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Posts Tagged ‘democratica’

Birmania: Transizione democratica pacifica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2015

birmania“La vittoria in Birmania di Aung San Suu Kyi e del partito di opposizione Ndl da lei guidato, è un’ottima notizia e un esempio da seguire. Una donna è riuscita, con la sua tenacia e la sua determinazione, affrontando e sopportando mille difficoltà, a portare dopo 25 anni il suo Paese verso la democrazia. Non si tratta, però, di una rivoluzione improvvisa avvenuta da un giorno all’altro ma di una transizione pacifica che produrrà di sicuro effetti strutturali e duraturi nel tempo”. A dirlo è Paolo Alli, Capogruppo Area Popolare (Ncd-Udc) in Commissione Affari Esteri e Vice Presidente dell’Assemblea Parlamentare Nato. “Sono stati evitati gli errori avvenuti, ad esempio, in Libia dove ancora a distanza di qualche anno dalla caduta di Gheddafi, siamo in una situazione complessa e dove la democrazia non è stata riportata. Ora la Birmania potrà, finalmente, uscire dal suo isolamento, tornare nella comunità internazionale e rilanciare la sua economia. Finora su di essa, per effetto del regime militare, hanno gravato le sanzioni Usa e quelle dell’Unione Europea”.

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Festa democratica nazionale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 settembre 2010

Torino 4 settembre 2010, a partire dalle ore 9.30, presso Sala Norberto Bobbio in Piazza Castello, nell’ambito della Festa Democratica Nazionale, si svolgerà la riunione dell’Assemblea Regionale del Partito Democratico del Piemonte.  Aprirà i lavori la relazione del Segretario Regionale Gianfranco Morgando.  Seguiranno gli interventi dei coordinatori dei gruppi di lavoro, l’illustrazione dei documenti e la discussione in Assemblea.

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Corruzione: E’ emergenza democratica

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

«In questi giorni di passione per la legalità, in cui l’immagine dell’Italia e quella dello stato di diritto sono messe a dura prova, leggere che servitori delle istituzioni utilizzano la loro posizione per rubare è disarmante». È il commento di Antonella Sassone, viceresponsabile romana dell’Italia dei Diritti, alla notizia dell’arresto per concussione di 4 militari – 2 ufficiali e 2 sottoufficiali – tutti di stanza presso la Cecchignola, in Roma.  A dare il via alla serie di arresti era stato, il 14 luglio scorso, quello del tenente colonnello dell’Esercito Paolo Fanteria, 49 anni, sorpreso nell’atto di intascare una mazzetta di 5mila euro.  I cinque militari avrebbero accumulato, a partire dal 2008, oltre 500mila euro, pari ad una fetta compresa tra il 10 ed il 20% del valore complessivo degli appalti di fornitura di beni e servizi oggetto di reato.  «Se coloro che sono naturalmente deputati alla protezione dello Stato lo utilizzano per imporsi come tiranni sulla comunità – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – c’è da gridare all’emergenza». Un sistema integrato di corruzione: individuata la fornitura, pagata la tangente, ottenuto il servizio. «Finchè c’è corruzione non ci può essere progresso, né materiale e né intellettuale – rilancia la Sassone – Stiamo diventando un paese sottosviluppato, in cui la barbarie di usi e costumi della classe politica dirigente e di parte delle forze dell’ordine impedisce di fatto la lotta a quel sistema clientelare ramificato ed esteso ad ogni livello della società civile, dagli appalti ai titoli di studio, dalle cariche elettive alle nomine dirigenziali».

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Per un’Europa politica e democratica

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2010

Negli ultimi giorni i Commissari designati del nuovo esecutivo Barroso hanno passato le audizioni davanti alle Commissioni Parlamentari competenti sulle materie che saranno di loro responsabilità. E’ stato un esercizio vero, dove i membri del Parlamento non hanno fatto sconti, sondando con domande politiche, ma anche tecniche, le capacità e le conoscenze dei singoli Commissari designati. In sostanza, mettendo alla prova la loro adeguatezza ad assumere i rispettivi incarichi di nuovi “ministri” europei. Le audizioni sono un momento affascinate, essenziale nella dialettica tra le diverse istituzioni europee. E, sicuramente, è uno dei passaggi più significativi del rapporto di costruzione della “fiducia” tra Parlamento ed esecutivo UE. Questo rapporto si realizza prima con un voto al presidente (preceduto da un suo discorso in cui indica il programma politico che intende promuovere); e poi, dopo le audizioni, con un voto finale con cui il Parlamento vota sull’intero nuovo collegio. Su questo voto si fonda la vera legittimazione politica alla nuova Commissione che, da quel momento, entra ufficialmente in carica. L’esperienza di Buttiglione cinque anni fa e quella della Commissaria Bulgara designata Rumina Jeleva, Ministro degli esteri del suo paese, entrambi costretti a rinunciare all’incarico e sostituiti a seguito di audizioni controverse, è la prova che questo passaggio è lungi dall’essere una passeggiata. E, al di là di possibili ingiustizie o ripicche e, piccoli o grandi giochi di potere tra le forze parlamentari europee, è giusto che sia cosi. Le forche caudine dei Commissari designati sono il necessario prezzo da pagare per una vera e credibile legittimazione politica dell’intero collegio. Chi conosce queste procedure e il funzionamento delle istituzioni europee non si sognerebbe mai, difatti, di dare del burocrate al Presidente della Commissione europea o a un membro del suo collegio. In analogia ai sistemi parlamentari moderni, con l’audizione e il successivo voto al collegio, si realizza un rapporto fiduciario tutto politico tra il Parlamento e l’esecutivo UE. Prova del carattere politico di questo rapporto sono anche le altre prerogative di controllo del Parlamento attraverso strumenti parlamentari tipici, quali interrogazioni scritte e orali, e il possibile ricorso a una mozione di sfiducia sul collegio. E’ bene che i cittadini europei siano consapevoli di questo importante momento di collaudo democratico della seconda maggiore democrazia al mondo dopo quella indiana. E non la diano troppo per scontata, considerata la difficoltà e le resistenze che un forte ruolo del Parlamento europeo e il suo crescente legame politico con la Commissione ancora incontra in molti Stati membri. Ed è bene, anche, che i parlamentari siano pienamente consapevoli che con le audizioni il Parlamento si gioca buona parte della sua credibilità come istituzione. Utilizzare al meglio questo fondamentale momento di trasparenza e democrazia significa interpretare al meglio quel ruolo di rappresentanza e servizio delle istanze e degli interessi dei cittadini europei a cui questa istituzione è chiamata a rispondere. (Carlo Corazza Direttore della rappresentanza a Milano)

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