquisto del  decoder, permettendo, così di far vedere la Rai e gli altri canali sia con i nuovi decoder che con  tutti gli altri decoder common interface, già acquistati in passato dai consumatori? Perché SKY non offre in comodato d’uso un decoder con la possibilità di inserire la SmarCam? Perché soltanto la Camex ha prodotto il decoder unico? Questi sono interrogativi che devono trovare una risposta in tempi brevissimi, perché da oggi metà  Piemonte non avrà più l’analogico e via via tutte le altre regioni effettueranno lo switch off. Sui decoder siamo di fronte ad un’emergenza, come dimostra l’apertura di un’istruttoria da parte di  Agcom, che deve garantire soluzioni immediate. Adiconsum chiede all’Agcom di disporre le procedure per garantire l’utilizzo di Tivù con SmarCam Tivù dimostri la volontà di essere interessata a far utilizzare il decoder unico fornendo subito le  sue smart card indipendentemente dall’acquisto di nuovi decoder. Adiconsum chiede un incontro con i vertici di Tivù per conoscere le risposte agli interrogativi posti.

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E’ necessario avere un decoder unico

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

“Dopo le ripetute segnalazioni e i ripetuti appelli all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ad intervenire nel “guazzabuglio”  della tv italiana, abbiamo appreso con favore le decisioni assunte dall’Agcom, in particolare quelle relative all’apertura dell’istruttoria nei confronti della Rai e del decoder unico. La situazione della tv in Italia dopo lo spegnimento in alcune Regioni del Paese del segnale analogico e dopo l’entrata dal 31 luglio di Tivùsat è, per usare un eufemismo, incerta”.Lo afferma Adiconsum. Per questo Adiconsum nei propri comunicati aveva più volte chiesto alla Rai di non escludere la visione dei propri canali dal decoder di Sky per non far venir meno il suo ruolo di servizio pubblico. “Bene quindi  – per Adiconsum -la decisione presa all’unanimità dall’Agcom per l’apertura dell’istruttoria nei confronti della Rai. Adiconsum aveva già chiesto all’Agcom di intervenire in merito alle difficoltà degli utenti di vedere i canali televisivi indicando anche la soluzione: il rispetto della Delibera 216/00 sul decoder unico, delibera emessa dalla stessa Autorità. Agcom ha accolto questa richiesta ed ha aperto un’istruttoria. Il decoder unico rappresenta l’unico strumento garante della visione di tutti canali televisivi trasmessi da qualsiasi piattaforma satellitare e non. Adiconsum chiede, ad Agcom però di agire con una certa rapidità ed urgenza, convocando tutte le parti interessate per trovare la soluzione tecnica che garantisca la visione delle trasmissioni delle emittenti nazionali sul satellite con un solo decoder”.

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3 decoder per ogni televisore?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2009

Adiconsum aveva ragione. Per anni abbiamo denunciato il disagio patito da migliaia di famiglie costrette a ricorrere a Sky per vedere i canali Rai del servizio universale. Oggi, per ammissione dello stesso presidente Balestrieri, ne conosciamo con esattezza il numero: sono oltre 3 milioni. Questo significa che oltre 3 milioni di famiglie non saranno in grado di vedere la tv digitale terrestre. La nuova Tivùsat, frutto dell’intesa tra Rai, Mediaset e Telecom, costringerà queste 3 milioni di famiglie all’acquisto di un decoder dedicato con un costo di 100-150 euro per televisore. Tivùsat si aggiunge a Sky, Contotv e al digitale terrestre. In altre parole, se uno vuol vedere i vari canali satellitari avrà bisogno di tre decoder per ogni tv. Questa situazione è scandalosa! Le delibere dell’Agcom prevedono un unico decoder, ma gli interessi e il business stanno violando apertamente le regole con pesanti conseguenze in termini di costi e disagi per le famiglie. Adiconsum all’Agcom: 1.  È indispensabile il rispetto della delibera (216/00CONS) sulle specifiche del decoder unico che permetterebbe ai possessori di decoder satellitari di vedere i programmi sia a pagamento che gratuiti senza dover acquistare ulteriori decoder. 2.  Garantire la vendita e la distribuzione solo di decoder satellitari compatibili alla visione di tutte le trasmissioni da satellite sia in chiaro che criptate.

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Digitale terrestre. No agli incentivi sui decoder

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

Le modalità con cui lo Stato ha stabilito l’incentivo di 50 euro per l’acquisto del decoder digitale ha dell’assurdo. Destinare l’incentivo solo all’acquisto dei decoder più cari, quelli con l’interattività e la pay-tv è una scelta inaccettabile per le famiglie a basso reddito. Con l’incentivo di 50 euro sarebbe possibile acquistare almeno un decoder gratuito, poiché il costo dei c.d. zapper per la sola visione dei canali in chiaro si aggira fra i €30 e i €50. Adiconsum denuncia questa scelta di limitare l’incentivo solo ai decoder più cari, che di fatto costringe le fasce deboli a sostenere un costo di propria tasca di circa €50. Questa scelta rappresenta anche, ad avviso di Adiconsum, una misura di concorrenza sleale, tenendo anche conto che gli zapper sono presi in considerazione dallo stesso ministero dello sviluppo economico che fornisce l’elenco di quelli testati per una corretta visione. Adiconsum invita pertanto l’Autorità Garante per la concorrenza ed il mercato  e l’Agcom di valutare questa misura. Adiconsum chiede che l’incentivo sia garantito soprattutto per l’acquisto dei decoder più economici per consentire anche alle famiglie disagiate di accedere al digitale gratuitamente.

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