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Posts Tagged ‘decreto scuola’

Decreto scuola: Bandi forse già il 28 aprile in Gazzetta Ufficiale

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Per conseguire titoli e presentare domanda ci potrebbe essere tempo dal 28 maggio al 3 luglio per lo straordinario e dal 15 giugno al 31 luglio per quello ordinario, come riferisce Orizzonte Scuola. Anief ribadisce la volontà di ricorrere al Tar con le previsioni ancora aperte per gli esclusi. Per aderire, vai al seguente link.Il giovane sindacato, durante l’incontro di oggi, ha inviato le sue critiche e le sue perplessità sulle bozze di testo del decreto, ricordando la necessità di stabilizzare tutti i precari.Si avvicina la pubblicazione dei bandi di concorso. Come riporta Orizzonte Scuola, per quanto riguarda i Concorsi scuola, “bandi quasi pronti per essere inviati in Gazzetta Ufficiale. La data di pubblicazione potrebbe essere martedì 28 aprile”. I concorsi attesi, ricordiamo, sono quattro. “Questi i requisiti sulla base della legge 159/2019 (potrebbero aver subìto qualche modifica): bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per il ruolo Qui i requisiti; bando di concorso ordinario secondaria I e II grado Qui i requisiti; bando di concorso infanzia e primaria Qui i requisiti; bando di concorso straordinario secondaria I e II grado, procedura per l’abilitazione (quest’ultimo non sappiamo se rientrerà nel “pacchetto”). I bandi potrebbero non essere pubblicati tutti insieme, ma in successione”. Come continua la rivista specializzata, si tratta di date “che possono ancora subìre modifiche, anche perché c’è ancora tempo prima della pubblicazione e quindi sarà possibile seguire l’andamento dell’emergenza sanitaria. Il primo bando ad essere pubblicato sarà quello del concorso straordinario secondaria per il ruolo, in contemporanea a quello ordinario secondaria, in rispetto del DL 126/2019. Per il concorso straordinario secondaria per il ruolo si lavora per l’assunzione dei vincitori già dal 2020, con retrodatazione giuridica al 1° settembre qualora – come probabile – non si faccia in tempo per l’espletamento della prova computer based e la creazione della graduatoria”.

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Decreto scuola: Gli emendamenti proposti da Anief

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 aprile 2020

Dalle classi pollaio ai trasferimenti, dalla stabilizzazione dei precari agli organi collegiali. E ancora: organici, profili professionali, contratti. Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, a causa dell’emergenza Coronavirus e del diritto allo studio da salvaguardare, il Parlamento stavolta ha la possibilità concreta, e non era mai capitato, di ragionare su delle soluzioni che non siano dettate dalle solite esigenze di taglio delle spese della finanza pubblica. La scuola italiana ha dimostrato in queste ultime settimane di saper reggere, soprattutto grazie all’alto senso dello Stato del suo personale, ma non deve essere più precarizzata con percentuali di supplenti triple rispetto agli altri comparti. Scarica le proposte del giovane sindacato indirizzate alla VII Commissione del Senato per migliorare il testo del Decreto Legge n. 22 approvato dal Consiglio dei Ministri.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Le proposte portate avanti dal nostro sindacato e proposte ai senatori hanno innanzitutto lo scopo di evitare che il prossimo anno scolastico si trasformi nella Waterlo dell’istruzione pubblica italiana. Ma vogliono anche indicare la strada da intraprendere per rendere giustizia a tanti lavoratori ancora precari che la Commissione europea chiede di stabilizzare da tempo”.
Sono svariati i punti toccati dal sindacato Anief negli emendamenti inviati alla commissione Cultura di Palazzo Madama per conferire maggiore efficacia al testo sulla scuola approvato dal Governo contenuto nel Decreto Legge n. 22: classi con 15 alunni, mobilità straordinaria, delega a organi collegiali su recupero apprendimenti, stabilizzazione dei docenti anche degli insegnanti di religione educatori, Ata precari, riapertura e reclutamento da graduatorie di istituto e GaE, proroga contratti per la continuità didattica, corsi abilitanti e di specializzazione su sostegno straordinario, modifiche al concorso straordinario, misure per favorire passaggi di ruolo e verticali, a favore anche del facenti funzione Dsga, conferma dei ruoli con riserva, norme per le scuole estere e sugli organici Ata e posti in deroga. L’azione del sindacato intende tutelare l’azione didattica dei docenti e il prezioso lavoro organizzativo, tecnico e di supporto del personale Ata, che vanno necessariamente stabilizzati: non è una concessione, ma un diritto su cui finalmente legiferare. “Bisogna trovare il modo di contrastare la supplentite cronica che, a seguito della sospensione di tutte le procedure concorsuali prevista dal decreto “Cura Italia”, mette a serio rischio il regolare svolgimento delle lezioni da settembre in poi e fa salire a quota 250 mila le cattedre vacanti da coprire per il 2020/21. Gli emendamenti proposti, inoltre, intendono salvaguardare l’offerta formativa e quindi l’apprendimento degli alunni, in vista del prossimo complicato anno scolastico, andando anche a semplificare le procedure di preparazione al reclutamento, ai corsi abilitazione, oltre che alla mobilità di tutto il personale.

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Decreto Scuola, cosa prevede per la conclusione dell’anno in corso, gli esami e l’avvio di quello nuovo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Il decreto legge 22/2020 apre la strada a provvedimenti del Ministero dell’Istruzione che dovranno fissare misure particolari -in deroga alle normali regole- per il corrente anno scolastico ed il successivo. In particolare, per quello attuale dovranno essere fissate misure sulla valutazione dello stesso e sullo svolgimento degli esami del primo e secondo ciclo di istruzione (terza media e maturità), seguendo determinati limiti e principi. Per il nuovo anno dovrà essere fissata la data di inizio tenendo conto dei recuperi da svolgere per gli studenti che ne avranno bisogno.Vediamo in generale cosa è stato previsto.
Anno scolastico 2019/2020, didattica a distanza obbligatoria. In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente deve assicurare comunque le prestazioni didattiche nelle modalita’ a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione. Le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi dei dirigenti scolastici nonche’ del personale scolastico possono svolgersi nelle modalita’ del lavoro agile anche attraverso apparecchiature informatiche e collegamenti telefonici e telematici, per contenere ogni diffusione del contagio.Viene ribadito che per tutto l’anno scolastico sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Anno scolastico 2019/2020, deroghe al minimo di giorni di lezione e al requisito di minima frequenza
L’attuale anno scolastico conserva validità pur senza l’effettuazione del minimo di giorni di lezione (200 giorni). La deroga è già in vigore da tempo, prevista dal Dl 9/2020, art.32. Si aggiunge a ciò la precisazione che sia ai fini dell’ammissione agli esami di Stato sia ai fini dell’ammissione alla classe successiva si prescinde dal possesso dei requisiti previsti dal D.lgs. 62/2017, in particolare da quello del minimo di frequenza (almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato).
Esame di terza media (scuola secondaria di primo grado). Se l’attività scolastica potrà riprendere entro il 18 maggio le prove d’esame si svolgeranno in presenza e il Ministero ne stabilirà le modalità semplificate, con possibile eliminazione di una o più prove e rimodulando le modalità di attribuzione del voto finale. Dovranno essere previste specifiche regole per i candidati privatisti, salvaguardando uno svolgimento delle prove comunque omogeneo rispetto a quello dei candidati interni.Se invece l’attività scolastica non riprendesse entro il 18 maggio, o se vi fossero impedimenti per ragioni sanitarie, l’esame sarà sostituito da una valutazione finale da parte del consiglio di classe che dovrà comunque tener conto di un elaborato del candidato. Il Ministero definirà l’elaborato da svolgere e fisserà le modalità e i criteri di attribuzione del voto finale. Anche in questo caso i candidati privatisti avranno specifiche disposizioni.In ogni caso, precisa il Ministero, ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni.Dovranno essere previste anche specifiche modalita’ per l’adattamento di quanto sopra agli studenti con disabilita’ e disturbi specifici di apprendimento, nonche’ con altri bisogni educativi speciali.
Esame di maturità (scuola secondaria di secondo grado). Se l’attività scolastica potrà riprendere entro il 18 maggio le prove d’esame di svolgeranno in presenza e dovrà essere prevista la sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una prova predisposta dalla singola commissione d’esame, aderente alle attività didattiche effettivamente svolte nel corso dell’anno scolastico. La commissione esaminatrice dovrà essere composta esclusivamente da membri interni (commissari appartenenti all’istituzione scolastica sede di esame), con un presidente esterno. Se invece l’attività scolastica non riprendesse entro il 18 maggio, o se vi fossero impedimenti per ragioni sanitarie, sarà prevista l’eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio, articolandone i contenuti, da tenersi in modalità anche telematiche. Il Ministero precisa che quest’anno tutti avranno la possibilità di sostenere le prove, tenuto conto del periodo dell’emergenza. Ma i crediti di accesso relativi alla classe V e il voto finale saranno comunque basati sull’impegno di tutto l’anno. Resta ferma inoltre la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Come per le prove della scuola media dovranno essere previste specifiche modalita’ per l’adattamento di quanto sopra agli studenti con disabilita’ e disturbi specifici di apprendimento, nonche’ con altri bisogni educativi speciali. Ammissione alla classe successiva e recupero/integrazione nell’anno scolastico 2020/2021. Le ordinanze ministeriali dovranno anche fissare i requisiti di ammissione alla classe successiva per le scuole secondarie (media e superiore), tenendo conto del possibile recupero degli apprendimenti attuabile nell’anno scolastico successivo ma anche tenendo conto del processo formativo e dei risultati conseguiti sulla base della programmazione svolta. L’eventuale integrazione e recupero degli apprendimenti dovrà essere attuato a decorrere dal 1 settembre 2020 come attivita’ didattica ordinaria, tenendo conto delle specifiche necessita’ degli alunni e avendo come riferimento il raggiungimento delle competenze fissate dalle indicazioni nazionali.Per la scuola superiore quindi non ci sarà il meccanismo dei debiti e a Settembre del 2020 al posto degli abituali corsi di recupero delle insufficienze sarà possibile, per chi ne avrà bisogno, svolgere attività di recupero e integrazione. Il Ministero precisa che benchè non sia previsto il “6 politico” tutti potranno essere ammessi all’anno successivo, con valutazione, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Se la scuola non riaprisse entro il 18 maggio anche gli scrutini, ovviamente, saranno svolti a distanza. Avvio dell’anno scolastico 2020/2021 Le ordinanze del Ministero dell’istruzione dovranno regolare l’avvio dell’anno scolastico 2020/2021 provvedendo:
– alla definizione della data di inizio delle lezioni , d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, anche tenendo conto dell’eventuale necessita’ di recupero degli apprendimenti e della conclusione delle procedure di avvio dell’anno scolastico;
– all’eventuale conferma, se la scuola non ripartisse entro il 18 maggio, dell’impiego dei libri di testo adottati nel corrente anno scolastico anche per il successivo. Per approfondimenti collegarsi al sito: https://www.miur.gov.it/ (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Decreto scuola: In Gazzetta Ufficiale le risposte inadeguate sull’avvio corretto del nuovo anno

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Con la pubblicazione del testo del Decreto Legge n. 22 per affrontare l’emergenza Coronavirus, approvato tre giorni fa dal CdM, si fa concreta la possibilità di iniziare le lezioni a settembre in una situazione caotica: le misure varate dal Governo non toccano i problemi veri. È necessaria, tanto per cominciare, l’apertura telematica delle graduatorie d’istituto per il personale docente e Ata con 24 mesi di servizio svolto; oltre al rinnovo di quelle graduatorie, che interessano più di 700 mila precari e che andava fatto per legge, si deve pure prevedere il loro utilizzo per le immissioni in ruolo. Il problema è sentitissimo: in sole 48 ore, in 10 mila hanno sottoscritto le petizioni rilanciate dal sindacato pronto a presentare emendamenti ai parlamentari: una per l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e l’altra per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti.Marcello Pacifico (Anief): “Senza questi provvedimenti, alla ripresa delle lezioni, speriamo in presenza, sarà impossibile evitare il balletto delle supplenze, con tutti gli istituti che si ritroveranno senza insegnanti e personale amministrativo. Così facendo, questo Governo scherza con il fuoco: procede dritto spedito verso il record di supplentite e non fa nulla per evitarlo”.
Prende il via l’iter parlamentare del Decreto Legge sulla scuola per fare fronte all’emergenza Coronavirus sul fronte dell’istruzione: pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dopo essere stato approvato dal Governo, in queste ore è giunto sui tavoli di Palazzo Madama: la presidente Elisabetta Alberti Casellati ne ha comunicato all’Assemblea l’assegnazione in commissione per l’esame in sede referente, dove l’intento è quello di apportare degli emendamenti migliorativi.A questo proposito, l’Anief ritiene che l’eccezionalità della situazione epidemiologica non debba interferire con le procedure di reclutamento del personale. Ciò significa che non è procrastinabile l’apertura telematica delle graduatorie d’istituto per il personale docente e Ata con 24 mesi di servizio svolto: per questi motivi, il sindacato ha deciso di intervenire, raccogliendo intanto le adesioni al ricorso per il mancato rinnovo, in modo da farsi trovare pronta qualora la norma dovesse essere confermata in sede di conversione del D.L. n. 22.Allo stesso modo, considerando lo stallo dei concorsi pubblici, come rilevato anche dal CSPI, lo stesso decreto legge avrebbe dovuto contenere un piano B, da attuare qualora si arrivasse in estate senza candidati alle assunzioni a tempo indeterminato, come è accaduto negli ultimi due anni, con oltre la metà delle convocazioni per le immissioni in ruolo andate deserte: quello della stabilizzazione attraverso graduatorie di istituto, le quali sono già per titoli, riaperte e trasformate per l’occasione in liste provinciali.
Il sindacato si fa portavoce, in questo quado, di un numero altissimo di precari. È significativo che in appena un paio di giorni, oltre 10 mila cittadini abbiano sottoscritto le petizioni rilanciate dall’Anief: una per l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e l’altra per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti. Dopo averlo fatto con il Decreto “Cura Italia”, sul quale sono state presentate 15 richieste di modifica specifiche, il giovane sindacato si dice pronto a presentare emendamenti ai parlamentari anche sul Decreto Legge n. 22 ora all’esame delle commissioni di competenza del Senato.

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Decreto scuola: Salta l’aggiornamento delle graduatorie d’istituto provinciali

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

E il prossimo anno sarà record delle domande di messa a disposizione fuori elenco con la caccia aperta del preside al supplente. Il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, potrà pubblicare i bandi dei concorsi anche se non si potranno svolgere. Rimane sospeso l’aggiornamento graduatorie Ata 24 mesi. Marcello Pacifico (Anief): “Ci sarà il caos e una supplentite cronica. Il Governo cambi il testo e apra al reclutamento dei precari”. Intanto, il sindacato avvia una specifica petizione Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato, afferma che “come Anief abbiamo chiesto anche con uno specifico emendamento al decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, in discussione presso la V Commissione Bilancio del Senato, l’utilizzo delle nuove graduatorie di istituto provinciali istituite dalla legge 159/2019 per l’assunzione nei ruoli anche dei precari della seconda e terza fascia d’istituto, perché il blocco dei concorsi rischia di compromettere il corretto avvio del nuovo anno scolastico. Ci sono migliaia di insegnanti che dopo aver speso energie e risorse per poter aver tutti i requisiti validi per inserirsi nelle graduatorie di istituto in attesa dei concorsi-corsi abilitanti aspettano. Che dire poi dei 200 mila precari, molti dei quali da anni insegnano nelle scuole? Non può continuare lo Stato ad abusare dei contratti a termine. Eppure nella nuova bozza del provvedimento che dovrebbe andare in Consiglio dei ministri i precari sono liquidati come un falso problema, non viene riconosciuto loro neanche il merito del lavoro svolto nella didattica a distanza in questi giorni. Il personale Ata ha avuto bloccato, persino, la procedura di aggiornamento delle graduatorie per via del mancato avvio delle domande a distanza. Non ha senso rinviare l’aggiornamento delle graduatorie di istituto e Ata 24 mesi. Il Governo deve modificare il testo e anzi assumere tutti i precari sui posti vacanti e disponibili. Per questo Anief ha lanciato una petizione specifica”, conclude Pacifico.

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Decreto scuola: Testo in Gazzetta Ufficiale, bene gli interventi per validare l’anno scolastico

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2020

Pubblicato, nella notte, il testo del Decreto Legge sulla scuola approvato tre giorni fa dal CdM, contenente le misure varate per far fronte all’emergenza Coronavirus. Al suo interno vi sono importanti provvedimenti che riguardano la fine dell’anno, a partire dalle modifiche per l’esame di Stato di scuola secondaria di primo e secondo grado, con due ipotesi percorribili su scrutini ed Esami di Stato, a seconda del ritorno o meno nelle classi entro il prossimo 18 maggio. Per le classi iniziali e intermedie, si procede all’ammissione all’anno successivo, con verifica degli apprendimenti a partire da settembre.Marcello Pacifico (Anief): “Dopo l’approvazione del testo, bisogna chiarire agli studenti che la promozione non è assicurata e dipenderà dalla valutazione in sede collegiale di quanto fatto durante la didattica a distanza. Occorre, infatti, che consigli di classe, dipartimenti e collegi dei docenti siano liberi di poter valutare come e quanto è stato fatto e, dopo il recupero degli apprendimenti, procedere agli scrutini finali. Bisogna infine non sottovalutare l’impatto dell’obbligatorietà della didattica online con le vigenti norme contrattuali”.Il testo del Decreto Legge sulla scuola arriva in Gazzetta Ufficiale e subito viene preso in carico dal Senato, dove viene assegnato in sede referente per l’esame e le possibili modifiche migliorative.
Il decreto prevede che tutti gli alunni possano essere ammessi all’anno successivo: tutti saranno comunque valutati, nel corso degli scrutini finali, secondo l’impegno reale. Non è previsto, solo per quest’anno, il meccanismo dei debiti alla secondaria di II grado. All’inizio di settembre, infatti, invece degli abituali corsi di recupero delle insufficienze, sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, dalla primaria fino alla classe quarta del secondo grado, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato/approfondito all’inizio del prossimo. È prevista particolare attenzione, da parte dei docenti, per gli alunni con disabilità e a quelli con bisogni educativi speciali.
Per quanto riguarda gli Esami di Stato della scuola secondaria di primo grado, il decreto prevede che il Ministero potrà derogare gli articoli 8 e 10 del Decreto legislativo del 13 aprile n 62 relativamente alle prove dell’esame delle secondarie di I grado. La stampa specializzata ricorda che l’esame è costituito da tre prove scritte e un colloquio, valutati con votazioni in decimi. Sarà la commissione d’esame a predisporre le prove d’esame e i criteri per la correzione e la valutazione degli alunni. Resta la deroga dell’articolo 13 del Decreto legislativo del 13 di aprile 2017. Quindi, limitatamente all’anno scolastico 2019/2020, ai fini dell’ammissione dei candidati agli esami di Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti di cui all’articolo 13, comma 2. Nel detto articolo comma 2 sono contenuti i seguenti requisiti: frequenza di tre quarti del monte ore annuale e votazione non inferiore ai sei decimi. Gli studenti potranno, quindi, essere ammessi anche senza una valutazione positiva. Se l’emergenza dovesse perdurare, si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti.
Il decreto indica una doppia possibilità. Se le scuole riapriranno entro il 18 maggio, ci sarà un esame con commissione interna. La prima prova, Italiano, sarà preparata dal Ministero. La seconda, quella diversa per ciascun indirizzo, sarà predisposta dalle commissioni. Poi ci sarà l’orale. Se non si rientra a scuola per quella data, è previsto il solo colloquio orale. Le ore minime di alternanza scuola-lavoro, oggi Pcto, e le prove Invalsi, non costituiranno requisito per accedere all’esame, anche se verranno considerate nel corso del colloquio le esperienze maturate nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Non verrà tenuto conto, in ogni caso, del monte ore di presenza, dei debiti formativi e delle sanzioni disciplinari. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Tutti gli studenti avranno la possibilità di partecipare agli esami.
Con apposita ordinanza, il ministro dell’Istruzione fornirà indicazione su requisiti di ammissione alla classe successiva, tenuto conto del recupero degli apprendimenti e scrutini, sulla semplificazione dell’esame del primo ciclo e secondo ciclo, dalla sostituzione dell’esame con un elaborato per la scuola dell’obbligo a una discussione della sola prova orale in video-conferenza

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Decreto scuola: caos graduatorie

Posted by fidest press agency su martedì, 24 dicembre 2019

Lo Stato ne utilizzerà ben otto per assumere gli insegnanti rispetto alle tre esistenti L’effetto delle norme promosse dal nuovo Decreto Scuola, in Gazzetta ufficiale il prossimo 29 dicembre, aumenterà il contenzioso nei tribunali e non risolverà il problema delle migliaia di cattedre scoperte durante la convocazione nei ruoli. Marcello Pacifico (Anief): “Chiederemo nel prossimo mille-proroghe la riapertura straordinaria delle Gae come sette anni fa, per risolvere il problema”
In origine, per vent’anni furono due, le graduatorie di merito riservate ai vincitori e idonei dei concorsi, e le graduatorie permanente riservati a chi conseguiva l’abilitazione. Le prime dovevano essere rinnovate ogni tre anni e le seconde ogni anno, ma poi a forza della continua volontà dello Stato di risparmiare sui contratti di lavoro privato nei confronti di migliaia di insegnanti con evidenti ricadute sul bilancio, entrambe furono prorogate per diversi anni, a dispetto di migliaia di altri docenti che hanno insegnato nelle nostre scuole.
Tra il 2001 e il 2012, rimasero in vigore le prime GM (graduatorie di merito), mentre le GP (graduatorie permanenti) del 2002 furono trasformate in graduatorie ad esaurimento nel 2006 e riaperte nel 2008 e nel 2012 dal Parlamento. Da allora, nessun nuovo docente poteva entrare nei ruoli se non inserito già in esse, a parte le Gm del 2012 che furono sostituite nel 2017. Nel 2018, il precedente governo pensò a un terzo canale da utilizzare in sub ordine a quello delle GM, è quello delle GMRE (graduatorie regionali di merito ad esaurimento).

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Decreto scuola: il blocco della mobilità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

Una delle novità del Decreto scuola, attualmente in discussione al Senato e che dovrà essere approvato entro il 29 dicembre, è l’estensione del vincolo quinquennale di permanenza nella scuola di titolarità: l’obbligo quinquennale riguarderebbe tutti gli assunti dal 1° settembre 2020. Infatti, come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “il comma 17-octies dell’articolo 1 del Decreto Scuola innalza da 3 a 5 anni scolastici di effettivo servizio – per tutti i docenti destinatari di nomina a tempo indeterminato – l’obbligo di permanenza nella scuola di titolarità, a decorrere dall’anno scolastico 2020-2021, con alcune limitate eccezioni”. Si precisa che “fanno eccezione le assunzioni effettuate fino all’a.s. 2019/20, nelle quali alcuni docenti hanno il vincolo triennale (infanzia e primaria) e alcuni già quello quinquennale (scuola secondaria), a seconda la graduatoria da cui sono stati assunti in ruolo”. In particolare, “il comma 17-octies stabilisce che i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica o ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solo dopo 5 anni scolastici di effettivo servizio nella scuola di titolarità. Tale previsione si applica a decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020-2021”. L’obbligo di permanenza quinquennale è parimenti esteso anche: al personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado che supera il periodo di formazione e di prova del concorso straordinario secondaria e al personale docente ed educativo immesso in ruolo, su propria istanza, in territori diversi da quelli di pertinenza delle rispettive graduatorie qualora residuino posti vacanti e disponibili.

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Decreto scuola 2019: Anief chiede modifiche all’articolo 2 per assumere il personale Ata e facente funzione Dsga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 novembre 2019

Tra le proposte, la stabilizzazione degli LSU con 24 mesi di servizio contro i dieci anni attuali e del personale Ata con 24 mesi di contratto a tempo determinato su tutti i posti vacanti, l’ammissione dei collaboratori scolastici alla procedura riservata e dei 600 facenti funzione Dsga con 36 mesi di servizio come degli Ata con 5 anni di servizio senza laurea al concorso riservato DSGA, l’utilizzo della nuova graduatoria di merito degli idonei dell’attuale concorso Dsga oltre la soglia del 10%. Per Marcello Pacifico, presidente Anief, è ora di passare dalle parole ai fatti, rispetto all’intesa tra Miur e sindacati firmatari di contratto. Rispetto alle recenti tragedie sulla sicurezza, famiglie, dirigenti scolastici tutti reclamano maggiori risorse umane anche per la sorveglianza degli studenti, ma la verità è che abbiamo un esercito di cittadini precarizzati dallo Stato, vuoi con contratti atipici vuoi con contratti a tempo determinato reiterati nel tempo. Tutti hanno diritto alla stabilizzazione che farà risparmiare alle casse dello Stato migliaia di milioni di euro per i risarcimenti ordinati dai tribunali. Per i facenti funzioni Dsga è arrivato il momento di aprire loro un canale dedicato per il reclutamento dopo il blocco decennale dei passaggi verticali e con una sede su tre oggi scoperta e affidata persino ad Ata precari.

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Istruzione: Decreto scuola salva-precari

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

La scuola ha bisogno di certezze e non può essere terreno di scontro o momento di propaganda elettorale. Chi ha governato ha avuto un anno di tempo per approvare un provvedimento urgente con poche cose semplici. Ma i giorni e i mesi sono passati invano. Ora bisognerebbe avere la decenza, almeno, di tacere dopo aver violato ripetutamente le norme europee sui contratti a termine, aver licenziato le maestre e aver aumentato il numero delle supplenze e delle cattedre in ruolo andate deserte.
Nella calura di Ferragosto, in piena crisi di Governo, si susseguono le dichiarazioni del senatore leghista Mario Pittoni sul testo salva-precari, approvato lo scorso 6 agosto dal Consiglio dei Ministri con la formula “salvo intese”: il parlamentare del Carroccio attribuisce al M5S la situazione di stallo, dimenticando che il suo leader ha fatto presentare una mozione di sfiducia al premier Conte che sarà discussa il 20 agosto. Per Anief, però, sarebbe più utile spiegare perché in un anno di legislatura quale presidente di Commissione non ha mai risposto alle richieste di audizione e cosa abbia fatto insieme al ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per risolvere il problema del precariato. I numeri, infatti, sembrano parlare chiaro, specie nel Nord del Paese. In Veneto, ad esempio, d’estate, nuovi licenziamenti per le maestre con diploma magistrale, e in un alcune classi di concorso, l’80% dei posti andato a vuoto durante le convocazioni. Persino sui ricercatori universitari si discuterà in Corte di giustizia europea. E il prossimo anno scolastico sarà da record per le oltre 200 mila supplenze. Se ne è accorta anche la Commissione UE con una lettera che prelude a una multa salatissima che pagheranno tutti i contribuenti. Facile scaricare in questo clima di campagna elettorale sugli ex alleati di Governo del M5S che pure dovrebbe riflettere su cosa ha sbagliato e cosa non ha attuato delle vecchie battaglie politiche quando era opposizione. Ora ci dovrà essere un nuovo corso, che passa necessariamente per la stabilizzazione di tutti i precari storici.
Il senatore della Lega Maria Pittoni non perde occasione per puntare il dito contro il Movimento 5 Stelle, il quale, sostiene, avrebbe avanzato accuse “surreali”, definendo “sanatorie” e “marchette” le misure previste nel decreto salva precari. Il PAS, ha detto il senatore, prevede numerose prove selettive. Intanto, però, per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è necessario il benestare di tutti i ministri. E con l’aria che tira in seno all’attuale Governo, con la prospettiva di sfiduciare a breve il premier Giuseppe Conte, è sempre più difficile che ciò avvenga. Secondo il sindacato Anief è giunto il momento di guardarsi in faccia, per approvare provvedimenti realmente utili alla scuola e a risolvere, in particolare, i problemi di organici e di copertura delle cattedre vacanti.

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Nissoli: Bene Decreto scuola all’estero ma si può migliorare

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 marzo 2017

nissoli-onorevole“Nel mio intervento sullo Schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero (Atto N. 383), ho espresso alcune perplessità, perché tale provvedimento, più che riformare una legge ormai obsoleta, cioè la 153 del 1971, realizza più o meno una manutenzione ed un aggiornamento delle norme esistenti trattando più gli aspetti sindacali che le questioni di struttura”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli FitzGerald (Circoscrizione estera – Rip. Nord e Centro America) in seguito all’esame da parte delle Commissioni congiunte esteri e cultura del decreto sulla scuola all’estero collegato con la legge sulla buona scuola.“Infatti – continua Nissoli – pensavo che sarebbe stato importante creare una cabina di regia ma nel decreto questo non c’è ma spero che venga inserito nelle osservazioni della Commissione esteri. Una cabina di regia che serve a coordinare tutti gli interventi di promozione linguistica e scolastica all’estero in modo che siano più rispondenti alle esigenze degli italiani all’estero e di quelli che amano la lingua italiana e la vogliono imparare. Una cabina di regia dove siano rappresentati i Ministeri interessati, con il contributo anche delle forze sociali e dei tanti organismi associativi e rappresentativi di milioni di nostri connazionali che vivono all’estero”.“Ritengo – ha detto l’on. Nissoli – che nel decreto in questione ci dovrebbe essere un esplicito riferimento alla formazione linguistica degli italiani all’estero che devono essere i primi destinatari dell’insegnamento dell’italiano nel mondo, mentre qui non vi è distinzione tra italiani all’estero e stranieri”.Inoltre, l’on. Nissoli ha sottolineato “che bisogna fare una riflessione approfondita sul ruolo degli enti gestori, per rafforzarne il loro ruolo nel quadro della promozione della nostra lingua nel mondo, accanto al lavoro svolto dagli Istituti di cultura”.“Spero – ha concluso l’on. Nissoli – che queste indicazioni rientreranno nel parere definitivo che sarà dato dalla Commissione esteri, la prossima settimana”. (foto: nissoli)

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