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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘decreto dignità’

“Decreto Dignità”: analisi delle novità fiscali

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n.15/2018, analizza il Decreto Legge 12 luglio 2018 n. 87, il cosiddetto “Decreto Dignità”, convertito con modificazioni dalla Legge n. 96 del 9 agosto 2018, soffermandosi sulle novità riguardanti gli aspetti fiscali, economici ed amministrativi del provvedimento. Nei prossimi giorni, con un’altra circolare, saranno analizzate le novità in materia di lavoro.
La conversione in Legge del Decreto ha confermato l’impianto generale presente nella versione iniziale, ad eccezione di alcune modiche ed integrazioni ex novo. Nel documento la Fondazione Studi segnala in particolare che:
• è stata rinviata al 1° gennaio 2019 la decorrenza dell’obbligo, previsto dalla manovra finanziaria 2018, di fatturazione elettronica per la vendita di carburanti ai soggetti IVA presso gli impianti stradali di distribuzione;
• sono stati ridisegnati il perimetro e i termini di alcuni adempimenti posti a carico dei contribuenti relativi al redditometro, spesometro e split payment ed è stato prorogato al 2018 il regime di compensazione delle cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della pubblica amministrazione, con riferimenti ai carichi affidati agli Agenti della riscossione entro il 31 dicembre 2017;
• con l’abrogazione delle norme introdotte dalla Legge di Bilancio 2018, è stato ridefinito il regime giuridico e fiscale dello sport dilettantistico ed istituito un nuovo fondo destinato ad interventi a favore delle società sportive dilettantistiche;
• è stata coniata la locuzione “disturbo da gioco d’azzardo”, posto il divieto di pubblicità anche indiretta su giochi e scommesse ed innalzato il prelievo erariale unico sulle vincite da apparecchi da gioco. Dal 1° gennaio 2019 il divieto di pubblicizzare giochi e scommesse è esteso anche alle sponsorizzazioni;
• con l’esclusione di taluni costi di acquisto – anche in licenza d’uso – di beni immateriali, connessi ad operazioni infragruppo, quali le spese relative a competenze tecniche e privative industriali, sono stati posti dei limiti più stringenti al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo.

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Scuola – Diplomati magistrale: il decreto Degnità non risolve nulla

Posted by fidest press agency su domenica, 12 agosto 2018

Lo ha detto, in diretta radiofonica, Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, nel corso del Gr1 Economia, rispondendo ad alcune domande sul ‘decreto dignità ed il tema dei diplomati’: solo uno su cinque avrà il contratto annuale fino al 30 giugno 2019, mentre gli altri, in 43 mila si dovranno accontentare delle supplenze brevi. Per questo motivo il sindacato è contrario. Inoltre, chi ha insegnato due anni e ha superato l’anno di prova con riserva doveva essere confermato nel ruolo. E ciò non è avvenuto. Quanto è stato deciso e approvato lunedì in via definitiva a Palazzo Madama” è tutt’altro che dignitoso, ha continuato il sindacalista, perché “non porta alcuna soluzione per i 50 mila diplomati magistrale che hanno un diploma e che presto saranno pure licenziati. In seimila, certo, avranno la proroga di un anno, poi si andrà verso concorsi non selettivi che però non portano a nulla”. Anche a seguito delle continue richieste del sindacato, “siamo riusciti in extremis a far correggere, col Milleproroghe dall’Aula del Senato, le storture introdotte nella parte della scuola del decreto Dignità”. Bisognava solo “permettere ai docenti con un’abilitazione di entrare all’interno del doppio sistema di reclutamento da cui si attinge per il 50% da concorso e per il 50% dalle graduatorie ad esaurimento. Ecco perché è importante che a settembre” venga confermato il provvedimento salva-precari approvato venerdì scorso a Palazzo Madama “anche nel passaggio alla Camera: in questo modo, per la terza volta il parlamento riaprirà le graduatorie ad esaurimento e a settembre-ottobre potremmo così assumere tutti quei mastri dei 60 mila che non saranno altrimenti mai assunti”. Se non sarà così continueremo ad avere “gli abilitati ma non nel posto giusto per essere reclutati”.

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Scuola – Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Domani decreto Dignità in Senato per il voto finale, precari fuori GaE: scoppia la guerra tra i prof in tribunale per partecipare ai nuovi concorsi. Anief: ultima speranza Milleproroghe, pronti allo sciopero d’inizio anno.Lo studio legale di Anief già sommerso di richieste per partecipare ai nuovi concorsi derivanti dal decreto in via di approvazione a Palazzo Madama. Dando per scontato la conferma del testo discusso nei giorni scorsi, che addirittura peggiora gli esiti dell’Adunanza plenaria del 20 dicembre 2017, con 50 mila maestri licenziati e l’avvio di un concorso per pochi intimi, sono già tantissimi i docenti precari abilitati che si dichiarano pronti a ricorrere alla magistratura: dai diplomati magistrale declassati ai laureati in Scienze della formazione o specializzati su sostegno senza servizio, per non parlare di che ha svolto i 24 mesi minimi richiesti per l’accesso nella scuola paritaria.Andranno tutti all’arrembaggio dell’unico concorso loro concesso, compresi i supplenti al 30 giugno che non hanno avuto la conferma o chi è stato in messo in ruolo nelle superiori con riserva. E che dire degli educatori ancora esclusi o delle 7 mila maestre assunte in ruolo e ora licenziate che hanno superato l’anno di prova? La soluzione sembrava che arrivasse dal decreto Milleproroghe, sul quale sempre domani ci sarà il voto finale a Palazzo Madama, prima del passaggio in Aula a settembre alla Camera quando potrà essere confermato l’emendamento Leu con cui riaprire le GaE. In quegli stessi giorni inizierà il nuovo anno scolastico: senza cambiamenti, si partirà con lo sciopero generale.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se la situazione rimane questa, chiediamo sin d’ora a tutti gli altri sindacati della scuola di aderire allo sciopero d’inizio anno e manifestare insieme, al fine di mandare un messaggio forte ai nostri parlamentari impegnati proprio in quei giorni nell’approvazione del decreto Milleproroghe con all’interno l’emendamento LeU che risolverebbe il problema del precariato scolastico grazia alla riapertura delle GaE, esattamente come è stato già fatto nel 2008 e nel 2012, ma sul quale ora il governo ha posto il suo veto. In caso contrario, si scatenerà una corsa al tribunale senza precedenti, perché i precari di sicuro non staranno a guardare. E nemmeno dimenticano: ne sanno qualcosa Matteo Renzi e il suo governo caduto prima del tempo proprio per via delle inascoltate proteste di massa della scuola.

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Diplomati magistrale e l’emendamento al decreto dignità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

La soluzione individuata dalla maggioranza consiste nell’assegnare a tutti i maestri già al lavoro e inseriti nelle GaE, anche già immessi in ruolo, oltre che ai laureati in Scienze della Formazione Primaria, una supplenza fino al prossimo 30 giugno, oltre che un concorso straordinario articolato in una prova orale di natura didattico-metodologica e nella valutazione dei titoli. Per parteciparvi è necessario avere l’abilitazione e avere svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, presso le istituzioni scolastiche statali. Per i posti di sostegno, servirà il titolo di specializzazione. In assoluto, il servizio deve essere stato svolto presso le scuole statali e specifico. Anief annuncia sin d’ora che se l’emendamento rimarrà questo, poiché vi sono al suo interno diverse parti illegittime, è pronta ad impugnarlo in tribunale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Viene da chiedersi da quale cilindro sia uscita questa nuova quota dei 24 mesi limitata agli ultimi otto anni e a determinate categorie di docenti, lasciando fuori, inspiegabilmente, tutti i docenti delle paritarie, che guarda caso nella scuola dell’infanzia e primaria sono in grande numero. Tutto questo si somma all’illogicità di licenziare 6 mila docenti assunti in ruolo che hanno superato a pieni voti l’anno di prova. Rivendichiamo ancora una volta la riapertura di quelle GaE da cui ogni anno lo Stato ricerca i 100 mila supplenti indispensabili per mandare avanti, questo sì con altissima dignità, le nostre scuole.

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In Gazzetta Ufficiale il Decreto “Dignità”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Si prevedono, quindi, presto emendamenti Anief su riforma Buona Scuola e per aprire le GaE a tutto il personale abilitato. All’articolo 4 il “Differimento del termine di esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali in tema di diplomati magistrale”, le cui sentenze verranno quindi “eseguite entro 120 giorni decorrenti dalla data di comunicazione del provvedimento giurisdizionale al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”: si dà indicazione al Miur di poter soprassedere all’applicazione delle possibili sentenze negative emesse sul caso dei diplomati magistrale a seguito dell’adunanza plenaria, emessa dal Consiglio di Stato lo scorso 20 dicembre. A questo proposito, Anief torna ad esortare l’invio di repentine indicazioni, da parte dell’amministrazione centrale, rivolte agli Uffici Scolastici Regionali per evitare nuovi depennamenti prima della conversione in legge o un’applicazione diversificata della disposizione di “congelamento” delle sentenze fissate dal Consiglio dei ministri. Nel frattempo, il giovane sindacato non sta di certo a guardare: dopo avere ottenuto un’importante Risoluzione del Parlamento Europeo sul precariato, la 242 del 31 maggio scorso, ha visto ammessi due reclami collettivi al Consiglio d’Europa sui precari della scuole e sui diplomati magistrale e ha presentato ricorsi alla Cedu e alla Corte di Cassazione per l’annullamento per eccesso di giurisdizione della sentenza amministrativa denunciata.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Durante le prossime audizioni parlamentari, presenteremo una proposta organica emendativa di diversi parti della Legge 107/15 – che anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha oggi dichiarato di voler cambiare – ritenuti illegittimi e irragionevoli che riguarderanno complessivamente la riorganizzazione del sistema di reclutamento della docenza, del personale Ata, dimenticato dalla Buona Scuola, e dei dirigenti scolastici, costretti a 2mila reggenze, nonché dei Dsga per i quali non si realizza un concorso pubblico da quasi 20 anni. A seguito del Consiglio nazionale della prossima settimana, saranno comunicate le proposte di Anief che riguarderanno anche il Jobs Act.

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DecretoDignità: una questione di priorità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Il Decreto Dignità che presto arriverà in Parlamento continua ad essere attaccato da destra e da sinistra con le più fantasiose motivazioni possibili. Questo è il segnale che siamo sulla strada giusta. Da un lato abbiamo il partito che ha devastato i diritti sociali dei lavoratori con l’introduzione del Jobs Act (leggete per esempio cosa scrive il Presidente della Regione Toscana per spiegare il caso Bekaert e che è passato alla storia per il condono miliardario della vergogna ai signori delle slot machines). Dall’altro abbiamo Berlusconi che si dice preoccupato per gli imprenditori. Lui che ha creato Equitalia che ha devastato la piccola e media impresa italiana si preoccupa per un provvedimento che elimina adempimenti burocratici folli come lo spesometro, il redditometro e lo split payment per le partite iva? Certo che no, è preoccupato perché non tuteliamo le lobby del gioco d’azzardo tanto care alle sue televisioni.
È vero: forse vietando la pubblicità all’azzardo nell’immediato perderanno dei soldi, ma lo Stato ha il dovere di tutelare prima di tutto i suoi cittadini. Un milione di persone malate di azzardopatia sono una ragione più che sufficiente per intervenire subito e con misure drastiche, infatti tutte le associazioni che si occupano di questi temi sociali sono al settimo cielo.Dire che il Decreto Dignità danneggia gli imprenditori perché tutela i lavoratori vuol dire continuare a ragionare con logiche vecchie. Abbiamo messo un freno al precariato perché stava rendendo insopportabili le condizioni di vita per tantissime persone. L’Italia fino all’approvazione del Decreto Dignità aveva molti meno vincoli per i contratti a termine rispetto a Francia, Germania e Spagna: tutte nazioni che rispetto a noi negli ultimi anni sono cresciute di più. Rendere incerta e instabile la vita delle persone non aiuta l’economia, è un’ovvietà che abbiamo sancito con una legge.Il Decreto Dignità non risolve in un colpo i problemi degli italiani, ma è il primo passo che indica la direzione che seguiremo. Prima i miliardi li spendevano per le banche e per aiutare le lobby dell’azzardo, noi abbiamo cambiato le priorità: adesso li spenderemo per rendere migliore la vita dei cittadini. (fonte blog delle stelle)

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Decreto dignità e le perplessità dell’Avvocato Fabrizio Daverio sulla reintroduzione della “causale” nel lavoro a termine

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 luglio 2018

Il “Decreto Dignità” messo a punto dal Governo contiene anche un capitolo dedicato al lavoro a termine, che di fatto reintroduce la “causale” usata in passato ed eliminata dalla riforma Renzi/Poletti del 2014. L’azienda, quindi, è tenuta nuovamente a fornire, ad esempio per il “rinnovo”, le motivazioni per l’impiego di lavoratori a termine, con evidenti complicazioni e disagi a livello organizzativo.Secondo l’Avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio legale Daverio & Florio, specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale, “la controriforma del lavoro a termine è un grave errore, perché il lavoro a termine non è precario, ma è l’anticamera della stabile occupazione.”“L’obiettivo di ridurre il precariato è di per sé lodevole, ma la strada scelta è sbagliata, e soprattutto la tecnica delle “causali” anni ’60, per le quali il lavoro a termine vale solo per circostanze straordinarie ed eccezionali, da specificare, è pericolosa.”
Sempre secondo l’Avv. Daverio: “Si tratta di un ritorno al passato. L’esperienza storica ha dimostrato che le “causali” sono un grande ostacolo per le aziende e una fonte di contenziosi e di grovigli inestricabili, oltre ad essere un’opzione obsoleta. Il contratto a termine produce lavoro vero, che sfocia per lo più, da solo, nella stabilizzazione.”“Il vizio di fondo è quindi concettuale. Non si può ingabbiare il lavoro a termine, essenziale per un’economia contemporanea. Le aziende ricorrono ai contratti a termine per evidenti ragioni di flessibilità, quando ritengono che determinate posizioni lavorative non siano (ancora) stabili. Imporre una motivazione specifica risulta, nei fatti, artificioso e irrealistico”.
“Inoltre – conclude l’Avv. Daverio – l’inserimento delle motivazioni apre la via a contenziosi successivi davanti alla Magistratura del lavoro, e il timore è che ancora una volta “sorgeranno liti sulle parole più che sui fatti”. (Roberto Grattagliano)

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DecretoDignità: le persone tornano a essere persone

Posted by fidest press agency su martedì, 3 luglio 2018

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Ieri sera in Consiglio dei Ministri è stato approvato il primo provvedimento economico di questo governo che si chiama decreto dignità. Io ve l’avevo promesso, avevamo promesso di fare una guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo, alle delocalizzazioni, l’abbiamo detto e l’abbiamo fatto. Oggi alle 14 con una conferenza stampa che andrà in diretta sulla mia pagina Facebook presenterò tutti i dettagli del Decreto.Non voglio fare proclami, enfatizzare troppo, perché c’è ancora tanto da fare su questi temi, però grazie al nostro decreto si disattiva il redditometro. Lo spesometro prevede adesso un solo adempimento all’anno, a fine anno e basta, invece di quelle comunicazioni trimestrali, semestrali e lo split payment non esiste più per i professionisti che significa dargli un po’ di liquidità in cassa per affrontare le spese.
Per quanto riguarda la lotta al precariato è la “waterloo” del precariato. È finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione. Abbiamo limitato la possibilità di abusare dei contratti a tempo determinato e abbiamo aumentato le penali quando ci sono gli ingiusti licenziamenti sul contratto a tempo indeterminato. Significa un po’ più di serenità. Poi dovremo abbassare il costo del lavoro, lo faremo a fine anno nella Legge di Bilancio. Dovremo intervenire su tante cose per le imprese per aumentare ancora di più la stabilità, però questo è un primo passo per dire che non possiamo rinnovare i contratti a tempo determinato all’infinito ai giovani, ai meno giovani senza dargli un po’ di serenità.
Le delocalizzazioni: per quanti anni, nei comizi pubblici vi ho detto che serviva una Legge per dire che chi veniva in Italia e prendeva soldi pubblici non se ne poteva andare all’estero quando voleva. Ve l’ho detto per anni, l’abbiamo fatto. C’è una Legge oggi dello stato nel decreto dignità che dice che non solo chi delocalizza ci deve ridare i soldi con gli interessi; due quattro volte pari a due quattro volte quello che hanno preso, ma in più se prendono soldi e poi cominciano a delocalizzare in parte nei paesi dell’Unione Europea, cominciano a licenziare dipendenti e allora gli chiediamo i soldi indietro con gli interessi. E l’ultimo, questo è una cosa che seguivo anche prima di diventare parlamentare oltre cinque anni fa. Il tema del gioco d’azzardo. Abbiamo vietato la pubblicità per il gioco d’azzardo. C’è chi è preoccupato per i contratti in essere, gli abbiamo dato un po’ di tempo per risolverli, ma dopo di che dal giorno in cui entra in vigore il decreto, che adesso dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica; la pubblicità sul gioco d’azzardo in Italia è vietata. Diventiamo uno dei paesi avveniristici in Europa, credo siamo il primo paese in Europa che vieta totalmente la pubblicità sul gioco d’azzardo.Io non posso descrivervi l’emozione per quello che abbiamo fatto in Consiglio dei Ministri. Certo, c’è tanto da fare, tanto. Non voglio assolutamente illudere nessuno, però cominciamo a ristabilire un po’ di dignità, un po’ di civiltà per questo Paese e rimettiamo al centro le persone, con le loro debolezze con i loro problemi e cominciamo ad aiutarle senza più farle cadere in tentazione, senza più farle sfruttare.Ieri è stata una giornata importante, perché oltre al decreto dignità abbiamo anche concluso l’accordo di “Italia online”. Li avevo incontrati a Torino, erano disperati lavoratori di “Italia online”, perché l’azienda stava mettendo fuori oltre 300 persone. Si è trovato un accordo grazie al dottor De Camillis, Giorgio Sorial che hanno seguito questa vicenda al tavolo tutta la giornata e sono andato a salutarli quando hanno chiuso l’accordo e gli ho detto che faremo controlli su tutto l’accordo che hanno sottoscritto, perché lo stato deve garantire questi accordi. E poi è stata anche una giornata in cui abbiamo fatto il tavolo sui riders e abbiamo avviato i lavori per il contratto collettivo nazionale dei riders, il primo in Europa. Metteremo al centro le tutele di quei ragazzi e stabiliremo che chi fa il rider deve avere delle tutele, altrimenti è illegale la sua assunzione.E infine ieri sempre in Consiglio dei Ministri abbiamo approvato un decreto che riguarda la terra dei fuochi, abbiamo approvato un decreto che fornisce le imbarcazioni alla guardia costiera libica per aiutare per i salvataggi in mare in Libia i migranti e nel decreto dignità abbiamo inserito una norma che aiuta gli insegnanti delle lauree magistrali, coloro che per effetto della sentenza del Consiglio di Stato dovevano essere licenziati e invece in questo momento abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da poter trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l’Italia durante la campagna elettorale.Le cose che ci dicevano che non si potevano fare si sono fatte e questo rappresenta tutto, vi spiega tutte le menzogne che ci hanno detto in tutti questi anni. Non consentite mai a nessuno di dirvi che non si può fare una cosa, perché noi siamo la dimostrazione che le cose si possono fare e che i problemi si possano risolvere. Da domani inizia un’altra era politica per il nostro Paese: senza pubblicità del gioco d’azzardo con meno precariato, meno burocrazia e senza più “prenditori” che si approfittano dei soldi degli imprenditori. (fonte blog dele stelle)

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