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Mosaico dei draghi e dei delfini

Posted by fidest press agency su sabato, 3 agosto 2019

Monasterace (Reggio Calabria) Sabato 3 agosto 2019, alle ore 18.00, presso il Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, si terrà l’inaugurazione dell’esposizione temporanea (fino al 16 agosto 2019) del Mosaico dei draghi e dei delfini.
Dal 3 al 16 agosto prossimo, quindi, appuntamento al parco archeologico di Kaulonia, centro coloniale acheo, odierna Monasterace Marina, per l’esposizione temporanea del Mosaico dei draghi e dei delfini, mosaico pavimentale ad oggi ritenuto il complesso musivo più grande e più importante tra quelli rinvenuti in Magna Grecia.
Il manufatto – pertinente ad uno ambiente termale di un complesso monumentale pubblico di IV secolo a.C. abbandonato nel corso del II secolo a.C. – è infatti un formidabile “attrattore” del sito archeologico cauloniate e grazie alla collaborazione di sponsor interessati fattivamente alla valorizzazione del sito – Ditta Falcomar s.r.l., Lions Club Monasterace – Kaulon, Cooperativa Vivikaulon e Restauro Opere d’Arte Giuseppe Mantella – si è programmata la sua apertura nel periodo che solitamente vede una maggiore una maggiore affluenza di turisti in questo bel tratto di litorale ionico meridionale.
L’organizzazione delle attività collaterali alla sua esposizione – occasione che vede presenti anche la Capitaneria di Porto-Guardia Costiera e l’Arma dei Carabinieri – prevede una serie di visite guidate a cura dei Servizi aggiuntivi, Vivikaulon ed un incontro serale nel giardino del museo archeologico per la data dell’8 agosto 2019 a cura dei Lions Club Monasterace-Kaulon.
Il Museo e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino, è afferente al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello.

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Mosaico pavimentale de La Sala dei draghi e dei delfini

Posted by fidest press agency su martedì, 31 luglio 2018

Monasterace (Reggio Calabria) 1- 2 agosto 2018 ore 9.00 – 14.00; 16.00 – 20.00 Museo Archeologico dell’antica Kaulon c/da Runci SS 106.Il Polo Museale della Calabria, nell’ambito delle iniziative del Piano di Valorizzazione 2018 del MiBAC, promuove, presso il Museo Archeologico dell’antica Kaulon, l’apertura eccezionale al pubblico del mosaico pavimentale de La Sala dei draghi e dei delfini.
L’iniziativa, che ha visto la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Reggio Calabria e della provincia di Vibo Valentia, del Comune di Monasterace, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Roccella Jonica e della Delegazione di Spiaggia di Monasterace, della Cooperativa Vivikaulon-Servizi aggiuntivi Museo archeologico di Kaulonía, è stata possibile anche grazie alla sponsorizzazione di Restauro opere d’arte Giuseppe Mantella e della Ditta Falcomar, che si ringraziano per la disponibilità e sensibilità.
Le giornate dell’1 e 2 agosto, nelle intenzioni del Polo Museale della Calabria, vogliono non solo offrire al pubblico un’ulteriore l’occasione per prendere visione di manufatti di particolare fascino e suggestione archeologica, ma ricordare anche la valenza del patrimonio storico-archeologico del territorio calabrese e reggino in particolare.
Il mosaico della cosiddetta Sala dei Draghi e dei Delfini, realizzato con tessere policrome, di particolare interesse scientifico per la sua fattura, per la ricercatezza del tema figurativo e per le dimensioni, è da considerarsi tra le testimonianze più significative riconducibili al centro magno-greco di Kaulonía, identificato dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento e localizzato nell’odierna cittadina di Monasterace Marina. Testimonianze oggi conservate nell’area del Parco archeologico dedicato allo stesso centro e situato in contrada Runci, lungo la Strada Statale 106, nel comune di Monasterace ai piedi della suggestiva Collina del Faro.
Dopo la scoperta, a cura della Soprintendenza Archeologica della Calabria, nel 2012, nell’ambito delle attività di ricerca condotte nel sito di Kaulonia, il mosaico ad oggi ricordato come uno dei più importanti e dei più antichi ritrovati in Magna Grecia, è stato ricoperto per una sua opportuna tutela e conservazione, dopo un intervento di restauro conservativo finalizzato alla messa in sicurezza delle parti più deteriorate.Il mosaico, di circa 30 mq e databile tra fine IV- inizio III secolo a C., costituisce il piano pavimentale centrale di un lungo vano con piscina per il bagno caldo di un edificio termale, eretto su un edificio pubblico già esistente, munito di ambienti di rappresentanza e di servizio. Colpisce la particolare ricchezza dei motivi e dei soggetti decorativi scelti – delfini, draghi, ippocampi – e la loro composizione armoniosa con particolari tecnici quali l’uso di lamine in piombo per delineare i profili dei delfini. Lo schema compositivo del mosaico – realizzato con tessere policrome in pietra naturale, ceramica e terracotta di varie forme e dimensioni – pone al centro sei medaglioni con motivi floreali, delimitati da più listelli colorati, la cui particolare composizione dà luogo a una visione prospettica, mentre sul lato occidentale e meridionale sono disposti stretti e lunghi pannelli con figure di animali marini (draghi, delfini e ippocampo) affrontati per coppie. Un particolare decorativo è costituito inoltre, in prossimità dell’accesso alla sala, da una rosetta circolare a 12 petali.
Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino, è afferente al Polo Museale della Calabria guidato da Angela Acordon.

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Il trauma della violenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Editoriale fidest Le luci della ribalta per Silvio Berlusconi dovevano spegnersi dal momento in cui lasciava il palco che lo aveva ospitato per il suo comizio pomeridiano a Milano del 13 dicembre scorso ed invece si sono riaccese improvvisamente colpite da un gesto insulso. Si è già scritto. ad abundantiam, in queste ultime ore tanto sia da parte di chi ha voluto, dai vertici delle istituzioni, esprimergli la sua esecrazione per il vile gesto, sia per chi ha voluto “intingervi il pane” su un supposto complotto politico o terroristico. Resta ora la riflessione calcolata a “freddo”. Dopo 15 anni che il “berlusconismo” ha calcato le scene della politica non solo domestica ma internazionale, si incomincia a parlare del “dopo” e ad immaginare canovacci futuri e possibili eredi o delfini che si voglia. Ma questo “futuro”, per una società sempre più caratterizzata dalla bramosia della velocità, comincia ad avere un senso se prende corpo già nel nostro presente. Ma la politica, purtroppo, appare l’ultima ad avvedersene. Così si è perso tempo con aggregazioni sbagliate sia in casa del Pdl sia in quella del Pd tanto che oggi usciamo con una nuova proposta politica, che potrebbe già essere vecchia, animata da Francesco Rutelli con la sua “Alleanza per l’Italia” e supportata, sia pure a livello di principio, da Pierferdinando Casini, da Fini, da Bruno Tabacci e dallo stesso Bersani. Cosa può significare in pratica? Dovrebbero essere le sirene per attrarre, con il loro canto armonioso, per certi uditi, chi trova scomoda la propria sedia nei rispettivi partiti di appartenenza e non vorrebbe ritrovarsi nelle ultime fine nel banchetto finale che si tiene altrove. Si dice che vi sia anche uno sponsor di tutto rispetto nel mondo industriale e il che non guasta di certo. Si dice, persino, che questa sorta di rivoluzione copernicana che manderebbe in pensione Berlusconi abbia il tacito assenso dello stesso potenziale “trombato” ma con certe garanzie come quella dell’immunità penale. Ma nel frattempo esita. Ma nel frattempo dimostra di essere in buona salute e d’avere dalla sua chi teme un salto nel buio e vi scrive la fatidica frase latina, scrutando l’orizzonte: hic sunt leones. In altre parole chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia ma non quello che trova. Ora questo gesto di violenza rischia di trasformarsi in ciò che non è ovvero nella classica goccia che fa traboccare il vaso. Sono certo, infatti, che i promotori della nuova stagione politica cercheranno di far capire al cavaliere quanto è insito nella logica gattopardesca del tutto cambiare per nulla cambiare solo con un maquillage di facciata, ovvero il cambio del fantino. Resta il popolo sovrano, ma che sovrano è se il regno lo ha da tempo perso? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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