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Posts Tagged ‘Deep vein thrombosis’

Malattie Trombotiche

Posted by fidest press agency su domenica, 22 settembre 2013

Milano. In seguito al provvedimento AIFA sulla rimborsabilità inserito in Gazzetta Ufficiale il 29 agosto scorso, rivaroxaban, il Nuovo Anticoagulante Orale di Bayer HealthCare, è ora disponibile anche in Italia con due nuove indicazioni terapeutiche: la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale e il trattamento della trombosi venosa profonda (TVP) e prevenzione delle recidive di TVP ed embolia polmonare (EP). Indicazioni che vanno ad aggiungersi a quella già approvata della prevenzione del tromboembolismo venoso (TEV) nei pazienti adulti sottoposti a intervento elettivo di sostituzione dell’anca e del ginocchio.Si tratta di un importante passo avanti nella lotta contro le malattie trombotiche, dal momento che il nuovo farmaco, un inibitore diretto, specifico e reversibile del fattore Xa della coagulazione, offre un regime terapeutico più efficace rispetto alle terapie standard e la propria maneggevolezza consente l’utilizzo in diverse aree terapeutiche.
Rivaroxaban non richiede il monitoraggio della coagulazione ed è l’unico Nuovo Anticoagulante Orale in monosomministrazione giornaliera, una garanzia di compliance e aderenza alla terapia. E’, inoltre, un farmaco che ha le più alte conferme di efficacia e sicurezza in diversi contesti clinici e una consolidata esperienza clinica, con più di cinque milioni di pazienti trattati nel mondo, considerando tutte le indicazioni approvate.
L’approvazione di rivaroxaban per la prevenzione dell’ictus correlato a fibrillazione atriale, si basa su importanti benefici clinici dimostrati nello studio ROCKET AF, un rigoroso trial internazionale che ha confrontato rivaroxaban (20 mg o 15 mg per pazienti con insufficienza renale moderata) in monosomministrazione giornaliera, con warfarin in oltre 14.000 pazienti. I risultati dimostrano che rivaroxaban ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia per la prevenzione di ictus in pazienti con FA non valvolare e ha dimostrato di non essere inferiore a warfarin.
Per quanto riguarda il trattamento della trombosi venosa profonda e in generale la cura del Tromboembolismo Venoso, che a livello globale è causa di morte di una persona ogni 37 secondi (ovvero più di 843 mila morti ogni anno), l’approccio terapeutico attuale si basa sulla somministrazione di eparina a basso peso molecolare per via sottocutanea, per almeno 5 giorni, seguita da un farmaco orale, antagonista della vitamina K (warfarin) per 3 mesi ma, nei pazienti con alto rischio di recidiva, anche per tutta la vita (prevenzione secondaria).Questo approccio è molto efficace, anche se a volte complesso, perché la terapia sottocutanea deve essere somministrata fino a che gli esami di laboratorio indicano che l’effetto del warfarin è divenuto pienamente efficace, e questo richiede esami ematici inizialmente frequenti. Una volta stabilizzata, la terapia deve proseguire con gli antagonisti della vitamina K, i cui limiti sono ben noti.Rivaroxaban, invece, fornisce una soluzione semplice per il trattamento della Trombosi Venosa, con un solo farmaco orale, sin dal primo giorno.

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Allevamento, PE alleggerisce normativa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 Maggio 2012

Italiano: Un piccolo allevamento di capre.

Italiano: Un piccolo allevamento di capre. (Photo credit: Wikipedia)

Spesso accusato di iper legificazione e iper regolamentazione, il Parlamento europeo ha voluto esprimersi decisamente a favore di normative più leggere per il settore dell’allevamento. Lo scopo è quello di proteggere gli allevatori europei da un uso eccessivo dei brevetti che potrebbe soffocare l’innovazione e la crescita. La settimana scorsa è stata infatti approvata dal Parlamento europeo una risoluzione non legislativa con la quale si stabilisce che prodotti quali broccoli anticancerogeni o vacche da latte a alto rendimento, ottenuti con tecniche di riproduzioni convenzionali, non dovrebbero poter essere brevettati. “La concessione di una tutela eccessivamente ampia mediante brevetti può soffocare l’innovazione e il progresso – recita la risoluzione – e danneggiare i piccoli e medi produttori bloccando l’accesso alle risorse genetiche animali e vegetali”. Nella risoluzione si chiede all’Ufficio europeo dei brevetti di escludere dalla brevettabilità i prodotti derivati da metodi di riproduzione convenzionali, cosi come i metodi stessi. (Piero Tatafiore)(fonte AICCRE)

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