Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘demagogia’

Pista ciclabile Firenze-Prato? Si’, ma… Demagogia!

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

firenze-arno-immaginarioFirenze. Nel corso di un incontro svoltosi martedì alla sede del Governo nazionale tra il Sindaco della Città Metropolitana Dario Nardella, ed alcuni esponenti del Governo, e’ stato fatto il punto sul Patto per Firenze e le risorse assegnate: tra queste i fondi per la superstrada ciclabile Firenze-Prato: il progetto esecutivo e’ pronto e partira’ la gara.Quindi, a breve dovremmo andare in bicicletta da Firenze a Prato senza rischiare, come oggi, di essere travolti dall’abituale traffico delle strade comunali e provinciali che si percorrono. Un progetto avveniristico che e’ in linea con il tipo di investimenti che, per il trasporto ciclabile, viene fatto in Paesi come Danimarca, Olanda e Germania, dove alcune di queste “autostrade” sono gia’ esistenti e costituiscono un punto di riferimento per il decongestionamento del traffico e l’abbattimento dell’inquinamento urbano.
Ne siamo lieti nello stesso modo in cui siamo perplessi. Solo alcuni giorni fa il Sindaco di Firenze (che e’ lo stesso della citta’ metropolitana) in una comunicazione mediatica ai suoi amministrati aveva indicato la sua politica per levare dal caos permanente del traffico e della mobilita’ la sua citta’: tram, taxi e car sharing… bici zero! (1) Un elenco in cui ha fatto il punto di quello che tutti gia’ sanno e subiscono e che, di per se’, nell’immediato dei cantieri della tramvia in corso, non apre nessuna prospettiva nuova. C’e’ da aggiungere che proprio oggi il Sindaco di Firenze ha alzato la voce per la lentezza con cui vanno avanti i cantieri, auspicando turni di lavoro ed esecuzione piu’ stringenti…. Ma sono le stesse cose che aveva detto alcuni mesi fa e che non hanno portato a niente; e siccome oltre a dirlo non ha prospettato niente di nuovo che possa intravedere una modifica dei tempi, crediamo che la cosa finisca li’.
Ma, veniamo alla “autostrada” ciclabile Firenze-Prato. Ci viene una domanda: come raggiungeranno l’imbocco i ciclisti fiorentini, e dove andranno una volta che ritornano a Firenze avendo usto questa “autostrada”? Nelle piste ciclabili oggi esistenti, ovviamente. Cioe’ nel nulla: piste interrotte senza alternative, piste che finiscono nel nulla, piste con una manutenzione che fa a gara con le strade per pericoli e disagi, piste che non esistono o che rubano spazio ai pedoni. Ci risiamo: manca una cultura e una pratica politica della mobilita’ non a motore (o ciclabile), cioe’ considerarla come, per l’appunto, mobilita’, e non un mezzo da inforcare nei giorni festivi per farsi una passeggiata. Questo, per esempio, vorrebbe dire che se la centralita’ fosse il trasporto ciclabile, sarebbe piu’ importante, nel caso fosse obbligatorio scegliere per motivi di fondi, una pista ciclabile che non una strada. E invece no. Non ci siamo! Ora si fa anche la“autostrada” da Firenze a Prato… ma chi la prendera’ se poi di casa a Firenze, non si esce in bicicletta perche’ altrimenti si rischia vita e salute ad ogni pedalata?
Nel nostro approccio razionale alla politica amministrativa, per noi questo investimento Firenze-Prato, si chiama demagogia. Lavarsi la coscienza facendo vedere a se stessi ed agli altri che si fa qualcosa di alternativo alla solita mobilita’ a gas di scarico, ma di fatto lasciando le cose come stanno e -perche’ no- usando fondi che finiranno in un nulla e che, magari, avrebbero potuto essere utilizzati per portare i ciclisti ad esser tali fin dall’uscita della propria abitazione ogni giorno, soprattutto quando si va al lavoro e/o a scuola. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Costi politica: bozza Calderoli non convince

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Se Calderoli davvero vuole il dimezzamento del numero dei parlamentari, invece di proporre in un calderone unico la revisione di così tanti meccanismi costituzionali, che gli italiani hanno già bocciato, proponga in modo autonomo e secco, ora e subito, il dimezzamento del numero dei parlamentari e la trasformazione del Senato in senato federale. Su questo troverà da subito il sostegno di IDV. Mettere così tanta carne al fuoco, spacciandolo per riduzione dei costi della politica, puzza lontano un miglio di demagogia” così Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera, commenta la bozza Calderoli. “Se il ministro fa sul serio, perché la Lega ha votato no alla proposta di Italia dei Valori di abolire le province? E ancora, come si concilia l’ambizioso progetto del ministro Calderoli con il trasferimento dei tre ministeri al nord, annunciato in pompa magna per sabato prossimo con tanto di cerimonia di inaugurazione dal ministro per la semplificazione normativa, che costerà alle casse dello Stato 2,5 miliardi di euro?” conclude Borghesi.

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Fallimento Sapro spa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Il fallimento di Sapro è un evento negativo per tutto il territorio forlivese. E’ grave per le ripercussioni che avrà sul tessuto imprenditoriale locale, per le imprese che hanno acquistato terreni e per quelle che avevano rapporti di lavoro con Sapro, non ultimi i suoi dipendenti. E’ un terremoto per l’economia locale che va affrontato senza demagogia, per il quale a rimetterci sarà tutta la comunità a partire dalle giovani generazioni.  Le responsabilità che hanno portato fino a questo punto verranno chiarite nelle sedi opportune e non c’è alcuna difficoltà a riconoscere che sono stati commessi degli errori nella gestione della società, a cominciare da quello di uscire dalla mission aziendale impegnandosi sul residenziale anziché esclusivamente sul produttivo. Non c’è alcun timore nel riconoscerlo, anche perché non c’è alcuna correlazione diretta tra l’attuale classe dirigente del territorio e la gestione della società. Errori che hanno radici nel passato e che gli amministratori che governano questo territorio sta affrontando con senso di responsabilità e senza la demagogia che una destra bugiarda e scandalistica sta utilizzando per tentare di screditare il lavoro che le amministrazioni subentrate appena un anno e mezzo fa stanno svolgendo per dare le risposte che più servono al territorio, in un momento di grandissima crisi economica, sociale e occupazionale.  E’ da irresponsabili paragonare cose che tra loro non hanno alcuna connessione. Gli errori commessi su Sapro sono ben diversi dalla situazione della sanità forlivese, che è tutt’altro che in fallimento e per la quale tutte le istituzioni del territorio stanno lavorando per valorizzare al massimo le eccellenze e andare verso un’integrazione dei servizi che sia la più efficace ed efficiente possibile.Basta guardare i numeri per rendersene conto. Sono oltre 1.700.000 i mq di superficie territoriale che perderanno valore economico e che rischiano di diventare facile preda della speculazione, frenando per anni lo sviluppo economico della città. Una ventina sono invece le imprese che hanno acquisito terreni per un valore che si attesta sui 9 milioni di euro che potrebbero essere ora oggetto di revocatoria. Un gruppo di queste potrebbe vedersi bloccato l’iter del collaudo delle opere. Inoltre ci sono imprese e professionisti che rischiano di non riscuotere i crediti maturati dalla società, per le prestazioni d’opera e la fornitura di beni e servizi, per un valore di oltre 5,5 milioni di euro. Potrebbero essere liquidate con percentuali che non si discostano molto dal 10%. (Marco Di Maio)

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Le riforme tra parole e fatti

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

“La maggioranza ed il governo continuano a parlare di riforme che non ci sono, mentre sul poco che c’è mostrano pure di essere divisi tra loro nel merito e nel metodo. La smettano una buona volta di fare demagogia riempiendosi la bocca di vuote parole e si occupino dei problemi veri della gente. Fisco, occupazione, crisi economica e lavoro: sono queste le riforme che il paese attende e sulle quali intendiamo confrontarci in Parlamento” lo dichiara in una nota l’on. Massimo Donadi, capogruppo di IDV alla Camera.

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Piemonte: elezioni regionali

Posted by fidest press agency su domenica, 10 gennaio 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando Segretario Regionale PD Piemonte “Le dichiarazioni con cui il Segretario piemontese del Pdl Enzo Ghigo ha commentato il bilancio di fine mandato della Giunta regionale denotano un nervosismo eccessivo, segno evidente di una mancanza di serenità che contraddistingue la coalizione a sostegno di Roberto Cota. E quando si è nervosi, nonché a corto di argomenti, allora capita di lasciarsi prendere la mano dalla facile demagogia, che poi è il vero collante di questa destra che vorrebbe far suo il Piemonte.  I risultati ottenuti dalla Giunta Bresso sono stati importanti, dalle misure adottate per far fronte alla crisi e sostenere imprese e famiglia, ai grandi investimenti nella ricerca e nell’innovazione, alla gestione della sanità che ci era stata consegnata da Ghigo in situazione disastrosa.  Il tutto nella ristrettezza di risorse in cui la Regione si è trovata in questi anni ad operare, soprattutto a causa dei tagli effettuati dal Governo di centrodestra.  Se è legittimo criticare, bisognerebbe almeno non perdere il senso della misura, come fa Ghigo quando accusa il PD di imbarazzo ed incertezza sulla TAV e parla di intervento miracolistico del Governo”.

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Sotto il «cappello» della demagogia

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 gennaio 2010

Abbiamo raccolto una nutrita documentazione su quanto ci costano i parlamentari, abbiamo rilevato gli eccessi di spesa o, per meglio dire, le mancate economie che tuttora impazzano nella spesa pubblica e qualcuno ci accusa di fare demagogia. Sappiamo bene che la democrazia ha un costo, ma sappiamo altrettanto bene che i nostri politici hanno pochi contatti con la realtà del nostro Paese di quella realtà fatta di modesti stipendi e pensioni, di persone che tutte le mattine si alzano all’alba e si sobbarcano chilometri di strada da pendolari su treni, tram, autobus e quanto altro per raggiungere il posto di lavoro, che sono alle prese giorno dopo giorno con la quadratura dei loro modesti guadagni e quando questi milioni di italiani si chiedono e ci chiedono cosa fa per essi lo Stato ed ancora con una certa vena tra l’accorato e l’ironico si pongono e ci pongono la domanda: ma Berlusconi è mai salito su un autobus nell’ora di punta, non ha mai avuto l’affanno per raggiungere il posto di lavoro in orario, non ha vissuto, diciamo per un solo mese, con lo stipendio di un operaio o di un pensionato? Probabilmente la domanda è mal riposta poiché più di qualcuno li accuserebbe e ci accuserebbe di fare della demagogia. Ma è proprio così?

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Sicurezza: la demagogia fa proseliti

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Il Presidente del Consiglio dei ministri nel corso dell’ultima conferenza stampa a Palazzo Chigi ha, tra l’altro, annunciato un massiccio impiego dei militari nelle città. “Berlusconi sembra aver dimenticato che lo scorso 27 maggio dal Consiglio Supremo di Difesa, riunitosi sotto la presidenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, aveva frenato sulle ipotesi di impiego massiccio dei militari in operazioni sul territorio nazionale.” Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (PDM). “Se il costo per impiegare 3.000 militari è stato di 30 mln di Euro, ora con altri 1250 spenderemo 42,5 mln di Euro per questi altri sei mesi di inutile farsa in cui i poliziotti saranno costretti a fare la parte delle balie. In questo periodo di vacche magre, – aggiunge Comellini – visti i tagli di bilancio effettuati nel settore della sicurezza, sarebbe stato opportuno fare delle scelte più logiche, e magari, se proprio si dovuto decidere di non dare questi soldi alle forze di polizia per pagare gli straordinari e la produttività al personale, si poteva pensare a stabilizzare alcune migliaia di precari delle Forze armate, oppure ad assumere nella Polizia di Stato quei tantissimi ragazzi che al termine del periodo di ferma volontaria nelle Forze armate risultarono idonei ma furono esclusi dalla limitazione dei posti messi a concorso. Certamente – conclude Comellini – in questo modo il Governo avrebbe dato un valido segnale di attenzione alla sicurezza dei cittadini, una concreta risposta alle promesse fatte ai tantissimi giovani precari e avrebbe evitato di percorrere una strada che rischia di portare il paese verso imprevedibili tensioni sociali o, ancora peggio, scontri tra fazioni politiche o verso minoranze etniche.” (Luca Marco Comellini Segretario PDM)

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Da La Russa solo demagogia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Sicurezza, Comellini (Pdm): Da La Russa solo demagogia. Ci mancherebbe altro che il Ministro La Russa obbligasse i cittadini a fare le ronde!” – Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm) – “L’attuazione delle ronde rappresenterà solo un altro problema per Forze di polizia che si ritroveranno a dovergli fare da balia come lo fanno adesso ai militari impiegati nelle citta’. Anziche’ provvedere a unificare le Forze di polizia e smilitarizzare la Guardia di Finanza – prosegue Comellini – in modo da evitare la duplicazione delle funzioni e razionalizzare le risorse umane ed economiche da destinare alla sicurezza dei cittadini questi ministri sembrano voler continuare a giocare a Risiko ma senza un preciso obiettivo. Mentre loro creano situazioni imbarazzanti per tutti gli italiani, mortificando poliziotti e militari, – conclude Comellini – noi abbiamo presentato, tramite l’On. Maurizio Turco un progetto di legge (n. 2639) che prevede la modifica all’articolo 6 della legge 1° aprile 1981, n. 121, concernente la dotazione di personale del Dipartimento della pubblica sicurezza, e delega al Governo in materia di ridefinizione della dipendenza gerarchica e delle funzioni dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza.” (com/baz) 051127 AGO 09 NNNN  (fonte Velino)

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Unione Universitari contro Regione Abruzzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2009

La responsabile dell’Italia dei Diritti: “Il problema delinea una tendenza generale che tocca l’intera Italia” L’Unione degli Universitari continua la protesta contro il disinteresse che la Regione Abruzzo, nella persona del governatore Chiodi e dell’assessore Gatti, mostra nei confronti del diritto allo studio degli studenti aquilani. I giovani riuniti lamentano il favore delle istituzioni locali verso il «libero mercato» a discapito del ripristino di borse di studio, servizi, alloggi sicuri e trasporti. La vicenda non coglie di sorpresa la responsabile per la scuola e l’istruzione dell’Italia dei Diritti Annalisa Martino: “Il problema delinea una tendenza generale che tocca l’intera Italia, a prescindere dall’intensità dell’emergenza. Le promesse non mantenute smascherano, inoltre, la demagogia di una classe dirigente sorda alle vere esigenze dei suoi elettori. Mi stupirei se gli stessi amministratori che, a due mesi dalla catastrofe, non provvedono ancora alla sistemazione degli sfollati in veri appartamenti, avessero a cuore il diritto alla ricerca”. L’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro conclude l’analisi  prevedendo scenari peggiori per la gestione pubblica: “Con iniziative, quali la Devolution, realtà meno gravi di quella abruzzese saranno abbandonate al loro destino. Non saranno possibili prospettive differenti, data la politica del nostro premier vicina al populismo leghista”

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Violenza e disoccupazione spaventano i romani

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2009

“Che i cittadini siano preoccupati per la loro sicurezza fisica ed economica è un dato oggettivo vista la crisi e la criminalità dilagante. Bisogna però restituire fiducia e serenità ai romani risolvendo i problemi legati alla disoccupazione e all’insicurezza.” E’ questo il commento del vice-presidente dell’Italia dei Diritti, Robertò Soldà, sui dati della ricerca condotta dalla facoltà di Scienze della Comunicazione de “La Sapienza”, per conto dell’Osservatorio della legalità della Regione, circa i problemi maggiormente sentiti dai cittadini laziali. Le difficoltà nella ricerca di un impiego e la crisi economica rappresentano i timori del 60,4 % degli uomini intervistati, mentre le donne, il 78%, temono la violenza e i reati che minacciano il corpo e la loro vita quotidiana: furti, rapine, aggressioni e stupri. Malgrado i risultati, i cittadini romani si schierano però contro le ronde mostrandosi inclini all’aumento della videosorveglianza. “Lo studio ci restituisce una fotografia della società che rispecchia le emergenze quotidiane di milioni di persone – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. La percezione di insicurezza è sempre più alta e riflette la cattiva gestione del rapporto tra i cittadini e una politica sorda alle richieste sollevate dal basso. Ascoltare le paure dei romani e porvi rimedio deve essere una priorità da affrontare senza retorica o demagogia”.

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De Pierro, basta con i “poliziotti da scrivania”

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2009

“Alla luce dei recenti provvedimenti sulle ronde e di tutto quanto abilmente e demagogicamente propagandato dall’attuale esecutivo in tema di sicurezza, noi dell’Italia dei Diritti abbiamo monitorato il panorama organizzativo del personale appartenente alle forze dell’ordine ed evidenziato una girandola di contraddizioni”. Con questa frase Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, ha espresso il suo disappunto sull’operato del governo in materia e ha avanzato delle critiche sulla distribuzione delle unità di personale deputato al mantenimento dell’ordine pubblico e prevenzione. ” Non possiamo credere – ha sottolineato De Pierro – che si discuta tanto di ronde e si organizzi la carnevalata dell’esercito per le strade, svilendo e colpendo al cuore la dignità dei corpi di polizia che quotidianamente si adoperano per salvaguardare la sicurezza dei cittadini. E’ lo Stato che deve farsi carico di questa esigenza primaria, non certo con trovate folkloristiche che hanno l’unico effetto di amplificare il senso di paura, stornando l’attenzione dai reali problemi che attanagliano il Paese. A fronte di quanti rischiano la loro vita per le strade, esiste un impressionante numero di poliziotti, carabinieri e finanzieri che espletano il loro ruolo comodamente seduti davanti ad una scrivania a parità di stipendio ma con molti meno oneri. Preferisco poi sorvolare su quanti tra questi prestano servizio presso edifici istituzionali, ricevendo un’indennità di palazzo tutt’altro che trascurabile oltre che del tutto ingiustificata, che crea dei consistenti divari reddituali rispetto a quanti sono impiegati in operazioni ad alto rischio. E’ giusto che si metta la parola fine a questa vergogna che consente agli amici degli amici di fare gli ‘impiegati con le stellette’. A nostro avviso è questa la strada da percorrere a garanzia della tranquillità dei cittadini, evitando categoricamente assurdi proclami pubblicitari “.

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