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Delega fiscale in materia di giochi

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 giugno 2015

scommessesullosportAUMENTO PRELIEVO SUI GIOCHI – «A decorrere dal 1° luglio 2015, i giochi saranno sottoposti a imposta mediante un prelievo erariale unico» sulla base imponibile, costituita «dalla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte»: in particolare la misura massima del prelievo sarà pari al 60% per le slot machine, al 50% per le VLT, al 20% per le scommesse e i giochi a distanza e al 42% per il bingo.
PRELIEVO SUL LOTTO E TASSA SULLA FORTUNA – La bozza del decreto specifica anche che «sull’importo delle vincite fino a euro 500 conseguite dai giochi del lotto è dovuta una imposta sostitutiva di qualsiasi altro prelievo, anche tributario, nella misura del 6%». Confermato l’innalzamento della “Win tax” all’8 per cento per Videolotteries, Lotto, SuperEnalotto e Gratta e Vinci.
GAMING HALL – L’offerta di gioco tramite slot, VLT, scommesse e bingo è consentita solo nelle gaming hall, «esercizi che operano sotto responsabilità del concessionario, limitati ai maggiorenni, con una superficie non inferiore a 50 metri quadri. L’installazione delle slot machine «è consentita in misura pari a un apparecchio ogni sette metri, se l’esercizio dispone di uno spazio appositamente separato e limitato ai maggiorenni.
CAMPAGNE INFORMATIVE – I concessionari dei giochi pubblici – si legge nella bozza – impiegheranno annualmente «una somma pari all’0,5% (non più lo 0,1% come stabilito in precedenza, ndr) della raccolta per campagne informative, ovvero per iniziative di comunicazione responsabile».
APERTURA DEL PALINSESTO – A partire dal 1 gennaio 2016 – si legge nel testo – saranno individuate «le tipologie di eventi sui quali in Italia non è consentito scommettere ed introdotte disposizioni per consentire direttamente da parte di concessionari per la raccolta di scommesse a quota fissa, previo nulla osta da parte dell’Agenzia, la formazione e gestione del palinsesto degli eventi sui quali gli stessi accettano le scommesse, nonché, direttamente da parte dei concessionari, la determinazione delle quote di scommessa e la certificazione dei risultati degli eventi che determinano le vincite».
SCOMPARE L’AUTORIZZAZIONE DI POLIZIA – Una delle novità contenute nell’ultima bozza del decreto è la soppressione dell’articolo 88 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza, che prevedeva il rilascio dell’autorizzazione di polizia da parte della Questure soltanto per chi aveva la concessione ministeriale. «L’esercizio dell’attività di offerta dei giochi pubblici – si legge nel testo – presuppone il conseguimento della concessione rilasciata dall’Agenzia, nonché di una apposita autorizzazione rilasciata dalla stessa Agenzia agli operatori autorizzati». Questa nuova autorizzazione non potrà essere rilasciata ai soggetti che non siano in possesso dei requisiti soggettivi previsti dagli articoli 11, 12, 92 e 131 del Tulps (condanne superiori a tre anni, ammonizioni sicurezza, condanne per reati contro moralità, gioco azzardo, alcolismo) e dalla normativa antimafia e per il rilascio di tale autorizzazione «l’Agenzia chiede al questore competente per territorio un nulla-osta attestante la sussistenza dei requisiti» e «l’adeguatezza dei locali utilizzati sotto l’esclusivo profilo della sicurezza pubblica». In questo modo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli diventa, così, uno «sportello unico» e trasmette «la richiesta del nulla osta» alla questura competente «con modalità informatiche». Il questore rilascia il nulla osta trasmettendolo alla Agenzia «con modalità informatiche nel termine di sessanta giorni e, in caso di diniego, ne dà comunicazione anche all’interessato». «Qualora accerti il venir meno di taluno dei requisiti soggettivi richiesti per il rilascio del nulla osta», il questore può revocare i «provvedimenti di sua competenza, dandone comunicazione all’Agenzia, che dispone la revoca della propria autorizzazione».
OSSERVATORIO – «Al fine del monitoraggio della dipendenza dal gioco e dell’efficacia delle azioni di cura e di prevenzione intraprese», l’osservatorio istituito dal decreto Balduzzi «è trasferito al Ministero della salute». Inoltre un decreto interministeriale del Ministro della salute e del Ministro dell’economia e delle finanze rideterminerà «la composizione dell’osservatorio, assicurando la presenza di esperti in materia, di rappresentanti delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni operanti nel settore, nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
VINCITE ALL’ESTERO – La bozza del decreto giochi della delega conferma la sentenza della Corte di Giustizia Europea sulle vincite corrisposte da case da gioco autorizzate negli Stati membri dell’Unione europea che «non concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta». Via libera quindi ai giocatori professionisti di poker, che possono partecipare a tornei internazionali senza il timore di azioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate.
RAPPORTO STATO ED ENTI LOCALI – La bozza del decreto specifica che, «nell’esercizio delle loro potestà normative ed amministrative, le Regioni e i Comuni conformano i rispettivi ordinamenti alle disposizioni del presente decreto che costituiscono disposizioni di coordinamento nazionale in materia di gioco, in particolare per i profili dell’ordine pubblico e della sicurezza, astenendosi dall’introdurre misure o assumere azioni idonee a vanificare l’unitarietà del quadro regolatorio nazionale di fonte primaria in materia di giochi pubblici».
PUBBLICITA’ – Il decreto vieta «la pubblicità di marchi e prodotti di giochi con vincite in denaro riferibili a soggetti non concessionari». La comunicazione commerciale dei giochi non deve, in particolare, «incoraggiare il gioco eccessivo o incontrollato, negare che il gioco possa comportare dei rischi, presentare o suggerire che il gioco sia un modo per risolvere problemi finanziari o personali, rivolgersi o fare riferimento, anche indiretto, ai minori, indurre a confondere la facilità del gioco con la facilità della vincita». La pubblicità del gioco, infine, rimane comunque vietata sui canali televisivi dedicati ai ragazzi e durante i programmi destinati ai minori, e nella fascia oraria tra le 16 e le 19, fatta eccezione per le trasmissioni sportive o di eventi sportivi a rilevanza nazionale o internazionale.
CRISI DEL CONCESSIONARIO – In caso di interruzione anticipata delle concessioni di gioco per le slot, la società può continuare ad operare per 90 giorni, mentre per lo stesso periodo di tempo le altre società concessionarie possono esercitare opzione di subentro.
TRACCIABILITA’ DEI FLUSSI – Al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari, finalizzata a prevenire infiltrazioni criminali e il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, i concessionari «sono obbligati a tracciare tutti i riversamenti derivanti dalla raccolta dalle giocate e ai compensi spettanti ai soggetti operanti nella propria rete di raccolta. Tale obbligo non comprende i pagamenti delle vincite o dei rimborsi né i riversamenti a favore dello Stato o dell’Agenzia per pagamenti di imposte, tasse o utili erariali».
CONTRASTO ALLA LUDOPATIA – La bozza del decreto prevede l’istituzione della “Consulta permanente” dei rappresentanti governativi, regionali e degli enti locali, dei rappresentanti degli organismi organizzati del settore del gioco, nonché dei rappresentanti delle associazioni rappresentative delle famiglie e dei giovani per la individuazione e il costante aggiornamento di misure e interventi, comunitariamente compatibili, volti al contrasto del gioco online su siti “.com”.
RESTYLING SUPERENALOTTO E SCOMMESSE IPPICHE – Per «preservare lo svolgimento dei giochi e di salvaguardare i valori delle relative concessioni, oltre che garantire una equilibrata concorrenza fra i concessionari», la bozza del decreto prevede «l’adozione di ogni misura utile di sostegno dell’offerta di gioco» per quei giochi che hanno subìto «una perdita di raccolta e di gettito erariale, nell’arco dell’ultimo triennio, non inferiore al 15 per cento all’anno». Nello specifico i giochi chiamati in causa sono Superenalotto e scommesse ippiche che, negli ultimi tre anni hanno registrato perdite a due cifre.
LEGA IPPICA – La bozza del decreto prevede, infine, l’istituzione della Lega Ippica e i requisiti necessari per l’iscrizione per allevatori, proprietari e società di gestione degli ippodromi, oltre ai principi fondamentali dello statuto. La Lega Ippica dovrebbe provvedere alla definizione del calendario degli avvenimenti ippici, alla gestione del fondo annuale di dotazione per lo sviluppo e la promozione del settore ippico, alla erogazione agli aventi diritto dei premi delle corse, alla gestione delle banche dati relative ai cavalli, alla regolarità delle corse, ai rapporti con i concessionari e con gli organismi ippici internazionali. (Fonte Agipronews)

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Fisco, Ap: “Bene Governo, meno vincoli su uso contante”

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

donne_denaro1“Meno lacci e vincoli per i cittadini che vorranno spendere più di mille euro in contanti. Grazie alla mozione di Area popolare (Ncd e Udc) approvata dalla Camera, il Governo si è infatti assunto l’impegno, rispetto alle norme contenute nella delega fiscale, ad alzare il limite sull’uso della moneta contante. Mettiamo così l’Italia in linea con la media degli altri Paesi europei che hanno introdotto anch’essi un limite (undici Paesi, tra cui la Germania, non ne hanno alcuno),ricordando che il presidente del Consiglio si era impegnato per l’innalzamento del limite a tremila euro. Una misura che riteniamo fondamentale per contribuire ad incentivare i consumi e favorire così la crescita e la ripresa, e che conferma inoltre la nostra attenzione verso cittadini e commercianti. Libertà e competitività: sono queste le linee guida della nostra azione per rendere l’economia italiana al passo di quelle europee”. Così in una nota il gruppo di Area popolare alla Camera, dopo l’approvazione della mozione con 288 voti favorevoli su 374 presenti. “In merito va smentito il falso mito del link tra uso del contante ed evasione fiscale – prosegue la nota – alla base dei provvedimenti restrittivi adottati negli ultimi anni sulla disciplina della circolazione del contante. Diversi studi, come quelli effettuati dalla Cgia di Mestre, affermano esattamente il contrario. Più libertà dunque, e non solo tracciabilità. Anche perché, come riscontrato dall’Istat, il contante è il mezzo di pagamento più diffuso. Tra l’altro in Italia esistono 15 milioni di unbanked, cioè persone che non hanno un conto corrente e preferiscono tenere i soldi in casa. A questo si aggiunga che solo il 37,9% degli italiani usano il bancomat e il 10,9% le carte di credito. In questo contesto – spiega la nota di Area popolare – va fatta una riflessione anche sui significativi costi di gestione e apertura dei conti correnti, che in Italia sono più alti del 50% rispetto al resto dell’Europa, e sui costi per l’utilizzo del pos, visto dai commercianti come un ulteriore balzello. Ne consegue che il migliore incentivo alla diffusione dei pos non è costituito dalla sua obbligatorietà, ma dalla riduzione di questi costi e, nello stesso tempo, in un ulteriore impegno nell’incentivazione dell’utilizzo della fatturazione elettronica e in un potenziamento dei sistemi di tracciabilità, come peraltro già previsto dal decreto legislativo approvato il 21 aprile scorso dal Consiglio dei ministri”, conclude la nota.

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