Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘decreto sicurezza’

Immigrati e decreto sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 agosto 2019

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, esprime preoccupazione a seguito dell’approvazione ieri da parte del Parlamento italiano della legge di conversione del decreto sicurezza bis che impone sanzioni ancore più severe alle imbarcazioni e alle persone che conducono operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Secondo gli emendamenti approvati dal Parlamento, le multe per le navi private che soccorrono le persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali sono aumentate fino a un massimo di 1 milione di euro; inoltre, per tali navi è prevista l’immediata confisca.L’UNHCR ribadisce la propria preoccupazione in merito al fatto che l’imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private in un momento in cui gli Stati europei hanno significativamente ritirato il proprio sostegno alle operazioni di soccorso nel Mediterraneo Centrale. Le ONG svolgono un ruolo cruciale nel salvare le vite dei rifugiati e migranti che intraprendono la pericolosa traversata per arrivare in Europa. Il loro impegno e l’umanità che guida le loro azioni non dovrebbero essere criminalizzati o stigmatizzati.Allo stesso modo, alle imbarcazioni commerciali e a quelle delle ONG non deve essere chiesto né di trasbordare sulle navi della Guardia Costiera libica le persone soccorse, né di farle sbarcare in Libia. Alla luce della situazione di sicurezza estremamente volatile, dei conflitti in corso, delle segnalazioni molto diffuse di violazioni di diritti umani e dell’uso generalizzato della detenzione arbitraria per le persone soccorse o intercettate in mare, la Libia non costituisce un porto sicuro ai fini dello sbarco.L’UNHCR chiede inoltre agli Stati di proseguire le discussioni intraprese recentemente a Parigi sulla creazione di un meccanismo di sbarco temporaneo e prevedibile per le persone soccorse in mare, caratterizzato dalla responsabilità condivisa tra gli Stati per l’accoglienza e per la risposta ai bisogni specifici di queste persone. Queste discussioni sono state incoraggianti, e devono continuare nell’interesse di tutti.

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Decreto sicurezza bis: accolte molte istanze sindacali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

“Esprimiamo grande soddisfazione per quelle previsioni contenute nel Decreto sicurezza bis, per il quale è atteso oggi l’esame del Governo, con le quali sono state accolte molte delle istanze che l’Fsp Polizia di Stato ha sostenuto strenuamente in tutte le sedi istituzionali. Tutte le proposte finalizzate a irrobustire la tutela degli operatori della sicurezza in servizio di ordine pubblico sono assolutamente necessarie, oggi più che mai, per difendere l’integrità fisica e la dignità delle persone che vestono l’uniforme, la funzione che espletano, l’istituzione che rappresentano”. Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, nel giorno in cui dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri il testo del “Decreto sicurezza bis” che prevede l’inasprimento delle sanzioni per i reati di devastazione, saccheggio e danneggiamento, commessi nel corso di riunioni in luogo pubblico, e maggiori tutele per gli operatori delle forze dell’ordine impiegati in servizio di ordine pubblico, con l’introduzione di nuove fattispecie delittuose, e la trasformazione di quelle che attualmente sono contravvenzioni in delitti, e conseguente inasprimento delle pene.“Si tratta di provvedimenti doverosi e urgenti – aggiunge Mazzetti – proprio alla luce della necessità di garantire la libera ma pacifica manifestazione del dissenso in un momento storico di grande e profonda dialettica sociale, considerato che, invece, ormai è triste prassi che le occasioni in cui ciò avviene si tramutino in situazioni di inaccettabile caos in cui la violenza gratuita si scatena su donne e uomini in divisa con gravissime conseguenze. Da troppo tempo continuiamo a denunciare l’inaccettabile trattamento che i colleghi sono costretti a subire, con l’unica colpa di svolgere il proprio dovere nell’interesse di tutti. Troppo lunga è divenuta la lista dei ferimenti, dei gravi oltraggi, dei massacri cui i poliziotti sono sottoposti a ogni manifestazione pubblica. Troppo assordante il silenzio in cui comportamenti delittuosi dei facinorosi che strumentalizzano la piazza si perpetuano, come fosse normale aggredire chi svolge un servizio d’ordine, anche solo cercando un contatto che, per legge, non deve esserci. Troppo evidente è l’atteggiamento di chi pensa che tutto questo noi dobbiamo sopportarlo solo perché vestiamo l’uniforme. I poliziotti non sono buttafuori da strada, non ci stancheremo mai di ripeterlo, ed è ora che si dia maggiore concretezza e severità alla risposta nei confronti di chi vede in noi il nemico contro cui scagliarsi. Rappresentiamo lo Stato ed è questa cosa che deve essere difesa, oltre ovviamente all’incolumità dei singoli che deve venire prima di tutto”.

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CIR: approvazione c.d. Decreto sicurezza un grave passo indietro per il diritto d’asilo

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 novembre 2018

Il Consiglio Italiano per i Rifugiati – CIR è profondamente preoccupato per la conversione in legge del Decreto immigrazione e sicurezza, una normativa che, da una parte, comprimerà i diritti dei richiedenti asilo e rifugiati e dall’altra, andrà a compromettere fortemente il sistema di accoglienza e integrazione in questi anni faticosamente costruito.“Sembra che non integrare e marginalizzare quanti arrivano nel nostro Paese sia diventato un valore. Siamo inoltre allarmati dalla lesione dei diritti dei rifugiati: rendere incerto il diritto costituzionale alla protezione è davvero molto grave” dichiara Mario Morcone, direttore del CIR.Il provvedimento contiene misure lesive del diritto d’asilo limitando le possibilità di protezione per coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Introduce, tra le altre, il trattenimento per i richiedenti asilo fino a 210 giorni solo per identificarne l’identità. I richiedenti asilo e rifugiati sono persone che non hanno commesso alcun reato; una loro criminalizzazione è contraria alle norme internazionali. La Convenzione di Ginevra prevede esplicitamente che gli Stati non possano adottare sanzioni penali contro i rifugiati solamente per il loro ingresso o soggiorno irregolare. La legge introduce inoltre la procedura accelerata in frontiera e nuove ipotesi per qualificare la domanda d’asilo come manifestamente infondata (una domanda che viene rigettata non dando diritto ad alcuna forma di protezione salvo che ricorrano le – scarse ipotesi – di rilascio di quella speciale). Anche il principio della cosiddetta “alternativa di fuga interna” lascia profondamente sconcertati inserendo uno spazio di forte discrezionalità nell’esame delle singole domande.Il Ministero Affari Esteri, di concerto con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, redigerà un elenco di Paesi di origine sicuri attenuando così la valutazione e le ragioni delle singole domande di protezione per realizzare categorie di richiedenti a cui sarà negata ogni garanzia.“Molte di queste norme crediamo non siano compatibili con i diritti garantiti dalla nostra Costituzione; verranno impugnate in via legale aumentando in modo molto significativo i contenziosi e determinando ulteriori incertezze nella vita di tanti migranti e richiedenti asilo che avevano costruito un percorso di impegno e di rispetto delle nostre regole, partecipando positivamente alla vita della collettività” conclude Morcone.

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Decreto sicurezza, in Piemonte 22 milioni di euro di costi maggiori per il welfare comunale

Posted by fidest press agency su domenica, 28 ottobre 2018

Torino. La Regione ha lanciato il suo grido d’allarme ai parlamentari piemontesi che questa mattina si sono trovati in piazza Castello per l’incontro convocato dall’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti, in accordo con il presidente Sergio Chiamparino. Si temono le possibili conseguenze del Decreto sicurezza approvato dal governo, ora in discussione in Commissione parlamentare. Hanno raccolto l’appello la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, il deputato Andrea Giorgis, che hanno partecipato alla riunione insieme al presidente dell’Anci Piemonte, Alberto Avetta, e alla vicepresidente Elide Tisi. Ai parlamentari che non erano presenti sarà invece inviata una nota con i dati raccolti in Piemonte sull’impatto del Dl, in modo da chiedere il loro aiuto e modificarne il testo.“Abbiamo voluto questo incontro – afferma il presidente Chiamparino – perché abbiamo raccolto le preoccupazioni dei circa 60 comuni del nostro territorio, oggi coinvolti in progetti di accoglienza diffusa, i cosiddetti Sprar. E riteniamo importante chiedere il contributo di tutti per modificare un atto che potrebbe avere effetti assai negativi”. “Davanti allo smantellamento dell’attuale sistema di accoglienza, – afferma Cerutti – il rischio è che si possano perdere circa 350 posti di lavoro. Il Decreto ridimensionerà i progetti Sprar, gestiti dai Comuni, che oggi accolgono circa 1400 migranti, a favore dei Cas, i centri gestiti dalle prefetture che già oggi accolgono la maggioranza dei richiedenti asilo e rifugiati (10.400 persone circa)”.Il decreto rischia di costituire poi un aggravio per le casse comunali. L’Anci stima che a livello nazionale i costi potrebbero aggirarsi intorno ai 280 milioni di euro, di cui 22milioni solo in Piemonte. Soldi che le amministrazioni locali dovranno spendere per quei soggetti vulnerabili (malati psichici o con altre patologie) o famiglie con minori a carico, per offrire loro servizi sociali e sanitari.Il terzo grande problema è quello legato alla sicurezza. Il decreto mira a ridurre il rilascio di permessi di carattere umanitario. Questi d’ora in poi saranno concessi solo in rare eccezioni. Ciò vuol dire che un importante numero di richiedenti asilo presto diventerà irregolare. L’assessorato regionale all’Immigrazione ha stimato che solo in Piemonte saranno circa 5mila i nuovi invisibili. Questo potrebbe determinare un utilizzo di queste persone nel lavoro nero o peggio potrebbero essere reclutati dalle organizzazioni criminali con un aumento del rischio per la sicurezza dei cittadini”.“Numerose le relazioni inviateci dalle amministrazioni comunali. – afferma Cerutti – Ad esempio a Torre Pellice oggi vengono utilizzati 35 alloggi per ospitare i migranti e col decreto sicurezza questi saranno lasciati vuoti. In diversi piccoli Comuni rischiano di chiudere alcune scuole che non hanno abbastanza alunni e che restano aperte per via della presenza di piccoli migranti”.

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Oggi è il giorno del Decreto Sicurezza

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 settembre 2018

E’ il giorno, anche, in cui ci aspettiamo che si cominci a passare dalle parole alla dimostrazione concreta della volontà di restituire la giusta dignità a una categoria di lavoratori troppo spesso nei fatti dimenticata. Sono tante le questioni vitali che attendono decisioni e provvedimenti concreti, nel senso di un forte segnale di discontinuità rispetto a un passato che ha portato gli appartenenti al Comparto sicurezza in una condizione letteralmente al di sotto della soglia di garanzia dei loro diritti a una giusta retribuzione, a una tutela all’altezza dei propri gravosi compiti, al doveroso riconoscimento della specificità del loro lavoro”.E’ quanto afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp, Federazione Sindacale di Polizia, nel giorno in cui approda in Consiglio dei ministri il Decreto Sicurezza che stamane il ministro Salvini ha definito “un bel passo in avanti nella lotta contro mafiosi, delinquenti e scafisti”. “Le aspettative degli operatori della sicurezza rispetto alle tematiche che assillano il Comparto sono giustamente altissime – aggiunge Mazzetti -, ed inutile dire che il ‘passo avanti’ fondamentale per noi è nel senso di significativi interventi che ci mettano nelle condizioni di operare al meglio di fronte a sfide difficilissime per garantire la sicurezza del paese, e cioè la sua stessa vita. Il provvedimento di oggi, come certamente anche quelli che arriveranno a breve in materia economico finanziaria, saranno un banco di prova importante per testare l’affidabilità dei buoni propositi fin qui esposti dal governo. Dall’indispensabile piano per le nuove assunzioni che possa cominciare ad appianare gli enormi buchi negli organici e ad abbassare l’insostenibile soglia d’età dei poliziotti, fino a una maggiore e adeguata dotazione di mezzi e risorse, dall’essenziale rinnovo contrattuale al riordino delle carriere, dalla doverosa corresponsione degli straordinari alla predisposizione di strumenti di tutela che ci consentano di lavorare in condizioni di sicurezza sotto tutti i profili, sono tante e tutte ugualmente importanti le questioni vitali per l’efficienza e la ‘salute’ di quei lavoratori cui è affidata la sicurezza di cittadini e istituzioni e che, per questo, non possono più essere ignorati oltre”.

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Decreto sicurezza: ritirato emendamento

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

“Si tratta dell’ennesimo vergognoso tradimento alle Forze dell’Ordine da parte della maggioranza di Governo!”. E’ il duro commento di Franco Maccari – Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia del mancato finanziamento della specificità delle Forze di Polizia nel decreto sicurezza approvato alla Camera. “Denunciamo la gravità del comportamento del Governo, che ha fatto ritirare, all’ultimo momento, l’emendamento predisposto e già approvato dalla Commissione e condiviso anche da tutti i gruppi. E’ demoralizzante anche il sostanziale silenzio delle opposizioni, con i soli parlamentari di Fli che hanno protestato veementemente contro il ritiro dell’emendamento”, continua Maccari. “Il Governo – prosegue il leader del COISP – ha perso forse l’ultima buona occasione di riabilitarsi agli occhi delle Forze di Polizia, né siamo disposti ad accettare le falsità diramate dal Viminale, che parla di ‘attenzione particolare al settore della Sicurezza in sede di manovra economica’. Incredibili poi le dichiarazioni di quello che dovrebbe essere il nostro Ministro: “…Molto soddisfatto per voto Camera su decreto…”! “Sono molto soddisfatto se riusciremo a integrarlo con altri due capitoli, sulle Forze di Polizia e sui prefetti, sarà perfetto…”! Peccato che intanto hanno cassato proprio le uniche righe che servivano per non umiliare gli Appartenenti alle Forze di Polizia e Militari! Inoltre continuano a parlare di tre miliardi di euro per la Polizia, ma la realtà rimane quella di una gravissima carenza di uomini, mezzi e risorse da impegnare per la Sicurezza dei cittadini e per la dignità delle condizioni di lavoro delle Forze dell’Ordine”.  E’ veramente incredibile che su una norma di legge sulla quale si lavorava da mesi, promessa dal ministro Maroni anche nell’ultimo incontro con il COISP e gli altri Sindacati di Polizia e che serviva solo per “riparare” alle norme capestro messe in atto contro le Forze di Polizia nell’ultima manovra finanziaria, sia stata bellamente ritirata dallo stesso Governo, dopo che ne hanno strombazzato la presentazione, dopo che hanno trovato la convergenza delle opposizioni e dopo che gli Operatori tutti ne avevano avuto notizia!  Si dimostrano killer professionisti e spietati! Prima promettono, poi illudono, poi ri-uccidono anche la speranza!  Ma chi si fiderà  più di questi personaggi che di giorno fanno una cosa e la sera la disfano?

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Stalking e decreto sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2009

Dichiarazione  dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali-Pd Il Senato sta esaminando il disegno di legge di conversione dell’ennesimo decreto sicurezza e ennesima misura di inasprimento di pena, restrizione di diritti per detenuti e creazione di una nuova fattispecie di reato, gli atti persecutori, o stalking. E’ questa la misura mediaticamente più accattivante su cui, nonostante il Senato avesse gia’ votato un provvedimento ora al vaglio della Camera, il Governo e il ministro Mara Carfagna hanno deciso di mettere il cappello. Il reato prevede che chiunque compia atti persecutori e’ punibile da 6 mesi a 5 anni. Viene prevista come aggravante il fatto che chi compie tale reato sia un coniuge legalmente separato (e chi e’ separato di fatto?) o divorziato o persona che “sia stata” legata da una relazione affettiva. L’aggravante e’ per gli ex, mariti o fidanzati. Se statisticamente le denunce di questi atti persecutori possono vedere gli ex come i più denunciati, la situazione che più andrebbe tutelata e salvaguardata e’ quella delle violenze psicologiche e fisiche che si commettono in famiglia, anche con la previsione dell’aggravante come misura disincentivante. A meno che il nostro legislatore non abbia come riferimento quello afgano, in cui il marito ha diritto di abusare della moglie, il provvedimento in esame al Senato e’ incomprensibile. Se aveva un senso prevedere una aggravante, era proprio per il coniuge, che spesso sotto ricatto impone al coniuge più debole (per lo più la donna) atti e comportamenti con minacce, cagionando quell’ansia e quella paura per la propria incolumita’, come prevede l’art. 612-bis.

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