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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘delinquenza’

Criptovalute e delinquenze. Agire subito!

Posted by fidest press agency su sabato, 10 agosto 2019

La Procura nazionale DNA (Direzione Nazionale Antimafia) ha presentato la sua relazione 2019 (dati 2018) dove, in un capitolo di 25 pagine comunica le sue preoccupazioni per le criptovalute che, nello specifico (a parte quindi gli evasori fiscali) riguarda l’uso delle stesse da parte di criminali e terroristi. Il tutto è decisamente preoccupante ma, non essendo noi dei “luddisti”, non pensiamo alle soluzioni più “semplici” in materia, cioè vietare (come alcuni Stati “secondari” si sono affrettati a disporre), ma ci impegniamo per cercare di contribuire a trovare soluzioni. Consumatori e utenti – ultimo anello della “filiera” – ne sono ampiamente coinvolti. Al pari di produttori e operatori che hanno nuove opportunità di mercato e di produzione della ricchezza. I “decisori” (di qualunque livello: nazionale, comunitario, internazionale e transnazionale) devono intervenire subito se non vogliono ritrovarsi a dover rincorrere una sorta di mostro cresciuto nella loro indifferenza e superficialità, financo arroganza convinti (loro) di poter continuare ad essere gli unici ad essere autorizzati all’emissione di valuta.
Per meglio capire ed inquadrare il fenomeno. Nel mondo ci sono 2.426 criptovalute che hanno una capitalizzazione di mercato superiore a 307 miliardi di dollari. I loro portafogli digitali (dove sono depositate le monete virtuali) sono oltre 40 milioni in tutto il mondo. Gli Atm, bancomat attraverso i quali si possono ritirare e cambiare monete digitali, sono complessivamente 5.362, 47 dei quali sul territorio italiano.
La più nota e più diffusa criptovaluta è il Bitcoin, in un contesto in cui, a nostro avviso, affidare i propri risparmi a questa moneta digitale sarebbe come giocare gli stessi risparmi al casinò. E’ in arrivo la Libra di Facebook che, proprio perché con cotanto padrone oltre che inserita in un contesto di riferimenti valutari di una ufficiale affidabilità, sembra che dovrebbe “sbancare” e imporsi in maniera pesante.
Poi ci sono le “monetine virtuali”, quelle un po’ casereccie che possono anche essere strumento di potenziali o declarati delinquenti e che, proprio perché casereccie, coinvolgono piccoli risparmiatori con il miraggio del facile guadagno. Miraggio che in questi ultimi anni ha trovato ampia speranza nel trading online, ma che per l’appunto è rimasto al livello di miraggio/truffa.
In questo contesto non svolge un ruolo secondario la decrescente sfiducia dei risparmiatori verso le banche di ogni tipo, per diversi motivi: gli scandali finanziari delle stesse per sottrarre soldi ai loro clienti e la successiva indisponibilità, quand’anche riconosciute colpevoli, a porvi rimedio; l’affermazione politica (in Italia sono al governo) di approcci finanziari e bancari dove si tende a far un “fascio di tutta l’erba” (includendovi anche le istituzioni Ue) evocando pesanti interventi dello Stato nazionale. Sfiducia che porta i risparmiatori a guarda con maggiore attenzione offerte come criptovalute e trading online, e dove gioca un ruolo pesantissimo la quasi totale ignoranza finanziaria del risparmiatore medio.
La relazione DNA è un importante contributo in merito alla comprensione: la richiesta dei preposti alla politica perchè possano essere dotati di strumenti più efficaci, consoni e aggiornati a far fronte agli usi illegali. Una richiesta con soluzioni difficili perché, per ottenerle, occorre coinvolgere tutto il mondo, inclusi quelli che non si parlano tra di loro oltre che combattersi con tutti gli strumenti possibili e immaginabili delle guerre, inclusi quelli digitali.
Noi Aduc possiamo solo denunciare dopo che percepiamo e raccogliamo informazioni e storie (in genere quelle cosiddette più piccole, ma che, proprio perché tali, sono “campanelli d’allarme”). Con, nel frattempo, cercare di trovare strumenti di riduzione del danno: al primo posto dei quali l’informazione. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Ogni giorno casi di immigrati che delinquono

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 agosto 2018

Migranti, appello di Cirielli ( Fratelli di Italia) a Salvini: Ogni giorno casi di immigrati che delinquono. Subito approvazione legge su aumento pene per aggressioni a forze dell’ordine ed espulsioni immediate” “A Salerno un nigeriano senza biglietto aggredisce controllori e agenti su un treno regionale. A Sanremo un tunisino scaraventa giù dalla collina una turista. Ogni giorno assistiamo ad aggressioni alle forze dell’ordine. Lancio un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini ad affrontare con la massima urgenza, attraverso un intervento legislativo, l’emergenza”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e responsabile Giustizia di Fdi. “C’è un modo per fermare subito la spirale di violenza: approvare subito le due proposte di legge di Fdi che introducono aumento delle pene per violenze a pubblico ufficiale ed espulsione immediata degli stranieri che delinquono” – conclude Cirielli.

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Emergenza criminalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 marzo 2018

Se vado a ritroso nel tempo mi accorgo di un particolare che riguarda il comportamento criminale. Un tempo e potremmo fissarlo intorno agli anni 50-70 e soprattutto in Italia, il ladro rubava con destrezza ma non con violenza. Si faceva poco uso delle armi da fuoco e di più dell’arma bianca e di quelle improprie. Si cercava d’evitare il contatto diretto con le vittime designate preferendo certe ore notturne e strade isolate e poco illuminate. Oggi si favoriscono gli scontri diretti con inermi cittadini e con i poliziotti e si compiono rapine spesso a viso scoperto e indirizzandosi non solo verso banche ma anche presso negozi e abitazioni private. E tutte le volte le armi preferite sono quelle da fuoco e con una potenza a volte dirompente per i suoi effetti lesivi. Esiste spesso una sproporzione tra il fine che s’intende perseguire e i mezzi che si adottano per realizzarlo. Manca in buona sostanza, proprio questo rapporto tra causa ed effetto, la consapevolezza che la giustizia è una cosa seria e che in tal senso va presa da tutti, nessuno escluso. Tutto ciò se non vogliamo una delegiferazione di fatto che sta diventando già inquietante per le sue conseguenze se è vero, come è vero, che solo il 2% dei ladri d’appartamento è assicurato alla giustizia ed è il 3%, per gli scippatori, il 5% dei ladri d’auto e via di questo passo. Sono tutti numeri piccoli se non piccolissimi a fronte di una criminalità sempre più aggressiva e determinata.
E’ la stessa filiera della giustizia a segnare il passo come lo è il ruolo della magistratura inquirente e giudicante con tempi lungi, anzi lunghissimi, per una sentenza definitiva sia in sede civile sia penale. (Riccardo Alfonso)

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Roma: Beni sequestrati alla criminalità

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 febbraio 2017

Roma “Abbiamo appreso in Commissione Patrimonio che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha da tempo segnalato a Roma Capitale una serie di strutture frutto di confisca, che però non sono ancora nelle disponibilità del Comune per l’assenza di un Regolamento”. E’ quanto dichiara la capogruppo della Lista Civica #RomaTornaRoma, Svetlana Celli. “La Lista Civica #RomaTornaRoma ha presentato alla Commissione una sua proposta di Regolamento, che mi auguro venga presa quanto prima in esame dall’Amministrazione, per restituire alla legalità decine e decine di beni confiscati alla mafia. Si tratta di beni che possono garantire una risposta celere ai bisogni dei territori. Per questo non c’è altro tempo da perdere. Il Campidoglio dovrebbe passare in fretta all’azione e dare così un segnale di autorevolezza dell’Amministrazione, ancora commissariata in uno dei sui Municipi più estesi, proprio per la presenza inquinante della criminalità organizzata”.

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Immigrati e delinquenza

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2015

fuga migranti1“Mentire o parlare senza avere idea delle cose che riguardano il proprio ufficio asserendo che gli immigrati, in proporzione, delinquono meno degli italiani significa che dobbiamo proprio invitarlo a fare un giro negli uffici delle Squadre volanti o, meglio, fuori assieme agli equipaggi”.
E’ il commento secco di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alle parole del Viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il quale secondo quanto riferito dai media ha affermato: “Statisticamente rispetto agli italiani delinquono meno gli immigrati perché sono più controllati, ovviamente, mi riferisco a coloro che sono inseriti nel circuito dell’accoglienza, migranti in attesa del diritto d’asilo”. Secondo Bubbico è la clandestinità che va colpita perché “è lì che si concentrano con maggiore rilevanza i fenomeni di delinquenza, i traffici più abbietti”. Bisogna dunque partire da questo dato per “offrire un quadro di sicurezza più consapevole”. Ma, secondo il Viceministro, mandare via gli irregolari è difficile perché “non sono identificabili, non ne conosciamo la nazionalità”. “E’ un’analisi – commenta Maccari – che, al di là della conclusione sconclusionata ed infondata, manifesta tutti i limiti di un sistema rispetto al quale denunciamo da sempre carenze e superficialità. A partire dal fatto che il controllo di chi è inserito nel circuito dell’accoglienza grava su Forze dell’Ordine che per numeri e mezzi e per la cattiva predisposizione dei servizi non ce la fanno più; passando per il fatto che la moltitudine di quelli che si parano dietro alla richiesta di asilo non è minimamente filtrata o controllata a monte, come invece dovrebbe essere; fino al problema della clandestinità, che riguarda anche le massedei richiedenti asilo. Quando noi parliamo di problemi legati all’immigrazione, infatti, non ci riferiamo certo ai veri perseguitati ed alle vere vittime di atroci violenze che necessitano di doverosa accoglienza e difesa da parte nostra. Ma il ‘nodo’ è proprio questo, il problema sono i clandestini che entrano nel paese sfuggendo ai controlli e che, anche per via di una legislazione inadeguata e di contromisure poco severe continuano a tornare liberi di fare quel che vogliono anche se e dopo che noi li abbiamo fermati, arrestati o momentaneamente neutralizzati, peraltro a costo di conseguenze pesanti sugli Operatori che vi si imbattono; ed il problema sono anche i numerosissimi ‘aspiranti profughi’ che arrivano nel nostro paese ma rifiutano di farsi identificare, non collaborano e, a loro volta, sono sistematicamente liberi di andare e fare ciò che vogliono con conseguenze altrettanto nefaste per noi e per la cittadinanza, come purtroppo abbiamo avuto modo di constatare in questi mesi, e da anni a questa parte”. “Tutto il sistema della gestione dell’immigrazione non va bene – conclude Maccari -, tutte le iniziative fin qui adottate sono servite per lo più ad ingrassare criminali senza scrupoli che hanno lucrato sulle disgrazie dei veri profughi lasciando loro solo briciole del fiume di soldi dei contribuenti destinato all’accoglienza, e noi non facciamo che correre dietro a tutti: a chi pratica la tratta di esseri umani, a chi arriva e delinque come gli pare, a chi ruba le risorse impiegate in questa macchina infernale, a chi protesta perché non vuole subire i gravissimi disagi dovuti a questo caos generale, a chi protesta perché non vuole stare in Italia, a chi protesta perché vuole starci e avere un trattamento che il Paese non riesce a lontanamente a garantire neppure ai bisognosi in patria… e il tutto, ovviamente mentre la maggior parte di noi continua senza sosta a occuparsi di sbarchi di centinaia di persona alla volta con le quali il circolo vizioso riparte e si autoalimenta, mentre i pochi rimasti si fanno in quattro per presidiare un territorio sul quale, in effetti, anche gli italiani delinquono, eccome. E’ vero – conclude Maccari -, la delinquenza di casa nostra non manca, ma da qui a minimizzare i fenomeni criminali legali all’immigrazione clandestina ce ne passa. Gli immigrati delinquono meno degli italiani? Niente affatto. Noi lo sappiamo bene, lo vediamo ogni giorno e ogni notte nelle nostre strade”. (n.r. A nostro avviso il problema non sta tanto sulla conta di chi più delinque e chi no ma semmai sulla capacità del sistema giustizia, nel suo complesso, di essere credibile. Se a tutt’oggi non si è in grado, e non certo per colpa dei poliziotti che sono l’ultima catena della filiera giustizia, non solo di perseguire chi delinque ma d’imbastire processi e condanne in via definitiva in tempi brevi per dare a tutti la certezza del diritto e di conseguenza essere credibili e il che significa dare fiducia ai cittadini e non lasciare spazio a chi si fa beffa delle leggi)

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Le scorie tossiche di Crotone

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Per il segretario generale del Coisp Franco Maccari  “Quello che sta avvenendo a Crotone ha dell’assurdo, del paradossale e se non fosse vero potremmo dire che stiamo assistendo a un film dell’orrore. Una città intera che è costretta a vivere come se stesse su una bomba atomica che può esplodere da un momento all’altro”.  Nei fatti è accaduto che hanno smaltito i rifiuti tossici della Pertusola di Crotone e dell’Ilva di Taranto sotterrandoli nelle aree destinate alla costruzione di scuole, edifici pubblici, ville, strade e anche banchine portuali. Da dieci anni i bambini delle elementari San Francesco e gli studenti dell’Istituto tecnico per ragionieri Lucifero di Crotone e quelli delle elementari nel rione Pozzoseccagno di Cutro,  ed i poliziotti della Questura di Crotone giocavano e lavoravano sulle scorie di ferriti (zinco, piombo, indio, germanio, arsenico e mercurio), che rappresentano lo scarto industriale della Pertusola Sud, la più vecchia fabbrica della Calabria (classe 1926) che ha prodotto, sino alla fine degli anni ‘90, zinco e derivati. “Fin qui il fatto  di cronaca – continua Maccari – che in questi giorni ha sconvolto Crotone i suoi abitanti e i Poliziotti della Questura. Proprio gli Operatori della Polizia di Stato, quadri dirigenti del Coisp, avevano denunciato le morti sospette di alcuni colleghi colpiti da tumori fulminanti alla base dei quali non esistevano,  apparentemente, comportamenti sospetti che potessero condurre a tali estreme conseguenze. Di fatto per anni i Poliziotti in servizio a Crotone hanno lavorato in un sito che era sì posto sotto sequestro, ma per il quale non si avevano indicazioni precise sul cosa ci fosse nel sottosuolo e se quel qualcosa potesse essere addirittura nocivo e letale per la vita umana”. “A questo punto  – conclude il leader del Coisp – chiediamo con forza alle Autorità competenti che si faccia chiarezza e che, in attesa che avvenga il disinquinamento, si trovi un sito adeguato dove ubicare la Questura perché non possiamo contare ancora morti tra i nostri colleghi che, non solo in una terra di frontiera come la Calabria devono preoccuparsi di fronteggiare la criminalità organizzata, ma devono anche difendersi da minacce nascoste, perpetrate ad opera della così detta “mafia dai colletti bianchi” che potrebbero essere addirittura più pericolose della stessa delinquenza”.

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