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Deloitte: il cambiamento climatico costerà fino a 178 trilioni di dollari

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2022

Nel 2070 la perdita media annua del Pil si assesterebbe sul -7,6%, rispetto a uno scenario non affetto dal cambiamento climatico. Al contrario, accelerando rapidamente il processo di decarbonizzazione, l’economia globale potrebbe guadagnare 43 trilioni di dollari nei prossimi cinque decenni. È quanto emerge dal report Global Turning Point Report 2022 di Deloitte. Secondo il report, sono quattro gli elementi chiave su cui agire per favorire la decarbonizzazione a livello globale: la collaborazione tra settore pubblico e privato, per la costruzione di politiche efficaci volte a guidare il cambiamento; investimenti da parte delle imprese e dei governi, per promuovere cambiamenti strutturali nell’economia globale tali da privilegiare le industrie a basse emissioni e accelerare la transizione verde; l’impegno, in ogni area geografica, a gestire i rispettivi “turning points”, ossia il momento in cui i benefici della transizione verso la neutralità carbonica superano i corrispondenti costi, guidando così una crescita regionale positiva; sulla base del relativo turning point, i sistemi economici e sociali locali devono promuovere un futuro più sostenibile, ovvero un’economia decarbonizzata in grado di crescere a tassi maggiori rispetto a una equivalente economia carbon-intensive. I messaggi chiave del Global Turning Point Report di Deloitte sono allineati con le evidenze del VI Assessment Report – WG II dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), che sottolinea come un ritardo nell’azione di mitigazione delle emissioni climalteranti metta a rischio il futuro dell’uomo e del pianeta. Il costante aumento della temperatura media terrestre e il livello attuale e prospettico delle emissioni antropiche impongono così urgenti azioni di adattamento, le quali però, superata la soglia di 2°C, oltre a divenire assai più costose, perderebbero anche drasticamente efficacia. Il Mediterraneo poi è considerato un vero e proprio “hotspot” del cambiamento climatico: si è riscaldato e continuerà a riscaldarsi più della media mondiale.

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Continua la crescita di Deloitte in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2021

Il network nomina di 31 nuovi partner che fanno salire il numero complessivo dei soci italiani a 330, consolidando ulteriormente la struttura di servizi professionali più grande al mondo. “Il rafforzamento della nostra squadra- spiega il CEO di Deloitte Italia Fabio Pompei- è una tappa che consolida la nostra presenza e il nostro essere al fianco delle aziende come acceleratori di innovazione, digitalizzazione e cambiamento. Congratulazioni ai colleghi per questo importante obiettivo professionale, grande risultato, frutto di impegno costante che si inserisce appieno nel nostro programma Impact for Italy che ci vede attori di primo piano per la crescita del nostro paese attraverso programmi duraturi e sostenibili”. In questi mesi inoltre prosegue la campagna di assunzioni che prevede entro la fine dell’anno fiscale corrente (maggio 2021) circa 650 nuovi ingressi, di profili sia con formazione economica sia tecnologica, sia giuridica. Deloitte, che è operativa in 25 città, oggi conta circa 8.300 persone di cui il 50% è al di sotto dei 30 anni e di cui circa la metà sono donne. Complessivamente, nell’anno fiscale 2020 Deloitte in Italia ha assunto oltre 1.800 persone (crescita del 15%) ed erogato oltre 480 mila ore di formazione. Per Audit & Assurance guidata da Stefano Dell’Orto, entrano: Savino Capurso, Silvia Dallai, Alessandro De Luca, Filippo Fabris, Marco Ricci, Umberto Zanetti. Per Consulting, guidato da Alessandro Mercuri: Luigi Capitanio, Ponziano Ciampi, Maurizio Di Noia, Davide Grassi, Andrea Leuzzi, Davide Lipodio, Nicolas Jesus Roa, Alessandro Rossi, Giulio Sacchi, Giuseppe Taranto, Stefano Torres Per Financial Advisory, guidata da Antonio Solinas: Giacomo Giobbi, Francesco Iannamorelli e Emanuele Martelli. Per Risk Advisory, guidato da Antonio Arfè: Sebastiano Brusco, Maria Fazio, Daniele Frasca, Lodovico Fregni, Gianfranco Tessitore, Elisabetta Tisato. Per Tax & Legal, guidato da Alessandro Lualdi: Elena Cardani (Tax) Roberto Famà (Tax), Andrea Martellacci (Legal), Carlo Rolandi (Tax), Fabrizio Saveri (Tax).

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Deloitte: M&A, cresce la fiducia dei CFO italiani ed europei

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2021

Dopo un brusco rallentamento nella prima metà del 2020, le operazioni di fusione e acquisizione a livello globale hanno registrato un rilancio da record: da giugno a ottobre 2020, le aziende hanno annunciato di aver concluso deal per un valore complessivo di 1.400 miliardi di dollari, segnando una crescita del +84% rispetto ai primi cinque mesi dell’anno, e portando a un valore totale di 2.200 miliardi di dollari di contratti siglati nei primi 10 mesi dell’anno.È quanto emerge dal report “M&A emerges from quarantine – M&A strategies to thrive in the post-pandemic environment”, basato sulle risposte di oltre 1.500 CFO in 17 paesi partecipanti alla Deloitte European CFO Survey, ai quali è stato chiesto quali fossero i loro obiettivi di M&A, le priorità strategiche, i rischi e le sfide per i prossimi mesi.Circa l’83% dei CFO europei (62% italiani) ha espresso elevati livelli di fiducia nella solidità dei bilanci e delle risorse delle proprie aziende. Particolarmente positivi e fiduciosi i CFO del settore automobilistico, dei servizi finanziari e dei servizi professionali.Inoltre, in assenza di segnali di un’imminente inversione dell’attuale politica monetaria estremamente accomodante, circa il 73% dei CFO dichiara di essere fiducioso sulla disponibilità di credito. Su quest’ultimo aspetto, tuttavia, i CFO italiani sono meno fiduciosi: solo il 47% è allineato con i propri colleghi europei.I CFO meno fiduciosi nella solidità finanziaria della propria azienda hanno indicato l’obiettivo di cessione di attività non essenziali al fine di sostenere i loro bilanci ed acquisire maggiori risorse finanziarie.Circa il 73% dei CFO europei e il 76% di quelli italiani è anche fiducioso circa l’opportunità di crescita del proprio settore, in particolare per chi opera nei servizi finanziari, nel life sciences, nei media e nelle telecomunicazioni (TMT). Anche il prezzo delle aziende target non è visto come un ostacolo: circa il 74% dei CFO europei (73% italiani) ritiene che vi siano condizioni di prezzo favorevoli per le acquisizioni. Inoltre, circa l’80% dei CFO europei e il 64% di quelli italiani ha dichiarato di avere fiducia nelle capacità di integrazione ed attuazione degli accordi della propria azienda.
Tra gli aspetti critici vengono invece evidenziati la situazione economica generale e gli ostacoli normativi. Circa il 40% dei CFO europei (35% di quelli italiani) non pensa che vi sarà una significativa ripresa economica entro i prossimi 12 mesi e quasi la metà degli intervistati (44% in Europa e 51% in Italia) guarda con timore i molteplici ostacoli politici, burocratici e normativi da affrontare per completare le transazioni di fusione e acquisizione.È stato chiesto ai CFO di assegnare il grado di priorità agli obiettivi di M&A a breve (<6 mesi) e medio termine (6-12 mesi) ed è emerso che i CFO utilizzano una combinazione di strategie difensive e offensive per salvaguardare la propria posizione nel mercato, accelerare la ripresa e posizionarsi per raggiungere la leadership. A conti fatti, sia in Europa che in Italia, il 59% degli intervistati ha selezionato strategie relative a M&A offensive, mentre il 41% ha scelto strategie difensive. Le aziende italiane inoltre perseguono sempre più attività non tradizionali di fusione e acquisizione, come joint venture, alleanze, fusioni e acquisizioni disruptive e investimenti di venture capital in asset sostenibili (59%), acquisizioni per accelerare la trasformazione digitale dell’azienda (67%) oltre ad attività di ristrutturazione del portafoglio che portano a disinvestimenti (62%) insieme ad operazioni di fusione e acquisizione più tradizionali, come il consolidamento nel proprio settore di attività (75%).

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Deloitte è il network di servizi professionali più grande al mondo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

In Italia Deloitte ha registrato per l’esercizio fiscale 2019 (con termine 31 maggio 2019) un fatturato pari a circa 750 milioni €, in crescita del 13% rispetto allo scorso anno (crescita a doppia cifra per il 6° anno consecutivo). Le società del network italiano, operative in 24 sedi, oggi contano oltre 6.700 persone di cui il 60% è al di sotto dei 30 anni e di cui circa la metà sono donne. Nel solo anno fiscale 2019 Deloitte in Italia ha assunto oltre 1.800 persone (crescita del 14%) ed erogato circa 410 mila ore di formazione.“Siamo consapevoli – dichiara Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia – che non basta più essere una grande multinazionale di servizi professionali per le aziende. Vogliamo essere sempre di più un attore di cambiamento per l’Italia, con la mission di favorire e sostenere processi di crescita sostenibili e duraturi per la collettività e per le imprese e le organizzazioni che serviamo.”Proprio per questo, Deloitte lancia Impact for Italy, un progetto a lungo termine, per rappresentare un punto di riferimento per le Istituzioni, per supportare le aziende nelle sfide dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico, contribuendo a migliorare i percorsi formativi per creare le competenze necessarie ad affrontare le sfide della “Quarta rivoluzione industriale”, favorendo la diversità e l’inclusione e promuovendo la sostenibilità ambientale, economica e sociale.“Un grande progetto che coinvolgerà tutta Deloitte, dai nostri partner ai neo assunti, coerentemente con quello che facciamo da sempre – continua Fabio Pompei – Ogni giorno, infatti, aiutiamo i nostri clienti a pensare in modo strategico e a lungo termine, aiutandoli a prendere oggi le decisioni che faranno crescere le loro imprese e il nostro Paese domani. Ogni giorno diamo un contributo positivo alla società e valorizziamo il talento delle nostre persone. Impact for Italy segue il purpose “Make an impact that matters” di Deloitte a livello globale.”
Per PMI e grandi aziende, Deloitte si pone l’obiettivo di supportare il sistema economico italiano verso un sempre maggiore sviluppo sostenibile, attraverso l’approccio multidisciplinare, aggregando e valorizzando i contributi di tutti gli stakeholder coinvolti: aziende, istituti di ricerca e università, istituzioni. Una crescita che deve essere sempre sostenibile e in linea con i principi ESG delle Nazioni Unite.

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