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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘demenze’

Le demenze: il punto della ricerca scientifica su nuove terapie e procedure diagnostiche

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2018

Dichiarazione del Prof. Stefano Cappa, Ordinario di Neurologia, Scuola Universitaria Superiore di Pavia: “Nel caso di demenza, le capacità motorie dei pazienti rimangono intatte. Per questa patologia, infatti, vale la regola “Non c’è cervello senza muscolo” proprio a sottolineare l’importanza dell’attività fisica per il mantenimento delle nostre capacità cognitive.A livello internazionale, due scoperte sono molto importanti per il potenziale impatto sulla diagnosi e sullo sviluppo di nuove terapie. Da un lato, una scoperta di base, ovvero la conoscenza della precisa struttura atomica della tau fosforilata, un’altra proteina la cui deposizione a livello cerebrale, accanto a quella dell’amiloide, è il principale marcatore della malattia. La conoscenza della struttura degli aggregati specifici per l’Alzheimer apre la strada alla possibilità di una visualizzazione in vivo con la tomografia ad emissione di positroni e allo sviluppo di terapie che nel blocchino l’aggregazione.Dall’altro, la recente scoperta di un test eseguibile su un semplice campione di sangue per dimostrare la presenza di un probabile accumulo di amiloide cerebrale, la cui efficacia sembra comparabile a quella di esami invasivi, come l’analisi del liquido cerebrospinale mediante puntura lombare o più costosi e complessi, come la PET cerebrale con traccianti per l’amiloide. Quindi nuove prospettive per la diagnosi precoce e la valutazione dell’efficacia di terapie applicate a soggetti a rischio o nelle fasi molto iniziali della malattia”.

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Demenze: dati neuropatologici variano con l’età

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

Le attuali classificazioni basate sulla patologia hanno semplificato eccessivamente la complessità del morbo di Alzheimer e delle demenze: la correlazione fra le manifestazioni cliniche delle demenze ed i dati neuropatologici di base infatti varia con l’età, risultando più stretta nei soggetti moderatamente anziani che in quelli di età più avanzata. Nella valutazione dei probabili effetti di interventi contro la demenza nella popolazione dunque è necessario tener conto della variabile costituita dall’età dei pazienti. Tanto il morbo di Alzheimer che gli altri tipi di demenza vanno considerati come frutto di una complessa interazione fra cambiamenti patologici, meccanismi compensatori e disfunzioni sinaptiche di base. (N Engl J Med. 2009; 360: 2302-9 e 2357-9)

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